Il 28 luglio sarà attiva la seconda canna del traforo del Fréjus di 12,87 km. Grazie alla galleria il flusso e la sicurezza del traffico tra Italia e Francia saranno sicuramente migliori. L’opera si rivela ancora più utile con la chiusura del traforo del Monte Bianco dal 1° settembre per ben 15 settimane. La galleria favorita una circolazione separata tra le direzioni di marcia, evitando gli incroci tra i veicoli e aumentando così la sicurezza
Il Piemonte del vino guarda al biologico
La viticoltura biologica cresce in Piemonte, trainata da una visione che coniuga qualità, tutela ambientale e identità territoriale.
Nel cuore delle Langhe, una delle regioni vinicole più prestigiose d’Europa, il Piemonte si afferma come terra di innovazione sostenibile. Negli ultimi anni, la viticoltura biologica ha conosciuto una crescita costante: un processo che non si limita alla certificazione, ma si traduce in un cambiamento culturale profondo, capace di coinvolgere aziende, territori e comunità.
Sebbene il biologico continui a rappresentare una produzione di nicchia, oggi rappresenta sempre più una scelta strategica per molte realtà vitivinicole piemontesi che vogliono coniugare eccellenza produttiva e rispetto per l’ambiente, in risposta a consumatori sempre più attenti all’impatto delle proprie scelte. A spingere verso questa direzione è anche un clima sempre più fragile, che rende evidente la necessità di pratiche agricole rigenerative e più rispettose dell’equilibrio naturale.
In questo scenario le cooperative vitivinicole svolgono un ruolo fondamentale, perché mettono a sistema competenze, esperienze e risorse, rendendo possibile il cambiamento anche per le piccole aziende agricole. La cooperazione diventa così un moltiplicatore di consapevolezza, innovazione e impatto positivo sul territorio.
I numeri del vino biologico
Nel corso degli ultimi anni, il biologico ha conquistato sempre più spazio all’interno dei vigneti italiani e piemontesi, e i numeri lo testimoniano in modo chiaro: secondo il report firmato da Sinab e realizzato da Ismea in collaborazione con Ciheam nel 2021, l’Italia è tra i primi Paesi al mondo a produrre maggiori quantitativi di vino biologico. Con una superficie vitata biologica che, come riportato da FederBio, nel 2025 è arrivata a 133.000 ettari, l’Italia occupa un ruolo di primo piano in questa transizione.
Secondo Nomisma Wine Monitor, in Piemonte i vigneti coltivati a biologico hanno superato nel 2023 i 4.700 ettari, segnando una crescita del +353% rispetto al 2012. In percentuale, si tratta di quasi il 10% della superficie viticola regionale: un numero che dimostra chiaramente che la vitivinicoltura biologica rappresenta ancora una produzione minoritaria, ma che racconta un cambiamento comunque degno di nota.
Accanto a questa crescita produttiva, occorre sottolineare che il mercato si dimostra ricettivo e premiante per i prodotti biologici, il cui apprezzamento è in costante aumento. In particolare nei mercati del Nord Europa e del Canada l’etichettatura biologica non rappresenta più solo un vantaggio, ma è spesso un requisito fondamentale.
Radici che uniscono: vite e cooperazione
Questa trasformazione trova nella cooperazione un supporto fondamentale, che affianca i produttori attraverso formazione, assistenza tecnica e supporto economico per favorire una viticoltura più attenta e sostenibile.
Un esempio emblematico di questo approccio è quello della Cantina Terre del Barolo, storica cooperativa di Castiglione Falletto aderente a Confcooperative Fedagripesca Piemonte, che ha scelto di investire con convinzione nella produzione di vini biologici certificati, coinvolgendo in modo strutturato i propri soci. La cantina produce ogni anno circa 120.000 bottiglie biologiche, tra Barolo, Barbera, Dolcetto e Nebbiolo, vitigni che esprimono pienamente il legame profondo con la Langa e la sua identità. Per questa realtà il biologico non è una moda, ma una scelta seria e consapevole, un modo più coerente per tutelare le risorse naturali e il lavoro dei soci.
Ma nella cooperazione agricola piemontese sono diversi gli esempi di tutela dell’ambiente e del territorio: in Cantina Clavesana, dal 2019 un primo gruppo di soci ha intrapreso il conferimento di uve biologiche per la produzione di Dogliani DOCG, mentre nell’astigiano la Cantina Sociale di Nizza Monferrato produce Barbera d’Asti DOCG e Nizza DOCG biologici. Accanto a questi, la Cantina Sociale Tre Secoli, Terrenostre, Cantina La Maranzana e la Cantina Sociale del Nebbiolo hanno linee produttive certificate biologiche. Altre cooperative, come Produttori di Govone, dispongono invece attualmente della sola certificazione per avviare nel futuro la produzione biologica.
Questi sono solo alcuni esempi dell’attenzione che la filiera cooperativa riserva all’ambiente, al territorio e alle persone. Certo, la vitivinicoltura biologica richiede pazienza, osservazione costante e una formazione continua. Ma è proprio in questo contesto che emerge maggiormente il valore della cooperazione, strumento efficace per affrontare le difficoltà produttive ed economiche, soprattutto nelle annate più critiche e complesse.
Accesso al credito, garanzie per le imprese
Su proposta dell’assessore al Bilancio e alle Attività produttive Andrea Tronzano, la Giunta regionale ha disposto una rimodulazione della Sezione speciale Regione Piemonte del Fondo di Garanzia, strumento finanziato con 60 milioni di euro del programma regionale Fesr 2021-2027 e gestito tramite il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
“Abbiamo scelto di spostare le risorse dove c’è maggior richiesta – spiega Tronzano – Le imprese piemontesi hanno la necessità di garanzie dirette per accedere al credito e la Regione risponde con rapidità. Con questa decisione riattiviamo immediatamente una misura molto sfruttata, evitando che i fondi europei rimangano inutilizzati”.
Nel dettaglio, vengono spostati 10 milioni di euro dalla linea di intervento dedicata alla “riassicurazione” (controgaranzia) alla linea dedicata alla “garanzia diretta”, che aveva esaurito le risorse disponibili ed era quindi stata sospesa. La modifica permette di riattivare subito l’operatività della linea A, la più richiesta dalle imprese, portandone la dotazione da 45 a 55 milioni di euro.
Lo strumento, gestito da Mediocredito Centrale, ha già permesso di garantire 5.453 operazioni, di cui oltre 4.600 tramite garanzie dirette, per un importo complessivo superiore a 1,3 miliardi di euro di finanziamenti bancari, sostenendo gli investimenti e la liquidità delle piccole e medie imprese piemontesi.
“La rimodulazione – conclude l’assessore Tronzano – è una scelta strategica e non comporta nuovi costi per il bilancio regionale: si tratta di una riallocazione intelligente delle risorse esistenti, in base alla reale domanda del sistema produttivo. L’obiettivo è continuare a utilizzare al meglio i fondi europei, accelerando gli investimenti e sostenendo la crescita delle imprese”.
cs
Premio di laurea a 1300 studenti
Sul ring Fontana batte Fiorillo
IN UNA SERATA DI GRANDE BOXE A TORINO
Un match vero, combattuto, di quelli che piacciono agli appassionati: Andrea Fontana torna sul ring dopo sette mesi di stop e lo fa con una prestazione in crescendo, conquistando ai punti una vittoria sofferta ma netta contro il romano Giulio Fiorillo. È successo sabato sera alla bocciofila Rossinidi corso Mamiani 5, teatro all’aperto di una serata di pugilato intensa e ben organizzata e che ha riscosso un notevole successo di pubblico: The Doctor’s Night, evento firmato Boxing de Rua con il patrocinio della Circoscrizione 6.
Il match professionistico ha chiuso un programma ricco che ha visto alternarsi sei incontri di boxe olimpica e due match dimostrativi, applauditi da un pubblico numeroso e partecipe.
Fontana, 27 anni, ha faticato nelle prime riprese a trovare il ritmo giusto dopo la lunga inattività. Di fronte un avversario alto, con leve più lunghe e reattivo sulle combinazioni. Ma dalla quarta ripresa in poi il torinese ha messo la marcia giusta, prendendo il controllo del match con maggiore precisione, pressione e intelligenza tattica. Una prova solida che conferma le sue qualità e lascia ben sperare per il prosieguo della stagione.
Sotto la guida tecnica di Stefano Abatangelo, sono saliti sul ring anche gli atleti della Boxing de Rua: da segnalare le vittorie di Giulia Bottalico, Andrea Laurieri, Riyad Lahssini (all’esordio) e Alexsandro Da Silva, oltre alle prestazioni generose – ma senza successo – di Lorenzo Bottalico e Sara Deleonardis, quest’ultima impegnata in un match di altissimo livello tecnico.
Una serata riuscita e ben organizzata dalla Boxing De Rua, tra boxe vera, passione e tanto pubblico: segno che il pugilato a Torino continua a crescere, sul ring e fuori.
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IL PRESIDENTE BARTOLI: “UNA TRANSIZIONE CHE DIFENDE L’AMBIENTE E IL PORTAFOGLIO DELLE FAMIGLIE”
Torino, 28 luglio 2025 – La V Commissione Ambiente del Consiglio Regionale del Piemonte, presieduta dal Consigliere Sergio Bartoli, ha espresso oggi parere favorevole alla proposta di deliberazione della Giunta Regionale per la modifica delle Norme di Attuazione del Piano Regionale per la Qualità dell’Aria (PRQA). Il provvedimento recepisce le novità del D.L. 121/2023 e istituisce una Struttura speciale per la definizione delle misure compensative ambientali nei confronti dei territori e dei cittadini coinvolti dalle nuove limitazioni alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5.
“È un passaggio chiave – ha dichiarato il Presidente Bartoli – perché il Piemonte non si limita ad applicare una norma, ma costruisce una risposta concreta e scientificamente fondata per tutelare oltre 307.000 famiglie piemontesi.
Con questa Struttura vogliamo evitare che i cittadini siano obbligati a sostituire veicoli ancora pienamente funzionanti.
Significa risparmiare migliaia di euro a famiglia, e al contempo **trovare soluzioni ambientali più intelligenti, più giuste, più sostenibili.”
Nel corso della Commissione, l’Assessore Marnati ha illustrato nel dettaglio il piano regionale, sottolineando che la Struttura sarà operativa sin da subito, coordinata a titolo gratuito dal Direttore regionale Angelo Robotto e composta da professionalità interne ed esterne. Sarà affiancata da ARPA Piemonte, Politecnico di Torino, Università di Torino e altre realtà scientifiche regionali.
Tra le soluzioni in fase di studio:
• l’uso certificato dei biocarburanti già disponibili sul mercato;
• l’intelligenza artificiale per la fluidificazione del traffico urbano;
• i sistemi di filtraggio sulle biomasse, e nuove tecnologie per abbattere le emissioni nell’agricoltura e nella mobilità.
“Stiamo costruendo un modello nuovo – ha aggiunto Bartoli – che coniughi ambiente, innovazione e giustizia sociale.
La qualità dell’aria si può migliorare senza scaricare i costi sulle famiglie.
Con la Struttura speciale, il Piemonte dimostra di voler governare il cambiamento, non subirlo.”
Il provvedimento sarà approvato definitivamente dalla Giunta regionale, con attivazione immediata della Struttura e avvio dei lavori preparatori.
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Musei Reali di Torino – Sale Chiablese
DA BOTTICELLI A MUCHA Bellezza, Natura, Seduzione
prorogata fino al 28 settembre 2025
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