| Arriva la Seconda edizione |
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L’appuntamento è dal 24 al 27 luglio a Balme con cibo, musica, tornei sportivi, attività, visite allo stabilimento produttivo e, ovviamente, birra a fiumi. |
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A un anno dall’inaugurazione della Birreria, il Birrificio Pian della Mussa, uno dei più alti d’Italia (si trova a 1432 metri slm), torna a festeggiare celebrando la seconda edizione della Festa della birra di Montagna con quattro giorni di cibo, musica, tornei sportivi, tanta voglia di stare insieme e, ovviamente, birra a fiumi.
L’appuntamento è dal 24 al 27 luglio a Balme, paesino delle valli di Lanzo ai piedi del Pian della Mussa dove eccellenza, rispetto della natura, tecnologia e amore per il proprio lavoro si incontrano per produrre una birra biologica fatta con l’acqua di montagna, attingendo da una sorgente dedicata (caso unico in Italia) e utilizzandola senza che venga in alcun modo trattata. Qui la famiglia Brero, con Alessio, AD del Pian della Mussa e sua moglie Elisa, responsabile marketing e amministrazione, porta avanti il progetto iniziato diciassette anni fa quando Michele Brero decise di acquisire lo stabilimento del Pian della Mussa, per riscattare il fallimento e riportarlo all’antico splendore. Da allora, l’acqua di questi luoghi è tornata ad essere un’eccellenza produttiva, seguita dalla birra biologica e dal coraggioso progetto della birreria, inaugurata un anno fa come luogo di convivialità e condivisione.
E proprio la birreria sarà al centro di un programma che riempirà di momenti, di buon cibo e di ottima birra un lungo weekend estivo, da trascorrere al fresco abbracciati dalle montagne. Giovedì 24 si inizia alle 19 in birreria con la cena (prenotazione obbligatoria per chi vuole sedersi al tavolo), per poi scatenarsi con la musica dei Back to Vinyl, un dj set con vinili dedicato ai grandi classici degli anni Ottanta e Novanta. Si continua poi venerdì 25 con il doppio appuntamento gastronomico (pranzo e cena) in birreria tra degustazione di birre e proposte culinarie a tema. Durante la giornata si potranno prenotare in loco le visite guidate in azienda (al mattino dalle 10 alle 12 e al pomeriggio dalle 14 alle 18), per approfondire la conoscenza di una realtà davvero unica. Per il dolce (o per uno spuntino goloso) ci sarà anche il carrettino della Piccola Gelateria di Montagna L’Ape Drola, impresa locale di Cantoira, produttrice di miele e prodotti della terra delle Valli di Lanzo.
Durante la serata ci sarà anche la possibilità di partecipare a una camminata per la Val Servin (con un itinerario adatto a tutti i camminatori, di qualsiasi esperienza – durata 1 h / 1.30 h), con visita al museo delle guide alpine in notturna. Per gli amanti della birra più sedentari e meno esplorativi, concerto alle 20.30. Sabato 26 sempre disponibile l’opzione del pranzo e cena in birreria con prenotazione, oppure la proposta di Rock burger, Emporio Vegetale e Donburi House. Oltre alle visite guidate in azienda, dalle 10 alle 16 ci sarà un bel momento di festa e di gioco, con il Circo Wow che proporrà attività per il pubblico di tutte le età raccontando e facendo provare i giochi di una volta (accesso libero e gratuito). Alle 21 ancora musica con il concerto country e Rock & Roll dei Love Sick Music e poi dalle 23 dj set. Domenica 27 la Festa prosegue già dalla colazione, con la performance di voce e arpa di Cecilia harp live che si terrà alle 10.30 nel giardino della birreria. Si continua poi per tutto il giorno con la proposta gastronomica, le visite in azienda e con l’intrattenimento del Circo Wow, a cui si aggiunge dalle 11 alle 16 la possibilità per i più piccoli di fare una cavalcata in sella a un pony. Il concerto dei Beatwins, cover band dei Beatles, accompagnerà le attività del pomeriggio, per chiudere in bellezza quattro giorni di grande festa.
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Per l’avvocato di Giovanni Zippo, la guardia giurata quarantenne che utilizzando liquido infiammabile avrebbe causato con un’esplosione in via Nizza la morte di Jacopo Peretti, 33 anni, schiacciato dalle macerie mentre dormiva, e il ferimento di altri cinque residenti, il suo assistito (rimasto ustionato) non intendeva uccidere ma solo fare un dispetto alla sua ex, persona che si sarebbe approfittata di lui nel tempo. Oggi Zippo è stato interrogato in stato di arresto dagli inquirenti e ha fatto delle ammissioni. “Sì, sono stato io, mi vergogno” sono state le sue parole, così riportate dall’Ansa. L’interrogatorio di garanzia, per omicidio volontario con dolo eventuale e crollo doloso, si è tenuto al Cto di Torino, dove Zippo è tuttora ricoverato in seguito alle ustioni e alle ferite subite la notte dell’esplosione tra il 29 e il 30 giugno. Nella foto il cartello di ringraziamento debella famiglia della vittima collocato sul luogo della tragedia.
Nel cuore pulsante del 9° Memorial Alessio Chiappino, tra sudore, passione e amicizia, a trionfare è stata la S.C.U., un gruppo di amici prima ancora che una squadra, il cui nome — acronimo di Sacrificio, Cuore e Umiltà — racconta già tutto.
Capitanata da Martinelli (n.8), la formazione ha saputo trasformare un’avventura partita senza particolari aspettative in un cammino straordinario. Il roster, composto da Anelli (17), Massari (13), Cambareri (21), Luxardo E. (10) premiato meritatamente come MVP del torneo —, Cesano (9), Luxardo (7), Bergese (99), Ceraj (33) (determinante in alcune partite), Giachino (6), Capra (1) e guidata in panchina dal mister Pietro Bajardi, ha dimostrato che i valori autentici dello sport possono ancora fare la differenza.
La fase a gironi ha visto S.C.U. partire col piede giusto: 7-4 nella gara d’esordio, poi una vittoria a tavolino nella seconda sfida, una battuta d’arresto nella terza (2-4) e infine un pareggio combattuto 3-3 nella quarta partita, che ha comunque garantito il passaggio del turno come secondi classificati.
Ma è nella fase a eliminazione diretta che la squadra ha mostrato il proprio spirito. Ai quarti, contro quella che molti consideravano la squadra favorita del torneo, la battaglia si è decisa ai rigori. E proprio lì, con sangue freddo e cuore caldo, è arrivato il gol decisivo che ha fatto esplodere la festa.
La semifinale è stata una prova di maturità: un netto 4-2 contro un avversario organizzato, preludio a una finale epica. In un match tiratissimo, la S.C.U. ha messo in campo tutto: tattica, grinta e determinazione. Il risultato finale 2-1 ha consacrato i ragazzi come campioni meritatissimi del Memorial.
Una vittoria che va oltre il risultato. È il trionfo della fratellanza, dell’impegno e della passione. Un torneo che resterà nel cuore dei protagonisti, ma anche di chi l’ha seguito e ha visto, in questi ragazzi, l’essenza più bella dello sport.
Enzo Grassano
Il Piemonte continua a confermarsi tra i protagonisti della ricostruzione economica e sociale dell’Ucraina. A un mese dalla missione istituzionale a Kiev, il presidente della Regione, Alberto Cirio, ha preso parte a Roma alla Conferenza internazionale co-organizzata dai governi italiano e ucraino, alla presenza del presidente Volodymyr Zelensky.
«Ho ribadito l’impegno concreto della Regione Piemonte nel sostenere l’Ucraina – ha dichiarato Cirio –. Un impegno iniziato fin dall’inizio del conflitto con l’accoglienza dei profughi e che oggi prosegue attraverso iniziative per la ricostruzione del Paese. Vogliamo creare opportunità di lavoro e sviluppo per le imprese piemontesi in Ucraina, forti di un rapporto di fiducia costruito grazie alla solidarietà dimostrata in questi anni. Questo sforzo collettivo ora si traduce anche in una prospettiva concreta di crescita per il nostro territorio».
Per il costante supporto fornito durante i tre anni e mezzo di conflitto, il Governo ucraino ha insignito il presidente Cirio dell’Ordine al merito di III grado, riconoscimento concesso direttamente dal presidente Zelensky. Inoltre, i sindaci di Krasnotursk e Rohan gli hanno conferito la cittadinanza onoraria, in segno di gratitudine per gli aiuti forniti dal Piemonte, anche tramite l’Associazione Memoria Viva, alle rispettive comunità.
Il sostegno del Piemonte all’Ucraina dall’inizio della guerra
Sin dai primi giorni del conflitto, la Regione Piemonte ha attivato il Coordinamento regionale per l’emergenza profughi, con l’obiettivo di garantire un’accoglienza efficace e tempestiva ai cittadini ucraini in fuga dalla guerra. Oltre 12.000 persone sono state accolte nei primi mesi, raddoppiando la presenza ucraina sul territorio piemontese. Grazie all’impegno di oltre 18.000 volontari, è stato possibile ospitarli presso famiglie, strutture ricettive e comunità locali. Ad oggi, il numero di profughi presenti è rimasto stabile, bilanciato tra nuovi arrivi e rientri.
L’impegno umanitario del Piemonte si è concretizzato anche attraverso due missioni sanitarie, svoltesi il 4 e il 20 marzo 2022, che hanno permesso il trasferimento e la cura presso l’Ospedale infantile Regina Margherita di Torino di 22 bambini ucraini malati di tumore, accompagnati dai familiari. In totale, 26 bambini sono stati presi in carico nel corso del conflitto, alcuni dei quali proseguono tuttora le cure.
Nel luglio 2023, la Regione ha inoltre supportato il rientro in patria di 18 persone fragili, accolte l’anno precedente in strutture del Cottolengo e di Vico Canavese, nell’ambito di una missione coordinata dalla Croce Rossa Italiana.
Sul fronte sanitario, la Regione ha provveduto a vaccinare contro il Covid circa 3.000 cittadini ucraini, mentre nel settore educativo ha promosso l’inserimento scolastico di 2.400 studenti profughi. Sul piano lavorativo, sono oltre 4.000 gli ucraini che hanno trovato un’occupazione in Piemonte, in particolare nelle province di Torino e Novara.
di Massimo Iaretti
“Ci sono già state delle proiezioni ma questa la sento come la vera anteprima. Perché ogni volta che torno a Torino trovo le mie radici. Da qui riparto sempre. Quando mi è stato chiesto di occuparmi di questo film mi sono domandato come potevo raccontare la vicenda di un uomo senza giudicarlo…
Leggi qui l’articolo completo:
Torino, presentato Albatross un film che ricorda un reporter, un’epoca e un sogno
La stagione culturale del Forte di Exilles inizierà il 12 luglio e proseguirà fino al 6 settembre con 12 spettacoli dal vivo, due mostre e le consuete visite guidate.
Il progetto, che vede al centro la Regione Piemonte, proprietaria del bene faro, in collaborazione con il Comune di Exilles, mette in rete un’ampia serie di soggetti, pubblici e privati a partire da Compagnia di San Paolo, Consiglio regionale e Fondazione Piemonte dal Vivo. A questi si aggiungono il festival “Borgate dal Vivo”, che per il quarto anno sceglie il Forte come sede privilegiata di una parte del suo cartellone itinerante, l’Unione Montana Alta Valle Susa, Tangram Teatro, che porta nel forte alcuni spettacoli della sua produzione, Abbonamento Musei, l’Associazione Amici del Forte, che curerà l’accoglienza dei visitatori.
A rendere possibile tutto ciò è anche la concessione quinquennale rilasciata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Torino, che consentirà un’attività di valorizzazione e programmazione di eventi con una durata che non vi era mai stata in passato.
Per quanto riguarda gli eventi previsti figurano nomi quali Dardust, Sergio Cammariere, Boosta, Giua e Anaïs Drago riunite in un omaggio a Battiato, fino all’orchestra LaCorelli di Ravenna, che contribuiranno a valorizzare con atmosfere cangianti e le rispettive personalità artistiche il Cortile del Cavaliere, spazio allo stesso tempo raccolto e maestoso. I contenuti teatrali porteranno invece in scena grandi narrazioni e grandi narratori come Andrea Pennacchi, Laura Curino e Fabio Genovesi. Completano il programma alcuni appuntamenti pomeridiani dedicati alle famiglie.
Due nuove mostre animeranno gli spazi espositivi del Forte: nelle sale del Cortile del Cavaliere una collettiva di fotografia racconterà il territorio di Exilles e della valle di Susa; negli storici spazi delle Cannoniere si presenterà invece una novità assoluta come “La nascita dell’alpinismo in Alta Valle Dora. Cacciatori di camosci, pionieri, guide alpine”, una mostra sull’alpinismo nelle sue differenti declinazioni con materiali e fotografie d’epoca, in ricordo di Carlo Giorda.
Il cartellone completo è su https://www.forteexilles.it/forte-di-exilles-eventi/
“La valorizzazione del Forte di Exilles, uno dei beni faro del nostro patrimonio, è fra le priorità dell’amministrazione regionale – dichiara Gian Luca Vignale, assessore regionale al Patrimonio – La concessione quinquennale alla realizzazione di eventi ottenuta dalla Soprintendenza è la dimostrazione di come si voglia costruire attorno al Forte una programmazione culturale e di valorizzazione del bene che garantisca una ricaduta economica su tutta l’Alta Valle di Susa. L’obiettivo che ci poniamo con il Comune di Exilles e tutto il territorio è ampliare sempre più le giornate di apertura del Forte e garantire le risorse necessarie per continuare in attività di valorizzazione che consentano un maggior utilizzo temporale e di spazi del Forte”
“Il festival Borgate dal Vivo rappresenta una visione di cultura diffusa e accessibile, capace di valorizzare patrimoni straordinari come il Forte di Exilles – sottolinea l’assessore alla Cultura Marina Chiarelli – Come Regione Piemonte crediamo fortemente nel portare la cultura ovunque, favorendo incontri tra arte, comunità e paesaggio. Gli spettacoli dal vivo, oggi più che mai, devono essere esperienze immersive e legate ai luoghi. Iniziative come questa generano valore culturale, economico e sociale per tutto il territorio”.
Presi i rapinatori dell’ufficio postale
L’8 luglio scorso, nelle prime ore della mattina, i Carabinieri della Compagnia di Chieri – Nucleo Operativo e Radiomobile – hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino nei confronti di tre uomini di età compresa fra i quaranta e i cinquantacinque anni, tutti residenti nella prima cintura torinese e vecchie conoscenze delle Forze dell’Ordine, gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di rapina aggravata in concorso, tentata rapina e sequestro di persona. Su di un quarto partecipe del gruppo, individuato quale autista dell’automezzo utilizzato durante i “colpi”, non sono stati rilevati sufficienti indizi da giustificarne l’adozione di misura restrittiva.
Nello specifico, a due dei tre rapinatori è stata contestata la rapina a mano armata effettuata all’ufficio postale di Villastellone (TO) nell’agosto scorso, durante la quale la direttrice venne immobilizzata con fascette di plastica ad una sedia per favorire la fuga dei malviventi; questi, nell’occasione, si impossessarono di una cifra superiore a 40.000 euro.
Un mese e mezzo più tardi, la stessa coppia di malviventi, coadiuvata da un terzo complice (anch’egli raggiunto dalla misura restrittiva) tentò nuovamente un assalto allo stesso istituto postale ma fu costretta a ripiegare a mani vuote, non riuscendo ad entrare all’interno degli uffici. Nell’occasione i Carabinieri intervenuti sul posto riuscirono a recuperare armi da taglio, fascette in plastica per legare i possibili ostaggi, mascherine e occhiali per camuffarsi ed un finto dispositivo esplosivo per minacciare i dipendenti dell’istituto postale.
La banda è stata “incastrata” dagli investigatori dell’Arma a seguito di accertamenti tecnici e acquisizione di varie immagini delle telecamere di sorveglianza pubblica grazie ai quali ha riscostruito in maniera inequivocabile le frequentazioni e i movimenti dei presunti malfattori. Attualmente, i tre si trovano ristretti presso la casa circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino.
Per affrontare in modo efficace gli effetti sempre più intensi delle ondate di calore, Coldiretti sollecita la Città di Torino e i comuni della prima cintura a investire con decisione nella creazione di nuove aree verdi urbane. L’invito è quello di recuperare spazi industriali dismessi e aree degradate già cementificate, con particolare attenzione ai quartieri più vulnerabili, dove si formano le pericolose “isole di calore”.
Nonostante Torino possa vantare un primato nazionale con i suoi 19,5 km² di verde pubblico e ben 150.000 alberi, secondo Coldiretti la storica sensibilità ambientale della città non è più sufficiente. Il 35,6% di superfici verdi rispetto al totale del territorio comunale, infatti, non garantisce una copertura adeguata. «Ci sono ancora troppi quartieri residenziali, soprattutto gli ex quartieri operai e le ex aree industriali che non hanno a disposizione verde sufficiente per mitigare il calore estivo. A Torino abbiamo tanto verde ma è mal distribuito».
Il focus è su quel 46% di superficie urbana che presenta “isole di calore” classificate a rischio “medio e alto”. «Le zone senza verde – ricorda il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – sono zone dove il caldo è più elevato fino a diventare insopportabile. Il Piano verde della Città prevedeva azioni che è venuto il momento di attuare. Potenziare e riqualificare la presenza di verde urbano nelle città con parchi e giardini, potrebbe permettere di abbassare le temperature medie di 1,5 gradi, con effetti benefici sulla salute delle persone e sulla vivibilità dei centri, oltre che sull’inquinamento».
L’effetto benefico delle piante è ormai scientificamente dimostrato: una pianta adulta può assorbire tra 100 e 250 grammi di polveri sottili ogni anno, mentre un ettaro di vegetazione è in grado di catturare fino a 20.000 chili di anidride carbonica. La proposta è quella di puntare su specie autoctone padane – come farnia, carpino bianco, acero campestre, tiglio – e su arbusti come rosa canina, alloro, ligustro, corniolo e biancospino.
«Siamo a disposizione della Città per aprire una nuova stagione di diffusione del verde in ambito urbano. Si tratta di trasformare alcune vie cittadine in vie alberate. Di piantare alberi nei parcheggi pubblici. Di gestire le rotonde dotandole di un verde più funzionale e di sistemare piante in vaso e in cassoni nelle aree più strette. Il verde abbassa la temperatura e rende i quartieri più gradevoli».
Coldiretti Torino parla apertamente di una “rivoluzione del verde urbano” e ricorda che nel territorio torinese operano 470 aziende florovivaistiche con oltre 730 addetti. «Così come questa città – conclude Mecca Cici – i nostri florovivaisti hanno una grande esperienza. Le aziende sono a disposizione per aiutarla ad affrontare ondate di calore sempre più preoccupanti che hanno costi sociali sempre più insostenibili».

Nucleare, Ravello: “Da ambientalisti litania del No”
“Il ritorno al nucleare rappresenta un’opportunità concreta per il Piemonte e per l’Italia, a maggior ragione in un momento in cui i costi dell’energia, attualmente tra i più alti d’Europa, pesano su famiglie e imprese, compromettendo di fatto la competitività di quest’ultime”. Ad affermarlo Roberto Ravello, vice Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Regionale e Presidente della Commissione Bilancio di Palazzo Lascaris, a margine dell’odierna audizione sul tema del Comitato Nucleare e Ragione, di Pro Natura Torino e dell’Associazione Rifiuti Zero Piemonte
“Investire nelle tecnologie nucleari di nuova generazione – continua Ravello – significa scrivere un futuro di crescita, dotando il nostro Paese di un mix energetico più equilibrato e indipendente, riducendo la dipendenza dalle fonti fossili e contribuendo a una reale tutela dell’ambiente e alla riduzione delle emissioni climalteranti. Il nucleare non è in contrapposizione con le rinnovabili, ma può integrarsi in una strategia che punti alla sicurezza energetica, alla stabilità dei prezzi e al sostegno al tessuto produttivo piemontese e italiano”.
“In risposta alle posizioni ideologiche e nichilisticheespresse oggi in V Commissione dalle associazioni ambientaliste – chiude Ravello – riteniamo sia necessario riportare il confronto su dati, tecnologie e opportunità concrete legate al nucleare, così come peraltro fatto, non senza sorpresa ma in modo corretto, competente e rassicurante dal Prof. Nallo, componente del Consiglio Direttivo del Comitato ‘Nucleare e Ragione”, tra i relatori. Per questo chiederemo l’audizione di Newcleo, che ha espresso l’interesse a investire sul nostro territorio, unitamente a rappresentanti di Elettricità Futura, l’associazione confindustriale di riferimento per il settore elettrico italiano. È tempo di affrontare le sfide energetiche con pragmatismo, responsabilità e visione, senza chiusure ideologiche, nell’interesse delle famiglie, delle imprese e dell’ambiente che vogliamo tutelare con serietà”.




