Sono 7.778 in tutto le domande per il Sia -Sostegno di inclusione attiva presentate in Piemonte al 31 dicembre 2016, nel periodo dei primi quattro mesi di attivazione dell’aiuto. Quelle accolte, 2.433, sono pari al 31,3%.L’assessore regionale alle politiche sociali, Augusto Ferrari, in un conferenza stampa in Regione con l’assessore al Lavoro, Gianna Pentenero ha evidenziato in conferenza stampa che le misure regionali di reinserimento nell’ambito lavorativo rappresentano un ulteriore strumento. “E’ fondamentale – ha sottolineato Ferrari – realizzare una legge che preveda il reddito di inclusione come strumento universalistico e non ristretto ai nuclei familiari con minori, con disabili o per donne sole in gravidanza, come invece è il Sia”.
Se Milano è la “capitale d’Italia” 2016 per le contravvenzioni, anche la città della Mole non scherza: Torino è seconda con 47 milioni di euro (-2,1% rispetto all’anno prima), seguono Firenze con 34,5 milioni di euro (+15,1%). Milano è in prima posizione con 157 milioni di euro incassati e una media di 116,78 euro a multa. In questi giorni di inquinamento atmosferico per gli automobilisti indisciplinati si aggiunge il rischio delle contravvenzioni da 163 euro per chi usa il proprio autoveicolo nonostante i divieti antismog. Ma i civich sono stati piuttosto clementi e hanno elevato poche decine di contravvenzioni.
COME E DOVE SI PAGANO LE MULTE? PICCOLA GUIDA
Il sito della Polizia Municipale di Torino ricorda che il pagamento dei verbali contestati su strada od attraverso la notifica può essere effettuato direttamente presso gli uffici aperti al pubblico in via Bologna 74 o presso gli uffici della Società Soris Spa di via Vigone 80. L’attività di informazione per il pubblico in relazione ai verbali redatti dal Corpo di Polizia Municipale è svolta anche presso gli sportelli dell’Ufficio Verbali in Torino via Bologna n° 74, nei seguenti orari: lunedì, martedì, venerdì, sabato e prefestivi dalle ore 9,15 alle ore 13,30; mercoledì e giovedì dalle ore 09,15 alle ore 18,00; durante il mese di agosto da lunedì a sabato dalle ore 9,15 alle ore 13,30.
L
e contravvenzioni si possono inoltre pagare:
Tramite internet utilizzando i seguenti servizi:
Multe on line con possibilità di consultare le contravvenzioni ed effettuare i pagamenti esclusivamente con carta di credito o Paypal. Per accedere al servizio è necessario essere registrati su Pagonet (istruzioni su www.soris.torino.it – spazio contribuenti – pagamenti);
Tramite il sito Poste Italiane con carta di credito o titolari BancoPosta.
Presso una Tabaccheria/Ricevitoria del Lotto convenzionata, indicando i seguenti dati: il codice comune 001272 della Città di Torino, il numero di verbale o della notifica, la data dell’infrazione e la targa del veicolo. la ricevitoria Lottomatica più vicina;
Presso un Ufficio Postale mediante versamento sul Conto Corrente Postale n. 68377266 intestato alla Soc. Soris Spa o sul Conto Corrente Postale n. 4135 intestato al Corpo di Polizia Municipale di Torino.
(Foto: il Torinese)
Lo scorso anno i processi per “responsabilità” celebrati dalla Corte dei Conti a Torino hanno prodotto condanne per un totale 5,4 milioni di euro. E’ quanto emerge dalla relazione del presidente, Cinthia Pinotti, all’inaugurazione dell’anno giudiziario. In tutto i soggetti citati in causa sono stati 147, con 64 assoluzioni, 53 condanne e 30 sentenze non entrate nel merito per prescrizione o cessata materia del contendere. La presidente ha sottolineato il rilevante numero di procedimenti per danno all’immagine causato dai reati commessi da dipendenti e funzionari pubblici, che provocano grave danno “al prestigio dell’amministrazione e alla fiducia dei cittadini”.
Mercoledì 22 febbraio dalle ore 14,30 alle 16,30, presso l’aula Biancalana dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino (ingresso via Genova 3 a sx), si terrà la cerimonia di celebrazione del riconoscimento della Medaglia d’argento al merito della Sanità pubblica, che l’AITF (Associazione Italiana Trapiantati di Fegato) ha conseguito dal Ministero della Salute e ricevuto dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. Il Direttore Generale della Città della Salute di Torino Gian Paolo Zanetta si congratula e si complimenta per l’importante riconoscimento nazionale e ringrazia per il sostegno che AITF ed i suoi volontari hanno offerto ed offriranno agli ospedali di Città della Salute ed ai loro pazienti. AITF è l’unica Associazione del settore ad avere la sede nazionale a Torino. L’AITF – Associazione Italiana Trapiantati di Fegato è stata fondata a Torino nel 1988 ad opera dei primi trapiantati di fegato piemontesi per “sostenere moralmente e fornire il necessario aiuto concreto ad adulti e bambini prima durante e dopo il trapianto”. Ad oggi è presente con altre 15 delegazioni in
molte regione italiane con una sezione – AITF Bimbi- che si occupa dei trapianti pediatrici. Si propone inoltre di promuovere la ricerca, di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla conoscenza consapevole della donazione degli organi e di sollecitare le autorità sanitarie per la distribuzione dei nuovi farmaci che permetteranno la sparizione di alcune malattie che per ora hanno come unica possibilità di guarigione quella del trapianto. A fondare l’associazione è stato l’ing. Carlo Maffeo (Presidente onorario), operato trent’anni fa a Bruxelles da un giovane chirurgo che sarà poi il fondatore dell’attuale Centro Trapianti di Torino: il prof. Mauro Salizzoni. Il presidente nazionale dell’AITF, il cuneese Marco Borgogno (trapiantato a Torino 16 anni fa) ringrazia: “Il riconoscimento ricevuto va equamente condiviso con tutti coloro, sanitari e paramedici, che hanno fatto di Torino uno dei Centri più importanti a livello europeo del settore. Senza dimenticare tutti i volontari, passati e presenti, che hanno dedicato il loro tempo sia all’assistenza degli ammalati che alla conduzione dell’Associazione in ogni parte d’Italia.”
(foto: il Torinese)
Da oggi al 24 febbraio, al Campus Luigi Einaudi, sono di scena le Giornate di Orientamento 2017 dell’Università di Torino. Sarà presentata alle future matricole l’offerta formativa universitaria: 152 corsi di Laurea (suddivisi in 68 triennali, 75 magistrali e 9 a ciclo unico), compresi 3 di nuova attivazione (Business & Management, Business Administration, Scienze e tecnologie dei sistemi e territori forestali) e 10 interamente in lingua inglese. Per gli studenti del IV e V anno delle Scuole Superiori sarà possibile assistere agli incontri di
presentazione e ricevere informazioni sulle modalità di accesso, frequenza e requisiti di ammissione, conoscere le prospettive professionali. La conoscenza dell’Ateneo potrà anche essere approfondita con il nuovo aggiornamento dell’App Oriento#UniTO completa di tutte le indicazioni su sedi, didattica on line, insegnamenti in lingua inglese e link al sito del corso di studio e al percorso formativo.
(foto: il Torinese)
Carpanini capì, prima di tutti, che bisognava intervenire in certi quartieri torinesi anche con mano pesante. Non glielo permisero perché il politicamente corretto era una regola ferrea…
di Pier Franco Quaglieni *
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Museo Egizio a Catania ?
L’idea di concedere alla Città di Catania (perché proprio Catania ?) pezzi del Museo Egizio di Torino
(grave errore e un’ingiustizia storica non aver inserito nel logo la parola Torino )appare un’idea piuttosto peregrina.Perchè, invece, non potenziare ulteriormente il Museo Egizio,magari alla Reggia di Venaria Reale ? O predisporre mostre temporanee in grandi città europee che pongano l’Egizio di Torino al centro dell’interesse internazionale ? Fui tra coloro che sostennero la necessità che il museo non dovesse muoversi da via Accademia delle Scienze. Lo feci malvolentieri perché l’idea di Venaria mi sembrava migliore. Il prof. Curto mi ringraziò di un appoggio che giudicò importante, non sapendo che invece era molto sofferto e dovuto alle insistenze di alcune mie amiche, tanto appassionate di antichità egizie quanto piuttosto petulanti. Sicuramente il museo oggi è in buone mani e i visitatori sono in continuo aumento. Ma la scelta di Catania mi sembra affrettata e priva di giustificazioni. O siamo ancora fermi all’idea di un Risorgimento “conquista regia”,se non rapina nei confronti del Sud ,idea che giustificherebbe, come risarcimento postumo, trasferire al Sud un po’ di museo torinese creato dagli odiati Savoia? Ovviamente la mia valutazione non ha nulla di “torino-centrico”,nè di chiusura verso il Mezzogiorno.
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Disertori della Grande Guerra
Apprendo dall’”Incontro”, il mensile torinese fondato nel 1949 e diretto dal decano dei giornalisti piemontesi ,l’avv. Bruno Segre, che il Parlamento italiano ha negato la riabilitazione dei disertori italiani della Grande Guerra 1915-18. Ne gioisco perché nel 2015 con articoli e discorsi criticai la proposta di legge del deputato PD Gian Piero Scanu in vena di revisionismi pseudo-storici del tutto ingiustificati. Scrissi anche al presidente Renzi, nella sua veste di segretario del PD, definendo l’iniziativa come un’offesa grave ai Caduti, ai mutilati, ai reduci della Grande Guerra. L’ipotesi dell’on. Scanu prevedeva addirittura la posa di una targa in bronzo all’Altare della Patria ,dove riposa il Milite Ignoto, che ricordasse il “loro sacrificio”. Sono d’accordo che il rigore maniacale di Luigi Cadorna, unito anche alle sue scarse qualità di stratega, determinò nell’Esercito italiano il sacrificio di troppi soldati in assalti all’arma bianca che apparvero non motivati. Cadorna dovrebbe essere eliminato dalla toponomastica non solo perché portò alla disfatta di Caporetto cent’anni fa, ma perché fu un condottiero assolutamente non adeguato, a voler essere gentili. Fu, come scrisse
Pierpaolo Cervone, “un signore della guerra” per il quale la vita dei soldati era una variabile assolutamente indipendente. Ma tra riconoscere questo e rendere onore ai disertori c’è una bella differenza. La Camera approvò incredibilmente il 21 maggio 2015 con voto unanime la proposta dell’on.Scanu, ma poi in Commissione Difesa prevalse il buon senso e scomparve dal testo la parola riabilitazione. L’idea della targa invece è sopravvissuta ,anche se si parla di” offerta di perdono” e non più di riabilitazione. Il solito compromesso all’italiana. Nel centenario della I Guerra mondiale si deve storicizzare e non mitizzare nulla, ma c’è un punto di equilibrio in tutto. Torino è la città che non ha ricordato il centenario del martirio di Cesare Battisti e di Damiano Chiesa, studente del nostro Politecnico e sicuramente si sta preparando a ricordare, magari con enfasi, il centenario della disfatta di Caporetto del 1917. Spiace che “L’incontro” ,sia pure nella sua “Tribuna pacifista”, abbia preso partito per la riabilitazione che è apparsa ,anche a uomini di sinistra, come qualcosa di fuori posto.
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I 150 de “La Stampa”
“La Stampa” ha festeggiato i suoi 150 anni di vita. Belle manifestazioni, bellissima mostra a Palazzo Madama che merita una visita.Un ponderoso volume del maggiore storico italiano del giornalismo, Valerio Castronovo, ricostruisce con rigore la storia di un secolo e mezzo in cui egli inserisce magistralmente quella del giornale. Lo storico, è evidente, deve fare delle scelte. E Valerio Castronovo è capace sempre di fare delle scelte ponderate, mai manichee. Aver scelto Castronovo si è rivelata la scelta migliore possibile.T uttavia non posso non notare come non sia stato dato risalto ,se non minimo, all’edizione del pomeriggio “Stampa sera” che ha avuto una sua importanza non solo come scuola per tanti giornalisti destinati a passare alla “Stampa” o ad altri quotidiani . Pensiamo a Vittorio Messori, ad esempio, che nacque come giornalista a “Stampa sera”. Tra l’altro ,”Stampa sera del lunedì” sostituiva ad ogni effetto il numero mattutino della “Stampa”. Il giornale del pomeriggio è stato un elemento importante della storia del giornalismo italiano.” Stampa sera” ha avuto direttori come
Caretto, Doglio, Torre,Bernardelli che meritano tutti di essere ricordati. Rossella che chiuse il giornale, accettando di liquidarlo in pochi mesi e che divenne successivamente direttore de “La stampa”, dovrebbe essere ricordato in modo critico. Il licenziamento , dalla sera al mattino, di Pierangelo Coscia ,vicedirettore del quotidiano di via Marenco , da parte di Paolo Mieli, viene ignorato e quel licenziamento non non fu una bella pagina nè umana nè giornalistica. Giorgio Calcagno ,protagonista della Terza pagina, viene citato una sola volta, come Cicchitto. Sandro Chiaramonti che ha consentito al giornale di sbarcare in Liguria da protagonista, viene trascurato.
Il mitico Ferruccio Borio capo cronista con Debenedetti, Ronchey, Fattori e Levi ,viene citato appena tre volte. Borio seppe radicare a Torino “La stampa” come nessun altro, facendola diventare “un’abitudine” dei torinesi. Il nuovo direttore Molinari, tornando a girare la città, ha ripreso il dialogo con i lettori. Valentino Castellani ,sindaco per dieci anni, è citato una sola volta, la sindaca Appendino , in carica
da poco più di sei mesi,ha l’onore di quattro citazioni. E’ facile criticare, scorrendo l’indice dei nomi, Castronovo ha fatto un lavoro ciclopico in cui le inezie sono e devono restare inezie perché l’opera che ha scritto è davvero eccezionale. Bellissimo il numero di “Origami” ,l’originale settimanale ideato e diretto da Cesare Martinetti che ,in occasione dei 150 anni, ha raccolto alcuni articoli dei direttori e dei collaboratori più importanti. Merito di “Origami” aver messo nell’antologia dei grandi del giornale un gigante dimenticato come Frane Barbieri. Il giornale di Martinetti è sempre da collezione, ma il numero 65 lo è in modo particolare. Consente di conservare una sintesi di cos’è stata “La stampa” nei suoi primi 150 anni.
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Carpanini e la sicurezza
Quando ho letto che il ministro degli Interni Minniti ha scoperto che la sicurezza è cosa di sinistra e che non possiamo permetterci ondate di migranti incompatibili con le nostre risorse (l’etica della responsabilità che deve prevalere su quella astratta dei principi) mi è tornato alla mente Domenico Carpanini,vicesindaco di Torino con Castellani. Mancò nel 2001 ,mentre stava iniziando un dibattito con Roberto Rosso candidato sindaco di Forza Italia. Carpanini capì, prima di tutti, che bisognava intervenire in certi quartieri torinesi anche con mano pesante. Non glielo permisero perché il politicamente corretto era una regola ferrea, ma Domenico non solo nei nostri colloqui privati diceva cose che purtroppo sono rimaste inascoltate. Mi invitava a colazione all’”Arcadia “ogni tre mesi per chiedermi cosa pensassi dell’Amministrazione. Prima e dopo di lui non mi capitò più. Se fosse stato lui il sindaco di Torino,forse certi provvedimenti sarebbero stati presi o,forse,l’avrebbero fermato gli ambienti radical-chic che,quando lui volle multare i lavavetri ai semafori,si schierarono subito contro di lui. Ci fu persino un noto professore che dichiarò che avrebbe comprato solo sigarette di contrabbando per solidarietà con i venditori clandestini. Il “Carpa “, invece, era una persona seria.
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I pasticcini torinesi
Con la chiusura di Pejrano in corso Vittorio Emanuele ha abbassato in contemporanea le saracinesche anche Pfatisch, la pasticceria che conviveva con Peyrano. Quasi nessuno ha parlato di questa vecchia pasticceria. La sua bavarese al cioccolato e alla crema o alla frutta resterà un ricordo: era inimitabile. Sopravvive, per nostra fortuna, l’altro Pfatisch di via Sacchi che è un locale storico, nato nel 1915, insignito del Premio di alta gastronomia “Mario Soldati”. Sono andato spesso proprio con Soldati ,ma lo frequentavano anche Montanelli e Bobbio che abitava poco distante in via Sacchi. I piccoli panini e i canapè che si trovano solo la domenica, sono una squisitezza assoluta. Speriamo che il Pfatisch sopravvissuto resti sempre a baluardo di una tradizione di cui Torino va giustamente fiera e che rischia di perdersi. In quel negozio si respira l’aria
di cent’anni fa, un’aria quasi magica. Un’ altra squisitezza torinese sono i gianduiotti fatti a mano da un altrettanto storico cioccolatiere di piazza Carlo Felice. Quei gianduiotti sono insuperabili quanto ,forse, non abbastanza conosciuti o, forse, sono rimasti tali perché non molto pubblicizzati. Carlin Petrini non ha ancora pensato di creare il presidio del gianduiotto perché, altrimenti, ci si dovrebbe preoccupare. Da quando ha creato il presidio degli asparagi violetti di Albenga, la domanda è cresciuta rispetto all’offerta e sono comparsi asparagi violetti prodotti in altre regioni e spacciati come albenganesi. Molte pasticcerie hanno da tempo chiuso i battenti: Daturi e Motta, Zucca. Altre pasticcerie si sono snaturate nei gusti. Una pasticceria molto nota a San Salvario, Gastaldo, ha chiuso da tempo. Il profiterol che facevano resta anch’esso irripetibile.Nessuno da saputo seguirne l’esempio.Peccato,Torino perde colpi anche in questo settore.
* direttore del Centro Pannunzio

STORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto
Non conoscevo l’ esistenza della Fondazione per l’ Architettura. Chi ha colmato la mia lacuna è stato l’ attuale presidente, architetto Giorgio Giani.
Siamo coscritti e “antichi ” compagni studenti del Liceo Scientifico Albert Einstein. Iscritti dall’ anno scolastico 1972 73. Proprio così, la conoscenza si perde “nella notte dei Tempi “. In verità era già un po’ più avanti del sottoscritto. Sezione A lui, ed io Relegato alla sezione È. Diciamola: gli ultimi.
Aldilà delle battute facili ci siamo separati: lui architettura ed io Palazzo Nuovo per poi rincontrarci di volta in volta nella politica e nella città. “Ultimamente sono diventato presidente della Fondazione per l’architettura”
E’ scattata la curiosità. Spiegami, Giorgio:
“Dal 2002 abbiamo realizzato questo nuovo strumento promosso dall’ Ordine professionale degli architetti. Essenzialmente si occupa della promozione delle attività intellettuale degli architetti. Non molti si rendono conto che il lavoro e la professione dell’architetto incidono significativamente sulla qualità della vita di ogni cittadino. Piani urbanistici o paesaggistici, progettazione di edifici,viabilità incidono positivamente o negativamente su questa qualità. La stessa creatività della progettazione dell’ arredo urbano o di interni mette insieme o cerca di mettere insieme bello e funzionale”.
Forse sto capendo ma puoi dettagliare meglio?
“Ti faccio un altro esempio. Triangolazione tra il sindaco, i cittadini e i professionisti.
Il più delle volte prima di realizzare siti si deve avere il consenso. Si attuano delle discussioni per capire e approfondire e ci possono essere modifiche dell’ ipotesi iniziale, modifiche migliorative”.
Dunque l’architetto come elaborazione e sintesi. Tempi realizzativi e burocrazia?
“Nota dolente: si è dentro un terreno paludoso. Non dipende da noi che abbiamo il compito di proporre .Sicuramente si vivrebbe meglio con tempi brevi dell iter burocratico”.
Concretamente: qual è il lavoro della Fondazione.
“Abbiamo presentato progetti e siamo stati finanziati dalla Comunità Europea e dalla Fondazione San Paolo, e realizzato corsi formativi per i colleghi”.
Hai migliorato il lavoro della Fondazione?
“No, ne ho semplicemente sviluppato ciò che era le premessa del lavoro dei miei predecessori”.
Maggiore soddisfazione e maggiore delusione?
“Nessuna delle due. Lavoro con l’obiettivo di migliorare e, perché no, migliorarmi”.
Ultima domanda: le realtà degli altri paesi europei. Le differenze e un tuo giudizio…
“Sinteticamente: sono più organizzati”.
Rimasti soli prima di lasciarlo, a bruciapelo:
Chi te lo fa fare?
“Mi piace farlo…”
Patrizio Tosetto

Funziona nuovamente dalle 17 di ieri, il servizio taxi dopo le proteste contro le misure sui servizi di noleggio presenti nel maxiemendamento al decreto Milleproroghe. Oggi nessun disagio alle stazioni ferroviarie e all’aeroporto di Caselle. Per lunedì è in programma l’assemblea della categoria, mentre una delegazione di tassisti andrà probabilmente a Roma, il 21 febbraio, al ministero dei Trasporti.
(foto: il Torinese)
E’ una piccola “Casa dei clochard” e verrà consegnata a dieci senzatetto come dono da Vittorio Sgarbi e dal giornalista Ferruccio De Bortoli, presidente della Fondazione “Memoriale della Shoah”, La consegna avviene il 14 febbraio alla Stazione Centrale, con Sergio Castelli, in rappresentanza dei City Angels, e l’artista Maurizio Orrico, che ha disegnato la casa in collaborazione con Fine Arts. La casetta è costruita in cartone pressato, si monta e si smonta in appena tre minuti ed è facilmente trasportabile. Dieci casette verranno consegnate il 15 febbraio anche a Torino nel corso di una cerimonia in Comune nel corso di una iniziativa che vede insieme associazioni di volontariato e l’amministrazione.
Per i nati nel 1998 e nel 1999: opere, concerti e visite guidate
Il Teatro Regio aderisce a Bonus Cultura e Carta del Docente: da oggi infatti è possibile utilizzare i bonus per acquistare i biglietti per tutti gli spettacoli del Regio.Per questo è stato pensato un prezzo ad hoc per i diciottenni – una tariffa mai applicata prima – un grande sforzo per il Teatro, ma un reale invito all’opera per chi, probabilmente, non è mai stato al Regio.Inoltre, siccome è più emozionante condividere un’esperienza così appassionante, abbiamo pensato a un biglietto speciale al costo simbolico di 1 € per chi accompagna. Per i diciottenni che desiderano utilizzare il proprio Bonus cultura al Regio, ecco dunque le condizioni speciali:
– Opere: 1 voucher del valore di 25 € + la possibilità di 1 biglietto per un accompagnatore al costo di 1 €; in qualsiasi data di rappresentazione e settore del Teatro
– Concerti: 1 voucher del valore di 10 € + 1 biglietto per un accompagnatore al costo di 1 € in
qualsiasi data di rappresentazione e settore del Teatro
– Backstage tour: 1 voucher del valore di 5 € + 1 biglietto per un accompagnatore al costo di 1 €
Il Teatro Regio aderisce anche alla Carta del Docente che permette agli insegnanti di ruolo di spendere un Bonus di 500 € per il proprio aggiornamento professionale.
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Per conoscere tutti i titoli è sufficiente consultare il sito www.teatroregio.torino.it.
Tutte le informazioni sono riportate su www.teatroregio.torino.it/18app – www.teatroregio.torino.it/cartadeldocente.
La Biglietteria del Teatro Regio è in piazza Castello 215 e osserva il seguente orario di apertura: da martedì a venerdì dalle 10.30 alle 18 e il sabato dalle 10.30 alle 16.
(foto: il Torinese)