ilTorinese

Un “Malato Immaginario” solidale al Valdocco

Un teatro che sposa una preziosa causa umanitaria, al Valdocco di Torino, per Shelterbox Italia Onlus e Bimbinsieme Costa Rica Onlus

 

Teatro   ed umanità costituiscono uno stretto binomio. L’arte può diventare, infatti, un prezioso strumento di solidarietà, come nel caso dell’allestimento del “Malato Immaginario”, il capolavoro di Moliere per eccellenza, che andrà in scena venerdì 25 ottobre prossimo alle 21 al Teatro Piccolo Valdocco. A rappresentarlo la Premiata Compagnia del Cavolo, per la regia di Patrizia Longo. La serata teatrale è promossa da Shelterbox Italia Onlus e Bimbinsieme Costa Rica Onlus. I fondi verranno equamente divisi tra le due associazioni. Shelterbox Italia Onlus è la consociata del trust inglese Shelterbox International, project partner del Rotary International, la cui finalità è quella di rifornire di materiali di primo soccorso le regioni colpite da calamità naturali. Bimbinsieme è un’associazione di genitori che hanno adottato bambini in Costarica,   ha lo scopo non soltanto di assistere le famiglie nel lungo percorso di adozione, ma anche di sostenere le case famiglia sorte in Costa Rica.

Il Malato Immaginario è una Comedie -ballet composta da Moliere, andata in scena per la prima volta il 10 febbraio 1673; rappresenta quasi una sorta di biografia del drammaturgo, composta nell’ultimo anno della sua esistenza e concepita inframmezzata da balletti ed intermezzi musicali giustapposti alla commedia, inseriti per compiacere ai gusti del sovrano Luigi XIV. Molto forte è la carica realistica che la percorre. Lo stesso protagonista veste i panni di un personaggio farsesco, capace di pronunciare frasi lucide e percorse da cinismo e da disillusione, che tradiscono le riflessioni dell’autore.

Mara Martellotta

I biglietti sono disponibili presso il CPG Formazione (0110620398 o inviando una mail a chiara.bessone@cpgsrl.it o direttamente in sede)

Teatro Piccolo Valdocco. Via Salerno 12.

Offerta minima 10 euro.

Bimba di 5 mesi muore incastrata nella stanza della nonna

E’ rimasta incastrata con la testa  tra il materasso e un armadio la  bimba di cinque mesi morta ieri sera in un appartamento in via Pacini, a Barriera di Milano. Si trovava a casa della nonna che è andata in bagno per pochi minuti. Ma quando è tornata – anche la ricostruzione dei carabinieri conferma l’accaduto –  la bimba era priva di conoscenza. La nonna aveva immediatamente chiamato i soccorsi telefonicamente. La piccola, di origini marocchine, è deceduta in ambulanza nel tragitto verso  il Regina Margherita.

Dispositivi medici potenzialmente rischiosi sequestrati dalle fiamme gialle

Sequestratati con il totale divieto di vendita in tutto il territorio nazionale.

Oltre 100.000 dispositivi medici considerati potenzialmente nocivi per la salute sono stati cautelati dalla Guardia di Finanza di Torino nel corso di una vasta operazione eseguita tra il Piemonte e la Lombardia.

Le indagini hanno portato i Finanzieri della Compagnia di Susa sino al distributore in tutto il nord Italia degli articoli pericolosi, individuato in un deposito a Monza gestito da un imprenditore di origini cinesi.

Ed è proprio nel magazzino brianzolo che gli inquirenti hanno rinvenuto, stoccato, l’ingente quantitativo di merce: fasce elastiche ortopediche, tutori per arti inferiori, fasce per dimagrimento, reggiseni per l’allattamento, tutti articoli, come appurato dai finanzieri, insicuri in quanto di dubbia provenienza e fabbricati con materiali che avrebbero potuto provocare, a contatto con la pelle, problemi cutanei ed allergie.

È stato inoltre dimostrato come alcuni di questi dispositivi medici, quando indossati, comprimevano a tal punto la parte corporea interessata da poter creare problemi circolatori; il tutto con evidenti rischi per la sicurezza degli acquirenti.

La maggiore parte della merce sequestrata, tra l’altro priva del marchio CEE, era anche sprovvista di indicazioni circa i dati dell’importatore, la presenza di materiali o sostanze pericolose, le modalità di smaltimento.

Gravi le irregolarità riscontrate dai finanzieri: frode in commercio e violazioni al codice del consumo

L’imprenditore, un cinquantenne di origini cinesi residente nel mantovano, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Torino, rischia fino a due anni di carcere.

L’operazione rientra nel quadro delle attività svolte dalla Guardia di Finanza a tutela dell’economia legale e finalizzate a preservare il mercato dalla diffusione di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza imposti dalla normativa nazionale e dell’Unione Europea, anche perché il consumatore ha sempre il diritto di sapere come sta spendendo i suoi soldi.

Prof di scuola media adescava minorenni in rete

Il web è un terreno pericoloso, soprattutto se usato senza le dovute cautele. E lo stesso discorso vale per i social. Entrambi possono essere per tutti, giovani o meno giovani, una fonte infinita di conoscenza, ma sovente diventano un campo che crea i presupposti per la semina di reati, anche gravi. E odiosi come in questo caso. Nei giorni scorsi la squadra mobile della Polizia di Stato di Novara ha proceduto all’esecuzione della custodia cautelare in carcere di un uomo, docente di una scuola media, che adescava delle ragazzine minorenni con l’intento di compiere degli atti di natura sessuale. Il docente, come in numerosi casi di cronaca, proprio tramite l’utilizzo dei maggiori Social-Network entrava in contatto con alcuni profili di ragazze minorenni e, con identità fasulle, le adescava carpendone la fiducia con lusinghe ed apprezzamenti, scambiando con le stesse materiale pornografico. Le indagini, condotte dagli investigatori e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino, hanno fatto emergere dei gravi fatti che vedevano coinvolto il docente: il professore, anche in virtù della capacità di entrare in empatia con le minori, dopo essersi informato della loro età, si faceva inviare delle fotografie dal contenuto pornografico, facendo delle proposte esplicitamente sessuali. Inizialmente, al fine di adescare le minorenni, imboniva le stesse affermando di avere un’età compresa tra i 22-23 anni, ben inferiore a quella reale, spacciandosi per agente assicurativo, con delle condotte prodromiche al raggiungimento dei suoi intenti criminali. In altri casi, in ragione della sua reale attività, era persino riuscito a compiere degli atti sessuali con una sedicenne.

 

 

Al via Africane/Italiane, Forum delle donne africane 

La partecipazione alla cittadinanza attiva delle donne al centro della seconda edizione del Forum,
con esponenti di reti nazionali e internazionali di donne africane della diaspora.

Donne di origine africana e italiane con in comune un impegno concreto per il protagonismo femminile: sono loro le proponenti di Africane/Italiane Forum nazionale delle donne africane in programma a Torino il 25 ottobre realizzato con il sostegno della Regione Piemonte, attraverso il Bando per l’assegnazione di contributi ad associazioni i cui componenti sono prevalentemente di origine straniera; con il supporto organizzativo delle associazioni: Gruppo Abele Onlus, Stelo Onlus e Donne per la difesa della società civile; in collaborazione con il Centro piemontese di studi africani, il Centro Interculturale città di Torino e associazioni migranti del territorio.

La seconda edizione del Forum, affronta il tema della partecipazione attiva alla vita pubblica e al processo di integrazione delle donne africane in Italia, emerso in un anno di incontri con una quindicina tra associazioni e gruppi di donne africane e italiane in Piemonte, e che sarà approfondito con un confronto aperto sulle sfide del welfare e del lavoro per favorire l’integrazione, sul ruolo delle donne africane nella cooperazione internazionale e sullo sviluppo di reti.

«Negli incontri abbiamo messo a fuoco l’impegno attivo delle donne africane nelle loro comunità di appartenenza, in cui si occupano di accoglienza e orientamento, di iniziative per far conoscere la loro cultura e sono molto attive in progetti di cooperazione e di sviluppo nei loro paesi di origine. Sono anche consapevoli dell’importanza di un loro impegno per contribuire a ridefinire l’approccio agli ambiti dell’integrazione: da quello educativo, a quello dell’accoglienza, all’approccio dei servizi sociali e dell’inserimento lavorativo. Su questi temi la giornata del FORUM – spiega Marie Jeanne Balagizi del Collettivo Donne Africane – apre il confronto con ospiti nazionali e internazionali particolarmente impegnate in reti al femminile di donne africane della diaspora. Sono realtà importanti da cui apprendere e con cui al FORUM gettiamo le basi per una futura collaborazione».

Saranno presenti Suzanne Diku Mbiye, presidente della Rete della Diaspora dell’Africa Nera in Italia (REDANI) che approfondirà l’organizzazione delle Donne africane in Italia, Manuel Isabel José, di Mulheres Empreendedoras Europa-África che presenterà l’esperienza della sua realtà a favore della partecipazione attiva ed integrazione delle donne africane in Portogallo. Suzanne Bellnoun dell’OFAD, Organisation des Femmes Africaines de la Diaspora parlerà dello sviluppo imprenditoriale delle donne africane in Francia e nei paesi africani di provenienza.
Il Forum affronta anche il ruolo delle donne nello sviluppo dell’Africa. Le donne africane della diaspora, infatti, sono “portavoci” dell’Africa, e vogliono contribuire allo sviluppo dei paesi africani che hanno dovuto lasciare in condizioni di povertà, guerre o carestie. Mamie Mujanyi Kalonji, Cosigliere presso il Ministero dei diritti umani della Repubblica Democratica del Congo, illustrerà i risultati dalla partecipazione politica delle donne nel processo di sviluppo in Africa.

Il Forum, nato grazie all’incontro di donne africane con l’Associazione Donne per la difesa della Società Civile, ha ampliato  il confronto anche con le realtà associative al femminile del territorio torinese, rafforzando la consapevolezza che sia necessaria un’interazione alla pari tra donne africane/italiane per trovare nuove modalità di partecipazione di tutte e, soprattutto, far uscire dall’invisibilità le molteplici risorse, superando l’immagine della donna africana “solo” portatrice di problemi e bisogni.

 Il Forum ha ad oggi l’adesione di una ventina di realtà, tra cui alcune organizzazioni impegnate nell’ambito dell’integrazione dei migranti. La creazione del Collettivo di Donne Africane a Torino è il primo risultato del percorso intrapreso per promuovere una nuova sinergia tra le donne africane, al di là della frammentazione dovuta alle differenti culture di provenienza e alla molteplicità di comunità sul territorio, e al di là delle difficoltà quotidiane che spesso le isolano.

La partecipazione è libera e gratuita.

ISCRIZIONE OBBLIGATORIA utilizzando il modulo alla pagina: https://bit.ly/2obWKHL

Informazioni: PRESENTAZIONE

FORUM NAZIONALE DELLE DONNE AFRICANE
Informazioni:  tel.  011 3841083  I  e-mail: forumdonneafricane@gmail.com  I   FB  @africaneitaliane

 

Suez: il canale compie 150 anni e parla piemontese

Focus internazionale / di Filippo Re

Porto Said, 17 novembre 1869: Alì Pascia, vicerè d’Egitto, apre con una solenne cerimonia il Canale di Suez. Quel giorno l’Africa divenne un’isola. Sono passati 150 anni da quando fu inaugurata una delle opere di ingegneria più audaci e grandiose della storia che separò due continenti e unì due mari, il Mediterraneo e il Mar Rosso collegando Suez e Port Said.

Da quel 17 novembre le navi commerciali non furono più costrette a circumnavigare l’Africa accorciando notevolmente i tempi di viaggio e di consegna delle merci. Mostre e convegni, ovunque nel mondo, ripercorrono, alla vigilia dell’anniversario, le tappe salienti della gigantesca opera della seconda metà dell’Ottocento. Tutto lodevole ma con una grave lacuna. Poco o nulla è emerso sul fondamentale contributo degli italiani alla realizzazione del Canale. Cavour, Negrelli, Paleocapa, dove li mettiamo? Ignorati o quasi nelle esposizioni allestite in varie città europee. Cavour comprese subito l’importanza economica e strategica dell’istmo nello scenario geopolitico mondiale. È vero che l’apporto maggiore è stato dato dai francesi ma come si può trascurare il ruolo determinante svolto da Cavour e dagli ingegneri Negrelli e Paleocapa? A realizzare l’opera sono stati i francesi della Compagnia del canale marittimo di Suez diretta da Ferdinand de Lesseps ma su progetto dell’ingegnere trentino Luigi Negrelli. Come dimenticare il sostegno dato da Cavour e dall’ingegner Pietro Paleocapa, responsabile della commissione scientifica incaricata dello scavo e grande esperto nelle infrastrutture di trasporto. Entrambi si impegnarono attivamente per far partire i cantieri dell’opera. Ministro dei lavori pubblici nel governo di Camillo Benso, conte di Cavour, Paleocapa contribuì allo sviluppo della rete stradale e ferroviaria del Regno di Sardegna e alla progettazione del traforo del Fréjus. Non fece in tempo a vedere l’apertura del canale di Suez: morì a Torino pochi mesi prima dell’inaugurazione e la città lo ricorda con una statua al centro di piazza Paleocapa (troppo spesso vittima di vandali e dell’incuria) e con un busto nell’atrio della vicina Porta Nuova. Nei lavori del canale, che a quel tempo era lungo 164 chilometri, largo 53 metri e profondo 8, furono impiegati migliaia di manovali (molti morirono per la fatica e le malattie) tra i quali molti cavatori e scalpellini piemontesi.

Ci vollero dieci anni di lavori per tagliare la terraferma tra Suez e Porto Said e unire il Mediterraneo all’Oceano Indiano evitando così il periplo del continente africano. Oggi il canale è molto diverso da quello inaugurato 150 anni fa. É lungo 193 chilometri, largo 220 metri, profondo una ventina di metri e permette il passaggio di grandi navi e petroliere. È talmente importante e centrale nella politica egiziana e negli equilibri mediterranei che il presidente Al Sisi lo ha raddoppiato in alcuni tratti trasformandolo in un’autostrada del mare. Nel 2015, dopo un anno di lavori, è stata aperta una seconda corsia di navigazione lunga 35 km, parallela allo storico canale, che consente ogni giorno il passaggio di quasi 100 navi, il doppio di prima, e nel solo 2015 ha infilato nelle casse dell’Egitto oltre 5 miliardi di dollari che tra qualche anno saliranno a 13 miliardi.

Testamento biologico e digitale: nuove frontiere del fine vita

Venerdì 25 incontro con Magi, Jarre e d’Arminio Monforte.

Il Gruppo +Europa Torino, nella persona di Elena Loewenthal (membro del direttivo) e con la collaborazione di eLegacy, ha ideato e organizzato un incontro di approfondimento sul fine vita. L’obiettivo è avviare una riflessione sugli aspetti giuridici, etici e filosofici del fine vita in cui le diverse prospettive – il digitale e il biologico – cercheranno punto di contatto e differenza, in un contesto laico. Sarà inoltre l’occasione per provare ad innestare questa riflessione sul digitale nel contesto di un progetto di legge sul testamento biologico.

All’evento parteciperanno: Riccardo Magi (deputato di +Europa), Pietro Jarre (eLegacy) e Alessandro d’Arminio Monforte (avvocato, esperto di digitale). Coordina Alessandro Mondo (giornalista “La Stampa”).

L’appuntamento è per venerdì 25 ottobre alle ore 18.30 presso Socialfare, in Via Maria Vittoria 38 a Torino.

Anarchici, FdI: “Situazione grave a Torino”

“SERVONO MISURE STRAORDINARIE E INTERVENTO MINISTRO DELL’INTERNO”

“Le parole della sentenza sugli anarchici torinesi che equipara il loro terrorismo con quello dell’Isis dà la misura della gravità della situazione sotto la Mole – dichiara la parlamentare di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli -. Servono misure straordinarie da parte del ministero dell’Interno per garantire la sicurezza di una città che soffre un pericolo anarchico unico in Italia”. “Torino – dichiara il capogruppo di FdI in Regione Piemonte Maurizio Marrone – è ormai diventata una base per il terrorismo. Qui sono stati arrestati i primi affiliati all’Isis, e sempre qui, gli anarchici avevano nell’ex Asilo Occupato il loro covo. Serve un’intervento netto per stroncare un fenomeno che per troppo tempo è stato sottovalutato in città”.

 

(foto archivio)

In arrivo 35 milioni per la sicurezza del territorio

Assegnati i fondi dal Ministero dell’Ambiente a dieci comuni piemontesi. 12 interventi finanziati per mitigare il rischio idrogeologico

 

Sono quasi 35 i milioni di euro assegnati dal Ministero dell’Ambiente al Piemonte per la mitigazione del rischio idrogeologico del territorio, ovvero per attuare gli interventi per la difesa dal pericolo di frane e alluvioni.

L’assegnazione è stata confermata ufficialmente in questi giorni. «La riduzione del rischio è determinante in una regione come il Piemonte, dove, secondo i dati ISPRA, il rischio da alluvione riguarda quasi un milione di persone mentre il rischio da frana può coinvolgere 80 mila abitanti – sottolinea l’Assessore Marco Gabusi-.  Ora abbiamo la certezza di avere i fondi in cassa, per cui possiamo dire che gli interventi partiranno. L’assegnazione, che per la precisione ammonta a 34.804.330 euro, permette di finanziare 12 interventi di progetti per la messa in sicurezza, le sistemazioni idrauliche, l’adeguamento degli argini, i consolidamenti e la rifunzionalizzazione di aree in dieci comuni piemontesi: Venaria, Valperga, Bussoleno, Villar Pellice, Castellamonte e Settimo Vittone nel Torinese, Pray e Piedicavallo nel Biellese, Tigliole nell’Astigiano e Balocco nel Vercellese».

Rientra inoltre in questo piano anche la realizzazione del primo lotto di messa in sicurezza della Dora Riparia alle porte di Torino, che necessita di un’area di sfogo per le acque, tecnicamente chiamata ‘cassa di laminazione’ in caso di esondazione.

L’assegnazione discende dal piano nazionale triennale contro il dissesto idrogeologico avviato dal governo nel febbraio scorso, il cui ‘stralcio’ per l’anno 2019 è stato approvato a luglio con deliberazione del Cipe ed è stato ora attivato con l’assegnazione delle risorse a tutte le regioni.

Il premio “Morrione” investiga sul cambiamento del clima

I Cambiamenti Climatici è il tema al centro delle tre giornate di premiazione del Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo che, per il terzo anno consecutivo, torna nel capoluogo piemontese per dare vita a un fitto programma di eventi che si terranno da giovedì 24 a sabato 26 ottobre.

I cambiamenti climatici verranno esaminati attraverso lo speciale filtro del giornalismo investigativo, al centro dell’attività dell’associazione Amici di Roberto Morrione che promuove l’iniziativa. Gli incontri, le conferenze, i workshop formativi, le proiezioni e le tavole rotonde affronteranno, quindi, i cambiamenti del clima non solo sotto l’aspetto ambientale, ma anche considerando i mutamenti in corso nellasocietà, nella cultura, nella politica e nella comunicazione.

Gli incontri sono tutti gratuiti e aperti al pubblico fino ad esaurimento dei posti in sala e alcuni riconoscono crediti formativi ai giornalisti.

Si comincia giovedì 24 ottobre alla Scuola Holden in Piazza Borgo Dora 49, dove, dalle 17.30 alle 20, verranno presentate le quattro inchieste della 8° edizione del Premio con gli unidici finalisti under30 (Mario Catalano, Vincenzo Pizzuto, Giovanni Culmone, Marina De Ghantuz Cubbe, Ludovico Tallarita, Elena Kaniadakis, Lidia Sirna, Eleonora Zocca, Maurizio Franco, Matteo Garavoglia, Ruggero Scotti) e i loro tutor (Chiara Cazzaniga di Chi l’ha visto Rai3, Raffaella Pusceddu di Presadiretta Rai3, Pietro Suber di Mediaset, Giovanni Tizian del L’Espresso, l’avvocato Giulio Vasaturo, Stefano Lamorgese di Report Rai3, Francesco Cavalli, Ceo Gruppo Icaro). Marino Sinibaldi, direttore di Radio 3 Rai, conduce l’incontro.

La sera, dalle 21 alle 23, al Mercato Centrale di Torino in piazza della Repubblica 25 si terrà l’incontro “Il Clima che cambia la politica” con Marco Damilano, direttore de L’Espresso, e Antonio Di Bella, direttore di Rainews24. Modera Roberto Natale di Articolo21. Per questo incontro è necessario iscriversi su Eventbrite, info su www.mercatocentrale.it/torino

Venerdì 25 ottobre la giornata si apre al Circolo dei lettori, in via G. Bogino 9 alle 7.30, con la diretta della trasmissione Radio Anch’io di Radio 1 Rai condotta da Nicole Ramadori con i finalisti e i tutor del Premio Morrione.

A seguire, sempre al Circolo, si terranno dalle 10 alle 13 due incontri formativi: il primo “La Terra sotto i piedi: raccontare il cambiamento climatico (e non solo) parlando di agricoltura”a cura della giornalista Marta Gatti, mentre l’economista e giornalista Andrea Ferraretto e Francesco Izzo dell’Università di Napoli  terranno l’incontro “Il clima è cambiato: il paesaggio visto da vicino”.

I lavori riprendono nel pomeriggio nell’Aula E1 del Campus Einaudi dell’Università di Torino, Lungo Dora Siena 100A, con la proiezione, dalle 16 alle 18, della video inchiesta “Deforestazione Made in Italy” di Francesco De Augustinis, vincitore della prima edizione del Premio Morrione. Seguirà un dibattito con l’autore,  Silvana Dalmazzone dell’ateneo torinese, e Tommaso Felici del Fridays For Future Torino.

Si torna poi al Circolo dei Lettori per la presentazione, dalla 18 alle 20, della terza edizione del Premio Giornalistico Vera Schiavazzi con l’annuncio dei finalisti 2019, la presentazione del libro “Dalla parte dei diritti” di Vera Schiavazzi e ildibattito “Giornalisti 2.0, la comunicazione politica ai tempi dei social network” con i giornalisti Gad Lerner e Stefano Tallia, segretario ass. Stampa Subalpina.

Il dibattito “A proposito di ambiente: narrative sul clima e sul mondo nel quale viviamo” che si terrà dalle 21 alle 23 al Circolo dei lettori chiude la seconda giornata. Coordinato da Beppe Rovera, che per 30 anni ha curato e condotto la trasmissione Ambiente Italia su Rai 3, vedrà gli interventi del giornalista Gerardo Greco e di Sabrina Giannini, autrice di Indovina ChiViene a Cena Rai 3.

Sabato 26 ottobre alle 10 sarà Francesco Tuccari dell’Università di Torino ad aprire al Circolo dei lettori i lavori della mattinata con l’incontro “Questioni di lessico: le parole della democrazia”, mentre il fotografo e scrittore Alberto Sciamplicotti curerà l’incontro “Montagna: confine geografico, fisico e mentale”.

Dalle 16 alle 17, sempre al Circolo dei lettori, la giornalista e scrittrice Amira Hass si confronterà con i finalisti del Premio Roberto Morrione  nell’incontro condotto dal giornalistaMaurizio Torrealta.

Gli appuntamenti in via Bogino si chiuderanno con il dibattito “Mi lasci dire! Come cambia il clima della comunicazione”, nel quale prenderanno  la parola Sergio Bellucci, giornalista e saggista, Mauro Biani, vignettista, Luigi Ciotti, presidente diLibera Associazioni Nomi e Numeri contro le Mafie. ConduceGiorgio Zanchini, giornalista Rai Radio 1.

Dalle 21 alle 23 di sabato 26 ottobre al Piccolo Regio, in Piazza Castello 215, Marino Sinibaldi, direttore di Rai Radio 3, condurrà la serata finale di premiazione della 8° edizione del Premio Morrione e del Premio Baffo Rosso che si aprirà con un omaggio a Ilaria Alpi e Miran Hrovatin a 25 anni dal loro assassinio.  Durante la serata verrà assegnato il Premio Vera Schiavazzi – terza edizione. Si avvicenderanno sul palco i finalisti e i tutor del Premio Morrione, Paola Barretta, ricercatrice senior Osservatorio di Pavia, Mauro Biani, vignettista, Ettore Boffano, giornalista, Giovanni Celsi, presidente ass. Amici di Roberto Morrione, Luigi Ciotti, presidente di Libera Associazioni Nomi e Numeri contro le Mafie, Vittorio Di Trapani, segretario UsigRai, Gian Mario Gillio, giornalista e rappresentante della Chiesa Valdese, Amira Hass, scrittrice e giornalista, Davide Mancini, Premio Vera Schiavazzi, Giorgio Zanchini, giornalista Rai Radio 1.

Gli artisti Renzo Arbore e Alessandro Bergonzoniparteciperanno con dei contributi video.

Noi Duri InPink arricchiranno la serata con le loro musiche.