CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 294

“Sei personaggi in cerca d’autore”, prima nazionale al Teatro Carignano

Valerio Binasco e i giovani attori della Scuola del Teatro Stabile di Torino reinterpretano il capolavoro di Luigi Pirandello

 

Debutta in prima nazionale al Teatro Carignano, martedì 18 aprile, uno dei massimi capolavori di Luigi Pirandello, “Sei personaggi in cerca d’autore”, per la regia di Valerio Binasco, che ne è anche interprete. Lo spettacolo è interpretato da Sara Bertelà, Valerio Binasco, Giovanni Drago, Giordana Faggiano, Jurij Ferrini e dagli allievi della Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino. Le scene sono di Guido Fiorato, i costumi di Alessio Rosati e le luci di Alessandro Verazzi. Aiuto regista è Giulia Odetto, assistente alla regia e alla drammaturgia è Micol Jalla.

Questo testo drammaturgico ebbe un debutto molto travagliato al Teatro Valle di Roma il 9 maggio 1921; l’iniziale accoglienza polemica di pubblico e critica lasciarono, però, il passo a un successo internazionale che è rimasto immutato. Valerio Binasco, dopo “Il piacere dell’onestà”, torna così ad affrontare uno dei capolavori di Luigi Pirandello che, meglio di ogni altro, ha saputo contrapporre le contraddizioni presenti tra la scena e il teatro. Binasco ritrova nella storia di questa famiglia spezzata tutti gli elementi che caratterizzano la propria poetica: i binomi arte-vita e umanità-maschere si fondono in un  nucleo di interrogative riflessioni sul valore della rappresentazione dell’identità umana. Nelle sue regie più recenti, Binasco ha messo in luce la dissoluzione della famiglia e le implicazioni che questo fallimento riflette sulla struttura sociale, ponendo in relazione la tradizione nordica del Novecento (Strindberg, Fosse) con la drammaturgia del Premio Nobel siciliano.

“Il primo pensiero sul testo – spiega Valerio Binasco – è che questa pièce teatrale sia concepita per spiazzare e che continui a sorprendere lo spettatore. Se devo dire la verità, i sei personaggi suscitano in me una certa antipatia. Nonostante l’untuosa cortesia del padre, che fa da portavoce ufficiale della famiglia, è indubbio che questi personaggi soffrano di un grande senso di superiorità nei confronti degli attori e del pubblico, ma risulta necessario essere indulgenti con loro perché soffrono anche della loro vita, che è stata un inferno. Non si vede né fine né redenzione per loro, in quanto sono esseri letterari e, quindi, immortali.”

“Personalmente – aggiunge il regista – il plot principale, quello della crisi di una compagnia, è fondamentale. Questa crisi siincarna nel personaggio del regista/direttore, che ha la funzione di medium. La compagnia dei giovani attori percepisce di vivere in un’epoca di crisi del teatro. Questi attori non sono per noi figure incapaci che, in Pirandello, emergono quali attori e attrici annoiati e in ritardo, stupidi, fatui, senza interesse per ciò che fanno. La nostra compagnia è formata dai ragazzi e ragazze della Scuola per attori del  Teatro Stabile che, con il loro entusiasmo, risultano attenti e sensibili. Queste loro qualità fanno percepire alregista/direttore il disagio della sua inadeguatezza. Egli vive in prospettiva contemporanea l’insensatezza del fare teatro oggi. Si chiede se sia solo per salvarsi la vita che debba comunque fare qualcosa e si domanda il motivo per il quale il teatro sia più capace di soddisfarli. “

Il regista/direttore sta cercando il significato del suo mestiere ed è ovvio che lo vada a ricercare nelle opere più intrise di tradizione. Da una prospettiva contemporanea, Pirandello ci appare un classico della modernità nell’ambito dei testi dell’arte moderna.

 

 

Personaggi e interpreti

Padre: Valerio Binasco

Madre: Sara Bertelà

Figliastra: Giordana Faggiano

Figlio: Giovanni Drago

La compagnia: capocomico Jurij Ferrini e le allieve e gli allievi della Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino

Gli artisti del Teatro Stabile di Torino incontreranno i cittadini negli spazi di comunità della città.

Venerdì 21 aprile alle ore 17, in via Panetti 1, presso la Casa del Parco, si terrà un incontro con Valerio Binasco sui Sei personaggi in cerca d’autore, a ingresso libero.

Mercoledì 19 aprile, alle 17.30, Valerio Binasco e gli attori della compagnia, presso la caffetteria Lavazza, all’interno del Teatro Carignano, dialogheranno con Matteo Tamborrino dell’Università di Torino.

Ingresso libero fino a esaurimento posti con prenotazione obbligatoria.

MARA MARTELLOTTA

 

“Resistenze. L’Italia monumentale del 25 aprile”

A “Palazzo Madama”, la “Festa della Liberazione” attraverso la memoria delle grandi opere “resistenziali” illustrate da Giovanni Carlo Federico Villa

Mercoledì 19 aprile, ore 17

Una grande lastra in bronzo. Sul lato frontale sono rappresentati un giovane appeso a testa in giù e, accanto a lui, una donna, moglie o madre sopravvissuta, sagoma di dolore illimitato ma raccolto e mano sinistra protesa in un’ultima pietosa carezza. Sul lato opposto troviamo invece un testo poetico dello stesso grande scultore, cui si deve l’opera: “Partigiano ti ho visto appeso immobile. Solo i capelli si muovevano leggermente sulla tua fronte. Era l’aria della sera che sottilmente strisciava nel silenzio e ti accarezzava, come avrei voluto fare io”. Giacomo Manzù, 25 aprile. Al celebre scultore bergamasco, fra i più grandi artisti del secolo scorso, si deve infatti la realizzazione del “Monumento al partigiano” donato alla sua città natale nel 1977, in memoria dei suoi genitori e di tutti gli eroi e martiri della nostra Resistenza. Fra le opere d’arte più iconiche e fondamentali, quella di Manzù permette una lucida poetica lettura e interpretazione visiva di quell’eroica Lotta di Liberazionedall’oppressione nazi-fascista che determinò, a costo di enormi sacrifici di vite umane, la nascita della nostra Italia libera e repubblicana. Il “Monumento” sarà ricordato e indagato, nei suoi risvolti artistici e storici, insieme ad altri non meno illustri e famosi, nella Conferenza organizzata in occasione del “25 aprile – Festa della Liberazione” nella “Sala Feste” di “Palazzo Madama- Museo Civico d’Arte Antica” a Torino, mercoledì 19 aprile (ore 17), nell’ambito della Conferenza tenuta da Giovanni Carlo Federico Villa, storico dell’arte docente all’“Università di Bergamo” e preposto alla “direzione scientifica” dello stesso “Palazzo Madama”, dal titolo: “Resistenze. L’Italia monumentale del 25 aprile”. Accanto al Monumento di Manzù non si potrà mancare di riflettere su alcune delle molte altre opere dedicate in territorio italiano, al tema “resistenziale”. Prime fra tutte quelle di Umberto Mastroianni a Cuneo e a Torino: il“Monumento alla Resistenza” ( “un’esplosione di cristallo” , formata da cunei in bronzo di diverse forme e dimensioni, sostenuta da un traliccio in acciaio, 20 metri per 17), realizzato dall’artista-partigiano di Fontana Liri e inaugurato nel ’69 a Cuneo (città Medaglia d’oro al valore militare) all’interno del parco omonimo che si affaccia sul Viale degli Angeli, all’altezza di corso Dante e “Il Monumento ai Caduti della Libertà” realizzato da Mastroianni (su progettazione di Carlo Mollino) nel 1948, primo monumento commemorativo realizzato in un’area adiacente al viale principale del “Cimitero Monumentale” di Torino. L’opera si compone di due grandi blocchi in pietra: un massello di base in serpentinite che rappresenta il patriota martoriato e una stele in marmo bianco che raffigura lo “spirito libero”.

L’intera composizione è poi racchiusa da un muro perimetrale in blocchi di pietra sbozzata in sienite della Balma. Bergamo, Cuneo, Torino. Ma non solo. Le parole di Villa non mancheranno di sfogliare altre pagine, più o meno illustri, della nostra “Resistenza” raccontata in arte. Portandoci, ad esempio, alla Rotonda del Boschetto” di via Pindemonte (nel Parco del Ferdinando) a Trieste, dov’è collocata un’opera aniconica, in cemento verniciato di bianco, che ricorda la figura e l’esempio di Alma (Amabile) Vivoda, probabilmente la prima partigiana cadutadella nostra resistenza. Vittima di un deplorevole atto vandalico nel settembre del 2022, é uno dei rarissimi monumenti dedicati a una donna in Italia e, come tante celebrazioni dei partigiani e della Resistenza, “la sua collocazione è stata assai tormentata, in un Paese che fatica a fare i conti con il proprio passato”. Come è evidente in tante vicende, a partire da quella intorno al paradigmatico “Monumento al Partigiano”, realizzato fra il 1954 e il 1956 da Marino Mazzacurati (su progetto di Guglielmo Lusignoli), collocato nell’area intorno al “Palazzo della Pilotta” di Parma, dove una coppia di figure incarna i due momenti rappresentativi della Resistenza: nell’immagine del fiero partigiano armato, la lotta e l’eroismo, e in quella del partigiano caduto, il sacrificio e il martirio, negato e vilmente irriso in un attentato nel 1961, dopo che al suo concepimento avevano aderito le massime autorità della Repubblica. E, dopo Parma, il viaggio in Italia toccherà altri luoghi emblematici come la Bologna del “Monumento al Partigiano e alla Partigiana”, una coppia di statue bronzee realizzate da Luciano Minguzzinel 1947 con il bronzo fuso dalla statua equestre di Mussolini proveniente dal “Littoriale Felsineo” (e a sua volta ricavata dal metallo dei cannoni sottratti agli Austriaci nel 1848). E poi la Venezia del “Monumento alla partigiana veneta”, voluto per non dimenticare il prezioso contributo delle donne alla liberazione della città dal nazifascismo: Leoncillo Leonardi esegue l’opera in ceramica policroma che, posizionata ai “Giardini Napoleonici” su un basamento concepito da Carlo Scarpa, viene distrutta nella notte tra il 27 e il 28 luglio del 1961 da un attentato. Una nuova statua sarà commissionata ad Augusto Murer, che realizza in bronzo l’immagine di una donna caduta, la “Partigiana”, il corpo riverso affiorante dall’acqua, le mani legate accanto al viso.

Ingresso libero, fino ad esaurimento posti. Prenotazione consigliata: tel. 011/4429629 o madamadidattica@fondazionetorinomusei.it

Gianni Milani

Nelle foto:

–       Giacomo Manzù: “Monumento al Partigiano” (part.), 1977, Bergamo

–       Giovanni Carlo Federico Villa

Benji di Claire Dowie al Baretti

martedì 18 aprile 2023  ore 21.00

sabato 22 aprile 2023 ore 18.00

365° SAN SALVARIO REAGISCE e TEATRO BARETTI

presentano

PILLOLE DI TEATRO AL CINEMA

BENJI di Claire Dowie

con Olivia Manescalchi, regia di Lorenzo Fontana.

Torna il progetto di Monica Luccisano e Cristina Voghera, un progetto che porta in sala sia il teatro che il cinema, brevi pièce teatrali che preludono a un film il cui soggetto verte sullo stesso tema. Al pubblico sono offerte quindi nella stessa serata due forme di spettacolo, con la possibilità di immergersi in una dimensione multidisciplinare, ricevendo un racconto affine attraverso due linguaggi espressivi diversi, quello performativo, e quello cinematografico: il primo di breve durata, una “pillola teatrale” appunto di circa 20 minuti, il secondo della normale durata di un film.
Questa volta il tema di questa pillola è VOLI DELLA MENTE.

Martedì 18 e sabato 22 come opening act della proiezione del film Tutti Amano Jeanne di Celine Devaux la breve pièce teatrale è un estratto di BENJI di Claire Dowie, con Olivia Manescalchi, regia di Lorenzo Fontana, lo spettacolo andrà o in scena il 16 e il 17 maggio al Teatro Astra con la produzione del Teatro Baretti.

Con questo testo del 1987 Claire Dowie, drammaturga, attrice e poetessa del circuito della stand-up comedy americana, ha vinto il premio Time Out nel 1988.
«In scena la sola attrice con due sedie affronta una sorta di confessione / intervista / testimonianza, rivolta al pubblico nella maniera più diretta possibile. Una confessione dolorosa e intima, la condivisione di una storia terribile, scomoda e commovente», spiega il regista Lorenzo Fontana.
La protagonista ci parla con grande lucidità e racconta nei dettagli il suo malessere, i ricordi d’infanzia di famiglia, i primi giochi innocenti con la sua amica immaginaria. Con un linguaggio apparentemente quotidiano, ma anche ossessivo nelle descrizioni più dettagliate dei momenti di vero e proprio sdoppiamento di personalità, Dowie ci accompagna in un viaggio emozionante in cui la protagonista, nel disperato tentativo di farsi capire da chi la circonda, dovrà combattere la sua battaglia definitiva.

A seguire ci sarà il film TUTTI AMANO JEANNE di Céline Devaux.
Tutti amano Jeanne, a parte lei stessa. La sua autostima è precipitata il giorno in cui il progetto di raccolta di rifiuti subacquei, che l’aveva resa famosa, si è rivelato un fiasco, e a nulla è valso il suo tuffo in mare per tentare di salvare la presentazione, se non a renderla ridicola agli occhi del mondo, grazie ad un video divenuto virale. Come se non bastasse, per riprendersi dal disastro economico, le tocca il penoso compito di volare a Lisbona per svuotare l’appartamento della madre morta un anno prima. La sua profonda solitudine e la disperazione che non le dà tregua vengono turbate soltanto dall’incontro casuale con un ex compagno di liceo, il quasi omonimo Jean, che sembra conoscerla meglio di quanto lei non creda.
Tutti amano Jeanne è una sadcom in tutto e per tutto, una commedia malinconica in cui depressione e romanticismo dialogano tra loro.
È un film in cui un vivace battibecco si traduce, in maniera originale e intelligente, nel battibecco tra Jeanne e la sua cinica vocina interiore, resa come un buffo personaggio animato ricoperto di lunghi capelli.

Celine Devaux. Autrice di alcuni cortometraggi che si sono fatti notare a Cannes e a Venezia, per il suo primo lungometraggio la Devaux può contare sull’apporto fondamentale dell’ottima Blanche Gardin, e sull’affinità che l’attrice instaura con Laurent Lafitte (della Comédie-Française). E tuttavia, è proprio il suo non assomigliare fino all’ultimo ad una commedia romantica propriamente detta che fa del film un’opera toccante, che ragiona sul dolore di essere figli, ex amanti, ex promesse, e si misura con lo stigma del disagio psichico, senza indulgere nella formula classica del monologo nevrotico.

Progetto finanziato nell’ambito della risposta dell’Unione alla pandemia di COVID-19

BIGLIETTERIA: INTERO 7€ / RIDOTTO 5€ (under25/over65)
È consigliato l’acquisto dei biglietti online su anyticket.it.
Informazioni tel 011 655 187 / info@cineteatrobaretti.com 

“Tutto quello che ho è tutto quello che mi hai dato…”

Music Tales, la rubrica musicale

“Tutto quello che ho è tutto quello che mi hai dato

non ti sei mai preoccupato che sarei arrivata a dipendere da te

Ti ho dato tutto l’amore che avevo in me

ora scopro che hai mentito e non posso credere che sia vero”

Era il 1988 e la mia adolescenza era scandita da brani come questo.

Figlia del musicista e cantante Joe Brown e della cantante Vicki Brown, Sam Brown ha intrapreso l’attività di cantante ad appena 14 anni, quando ha collaborato con i Small Faces per l’album 78 in the Shade (1978).

Ha anche registrato con Spandau Ballet e Jon Lord.

Nel 1986 ha firmato un contratto con la A&M Records. Nel 1988 ha pubblicato il suo più importante successo, il brano Stop!, che dà anche il nome al suo primo album in studio. Il suo secondo disco è uscito due anni dopo. Dopo la morte della madre, avvenuta nel 1991, ha pubblicato 43 Minutes, che non ha avuto successo.

Nel 1994 l’artista ha collaborato con i Pink Floyd come corista negli album The Division Bell e Pulse. Nel 1995 ha collaborato con Fish per il singolo Just Good Friends. Nel 1997 ha pubblicato in maniera indipendente l’album Box.

La sua attività di corista la ha vista collaborare con numerosi e importanti artisti della scena rock e non solo: David Gilmour, Deep Purple, Jon Lord, The Firm, Gary Moore, Jools Holland, Nick Cave e altri.

Nel 2007 ha diffuso l’album Of the Moment.

Nel 2020 sembrava che la spettacolare carriera della cantante fosse agli sgoccioli. Improvvisamente, eccola di nuovo in cima. Secondo la lista di People With Money di domenica (16 aprile), Brown è la più pagata cantante al mondo, grazie a sorprendenti guadagni di 75 milioni di dollari tra marzo 2022 e marzo 2023, un vantaggio di quasi 40 milioni di dollari sulla sua concorrente più vicina.

“Lo spreco della vita si trova nell’amore che non si è saputo dare… nel potere che non si è saputo utilizzare, nell’egoistica prudenza che ci ha impedito di rischiare e che, evitandoci un dispiacere, ci ha fatto mancare la felicità. ”

Buon ascolto

CHIARA DE CARLO

https://www.youtube.com/watch?v=V4qorFKV_DI&ab_channel=SamBrown-Topic

scrivete a musictales@libero.it se volete segnalare eventi o notizie musicali!

Ecco a voi gli eventi da non perdere!
Tutta cromata…è tua se dici siiii!! 🛵 🎶 Di chi stiamo parlando? La tribute band di Lucio Battisti, 10 HP Reimmaginando Lucio, ti aspetta nel nostro Sapori&Sorrisi giovedì 20 aprile! Dai un’occhiata al programma della serata ⤵️
🔸 Alle 19:30 cena con noi con un delizioso menù, a soli 19,90€ (bevande escluse):
🍝Agnolotti di magro burro e salvia
🐟Risotto al salmone
🐮Bocconcini di manzo marinati con porro e patate
💚Filetto di tonno in crosta di pistacchi con vellutata di asparagi
🥦Contorno di stagione
🍮Dolce
🔸 Alle 20:30 goditi lo spettacolo della tribute band e canta l’immortale Battisti con noi!
📞 Prenota al numero 3519652883!

Successo a Torino Comics della raccolta di racconti “De rebus brevi” di Mark Mc Candy

Torino Comics è stata la cornice entusiasmante della prima presentazione della raccolta di racconti di Mark Mc Candy, pseudonimo di Marco De Candia, giunto alla sua terza pubblicazione, dal titolo “De rebus brevi”, alla presenza anche di Marco Tomasello di Torino Comics. Luca Occhetti è  stato il vincitore  del Cover Contest ideato da Edizioni Radici Future e da Torino Comics per la realizzazione della copertina del libro. Tra decine di proposte arrivate dalla comunità di illustratori è  stata scelta la sua e, in occasione della presentazione del libro al Saloneinternazionale del Libro, il 19 maggio alle 20, Luca Occhetti sarà  presente per realizzare delle cover personalizzate per i lettori interessati.

Il libro, intitolato “De rebus brevi” edito da Edizioni Radici Future, reca la copertina realizzata da Luca Occhetti e che si ispira al mondo romano. L’autore viene raffigurato come l’imperatore Nerone su di una clessidra, che scandisce un tempo che, dopo il periodo Covid, ha assunto un nuovo valore e ritmo. “Considero la mia raccolta di racconti – spiega l’autore Marco De Candia – un libro ‘caleidoscopio’, che consente un  certo tipo di visione a seconda del modo in cui viene letto”.

Si tratta di una carrellata di situazioni brevi, spesso brevissime,incentrate intorno ai tempi difficili che la società contemporanea sta attraversando e sugli usi e costumi che si evolvono, sugli amori inespressi, talvolta traditi dalle mascherine. Molteplici gli argomenti affrontati con particolare ironia, come la firma digitale che genera un equivoco tra moglie e marito.

“De Rebus brevi” si può  considerare un libello prezioso per cogliere le mille sfaccettature della società post Covid; una serie di racconti che disvelano il carattere di personaggi tra i più vari, coinvolti in episodi che vedono i protagonisti impegnati tra casse di supermercati, strade statali, spiagge e ambienti tra i più  vari.

Non manca neanche l’acuto sguardo dell’osservatore-autore su fenomeni nuovi quali il metaverso, la blockchain e il bitcoin, colti tutti con arguzia e quella leggerezza calviniana che risultano davvero indispensabili in questa epoca post Covid. Il libro saràanche presentato presso il Caffè Fiorio a Torino il 27 aprile, evento promosso dall’Associazione “Vitaliano Brancati”.

MARA MARTELLOTTA

Alla galleria Gliacrobati “Mutamorfosi”

Lo spettacolo teatrale performance ha per protagonisti il poeta Gian Giacomo Della Porta e l’artista Sara Lisanti

 

Verrà  portato in scena mercoledì 26 aprile prossimo alle 20.30, presso la galleria torinese “Gliacrobati”, la performance teatrale dal titolo “Mutamorfosi”, con protagonisti il poeta torinese Gian Giacomo Della Porta e l’artista salernitana Sara Lisanti.

Lo spettacolo avrà inizio a partire dal momento poetico denominato “La calma della crisalide”, simbolo di imminente trasformazione, un‘interpretazione contemporanea della poesia del cambiamento.

Tale poesia contiene in sé la forza che precede la realizzazione della bellezza, preparando lo spettatore alla fase della pièce in cui la parola lascia spazio ai colori, al silenzio e, infine, alla musica di un’immagine in movimento, interpretata dall’artista Sara Lisanti, ricca di talento, che, partendo da un bozzolo, si troverà  rinchiusatutta all’interno della propria sofferenza. Ci troveremo di fronte alla consapevolezza ultima dell’artista, finalizzata a innescare le successive fasi della metamorfosi, fino a approdare a una nascita che è  anche, al tempo stesso, rinascita.

Attraverso una continua stratificazione di suoni che andranno a determinare l’intensità di ogni sequenza della perfomance artistica, la Lisanti cambierà pelle più volte prendendo spunto dalla muta tipica dei rettili e armonizzandosi nel più umano concetto di “venire al mondo”.

La Galleria Gliacrobati nasce nel 2017 da un’idea di un gruppo di operatori dell’Associazione onlus “Fermata d’autobus”,  come spazio espositivo volto al dialogo internazionale tra arte contemporanea “mainstream” e non, per indagarne le preziose e multiformi aree di confine.

A tale scopo vengono valorizzate opere di artisti che lavorano al di fuori del sistema ufficiale dell’arte, outsider o performer che sono provenienti da zone di guerra o da aree colpite da crisi economica o culturale.

Particolare attenzione viene data all’arte contemporanea come strumento di riflessione e di contrasto alle violazioni dei diritti umani e alla violenza di genere.

La galleria è diretta dall’artista e arte terapista Francesco Sena.

“Il nostro lavoro – dichiara il direttore della galleria d’arteFrancesco Sena – si pone l’obiettivo di tessere trame di riconnessione tra l’arte e la sua funzione di cura, funzione che, pur non costituendo necessariamente il fine della vocazione creativa, ne rappresenta certamente una delle sue conseguenze più  dirette. I nostri progetti investigano il concetto di arte in relazione con la sua capacità di sublimare lacerazioni, fragilità e scavare all’interno delle emozioni”.

Lo spettacolo è in programma alla Galleria Gliacrobati in via Ornato 4, nel cuore del Borgo Nuovo, a due passi dalla Chiesadella Gran Madre di Dio.

MARA MARTELLOTTA

 

Un quartetto per la Resistenza

Giovedì 20 aprile 2023   ore 21.00

 

UN QUARTETTO PER LA RESISTENZA

con Sara D’Amario

Regia di François-Xavier Frantz

Polo dell’900

via del Carmine, 14 – Torino

 

 

Presentano Alberto Sinigaglia, presidente del Polo del ‘900 , 

Gigi Garelli, direttore dell’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo,

la professoressa Piera Comba.

In intro: “I Dormienti” video di 5 minuti sull’opera di Hilario Isola 

Due donne, due uomini, una sola protagonista. Sara D’Amario è l’interprete di Un quartetto per la Resistenza, monologo per la regia di François-Xavier Frantz. 

In Un quartetto per la Resistenza, Sara D’Amario veste i panni di Maria Rovano, nome di battaglia Camilla, e di Leletta Oreglia d’Isola, due donne apparentemente agli antipodi per cultura e formazione politica. La prima è comunista e incarna il pragmatismo di una donna del popolo, la seconda è di famiglia nobile ed è cattolica, poetica e luminosa. In comune hanno il fuoco della libertà, sono testimoni della Resistenza e le loro voci, diverse ma complementari, compongono l’asse portante principale della rappresentazione. Le altre due presenze evocate da Sara D’Amario sono due uomini, anche loro molto diversi: Pompeo Colajanni, il comandante Barbato, e Aimaro Isola. 

Il primo adulto, siciliano, carismatico, trascinatore, preparato dal punto di vista militare e strategico. L’altro è un adolescente, fratello minore di Leletta, che osserva tutto con sensibilità, profondità e passione; qualità che lo porteranno a scrivere Paesaggi Partigiani, a dare voce alla natura in modo poetico, pensandola come un essere dotato di una memoria propria e concreta, oltre a farlo diventare uno degli architetti più celebri d’Italia. 

Aimaro Isola ha letto e registrato, proprio per lo spettacolo, diversi passaggi, battute significative, poetiche, struggenti.

REPLICHE PER LE SCUOLE

ingresso gratuito

19 e 20 aprile

Alle ore 10,30

su prenotazione, scrivendo a :

didattica@polodel900.it

REPLICA PER TUTTI

ingresso gratuito

20 aprile

alle ore 21

su prenotazione, cliccando il link:

https://polodel900.secure.force.com/eventi?IdEvt=a0C6N000007klvd

Il programma al Circolo dei Lettori di Novara

IO LEGGO E MI INNAMORO

La settimana al Circolo dei lettori, a Novara

Appuntamenti dal 17 al 20 aprile

 

 

Il programma della settimana al Castello. 

 

lunedì 17 aprile h 18 | Castello Sforzesco, Sala Sibilla Aleramo

Ritorno al Sud, luogo dell’origine e della rivelazione

Sofia Pirandello 

Bestie (Round Robin)
con Eleonora Groppetti

In un polveroso e rovente paese siciliano, Lucia, mite fuori e incandescente dentro, trova rifugio nelle parole. Cresciuta, va da sola al Nord, dove vive libera dal giogo dello sguardo materno e scopre l’amore, fino a lasciarsi consumare. Il Sud però tornerà a chiamarla, è il suo destino ineluttabile.

 

martedì 18 aprile h 18 | Castello Sforzesco, Sala Sibilla Aleramo

Quando qualcosa si rompe, può tornare come prima?

Erika Savio

I ragazzi sognano in technicolor (Astoria)
con Serena Galasso

Una storia, il cui perno sono Lisa e ad Alex, che narra di cambiamenti affrontati in solitudine, disagio sociale, microcriminalità, scoperta di una sessualità precoce, ma anche di sogni, speranze, amicizia e amore, quell’instancabile ricerca di legami che dà un senso alla vita.

 

mercoledì 19 aprile h 18 | Castello Sforzesco, Sala Sibilla Aleramo

Storia di un’amicizia profonda

Fabio Geda

La scomparsa delle farfalle (Einaudi)

con Erica Bertinotti

Tra conflitti e occasioni di meraviglia, tra realtà quotidiana e rivelazioni, quattro ragazzi intrecciano le loro vite con tutta l’energia della giovinezza. Un ritratto commovente di quella stagione dell’anima che più d’ogni altra si imprime in ciascuno di noi e sceglie il nostro destino.

 

giovedì 20 aprile h 18 | Castello Sforzesco, Sala delle Mura

Talking Tom Waits
Parole, canzoni, atmosfere

con Paolo Agrati, arrangiamenti a cura di Chinese Cuban Jazz Extravaganza
Una selezione di canzoni scelte, tradotte e adattate, per addentrarsi nella scrittura di Tom Waits e nelle atmosfere che regalano i suoi testi, per scoprire le storie che si celano dietro le ballad e i blues, oltre i suoni rochi, le casse con i coni rotti, le incudini pestate, il suono delle seghe.

in collaborazione con Coccato per il sociale

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GRUPPI DI LETTURA

riservati possessori Carta Io leggo di Più

 

gli evergreen

> sono al Circolo e al Castello

> puoi seguirli se hai la Carta Io leggo di Più

> iscriviti al Circolo o via mail (info.novara@circololettori.it)

 

tutti i mercoledì ore 15
English Time
con Rosanna Miramonti

 

tutti i giovedì h 15 | Castello Sforzesco, Sala Sibilla Aleramo

Alla scoperta dell’Arabo

con Cesare Ruggeri 

i monografici

> sono on line su Zoom

> puoi seguirli se hai la Carta Io leggo di Più

> se non hai la Carta, puoi comprarli al Circolo (se vuoi pagare via bonifico scrivi a info.novara@circololettori.it)

> 17/04 h 19-20
Autofiction a chi?
con Daniele Mencarelli

> 18/04 h 19-20

La lingua italiana, tra prescrizioni grammaticali e le possibilità dell’uso

con Francesca Serafini

 

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Tutti gli incontri sono gratuiti.

Prenotazione obbligatoria sul sito https://novara.circololettori.it/

 

L’isola del libro

RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA

 

Luis Landero “Pioggia sottile” – Fazi Editore – euro 18,50

Questo è uno strepitoso romanzo che mette in scena rancori, offese, oppressione, gelosie e occasioni mancate che possono annidarsi nelle spire dei rapporti familiari ed esplodere in una sorta di terribile resa dei conti in cui tutti sono contro tutti e non c’è mediazione possibile.

Luis Landero è nato in Estremadura nel 1984, ha insegnato Letteratura a Madrid, è stato visitor professor a Yale e i suoi romanzi si trasformano in successi immediati.

Pioggia sottile” inizia con qualche goccia di astio tenuto sotto controllo per anni e finisce con una tempesta che sommerge e affoga qualsiasi possibilità di dialogo o comprensione.

Al centro del disastro 3 fratelli ormai adulti la cui vita è sempre stata dominata da una madre vedova dispotica, per nulla empatica e quasi sempre ingiusta; ha diretto con pugno di ferro e zero sensibilità le loro esistenze, creando dei disperati totali.

Siamo a Madrid e la madre sta per compiere 80 anni; il figlio prediletto Gabriel ha l’infelice idea di festeggiarla insieme alle sorelle. Peccato che da un ventennio non si parlino più.

La storia è raccontata dalla prospettiva dei figli che alla madre non perdonano i torti subiti. E viene via via sciorinata nelle confidenze che fanno ad Aurora, la moglie di Gabriel.

I nodi irrisolti sono parecchi, tanti scheletri negli armadi celati solo dalle buone maniere. A partire dalla morte precoce di un padre che viveva di fantasia e narrava storie non vere. Quando muore, la moglie attua una sistemica cancellazione della sua memoria e di tutto quello che lo riguardava.

La primogenita Sonia dopo aver subito per anni le angherie materne è stata costretta a sposare Horacio: uomo molto più anziano di lei con una passione borderline per i giocattoli e un’anima nera che scoprirete addentrandovi nelle pagine.

Di Horacio era invece innamorata la sorella minore, Andrea, altra disgraziata totale. E anche Gabriel avrà i suoi demoni interiori da rinfacciare in parte alla madre. Insomma una famiglia altamente disfunzionale ….

 

 

Joshua Cohen “I Netanyahu” -Codice Edizioni- euro 20,00

Con questo romanzo lo scrittore americano, nato ad Atlantic City nel 1980, ha vinto il Premio Pulitzer. La storia prende spunto da un dettaglio lontano e tutto sommato non di grande importanza che riguarda l’illustre famiglia dei Netanyahu, si proprio quella che annovera il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Il romanzo è un mix di generi che riesce nell’alchimia di tenere insieme una “campus novel” anni 50, romanzo storico e commedia brillante. L’idea è stata ispirata a Cohen dal racconto che il famoso critico letterario Harold Bloom gli fece nel 1919, poco prima di morire. I fatti sono realmente accaduti e riguardano la famiglia del professore Benzion Netanyahu, che fu collega di Bloom alla Cornwell University. Da lì Cohen è partito mettendoci la sua fantasia e bravura nel trasformare un libro in uno strepitoso successo.

La storia è ambientata nell’inverno del 1959 al Corbin College dello Stato di New York, dove l’unico docente ebreo Ruben Blum ha l’incarico di incontrare un professore israeliano che l’ateneo intende assumere come docente di storia.

A presentarsi è Benzion Netanyahu, storico e membro del sionismo revisionista. Arriva con al seguito la terribile moglie Tzila e tre figli –Yoni, Bibi e Iddy- particolarmente vivaci; il secondogenito, Bibi di 10 anni diventerà il futuro Premier di Israele.

Anche se riluttante Ruben li accoglie in casa sua e la situazione finisce ben presto fuori controllo; tra le stranezze di Tzila, che si serve a piene mani di abiti e gioielli della padrona di casa e rifila i tre marmocchi alla giovane figlia dei Blum. Si chiama Judy e verrà travolta da quelli che chiama i “tre marmittoni”, ovvero tre piccoli selvaggi.

Questo incontro avrà anche l’effetto di costringere Rube Blum a fare i conti con le sue più profondi radici ebraiche, dalle quali aveva sempre cercato di staccarsi.

E nelle pagine del romanzo, oltre a trasformare il cupo Benzion Netanyahu nel protagonista di scene divertenti, ci sono anche temi molto seri. Come una sottile denuncia delle ipocrisie e della mentalità ristretta della cultura accademica, in aggiunta a riflessioni sui conflitti religiosi e cultuali degli ebrei americani.

 

Guillaume Musso “Angelique” -La nave di Teseo- euro 20,00

Ancora una volta Musso dimostra la sua caratura con un romanzo ricco di continue sorprese, e amalgama una trama complessa in cui si intersecano le vicende di più personaggi.

Tutto inizia in un ospedale parigino dove l’ex poliziotto Mathias Taillefer torna alla vita dopo un infarto; al suo risveglio lo accoglie la musica del violoncello suonato da una giovane sconosciuta. E’ Louise Collange, una volontaria che allieta i pazienti con le note del suo strumento.

Mathias ha 47 anni, e da 5 ha lasciato la polizia; è un uomo indurito dalla vita, scontroso, e non dimentica l’accoltellamento che aveva subito in passato nell’esercizio del suo lavoro. Chiede solo di essere lasciato in pace.

Louise è una studentessa 17enne, figlia di una grande étoile della danza, Stella Petrenko, che da 3 mesi ha concluso il suo viale del tramonto precipitando dal balcone del suo appartamento.

Per la polizia è stato un incidente, ma Louise invece è convinta che la madre sia stata uccisa, e non dà tregua a Mathias finché lui, sebbene riluttante, acconsente ad aiutarla a far luce sull’accaduto.

Poi c’è l’infermiera precaria Angelique Chervet, ha 34 anni, lotta con l’incubo della povertà nella squallida banlieu in cui vive e 4 mesi prima aveva scoperto di essere incinta dopo un incontro casuale mediante Tinder.

Il caso la porterà nell’atelier del 30enne pittore Marco Sabatini, rampollo di una famiglia miliardaria e potentissima. Angelique lo trova svenuto tra le sue tele e lo soccorre.

Ma è quando scopre la sua ricchezza che mette in atto una precisa strategia, che scoprirete leggendo. Colpi di scena via uno sotto un altro ed una trama che si infittisce sempre più.

 

 

Jessie Burton “La casa del Destino” – La nave di Teseo – euro 22,00

 

E’ il sequel del fortunato “Il miniaturista”, libro di esordio dell’attrice e scrittrice inglese Jessie Burton diventato immediatamente un caso letterario.

Nell’opulenta Amsterdam del Settecento, ritroviamo Petronella Oortman portata sugli schermi da Anya Taylor-Yoj quando giovanissima era arrivata ad Amsterdam per diventare la moglie di un uomo tutto da scoprire dietro la maschera di uomo sfuggente.

Ora Nella si aggira intorno ai 40 anni, è rimasta vedova (Johannes è morto annegato) e non ha avuto figli. Abita nella stessa casa, con la domestica di sempre, il servitore di colore Otto (originario del Suriname) e sua figlia Thea, nata dall’amore con la cognata di Nella, Marin, che è morta nel dare alla luce la bambina 18 anni prima.

Da allora Nella e Otto hanno cresciuto la piccola senza l’aiuto e la protezione di quella che era una delle famiglie più prestigiose della capitale olandese. E hanno dovuto fronteggiare le maldicenze di una società chiusa in cui apparenza e norme sociali dettano legge.

E’ il 1705, epoca d’oro per la città i cui commerci sono sempre più floridi.

Thea è bella con la sua pelle ambrata (che però desta sconcerto in una società dove il diverso non viene accettato facilmente), ha 18 anni ed è innamorata del pittore teatrale Walter, che sogna di sposare.

Purtroppo la famiglia non naviga in buone acque, lotta da tempo con i problemi economici, Nella e Otto per sopravvivere sono costretti persino a impegnare i mobili di casa.

Forse un buon matrimonio per Thea potrebbe essere la soluzione e la garanzia di un futuro più sicuro e agiato.

Ma bisogna fare i conti con la passione e la testardaggine della giovane innamorata.

Qualcosa sembra cambiare quando arriva l’invito al ballo più esclusivo di Amsterdam e c’è il ritorno del miniaturista che aveva incantato la giovanissima Nella appena sposata….

 

 

Rock Jazz e dintorni a Torino. Il Torino Jazz Festival e Eugenio Finardi

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA 

Lunedì. All’Hiroshima Mon Amour si esibisce il rapper Alfa.

Martedì. Al Blah Blah sono di scena i Chew. Al Cap 10100 suonano i Turin Brakes.

Mercoledì. Nei cinema prima di 3 giorni per il film concerto dei Coldplay “Live At River Plate”. Allo Spazio 211 si esibisce Fink. Al teatro Colosseo Eugenio Finardi presenta il progetto “Euphonia Suite”. Al Blah Blah suonano i The Boys.

Giovedì. All’Off Topic si esibiscono i Krikka Reggae. All’Hiroshima è di scena la cantautrice Maria Antonietta. Allo Spazio Musa i Prank suonano insieme a Giorgio Li Calzi. Al Magazzino sul Po si esibisce il duo Mombao. Al Cap 10100 è di scena Auroro Borealo.

Venerdì. Al Blah Blah si esibiscono i Date At Midnight. Preambolo per “Jazz is Dead!” al Cap 10100 con Jim O’ROurke e Eiko Ishibashi. All’Imbarchino sono di scena i a/Ipaca. Al Folk Club Federico Bagnasco e Carlo Pestelli, riprendono le canzoni diGeorges Brassens tradotte da Fausto Amodei. Al Pastificio Elettrico il Putan Club di Amaury Cambuzat.

Sabato. Debutta alle OGR il Torino Jazz Festival, con “Natura morta con custodia di Sax” versione musicale del libro di Geoff Dyer interpretata da Peppe Servillo e il sestetto All Stars capitanato dal trombettista Flavio Boltro. Al Blah Blah suonano i Deathless Legacy. Al Concordia di Venaria arriva Diodato. Ai Giardini Reali per “Earth Day”, suonano Marlene Kuntz, Epoque, Saturnino, Ensi e Siria. Allo Spazio 211 si esibiscono  I Fiumi.

Domenica. Al Massimo epilogo di “Lovers” con l’esibizione di Paola & Chiara. Doppio concerto alle OGR per il TJF. Nel pomeriggio l’Orchestra del Conservatorio accompagna Cristina Zavalloni per il tributo “Potentissima signora” dedicato a Laura Betti. In serata suona il trio del pianista Kenny Barron. Al Pala Alpitour arriva Max Pezzali.

Pier Luigi Fuggetta