ilTorinese

Syensqo (ex Solvay), AVS: “Da che parte sta la Regione?”

La Regione Piemonte deve dire se intende stare dalla parte della salute pubblica o se è disposta ad accettare una transazione economica nel processo per disastro ambientale colposo che riguarda Syensqo (ex Solvay).
Ho depositato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere al Presidente della Giunta se la Regione, costituita parte civile nel procedimento penale in corso presso il Tribunale di Alessandria, abbia intenzione di accettare la proposta transattiva avanzata dall’azienda. Il processo riguarda l’inquinamento da PFAS – in particolare dal composto cC6O4, prodotto nello stabilimento di Spinetta Marengo a partire dal 2012 – e si inserisce in una vicenda giudiziaria che nel 2019 ha già portato a una condanna definitiva per disastro ambientale. Oggi un nuovo processo mette sotto accusa anni di omissioni, mancati interventi di risanamento e una contaminazione che ha colpito acqua, aria e suolo e che – dati di Arpa Piemonte alla mano – continua ancora oggi a rappresentare un rischio per la salute delle persone. L’udienza, inizialmente prevista a giugno 2025, è stata rinviata dal Tribunale al 12 marzo 2026 proprio per consentire il proseguimento delle trattative con le parti civili, tra cui la stessa Regione Piemonte. Nel frattempo, associazioni, comitati, cittadine e cittadini si stanno mobilitando per chiedere verità, giustizia e bonifiche reali. E l’ho potuto vedere personalmente nell’assemblea cittadina dello scorso 12 gennaio a Spinetta Marengo: le persone non vogliono risarcimenti economici, non vogliono una monetizzazione del danno, esigono tutela della salute pubblica.
Come hanno sottolineato anche in quell’occasione Greenpeace, Comitato Stop Solvay e Vivere in Fraschetta, accettare una transazione senza un pieno accertamento delle responsabilità e senza garanzie stringenti sulla cessazione dell’inquinamento e sulle bonifiche significherebbe aprire un precedente pericoloso: quello per cui devastare un territorio diventa, di fatto, un costo sostenibile per le grandi aziende. La sentenza del Tar del Piemonte del novembre scorso, su ricorso presentato dalla sezione ovadese di Legambiente, ha ribadito un principio fondamentale: il diritto all’informazione ambientale e alla partecipazione viene prima della tutela degli interessi industriali. Lo stesso principio dovrebbe oggi guidare le scelte politiche e istituzionali della Regione.
La vita e la salute delle persone non hanno un prezzo. La Regione Piemonte deve assumere una posizione netta e coerente con il proprio dovere di tutela della salute pubblica.

ALICE RAVINALE, Consigliera regionale AVS

“La nave del ritorno”… Quella terribile tragedia delle foibe

Al “Teatro Concordia” di Venaria Reale, si celebra il “Giorno del Ricordo” con una produzione del brianzolo “Teatro dell’Aleph”

Lunedì 9 febbraio, ore 21

Venaria Reale (Torino)

La produzione porta la firma del “Teatro dell’Aleph”, compagnia teatrale fondata e diretta dal 1987 da Giovanni Moleri, operante in Brianza e a livello nazionale, il cui nome ci riporta a quell’ “infinito” di impossibile descrizione narrato nella celebre omonima raccolta di racconti (1949) di Jorge Luis Borges. Sul palco un’attrice e due attori: Elena Benedetta MangolaDiego Gotti e Salvatore Auricchio. La regia e i testi sono dello stesso Moleri.

“La nave del ritorno”, in programma il prossimo lunedì 9 febbraio (ore 21), presso il “Teatro Concordia” di corso Puccini alla Venaria Reale, vuole commemorare nel “Giorno del Ricordo”, il 10 febbraio di ogni anno – istituito ufficialmente nel 2004 dal “Parlamento Italiano” – la tragedia degli italiani vittime delle “foibe” e dell’esodo dalle loro terre di istrianifiumani e dalmati, che negli anni successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale furono costretti con violenza (a seguito del “Trattato di Pace” di Parigi, 10 febbraio 1947, e sotto la feroce occupazione dei comunisti jugoslavi) ad abbandonare le loro terre e tutto ciò che avevano. Uomini, donne e bambini che, in scena, al “Concordia” diventano personaggi simili “a ombre, fantasmi del passato che raccontano la loro terribile testimonianza”.

“Le loro parole, tratte da testimonianze reali, narrando l’eccidio delle ‘foibe’, danno corpo e voce – sottolineano gli interpreti – non solo alle vittime del genocidio ma, attraverso loro, a tutti coloro che sono stati perseguitati e a tutti coloro che ancora subiscono violenza per motivi etnici, politici e religiosi”. Le loro storie sfilano su sentieri tracciati dalla violenza e dalla sorda ingordigia del potere, ma non restano sospese a un passato di cui è d’obbligo non fare dimenticanza ma che, anzi, ancora oggi dovrebbe essere di monito alle terrifiche disumane tragedie che macchiano del sangue di migliaia e migliaia di innocenti molti Paesi di questo nostro ammorbato Pianeta.

Tra i personaggi dello spettacolo emerge la figura di Norma Cossetto (Visinada, 1920 – Antignana, 1943), la studentessa istriana che fu arrestata dai “partigiani titini” alla fine dell’autunno del ’43 quando aveva soli 23 anni. Separata dal resto dei prigionieri, fu denudata e tenuta legata ad un tavolo per 4 giorni e sottoposta a sevizie e stupri ripetuti dai suoi 17 carcerieri. Poi, legata con il filo di ferro agli altri prigionieri, fu gettata viva nella “foiba” di Villa Surani, in Croazia. Insignita, il 9 dicembre del 2005, della “Medaglia d’oro al Merito Civile” (per aver rappresentato la sofferenza degli italiani in Istria ed il rifiuto di collaborare con gli occupanti), questa giovane donna, luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio, incarna le violenze subite dalla popolazione italiana in IstriaDalmazia e Venezia Giulia tra il 1943 ed il 1945. In modo ignobile e proprio da parte di molte donne, giudicate allora colpevoli semplicemente di essere mogli, madri, sorelle o figlie di persone ritenute condannabili dal regime, e per decenni dimenticate o ignorate, ma negli ultimi anni riportate alla luce, con tutte le loro storie, come parte importante e non eludibile delle molteplici sofferenze subite dagli italiani sul “confine orientale”. Durante e dopo il secondo conflitto mondiale.

Il testo dello spettacolo è costruito su reali testimonianze e documenti storici. La ricerca è stata effettuata dagli stessi attori e dal regista anche grazie all’incontro con l’“Associazione delle Comunità degli Esuli istriani, dalmati e giuliani” di Roma.

 Ricordiamo ancora che alla figura e al sacrificio di Norma Cossetto è stato anche dedicato, nel 2018, il film “Red Land – Rosso Istria” per la regia di Maximiliano Hernando Bruno. Fra gli interpreti Franco Nero e Geraldine Chaplin. Nei panni di Norma Cossetto, l’attrice genovese Selene Gandini.

Per info: “Teatro della Concordia”, corso Puccini, Venaria Reale (Torino); tel. 011/4241124 o www.teatrodellaconcordia.it

Gianni Milani

Nelle foto: “La nave del ritorno”, immagini di scena

Oggi la Giornata del No al bullismo

IL COMMENTO DI PATRIZIA ALESSI (VICE PRESIDENTE COMMISSIONE REGIONALE PARI OPPORTUNITA’ CRPO):

In occasione della Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo, che si celebra oggi, la Commissione Regionale per le Pari Opportunità desidera richiamare l’attenzione su due fenomeni che continuano a colpire molti giovani nel nostro territorio.
Il bullismo e il cyberbullismo non sono solo atti isolati di violenza, ma rappresentano una vera e propria emergenza sociale che richiede un impegno collettivo. Le statistiche mostrano un aumento preoccupante dei casi, evidenziando l’urgenza di interventi efficaci e di una sensibilizzazione diffusa.
I nostri obiettivi concreti sono:
– promuovere iniziative educative nelle scuole per sensibilizzare studenti e genitori;
– collaborare con istituzioni locali e associazioni per fornire supporto alle vittime;
– sostenere campagne di informazione che evidenziano le conseguenze del bullismo e del cyberbullismo.
Invitiamo tutti a unirsi a noi in queste azioni di contrasto, educazione e divulgazione: la nostra Regione è unita contro ogni forma di violenza e discriminazione.

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/diritti-politiche-sociali/diritti/pari-opportunita/commissione-regionale-per-pari-opportunita-crpo

Monaco come Superga, il disastro aereo del Manchester United

 

Era il 6 febbraio 1958. Il grande Bobby Charlton si salvò, uscì quasi incolume dai rottami dell’aereo e fu uno dei superstiti dello schianto “ma quell’incubo mi accompagna da allora e ha cambiato la mia vita”. Sono passati 68 anni da una delle sciagure più note del calcio che ricorda quella, ancora più tragica, del Grande Torino nel 1949. La squadra di calcio del Manchester United con i “Busby Babes”, soprannome del team, è in volo verso casa dopo aver giocato a Belgrado con la Stella Rossa. Finì 3-3 e gli inglesi si qualificarono alle semifinali della Coppa dei Campioni in virtù della vittoria all’andata per 2-1. L’aereo, un Airspeed Ambassador, fa scalo a Monaco di Baviera per fare rifornimento.

Bufera di neve in corso, pista ghiacciata e piena di fango. Il pilota tenta due volte il decollo ma non ci riesce per il surriscaldamento di un motore. Non desiste, ci prova ancora per la terza volta. Il velivolo parte solo con la potenza dell’altro motore ma la velocità è troppo bassa e non riesce a decollare. Finisce fuori pista e va a sbattere contro un deposito di carburante che esplode. È una strage, viene distrutta una delle squadre più belle della storia del calcio inglese. Perdono la vita 23 dei 44 passeggeri a bordo tra cui otto calciatori del Manchester e tre membri del club inglese. Si salvano nove giocatori tra cui Bobby Charlton, 21 anni, e l’allenatore Matt Busby. “Per giorni mi sono chiesto perché mi fossi salvato, ricorda il leggendario Bobby a 68 anni dalla tragedia, si è trattato solo di fortuna, ero seduto nel posto giusto”. Si trovava infatti nel troncone di aereo che non prese fuoco. A perdere la vita sul colpo, oltre al co-pilota e allo steward, sono otto giocatori e otto giornalisti. Matt Busby tornerà ad allenare lo United e vincerà la Coppa dei Campioni nel 1968 a Wembley con il suo capitano Bobby Charlton.

Filippo Re

nelle foto, il disastro aereo a Monaco di Baviera, 6 febbraio 1958 – la squadra del Manchester United allenata da Matt Busby

 

 

Al “Bodoni Paravia” di Torino più sicurezza e accessibilità 

Nell’ambito della programmazione di interventi per la manutenzione, l’adeguamento e l’innovazione degli edifici scolastici, il vicesindaco di Città metropolitana di Torino  Jacopo Suppo e la consigliera delegata all’istruzione Caterina Greco hanno visitato l’IIS Bodoni-Paravia di Torino, in via Ponchielli 56, accolti dal dirigente scolastico Luciano Mario Rignanese.

L’istituto accoglie circa mille studenti, rappresenta un punto di riferimento importante per l’istruzione tecnica e professionale sul territorio e si distingue per un modello educativo inclusivo e attento alla valorizzazione delle diverse capacità e inclinazioni di ragazzi e ragazze: si caratterizza per un’offerta didattica ricca e fortemente orientata alle professioni creative e tecnologiche.

Propone percorsi di istruzione tecnica e professionale legati alla grafica e comunicazione, al Made in Italy e ai servizi culturali e dello spettacolo, con un’attenzione particolare ai linguaggi visivi, alla fotografia e alle produzioni audiovisive per il cinema e la televisione.

Un ruolo centrale è svolto dai numerosi laboratori specialistici, veri e propri ambienti di apprendimento attivo in cui gli studenti possono sperimentare e tradurre le competenze teoriche in progetti concreti. In particolare, il FabLab rappresenta uno spazio di innovazione e creatività dotato di tecnologie per la fabbricazione digitale, come stampanti 3D e strumenti di progettazione, che consentono agli studenti di sviluppare competenze avanzate richieste dal mondo del lavoro.

A questi si aggiungono i laboratori dedicati alla cinematografia e alla produzione audiovisiva, attrezzati per attività di ripresa, montaggio e post-produzione, che permettono ai ragazzi di confrontarsi con i linguaggi e le tecniche del settore creativo e multimediale.

In questo contesto si inserisce il programma di manutenzione straordinaria e adeguamento normativo finanziato con fondi propri della Città metropolitana per garantire spazi sempre più sicuri, funzionali e accessibili: tra gli interventi recentemente conclusi, per un importo complessivo di oltre 180 mila euro, rientra la messa in sicurezza delle tribune del palazzetto sportivo, con il ripristino del rivestimento in gomma per migliorarne le condizioni di utilizzo. Sono inoltre in corso e programmati interventi per la realizzazione di sistemi di allontanamento delle acque piovane, per un valore di oltre 68 mila euro utili a prevenire infiltrazioni, la sostituzione dell’ascensore esistente con un nuovo impianto conforme alle normative per un investimento di 37 mila euro, indispensabile  per una migliore accessibilità dell’edificio.

“La manutenzione e l’innovazione degli edifici scolastici non riguardano solo la sicurezza, ma sono un investimento diretto sulla qualità dell’istruzione. Offrire spazi adeguati significa sostenere percorsi formativi capaci di preparare i giovani alle professioni del futuro, valorizzando creatività, competenze tecniche e inclusione. L’IIS Bodoni-Paravia è un esempio di scuola capace di coniugare un’offerta didattica avanzata con ambienti di apprendimento in continua evoluzione. I laboratori, il FabLab e gli spazi dedicati alla produzione audiovisiva rappresentano un patrimonio fondamentale per studenti e docenti” hanno commentato Jacopo Suppo e Caterina Greco

Al via la campagna di comunicazione sul vino di Coldiretti

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Il via alla campagna istituzionale di comunicazione sul vino risponde alla richiesta di Coldiretti ed è fondamentale per dire basta ai tentativi di demonizzazione di un prodotto cardine del Made in Italy a tavola, patrimonio economico, ambientale e culturale del Paese, la cui filiera vale oggi 14,5 miliardi di euro. Ad affermarlo è la Coldiretti, in occasione della presentazione delle misure per il settore. La campagna si pone l’obiettivo di raccontare il vino quale pilastro della cultura italiana e di valorizzare il legame tra prodotto, paesaggio e tradizione millenaria.

“È necessario rinsaldare i valori in cui si riconosce la filiera e rimettere il vino al centro del sistema – afferma Monica Minticone, Presidente Coldiretti di Asti, nonché vignaiola e membro di Giunta della Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore vinicolo – difendere il vino significa difendere un patrimonio di imprese e famiglie, oltre che una cultura millenaria che ha fatto grande l’Italia, il Piemonte e l’Astigiano nel mondo”.

In Piemonte il comparto vitivinicolo conta ben 15 mila imprese e 43 mila ettari di superficie coltivata a vite, per lo più a marchio DOC e DOCG.

“Il vino e la vigna sono la nostra storia, la nostra tradizione e la nostra economia  – prosegue Monica Monticone – sono paesaggio, ambiente, natura e cultura. Il vino è una delle massime bandiere astigiane in tutto il mondo, ma anche la più minacciata. Mi riferisco agli effetti del cambiamento climatico, ma anche alla politica disattento, al terrorismo mediatico e alle congiuntura geopolitiche”.

Per questo motivo sono oltremodo importanti le battaglie Coldiretti perché l’attenzione non si abbassi e il sacrificio di un’intera generazione non vada perduto, insieme a una cultura millenaria che appartieni a questi territori. In momenti come questo, Coldiretti torna a fare formazione.

“Sul fronte dell’educazione, ad Asti abbiamo incontrato i discenti delle scuole superiori e i giovani universitari, approcciandoci in modo scientifico. Su quello della produzione, abbiamo aperto la prima enoteca comprensiva di oltre 500 etichette rigorosamente astigiane. Per quanto attiene la promozione, stiamo rafforzando il turismo esperienziale, perché il vino è un’esperienza da vivere a tutto tondo con il paesaggio, che noi agricoltori manuteniamo, salvaguardiamo nella sua bellezza e diversità. Abbiamo bisogno che la politica ci ascolti e non agisca a tavolino. I bandi vanno snelliti di burocrazia e confezionati in maniera sartoriale sui reali bisogni delle aziende. Non stanchiamoci di unirci in mobilitazione anche per contrastare la concorrenza sleale. Abbiamo produttori di uve eccellenti pagate metà degli effettivi costi di produzione, e giacenze che crescono nelle cantine, ma abbiamo anche industrie e agroindustrie che acquistano mosti provenienti dall’estero, e che con una semplice trasformazione ottengono spumnati che spacciano per italiani”.

“Pretendiamo l’obbligo di origine in etichetta – prosegue il direttore di Coldiretti Asti, Giovanni Rosso – e che ogni accordo con Stati fuori dall’UE contempli il principio di reciprocità. Pretendiamo l’abolizione del codice doganale sull’ultima trasformazione, difendiamoci dal falso Made in Italy che all’estero ha raggiunto la cifra record di 120 miliardi di euro, colpemso tutte le specialità italiane, a partire dalle Denominazioni d’Origine. Politiche, risorse e ascolto del mondo agricolo devono fornare alla base del dialogo e della progettazione. Abbiamo il diritto e il dovere di difendere il vero Made in Italy e tutte le tutele raggiunte a suon di mobilitazioni, presidi e partecipazione”.

Mara Martellotta

Incidente mortale, vittima una donna

Ore 20 circa – Bricherasio (TO), strada circonvallazione 40. Una donna italiana classe 59 é deceduta sul colpo dopo essere stata travolta da un’auto; probabilmente l’anziana non era sulle strisce pedonali.

Il conducente si é fermato ed è stato condotto in ospedale.

Procede la stazione carabinieri di Luserna San Giovanni – Compagnia di Pinerolo.

 

Minore in comunità per lanci di pietre e bottiglie contro la polizia

Questa mattina il personale della Polizia di Stato della Questura di Torino ha eseguito la misura cautelare del collocamento in comunità (con autorizzazione alla permanenza in casa in attesa del reperimento della risorsa) disposta dal G.I.P. del Tribunale per i Minorenni di Torino per i reati di resistenza aggravata a Pubblico Ufficiale, travisamento e danneggiamento nei confronti di un giovane cittadino italiano.

I fatti risalgono alla manifestazione pro Palestina del 3 ottobre 2025 allorquando circa 4000 attivisti hanno raggiunto l’esterno dell’azienda Leonardo in corso Francia n.426, dando luogo ad un fitto lancio di bottiglie e pietre all’indirizzo della forza pubblica e all’interno del parcheggio del plesso aziendale, causando numerosi danni alle autovetture ivi presenti. Nella circostanza l’indagato si è reso responsabile di oltre 30 lanci (tra pietre, bottiglie di vetro, artifizi pirotecnici, fumogeni e un cassonetto) in direzione della forza pubblica. Successivamentedopo essersi introdotto nel parcheggio dei dipendenti, ha danneggiato il vetro e lo specchietto di un’autovettura con calci e pugni.

 

Contestualmente alla predetta attività è stata eseguita una perquisizione domiciliare delegata dalla locale Procura per i Minorenni.

Oggi al cinema. Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

Agata Christian – Delitto sulle nevi – Commedia, giallo. Regia di Eros Puglielli, con Christian De Sica, Pasquale Patrolo, Paolo Calabrese e Chiara Francini. Christian Agata, il detective e criminologo più famoso d’Italia viene invitato da Walter Gulmar, figlio di Carlo, patron della celebre ditta di giocattoli Gulmar&Gulmar, per fare da testimonial nello spot della nuova edizione di un gioco da tavolo, il Crime Castle, best seller dell’azienda. Lo spot sarà girato in Val d’Aosta e Agata raggiunge i Gulmar nel loro sontuoso castello fra le montagne innevate, che è stato di ispirazione per il gioco di cui sopra. Nel castello ci sono molti ospiti. Quando una valanga isola tutta l’improbabile compagnia, spunta il classico cadavere e i dieci piccoli indiani resteranno intrappolati nell’edificio. Il detective dovrà risolvere il mistero. Durata 109 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

L’agente segreto – Drammatico, thriller. Regia di Kleber Mendonça Filho, con Wagner Moura. La dittatura brasiliana, l’anno è il 1977, il protagonista è Marcelo – nome di copertura per un professore universitario – che a Recife raggiunge il figlio e che ben presto dovrà accorgersi di essere seguito da due sicari che lo vogliono morto: negli anni passati ha ostacolato le attività di un imprenditore di origini italiane. Uccisioni, antiche realtà e ricostruzioni cinematografiche, le ricerche di due studentesse che tentano di ridare esattezza e verità ai periodi più o meno conosciuti della storia di quel paese, mezzo del regista per ricordare allo spettatore le proprie origini giornalistiche. Premiato al Festival di Cannes, due Golden Globe, due candidature ai Bafta, quattro candidature agli Oscar, uno dei successi dell’annata. “Il thriller tiene il respiro e la morale in sospeso, e ricostruisce l’atmosfera in un’epoca in cui la dittatura faceva volentieri sparire le persone: la spy story si nasconde dietro ogni angolo, ogni occhiata, ogni fuga e ogni samba”, ha scritto Maurizio Porro nelle colonne del Corriere. Il film è stato designato Film della Critica dal SNCCI: “Il regista brasiliano insegue i fantasmi della sua città e del suo paese con una spy story insieme appassionante e amara. In fuga dalla polizia della dittatura militare, nel Brasile del 1977, un militante comunista arriva a Recife… sono i giorni del Carnevale, la città è in fermento, un serial killer minaccia la sicurezza, al cinema i film mostrano un mondo di esaltanti esagerazioni. Ma cosa significa, oggi, raccontare quel passato? Cosa ne è rimasto nelle immagini e nei luoghi del presente? Un film continuamente spiazzante e sorprendente.” Durata 158 minuti. (Greenwich Village sala 2 e sala 3 V.O., Nazionale sala 1, Uci Lingotto)

Avatar – Fuoco e cenere – Fantascienza, azione. Regia di James Cameron, con Sam Worthington, Zoe Saldana, Sugourney Weaver, Kate Winslet e Oona Chaplin. Alla morte del figlio Neteyam, Jake Sully ritorna al combattimento e a questo allena i figli, la sposa Neytiri elabora nel silenzio il suo lutto. Partono dalla loro terra portando con sé Spider, il ragazzo umano che essi hanno un tempo adottato: nel viaggio alla volta dell’antica base, pieno di avventure, saranno attaccati dal popolo vulcanico dei Mangkwan, estremamente feroce, guidato dal temibile Varang. Terzo appuntamento con la gloriosa saga dell’autore di “Titanic”. Durata 198 minuti. (Uci Lingotto, Uci Moncalieri anche 3D)

Buen Camino – Commedia. Regia di Gennaro Nunziante, con Checco Zalone, Beatriz Arjona, Letizia Arnò e Martina Colombari. Checco, erede ricchissimo e viziato, prole ultrafelice di Eugenio ricchissimo produttore di divani, innumerevoli ville con piscina e altrettanto innumerevoli servitori di origine filippina alle sue dipendenze, yacht su cui invitare amici che hanno le sue stesse idee di libertà e di non lavoro, una fidanzata messicana di professione modella, è costretto a lasciare la sua vita dorata sulle tracce della figlia Cristal, adolescente dal carattere un pochino turbolento. Per la prima volta in vita sua viene messo di fronte alle sue responsabilità di padre, inaspettate quanto da prendere con i classici guanti, anche perché Checco del sangue del suo sangue proprio niente sa. Grazie l’opera di corruzione attuata nella persona di Corina, la migliore amica di Cristal, il binomio viene a sapere che la fanciulla è partita per la Spagna. È così che finisce suo malgrado sul Cammino di Santiago: un’occasione per conoscersi veramente. Durata 90 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi sala 4, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Le cose non dette – Drammatico. Regia di Gabriele Muccino. con Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria e Carolina Crescentini. Carlo Ristuccia è un docente universitario, autore di un unico libro di successo. Sua moglie Elisa è una giornalista di Vanity Fair Italia in crisi creativa, e il suo direttore le consiglia di “staccare” e di partire per una vacanza. Decidono dunque di partire per Tangeri, insieme a un’altra coppia: Paolo, il migliore amico di Carlo, ristoratore stakanovista e padre assente, e sua moglie Anna, iperansiosa e prepotente. Con loro però c’è anche la figlia tredicenne Vittoria, che ha una particolare simpatia per Carlo. Peccato che in vacanza si presenti a sorpresa Blu, la giovanissima amante del professore. Durata 114 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi sala 1, Romano sala 1, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

La grazia – Commedia drammatica. Regia di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo, Anna Ferzetti, Massimo Venturiello, Roberto Zibetti e Milvia Marigliano. Il presidente della Repubblica Mariano De Santis è ormai anziano e alla fine del suo mandato. Vedovo, ex giurista e profondamente cattolico, si troverà di fronte a due ultimi dilemmi: se concedere la grazia a due persone che hanno commesso un omicidio in circostanze che potrebbero essere continuate attenuanti o se promulgare la legge dell’eutanasia. Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a Toni Servillo. Durata 133 minuti. Il regista Paolo Sorrentino, che ha girato gran parte del film a Torino, sarà al Nazionale domenica 18 gennaio alle ore 18 per presentare il film e rispondere alle domande del pubblico. Da lunedì 19 sarà altresì possibile visitare lamostra fotografica “La Grazia” – Immagini e location della Torino di Paolo Sorrentino”, nelle stesse sale di palazzo Chiablese dove il regista ha ricreato gli ambienti del Quirinale. (Massaua, Due Giardini sala Nirvana e sala Ombrerosse, Eliseo, Fratelli Marx sala Harpo, Greenwich Village sala 2, Ideal, Nazionale sala 4, Reposi sala 2, The Space Torino, Uci Lingotto)

Greenland 2 – Migration – Azione. Regia di Ric Roman Waugh, con Gerard Butler e Morena Baccarin. Cinque anni dopo l’impatto della cometa Clarke che ha devastato la Terra, la famiglia Garrity è sopravvissuta rifugiandosi in un bunker in Groenlandia. Ma anche quando quest’ultimo baluardo viene distrutto, sono costretti a tornare in superficie. Il mondo che li attende è irriconoscibile. Tra le macerie di un’Europa congelata e ostile, i Garrity intraprendono una migrazione disperata verso la Francia, dove si dice possa esistere un nuovo luogo in cui ricostruire la civiltà. Durata 98 minuti. (The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Hamnet – Storico, drammatico. Regia di Chloé Zhao, con Jessie Buckley, Paul Mescal, Jacobi Jupe ed Emily Watson. In un bosco, una giovane donna dorme rannicchiata nella culla formata dalla radice emersa di un albero secolare: è vestita di rosso cupo, accompagnata da un falco che risponde ai suoi richiami, conosce erbe e pozioni, si dice non sia nata da sua madre ma da una donna venuta da lontano. Si chiama Agnes e quando Will la vede se ne innamora subito. Will è il giovane William Shakespeare, maestro di latino nella Stratford del 1580, che riesce a sposarla nonostante l’ostilità delle famiglie e ad avere con lei tre figli, Susannah e i gemelli Judith e Hamnet. Ma un lutto li colpisce, quando il drammaturgo lavora già a Londra, e Hamnet ucciso dalla peste a soli undici anni (un lutto che mette a dura prova l’unione della coppia) diventa Hamlet. Tratta dal romanzo del 2020 dell’irlandese Maggie O’Farrell, la storia di Agnes (più che di William), tessuta di magia e femminilità. Film già vincitore di due Golden Globe, attende la notte degli Oscar con le sue otto candidature. Ha scritto Alessandra De Luca nelle colonne di “Ciak” che la Zhao, nata a Pechino nel 1982, già premiata a Venezia con il Leone d’oro nel 2020 e Oscar come miglior film per “Nomadland”, “sceglie ancora una volta una strada radicale, quasi estrema, per mettere in scena elaborazione del lutto e catarsi, spingendo i suoi attori in un percorso emotivo dove verità e finzionr, vita e arte, spirito e materia si confondono. La scena nel finale ambientato al Globe Theatre di Londra, durante la prima rappresentazione di “Amleto”, vale la spesa del biglietto e un’altra statuetta nelle mani di Jessie Buckley, dopo il Golden Globe, ci starebbe proprio bene.” Durata 125 minuti. (Massaua, Classico anche V.O., Eliseo Grande, Nazionale sala 1, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri anche V.O.)

L’infiltrata – Thriller. Regia di Arantxa Echevarria, con Carolina Yuste. Basato sulla storia vera di Aranzazu Berradre Marìn, pseudonimo utilizzato da un’agente della Polizia Nazionale che si infiltrò negli anni Novanta nell’organizzazione terroristica Eta per otto anni. Film pluripremiato in Spagna. (Centrale V.O., Fratelli Marx sala Chico, Greenwich Village anche V.O.)

Lavoreremo da grandi – Commedia. Regia di Antonio Albanese, con Antonio Albanese, Giuseppe Battiston, Nicola Rignanese e e Nicolò Ferrero. Umberto ha dilapidato i soldi del padre e continua a immaginarsi grande musicista, ma partorisce soltanto creazioni sonore cacofoniche. Ha due ex mogli che l’hanno sfruttato e ora lo detestato e due figli, Toni e Beppe. Gigi contava sull’eredità di una zia facoltosa ma lei gli ha lasciato solo trucchi e parrucche, che lui indossa per protesta, ubriacandosi e ingerendo pillole. Una notte mentre trasportano quest’ultimo in stato semicomatoso, Umberto Beppe e Toni (sotto misura cautelare in vista dell’ennesimo processo, questa volta per truffa ai danni del Fisco) fanno un incidente – credono di aver travolto con l’auto qualcuno in bicicletta – del quale dovranno affrontare le conseguenze, dando il via a una catena di equivoci e di sorprese atte a sconvolgere la loro vita senza direzione. Durata 91 minuti. (Blue Torino/via Principe Tommaso 6, Massaua, Due Giardini sala Nirvana, Fratelli Marx sala Groucho, Ideal, Reposi sala 3, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Marty Supreme – Commedia drammatica. Regia di Josh Safdie, con Timothée Chalamet, Gwyneth Paltrow e Abel Ferrara. Marty Mauser è un venditore di scarpe con una irrefrenabile ossessione per il ping pong che si muove nella New York degli anni Cinquanta tra truffe, scommesse, passioni proibite e sogni di gloria. Un’esistenza rocambolesca per un personaggio larger than life, eccentrico e ambiziosissimo, smodato e leggendario. Durata 90 minuti. (Massaua, Centrale V.O., Due Giardini sala Ombrerosse, Fratelli Marx sala Chico, Massimo sala Cabiria anche V.O., Nazionale sala 4, The Space Torino, Uci Lingotto anche V.O., The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Norimberga – Drammatico. Regia di James Vanderbilt, con Russell Crowe, Rami Malek e Michael Shannon. Film di chiusura del recente TFF. In quell’occasione scrivevo: “…le ultime immagini del festival appartengono alla macabra apparizione di Herman Göring – che ha le sembianze ormai irrimediabilmente possenti di Russell Crowe, eccellente – in Nuremberg, scritto (è stato tra laltro lacclamato sceneggiatore di “Zodiac” di Fincher) e diretto da James Vanderbilt – qui alla sua opera seconda in qualità di regista, dopo Truth – Il prezzo della verità”, 2015 -, a raccontare con parole ben lontane da quelle del difficilmente dimenticabileVincitori e vintidi Kramer la tragedia dellOlocausto (con immagini di repertorio) e il giudizio che le nazioni vincitrici della terra ne dettero durante i giorni e il processo di Norimberga, Ribbentrop e Hess e Seyss-Inquart e gli altri a subire morti e ergastoli. Vanderbilt focalizza il proprio racconto sullincarico che lo psichiatra americano Douglas Kelly (lo interpreta Rami Malek, meritato Oscar come Freddie Mercury) – un altro che non cede è il giudice della Corte Suprema degli States Robert Jackson (un validissimo Michael Shannon) – riceve allo scopo di valutare lo stato mentale dei prigionieri nazisti e di stabilire se essi siano idonei a sostenere il dibattimento per crimini di guerra. Affermativo: ma lui che è scivolato su un errore compiuto con il gentil sesso che ha le vesti di una curiosa giornalista che fa il suo mestiere ed è pronta a sottrargli notizie riservate, verrà estromesso. Salvo venire reintegrato nel dibattimento grazie a certi suoi studi che porteranno nuove luci sugli atti e sulla personalità del principale imputato. Costruendo in dialoghi che non hanno certo la sensibilità di un duello in punta di fioretto ma che pur scavano a fondo nella fredda ferocia del Reichmarschall, numero due del regime hitleriano, un duello sottile e psicologico che approfondisce, che mattone dopo mattone costruisce il progredire di un rapporto e di due personalità, che contribuisce a portare a una condanna che scavalcherà la morte per impiccagione, preferendo come la Storia ci ha testimoniato Göring darsi la morte con il cianuro – verremo a sapere nelle didascalie di coda che anche Kelly, colpito dai fantasmi di quella esperienza e datosi in seguito al bere, si tolse la vita allo stesso modo, nel 1958, dopo averne ricavato un volume che non ebbe alcun successo. Incisivo nel/per il racconto lurlo che Göring getta in faccia a Kelly nel disperato tentativo di mantenere ben salda la sua supremazia, la sua eternità: “Io sono il libro, tu non sei altro che una nota a piede pagina!Il film, di uscita natalizia, che è quasi un obbligo vedere per ripassare una pagina di Storia che non dev’essere dimenticata”. Durata 148 minuti. (Reposi sala 4)

Primavera – Drammatico. Regia di Damiano Michieletto, con Michele Riondino e Tecla Insolia. Cecilia è stata affidata all’Ospedale della Pietà nella Venezia del 1716, ha imparato a leggere e scrivere, ha imparato a suonare il violino. Le allieve più dotate, non potendo apparire in pubblico, si esibiscono al riparo di una grata, relegate in quel luogo sino a che un nobile o un ricco borghese non le chieda in sposa dietro una pingue borsa di soldi. Un giorno incontrerà gli insegnamenti di Antonio Vivaldi, malato e in disgrazia, pronto tuttavia a cogliere il talento e la passione della ragazza. Durata 110 minuti. (Romano sala 3)

Send Help – Horror. Regia di Sam Raimi, con Rachel McAdams e Dylan O’Brien. Linda Liddle è una donna che vive sola, appartata da tutto e da tutti, ma il CEO dell’azienda presso cui lavora ha riconosciuto le sue doti e le ha promesso una promozione. Purtroppo l’uomo è poi morto ed è stato sostituito dal figlio Bradley, che preferirebbe di gran lunga promuovere il suo compagno di confraternita, un giovane rampante che si appropria dei lavori di Linda ma che sa presentarsi molto bene. Linda invece cura poco il proprio aspetto e questa trasandatezza la rende sgradevole al superficiale Bradley, che comunque la vuole su un aereo privato per sfruttare ancora una volta le sue doti matematiche. Qui Linda è ancora una volta umiliata da Bradley e dai suoi amici, sino a che a seguito di un incidente Linda e il suo datore di lavoro si ritroveranno su un’isola deserta. La preparazione della donna che sogna da anni di diventare una concorrente dello show “Survivor”, si rivelerà molto preziosa arrivando a ribaltare il rapporto tra i due. Durata 113 minuti. (Ideal, Reposi, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Sentimental Value – Drammatico. Regia di Joachim Trier, con Renate Reinsve, Elle Fanning e Stellan Skarsgård. Nora e Agnes sono due sorelle profondamente unite. L’improvviso rientro nella loro vita del padre Gustav – regista carismatico e affascinante ma genitore cronicamente inaffidabile – riapre ferite mai del tutto rimarginate. Riconoscendo il talento di attrice di Nora, Gustav vorrebbe che sua figlia interpretasse il ruolo principale nel film che dovrebbe rilanciare la sua carriera; lei rifiuta e quella parte finisce a una giovane star di Hollywood, Rachel Kemp. Il suo arrivo getta scompiglio nelle delicate dinamiche della famiglia: per le due sorelle sarà il momento di confrontarsi con il padre e con il loro passato. Designato Film della Critica dal SNCCI: “Due necessità primarie a confronto – quella di seguire il proprio percorso artistico e quella di rimanere accanto ai propri figli – confluiscono in un dramma familiare delicato e struggente. Stellan Skarsgård giganteggia nei panni del regista di successo che ha smarrito la via, e Renate Reinsve gli tiene testa in quelli della primogenita, attrice di razza che rifiuta di interpretare se stessa nell’Amarcord paterno. Una parabola sulla possibilità di perdono e redenzione, mai sentimentale, a dispetto del titolo, sempre vibrante di intensa emozione. Durata 133 minuti. (Eliseo, Greenwich Village V.O. sala 2, Romano sala 2)

Sirāt – Drammatico. Regia di Oliver Laxe, con Sergi Lòpez e Bruno Nùnez. Luis con il giovane figlio Esteban si aggira in un rave party mostrando una fotografia della figlia Mar della quale ha perso da alcuni mesi le tracce e che vorrebbe ritrovare. Nessuno la conosce ma, nel corso della ricerca, l’uomo fa delle conoscenze che, dopo la chiusura della festa da parte dei militari, lo indirizzano verso un altro rave. Il viaggio non sarà dei più facili e non soltanto per le asperità del terreno, “un viaggio accidentato e pericoloso verso un ignoto dentro e fuori di noi: solo il nulla del paesaggio minato”, ha scritto Maurizio Porro nel Corriere della Sera. Premio della Giuria a Cannes. Il film è stato designato Film della Critica dal SNCCI: “Oliver Laxe dirige un film di rara potenza, devastante nella forma e dalla narrazione continuamente vissuta sullo strapiombo di avvenimenti tragici, un on the road tra musica martellante e danze tribali, alla ricerca di persone scomparse e del senso ultimo della vita, rappresentata in modo nichilistico, in un paesaggio di bellezza agghiacciante, muovendosi costantemente su un terreno minato.” Durata 115 minuti. (Massimo)

Sorry, baby – Drammatico. Regia di Eva Victor, con Eva Victor, Naomie Ackie e Lucas Hedges. Una violenza sessuale, la vittima è Agnes. La ragazza cerca di superare il suo dramma. L’amica Lydie, al contrario, è felice, vive a New York, si è sposata e le racconta di aspettare un bambino. Nell’occasione di una riunione di classe i ricordi riaffioreranno. Durata 103 minuti. (Centrale)