Tutto ebbe inizio nel 1871 quando a Torino s’inaugurò la prima sede della Società protettrice degli animali, diventata nel tempo Ente nazionale protezione animali (Enpa).
Per riassumere la sua lunga storia il Consiglio regionale patrocina la mostra 150 anni di protezione degli animali: excursus storico e legislativo, realizzata dall’Enpa e allestita nelle vetrine dell’Urp di via Arsenale 14, a Torino, dall’8 novembre al 7 dicembre.
“Un’occasione – afferma il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia – per conoscere e approfondire, attraverso documenti e immagini, la storia di un’associazione che, nata un secolo e mezzo fa nel capoluogo subalpino su impulso di Giuseppe Garibaldi, mette in evidenza le componenti storiche, giuridiche e culturali della tutela dei diritti degli animali in Italia e in Piemonte”.
Attraverso una serie di pannelli – infatti – vengono rievocati i tempi gloriosi in cui Giuseppe Garibaldi, con una lettera spedita da Caprera il 1° aprile 1871 e indirizzata all’amico Timoteo Riboli, medico frenologo di Torino, esortò a dare il via a una società che potesse ambire a realizzare, anche nel campo della difesa degli animali, quella “unità d’Italia” che l’eroe dei due mondi aveva contribuito in modo determinante a realizzare sul piano politico. Pur avendo agito su impulso della nobildonna inglese Anna Winter, componente della Reale Società per la prevenzione della crudeltà verso gli animali (Rspca) indignata per il cattivo trattamento verso gli animali in Italia, è noto che Garibaldi amava gli animali e ne possedeva in quantità considerevole. Vengono poi ripercorsi i momenti dell’inaugurazione della prima sede dell’Associazione, al primo piano di via Accademia Albertina 29, a Torino, con la nomina di Garibaldi e Winter a presidenti onorari e i momenti salienti che hanno punteggiato la sua storia per il riconoscimento dei diritti degli animali, a cominciare dall’approvazione della prima legge italiana per la tutela degli animali nel 1913.
“Dopo 150 anni – ricorda il presidente del Consiglio nazionale e della sede torinese Enpa Marco Bravi – i diritti degli animali sono migliorati notevolmente, ma c’è ancora molto da fare. Ogni conquista è stata e sarà possibile grazie all’impegno quotidiano, gratuito e disinteressato, di migliaia di volontari”.
Per questo, venerdì 19 novembre alle 18.30 nella Sala Albertina di via Giolitti 21, a Torino, alla presenza delle autorità cittadine, verranno ripercorsi i momenti storici rievocati dalla mostra e premiati, con le medaglie celebrative del 150° Enpa, persone che in questi anni si sono distinte nell’impegno a favore della tutela degli animali e dell’ambiente.
Con oltre 200 sedi e più di 3.000 volontari operativi sull’intero territorio nazionale, l’Enpa svolge la propria attività in tutti i settori legati alla tutela, al benessere e alla protezione degli animali. Organizzato in coordinamenti regionali e sezioni, è una Onlus che non riceve finanziamenti governativi ma opera solo grazie all’aiuto di chi condivide le sue finalità.

Doppia inaugurazione nei giorni scorsi alla “GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea” di Torino. Con la prima si é inteso presentare il nuovo allestimento delle Collezioni permanenti del “Contemporaneo” alla luce di un rafforzato percorso che mette in mostra 56 opere (molte delle quali mai esposte negli ultimi anni, se non per brevi periodi) a firma di 33 grandi artisti di diverse generazioni, appartenenti alla più blasonata scena artistica dell’avanguardia internazionale: dalla serba naturalizzata statunitense Marina Abramovic, la “nonna della performance art” (sua autodefinizione), al sudafricano William Kentridge, al cubano Kcho, fino al britannico Liam Gillick, solo per citarne alcuni. La seconda, dal titolo “Luigi Ontani. Alam Jiwa & Vanitas”, ha invece focalizzato l’attenzione su oltre 130 opere su carta alle quali l’artista settantottenne di Vergato ha rimesso mano negli ultimi due anni. La personale di Ontani, visitabile fino al 30 gennaio del prossimo anno, a cura di Elena Volpato, è un “meraviglioso” gioiello di istrionica fantasia che non poteva che trovare spazio nella “Wunderkammer” del Museo di via Magegenta.
coerentemente nei decenni successivi, come già dimostrato con la mostra “Strangers. Tra informale e pop dalle collezioni GAM”, realizzata nel 2012. Non solo. Se infatti, fino a pochi decenni fa, era normale, in certo senso, aprirsi in primis all’arte parigina e a quella americana, negli ultimi 25-30 anni nella collezione GAM sono altresì entrate, accanto ad opere di provenienza europea, altre arrivate da culture e linguaggi espressivi estremamente diversi – dalla Cina, da Cuba e dall’Africa ad esempio – ormai itineranti e ampiamente accolte nel più sofisticato circuito artistico globale.
Con “Alam Jiwa & Vanitas” Luigi Ontani porta in mostra 130 opere su carta, che sono una rivisitazione pittorica di disegni a china realizzati fra gli anni Ottanta e Novanta: un affascinate “microcosmo intriso del suo immaginario”, cui già ci aveva abituato con i celebri “tableaux vivants” e con la “Stanza delle Similitudini”. Qui si aggiungono estranianti elementi di “sacro” e “profano”, cui non poco deve avere influito il suo ritiro a Bali durante il periodo del lockdown. “Anche questa mostra – scrive Elena Volpato – è un ambiente-mondo attraversato da un’unica ghirlanda allegorica di innumerevoli figure e significati, sacri e profani, della cultura d’Oriente e d’Occidente”. Il tutto sotto il segno della “Natura dell’anima” (come recita il titolo dal balinese) e della “Vanità”. Segni da scoprire “come una cifra nascosta, tra le sinuose linee dell’opera di Ontani”.





