La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP di Torino, nei confronti di un trentacinquenne cittadino dell’Ecuador, per violenza sessuale aggravata continuata e tentata prostituzione minorile. L’uomo era già in carcere poiché sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria dalla Polizia di Stato per produzione di materiale pornografico con minori degli anni 18.
Le contestazioni dell’Autorità Giudiziaria giungono al termine di una tempestiva attività di indagine nata dalla denuncia di una mamma alla Polizia, preoccupata per aver intercettato delle comunicazioni telefoniche sospette fra l’uomo ed il proprio figlio, minorenne, fatto oggetto di apprezzamenti di natura sessuale e pressanti richieste di prestazioni della stessa natura da parte dell’adulto che, in cambio, gli offriva regali e anche delle sostanze stupefacenti.
A seguito di perquisizione locale, disposta dall’A.G. presso il domicilio, i poliziotti del Comm.to di P.S. San Paolo trovavano l’uomo, di notte, in compagnia di due ragazzi minorenni, non legati allo stesso da vincoli di parentela. Analizzando il materiale informatico presente sui suoi devices, gli investigatori, inoltre, rinvenivano e sequestravano materiale a carattere pedopornografico.
Per quanto emerso, gli agenti sottoponevano l’uomo a fermo di indiziato di delitto per produzione di materiale pornografico con minori degli anni 18; il provvedimento veniva convalidato dal G.I.P. con applicazione della misura cautelare in carcere.
Nel corso delle indagini successive, ulteriori elementi probatori raccolti da personale del commissariato hanno portato l’A.G. all’emissione, nei suoi confronti, di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale aggravata continuata, in merito alle azioni emerse dai video presenti nei suoi cellulari, e per tentata prostituzione minorile: l’uomo, infatti, prometteva agli adolescenti con cui era venuto in contatto beni e denaro in cambio di prestazioni di natura sessuale.

ood, gusto,
Giustificare la violenza fa tornare indietro l’Italia al biennio rosso e alle violenze fasciste. La violenza è illegittima quando si rispettano le regole della Costituzione che garantiscono i diritti di tutti i cittadini . Protestare in Italia per la Palestina, ricorrendo alla violenza è cosa da rifiutare sempre. Anche perché si rivela assolutamente inutile per affermare una qualsiasi causa, anche la migliore. Il migliore dei fini non giustifica il mezzo violento perché ad un certo punto bisogna porsi la domanda non solo per giustificare i fini, ma anche i mezzi. Un tema molto caro a Bobbio,oggi dimenticato da molti. Un giornalista ha semplificato le cose, dicendo che i violenti in piazza sono delinquenti comuni. Questa affermazione depotenzia la denuncia contro l’uso della violenza per fini politici e finisce di ridurre un grave fenomeno politico in una esibizione di teppismo . Chi ha vissuto Il ‘68 ricorda che il ricorso alla violenza è stato l’anticamera del terrorismo individuale e di gruppo . I Centri sociali non sono formati da ragazzi scaprestati, ma da gente che ritiene normale ricorrere alla violenza quasi a livello professionale. Ci sono pagine di Lenin che spiegano i rivoluzionari di mestiere. Bloccare una città, paralizzare i porti, le stazioni, le autostrade non può essere un fatto normale, perché in democrazia la protesta non può imporre ai cittadini la paralisi della città . La democrazia oppone alla piazza il Parlamento. Chi pretende che tutti “partecipino” allo sciopero, subendo dei limiti inaccettabili alle proprie libertà, allineandosi con gli scioperanti, è un nemico della democrazia. Impedire a chi ha bisogno, ad esempio ,di un soccorso sanitario urgente di accedervi perché le strade bloccate lo impediscono non può essere giustificato per nessun valido motivo. E’ la fine della libertà e della civiltà. E’il ritorno all’ homo homini lupus di Hobbes. Ciò che accade a Gaza non può essere combattuto con manifestazioni violente che danneggiano la vita civile. La violenza di Gaza non si può combattere con la violenza in Italia, danneggiando gravemente i cittadini. Lo sciopero politico è un vecchio arnese del sindacalismo rivoluzionario che sfociò nel fascismo. Questa è la verità che troppi dimenticano. E non si può non considerare che storicamente la violenza genera sempre altra violenza. La pace non si può imporre con la violenza di piazza. La pace è un valore in totale contrasto con la violenza. Pannella digiunava per protestare , rischiando la propria vita. Chi incendia e distrugge non produce mai effetti positivi. Il dissenso va totalmente disgiunto dal ricordo alla violenza. Giustificarla magari anche solo sotto voce appare un gravissimo errore che determina odio incendiario con effetti solo ed esclusivamente negativi. Di fronte alla delinquenza politica, per assurdo, potrei capire, senza giustificarla, la delinquenza comune, ma rifiuto una qualsivoglia indulgenza per quella di matrice politica e ideologica perchè essa lede la società nel suo insieme e non dei singoli danneggiati nei loro averi o nella loro incolumità. Stiamo attenti perché ieri siamo entrati in un clima che può uccidere la convivenza civile garantita dalla Costituzione.