Lo straordinario ospite d’onore dell’evento ha entusiasmato il pubblico con una classe magistrale.
E’ stata inaugurato con successo e ampia partecipazione di pubblico ‘Giubileo Incontri’, il nuovo spazio culturale polifunzionale di Torino, realizzato dalla famiglia Scarafia, titolare delle onoranze funebri ‘Giubileo’.
“Un atto per celebrare la Vita in tutte le sue forme più belle e migliori, per noi il traguardo più importante di questi primi 26 anni di attività che si fa altresì nuova partenza”, spiega Serena Scarafia, Presidente del Cda dell’impresa.
L’evento privato ha visto la partecipazione di un nutrito parterre di personalità del mondo delle istituzioni, politica, arte, cultura, sport, imprenditoria e giornalismo.
A impreziosire la giornata, l’anteprima della mostra – curata dal collezionista torinese Gabriele Cresta che ha fornito con generosità il proprio contributo spontaneo occupandosi anche del raffinato allestimento – dedicata ai cimeli e ai reperti che celebrano il mito di Torino 2006, con particolare riferimento al momento della proclamazione dell’aggiudicazione del capoluogo piemontese a luogo deputato a ospitare quei memorabili Giochi Olimpici Invernali (la mostra è aperta a tutti e visitabile in giorni e orari prestabiliti).
Straordinario anche il saluto portato ai presenti da un Giancarlo Giannini in splendida forma, che ha intrattenuto e divertito il pubblico con la classe che da sempre gli appartiene e che fa di lui uno fra i più grandi attori italiani di sempre conosciuto e stimato in tutto il mondo.
Prende il via così il nuovo corso di ‘Giubileo Incontri’, luogo che “mira a dare una casa di tutto rispetto alla cultura ai piedi della Mole, proponendosi quale spazio idoneo e privilegiato nel dare accoglienza, supporto e sostegno al fertile tessuto associazionistico cittadino meritevole di attenzione, collaborazione e promozione” commentano a Giubileo. Tutte le informazioni sul sito www.giubileo.com.




M a r i a C o r b i non smetterà mai di manifestare la sua acredine verso i Savoia con frasi che rivelano un livore senza limiti che ci si domanda quanto sia compatibile con l’etica professionale giornalistica. Così nel caso della tumulazione in via privata del principe Vittorio Emanuele di Savoia ancora una volta lo ha incolpato per le leggi razziali del nonno, ma non lo ha ricordato come discendente della dinastia che ha fatto l’Italia. È in questa veste che Vittorio Emanuele è sepolto a Superga e non a Vicoforte dove riposano i nonni – per la stravagante iniziativa di un vecchio notabile cuneese che non aveva nessun titolo per decidere sul destino delle salme dei penultimi sovrani d’Italia – A Superga perché dal 1937 al 1946 è stato il principe ereditario figlio di Umberto II. È dovuto intervenire Gianni Oliva con la sua autorevolezza di storico a far comprendere che le polemiche che già ci furono al suo funerale in Duomo erano fuori posto. L’eco della faziosità si è sentita egualmente anche se riguarda vergognosamente un’urna di ceneri. A suo figlio Emanuele Filiberto domenica scorsa a Nevesa della Battaglia è stata contestata la presenza all’inaugurazione di un monumento al milite ignoto della Grande Guerra. Non c’è che dire: il nuovo fronte popolare repubblicano si sta muovendo anche in Italia, non comprendendo di cadere nel ridicolo e dimostrando di non conoscere la storia.


