Dal 24 giugno alle ore 16 al 13 luglio prossimo torna in scena per la Stagione del Teatro Stabile di Torino ‘Pinocchio’ di Carlo Collodi, per la regia firmata da Marta Cortellazzo Wiel. Si tratta di un ritorno molto atteso, che il Teatro Stabile di Torino torna a proporre in occasione dell’estate alle famiglie e ai centri estivi. Il progetto Pinocchio si articolerà in due tappe e verrà a concludersi proprio nel 2026, l’anno del bicentenario della nascita dell’autore.
Viene presentato nell’adattamento di Christian di Filippo, portato in scena da Hana Daneri, Paolo Carenzo, lo stesso Christian di Filippo, Celeste Gugliandolo, Marcello Spinetta e Aron Tewelde.
La regista ha deciso di rappresentare questa storia, che si può considerare una vicenda senza tempo, ispirandosi al concetto di teatro puro, inteso in senso classico, richiamandosi al mondo della commedia dell’arte e ai linguaggi popolari, alternati a momenti di pura magia e di pura poesia.
Nato dalla fantasia di Collodi, il celebre burattino di legno che sognava di diventare un bambino, dà vita ad un racconto ricco di fascino e avventura.
Teatro Gobetti, via Rossini 8. Tel 0115169411
Dal 24 giugno al 13 luglio 2025
Mara Martellotta

RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA
La protagonista è Lucie, e Patrick era stato suo professore universitario. Ora lei ha appena vinto un importante premio letterario con il suo libro ed è in attesa della cerimonia di premiazione e la crociera è il disperato tentativo di salvare in extremis il loro matrimonio ormai a pezzi.
Questo monumentale libro pullula di circa un centinaio di nomi dell’Olimpo terreno tra: teste coronate, attrici e attori, miliardari, scrittori, uomini di affari, nobili, playboy, artisti di vario genere e in linea di massima tutti ricchi e famosi. Un cast davvero stellare che si muove tra America ed Europa, passando per Hollywood, New York, Parigi, Montecarlo, Grecia, Londra e oltre.
La scrittrice americana Rachel Cohen, docente di scrittura creativa all’Università di Chicago, dove vive, in questo libro –tra memoir emotivo, analisi critica e biografia letteraria- compie l’ardita interazione tra la sua vita e una rilettura di parte delle opere dell’amata Jane Austen.
Piccolo è bello, se si ha ingegno, buon gusto e l’abilità di saper usufruire di ogni millimetro senza sprecarlo; e se poi si parla di cottage adagiati nella spettacolare campagna inglese il gioco è fatto.










