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USIC, inseguimento Carabinieri: quattro arresti dopo borseggio

CASTELLETTO SOPRA TICINO

I Carabinieri della Stazione di Castelletto Sopra Ticino, del Nucleo Radiomobile di Arona e della Tenenza di Borgomanero hanno arrestato quattro cittadini stranieri, tre dei quali irregolari, resisi responsabili di furto aggravato ai danni di un anziano ad Arona. Lo hanno fermato con la tristemente famosa tecnica della gomma forata e, approfittando della sua distrazione, gli hanno sottratto portafoglio, bancomat e telefono, per poi utilizzarli effettuando spese per circa 1.500 euro. La vittima allertava i carabinieri i quali, poco dopo, riuscivano a intercettare gli autori che, nel frattempo, si erano dati alla fuga, inseguendoli per oltre 20 km. Nella speranza di scampare alla cattura, i malviventi hanno speronato alcune pattuglie dei carabinieri, ma anche questo folle tentativo è risultato vano. Gli stessi, infatti, venivano bloccati è dichiarati in stato di arresto, ma solo dopo un urto frontale con un’auto di servizio in cui, ad avere la peggio, è un militare dell’Arma che ha subito contusioni multiple.


Voglio ringraziare i militari intervenuti, per il coraggio e la professionalità dimostrati. La loro determinazione, non solo ha portato ad assicurare alla giustizia i fuggitivi ed a restituire la refurtiva al legittimo proprietario ma, soprattutto, ha impedito che quel pericoloso inseguimento portasse a conseguenze ancora più gravi e ad un pericolo per i cittadini della comunità. Ai colleghi coinvolti va la nostra solidarietà e i nostri più sinceri auguri di pronta guarigione.
USIC continuerà a supportare e difendere i Carabinieri che ogni giorno, con dedizione e sacrificio, garantiscono la sicurezza delle comunità con particolare occhio di riguardo alle vittime vulnerabili, quali anziani, bambini e donne”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale per il Piemonte e la Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).

Sequestro di crack e carte di credito

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un ventiseienne senegalese responsabile della detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Gli agenti del Commissariato di P.S. Dora Vanchiglia notavano un’autovettura che in prossimità del rondò Rivella, incurante del semaforo rosso, attraversava l’incrocio per imboccare Corso San Maurizio. Dopo aver fermato il veicolo, gli operatori rinvenivano, all’interno del bracciolo centrale, duecentodue ovuli posti all’interno di tre sacchetti in plastica, nascosti da uno strofinaccio, contenenti circa 270 grammi di crack. Venivano, inoltre, trovate nel portaoggetti undici carte di credito e debito, tutte intestate all’occupante.

La Procura della Repubblica di Torino ha richiesto e ottenuto la convalida dell’arresto

Ultimo saluto a Celeste Martina

Caro Direttore,
Malgrado i weekend al mare stamane la Chiesa di Luserna era strapiena a portare l’ultimo saluto a Celeste Martina esponente della Prima Repubblica, importante Assessore Provinciale e quando la Provincia era un Ente importante.
Esponente di Forze Nuove la corrente DC guidata dal Ministro DonatCattin. Rappresentava la Val Pellice e il Pinerolese a partire dalla alluvione del 1978 cui il Governo rispose con un Decreto
Legge apposito .
Molti amici e personalità del territorio ma molti esponenti DC da Morgando a Merlo da Bonansea a Zanetta, Panero, Gariglio, Zanetta, Carmagnola. L’amicizia per noi era un valore di vita vissuta. R.I.P.

Mino Giachino

Torino prima città nel patto per l’adattamento climatico ClimactPact4Po

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La Città di Torino è il primo comune piemontese ad aver firmato ufficialmente il CLIMACTPACT4PO, la dichiarazione d’intenti promossa nell’ambito del progetto europeo LIFE CLIMAX PO, pensata per accompagnare i territori del bacino del fiume Po in un percorso concreto di adattamento ai cambiamenti climatici.

Con l’adesione al protocollo, Torino si impegna a rafforzare le proprie politiche climatiche, integrando l’adattamento nella pianificazione urbana, nei programmi di gestione del territorio e nelle strategie ambientali. Il patto prevede un insieme di azioni condivise che ogni comune potrà calibrare in base alle proprie risorse, con l’obiettivo di rendere più efficaci e coordinate le risposte locali agli impatti ambientali sempre più evidenti. Si parla di piani di adattamento, sensibilizzazione della cittadinanza, monitoraggio degli indicatori climatici e collaborazione con enti scientifici, ONG e altre amministrazioni.

“Torino è fortemente impegnata nel promuovere iniziative per l’adattamento e la mitigazione ai cambiamenti climatici, e l’adesione a questo patto sarà di ulteriore stimolo e impegno – commenta l’assessore al Verde e ai Fiumi della Città di Torino, Francesco Tresso -. C’è bisogno di fare azioni forti di divulgazione su questi temi, per rendere più consapevoli le comunità locali, e allo stesso tempo c’è la necessità di continuare a realizzare azioni concrete che mettano al centro la natura, aumentando la resilienza delle nostre città”.

LIFE CLIMAX PO è un progetto europeo cofinanziato dal programma LIFE dell’Unione Europea, nato per rafforzare l’adattamento climatico nel distretto del fiume Po, un’area che ospita oltre 16 milioni di persone e genera circa il 40% del PIL nazionale. Il progetto promuove un approccio integrato e multisettoriale, fondato su evidenze scientifiche, soluzioni basate sulla natura e processi di governance condivisi.

Il partenariato è ampio e rappresentativo: 25 enti, tra istituzioni scientifiche e amministrazioni regionali. Capofila del progetto è l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, affiancata da Regione Piemonte, Arpa Piemonte, Politecnico di Torino, SMAT, Legambiente Piemonte e Valle D’Aosta.

Il CLIMACTPACT4PO – redatto nell’ambito del progetto – sarà in vigore fino al 31 gennaio 2032. Ogni Comune firmatario riceverà supporto tecnico e potrà contribuire alla sperimentazione di strumenti, metodi e politiche replicabili anche in altri contesti.

 

TORINO CLICK

3° Contest Open Air: due pass per gli Italiani e  buone prestazioni Team Dimensione Nuoto

IL TEMPO NELL’ARTE. La settima… compresa

Quanto è lo scarto temporale richiesto in un’opera letteraria e cinematografica dal momento della sua presentazione al pubblico rispetto alla sua ambientazione temporale?
Probabilmente la domanda è un po’ criptica, ma nasconde dati di fatto piuttosto angolari.
George Orwell, famoso studioso inglese, scrisse il suo romanzo ‘1984’ in un allora lontano 1949, cioè all’inizio della Guerra Fredda, una guerra non guerreggiata ma che per decine di anni dividerà l’intero pianeta fra due opposte ideologie.
La trama è conosciuta ai più ma, sintetizzabile; lo scrittore descrive in un lontanissimo 1984 (solo 35 anni dal 1949) tre macro società mondiali in lotta fra loro. Viene disegnata una realtà politica planetaria, globale, inimmaginabile per chi scrive quel romanzo solo pochissimi anni dalla fine della seconda guerra mondiale. Il romanzo si avviluppa però attorno alla macro realtà OCEANIA, governata da un onnipresente Grande Fratello che governa tutto e tutti grazie a una polizia spietata ed efficientissima, assistita da futuribili tecnologie ancora inimmaginabili (!!!) al giorno d’oggi.

Quando ho letto il libro negli anni ’70 ero uno svogliato studente di liceo e nell’anno che titola il romanzo (1984) avevo solo 29 anni. Come è stato possibile per il grande scrittore preconizzare una spaventosa ma futuribile e super avanzata Società mondiale, solo un pugno di anni dopo la pubblicazione del suo lavoro?

Ma quanto futuro distopico e futurista avrebbe potuto svilupparsi in soli 35 anni? Nei fatti, dittatura nazi-stalinista a parte (il vero soggetto del romanzo), tecnologicamente il mondo non è così cambiato rispetto al primo dopo guerra.

La fantascienza al cinema porta esempi abbagli temporali ancora più macroscopici.

Tanti sono gli esempi: il mitico film Blade Runner (sugli schermi già nel 1982) mostrava una distopica ma iper-tecnologica società vissuta dai protagonisti nel … 2019!
In quell’anno il film mostra una incomprensibile e irriconoscibile Los Angeles, ricca di astronavi, palazzi altissimi (forse chilometri), robot umanoidi dalle capacità sovrumane, lontanissime colonie da gestire e sottomettere a distanze per noi neanche concepibili (… navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione… i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser). Tutta questa futuribilità si realizzava niente meno che… SEI ANNI FA.

Tornando alla realtà di tutti i giorni, sono già passati sei anni dalla Los Angeles del film, che resta però quella di sempre, magari ancora un po’ bruciacchiata dagli incendi nei pressi di Hollywood, ma resta sempre quella che tutti conosciamo.

E parlare del primo Terminator, interpretato dal giovane Arnold Schwarzenegger nel 1984?
Anche questo è un famoso cult osannato da pubblico e critica. Nel film il gigante austriaco interpreta il guerriero angelo protettore delle protagoniste in arrivo negli anni ’80 nientemeno che dal … 2029. In effetti mancano ancora 4 anni, e qualcosa può ancora cambiare nel nostro immediato futuro; difficilmente però vivremo quello che ha reso famosi i protagonisti del film.

Il caso più eclatante di questa carrellata di successi cinematografici ricchi di genio, fantasia e rare capacità; non possiamo però eludere gli impressionanti errori sul passare del tempo da tutti visti in 2001, Odissea dello Spazio.
Già solo nel titolo è evidente l’ossimoro.
L’indimenticabile film di Kubrick è uscito nel 1968 e parla della missione dell’astronave Discovery verso Giove (scelta, tra l’altro, contenente un errore astrofisico clamoroso. Giove è pianeta gassoso e non roccioso come la Terra, Marte o Venere: impossibile quindi da ‘toccare ed esplorare’).
Ma, viaggio verso Giove a parte, nel film l’anno 2001 vedeva già astronavi-navetta da e per la Luna, organizzate approssimativamente come i nostri attuali voli di linea.
Purtroppo per gli autori (Clark il romanziere e Kubrik il regista del film) dal 1968 al 2001 mancavano solo 23 anni.
Nel mondo reale il 2001 sarà ricordato, nel bene, per la nascita di Wikipedia, e nel male per la distruzione delle Torri Gemelle di New York. Chissà se i nostri nipoti potranno veramente viaggiare dalla Terra alla Luna sulle stupefacenti navette del film. Potrebbe forse essere ma noi – Super Musk permettendo – non ne siamo per niente certi.

In questo pezzo estivo abbiamo certamente guardato il pelo nell’uovo, ce ne rendiamo conto. Si dirà infatti che l’Arte può permettersi di essere ben superiore rispetto a simili particolari.

Quando si tratta di Futuro con la F maiuscola crediamo però che risparmiare sugli anni non sia attività redditizia.

Un paio di secoli per un ‘robusto futuro possibile’ possono bastare .. ma potremmo consigliare pure di più.

Ferruccio Capra Quarelli

Colpo di calore: camionista morto a Torino

A Torino in strada del Francese un camionista di 57 anni è morto dopo essere stato trovato alle 16 circa in questa giornata torrida vicino al suo camion, come riportato dal quotidiano Repubblica. Aveva una temperatura corporea di 41 gradi. Grazie al soccorso della polizia locale e dei sanitari del 118, è stato ricoverato al San Giovanni Bosco, dove è giunto in arresto cardiaco. Nonostante i tentativi di rianimarlo non ce l’ha fatta.

Piemonte 2025: crescita, sfide e innovazione al centro del Rapporto Economico-Sociale

Presentato il Rapporto annuale “Piemonte Economico Sociale 2025”

All’Auditorium della Città Metropolitana di Torino, è stato presentato il Rapporto annuale Piemonte Economico Sociale 2025. Per la Regione Piemonte hanno partecipato l’Assessore Enrico Bussalino e il Sottosegretario Claudia Porchietto.

Il documento tratteggia un quadro complessivamente positivo per l’economia e l’occupazione regionale nel 2024, nonostante l’instabilità globale. Evidenzia inoltre i principali cambiamenti in atto e le priorità su cui agire per orientare il futuro del Piemonte. Al termine della presentazione sono state raccolte le dichiarazioni del Presidente di IRES Piemonte Alessandro Ciro Sciretti, del Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dell’Assessore agli Enti locali Enrico Bussalino.

Crescita economica e occupazionale

Nel 2024, il Piemonte ha registrato una crescita del PIL dello 0,6%, in linea con le regioni settentrionali comparabili e superiore allo 0,3% del 2023. La maggior parte dei settori manifatturieri ha mantenuto risultati stabili o in crescita, sia per valore aggiunto sia per esportazioni, fatta eccezione per l’automotive, in calo del 4,9% dopo anni di crescita.

Il terziario ha mostrato dinamismo, in particolare il turismo, trainato dagli arrivi internazionali, e la logistica, sostenuta dalla posizione strategica della regione nei corridoi europei. Anche l’agricoltura ha vissuto un’annata positiva.

Sul fronte occupazionale, le unità di lavoro sono cresciute del 2,3%, con circa 110.000 occupati in più rispetto al periodo pandemico. Il tasso di disoccupazione è sceso al 5,4%, un dato migliore rispetto al 7,6% del 2020 e inferiore alla media nazionale (6,5%).

Prospettive per i prossimi anni: continuità e trasformazione

Per il biennio 2025-2026 è prevista una crescita dello 0,5%, leggermente sotto la media delle regioni del Nord. Il tasso di disoccupazione dovrebbe stabilizzarsi attorno al 5%, mentre entro il 2027 si prevede un tasso di attività del 74% e un tasso di occupazione del 70,4% nella fascia 15-64 anni.

Il sistema produttivo piemontese si sta evolvendo verso una maggiore diversificazione: insieme all’espansione del terziario, crescono investimenti e occupazione in settori ad alta tecnologia come aerospazio, semiconduttori, microelettronica, biomedicale, logistica e servizi ad alta intensità di conoscenza. Anche l’agroalimentare e il tessile-abbigliamento attraversano un processo di rinnovamento.

Il PNRR contribuisce significativamente al rafforzamento dei fattori abilitanti la crescita e la transizione ecologica, intervenendo su infrastrutture, digitalizzazione, formazione e ricerca.

Demografia ed equilibri sociali in cambiamento

Nel 2024 la popolazione piemontese è aumentata di oltre 4.000 residenti, grazie a una riduzione della mortalità e alla ripresa dell’immigrazione, pur a fronte del continuo calo delle nascite. L’invecchiamento demografico impone una profonda revisione del sistema socio-sanitario, ma è necessario anche un focus sui giovani: se da un lato i NEET sotto i 25 anni sono scesi al 9%, dimezzandosi rispetto al picco pandemico, dall’altro persistono disuguaglianze legate all’origine e alla condizione socio-economica delle famiglie, che influenzano percorsi scolastici e inclusione. Occorre quindi rafforzare il sistema educativo e le reti di inclusione sociale.

Competenze e sistema formativo

In Piemonte le forze lavoro immediatamente attivabili sono ormai limitate e poco qualificate, mentre cresce il numero di giovani qualificati che emigrano. Un dato paradossale in una regione dove solo il 25% dei giovani possiede un titolo di studio terziario, contro il 40% della media UE, e che attrae laureati dal Sud. Il sistema produttivo richiede competenze qualificate, spesso tecniche e non necessariamente accademiche, che il sistema formativo attuale fatica a fornire. In Europa, l’istruzione terziaria include percorsi tecnici altamente professionalizzanti; in Italia, questo ruolo è parzialmente affidato agli ITS, che in Piemonte rappresentano un’eccellenza ma coinvolgono ancora pochi giovani.

Nuovi bisogni di salute e riorganizzazione del sistema sanitario

La speranza di vita in Piemonte ha raggiunto 83,4 anni, ma gli anni di vita in buona salute si sono ridotti a 59. Aumentano criticità negli stili di vita e nei livelli di salute mentale, soprattutto tra giovani e donne. Queste tendenze richiedono un rafforzamento delle azioni di prevenzione e la promozione di stili di vita sani, insieme a un’adeguata rimodulazione dei servizi per rispondere all’evoluzione dei bisogni, con priorità a fasce vulnerabili come anziani, bambini e adolescenti.

Il sistema sanitario piemontese presenta buone performance in prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera, superando i livelli di adeguatezza previsti, pur con criticità da affrontare. La realizzazione della rete territoriale finanziata dal PNRR procede, con le Aziende Sanitarie impegnate nell’adattare i modelli di cura alle specificità locali. Il PNRR sostiene inoltre investimenti in tecnologie digitali come telemedicina e intelligenza artificiale per migliorare la presa in carico dei cittadini.

Territorio: vulnerabilità e trasformazione

Il cambiamento climatico, più marcato nell’area alpina, rende il Piemonte vulnerabile a eventi estremi come alluvioni e siccità, con effetti su salute, infrastrutture e settori chiave come agricoltura e turismo. La Regione ha attivato strumenti di pianificazione per mitigare i rischi, investendo risorse nella prevenzione e gestione delle emergenze. La gestione dell’acqua emerge come tema strategico, richiedendo politiche per ridurre i consumi e aumentare le riserve.

Digitalizzazione della PA e governance

La digitalizzazione della pubblica amministrazione avanza grazie al PNRR e ad altri fondi, con strumenti come ANPR, PagoPA e l’app IO, oltre al miglioramento delle infrastrutture di rete. Persistono però disuguaglianze tra grandi e piccoli comuni, con i secondi penalizzati da carenze strutturali e di personale, a causa della frammentazione amministrativa. Le recenti riforme regionali puntano a rafforzare le Unioni dei Comuni, basandosi su criteri di contiguità territoriale e flessibilità.

Accanto a questo modello, si diffondono nuove forme di governance locale – Green Communities, GAL Leader, Contratti di Fiume e Distretti del Cibo – che fungono da infrastrutture sociali capaci di attivare politiche multilivello e generare valore collettivo.

“Il Rapporto Piemonte Economico Sociale 2025 – dichiara il Presidente IRES Piemonte, Alessandro Ciro Sciretti – restituisce l’immagine di una regione che, pur in un contesto complesso e in trasformazione, dimostra capacità di adattamento, resilienza e innovazione. Le sfide demografiche, climatiche, sociali e tecnologiche richiedono visione strategica, coesione tra attori istituzionali e territoriali, e un forte investimento sul capitale umano e sull’innovazione. È proprio in questa complessità che IRES vuole essere d’aiuto – continua Sciretti – offrendo chiavi di lettura non dogmatiche e facilitando la ricerca di soluzioni mediante l’utilizzo del buonsenso, senza imporre schemi precostituiti. Tutto questo, grazie ad un lavoro di squadra che guarda avanti, con il rigore scientifico del presente e l’ambizione del futuro.”

“La Relazione Annuale di IRES Piemonte è uno strumento strategico non solo per la Regione, ma anche per tutti gli enti locali del nostro territorio. Offrire una lettura approfondita delle trasformazioni economiche, demografiche e sociali in atto significa dare ai sindaci, alle Province, alle Unioni di Comuni elementi concreti per programmare il futuro con maggiore consapevolezza e visione” dichiarano il presidente Alberto Cirio e l’assessore agli Enti locali Enrico Bussalino.

“Come Regione stiamo investendo con forza su infrastrutture e logistica, dal Terzo Valico alla nuova Pedemontana, fino alla rigenerazione dello scalo merci di Alessandria, e questi interventi stanno generando effetti reali sul tessuto occupazionale con una progressiva crescita nel settore logistico. Ma per rendere questi progetti davvero efficaci serve il coinvolgimento diretto dei territori, in particolare dei comuni più piccoli, che vanno sostenuti, semplificati e messi nelle condizioni di partecipare attivamente alle grandi strategie regionali. È in questa direzione che prosegue il nostro impegno a favore delle autonomie locali, con fondi specifici per le Province, il rafforzamento delle Unioni dei Comuni e il sostegno alla gestione associata delle funzioni fondamentali” aggiunge l’assessore Bussalino.

Juventus: arriva dal Lille Jonathan David

La Juventus mette a segno un colpo a parametro zero per rinforzare l’attacco: arriva dal Lille Jonathan David, attaccante canadese classe 2000, reduce da cinque stagioni di ottimo livello in Ligue 1.
Autore di numerosi gol e prestazioni convincenti in Francia, David era seguito da diversi club europei, ma ha scelto di iniziare una nuova avventura in Serie A con la maglia bianconera.
Con la sua velocità, il fiuto per il gol e l’esperienza internazionale maturata nonostante la giovane età, rappresenta un rinforzo importante per la nuova Juventus di Tudor che punta a tornare protagonista in Italia e in Europa.

Enzo Grassano

Un giardino per ricordare Giovanna Cattaneo Incisa

Il giardino della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea porta da oggi il nome di Giovanna Cattaneo Incisa, sindaca di Torino e successivamente presidente della stessa GAM, della Fondazione Torino Musei, oltre che del FAI Piemonte.

Giovanna Cattaneo Incisa, scomparsa nel 2011, è stata ricordata questa mattina, durante numerosi interventi, nei diversi aspetti della sua personalità e del suo impegno. Consigliera comunale, per il Partito repubblicano italiano, poi assessora alla Polizia Municipale, fino a rivestire la carica di sindaca nel 1992 (ultimo primo cittadino scelto dal Consiglio comunale prima dell’introduzione dell’elezione diretta da parte della cittadinanza), Giovanna Cattaneo Incisa fu poi nuovamente eletta in Sala Rossa nel 1993, per la lista Alleanza per Torino: in quel mandato amministrativo, rivestì la carica di presidente della V commissione Cultura.

Proprio alla cultura e all’arte, sue grandi passioni, venne poi indirizzata la sua attività successiva, come presidente della Galleria d’Arte Moderna prima e in seguito alla presidenza della Fondazione Torino Musei.
Anche il FAI piemontese la ebbe quale propria presidente.

A prendere la parola alla presenza di un folto pubblico di suoi familiari e amici, sono stati la presidente della Circoscrizione 1 Cristina Savio, Elide Tisi e Marziano Marzano per l’Associazione Consiglieri emeriti,Piergiorgio Re per la Fondazione De Fornaris e Maria Leonetti Cattaneo, presidente dell’Associazione Amici della Fondazione Torino Musei.

A chiudere gli interventi, prima dello scoprimento della targa commemorativa, è stata la presidente del Consiglio comunale e della Commissione toponomastica Maria Grazia Grippo.

La presidente ha ricordato come Giovanna Cattaneo, insediatasi come sindaca nel 1992, volle definire la linea d’orizzonte per Torino, un punto di incontro tra passato e futuro rappresentato proprio dalla cultura, che ella definì un bene di tutti i cittadini, da offrire in modo diffuso sul territorio, uno strumento per trasmettere alle nuove generazioni i valori di un’intera civiltà e un passaporto per Torino in Europa e nel mondo. Un discorso quasi profetico, ha aggiunto Grippo, un’anticipazione della Torino che conosciamo oggi: per chi si occupa di amministrare la cosa pubblica e di cultura, resta un’idea spendibile e desiderabile nei traguardi indicati.

L’attività di Giovanna Cattaneo ha avuto un grande impatto sulle istituzioni culturali torinesi, ha proseguito Grippo, anche per congiungere tra loro le persone, guidandole nei luoghi che sono un patrimonio comune, terreno di crescita e coesione, dove la cultura genera altra cultura.

Alla cerimonia erano presenti anche l’assessore Francesco Tresso, il consigliere Pierlucio Firrao e il sindaco emerito Valentino Castellani.

(C.R. – Ufficio stampa del Consiglio comunale)

Città di Torino

Foto Igino Macagno