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Ritornano i Treni del Mare: potenziati i collegamenti con la Liguria

Anche quest’anno la Regione Piemonte insieme all’Agenzia della Mobilità piemontese, Trenitalia e RFI, rinnova il servizio dei Treni del Mare, potenziando i collegamenti ferroviari tra il Piemonte e le località costiere liguri.

Da venerdì 4 aprile e fino al 14 settembre saranno attivi 18 treni aggiuntivi alla settimana (2 il venerdì, 5 il sabato e 11 la domenica) verso il Ponente ligure. Un ulteriore rafforzamento del servizio è programmato in occasione delle festività pasquali, con 37 treni aggiuntivi e un potenziamento del servizio attivo dal Giovedì Santo al martedì dopo Pasqua. Potenziamenti sono previsti anche nel ponte di San Giovanni.

“Il servizio dei Treni del Mare rappresenta ormai un appuntamento fisso per i piemontesi che desiderano raggiungere le località balneari della Liguria in modo comodo e sostenibile – dichiara l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi – Ogni anno, in base alle esigenze dell’utenza, apportiamo miglioramenti per offrire un servizio sempre più efficiente e rispondente alle aspettative dei viaggiatori. Questo servizio offre un’alternativa valida all’utilizzo dell’auto privata e quindi incoraggiamo i cittadini a scegliere il treno per i loro spostamenti verso il mare, sia per la comodità che per la sostenibilità di questa opzione”.

“I Treni del Mare sono il risultato di un lavoro continuo di potenziamento e miglioramento dell’offerta ferroviaria, che vede coinvolti Regione, Agenzia e Trenitalia – aggiunge Cristina Bargero, presidente dell’Agenzia della Mobilità piemontese – Un lavoro attento alle esigenze dei cittadini e che rappresenta la conferma della volontà di rendere la mobilità sempre più sostenibile e capace di intercettare i bisogni dei viaggiatori”.

RV TORINO-SAVONA-ALBENGA-IMPERIA-VENTIMIGLIA (PONENTE LINE)
I treni di rinforzo circolano il venerdì e il sabato feriali e nei giorni festivi da venerdì 4 aprile domenica 14 settembre.
Questo il dettaglio degli orari:
VENERDI
3193 Torino PN 14.00 – Savona 16.08
3194 Savona 18.47 – Torino PN 21.10
SABATO
3177 Torino PN 6.55 – Imperia10.44
3169 Torino PN 8.50 – Albenga 12.25
3193 Torino PN 14.00 – Savona 16.08
3191 Imperia 16.20– Torino PN 20.00
3187 Albenga 18.06 – Torino PN 21.10
DOMENICA E FESTIVI
3173 Torino PN 6.10 – Ventimiglia 10.02
3175 Torino PN 6.55 – Imperia 10.38
3179 Torino PN 7.50 – Albenga 10.50
3171 Torino PN 8.50 – Albenga 11.50
3193 Torino PN 14.00 – Savona 16.08
3181 Ventimiglia 14.38 – Torino PN 18.50
3183 Albenga 17.05 – Torino PN 20.04
3198 Savona 18.00 – Torino PN 20.40
3185 Albenga 18.06 – Torino PN 21.10
3189 Imperia 19.14 – Torino PN 22.45
3196 Savona 21.45 – Torino PN 23.58

Nel periodo di Pasqua sono previsti 37 treni aggiuntivi con un potenziamento del servizio attivo dal Giovedì Santo al martedì dopo Pasqua
GIOVEDI SANTO, 17 aprile

3169 Torino PN 8.50 – Albenga 12.25
3193 Torino PN 14.00 – Savona 16.08
3194 Savona 18.47 – Torino PN 21.10
VENERDI SANTO, 18 aprile

3169 Torino PN 8.50 – Albenga 12.25
3194 Savona 18.47 – Torino PN 21.10
3193 Torino PN 14.00 – Savona 16.08
3194 Savona 18.47 – Torino PN 21.10
SABATO SANTO, 19 aprile
3177 Torino PN 6.55 – Imperia10.44
3169 Torino PN 8.50 – Albenga 12.25
3193 Torino PN 14.00 – Savona 16.08
3191 Imperia 16.20– Torino PN 20.00
3187 Albenga 18.06 – Torino PN 21.10
DOMENICA di PASQUA E LUNEDI di PASQUETTA
3173 Torino PN 6.10 – Ventimiglia 10.02
3175 Torino PN 6.55 – Imperia 10.38
3179 Torino PN 7.50 – Albenga 10.50
3171 Torino PN 8.50 – Albenga 11.50
3193 Torino PN 14.00 – Savona 16.08
3181 Ventimiglia 14.38 – Torino PN 18.50
3183 Albenga 17.05 – Torino PN 20.04
3198 Savona 18.00 – Torino PN 20.40
3185 Albenga 18.06 – Torino PN 21.10
3189 Imperia 19.14 – Torino PN 22.45
3196 Savona 21.45 – Torino PN 23.58
MARTEDI DOPO PASQUA, 22 aprile
3169 Torino PN 8.50 – Albenga 12.25
3193 Torino PN 14.00 – Savona 16.08
3194 Savona 18.47 – Torino PN 21.10

Sono inoltre previsti due treni di rinforzo il giorno di San Giovanni (giovedì 24 giugno)
3151 Torino PN 6.55 – Imperia 10.48
3153 Imperia 18.50 – Torino PN 22.45

LINEA TORINO-GENOVA
Oltre ai collegamenti verso le località costiere, dal 6 aprile al 14 settembre solo nei giorni festivi verrà prolungato il percorso di due treni regionali veloci sulla tratta Torino-Genova, offrendo un’opzione di viaggio aggiuntiva per pendolari e turisti:
* il treno RV 2105, in partenza da Torino Porta Nuova alle 16:30 e normalmente diretto ad Alessandria proseguirà fino a Genova Brignole (18:46);
* Il treno RV 2108, in partenza da Alessandria alle 20:31 con arrivo a Torino Porta Nuova alle 21:30 avrà origine da Genova Brignole (19:08).

Gli orari dettagliati dei treni e le informazioni sulle fermate sono disponibili sui canali ufficiali di Trenitalia.

Tavolo tecnico sul 118 tra Città della Salute e Azienda Zero

Si è tenuto un tavolo tecnico tra Città della Salute e della Scienza di Torino e Azienda Zero in preparazione alle riunioni sindacali che si terranno il prossimo 9 aprile a proposito del trasferimento del 118 da CDSS ad Azienda Zero. Thomas Schael e Adriano Leli ed i rispettivi Direttori amministrativi hanno ipotizzato i prossimi step relativi al trasferimento dei mezzi e dei devices e successivamente del personale medico e del comparto.

Zangrillo (Fi): “Sempre al fianco dei medici contro la violenza”

Pistola puntata alla nuca di un medico del 118 che cercava di salvare una vita.

 

“Un’altra aggressione a chi cerca ogni giorno di salvare vite umane, un episodio grave ed estremamente inquietante anche nelle sue modalità” sono queste le parole del senatore Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione e segretario regionale di Forza Italia in Piemonte.

Prosegue Zangrillo: “Non è solo un attacco a un singolo medico, ma è l’ennesima aggressione in un contesto ormai allarmante, una nuova intimidazione contro chi ogni giorno si prende cura degli altri, anche nelle situazioni più difficili e rischiose. Basta con la violenza e la mia più sincera solidarietà alla vittima di questo inqualificabile episodio e a tutta la squadra del 118 coinvolta. Grazie per il coraggio, la prontezza, la forza di spirito che hanno dimostrato. Sono l’immagine più vera di cosa significhi servire il prossimo”.

Stefania Craxi presenta “All’ombra della storia”

“Stefania Craxi- All’ombra della storia- La mia vita tra politica e affetti”, Piemme Edizioni, presentazione Giovedi 3 Aprile 2025, ore 17,30, al Centro Pannunzio, via Maria Vittoria, 35/H Torino. Interverranno, assieme all’Autrice Stefania Craxi, Pier Franco Quaglieni, Valter Vecellio e  Salvatore Vullo.

“Sarà una occasione importante per parlare di un grande politico e statista, attraverso la testimonianza, diretta, profonda, autorevole, drammatica della figlia, con il suo libro che potremmo definire Possente, Dolente, Struggente. Ovvero, la grande storia di Bettino Craxi, ingiustamente offesa e vilipesa, che aspetta ancora Verità e Giustizia”, commenta Salvatore Vullo.

Operazione dei carabinieri nella cintura torinese, 12 kg di droga sequestrati (anche nelle lattine delle bevande)

Tra i vari nascondigli, spunta il doppio fondo nelle lattine di bibite energetiche
Hanno tutti tra i 20 e i 30 anni le dieci persone arrestate e le cinque denunciate a piede libero dai militari della Compagnia dei Carabinieri di Rivoli, in poco meno di un mese, per reati inerenti alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti. La droga maggiormente sequestrata è risultata essere la marijuana, circa 10 kili, seguita poi dall’hashish (circa 1 kilo), dal crack (circa quattordici dosi) e dalla ketamina (una dose). Il denaro sequestrato, ritenuto presunto provento dell’attività di spaccio ammonta invece a circa 3.000 euro.
Il recupero più corposo, con circa 10kg di marijuana, è avvenuto lo scorso 18 marzo a Grugliasco, dove i Carabinieri della Stazione hanno trovato a casa e nella cantina di un giovane del posto la grossa quantità di sostanza stupefacente suddivisa in numerose buste di cellophane trasparente. Per l’ingente quantità l’uomo è stato dunque arrestato e portato in carcere.
Ma l’attività dei Carabinieri è frutto non solo di servizi appositamente predisposti per il contrasto all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti ma anche del regolare controllo alla circolazione stradale, come l’arresto avvenuto nei confronti di un ventenne, incensurato, lo scorso 16 marzo, “pizzicato” nelle strade di Alpignano alla guida della sua auto e trovato in evidente stato di alterazione psicofisica, probabilmente a causa dell’eccessivo consumo di alcol. Il rifiuto a sottoporsi agli accertamenti ha fatto scattare dei controlli più approfonditi, estesi anche al proprio domicilio a seguito del rinvenimento, sul posto, di alcune dosi di hashish. A casa il giovane deteneva, oltre a materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente, anche un bastone telescopico di metallo di 19 centimetri, anch’esso sequestrato e per questo denunciato per “porto abusivo di armi”.
Tra i diversi arresti e denunce, risulta poi curioso il nascondiglio usato da un trentenne, fruttivendolo di professione, che nel frigo di casa, dentro doppi fondi artificiosamente ricavati da lattine di bibite gasate, ha celato oltre 200 grammi di hashish. Il giovane è stato dichiarato in stato di arresto e accompagnato alla Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Equipe Pragelato seconda al 42esimo Uovo d’Oro a Sestriere

L’Equipe Pragelato conquista un fantastico secondo posto al 42° Uovo d’Oro, storica competizione internazionale che si è svolta nel weekend appena trascorso sulle perfette piste innevate del Sestriere. La squadra ha dato battaglia con determinazione allo sci club padrone di casa, ma non è riuscita a strappare l’ambito trofeo per un soffio.

L’Uovo d’Oro è uno degli appuntamenti più attesi della stagione invernale, una competizione che premia tutti i giovani atleti con un simbolico Uovo di Pasqua al traguardo, rendendola ancora più speciale. L’atmosfera adrenalinica si è respirata in ogni momento della gara, con i ragazzi dell’Equipe che hanno dato il massimo, dimostrando non solo talento, ma anche grande determinazione.

Ecco i risultati più significativi ottenuti dagli atleti dell’Equipe Pragelato:

  • 7° posto per Benedetta Ferrando e 4° posto per Samuel Roberto nella categoria Baby.

  • 19° posto per Cecilia Marchesi e 14° posto per Fabio Mazzoleni nella categoria Cuccioli.

  • Splendida 2° posizione per Sofia Merlin e 16° posto per Marco Bricarello nella categoria Ragazzi.

  • Straordinari 4° e 6° posti per Beatrice Sofia Badino e Sebastian Franco nella categoria Allievi, la più impegnativa.

A celebrare il successo di squadra anche il Direttore Tecnico Fabio Tessore, visibilmente emozionato sul podio: “È stata una stagione all’insegna del divertimento, un ingrediente che non manca mai nei nostri menù, oltre alla preparazione atletica e all’allenamento tecnico. Solo la settimana scorsa abbiamo conquistato il gradino più alto del podio al Pinocchio sugli sci all’Abetone, altra manifestazione storica. Voglio anche ricordare alcuni dei successi più importanti: la convocazione di Lorenzo Cuzzupe in Coppa Europa, la partecipazione di Matilde Casse alle Universiadi, e il superamento dell’esame da maestro di sci per Alice Anese e Giona Franco. Continuiamo su questa strada!”

Morte accidentale di un anarchico: la compagnia Eleftheria torna con Dario Fo al Cardinal Massaia

Venerdi 4 aprile al Teatro Cardinal Massaia, la compagnia torinese Eleftheria mette in scena “Morte accidentale di un anarchico” di Dario Fo, prima di partire per una tournee in molte altre città d’Italia.

 

Dopo aver incantato con lo Zoo di Vetro di Tennessee Williams lo scorso anno, la compagnia Eleftheria torna in scena e lo fa con un testo di denuncia sociale e politica. Non è la prima volta che affrontano un mostro sacro come il premio Nobel Dario Fo, e avendo Imparato a conoscere il modo in cui lavorano, c’è da scommettere che lo affronteranno con la meticolosità chirurgica che non lascia spazio al caso.

Gli Eleftheria affrontano con estrema profondità e cura i testi su cui lavorano. Il talento e la bravura sono gli altri due ingredienti che contribuiscono alla notevole qualità dei testi che portano in scena. E questo lo si riscontra facilmente nella risposta del pubblico. Gli Eleftheria sono una realtà tutta torinese che si sta facendo strada a livello nazionale. Morte accidentale di un anarchico parte dal Cardinal Massaia il 4 aprile per poi proseguire il 6 aprile a Rivalta, all’auditorium Franca Rame e poi lascerà il Piemonte con repliche a Forlì, Bologna, e Genova, solo per citare le prime date della tournée.

 

Abbiamo incontrato Claudio Destino e Federica Tucci, regista e attore in scena il primo, regista la seconda, durante una pausa dalle prove per provare ad assaporare ciò che verrà messo in scena.

 

Cosa vi ha spinto a mettere in scena “Morte di un anarchico” in questo momento storico?

 

La nostra curiosità sul testo comincia nel 2019, durante lo studio e l’allestimento di un altro testo di Dario Fo a cura di Franca Rame “Sotto paga non si paga”, e mentre ci addentravamo nello studio delle sue opere e del movimento che hanno creato Fo e Rame, durante quella estate in un viaggio verso la Francia, ci siamo imbattuti in “Morte accidentale di un anarchico”. Da quel periodo, nacque in noi un desiderio di portare prima o poi in scena questa meravigliosa commedia.

Come per magia infatti, come spesso succede in molti dei testi di Fo e Rame, la trama sembra ambientata ai giorni nostri, perché purtroppo alcune tematiche rimangono drammaticamente attuali e questo testo ci ha spiazzati sin da subito. Ci ha stupito intanto l’incredibile lavoro di ricerca di tutti i documenti, testimonianze, atti, etc…che ci fu dietro la scrittura di un testo, di cui Fo non ha avuto di per sé bisogno di inventare poi troppi fatti, in quanto (ed è questa la cosa che ci ha colpito), la farsa si rifà a un fatto storico realmente accaduto nel 1969 a Milano, quando a seguito della strage di Piazza Fontana, la questura di Milano arresta l’anarchico e ferroviere Giuseppe Pinelli poiché sospettato di aver preso parte all’attentato. E a seguito di lungo interrogatorio, il Pinelli volò dalla finestra del quarto piano della questura. Il caso sulla sua morte fu poi archiviato come “malore attivo”, considerando il fatto un “accidente”. Da qui infatti l’idea del titolo a cui fa riferimento in modo ironico e molto provocatorio.

È stato infatti impossibile non sentirci coinvolti da una storia che in qualche modo appartiene a tutti noi, e che abbiamo avuto voglia di raccontare, sposando perfettamente e con entusiasmo la cifra stilistica di Fo, di riportare in scena come un’esperienza quasi corale, ciò che avvenne quel 15 dicembre del ’69 in quella stanza di quella questura di Milano, e attraverso la sua geniale abilità drammaturgica, prendere infine coscienza delle diverse contraddizioni che emersero in seguito alle diverse versioni rilasciate dai questori e commissari presenti quella notte.

 Come nasce il cast per questo lavoro? 

 

La scelta del cast inizia già dai casting della scorsa estate. Abbiamo cercato fortemente di individuare soprattutto un gruppo di lavoro, che avesse voglia di mettersi in gioco con un testo così importante, e che potesse condividere una motivazione comune nell’affrontare una commedia sfacciatamente anarchica come questa. E possiamo ritenerci soddisfatti: è un cast giovane, curioso, che ha approcciato allo studio del testo con grande rispetto e voglia di fare bene, di lavorare in modo proattivo sulla scena. E queste caratteristiche per noi erano fondamentali, anche e soprattutto in vista della tournée.

 

“Morte di un anarchico” affronta temi di abuso di potere e giustizia. Come pensate che il pubblico possa relazionarsi con questi temi oggi?

Noi crediamo che il pubblico sia a conoscenza di questi temi. Anche il pubblico più giovane. Purtroppo però quando si parla di abuso di potere e di giustizia non sempre ci si rende conto da soli, di alcune questioni, anche chi spesso le vive e le subisce, non sempre si accorge ed è cosciente di vivere situazioni in cui il “potere” diventa un’arma, per l’appunto, di cui spesso si abusa e la giustizia certe volte, non arriva o non è poi così “giusta”. Talvolta si ha paura ad affrontare queste situazioni, perché possono in qualche modo diventare pericolose per la nostra quotidianità, dove ad esempio mantenere il proprio lavoro e uno status di vita tranquillo, portare avanti questi ideali è molto difficile. L’abuso di potere in quanto tale, spesso lo si vive nelle sfere anche più private, e risuona ancora di più nel pubblico, dove sentirsi rappresentati e guidati da un riferimento sicuro, non sempre avviene.

Crediamo infatti ad esempio che sempre più i giovani si sentano soli e spaesati, senza una guida forte, che sia essa politica o artistica. E la questione va risvegliata anche e prima di tutto nel mondo artistico, oggi mancano o sono comunque in minoranza le figure e le personalità artistiche che lottano con coraggio come Dario Fo e Franca Rame, che abbiamo la forza di portare avanti certi ideali con autenticità e verità perlopiù le persone più in difficoltà. Si preferisce sempre mettersi dalla parte dei vincenti, perché è più facile. Non è un caso infatti che anche il mercato artistico che parte dall’alto è molto attento ad evitare che possano emergere certi tipi di artisti. È come se si fosse organizzato uno studio preciso per evitare che possa risuccedere. Il pubblico viene educato spesso a nascondersi dietro all’intrattenimento e al divertimento per tornare a casa felici ma vuoti di argomenti, quasi a voler impigrire la nostra voglia di affacciarsi a temi anche scomodi, quasi come se fosse più facile accettarli. In un’era artistica dove quello che sempre più conta sono prima i followers, mentre la qualità e i temi da affrontare passano in secondo piano. Ma è proprio dal teatro che si può ripartire. Il nostro intento infatti è quello di spingere ed invogliare più artisti possibili, ad avere il coraggio di uscire da schemi costruiti e di cominciare a rieducare il pubblico a rivedere l’arte come uno strumento per raccontare quelle verità, che non vengono diffuse. Perché là fuori gli artisti ci sono, abbiamo solo il bisogno di scoprirli.

 

Qual è, secondo voi, il messaggio principale che questo testo continua a trasmettere oggi?

 Il messaggio principale che il testo può trasmettere oggi è lo stesso di ieri. Ma come detto prima, ad oggi, le cose secondo noi stanno peggiorando. Nonostante un’informazione più veloce ed immediata, un’educazione scolastica aperta a tutti, la tecnologia e le medicina che fanno passi da gigante, in realtà ci stiamo impoverendo delle nostre libertà di pensiero e di costruirci un futuro. Sono cambiate le modalità, ma l’abuso di potere e l’informazione spesso distorta che ci viene propinata sono ancora più accanite. Nonostante una formazione universitaria tanto forte oggi, il nostro paese non riesce ad esempio ad oggettivare elementi e fatti storici che oggi stiamo vivendo. Come per esempio la difficoltà a chiamare per nome quello che sta accendendo oggi in Palestina: un genocidio. Eppure la storia la possiamo conoscere tutti. Informarsi è più semplice, ma le verità ad oggi ci fanno paura. Prima c’era più ignoranza e non si sapeva come potersi informare. È come se in un certo senso stessimo tornando indietro anche se all’apparenza andiamo avanti. In questo senso il testo di Fo ci ricorda un messaggio importante, ci esorta a non fermarci alle verità che ci vengono raccontate dalle istituzioni ufficiali, così come accadde per l’anarchico, anche oggi è fondamentale accertarsi, informarsi, scavare più a fondo, spesso in quel fondo in cui non ci vogliono portare. Ci sarebbe da chiedersi perché non ci vogliono portare?

 

Ci so sono stati elementi del testo originale di Dario Fo che avete sentito la necessità di modernizzare o modificare per meglio inserirli nel contesto storico che stiamo vivendo?

Abbiamo cercato di essere abbastanza fedeli al testo di Fo che di per sé è già molto attuale. Abbiamo solo “rinfrescato” qualche battuta del testo, per inserirlo nel contesto attuale e leggermente snellito in alcuni passaggi per renderli più immediati. Abbiamo inoltre deciso di non iniziare con il prologo, come era solito fare Dario Fo, e di catapultare il pubblico nelle scene iniziali in modo da entrare subito nel vivo della commedia.

Come avete lavorato con gli attori per far emergere la comicità e la tragedia di questa pièce? So che mentre Claudio è in scena a interpretare il matto, Federica è colei che più ha diretto sul palco voi attori.

Il lavoro che abbiamo impostato è stato prima di tutto lo studio e la ricostruzione dei fatti legati al testo, intorno alla vicenda della “morte accidentale” dell’anarchico, ripercorrendo anche il periodo storico in cui avvenne il fatto, studiando quindi le figure dei personaggi, di questori ancora legati agli anni del fascismo, di un governo che temeva l’avanzata delle correnti della politica di sinistra. Rievocando quindi quegli anni, di fermento a livello sociale e di tensioni, che hanno caratterizzato gli anni di Piombo.

La preparazione attoriale è stata una ricerca attenta a ricreare in modo puntuale e originale lo stile della commedia dell’arte, con la creazione di lazzi comici e siparietti inaspettati. Una particolare attenzione è stata rivolta alla caratterizzazione dei personaggi, allo studio dei gesti, in un continuo divenire prova dopo prova. La commedia dell’arte vive di regole precise, che vanno gestite e distribuite in scena, in modo tecnico e preciso.

Cerchiamo come sempre in ogni lavoro di far emergere la parte artistica di ogni attore senza spegnere la propria ispirazione e di tenerlo sui binari che a livello di regia abbiamo deciso di perseguire.

Parliamo del Matto. Qual è il suo ruolo nell’equilibrio tra realtà e assurdità? O meglio, nell’era dei social, in cui la follia e le contraddizioni vengono registrate e pubblicate in tempo reale, ci stupiremmo ancora di lui? 

 

Tutti forse vorremmo essere il Matto nella vita, o averlo come angelo custode. Anche in questi tempi di social, che forse hanno schiacciato ancor di più il nostro coraggio di reagire alle avversità e alle ingiustizie. Il Matto è quella voce che ci urla in faccia le verità. È quella maschera di disperazione che come per magia ha il coraggio di affrontare e raccontare le cose come stanno talvolta spiazzandoci, rispettando perfettamente così l’intento del testo di Fo facendoci ridere e anche arrabbiare.

Nello “Zoo di Vetro” di Tennessee Williams che avete portato in scena proprio al Cardinal Massaia lo scorso anno, e che continuate a riproporre con successo, avete lavorato a un tappeto sonoro che inserisce meglio la scena per renderla più familiare al pubblico italiano. Ci possiamo aspettare un lavoro analogo per questo lavoro?

A livello musicale abbiamo voluto in particolare omaggiare ancora una volta la memoria di Giuseppe Pinelli. Abbiamo scelto la ballata intitolata a suo nome per rappresentare la commedia, quasi come se fosse un simbolo, un’altra presenza in scena. All’inizio con un arrangiamento di Marcello Coco e nel finale con una versione più tradizionale che richiamasse gli anni dell’accaduto.

E come avete pensato alla scenografia e ai costumi per supportare il tono del testo?

Con scenografia e costumi abbiamo voluto “giocare” tra i giorni nostri e gli anni ’70. Come per riportare la vicenda di quegli anni ad oggi. Abbiamo deciso di ricreare la stanza della questura in modo essenziale e pulito, quasi scarna e fredda. E per spostare il focus più sui dialoghi serrati e i contenuti del testo. Abbiamo inoltre deciso di ricreare la finestra come un’ampia cornice, quasi come a rappresentare un simbolo, un passaggio oltre il quale non si torna più indietro.

 

C’è un’emozione o un pensiero che sperate resti con il pubblico dopo lo spettacolo? 

Intanto desideriamo, per chi ancora non la conosce, raccontare attraverso la commedia di Fo, che cos’è accaduto a Giuseppe Pinelli e, al contempo, omaggiare la sua memoria a chi invece ha seguito e vissuto in quegli anni la vicenda. Poi, senza giudizio alcuno, vogliamo ricordare e dedicare questo spettacolo a tutte quelle morti accidentali che purtroppo ancora oggi accadono.

Infine, ci auguriamo di poter lasciare una piccola speranza e dose di coraggio per non farsi schiacciare inesorabilmente dalle ingiustizie che ci circondano quotidianamente anche quando sono dettate dal potere.

Morte Accidentale di un anarchico sarà in scena il

4 aprile h 21 Teatro Cardinal Massaia Via Sospello 32c

6 aprile h 21 Auditorium Franca Rame Via del Cadore 133 Rivalta di Torino

19 aprile h 21 Teatro Garage – Sala Diana Via Paggi 43/b Genova

26 aprile h 21 Teatro del Meloncello Via Eugenio Curiel 22 Bologna

27 aprile h 20,30 Teatro Giovanni Testori Via Amerigo Vespucci 13 Forlì

 

Interpreti

Simone Ricci

Claudio Destino

Vincenzo Leone

Francesco Savarino

Beatrice Frattini

 

Regia di:

Claudio Destino

Federica Tucci

 

Musiche: Marcello Coco e Claudio Destino

Luci: Marcello Coco

Locandina: Giorgia Lalomia

Disegno: Diego Lalomia

 

Per lo spettacolo teatrale che verrà realizzato venerdì 4 Aprile 2025 al Teatro Cardinal Massaia per effettuare la prenotazione dei biglietti è possibile consultare il seguente link https://teatrocardinalmassaia.com/morte-accidentale-di-un-anarchico/, telefonando in teatro al numero: 011 2216128 oppure inviando una mail a prenotazioni@teatrocardinalmassaia.it.

Per tutte le altre repliche il costo del biglietto è 15€ INTERO 10€ RIDOTTO (Studenti under 26, over 65). E’ possibile prenotare contattando il numero 340 7896306 o inviando una mail a eleftheria.teatro@gmail.com.

 

Lori Barozzino

Foto Selene Daniele

Perché pedonalizzare piazza Maria Ausiliatrice?

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IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
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Non ho nulla in linea di principio contro le pedonalizzazioni così come non ho nulla, sempre in linea di principio, contro l’uso dell’auto.
Il lavoro fatto in piazza Maria Ausiliatrice liberata dall’asfalto e arricchita dal porfido (tipico dei cortili salesiani) è una pregevole riqualificazione urbana  di una zona di Torino quasi morta per ragioni che sarebbe  troppo lungo spiegare.
Il centro di tutto resta però la basilica di Maria Ausiliatrice e ciò che resta di quella che fu la casa madre dei Salesiani, trasferita a Roma da molti decenni. Oggi lo stesso Ordine salesiano si è da tempo internazionalizzato nelle figure dei successori di Don Bosco.  I tempi di don Rua, don Rinaldi, don Ziggiotti sono preistoria. Ci sono istituti salesiani  storici come quello di Alassio in cui non ci sono più salesiani e le scuole sono gestite da laici. Anche i Salesiani hanno subito la crisi delle vocazioni e ciò porta a un baricentro dell’Ordine sempre più extra europeo, anzi  terzomondista.
Mi sono soffermato su queste osservazioni per domandarmi il senso di un’area pedonale in zona periferica della città non abitata perché tutti gli edifici della piazza sono o sono stati  dei Salesiani e, da quanto mi risulta, non utilizzati come abitazioni. Persino le edizioni salesiane della Sei non ci sono più. Non ci sono più neppure i negozi di oggettistica religiosa e di libri del passato. La piazza è quasi un deserto. Chi andrà a sedersi sulle nuove panchine? Chi utilizzerà la piazza per il passeggio? Chi transiterà per quella piazza diretto alla Basilica si troverà oggi impedito di andarci in auto che non saprà dove parcheggiare. C’è anche sulla destra della piazza una chiesa minore dove si svolgono i funerali ( “Maria Ausilistrice” è anche parrocchia). Con la zona pedonale ai funerali in chiesa  bisognerà accedere a piedi, anche gli anziani dovranno soggiacere alle nuove regole.
Ma soprattutto un’isola pedonale ha un senso se ci sono elementi attrattivi che portino a viverla. Li’ faccio difficoltà a vederli. L’isola non favorirà l’accesso alla basilica voluta da don Bosco e non farà rivivere di nuova vita Valdocco. C’è da sperare che a nessuno venga in mente di aprire nella piazza dei locali che magari possano favorire la movida.  Sarebbe davvero il massimo vedere snaturato un angolo di Torino decaduto perché la religiosità si è con il tempo smarrita. Mi piacerebbe sapere il pensiero del Sindaco di Torino che è un ex allievo salesiano credo abbastanza legato a quel mondo dì don Bosco che non fu solo un santo “sociale” , come oggi si vorrebbe far intendere.
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P. S. Riqualificare piazza Maria Ausiliatrice può  anche avere un senso di per sé  che a me sfugge, ma se  guardiamo le buche in tutte le vie e i  marciapiedi della città, forse c’è da domandarsi se la vera priorità non sia quella di rattoppare le vie e i corsi di Torino per tutelare la sicurezza dei cittadini.

Foto Mihai Bursuc

Askatasuna, misure cautelari per i ferimenti di poliziotti e carabinieri

Questa mattina la Digos di Torino sta eseguendo 8 misure cautelari per “resistenza aggravata a pubblico ufficiale” nei confronti di militanti  del centro sociale Askatasuna. I provvedimenti si riferiscono a  episodi di violenza avvenuti nei mesi scorsi durante manifestazioni, come l’assalto a un commissariato, in cui sono rimasti feriti quattro agenti del reparto mobile e un carabiniere. Le misure riguardano arresti domiciliari e obblighi di firma.