Nella notte fra domenica e lunedì scorso, un uomo che stava rincasando a bordo del bus linea 13, è stato accerchiato all’interno del pullman, che in quel momento transitava più o meno all’altezza di via Po angolo Rossini, da un gruppo di giovani soggetti di origine marocchina che, approfittando del sovraffollamento del fine settimana creatosi sul mezzo, lo avvicinavano rivolgendogli parola in modo scherzoso.
Uno di essi, un giovane di 18 anni, gli toccava la gamba sinistra, proprio all’altezza della tasca ove l’uomo custodiva il telefono cellulare, mentre un altro ragazzo lo distraeva con una battuta; pochissimi istanti dopo, il gruppetto scendeva frettolosamente alla fermata di via Pietro Micca. L’uomo, in quel frangente, verificava se avesse il telefonino in tasca e si avvedeva di averne appena subito il furto. Chiedeva pertanto all’autista di fermare il mezzo e, una volta in strada, segnalava l’accaduto ad una pattuglia del Comm.to Centro in transito. Le ricerche della Polizia davano immediatamente esito positivo: in via XX settembre venivano rintracciati quattro giovanissimi, tutti di nazionalità marocchina, fra i quali l’autore del fatto, che, poco prima di essere raggiunto, faceva scivolare per terra il telefonino, immediatamente recuperato e restituito al legittimo proprietario. In sua compagnia, tra gli altri, anche un ventunenne, sempre di nazionalità marocchina, che aveva con sé un manganello telescopico in acciaio della lunghezza complessiva di 54 cm. Questo ragazzo è stato denunciato a piede libero per porto di oggetti atti ad offendere.
L’uomo ha immediatamente telefonato allo 011.0111 e i ‘civich’ sono subito arrivati sul posto. Gli agenti del Comando Territoriale VI hanno preso in custodia i cuccioli che al momento del loro arrivo stavano giocando dentro la scatola.
La famiglia stessa ha scelto un necrologio austero privo di titoli che ha impedito, se non a pochi, di collegare quel nome a quello di una grande donna di scienza meritevole di un adeguato ricordo. Per chi ha frequentato la Facoltà di Lettere e Filosofia tra il 1968 al 1975, la Cracco Ruggini è stata un mito. Io la ricordo negli ultimi anni Sessanta tenere delle splendide lezioni di storia romana in una università devastata dalla contestazione. Con lei scompare l’ ultima esponente di spicco di un periodo storico della nostra Università e della Facoltà di Lettere in particolare che ebbe tra i suoi docenti Franco Venturi, Giovanni Tabacco, Giorgio Gullini, Giovanni Getto, Antonio Maddalena, Aldo Garosci, Aldo Bertini, Oscar Botto tanto per citare qualche nome. Una Facoltà che dopo di loro non ebbe più maestri, ma solo professori. I suoi trecento lavori parlano per lei. Era accademica dei Lincei e delle Scienze, una studiosa di livello internazionale che aveva mosso i primi passi all’Istituto italiano di Studi storici di Napoli fondato da Benedetto Croce e diretto da Federico Chabod .Dalle aule di Palazzo Filomarino passo’ il meglio della storiografia italiana, da Romeo a De Felice. Io avevo scelto la Storia del Risorgimento e successivamente la Storia contemporanea a cui mi sono dedicato e continuo ad occuparmi. Gli studi di storia antica mi interessavano poco. Ma ricordo ancora il valore scientifico e la passione che si potevano cogliere nelle lezioni della Cracco Ruggini.