ilTorinese

“Ferrofonia”, personale di Matilda Elia. Ultimo giorno

Curata da Ghёddo, è  ospitata presso la Galleria Weber & Weber

Fino al 28 giugno prossimo, presso la Galleria Weber & Weber di via San Tommaso 7, a Torino, sarà visitabile la mostra personale di Matilda Elia, intitolata “Ferrofonia”, a cura di Ghёddo. Si tratta di un progetto di ricerca e di un collettivo curatoriale indipendente attivo a Torino e composto da: Olga Cantini, Rachele Fassari, Davide Nicastro, Barbara Ruperti e Marta Saccani. Un collettivo nato nel 2022 dall’esigenza di sperimentare e promuovere un dialogo aperto sulle pratiche artistiche e curatoriali contemporanee.

Nella mostra “Ferrofonia”, Matilda Elia, giovane artista torinese classe 2002, esplora il concetto di vibrazione come comunicazione sensibile, primordiale e universale.

Originaria di Torino, con un passato nel coro delle voci bianche del Teatro Regio e una formazione artistica maturata all’Accademia Albertina, Elia ha sviluppato un lavoro in cui la disciplina rigorosa della musica classica si intreccia con le sperimentazioni dell’arte visiva contemporanea.
In mostra sono esposte strutture in ferro, installazioni sonore e opere su carta che ricodificano gli elementi fondamentali del linguaggio musicale, come note, pause, tempi e alterazioni, entro un inedito paesaggio grafico, dove ogni segno evoca l’impressione della matrice corporea, gestuale o meccanica, che l’ha generato. In questo senso, il suono si manifesta nella sua qualità multisensoriale, non solo come melodia udibile, ma anche come partitura visiva e vibrazione tangibile.

Articolandosi all’interno di una formazione interdisciplinare, la ricerca di Elia si traduce in una pratica versatile che si muove liberamente tra i vari media, dalla scultura alla fotografia, passando per la musica e la performance. Quest’ultima, in particolare, fa confluire su di sé ogni altro mezzo, trasformando immagine, suono e scrittura musicale in dispositivi performativi decentralizzati. Un concetto esemplificato nella grande opera “Partitura Libera”, nata da un’azione spontanea in cui l’artista ha dipinto note e segni sulla propria pelle, per poi imprimerli sulla carta, componendo uno spartito aperto a successive interpretazioni. Nell’installazione “ME”, la registrazione di un brano al pianoforte è unita a quella di un canto sotto la doccia: esercizi scanditi da pause e ripetizioni, in cui l’errore diventa parte integrante, tanto dell’opera quanto del processo di apprendimento. Da una cupola sospesa nello spazio della galleria, si diffondono note delicate e soavi insieme ad altre più acute e dissonanti, creando un bagno sonoro in cui lo spettatore può immergersi.
L’installazione site-specific “440 Hz” indaga il legame tra musica, potere e controllo, ponendo al centro la controversa storia del La a 440 Hz. Questa particolare frequenza venne introdotta come standard mondiale per l’accordatura musicale a partire dal 1939, in una conferenza internazionale promossa dal ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels. A determinare la scelta furono le teorie sviluppate dagli studiosi del periodo, secondo i quali l’utilizzo di frequenze più alte scatenava reazioni maggiormente violente tra le truppe di soldati.

Elia ha trovato nella pratica artistica un mezzo per colmare lo iato percepito tra la spontaneità emotiva e pre-linguistica della musica e la rigida matematica in cui è inquadrata, dando vita a composizioni che esplorano i confini della scrittura e dell’ascolto.

A questa ricerca appartengono le strutture metalliche che riproducono gli elementi della nomenclatura musicale. Isolati o in relazione tra loro, questi segni primari rimandano alla storia della notazione musicale, intesa non solo come sistema di scrittura, ma come tentativo di dare forma visiva all’ascolto del proprio corpo e del mondo circostante.

Sulle pareti della galleria sono esposti anche gli strumenti indossabili, disegnati dall’artista a partire dalle forme del proprio corpo. Si tratta di una serie di dispositivi ibridi, che combinano componenti di diversi strumenti musicali, come corde d’arpa e ponticelli di violino, pensati per essere attivati in una sessione di ascolto. Una volta indossati e suonati dall’artista, il confine tra corpo e strumento si annulla, e la pelle e la musica si fondono in un unico organismo vibrante.

La mostra “Ferrofonia”, a cura di Ghёddo e organizzata dalla Galleria Weber & Weber, si inserisce in un programma più ampio di mostre che prevede la collaborazione tra artistə e spazi d’arte contemporanea di Torino. L’intero programma è realizzato con il patrocinio di Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e Città di Torino, con il sostegno di Fondazione Venesio.

Dall’11 giugno fino all’11 luglio 2025 è inoltre aperta INTRACORE, IV edizione di TO.BE, un progetto promosso da Ghëddo e dedicato all’arte contemporanea e allə giovani artistə.

Attraverso una rete di collaborazioni con musei, fondazioni, gallerie e spazi indipendenti del

territorio di Torino, TO.BE intende offrire un ponte tra formazione e professione, sostenendo

la crescita di nuovi talenti attraverso mostre personali, bipersonali, collettive e altre forme di

supporto alla sperimentazione artistica.

La call è rivolta ad artistə provenienti da accademie e corsi di laurea di tutta Italia:

frequentanti e laureatə a partire dall’anno 2020.

La partecipazione è gratuita.

Mara Martellotta

Andiamo al cinema: combattiamo la pirateria!

Guardare un film sul grande schermo è un’emozione unica: suono avvolgente, immagini spettacolari e l’atmosfera condivisa della sala creano un’esperienza che nessuno streaming illegale potrà mai offrire.

Scegliere il cinema significa anche dire no alla pirateria. Ogni biglietto è un sostegno concreto per registi, attori, tecnici e lavoratori del settore. Rubare un film equivale a togliere valore al loro lavoro.
A Torino, il Cinema Massaua è sempre al fianco del pubblico con grandi offerte, proiezioni di qualità e comfort. Vieni a scoprire le novità in sala e goditi il cinema come si deve.
Spegni lo streaming illegale. Accendi la magia del cinema!

Enzo Grassano

Treni, lavori sulla Cuneo-Saluzzo-Savigliano

 Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) eseguirà interventi di potenziamento infrastrutturale lungo la linea Cuneo-Saluzzo-Savigliano e in particolare tra Saluzzo e Savigliano.

Le attività di RFI rientrano in un programma più ampio di interventi di potenziamento infrastrutturale il cui obiettivo è riclassificare l’intera linea rispetto alla massa assiale consentita oltre innalzare gli standard di sicurezza e regolarità.

Da lunedì 30 giugno a lunedì 7 luglio, le attività di cantiere, tra Saluzzo e Savigliano, consisteranno in interventi di manutenzione straordinaria e rinforzo strutturale ad opere d’arte (ponti) inseriti nel più ampio progetto di riclassificazione della linea Savigliano – Saluzzo – Cuneo per consentire il transito di treni con un maggiore peso assiale.

Per la particolarità delle lavorazioni programmate, sarà necessario interrompere la circolazione ferroviaria.

Apre il nuovo tunnel del Tenda

Si è svolta oggi, venerdì 27 giugno, la cerimonia che anticipa l’apertura al transito del nuovo tunnel di Tenda, lungo la strada statale 20 “del Colle di Tenda e di Valle Roja”.

 

Il nuovo tunnel sarà aperto al traffico nella giornata di domani, sabato 28 giugno, dalle 12:00 alle 21:00. Domenica 29 apertura al traffico 06:00-21:00 e tutti i week end successivi.

Nei giorni feriali le aperture saranno previste nelle seguenti fasce orarie: dalle 06:00 alle 09:00; dalle 12:30 alle 14:30; dalle 18:00 alle 22:00. Il 16/17 luglio nuovo tavolo con i francesi per l’estensione dal 18 luglio dell’orario 06:00-21:00 per tutta l’estate.

Il transito all’interno del nuovo tunnel sarà regolato a senso unico alternato. Fino a settembre 2025 è previsto il divieto di transito ai veicoli con peso superiore a 3,5 tonnellate. Questa interdizione è disposta in via precauzionale e sarà eliminata una volta che tutte le installazioni della galleria – già realizzate e collaudate – saranno gestite dal programma centralizzato della galleria.

L’ultimazione degli interventi è prevista per la primavera 2026.

 

L’evento si è svolto alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e del Ministro dei Trasporti francese Philippe Tabarot. Presenti il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e della Regione Liguria Marco Bucci e il Prefetto di Cuneo Mario Savastano. Hanno partecipato alla cerimonia i membri delle delegazioni italiana e francese della Conferenza Intergovernativa Italia-Francia, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e degli Enti locali regionali e provinciali e i primi cittadini del territorio, in particolare il Sindaco di Limone Piemonte, Massimo Riberi, e di Tenda, Jean-Pierre Vassallo. Presenti il Commissario di Governo, Nicola Prisco, e i rappresentanti dell’Impresa Consorzio Stabile Edilmaco. Hanno partecipato per Anas (società del Gruppo FS Italiane) l’Amministratore Delegato Claudio Andrea Gemme, il Presidente Giuseppe Pecoraro, il Responsabile della Struttura Territoriale del Piemonte e della Valle d’Aosta Angelo Gemelli.

 

L’apertura al traffico del nuovo tunnel di Tenda ripristinerà il collegamento tra Italia e Francia attraverso le valli Vermenagna e Roja, interrotto nell’autunno del 2020 dalla devastazione provocata dalla tempesta Alex. L’apertura ha ricadute positive su ampi territori poiché ristabilisce il collegamento più breve tra la provincia di Cuneo, l’Imperiese e la Costa Azzurra.

 

La nuova galleria è lunga 3.200 metri con una carreggiata larga complessivamente 6,5 metri che ospita una corsia di marcia di 3,5 metri, una corsia di emergenza di 2,7 metri e una banchina di 0,3 metri. Il tunnel è dotato degli impianti più moderni in termini di dotazioni di sicurezza con specifiche installazioni per la rilevazione degli incendi e sensori per la rilevazione dei gas e del particolato nell’aria. Gli impianti comunicano con la Sala Operativa Territoriale Anas di Torino e con le altre dotazioni del tunnel come i pannelli a messaggio variabile per la diffusione in tempo reale di messaggi di servizio.

 

In seguito all’alluvione del 2020 si è reso necessario attivare, sotto l’egida della Conferenza Intergovernativa Italia-Francia, la progettazione e la costruzione di opere non previste rispetto al progetto originario del nuovo tunnel, compreso il ponte sul rio della Cà, a breve distanza dall’imbocco francese. La nuova infrastruttura, progettata e costruita dopo il crollo del viadotto storico durante gli eventi alluvionali, è lunga 66 metri ed è realizzata in acciaio.

 

A partire dal 2023 l’impulso nelle lavorazioni ha dato una svolta all’avanzamento degli interventi che si è concretizzato con lo sfondo del diaframma, il completamento dei rivestimenti della nuova galleria compresa la deviazione dell’imbocco sul versante francese e la costruzione del ponte lato Francia.

 

L’investimento complessivo per la realizzazione dei lavori di costruzione del nuovo tunnel di Tenda, compresi gli interventi post-alluvione e le opere esterne lato Italia e lato Francia, ammonta a circa 210 milioni di euro.

“ArDe”. Così ti trasformo Parco Peccei: si rigenera il cuore verde di Barriera di Milano

Arte, Design e partecipazione attiva per “rigenerare”. Mente organizzativa lo “IAAD” di via Pisa

Un progetto di rigenerazione urbana e ricerca interdisciplinare che sapientemente va a coinvolgere “arte”“design” e “partecipazione attiva”. La firma e l’idea sono di “IAAD. – Istituto d’Arte Applicata e Design” di via Pisa, a Torino, e il Progetto, non per nulla, prende il nome di “ArDe – Arte e Design”. Obiettivo: costruire una nuova, più vivibile identità al “Parco Peccei” (27mila mq di prato, costruito come primo Parco ecosostenibile d’Italia e cuore verde di “Barriera di Milano”) sorto sull’area ex-industriale “Spina 4”, vicino al complesso “Docks Dora” e a via Cigna. Come? Per ora sono tre gli interventi emblematici individuati: “Machia”, un’installazione di arte pubblica partecipativa realizzata in marmo bianco dall’artista cuneese Fabio Viale (scultore di fama internazionale, noto per la sua capacità di trasformare il marmo in opere sorprendenti “che ridefiniscono il rapporto fra arte classica e contemporanea”) che coinvolge direttamente i cittadini nel processo creativo; “Laicos” , un “social table” progettato dagli studenti IAAD. per favorire l’incontro tra persone e generazioni attraverso il gioco; la “trasformazione del campo da basket” in un’opera di arte urbana che unisce “sport” e “cultura visiva”, firmata dagli artisti Riccardo Corn79 Lanfranco (membro del Collettivo torinese “Il Cerchio e le Gocce”, dal 2001 fra i principali promotori della “Street Art” in Italia) ed Edoardo Bansone, che con un personalissimo linguaggio distintivo nel “graffiti-writing” porta un approccio dinamico e personale alla riqualificazione dello spazio urbano.

Il Progetto coinvolge attivamente circa venti studenti “IAAD.” dei corsi specifici di “Social Innovation Design”“Interior Design” e “Comunicazione Design”. Proprio a loro si devono interessanti e partecipati micro-progetti autonomi (che si aggiungono ai tre interventi principali, di cui sopra), dal recupero dei tombini all’ideazione di servizi urbani – come bagni pubblici, nuove segnaletiche e strumenti di divulgazione culturale – fino alla creazione di un brand per valorizzare storie e identità di un quartiere fra i meno “facili” e più problematici di Torino. A coordinare il tutto è Lucrezia Nardi (project manager del progetto, nonché storica dell’arte e curatrice) con il supporto di Gianluca Bocchetta (designer e fondatore di “Velvet Studio”), ma il Progetto commissionato da “IAAD.”, in collaborazione con l’Associazione “Barriera Design District” , coinvolge una complessa rete di enti locali e nazionali, come l’“Accademia di Belle Arti di Napoli” e il “Conservatorio di Matera”, entrambi impegnati sui temi della riqualificazione, della mappatura e delle ricadute sociali degli interventi artistici.

“Cultura, arte e bellezza – ha commentato, all’inaugurazione dei nuovi interventi, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo – sono da sempre importanti veicoli di rigenerazione urbana. Per questo siamo particolarmente contenti oggi di inaugurare gli interventi del progetto ‘ArDe’ che daranno un nuovo volto al ‘Parco Peccei’, nel cuore di Barriera di Milano. Un territorio di cui conosciamo le difficoltà e dove come Amministrazione stiamo lavorando per potenziare gli investimenti, in particolare sulla rigenerazione urbana e comunità sociali”.

“ArDe – ha ricordato da parte sua la project manager Lucrezia Nardi – è il frutto di un approccio radicalmente transdisciplinare che unisce arte, design e innovazione sociale. In questo progetto, ‘IAAD.’ si conferma come uno spazio di ricerca viva, capace di uscire dalle aule per incidere sul territorio. Come comunità di ricerca e insegnamento, crediamo nel valore formativo e trasformativo di esperienze come questa, in cui l’immaginazione progettuale si traduce in pratiche concrete di rigenerazione urbana e relazione. ‘ArDe’ si inserisce nel percorso di ricerca e sperimentazione che ho ideato e sviluppato attraverso ‘P+Arts’ e ‘Barriera Design District’: un dialogo tra progettualità, contesto e trasformazione condivisa”.

A partire dall’opera “Machia” di Fabio Viale, utilizzata come “case studies” dagli studenti di “Social Innovation Design” che hanno sviluppato un piano di raccolta dati (con interviste, osservazioni e “paper” accademici) proprio analizzando le reazioni della comunità all’opera. Concepita come installazione sperimentale, “Machia” sarà posizionata in un luogo ben preciso e strategico del “Parco Peccei”, scelto proprio in base al suo potenziale di attivazione e integrazione con i cittadini che lì interagiscono. Domanda, più che lecita: l’opera sarà preservata o vandalizzata? Per inciso, si badi che le creazioni di Viale (fra cui “Ah-galla”, una barca interamente in marmo in grado di galleggiare, esposta e varata da Venezia a San Pietroburgo e a Mosca) sono state esposte nei più importanti Musei e Gallerie d’arte del mondo, da New York a Basilea, da Londra a Milano. Eppure, chissà perché?, al “Parco” la domanda su esposta viene da farsi. La risposta degli organizzatori: “Dal punto di vista curatoriale, l’intervento rompe con la logica monumentale tradizionale: l’artista mantiene l’anonimato, rinunciando al controllo autoriale per lasciare che sia la comunità ad appropriarsene, a riscriverla e a trasformarla. Un’azione di artivismo urbano che ridefinisce la partecipazione attiva e fa dell’arte un dispositivo sociale e rigenerativo, capace di produrre memoria, identità e relazioni”. Nel migliore dei casi. Quanto si spera avvenga al “Parco Peccei”.

Per infowww.iaad.it

Gianni Milani

Nelle foto: Fabio Viale “Machia”(Credit IAAD); Progetto “ArDe”, il sindaco Stefano Lo Russo all’inaugurazione (Credit IAAD); immagini Progetto (Credit IAAD)

Scale mobili della metropolitana ferme per un calo di tensione

A causa di una perdita di tensione  questa mattina molte scale mobili della metropolitana torinese erano ferme. Per il calo elettrico  sono entrati in funzione i sistemi di sicurezza che hanno arrestato automaticamente il funzionamento di alcuni impianti, spiega GTT.

Il meccanismo di sicurezza si attiva su tutte le scale mobili. Solo alcune possono essere riavviate da remoto, e per queste  non c’è stata ripercussione sul servizio, mentre altre richiedono l’intervento diretto degli operatori. Le squadre di manutenzione sono intervenute tempestivamente.

La Regione approva la legge di riordino. Cosa cambia per imprese e cittadini

È stata approvata dal Consiglio Regionale, dopo un lungo iter, la Legge di Riordino (ddl 73) che aveva come relatore l’Assessore ai Rapporti con il Consiglio, Gian Luca Vignale. Molte le tematiche fondamentali trattate dalla Legge:
dall’Osservatorio sui PFAS, alla modifica della legge sugli Usi Civici, agli articoli sulla valorizzazione del patrimonio regionale, a quelli sull’ urbanistica e la sicurezza. Centinaia gli emendamenti esaminati nelle varie giornate di discussione che hanno portato alla stesura di un testo di vitale importanza per enti pubblici, imprese e, in generale, di interesse per i cittadini piemontesi. Approvate modifiche attese per rilanciare le attività e snellire procedure regionali.

<L’approvazione, attesa, di questa legge di riordino – dichiara l’Assessore Vignale – che come dice il nome stesso, ha permesso di intervenire per sistemare e aggiornare norme esistenti, ma non solo. Il Consiglio ha deliberato -spesso all’unanimità- su tematiche di grande rilevanza per la vita dei piemontesi. In alcuni casi, si trattava di modifiche attese da tempo, in altri permetteranno di rilanciare attività ed interventi sia in ambito pubblico che privato. Si è trattato di un lavoro importante per il quale ci siamo impegnati, come governo della Regione, per rispondere con efficacia e celerità alle necessità di enti, cittadini e imprese>.

Commemorato Bruno Caccia nel 42esimo anniversario dell’omicidio

Un convegno a lui dedicato presso il Palazzo di Giustizia di Torino che porta il suo nome: la sua figura, il suo operato

Era il 26 Giugno del 1983, una calda domenica di inizio estate nella quieta precollina torinese ed erano ormai le 23,30 di quel giorno di elezioni nel capoluogo piemontese. La giornata volgeva al termine e la notte precollinare venne percorsa da alcuni spari, secchi, mirati, di quelli che non lasciano scampo. In quella bella strada elegante e silenziosa che dai grandi corsi sul Po sale tranquilla verso il Monte dei Cappuccini, da un auto, una 128 Fiat, due uomini spararono alcuni colpi colpendo a morte il Procuratore Capo di Torino Bruno Caccia, mentre portava a spasso il suo cane al termine di una giornata finalmente in relax trascorsa con la sua famiglia. E’ questa la cronaca  di un omicidio efferato, il primo avvenuto ai danni di un magistrato ucciso dalla mafia nel Nord Italia come ha detto anche la figlia Paola che con la sorella Cristina hanno rievocato la figura del loro indimenticabile padre nell’anniversario del suo omicidio di cui ancora oggi dopo più di quarant’anni sono tante le ombre ed altrettante le domande senza risposta che ancora l’accompagnano. Proprio nella ricorrenza della sua morte, a quarantadue anni di distanza, nella sua Torino che per molto tempo lo ha quasi dimenticato, è stato commemorato questo grande uomo, magistrato integerrimo, nell’aula Casalbore presso il Palazzo di Giustizia, nel centralissimo Corso Vittorio Emanuele, luogo più che mai commemorativo poiché porta il suo nome. L’evento “ Bruno Caccia, un solo intento: perseguire il pubblico interesse “, ha visto la partecipazione della famiglia, di amici, magistrati, esponenti di quel complesso mondo che è stato quello elettivo di Bruno Caccia, oltre a giornalisti ed a quanti hanno inteso partecipare a questo momento importante aperto a tutti i cittadini. L’iniziativa a suo ricordo è stata promossa, con la partecipazione del Movimento Agende Rosse,  da “ Libera ” , l’Associazione di promozione sociale presieduta da Don Luigi Ciotti che non è soltanto impegnata contro la corruzione, la criminalità ed ogni forma di ingiustizia  ma anche a favorire e promuovere la verità, la giustizia sociale, la tutela dei diritti. Maria Josè Fava del Direttivo Nazionale ha ricordato la figura di Bruno Caccia come uomo, padre e magistrato mentre il Procuratore generale di Torino la Dott.ssa Lucia Musti ha sottolineato l’importanza del ricordo come dovere per sviluppare la crescita collettiva ed anche per diffondere un validissimo modello per i nuovi giovani magistrati. Per la figlia Cristina la speranza che il ricordo del padre e questo convegno a lui dedicato siano importanti riferimenti perché studiando il passato si possano evitare in futuro simili tragedie.

 

Nella seconda parte si sono avvicendati alcuni relatori molto noti: il Dottor Giancarlo Caselli ex Procuratore generale che ai tempi dell’assassinio del Procuratore Caccia ricopriva l’incarico di giudice istruttore ed erano sempre a stretto contatto tra loro, ha parlato di una Torino, quella di allora, che viveva in un difficilissimo clima di terrorismo, omicidi, corruzione, criminalità organizzata, tratteggiando con queste parole la figura di Bruno Caccia : “ era una di quelle persone che non vengono a patti con la criminalità, scrupolosissimo non faceva sconti a nessuno e seguiva la strada segnata dall’articolo 101 della Costituzione italiana “ . Questa la figura di uomo e magistrato incorruttibile, tutto d’un pezzo, schivo, un esempio ieri come oggi quello che coralmente è apparso da questo importante incontro e che il legale dei figli del Magistrato, l’Avvocato Fabio Repici, ha sottolineato con forza. Ben si sa che la morte violenta del proprio padre è un evento che non può che marchiare a fuoco le vite dei figli protesi sempre a raggiungere la verità quasi per un dovere verso quel padre a loro strappato con brutale violenza. Alla Figlia Paola la conclusione dell’incontro in cui ha puntato l’attenzione sulla scarsa e soltanto parziale verità dei fatti che ha accompagnato questi lunghi quarantadue anni nella speranza che le molte lacune ancora esistenti sulla vicenda possano essere colmate e che quella pesante sensazione di oscurità possa lasciare il posto alla luce della verità nella sua totalità.

Patrizia Foresto                                                                            

Protocollo contro i crimini informatici

Ieri presso la Questura di Torino, è stato rinnovato il Protocollo d’Intesa tra il Centro Operativo Sicurezza Cibernetica Polizia Postale “Piemonte e Valle d’Aosta” e MSC Technology Italia per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici.

Le parti hanno inteso continuare la proficua collaborazione promossa dal Ministero dell’Interno per la protezione dalle minacce cyber a tutela delle infrastrutture informatizzate di maggiore rilievo sul territorio di competenza.

Il protocollo, rinnovato alla presenza del Sig. Questore di Torino dott. Paolo Sirna, dal Dirigente del COSC Piemonte e Valle D’Aosta, Dott.ssa Assunta ESPOSITO, e dall’Amministratore Delegato di MSC Technology Italia, Dott. Roberto Musumeci, mira a consolidare e migliorare, facendo tesoro del lavoro svolto in questo triennio,  la sinergia tra gli attori coinvolti continuando la condivisione e l’analisi di ogni informazione utile all’implementazione ed all’innalzamento degli standard di sicurezza cibernetica.

La strategia su cui si basano i protocolli d’intesa è rappresentata dalla tempestività e dalla circolarità informativa. La condivisione delle reciproche conoscenze sulle minacce cyber rappresenta un elemento essenziale per lo sviluppo di efficaci azioni operative per fronteggiare situazioni d’emergenza.

Ulteriore elemento cardine è rappresentato dalla possibilità di organizzare appositi momenti formativi dove gli specialisti della Polizia Postale e i dipendenti di MSC Technology possono confrontarsi sui rischi più attuali connessi all’utilizzo degli strumenti informatici aumentando così la consapevolezza e la resilienza verso le minacce cyber.

MSC Technology Italia è la società del Gruppo MSC dedicata ai servizi e al supporto informatici interno, con competenze che spaziano dalla cybersecurity allo sviluppo software. Contribuisce all’innovazione digitale del Gruppo, garantendo efficienza e continuità operativa.

Il Centro Operativo Sicurezza Cibernetica Polizia Postale “Piemonte e Valle d’Aosta” è presidio territoriale nella protezione delle infrastrutture critiche informatiche. Attività garantita a livello centrale dal C.N.A.I.P.I.C. (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche) del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica della Polizia di Stato, che svolge un’efficace azione di impulso e raccordo operativo con gli uffici territoriali. Inoltre, con una sala operativa disponibile h24, è il punto di contatto anche a livello internazionale per la gestione degli eventi critici.

A.D. MSC Technology Italia, Dott. MUSUMECI: «Il rinnovo del Protocollo d’Intesa conferma il valore della collaborazione costruita in questi tre anni e rafforza il nostro impegno nella prevenzione delle minacce informatiche.

La condivisione di informazioni e la collaborazione sono strumenti essenziali per garantire la sicurezza delle infrastrutture digitali.

Il continuo investimento del Gruppo MSC sulla realtà di Torino riflette l’importanza crescente dell’IT nel nostro business. Siamo grati per l’opportunità di crescere ancora e attrarre nuovi talenti, con entusiasmo e senso di responsabilità.»

Dirigente COSC POLIZIA POSTALE Dott.ssa Esposito: “la volontà di rinnovare il protocollo è indicativa del costante lavoro svolto e della solida relazione costruita in questi anni di collaborazione. In un mondo dove la criminalità informatica è sempre più organizzata e insidiosa, è essenziale che tutti gli attori del sistema Paese rafforzino le sinergie esistenti per contrastare in modo efficace la minaccia cyber.”