Pick up si scontra contro auto, che si ribalta sulla carreggiata: ferita una donna. È successo nella mattinata di oggi all’altezza del viadotto di Pont Canavese, sulla statale 460 del Gran Paradiso. A scontrarsi sono stati un pick-up Nissan e una Peugeot 107, che si è ribaltata sulla carreggiata dopo l’impatto.
La conducente della piccola city car è stata soccorsa dai sanitari del 118 Azienda Zero e trasportata in ambulanza all’ospedale di Ivrea: le sue condizioni non sono gravi.
Presenti anche i vigili del fuoco dei distaccamenti di Ivrea e Castellamonte, insieme ai carabinieri di Agliè, per i rilievi necessari a ricostruire la dinamica dell’incidente. Si sono registrati disagi al traffico: il tratto di statale è stato regolato con senso unico alternato fino alla rimozione dei veicoli.
VI.G
Rubrica settimanale a cura di Magda Jasmine Pettinà 

Poche righe per la morte a 95 anni del giudice Corrado Carnevale, presidente della prima sezione della Corte di Cassazione dove giunse a 55 anni, il più giovane in assoluto in Cassazione. Giorgio Bocca lo definì “ l’ammazzasentenze” perché bocciava sentenze fatte male che contenevano errori e carenze di motivazione. La Cassazione ha questo compito nell’annullare sentenze inadeguate e Carnevale lo ha svolto con diligenza e indipendenza , augurandosi inutilmente che la qualità delle sentenze migliorasse, come mi disse una volta. Aveva la schiena diritta e dopo l’assoluzione, già in pensione , pretese di recuperare gli anni perduti, ottenendo la reintegrazione nel grado e nella funzione. Fu un magistrato esemplare vincolato solo alla legge. Non si lasciò mai invischiare nella politica come capitò ad altri giudici anche di Cassazione. A lui accomuno almeno in parte un altro insigne magistrato, Filippo Mancuso, che fu ministro con Dini, dimissionato a forza per il suo spirito libero. In politica Mancuso commise errori, ma si ritirò a vita privata. Carnevale seppe invece essere coerente con sè stesso e venne odiato perché mise in evidenza i limiti inaccettabili dei magistrati dalla condanna facile, ma caratterizzati da un incompetenza tecnico – giuridica disarmante che Carnevale non esitò a censurare. Oggi balzano fuori nella loro ignoranza e malafede anche i giornalisti che lo crocifessero.