CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 616

‘La magia della danza’ del Ballet Nacional de Cuba

Tutto pronto per la prima edizione di Torino Estate Reale che prenderà il via sabato 1 luglio, con lo spettacolo  in piazzetta Reale

 

Il cartellone, presentato dalla Città di Torino all’interno di Palchi Reali(http://www.palchireali.it), va in scena dall’1 al 16 luglio. Un’ideale staffetta attraverso i diversi generi artistici – danza, voci e musica classica – intratterrà il pubblico di piazzetta Reale (dalle 21.30), traghettandolo tra passato e presente per tutta la prima metà del mese.

 

QUATTRO RAPPRESENTAZIONI DEDICATE ALLA DANZA:

 

Si parte sabato 1 luglio, alle 21.30, con ‘La magia della danza’ del Ballet Nacional de Cuba. In unico spettacolo va in scena la ricchezza del balletto classico: un’antologia dei momenti salienti dell’arte coreografica del XIX secolo, rivisti secondo i canoni della scuola cubana di balletto. Giselle (scene dal secondo atto) da Jean Coralli e Jules Perrot, musica di Adolphe Adam; La Bella Addormentata (scene dal terzo atto) da Marius Petipa, musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij; Lo Schiaccianoci (scene dal secondo atto) da Lev Ivanov, musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij; COPPÉLIA (scene dal primo e terzo atto) da Arthur Saint-Léon e da Marius Petipa, musica di Léo Delibes; Don Chisciotte (scene dal primo e terzo atto) da Marius Petipa e Alexander Gorski, musica di Ludwig Minkus; Il lago dei cigni (scene dal secondo atto) da Lev Ivanov, musica di  Pëtr Il’ič Čajkovskij e Sinfonia di Gottschalk
di Alicia Alonso, musica di Louis Moreau Gottschalk.

Martedì 4 luglio il festival prosegue con lo spettacolo acrobatico del Cirko Vertigo che, con il suo Cirque Royal, impegnerà equilibristi, giocolieri e danzatrici in un vertiginoso gioco tra cielo e terra capace di coinvolgere non soltanto i più piccoli ma anche i loro più cresciuti accompagnatori.

Dalla collaborazione tra Aterballetto e Johan Inger, coreografo del Nederlands Danse Theater dal 2009 al 2015, nasce Golden Days, lo spettacolo di martedì 11 luglio. Il creatore di diversi balletti per le più importanti compagnie internazionali proporrà un evento speciale che comprende il materiale coreografico di lavori già affidati alla Compagnia: Rain Dogs (2013) su musiche di Tom Waits e Bliss (2016), vincitore del Premio Danza&Danza 2016 come produzione italiana dell’anno, sul famoso concerto di Colonia al pianoforte del M° Keith Jarrett. Inger ne ridisegna l’insieme legandoli con la creazione di un assolo: Birdland, sulle note dell’omonimo brano di Patty Smith.

Torino Estate Reale saluterà il pubblico con il canto, la danza e la musica della Compagnia di flamenco di Manuel Liñán, pluripremiato coreografo. Domenica 16 luglio, Nómada celebrerà l’instancabile migrazione creativa dell’uomo moderno. Un viaggio nel flamenco rivisitato in chiave contemporanea, con un’esibizione in cui Liñán, artista e bailaór eclettico,  sarà accompagnato da tre bailaóras, due bailaóres, tre voci e due chitarre.

foto V. Maiorano

CINQUE APPUNTAMENTI CON LE GRANDI VOCI:

 

Domenica 2 luglio a esibirsi sul palco di piazzetta Reale è Paola Turci, una delle artiste più apprezzate del panorama musicale italiano. Grinta, talento e determinazione sono le qualità che hanno sempre contraddistinto la cantautrice romana nei 30 anni di una carriera che si è evoluta brillantemente seguendo diverse fasi artistiche, corrispondenti ognuna a una continua ricerca personale. Dopo il grande successo sanremese “Fatti bella per te”  la Turci torna live sul palco con Il Secondo Cuore Tour che fa tappa nel centro di Torino. Accompagnata dalle note di Pier Paolo Ranieri, Fernando Pantini, Fabrizio Fratepietro e Roberto Procaccini, la voce di Paola Turci regalerà alla notte torinese le suggestioni di Volo così, Mani giunte, Bambini, Questione di sguardi e di molte altre interpretazioni.

Giovedì 6 luglio, Peppe Servillo renderà omaggio a Lucio Battisti. Lo spettacolo Pensieri e Parole reinterpreta il protagonista più intimo, lirico e personale della canzone italiana. Gli arrangiamenti di Javier Girotto e la voce di Servillo prenderanno per mano chiunque abbia desiderio di ripercorrere le tappe più emozionanti della nostra comune identità musicale. Un viaggio suggestivo ed evocativo, colonna sonora della nostra storia collettiva ma, al tempo stesso, legata ai ricordi e al personalissimo vissuto di ciascuno.

Sabato 8 luglio il tour Diventi Inventi 1997-2017 di Niccolò Fabi farà tappa in Piazzetta Reale. Il cantautore romano racconterà dal vivo il suo percorso artistico e musicale celebrando il ventennale della sua carriera. Fabi torna a Torino per una data estiva, unica in Piemonte dopo la festa di chiusura del tour Una somma di piccole cose, disco grazie al quale ha vinto alcuni tra i più importanti premi italiani. Una festa per ripercorrere tutta la storia musicale di un artista considerato tra i massimi esponenti della musica cantautorale italiana. Vent’anni celebrati attraverso canzoni, parole, arrangiamenti nuovi e inediti. Un legame molto forte con la nostra città è testimoniato dai compagni di viaggio di Fabi che compongono la band interamente sabauda

Domenica 9 luglio, Hindi Zahra calcherà le scene torinesi con la sua musica trasversale e inafferrabile, talmente ricca, libera e vitale da sfuggire a ogni tentativo di imbrigliarla in una qualsivoglia definizione. Homeland segna il gradito ritorno dell’artista di origini marocchine lungo le sponde del Po. La critica la definisce la “Patti Smith del deserto”. Tante lingue, stili musicali, atmosfere e luoghi dell’anima. Hindi Zahra non fa musica solo col suo groove, la fa con i suoi occhi intensi, con le sue mani che volteggiano, con i suoi lunghi capelli che come fili magici legano tromba, flauto, percussioni, campanelli, basso, chitarre, batteria, tessendo un arazzo indimenticabile.

Come una specie di sorriso è l’omaggio che Neri Marcorè renderà, venerdì 14 luglio, all’indimenticato Fabrizio De Andrè. Insieme aGnuQuartet, un singolare organico strumentale di violoncello, violino, flauto e viola, il poliedrico artista, attore di cinema, teatro e televisione, si incamminerà insieme al pubblico sulle orme di uno dei più grandi poeti del cantautorato italiano. In Come una specie di sorriso ritroveremo il Fabrizio De Andrè noto al grande pubblico ma anche quello meno conosciuto che Marcorè, qui nelle vesti di cantante e chitarrista, più ama. Un repertorio impreziosito dagli arrangiamenti sofisticati di Stefano Cabrera (GnuQuartet), che trascinerà il pubblico in un emozionante viaggio musicale, lungo le meravigliose rotte tracciate da Faber e  dai suoi versi immortali.

TRE CONCERTI DI MUSICA CLASSICA ESEGUITI DALLE ORCHESTRE TORINESI:

Bernstein e Gershwin saranno i protagonisti del Sogno Americano proposto dall’Orchestra del Teatro Regio di Torino guidata per l’occasione dal giovane direttore Sesto Quatrini, attuale direttore musicale de Les Voix Concertantes di Parigi e direttore principale della Bare Opera di New York. Da Rhapsody in blue a West Side Story, da Candide ouverture a Un americano a Parigi, due dei più famosi compositori americani rivivrannovenerdì 7 luglio grazie alle note del pianoforte solista della pluripremiata Mariangela Vacatello.

L’appuntamento con Note di mezza estate è giovedì 13 luglio. L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, sotto la guida del suo Direttore principale James Conlon, proporrà una scelta di brani che spazia da alcune tra le più celebri pagine verdiane al Sogno di una notte di mezza estatedi Felix Mendelssohn Bartholdy, musiche di scena composte nel 1843 per l’omonima commedia shakespeariana. Conlon, che è anche Direttore musicale dell’Opera di Los Angeles e del Cincinnati May Festival, il più antico festival corale degli Stati Uniti, dirigerà l’Orchestra lungo un percorso musicale suggestivo e trasversale capace di coinvolgere un pubblico eterogeneo.

Sabato 15 luglio il pubblico verrà catapultato dalle sponde del Po alle rive del Tamigi, nella Londra settecentesca di Georg Friedrich Haendel e delle sue Water Music. L’Orchestra Filarmonica di Torino, guidata per l’occasione da Giampaolo Pretto, eseguirà una selezione dalle tre suite del compositore di origine tedesca naturalizzato inglese che divenne il musicista di riferimento della famiglia reale d’oltremanica. Il programma proseguirà con l’ascolto della Settima Sinfonia di Ludwig van Beethoven, definita da Wagner “la danza nella sua suprema essenza, la più beata attuazione del movimento del corpo quasi idealmente concentrato nei suoni.” Sarà dunque una serata di danze sull’acqua lungo un suggestivo percorso dalla musica barocca al classicismo viennese.

La prima edizione di Torino Estate Reale è resa possibile grazie alla fiducia con cui partner e sponsor, Intesa Sanpaolo, Iren, Alfa Romeo e Relais San Maurizio hanno voluto sostenerlo.

Tutti i dodici spettacoli avranno inizio alle 21.30.

Il costo dei biglietti è 12 euro (posti numerati Settore A), 8 euro (posti numerati Settore B) e 5 euro (posti numerati per i nati dal 2003). Sono inoltre previsti sconti per i possessori di abbonamenti e biglietti Trenitalia.

Dalle 20 alle 21.30 – prima di ogni spettacolo – sarà possibile visitare l’appartamento della Regina Elena, recentemente reso accessibile al pubblico. La proposta di Musei Reali Torino prevede un aperitivo più visita al costo di €20. Prenotazione obbligatoria:estatetickets@comune.torino.it        

Per la prima volta, Regione Piemonte e Città di Torino realizzano, in una sinergica collaborazione, un’importante azione di valorizzazione territoriale, coniugando, nel programma condiviso di Palchi Reali, l’offerta di cartelloni culturali di eccellenza con la bellezza delle nostre Regge. L’iniziativa mette in rete cinque prestigiose sedi – Musei Reali, Reggia di Venaria, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Castello di Racconigi, Castello di Agliè riunendo in un unico cartellone le attività di Torino Estate Reale, Sere d’Estate Reale, Teatro a Corte, C’era una volta nel giardino del re, Nozze Combinate. Un risultato più che mai positivo, che riesce a fare dell’unione e del lavoro di squadra un’occasione di reciproco arricchimento.

La scelta del magnifico contesto architettonico, oltre alla valorizzazione dei Musei Reali, è stata anche logisticamente dettata dall’esigenza di creare un vero teatro all’aperto per vivere un’offerta variegata che soddisfi i gusti più diversi in un contesto prezioso, raccolto e accessibile. La piazza sarà chiusa solo per il tempo strettamente necessario allo svolgimento degli spettacoli.

 

I biglietti saranno in vendita attraverso i seguenti canali:

  • biglietteria in piazza Castello vicino alla cancellata di ingresso a piazzetta Reale – dalle 19.30 (tutte le sere)
  • via San Francesco da Paola 6: lunedì – sabato 10.30/18.30; da lunedì 26 giugno, lunedì – domenica 10.30/18.30 – info: 011 011 24777estatetickets@comune.torino.it
  • Infopiemonte – via Garibaldi angolo piazza Castello – tutti i giorni 10.00 / 17.00 pagamenti accettati esclusivamente con Carta di Credito o Bancomat                  numero verde 800329329
  • Box biglietteria fronte Piazzetta Reale dalle ore 19.30 nelle sere di spettacolo
  • Online: www.vivaticket.it
  • Paola Turci anche su www.ticketone.it

 

Per ulteriori informazioni e dettagli è possibile consultare il sito www.torinoestate.it

social: #TorinoEstateReale – www.facebook.com/TorinoEstateReale – @TorinoEstateReale

 

Oggi al cinema

Tutte le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

 

A casa nostra – Drammatico. Regia di Lucas Belvaux, con André Dussolier e Émilie Dequenne. In una piccola città del Nord della Francia, la storia di Pauline, una infermiera a domicilio, divorziata, con due figli e vecchio padre a carico. Un partito di estrema destra la vorrebbe capolista alle municipali, lei, convinta per l’occasione di poter fare del bene alla sua gente, accetta. Tema attualissimo, racconto, nelle corde del regista, per scoperchiare i falsi metodi di rispettabilità e buone maniere che stanno da una certa parte politica: all’uscita francese ne febbraio scorso, grandi rimostranze nella destra; da noi “la Repubblica” gli ha riconosciuto uno sguardo “preciso e clinico” senza tuttavia nascondere il difetto “di essere troppo dimostrativo, troppo didascalico”. Durata 95 minuti. (Classico)

 

All’ombra delle donne – Commedia drammatica. Regia di Philippe Garrel, con Clotilde Courau, Antoinette Moya, Stanilas Merhar e Jean Pommier. Non se la passano troppo bene Pierre e Manon e per sopravvivere nella vita quotidiana girano dei documentari con pochi mezzi e svolgono piccoli lavori. Pierre una giovane regista, Elisabeth, che diverrà la sua amante; ma l’uomo non vuole abbandonare Manon e preferisce mantenere entrambi i rapporti. Un giorno Elisabeth scopre che anche Manon ha un amante. Durata 73 minuti. (Classico V.O.)

 

Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore – Drammatico. Regia di Robin Pront, con Jeroen Perceval, Kevin Janssens e Veerle Baetens. Film belga candidato all’Oscar 2017, opera prima. Dave scampa a una rapina finita male, suo fratello Kenneth no, sarà lui ad essere arrestato e a farsi quattro anni di galera. L’unica cosa che lo sostiene è uscire di lì per poter ritrovare Sylvie: ma che farà quando vedrà che il fratello e la ragazzo hanno iniziato una vita insieme? Durata 96 minuti. (Centrale V.O., F.lli Marx sala Harpo)

 

Aspettando il re – Commedia drammatica. Regia di Tom Tykwer, con Tom Hanks e Tom Skerritt. Periodo non felice per Alan Clay (ha appena divorziato dalla moglie, è senza casa e non ha il becco di un quattrino per pagare la retta della scuola della figlia, rischia persino il lavoro se non porterà a casa in grosso contratto) è inviato dalla sua società di informatica in Arabia Saudita per ottenere l’appalto dei servizi telematici nella città che si sta costruendo nel deserto. La burocrazia temporaggia e il sovrano imprenditore si fa attendere. Alan avrà così tutto il tempo per fare un bilancio della propria esistenza. Durata 98 minuti. (Massaua, Greenwich sala 2)

 

Baywatch – Commedia. Regia di Seth Gordon, con Zac Efron e Dwayne Johnson. Al cinema i vecchi quanto gloriosi telefilm con il divo David Hasselhoff e la procace Pamela Anderson (dal ’93 al 2001 sui teleschermi di casa nostra), tra sole e spiagge, muscoli e bikini ridotti, avventure e indagini in cui cui si misurano Mitch, capitano dei lidi di Santa Monica, e le giovani reclute alle sue dipendenze. Durata 116 minuti. (Uci)

 

Bedevil – Non installarla – Regia di Abel e Buriee Vang, con Saxon Sharbino. Mai si dovrebbe scaricare sul proprio smartphone l’app “Bedevil”: cinque ragazzi subiranno tutte le conseguenze delle loro scelte. (Massaua, The Space, Uci)

 

Civiltà perduta – Avventura. Regia di James Gray, con Charlie Hunnam, Robert Pattinson e Sienna Miller. L’autore mai troppo lodato di film intimisti o immersi in un ambiente noir ottimamente descritto come “I padroni della notte” e “Two lovers” si affida oggi ad un diverso genere cinematografico, quello dell’avventura, ma anche qui quell’”avventura” che mina allo stesso tempo il corpo e la mente. La storia di Percival Fawcett, ufficiale di carriera britannico, che all’inizio del Novecento ha l’incarico dalla Società Geografica Reale di recarsi al confine tra Brasile e Bolivia per effettuale importanti rilievi cartografici. La società, la famiglia, le difficoltà, la malattia, l’ossessione della ricerca di una città perduta, tutto contribuisce a rendere un ritratto e un film forse d’altri tempi ma comunque autentico, avvincente, degno della storia di un regista che amiamo. Durata 141 minuti. (Ambrosio sala 2, Eliseo Blu, Uci)

 

Codice criminale – Drammatico. Regia di Adam Smith, con Michael Fassbender e Brendan Gleeson. Uno sguardo sulla comunità dei nomadi irlandesi, ormai per la maggiorate del tempo stanziali se non fosse per certi ordini a lasciare le piazze occupate, visti i disordini e i furti che i loro soggiorni portano con sé. Il vecchio Colby, capo riconosciuto della comunità, deve fare i conti con la decisione del figlio Chad di cambiar vita, considerando anche il cambio di vita che si vorrebbe prospettare alle generazioni future. Il tutto nella lotta continua tra un padre e un figlio, tra chi vorrebbe mantenere ben ferme certe tradizioni e un comportamento di vita del tutto discutibile e chi sente ancora saldi quei rapporti di affetti e di complicità che inviluppano du persone delle stesso strettissimo sangue. Durata 99 minuti. (Massaua, Lux sala 1The Space, Uci)

 

2:22 – Il destino è già scritto – Thriller. Regia di Paul Currie, con Michael Huisman e Teresa Palmer. Il controllore del traffico aereo Dylan Boyd si ritrova a veder ripetere strani eventi che sempre eguali a se stessi culminano alle 2:22 in punto alla stazione ferroviaria di New York. Tutti quei fatti prendono il via da un significativo accadimento avvenuto sul luogo di lavoro, ovvero la collisione tra due aerei turistici evitata all’ultimo momento. Tra coloro scampati all’incidente Sarah, una bellissima ragazzata cui Dylan si sente attratto. Durata 99 minuti. (Massaua, Greenwich sala 1, Ideal, The Pace, Uci)

 

L’infanzia di un capo – Drammatico. Regia di Brady Corbet, con Bérénice Bejo, Liam Cunningham e Robert Pattinson. Nella Francia postbellica del 1919, in una gran de villa alle porte di Parigi, il giovanissimo Prescot vive con la madre che per lui non sente affetti, autoritaria, dura nelle sue espressioni materne e con il padre, consigliere del presidente americano Wilson. È un’infanzia, la sua, che lo porterà di lì a qualche anno ad essere pronto per divenire un importante esponente del partito nazista. Tratto da un racconto di Jean-Paul Sartre. Durata 89 minuti. Massimo sala 2 V.O.)

 

Io danzerò – Commedia drammatica. Regia di Stéphanie Di Giusto, con Soko e Gaspard Ulliel e Lily-Rose Depp. La vicenda di Loïe Fuller, nella Parigi dei primi del Novecento, protagonista di quelle danze che, sempre composte e ricomposte ai limiti di un perfezionismo pronto a raggiungere quei risultati che mettevano in serio pericolo la salute della donna, il pubblico seguiva con estrema passione, rimanendone come ipnotizzato. Fu simbolo di un’epoca e di una generazione e la sua vita non soltanto artistica venne fortemente cambiata dall’incontro con Isadora Duncan. Durata 108 minuti. (Ambrosio sala 3, Due Giardini sala Ombrerosse)

 

Lady Macbeth – Drammatico. Regia di William Oldroyd, con Florence Pugh, Christopher Fairbank e Cosmo Jarvis. Una delle opere più belle e convincenti viste all’ultimo Torino Film Festival, che fortunatamente la distribuzione di Teodora ha portato nelle sale. Ricavandone la vicenda dal romanzo “Lady Macbeth nel distretto di Mtsensk” scritto dal russo Nikolaj Leskov e portato poi nel mondo lirico da Shostakovich, qui trasportata da quei panorami alle brughiere dell’Inghilterra del 1865, la diciassettenne Katherine è costretta dalla volontà del padre a un matrimonio senza amore con un uomo più anziano di lei, che non la desidera e apertamente la trascura. Soffocata dalle rigide norme sociali dell’epoca, all’allontanamento del marito per questioni di lavoro, inizierà una relazione clandestina con un giovane stalliere alle dipendenze del marito, ma l’ossessione amorosa la spingerà in una spirale di violenza dalle conseguenze sconvolgenti, nell’eliminazione di chiunque voglia cancellare quella passione. L’autore è un giovane, trentasettenne, drammaturgo che ambienta la sua storia nel chiuso opprimente nelle stanze del grande palazzo, con pochissime concessioni all’esterno, scavando appieno ed egregiamente nei tanti caratteri, in specialmente in quello della sua protagonista, anti-eroina perfettamente lucida e sanguinaria. Durata 89 minuti. (Nazionale sala 1)

 

La mummia – Avventuroso. Regia di Alex Kurtzman, con Tom Cruise, Russell Crowe, Sofia Boutella e Annabelle Wallis. Nell’antichità, una principessa egizia in odore di divenire faraone fino al giorno in cui il padre ebbe generato il figlio maschio: grande ecatombe e vendetta della suddetta ma anche vendetta dei dignitari di corte che la seppelliscono viva e la trasportano in una sontuosa tomba al centro del lontano territorio persiano. Nei tempi nostri, la sempre suddetta principessa Ahmanet si risveglia tra gli sconquassi delle guerre orientali e porta distruzione sino a Londra, tra pugnali e pietre preziose e riti che coinvolgono l’appassito e rintontito ex eroe Tom Cruise che per stare a galla dello star system è costretto ancora una volta a ingarbugliarsi nelle sue solite mission impossible, in una lotta tra bene e male che cerca di nobilitarne il personaggio di soldato fanfarone e truffaldino. Il bello (si fa per dire) della storia affidata per il 99% alle dinamiche dei computer e per il restante all’espressività degli attori è di prendere la decisione sul finale di tener aperta la porta di un sequel che se ancora interesserà il pubblico potrà riempire un’altra volta le tasche di divo e divette. Durata 107 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci)

 

La notte che mio padre ammazzò mio padre – Drammatico. Regia di Inés Paris, con Eduard Fernandez e Belen Rueda. Campione d’incassi in Spagna. Una cena tra amici, una tavolata attorno alla padrona di casa, un’attrice quarantenne, che ha invitato tra gli altri un famoso attore argentino nella speranza di spingerlo a partecipare ad un importante film. Ma nel corso della serata un omicidio verrà ad agitare ferocemente la serata. Durata 94 minuti. (Centrale V.O.)

 

Nerve – Azione. Regia di Henry Joost e Ariel Schulman, con Juliette Lewis, Emma Roberts e Dave Franco. Il titolo del film si ricollega ad un gioco, uno di quei giochi clandestini che spopolano su Internet, cui quasi per scommessa s’affida la giovane e problematica Vee. Imprese che mettono alla prova il tuo coraggio e cascate di dollari in caso di vittoria. All’inizia tutto sembra indicare la vittoria finale ma man mano che la sfida prosegue non tutto ha l’odore del successo. Durata 96 minuti. (Reposi, The Space, Uci)

 

Parigi può attendere – Commedia drammatica. Regia di Eleanor Coppola, con Diane Lane, Arnaud Viard e Alec Baldwin. L’americana Anne accetta un passaggio in macchina da Cannes a Parigi da parte di un socio in affari del marito, troppo preso dal suo lavoro: con il suo nuovo accompagnatore la donna trascorrerà giornate da ricordare, scoprirà ancora una volta (finalmente) luoghi da sogno, non rinuncerà alle tentazioni della buona cucina. Opera prima della ottantenne moglie di Francis Ford Coppola, alle spalle un esclusivo passato di documentarista. Durata 102 minuti. (Nazionale sala 2)

 

Parliamo delle mie donne – Commedia drammatica. Regia di Claude Lelouch, con Johnny Hallyday e Sandrine Bonnaire. Il regista francese (com’è lontano il ’66 quando apparve sulla ribalta internazionale del successo con “Un uomo, una donna”) viaggia da decenni con le sue stelle comete della vita e dell’amore, dell’amicizia, dei piccoli e grandi tradimenti, con gli amori che si ritrovano, della famiglia, tra immagini sontuose e sceneggiature che gironzolano qua e là disseminando sentenze. Prendere o lasciare: ma “Les una et les autres” – “Bolero” da noi” – non si dimentica. Lelouch continua la sua filosofia di vita in questo secolo ormai più che avviato, questa volta radunando, grazie all’amico medico Frédéric, attorno alla tavola del fotoreporter Jacques Kaminsky – un rispolverato Hallyday -, eclissatosi tra i bellissimi panorami delle Alpi, le quattro figlie avuto parecchio distrattamente da altrettante diverse unioni. Il film è del 2014, arriva oggi qui da noi, un’occasione anche per chi ha (persino) dimenticato il nome di Lelouch o chi non lo ha mai scoperto. Durata 124 minuti. (Due Giardini sala Nirvana, F.lli Marx sala Groucho, Massimo sala 1)

 

Pirati dei Caraibi: La vendetta di Salazar – Avventura. Ragia di Joachim Ronning e Espen Sandberg, con Johnny Depp, Javier Bardem, Orlando Bloom e Geoffrey Rush. Cambio di regia e quinto episodio per Jack Sparrow e le sue avventure attraverso i mari, questa volta alle prese con la ricerca di un tridente magico che ha il potere, per chi ne viene in possesso, di assicurargli il comando dell’oceano e di fare piazza puliti di precedenti incantesimi. Se la dovrà vedere contro una squadraccia di letali marinai fantasma fuggiti dal Triangolo del Diavolo e guidati dall’orripilante Capitano Salazar e dovrà chiedere l’aiuto di un’affascinante astronoma e e di un ardimentoso quanto giovane marinaio. Durata 129 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space, Uci)

 

Transformers – L’ultimo cavaliere – Fantasy. Regia di Michael Bay, con Mark Wahrlberg, Stanley Tucci e Anthony Hopkins. L’origine degli alieni e della loro presenza nel nostro mondo sta ben ancorata nel tempo di Re Artù, dei Cavalieri della Tavola Rotonda e di Mago Merlino che ha nascosto nella propria tomba un segreto di cui l’uomo di oggi dovrà venire a conoscenza se vorrà salvare il mondo da creature non poco pericolose. Poi, oggi, ci sono i transformers, coloro pronti a mutarsi in mostruose automobili o in robot altrettanto terrificanti, una colonia di alieni in cui si nascondono buoni e cattivi che l’uomo dovrà comunque conoscere sino in fondo. Durata 150 minuti. (Massaua, Ideal, Lux sala 2, Reposi, The Space, Uci anche in 3D)

 

Il tuo ultimo sguardo – Drammatico. Regia di Sean Penn, con Charlize Theron, Jean Reno e Javier Bardem. La storia d’amore tra il dottor Miguel Leon, un medico impegnato in una missione di aiuto umanitario, e la dottoressa Wren Petersen, direttrice di una organizzazione umanitaria. Sullo sfondo di una Liberia devastata dalla guerra, Miguel e Wren dovranno trovare il metodo per mantenere vivo il loro rapporto in condizioni estremamente difficili e affrontare anche il problema che le loro opinioni per risolvere il conflitto che li circonda sono diametralmente opposte. Durata 130 minuti. (Ambrosio sala 1, Eliseo Grande, Reposi)

 

Tutto quello che vuoi – Commedia. Regia di Francesco Bruni, con Giuliano Montaldo, Donatella Finocchiaro e Andrea Carpenzano. Tratto liberamente dal romanzo “Poco più di niente” di Cosimo Calamini, è la storia del giovane Alessandro, romano di Trastevere, che vive le proprie giornate tra il bar, lo spaccio e l’amante che è la madre di un suo amico. Sarà l’incontro con un “non più giovane” poeta dimenticato a fargli riassaporare socialmente e culturalmente il gusto per la vita, in un bel rapporto che si va a poco a poco costruendo, senza lasciarsi alle spalle tutta la rabbia e quella speranza che i due si portano inevitabilmente appresso. Durata 106 minuti. (Eliseo Rosso, Greenwich sala 3)

 

Una doppia verità – Thriller. Regia di Courtney Hunt, con Keanu Reeves, Jim Belushi e Renée Zellweger. L’avvocato Ramsey ha deciso di difendere il giovane Mike dall’accusa di aver ucciso il padre. Ma il verdetto sembra già scritto, il ragazzo è stato trovato accanto al cadavere con un coltello in mano e ora si trincera dietro un silenzio assoluto. Nuove prove, interrogatori, assolute certezze, la reticenza di una vedova, depistaggi, ambigui personaggi, depistaggi, le regole di quelle storie ambientate in un’aula di tribunale più che rispettate: ma forse quello che appare è ben lontano dalla verità. Diretto dall’autrice dell’indimenticabile “Frozen River” girato otto anni fa. Durata 93 minuti. (Lux sala 3, Uci)

 

Virgin Mountain – Commedia drammatica. Regia di Dabur Kari, con Gunnar Jonsson e Siguriòn Hjartansson. Fùsi è un quarantenne che deve ancora trovare il coraggio di entrare nel mondo degli adulti. Conduce una vita monotona, dominata dalla routine. Nel momento in cui una donna con la sua bambina di otto anni entrano inaspettatamente nella sua vita, Fùsi è costretto ad affrontare un grande cambiamento. Durata 94 minuti. (Classico)

 

Wonder Woman – Fantasy. Regia di Patty Jenkins, con Chris Pine e Gal Gadot. La principessa amazzone Diana passa dalle spiagge dell’isola di Themyscira al conflitto della Prima Guerra mondiale che sta distruggendo l’Europa. Tratto dal fumetto di William Marston. Durata 141 minuti. (Massaua, The Space, Uci)

 

Vignale Monferrato Festival

Continua la terza edizione del Vignale Monferrato Festival. Il secondo weekend è all’insegna del circo contemporaneo, grazie alla presenza di importanti artisti invitati in collaborazione con il Festival Mirabilia. 

Venerdì 30 e sabato 1 luglio due serate a Vignale con compagnie internazionali: i francesi Sacékripa, in Marée Basse nello chapiteau allestito in piazza Mezzadra; Compagnie du Chaos con il nuovo Nonada tra danza, palo cinese, suoni e video; i belgi Garage29 in Copyleft con sette giocolieri e il giapponese Hisashi Watanabe in Inverted Tree, un perfetto mix di contorsionismo, danza, butoh e giocoleria coreografica.

Domenica 2 luglio un evento speciale al Teatro Civico di Moncalvo con il Gran Gala Les Italiens de l’Opéra de Paris, promosso da Orsolina28, in collaborazione con Moncalvo in Danza. Un’antologia di assoli e passi a due estratti dal grande repertorio classico insieme a brani di danza contemporanea, per scoprire la cifra artistica dei danzatori italiani di stanza a Parigi, con una ospite d’eccezione: Marie-Agnès Gillot, étoile dell’Opéra.

 

L’edizione 2017 del Vignale Monferrato Festival, come sottolinea l’assessora alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte, torna ad animare un territorio capace di affermarsi come uno dei più interessanti per la capacità di generare attrattività grazie alla cultura. Una potenzialità che questo festival esprime al meglio, grazie all’indubbia qualità del programma e alla suggestione delle location: un altro tassello importante dell’offerta culturale legata alla danza contemporanea, capace di diventare un punto di riferimento ben al di fuori dei confini regionali.

 

Biglietteria

I biglietti per gli spettacoli sono in vendita online su Vivaticket.it e all’Infopiemonte in via Garibaldi 2 a Torino. Dal 23 giugno sarà, inoltre, attivo un punto vendita presso il Chiosco IAT di Casale Monferrato (piazza Castello). La biglietteria, nelle sedi di spettacolo, aprirà un’ora prima.

“1.23 a.m.”

Le poesie di Alessia Savoini
Bilaterale istante,
a passo sbieco,
dimeno
in procinto di nascere ancora
il pellegrino sguardo
Del mio corpo eterico
Chiuso in un corpo a correre ancora.
S’infila nel petto quando qualcosa s’infrange
Graffia il volto dagli occhi se qualcosa finisce
Risuona nell’eco di un ricordo sbiadito
Poi scompare di nuovo
In un sole che sorge.

GABRIELE CIRILLI E MARIO VENUTI AL ‘PARCO DORA LIVE’

Prosegue con grande successo anche la quarta settimana della rassegna ‘#Parco Dora Live’, che sino a fine luglio offre concerti e spettacoli di cabaret gratuiti di grandi artisti italiani nella piazzetta esterna del Centro Commerciale ‘Parco Dora’ a Torino in Via Livorno angolo Via Treviso. Dopo gli ottimi show di grandi nomi della musica e del teatro comico, venerdì 30 giugno, presentato dal noto attore comico torinese Gianpiero Perone, sarà di scena Gabriele Cirilli, volto tra i più amati della tv. Domenica 2 luglio, invece, presentato da Gino Latino di Radio GRP (media partner dell’evento) e Carlotta Iossetti, sarà la volta del concerto di Mario Venuti, affermato e amato cantautore italiano con all’attivo svariati grandi successi della musica italiana. Attesi inoltre nelle prossime settimane anche l’ex cantante dei Matia Bazar Silvia Mezzanotte, Donatella Rettore, Alexia e Marco Ferradini. Tutti gli spettacoli sono gratuiti e iniziano alle 20.30. Per informazioni, www.parcocommercialedora.it.

 

I “quadri segreti” di Ubaldo Rodari

Sabato 1 luglio 2017 alle ore 17.00 presso la casa degli Archi “Martino Poletti” a Bureglio di Vignone ( Vb), l’Officina di Incisione e Stampa in Ghiffa “il Brunitoio” inaugurerà la mostra di Ubaldo Rodari, “Quadri Segreti (1979-1982)” . L’evento sarà presentato dalla storica dell’arte Giulia Grassi. Ubaldo Rodari – direttore artistico nonché conduttore delle attività di laboratorio de “Il Brunitoio” – è un’importante incisore con un lungo elenco di mostre in Italia e all’estero tra Svizzera, Francia e Giappone. La mostra sarà visitabile  fino al 23 luglio alla casa degli Archi  a Bureglio di Vignone con questi orari: da giovedì a sabato ore 16.00 – 19.00;domenica e festività ore 10.00 – 12.00, 16.00 – 19.00.
M.Tr.

Devozione, storia e promozione del territorio

I LEGAMI CON L’AREA TORINESE

Le ventisette cappelle, nelle quali è ricompreso il Paradiso, vera ricchezza artistica, che compongono il percorso devozionale del Sacro Monte di Crea, patrimonio dell’Umanità Unesco portano su di esse le lapidi con i nomi delle rispettive vicarie della Diocesi di Casale Monferrato cui sono state assegnate a suo tempo. Partendo da questo dato di fatto il rettore del Santuario di Crea (e vice presidente dell’Ente di gestione dei Sacri Monti piemontesi e lombardi) monsignor Francesco Mancinelli propone che i comuni intestatari prendano a cuore le rispettive cappelle “non però nel senso di contributi finanziari diretti ma di sensibilizzare le rispettive comunità con iniziative di fund rising che consentano la manutenzione ordinaria delle cappelle stesse”. Tra i comuni in questione ci sono anche Vercelli, con la Cappella di Sant’Eusebio, del resto fu proprio il Santo a portare a Crea la statua di Maria, da secoli oggetto di devozione, ed Alessandria con quella che illustra “L’annunciazione dell’Angelo a Maria Vergine”. Per quanto riguarda la Città Metropolitana di Torino, quella de “L’Orazione di Gesù nell’orto”, si riferisce alle parrocchie di Brusasco, Cavagnolo, Monteu da Po, Brozolo e Verrua Savoia. Crea, da secoli, è un punto di riferimento non solo per il Monferrato, ma anche per il Vercellese, l’Astigiano, l’Alessandrino, il Torinese e la vicina Lombardia, soprattutto per le province di Milano, Varese e Como, oltre che il Canton Ticino, dal quale sono arrivati nel 2016 ben sette pellegrinaggi.

Massimo Iaretti

Onde, storie e vite a teatro

Da mercoledì 28 giugno e fino a sabato 1 luglio 2017 ritorna al Teatro Espace di via Mantova 38 a Torino il Moving Bodies Festival Butoh e Performance Art. Connecting Sea – Onde è il tema di questa quarta edizione curata da Ambra G. Bergamasco e Edegar Starke. Il Moving Bodies fa tappa a Torino dopo l’edizione di Dublino che si è tenuta con grande successo nel Centro Nazionale della Danza di Dublino – Dance Ireland, dal 20 al 22 aprile 2017. Il Festival è realizzato con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano ed in collaborazione con Dance Ireland, il Teatro Espace, la C.S.D Compagnia Sperimentale Drammatica. Dal 2016 è anche partner di Nesxt Festival, arte contemporanea e performance art curato dalla critica Olga Gambari.

Il Moving Bodies Festival si presenta, anche per questa edizione, come una piattaforma che mette in relazione la danza Butoh con altre forme performative affini nel sentire artistico quali la Performance Art.

All’edizione 2017 di Torino parteciperanno per la danza Butoh artisti di fama internazionale quali il maestro Masaki Iwana che chiuderà il Festival sabato 1 luglio con una sua performance, oltre naturalmente agli stessi curatori Edegar Starke ed Ambra G. Bergamasco (il 28 e il 30 giugno) , Enrico Pastore (30 giugno) e Chiara Burgio con Francesca Kezich e Margherita Tosi (29 giugno). Per la Performance Art in programma i nomi di Francesca Arri, (il 30 giugno con i partecipanti al workshop performance corale) Eleanor Lawler, Sinead Keogh

“Connecting Sea – Onde”, tema di questa quarta edizione, è una riflessione sulla contemporaneità, dedicata alle complesse vicende legate al mare e ai territori che mette in relazione. Oggi, nel nostro quotidiano, il mare è portatore di storie e di nuove vite. Come onde, alcune si frastagliano violentemente davanti ai nostri occhi, altre invece diventano connettori creando e generando relazioni tra paesaggi e persone, creando così l’opportunità di scoprire nuovi mondi e nuove relazioni.

I surfers dell’anima a Mirabilia

Circo contemporaneo, danza di ricerca, giocoleria coreografica, teatro urbano e di strada. Per gli appassionati di arti performative l’appuntamento è a Fossano, dal 27 giugno al 2 luglio, con l’11° edizione di Mirabilia, International Circus & Performing Arts Festival, dal titolo “The Soul surfers” ovvero i surfers dell’anima. 6 giorni per scoprire la massima creatività a livello internazionale

Un fitto calendario di performance e spettacoli che coinvolgono 236 artisti e 56 compagnie, provenienti da Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Spagna; e oltreoceano da Cile e Giappone. In programma ben 149 repliche nei giorni del festival, 6 prime assolute e 9 nazionali.La manifestazione che per una settimana trasforma la cittadina della Provincia Granda in un caleidoscopio di discipline e linguaggi è organizzata dall’Associazione culturale IdeAgorà, con la direzione artistica di Fabrizio Gavosto. Mirabilia invaderà letteralmente Fossano, tra cortili teatrali, tendoni da circo, castello e bastioni, trasformandone il volto tra sperimentazioni tecnologiche e coreografiche, laboratori e notti bianche.Spettatori come “surfisti dell’anima” che cavalcano le onde della creazione contemporanea attraverso il labirinto degli eventi in programma.

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Tra i Grandi nomi, il giapponese Hisashi Watanabe con il suo mix di contorsionismo, danza, butoh e giocoleria coreografica in “Inverted tree”; Stefan Sing che esprime una nuova dimensione del corpo e del suo rapporto con lo spazio e gli oggetti, maestro e innovatore della giocoleria magica; mentre il confine tra il nostro “io” e gli altri e l’interdipendenza nella società attuale è esplorato in “Taival” dal trio Cie Nua, un acrobata, un giocoliere e una danzatrice.

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Tra i Progetti speciali, workshop, incontri e spettacoli, come quello di teatro-danza di B612 Lab “Progetto Trentesimo”; ma anche “Kaleidos”, progetto di respiro internazionale che promuove la diffusione delle discipline circensi… e per i più piccoli 4 scuole di circo che presenteranno le loro performance.

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Tra i Sentieri dell’anima per un pubblico eterogeneo il festival si snoda in 4 percorsi. Quello dedicato al circo di ricerca con spettacoli innovativi e visionari, e prime assolute delle più importanti compagnie europee, come i Nuua, la Compagnia di Chaos e i Defracto.

Da non perdere il filone che ruota intorno alla danza con sperimentazioni anche interdisciplinari; mentre il percorso del teatro di strada passa dal divertissement della Sbrindola all’impegno sociale degli Houseclowns e arriva allo spazio scenico quasi post bellico disseminato di macerie di EgriBiancoDanza con il suo “Itinerario per una possibile salvezza”. Divertimento assicurato anche per i bambini con tendoni da circo che ospitano spettacoli delle migliori Scuole di Circo Ludico Educativo italiane.

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Focus ovvero 4 vetrine internazionali con le compagnie più innovative della scena contemporanea.

La Francia va in scena con 3 compagnie: i Defracto e il loro ultimo lavoro “Dystonie”; Matteo Sospeso con “Tu me fais tourner la tête” ispirato alle visioni sospese di Chagall. E la Compagnie du Chaos con Rafael de Paula (nel 2015 premiato come miglior autore di circo contemporaneo) che presenta 2 spettacoli: la prima italiana di “Nebula”, performance tra circo e arte digitale, e “Nonada” prima assoluta in collaborazione con Vignale Monferrato Festival.

L’Irlanda scende in campo con 3 compagnie. DueDà Company (nata dalla collaborazione tra l’acrobata irlandese Steve Boyd e la ballerina-coreorafa italiana Giada Negroni) si ispira alla poesia di Robert Frost e in “Diverged” racconta l’atavica lotta tra logica e istinto. In prima nazionale “Boa Noite” del duo di artisti di Maleta Company (il performer Alex Allison e l’acrobata Davi Hora); mentre Outside the box presenta “Lulu’s world” in prima nazionale.

Focus “Beyond Borders” – sostenuto dalla Fondazione Piemonte dal vivo- è un approfondimento sulla transdisciplinarietà, con spettacoli che travalicano e mischiano diverse discipline all’insegna di una geniale contaminazione. Ed ecco l’innesto tra danza e circo contemporanei in spettacoli come “Kudoku”di Daniele Ninarello, “Pesadilla” di Piergiorgio Milano e, tra gli altri, “Quintetto” di TIDA Thêatre Danse.

Focus Stagione Europea del Circo con compagnie e spettacoli sostenuti dal progetto europeo CircusNext. Ed allora spazio alle esibizioni degli artisti che sono la punta di diamante della sperimentazione contemporanea: da Defracto agli attesissimi Nuua.

 

Ma non solo arte e spettacolo a Mirabilia… è previsto infatti anche un piacevole e sorprendente corollario di degustazioni e appuntamenti enogastronomici di altissimo livello e cene a lume di candela.

Laura Goria

Per saperne di più e seguire sui social Mirabilia: online il sito festivalmirabilia.it; su Facebook @FestivalMirabilia; Twitter @MirabiliaFest; Istagram mirabiliafestival

 

 

 

Pietro Milanesi, come fare successo tra Torino e L.A.

Ha talento da vendere e buone dosi di coraggio, tenacia e intraprendenza, Pietro Milanesi, giovane compositore torinese che oggi vive e lavora a Los Angeles e crea con straordinaria abilità soprattutto musiche per spot pubblicitari, film e televisione. Aria sbarazzina e tempra da golden boy, ha solo 28 anni ed è un gran bell’esempio di italiano nel mondo. La sua passione per la musica lo ha guidato verso continui importanti traguardi… ha fatto tutto da solo e non ha sbagliato un colpo.

 

I suoi primi passi a Firenze nello storico studio Larione 10; poi a Roma dove ha lavorato in uno dei più grandi studi di registrazione italiani con artisti del calibro di Ennio Morricone, Nicola Piovani, Max Pezzali, Fiorello, Nek, Antonello Venditti ed artisti internazionali come la band francese Fortune e gli inglesi East 17. E’coup de foudre per il mondo del cinema e della musica per immagini e dà il meglio si sé in progetti di successo, come la serie televisiva “Benvenuti a tavola” e il film natalizio “Una famiglia perfetta”. E’ sul trampolino di lancio, diventa inarrestabile, vince borse di studio e plana a Boston dove lavora con mostri sacri come Celine Dion e Harvey Mason.

 

Ma la grande svolta è il trasferimento a Los Angeles, dove collabora con il compositore inglese   Adam Peters a vari progetti tra cui il   documentario “Icarus”, scrive un album per la Red Bull e partecipa a uno stage presso Hans Zimmer al famoso Remote Control Production. I suoi contributi vanno anche al cinema e con il compositore Marcelo Zarvos lavora al film “Wonder”, con Julia Roberts e Owen Wilson, che sarà nelle sale a novembre.

Le cose più importanti e di successo che hai fatto?

«Di recente “Icarus” che, partito come film low budget, sta creando parecchio rumore. Ha vinto il premio speciale della giuria al Sundance Film Festival, il premio della critica al Sundance London e sta raccogliendo successi nel circuito dei festival internazionali. Sono curioso di vedere come lo accoglierà il grande pubblico quando a fine estate uscirà su Netflix. Poi ho un gran bel ricordo di “Una famiglia perfetta”, primo film a cui ho collaborato componendo la colonna sonora. Andare al cinema con tutto il team e sentire le musiche su cui avevo lavorato per mesi è stato emozionante».

Cosa hanno significato in termini di impegno e difficoltà?

«L’impegno è sempre molto ed ogni progetto, piccolo o grande che sia, pone diverse problematiche. Cerco di dare ogni volta il massimo, ma il risultato finale dipende da tutte le persone coinvolte».

I big con cui hai lavorato e cosa ha comportato?

«Sono tanti. A Roma, dove lavoravo come fonico al Forum Forum Music Village, sono passati tutti i grandi nomi della musica italiana ed internazionale. Situazioni in cui c’è più pressione, la qualità dei musicisti è molto alta, quindi il livello di attenzione è sempre al massimo. Ero particolarmente emozionato a lavorare con Max Pezzali, perché, come molti della mia generazione, sono cresciuto con la sua musica. Lui in studio è molto pacato e gentile, proprio come lo si vede in pubblico. Il suo album è stato in vetta alle classifiche e spero di aver contributo al suo successo».

Cos’è per te la musica?

«E’ la mia passione e sono fortunato che sia anche il mio lavoro, che è molto vario, perché ogni progetto è differente. Inoltre alterno l’attività di compositore a quella di fonico. Mi appaga lavorare sulle musiche di un film: progetto collettivo in cui relazionarsi con regista, editor del video e dell’audio, tecnici del suono, musicisti e così via. L’impegno è notevole, 7 giorni su 7. La carriera che ho scelto richiede sacrifici, ma mi ha dato anche diverse soddisfazioni».

Il genio assoluto chi è e com’è lavorarci insieme?

«Immagino ti riferisca a Morricone. Sicuramente un talento fuori dal comune, non a caso è tra i compositori viventi più stimato al mondo. Scrive tutte le parti, incluse le orchestrazioni; dirige ed è presente a tutte le sessioni del missaggio. Considerando che quando ero in studio con lui nel 2012 aveva 84 anni…non è poco».

Il tuo pensiero prima di entrare in sala registrazione, quello durante il lavoro e cosa ti passa per la testa una volta finito.

«”Speriamo vada tutto bene!” Soprattutto per quanto riguarda le tecnologie musicali, perché può   capitare che i banchi analogici, vecchi di alcuni decenni, diano problemi e, se succede nel mezzo di una registrazione con l’artista, può rovinarti la giornata. Durante il lavoro sono superconcentrato su quello che faccio. Quando ho finito spesso sono esausto e non ho molti   pensieri se non quello di riposare e cominciare a pensare al progetto successivo».

L’ispirazione da dove ti arriva?

«Sicuramente contribuiscono tutti gli stimoli esterni e non solo musicali. Influiscono la musica che ascolto a come mi sento in determinati momenti; poi è fondamentale l’allenamento nello scrivere.

Spesso ci sono scadenze fisse e la necessità di finire in tempo aiuta l’ispirazione. Cerco di essere versatile per comporre ogni tipo di musica; ma allo stesso tempo, spero di riuscire a sviluppare un suono che mi appartenga, una mia voce originale».

La tua giornata tipo ?

«Non esiste. A volte lavoro da casa e non faccio altro che scrivere tutto il giorno: forse è l’attività che prediligo, anche se alla lunga tende ad essere solitaria. Mi piace molto stare in studio di registrazione con altri musicisti. Quando lavoro per un compositore e dobbiamo finire un film faccio orari assurdi e la mia vita sociale scompare. In qualche modo cerco di ritagliarmi del tempo libero e fare altro dalla musica, ma non sempre è possibile».

Per il tuo lavoro perché l’Italia non basta?

«Gli Stati Uniti offrono opportunità uniche, spesso di portata internazionale. Il 90% della musica che ascolto da sempre è americana ed è uno stimolo straordinario poter lavorare con persone di cui sono un fan. Sono ambizioso e trasferirmi ha significato trovarmi a stretto contatto con alcuni dei più grandi nomi della scena musicale mondiale. Poi, per la musica da film qui i grandi budget dell’industria cinematografica permettono un’ampia varietà di generi».

Los Angeles, Hollywood e il mondo in cui lavori…che esperienza è?

«Sicuramente molto diversa da quella in cui sono cresciuto. Vengo da Torre Pellice, un piccolo paese in provincia di Torino e, al primo impatto, trovarmi in una metropoli come Los Angeles è stato uno shock. Non è certo una città facile; per esempio se mi devo spostare il traffico è tale che la giornata si accorcia drasticamente. Ma le opportunità che ci sono qui non le troverei in nessun’altra parte del mondo: per tutto ciò che riguarda l’intrattenimento è un posto unico e ricco di offerta».

I tuoi prossimi passi?

«Sto ultimando le musiche per il film”FollowingKanika” che tratta un tema attuale: la distorsione dell’immagine che i giovani hanno di se stessi, legata agli effetti dei social media. Inoltre continuo a scrivere brani per diverse librerie musicali come Gramoscope o FineTune Library, che si occupano di inserirli in diversi programmi televisivi di successo quali “The Bachelor” o “So you think you can dance”. Sul fronte italiano ho nel cassetto una canzone per Fabio Rovazzi, il rapper che la scorsa estate cantava“Andiamo a comandare; vedremo se avrò modo di fargliela sentire».

Come vorresti il tuo futuro?

«Continuare a scrivere musica e lavorare su progetti stimolanti. Il futuro è incerto, ma promettente».

 

Allora i nostri migliori auguri a questo giovane talentuoso di cui potete ascoltare alcuni brani sul suo blog www.pietromilanesi.com

Laura Goria