CRONACA- Pagina 5

Le strade del Giro d’Italia ancora protagoniste

Rese famose in tutto il mondo dal passaggio del Giro d’Italia al Colle delle Finestre e sulla strada che conduce al Colle del Nivolet, le strade d’alta quota gestite dalla Città metropolitana di Torino saranno ancora una volta protagoniste di una stagione turistica estiva che promette di essere positiva per le vallate alpine che fanno da corona al capoluogo. Ogni anno il Dipartimento Viabilità e Trasporti, attraverso le Direzioni Viabilità 1 e 2, della Città metropolitana investe ingenti risorse finanziarie e umane e impegnano numerosi mezzi meccanici per la pulizia e il ripristino delle carreggiate.
🚧Sulla Strada Provinciale 50 del Colle del Nivolet, teatro di una suggestiva tappa del Giro d’Italia 2019 con arrivo ai piedi della diga del Serrù, le operazioni di sgombero della neve sono in corso. La strada è stata liberata sino alla diga del Serrù, ma deve ancora essere messa in sicurezza. La riapertura sino al Km 11+550 dovrebbe avvenire a metà della prossima settimana. Nel tratto dalla diga del Serrù al Km 18+400 e ai 2612 metri del Colle del Nivolet la fresa della Città metropolitana è ancora in azione, per affrontare un manto nevoso consistente e maggiore rispetto alla primavera del 2023. La data della riapertura totale della Provinciale 50 dipenderà dallo stato di avanzamento dei lavori.In Valle di Susa sono in corso le operazioni per consentire la riapertura nel quarto fine settimana di giugno della Strada Provinciale 172 del Colle delle Finestre, dove sabato 24 agosto si concluderà il Tour de l’Avenir (Facebook Città metropolitana di Torino)

🔗http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/comunicati/viabilita/stradecittametroto-al-via-la-stagione-delle-strade-di-alta-quota-il-punto-sulle-riaperture

Evasione lampo di detenuto ammesso al lavoro esterno

AOSTA – Evasione lampo, sabato, di un detenuto della Casa circondariale di Aosta, ammesso al lavoro all’esterno del carcere. A dare la notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, per voce del segretario di Aosta Massimo Chiepolo: “Sabato il detenuto, ammesso a lavorare all’esterno del carcere ai sensi dell’articolo 21 dell’Ordinamento penitenziario, non ha fatto rientro in Istituto al termine del turno lavorativo presso la ditta per cui lavorava. Immediatamente, il Direttore allertava tutto il personale presente e fuori servizio ed iniziava la ricerca dell’evaso. Quest’ultimo veniva rintracciato e bloccato. L’evaso riusciva a divincolarsi e fuggire a bordo di un’auto di proprietà del datore di lavoro. Veniva subito inseguito e tratto in arresto presso un locale del posto, mettendo così fine alla rocambolesca fuga del fuggitivo”. Chiepolo esterna “il pubblico ringraziamento del SAPPE ai poliziotti intervenuti che, come sempre, hanno dimostrato grande senso del dovere ed elevata professionalità”.

Per Donato Capece, segretario generale del SAPPE commenta: “Bravissimi i colleghi di Aosta, ma la grave vicenda porta alla luce le priorità della sicurezza (spesso trascurate) con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria della Nazione. Anche questa evasione lampo è la conseguenza dello smantellamento, negli anni, delle politiche di sicurezza dei penitenziari. Smembrare la sicurezza interna delle carceri con vigilanza dinamica, regime aperto ed assenza di Polizia Penitenziaria favorisce inevitabilmente gli eventi critici, che sono costanti e continui”, prosegue il sindacalista, per il quale “servono regole ferree per ristabilire ordine e sicurezza nelle carceri, attuando davvero quella tolleranza zero verso i detenuti violenti che, anche in carcere, sono convinti di poter continuare a delinquere nella impunità assoluta! Qui serve, forte ed evidente, la presenza dello Stato, che non può tollerare questa diffusa impunità, e servono provvedimenti urgenti ed efficaci!”, conclude Capece.

 

Intelligenza Artificiale e nuove competenze, incontro alle Ogr

Che impatto avrà l’IA sulla nostra società e quali strategie si possono mettere in campo per realizzare una transizione digitale inclusiva? Se ne parlerà  martedì 11 giugno, alle ore 11, alle OGR di Torino, all’incontro “Italia comunità digitale. Intelligenza Artificiale e nuove competenze”, organizzato dalla Consulta delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e della Liguria e promosso da Acri – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio con il Fondo per la Repubblica Digitale.

 

Porteranno i saluti Marco Gilli, Presidente della Consulta delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e della Liguria e Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo e, Giovanni Azzone, Presidente Acri e Chiara Foglietta, Assessora all’innovazione del Comune di Torino. Interverranno: Fabio Pammolli, Presidente AI4industry – Fondazione per l’Intelligenza Artificiale; Barbara Caputo, Direttrice AI-Hub del Politecnico di Torino e presidentessa Focoos AI; Valeria Sandei, Amministratore delegato di Almawave.

 

Seguirà la tavola rotonda dal titolo “AI e società: per una transizione digitale inclusiva” con Giovanni Fosti, Presidente Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale; Alessandro Vespignani, Presidente Fondazione ISI; Emanuela Girardi, Presidente PopAI; Fabio Ciravegna, Professore ordinario Dipartimento di Informatica Università degli Studi di Torino; Giorgio Metta, Direttore scientifico Istituto Italiano di Tecnologia.

 

L’incontro sarà moderato dal giornalista Andrea Signorelli.

 

Foto Paolo Properzi

Donna muore improvvisamente mentre lavora nel proprio bar

E’ morta all’improvviso per un infarto Graziella D’Avenia titolare di un bar  di Verrua Savoia. La donna, deceduta mentre stava lavorando, aveva 61 anni. Lascia  un figlio, il marito, il papà e il fratello. Grande costernazione e dolore nella comunità locale.

Pioggia rossa sulle auto a Torino

Nel pomeriggio di ieri e anche stamane a Torino dopo la pioggia, le auto parcheggiate sembravano cosparse di sabbia. La causa è la nube di pulviscolo di diatomite, sostanza proveniente dal sud deserto del Sahara. La nube ha lasciato traccia in modo particolare sui veicoli posteggiati.

Bogotà, tentato scippo a poliziotto piemontese: i colleghi fermano il ladro

Tre poliziotti di Alessandria erano a Bogotà per il rimpatrio di un colombiano colpito da un provvedimento di espulsione. Mentre si trovavano liberi dal servizio e in attesa di ritornare in Italia hanno arrestato uno scippatore. In centro città a uno dei tre agenti veniva sottratta una collanina d’oro che aveva al collo. Con i colleghi, ha inseguito il rapinatore e lo ha immobilizzato. Poi è intervenuta anche la polizia colombiana che ha arrestato l’uomo.

Schianto tra auto e Tir. Morto 31enne, due feriti

In un incidente stradale avvenuto sull’A26 in direzione Gravellona Toce, nel territorio di Biandrate in provincia di Novara è morto un 31enne. Si sono scontrati un’auto e un tir. Sul posto  i vigili del fuoco di Novara e di Vercelli le ambulanze del 118 e la  polstrada. Tre le persone ferite: una, un 31enne, è deceduto  sul posto, nonostante il tentativo dei sanitari di rianimarlo.

TAC! Centro giovani a Baldissero

È stato inaugurato  il nuovo Centro Giovani di Baldissero, TAC! – Tecnologia Arte Cultura, in via Martiri della Libertà 3.

Si tratta della conclusione di un percorso iniziato lo scorso anno con l’invito a tutti i giovani del paese a compilare un questionario online, dove esprimere le proprie esigenze e i suggerimenti per un coinvolgimento efficace nella vita di Baldissero.

Dopo mesi di proficuo dialogo con l’Amministrazione Comunale è nata l’idea del Centro Giovani TAC!

Tanti  i ragazzi presenti e coinvolti e tanti i progetti in partenza: aule studio, cineforum, spazio musicale e laboratori di pittura.

“Grazie all’Associazione Volontari Baldissero AVB e in particolare ai suoi giovani associati, per aver dato vita a questo centro aggregativo importante per Baldissero ma anche per I paesi limitrofi.”, così su Facebook del Comune di Baldissero.

Dimostranti pro Palestina invadono i binari di Porta Nuova e bloccano la circolazione dei treni

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Treni bloccati alla stazione di Porta Nuova a Torino per l’occupazione  da parte di manifestanti Pro Palestina che sono entrati nella zona dei binari forzando i cancelli laterali in via Nizza.

Fs comunica che i treni Alta Velocità, Intercity e Regionali possono subire ritardi. Le forze dell’ordine stanno intervenendo per permettere ai treni di ripartire.

I manifestanti hanno compiuto il gesto dimostrativo dopo aver partecipato a un corteo pro Palestina  per le vie del centro storico di Torino.

Nel corso del corteo i dimostranti hanno bruciato le bandiere dell’Europa, degli Stati Uniti e di Israele e imbrattato un’agenzia bancaria di Intesa Sanpaolo.

Sfonda la porta e lancia televisore contro la moglie: 30 anni di maltrattamenti

La Polizia di Stato ha arrestato un cittadino italiano di 60 anni residente a Novara con a carico precedenti di polizia e già sottoposto per altri motivi ad obbligo di presentazione alla p.g., in quanto gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti e lesioni nei confronti della moglie e della figlia sin dal 1993.

Nello specifico, l’uomo sottoponeva le predette a reiterate condotte vessatorie e violente, sia fisiche che verbali, cagionando loro lesioni e un profondo stato di sofferenza. Era solito ingiuriarle con svariati insulti che hanno subito nel tempo un’escalation in termini di frequenza fino a giungere ad una cadenza pressoché quotidiana.

Oltre alle ingiurie l’uomo minacciava la moglie con frasi quali: “darò fuoco alla casa, la farò saltare per non lasciare niente e ti farò fuori”. Le minacce le venivano rivolte soprattutto in corrispondenza del giorno in cui la donna percepiva lo stipendio nonché nei weekend. L’uomo, infatti, secondo quanto dichiarato dalle vittime, soffriva di crisi di astinenza dovute al consumo di sostanze stupefacenti nel corso delle quali era solito danneggiare muri, porte e finestre e, in assenza di denaro, lo pretendeva costantemente dalla coniuge fino ad assillarla anche sul luogo di lavoro.

Le richieste di denaro venivano avanzate anche nei confronti della figlia durante il periodo di convivenza con la coppia.

In una occasione, aggrediva fisicamente la moglie lanciandole addosso un televisore, pretendendo che la stessa allontanasse da casa la figlia. La donna, a quel punto, si rifugiava al piano superiore dell’abitazione ed il marito la raggiungeva cercando di sfondare la porta a martellate.

In un’altra occasione a seguito del rifiuto della moglie di consegnargli un farmaco e del denaro tentava di appropriarsi del portafogli di quest’ultima afferrandola per la gola, scaraventandola sul letto e colpendola con una testata.

Gli interventi della Polizia di Stato effettuati presso l’abitazione e sul luogo di lavoro hanno consentito, assieme alle dichiarazioni delle vittime e agli altri elementi raccolti dalla Squadra Mobile, di delineare un quadro di maltrattamenti perdurante nel tempo a cui la misura cautelare eseguita ha potuto porre fine.

L’indagato si trova ora ristretto presso la Casa Circondariale di Novara a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Sempre nella stessa giornata la Squadra Mobile dava esecuzione all’ordinanza del divieto di avvicinamento alla persona offesa con applicazione del braccialetto elettronico emessa dal Tribunale di Novara nei confronti di un uomo di nazionalità marocchina di 47 anni residente a Novara con un solo precedente per lesioni personali, in quanto gravemente indiziato del delitto di minaccia aggravata nei confronti della ex moglie.

Nello specifico l’uomo nonostante la separazione dalla donna non riusciva a staccarsi dalla stessa e in ragione di questo le mandava costantemente messaggi minacciandola anche di morte e si presentava sotto la sua abitazione ingenerando nella donna un crescente stato di ansia anche perché i due avevano due figlie minorenni.

Nell’ultimo episodio l’uomo si presentava a tarda sera sotto casa della donna minacciandola verbalmente per poi allontanarsi e continuando a mezzo messaggi inviati sul telefono della donna.

Anche in questo caso gli interventi della Polizia di Stato effettuati presso l’abitazione hanno consentito, unitamente alle dichiarazioni delle vittime e agli altri elementi raccolti dalla Squadra Mobile, di delineare un quadro di evidenziare immediatamente la pericolosità del soggetto, le cui condotte iniziavano ad incidere grandemente nella vita della donna e dei figli minorenni.
(Questura di Novara)