Torna a Cesana a distanza di due anni uno dei Miti dell’Alpinismo mondiale. Dopo la serata da tutto esaurito del 2023, la sala Formont di via Pinerolo sabato 9 agosto, alle ore 21, torna ad ospitare Silvio “Gnaro“ Mondinelli in una serata organizzata dalla Proyoung Pro Loco Cesana.
Silvio Gnaro Mondinelli è indubbiamente l’Uomo degli Ottomila.
Un grande alpinista che nell’ambiente è conosciuto sicuramente per aver scalato tutte le
14 montagne che superano gli 8.000 metri senza aver mai fatto uso di ossigeno, ma
anche per i molteplici soccorsi effettuati durante le sue spedizioni extra-europee.
Silvio, Gnaro per gli amici, sabato sera a Cesana racconterà i suoi 8000 attraverso aneddoti, foto e video, ma sicuramente racconterà anche della sua raccolta fondi a favore della popolazione Sherpa della valle del Kumbu.
Ma sicuramente Mondinelli racconterà la sua vita, le sue origini, le sue imprese, come i cinque 8000 conquistati nel 2001 come fosse una cosa normale. Ma anche le sue paure, i suoi stop a pochi metri dalla vetta per non rischiare inutilmente la vita. Racconterà i suoi soccorsi, sia quelli per fortuna finiti bene, che quelli che purtroppo non si sono conclusi come si voleva.
Di certo lo farà mettendo sempre il noi, il gruppo, lo staff, i collaboratori davanti all’io,
come solo i grandissimi sanno umilmente fare.
Fu il governo Monti a bloccare il ponte sullo stretto di Messina che ora ha trovato nell’attuale governo chi intende riprendere il lavoro erroneamente interrotto. Queste polemiche sul ponte di Messina che si trascinano da tanti anni, rivelano una visione provinciale che condanna il Sud e la Sicilia a rimanere indietro ed isolata, sarebbe proprio il caso di dire. Sono stato ad Istanbul e i due ponti che collegano le sponde del Bosforo, opera di un’impresa italiana, sono elementi essenziali della vita della grande metropoli che lega Occidente e Oriente. In Turchia erano tanto più avanti di noi. Bloccare tutto perché potrebbe esserci la mafia ad approfittarne è un ragionamento obsoleto che offende in primis i siciliani. Non parliamo degli ambientalisti che vedono nel ponte colate di cemento destinate a distruggere la natura. Il cemento della speculazione edilizia può essere a volte delittuoso, ma il cemento per un’opera pubblica ciclopica come un ponte è cosa indispensabile. E’ persino un’ovvietà. Ci possono anche essere alcune obiezioni legittime perchè le aree sismiche interessate devono prevedere la massima cautela, come ci dimostra l’esperienza giapponese. Ma essere per principio contrari alle grandi opere è cosa non accettabile che ha gravemente penalizzato l’Italia in generale. C’è stato chi ha definito l’impresa del ponte “un vecchio modo predatorio di concepire il mondo“ . Il vecchio, insostenibile modo di bloccare tutto, ululando alla luna, ha ridotto l’Italia a non essere più da tempo al passo con la modernità. La decrescita felice deve finire una volta per tutte. Cominciamo dal ponte, ben sapendo che l’arretratezza italiana non è solo a Villa San Giovanni e a Messina.

Infine, venerdì 22 agosto, presso i Giardini del Santuario della “Beata Vergine del Pilone”di Moretta, alle 16, ci sarà un “laboratorio musicale” per famiglie, in collaborazione con “La Fabbrica dei Suoni”; alle 18, appuntamento con le “danze occitane” diDaniela Mandrile e, alle 21, prenderà il via il “Gran Ballo” con “Li Destartavela”.

