ilTorinese

Dalla Consulta regionale un aiuto ai Comuni per i fondi UE

Un aiuto pratico a favore dei Comuni piemontesi, specie quelli di piccole dimensioni, per accedere ai bandi e quindi ai finanziamenti europei. È questa una delle novità principali del programma 2020 della Consulta regionale europea del Piemonte, presentato nei giorni scorsi a Palazzo Lascaris dal consigliere delegato Michele Mosca: “Il lavoro svolto dalla Consulta è encomiabile – ha sottolineato – è mia intenzione e quella di tutto l’ufficio di presidenza del Consiglio regionale incrementare l’attività, rendendola sempre più pratica, pragmatica e utile per i cittadini piemontesi che intendano o debbano raffrontarsi con le istituzioni europee”.

In particolare, il progetto “Capacity building” persegue il miglioramento della capacità di progettazione europea delle amministrazioni locali piemontesi. Si intende aumentare la consapevolezza degli amministratori locali sulle opportunità offerte dall’Unione europea e sul ruolo potenziale degli enti che rappresentano nell’accesso i finanziamenti. Il progetto è stato illustrato dall’Anci: prevede workshop dedicati agli amministratori locali nelle province piemontesi e nella Città metropolitana di Torino, ma rivolti anche ai funzionari degli enti locali interessati. Verrà anche elaborata la guida “La Programmazione 2021 – 2027: i finanziamenti europei per gli enti locali” per facilitare l’orientamento tra le diverse fonti e la comprensione delle opportunità, dedicata specificatamente alla partecipazione degli enti locali.

All’incontro, cui ha partecipato anche Ivano Martinetti (M5s), sono stati illustrati i tanti progetti che Mosca ha definito nel loro insieme degni di grande attenzione e ai quali verrà quindi dato seguito nel 2020. Come “Diventiamo cittadini europei” con le conferenze nelle scuole piemontesi, il corso di aggiornamento per insegnanti, i viaggi studio per i vincitori, il Seminario di Bardonecchia e la partecipazione all’evento Europe Day organizzato dall’Ufficio del Parlamento Europeo e dall’Ufficio della Commissione Europea di Milano.

Ma anche il Protocollo d’intesa tra il Consiglio regionale e il Politecnico di Torino sulla divulgazione delle opportunità di sviluppo derivanti dall’applicazione del Design Sistemico/Blue Economy in Piemonte.

Si collaborerà al Corso di Laurea Magistrale in Scienze Internazionali dell’Università di Torino, mentre con Cgil, Cisl e Uil è previsto il progetto “Valorizzazione percorsi formativi degli studenti incoming in Erasmus nelle Università piemontesi”. Con l’associazione Acmos “Meridiano d’Europa”, un programma per favorire la partecipazione dei giovani al processo di integrazione europeo attraverso un percorso educativo fondato sui valori della tolleranza e della multiculturalità.

In collaborazione con il Movimento federalista europeo di Torino è in programma il progetto “Tavola rotonda sulla Conferenza sul futuro dell’Europa” e il ciclo seminariale “Le sfide dell’UE dopo le ultime elezioni del Parlamento Europeo”; con il Sioi il progetto “L’Europa a scuola – Formazione per i docenti del territorio del Piemonte”. Con l’associazione Anqui, poi, il progetto “Il futuro dei Quadri direttivi in Piemonte e Europa”.

Fondazione Crt chiude gli Stati generali: 5 mila talenti nelle nuove tecnologie

La “potenza di fuoco” della Fondazione Crt per Torino e il Piemonte

Conclusi alle Ogr “gli Stati generali”. Nei prossimi anni si punta a creare 5 mila talenti nelle nuove tecnologie, ma anche a far crescere la solidarietà sociale per aiutare “ chi non ce la fa”.

Sono quasi due miliardi di Euro i fondi erogati dalla nascita ( nel 1991) dalla Fondazione Crt sul territorio del Piemonte e della Valle d’Aosta. Una massa di denaro che si è moltiplicata innescando iniziative nel campo della cultura, della sanità , del volontariato in generale, della formazione e attraverso sue partecipate ( come ad esempio la Ream) investimenti immobiliari ad alta valenza sociale, come l’ Housing sociale o le residenze per anziani .


Da qui la grande attenzione che si è vista anche ieri alle OGR di Torino, dove quasi mille persone hanno partecipato all’atto conclusivo degli “ Stati generali” della Fondazione Crt, fortemente voluti dal Presidente Giovanni Quaglia: una road map dell’azione filantropica nel decennio 2020-2030

Un’operazione partita da Torino ed estesa a tutto il Piemonte, alla Valle d’Aosta e, più in generale, al Nord Ovest, con il coinvolgimento di 800 persone: Sindaci, rappresentanti delle Istituzioni e delle Fondazioni, opinion leader, protagonisti del mondo della cultura, delle Università, dell’economia, del terzo settore, del volontariato, della ricerca, dell’innovazione.
Il Presidente Quaglia ha sottolineato che gli Stati generali “hanno ridisegnano la Fondazione come corpo intermedio tra Stato e mercato, orientata ad assumere il ruolo di “tessitrice” e “aiuto regista” – non in sostituzione, ma al fianco di istituzioni elettive, aggregazioni sociali, imprese – per la costruzione di coesione e sviluppo del territorio, anche attraverso il potenziamento dei canali di incontro, confronto e dialogo, con una funzione di “cerniera” tra la dimensione locale e quella internazionale”.

Un discorso dal quale traspare una forte concezione comunitaria nella volontà di “ fare squadra”, come ha detto Quaglia, per contribuire a tirare fuori Torino dalle secche in cui si dibatte e anche le aree più marginali del Piemonte e della Valle d’Aosta . Un’opera concreta per “dare speranza a quelli che fanno più fatica, a quelli che sono senza speranza” ha detto il Presidente. ”Chi ci incoraggia alla speranza sono i tanti che credono nell’etica del dovere, esempi di altruismo e solidarietà, impegnati per il bene comune. Anche i giovani stanno tornando alla ribalta con la loro voglia di futuro. E noi tutti dobbiamo guardare in alto e al futuro”.

Sia il Presidente che il segretario generale Lapucci, hanno sottolineato il grande investimento fatto proprio alle Ogr, 100 milioni di Euro:Il motore per connettere sempre più Torino al resto del mondo, luogo di avanguardia, eccellenza e sperimentazione tra i più dinamici in Europa, nella cultura, nell’arte contemporanea, nella ricerca, nell’innovazione, nell’accelerazione di impresa for profit e sociale.


Gli Stati generali lanciano dieci idee di futuro per Torino, il Piemonte e la Valle d’Aosta eccole in sintesi :

1. La creazione di un “Network dei 5.000 Talenti”, formati con il contributo della Fondazione CRT, per disseminare sul territorio un patrimonio di competenze finalizzato allo sviluppo, alla crescita della competitività e alla riattivazione dell’ascensore sociale. Le OGR Tech di Torino saranno la “casa” naturale di questa vera e propria community di eccellenze under 35, destinata a espandersi.

2. L’attivazione di una business community alle OGR e la contaminazione tra nuove tecnologie e creatività per la crescita di Torino in una dimensione internazionale, in particolare con l’avvio del primo programma triennale di accelerazione in Europa dedicato alla Smart Mobility.

3. La formazione di esperti in tematiche territoriali, paesaggistico-ambientali e di comunità

4. Il rafforzamento del volontariato organizzato, anche con l’apporto di risorse giovani tramite progetti di alternanza scuola-lavoro.

5. Il sostegno alla genitorialità attraverso la rinnovata veste della Fondazione Ulaop-CRT come laboratorio di idee, progetti e competenze per la fascia d’età da 0 a 6 anni.

6. La promozione di una leadership dei nuovi cittadini: l’obiettivo è costruire cittadinanza attiva, coscienza civile e istituzionale, inclusione, partecipazione, responsabilizzazione alla cura delle risorse comuni.

7. L’apertura di 2.000 nuovi cantieri per l’ambiente e il territorio nei prossimi dieci anni, in particolare nei Comuni del Piemonte e della Valle d’Aosta con meno di 3.000 abitanti

8. Nuove “mappe” della salute, della sicurezza, della cultura, della mobilità con l’utilizzo dei Big Data e dell’Intelligenza Artificiale per il bene comune

9. La moltiplicazione della “potenza di fuoco” dell’ecosistema della filantropia, in linea con quanto accade nell’ambito della filantropia istituzionale europea e statunitense, grazie alla sinergia con tutte le componenti della “famiglia allargata”: Fondazione Sviluppo e Crescita, OGR, Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea, REAM, Fondazione Antiusura, Fondazione Ulaop.

10. Una cabina di regia per intercettare i fondi europei
Su quest’ultimo punto è intervenuto il Presidente della Regione Cirio, sottolineando come la Fondazioni possano costituire una base economica importante per innescare i finanziamenti di Bruxelles.

Taglio treni, interrogazione in Regione

Riceviamo e pubblichiamo

Il Consigliere Regionale della Lega Salvini Andrea Cerutti, dopo le funeste notizie apprese sul taglio dei treni diretti veloci, e le ultime dichiarazioni, ha deciso di depositare un’interrogazione in Regione Piemonte per avere maggiori informazioni e chiarimenti.

Dichiara il Consigliere Cerutti (Lega): “Se dal 15 dicembre entreranno in vigore i nuovi orari sarà un colpo molto pesante per il Piemonte che verrebbe in parte marginalizzato e perderebbe grandi risultati ottenuti sul piano della mobilità veloce. Infatti, parrebbe che sia Italo Spa (NTV) che Ferrovie dello Stato, intenda sopprimere molte tratte veloci dirette privilegiando una politica commerciale di scalo a Milano Porta Garibaldi. Questo significa una assenza totale di collegamenti diretti veloci ad esempio di Italo verso Venezia e una riduzione del 30% dei treni diretti veloci di Ferrovie verso Milano, Bologna e Firenze”.

Continua Cerutti (Lega): “In un momento in cui la Regione più che mai ha una forte idea nel voler andare ad un’altra velocità  con azioni concrete per portare avanti i lavori del trasporto ad alta velocità quale la TAV; dovrebbe con audacia essere invitata a mediare ed interloquire con queste politiche commerciali che rallenterebbero solo i cittadini della Regione, marginalizzando Torino e il Piemonte intero”.

Rosso: “I T-Red non sono omologati, quindi sono illegittimi”

L’esponente di  (Fdi): “Il Comune ha utilizzato un semplice documento di approvazione del Mit, manca l’omologazione sulla capacità di misurazione da parte del Mise. Gatto (Globoconsumatori): “Abbiamo già presentato oltre 4mila ricorsi in Italia, il 96% accolti”

“Premetto che col rosso non si passa e che le regole vanno rispettate dai cittadini. Ma devono essere rispettate anche dal Comune: non esiste alcuna omologazione per gli impianti semaforici T-Red installati a Torino. Abbiamo richiesto agli uffici la necessaria omologazione da parte del Mise e ci sono invece stati forniti documenti un direttore del Ministero dei trasporti. Si tratta di un atto di “approvazione” che non comporta le necessarie verifiche di taratura dello strumento, previste dalla vera e propria omologazione”.

Roberto Rosso, capogruppo Fdi in Sala Rossa ha denunciato oggi “l’illegittimità degli impianti T-Red installati a Torino, chi prende la multa in questo modo ha tutto il diritto di fare ricorso al Giudice di pace”.

Del resto persino la delibera comunale torinese con cui si permette l’acquisto e l’utilizzo senza presenza di forze dell’ordine dei T-Red parla esplicitamente di necessaria omologazione. “Questa però non c’è, quindi non esiste certezza sui tempi di durata del giallo o sulla sequenza delle foto scattate dalle telecamere, che devono essere temporizzate con il semaforo stesso”.

Mario Gatto, presidente dell’associazione Globoconsumatori, ha aggiunto che “soltanto per il T-Red di Moncalieri abbiamo già impugnato oltre 3mila verbali e il Giudice di pace di Torino ha cominciato ad accogliere i primi andati a sentenza. La situazione è analoga a quella torinese. A livello nazionale, i ricorsi sono più di 4mila per un numero enorme di verbali e la percentuale di accoglimento da parte dei Gdp è del 96%”.

Del resto la legge parla chiaro. L’approvazione del Ministero Trasporti, quella che il Comune ha fornito al Gruppo Fdi dopo richiesta ufficiale, è soltanto un atto preliminare che abilita uno strumento a essere poi omologato dal Mise, l’unico che per legge può effettuare le tarature degli strumenti di misurazione.

C’è un altro punto dubbio: la gara con cui gli impianti sono stati comprati. Per legge l’Ente pubblico deve bandire una gara europea. Invece Torino ha dato mandato di comprarli a Iren (sic) e “non sappiamo se ci sia stata una gara o meno, del resto da due settimane abbiamo chiesto i documenti a Iren stessa ma non ce li ha forniti”, ha chiarito Rosso.

La gestione del sistema è stata affidata a 5T, che è una municipalizzata, ma anche qui “la legge prescrive che questi impianti siano sotto la diretta gestione e il costante controllo delle forze di Polizia municipale – ha ricordato Gatto – non è possibile che una società per quanto parapubblica, possa comminare multe in modo automatico oltretutto utilizzando strumenti non omologati”.

“Come sempre le persone meno informate si troveranno svantaggiate – ha concluso Rosso – perché sappiamo che quando arriva una multa l’80 per cento la paga, presumendo che l’Ente pubblico abbia agito correttamente. Si sappia invece che queste multe sono illegittime e che in caso di un ricorso fatto correttamente, vengono annullate. Mi stupisco che il sindaco Appendino faccia le cose con tale superficialità, quando i suoi dirigenti nella delibera hanno scritto chiaro e tondo che l’omologazione è necessaria e non parlano affatto di una semplice approvazione del Mit”.

 

(comunicato stampa)

Thyssen, la rabbia delle madri: “Dopo 12 anni attendiamo ancora giustizia”

Le madri dei sette operai della Thyssenkrupp morti nel rogo di 12 anni fa piangono e manifestano la propria  rabbia alla cerimonia per l’anniversario della tragedia.

“La Thyssen si ricorda un giorno l’anno” dicono, ma “per noi è invece un ricordo indelebile di quello che ci è stato portato via. Sono trascorsi 12 lunghi anni  e siamo ancora qui: questo è il nostro quotidiano, con le porte del carcere che si sono aperte per far uscire invece che entrare i colpevoli. Vogliamo credere ancora nella giustizia perché in un Paese civile chi ha sbagliato deve  pagare. Non vogliamo più promesse  o abbracci, vogliamo giustizia”

Torino, ma chi l’ha detto che non sei bella? Però…

Antonello Venditti cantava : Torino ma chi  l’ ha detto che non sei bella ?

Non dirlo a noi che in questa città ci siamo nati e continuiamo ad amarla nonostante tutto  e nonostante tutti.

Ma ammettiamolo fino in fondo : sei proprio peggiorata, dalla pulizia alla quotidiana vivibilità.

Ed ora un altro triste primato: perdiamo posti di lavoro, i nostri figli scappano per studiare o
lavorare ed importiamo malavita organizzata. Barriera di Milano è tra le capitali italiane della Mafia
Nigeriana. E giusto per non farci mancare nulla le bande sono due con tutti i conflitti relativi .

Non bisognava essere dei geni per intuire che qualcosa non andava. Corso Giulio Cesare e Corso
Vercelli sono divisi in territorio per spacciatori. Per anni abbiamo urlato allo scandalo.

Ci veniva risposto: spacciano perché i bianchi le droghe le
comprano e le consumano. Il che vuol dire: dove vai porto pesci. Vuol dire che non si vuole
capire per non contraddire le proprie  ideologiche convinzioni. Vuol dire negare il fenomeno
perché incapaci di affrontarlo.

Vuol dire anche  parlare di solidarietà quando si deve invece reprimere. Il Tribuno di Matteo Salvini aveva
preannunciato rimpatri e censimento dei campi dei Rom, parole parole … Chiara Appendino
aveva promesso: con noi le periferie rifioriranno … parole…parole,,,,
Problemi non solo di oggi. Dai primi anni ’90  centinaia e centinaia di prostitute di
colore ” avamposto ” di organizzazioni criminali. Non solo a Torino, s’ intende.

Tutti i grandi centri e non solo. In Emilia e Romagna con interi quartieri allo sbando nella convivenza civile.

O a Padova dove sono stati costruiti muri per isolare i tossici. Oramai storie di ordinaria follia. Saremmo
ingenerosi se imputassimo tutte le colpe ai politici. Anche di una società civile che pensa solo
ed esclusivamente ai fatti propri. Individui sempre meno preoccupati delle conseguenze dei
propri atti.

La legge non vuole ignoranza. Viceversa l’ ignoranza è portata a giustificazione delle
irregolarità dei propri atti. Mi ha colpito la notizia delle infrazioni elevate dai semafori agli incroci
più pericolosi a Torino. 3 in funzione e 600 multe elevate perché sono passati con il rosso.

Incredibile no ? Una volta si diceva uomo avvisato mezzo salvato. Ergo, ci sono 600 persone a
cui non interessa nulla delle loro infrazioni. Non interessa nulla delle conseguenze. Ignoranza
e mala fede vanno a  braccetto. Sono l’ humus della diffusione della droga e delle varie delinquenze.
Unico antidoto è il sapere.

L’Ocse ha stabilito che abbiamo tra le peggiori scuole d’ Europa e i conseguenti peggiori scolari.

Con il solito ed endemico divario tra Nord e Sud.
La Storia ci insegna, o per meglio dire lo studio della Storia ci insegna, che gli imperi
collassano.

L’impero romano ne è l’esempio. Collassando hanno prodotto nuovi sistemi. Difficile ,
ora, intravedere altre soluzioni sociali. Avviene il collasso e basta. Mi sa che la nostra Citta è sull’orlo del baratro.

Si possono fare altri esempi di ignoranza e di omissione. Si ha conoscenza dell’
immigrazione ma si omettono le sue conseguenze sul quadro democratico. Un esempio per tutti.

La comunità rumena a Torino è censita intorno a 85mila unità. Tre anni fa avrebbe potuto votare e in
massa non l’ ha fatto.

Probabilmente ( oramai ) il 50 % dei Torinesi non sono nati a Torino. Esagero ? Va bene,
diciamolo in altro modo, in molte zone periferiche nelle scuole dell’ obbligo gli studenti sono
non italiani. La cittadinanza  diventa un fatto non solo di principio universale ma , attraverso l’integrazione,

un fatto democratico dunque di sistema. Sarebbe anche una risposta al
decadimento sociale che porta con sé l’uso delle droghe e la criminalita.

Miseria chiama miseria. Miseria economica ed anche ( se non soprattutto) culturale. Troppa
ignoranza imperante. Troppa.  Invece una volta il non sapere era un disvalore. Ora un sub valore. E la
pochezza imperversa nella società civile e nella società politica.

Difficile uscirne. Collassano i ponti. Possono collassare le città intere.

 

Patrizio Tosetto

Scoprire i cantautori all’Unitre

Dal Piemonte

Due grandi cantautori, durante il corso di musica all’Unitre di Casale Monferrato, sono stati protagonisti di diverse approfondite lezioni tenute da Giorgio Belletti che ha riportato in vita Gianmaria Testa e Luigi Tenco attraverso precise ricostruzioni biografiche e significative testimonianze audiovisive.

Non famoso come Paolo Conte ma che in qualche modo gli può stare accanto, Gianmaria Testa (Cavallermaggiore 1958- Alba 2016) definito “Il cantante italiano che la Francia ci invidia” è stato ricordato sottolineandone la poliedrica personalità che lo ha consegnato a successi internazionali.


E’ bastato ascoltare alcuni brani di forte impegno sociale cantati con voce roca e vibrante oltre alla sincera semplice poesia di “Piccoli fiumi”, “Polvere di gesso”, “La tua voce” per cogliere l’alto livello di un cantautore dallo stile personalissimo e avvincente che ha intrecciato accenti di tango, habanera, bossa nova e jazz.

Più intimista, sommesso, intellettuale imbevuto di esistenzialismo e di poesia crepuscolare, fragile, seppur nei brani di protesta mostri un insolito fervore in nome della giustizia, della libertà e l’avversione alla guerra, Luigi Tenco(Cassine 1938- San Remo 1967) è stato ampiamente ricordato con belle emozionanti canzoni quali, tra le tante, “Se stasera sono qui”, “Lontano lontano”, “Mi sono innamorato di te “, “Vedrai vedrai” soffuse di malinconia, solitudine, rimpianto che hanno avuto il merito di rivoluzionare il modo di cantare i sentimenti con parole anticonvenzionali mai usate prima.

Attraverso collages audiovisivi, preparati dalla sapiente regia di Giorgio Belletti, è stato indagato ogni aspetto della vicenda umana e artistica del grande esponente della Scuola di Genova, che, come Fabrizio De Andre, Bruno Lauzi, Gino Paoli, ha portato le canzoni ad alto livello di spessore artistico tanto che, per sottolineare la differenza dalle banali canzonette, un giornalista del Corriere di Informazione definì, con una simpatica appropriata definizione, “Mica stupide”.

Ancora nel 1967 la differenza non fu capita se al festival sanremese furono preferite “ Io tu e le rose” e “La rivoluzione” senza premiare la superiorità di “Ciao amore ciao”.
A distanza di tempo, l’interessante lezione, è stata coinvolgente e illuminante sulla causa della cocente delusione di Tenco che ha visto in pochi minuti svanire il suo sogno ambizioso di educare il vasto pubblico alla canzone intelligente da non confinare esclusivamente nella nicchia.

L’ultimo scritto lasciato prima del suicidio ha documentato un atto di protesta talmente estremo da…… servire a chiarire le idee a qualcuno ….
Sicuramente al tragico gesto hanno concorso l’ipersensibilità, i traumi familiari, i sensi di colpa, il macerato compiacimento della solitudine, della sofferenza e della morte che lo avvicinano al clima dell’infelicità romantica ottocentesca, allo spleen del decadentismo e, in qualche modo, alla tipologia dell’artista maudit che tanto affascina da farlo entrare nel mito.

Giuliana Romano Bussola

Cromie, una festa coi fiocchi!

L’Associazione Culturale No Profit “Cromie – Vivere a colori “, che ha recentemente registrato un notevole incremento di iscritti, ha festeggiato i suoi primi due anni il 4 dicembre a Palazzo Cisterna, sede della Città Metropolitana, che l’ha ospitata nei suoi splendidi saloni aulici, offrendole il suo patrocinio. Questa è stata anche l’occasione per fare gli auguri di Natale con diverse sorprese e un ricco “ banco della cuccagna”.

La festa si è aperta con una lezione di make up “ Il trucco di tendenza per le feste “ a cura di Fedora Feltrin, per proseguire con letture tratte dal libro “ Natale a Torino “, quindici racconti al museo, a cura di Neos Edizioni. La “ Cuoca insolita “, alias Elsa Panini, ha offerto assaggi a tema di alcune delle sue ricette, su base salutista, contenute nei racconti. Il programma prevedeva poi il concerto di Reels e Jigs : dalle musiche tradizionali irlandesi alle loro evoluzioni country americane. Con un quartetto d’eccezione : Gabriele Cervia e Sara Setzu al violino; Camilla Maina alla viola ; Federica Mari al contrabbasso, tutti del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino. Dopo la poesia sul Natale di Rosy Di Martino, si è dato il via a uno splendido buffet. La festa si è poi conclusa con i tradizionali brindisi augurali .


Fra le numerose iniziative organizzate da Cromie nell’anno in corso, ne ricordiamo alcune, particolarmente interessanti, come le conferenze del Prof. Piero Galeotti, illustre astrofisico, sul tema “ Esiste la vita nell’universo ? “, l’incontro con Steve Della Casa e Paolo Manera, Direttore di Film Commission, dal titolo “ Le residenze sabaude diventano set cinematografico “, corredato da immagini d’Archivio della Film Commission Torino Piemonte, la conferenza sul “ Benessere della colonna vertebrale “ a cura di Epicura , le numerose gite culturali , tra cui la visita guidata al Canale Cavour e, in particolare, alla presa d’acqua, considerata la più grande opera idraulica di tutto il Nord Italia, solitamente chiusa al pubblico ed eccezionalmente aperta ai soci di Cromie, la visita guidata alla Mostra di Monet ad Asti e molte altre.

Ricordiamo anche il ciclo “ Le vie del benessere”, una serie di conferenze programmate nel corso di un intero anno, tutte ospitate a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio Regionale . L’ultima in ordine cronologico è quella prevista per mercoledì 11 dicembre alle ore 18 con il Prof. Giacomo Dacquino, illustre neuro psichiatra e psicoterapeuta, sul tema “ Impara a dire ti amo ( prima che sia troppo tardi ).”: amore e affettività. Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Prenotare al 3337877407

Mauro Reverberi

Bonifiche amianto: false lettere e minacce ai proprietari di case

COMUNICAZIONE FALSA CON I LOGHI DELLA REGIONE E DELLA CITTA’ DI TORINO

 

Alcune lettere con i loghi della Regione Piemonte e della Città di Torino invitano i proprietari di casa e amministratori di condominio a concludere tassativamente entro la fine dell’anno le opere di bonifica dall’amianto. Si tratta però di un falso, che ha costretto gli uffici della Direzione Servizi Ambientali della Regione a presentare un esposto querela alla Procura della Repubblica contro ignoti. La missiva fasulla ha raggiunto nei giorni scorsi alcuni cittadini della provincia di Torino. Nell’oggetto si legge «mappatura presenza amianto negli edifici», a cui segue l’invito ad accelerare le operazioni di messa in sicurezza indicando il 2020 come termine ultimo fissato dalla Regione per iniziare le attività. Le lettere contengono anche una richiesta di ottemperare agli obblighi indicati, pena la “segnalazione all’Asl e all’Arpa di riferimento”.

«Quale informazione chiaramente falsa – si legge nell’esposto della Regione alla Procura – non è vero che la L.R 30/2008 e il Piano Amianto pongano un limite temporale per la comunicazione e la mappatura degli edifici privati. L’affermazione in oggetto parrebbe piuttosto mirata ad accelerare attività di verifica e bonifica che richiedono il ricorso a imprese e figure qualificate». Una settimana fa le lettera fake aveva raggiunto, tra gli altri, lo studio di un amministratore di condominio di Grugliasco il quale ha allertato la Regione, la quale a sua volta ha poi lanciato l’allarme e sporto denuncia querela.

La Regione invita chiunque sia stato raggiunto da avvisi di questo tipo a contattare gli uffici del Settore Bonifiche Amianto.

Ecco  copia della lettera falsa

 

Operazione “Wanted”, arrestati due latitanti all’estero

La Squadra Mobile di Torino e il Servizio Centrale Operativo con la collaborazione dello S.C.I.P. (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia), nell’ambito del progetto “Wanted” hanno individuato ed arrestato due persone.

⦁  Antonio Rao , nato ad Anoia (RC) il 03.06.1952, residente a Rivalta (TO), destinatario dell’ordine di esecuzione per la carcerazione emesso il 20.06.2019 dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Torino, dovendo scontare la pena di  10 anni di reclusione, per reati concernenti la violazione della legge sugli stupefacenti e violenza sessuale su minore di anni 18;

⦁  Joseph Michel Bernard Dalmasso nato a Saint Laurent Du Var (Francia) il 22.03.1957, destinatario dell’Ordine di Carcerazione emesso il 26.11.2015 dalla Procura Generale della Repubblica di Torino, dovendo scontare la pena di  5 anni  e mesi 7 di reclusione per reati concernenti la violazione della legge sugli stupefacenti.

Rao è stato arrestato nel pomeriggio del 2 dicembre, ora locale, a Santa Cruz de la Sierra (Bolivia) dove aveva trovato rifugio presso una abitazione signorile poco lontana dal centro città.
All’atto dell’arresto era in possesso di un passaporto italiano contraffatto, intestato ad un cittadino italiano nato in Argentina che ne aveva denunciato lo smarrimento.
Il latitante in quel paese aveva trovato rifugio tramite la moglie di un pregiudicato Boliviano con il quale aveva condiviso un periodo di carcerazione in Italia.
L’intervento tempestivo della Polizia Italiana ha evitato che il latitante si sottraesse al provvedimento di arresto in quanto è stato trovato in possesso di un biglietto aereo per Madrid prenotato per il 15 dicembre con il nome falso.

Dalmasso, latitante dal 2015, è stato arrestato il 14 settembre scorso in Brasile e precisamente a Pindoretama, località costiera nei pressi della città di Fortaleza. Si era reso latitante dopo essere stato scarcerato ed affidato ad una comunità di recupero in questo capoluogo.

Entrambi i latitanti erano stati coimputati in una operazione antidroga condotta nel 2012 dalla Squadra Mobile di Torino denominata “Rewind” che aveva consentito di disarticolare un sodalizio criminoso dedito all’importazione di ingenti quantitativi di cocaina. In quell’indagine Rao era il tramite tra i trafficanti brasiliani e quelli italiani. Tra i soggetti arrestati nell’ambito di quella operazione figuravano anche personaggi di spicco appartenenti alla ‘ndrangheta radicata in Piemonte.

Dopo la scarcerazione per quell’operazione Rao si era reso responsabile anche di violenza sessuale ai danni di una minore di origine romena costringendola con la forza ad assumere cocaina.

Le indagini per la cattura dei due latitanti, coordinate dalla Procura Generale della Repubblica di Torino, hanno consentito anche di individuare la rete di fiancheggiatori che, dalla provincia di Torino, hanno favorito il latitante Rao nel mettere in atto la fuga pochi giorni prima che venisse emesso il provvedimento di carcerazione dalla Corte di Cassazione.
In particolare sono stati indagati per favoreggiamento 3 persone (due donne ed un uomo tutti abitanti tra i comuni di Rivalta e Piossasco della cintura torinese) che, oltre ai congiunti, hanno con le loro azioni non solo eluso le investigazioni tese al suo rintraccio ma lo hanno di fatto accompagnato in Spagna da dove poi si è diretto in Bolivia. Durante la sua permanenza in quello Stato gli hanno, inoltre, procurato ed inviato il denaro necessario al suo sostentamento.