Siete solo ragazzi, non potete capire

in CULTURA E SPETTACOLI

“Fidati, il manager sa bene quello che va fatto. E’ tutto sotto controllo, la gestione delle finanze della band va a gonfie vele”. Spesso però il sottinteso tra le righe è… “non ti intromettere”
 
Problema complesso e variegato quello dei rapporti tra una band ed il manager, tra i singoli membri del gruppo e il “modus operandi” di chi ha le chiavi della cassa…

“Siete solo ragazzini, voi non potete capire le questioni finanziarie, è tutto ok” era una sorta di refrain immutabile e criptico di Hugh Lee Stevenson, manager della band “The Fabulous Pharoahs” [variante di Pharaohs] formatasi nell’autunno del 1964 a Newark (Delaware) tra compagni di liceo: Aubrey Fisher (V, chit, songwriter), Bill Rylander (chit), Fred Dawson (sax, org), Ed[die] Stevenson (V, batt), cui era aggregato inizialmente Bobby Walker (b), poi sostituito da Rylander. Le influenze musicali comuni erano Rolling Stones, Kinks, Yardbirds, Animals, ma anche Chuck Berry e il rock’n’ roll di Elvis, Jerry Lee Lewis e Little Richard. A differenza di “gavette” faticose di altre band coeve, “The Fabulous Pharoahs” decollarono rapidamente a livello di gigs ed esibizioni dalla primavera del 1965 tra Wilmington e Middletown (Delaware), ma anche Elkton, Easton fino a Salisbury (Maryland) e a pendolo tra le aree di Philadelphia e Baltimora. Già entro la fine del 1965 la tabella di marcia era intensa, con almeno 5 giorni impegnati ogni settimana, con un raggio che si estendeva a Bordentown (New Jersey) e anche più a nord, fino a Lake George (New York) e oltre in alcune cittadine del Vermont. Il “grande manovratore” era il manager Hugh Lee Stevenson (padre del batterista Ed), uomo pragmatico e a tratti misterioso, ma con la dote di essere una vera “calamita” nel trovare date, venues ed eventi “giusti”; era anche pienamente coinvolto nella gestione di una propria etichetta (Blue Hen Records fin dal 1957) e di una casa di produzione (Three Star Productions / Three Star Recording Co.) che curava gli interessi di svariate bands dell’area di Newark. Grazie al “manovratore” fu possibile il rapido ingresso in sala di registrazione già nel Natale del 1965, da cui scaturì il primo 45 giri: “Route 66” [B. Troup] (2668; side B: “Church Key” [A. Fisher – E. Stevenson], 1966), inciso a Newark presso gli studi della WNRK Radio, con etichetta Three Star Recording Co. Nello stesso 1966 uscì il secondo singolo, anch’esso registrato presso la WNRK Radio nell’arco di una sola notte: “Talkin’ About You” [R. Charles] (38-22-38; side B: “Sometimes”, 1967), con etichetta Reprize Records. Nel frattempo la band cominciava a risentire dell’influenza di Jefferson Airplane, The Doors, Jimi Hendrix, Blues Magoos e di suoni “nuovi”; nel novembre 1967 uscì il terzo (e più interessante) singolo: “Hold Me Tight” [Dawson – Stevenson – Rylander] (RZ36-22-36; side B: Sometimes I Think About” [Thielhelm – Scala – Gilbert]), registrato presso gli studi Cameo Parkway Recordings di Philadelphia, con etichetta Reprize Records. Il manager Hugh Lee Stevenson era ormai noto come “General Lee” e amministrava le finanze col solito distacco umano dai membri della band; tale condotta portò presto ad attriti accesi, specialmente con il principale songwriter Aubrey Fisher e col nuovo bassista Bob Wilson; i due, esasperati dai modi di Stevenson (e dalle sue continue risposte “Siete solo ragazzini, voi non potete capire le questioni finanziarie”) lasciarono poco prima che la band partecipasse allo show televisivo “The Jerry Blavat Show”. La band subì un colpo non indifferente, tuttavia riuscì a navigare a vista per alcuni anni fino al 1970; era subentrata intanto una trasformazione radicale che la portò poi ad un sound pienamente psichedelico col nome “Mouzakis” nel 1971.
 

Gian Marchisio

 

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