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La separazione è sempre un momento difficile, ma per molti padri diventa un vero e proprio dramma che coinvolge emozioni profonde, difficoltà pratiche e spesso anche un senso di ingiustizia. Sono tanti gli uomini che, dopo aver vissuto momenti di gioia e condivisione con i propri figli, si trovano a dover affrontare una realtà complessa e spesso dolorosa. Per molti padri, il desiderio più grande è quello di mantenere un rapporto attivo e significativo con i figli, anche dopo la separazione. Tuttavia, le dinamiche legali, le resistenze dell’ex partner e le difficoltà economiche possono rendere questa aspirazione difficile da realizzare. La battaglia per l’affidamento, le visite e il mantenimento diventano spesso un percorso fatto di ostacoli, tensioni e delusioni. Il dolore più grande si manifesta quando si sente di essere stati allontanati dalla vita dei propri figli, di non poter partecipare alle loro gioie e ai loro momenti importanti. Molti padri si trovano a dover lottare non solo contro le questioni legali, ma anche contro un senso di impotenza e di perdita. La mancanza di un ruolo attivo nella crescita dei figli può portare a sentimenti di tristezza, frustrazione e isolamento. Inoltre, il dramma si acuisce quando si affrontano le difficoltà economiche legate al mantenimento e alle spese per i figli. La legge prevede che entrambi i genitori contribuiscano, ma non sempre le possibilità economiche sono sufficienti, e questo può generare tensioni e sensi di colpa. Nonostante tutto, è importante ricordare che ci sono molte associazioni e movimenti che si battono per i diritti dei padri e per un’equa tutela dei loro ruoli. La società sta lentamente cambiando, riconoscendo sempre più l’importanza di un coinvolgimento attivo di entrambi i genitori nella vita dei figli. Ai nostri microfoni il presidente Luca Ronzani, dell’ Associazione Misericordia S.p.A., Società per Amore, spiega il dramma dei papà che, pur avendo un lavoro con un reddito medio, non riuscendo a far fronte, economicamente, a tutte le spese dovute alla separazione e all’assegno di mantenimento a moglie e figli, sono costretti, a volte a dormire in macchina o addirittura, sotto i ponti. Da non sottovalutare, inoltre, spiega l’avvocato Salvatore Dimartino, il danno “educativo” procurato ai figli dalla mancanza della figura paterna. Il papà rappresenta un punto di riferimento, un modello di sicurezza e protezione. La presenza di un genitore maschile può contribuire a sviluppare nei figli un senso di stabilità, autostima e fiducia in sé stessi. La mancanza di questa figura può portare a sensazioni di abbandono, insicurezza e difficoltà nel gestire le emozioni. È fondamentale che le istituzioni, le famiglie e la società nel suo insieme lavorino per creare un ambiente più giusto e solidale, dove i figli possano crescere con l’amore e la presenza di entrambi i genitori, e dove i padri possano vivere questa fase difficile con dignità e speranza
FRANCESCO VALENTE
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Ho visto in prima televisiva su Sky il film di Andrea Segre su Enrico Berlinguer “La grande illusione” . L’ho seguito con attenzione, anche se non ho mai avuto simpatia per il politico sardo che andai anche ad ascoltare tanti anni fa al Palazzetto dello Sport di Torino. Allora mi parve algido nel suo ideologismo togliattiano, nel film mi è apparso invece un uomo appassionato e un grande trascinatore di masse ,pur travagliato da qualche dubbio. L’idea del compromesso storico mi sembrò fin da subito un progetto ostico e inaccettabile per un liberale. Perfino Valerio Zanone si dovette accorgere che il governo delle grandi intese era invotabile. Come scrisse Mario Soldati che non era un politico, ma un uomo di grandi intuizioni, la democrazia italiana rischiò di venire stritolata dall’abbraccio catto-comunista voluto da Berlinguer e da Moro e realizzato da Andreotti :un pastrocchio che ci avrebbe isolati dall’Europa. Fu il rapimento e l’omicidio di Moro a mandare all’aria il progetto che qualcuno definì cin termine colorito gli “spaghetti in salsa cilena”. Nel 1975 i comunisti conquistarono le grandi città e laddove non riuscirono ad avere la maggioranza sfruttarono il trasformismo di socialdemocratici e liberali che si offrirono di fare da puntello a maggioranze di sinistra in cambio di assessorati e di presidenze.