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La sindaca contro l’abbandono dei gatti: “Reato vergognoso. Microchip obbligatorio”

La prima cittadina si appella ai torinesi contro l’abbandono dei gatti. “Nonostante sia un reato, – scrive su Facebook Chiara Appendino –  il vergognoso abbandono dei gatti pare in preoccupante crescita. Dovremmo riflettere sulla necessità di rendere obbligatorio a livello nazionale il microchip per i propri gatti: chi sceglie di adottare un cane convive con questo obbligo da anni, e i risultati sono positivi”. Aggiunger la sindaca: “Colgo l’occasione per ringraziare i dipendenti dell’ufficio tutela animali, il personale del Canile Rifugio Città di Torino e tutte le persone che nella nostra città dedicano il proprio tempo alla cura degli animali abbandonati”.

Che cosa fa l’Ufficio Tutela Animali (U.T.A.)

Il Comune di Torino si occupa della tutela e del benessere degli animali d’affezione, nello specifico di cani e di gatti. Per farlo nel migliore dei modi, si è dotato dell’Ufficio Tutela Animali (U.T.A.), all’interno del Servizio Politiche per l’Ambiente della Divisione Ambiente, Verde e protezione Civile che ha competenze di tipo amministrativo .

L’U.T.A. tutela e promuove il benessere degli animali in città sulla base di quanto previsto dallo specifico Regolamento Comunale n.320, svolgendo le seguenti attività:

  • comunicazione e sensibilizzazione della cittadinanza attraverso campagne educative ed informative intese ad aumentare la conoscenza delle abitudini degli animali urbanizzati, vai alla pagina dedicata
  • promuove iniziative e campagne di sensibilizzazione, nonché, attività di informazione mirate ad incentivare l’adozione degli animali abbandonati e ad arginare il fenomeno del randagismo;
  • didattico-culturali rivolte ai ragazzi delle scuole primarie, organizzate al Canile rifugio, finalizzate a sviluppare la conoscenza ed il rispetto degli animali nonché il principio della convivenza con gli stessi attraverso il progetto della città di Torino “Crescere in Città”. Per maggiori informazioni sul progetto vai al sito;

cura i rapporti con la cittadinanza mediante:

Collabora con altri Enti: ASL veterinaria, Regione Piemonte, Città Metropolitana, Polizia Municipale, Servizi sociali, il C.A.N.C., l’Università di veterinaria di Torino;

Collabora con la Consulta del Volontariato animalista e le Associazioni animaliste attive sul territorio torinese;

Per contrastare il randagismo canino, il Comune si è dotato di un canile Sanitario, verso il quale convergono i cani liberi catturati sul territorio cittadino e si forniscono loro le prime cure veterinarie e di un canile Rifugio, che ospita i cani e i gatti senza proprietario in attesa di essere adottati.

Il Comune, inoltre, tutela  le colonie feline e i gatti liberi sul territorio cittadino, monitora lo stato di salute delle colonie, le censisce e interviene con programmi di sterilizzazione dei gatti sia con fondi propri sia con contributi regionali per contenerne la proliferazione.

Se vuoi censire una colonia felina di cui ti stai occupando vai alla pagina dedicata dove troverai maggiori informazioni.

Tel. : 011 011 26543

Fax: 011 011 26641

Email: ufficiotutelaanimali@comune.torino.it
Pec: ambiente@cert.comune.torino.it

ATTENZIONE! Per un pronto intervento contattare la Polizia Municipale, Reparto Centrale Operativo :  011 011 1 

 

Tentano di asportare sportello bancomat agganciadolo a carro attrezzi

Per asportare uno sportello bancomat lo hanno fissato a un carro attrezzi ma sono stati messi in fuga dai carabinieri  a Piscina (Torino). I malviventi  si sono allontanati a bordo di una Fiat Punto. I militari hanno sparato un colpo di pistola alle gomme finchè  i fuggitivi hanno abbandonato la vettura nei campi e hanno proseguito a piedi disperdendosi tra la vegetazione.

Scippano una donna sotto le telecamere del Valentino: arrestati

ERANO COLLEGATE ALLA CENTRALE OPERATIVA DELLA QUESTURA

 

Non hanno certamente scelto al meglio il punto in cui colpire i due cittadini dell’Est Europa che, martedì pomeriggio, sono piombati alle spalle di una donna seduta su una panchina del Parco del Valentino, in prossimità di Corso Massimo d’Azeglio, altezza di via Silvio Pellico, strappandole di mano il telefono.

Per l’esattezza, mentre uno dei due, un moldavo di 21 anni, commetteva il furto, l’altro, un cittadino rumeno di 23 anni, si avvicinava alla vittima come a prestarle soccorso, fingendo anche di seguire il complice per recuperare il maltolto, ma in realtà al solo scopo di rallentare la donna nel chiamare le forze dell’ordine.

Ma l’intensificazione dei servizi al Parco del Valentino nel periodo estivo consentiva un esito diverso delle cose.   Personale addetto alla Centrale Operativa della Questura, impegnato nella scrupolosa visione dei monitor della sala radio, si avvedeva infatti della commissione del reato in diretta e, pertanto, inviava immediatamente personale dipendente sul posto dopo aver fornito le opportune descrizioni dei ladri.

La coppia veniva intercettata e fermata da una Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale in via Saluzzo angolo Galliari, ancora col telefonino addosso, che così è stato recuperato e restituito alla legittima proprietaria.

Per i due giovani, davvero sorpresi per l’inaspettato evolversi della vicenda, (entrambi hanno precedenti specifici per reati contro il patrimonio e la persona), sono scattate le manette per furto con strappo in concorso.

 

(foto:  il Torinese)

 

Muore il diciottenne ferito nello scontro frontale

Dal Piemonte

E’ morto dopo il ricovero in ospedale ad Alessandria Alex Zambrano, il ragazzo di Basaluzzo che lo scorso 9 agosto era rimasto gravemente ferito in un incidente stradale sulla provinciale 185 alla periferia di Casal Cermelli. Avrebbe compiuto 19 anni il  31 agosto. Si trovava alla guida di un’auto  coinvolta in uno scontro frontale con un’altra vettura. Grande appassionato di calcio, aveva giocato nell’Atalanta Bergamasca e in  formazioni locali.

Mazzarri: “Lo spirito Toro verrà fuori”

Il Toro è pronto e vuole  giocarsi tutte le carte nei Playoff di Europa League contro il Wolverhampton, questa sera all’Olimpico Grande Torino. “Sono convinto – dice il ct Walter Mazzarri all’agenzia Ansa – che lo spirito Toro verrà fuori, voglio una squadra che non molli mai, che sia sempre un gruppo unito in ogni fase del gioco”. “Toccando ferro”, l’allenatore dei granata non vede l’eliminazione. “Dovesse succedere, ci dispiacerebbe , ma sicuramente avremmo la forza di reagire e di metterci in carreggiata. Comunque vada, queste  partite in Europa  saranno servite a fare crescere la squadra”.

Il Portone del Diavolo di Palazzo Trucchi di Levaldigi

Misteri Piemontesi….

 

La più grande astuzia del diavolo è farci credere che non esiste.
(Charles Pierre Baudelaire)

 

Il portone di questo palazzo, riccamente adornato da fiori, animali, frutta e simbologie varie, si trova a Torino in via XX settembre al numero 40, è stato commissionato da Giovanni Battista Trucchi di Levaldigi e realizzato a Parigi nel 1675. Il suo dettaglio più inquietante è sicuramente il battente in bronzo al centro, che raffigura il diavolo con la bocca spalancata, mentre scruta chiunque bussi alla porta, e all’interno due serpenti uniti.

Un luogo colmo di energia negativa e tante leggende, si racconta che la porta del diavolo sia apparsa dal nulla in una sola notte e che quella stessa notte uno stregone invocò le forze oscure. Satana infastidito dalla chiamata lo rinchiuse all’interno del portone imprigionandolo per l’eternità.

Si vociferava anche che nel 1600 al piano terreno del palazzo, fosse nata la prima sede della fabbrica dei tarocchi e questa fu un’altra conferma che il portone del diavolo fosse legato alla magia nera. Inoltre il suo numero civico a quei tempi era il 15 e nei tarocchi quel numero corrisponde alla carta che rappresenta il diavolo.

L’Arcano numero XV, il Diavolo, rappresenta una tetra parodia della carta degli Amanti. La scelta era la chiave di quella carta, ma siccome la scelta non è stata quella giusta, allora le due figure sono incatenate. Nonostante questo i semidiavoli non sono affatto infelici, anzi, sembrano sereni, riposati, un lieve accenno di sorriso sul volto. L’incatenamento dei semidiavoli ci proietta in un mondo rivolto a pratiche sessuali, ad una dipendenza materiale dal sesso, alla vita vissuta nella trasgressione. Il diavolo ritratto nella carta è assimilato a Baphomet, personaggio che era usato dai Cavalieri Templari durante le cerimonie di iniziazione, e uno dei motivi per cui l’inquisizione sciolse l’ordine per eresia ed idolatria. Per i Templari era il divinatore del sacro Gral, che nei tarocchi è rappresentato dall’asso di coppe.

Una leggenda legate al portone del diavolo

Una leggenda narra che durante una festa in maschera, nel 1790, tenuta nel palazzo che in quel periodo apparteneva a Marianna Carolina di Savoia, una ballerina cadde a terra, pugnalata a morte, durante la sua esibizione. L’arma del delitto non fu mai ritrovata come neppure il suo assassino.

Quella stessa notte una violenta tempesta si abbatté sulla città di Torino, fulmini e tuoni erano così forti da spaccare i vetri delle finestre e un vento gelido si diffuse all’interno del palazzo. Tutte le luci in un sol colpo si spensero terrorizzando gli ospiti e facendoli fuggire lontano.

Il giorno dopo si raccontava che apparse un quadro che raffigurava la ballerina che volteggiava sulle fiamme dell’inferno. Non molto tempo dopo, si dice anche che il fantasma della danzatrice uccisa, si aggirasse tra le stanze del palazzo.

 

Il demone è bugiardo. Mentirà per confonderci e alle menzogne mescolerà anche la verità per aggredirci.
(Dal film L’esorcista)

 

 

Maurizio Platone

Ulteriori approfondimenti nel mio blog: www.astrologiadiplatone.com

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La cultura della sicurezza: appello ai ministeri competenti

Riceviamo e pubblichiamo

Nei giorni del cordoglio per la tragica scomparsa del giovane escursionista Simon GAUTIER, un
riconoscimento va a tutti i soccorritori che si sono prodigati nelle operazioni di ricerca. Il loro (e il
nostro) limite è vivere in un paese che non considera prioritaria la tecnologia al servizio della
collettività.

Riflettano coloro che sbandieravano l’efficacia della localizzazione come rimedio ai mali del mondo
e oggi, senza vergogna alcuna, ne ammettono il fallimento: la posizione esatta si può determinare solo
con l’intervista telefonica, quando si chiede aiuto è necessario fornire sempre un indirizzo o un
riferimento.

Dovrebbe essere un motivo sufficiente per evitare speculazioni, commenti di cattivo gusto o quegli
“interessi di bottega” che qualcuno in passato ci imputava in modo sprezzante.
Non si usi questa tragedia per esportare il modello organizzativo del 112 italiano, la presenza di una
Centrale Unica nella vicenda non avrebbe cambiato nulla, la tecnologia di localizzazione è la stessa.
Dotarsi di soluzioni moderne costerebbe un terzo rispetto al mantenimento di un inutile call center
laico del 112 e c’è più tecnologia nelle mani di un bambino in età scolare rispetto a quanta ne troviamo
nelle nostre Centrali Operative; riflettano soprattutto su questo i Ministeri competenti.

Quindici giorni fa si è appreso che una quindicenne stuprata e uccisa in Romania aveva chiamato
più volte il 112, ma la Polizia è arrivata diciannove ore dopo; la vicenda ha sconvolto il paese, sono
seguite le dimissioni dei Ministri dell’Interno, dell’Istruzione, delle Telecomunicazioni e
l’allontanamento del Capo della Polizia. È una lezione di responsabilità istituzionale lontana anni
luce da noi, in Italia probabilmente sarebbe stato licenziato l’operatore, reo di non aver seguito il
“protocollo”.

Esortiamo le Istituzioni ad adoperarsi per promuovere una vera cultura della sicurezza e ad aprire
un confronto scientifico sull’organizzazione dei soccorsi italiani, sui pericoli della doppia intervista
telefonica e sulla capacità di coordinamento tra i professionisti.
Perché tragedie come questa non accadano mai più!

Professioni Infermieristiche Vigili del Fuoco Polizia di Stato

NURSIND: F. Coppolella

CONAPO: A. Maglione

SIULP: E.Bravo

CONFSAL VVF: S. Astrella

SAP: A. Perna

FNS- CISL: A. Mazzitelli

UIL-PA: R. Molino

La Fiera di Ferragosto a Ghigo di Prali

Per questo mese, la nostra rubrica sui mercati di Torino si sposta in una della sue valli, e più precisamente in Val Germanasca, nel pittoresco paesino di Ghigo di Prali, ove il 15 del mese si è svolta la tradizionale Fiera di Ferragosto.
Ogni anno il paese accoglie moltissimi visitatori di questo grande mercato, che si snoda da piazza Garrou (sita accanto al campo da bocce) e anima, con le sue vivacissime bancarelle, la via che porta alla Chiesa cattolica – ospitante una pregevole xilografia di Nastasio – e quella che costeggia il campo da calcio e prosegue parallela al torrente Germanasca, fino alla stradina per Villa, il paesino che precede Ghigo di circa 2 km.
Le mercanzie in esposizione vanno dalle tome locali ai salami profumati al Barolo ed al Barbera, dall’oggettistica in legno con il tipico design di montagna, all’abbigliamento tecnico, con i caldi e colorati pile ed i simpatici berretti in lana per i bimbi con le orecchie d’orso in peluche. Non mancano i banchi di giocattoli e di biancheria per la casa dallo stile provenzale.
Insomma c’è l’imbarazzo della scelta, e poichè la Fiera inizia alle prime ore del mattino e continua sino al tramonto, i villeggianti possono interrompere il giretto mattutino tra i banchi per pranzare all’aperto – magari con la classica grigliata! – e tornare per gli acquisti nel pomeriggio.
La piazza centrale di Ghigo, invece, non ospita bancarelle per ragioni di viabilità – poichè le auto possono entrare in paese solo attraverso la piazza – ma i turisti possono ammirare il Tempio Valdese che vi si affaccia; la Val Germanasca infatti è una delle tante valli Valdesi del Piemonte, ed in particolare nel 1533 a Ghigo si tenne un Sinodo che confermò l’adesione alla Riforma; il Tempio venne poi costruito nel 1556. La storia della valle viene ben illustrata e spiegata dal Museo Valdese(sito nel centro di Ghigo), con particolare riferimento alla vicenda religiosa, attraverso video, cartine storiche e fotografie d’epoca.
A Ghigo le tradizioni non sono mai venute meno, tant’è che una delle tre serate danzanti in piazza (evento che si ripete ogni anno in questo periodo) è dedicata ai balli Occitani, dalle melodie tipiche, bellissime.
A proposito di cultura Valdese, anche la cucina di queste valli merita un largo apprezzamento: ai ristoranti “ Nido dell’Orso„ (347-8730552) e “ Bardour” (340-6372046) – entrambi a Ghigo – ad esempio, è possibile assaggiare le“Calhëtte„ piatto tipico occitano a base di ingredienti poveri (le ottime patate di Prali, tanto per citarne uno) ma davvero gustosissimo, da provare.
Rugiada Gambaudo

Posti di blocco, cosa bisogna sapere

Dalla parte dei consumatori

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale Unc del Piemonte.

Come indicano gli articoli 180 e 192 del Codice della Strada, gli agenti possono ispezionare l’auto senza l’autorizzazione di un giudice. Vi chiederanno libretto (carta di circolazione), patente (per le moto la A, per le auto la B, oppure foglio rosa), certificato di assicurazione Rca (quello che si tiene assieme alla carta verde) e contrassegno Rca (che, sulle macchine, si espone), e triangolo d’emergenza (per le vetture).

La multa è di 41 euro se non esibite i documenti e di 84 euro per il triangolo. Entro un certo termine (solitamente, gli agenti tendono a concedere un paio di settimane), scatta l’obbligo di presentare quei documenti alle Forze dell’Ordine.

Qualora non si provveda, la sanzione ammonta a 419 euro. Se gli agenti, per un qualche motivo, vogliono ispezionare il mezzo (abitacolo, cofano motore e bagagliaio), non potete rifiutarvi: in tal caso, la contravvenzione è pari di 80 euro più la decurtazione di tre punti-patente. E’ bene evitare pertanto di incorrere nel possibile reato di resistenza a pubblico ufficiale. E comunque, gli agenti potrebbero sempre controllare auto o moto contro la vostra volontà.

Se invece c’è un posto di controllo (una direzione sola) o di blocco (entrambe le direzioni), dovete fermarvi. In caso contrario, multa di 1.324 euro, decurtazione di 10 punti-patente e un processo penale.

Pertanto, qualora si venga fermati dalle Forze dell’Ordine, mantenere un atteggiamento rispettoso e collaborativo è il miglior comportamento civico e civile da tenere.

Sestriere vuole i Mondiali di sci alpino

Sestriere potrebbe ospitare nuovamente i Mondiali di sci alpino dopo l’edizione del 1997 e le gare olimpiche del 2006. E’ il sindaco Valter Marin a proporlo inviando  una lettera al presidente della Fisi, la federazione di sci, Flavio Roda. Nella missiva il primo cittadino  esprime l’intenzione di candidarsi ai mondiali che si terranno tra dieci anni. Afferma il sindaco: “Pensiamo che questo sia un modo per guardare avanti dopo l’amarezza per non essere riusciti a condividere l’evento olimpico con Milano-Cortina 2026 di cui, come italiani, siamo orgogliosi”.