CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 262

Vik Muniz alla galleria Benappi di Torino

La galleria Umberto Benappi espone a Torino, dal 20 settembre al 9 novembre 2024, le grandi stampe di Vik Muniz, in una esposizione che racconta il lavoro del grande artista brasiliano. L’inaugurazione è avvenuta giovedì 19 settembre alle ore 16, in occasione di TAG Ouverture e Exhibi.to.

“Se la fotografia fosse rappresentazione della realtà, quella di Vik Muniz non dovrebbe essere considerata tale – spiega la curatrice Chiara Massimello – niente è vero nelle sue immagini, ogni dettaglio è finzione e ricostruzione minuziosa, quasi maniacale, di qualcosa di preesistente. Eppure sono fotografie, le grandi stampe che la galleria Benappi espone, e che costituiscono l’opera di un grande artista che conosce profondamente la cultura visiva e i media, per il quale la macchina fotografica è l’ultimo passaggio nella realizzazione della sua opera”.

Le opere dell’artista brasiliano si trovano nei più importanti musei al mondo, dal MoMa al Guggenheim e al Whitney, dal Victoria and Albert  Museum alla Tate, dal Museum de Arte Moderna de Sao Paolo al Museum of Contemporary Art di Tokyo, al Centre Pompidou di Parigi. Le stampe di Vik Muniz, dai colori vividi, sono impeccabili. Quasi sempre di grande formato, ma è la composizione a rendere l’originalità nelle opere dell’artista brasiliano nato a San Paolo nel 1961. Egli utilizza pigmenti, inchiostri e coriandoli, tessere di puzzle, diamanti e sciroppo di cioccolato, semplici fili, materiali di recupero e ritagli di giornale; gli oggetti più disparati sono il punto di partenza nel lavoro creativo di Vik Muniz. La fotografia ne rappresenta l’atto finale. Il noto gallerista Gian Enzo Sperone conobbe Muniz a New York nel 1996 e, dopo aver visto alcune opere appartenenti alla serie “The sugar children”, nella galleria di Tricia Collins a Soho, ne rimase profondamente impressionato, e le portò in Italia nella sua galleria romana nel 1999. Dopo di lui, Marco Voena e Valerio Tazzetti lo esposero nel loro spazio torinese “Photo & Co”.

Tra le opere esposte alla galleria Benappi si segnala la serie delle nove Jackie, originariamente realizzata da Andy Warhol dalle foto pubblicate su Life al funerale del Presidente Kennedy. La serie è parte delle “Pictures of chocolate”, realizzata nel 1997 con lo sciroppo di cioccolato. Jackson Pollock, nella celebre immagine scattata da Hans Namut nel 1950, è immortalato mentre crea una delle sue opere. L’opera è intitolata “Autumn rythm” e realizzata con la tecnica del dripping, vale a dire l’artista intento a dipingere sulla tela, adagiata sul pavimento, nella mano sinistra il barattolo di vernice, nella destra il pennello. Muniz si appropria della celebre immagine e la ricrea cospargendo lo sciroppo di cioccolato su un piano e plasmandolo con le sembianze dell’originale. Lo sciroppo di cioccolato riprende l’idea di pittura e i colori di Pollock. La Benappi ha deciso di esporre anche l’affascinante autoritratto di Rembrandt “Self portrait after Rembrandt”, due opere che si affiancano nella grande parete della sala principale della galleria, ai ritratti di Karl Marx, Andy Warhol, Liz Taylor e Marilyn Monroe. Vi è anche una serie ambientata nella più grande discarica del mondo, appena fuori Rio de Janeiro.

Vik Muniz è cresciuto in una famiglia semplice, ha iniziato a disegnare molto giovane anche a causa di una forte dislessia, e trascorreva ore a copiare l’arte antica nei musei, diventando molto abile tecnicamente. Ferito alle gambe mentre tentava di sedare pacificamente una rissa, con il risarcimento ottenuto decise di partire per New York, dove iniziò la sua carriera di scultore, interessandosi da subito alla rappresentazione fotografica delle sue opere e alle molteplici possibilità dell’immagine. La sua prima personale a New York risale al 1988.

 

Mara Martellotta

La Damnation de Carmen

Una rielaborazione dalla Carmen di Bizet e P.Brook;  spettacolo in lingua francese e di tipo collettivo che coinvolge cantanti lirici, coro, musicisti, giovani studenti e cittadini. 
Intero € 5,00 Ridotto € 3,00 (under 25/over 65)
 
ACQUISTO BIGLIETTI:
INFO liricatamagno.to@gmail.com 389 0606202
 
CON LA PARTECIPAZIONE DEL CORO DI VOCI BIANCHE “GOCCE D’ORO” DELL’I.C CADUTI DI CEFALONIA.
Il progetto è vincitore dell’avviso pubblico “Circoscrizione che spettacolo dal vivo!2024” con il contributo della città di Torino.

Società Culturale Artisti Lirici Torinese

“Francesco Tamagno”

Via Pietro Giuria, 40 – 10126 Torino

Il lascito di Vince

CALEIDOSCOPIO ROCK USA ANNI 60

La storia del garage rock americano degli anni ‘60 ha visto figure carismatiche e a volte anche “scomode” in ruoli di responsabilità in etichette discografiche grandi e piccole. Parecchi di questi personaggi erano dotati di un ego smisurato, avevano il difetto di accentrare e “personalizzare” al massimo la catena decisionale, anche a costo di rischi e di “fughe in avanti” pericolose. Una di queste figure fu Vincent “Vince” Rago, responsabile e quasi “plenipotenziario” delle tre etichette “Universal Records”, “Richie” e “Rago”, tutte dell’area di Wilmington (Delaware); fu uomo dai modi molto diretti, a volte rudi e spicci, ma dotato di innato fiuto per il versante promozionale dei dischi e profondo estimatore ed instancabile sostenitore del garage rock nel biennio 1965-1966. Qui in particolare ci soffermeremo sull’etichetta “Richie”, dedicata alla memoria di uno dei figli di Rago; in numerose “compilation” del garage rock, il “label” Richie compare tuttora con svariate incisioni interessanti. Da rilevare come (purtroppo) una discreta quantità di materiale non pubblicato negli anni di attività di Rago venne poi disperso o trascurato dai nipoti, che non seppero intuire le potenzialità di quel lascito musicale. Qui di seguito la discografia “Richie” finora ricostruita:

–  Teddy & The Continentals  “Ev’rybody Pony / Tick Tick Tock”  (45-R-1001)  [1961];

–  Teddy & The Continentals  “Tighten Up / Do You”  (R-445)  [1961];

–  Frankie and The C-Notes  “Forever And Ever / Fade Out”  (R-2-45/R-3-45)  [1961];

–  The Versatones  “Will She Return / Hold Me Lover”  (R-451)  [1961];

–  Johnny & The Dreams / [Joe Robinson Combo] “You’re Too Young For Me / Are You With That” (R-457)  [1961];

–  The Galaxies  “The Leopard / Dear Someone”  (R-458)  [1961];

–  The Sinceres  “Please Don’t Cheat On Me / If You Should Leave Me”  (R-545)  [1961];

–  The Continettes  “Billy The Kidder / Boys Who Don’t Understand”  (45-4300-V)  [c. 1963];

–  Teddy & The Continentals  “Crossfire With Me Baby / Crying Over You”  (R-453)  [c. 1963];

–  THE VEE JAYS  “Goodbye Cheatin’ Lover / Don’t Let Me Go”  (R-456)  [1964];

–  The Misfits  “Beyond The Rim” [I-II]  (65-3)  [1965];

–  THE ADAPTERS  “Confess / Believe Me”  (65-4/65-5)  [1965];

–  Teddy Continental  “I Call It Home / Find Someone”  (65-6/65-7)  [1965];

–  THE ENFIELDS  “In The Eyes Of The World” [I-II]  (669)  [1966];

–  THE ENFIELDS  “She Already Has Somebody / I’m For Things You Do”  (670-A)  [1966];

–  THE ENFIELDS  “You Don’t Have Very Far / Face To Face”  (671)  [1966];

–  THE CONTEMPORARIES  “Fool For Temptation / Think Young”  (672)  [1966];

–  Johnny Neel and Shapes Of Soul  “Talking About People / The Secret Word Is Prayer” (6711/6712)  [1966];

–  The Stairways  “Don’t You Care” [V./strum.]  (R66-3)  [1966];

–  THE ENFIELDS  “She Already Has Somebody / I’m For Things You Do”  (RI-670)  [1966];

–  MIKE ALEXANDER AND THE VISIONS  “Your Day Has Come / Pop Goes Love”  (673) [1967];

–  THE ENFIELDS  “Twelve Month Coming / Time Card”  (675)  [1967];

–  Shapes Of Soul feat. Johnny Neel  “We Can Make It Together / Can You Forgive”  (691)  [1969];

–  Johnny Neel and The Shape  “Everybody (Do The) Stomp / The Secret Word Is Prayer” (695/696) [c. 1969];

–  Internal Calm  “The Truth (Will Set You Free) / Where Will We Go Tomorrow”  (701)  [c. 1970].

Gian Marchisio

Rol, “L’ultimo mago”

Al “Castello di Miradolo”, si presenta, a trent’anni dalla scomparsa, il libro di Francesca Diotallevi dedicato al celebre “sensitivo” torinese, Gustavo Rol 

Domenica 22 settembre

San Secondo di Pinerolo (Torino)

Esattamente trent’anni fa, il 22 settembre del 1994, moriva a Torino (città dov’era nato il 20 giugno del 1903) Gustavo Adolfo Rol. A portarselo via, all’età di 91 anni, fu una broncopolmonite accompagnata da un forte attacco di “ansia cardiaca”. Le sue ceneri riposano da allora nella tomba di famiglia a San Secondo di Pinerolo (Torino), dove la famiglia Rol possedeva una grande casa di campagna, adibita alle vacanze estive e dove nel 2005 gli è stata intitolata dal Comune una piazzetta a titolo commemorativo, dopo che una via del paese era già stata intitolata alla sua famiglia. Ebbene, proprio per commemorare il trentennio dalla scomparsa del celebre “sensitivo” torinese, San Secondo torna a ricordarlo e a raccontarlo, domenica prossima22 settembre (ore 15), presentando al “Castello di Miradolo” (sede della “Fondazione Cosso”) il libro “L’ultimo mago”, a lui dedicato, per i tipi di “Neri Pozza”,  dall’autrice milanese Francesca Diotallevi, in dialogo con la scrittrice Enrica Melossi.

L’appuntamento rientra nel calendario di “Bellezza tra le righe” che porta, fino a domenica 13 ottobre, nei giardini di tre dimore storiche del Pinerolese (oltre al “Castello di Miradolo”, “Casa Lajolo” di Piossasco e “Palazzo Conti di Bricherasio” a Bricherasio) “autori e voci del presente”. Il volume della Diotallevi, fondato  su una approfondita documentazione oltre che su una sciolta e piacevole capacità descrittiva, ha finora ottenuto brillanti risultati dalla critica. “Con la sua capacità di rendere l’essenza di personaggi storici attraverso la lente romanzesca – è stato scritto – Francesca Diotallevi ci incanta e ci ipnotizza … ponendoci interrogativi di fronte ai quali l’anima più razionale vacilla”. E certo non poteva essere che così, raccontando di Rol. Sulla cui vera “identità” e sulle cui concrete capacità di svelare le ombre e gli enigmi dell’irreale, ancora oggi, a tanti anni dalla sua nascita e dalla sua morte, ancora nessuno è in grado di fornire definitive risposte. Ancora nessuno sa, per certo, chi fosse Rol. Anche perché lui stesso si oppose sempre, in vita, e ben ne aveva diritto, a sottoporsi ad alcuna verifica, sotto controllo scientifico, di quei suoi incredibili “prodigi” (indovinare le “carte” senza mai toccarle, scrivere su un foglio senza neppure sfiorarlo, “straordinarie capacità di veggenza e contatto con altri mondi”, lettura di libri senza aprirne una sola pagina e tant’altro); “prodigi” che assolutamente, ripeteva agli increduli detrattori, non sarebbero mai stati “fenomeni ripetibili o eseguibili a comando”. “Nei miei esperimenti – diceva in un’intervista a Roberto Gervaso – è la psiche a far da ‘grondaia’ allo spirito”. “Sensitivo”, dunque? O semplice “prestigiatore” o un “ipnotista” o un “fattucchiere” o un “mago”? Egli stesso se lo chiedeva: “Chi sono io?” E pare si rispondesse definendosi “un ‘ricercatore’, uno ‘sperimentatore’, avente quale unico obiettivo quello di incoraggiare gli uomini a guardare oltre l’apparenza e a stimolare in loro lo ‘spirito intelligente’”. Una famiglia benestante alle spalle, tre lauree, Rol si dedica, fin da giovane, a varie attività (quelle da lui predilette): dal giornalista, al bancario, all’antiquario, dedicandosi anche alla pittura. Solo dopo il 1927 si avvicinerà all’“occulto”, a seguito di uno strano incontro a Marsiglia con un polacco che gli mostrerà inizialmente giochi di prestigio con le carte. Da quell’incontro e, pare, dalla conversione dello stesso polacco alla fede cristiana, la sua vita cambia e Rol elabora una propria “teoria metafisica” sull’“associazione fra suoni, colori e altri elementi”. E’ questo per Rol un periodo di profonda crisi esistenziale, che lo porterà a ritirarsi addirittura in un convento per tre mesi. Superata questa crisi giovanile e, fatta sua la certezza di quel “dono” arrivato a guidarne inspiegabilmente l’esistenza, a partire dagli anni ’30 “la sua fama si diffonde nei circoli più importanti dell’aristocrazia, della cultura e della politica”. Nella sua elegante casa torinese al civico 31 di via Silvio Pellico (ricca di cimeli napoleonici, per i quali nutriva una smisurata passione), passano per decenni figure del calibro di Federico Fellini (che ai suoi collaboratori diceva “La mia vita si divide in prima di Rol e dopo Rol”), di Franco Zeffirelli(“Rol aveva poteri straordinari – scriveva nella sua autobiografia il regista fiorentino – che aprirono la mia mente alla possibilità … di accedere a dimensioni sconosciute di quello che mi era successo”) e ancora personaggi dello spettacolo e dell’economia, come Marcello Mastroianni, Cesare Romiti, e, si dice, parte della famiglia Agnelli. Fondamentale la sua fraterna amicizia con Giuditta Dembech, celebre giornalista esploratrice dei grandi misteri del “paranormale” e dallo stesso Rol prescelta come sua biografa ufficiale, non mancarono tuttavia le critiche, le incredulità anche da parte di personaggi illustri nel campo scientifico: da Piero Angela a Tullio Regge (che parlarono di “trucchi illusionistici”) fino al noto prestigiatore Silvan e al presidente del Circolo torinese “Amici della magia”, Marco Aimone, che sottolinea d’ aver riconosciuto in Rol una “tecnica di mentalismo”. Dubbi, tanti. E mai pienamente disciolti. Destinati, per sempre (è probabile) a soccombere alla concreta rigidità del “reale”.

Per info: “Castello di Miradolo”, via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo (Torino); tel. 0121/376545 o www.fondazionecosso.com

g.m.

Nelle foto: Cover “L’ultimo mago” (Neri Pozza); Francesca Diotallevi

Stella Bolaffi Benuzzi: Il Penny Black e altri racconti marinareschi

Sabato 21 settembre alle ore 17,30 nell’Auditorium “ Baldassarre “della Biblioteca Civica “Deaglio “ di Alassio (piazza Airaldi e Durante, 7)

Il prof. Pier Franco Quaglieni, il dr. Roberto Pirino ed il gen. Franco Odello che coordinera’ l’incontro, presenteranno il libro della nota scrittrice torinese Stella Bolaffi Benuzzi “Il Penny Black e altri racconti marinareschi. Storie e ricordi di avventure in barca a vela”, Salomone Belforte Editore, Livorno. Interverrà il vice Sindaco di Alassio Angelo Galtieri. L’autrice, con la sua consueta verve, offre al lettore, anche a quello non esperto di navigazione a vela, una nostalgica traversata di un’epoca, vissuta da lei e dalla sua famiglia, sulla loro prima barca dedicata al “Penny Black”, il primo francobollo emesso al mondo, non a caso vista la professione di filatelico noto in tutto il mondo del padre Alberto Bolaffi comandante di un una divisione alpina durante la Guerra di Liberazione intitolata alla figlia Stella.

Fondazione Amendola, le iniziative culturali

Diverse novità contraddistinguono questa fine estate inizio autunno della Fondazione Amendola.

Giovedì 19 settembre, alle 10.30 , nella sede di via Tollegno 52 a Torino, inaugurerà la mappatura 3D del Telero “Lucania 61”, monumentale opera pittorica di Carlo Levi, che sarà accessibile e fruibile anche alle persone non vedenti e ipovedenti. Saranno presenti la vicesindaco della Città di Torino Michela Favaro, i professori Virginio Cantoni, Giovanni Caserta e Pino Mantovani, e i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Privi della Vista e Ipovedenti e della UICI, Unione italiana ciechi e ipovedenti sezione di Torino.

Nell’ambito del progetto ‘Fiumi di culture. Affluenze-influenze- Confluenze’, rivolto a promuovere il dialogo interculturale con le comunità asiatiche e nord africane di Torino venerdì 20 settembre alle ore 18 si terrà l’evento inaugurale dal titolo “Fiumi diversi. Fiumi di versi”, nel cortile del Polo del Novecento in piazzetta Antonicelli; sabato 21 settembre alle ore 19 momenti di musica, danza e gastronomia mediorientali e orientali con “Estemporanea”, presso la Bocciofila Vanchiglietta Rami Secchi, in lungo Dora Pietro Colletta 39/A.

Martedì 24 settembre, alle 18, spettacolo di canti “La storia della via Baul” presso il MAO, Museo di Arte Orientale, in via San Domenico 11.

Il progetto “Fiumi di culture. Affluenze, influenze, confluenze” promuove il dialogo interculturale nella città di Torino, con le comunità asiatiche e nordafricane di nuovi residenti, attraverso il riconoscimento e la valorizzazione del patrimonio multiculturale, con un approccio partecipativo da parte della cittadinanza.

L’iniziativa progettuale prevede le seguenti attività: mappatura delle organizzazioni formali e informali delle comunità asiatiche e nord africane di nuovi residenti a Torino e coinvolgimento dei loro referenti in tavoli di programmazione di attività culturali; organizzazione di iniziative culturali per favorire la conoscenza reciproca dei saperi, tradizioni, rituali e specificità culturali delle comunità coinvolte. Infine percorso di rafforzamento delle competenze per le organizzazioni di comunità e i gruppi informali di giovani di seconde e terze generazioni.

Fiumi di culture-Affluenze- Influenze- Confluenze è il progetto vincitore dell’avviso pubblico “Torino che cultura” finanziato con fondi PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021/2027 sostegno all’economia urbana nel settore della cultura e ha come capofila Vol.To ETS Centro Servizi per il Volontariato, in collaborazione con i partner Associazione Mio MAO, Fondazione Salvemini, Bocciofila Vanchiglietta Rami Secchi, Fondazione Giorgio Amendola e associazione culturale Vera Nocentini.

L’evento inaugurale di venerdì 20 settembre “ Fiumi diversi. Fiumi di versi” , ospitato nel cortile del Polo del ‘900, è l’occasione per la presentazione del partenariato e delle azioni di progetto, ma anche per una performance poetica e musicale collettiva, animata dal gruppo Marmellata Jam, che unisce note e linguaggi confluiti da ogni parte del mondo. È previsto un rinfresco.

Sabato 21 settembre alle 19 presso la Bocciofila Vanchiglietta Rami Secchi si terrà Estemporanea, un’esperienza immersiva nelle culture orientali e mediorientali attraverso la musica, la danza e la gastronomia. Il progetto musicale è a cura di Saharaswati music.

Martedì 24 settembre alle ore 18 presso il MAO, Museo di Arte Orientale, si terrà uno spettacolo con protagonista Parvathy Baul, custode, interprete e insegnante della tradizione Baul del Bengala, i cui canti sono riconosciuti dall’Unesco come “capolavori del patrimonio orale e immateriale dell’umanità. Parvathy presenterà il percorso Baul accompagnato da immagini proiettate e canti dal vivo.

 

Mara Martellotta

Gallerie aperte con Ouverture di Tag

Giovedì 19 settembre ritorna l’appuntamento con Ouverture di Tag, mostra diffusa sul territorio cittadino attraverso l’inaugurazione contemporanea di rassegne e mostre allestite in 15 delle 17 gallerie d’arte associate a Tag, Torino Art Galleries.

Le gallerie saranno straordinariamente aperte dalle 16 alle 23. Settembre mese della riapertura, sostiene la presidente di Tag Elisabetta Chiono, è un momento di estrema importanza per le mostre che vengono proposte dalle gallerie e per ilcoinvolgimento sia del pubblico sia dei collezionisti. L’apertura estesa in orario serale consentirà di visitare, a ingresso gratuito, più mostre nella stessa giornata.

Tante le proposte da parte delle gallerie consociate in Tag. La Giorgio Persano ospita una collettiva di artisti della galleria al piano nobile e tre nuove opere pittoriche di Luisa Rabbia nel giardino interno di palazzo Scaglia di Verrua. Alla galleria Umberto Benappi è  esposta la personale di Vick Muniz, la mostra di Gilberto Zorio alla Tucci Russo e alla galleria Roccatreemergono le opere di Marco Gastini e Luigi Mainolfi, la Riccardo Costantini Contemporary ha in esposizione un nuovo progetto artistico dal titolo “Altre voci, altre stanze” di Ferdi Giardini.

Mara Martellotta

Artissima, una mostra diffusa: oltre l’Oval al Museo di scienze naturali e al Principi di Piemonte

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Si intitolerà  ‘The era of Daydreaming’ la fiera internazionale di arte contemporanea più importante d’Italia, Artissima, edizione 31, per il terzo anno consecutivo alla guida di Luigi Fassi. Si svolgerà dal primo al 3 novembre, con mostre non solo all’Oval,anche al Museo di Scienze Naturali e al Principi di Piemonte.

Negli oltre 20 mila metri quadrati dell’Oval del Lingotto chiamerà in rassegna ben 189 gallerie provenienti da 34 Paesi di quattro continenti.  Il 54 per cento degli espositori  saranno stranieri.

Molti degli espositori provengono dal Sud America e dall’Est Europa e ben 37 saranno per la prima volta ad Artissima, che conferma il suo ruolo di incubatore e la sua attività  di scouting.

Confermate le quattro sezioni, la Main Section, con 109 partecipanti da tutto il mondo, Monologue/Dialoghi, comprendente 38 gallerie di cui undici italiane, Art Spaces & Editions, che comprendono edizioni e multipli di artisti, e la sezione New Entries, che quest’anno vedrà  15 gallerie alla loro prima partecipazione assoluta in una fiera. Poi saranno presenti tre sezioni che sono un’altra eccezione di Artissima, perché curate da curatori di livello internazionale: “Present Future”, dedicata a talenti emergenti, “Back to the future” per progetti monografici di grandi pionieri dell’arte contemporanea, e “Disegni”, dedicati soltanto a questo mezzo espressivo.

Main partner di Artissima anche questa volta è Intesa Sanpaolo  con le Gallerie d’Italia che realizzeranno il progetto “The underground Cinema”, curato da Irene Calderoli nella sala immersiva del museo di piazza San Carlo, e che proseguiranno il dialogo con Artissima anche all’Oval. Qui verrà presentato un nucleo di opere fotografiche di Olivo Barbieri, che anticiperà la mostra in programma alle Gallerie d’Italia nell’ambito della rassegna ‘La grande fotografia italiana’.

Quest’anno Artissima si apre ancora di più alla città, con progetti specifici quali quello del Museo Regionale di Scienze Naturali,che accoglierà nei suoi spazi “Objects in Mirror Might Be CloserThan They Appear”, un’installazione video di Julian Charrière e Julius von Bismark.

Sarà presente la nuova installazione luminosa promossa dalla Consulta di Torino e Unione Industriali nel circuito di Luci d’Artista e un progetto espositivo dal titolo “Afasia 1” allUnionel Principe di Piemonte.

Artissima è  anche sinonimo di premi. Quest’anno saranno undici, compreso un nuovo premio Orlane per l’Arte, oltre al fondo acquisizioni di opere destinate a Gam e Castello di Rivoli, cheproverranno dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea, il cui budget aumenterà fino a 280 mila euro.

MARA MARTELLOTTA

“Ci vorrà molto per trascinarmi via da te”

MUSIC TALES LA RUBRICA MUSICALE

Ci vorrà molto per trascinarmi via da te

Non c’è niente che cento o più uomini potrebbero fare

Benedico le piogge laggiù in Africa

Ci vorrà un po’di tempo per fare le cose che non abbiamo mai fatto

I cani selvatici ululano nella notte

Mentre crescono irrequieti desiderando qualche solitaria compagnia

So che devo fare ciò che è giusto

Sicuro come il Kilimangiaro si eleva come l’Olimpo sopra il Serengeti

Cerco di curare ciò che c’è nel profondo, spaventato da ciò che sono diventato”

Sono certa che se dico “Toto” tutti voi sappiate di chi parlo; ma potrebbe esserci qualcuno che ha sentito Africa ma magari sa poco della band che l’ha portata alle classifiche mondiali.

I Toto sono un gruppo musicale rock statunitense formatosi a Los Angeles nel 1976, famosi per uno stile musicale che combina elementi provenienti dalla musica rock, in particolare progressive rock, hard rock, con pop, soul, funk, R&B e jazz, che li rende apprezzati da un pubblico molto variegato. Durante la loro carriera hanno pubblicato, ad oggi, quattordici album in studio, otto dal vivo, una colonna sonora di film (Dune del 1984), diverse raccolte di successi e venduto più di 40 milioni di dischi.

Forse non tutti sanno che la scelta del nome della band deriva dal batterista Jeff Porcaro, che al momento della registrazione delle prime demo aveva appena visto il film Il mago di Oz, in cui il cane di Dorothy, la protagonista del film, si chiama “Toto”. Toto, dunque, venne utilizzato da Jeff Porcaro per personalizzare le prime cassette-demo registrate in studio. Solo successivamente il nome divenne definitivo: fu David Hungate, bassista del complesso, a far notare che in Latino la parola toto significa “totale”, “che comprende tutto”. Toto venne così ritenuto il nome ideale per identificare il repertorio musicale della band che nella sua carriera avrebbe abbracciato a 360 gradi tutti i generi.

Il singolo Africa dei Toto, rilasciato il 10 maggio 1982 in Europa e qualche mese più tardi, il 30 ottobre 1982, negli Stati Uniti d’America, è diventato nel tempo un brano conosciuto in tutto il mondo e amato da milioni di persone.

Appartenente all’album “Toto IV” e scritta nel 1981 da David Paich e Jeff Porcaro, Africa ha conquistato il cuore del pubblico e ha raggiunto la vetta della classifica Billboard Hot 100 negli Stati Uniti.

Nel video musicale, diretto da Steve Barron, la band si trova all’interno di una biblioteca, mentre vengono mostrati spaccati della cultura africana.

La canzone è stata utilizzata innumerevoli volte in film e serie televisive, ma ci furono polemiche quando la CBS la utilizzò durante la copertura televisiva del funerale dell’ex presidente sudafricano, Nelson Mandela.

Nonostante questa controversia, Africa continua a rimanere un brano emozionante e coinvolgente riguardo al Continente africano e ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica.

L’aria, in Africa, ha un significato ignoto in Europa: piena di apparizioni e miraggi, è, in un certo senso, il vero palcoscenico di ogni evento.”

Karen Blixen

Adoro la versione di questa ragazza… spero piaccia anche a voi

CHIARA DE CARLO

https://www.youtube.com/watch?v=0xLvn5wU68o

Chiara vi segnala i prossimi eventi …mancare sarebbe un sacrilegio!

scrivete a musictales@libero.it se volete segnalare eventi o notizie musicali!

Comitato DOC a Casale tra storia e futuro

Festa del Vino del Monferrato al castello
                                                                                                                                                        DOMENICA 22 SETTEMBRE

Al mattino con inizio alle 10,30 in sala Marescalchi nel Castello di Casale Monferrato gli archivisti Wanda Gallo e Francesco Benatti presenteranno documenti e fotografie degli archivi del Comitato DOC, quelli del Circolo Ottavi, del Fondo Paolo Desana e del Fondo Arturo Marescalchi,  preziosissimi ed assolutamente unici nel loro genere.

 

Alla sera con inizio alle ore 21.00 nella Manica lunga Giorgio Milani presenterà con Monica Massa e Massimiliano Limonetti l’Intervista Impossibile a Federico Martinotti.