ilTorinese

Scontro tra auto e moto, muore centauro torinese

Un motociclista torinese ha perso la vita nelle scorse ore in un incidente stradale avvenuto a Gabiano, nel Monferrato. L’uomo, poco più che sessantenne, era in sella alla sua moto quando si è scontrato con un’auto lungo la strada provinciale della zona.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri, ma per il motociclista non c’è stato nulla da fare. La conducente dell’auto, una donna di 54 anni, è stata soccorsa e trasportata in ospedale in gravi condizioni.

Sono in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine per chiarire la dinamica dell’incidente.

La Biennale della Legalità: Alpignano, Caselette, Almese e una puntata a Torino

Si torna a celebrare la “Biennale”, in concomitanza con la “Marcia Nazionale” promossa da “Libera”

Dal 18 al 22 marzo

Alpignano (Torino)

Sono tanti i nomi “celebri” – celebri in quanto carichi di memoria, di storie famigliari custodi di valori morali apertamente dichiarati fino al sacrificio della vita, in nome della Giustizia, della Legalità e della Lotta, coraggiosa ed esemplare, contro la criminalità, l’arroganza e i soprusi di tutte le mafie – che troviamo nel lungo elenco degli ospiti partecipanti alla seconda edizione della “Biennale della Legalità”, organizzata dall’“Associazione Calabresi per la Legalità ODV”, con sede a Caselette e in programma da mercoledì 18 a domenica 22 marzo prossimi. Cinque date scelte non a caso, in modo di “andare in scena” negli stessi giorni in cui Torino ospiterà, sabato 21 marzo, la “Marcia Nazionale” per la XXXI “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” (Giornata istituita nel ’96 in Campidoglio a Roma e celebrata ogni anno il primo giorno di primavera) promossa da “Libera” di don Ciotti, con lo slogan “Fame di verità e giustizia”.

Il Festival, come nella prima edizione, è gratuito e diffuso, animando i Comuni di Alpignano (Scala della Legalità, Opificio Cruto, Audido, Scuola Tallone e la Casa della Legalità Lea Garofalo, un bene confiscato alla mafia e restituito alla collettività nel maggio 2025), Caselette (Sala 150 e Scala della Legalità) ed Almese (Teatro Magnetto). Previsti anche appuntamenti nelle scuole (Liceo Berti di Torino e scuole di Almese).

Sottolinea Pasquale Lo Tufo, presidente dell’“Associazione Calabresi per la Legalità”: “Siamo orgogliosi di presentare la seconda edizione della ‘Biennale’, un progetto che nasce dalla profonda convinzione che la memoria non debba essere solo una ricorrenza, ma un esercizio quotidiano di cittadinanza attiva …  Il nostro obiettivo è coinvolgere le istituzioni e i cittadini in un percorso condiviso dove la legalità diventi il fondamento della nostra comunità”. E aggiunge: “La ‘Biennale della Legalità 2026’ rappresenta un momento cruciale di incontro tra la storia delle vittime di mafia e il pubblico. Grazie alla collaborazione con i comuni di Alpignano, Caselette e Almese, abbiamo costruito un programma che parla di diritti, verità e impegno sociale, portando le storie di coraggio direttamente nelle scuole e nelle piazze”. Nutrito, si diceva, il numero degli ospiti illustri. Tra loro Franco La Torre, figlio di Pio, storico segretario del “PCI” siciliano e, da parlamentare, ideatore della legge “Rognoni-La Torre” (che introdusse il reato di “associazione mafiosa” e la “confisca dei beni” ai boss), ucciso dalla mafia il 30 aprile 1982Luisa Impastato, nipote di Peppino, il fondatore di “Radio Aut”, assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978. E ancora, Marisa Garofalo, sorella di Lea, una donna che seppe ribellarsi alla cultura patriarcale e oppressiva della ‘ndrangheta e fu vittima di “femminicidio” nel 2009. Per finire, ma solo per citarne alcuni, con Angelo Rizzotto, nipote di Placido, sindacalista, politico e partigiano, simbolo del riscatto dei contadini siciliani nel dopoguerra, rapito, massacrato di botte e gettato in un crepaccio il 10 marzo 1948. Di particolare interesse sarà anche, giovedì 19 marzo (ore 18), nella “Sala 150” della “Biblioteca” di Caselette, l’incontro con il reporter Antonio Vassallo, primo fotografo ad arrivare a Capaci, dopo la strage (23 maggio 1992), in cui “Cosa nostra” uccise il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito SchifaniRocco Dicillo ed Antonio Montinaro.

Il via, dunque, mercoledì 18 marzo (ore 18), con l’inaugurazione alla Casa della Legalità “Lea Garofalo” di Alpignano (via Venaria, 18) della mostra “Peppino Impastato. Ricordare per continuare”. In chiusura del Festival, domenica 22 marzo (ore 17), sempre ad Alpignano, nella sede dell’Associazione “Audido” ( via Pianezza, 36), presentazione del libro “Sulle orme dei veri eroi” del docente e attivista calabrese, trapiantato a Brescia, Mario Bruno Belsito“operaio dell’antimafia” come lui stesso ama definirsi.

Momenti clou, anche le commemorazioni alle “Scale della Legalità” (riportanti ai lati 21 formelle di terracotta in memoria delle “vittime di mafia”) di Caselette (venerdì 20 marzo, ore 9) e di Alpignano (venerdì 20 marzo, ore 11), con la partecipazione del senatore Giuseppe Lumia, tra gli autori del “Codice Antimafia”.

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Per ulteriori info e programma nel dettaglio“Associazione Calabresi per la Legalità ODV”, Caselette (Torino), via Alpignano, 88; tel. 339/1929796 o info@calabresialpignano.it

Gianni Milani

Nelle foto: Marisa Garofalo con Pasquale Lo Tufo; Luisa Impastato; Antonio Vassallo; “Scala della Legalità” a Caselette

Piemonte: ecco le strade chiuse per maltempo

Anas, a causa delle condizioni meteo avverse e dell’allerta arancione che interessa la regione Piemonte, ha chiuso temporaneamente al traffico alcuni tratti della rete stradale di competenza.

La strada statale 337 “della Val Vigezzo” è chiusa al traffico dal km19 al km 29,680 a Trontano (VCO) a causa delle fitte nevicate in corso con conseguenza caduta di rami sul piano viabile.

La strada statale 549 “di Macugnaga” è temporaneamente chiusa al traffico dal km 9,950 al km 10,150, e dal km 11,950 al km 12,150 a Colasca e Castiglione (VCO). La chiusura è stata attivata per l’allerta meteo arancione secondo quanto previsto dall’Ordinanza Anas 971/2025.

La strada statale 33 “del Sempione” è chiusa al traffico dal km 141 al km 144,430 in località Iselle (VCO) come la strada statale 659 “di Valle Antigorio e Val Formazza” in località Roccette, nel territorio comunale di Formazza (VCO) ove permane la chiusura al traffico. Le chiusure sono state attivate secondo quanto previsto dall’Ordinanza Anas 773/2025 in caso di pericolo di valanghe.

La regolare transitabilità sarà ripristinata non appena ristabilite le condizioni di piena sicurezza per il transito.

Il Book Retreat, rigenerarsi con i libri

Una pratica di cura di sé tra silenzi, natura e condivisione

C’è un modo nuovo di avvicinarsi ai libri: rallentare, isolarsi dal rumore quotidiano, dedicare tempo e attenzione alla lettura o alla scrittura in un luogo pensato per nutrire mente e immaginazione. È questo il cuore del book retreat, una formula che sta conquistando lettrici e lettori in tutto il mondo. Si tratta di soggiorni di durata variabile, da un weekend a una settimana, pensati per chi desidera immergersi completamente tra le righe di un libro. A differenza di una semplice vacanza, il book retreat ha come centro l’esperienza letteraria: ore dedicate alla lettura, momenti di silenzio, confronto con altri partecipanti e talvolta incontri con scrittori, editor o formatori. Le prime esperienze di questo tipo nascono nei paesi anglosassoni, soprattutto nel Regno Unito e negli Stati Uniti, sull’onda dei writer’s retreat e dei silent retreat. Nel frattempo l’idea si è diffusa anche in Europa trovando spesso sede in luoghi immersi nella natura: casali di campagna, monasteri riconvertiti, rifugi di montagna e piccoli borghi lontani dal turismo di massa.Ciò che distingue un book retreat è la qualità del tempo che si vive. Le giornate sono scandite da ritmi lenti: lettura individuale, scrittura libera o guidata, passeggiate, pasti condivisi, talvolta meditazione o yoga. La tecnologia è ridotta al minimo, se non addirittura assente, e il silenzio diventa un alleato prezioso. Alcuni ritiri sono tematici, altri puntano sull’esperienza comunitaria, altri ancora sul raccoglimento individuale. Anche in Piemonte si organizzano iniziative che richiamano lo spirito del book retreat. Esempi concreti includono ritiri di lettura e mindfulness nelle risaie vercellesi, combinando lettura, meditazione, natura e condivisione. Sul territorio ci sono inoltre festival letterari e circoli di lettura, come l’Independent Book Tour, che attraversa Torino, Alessandria, Asti e Cuneo, offrendo incontri con autori, presentazioni e momenti di scambio culturale in un’ottica di “bibliodiversita’”. Sebbene i ritiri strutturati di più giorni siano ancora pochi, l’offerta sta crescendo grazie a biblioteche, agriturismi e B&B che propongono esperienze culturali immersive. Organizzare un book retreat è importante perché offre più di un semplice momento di lettura: crea uno spazio di profondità mentale e benessere emotivo, riduce lo stress, migliora la concentrazione e permette di ritrovare calma e piacere nella quotidianità. La lettura diventa una pratica di cura di sé, un modo per riflettere, assorbire nuove idee, ristabilire equilibrio e creare legami con chi condivide la stessa passione. In un mondo che corre, fermarsi a leggere significa fare spazio per pensare, sentire e immaginare.

Il book retreat, dunque, non è solo un evento culturale, ma un’esperienza che rallenta il tempo, rigenera la mente, nutre le emozioni e rinnova la relazione con i libri. Un viaggio interiore che continua ben oltre i giorni del ritiro, trasformando la lettura in un atto di cura.

Maria La Barbera

21 marzo, Giornata Mondiale della Sindrome di Down

CEPIM – Torino festeggia i suoi quasi cinquant’anni con una giornata aperta alla città

In occasione della Giornata Mondiale della Sindrome di Down, CEPIM-Torino Centro Persone con Sindrome di Down ODV, promuove un’iniziativa di particolare significato per l’associazione e per la collettività. L’evento dal titolo “Da ciò che siamo a ciò che possiamo diventare” è una giornata d’incontro che segna l’avvio di una nuova fase di riapertura e coinvolgimento della comunità. La sala Atlas di Combo Torino, in corso Regina Margherita 128, dalle 8.30 alle 13, ospiterà una mattinata di incontri e testimonianze condivise, con la partecipazione di persone con Sindrome di Down, famiglie, volontari, scuole, realtà sportive e lavorative, professionisti e istituzioni. L’incontro seminariale intende valorizzare l’impatto sociale generato dall’associazione, rafforzando la collaborazione con le realtà locali. La partecipazione è su iscrizione fino a esaurimento posti. La giornata proseguirà alle ore 21 con lo spettacolo teatrale “Mezzogiorno di fuoco a RiverTown”, portato in scena dalla compagnia ARTONAUTI di CEPIM-Torino, presso il teatro Don Bosco di Cascine Vica, in via Stupinigi 1.

La compagnia è composta da persone con Sindrome di Down e volontari, unisce talenti differenti per creare performance autentiche e inclusive, in cui ciascuno contribuisce con la propria unicità. Il teatro diventa così strumento educativo e di sensibilizzazione, capace di dare voce ai ragazzi e coinvolgere il pubblico sui temi dell’identità, della relazione e della dignità della persona; non solo un racconto, ma un invito concreto a partecipare e prendersi cura del futuro della comunità, occasione con cui l’associazione rinnova il proprio impegno  nel promuovere inclusione, autonomia e diritti.

Info e prenotazioni al numero 011 3090158 – oppure scrivendo a cepim@cepim-torino.it

“Questa giornata non è solo una celebrazione, ma un’occasione per raccontare un percorso costruito su cinquant’anni di impegno accanto a persone con Sindrome di Down e le loro famiglie – spiega Mirella Flecchia, presidente di CEPIM – Torino – guardiamo al futuro con la convinzione che inclusione e autonomia non siano obiettivi astratti, ma diritti concreti che prendono forma ogni giorno insieme alla comunità. ‘Da ciò che siamo a ciò che possiamo diventare’ esprime il nostro impegno: non fermarsi ai limiti, ma agire quotidianamente per ampliare le opportunità di autonomia, lavoro e partecipazione. Questa giornata è un invito rivolto a tutti per fare un passo insieme a noi”.

Gian Giacomo Della Porta

Settimana del Lavoro 2026: a Torino per riflettere sulle disuguaglianze

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Le disuguaglianze attraversano la nostra società in ogni aspetto della vita quotidiana, dal lavoro alla scuola, dalla casa all’accesso alla tecnologia, influenzando profondamente le condizioni di vita e le opportunità delle persone. Per analizzarle e individuare possibili soluzioni torna a Torino, dal 16 al 20 marzo, la ‘Settimana del Lavoro’.

Giunta alla sua quinta edizione, la rassegna promossa da Ismel, Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, con il sostegno di Fondazione CRT vedrà docenti, ricercatori, professionisti, rappresentanti delle istituzioni e parti sociali confronteransi sui sei principali ambiti di disparità, tecnologica, scolastica, di origine linguistica ed etnica, territoriale, di genere e nei rapporti di lavoro, con l’obiettivo di capire come trasformare le criticità in opportunità di equità.

La rassegna prende le mosse dalle nove ricerche selezionate dalla call for paper “Percorsi di equità”, lanciata da ISMEL nel 2025, che ha coinvolto studiose e studiosi under 45 provenienti da tutta Italia e che hanno analizzato in profondità le cause e le conseguenze delle disuguaglianze nel presente, così come le buone pratiche in grado di promuovere maggiore equità.

L’apertura della Settimana del Lavoro è prevista lunedì 16 marzo alle 18.30 all’Auditorium del Polo del ’900 con il panel “Disuguali per sempre?”, in cui l’esperto di innovazione e lavoro Marco Bentivogli e il politologo Marco Revelli dialogheranno con la sociologa Marianna Filandri sulle trasformazioni necessarie per garantire diritti civili, sociali ed economici a tutti, senza lasciare indietro nessuno. Come nelle precedenti edizioni, gli spunti più significativi confluiranno nel Manifesto per l’equità, documento conclusivo della rassegna che raccoglie proposte concrete e riflessioni per la progettazione sociale futura.

Un’attenzione particolare è riservata ai giovani e agli studenti, chiamati a riflettere sulle disuguaglianze e sul ruolo che le loro scelte potranno avere nel futuro della società. Tra gli appuntamenti, martedì 17 marzo si conclude all’IIS Avogadro il percorso “Dove iniziano le disuguaglianze?”, mentre mercoledì 18 marzo a Palazzo Nuovo si terrà “Il lavoro ferito. Una riflessione tra passato e presente”, con i professori Fabrizio Loreto e Giacomo Gabbuti e le ricercatrici Allegra Caputo e Anna Pasquetti, per analizzare il lavoro precario e freelance e le sue conseguenze sulle disuguaglianze socio-economiche. Venerdì 20 marzo al Polo del ’900 l’incontro “Scuola, università e lavoro: tra le disuguaglianze di oggi e la società di domani” vedrà confrontarsi le docenti Sonia Bertolini, Camilla Borgna, Valentina Goglio e Paola Ricchiardi e la ricercatrice Giulia Maria Bouquié, mentre nello stesso giorno si svolgerà il torneo interscolastico di dibattito tra i licei torinesi Vincenzo Gioberti e Giordano Bruno sul tema “Le quote rosa sono utili per promuovere la parità di genere?”.

La Settimana del Lavoro 2026 approfondirà anche le disuguaglianze sociali, territoriali e tecnologiche, con incontri come “La lingua come ponte” dedicato all’inclusione lavorativa dei cittadini stranieri, “Colmare le distanze” sul divario tra grandi città e aree interne, “Abito dunque sono” sulle criticità abitative nei centri urbani e “EquIA”, in cui esperti e docenti discuteranno l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’equità sociale. Non mancherà la riflessione sulle disuguaglianze di genere con il panel “Luoghi, barriere, possibilità” che analizzerà gap e barriere ancora presenti nei diversi contesti sociali. Durante la Settimana sarà presentato il volume “Disuguaglianze. Costruire equità” (Alzani, 2026) con la partecipazione degli autori delle ricerche e, in collaborazione con il festival Job Film Days, sarà proiettato il film “The Store” di Ami-Ro Sköld, dedicato alle condizioni di lavoro nella grande distribuzione.

“La complessità delle disuguaglianze richiede di mettere in relazione diversi ambiti per comprendere il presente e individuare soluzioni efficaci”, sottolinea il direttore di ISMEL Diego Robotti, mentre Alessandro Rubini, direttore del Polo del ’900, evidenzia come la manifestazione rappresenti un’occasione fondamentale per riflettere sulla qualità della democrazia e immaginare una società più equa. Tutti gli incontri della Settimana del Lavoro 2026 sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria e il programma completo è disponibile sul sito ufficiale della manifestazione.

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“Baccanti- Fare schifo con gloria” per la stagione Iperspazi di Fertili Terreni Teatro

Per la stagione  Iperspazi del cartellone condiviso di Fertili Terreni Teatro in prima regionale, mercoledì 18 e giovedì 19 marzo prossimi, andrà in scena a OFF Topic, in via Pallavicino 35, lo spettacolo dal titolo “Le Baccanti- Fare schifo con gloria”, una creazione e ideazione di Giulio Santolini con le performer Mariangela Diana, Ilaria Quaglia e Veronica Solari. Lo spettacolo è  programmato con Piemonte dal Vivo nell’ambito del Progetto Corto Circuito.
Lo spettacolo presenta luci stroboscopiche, non adatte a un pubblico fotosensibile, scene di nudo integrale, e risulta adatto ad un pubblico maggiore di 14 anni.

Si tratta di uno spettacolo dalla dichiarata ed evidente interattività che indaga gli stati di trance ed estasi tipici del contesto rituale, alla ricerca di risposte su che cosa sia il dionisiaco oggi, che cosa voglia dire perdere il controllo e cosa verrà evocato attraverso il sacrificio.
Questi alcuni degli interrogativi che introducono, quasi a pretesto, una festa irriverente e iconoclasta sulle macerie della nostra civiltà con protagonisti tre corpi femminili decisi a invitare la città e, di riflesso, i cittadini a sovvertire il pensiero e a smembrarlo.
Il futuro assomiglia sempre di più ad una distopia e ha alle spalle il passato costruito sulle rovine di città scomparse. All’ombra di questo futuro ci si trova a vivere un rito evocativo del presente che non vogliamo vedere, consapevoli come caos, oscenità e rifiuti siano elementi sempre presenti a ricordarci che nel cuore di tutte le cose c’è  qualcosa che sfugge alla nostra comprensione, qualcosa di puro e spaventoso che nascondiamo alla vista e che solo il rito può mostrare e salvare dal buio in cui è  rinchiuso.
Si tratta di un rito collettivo con le tre performer che parlano un grammelot nella musicalità capace di rievocare il greco antico, unica forma di linguaggio utilizzabile per riaffermare l’aspetto necessario di tutto ciò che è stato confinato nell’ombra e nell’osceno, nel lontano e nel magico. ‘Le Baccanti. Fare schifo con gloria’ è  uno spettacolo al limite del teatro, danza  e pantomima in cui vengono restituite al pubblico tutte le sfumature dell’eccesso dionisiaco, spaziando dai toni tragici a quelli farseschi.
Si tratta di un’impresa condotta e perseguita  partendo non da Euripide ma da Dioniso e arrivando a riscrivere il mito delle Baccanti con una fisicità radicale, in un dialogo senza filtri con la natura e il sacro e dove a dominare  sono i corpi, i gesti, le parole scandite  e il paesaggio evocato.

Per i biglietti il costo  di 13 euro se acquistato online, 15 euro la sera stessa dell’evento.
Per i biglietti ridotti il costo è di 11euro se acquistati online, 13 euro la sera stessa dell’evento.
Resta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o satispay  e di entrare gratuitamente per alcuni under 35, grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani.
Mara Martellotta

Corriere accoltellato per rubargli il borsello

A Volpiano un corriere di 52 anni della BRT Bartolini è stato accoltellato durante una rapina avvenuta nella serata di venerdì 13 marzo.

Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo stava terminando il turno di lavoro quando è stato sorpreso alle spalle da un aggressore mentre effettuava le operazioni di carico e scarico del mezzo. Il malvivente lo ha colpito con una coltellata all’addome: voleva impossessarsi del suo borsello, per poi fuggire rapidamente facendo perdere le proprie tracce.

Il ferito fortunatamente non in gravi condizioni, è riuscito a contattare il Numero Unico di Emergenza 112. I soccorritori lo hanno trasportato all’ospedale di Ospedale di Chivasso in codice giallo.

Resta ancora da quantificare il bottino della rapina. Sull’accaduto indagano i carabinieri della compagnia di Chivasso, che hanno già acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona per cercare di risalire all’autore dell’aggressione.