CRONACA- Pagina 209

Madonna di Campagna, ruba portafoglio a un anziano: arrestato

La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un cittadino marocchino di ventisette anni per furto con strappo.

Nelle scorse ore, una Volante del Comm.to “Madonna di Campagna”, transitando in prossimità di piazza Conti di Rebaudengo, notava un anziano in difficoltà che indicava un giovane nelle vicinanze.

Quest’ultimo, alla vista della pattuglia di polizia, fuggiva in direzione di via San Germano e cercava di far perdere le proprie tracce, correndo a “zig zag” per le vie adiacenti.

Dopo un breve inseguimento appiedato, il ventisettenne veniva definitivamente fermato: nelle sue mani i poliziotti rinvenivano del denaro, poc’anzi sottratto dal portafogli dell’anziano.

La Procura della Repubblica ha richiesto e ottenuto la convalida dell’arresto, disponendo per il giovane la misura dell’obbligo di presentazione quotidiano alla P.G.

Avathor one, il futuro della mobilità inclusiva

Il 25 Settembre a Brescia, la società AVATHOR e RJ45 impresa sociale che si occupa di inserimenti lavorativi di persone fragili, promuovono un incontro con le Istituzioni e le Associazioni del territorio bresciano, dove si approfondirà il tema della mobilità sostenibile ed inclusiva per le persone con difficoltà motorie.

Avathor Srl, con il suo progetto di veicolo elettrico Avathor One, rappresenta la soluzione alla libertà di movimento. L’azienda, nata con la missione di contribuire fattivamente a ridurre le barriere alla mobilità, sta lavorando per rendere Avathor One disponibile non solo agli utenti con problematiche motorie ma anche alle istituzioni, associazioni e società che vogliono rendere la mobilità per tutti un diritto.

In collaborazione con Italdesign SpA, Avathor Srl ha reso possibile una nuova visione della mobilità, dove indipendenza, tecnologia e sostenibilità si fondono per creare un futuro più accessibile per tutti, migliorando la qualità della vita e offrendo un’esperienza di trasporto senza barriere.

RJ45, partner di Avathor Srl, è una realtà che lavora a supporto delle comunità e in partnership con diverse aziende sul territorio, per promuovere nuove strategie di crescita economica attraverso l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità.

Lo scopo della tavola rotonda con istituzioni ed associazione locali è quello di creare e realizzare un progetto concreto che possa essere un modello funzionante di ottimizzazione delle varie soluzioni tecniche, scientifiche al servizio della popolazione, con un più efficiente uso delle risorse economiche a disposizione.

Poste Italiane ha attivato un nuovo ATM Postamat a Salassa

Gli ATM Postamat sono dotati di una tecnologia di ultima generazione con funzionalità touch e processore che velocizza le operazioni di prelievo o pagamento e consentono di effettuare operazioni di prelievo di denaro contante (fino ad un massimo di 600 euro al giorno e 2.500 euro al mese), interrogazioni su saldo e lista dei movimenti, ricariche telefoniche e di carte Postepay, accanto al pagamento delle principali utenze e dei bollettini di conto corrente postale.

I nuovi Postamat di ultima generazione possono essere utilizzati dai correntisti BancoPosta titolari di carta Postamat-Maestro e dai titolari di carte di credito dei maggiori circuiti internazionali, oltre che dai possessori di carte Postepay. Gli sportelli sono anche dotati di monitor digitale ad elevata luminosità e di dispositivi di sicurezza innovativi, tra i quali una soluzione anti-skimming capace di prevenire la clonazione di carte di credito e un sistema di macchiatura delle banconote.

L’ufficio postale di Via Giacomo Matteotti 10 è a disposizione dei cittadini con il consueto orario: dal lunedì al venerdì dalle ore 8.20 alle ore 13.45 ed il sabato fino alle 12.45.

Riboldi: “2026, un nuovo modello di 118”

Al Grattacielo Piemonte l’assessore alla Sanità Federico Riboldi e il direttore generale di Azienda Zero hanno incontrato le Rappresentanze Sindacali regionali del comparto e della dirigenza sanitaria per l’esame e la valutazione congiunta di possibili evoluzioni del modello organizzativo che interessa il 118.

Molti gli spunti di riflessione sull’attuale modello e sulle ipotesi di soluzione: si è concordato di definire a breve un cronoprogramma con il dettaglio delle attività necessarie oggetto di discussione, come le modalità di riorganizzazione, la gestione giuridica ed economica, e le procedure necessarie per attuarlo.

L’obiettivo, giungere a un passaggio delle risorse per una gestione unitaria di Azienda Zero a fine 2026. Questi mesi serviranno, quindi, per dare sicurezza e continuità al sistema piemontese che ad oggi è un’eccellenza a livello regionale. Il confronto con le organizzazioni è servito e servirà a definire tutti i passi necessari per raggiungere tale obiettivo.

«Ringraziamo le organizzazioni sindacali per la collaborazione nella definizione di un nuovo modello organizzativo del 118 e crediamo che il tempo che ci siamo dati sia da sfruttare al meglio per gestire tale transizione, a tutela di tutto il personale che ogni giorno offre uno dei servizi principali della nostra sanità», dichiarano l’assessore alla sanità Federico Riboldi e il direttore generale di Azienda Zero, Adriano Leli che proseguono – “Riteniamo che un modello partecipato come quello che abbiamo proposto ieri possa essere la soluzione per un tema che, ricordiamo, da moltissimi anni è al centro del dibattito e che abbiamo deciso, insieme alle altre grandi evoluzioni messe in campo in questi mesi, di non esitare nel prendere in mano.

Il confrontarci con le forze sindacali e ascoltare le proposte, pensiamo sia un modo giusto di procedere, dispiace che qualcuno non apprezzi questo meccanismo partecipativo, sicuramente se facessimo il contrario imponendo decisioni calate dall’alto, la protesta sarebbe ugualmente vibrante.”

Manifestanti pro Pal bloccano i binari di porta Susa

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Oggi pomeriggio  a Torino un corteo di manifestanti pro Palestina ha raggiunto la stazione ferroviaria di  Porta Susa. Sui binari ha bloccato un convoglio e ha scritto sui muri della stazione ‘Morte al sionismo’ e altre frasi contro Israele. Tra le prime reazioni politiche quella della Lega:

“Inaccettabile” dichiarano i deputati torinesi Elena Maccanti, anche consigliere in Sala Rossa, e Alessandro Benvenuto.

“Quanto sta accadendo questa sera a Torino, dove un gruppo di manifestanti ha occupato i binari della stazione di Porta Susa, bloccando la circolazione ferroviaria e causando pesanti disagi a pendolari, lavoratori e studenti, è inaccettabile.
I manifestanti hanno, addirittura, sfondato una vetrata. Non esiste alcuna giustificazione politica o ideologica che legittimi l’interruzione di un servizio pubblico essenziale e gli atti violenti. Bloccare le infrastrutture del Paese è un atto illegale, che pregiudica il ritorno a casa di lavoratori, studenti e pendolari.
Con il decreto sicurezza, siamo già intervenuti per prevenire e sanzionare simili comportamenti e non permetteremo che si ripetano.
Come ha ricordato oggi il Ministro Matteo Salvini, non può essere accettata l’idea che, nel nome del diritto a manifestare, si sfoci nella violenza, nel disordine e nell’attacco alle forze dell’ordine. Non lo permetteremo”.

Prima volta in Italia: Città della Salute automatizza analisi spettrometria di massa

La Città della Salute e della Scienza di Torino è il primo Centro di assistenza sanitaria pubblica in Italia ad utilizzare la nuova soluzione per le analisi effettuate con la spettrometria di massa, presso il laboratorio di analisi di Biochimica Clinica dell’ospedale Molinette (diretto dal professor Giulio Mengozzi). Questa nuova soluzione, sviluppata da Roche Diagnostics, semplifica e automatizza il flusso di lavoro, dalla preparazione dei campioni all’interpretazione dei risultati, migliorando l’efficienza del laboratorio. Ciò si traduce in un notevole miglioramento della produttività e dei tempi di risposta, con risultati dei test disponibili più rapidamente (disponibili in meno di 40 minuti). Inoltre, un flusso di lavoro completamente automatizzato e standardizzato, in grado di funzionare 24/7, consente al laboratorio di fornire test di importanza critica in aree come la terapia intensiva.

L’innovazione nella spettrometria di massa portata dalla nuova soluzione e la sua introduzione nella pratica clinica di routine può tradursi in un importante contributo alla migliore assistenza di determinate categorie di pazienti, poiché consente di ricevere un supporto decisionale e clinico accurato e rapido.

La spettrometria di massa è una tecnologia consolidata nella ricerca clinica e accademica e sta diventando sempre più il “gold standard” diagnostico per la gestione di specifiche categorie di pazienti. Viene usata in varie situazioni cliniche tra cui: monitoraggio delle terapie con antibiotici per supportarne l’uso efficace e responsabile, monitoraggio terapeutico dei farmaci, monitoraggio degli immunosoppressori per prevenire il rigetto post-trapianto e minimizzare gli eventi avversi, analisi delle sostanze di abuso, misurazione degli ormoni steroidei in endocrinologia e analisi di piccole molecole come vitamine, peptidi e marcatori proteici.

Nonostante la sua precisione e sensibilità, la diffusione della spettrometria di massa oggi è ancora limitata a unità altamente specializzate in quanto esistono ostacoli concreti alla sua adozione nei laboratori clinici di routine, tra cui l’elevata complessità operativa dei flussi di lavoro, della gestione e refertazione dei risultati, che richiede personale di laboratorio altamente specializzato per la corretta esecuzione; i tempi di preparazione ed elaborazione lunghi, non adatti alla gestione di campioni urgenti che può verificarsi nella normale attività di routine di un laboratorio clinico; la bassa standardizzazione dei risultati sia all’interno del singolo laboratorio sia tra laboratori diversi.

Rispondendo alle sfide che attualmente gli operatori sanitari si trovano ad affrontare, la nuova soluzione per la spettrometria di massa adottata dall’ospedale Molinette ha il potenziale per rivoluzionare il modo in cui questa tecnologia verrà utilizzata in futuro, portando benefici per i pazienti, per i professionisti di medicina di laboratorio e per il sistema sanitario in generale. Questo sistema automatizzato migliora la standardizzazione delle analisi in spettrometria di massa per il laboratorio di routine, garantendo al contempo elevata produttività, completa tracciabilità del processo analitico e tempi di refertazione tempestivi per una corretta gestione dei pazienti. L’automazione e la semplificazione dell’intero flusso di lavoro riducono il tempo dedicato alle fasi, spesso manuali, finora necessarie, consentendo al personale di laboratorio di concentrarsi su attività di validazione scientifica e ricerca.

Il processo automatizzato, standardizzato ed integrato nella spettrometria di massa introdotto con la nuova soluzione presso la Città della Salute e della Scienza di Torino potrà supportare significativamente il processo decisionale clinico, aumentandone la rapidità e la precisione. Ciò si può tradurre in un miglioramento dell’assistenza sanitaria anche in termini di efficienza collegata a tempi più brevi nell’identificazione del trattamento e nel suo monitoraggio, ed alla conseguente riduzione dei costi.

“Con oltre 8 milioni e mezzo di prestazioni effettuate nel 2024, il Laboratorio della Città della salute e della Scienza di Torino si colloca come eccellenza regionale e nazionale ed è punto di riferimento per molte indagini specialistiche. Questa innovativa soluzione della spettrometria di massa permetterà un ulteriore salto di qualità sia per il lavoro dei nostri professionisti sia per una migliore assistenza dei nostri pazienti” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).

La nuova soluzione per la spettrometria di massa viene presentata in anteprima durante l’evento “Il valore della medicina di laboratorio”, che si tiene oggi, mercoledì 24 settembre 2025, dalle ore 14 alle ore 16.30, presso l’Aula Magna A.M. Dogliotti dell’ospedale Molinette di Torino (corso Bramante 88).

Lo Russo incontra il sindaco di Betlemme

Il sindaco e vicepresidente Anci Stefano Lo Russo ha incontrato Iieri mattina a Palazzo Civico il sindaco di Betlemme e vicepresidente Apla (Association of Palestinian Local Authorities) Maher Canawati, insieme ad una delegazione di sindaci e partner istituzionali provenienti da altre città italiane e dei territori palestinesi protagonisti del progetto di cooperazione internazionale sulle politiche alimentari Akli Baladi.

Torino è gemellata con la Municipalità di Betlemme, con cui lo scorso anno ha firmato un accordo di cooperazione e ha all’attivo numerosi progetti di collaborazione, e Akli Baladi si propone di aiutare a sviluppare politiche alimentari urbane sostenibili e resilienti in Cisgiordania, con focus sui mercati cittadini e sulle filiere dell’olio, del miele e del dattero. Tra i partner di Akli Baladi vi sono anche Apla e il Comune di Gerico, oltre a numerose realtà istituzionali italiane e palestinesi presenti oggi all’incontro.

L’incontro tra i due primi cittadini però è stata soprattutto l’occasione per un momento di riflessione sulla difficile situazione generata dal conflitto in corso a Betlemme e in tutta la Palestina.

Il sindaco Maher Canawati ha raccontato di come la guerra abbia non solo distrutto pesantemente la città di Betlemme ma anche l’occupazione sul territorio, soprattutto a causa del crollo del turismo, da cui, con oltre un milione di visitatori l’anno, dipendeva l’80% dell’economia cittadina. Una situazione insostenibile per molti cittadini, che sono emigrati altrove, diminuendo così anche l’unica fonte di entrate in questo momento per la municipalità, ovvero quella dei tributi, con le conseguenti difficoltà nell’erogazione dei servizi di base ai cittadini rimasti. La priorità in questo momento – ha spiegato – è quella di far cessare immediatamente il fuoco permettendo con urgenza gli aiuti umanitari che sono necessari per la popolazione. Ha poi affrontato il tema del riconoscimento dello Stato di Palestina da parte dei Paesi europei, invitando i comuni italiani a sollecitare il Governo affinché ciò avvenga, considerandolo un passo fondamentale verso la giustizia e la pace.

Una impostazione condivisa dal sindaco Stefano Lo Russo: “riteniamo – ha detto – che il riconoscimento dello stato di Palestina sia la condizione essenziale per avviare un negoziato di pace e di stabilizzazione dell’area, non più procrastinabile”. Il Sindaco ha poi voluto ribadire “la totale e piena vicinanza della Città di Torino e dell’Anci alle città della Cisgiordania, della striscia di Gaza e, in generale, al popolo palestinese. Quella cui stiamo assistendo – ha detto- è una violazione palese del diritto internazionale e l’azione messa in campo del governo israeliano non ha alcuna giustificazione così come, con altrettanta nettezza, condanniamo senza appello ogni atto terroristico portato avanti da Hamas in questi anni. La priorità resta quella di mettere fine al conflitto per riprendere le fila del dialogo e la sensibilità di molte città italiane rispetto a questo è stata testimoniata proprio ieri da una mobilitazione molto partecipata, purtroppo in qualche caso macchiata da episodi di violenza che nulla hanno a che vedere con la causa e con lo spirito generale di queste iniziative. Il progetto ‘Akli Baladi” – ha concluso Lo Russo –, così come molte altre iniziative in campo, rappresentano la grande concretezza con cui le città si relazionano tra di loro con ricadute positive. Anche questo è un seme di pace”.

TORINO CLICK

Fondazione Conad ETS e Polizia di Stato insieme per i diritti delle donne

PROGETTORISPETTO

 

Un portale gratuito per le scuole, un docufilm inedito che debutterà a novembre e una presenza al Salone dello Studente: ProgettoRispetto diventa operativo lanciando iniziative concrete per contrastare la violenza di genere, dialogando con le nuove generazioni.


E la rete capillare di negozi Conad farà da cassa di risonanza mediatica a questa iniziativa.

Nato dall’intesa tra Fondazione Conad ETS e Polizia di Stato, Progetto Rispetto non è solo un protocollo, ma un vero e proprio “patto di responsabilità” pensato per combattere la violenza di genere alla radice. L’obiettivo è trasformare la cultura delle relazioni: dal linguaggio ai comportamenti quotidiani, fino alla capacità di riconoscere e contrastare segnali di abuso e discriminazione.

Il cuore dell’iniziativa è il portale ProgettoRispetto.it, dove scuole, docenti e studenti possono trovare – a titolo completamente gratuito – materiali didattici, guide pratiche, infografiche e attività pensate per affrontare nelle classi con chiarezza e delicatezza temi complessi come il consenso, l’uguaglianza, il rispetto reciproco e le diverse forme di violenza: fisica, psicologica, sessuale, economica e assistita. Il valore aggiunto del portale è che tutti i materiali che contiene sono vidimati e approvati dalla Polizia di Stato, garantendo agli insegnanti il massimo livello di affidabilità degli strumenti da utilizzare per sensibilizzare i giovani.

La scuola come laboratorio di cambiamento

L’obiettivo è che le aule scolastiche, grazie a workshop interattivi, incontri guidati da esperti e attività esperienziali, possano diventare veri e propri ‘laboratori di cambiamento’, spazi di confronto che stimolano la riflessione e incoraggiano i ragazzi a sviluppare competenze relazionali fondate sul rispetto e sulla libertà. Ma il progetto non si ferma ai banchi di scuola: il coinvolgimento delle famiglie è centrale, perché rafforzare il dialogo intergenerazionale significa costruire comunità più consapevoli e capaci di prevenire sul nascere dinamiche di violenza.

Proteggere e prevenire: l’impegno della Polizia di Stato

La Polizia di Stato porta in Progetto Rispetto la sua esperienza e i suoi strumenti: dalle misure preventive del Questore ai dispositivi di pronto intervento, fino alla campagna permanente “Questo non è amore”. Un impegno che unisce competenza operativa e sensibilità sociale, con l’obiettivo di essere vicini ai cittadini e garantire alle vittime ascolto, sostegno e tutela. L’intesa con Fondazione Conad ETS nasce dalla comune esigenza di incrementare i livelli di sicurezza delle potenziali vittime e di individuare modalità nuove ed efficaci per diffondere la cultura di genere, raggiungendo i giovani e le donne non solo nella sfera privata, ma anche nei luoghi di studio, di lavoro e di svago, attraverso iniziative che coinvolgono direttamente cittadini e comunità.

Il recente protocollo d’intesa sottoscritto tra la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato e la Fondazione Conad ETS consentirà di realizzare importanti iniziative congiunte per la prevenzione della violenza di genere e alla promozione della cultura del rispetto.

Il protocollo avrà come base il “Progetto Rispetto – insieme contro la violenza di genere”, che corrisponde ad un’iniziativa nazionale rivolta ai più giovani per sensibilizzare le nuove generazioni e a fornire strumenti concreti a insegnanti e famiglie per un cambiamento culturale e affrontare insieme i temi fondamentali del nostro futuro: parità di genere, consenso, discriminazioni e riconoscimento delle diversità.

Attraverso il portale www.progettorispetto.it, verranno messi a disposizione materiali didattici gratuiti, documentari, testimonianze, e incontri formativi per studenti, docenti e famiglie delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Sono inoltre previsti workshop interattivi, campagne sui social media e il coinvolgimento di esperti qualificati per attività formative anche a livello locale.

Il protocollo prevede anche azioni concrete di sostegno alle vittime, comprese attività di reinserimento nel mondo del lavoro, un approfondimento sugli strumenti di prevenzione e tutela già applicate dalla Polizia di Stato.

L’intesa si inserisce nel solco della campagna permanente della Polizia di Stato “…questo NON è AMORE” e rafforza l’impegno congiunto delle istituzioni e le realtà del terzo settore per una società fondata su rispetto, equità e sicurezza” ha dichiarato il  Dirigente Superiore Dott. Marco Martino Direttore del Servizio Centrale Anticrimine

 

Il docufilm che parla ai ragazzi

Per rafforzare l’impatto educativo, ProgettoRispetto lancia anche un docufilm della durata di trenta minuti, dedicato al tema della violenza di genere e pensato come strumento formativo per le scuole. Sarà disponibile gratuitamente sul portale progettorispetto.it a partire dal 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, come contributo concreto al dibattito e alla sensibilizzazione collettiva.

 

Sensibilizzare al rispetto e all’uguaglianza: l’obiettivo di Fondazione Conad ETS

«Crediamo che la cultura del rispetto e dell’uguaglianza debba essere promossa a partire dai più giovani, nei contesti in cui crescono e si formano come cittadini – ha dichiarato Maria Cristina Alfieri, Segretario Generale e Direttrice di Fondazione Conad ETS –. È per questo che, al fianco della Polizia di Stato, sosteniamo con convinzione Progetto Rispetto, un’iniziativa che affronta con chiarezza e profondità il tema della violenza di genere, fornendo strumenti concreti a scuole e famiglie per educare al riconoscimento dell’altro, al consenso, alla libertà di espressione. Il nostro impegno come Fondazione è da sempre rivolto alla costruzione di comunità più consapevoli, solidali e inclusive: per questo da anni entriamo nelle scuole di tutta Italia, offrendo ai ragazzi l’opportunità di partecipare gratuitamente a eventi in live streaming pensati per farli riflettere sulle tematiche sociali più urgenti».

«Questo progetto – ha aggiunto Luca Signorini, Presidente di Fondazione Conad ETS e di Conad Centro Nord – rappresenta un passo importante per costruire una società in cui nessuno venga discriminato o colpito per ciò che è; un contributo concreto a contrastare stereotipi e cultura patriarcale che sono spesso all’origine della violenza di genere. Un’iniziativa, peraltro, in linea con quelle che da anni Cooperative e Soci Conad promuovono sui diversi territori in cui operano, prendendosi cura di chi è più fragile attraverso il sostegno ad attività sociali, culturali e sportive per migliorare il benessere delle nostre comunità».

La rete capillare di negozi Conad farà da cassa di risonanza mediatica di questa iniziativa, comunicandola anche attraverso i canali social e il materiale in-store.

Al fianco di Polizia di Stato e Fondazione Conad ETS, Campus sarà partner divulgatore di Progetto Rispetto, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare i contenuti e gli obiettivi del progetto attraverso attività editoriali e di comunicazione. Con oltre trent’anni di esperienza nel settore dell’orientamento e una presenza consolidata con il Salone dello Studente, Campus garantirà la massima visibilità al progetto, offrendo un palcoscenico privilegiato per sensibilizzare e coinvolgere attivamente le nuove generazioni.

Fondazione Conad ETS e Polizia di Stato credono che solo unendo competenze, risorse e visione si possa contribuire a costruire una società più giusta, inclusiva e libera dalla violenza di genere. In quest’ottica stanno creando una rete di partnership con enti del terzo settore e istituzioni uniti dallo stesso obiettivo di contrastare la violenza di genere e promuovere una cultura del rispetto.

Tutte le informazioni e i materiali sono disponibili su ProgettoRispetto.it. Le scuole possono già aderire compilando il modulo dedicato e partecipare a questa alleanza per una società senza violenza di genere.

 

Torino, il decoro che non c’è

FRECCIATE

C’è chi si entusiasma per i grandi eventi, i saloni dell’auto, le passerelle del turismo. E poi c’è la Torino reale, quella che si incontra appena si abbassa lo sguardo: scritte a bomboletta sui muri, portici storici scrostati, marciapiedi che raccontano più incuria che eleganza. Sorvoliamo – per pudore o rassegnazione – sui furti, sulle aggressioni, sulle cronache di microcriminalità che ormai non fanno più notizia.

La foto di un uomo che si denuda in pieno giorno in zona San Secondo – segnalataci dal Consigliere della Circoscrizione 1 Antonio Di Nardo – è solo l’ultima, eloquente, istantanea di un degrado che non nasce in una notte. Non è un fatto di colore, ma il sintomo di un clima. Perché la sporcizia, il lassismo e la scarsa cura del decoro urbano sono sempre l’anticamera di problemi sociali più gravi. Si comincia con un portico lasciato scrostare, con una scritta mai cancellata, con un lampione spento per mesi. Si finisce per abituarsi a tutto.

La città che un tempo dava lezioni di industria e civiltà rischia oggi di dare lezioni di indifferenza. E il peggio, si sa, non arriva mai all’improvviso: si prepara ogni giorno, un graffito alla volta.

Iago Antonelli

Donne Coldiretti Torino incontra le amministrazioni locali

 “Difendiamo i servizi nelle aree interne”

 

Donne Coldiretti Torino, il movimento femminile della federazione torinese di Coldiretti ha organizzato oggi il seminario “Fare impresa agricola al femminile nelle aree interne e nelle valli alpine” moderato dalla giornalista Stefania Aoi, di Repubblica.

L’incontro ha fatto il punto sui servizi nelle aree interne per i cittadini e per le imprese ed è stato aperto dal direttore di Coldiretti Torino, Carlo Loffreda, e chiuso dal presidente Bruno Mecca Cici.

«Fare impresa e vivere nelle aree interne rispetto a fare impresa nel capoluogo – osserva Mirella Abbà, coordinatrice di Donne Coldiretti Torino – Significa vivere tutti i giorni sulla nostra pelle il gap nei servizi. Dall’offerta di istruzione, alla formazione, dai trasporti ai servizi sanitari e socioassistenziali, chi vive nei territori è indubbiamente penalizzato rispetto a chi vive nelle grandi aree urbane. Per le imprese agricole condotte da donne questa condizione è ancora più inaccettabile perché penalizza una categoria che produce cibo per tutti e che vede proprio nella presenza femminile una forte spinta all’innovazione e alla multifunzionalità».

Per l’offerta di servizi per i territori vengono incontro le stesse aziende agricole con le innovative funzioni di agricoltura sociale, agriasilo, fattoria didattica.

Proprio questa “multifunzione” agricola è stata raccontata attraverso l’esperienza di Chiara Menzio, di Alpeggio Menzio che a Usseglio organizza soggiorni in alpeggio per ragazzi e disabili e Cinzia Bricco che con Cascina Serabial a Luserna, accoglie disabili nei frutteti.

Dei servizi necessari per rimanere ad abitare le aree interne e per svolgere imprenditoria femminile hanno parlato Brigitte Sardo, presidente del Comitato imprenditoria femminile della Camera di Commercio: che ha portato una fotografia delle imprese femminili nel territorio montano. Michela Favaro, vicesindaca Torino: ha parlato di integrazione e scambio tra capoluogo e aree interne; Loredana Devietti presidente della rappresentanza dei sindaci dell’ASL To4 ha illustrato il sistema socioassistenziale delle aree interne e dei servizi per frenare lo spopolamento. Sonia Cambursano, consigliera metropolitana di Torino ha spiegato che ci vuole una visione metromontana, integrata tra il capoluogo e i territori.

Monia Rullo, coordinatrice regionale di Donne Coldiretti ha ribadito come l’istanza per il mantenimento dei servizi nelle aree interne sia una richiesta che non vale solo per le imprese agricole dei coltivatori diretti ma è una condizione necessaria per tutti i cittadini che abitano i territori.