Cristina Prandi è stata eletta rettrice dell’Università di Torino, ha ottenuto 1.538 voti. È docente di chimica e succede al rettore in carica Stefano Geuna. Si tratta della prima donna in 621 anni di storia dell’ateneo.
A proposito della querelle sull’edificio di corso Regina da anni occupato dagli antagonisti di Askatasuna, il ricorso al Tar presentato dai consiglieri di Fdi della Circoscrizione 7 per bloccare la trasformazione del centro sociale in bene comune voluta dalla Città di Torino è stato bocciato. Soddisfatto il sindaco Stefano Lo Russo: “La procedura amministrativa che abbiamo sin qui seguito è stata corretta ed è stata seguita nel pieno rispetto della normativa vigente . Quindi prosegue il percorso di restituzione alla comunità della piena fruizione dell’immobile pubblico, che peraltro è già libero”. E soddisfatta pure Gianna Pentenero, capogruppo del Pd, già candidadata del centrosinistra alla presideneza della Regione: “ la sentenza del Tar Piemonte conferma la correttezza della procedura amministrativa seguita dal Comune di Torino nel pieno rispetto della normativa vigente. Auspichiamo che, da questo momento, possa continuare senza problemi e senza inutili conflitti istituzionali fra Regione e Comune il percorso di legalità intrapreso dal Comune di Torino”. Replica l’assessore Maurizio Marrone di Fdi: “Se la bocciatura della sospensiva parte dall’idea che la palazzina di Askatasuna sia vuota, spiace constatare come il Tar ignori che, alla faccia dello stesso patto sottoscritto con il Comune, gli antagonisti continuano ad abitarla, come confermato dalla notifica penale recentemente recapitata proprio lì ad una occupante dalla Digos”.
La battaglia legale prosegue.
Non soltanto tutela dell’ambiente, ma anche prevenzione: sono due tra i pilastri della tutela della cittadinanza in caso di fenomeni meteorologici estremi o comunque fuori dall’ordinario. Oggi, nel corso della seduta della V Commissione presieduta dal Consigliere Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente), il direttore generale di Arpa, Secondo Barbero, ha illustrato le modalità di raccolta e comunicazione dei dati di rilevazione idrometrica in caso di allerta meteoidrologica e idraulica.
“Per la cittadinanza un sistema di sorveglianza, rilevazione e comunicazione può essere decisivo in caso di eventi meteorologici particolarmente intensi – spiega Sergio Bartoli -; la precisione e la tempestività nell’allerta e nella segnalazione di pericoli fanno la differenza sia per i singoli cittadini che possono adeguatamente prepararsi, ma anche per le Istituzioni che possono attuare i protocolli di protezione civile con maggiore rapidità ed efficienza”.
“Nel periodo in cui sono stato sindaco di un piccolo comune montano – continua Bartoli -, ho avuto modo di toccare con mano quanto sia importante conoscere il più tempestivamente possibile quello che sta per avvenire e quanto sia grande la responsabilità nella tutela della sicurezza dei cittadini. Arpa ha messo a disposizione dei singoli utenti e delle Amministrazioni locali una serie di servizi di allerta e allarme che vanno dalle notifiche su applicazioni per telefonini a widget per i siti dei comuni, il tutto aggiornato in tempo reale. Previsioni sempre più accurate e monitoraggi sempre più efficaci permettono di conoscere la situazione in ogni comune del Piemonte: dati fondamentali, a disposizione di tutti, praticamente immediatamente. In un periodo storico in cui siamo esposti a fenomeni sempre più improvvisi e violenti, il lavoro di Arpa rappresenta uno strumento decisivo per evitare fatalità e gravi incidenti e un sostegno importantissimo per Regione e Comuni nel compito fondamentale di tutela della vita e dell’incolumità dei cittadini”.
“Il prossimo passo – conclude Bartoli – dovrà essere necessariamente l’implementazione della rete IT-Alert, per invio di messaggi di allerta direttamente su tutti i dispositivi collegati a una specifica cella, un servizio di competenza del Dipartimento della Protezione Civile che rappresenta uno scatto in avanti importantissimo. Ringrazio tutte le persone che operano in Arpa al servizio del territorio e per la sicurezza dei cittadini”.
L’occasione l’ha offerta l’evento “Accelerare la risposta delle città italiane alla crisi climatica” nel corso del quale i sindaci e gli assessori di Torino, Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato e Roma presentato le loro raccomandazioni per il governo con l’obiettivo di accelerare la transizione energetica locale e rafforzare il ruolo delle città nel contrasto alla crisi climatica.
“L’incontro ha segnato un passo importante verso la creazione di una rete nazionale di città italiane per la neutralità climatica, che si propone come laboratorio di innovazione e piattaforma di dialogo istituzionale per raggiungere gli obiettivi climatici e migliorare la qualità della vita dei cittadini”, spiega l’assessora alla Transizione Ecologica Chiara Foglietta, presente all’incontro nella storica Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano della Camera di Commercio di Roma.
Tra le principali proposte presentate ai ministri: il rafforzamento del coordinamento multilivello tra Comuni, Regioni e Governo per allineare il quadro normativo nazionale alle direttive UE; la creazione di un Tavolo nazionale sui dati, per migliorare l’accesso e l’uso dei dati utili al monitoraggio delle politiche climatiche locali; il supporto delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CACER) con misure normative e incentivi semplificati, oltre a strutture di supporto tecnico-economico; l’attivazione di un Tavolo nazionale sui finanziamenti, per promuovere modelli innovativi e superare le barriere all’adozione di soluzioni di transizione energetica da parte dei Comuni.
Torino, Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato e Roma hanno firmato un Climate City Contract che le impegna a mettere in campo competenze e risorse per abbassare soprattutto le emissioni che nelle aree urbane vengono prodotte in larga parte, per circa i tre quarti del totale, dal settore degli edifici, e in particolare dal gas delle caldaie, seguito da quello dei trasporti.
La transizione verso un modello di sviluppo più sostenibile passa obbligatoriamente attraverso queste 9 città che si sono impegnate a raggiungere una neutralità climatica già al 2030, e sono hub di sperimentazione e innovazione dove elaborare strategie e tracciare nuovi percorsi, che una volta rodati potranno venire copiati da tutti gli altri.
Grazie allo sviluppo dei Contratti Climatici di Città, che stanno ricoprendo un ruolo innovativo e determinante, le nove hanno avviato un percorso ambizioso che integra visione strategica, pianificazione e investimenti, attraverso un processo co-creativo che coinvolge attori pubblici, privati e sociali. Insieme, hanno già pianificato oltre 1.000 azioni concrete per decarbonizzare i settori chiave – dalla mobilità all’edilizia, dall’energia all’economia circolare – e hanno raccolto l’adesione di oltre 600 firmatari e sostenitori, tra imprese, enti pubblici, università e rappresentanti della società civile.
I piani d’azione messi in campo dalle città hanno un valore stimato di circa 40 miliardi di euro, e già oggi sono stati mobilitati 4,8 miliardi di fondi europei, di cui 3 miliardi attraverso il PNRR e 1,8 miliardi da altri strumenti dell’Unione Europea. Un lavoro senza precedenti, che rende le città interlocutori strategici imprescindibili per il Governo nazionale nel disegno delle politiche di transizione energetica e climatica.
Dopo i saluti istituzionali di Fabrizio Penna, capo del Dipartimento Unità di Missione PNRR del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, l’evento ha ospitato il videomessaggio del commissario Europeo al Clima Wopke Hoekstra e gli interventi di Philippe Froissard della Commissione Europea e di Andrea Durante della Banca Europea degli Investimenti.
Anna Lisa Boni, assessora del Comune di Bologna e referente della Missione Clima 2030, ha presentato i risultati del lavoro svolto dalle città italiane coinvolte, evidenziando le esperienze innovative sviluppate in questi ultimi tre anni da ognuna con il proprio contratto climatico locale.
Il cuore della mattinata è stato dedicato al dialogo tra i sindaci delle città italiane partecipanti alla missione, – al quale hanno preso parte anche il sindaco di Napoli e Presidente ANCI Gaetano Manfredi e il sindaco dell’Aquila – e i ministri Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente e Sicurezza Energetica) e Tommaso Foti (Affari Europei, Coesione e PNRR).
L’incontro è stato coordinato da Benedetta Brighenti, direttrice generale RENAEL e membro del board italiano del Patto dei Sindaci.
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Arrivati al Regina Margherita i tre bimbi di Gaza
Trascorso un periodo di alcuni mesi in carcere, va ai domiciliari l’uomo di 63 anni che nel dicembre scorso aggredì con due bottiglie di acido muriatico la donna con cui aveva avuto una relazione. All’uomo verrà applicato il braccialetto elettronico, in attesa della discussione del rito abbreviato, in una abitazione messa a disposizione dalla ex moglie, che ha manifestato la disponibilità a occuparsi di lui, in un paese della val d’Ossola.
A cura di lineaitaliapiemonte.it
Di Carlo Manacorda
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“La comunità di Bruino è stata scossa nella giornata di ieri dall’ennesimo atto di intimidazione razzista, dopo svastiche e croci celtiche, questa volta un cartello che contrappone l’impegno per il referendum sulla cittadinanza alla cosiddetta “remigrazione” è stato affisso fuori dagli spazi che ospitano la Libreria Belleville e il circolo Arci Hakuna Matata. Questi messaggi che diffondono disvalori e messaggi d’odio non vanno sottovalutati.
Come ARCI siamo da sempre impegnati per la difesa e valorizzazione della cultura democratica antifascista e dei valori della Resistenza.
A nome di ARCI Valle Susa-Pinerolo e ARCI Piemonte esprimiamo piena solidarietà ad Hakuna Matata e Belleville, importanti punti di riferimento culturali, educativi e di impegno civico, e a tutta la comunità di Bruino.
Una delegazione ARCI sarà presente al presidio di venerdì 13 giugnodi fronte alla Libreria in via Roma 39.
Saremo sempre accanto a chi è impegnato per la cultura, i diritti e la solidarietà, contro ogni discriminazione e violenza”.
Gabriele Moroni, Presidente ARCI Valle Susa-Pinerolo aps
Andrea Polacchi, Presidente ARCI Piemonte aps
«La situazione delineata dalla stampa non può lasciare indifferenti chi, come noi, rappresenta quotidianamente migliaia di professionisti sanitari. Il rischio concreto di un nuovo piano di rientro per la sanità piemontese, unito all’ipotesi di commissariamento, disegna uno scenario di grande allarme». A dichiararlo è Claudio Delli Carri, segretario regionale del sindacato Nursing Up Piemonte, che interviene a seguito della notizia del disavanzo sanitario previsto per il 2025, stimato in oltre 700 milioni di euro.
“Quale futuro all’orizzonte?”, si chiedono gli infermieri e i professionisti della sanità pubblica, sempre più preoccupati da scelte politiche che rischiano di compromettere la tenuta del sistema regionale.
«In un contesto già reso difficile dalla carenza di personale, dall’aumento dei carichi di lavoro e da strutture sanitarie sotto pressione – prosegue Delli Carri – il nostro timore è che i tagli ricadano ancora una volta sugli operatori e sull’efficienza dei servizi offerti ai cittadini».
Per questo Nursing Up Piemonte chiede con urgenza un chiarimento ufficiale all’assessore regionale alla sanità, Federico Riboldi, e alla Giunta regionale, affinché venga fatta piena luce sulla reale situazione economico-finanziaria e, soprattutto, sulle misure che si intendono adottare nei prossimi mesi.
«La sanità non può essere governata nell’incertezza – conclude Delli Carri –. È necessario un confronto trasparente con le parti sociali. I professionisti sanitari meritano rispetto, tutele concrete e garanzie sul proprio futuro. Ci opporremo con forza a ogni decisione che penalizzi ulteriormente chi ogni giorno è in prima linea per garantire il diritto alla salute dei cittadini piemontesi».
CS
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