L’iniziativa intende permettere ai pronto soccorso piemontesi di seguire al meglio le “vere emergenze”
Il Piemonte finanzierà il progetto che prevede la gestione da parte delle farmacie di pazienti che altrimenti affollerebbero i pronto soccorso con accessi impropri.
Il progetto è nato dalla necessità di permettere ai pronto soccorso piemontesi di seguire al meglio le “vere emergenze”, alleggerendoli dai pazienti che sono gestibili sul territorio. Seguendo questo obiettivo, la farmacia risulta essere un filtro di fronte ai sintomi riferiti da soggetti dismessi dall’ospedale e gestibili con pratiche quali il monitoraggio della pressione arteriosa o la misurazione del peso corporeo. Nel caso in cui si osservi un quadro clinico alterato, verrà suggerito ai pazienti di rivolgersi al medico di famiglia.
Giorni fa, Antonio Saitta, assessore alla Sanità, ha affermato che il 90% delle visite in pronto soccorso è inappropriato e la medicina del territorio deve fare la sua parte per evitare che pazienti per nulla o poco urgenti affollino i pronto soccorso. D’altro canto la figura del farmacista in farmacia è il punto di riferimento per il paziente che nella maggior parte dei casi è fedele ad una farmacia e vede più spesso il farmacista di quanto non veda il medico di base.
L’obiettivo del progetto, dunque, è la presenza e la collaborazione tra farmacisti e medici di famiglia, per una via via minore frequentazione dei pronto soccorso.
(Farmacia 33 – Foto: il Torinese)
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