ilTorinese

“Attraverso Festival #pop”… via al secondo tempo

Dopo quasi trenta appuntamenti a luglio e il pienone di pubblico, il primo tempo del “Festival” si chiude aprendo le porte  a “comicità” e “spettacolo d’autore”

Mercoledì 5 e giovedì 6 agosto

Alba / Busca (Cuneo)

Terminata, con un bel numero di “sold out”, la corsa estiva di luglio (contrassegnata da quasi trenta serate, un successo alle stelle e nuovi luoghi scoperti dal pubblico del “Festival”, con i debutti di Rocchetta Palafea nell’astigiano e di Pozzolo Formigaro nell’alessandrino), il programma di “Attraverso Festival # pop”, viaggio culturale nel cuore del Piemonte meridionale e delle “Terre UNESCO”, entra di botto nel mese di agosto  con due appuntamenti emblematici della doppia anima della “ Rassegna”: la “comicità che legge il presente” e la “musica che incontra la narrazione storica”. Il tutto, prima della ripresa del cartellone dal 26 agosto e del cammino che proseguirà fino a metà settembre.

Da subito, dunque, due date da annotare: mercoledì 5 e giovedì 6 agosto.

Il primo dei due appuntamenti è in programma ad Alba (Cuneo), al Teatro Sociale “Giorgio Busca – Arena Guido Sacerdote” al civico 3 di piazza Vittorio Veneto. In scena Yoko Yamada con “Stellina Scintillina” (ore 21ingresso 15 euro), nuovo spettacolo di una delle giovani “stand-up comedian” più originali della scena italiana. Bresciana di nascita, classe 1993, madre italiana e padre giapponese, Yoko ha iniziato il suo percorso sul palco nelle serate di “open mic” (“microfono aperto”) di Venezia, passando in pochi anni (primo spettacolo: “Pizza sul gelato”) dai piccoli teatri alle due stagioni su “Comedy Central”, alla finale di “Italia’s Got Talent” e al “Premio Satira” (Premio consegnato da Fiorello) di Forte dei Marmi come miglior “stand-up commedian”. Nel 2025 è tra i protagonisti di “Audiscion” su “Rai2” e del cast di “The Traitors Italia”. Dalla fine del 2025, porta in scena il suo nuovo spettacolo “Stellina Scintillina”, dove fra scomodi interrogativi, feste di compleanno per bambini, ‘Chat GPT’, coming out, ansie da trentenne, lavoro precario e orde di salmoni, Yoko Yamada solca l’attualità con intelligente ironia, mettendoci di fronte alle nostre più profonde contraddizioni, senza aver paura di dissacrare anche quelle tradizioni che consideriamo intoccabili”. Il tono narrativo si mantiene sempre sulla linea del “pop – empatico”, con un linguaggio diretto e ironico che cerca la risata senza rinunciare alla profondità, “perfettamente in linea – affermano gli organizzatori di ‘Hiroshima Mon Amour ETS’ e ‘Produzioni Fuorivia’ – con lo sguardo che ‘Attraverso Festival’ dedica alla ‘stand-up’, come forma di racconto del nostro tempo”.

Secondo appuntamento agostano: giovedì 6 agosto (ore 21ingresso 30 euro) al “Parco – Museo dell’Ingenio”, in Viale Monsignor Leone Ossola a Busca (Cuneo). E qui, il registro cambia completamente. Al centro della scena (scena a due) e in celebrazione degli 800 anni dalla morte del “Poverello d’Assisi”, l’altissima figura di San Francesco “Patrono d’Italia” e la sua medievale “rivoluzione della povertà” saranno rievocate e raccontate da due voci e da due protagonisti della “narrazione” letteraria e musicale contemporanea: quella del giornalista e scrittore albese, tra le voci più autorevoli del nostro tempo, Aldo Cazzullo (già autore del fortunatissimo “Francesco. Il primo italiano”, pubblicato nel 2025 da “HarperCollins Italia”) e dell’eterno immenso “menestrello” – per quelle sue inconfondibili note capaci di unire la musica medievale e rinascimentale al “folk” di tradizione celtica, germanica, britannica e francese – Angelo Branduardi da Cuggiono Milanese, ma cresciuto e formatosi alla “scuola genovese”, spesso creatore di testi scritti a quattro mani con la moglie Luisa Zappa. Ad accompagnare sul palco Cazzullo e Branduardi, saranno le musiche dal vivo del pianista (arrangiatore e polistrumentista) Fabio Valdemarin. Anche per Branduardi, come per Cazzullo, “raccontare San Francesco” non è cosa nuova. Nel corso della sua carriera, infatti, il virtuoso “menestrello”, sempre accompagnato dal suo fido “violino”, ha dedicato vari lavori alla figura del Santo d’Assisi, tra cui “L’infinitamente piccolo” (composto per il “Giubileo” del 2000), grande successo discografico, “Il Cammino dell’Anima” (2019), ispirato a Hildegard von Bingen, la medievale “Sibilla del Reno” (monaca benedettina, proclamata “Santa” e “Dottore della Chiesa”) e nel 2025 la ripresa de “Il Cantico”, tour e spettacolo musicale dedicato al “Cantico delle Creature”, ulteriore conferma dello stile unico di Branduardi, sospeso tra musica, storia e spiritualità. Attraverso la narrazione di Cazzullo e le canzoni Branduardi, l’elogio al “Poverello d’Assisi” raggiungerà, in quel di Busca, una dimensione di assoluta attualità e la “memoria” si farà monito alla rivisitazione di un’“attualità”, oggi più che mai immemore di “Figure” di tale illimitato livello. Di monito (difficile, però, sperarlo!) agli attuali cosiddetti “grandi” (ma, in realtà, infinitamente “piccoli”) “Padroni del Mondo”.

Per infowww.attraversofestival.it

Gianni Milani

Nelle foto: Yoko Yamada, Cover “Francesco. Il primo italiano”, Angelo Branduardi e Aldo Cazzullo

Torna la Festa della Madonna della Neve a Ciao Pais

Torna la Festa della Madonna della Neve a Ciao Pais, appuntamento con la tradizione degli Alpini. SAUZE D’OULX – Una giornata dedicata alla memoria, ai valori alpini e alle tradizioni che da oltre ottant’anni fanno parte della storia di Sauze d’Oulx. Mercoledì 5 agosto il suggestivo scenario del Rifugio Ciao Pais, all’interno dell’Arboretum Alpinorum, ospiterà la tradizionale Festa della Madonna della Neve, appuntamento organizzato dall’Associazione Nazionale Alpini – Gruppo Torino Centro, che ogni anno richiama Penne Nere, autorità civili e militari, residenti e turisti. La ricorrenza affonda le proprie radici nella storia. Fu infatti il Battaglione “Val Fassa”, insieme ai Battaglioni Val Cenischia, Val Dora ed Exilles, a costruire nel 1940 la cappella dedicata alla Madonna della Neve, nei pressi del Rifugio Ciao Pais, per ricordare il sacrificio dei propri Caduti e di quelli degli altri Battaglioni del 3° Gruppo Valle. Un luogo che continua a rappresentare un simbolo di fede, memoria e riconoscenza verso chi ha servito il Paese con spirito di sacrificio.

Il programma della giornata prevede il ritrovo alle 10.30 presso il Rifugio Ciao Pais. Alle 11 si terrà l’Alzabandiera, seguito dalla cerimonia in onore dei Caduti e degli Alpini “andati avanti”. Alle 11.15 sarà celebrata la Santa Messa, mentre alle 12 è in programma la visita all’Arboretum Alpinorum. La manifestazione si concluderà con il tradizionale pranzo alpino alle 12.30, momento conviviale che rappresenta da sempre uno degli aspetti più apprezzati della giornata. Il sindaco Mauro Meneguzzi sottolinea l’importanza di questa festa: “La Festa della Madonna della Neve è uno degli appuntamenti più significativi della nostra estate perché custodisce la memoria degli Alpini e dei valori che hanno caratterizzato la loro storia: senso del dovere, solidarietà, amicizia e amore per la montagna. È una ricorrenza che unisce il ricordo al piacere di ritrovarsi in uno dei luoghi più belli del nostro territorio, l’Arboretum Alpinorum, patrimonio naturalistico e storico di Sauze d’Oulx. Desidero ringraziare il Gruppo ANA Torino Centro per il costante impegno con cui mantiene viva questa tradizione e rivolgo un invito a residenti e ospiti a partecipare numerosi a una giornata che rappresenta un momento di autentica condivisione per tutta la comunità”.

PINEROLESE, USIC: “PLAUSO AI CARABINIERI DI CUMIANA E PINEROLO PER IL MAXI-SEQUESTRO DI MARIJUANA”

“L’Unione Sindacale Italiana Carabinieri del Piemonte e della Valle d’Aosta esprime vivo compiacimento e profondo apprezzamento per l’eccellente operazione condotta nel Pinerolese dai Carabinieri della Stazione di Cumiana e della Sezione Operativa della Compagnia di Pinerolo, che ha portato allo smantellamento di un’imponente piantagione di marijuana e all’arresto di cinque persone. L’attività investigativa, avviata grazie all’intuito e allo spiccato senso del dovere di due militari liberi dal servizio, dimostra ancora una volta come l’attenzione costante dei Carabinieri sul territorio rappresenti un presidio fondamentale di legalità e sicurezza per la collettività. L’intervento ha consentito di sequestrare quattro serre contenenti circa 1.600 piante in fase di essiccazione, per un peso complessivo superiore a 700 chilogrammi, oltre a 15 chilogrammi di infiorescenze già confezionate, sofisticate attrezzature destinate alla coltivazione e una carabina calibro .357 Magnum risultata rubata. Si tratta di un risultato di particolare rilievo, che infligge un duro colpo ai circuiti criminali legati alla produzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Un’operazione ancora più significativa se si considera che la marijuana sequestrata sarebbe stata verosimilmente destinata soprattutto al mercato giovanile. Ai colleghi della Stazione di Cumiana e della Sezione Operativa della Compagnia di Pinerolo va il nostro più sincero plauso per la professionalità, la capacità investigativa e il senso dello Stato dimostrati. Il loro operato conferma il valore insostituibile della presenza dell’Arma sul territorio e l’impegno quotidiano delle donne e degli uomini in uniforme nella tutela dei cittadini e nel contrasto alla criminalità”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).

La pieve di San Pietro a Pianezza. Uno dei tesori oltre la cintura di Torino

 

Eretta sulla sponda del Dora Riparia nel XII secolo in stile romanico lombardo, con il tetto a capanna, e dedicata a San Pietro, la pieve di Pianezza, a pochi chilometri da Torino, offre uno spettacolo unico e, probabilmente, inaspettato grazie ai suoi affreschi, un ciclo dipinto, quasi interamente, da Giacomo Jaquerio e altri artisti della sua scuola. Il pittore fu il rappresentante della pittura tardo-gotica in Piemonte e le sue opere, grazie al duca Amedeo VIII, arrivarono fino a Ginevra.

Sconsacrata oramai da molto, un tempo fu luogo di preghiera di pellegrini e viandanti, e venne costruita, con molta probabilita’, al posto di un tempio pagano; in origine era costituita da una sola navata, ma in epoca gotica (tra il 300 e il 400) ne furono aggiunte altra due piu’ piccole. La facciata, in un primo tempo poco curata, fu riqualificata a fine ‘300 con mattoni rossi romanici e materiali di recupero mentre l’entrata fu collocata nella parte laterale da dove si accede anche al presbiterio. Durante l’ultima fase dei lavori sono stati dipinti il Cristo in Croce, una santa non identificata sul pilastro di entrata ed un’altra vicina all’immagine di Santa Margherita. Molto belle anche le vetrate colorate, copie create nell’800, i cui originali di Antoine de Lonhy sono conservati al Museo Civico Torinese di Palazzo Madama.

I Provana, una tra le cinque famiglie feudali piu’ importanti del Piemonte, volle fortemente le decorazioni della Pieve di San Pietro, tra queste, oltre a quelle gia’ citate, abbiamo la raffigurazione degli Apostoli, l’Annunciazione e il dipinto dedicato a Santa Caterina; nella cappella che porta il loro nome, invece, troviamo il dipinto sulla vita di San Giovanni in cui si riconoscono anche i simboli della famiglia: il liocorno e i tralci di vite.

La Pieve di San Pietro si aggiunge alle moltissime opere in stile romanico del Piemonte (chiese, castelli, abbazie) che venivano edificate perlopiu’ sulle strade devozionali, come la via Francigena che portava i pellegrini dall’Inghilterra fino a Roma.

Normalmente non e’ aperta al pubblico, ma si può visitare contattando gli uffici comunali o i gruppi di volontari dedicati. In questa chiesa, inoltre, e’ possibile celebrare matrimoni civili assecondando cosi’ la volonta’ di valorizzare ancora di piu’ il patrimonio architettonico della citta’.

MARIA LA BARBERA

Apertura su richiesta; prenotazioni presso l’ufficio URP 011/9670211 oppure
presso UNECON: 3333903669 – 3394620103 – 3356171376
unecon2019@gmail.com

Un uomo. Roberto Mignone, l’anima torinese dell’UNHCR

«Cosa significa essere un uomo?»

«Significa avere coraggio, avere dignità. Significa credere nell’umanità. Significa amare senza permettere a un amore di diventare un’àncora. Significa lottare. E vincere. Guarda, più o meno quel che dice Kipling in quella poesia intitolata ‘Se’. E per te cos’è un uomo?»

«Direi che un uomo è ciò che sei tu».

(Oriana Fallaci -‘Intervista con la storia’)
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Di IRMA CIARAMELLA
Ci sono torinesi che partono per restituire al mondo i valori che la nostra città coltiva senza clamori, con il suo understatement: la misura, l’ascolto, l’abitudine a riconoscere un bisogno prima ancora che diventi grido e a trasformarlo in soluzione. Roberto Mignone ha portato la sua torinesità attraverso ventisette Paesi, e l’ha fatta amare in luoghi di cui, da qui, conosciamo appena il nome. Ha fatto amare persino il suo magico Toro, le cui sorti seguiva da ogni angolo remoto del pianeta.
Roberto Mignone, a lungo rappresentante dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), se n’è andato a sessantuno anni, dopo oltre trent’anni vissuti ovunque accanto ad Adele, la moglie conosciuta in Costa d’Avorio durante il servizio civile internazionale, e alle due figlie, Sabrina e Sahara, nate in Svezia e in Colombia.
Andato in pensione, aveva scelto Torino come punto di riferimento per sé e per la famiglia, e la Grecia come approdo della sua barca a vela, ‘Rastababy’, per continuare a nutrire l’amore della libertà solcando altri mari.
Alla cerimonia di commiato, il mondo intero è tornato a Torino per lui. Amici, colleghi, la famiglia di sangue e quella che si era scelto, riuniti da ogni angolo della Terra qui per l’ultimo saluto. Un’emozione viva ha attraversato gli oltre cento presenti e quanti hanno seguito il commiato in streaming.
Ma chi era questo torinese?
Era un uomo di diritto. Si era formato all’Università di Torino, alla Facoltà di Giurisprudenza, e proprio dal diritto era partito per comprendere che la norma più alta (‘the higher law’) non sta nei codici, ma si fa carne nella cura e nella tutela dei diritti delle persone: il diritto a esistere, a chiedere asilo, ad autodeterminarsi, a essere liberi.
Fu un viaggio in Asia a rivelargli la vocazione. Incontrò dei bambini Karen fuggiti dal Myanmar in un villaggio del nord della Thailandia. In un’intervista di qualche anno fa ricordava: «Ho una foto scattata in quel villaggio: io sono seduto e c’è una bambina dietro di me che mi posa una mano sulla spalla. Significa che anche i bambini capirono che eravamo lì per proteggerli, non per far loro del male. Quello fu il giorno più bello, lavorativamente parlando. Mi piace lavorare sul campo più di ogni altra cosa. Quando ero in Colombia, in Guatemala, in Mozambico pensavo: mi pagano per farlo?». In quel piccolo gesto di fiducia, la mano di una bambina posata su una spalla, c’era già, in nuce, tutto: la tenerezza che diventa responsabilità ed energia per cambiare le cose.
Da lì, una vita in prima linea con l’UNHCR: dal Mozambico al Guatemala, dalla Colombia alla Svezia, dall’Australia all’India, fino alla Costa Rica e poi alla sede centrale di Ginevra. Dove c’era un’emergenza, c’era Roberto Mignone. Era riuscito a sopravvivere a due incidenti aerei e a un rapimento. Diremmo di lui un silenzioso eroe civile, o più concisamente un supremo ‘civil servant’. Amava ricordare la Colombia come la stagione più felice: duecentocinquanta missioni sul campo, a cavallo, a piedi, su piccole imbarcazioni, per raggiungere le comunità indigene disperse nella giungla più remota, quelle che nessuno andava a cercare. E poi la Libia, negli anni durissimi seguiti alla caduta di Gheddafi, da rappresentante dell’UNHCR: l’evacuazione dei rifugiati, la liberazione di centinaia di persone stipate nei centri di detenzione. «Avrei pagato per fare questo lavoro.» Non era retorica, ma il racconto della sua vocazione, di una vita dedicata a questi valori.
Alla cerimonia, l’amico di una vita, Marco Scarabosio, ha evocato, facendole proprie, le parole di Oriana Fallaci, nella sua Intervista con la storia e Un uomo, l’elegia per Alekos Panagulis. «Che cos’è un uomo? Un uomo, per me, sei tu», ha detto con la voce rotta dall’emozione, «l’uomo che nella mia vita ho ammirato di più». E ha nominato le due qualità che in Roberto non erano una contraddizione ma un completamento, gli opposti che coincidono: la dolcezza e la forza. La dolcezza con la famiglia, con gli animali, con le persone, con la natura, l’amore per il mare e per la libertà; e insieme la fermezza di chi, nelle situazioni estreme, sapeva essere risolutivo, tenere la posizione, decidere, combattere in nome dei valori. Guerre, carestie, terremoti, disordini civili: qualunque fosse la circostanza, lui era lì, come ha ricordato il suo grande amico Christopher Peet, davanti alla sofferenza umana, a offrire aiuto, protezione, speranza.
È questa la lezione che ci lascia, e che qui a Torino sentiamo particolarmente nostra: la gentilezza non è debolezza né resa, ma la forma più concreta e rivoluzionaria del coraggio. Valorizzare ciò che di umano ci abita, farne carne e gesto, difenderlo là dove il diritto viene calpestato. Un uomo, un umanitario, un advocatus, avvocato dei più deboli.
A rendergli omaggio, tra gli altri, c’era Filippo Grandi, già Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, con il ricordo di un uomo per cui ogni problema era un’opportunità, capace di non arretrare neppure davanti a una pattuglia di rivoltosi armati fino ai denti: con quel suo essere italiano, empatico e disarmante, e con il coraggio estremo di chi mette in gioco la propria vita e quella degli altri, trovava sempre la soluzione e apriva la strada.
C’era Béatrice Diby, senatrice della Repubblica di Costa d’Avorio e presidente della Fondation Lady Jeanne, impegnata nell’istruzione e nel sostegno di bambine e donne. C’era la Città di Torino, con il suo gonfalone, per l’ultimo saluto a un figlio che aveva portato lontano la sensibilità e la competenza di questa terra, e che ovunque era stato amato.
Restano il ricordo e il dolore della moglie Adele, che presiede Lady Jeanne Italia ODV, impegnata nella cooperazione internazionale allo sviluppo e nell’empowerment, delle adorate figlie Sabrina e Sahara, della mamma Pinuccia e degli innumerevoli amici sparsi ovunque.
Poi il momento più intenso: il video, curato da lui stesso, che ha ripercorso in immagini tutta la sua vita, con Redemption Song, Stairway to Heaven e Follow the Sun in sottofondo, come un testamento spirituale.
A loro, e a chi lo ha conosciuto, resta un uomo che ha fatto del proprio mestiere una missione e della propria gentilezza un atto politico.
Che leggi, dunque, per Roberto Mignone? Le sole leggi che contino davvero: quelle non scritte, incise nella dignità di ogni persona. Roberto le ha servite per una vita intera.
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A Cortemilia la 72ª Fiera Nazionale della Nocciola

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Si è tenuta questa mattina, lunedì 3 agosto alle ore 11.30, al Grattacielo Piemonte di Torino, la conferenza stampa di presentazione della 72ª Fiera Nazionale della Nocciola di Cortemilia (22-30 agosto 2026), appuntamento di riferimento per la promozione della Nocciola Piemonte IGP e dell’intero territorio dell’Alta Langa.

All’incontro hanno partecipato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore regionale al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post Olimpico, Caccia e Pesca, Parchi Paolo Bongioanni, l’assessore regionale alla Montagna Marco Gallo, il sindaco di Cortemilia Marco Zunino e il presidente della Pro Loco di Cortemilia Paolo Valentino.

A moderare la conferenza stampa è stato il giornalista e corrispondente delle reti Mediaset Beppe Gandolfo, che ha accompagnato gli interventi istituzionali e la presentazione del programma della nuova edizione della manifestazione.

La Fiera Nazionale della Nocciola rappresenta da oltre settant’anni il principale momento di valorizzazione di un prodotto simbolo dell’Alta Langa e, allo stesso tempo, un’importante occasione per raccontare un territorio fatto di paesaggi, cultura, tradizioni, turismo e qualità della vita.

La presentazione si è aperta con un approfondimento dedicato a Cortemilia, Comune Turistico del Piemonte e appartenente al circuito dei Borghi Sostenibili della Regione Piemonte, realtà riconosciuta per la qualità della propria offerta culturale, ambientale e turistica. Nel corso dell’incontro è stato ricordato come Cortemilia sia considerata la capitale della Nocciola Piemonte IGP, una delle eccellenze agroalimentari più rappresentative del Piemonte. La Nocciola Tonda Gentile delle Langhe trova proprio in quest’area le condizioni ambientali ideali per sviluppare caratteristiche uniche di qualità, aroma e versatilità, diventando negli anni un prodotto apprezzato in Italia e nel mondo.

Attorno alla nocciola si è sviluppata una filiera composta da produttori agricoli, cooperative, aziende di trasformazione e realtà imprenditoriali che hanno saputo costruire un modello virtuoso capace di unire tradizione, innovazione e valorizzazione del territorio.

 

La Fiera Nazionale della Nocciola di Cortemilia, in programma nel mese di agosto, è oggi uno degli appuntamenti più importanti dell’estate piemontese: una manifestazione capace di richiamare visitatori, operatori del settore e media, offrendo un ricco calendario di iniziative dedicate all’enogastronomia, alla cultura, agli spettacoli, alle attività per famiglie e alla scoperta dell’Alta Langa.

Dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore regionale al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post Olimpico, Caccia e Pesca, Parchi Paolo Bongioanni e l’assessore regionale alla Montagna Marco Gallo«Sposare la valorizzazione di un prodotto tradizionale al territorio di cui è espressione, di cui ha plasmato nel tempo paesaggio, saperi ed economia, è una strada sulla quale il Piemonte punta con sempre maggiore determinazione. La nostra regione vanta da sola un quarto di tutte le produzioni agroalimentari a denominazione d’Italia, e la Nocciola Tonda Gentile Igp è ritenuta la migliore al mondo per qualità. La Regione Piemonte oggi la sta portando nel mondo come ambasciatrice dei nostri sapori. Per questo venire a scoprirla proprio nella sua piccola capitale, nel cuore del paesaggio Patrimonio Unesco, è un’opportunità che va incoraggiata e sostenuta con convinzione».

Il sindaco di Cortemilia Marco Zunino ha sottolineato il valore della Fiera Nazionale della Nocciola quale strumento di promozione e valorizzazione dell’intero territorio:

«La Fiera Nazionale della Nocciola è molto più di un evento: è il momento in cui Cortemilia racconta sé stessa, la propria storia e il proprio futuro. La nocciola rappresenta il nostro prodotto simbolo, ma attorno ad essa si sviluppa un patrimonio fatto di persone, aziende, tradizioni, cultura e paesaggio. Da oltre settant’anni questa manifestazione permette di far conoscere un territorio che ha saputo mantenere saldo il legame con le proprie radici, guardando allo stesso tempo all’innovazione e alle nuove opportunità offerte dal turismo e dall’agricoltura di qualità. L’edizione 2026 sarà ancora una volta un’occasione per accogliere visitatori provenienti da vicino e da lontano, proponendo un programma ricco di appuntamenti dedicati alla nocciola, all’enogastronomia, alla cultura e all’intrattenimento. Un risultato reso possibile grazie al lavoro condiviso tra Amministrazione comunale, Pro Loco, associazioni, volontari, produttori e attività del territorio, ai quali rivolgo il mio più sentito ringraziamento. La Fiera è il frutto di una grande collaborazione collettiva e rappresenta uno dei momenti più importanti per la promozione di Cortemilia e dell’Alta Langa».

Prima della presentazione del programma completo della manifestazione, è stato inoltre evidenziato il ruolo della Fiera come occasione di incontro tra territori e realtà produttive accomunate dalla volontà di valorizzare le proprie eccellenze agroalimentari.

L’assessore all’Agricoltura e Risorse naturali della Regione Valle d’Aosta Speranza Girod dichiara:

«Ringrazio l’Amministrazione comunale di Cortemilia per l’invito e per aver voluto proseguire questa importante collaborazione istituzionale tra la Regione Valle d’Aosta e la Regione Piemonte, che rappresenta un’occasione concreta non solo per promuovere e valorizzare le nostre produzioni agroalimentari, ma anche per favorire il confronto sui diversi temi che interessano il settore agricolo. La partecipazione della Valle d’Aosta alla Fiera Nazionale della Nocciola costituisce una vetrina di primo piano e un’importante opportunità per far conoscere le nostre eccellenze e, soprattutto, per raccontare il lavoro quotidiano delle aziende agricole e degli operatori che, attraverso la loro attività, contribuiscono a mantenere vivo il territorio e le nostre comunità rurali. Dietro ogni prodotto ci sono competenze, tradizioni, impegno e un forte legame con il territorio che meritano di essere valorizzati e sostenuti. La Valle d’Aosta sarà presente con le sue quattro DOP: Fontina DOP, Vallée d’Aoste Fromadzo DOP, Vallée d’Aoste Lard d’Arnad DOP e Vallée d’Aoste Jambon de Bosses DOP. Quattro eccellenze che esprimono qualità, tradizione e identità e che raccontano il profondo legame tra le nostre produzioni e il territorio. Saranno inoltre presentati altri prodotti della filiera lattiero-casearia e della filiera delle carni, espressione di un’agricoltura che sa valorizzare le proprie produzioni, il lavoro delle aziende e il patrimonio rurale della Valle d’Aosta».

Anche l’edizione 2026 conferma la volontà della Fiera Nazionale della Nocciola di Cortemilia di rafforzare collaborazioni e sinergie con territori accomunati dalla valorizzazione delle proprie eccellenze agroalimentari. La manifestazione consolida il rapporto di collaborazione con le Regioni Valle d’Aosta, Liguria e Veneto, che negli anni hanno contribuito a costruire una rete di promozione e confronto tra realtà territoriali diverse, unite dalla tutela delle produzioni tipiche e dalla valorizzazione delle proprie identità.

La novità dell’edizione 2026 sarà il gemellaggio con il Trentino-Alto Adige, che porterà a Cortemilia il racconto di una nuova eccellenza: il Presidio Slow Food del Grano Saraceno di Terragnolo, espressione di una tradizione agricola antica e di un patrimonio culturale che continua a essere custodito e valorizzato.

Sabato 22 e domenica 23 agosto saranno presenti gli stand istituzionali della Regione Autonoma Valle d’Aosta e del Presidio Slow Food del Grano Saraceno di Terragnolo.

Il presidio presenterà il Grano Saraceno, attraverso momenti di degustazione e approfondimento dedicati alla conoscenza di una coltura storica che racconta il rapporto tra agricoltura, territorio e comunità. La presenza di territori ospiti provenienti da diverse regioni italiane conferma la vocazione della Fiera Nazionale della Nocciola a essere non soltanto una manifestazione dedicata alla Nocciola Piemonte IGP, ma anche un luogo di incontro tra comunità, produttori e istituzioni, accomunati dai valori della qualità, della sostenibilità e della promozione dei territori. 

La 72ª Fiera Nazionale della Nocciola di Cortemilia si prepara così a celebrare ancora una volta il prodotto simbolo dell’Alta Langa, offrendo ai visitatori un’esperienza completa tra gusto, cultura, tradizione e accoglienza. Un appuntamento che racconta la forza di un territorio capace di custodire le proprie radici e, allo stesso tempo, di guardare al futuro attraverso nuove collaborazioni e nuove opportunità di crescita.

E’ morta Caterina Bottari Lattes

Con commozione e cordoglio la Fondazione Bottari Lattes dà annuncio della scomparsa della sua presidente Caterina Bottari Lattes, mancata il 2 agosto 2026. Chi l’ha conosciuta, ricorderà sempre il suo incessante impegno verso la diffusione della cultura e dell’arte, che dal 2009 Caterina ha declinato attraverso le attività della Fondazione dedicata al marito Mario Lattes. Dal sogno di Caterina di ampliare la conoscenza dell’artista ed editore con cui condivise trent’anni della sua vita, è nata un’avventura culturale che ha avuto insperate ramificazioni e frutti artisticamente rilevanti. Per quasi vent’anni la sede stessa della Fondazione è stata un crocevia di bellezza che ha ospitato mostre d’arte ed esposizioni di fotografia. Ha inoltre proposto grandi artisti, italiani e internazionali, già noti al grande pubblico o da riscoprire, facendo propria l’attività di promozione culturale intrapresa da Mario Lattes. Carlo Levi, Italo Cremona, Carol Rama, Amedeo Modigliani, sono solo alcuni tra gli autori esposti in occasione delle esposizioni temporanee. Attraverso la letteratura, a cui ha riservato un’attenzione particolare, Caterina ha voluto valorizzare il patrimonio locale mantenendo una vocazione internazionale, ospitando nell’albese scrittori italiani e stranieri di rilievo mondiale, attraverso il Premio Lattes Grinzane. Tra questi Haruki Murakami, Jonathan Safran Foer, Margaret Atwood, Ian McEwan, Amos Oz, Maaza Mengiste, Martin Amis; oltre agli italiani Nicola Lagioia, Alessandro Baricco, Claudio Magris. La sua visione, volta a favorire in ogni occasione la vicinanza tra i giovani e la cultura, ha guidato la maggior parte delle iniziative intraprese dalla Fondazione: da Vivolibro, rassegna dedicata ai più piccoli, passando per le giurie scolastiche protagoniste del Premio Lattes Grinzane, fino a farsi sostenitrice del Premio Traduzione Poetica istituito dall’Università di Torino. Così la ricordano i suoi nipoti: “Caterina Bottari Lattes se n’è andata serenamente dopo una vita di tempeste e di avventure, per nessuna delle quali ha mai ritenuto fosse troppo tardi.   La morte l’ha trovata viva e battagliera.   Dopo una certa età, non ha più fatto la brava. A ciò dobbiamo la sua tangibile e condivisa eredità culturale”. Il suo esempio e la sua eredità intellettuale saranno sempre la guida per la Fondazione per gli anni che verranno. Dettagli sulla commemorazione verranno forniti tramite il sito fondazionebottarilattes.it.

Fondazione Bottari Lattes

Crisi idrica e incendi, il Piemonte dichiara lo stato di emergenza regionale

È la prima applicazione della legge approvata a giugno. Cirio, Gabusi e Marnati: «Più autonomia significa risposte più rapide ai territori. Uno strumento che consente alla Regione di agire con maggiore tempestività ed efficacia»

La Regione Piemonte ha dichiarato lo stato di emergenza di rilievo regionale per far fronte alla crisi idrica e agli incendi boschivi che nelle ultime settimane stanno mettendo sotto pressione diverse aree del territorio.

È la prima volta che viene applicata la nuova legge regionale approvata lo scorso 11 giugno, con la quale il Piemonte ha recepito le norme del Codice della Protezione civile che attribuiscono alle Regioni la possibilità di proclamare autonomamente lo stato di emergenza quando la gravità degli eventi richiede interventi straordinari e non può essere affrontata con gli strumenti ordinari.

«Questa è la dimostrazione concreta di quanto fosse importante dotare il Piemonte di uno strumento che consenta di intervenire immediatamente nelle situazioni di emergenza – hanno detto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore alla Protezione civile Marco Gabusi e l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati –. Fino a poco tempo fa una situazione come questa avrebbe richiesto tempi più lunghi e procedure più complesse. Oggi invece possiamo attivare subito il coordinamento regionale, predisporre gli interventi necessari e sostenere i territori nel momento in cui ne hanno bisogno».

Il presidente e gli assessori hanno aggiunto che «l’autonomia non è un principio astratto. Significa mettere le istituzioni nelle condizioni di decidere più rapidamente e di dare risposte più efficaci ai cittadini. La nuova normativa nazionale ha riconosciuto alle Regioni maggiori strumenti di intervento e il Piemonte ha scelto di recepire immediatamente questa opportunità attraverso una legge che oggi dimostra tutta la sua utilità».

Con la dichiarazione dello stato di emergenza la Regione potrà adottare più rapidamente le ordinanze necessarie, attivare le misure straordinarie di Protezione civile e avviare le procedure per utilizzare le risorse disponibili a sostegno degli interventi e dei territori interessati dall’emergenza.

Juventus, il precampionato convince. Ora il mercato cerca gli ultimi tasselli!

 

La Juventus sta mostrando segnali incoraggianti nel precampionato. La squadra guidata da Luciano Spalletti ha evidenziato una buona organizzazione di gioco e una crescente intensità, con l’obiettivo di arrivare pronta all’inizio della Serie A. Le amichevoli disputate finora hanno offerto indicazioni positive, soprattutto sul piano della condizione atletica e dell’intesa tra i reparti.
Anche il mercato sta entrando nel vivo. I bianconeri hanno ufficializzato gli arrivi di Randal Kolo Muani e del giovane talento Kerim Alajbegovic, due operazioni che aumentano qualità e profondità nel reparto offensivo. La dirigenza, però, non considera concluso il lavoro: nelle prossime settimane potrebbe cercare nuove opportunità, soprattutto attraverso prestiti, scambi e occasioni a basso costo per completare la rosa senza compromettere l’equilibrio economico.
L’impressione è che la nuova Juventus stia prendendo forma. Il precampionato servirà a perfezionare i meccanismi, mentre il mercato potrebbe ancora regalare qualche sorpresa prima della chiusura della sessione estiva.

Enzo Grassano