Cosa succede in città- Pagina 48

Torna a Torino uno dei più grandi concerti gospel d’Europa, il Sunshine Gospel MASS Choir

Due ore di concerto che spazieranno dai grandi brani della tradizione Gospel, ricchi di spiritualità, alle composizioni più recenti con trascinanti sonorità soul e funky.

Interazione, canto, aggregazione e condivisione sono i temi fondamentali su cui si sviluppa il progetto del Sunshine Gospel MASS Choir che rappresenta una vera e propria esperienza formativa, una possibilità di creare connessioni tra le persone, immergendosi nella cultura gospel più pura e veritiera, in compagnia delle sue eccellenze.

Padrone di casa dell’evento il Sunshine Gospel Choir al gran completo che, dopo aver conquistato il Golden Buzzer di Joe Bastianich nell’edizione 2020 di “Italia’s Got Talent”, è stato eletto nel 2024 il miglior coro d’Europa presso la prestigiosa Royal Albert Hall di Londra, vincendo il concorso “How Sweet The Sound”, uno dei concorsi americani Gospel di maggior prestigio. Oltre ad essere stato protagonista in mondo visione della cerimonia di apertura delle FISU World University Games Winter 2025 e delle Special Olympics World Winter Games.

Sul palco gli immancabili:

  • Maestro e Minister Alex Negro

  • la cantante e vocal coach Rosanna Russo

  • il Bluesman Joe Nicolosi.

Performers speciali dagli Stati Uniti cinque stelle internazionali del gospel:

  • Noreda Graves, cantante degli Harlem Inspirational

  • Pastor Edward “Busta” Fields da Filadelfia

  • Overseer” Rodney Bradley da New York

  • Minister Tyree Miller da Filadelfia

  • Pastor Maryta Fields, vincitrice del concorso “Best Afro-American voice” presso l’iconico Apollo Theatre di New York

Il concerto sarà accompagnato dalla band live composta da Silvano Borgatta e Paolo Gambino al piano e tastiere, Michele Bornengo al basso, Mario Bracco alla batteria e Federico Memme alla chitarra.

 

Alex Negro, anima e cuore del Sunshine dichiara: “Questi ultimi anni sono stati assolutamente eccezionali per il nostro coro. Abbiamo ricevuto così tanta energia e calore che era doveroso restituirne almeno una parte. Torino è la nostra casa e non potevano che organizzare qui l’evento eccezionale che è il MASSChoir, tra la gente che ci vuole bene, stretti in un grande abbraccio. Il Gospel è condivisione, ha la capacità magica e curativa di creare aggregazione e rete tra le persone, di fare del bene. Per questo abbiamo voluto sposare ancora una volta una causa del cuore devolvendo parte dell’incasso dell’evento all’AITF, Associazione Italiana Trapianti di Fegato. Nel 2015 siamo riusciti ad acquistare grazie al MASS un’ambulanza per la Croce Rossa; quest’anno contiamo di fare meglio, con l’aiuto del nostro pubblico.”

INFO BIGLIETTI

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I biglietti per l’evento sono in vendita:

Per maggiori informazioni o per la prenotazione di gruppi è possibile scrivere all’indirizzo e-mail info@sunshinegospel.com

e consultare il sito ufficiale

www.sunshinegospel.com

Auto Moto Turin Show, il Lingotto regno dei motori

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Oggi venerdì 4 aprile, si inaugura la seconda edizione di Auto Moto Turin Show.

 

La cerimonia di apertura è alle ore 11 all’AMTS Arena, nel Padiglione 3 di Lingotto Fiere.

 

Intervengono all’opening

 

Gabor Ganczer, Amministratore Delegato GL events Italia
Valentino Magazzù, Consigliere Città di Torino

Alberto Scuro, Presidente ASI – Automotoclub Storico Italiano
Roberto Giolito, Head of Stellantis Heritage
Davide Lorenzone, Conservatore Museo Nazionale dell’Automobile
Alberto Ferrari, Club Silencio
Elisabetta Cozzi, Donne e Motori

Ad AMTS – Auto Moto Turin Show, si avrà  l’opportunità di esplorare un’ampia varietà di esperienze nel mondo dei motori, ammirare le migliori vetture da collezione, scoprire gli ultimi modelli all’avanguardia e conoscere le innovazioni più recenti nel settore automobilistico. Incontra club storiciassociazioniesperti dealer e prestigiose case automobilistiche che si riuniscono a Lingotto Fiere Torino. Interagisci con produttori e rivenditori di componenti per scoprire le ultime tendenze e tecnologie, vivendo un’esperienza unica nel cuore dell’automotive.

Gli highlights dell’evento


– Padiglione 3: un v
iaggio nella storia dei motori, dalle grandi vetture del passato alle anteprime di alcuni grandi marchi, con dealer, fondazioni, enti e brand del settore.  Concessionari che propongono le novità più interessanti in commercio, partner d’eccezione per il motorismo storico come ASI, Automobile Club Torino e l’ente Eritage di Stellantis.

 

– Oval: il regno del tuning. Dodicesima edizione di Expo Tuning Torino, con 300 vetture selezionate provenienti da tutta Europa, contest Be bETTer per chi crea auto modificate di altissimo livello e un programma di eventi e show sul palco.

 

– Area esternaPista Sparco con spettacoli e show mozzafiato: drifting, esibizioni acrobatiche, sfilate di auto sportive e storiche e il taxi drift, dove visitatori possono salire a bordo di una vera auto da competizione e affrontare curve spettacolari accanto a un pilota professionista.

Pasqua, Torino è tra le mete favorite da europei e italiani

Secondo Jetcost. Le ricerche di voli e hotel sono aumentate rispettivamente del 5% e del 8% rispetto alla Pasqua del 2024

 

Un altro anno, la Pasqua dovrebbe essere piena di viaggi, milioni di italiani ed europei sono desiderosi di viaggiare, divertirsi e staccare dalla quotidianità, qualcosa che sta portando a prenotazioni da record. Come ha potuto verificare il  motore di ricerca di voli e hotel www.jetcost.it, secondo cui le ricerche di voli sono aumentate del 5%, mentre quelle di alberghi sono aumentate del 8% rispetto alla Pasqua del 2024. È quindi l’anno con il maggior numero di ricerche nella storia.

 

Molti degli europei che hanno deciso di viaggiare durante la Pasqua 2025 stanno scegliendo l’Italia. Dopo le ultime tempeste sembra che il clima primaverile sia arrivato in tutto il paese, inoltre, la ricchezza di cultura, paesaggi, tradizioni, così come la ricca offerta di enogastronomia e ospitalità hanno fatto in modo che l’Italia sia diventata il secondo paese più ricercato su Jetcost per trascorrere queste vacanze, dietro alla Spagna e prima del Portogallo.

 

Jetcost.it analizza regolarmente le ricerche effettuate attraverso il suo sito, in modo da ottenere dati molto affidabili visto che si tratta di ricerche reali e non di sondaggi. I dati che analizzano i risultati delle ricerche di voli durante la Pasqua 2025 indicano che una grande maggioranza ha optato per Torino, che è diventata la nona città più richiesta dagli viaggiatori olandesi, l’undicesima per gli spagnoli, la 13esima per i portoghesi e la 15esima per francesi e britannici.

 

Le città italiane più ricercate dai turisti europei durante Pasqua 2025:

 

Tedeschi…….Britannici……….Francesi………..Spagnoli………Olandesi…….Portoghesi
1. Napoli……….1. Milano………..1. Roma………….1. Roma……….1. Roma………..1. Roma
2. Roma………..2. Roma…………2. Venezia……….2. Milano………2. Bologna……..2. Milano
3. Milano……….3. Napoli………..3. Milano…………3. Venezia…….3. Milano ………3. Napoli
4. Catania……..4. Verona……….4. Napoli…………4. Napoli……….4. Napoli……….4. Venezia
5. Bari………….5. Bari…………..5. Bari…………….5. Firenze……..5. Venezia……..5. Firenze
6. Palermo…….6. Venezia ……..6. Palermo……….6. Bologna…….6. Bari………….6. Pisa
7. Venezia……..7. Pisa…………..7. Firenze………..7. Verona……..7. Pisa …………7. Bari
8. Olbia…………8. Firenze………8. Catania………. 8. Pisa…………8. Catania……..8. Bologna
9. Verona………9. Brindisi………9. Pisa…………….9. Palermo …..9. Torino……….9. Palermo
10. Bologna……10. Palermo……10. Cagliari………10. Bari………..10. Olbia………10. Verona
11. Cagliari…….11. Catania…….11. Olbia…………11. Torino……..11. Verona……11. Cagliari
12. Pisa…………12. Bologna……12. Brindisi………12. Catania……12. Genova……12. Genova
13. Genova…….13. Ancona…….13. Bologna……..13. Cagliari……13. Cagliari……13. Torino
14. Brindisi…….14. Cagliari ……14. Genova………14. Genova……14. Palermo…..14. Catania
15. Firenze…….15. Torino………15. Torino……….15. Olbia……….15. Brindisi……15. Olbia

 

Anche per gli stessi italiani è Torino la 18esima città più ambita al mondo per trascorrere questi giorni di riposo e svago. Inoltre, le capitali e le città principali dei paesi europei sono le prime destinazioni più desiderate: Parigi (1), Barcellona (2), Amsterdam (4), Londra (6), Madrid (7), Valencia (10), Praga (11), Lisbona (14), Siviglia (16), Budapest (19), Vienna (20), Tenerife (22), Malaga (26) e Bucarest (29). Anche altre città italiane sono molto ricercate, come Napoli (3), Milano (5), Roma (8), Palermo (9), Catania (13), Verona (23), Bari (24), Firenze (25) e Cagliari (26) e Bologna (28). Quelli che hanno scelto destinazioni a lungo raggio hanno optato invece per Istanbul al 12esimo posto, Sharm El Sheikh al 15esimo, New York al 21esimo e Dubai al 30esimo.

 

Le città più ricercate dai turisti italiane durante Pasqua 2025:
1. Parigi
2. Barcellona
3. Napoli
4. Amsterdam
5. Milano
6. Londra
7. Madrid
8. Roma
9. Palermo
10. Valencia
11. Praga
12. Istanbul
13. Catania
14. Lisbona
15. Sharm El Sheikh
16. Siviglia
17. Marrakesh
18. Torino
19. Budapest
20. Vienna
21. New York
22. Tenerife
23. Verona
24. Bari
25. Firenze
26. Malaga
27. Cagliari
28. Bologna
29. Bucarest
30. Dubai

 

E per gli indecisi, Jetcost ha selezionato alcune destinazioni con le migliori offerte per per festeggiare la Pasqua 2025: https://www.jetcost.it/speciale/10-destinazioni-per-pasqua/6240

 

Ignazio Ciarmoli, Direttore Marketing Jetcost, ha detto: “È una grande notizia vedere che l’interesse dei turisti per Torino si sia mantenuto nella Settimana Santa 2025, soprattutto in questo anno da record, con cifre mai raggiunte prima nelle ricerche di hotel e voli e che continui a essere una delle principali destinazioni turistiche del mondo, tra i buoni prezzi che offre, in confronto ad altre città, la sua ricchezza culturale e le sue bellezze in questo periodo dell’anno; la sua variegata offerta gastronomica e i suoi buoni hotel e servizi continuano a sedurre un gran numero di turisti italiani ed europei.”

Morte accidentale di un anarchico: la compagnia Eleftheria torna con Dario Fo al Cardinal Massaia

Venerdi 4 aprile al Teatro Cardinal Massaia, la compagnia torinese Eleftheria mette in scena “Morte accidentale di un anarchico” di Dario Fo, prima di partire per una tournee in molte altre città d’Italia.

 

Dopo aver incantato con lo Zoo di Vetro di Tennessee Williams lo scorso anno, la compagnia Eleftheria torna in scena e lo fa con un testo di denuncia sociale e politica. Non è la prima volta che affrontano un mostro sacro come il premio Nobel Dario Fo, e avendo Imparato a conoscere il modo in cui lavorano, c’è da scommettere che lo affronteranno con la meticolosità chirurgica che non lascia spazio al caso.

Gli Eleftheria affrontano con estrema profondità e cura i testi su cui lavorano. Il talento e la bravura sono gli altri due ingredienti che contribuiscono alla notevole qualità dei testi che portano in scena. E questo lo si riscontra facilmente nella risposta del pubblico. Gli Eleftheria sono una realtà tutta torinese che si sta facendo strada a livello nazionale. Morte accidentale di un anarchico parte dal Cardinal Massaia il 4 aprile per poi proseguire il 6 aprile a Rivalta, all’auditorium Franca Rame e poi lascerà il Piemonte con repliche a Forlì, Bologna, e Genova, solo per citare le prime date della tournée.

 

Abbiamo incontrato Claudio Destino e Federica Tucci, regista e attore in scena il primo, regista la seconda, durante una pausa dalle prove per provare ad assaporare ciò che verrà messo in scena.

 

Cosa vi ha spinto a mettere in scena “Morte di un anarchico” in questo momento storico?

 

La nostra curiosità sul testo comincia nel 2019, durante lo studio e l’allestimento di un altro testo di Dario Fo a cura di Franca Rame “Sotto paga non si paga”, e mentre ci addentravamo nello studio delle sue opere e del movimento che hanno creato Fo e Rame, durante quella estate in un viaggio verso la Francia, ci siamo imbattuti in “Morte accidentale di un anarchico”. Da quel periodo, nacque in noi un desiderio di portare prima o poi in scena questa meravigliosa commedia.

Come per magia infatti, come spesso succede in molti dei testi di Fo e Rame, la trama sembra ambientata ai giorni nostri, perché purtroppo alcune tematiche rimangono drammaticamente attuali e questo testo ci ha spiazzati sin da subito. Ci ha stupito intanto l’incredibile lavoro di ricerca di tutti i documenti, testimonianze, atti, etc…che ci fu dietro la scrittura di un testo, di cui Fo non ha avuto di per sé bisogno di inventare poi troppi fatti, in quanto (ed è questa la cosa che ci ha colpito), la farsa si rifà a un fatto storico realmente accaduto nel 1969 a Milano, quando a seguito della strage di Piazza Fontana, la questura di Milano arresta l’anarchico e ferroviere Giuseppe Pinelli poiché sospettato di aver preso parte all’attentato. E a seguito di lungo interrogatorio, il Pinelli volò dalla finestra del quarto piano della questura. Il caso sulla sua morte fu poi archiviato come “malore attivo”, considerando il fatto un “accidente”. Da qui infatti l’idea del titolo a cui fa riferimento in modo ironico e molto provocatorio.

È stato infatti impossibile non sentirci coinvolti da una storia che in qualche modo appartiene a tutti noi, e che abbiamo avuto voglia di raccontare, sposando perfettamente e con entusiasmo la cifra stilistica di Fo, di riportare in scena come un’esperienza quasi corale, ciò che avvenne quel 15 dicembre del ’69 in quella stanza di quella questura di Milano, e attraverso la sua geniale abilità drammaturgica, prendere infine coscienza delle diverse contraddizioni che emersero in seguito alle diverse versioni rilasciate dai questori e commissari presenti quella notte.

 Come nasce il cast per questo lavoro? 

 

La scelta del cast inizia già dai casting della scorsa estate. Abbiamo cercato fortemente di individuare soprattutto un gruppo di lavoro, che avesse voglia di mettersi in gioco con un testo così importante, e che potesse condividere una motivazione comune nell’affrontare una commedia sfacciatamente anarchica come questa. E possiamo ritenerci soddisfatti: è un cast giovane, curioso, che ha approcciato allo studio del testo con grande rispetto e voglia di fare bene, di lavorare in modo proattivo sulla scena. E queste caratteristiche per noi erano fondamentali, anche e soprattutto in vista della tournée.

 

“Morte di un anarchico” affronta temi di abuso di potere e giustizia. Come pensate che il pubblico possa relazionarsi con questi temi oggi?

Noi crediamo che il pubblico sia a conoscenza di questi temi. Anche il pubblico più giovane. Purtroppo però quando si parla di abuso di potere e di giustizia non sempre ci si rende conto da soli, di alcune questioni, anche chi spesso le vive e le subisce, non sempre si accorge ed è cosciente di vivere situazioni in cui il “potere” diventa un’arma, per l’appunto, di cui spesso si abusa e la giustizia certe volte, non arriva o non è poi così “giusta”. Talvolta si ha paura ad affrontare queste situazioni, perché possono in qualche modo diventare pericolose per la nostra quotidianità, dove ad esempio mantenere il proprio lavoro e uno status di vita tranquillo, portare avanti questi ideali è molto difficile. L’abuso di potere in quanto tale, spesso lo si vive nelle sfere anche più private, e risuona ancora di più nel pubblico, dove sentirsi rappresentati e guidati da un riferimento sicuro, non sempre avviene.

Crediamo infatti ad esempio che sempre più i giovani si sentano soli e spaesati, senza una guida forte, che sia essa politica o artistica. E la questione va risvegliata anche e prima di tutto nel mondo artistico, oggi mancano o sono comunque in minoranza le figure e le personalità artistiche che lottano con coraggio come Dario Fo e Franca Rame, che abbiamo la forza di portare avanti certi ideali con autenticità e verità perlopiù le persone più in difficoltà. Si preferisce sempre mettersi dalla parte dei vincenti, perché è più facile. Non è un caso infatti che anche il mercato artistico che parte dall’alto è molto attento ad evitare che possano emergere certi tipi di artisti. È come se si fosse organizzato uno studio preciso per evitare che possa risuccedere. Il pubblico viene educato spesso a nascondersi dietro all’intrattenimento e al divertimento per tornare a casa felici ma vuoti di argomenti, quasi a voler impigrire la nostra voglia di affacciarsi a temi anche scomodi, quasi come se fosse più facile accettarli. In un’era artistica dove quello che sempre più conta sono prima i followers, mentre la qualità e i temi da affrontare passano in secondo piano. Ma è proprio dal teatro che si può ripartire. Il nostro intento infatti è quello di spingere ed invogliare più artisti possibili, ad avere il coraggio di uscire da schemi costruiti e di cominciare a rieducare il pubblico a rivedere l’arte come uno strumento per raccontare quelle verità, che non vengono diffuse. Perché là fuori gli artisti ci sono, abbiamo solo il bisogno di scoprirli.

 

Qual è, secondo voi, il messaggio principale che questo testo continua a trasmettere oggi?

 Il messaggio principale che il testo può trasmettere oggi è lo stesso di ieri. Ma come detto prima, ad oggi, le cose secondo noi stanno peggiorando. Nonostante un’informazione più veloce ed immediata, un’educazione scolastica aperta a tutti, la tecnologia e le medicina che fanno passi da gigante, in realtà ci stiamo impoverendo delle nostre libertà di pensiero e di costruirci un futuro. Sono cambiate le modalità, ma l’abuso di potere e l’informazione spesso distorta che ci viene propinata sono ancora più accanite. Nonostante una formazione universitaria tanto forte oggi, il nostro paese non riesce ad esempio ad oggettivare elementi e fatti storici che oggi stiamo vivendo. Come per esempio la difficoltà a chiamare per nome quello che sta accendendo oggi in Palestina: un genocidio. Eppure la storia la possiamo conoscere tutti. Informarsi è più semplice, ma le verità ad oggi ci fanno paura. Prima c’era più ignoranza e non si sapeva come potersi informare. È come se in un certo senso stessimo tornando indietro anche se all’apparenza andiamo avanti. In questo senso il testo di Fo ci ricorda un messaggio importante, ci esorta a non fermarci alle verità che ci vengono raccontate dalle istituzioni ufficiali, così come accadde per l’anarchico, anche oggi è fondamentale accertarsi, informarsi, scavare più a fondo, spesso in quel fondo in cui non ci vogliono portare. Ci sarebbe da chiedersi perché non ci vogliono portare?

 

Ci so sono stati elementi del testo originale di Dario Fo che avete sentito la necessità di modernizzare o modificare per meglio inserirli nel contesto storico che stiamo vivendo?

Abbiamo cercato di essere abbastanza fedeli al testo di Fo che di per sé è già molto attuale. Abbiamo solo “rinfrescato” qualche battuta del testo, per inserirlo nel contesto attuale e leggermente snellito in alcuni passaggi per renderli più immediati. Abbiamo inoltre deciso di non iniziare con il prologo, come era solito fare Dario Fo, e di catapultare il pubblico nelle scene iniziali in modo da entrare subito nel vivo della commedia.

Come avete lavorato con gli attori per far emergere la comicità e la tragedia di questa pièce? So che mentre Claudio è in scena a interpretare il matto, Federica è colei che più ha diretto sul palco voi attori.

Il lavoro che abbiamo impostato è stato prima di tutto lo studio e la ricostruzione dei fatti legati al testo, intorno alla vicenda della “morte accidentale” dell’anarchico, ripercorrendo anche il periodo storico in cui avvenne il fatto, studiando quindi le figure dei personaggi, di questori ancora legati agli anni del fascismo, di un governo che temeva l’avanzata delle correnti della politica di sinistra. Rievocando quindi quegli anni, di fermento a livello sociale e di tensioni, che hanno caratterizzato gli anni di Piombo.

La preparazione attoriale è stata una ricerca attenta a ricreare in modo puntuale e originale lo stile della commedia dell’arte, con la creazione di lazzi comici e siparietti inaspettati. Una particolare attenzione è stata rivolta alla caratterizzazione dei personaggi, allo studio dei gesti, in un continuo divenire prova dopo prova. La commedia dell’arte vive di regole precise, che vanno gestite e distribuite in scena, in modo tecnico e preciso.

Cerchiamo come sempre in ogni lavoro di far emergere la parte artistica di ogni attore senza spegnere la propria ispirazione e di tenerlo sui binari che a livello di regia abbiamo deciso di perseguire.

Parliamo del Matto. Qual è il suo ruolo nell’equilibrio tra realtà e assurdità? O meglio, nell’era dei social, in cui la follia e le contraddizioni vengono registrate e pubblicate in tempo reale, ci stupiremmo ancora di lui? 

 

Tutti forse vorremmo essere il Matto nella vita, o averlo come angelo custode. Anche in questi tempi di social, che forse hanno schiacciato ancor di più il nostro coraggio di reagire alle avversità e alle ingiustizie. Il Matto è quella voce che ci urla in faccia le verità. È quella maschera di disperazione che come per magia ha il coraggio di affrontare e raccontare le cose come stanno talvolta spiazzandoci, rispettando perfettamente così l’intento del testo di Fo facendoci ridere e anche arrabbiare.

Nello “Zoo di Vetro” di Tennessee Williams che avete portato in scena proprio al Cardinal Massaia lo scorso anno, e che continuate a riproporre con successo, avete lavorato a un tappeto sonoro che inserisce meglio la scena per renderla più familiare al pubblico italiano. Ci possiamo aspettare un lavoro analogo per questo lavoro?

A livello musicale abbiamo voluto in particolare omaggiare ancora una volta la memoria di Giuseppe Pinelli. Abbiamo scelto la ballata intitolata a suo nome per rappresentare la commedia, quasi come se fosse un simbolo, un’altra presenza in scena. All’inizio con un arrangiamento di Marcello Coco e nel finale con una versione più tradizionale che richiamasse gli anni dell’accaduto.

E come avete pensato alla scenografia e ai costumi per supportare il tono del testo?

Con scenografia e costumi abbiamo voluto “giocare” tra i giorni nostri e gli anni ’70. Come per riportare la vicenda di quegli anni ad oggi. Abbiamo deciso di ricreare la stanza della questura in modo essenziale e pulito, quasi scarna e fredda. E per spostare il focus più sui dialoghi serrati e i contenuti del testo. Abbiamo inoltre deciso di ricreare la finestra come un’ampia cornice, quasi come a rappresentare un simbolo, un passaggio oltre il quale non si torna più indietro.

 

C’è un’emozione o un pensiero che sperate resti con il pubblico dopo lo spettacolo? 

Intanto desideriamo, per chi ancora non la conosce, raccontare attraverso la commedia di Fo, che cos’è accaduto a Giuseppe Pinelli e, al contempo, omaggiare la sua memoria a chi invece ha seguito e vissuto in quegli anni la vicenda. Poi, senza giudizio alcuno, vogliamo ricordare e dedicare questo spettacolo a tutte quelle morti accidentali che purtroppo ancora oggi accadono.

Infine, ci auguriamo di poter lasciare una piccola speranza e dose di coraggio per non farsi schiacciare inesorabilmente dalle ingiustizie che ci circondano quotidianamente anche quando sono dettate dal potere.

Morte Accidentale di un anarchico sarà in scena il

4 aprile h 21 Teatro Cardinal Massaia Via Sospello 32c

6 aprile h 21 Auditorium Franca Rame Via del Cadore 133 Rivalta di Torino

19 aprile h 21 Teatro Garage – Sala Diana Via Paggi 43/b Genova

26 aprile h 21 Teatro del Meloncello Via Eugenio Curiel 22 Bologna

27 aprile h 20,30 Teatro Giovanni Testori Via Amerigo Vespucci 13 Forlì

 

Interpreti

Simone Ricci

Claudio Destino

Vincenzo Leone

Francesco Savarino

Beatrice Frattini

 

Regia di:

Claudio Destino

Federica Tucci

 

Musiche: Marcello Coco e Claudio Destino

Luci: Marcello Coco

Locandina: Giorgia Lalomia

Disegno: Diego Lalomia

 

Per lo spettacolo teatrale che verrà realizzato venerdì 4 Aprile 2025 al Teatro Cardinal Massaia per effettuare la prenotazione dei biglietti è possibile consultare il seguente link https://teatrocardinalmassaia.com/morte-accidentale-di-un-anarchico/, telefonando in teatro al numero: 011 2216128 oppure inviando una mail a prenotazioni@teatrocardinalmassaia.it.

Per tutte le altre repliche il costo del biglietto è 15€ INTERO 10€ RIDOTTO (Studenti under 26, over 65). E’ possibile prenotare contattando il numero 340 7896306 o inviando una mail a eleftheria.teatro@gmail.com.

 

Lori Barozzino

Foto Selene Daniele

“Menù a 10 mani”: cinque chef, una cucina e una location d’eccezione

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Torna a Torino il format speciale targato To Be Events che consente di cenare in cinque ristoranti stellati contemporaneamente. Nella cena “Menù a 10 mani” non serve il dono dell’ubiquità: bastano cinque chef, una cucina e una location d’eccezione! Quest’anno ancor più eccezionale, trattandosi della meravigliosa Palazzina di Caccia di Stupinigi, annoverata a pieno diritto come Patrimonio Unesco.

Durante la cena placée vengono serviti cinque piatti, ciascuno preparato da uno chef diverso e abbinato a un grande vino selezionato. In questo modo una brigata di stelle che diversamente non avrebbe mai lavorato insieme può riunirsi intorno agli stessi fornelli e dare vita a un’esperienza unica.

Gli ched protagonisti della serata del 5 aprile a Stupinigi saranno, in un meraviglioso intreccio di sapori che condurrà i presenti in un viaggio gustativo indimenticabile:

  • CHRISTIAN BALZO – Ristorante Piano 35*​

  • STEFANO SFORZA – Ristorante Opera​

  • MAX CHIESA – Ristorante Kensho​

  • NICCOLO’ GIUGNI – Ristorante Razzo​

  • FABRIZIO RACCA – Pasticceria Fabrizio Racca

L’evento è organizzato in collaborazione con Orticola, in concomitanza con la serata inaugurale della manifestazione “FLOR”.

L’alta cucina questa volta sarà anche unita in un saldo abbraccio alla solidarietà, dal momento che parte del ricavato della cena sarà devoluto a favore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, per sostenere le attività di cura dell’Istituto di Candiolo – IRCCS.

Insomma, per il pubblico, la possibilità di partecipare ad un evento che fe bene al palato, ma soprattutto al cuore.

INFO BIGLIETTI

I biglietti per questa serata speciale sono in vendita sul sito ufficiale di To Be Events al link

https://shop.tobevents.it/event/menu10manistupinigi/

L’accredito è obbligatorio e i posti sono limitati.

Ogni tavolo ospiterà da un minimo di 8 a un massimo di 10 persone.

Qualora in fase di prenotazione l’acquirente voglia acquistare i posti dell’intero tavolo, tutti i commensali potranno cenare insieme. In caso contrario, il tavolo potrebbe ospitare persone di nuclei familiari diversi.

Qualora acquirenti diversi desiderino cenare allo stesso tavolo pur acquistando i biglietti in momenti e con modalità diverse, basterà inviare il prima possibile una mail all’indirizzo accrediti@tobevents.it segnalando i nominativi per essere assegnati allo stesso tavolo. L’organizzazione cercherà, compatibilmente con gli spazi, di soddisfare le richieste di tutti.

L’evento termina alle ore 23.00 circa.

In caso di impossibilità a partecipare all’evento dopo l’acquisto, il biglietto è cedibile a terzi – previa notifica all’indirizzo e-mail accrediti@tobevents.it – ma non è rimborsabile.

Note di Classica: Tom Borrow, Alexander Gadjiev e Rafal Blechacz le “stelle” di aprile

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Mercoledì 2 alle 20.30 al Conservatorio G. Verdi per l’Unione Musicale, Alexander Gadjiev al pianoforte eseguirà musiche di Debussy, Adès, Bartòk, Skrjabin, Rachmaninov. Giovedì 3 alle 19.30 al teatro Regio, debutto de “La dama di picche” di Cajkovskij. Opera in 3 atti e sette quadri. L’Orchestra del teatro Regio sarà diretta da Valentin Uryupin. Repliche fino a mercoledì 16. Venerdì 4 alle 20 e sabato 5 alle 20.30 all’Auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Giulio Cilona e con Tom Borrow al pianoforte, eseguirà musiche di Rachmaninov e Beethoven. Sabato 5 alle 18 al teatro Vittoria, il Quartetto Eos eseguirà musiche di Del Corno e Mendelssohn, con un invito all’ascolto di Antonio Valentino. Domenica 6 alle alle 16.30 sempre al teatro Vittoria per l’Unione Musicale, Elia Cecino al pianoforte eseguirà musiche di Mozart, Mendelssohn, Liszt, Chopin. Lunedì 7 alle 18 nell’aula Magna del politecnico per Polincontri Musica, Ivan Rabaglia violino e Alberto Miodini pianoforte, eseguiranno musiche di Beethoven e Brahms. Martedì 8 alle 20.30 nella sala 500 del Lingotto, ultimo appuntamento della stagione per “I Pianisti del Lingotto” con il concerto del pianista Rafal Blechacz, con un programma che prevede musiche di Schubert, Beethoven, Chopin.

Giovedì 10 alle 20.30 e venerdì 11 alle 20 all’Auditorium Toscanini, l’Orchestra Rai diretta da Andrès Orozco-Estrada e con Maria Duenas al violino, eseguirà musiche di Lalo e Mendelssohn. Lunedì 14 alle 20 al teatro Vittoria l’Ensemble Tamuz eseguirà musiche di Boccherini e Schubert. Per Polincontri Musica al Politecnico alle 18, Leo Vertunni sitar, Manish e Madankar tabla, eseguiranno un programma dal titolo Samanway: “Musiche del Nord dell’India”.Mercoledì 16 alle 20.30 al conservatorio per l’Unione Musicale, Julia Hagen violoncello e Lukas Sternath pianoforte, eseguiranno musiche di Debussy, Franck e Rachmaninov. Venerdì 18 alle 20.30 all’auditorium Toscanini “Concerto di Pasqua”. L’Orchestra Rai diretta da Ottavio Dantone, eseguirà musiche di Haydn. Lunedì 28 alle al Politecnico per Polincontri Musica il Forte Trio eseguirà musiche di Rachmaninov, Sostakovic, Arenskij, Musica Kazaka.

Pier Luigi Fuggetta

Al Teatro Agnelli un evento in ricordo del giovane Edoardo Baj

Il suo sorriso, la sua gioia intramontabile, i suoi valori, il suo esempio con la presentazione del libro“ Dal buio alla luce”  

Un fine settimana con una serata all’insegna della condivisione e dell’amicizia è quello che si è vissuto al  Cinema Teatro Agnelli di Via Paolo Sarpi, una bella realtà accogliente, presente a Torino dal 1941 in un angolo della città post industriale del quartiere Mirafiori gestito dalla congregazione salesiana. Già mentre ci si avvicinava all’ingresso una piccola folla raccolta e gioiosa, composta di giovani e meno giovani, era in coda in attesa di entrare, facendo registrare  il tutto esaurito. Protagonista della serata è stato Edoardo, un ragazzo appena diciassettenne che non è più tra noi ma che il ricordo costante di quanti lo hanno conosciuto ed amato lo rende oggi, a distanza di un anno, più vivo che mai perché proprio in una sera di Aprile di un anno fa, il cuore di questo giovane atleta della vita e del basket ha smesso di battere e, come molto tristemente si sta verificando per tanti giovani sportivi, non c’è stato per lui nulla da fare.

Il teatro si gremisce in fretta: sono i compagni di scuola, di basket, il suo sport preferito, il suo coach Marco Giangreco, i suoi insegnanti, quanti hanno fanno parte del suo mondo tra le montagne di Crissolo mentre i suoi giovani genitori, Gabriele e Luciana, esempio per tanti altri genitori che si trovano a vivere la loro stessa difficilissima esperienza, accolgono tutti con un sorriso ed una forza disarmanti, testimoni di come si possa fronteggiare e cercare di superare un dolore tanto incredibile quanto lacerante come la perdita del proprio figlio unico tanto amato e stimato. Edoardo Baj era un ragazzo con il carisma dell’amicizia, una di quelle rare persone che già in giovane età aveva lasciato il segno essendo stato capace di entrare in sintonia con chiunque gli fosse prossimo, con quella rara abilità per lui innata di ascoltare i bisogni di chi gli passava accanto. Era nato con il prezioso  carisma dell’empatia, quel dono speciale di sapersi fermare e guardare gli altri negli occhi, nella loro anima, mettendosi al servizio dei valori in cui credeva, la famiglia, l’amicizia, l’amore, il suo basket, la sua montagna, la musica, l’impegno nello studio. La Società Sportiva Pallacanestro Moncalieri ha istituito un memorial con un premio speciale a suo nome.

Questa serata, presentata  e condotta da Marco Galli, speaker radiofonico di GRP, è stato un modo forte e vero per ricordare Edoardo, questo ragazzo buono, sempre scatenato in mille progetti per creare momenti di condivisione, inclusivo, un concentrato di determinazione e di entusiasmo, adorato dai piccoli, punto di riferimento dei suoi coetanei e riconosciuto dagli adulti nei suoi valori come esempio per altri giovani. Una testimonianza di vita la sua che è giusto che sopravviva alla morte affinché continui ad essere presente nell’esistenza di tanti suoi coetanei. Sul palco del teatro gremito si sono susseguiti momenti carichi di emozione, sempre differenti, gioiosi e mai banali, iniziando dalla presentazione del libro autoprodotto, “ Dal buio alla luce “ scritto dalla Professoressa Giovanna Bisignano, la mamma di Alberto, uno dei migliori amici di Edoardo, che ha raccolto su carta le emozioni di suo figlio da quel tragico giorno in avanti, un aiuto per i tanti giovani che si trovano a dover gestire sentimenti forti e inattesi. I proventi del libro sono andati a Compassion Italia con sede a Torino, l’organizzazione internazionale che si occupa di adozioni a distanza su scala mondiale aiutando i bambini che vivono in povertà.

A presentarla è salito sul palco il Direttore di Compassion Italia, Silvio Galvano, che ne ha illustrato le finalità con l’importante risultato raggiunto, quello di aiutare oltre due milioni di bambini in 29 Paesi, in Asia, Africa ed America Latina. E’ stato anche prodotto un CD con le musiche preferite da Edoardo, quelle che lui suonava con gli amici e proprio la musica è stata una dei protagonisti della serata cui si è aggiunto un momento di considerazione della musica come dono, come strumento di aiuto, di supporto, di rinascita attraverso le parole del Dottor Armando Giovanni Valsania, musicoterapeuta bio funzionale. Al termine un pensiero è stato rivolto anche all’Associazione Kalipè al Monviso 3841 dell’Alta Valle Po, promotrice di tanti progetti in memoria di Edoardo.

“Questa serata, questo evento nel ricordo di nostro figlio – sono parole dei genitori – ha voluto essere, al pari del libro, un inno alla vita, all’amicizia, alla gioia e alla capacità umana di risorgere anche nelle circostanze più difficili. La vera morte è non lasciare nulla dopo l’uscita da questa dimensione terrena e questo per noi è inaccettabile. E’ nostro dovere quindi portare avanti i valori di nostro figlio nel suo ricordo trovando elementi che diano forza a noi come a tutti coloro che lo hanno conosciuto ed amato e a quanti stanno vivendo la nostra stessa esperienza. Che il suo sorriso capace di accendere una stanza continui a vivere nel cuore di tutti ”.

Patrizia Foresto

Concerto nel 150⁰ anniversario dell’Accademia Stefano Tempia

Nel 150⁰ anniversario dell’Accademia fondata dal violinista e compositore Stefano Tempia, lunedì 31 marzo si terrà un concerto al teatro Vittoria. Stefano Tempia, violinista, compositore e direttore d’orchestra, nato a Racconigi nel 1832 e divenuto a trent’anni Maestro della Cappella di Corte, fu una figura centrale per la cultura musicale di fine Ottocento, dedicando gran parte della sua carriera alla valorizzazione del repertorio classico e alla valorizzazione del repertorio classico, e allo sviluppo della tradizione corale. Nell’anno del 150⁰anniversario dell’Accademia da lui fondata, il programma musicale del concerto “Il violino magico”, in programma lunedì 31 marzo, propone una serie di opere che mette in luce la sua arte compositiva, tratta dal Fondo Tempia, custodito nella Biblioteca del Conservatorio di Torino affiancate da un capolavoro del repertorio cameristico francese di Gabriel Fauré.

Sul palco due giovani talenti a rappresentare la missione dell’Accademia corale di valorizzazione di giovani e talentuosi musicisti: il pianista Matteo Borsanelli, apprezzato per la sua tecnica raffinata e la sua profonda espressività, e il violinista Ruben Galloro, vincitore di numerosi premi per giovani talenti .

“Il violino magico” per violino solo, con cui si apre la serata, evidenzia la maestria tecnica e anche la fantasia compositiva dello stile di Stefano Tempia, qui impegnato in una curiosa imitazione di alcuni altri strumenti musicali, anche di estrazione popolare.

“Pensées d’un malade”, per violino e pianoforte, riflette invece un’introspezione profonda perpetrata invece attraverso il dialogo musicale intenso tra i due strumenti. Con i “Duettini” tratti dall’Op.121, Tempia mostra per contrasto di saper creare miniature musicali di grande carattere con mezzi relativamente semplici. Per completare il programma la Sonata per violino e pianoforte Op.13 n.1 di Gabriel Fauré, un’opera ricca di lirismo e raffinatezza armonica, che rappresenta una pietra miliare nella muisca da camera di fine Ottocento.

In collaborazione con il Conservatorio di Torino

Biglietto: intero 15 euro – ridotto 10 euro / soci Tempia under 30 e enti convenzionati 10 euro

Info: info@stefanotempia.it

 

Gian Giacomo Della Porta