Cosa succede in città- Pagina 381

Stranointerludio #laricetta, appunti per un menù teatrale

Prosegue l’iniziativa del Teatro Stabile di Torino #stranointerludio #laricetta che vedrà nelle prossime settimane artisti affermati e giovani attori impegnati in video su testi originali o di grandi autori della letteratura, realizzati con uno sguardo inedito e personalissimo, montati come brevi cortometraggi: a partire dal tema del cibo per scoprire intense riflessioni sul nostro presente.

Nell’ambito dell’iniziativa, lunedì 1 giugno 2020, Vittorio Camarota proporrà “Si cucine cumme vogli’ i’”(Se cucini come voglio io) di Eduardo De Filippo, Guido Tommasi Editore. Camarota confeziona per #stranointerludio un contributo sorprendente, mettendo al centro una poesia di Eduardo De Filippo. Cibo e teatro sono elementi inscindibili nella scrittura del grande drammaturgo, che l’attore sceglie di omaggiare con un testo poco conosciuto, creativo e intenso: un rituale fatto di ingredienti semplici e quotidiani, con una descrizione puntigliosa attraverso la quale cercare un’armonia di sapori antichissimi, riconoscendo nella tavola una comunione di piaceri.

Venerdì 5 giugno 2020, Paola Giannini presenterà per #stranointerludio una clip briosa e divertente, dedicata a un brano degli anni ’50, portato al successo da Eileen Barton: “If I Knew You Were Coming I’d’ve Baked a Cake”. In un’ambientazione urbana contemporanea, un condominio milanese, ieri come oggi una ragazza cerca di cucinare una torta per qualcuno che ama, con risvolti disastrosi. Intervallato a pezzi di danza charleston e swing, stili che la giovane attrice padroneggia, con un tocco leggero la protagonista ci ricorda quante volte la quotidianità ci si riveli attraverso risvolti lievi e divertenti, in contrasto con quanto di sospeso e di attesa stiamo ancora vivendo. Nelle prossime settimane i protagonisti di #stranointerludio #laricetta saranno Valerio Binasco, Marta Cortellazzo Wiel, Andrea Di Casa, Ilaria Falini, Marcello Spinetta, Roberto Turchetta.

Sul sito del Teatro Stabile di Torino sono disponibile tutte le clip degli attori e i registi che si sono cimentati, catturando l’interesse delle persone e dei media, per questa iniziativa dello Stabile: Laura Curino con Cuoco Martino da Como e i suoi ricettari rinascimentali scritto dalla stessa Curino (martedì 28 aprile 2020), Gabriele Vacis impegnato con Le golose, poesia di Guido Gozzano (giovedì 30 aprile 2020), Filippo Dini che ha presentato un estratto da I dispiaceri della carne di Plutarco (martedì 5 maggio 2020 – parte prima e giovedì 7 maggio 2020 – parte seconda), Milvia Marigliano che ha interpretato un estratto da Calypso, dall’episodio 4 di “Ulisse” di James Joyce (martedì 12 maggio 2020), Matthias Martelli con un testo originale scritto appositamente per #stranointerludio dal titolo “Il pane” (venerdì 15 maggio 2020), Eugenio Allegri che ha proposto una lettera di Rossini alla moglie Olympe Pélissier da Lettere e documenti di Gioacchino Rossini a cura di B. Cagli e S. Ragni – Fondazione Rossini Pesaro, 1992 (martedì 19 maggio), Orietta Notari con Gli asparagi e l’immortalità dell’anima, uno dei racconti più famosi di Achille Campanile (venerdì 22 maggio); Giordana Faggiano interprete di Heavy in your arms, scritto e diretto da Egidio Alessandro Cacherni (martedì 26 maggio 2020) e Matilde Vigna che ha proposto un brano da Filippo Tommaso Marinetti Il manifesto della cucina futurista, Passerino Editore (venerdì 29 maggio 2020) .

Le clip vengono pubblicate con cadenza bisettimanale al link https://www.teatrostabiletorino.it/stranointerludio

Per la Festa della Repubblica riaprono i Musei Reali

L’esperienza continua online sulla nuova piattaforma èreale

 

Il 27 maggio la Biblioteca Reale ha riaperto al pubblico con nuove modalità organizzative e, da martedì 2 giugno, tornano a essere visitabili il Palazzo Reale con l’Armeria, la Cappella della Sindone, il primo piano della Galleria Sabauda e il settore Torino del Museo di Antichità. In occasione della riapertura, un esclusivo cortometraggio musicale presenta èreale, il nuovo palinsesto di contenuti video disponibile sul sito dei Musei Reali.

 

I Musei Reali festeggiano il settantaquattresimo compleanno della Repubblica accogliendo nuovamente i visitatori, nel segno della sicurezza e con l’emozione di un nuovo inizio. Dal 27 maggio la Biblioteca Reale è aperta per consultare libri e documenti con una organizzazione che pone in primo piano la salute degli utenti e del personale. Dal 2 giugno, riaprono anche i Musei, con un itinerario studiato per tutelare i visitatori, senza pregiudicare un’offerta culturale di qualità, il più possibile estesa ed inclusiva.

Tra le novità, il restauro “a vista” dell’altare della Cappella della Sindone: dalle grandi finestre aperte nella recinzione del cantiere sarà possibile seguire passo dopo passo il lavoro dei restauratori del Consorzio San Luca, impegnati nella restituzione dell’opera progettata dall’ingegnere matematico Antonio Bertola tra il 1688 e il 1694 per accogliere la Santa Sindone. Un altro “monumento nel monumento” che andrà ad aggiungersi al percorso del Palazzo Reale, dell’Armeria, della Galleria Sabauda e del Museo di Antichità.

Dal reale al virtuale. Dopo le esperienze autogestite del periodo di confinamento, anche l’offerta digitale affronta nuovi traguardi sul web con il progetto èrealela nuova piattaforma per la fruizione di contenuti video prodotti dai Musei Reali, progettata dallo studio MYBOSSWAS, disponibile all’indirizzo ereale.beniculturali.it: un inedito palinsesto lanciato da un videoclip autoriale coinvolgerà il pubblico, mentre brevi documentari tematici, nuovi restauri e mostre virtuali permetteranno di conoscere opere e luoghi meno noti dei Musei Reali.

 

Dice la Direttrice dei Musei Reali Enrica Pagella:

«Nei due mesi più severi del confinamento il centro della città era deserto, ma i musei non sono mai stati soli, grazie all’impegno della piccola squadra di personale che si alternava a presidiare la sicurezza dei palazzi e delle collezioni. Come molti, anche i musei hanno sperimentato su una scala mai vista prima il lavoro agile, scoprendo opportunità insospettate, potenziando gli strumenti digitali e costruendo, paradossalmente, nella distanza, una nuova solidarietà, tra noi e con il pubblico. Ora, questa riapertura è piena di attese e di speranza. Dalla metà di aprile, quando la luce ha cominciato a filtrare in fondo al tunnel, ci siamo dedicati intensamente al piano di prevenzione e i primi stimoli sono venuti dal lavoro del Politecnico di Torino per la ripartenza delle imprese. Più che mai siamo persuasi del ruolo che i musei possono svolgere nei confronti della comunità, come luogo di conoscenza e di benessere, e anche come memoria e simbolo di grandezze, di bellezze, di sfide che possono ispirarci in questo momento di crisi e di incertezza».

 

LA VISITA AI MUSEI

Nel rispetto delle linee guida post emergenza, i Musei Reali hanno messo a punto, nelle ultime settimane, con l’aiuto di esperti e di concerto con le organizzazioni sindacali, un piano approfondito di percorsi, di dispositivi e di segnaletica per garantire al pubblico e ai lavoratori il massimo grado di tutela. D’accordo con il partner Coopculture, hanno anche deciso di sfidare la crisi – che per i musei d’Italia e del mondo significa una perdita stimata dell’80% dei visitatori – sperimentando l’orario di sempre: saranno aperti da martedì a domenica dalle 9 alle 19, con biglietto gratuito fino a 18 anni e 2 euro da 18 a 25 anni.

Gli accessi saranno contingentati per evitare assembramenti e all’ingresso sarà rilevata la temperatura tramite termo-scanner. È obbligatorio l’uso delle mascherine, eventualmente disponibili per l’acquisto anche alla cassa, e  si favorisce la sanificazione delle mani con gel disinfettante, dislocato lungo il percorso di visita. La prenotazione non è obbligatoria e il biglietto potrà essere acquistato online o direttamente in biglietteria, dalle 9 alle 18. Rispettando la distanza interpersonale di almeno due metri, le sale saranno percorribili seguendo un itinerario monodirezionale di ingresso e uscita, indicato dall’apposita segnaletica e consultabile anche sull’app MRT, integrata con una nuova mappa di orientamento in italiano e in inglese. L’applicazione, scaricabile gratuitamente su Apple Store e Google Play, è lo strumento privilegiato per approfondire il percorso museale: sfiorando il proprio smartphone si potranno ottenere tutte le informazioni necessarie come orari, tariffe, contatti e accessibilità, ma soprattutto esplorare le collezioni e ascoltare l’audioguida con 35 tracce in italiano, delle quali è sempre disponibile anche un’anteprima gratuita.

Dal 2 giugno riapre anche il Caffè Reale, nel rispetto delle norme di sicurezza e del distanziamento interpersonale, grazie alla sistemazione dei tavoli sotto l’ampio porticato della Corte d’Onore.

Dal 6 giugno, ogni sabato e domenica, riprenderanno anche le visite guidate al secondo piano del Palazzo Reale, nell’appartamento dei Principi, condotte dai volontari dell’Associazione “Amici di Palazzo Reale” e dagli operatori di Coopculture, per gruppi composti al massimo da 8 persone e con la possibilità esclusiva di uscire sul terrazzo per affacciarsi sui Giardini Reali e sulla piazza Castello.

 

LA BIBLIOTECA REALE

La sala lettura della Biblioteca Reale riapre mercoledì 27 maggio con orario provvisorio: dal lunedì al venerdì, ore 9-13.30. Per consultare libri e documenti è necessaria la prenotazione con almeno 24 ore di anticipo scrivendo all’indirizzo mr-to.bibliotecareale@beniculturali.it e indicando tutte le informazioni disponibili per la richiesta, in modo che gli addetti possano predisporre libri e documenti sul tavolo assegnato; è necessario precisare anche l’eventuale esigenza di esaminare gli stessi documenti per più giorni consecutivi. La consultazione diretta degli esemplari è consentita, con mascherina e guanti monouso, qualora non siano disponibili copie digitali in rete o nell’archivio della Biblioteca, oppure in caso di particolari esigenze di studio che saranno valutate dalla Direzione. Dopo la consultazione diretta, i documenti saranno messi in quarantena per dieci giorni, come previsto dalle Linee guida dell’Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro (ICPAL).

 

PROSSIME APERTURE – LA CUCINE E I GIARDINI

Dalla seconda metà di giugno, nel fine settimana, la visita sarà arricchita da ulteriori percorsi speciali a cura di Coopculture, attraverso il Palazzo e l’Armeria Reale, la Cappella della Sindone, l’Appartamento della Regina Elena al pianterreno e le Cucine Reali al piano interrato, secondo calendario e modalità che saranno pubblicati sui siti dei Musei Reali e di Coopculture nelle prossime settimane.

Per tornare a passeggiare nel Giardino Ducale e nel Boschetto bisognerà attendere domenica 28 giugno, al termine del cantiere di rifunzionalizzazione e restauro, che ha purtroppo subito l’interruzione di due mesi dovuta al confinamento. Ma dal 2 giugno la rinnovata pavimentazione in pietra di Luserna posta lungo le facciate del Palazzo Reale e della Galleria Sabauda, collegamento tra la Corte d’Onore e la Manica Nuova della residenza, permetterà l’uscita dal percorso museale e l’accesso al sistema per visitatori con disabilità.

 

LA NUOVA PIATTAFORMA VIDEO SUL SITO DEI MUSEI REALI

La riapertura dei Musei Reali coincide con la presentazione del progetto èreale (ereale.beniculturali.it), piattaforma online che amplia l’esperienza di visita per intraprendere un viaggio virtuale attraverso contenuti video originali, prodotti dai Musei Reali e in parte realizzati con la collaborazione dello studio creativo multidisciplinare MYBOSSWAS di Torino. Approfondimenti tematici accompagneranno i visitatori, da casa, tra stanze finemente decorate, preziosi arazzi, antiche armature e reperti millenari, alla scoperta di tesori poco conosciuti e opere d’arte inedite, svelando i retroscena dei restauri, degli allestimenti museali e della cura del patrimonio.

Il video di lancio intitolato Nasce: è Reale. Il canale dei Musei Reali di Torino è un breve musical realizzato nel vuoto e nel silenzio delle sale. Scritto e creato dal regista e compositore Giorgio Ferrero con il direttore della fotografia e produttore Federico Biasin, autori del pluripremiato film musicale Beautiful Things prodotto dalla Biennale di Venezia e presentato nei principali festival internazionali con distribuzione in oltre 20 Paesi, è un esclusivo cortometraggio musicale cinematografico di tre minuti, in cui danzatori, acrobati, schermitrici e cantanti liriche vivono la magia di un viaggio all’interno dei musei, un sogno che prende vita durante la quarantena. I performer non possono toccarsi, ma il dialogo dei corpi e l’empatia tra le persone distanti è in grado di convergere in un unico inno alla bellezza e al calore umano.

Navigando sulla piattaforma èreale con dispositivi mobili, computer o visori VR, il pubblico potrà fruire gratuitamente anche di visite tematiche in realtà virtuale, per conoscere e approfondire ambienti e collezioni.

Il palinsesto, che si arricchirà nel corso dei prossimi mesi di ulteriori contenuti speciali, presenta anche la playlist Closed In. I Musei visti da dentro, progetto digitale realizzato dallo staff dei Musei Reali durante il lockdown: opere e ambienti sono narrati da curatori, tecnici e operatori, in presa diretta e in modo informale, per vivere il museo attraverso gli occhi di chi ogni giorno ne custodisce il patrimonio.

Nell’ambito di una campagna di ascolto per migliorare la qualità dei servizi offerti dai singoli musei, la Direzione Generale Musei del MiBACT ha promosso un questionario compilabile online (link), finalizzato a delineare quali attività culturali debbano essere maggiormente sviluppate in questo delicato momento di riapertura, in stretto raccordo con le esigenze di sicurezza.

Movida, in corso i controlli della Polizia di Stato

E’ in corso il fine settimana e con esso i controlli per il rispetto delle misure di contrasto all’epidemia da coronavirus COVID – 19 con specifico riguardo alle zone della movida torinese: San Salvario, piazza Santa Giulia, piazza Vittorio Veneto, Quadrilatero Romano e vie limitrofe.

La Polizia di Stato ha svolto una capillare attività di informazione in merito alle disposizioni contenute nell’ordinanza regionale che impone l’utilizzo della mascherina nelle aree pubbliche all’aperto e quella comunale che, tra le altre cose, ha vietato la vendita di bevande alcoliche da asporto dopo le 19:00, imponendo altresì la chiusura dei locali entro l’una della notte. Tali attività si è mostrata molto utile: la maggior parte dei cittadini sorpresi senza mascherina, infatti, non era al corrente dei nuovi obblighi.

Complessivamente i cittadini e i gestori dei locali hanno mostrato responsabilità, collaborando con le forze dell’ordine per consentire lo svolgimento delle attività ricreative in sicurezza. In questo scenario complessivamente positivo, non sono mancate le violazioni.

Venerdì: Tavoli non distanziati e avventori ammassati è così che il titolare di un locale in piazza Vittorio è stato sanzionato per non aver adottato idonee misure di distanziamento. Un altro, invece, è stato colto a vedere alcolici dopo le 19:00, anche lui sanzionato.

In corso Moncalieri, alle ore 2:00, il gestore del locale ha continuato a somministrare alcolici alle oltre 30 persone presenti fuori e all’interno della struttura. E’ scattata la chiusura del locale per cinque giorni e le sanzioni del caso.

In zona San Salvario, due mini-market di via Madama Cristina sono stati sanzionati per aver continuato a vendere alcolici dopo le 19:00. Per lo stesso motivo, personale del Commissariato Centro ha sanzionato un altro locale in via Milano.

Sono 15 le sanzioni per mancato utilizzo della mascherina, la maggior parte della quali nel corso della notte. La sanzione è scattata solo nel caso di reiterato rifiuto di indossare la mascherina.

Movida, le norme antivirus prorogate al 6 giugno

Proroga fino al 6 giugno, con l’esclusione di mercoledì 3 giugno, all’ordinanza sulla movida a Torino nei fine settimana e nei giorni festivi e pre festivi.

L’obiettivo è quello di evitare assembramenti nel rispetto delle disposizioni di sicurezza per l’emergenza sanitaria. Nelle zone interessate dalla vita notturna, restano così valide le limitazioni orarie per i locali e le  disposizioni per l’asporto. Confermata anche la chiusura all’una di notte per i locali e il divieto di vendere bevande alcoliche e superalcoliche da asporto dalle ore 19. Naturalmente sono da rispettare  pure tutte le disposizioni di distanziamento sociale e l’uso dei dispositivi di protezione come le  mascherine,  fino a martedì 2 giugno compreso.

Il Museo della Scuola… all’aperto! Le iniziative del Musli

MUSLI – Museo della scuola e del Libro per l’Infanzia. Apertura straordinaria martedì 2 giugno con visita guidata al Percorso Libro e incontro sulla storia della scuola all’aperto dai primi del ‘900 ad oggi

La Fondazione Tancredi di Barolo annuncia la riapertura straordinaria del MUSLI – Museo della scuola e del Libro per l’Infanzia, martedì 2 giugno in occasione della Festa della Repubblica, con cui quest’anno si vuole anche celebrare la riapertura dei musei torinesi. Due sono le iniziative previste per la giornata.

Tra le ore 15.30 e le 18.30 sarà possibile partecipare alla visita guidata al Percorso Libro, itinerario permanente dedicato alla storia del libro per l’infanzia, comprensivo della mostra temporanea “Tante teste tanti cervelli. Lanterna magica delle facce umane”. Si potranno così scoprire circa settanta libri animati, abbecedari e giochi dell’Ottocento e del primo Novecento, così come i rapporti tra libri animati e “precinema”, con un focus specifico sul tema delle metamorfosi del volto. Le visite saranno organizzate a piccoli gruppi ogni ora e con accompagnamento (ingresso 4 euro a persona comprensivo di guida). Il Percorso Libro e la mostra temporanea saranno visitabili anche nelle domeniche di giugno (7, 14, 21 e 28 giugno), dalle 15.30 alle 18.30; il Percorso Scuola è attualmente chiuso, ma sarà possibile visionare alcuni materiali dedicati al tema delle scuole all’aperto.

Sempre tra le ore 15.30 e le 18.30, nel cortile di Palazzo Barolo, si terrà l’incontro “Il Museo della Scuola… all’aperto!”. Le Scuole all’aperto, antesignane dell’“outdoor education”, sono nate nel primo Novecento. Oggi costituiscono un’esperienza di rinnovamento in risposta alle sfide che la scuola deve affrontare dopo l’emergenza coronavirus. Con Pompeo Vagliani, presidente della Fondazione Tancredi di Barolo, interverranno Fabrizio Bertolino dell’Università della Valle d’Aosta, Maria Cristina Morandini dell’Università di Torino, Luciana Pasino della Fondazione Tancredi di Barolo. Per l’occasione saranno esposti materiali originali, libri, quaderni, tabelloni didattici, fotografie provenienti dall’Archivio della Fondazione. La presentazione sarà a ingresso libero a gruppi di 10 persone ogni mezz’ora circa (in caso di pioggia l’incontro si terrà in un’area adiacente al coperto).

LE SCUOLE ALL’APERTO NELLA STORIA

Agli inizi del XX secolo, le scuole all’aperto costituiscono un’esperienza di rinnovamento sanitario, pedagogico e architettonico che va di pari passo con la lotta alle malattie infettive, soprattutto la tubercolosi, e alle loro cause: indigenza, malnutrizione, carenza d’igiene, abitazioni e sedi scolastiche malsane e sovraffollate. Nascono nei paesi del Nord, in Italia si sviluppano principalmente a Padova, Roma, Milano e Bologna tra gli anni ’10 e gli anni ’40, dove si configurano come scuole a tempo pieno con ordinamento speciale oppure come inserimento nel normale curriculum di attività all’aperto, quali giardinaggio, orto scolastico, escursioni e osservazioni della natura. I due filoni si incrociano con la campagna anti TBC e il tema dell’educazione alla salute, che trovano i loro strumenti didattici e di comunicazione in tabelloni scolastici, guide sanitarie e quaderni. Ma nonostante i buoni risultati l’esperienza, rimasta nell’ambito delle scuole speciali, subisce un progressivo declino fino a scomparire quasi del tutto negli anni ’70. L’emergenza “Covid 19” riaccende oggi i riflettori sulla necessità di recuperare un contatto quotidiano dei bambini con la natura. È forse giunta la stagione di rinascita di scuole all’aperto: un percorso intrapreso negli ultimi dieci anni da realtà come le scuole e asili nel bosco, gli agrinidi, le green school, e la recente Rete Nazionale delle scuole pubbliche all’aperto.

LE ESPERIENZE NEL CONTESTO TORINESE TRA OTTO E NOVECENTO

A Torino, la storia delle scuole all’aperto si intreccia con la storia dell’assistenza a bambini gracili e poveri e della prevenzione antitubercolare, tra iniziative pubbliche e private. Il Municipio istituisce nel 1881 le “scuole estive” finalizzate a custodire allievi bisognosi durante il periodo delle vacanze e fonda le colonie alpine e marine “Regina Margherita” (1892). Ma le prime lezioni all’aperto di scuole “normali” risalgono a inizio Novecento, quando i bambini della Tommaseo, con il banco-zaino in spalla, vanno a studiare nei giardini Cavour, quelli della Roberto D’Azeglio (1914) e della Gaspare Gozzi fanno lezione in campagna o coltivano il giardino scolastico. A favorirle è Antonio Ambrosini, Direttore delle Scuole Elementari dal 1897 al 1925, che promuove tra l’altro la trasformazione in scuola all’aperto del Ginnasio ricreativo di Villa Genero, già usato per ospitare scolari poveri durante l’estate e profughi durante la grande guerra.

Tra le iniziative private spicca l’esperienza di Paola Lombroso Carrara, la zia Mariù del Corriere dei Piccoli, dall’ “Assistenza bambini” in tempo di guerra presso la Villa Perroncito di Cavoretto (1915), al “Ricovero dei figli sani di genitori tubercolotici” presso la Casa del Sole (1919), tuttora attiva. Non si trattava di vere e proprie scuole ma di istituzioni con attività ludico-educative all’aria aperta, sostenute in gran parte dalla vendita delle cartoline illustrate.

Gli anni ‘20 vedono un rigoglioso sviluppo delle colonie comunali marine, a frequenza prevalentemente invernale, da quella di Finalpia (1924) a quella di Loano (1927/28) che nel 1929/30 diventa Scuola annuale all’aperto. Anche nei dintorni di Torino, a Lucento e a Mongreno, sempre a scopo profilattico vengono aperte nel 1927 altre due colonie permanenti, parificate nel 1933, in cui si svolgono interamente i programmi ministeriali. La preoccupazione del Regime per la vigoria fisica del popolo si concretizza nella riconversione di Villa Gualino nella Scuola-Colonia Elioterapica 3 Gennaio (1936).

Torino torna a splendere: musica in diretta streaming dal cuore di Porta Palazzo

Sabato 30 maggio, a partire dalle ore 20, la terrazza di Mercato Centrale Torino ospiterà Torino torna a splendere, un’iniziativa a porte chiuse organizzata dal duo Andrea Scarpa e Alessio Sogno, in arte A.A., protagonisti di un emozionante djset volto a rendere omaggio alla città e alla sua ripartenza post emergenza Coronavirus.

 

Al calar del sole, si potrà assistere, esclusivamente in streaming tramite diretta Facebook, sulla pagina di Andrea Scarpa, ad un appassionante viaggio fatto di musica e immagini, in cui scorci del quadrilatero romano e di Porta Palazzo saranno le star indiscusse. Torino torna a splendere è un progetto ideato per rispondere a un bisogno incessante di positività.

L’obiettivo, infatti, è quello di sfruttare le potenzialità della rete per lanciare un messaggio di buona speranza invitando tutti i torinesi a condividere – anche se distanti ma vicini il momento della ripartenza post Covid-19. I due artisti sostengono infatti che – “la musica ha un potere emozionale impareggiabile e le persone, più che mai in questo momento, hanno bisogno di sentirsi parte di qualcosa. Noi, nel nostro piccolo, cerchiamo solo di offrire uno spettacolo che dia coraggio e speranza a chi ne ha bisogno. E tutto questo non sarebbe stato possibile se non grazie a Mercato Centrale Torino, cuore pulsante della nostra città, che ci ha sostenuto e ha creduto sin da subito nel nostro progetto”. Gli A.A. avviano una collaborazione nel marzo del 2019 e da circa un anno si dedicano alla ricerca di sound inediti volti alla realizzazione di progetti non convenzionali. Andrea Scarpa, firma nota e prestigiosa nel panorama pugilistico italiano (e non solo) da qualche anno, oltre ai ring, padroneggia anche le consolle di molti locali torinesi e tra un allenamento e l’altro continua a coltivare la sua irrefrenabile passione per la musica elettronica. Alessio Sogno, della musica ne fa una professione sin da giovane. Nel 2006 frequenta il Sae Institute di Milano e ottiene il Certificate di Produzione di Musica Elettronica. Suona chitarra, pianoforte e batteria e da qualche anno, nel suo studio, tiene anche corsi per dj, producer e artisti emergenti.

Per la prima volta un giorno senza morti da coronavirus

A Torino e in Piemonte nessuna vittima a causa del Covid 19 è stata registrata nelle ultime 24 ore. Il bollettino di eri (vedi nostro articolo in Prima pagina)  indica 16 morti  avvenute però nei giorni precedenti. E’ la prima volta dall’inizio dell’epidemia che non accade neanche un decesso nell’arco di una giornata. Un primo segno di speranza. Intanto i guariti in tutta la regione si avviano ad essere 17 mila con altri 3.616 in via di guarigione.

Torino, dopo il lockdown: la sfida del mondo dei giovani

Passeggiare oggi nel centro di Torino e percorrere alcuni suoi viali che, nel loro andamento, ricordano quelli parigini più caratterizzanti, suscita una sensazione strana.

 

Se una persona potesse, come per miracolo, astrarsi dalla dimensione temporale e venire catapultata in questo spazio, senza aver vissuto il recente passato di un lockdown durato più di due mesi trascorsi in isolamento, vivendo l’emergenza sanitaria dovuta al Covid 19, credo che percepirebbe, in egual maniera, qualcosa di diverso ed anomalo rispetto al volto abituale che una città come Torino presenta nella sua quotidianità.

Passando accanto ad una pianta di gelsomino in fiore o ad un giardinetto in cui qualche sparuto bambino gioca, sorvegliato a distanza da un genitore, o due timidi fanciulli si scambiano tenere parole su di una panchina, timorosi di tenersi per mano, si comprende che la normalità, cui si era abituati e che si dava troppo per scontata, non è ancora ritornata. E non bastano certo i negozi di lusso del centro o i coiffeur riaperti a far ritrovare il sorriso, soprattutto sul volto delle persone che non siano più adolescenti. Le si incontra per strada, alcune, magari all’ora dell’uscita dal lavoro, mentre camminano solitarie verso il tragitto di casa, altre mentre fanno movimento o running in centro (magari per cercare di mantenersi in forma o forse per esorcizzare, attraverso questa attività, paure accumulate in mesi di isolamento e di timore del contagio).

Le persone cosiddette di mezza età (anche se il termine non è, forse, quello più appropriato), penso siano, in effetti, quelle che, almeno ad osservarle camminare per strada, pur con le dovute eccezioni, quelle che appaiono meno aggregate e più preoccupate. Il sorriso lo si coglie più evidente, invece, sui volti dei giovani, spesso studenti che hanno a disposizione del tempo libero dallo studio e che ne approfittano per ritrovarsi e distrarsi per passeggiare in centro e guardare qualche vetrina.

La sfida di affrontare un evento traumatico, quale quello che è stato rappresentato dalla pandemia da Coronavirus, ha richiesto la messa in campo di energie e di capacità che in molti di noi erano nascoste e che non eravamo forse neanche così consapevoli di possedere. Tra queste soprattutto la cosiddetta “resilienza”, che ci ha posti in un atteggiamento attivo di cambiamento di fronte alle difficoltà da affrontare nell’emergenza, riorganizzandoci a partire proprio dalla quotidianità.

Oggi, nella cosiddetta Fase 2, è richiesta, soprattutto, in un periodo di graduale riapertura al mondo, ma ancora di convivenza con il virus, flessibilità e capacità di mettersi in ascolto delle proprie emozioni, senza reprimerle. In questo credo che i giovani siano molto più avvantaggiati rispetto agli adulti, perché meno strutturati in schemi preordinati di tipo sociale o borghese e più aperti, come è  tipico dell’età che stanno vivendo. Osservandoli camminare per strada, la sensazione che ho percepito è che abbiano saputo mettere in campo, pur in un momento difficile come quello che hanno trascorso nel lockdown ( di lontananza fisica dalla scuola e di lezioni online), una rinnovata capacità di relazioni umane e di solidarietà. La capacità naturale propria dei giovani e giivanissimi di creare gruppi e stare in gruppo, se sicuramente può far paura oggi in una fase 2 a molti governanti, giustamente preoccupati di far osservare il distanziamento, può essere valutata come un valore autentico di gettare ponti verso l’altro e verso il prossimo, come una sfida che oggi essi lanciano al mondo adulto che, da questo lockdown, sta uscendo più impaurito rispetto al passato e, spesso, più chiuso in se stesso e meno solidale.

Mara Martellotta

In collaborazione con http://www.pannunziomagazine.it/

(Foto: Diocesi di Torino)

Appendino e Cirio si godono le Frecce tricolori dai balconi. Ma non tollerano che il popolo guardi lo spettacolo

La regina di Torino, Maria Antonietta Appendino, e sua maestà Luigi XVI Cirio hanno ammirato dalle finestre e dai balconi dei propri palazzi l’esibizione delle Frecce Tricolori che hanno sorvolato il centro della città. E le loro maestà si sono indignate per la presenza del popolo in piazza.

Quel popolo di straccioni che è approdato nei quartieri del potere e dei potenti perché, in periferia, le Frecce non hanno offerto spettacolo…

… continua a leggere:

Appendino e Cirio si godono le Frecce Tricolori dai balconi ma non tollerano che il popolo guardi lo spettacolo

Covid – 19, raccolta fondi del Comitato Aurora

Il Coordinamento nasce da un’idea dell’Associazione Arteria Onlus sostenuta da ActionAid Italia, in collaborazione con Cecchi Point, AuroraLAB del Politenico di Torino, Centro Studi Sereno Regis e Cooperativa Labins. Aderiscono associazioni, comitati, singoli cittadini e insegnanti di Aurora che dall’inizio del lockdown si sono mobilitati per cercare di dare risposte ai bisogni della popolazione di Aurora.

 

Riceviamo e pubblichiamo – L’obiettivo è sperimentare nuove forme di collaborazione tra realtà e cittadini attivi di Aurora e Porta Palazzo, favorire lo scambio di idee, mappare i bisogni della popolazione attraverso la condivisione di informazioni tra le realtà socio-educative che partecipano al Coordinamento e in raccordo con i Servizi territoriali.

In queste settimane, diverse associazioni hanno dato sostegno alimentare e di beni di prima
necessità a più di 700 nuclei, molti con minori a carico, del quartiere Aurora e delle aree
limitrofe.

Sono stati consegnati ad alunni dell’Istituto comprensivo Torino II, 280 pacchi di materiale
didattico (libri e materiali di cancelleria) rimasto chiuso nelle scuole.

Nell’I.C. Torino II circa 700 allievi su 1100 seguono la didattica a distanza utilizzando
esclusivamente un cellulare, quasi sempre di proprietà di un genitore, e in condivisione
con altri fratelli.

Per far fronte a questi bisogni, il Coordinamento promuove l’avvio di una raccolta fondi, per
l’acquisto di beni di prima necessità destinati alle persone più fragili del quartiere, in
particolare chi non ha ancora avuto accesso alle misure di sostegno attivate dalle istituzioni
(buoni spesa, pacchi degli snodi), compresi i soggetti “invisibili”, come le persone senza
residenza e senza documenti.

Oltre che all’acquisto di cibo e beni di prima necessità – con un’attenzione ai prodotti per la
prima infanzia – i fondi serviranno anche per acquistare prodotti di cancelleria e device
tecnologici (es. connessioni internet), per facilitare l’accesso alle attività didattiche a
distanza.

La proposta gestionale del fondo vuole essere innovativa: sarà infatti un fondo comune
gestito dalle associazioni del Coordinamento in modo collegiale.

Servirà a sostenere le attività delle diverse organizzazioni che, dall’inizio dell’emergenza,
hanno riorganizzato la propria attività avviando in modo autonomo diverse iniziative di
raccolta fondi destinate all’acquisto e alla distribuzione di cibo e beni di prima necessità da
distribuire alle famiglie di Aurora.

E possibile donare sul conto corrente dedicato intestato a Associazione Fuori di Palazzo –
Banca CRS – IBAN IT79U0630501000000110158062
info: www.cecchipoint.it – coordinamentoaurora2020@gmail.com

In questo momento di grande difficoltà noi volontari, nel nostro piccolo, cerchiamo di
collaborare andando incontro alle esigenze di tante famiglie in situazione di disagio
economico nell’affrontare le problematiche quotidiane, non solo per quanto riguarda la spesa
ma anche cercando di coinvolgere la società con donazioni di materiale utile per le attività
scolastiche dei più piccoli. Denise – volontaria dello Spazio Alimentare Cecchi Point.

Grazie alla collaborazione di volontari e maestre ed alle azioni di coordinamento condotte, si
è potuto far fronte, almeno in parte, ad una situazione del tutto inaspettata che ha lasciato
alunni, famiglie ed insegnanti sospesi nell’isolamento e privi, molto spesso, di riferimenti e
risorse. L’intervento (…) ha fatto sì che a moltissime famiglie e bambini del territorio
provenissero aiuti di vario genere. È stato possibile recuperare e recapitare i libri scolastici e
reperire fondi e strumentazioni per le famiglie prive di devices (per la didattica online).
Liliana Bono – insegnante di Scuola Primaria presso ICTorino2.

PARTECIPANTI AL COORDINAMENTO:
Casa del Quartiere Cecchi Point, Fondazione di Comunità Porta Palazzo, Arteria,
Educadora, Eco dalle Città, Ufficio Pastorale Migranti, ASAI, Camminare Insieme,
Associazione Pakistan Piemonte, ACFIL , Panafricando, Mosaico, Associazione Islamica
delle Alpi, Comitato CCQA, AuroraLAB – Politecnico di Torino, Piemondo – progetto VivoIn –
Rete di Comunità Barriera/Aurora, Comitato Oltrelabarriera, CasArcobaleno, insegnanti delle
scuole del quartiere, Almaterra, ARQA, Zhi Song, Fondazione UCI, Collettivo Ultramondo,
Bricocenter Via Cigna, Eatnico, YEPP Porta Palazzo, coabitazione Sorgente – Acmos,
Comunet Officine Corsare, Frati Madonna di Campagna, Spazio Alimentare del Cecchi
Point, Fuori di Palazzo, Officine Creative Torino, QuintaTinta, Videocommunity, Tekhnè,
Associazione Gambiani Torino, Orizzonti in Libertà – Casa Umanista