Ormai è un fatto quasi scientifico. Quando si evoca oggi la Dc, dopo anni e lustri di criminalizzazione politica, giornalistica, culturale, editoriale e televisiva, di norma c’è una lettura caricaturale, goliardica se non addirittura carnevalesca di quella storica esperienza politica. Tutti si sentono simpaticamente democristiani, quasi tutti apprezzano lo stile e la prassi dei vecchi democristiani, molti ne esaltano la qualità e addirittura le virtù di quella classe dirigente. Fatto questo tributo, però, se appena qualcuno ne accenna maldestramente ad una riproposizione nell’attuale contesto politico italiano, seppur in forma aggiornata e rivista, arrivano con una prontezza immediata i siluri contro una simile esperienza e un progetto politico neo o post democristiano.
Insomma, la Dc va benissimo, anzi addirittura e’ oggetto di celebrazioni e di ricercata convegnistica ai massimi livelli. Più si celebra e si commemora e meglio è. Come ha dimostrato l’ultima piroetta politica del nostro Presidente del Consiglio ad Avellino. Ad una condizione, pero’: che il tutto rimanga nell’alveo della caricatura, dello scherzo, della nostalgia comica e del divertimento nei salotti televisivi e dei commenti giornalistici. Cosi c’è la possibilità di invitare il Cirino Pomicino di turno accompagnato dall’indimenticabile inno del Biancofiore e fare allegramente quattro battute e due risate su quel partito che tutti carnevalescamente rimpiangono ma che quasi tutti politicamente respingono e ripudiano.
Ora, e’ abbastanza semplice arrivare ad una persin banale conclusione. E cioè, i cultori e i critici più spietati della esperienza della Democrazia Cristiana e della presenza politica organizzata dei cattolici democratici e popolari non sono affatto spartiti ne’, tantomeno, hanno cambiato opinione. Semplicemente hanno trasformato la loro critica politica spietata e senza appello in una sorta di simpatica e gioviale rilegittimazione caricaturale e nostalgica. Atteggiamenti, entrambi, che sono comunque accomunati da un filo rosso: e cioè, quell’esperienza politica, culturale, di governo non potrà essere portata ad esempio e come modello per guidare un grande paese come il nostro. E’ il vecchio vizio illuministico e giacobino della cultura dominante della politica italiana che storicamente individua nei cattolici una riserva importante per la società ma non abilitata a governare un paese come il nostro.
Giorgio Merlo
ca. Tutti si sentono simpaticamente democristiani, quasi tutti apprezzano lo stile e la prassi dei vecchi democristiani, molti ne esaltano la qualità e addirittura le virtù di quella classe dirigente. Fatto questo tributo, però, se appena qualcuno ne accenna maldestramente ad una riproposizione nell’attuale contesto politico italiano, seppur in forma aggiornata e rivista, arrivano con una prontezza immediata i siluri contro una simile esperienza e un progetto politico neo o post democristiano.
Insomma, la Dc va benissimo, anzi addirittura e’ oggetto di celebrazioni e di ricercata convegnistica ai massimi livelli. Più si celebra e si commemora e meglio è. Come ha dimostrato l’ultima piroetta politica del nostro Presidente del Consiglio ad Avellino. Ad una condizione, pero’: che il tutto rimanga nell’alveo della caricatura, dello scherzo, della nostalgia comica e del divertimento nei salotti televisivi e dei commenti giornalistici. Cosi c’è la possibilità di invitare il Cirino Pomicino di turno accompagnato dall’indimenticabile inno del Biancofiore e fare allegramente quattro battute e due risate su quel partito che tutti carnevalescamente rimpiangono ma che quasi tutti politicamente respingono e ripudiano.
Ora, e’ abbastanza semplice arrivare ad una persin banale conclusione. E cioè, i cultori e i critici più spietati della esperienza della Democrazia Cristiana e della presenza politica organizzata dei cattolici democratici e popolari non sono affatto spartiti ne’, tantomeno, hanno cambiato opinione. Semplicemente hanno trasformato la loro critica politica spietata e senza appello in una sorta di simpatica e gioviale rilegittimazione caricaturale e nostalgica. Atteggiamenti, entrambi, che sono comunque accomunati da un filo rosso: e cioè, quell’esperienza politica, culturale, di governo non potrà essere portata ad esempio e come modello per guidare un grande paese come il nostro. E’ il vecchio vizio illuministico e giacobino della cultura dominante della politica italiana che storicamente individua nei cattolici una riserva importante per la società ma non abilitata a governare un paese come il nostro.
Giorgio Merlo
“Battery hub” nel 2020 a Mirafiori
Si farà a Torino il centro di assemblaggio di batterie “Battery Hub”, progetto che prenderà il via nello stabilimento di Mirafiori a inizio 2020. Ora è ufficiale. Consentira’ a Fca di aggiungere un importante tassello nella strategia di e-Mobility in base alla quale ha realizzato più accordi sul fronte dei servizi legati all’elettrificazione. L’annuncio è di Pietro Gorlier, responsabile delle attività europee del gruppo, nel corso della visita del premier Giuseppe Conte. Inizialmente l’investimento sarà di circa 50 milioni di euro. “Con la realizzazione del nuovo centro di assemblaggio di batterie a Mirafiori, Fca accelera la spinta verso l’elettrificazione”, dice Gorlier. Sarà realizzato un centro di assemblaggio batterie in un fabbricato dedicato.
Il premier Conte ha portato buone nuove a Torino. Sull’area di Mirafiori, sorgerà la cittadella della manifattura 4.0. In corso Marche il polo tecnologico dell’aerospazio. Il governo interverrà con 150 milioni di euro nell’ambito del dossier di Torino area di crisi complessa. Promette il capo del governo. “Con la legge 181 in base agli accordi di programma possiamo avere già 50 milioni subito, e arrivare fino a 100 con ulteriori progetti che verranno presentati”. Il governatore Cirio è pronto a raddoppiare i 50 milioni iniziali « attingendo dai fondi europei, se il governo si impegna su cifre certe».
(Foto Mihai Bursuc)
Auto contro tir. Muore una donna
Dal Piemonte
Una donna è morta nel pomeriggio, in un incidente stradale che ha coinvolto un camion e un’auto a Termine di Villafalletto, nel Cuneese sulla provinciale tra Saluzzo e Cuneo. La vittima guidava una Volkswagen. E’ rimasto ferito in modo grave l’autista di un tir che si è schiantato contro un edificio. E’ il terzo incidente stradale che si verifica in quel tratto di strada in pochi giorni.
Apart 2019, l’arte come viaggio
Alla Promotrice di Belle Arti, l’arte vista come viaggio tra i continenti e dialogo tra antico e contemporaneo
La settimana torinese dedicata alle arti viene introdotta da una rassegna di prestigio, “Apart Fair”, giunta quest’anno alla sua terza edizione ed ospitata, dal 23 al 27 ottobre prossimi, alla Promotrice di Belle Arti, in via Balsamo Crivelli 1, a fianco del castello del Valentino.

Le opere di trentasei espositori, provenienti da tutta Italia e dall’estero, creeranno un trait d’union tra antico e contemporaneo, come già dimostra l’allestimento nell’ingresso alla mostra alla Promotrice, dove la contemporaneità dialoga perfettamente con l’opera esposta sullo sfondo e dipinta dal pittore piemontese, Giacomo Grosso, originario di Cambiano. La sua tela, dal titolo “Armonie interrotte”, ritorna dopo cento anni nella sua sede espositiva originaria, la Promotrice di Belle Arti, appunto. L’opera ritrae Clotilde Gallo, moglie di un personaggio dell’epoca ricco e piuttosto noto, e fu presentata in occasione dell’Esposizione nazionale delle Belle Arti nell’ottobre del 1919, raccogliendo da subito notevoli consensi e raggiungendo la cifra di 22 mila lire, alla quale fu acquistata da un collezionista rimasto anonimo.
Il critico Angelo Mistrangelo illustrerà l’opera al pubblico nella sala della Promotrice, sabato 26 ottobre alle 11.30, nell’ambito di un fitto calendario di appuntamenti, che affiancheranno la rassegna di antiquariato. Tra le conferenze promosse la presentazione, giovedì 24 ottobre prossimo, alle 18, del volume “I direttori dei musei civici di Torino. 1863-1930”, edito con il contributo dell’Associazione Piemontese Antiquari, presieduta da Marco Lombardo. Parteciperà alla conferenza anche Virginia Bertone, conservatore capo della Galleria d’Arte Moderna, Gam di Torino. A seguire la presentazione del volume “Telemaco Signorini, catalogo ragionato delle opere dipinte”, con la partecipazione del suo autore, lo storico dell’arte Tiziano Panconi, grande conoscitore dell’arte ottocentesca.

Una novità della rassegna di Art Fair di quest’anno è rappresentata dal coinvolgimento degli studenti del terzo anno del corso Triennale in Fotografia dello Ied di Torino. Ventiquattr di loro, guidati dal fotografo e docente Antonio La Grotta, documenteranno l’evento della fiera antiquaria, scegliendo liberamente, tra le varie tematiche proposte, un focus a partire dal quale sviluppare un racconto personale. Lo studente vincitore sarà selezionato domenica 27 ottobre, ultimo giorno di apertura della Fiera Apart, che però avrà una sua ideale prosecuzione in un’altra rassegna di pregio ,che si aprirà sempre alla Promotrice di Belle Arti la prossima settimana, giovedì 31 ottobre. Sarà una mostra dedicata alle arti tessili, che da ormai quindici anni si tiene nel Comune di Sartirana Lomellina, nella Pila, un suggestivo ed antico magazzino settecentesco del riso. Quest’anno la rassegna, approdata a Torino, ospiterà importanti espositori, circa una trentina, di tappeti, arazzi, tra cui alcuni francesi risalenti al periodo napoleonico, oltre che un prezioso tappeto proveniente dalla collezione Cerruti del castello di Rivoli, risalente al Seicento. Saranno anche presenti frammenti preziosi di tappeti, essendo curatore della mostra uno dei maggiori esperti mondiali di questa materia, Alberto Boralevi. Di rilievo anche la collaborazione tra questa rassegna del tessile e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per l’esposizione di tappeti di arte contemporanea.
Mara Martellotta
La visita del premier Conte a Torino
Atterrato alle 15 il premier Giuseppe Conte ha incominciato la sua visita in città alla Piccola Casa della Divina Provvidenza, il Cottolengo. A seguire un incontro con la sindaca Appendino a Palazzo civico, insieme con le categorie produttive, alla Fca di Mirafiori e al Museo del Cinema. È previsto anche un incontro a carattere riservato con il presidente della Regione Alberto Cirio a Palazzo Carignano.
L’INCONTRO CON I LAVORATORI
Lo slogan “Lavoro, lavoro…” è quello che i lavoratori delle aziende metalmeccaniche in crisi, diversi dell’Embraco, davanti a Palazzo di Città, hanno rivolto al presidente del Consiglio. Conte li ha brevemente incontrati lavoratori. Gli operai hanno chiesto al premier di non lasciarli ” in mezzo alla strada”.
Le opere di Daniela Vignati per Vestiti d’artista
La rassegna nata dall’idea di Cinzia Sassone torna a stupire nello spazio espositivo di Arte e Moda a Casale Monferrato
VESTITI D’ARTISTA torna a stupire con gli outfit della fashion designer casalese Cinzia Sassone ispirati alle opere di vari artisti che, nella passata stagione, sono stati protagonisti di questo progetto di successo nella contaminazione tra moda ed arte, nato dalla collaborazione tra Cinzia Sassone e il critico d’arte ed artista Piergiorgio Panelli.
Terminata la prestigiosa parentesi espositiva dell’artista torinese di origine e saluggese di residenza, Giovanni Tamburelli, sabato 26 ottobre, alle ore 18, nello spazio espositivo di ArteeModa Concept a Casale Monferrato, viale Morozzo di San Michele 5 sarà la volta di ‘Il Circo in Cielo’ con abiti realizzati da Cinzia Sassone su ispirazione di opere dell’artista monferrina e video-maker Daniela Vignati.
Daniela Vignati dipinge da oltre trent’anni, dopo una prima esperienza artistica dedicata alla lavorazione dei metalli e realizzazione di gioielli. La consolidata attività di pittrice, si è da ultimo arricchita di nuova e curiosa ricerca nell’ambito della videoarte. Dal 2010 ha partecipato a tutte le iniziative del gruppo di ArtMoleto e ha esposto in numerose altre mostre collettive e personali in Italia all’estero. Tra le più significative alla Galleria Costanzo di Casale Monferrato (2005), alla Villa Mazzacorati di Bologna (2006), alla Galleria Tavassi di Porto Cervo (2010, alla Società Umanitaria di Milano (2015), alla Galleria Artsenal di Malaga e alla Galleria Luz de vida di Malaga (2017), al Castello di Costigliole e al Castello di Casale Monferrato (Color is calling, 2018), oltre alle esposizioni di ArtMoleto a Palazzo Lascaris di Torino (2012), al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino (2013), all’Istituto Italiano di Cultura di Colonia (2013), a Palazzo Vitta di Casale Monferrato (2013), al Castello di Casale Monferrato (2014, 2016, 2018), all’Istituto Italiano di Cultura di Vienna (2015), a Palazzo Lomellini di Carmagnola (2015), all’Accademia Filarmonica di Casale Monferrato (2016), al Castello di Costigliole d’Asti (2016), al Centro Comunale di Cultura di Valenza (2018).
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Per informazioni e contatti : tel 0142590395
Facebook: arteemoda Casale Monferrato
mail arteemoda.casalemonferrato@gmail.com
A San Mauro nasce il Patto Civico
A San Mauro Torinese è nato un Patto Civico per contrastare preparare la successione all’attuale amministrazione comunale pentastellata. L’idea parte dalla considerazione che a San Mauro le liste civiche sono una realtà molto sviluppata e, se avessero unito le forze, nell’ultima consultazione sarebbero andate quanto meno al ballottaggio.
L’accorso riguarda Impegno per San Mauro, San Mauro Domani, Due Ponte ed Alternativa Democratica e ha lo scopo di preparare un programma per le prossime elezioni che si terranno nel 2021.
“Questo programma – dice Ugo Dallolio, past sindaco e leader di Impegno per San Mauro – dovrà essere frutto di tutti i suggerimenti dei cittadini sanmauresi e delle associazioni presenti sul territorio, utilizzando le competenze che ci sono in città”.
Di qui una serie di incontri che verranno effettuati con le diverse realtà di San Mauro nel prossimo futuro.
Massimo Iaretti
NUOVE PRECIPITAZIONI PREVISTE DA DOMANI SERA
Le informazioni del Centro Funzionale di Arpa Piemonte confermano il miglioramento delle condizioni meteorologiche e l’esaurimento delle precipitazioni nelle prossime ore sia nel Verbano, sia nell’Alessandrino, al confine con la Liguria.
I bacini dei fiumi Scrivia, Bormida, Orba ed Alto Tanaro, che hanno raggiunto le maggiori criticità nelle ultime ore, con diffusi fenomeni di dissesto, stanno facendo registrare un generale abbassamento dei livelli idrometrici che sono tutti al di sotto delle soglie di pericolo.
Nell’Alessandrino si segnalano ancora situazioni di criticità: 30 persone evacuate ad Alessandria nell’area golenale del Bormida; 40 a Gavi ligure completamente isolato causa frana; 40 a Castelletto d’Orba; 3 famiglie a Casalnoceto.
La viabilità in tutta la provincia di Alessandria è fortemente compromessa, con sottopassi allagati e strade chiuse.
Allagamenti e problemi anche all’ospedale San Giacomodi Novi Ligure, in particolare nei reparti di rianimazione, radiologia e alla centrale di sterilizzazione
La circolazione ferroviaria è tornata regolare, tranne che nelle tratte Novi Liguri-Arquata Scrivia, dove si viaggia a velocità ridotta, e tra Ovada e Campo ligure dove è ancora interrotta.
L’autostrada Torino-Piacenza presenta invece traffico regolare.
Nel Verbano Cusio Ossola la situazione è sotto controllo; il blocco stradale legato alla frana sulla strada da Crodo verso Formazza è stato rimosso e la strada è stata riaperta.
La Sala Operativa della Protezione Civile regionale è aperta e continua il monitoraggio dell’evoluzione della situazione in atto.
I volontari impegnati sul territorio, per lo più nell’Alessandrino, sono circa 400.
Per la giornata odierna permane allerta gialla nelle zone interessate dalle precipitazioni, per rischio residuo. Domani l’allerta gialla interesserà le aree del settore occidentale dove sono previsti fenomeni intensi a partire dal pomeriggio.
INCONTRO AD ALESSANDRIA TRA BORRELLI, CIRIO E GABUSI
Vista la gravità della situazione, questa mattina il capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Angelo Borrelli, si è recato in Prefettura ad Alessandria, dove ha incontrato il presidente della Regione, Alberto Cirio, l’assessore regionale alla Protezione civile e Difesa del suolo, Marco Gabusi, parlamentari ed amministratori locali.
Il presidente Alberto Cirio ha annunciato che “la Regione Piemonte chiederà lo stato di emergenza per i danni causati dal maltempo in Piemonte. Quando conteremo i danni, oltre a far piangere il cuore, non possiamo lasciare soli sindaci e privati, abbiamo bisogno che lo Stato ci sia”.
Il presidente, che ha chiesto anche di esentare dal pedaggio il tratto di autostrada Alessandria Est-Alessandria Ovest, essendo praticamente l’unico possibile attraversamento della città, ha voluto ringraziare “forze dell’ordine, volontari e Prefettura, che lavorano per garantire la sicurezza delle persone, che è la prima delle nostre preoccupazioni. Il Piemonte ha risposto in maniera immediata: presidiamo tutte le zone a rischio con i gruppi di Protezione civile, tutti operativi sul territorio”.
“La stima dei danni è ancora in corso, perché il fenomeno si è concentrato tutto nella notte tra lunedì e martedì, ma è evidente che sono rilevantissimi – ha proseguito Cirio – È una situazione drammatica, che affrontiamo con l’orgoglio dei piemontesi, ma chiedendo allo Stato di fare la sua parte – La presenza di Borrelli, rimasto in contatto tutta la notte con l’assessore Gabusi, a meno di 24 ore dal fenomeno è la prova che siamo fiduciosi che questo avverrà”.
Ma questa ondata di maltempo rappresenta per il presidente “un’emergenza nell’emergenza”, poiché “arriviamo da un’estate terribile per il Piemonte, colpita da bombe d’acqua, trombe d’aria e fenomeni alluvionali che ricorrono a 25 anni dalla tragica alluvione del 1994”.
Al premier Giuseppe Conte, che incontrerà nel pomeriggio a Torino, il presidente Cirio ha anticipato che sarà richiesto “anche un intervento normativo, perché i nostri sindaci devono poter pulire i loro fiumi senza il timore di denunce. La tutela dell’ambiente è fondamentale, ma prima di ogni cosa viene la sicurezza dei cittadini”.
“Nel contesto negativo di questi giorni- ha commentato l’assessore alla Protezione civile, Marco Gabusi – il sistema di protezione civile piemontese ha dimostrato di riuscire a gestire in maniera straordinaria fenomeni così importanti. L’efficienza dimostrata dalla macchina della protezione civile nelle emergenze deve essere trasformata in efficacia della macchina burocratica anche nella fase preventiva. Con il Presidente Cirio ne abbiamo discusso stamane in Prefettura insieme al capo dipartimento Borrelli ed ai sindaci. Sostanzialmente quelle norme che ci consentono di operare con grande funzionalità in emergenza devono essere estese, almeno in parte, per poter essere utilizzate anche nella fase di prevenzione. Questo ci consentirebbe di procedere speditamente in operazioni come l’asportazione del materiale litoide e legnoso, responsabile di danni enormi in caso di maltempo.
Nell’immediato siamo impegnati a ridare una casa a chi è dovuto sfollare, se possibile, e a valutare le situazioni che rimangono di emergenza, consapevoli della pioggia che purtroppo arriverà tra mercoledì e giovedì”.
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Lunedì / Arpa-Agenzia regionale per la Protezione Ambientale ha registrato fino a 110 mm di pioggia nel Verbano, 90 nell’alto Vercellese e tra 40 mm e 60 mm nelle aree dell’arco alpino. Prossimi ai livelli di guardia i corsi d’acqua al confine con la Liguria, in particolare, i due rami della Bormida. Acqua alta nei corsi d’acqua anche nella parte settentrionale della regione, per lo Strona e il San Bernardino nel Verbano, il Sesia nel Vercellese e il Sessera nel Biellese, su Lago Maggiore e lago d’Orta, con incrementi di 25 e di 10 cm in sei ore. E’ prevista pioggia anche nelle prossime ore.
AGGIORNAMENTO DALLA REGIONE. MARTEDì 22 OTTOBRE
MALTEMPO: IL CAPO DEL DIPARTIMENTO NAZIONALE ANGELO BORRELLI IN PREFETTURA AD ALESSANDRIA
Continua a rimanere critica la situazione nell’alessandrino, dopo le piogge insistenti dei giorni scorsi. In prefettura ad Alessandria è in arrivo alle 9.30 il capo del Dipartimento nazionale della protezione civile, Angelo Borrelli, che incontrerà il presidente della Regione, Alberto Cirio, l’assessore regionale della protezione civile Marco Gabusi e i tecnici del Settore, per fare il punto della situazione.
Dal territorio arrivano indicazioni di varie strade chiuse per frane. A Castelletto d’Orba 30 persone sono state evacuate e ricoverate presso la tensostruttura della Polisportiva, mentre altre 50 persone hanno trovato ospitalità presso la Croce Rossa di Serravalle. Si registrano anche 40 persone evacuate a Gavi presso le scuole elementari e 10 di Castelnoceto. Sull’autostrada A21 è chiuso lo svincolo in direzione Milano A7 per allagamenti. Sono partite in soccorso delle zone colpite le colonne mobile regionali di Torino, Asti, Vercelli, Novara.
Nel Vco, sono isolate per una frana Crodo, Formazza e Premia. Sta esondando il lago di Antrona e a breve è prevista una riunione in prefettura con il presidente della Provincia.
“Il mutevole volto di un artista”
Pittore e ritrattista. Al grande artista poirinese è dedicats un’inedita e coinvolgente mostra
Fino al 29 novembre

Allievo ai corsi di pittura e disegno di Andrea Gastaldi, alla Regia Accademia Albertina di Belle Arti di Torino Paolo Gaidano arriva dalla sua Poirino (dov’era nato nel 1861) a soli 14 anni, nel 1875. Di modestissime origini famigliari (il padre Matteo muratore, la madre Maria tessitrice, un fratello e una sorella), a pagargli gli studi accademici è l’industriale poirinese Giovanni Melano, che generosamente si prende a cuore il suo futuro nel campo dell’arte su invito del pittore Emanuele Appendini di Borgo Salsasio di Carmagnola, che in quel periodo proprio a Poirino era stato chiamato ad affrescare la Chiesa della Confraternita di Santa Croce e che ogni santo giorno si trovava fra i piedi il piccolo Paolo intento a fargli il verso con carta e matita e colori. Bravo però. Fin d’allora. Di qui l’esortazione al Mellano. E i due ci videro giusto. Furono loro a cambiare e a innescare la giusta marcia alla vita di quel pittore in erba che, nel giro di pochi anni, sarebbe diventato una delle firme più interessanti dell’Ottocento artistico piemontese. E non solo. Basti pensare che nel 1879, quando improvvisamente viene a mancare l’Appendini che stava in allora affrescando il Duomo di Carignano, l’incarico viene affidato proprio a lui, a soli 18 anni, non ancora diplomato ma con il pieno sostegno del maestro Gastaldi. L’opera lo impegnò per sei anni, con esiti talmente positivi da fargli guadagnare l’appellativo di “signore degli affreschi”.

Di questo primo importante lavoro (cui seguirono altre prestigiose committenze di arte sacra a Torino, ma anche presso i Musei Vaticani a Roma e la cattedrale cattolica di New York per cui eseguì una “Via Crucis” finita poi per un malinteso nella chiesetta di Fubine Monferrato) troviamo parte del bozzetto preparatorio “Compito in classe” – con tanto di approvazione da parte del professor Gastaldi – esposto nella mostra a lui dedicata, fino al 29 novembre prossimo, nella “Galleria Spagnuolo” di Palazzo Lascaris a Torino. Promossa dal Consiglio Regionale del Piemonte in collaborazione con il “Circolo fotografico poirinese” ed il Comune di Poirino, la rassegna – curata da Francesco Pavesio – assembla, fra dipinti disegni e bozzetti per affreschi, 40 opere appartenenti a collezioni private e, finora, mai esposte al pubblico. Opere che ben configurano il “mutevole volto” dell’artista, diventato lui stesso, dopo gli importanti esordi, insegnante di “Figura” all’Accademia Albertina (fra i suoi allievi, Italo Mus e Matteo Olivero), nonché riferimento importante per i vertici del clero, per Casa Savoia di cui divenne accuratissimo ritrattista (celebre il ritratto a Vittorio Emanuele III, non presente in mostra) così come per l’aristocrazia e le più importanti manifestazioni e istituzioni artistiche del tempo. Pittore conteso per la sua indubbia bravura. Meno per il suo carattere. Chiuso, schivo, un po’ burbero, poco incline a curarsi del successo, Gaidano non amava frequentare i salotti buoni e l’alta borghesia; preferiva trascorrere le serate nelle piole a far baldoria con gli amici della “Società seriamente allegra della Polenta”, da lui stesso fondata.

Di qui forse anche la scarsa attenzione a lui dedicata dall’intellighenzia del tempo e di quella a venire. Le sue opere fanno parte, ancora oggi, di numerose collezioni private e non di importanti (come meriterebbero) musei, tanto che i torinesi lo conoscono forse più per la via a lui dedicata dal Comune di Torino a Mirafiori Nord che non per le sue opere. Eppure si resta incantati davanti a quell’“Autoritratto” del 1880 che apre la mostra, al tratto parziale e luminoso del giovane viso che emerge dai toni prevalentemente scuri propri della sua ritrattistica; di austera perfezione anche il ritratto dell’amico e collega “Giacomo Grosso” e un gioiellino di poetica delicatezza “La sorpresa” del ’93, come quel “Madre e figlia” che raffigura donne della “bassa” Poirino, gente umile, volti e cuore del suo popolo, tanto cari e vicini al Gaidano. Il tratto si fa più veloce, libero, audace e bizzarro, generoso di materia, nell’olio raffigurante la “Chiesa di San Lorenzo”, accanto all’“Angolo dei miracoli” con i due grandi ovali allegorici “Il Genio dell’amore” e “La notte”, ritrovati per puro caso e facenti parte di una serie di 11 tele commissionategli niente meno che dall’ “Imperial Shakespeare House” di Londra per rendere omaggio alla gloriosa figura del “Dante” inglese. Siamo nel 1900 (sedici anni dopo, Gaidano morirà improvvisamente nella sua casa torinese); sempre nel 1900, l’artista esegue anche i pannelli per il “Padiglione italiano delle Industrie e delle Arti Decorative” all’Esposizione Universale di Parigi. Un “grande” dell’arte di casa nostra. Cui forse sarebbe il caso (e la mostra a Palazzo Lascaris ce lo rammenta) di dedicare un po’ più di attenzione.
Gianni Milani

“Paolo Gaidano. Il mutevole volto di un artista”
Palazzo Lascaris – Galleria Spagnuolo, via Alfieri 15, Torino; tel. 011/5757378-340 o www.cr.piemonte.it /Prenotazioni e visite guidate: biblioteca.civica@comune.poirino.to.it
Fino al 29 novembre
Orari: dal lun. al ven. 9/17 – Ingresso gratuito
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