La catena di megastore specializzata in fashion e home, apre a Torino il 5° megastore in città, il 13° in Piemonte.

Per l’apertura del nuovo punto vendita il Gruppo ha curato nei mesi scorsi importanti lavori di riqualificazione dell’immobile che precedentemente ospitava un outlet di Cisalfa. Sviluppato su una superficie di vendita di 2500 mq il nuovo negozio propone le merceologie del settore fashion e del settore home. Il progetto del nuovo punto vendita ha permesso l’assunzione di nuove risorse.
“Con Corso Peschiera a Torino rafforziamo notevolmente la nostra presenza su un territorio strategico per noi, il Piemonte è la regione che ad oggi conta il maggior numero di megastore Max Factory in Italia. La nostra formula riassunta dal claim “shopping facile e di tendenza” ci sta premiando, la clientela ci sceglie conquistata dalla validità dell’offerta, prodotti di marca, di qualità a prezzi estremamente vantaggiosi. Con l’inaugurazione del nuovo megastore a Torino, chiudiamo l’intenso programma di aperture previsto per quest’anno che ci ha visti impegnati in un’attività di sviluppo che ha permesso la realizzazione di 5 nuovi punti vendita in totale a livello nazionale. Oggi ne contiamo in tutto 36” commenta Stefano Giorgetti, Direttore Generale Max Factory.
Il nuovo megastore Max Factory di Torino esprime il concept architettonico e decorativo ideato nel 2019, proponendo codici di layout, comunicazione in store e offerta dei negozi della catena uniformi per tutti i punti vendita.
Le merceologie proposte spaziano dal settore della casa a quello fashion, con particolare focus sui casalinghi, sulla cartoleria, sul tessile e sulla decorazione. L’obiettivo del Gruppo è di creare un’esperienza di shopping unica, razionale, soddisfacente e immediata, con un’attenzione particolare nei confronti del cliente a cui sono offerti i migliori prodotti al miglior prezzo.
La formula Max Factory valorizza il concetto di “one stop shot” offrendo una varietà di prodotti che coprono la quasi totalità delle esigenze delle famiglie, attraverso un’ampia varietà di prodotti di marca nell’abbigliamento, nelle calzature, nella valigeria, per quanto riguarda il comparto fashion e nelle stoviglie, pentole, materiale elettrico, per esempio, nel settore home. Ampia l’offerta di prodotti di marca come Agnelli, Tognana, Ballarini, Givova, Ariete, Delonghi – per citarne alcuni del settore Home e Leone, Givova e Nasa per la parte Fashion.
Lo store di Torino, Corso Peschiera dispone di un ampio parcheggio sotterraneo e di 50 posti auto.
Max Factory
Nato nel 2005, il Gruppo Max Factory è oggi presente in Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio e Veneto con più di 30 store di abbigliamento e articoli per la casa, ciascuno con una superficie media di 3000 mq.
Gli store sorgono nelle province di Como (5 punti vendita), di Milano (2), di Monza e Brianza (2), di Lecco (1), di Novara (2), di Bergamo (1), di Reggio Emilia (1), di Verbania (1) e di Verona (1), oltre che in città come Pavia (2), Torino (5), Alessandria (1), Asti (1), Brescia (1), Piacenza (1), Roma (3). A queste si aggiungono le ultime aperture di Nichelino (TO), di Trecate (NO), Rottofreno (PC), Madignano (CR), San Michele all’Adige (TN) e Nichelino Via Martiri per un totale di 36 store sul territorio nazionale.
Il Gruppo prevede di presidiare il territorio nazionale con oltre 50 punti vendita entro il 2025.
Max Factory offre una selezione accurata di prodotti per tutta la famiglia, abbigliamento uomo, donna e bambino, casalinghi e articoli per la cucina, decorazione della casa, tessile, cartoleria, pet, giocattoli e bricolage. La filosofia del Gruppo è scegliere prodotti di qualità offrendoli al miglior prezzo ai propri clienti. Tra gli obiettivi a breve termine, quello di aumentare costantemente l’offerta con una quota di prodotti italiani fino al 70%.
Per la prima volta si è tenuto a Torino il Premio di Poesia dedicato alla poetessa torinese Maria Luisa Spaziani, promosso dalla casa editrice Gian Giacomo Della Porta Editore. La giuria era presieduta dallo scrittore e poeta romano, che vive attualmente a Varese, Silvio Raffo. La cerimonia di Premiazione si è tenuta presso la Sala Conferenze dell’Istituto San Giuseppe, in via San Francesco da Paola 23.
La cerimonia, accanto alla premiazione degli autori delle opere vincitrici, ha ottenuto ampio consenso per la lectio magistralis tenuta dal poeta e scrittore Silvio Raffo, autore di libri di successo, tra cui il romanzo “La voce della pietra”, che è stato trasposto a Hollywood nel film omonimo, interpretato da Emilia Clarke e Remo Girone.
Ad aprire il percorso é espositivo un imponente elefante bianco compostamente seduto davanti a un giovane monaco in preghiera con gli occhi fissi su un libro aperto, tenuto fra le mani. E’ l’“Omaggio a Colbert”, in polistirolo e resina, realizzato dallo scultore bresciano Stefano Bombardieri, al quale si deve l’onore e l’onere di fare da apripista – con un’opera simbolo di buon augurio e capacità di rimuovere eventuali ostacoli – alla rassegna di stupefacente godibilità sotto l’aspetto estetico, ma anche sotto quello di creativa e pervasiva (oltre ogni limite) narrazione, ospitata con il titolo di “Animali a corte” nei “Musei Reali” di Torino, con la curatela di Stefania Dassì e Carla Testore, fino al prossimo 16 ottobre. Venticinque le installazioni presentate a firma di sedici artisti italiani, in parte torinesi, sapientemente allocate fra il “Palazzo” e i “Giardini Reali”, la “Galleria Sabauda” e l’“Armeria”. Inserita all’interno del più ampio progetto “Vite sulla Terra”, iniziato a dicembre 2021 con l’esposizione “Animali dalla A alla Z. Una mostra dedicata ai bambini”, l’intento è quello di portare l’attenzione del pubblico di ogni età sulle molteplici forme di vita che abitano il Pianeta. E in particolare sugli animali. Il tutto a briglia sciolte. Con piena libertà di volo concessa ad abilità tecniche e a sfoghi d’immaginazione creativa da parte di artisti (di alto e altissimo livello) che, in tal senso, hanno sempre fatto ruotare i congegni e le più singolari “trovate” del loro lavoro. “La mostra intende premiare – spiega Enrica Pagella, direttrice dei “Musei Reali” – la creatività degli artisti che si sono formati e hanno iniziato la propria carriera in Italia, per arrivare fino alla fama internazionale, dando loro l’opportunità di mostrare il proprio lavoro in un contesto di prestigio e a una platea vasta e variegata, per avvicinare nuove fasce di pubblico all’ambito della creatività contemporanea, rimasta molto isolata negli ultimi due anni di pandemia”. Attenzione, dunque. Superato l’innocuo ostacolo del grande elefante bianco (già presentato da Bombardieri alla 52^ Biennale di Venezia) il percorso, una sorta di plastico bizzarro divertissement, vi proporrà, nella “Sala dei Corazzieri”, la scenetta degli “Struzzi” che ballano fra loro. A grandezza naturale e realizzati dal saluzzese Nicola Bolla, nientepopodimenoche con carte da gioco, cartapesta e metallo.
Intendasi ciò che si vuole. Il gioco è totalmente libero. Siete stanchi? Niente di meglio della “Panchina Alveare” in bronzo della romana Jessica Carroll, collocata nel “Boschetto del Giardino del Duca”. Nessuna paura. Le api di Jessica non pungono. A completare il tour per questo strano “zoo silenzioso e statico”, il varano di Michele Guaschino, bestiaccia che simbolicamente dilania “La verità che esce dal suo pozzo” quadro del francese fervente anti-impressionista Jean-Léon Gérome (1896), e il “Passo delle balene”” di Paolo Albertelli e Marigrazia Abbaldo, insieme ai “Bachi di Setola”di Pino Pascali e alle “ombre” della volpe e della lepre di Fabrizio Cornelli, accompagnate alla “Kimera” del torinese Diego Dutto e al “Cavalluccio marino” di Nazareno Biondo. Vedere per credere!