CRONACA- Pagina 208

Ecco perché Torino dovrebbe studiare Cavour

Torino e il Piemonte, come dicono i dati di Banca d’Italia, da venti anni registrano meno della media nazionale e la tendenza purtroppo non cambia nonostante tante interviste o proclami. Ne’ i programmi sembrano alla altezza. Della TAV la grande opera strategica che rimetterebbe Torino dentro la Rete moderna dei trasporti ne parliamo solo più noi SITAV. Si parla di sicurezza e di casa ma questo non basterà a rilanciare la nostra Città se non si parla di lavoro. Genova che ha subito la nostra stessa crisi industriale tra 2 anni sarà raggiungibile in un’ora sia da Milano che da Torino e tra due anni avrà la prima parte della Nuova Diga che aumenterà i traffici portuali in arrivo e quindi aumenterà la crescita della sua economia e del lavoro . Ma Genova fa studiare nelle Scuole i suoi grandi personaggi. In questi giorni nella Città della Lanterna partirà  nelle Scuole il Concorso di Colombo (foto in basso). E Torino? La nostra Città avrebbe tutto da guadagnare dallo studio del suo uomo più importante  CAVOUR, il più grande statista dell’800 che sapeva bene che il nostro PIL era 1/4 degli inglesi e 1/3 dei francesi volle a tutti i costi il primo Traforo del Frejus che ci apri alla Europa e alla industrializzazione così come spinse alla nascita della Ansaldo che costruì la prima locomotiva ferroviaria italiana, rilanciò l’agricoltura con il canale Cavour. Queste cose Cavour oltre a unire l’Italia fece tutto ciò In soli dieci anni Oggi tante interviste e pochi risultati. Ispirandoci a Cavour oggi dovremmo batterci per rilanciare le nostre infrastrutture ristrette da tanti lavori fatti in ritardo , per accelerare la TAV, per rilanciare l’aeroporto oggi solo tredicesimo tra gli aeroporti italiani , per difendere con forza la nostra grande industria e per rilanciare i nostri Quartieri periferici per  troppo tempo dimenticati. Più sicurezza ma anche più lavoro e’ la ricetta . Ecco perché il Comune dovrebbe  rilanciare con la collaborazione delle Fondazioni Bancarie lo studio di CAVOUR e del rilancio di Torino dopo la seconda Guerra mondiale ad opera di Valletta e dei grandi Sindaci Peyron e Grosso.

Mino GIACHINO
Responsabile economico Dc Piemontese

 

Ascom e Faro alleate per il territorio

Non esiste cura senza relazione. È la relazione umana il primo gesto che guarisce, accompagna, ascolta. Nel commercio come nella sanità, nei servizi come nella vita quotidiana.

Nasce da questa visione comune la partnership tra Ascom Confcommercio Torino e Provincia e Fondazione FARO, una nuova alleanza tra il mondo dell’impresa e quello della cura, per sostenere insieme chi affronta una diagnosi difficile, ricevendo da FARO un’assistenza altamente professionale e profondamente umana, rivolta tanto ai pazienti quanto alle loro famiglie.

La collaborazione prende il via con un primo progetto: in occasione della rassegna DOLCISSIMArte 2025 (6–9 novembre), i proventi delle iniziative a pagamento – come il tour sul tram storico “Pasticcini in Carrozza” – saranno devoluti alla Fondazione FARO, che da oltre quarant’anni accompagna con professionalità e umanità pazienti inguaribili e le loro famiglie.

È nella quotidianità che si manifesta la cura del prossimo: è il barista che conosce i gusti abituali di un cliente anziano ed è l’operatore FARO che parla con lo sguardo prima che con la voce. È la commessa che si accorge di un malessere e chiede come va ed è l’impresa che dedica tempo e attenzione, non solo il servizio. È l’ascolto, il rispetto del tempo dell’altro, il senso del limite e della presenza.

Con una rete di oltre 13.000 imprese associate, Ascom conferma il proprio impegno nel promuovere un modello di commercio che non si limita alla dimensione economica, ma si fa presidio sociale e culturale.

«Il commercio è attività economica e insieme presidio sociale, è relazione e prossimità – sottolinea Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia -. Le nostre imprese sono punti di riferimento per i cittadini e spesso diventano un aiuto concreto per chi soffre. Sostenere la Fondazione FARO significa condividere un’idea di territorio che accompagna, che si prende cura, che costruisce legami. Questa partnership è un atto tangibile di responsabilità e un invito riflettere sul ruolo delle imprese nella vita della comunità».

La Fondazione FARO, realtà no profit radicata nel tessuto torinese, garantisce ogni anno il diritto a cure palliative specialistiche gratuite a domicilio e in hospice a oltre 2000 persone, restando accanto ai malati e alle loro famiglie. Accanto al lavoro di assistenza, la FARO svolge anche attività di ricerca medico-scientifica e di diffusione delle cure palliative.

«Siamo molto felici di questa collaborazione con ASCOM – dichiara Giuseppe Cravetto, presidente Fondazione FARO – . Per noi è un altro passo fondamentale nel percorso che ci vede impegnati nella divulgazione della filosofia delle cure palliative. Quello di cui ci occupiamo è vita: grazie a iniziative come questa possiamo dare sostenibilità al nostro operare che altrimenti rischia di non avere le risorse sufficienti».

Un bisogno reale, una risposta condivisa. In Italia, secondo i dati del Ministero della Salute, circa 550.000 persone hanno bisogno ogni anno di cure palliative, tra cui oltre 30.000 minori e tra 180.000 e 200.000 con bisogni complessi. Tuttavia, solo una persona su tre riesce effettivamente ad accedervi.

«La partnership tra Ascom Confcommercio Torino e Provincia e la Fondazione FARO è un segnale importante di come, in Piemonte, il mondo dell’impresa e quello della cura possano camminare insieme mettendo al centro la persona – evidenzia Claudia Porchietto, sottosegretario alla Presidenza della Regione Piemonte – Questa collaborazione dimostra che la responsabilità sociale è un valore concreto, capace di unire sviluppo economico e attenzione alla fragilità, creando una comunità più solidale e consapevole. La Regione Piemonte sostiene con convinzione iniziative come questa, che rafforzano il tessuto umano e sociale del nostro territorio e ci ricordano che la vera crescita passa dal lavoro di squadra».

Grazie a realtà come FARO, molte famiglie trovano un punto di riferimento fondamentale nel momento più delicato della vita. La collaborazione con Ascom rappresenta un modello virtuoso di responsabilità condivisa tra il mondo economico e quello socio-sanitario.

«La partnership tra Ascom Confcommercio e la Fondazione Faro – commenta l’assessore al Commercio della Città di Torino Paolo Chiavarino –che oggi si manifesta anche attraverso un contributo concreto in occasione di Dolcissima Arte 2025, è un segnale forte che dimostra quanto il mondo del commercio e quello della cura possano incontrarsi, seguendo l’idea di un territorio che accompagna, che costruisce legami, che non lascia indietro nessuno. Sono stato testimone fin dai primi passi di questo progetto, che avrebbe lasciato un segno profondo nella nostra comunità. Vederla oggi così radicata nel territorio è un risultato straordinario, che racconta una storia di dedizione e di presenza costante accanto alle persone più fragili. Il lavoro professionale e profondamente umano della Fondazione Faro rappresenta un aiuto complementare al sostegno pubblico, un punto di riferimento per i pazienti e per le famiglie, che nella malattia non si sentono più soli».

Quella che inizia con DOLCISSIMArte è solo la prima tappa di un percorso condiviso: Ascom e FARO stanno già progettando nuove attività per il 2026, con l’obiettivo di diffondere la cultura della cura e della prossimità anche nel mondo dell’impresa.

«Torino è orgogliosa delle sinergie che si creano fra le imprese e il sociale – commenta la vicepresidente del Consiglio comunale Ludovica Cioria -, a maggior ragione se sono volte come in questa preziosa partnership ad occuparsi delle fragilità, della malattia, e di ogni persona anche nei momenti più delicati dell’esistenza».

 

Via Carcano, esposto di FdI contro il “suk”

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“CONTRO LA PROROGA ILLEGITTIMA”

“Questa mattina abbiamo voluto effettuare un sopralluogo con i cittadini in via Carcano dal momento che sono formalmente scadute le giornate permesse per l’apertura del Suk. Lo abbiamo trovato aperto e con molti venditori senza cartellino esposto. Per questo motivo abbiamo pronto l’esposto penale presso la Procura della Repubblica di Torino relativo alla proroga illegittima della concessione di via Carcano – ad annunciarlo sono la vicecapogruppo di Fdi alla Camera Augusta Montaruli e i consiglieri di Fratelli d’Italia della Circoscrizione 7, con la capogruppo Patrizia Alessi, Domenico Giovannini e Francesco Caria.

“Chiediamo alla magistratura di accertare eventuali reati connessi alla proroga del servizio di gestione affidato all’associazione ViviBalon – spiegano – in violazione della legge regionale 28/1999, così come modificata dalla L.r. 9/2025, che limita a 12 giornate annue le aperture dei cosiddetti mercatini dell’usato su area pubblica, salvo specifica deroga approvata dalla Giunta regionale. Dopo il 19 ottobre, dodicesima giornata consentita, ogni apertura ulteriore rappresenta una violazione della legge regionale.”

Nel documento depositato si evidenzia che il Comune di Torino, con una determinazione dirigenziale del 14 agosto 2025, ha prorogato di un anno la concessione del mercato in via Carcano “alle condizioni previste dalla concessione vigente”, cioè per oltre cento giornate annue e fino a 400 stalli per espositori. “Un atto – proseguono i consiglieri – che l’Amministrazione Lo Russo ha adottato sapendo che la nuova normativa regionale, in vigore dal 25 luglio, non consente più di dodici giornate l’anno. È scritto nero su bianco nelle premesse del provvedimento, eppure il Comune ha deciso di procedere ugualmente, senza alcuna deroga approvata dalla Regione Piemonte.”

“Chiediamo che la Procura – continuano Montaruli, Alessi, Giovannini e Caria – accerti se vi siano gli estremi di abuso d’ufficio, omissione o rifiuto di atti d’ufficio, violazioni delle norme sulla concorrenza e sulla corretta gestione delle concessioni pubbliche, nonché eventuali condotte agevolanti attività di commercio non autorizzato o di vendita di merce di provenienza illecita.”

Dall’esposto emerge inoltre che, secondo le stime economiche, la prosecuzione del mercato oltre i limiti di legge potrebbe determinare un illecito arricchimento per l’associazione concessionaria stimabile in oltre 6.000 euro per giornata di apertura, pari a circa 624.000 euro annui derivanti dai pagamenti di espositori e ticket giornalieri.

“Non è accettabile – concludono gli esponenti di Fratelli d’Italia – che il Comune di Torino proroghi un’attività in piena violazione di legge, favorendo un soggetto privato e ignorando i vincoli regionali. Il Suk di via Carcano deve chiudere: la legge è chiara, e da oggi la parola passa alla magistratura. Ci auguriamo che anche l’associazione ViviBalon voglia prendere atto della situazione e interrompere spontaneamente un’attività che, da metà ottobre, si svolge senza alcun titolo legittimo.”

John Elkann, messa alla prova dai Salesiani tra i giovani fragili

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John Elkann, a fronte dell’esito della vicenda giudiziaria dei 183 milioni di euro di frode fiscale versati, come stabilito svolgerà la messa alla prova dai Salesiani di Torino insegnando ai giovani “fragili”.  Il Corriere della sera anticipa che il manager lavorerà all’ufficio pastorale giovanile ‘Maria Ausiliatrice’ per 30 ore settimanali, occupandosi della progettazione e pianificazione di modelli educativo-formativi per giovani in situazioni di vulnerabilità e a rischio di dispersione scolastica e di progetti di avvicinamento al mondo del lavoro e di orientamento scolastico-professionale in qualità di tutor. La procura ha dato il benestare e ora il piano dovrà essere approvato anche dal gip lunedì.

Un nuovo spazio per leggere, incontrarsi e crescere in via Negarville

 

Apre a Mirafiori Sud, negli spazi rinnovati e rifunzionalizzati di un ex edificio scolastico, il nuovo Punto di servizio bibliotecario di via Negarville, che offrirà al quartiere uno spazio dedicato alla lettura, allo studio e alla partecipazione culturale. All’inaugurazione, questo pomeriggio, hanno partecipato il sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo, l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia e il presidente della Circoscrizione 2 Luca Rolandi.

“Sulla cultura, sul libro e sulle biblioteche – ha spiegato il sindaco Stefano Lo Russo – abbiamo deciso di investire molte delle risorse del Pnrr e, come in questo caso, anche della Città. Questo nuovo spazio sarà un luogo di diffusione di cultura ma anche un centro di aggregazione e di socialità positiva per le persone del quartiere. Nella nostra visione di città, le biblioteche sanno essere luoghi inclusivi, intergenerazionali e interculturali, dove ragazze e ragazzi, adulti e anziani possono entrare e trovare servizi e spazi accoglienti per loro”.

Nel corso della cerimonia inaugurale, accompagnata dagli interventi musicali a cura della Banda Musicale del Corpo di Polizia Municipale della Città di Torino, la scrittrice e traduttrice torinese Marta Barone, madrina del nuovo punto bibliotecario, ha offerto una riflessione sul valore della lettura come esperienza di comunità. La giornata si è conclusa con il laboratorio per famiglie “Leggere per giocare”, curato dalle Biblioteche civiche con la collaborazione di volontarie e volontari del Servizio civile.

“Con questa apertura – ha dichiarato l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia – la Città rinnova il suo impegno per rendere la cultura accessibile e vicina a tutte e a tutti. A Mirafiori Sud, accanto alla Biblioteca Cesare Pavese e al Mausoleo della Bela Rosin, nasce così un nuovo spazio di comunità, in linea con un’idea di biblioteca quale luogo vivo, in cui si coltiva la curiosità e si intrecciano relazioni. È un segno concreto di quanto crediamo nella diffusione della cultura e nella rete delle Biblioteche civiche come presidio di prossimità al servizio dei cittadini”.

GLI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE

Avviati nel dicembre 2024, i lavori hanno permesso di rinnovare gli spazi interni e rendere più accogliente e funzionale la struttura, con interventi su ingresso, servizi igienici e impianti di sicurezza, oltre che sull’area verde esterna, per un costo complessivo di circa 40 mila euro. A queste risorse si aggiunge un investimento di 15 mila euro per l’acquisto di libri e periodici destinati alla fase di avvio.

I nuovi spazi comprenderanno una sala da 20 posti a sedere per attività rivolte ai giovani; una seconda, dotata di proiettore, potrà accogliere fino a 50 persone per incontri e conferenze; una terza sarà destinata invece alla lettura e allo studio, con una capienza fino a 30 persone. La nuova sistemazione degli ambienti ha previsto inoltre un’area di circa 100 metri quadrati per incontri ed eventi informali.

La nuova biblioteca metterà a disposizione della cittadinanza circa cinquemila volumi, riviste e periodici. Come in tutte le biblioteche della rete BI.TO (Biblioteche integrate del Torinese), sarà inoltre possibile accedere alla piattaforma digitale MediaLibraryOnline per il prestito e la consultazione di migliaia di ebook, periodici e risorse multimediali quali musica, film e audiolibri.

Il Punto di servizio bibliotecario sarà aperto anche sabato 25 ottobre dalle ore 9 alle 15. Dalla prossima settimana gli orari di apertura saranno lunedì 14–19, martedì 9–15, mercoledì 13–19, giovedì 13–19 e venerdì 9–15, con apertura a settimane alterne il sabato e chiusura la domenica. Per tenersi informati su tutte le attività della nuova biblioteca è possibile consultare il sito della Biblioteche civiche torinesi bct.comune.torino.it.

TORINO CLICK

La salute nei contesti urbani: a Torino il primo workshop di formazione

Vari studi dimostrano che l’ambiente urbano influisce sulla salute degli abitanti. In modo diretto, attraverso l’inquinamento atmosferico, il rumore, le isole di calore, i fattori allergogeni che aumentano l’incidenza di malattie cardiovascolari, respiratorie, tumorali, neuropsichiatriche. Ma anche indirettamente, promuovendo, oppure ostacolando, stili di vita attivi.

Il tema “Urban Health” è presente nel Piano Nazionale di Prevenzione 2020-2025 e prevede un mandato istituzionale preciso: rendere gli ambienti urbani più salutari, sicuri ed equi.

Come migliorare la “salutogenicità”

La salutogenicità, intesa come capacità di favorire la salute dei contesti di vita, può essere migliorata in occasione di attività ad impatto ambientale, come ad esempio varianti urbanistiche, modifiche al piano regolatore, interventi di riqualificazione e rigenerazione, quando i Dipartimenti di Prevenzione della ASL sono chiamati a esprimere pareri.

Che cosa fa la Regione Piemonte

La Regione Piemonte ha predisposto un “Documento di indirizzo per la valutazione della salutogenicità dell’ambiente urbano” a supporto dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL. In collaborazione con iiSBE Italia R&D sta definendo un metodo di analisi multicriteria per la valutazione delle implicazioni di salute negli interventi urbani. I criteri individuati sono già oggetto di sperimentazione in quattro territori pilota regionali (Chivasso, Leinì, Gassino Torinese e Venaria Reale) e sono oggetto di ulteriore aggiornamento nell’ambito del progetto Interreg Central Europe SuPeRBE.

Il progetto SuperBe

La Regione Piemonte è partner di SuperBe, il progetto europeo cofinanziato dal programma Interreg Central Europe 2021-2027 che ha l’obiettivo di rafforzare la resilienza urbana ai cambiamenti climatici e supportare autorità e stakeholder nell’adottare strategie di adattamento in ottica One Health.

La formazione a professionisti e operatori pubblici

Per migliorare la capacità di agire delle amministrazioni locali e regionali, è stato predisposto un sistema formativo e l’erogazione di corsi pilota. Il materiale, disponibile in cinque lingue, include presentazioni, video-lezioni, esercitazioni ed esempi pratici, test di autovalutazione, output e deliverable del progetto, manuali d’uso degli strumenti. La piattaforma di e-learning SuPeRBE è ospitata su European Skills Registry (https://skillsregistry.eu/).

Workshop “Strumenti per l’adattamento climatico”

Il 29 ottobre si terrà a Torino il primo workshop di formazione rivolto a decisori, tecnici degli enti pubblici e professionisti. L’obiettivo è fornire conoscenze e competenze per comprendere la relazione tra cambiamento climatico e ambiente costruito e per gestire i processi di adattamento climatico a livello edilizio e urbano utilizzando le metodologie, gli strumenti e il modello decisionale definiti e sperimentati nel progetto.

Raccolti a Ozegna oltre 28mila euro per Casa UGI

 

”Una comunità che sa essere campione di solidarietà”

Oltre 28mila euro raccolti in una sola giornata: è questo il risultato straordinario dell’evento benefico “Un Giorno da Campioni”, organizzato da un Giorno Da Campioni in collaborazione con il Comune di Ozegna dalla Pro Loco, con il patrocinio del Comune di Ozegna e la collaborazione di numerose associazioni del territorio.
Un’iniziativa che ha unito sport, spettacolo e beneficenza, destinando l’intero ricavato all’UGI – Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini, per il sostegno dei piccoli pazienti dell’Ospedale Regina Margherita di Torino.

Protagonista d’eccezione della giornata, il campione europeo di rally Chris Ingram, che con grande disponibilità ha fatto vivere ai partecipanti l’emozione unica di un giro a bordo di un’auto da competizione. Emozioni forti anche grazie alla possibilità, per i donatori, di sorvolare il Canavese in elicottero, offrendo un punto di vista inedito sul territorio e sull’energia di un evento che ha saputo unire divertimento e solidarietà.

Grande soddisfazione da parte del Sindaco di Ozegna, Federico Pozzo, che ha coordinato con competenza e passione un’organizzazione impeccabile:

“Oggi Ozegna ha dimostrato di essere una comunità viva, capace di fare squadra e di unire le forze per una causa importante. È un orgoglio vedere come il nostro paese e tutto il Canavese abbiano risposto con generosità, partecipazione e spirito di solidarietà. Il mio grazie più sincero va alla Pro Loco, alle associazioni, ai volontari, agli sponsor e a tutti i cittadini che hanno reso possibile questo traguardo”.

Soddisfazione anche nelle parole del Consigliere Regionale Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente, presente all’evento:

“Ozegna è la prova che anche i piccoli Comuni possono essere grandi quando si tratta di solidarietà. Raccogliere oltre 28mila euro in un solo giorno è un risultato che racconta la forza e il cuore di una comunità che non smette mai di stupire.
Ringrazio il Sindaco Federico Pozzo per la sua leadership e la Pro Loco per l’eccezionale lavoro di squadra: quando passione e impegno civico si uniscono, il territorio diventa protagonista e genera valore autentico. È questo il Piemonte che vogliamo promuovere: quello delle persone che costruiscono, donano e credono nel bene comune.”

Un ringraziamento speciale va a tutti coloro che hanno contribuito al successo della giornata: la Pro Loco di Ozegna, le associazioni locali, i volontari, gli sponsor, i piloti, i team tecnici, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, la Protezione Civile e le tante famiglie che hanno partecipato con entusiasmo e generosità.

Un evento che resterà nel cuore del Canavese, esempio concreto di come la solidarietà possa davvero diventare motore di comunità.

Pro Pal in piazza contro Tajani. Scontri con la polizia, due agenti feriti

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Come era stato annunciato da locandine sui social(foto sotto), questa mattina a Torino in piazza Castello, a Torino, alcune centinaia di pro Pal hanno manifestato contro il ministro degli Esteri Antonio Tajani che si trovava poco distante al teatro Carignano per gli Stati Generali della Casa organizzati da Forza Italia. La polizia ha caricato i manifestanti, due agenti sono rimasti feriti. “Mentre qui fuori c’è gente che urla e non si sa perché – ha commentato Tajani, che ha espresso solidarietà alla polizia – l’Italia è il Paese che accoglie il maggior numero di palestinesi bisognosi di aiuto”.

Al via la stagione invernale di Torino Airport: mai così tanti posti in vendita per volare

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20 Paesi collegati

12 nuove rotte

7 nuove destinazioni: Budapest, Sofia, Liverpool, Sharm el-Sheikh, Chisinau, Bucarest Baneasa, Pescara

Forte aumento delle frequenze su alcune destinazioni fra cui Dublino, Londra, Madrid e Siviglia

 

Caselle Torinese – Si aprirà domenica 26 ottobre la stagione invernale 2025/2026 dell’Aeroporto di Torino, che si prefigura come la più ampia di sempre in termini di posti offerti per volare dallo scalo piemontese.

 

L’arrivo del terzo aeromobile Ryanair in base a Torino, nuove rotte verso l’Est Europa, un’ampia offerta neve e un incremento di frequenze su moltissime destinazioni, rendono la stagione invernale 2025/2026 la più ricca di sempre per Torino. Con 20 Paesi collegati, 12 nuove rotte, 7 nuove destinazioni e 15 mete – di cui 8 internazionali – che vedono un forte aumento di frequenze, l’aeroporto si conferma un punto di riferimento strategico per il turismo invernale e per la connettività del Nord-Ovest.

 

Con l’avvio della stagione invernale 2025/2026, Torino Airport accoglie il terzo aeromobile Ryanair in base, un investimento che permette il potenziamento delle frequenze su moltissime tratte già servite, e l’apertura del nuovo collegamento con Liverpool oltre che la conferma del volo per Pescara anche per tutta la stagione invernale.

 

Il network invernale porta con sé anche un deciso rafforzamento dei collegamenti con l’Est Europa. Wizz Air inaugurerà il 28 ottobre i nuovi voli per Sofia, in Bulgaria, per la prima volta connessa a Torino, e Budapest, in Ungheria, mentre dal 13 dicembre partirà la nuova rotta per Chisinau, in Moldavia, anche servita dal vettore FlyOne. La destinazione Bucarest sarà collegata dalla nuova rotta per l’aeroporto di Baneasa (novità Wizz Air) che si aggiunge a quella per l’aeroporto Otopeni.

 

Torino Airport conferma la propria vocazione di porta d’accesso alle Alpi, con una rete di voli dedicati agli sciatori in costante crescita. Oltre al già citato collegamento con Liverpool, il network neve si arricchisce con la new entry di Aer Lingus, che dal 20 dicembre collegherà Torino e Dublino fino a due volte a settimana. Novità della stagione sciistica anche il volo SAS per Copenaghen, a cui si affiancano le consolidate località britanniche, irlandesi e nordeuropee che caratterizzano l’inverno di Torino Airport. Tra queste, EdimburgoManchesterBirminghamBristolLondra Luton e Belfast in Gran Bretagna, Shannon in Irlanda e Varsavia in Polonia.

 

Durante le festività natalizie sarà operativo il volo verso la destinazione regina del Mar Rosso, Sharm el Sheikh, servita da Neos (Alpitour World).

 

La stagione invernale 2025/2026 sarà segnata anche da un forte aumento delle frequenze su moltissime destinazioni. British Airways incrementerà i voli su Londra Gatwick, mentre Ryanair potenzierà i collegamenti verso CharleroiCopenaghenLondra StanstedMadridMaltaMarrakechPorto Siviglia, e Wizz Air quelli per Tirana. Inoltre, quest’inverno saranno disponibili due voli settimanali per Parigi Orly operati da Volotea. Sul fronte domestico, aumenteranno le frequenze per BariBrindisiCagliariPalermoReggio CalabriaTrapani Napoli.

 

Sempre ricca l’offerta di collegamenti plurigiornalieri con i principali hub europei e non – Roma (ITA Airways), Amsterdam (KLM), Francoforte Monaco (Air Dolomiti), Madrid (Iberia), Parigi Charles de Gaulle (Air France), Istanbul (Turkish Airlines) e Casablanca (Royal Air Maroc) – che permettono di raggiungere con facilità qualsiasi destinazione nel mondo.

Un trapianto di cuore che ha vinto la nebbia alle Molinette di Torino

Questa è la storia di una paziente di 53 anni che, a causa di una grave cardiomiopatia dilatativa, attende fiduciosa da oltre un anno un cuore e, come spesso accade, finalmente arriva il prezioso dono da una giovane donna che, a causa di un’emorragia cerebrale, purtroppo muore. I suoi parenti acconsentono alla donazione del cuore e di tutti gli altri organi.
La donatrice si trova a Udine, nell’estremo nord-est dell’Italia, a quasi 600 km di distanza da Torino. Niente di eccezionale per il Centro Regionale Trapianti del Piemonte e della Valle d’Aosta (diretto dal professor Federico Genzano), abituato a organizzare prelievi anche a distanze maggiori. Questa volta, però, qualcosa di eccezionale c’è: il meteo.
La nebbia è molto fitta, con visibilità ridottissima. L’aereo privato su cui vola l’équipe prelievo torinese (formata dal dottor Matteo Marro e dal dottor Vittorio Sancipriano dell’ospedale Molinette di Torino) fatica ad atterrare a Udine: solo dopo tre tentativi l’aereo riesce finalmente a toccare terra e a raggiungere l’ospedale dove è ricoverata la donatrice.
Il problema si ripresenta al ritorno. Sono le 5 del mattino: il cuore deve arrivare a destinazione in tempo, ma all’aeroporto di Caselle l’aereo che trasporta l’organo e l’équipe non può atterrare per nebbia e viene dirottato su Milano Malpensa. Troppo distante da Torino per un trasporto via terra.
A questo punto il Centro trapianti regionale chiede alla Centrale Operativa 118 di Torino – Nucleo Gestione Elicotteri di Azienda Zero – il supporto per il trasporto urgente dell’équipe di trapianto e dell’organo. L’elicottero del servizio regionale di Elisoccorso di Azienda Zero (diretto dal dottor Andrea Mina) dalla base di Borgosesia decolla in pochi minuti e raggiunge Malpensa, preleva l’équipe e il cuore direttamente sottobordo dell’aereo e, 40 minuti dopo, atterra sull’elisuperficie della Città della Salute e della Scienza di Torino, dove la visibilità è buona.
In pochi minuti il cuore – che per tutto il viaggio è stato trasportato in un nuovo sistema di conservazione di cui si è dotato da poco il Centro di Trapianto di Cuore di Torino, che permette di preservare l’organo con maggiore sicurezza e per più tempo – è a destinazione all’ospedale Molinette, centro d’eccellenza per i trapianti.
La paziente viene portata in sala operatoria della Cardiochirurgia (diretta dal professor Mauro Rinaldi) per il trapianto. L’intervento, durato oltre sette ore, viene effettuato con successo dal professor Massimo Boffini, dalla dottoressa Erika Simonato e dal dottor Giuseppe Monteleone (sotto la guida del professor Mauro Rinaldi), coadiuvati dalla dottoressa Maria Luisa Contristano (sotto la supervisione del professor Luca Brazzi e della dottoressa Anna Trompeo, della Rianimazione).
Anche questo trapianto è il frutto di un collaudato e complesso lavoro di squadra che ha coinvolto decine di operatori, che silenziosamente operano per permettere che un dono prezioso si trasformi in una nuova vita salvata. Questo intervento, come altri realizzati in passato, testimonia l’efficacia del coordinamento tra le strutture sanitarie regionali e la rete di emergenza-urgenza, a conferma di un sistema capace di agire con tempestività e sinergia per garantire ai cittadini cure di eccellenza.