ilTorinese

Artissima allestisce “Fondamenta”, 200 opere in vendita

Fondamenta è un progetto di Artissima nato dal lavoro di una fiera in progress, che accoglie l’invito a sperimentare nuove modalità di incontro e comunicazione per reagire alle trasformazioni del presente.

Non é una viewing-room, non è un tour virtuale, non è una mostra. È un progetto collettivo firmato dai curatori di Artissima 2020 e realizzato con le gallerie e per le gallerie, che sono le fondamentali fondamentadella fiera, cuore e fulcro del mercato dell’arte contemporanea.

Fondamenta sarà allestita fino al 5 luglio 2020. Circa 200 opere in vendita, una per galleria, sono presentate su muri portanti virtuali. Ogni muro corrisponde ad una sezione e vi si può accedere cliccando sui bottoni qui sotto. In ogni sezione, attraverso il filtro per prezzo, per artista e la ricerca libera, si potrà navigare fra le opere e per ogni curiosità contattare direttamente la galleria.

https://www.artissima.art/fondamenta/

Gare truccate e corruzione nelle ASL piemontesi: decine di perquisizioni, una ventina gli indagati

Operazione “Molosso”: cinque le società coinvolte.  “Turbativa d’asta e corruzione”.

Queste le ipotesi di reato che ha visto nelle scorse ore la Guardia di Finanza di Torino perquisire una trentina di obiettivi tra ospedali, ASL, aziende e abitazioni private. Interrotto, di fatto, un “malcostume” diffuso, fatto di gare d’appalto truccate e di ipotesi di corruzione all’interno della sanità piemontese.

Le indagini, condotte dai Finanzieri del Gruppo Torino e coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno portato al sequestro di molto materiale e copiosa documentazione a Torino e nelle province di Alessandria e Novara.

Gravi, secondo gli inquirenti, le ipotesi di reato a carico degli indagati con conseguenti danni patrimoniali ed economici all’intero Servizio sanitario nazionale, a vantaggio, in particolare, di un’azienda torinese e di una multinazionale veneta leader nel settore della fornitura di prodotti ed apparecchiature mediche.

Nel corso dell’operazione i Finanzieri hanno anche sequestrato in via preventiva conti correnti riconducibili a tangenti ricevute da parte di uno degli indagati di Torino

Nel mirino della Procura e degli uomini del 1° Nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza torinese, anche alcune gare d’appalto sospette che potrebbero essere state preventivamente ed appositamente stilate per favorire la società multinazionale oggetto di indagine la quale, ad avvenuta aggiudicazione, avrebbe potuto beneficiare di milioni di euro per la fornitura di camici e divise per medici ed infermieri Piemontesi.

All’ospedale di Alessandria le indagini avrebbero portato ad individuare la corruzione di un coordinatore infermieristico membro della commissione per la gara d’appalto attenzionata per la fornitura di prodotti ed apparecchiature mediche chemioterapiche, favorendo una specifica società.

L’operazione, denominata “Molosso”, vede attualmente indagati, a vario titolo dall’Autorità Giudiziaria torinese 19 persone e 5 società.

L’Italia s’è già ridestata

“La bellezza salverà il mondo” afferma il principe Miškin nell’Idiota di Dostoevskij. “Questo mondo nel quale noi viviamo ha bisogno di bellezza per non cadere nella disperazione. La bellezza, come la verità, mette la gioia nel cuore degli uomini ed è un frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione” aveva scritto Giovanni Paolo II nella Lettera agli artisti.

 

E sono proprio di qualche giorno fa due iniziative del Ministero degli Esteri italiano rilanciate dall’ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Pietro Sebastiani, nel suo saluto per il 2 giugno, diffuso oggi dalla rappresentanza italiana. Un e-book, dal titolo “Le Piazze (In)visibili”, e un video con l’esecuzione in sincrono dell’inno nazionale da parte dell’orchestra e coro dell’Accademia Chigiana.

“Dopo questi mesi chiusi nelle nostre case – scrive Sebastiani – credo che abbiamo ancor più compreso quanto siano importanti gli spazi umani e la bellezza, che davvero infonde gioia nel cuore degli uomini, che oltrepassa le generazioni e le unisce (…) le nostre piazze vuote sono divenute all’improvviso spazi aperti da ammirare, con prospettive dimenticate, nella piena bellezza delle loro linee architettoniche e urbanistiche”.

“Nel nostro straordinario Paese – aggiunge l’ambasciatore – sappiamo che le città nei secoli sono state costruite come un’opera d’arte. Negli edifici di culto come in quelli civili si sono cercate, con tenacia e maestria, appunto la bellezza e la perfezione. Non a caso in queste belle città, circondate da stupende opere d’arte, si è sviluppata e arricchita la nostra civiltà, con i suoi diritti e con le sue libertà”.

 

E l’altra sera, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel saluto che ha rivolto, dopo l’esecuzione dell’inno nazionale, all’inizio del “Concerto dedicato alle vittime del coronavirus”, nel 74° anniversario della Festa nazionale della Repubblica, nei Giardini del Quirinale ha detto: “Il 2 giugno, domani, si celebra l’anniversario della nascita della nostra Repubblica. Lo faremo in una atmosfera in cui proviamo nello stesso tempo sentimenti di incertezza e motivi di speranza. Stretti tra il dolore per la tragedia che improvvisamente ci è toccato vivere e la volontà di un nuovo inizio”.

 

Ma a Colli al Metauro (Pesaro Urbino) il 28 maggio si era già ripartiti con questo spirito, e precisamente da Bargni, borgo perla di Serrungarina, in territori che Leonardo da Vinci e Piero della Francesca osservavano e riproducevano nei loro capolavori.

 

Ci ha pensato bene Roberta Arduini del quartetto Oasi di Pesaro a partorire già in maggio con la scelta di  parole e brani musicali opportuni questi sentimenti in un’opera inedita da lei scritta e concepita per la rinascita, che dà piacere ai sensi e attrae per la sua bellezza.

In questo spettacolo l’autrice interpreta con intensità  Madre Terra, dopo l’inno nazionale eseguito dai tre maestri, la pianista Franca Moschini, il violinista Paride Battistoni e il violoncellista Colombo Silviotti, che hanno poi continuato ad eseguire con la maestria di sempre che li distingue anche i brani musicali successivi, ben scelti dall’autrice come  sottofondo dei suoi testi.

 

“Il Soffio della Nuova Vita” è il titolo dell’opera andata in onda su Fano Tv, nell’iniziativa televisiva “Colli al Metauro riparte dalla bellezza”, per mettere in evidenza la bellezza e la cultura dei luoghi della provincia di Pesaro Urbino, ben visibili in immagini suggestive, che fanno bella mostra di sé nel video registrato trasmesso in prima serata da Fano Tv e poi replicato più volte. Ricordiamo che lo spettacolo è stato visibile in tutta Italia in diretta streaming e in tv nelle Marche.

 

“E poi rinasci! Rinasci con la forza di quel fiore, di quel piccolo ciuffo d’erba che cresce attraverso quella minuscola fessura nel cemento, come un eroe! E fa in modo che sotto la tua mascherina,  ci sia il tuo sorriso più raggiante, il tuo grazie di essere nato nel luogo più bello del mondo: la tua  meravigliosa signora Italia. Che ti ha aspettato. Con la sua rispettosa ed eterna eleganza. Nel silenzio delle sue strade vuote.  Ha ripreso respiro, la grazia che merita, il nostro rispetto. E si è fatta ancor più bella in questa primavera che molti di Voi non rivedranno più ! La sua eterna bellezza, ti darà la forza per rialzarti. Ti consolerà con i suoi colori, i suoi profumi, i suoi scorci che ti seducono da sempre,  con la loro storia fatta  di artisti, artigiani, scienziati, medici, navigatori, esploratori. Umili persone, che hanno offerto la loro vita e hanno combattuto con un’ unica arma: l’Amore. Lo stesso Amore che vuole ricucire il tessuto di questa società. Rovesciando i potenti dai troni e sollevando gli umili. Lo stesso Amore che ti urla, di non perdere mai il Senso della Vita. Che riconosci negli occhi degli anziani e di tutte quelle vite sacrificate  in cambio della tua salvezza. E che hai il dovere, di trasmettere ai tuoi figli” – questa non è che solo una parte del testo, di cui vi abbiamo voluto dare un assaggio, dell’opera in cui Madre Terra (Roberta Arduini) ci parla accorata.

 

Spettacolo unico del suo genere per cui grande merito va dato all’autrice Roberta Arduini ispirata nei testi e nella scelta delle musiche e ai maestri musicisti che le hanno eseguite all’aperto, con la sonorità a rischio per la giornata ventosa.

 

A questa iniziativa, faranno seguito altre iniziative del genere, perché di bellezza ce n’è tanta in Italia e si spera che l’autrice Roberta Arduini, (in foto) riesca a portare in giro per l’Italia il suo emozionante e salutare connubio di testi e musiche, ben quarta sua opera prodotta.

 

Il 2 giugno 2020, quindi “l’Italia s’è desta”, o meglio s’è ridesta con la voglia di tornare a vivere e godere riscoprendo con luce nuova il suo molteplice e variegato patrimonio artistico e culturale, respirando “Il Soffio della Nuova Vita”.

Vito Piepoli

 

Lavoratori ex Embraco, Cirio: “Il Governo smetta di promettere”

Il Presidente della Regione, Alberto Cirio: «Ne va della credibilità delle istituzioni e noi, come abbiamo già fatto in passato, siamo pronti ad alzare la voce accanto ai lavoratori, se sarà necessario». L’Assessore regionale al Lavoro: «Ho chiesto un incontro urgente al Mise. Il Governo smetta di promettere e si impegni in progetti concreti, per tutelare i lavoratori, mettendoci nelle condizioni di realizzare le nostre politiche industriali, con politiche tese al rilancio dell’automotive».

Occorre agire in fretta per tutelare i 407 lavoratori della Ventures di Riva di Chieri e le loro famiglie che da tempo si sentono presi in giro dai vari governi che si sono succeduti negli ultimi anni. Per questo la Regione, insieme ai rappresentanti dei Comuni del territorio, ha chiesto ieri un incontro al Mise per parlare però di fatti concreti, come la proposta di lavorare affinché, a Riva di Chieri, possa essere immaginabile l’insediamento di una fabbrica di batterie elettriche per auto, che fa parte del grande progetto di rilancio dell’automotive piemontese.
«Gli ultimi mesi non hanno sicuramente aiutato – ha spiegato il Presidente della Regione, Alberto Cirio – , ma l’Embraco era un caso già prima dell’emergenza Covid e questa situazione non è più accettabile – ha sottolineato ancora Cirio -. Ne va della credibilità delle istituzioni e noi, come abbiamo già fatto in passato, siamo pronti ad alzare la voce accanto ai lavoratori se sarà necessario».

L’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino, ha prima incontrato una delegazione dei lavoratori Ventures in piazza Castello e poi i loro rappresentanti sindacali in Sala Giunta del Palazzo della Regione per fare il punto della situazione.

Fim, Fiom e Uilm di Torino hanno manifestato estrema preoccupazione per la volontà di Whirlpool – espressa nell’ultimo incontro – di «bloccare» i circa 9 milioni restanti dal fondo di reindustrializzazione, intraprendendo una battaglia legale con gli avvocati di Ventures.

L’obiettivo comune, visto il persistere del blocco totale della produttività dello stabilimento, è quello di lavorare per la proroga della Cassa integrazione. Ma non per «allungare l’agonia», bensì per guadagnare ulteriore tempo per individuare progetti, investitori e soluzioni in grado di far partire un progetto serio e arrivare a una nuova soluzione capace di «camminare con le proprie gambe» e che possa davvero garantire un futuro allo stabilimento chierese.

«Non promettiamo nulla – ha chiarito Chiorino – ma abbiamo tante idee e vorremmo lavorare a concretizzarle con un supporto serio concreto e convinto anche da parte del Governo che deve metterci nelle condizioni di rendere sempre più attrattivo il nostro territorio, riconsiderando, oltre ad erogare bonus per biciclette e monopattini una seria politica di rilancio dell’automotive, valutando anche nuove politiche di eco incentivi e rottamazione che farebbe bene ai lavoratori piemontesi e italiani, anche per quanto riguarda tutto il comparto dell’indotto, ad oggi in grave difficoltà. Una fabbrica di batterie per auto elettriche, quindi, potrebbe fare la differenza non solo per l’ex Embraco, ma per tutto il Piemonte, creando un polo logistico nodale, rilanciando l’automotive e rendendo il territorio nuovamente attrattivo». «Noi ci crediamo – ha concluso Chiorino – come dimostrano i 10 milioni messi sul piatto per l’Academy automotive, le nostre idee e tutti gli strumenti formativi a nostra disposizione. Ora ci aspettiamo la medesima attenzione e il medesimo impegno da parte del Governo».

Spiega Vito Benevento della segreteria Uilm Torino: «E’ positivo che, dopo una lunga pausa, il tavolo ex Embraco si sia riaperto con una proposta da parte della Regione Piemonte. Il progetto dovrà essere sviluppato e valutato con attenzione con l’obiettivo di salvaguardare tutti i posti di lavoro. Un epilogo negativo lascerebbe un pesante strascico sociale e industriale per il nostro territorio. Dopo tutte le iniziative di questi ultimi tre anni, sarebbe inaccettabile vanificare lo sforzo dei lavoratori che, con grande tenacia e senso di responsabilità, hanno difeso la loro fabbrica insieme al sindacato».

Aggiunge Arcangelo Montemarano, responsabile ex Embraco per la Fim di Torino: «Bene che la Regione Piemonte abbia idee e sia propositiva, ma urge che il Mise ci convochi con estrema urgenza per verificare le proposte emerse oggi e la loro fattibilità. E’ soprattutto importante che il Mise costringa la Whirlpool a finanziare nuovi progetti di reindustrializzazione utilizzando quello che rimane del fondo Escrov».

Conclude Ugo Bolognesi, responsabile ex Embraco per la Fiom di Torino: «Oggi abbiamo di nuovo rotto il silenzio che ormai da due mesi avvolge la vertenza Ventures Whirlpool Embraco. Il Governo non può aspettare passivamente mentre Ventures e Whirpool, con i rispettivi legali, si accusano a vicenda del disastro industriale provocato, mentre le lavoratrici e i lavoratori sopravvivono con la cassa integrazione, aspettando che gli vengano pagati gli stipendi arretrati e non hanno alcuna serenità su quello che accadrà nel momento in cui finiranno gli ammortizzatori sociali. Ieri abbiamo parlato con la Sindaca della Città di Torino Chiara Appendino e l’assessore Alberto Sacco, si sono resi disponibili a sostenere le ragioni dei lavoratori. Oggi in Regione abbiamo incontrato l’assessore Elena Chiorino e, in video collegamento da Novara, il governatore Alberto Cirio, ed erano presenti Sindaci e Assessori di Comuni interessati. E’ quindi tutto il Territorio che sta chiedendo al Governo di intervenire, e tutto il Territorio farà delle proposte perché si diano risposte concrete, di lavoro vero, alle 407 famiglie coinvolte. Proposte serie e praticabili di politica industriale, che sono ancora più urgenti oggi dopo la crisi generata con la pandemia, nella nostra Città, nella nostra Regione e sono fondamentali per il nostro Paese. Le nostre iniziative continueranno».

Gli studenti torinesi vincitori del Progetto di Storia contemporanea

Quarantacinque studenti di Torino e provincia tra i 125 vincitori nella 39° edizione. Parteciperanno ai viaggi studio nei luoghi della memoria quando le condizioni generali lo consentiranno


Si è conclusa la 39° edizione del Progetto di storia contemporanea, indetto dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale.

Gli studenti premiati sono 125, appartenenti a 22 Istituti scolastici e a 3 Centri di formazione delle province piemontesi, sulla base di una graduatoria redatta dalla Commissione di valutazione, composta da membri degli Istituti storici della Resistenza piemontesi.

Quarantacinque studenti di sette istituti superiori di torino e provincia risultano tra i vincitori.  Dieci sono dell’IIS “Bodoni Paravia” di Torino ( con due gruppi coordinai dalle prof. Simona Scintu e Cristina Filippelli) e altrettanti sono del Liceo “Volta” di Torino ( con entrambi i gruppi coordinati dal prof. Luca Vincenzo Sorella). Gli altri gruppi da cinque studenti vincitori sono dell’IIS “Majorana” ( coordinatrice la prof. Alessandra Celati), l’IIS “Curie-Levi” di Collegno (prof. Augusto Cosentino), l’IIS “Natta” di Rivoli (prof.ssa Ester Scaglia), Liceo “Gramsci” di Ivrea ( prof. Dario Romeo) e l’ISS “Bosso Monti” di Torino (coordinatrice la prof. Federica Viscusi).

Le scuole secondarie e gli enti di formazione professionale partecipanti al concorso sono stati 54, con un totale di 950 studenti suddivisi in 190 gruppi da 5 componenti ciascuno. Si è registrato un lieve aumento degli iscritti (+ 4,2%) rispetto alla precedente edizione.

Le valutazioni espresse dalla Commissione di storici hanno evidenziato la qualità e l’originalità dei lavori proposti che, anche in questa edizione, si sono concentrati su tre temi di ricerca: lo sport e la storia del ‘900 (traccia scelta dal 40,2% dei partecipanti); la caduta del Muro di Berlino 30 anni dopo (preferita dal 57% degli studenti); I 50 anni della Regione Piemonte (indicata dal 2,8 % dei giovani).

Il Piemonte, oltre a essere stata la prima regione d’Italia a stabilire, con un’apposita e specifica legge – quarantaquattro anni fa, nel 1976 –  l’istituzione di un Comitato per la difesa e l’affermazione dei valori della Resistenza e della Costituzione, è stata anche tra le prime realtà a promuovere progetti di studio sulla storia contemporanea, coinvolgendo – a partire dal 1981-  decine di migliaia di studenti medi piemontesi e organizzando centinaia di viaggi nei luoghi della memoria.  Per il momento gli studenti vincitori, accompagnati dai loro docenti, non potranno partecipare ai viaggi studio che avrebbero dovuto svolgersi entro la fine di questo anno scolastico. Le ragioni sono a tutti ben note, motivate dall’attuale emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del virus Covid-19 e dai conseguenti provvedimenti di distanziamento sociale e di restrizione della libera circolazione, adottati dalle autorità nazionali e regionali, ai quali si affianca la chiusura delle scuole.

Il Consiglio regionale, consapevole dell’importanza dei viaggi nei luoghi della memoria storica per l’indubbio rilievo di esperienze collettive, condivise, importanti sotto il profilo dei valori educativi e didattici – hanno dichiarato il Presidente del Consiglio Stefano Allasia e il Vice Presidente Mauro Salizzoni – si impegna a individuare e riproporre i viaggi studio appena le condizioni generali lo consentiranno, riservandosi forme alternative di premialità qualora ciò non fosse possibile entro tempi ragionevoli”. Agli studenti vincitori delle attuali classi quinte che concluderanno quest’anno con l’esame di maturità il proprio ciclo di studi superiori, considerata la maggiore età, verrà proposta, in via preferenziale, la possibilità di partecipare, a titolo individuale, ai prossimi viaggi studio che verranno organizzati prevedendo, nel caso di indisponibilità o impedimento, l’attribuzione di un premio alternativo.

Mtr

Chi vi sarebbe piaciuto incontrare a Torino?

Torino, bellezza, magia e mistero.
Torino città magica per definizione, malinconica e misteriosa, cosa nasconde dietro le fitte nebbie che si alzano dal fiume? Spiriti e fantasmi si aggirano per le vie, complici della notte e del plenilunio, malvagi satanassi si occultano sotto terra, là dove il rumore degli scarichi fognari può celare i fracassi degli inferi. Cara Torino, città di millimetrici equilibri, se si presta attenzione, si può udire il doppio battito dei tuoi due cuori.

Articolo 1: Torino geograficamente magica
Articolo 2: Le mitiche origini di Augusta Taurinorum
Articolo 3: I segreti della Gran Madre
Articolo 4: La meridiana che non segna l’ora
Articolo 5: Alla ricerca delle Grotte Alchemiche
Articolo 6: Dove si trova ël Barabiciu?
Articolo 7: Chi vi sarebbe piaciuto incontrare a Torino?
Articolo 8: Gli enigmi di Gustavo Roll
Articolo 9: Osservati da più dimensioni: spiriti e guardiani di soglia
Articolo 10: Torino dei miracoli

Articolo 7 – Chi vi sarebbe piaciuto incontrare a Torino?

Molti personaggi particolari si sono aggirati per le strade di Torino nel corso del tempo, alcuni famosi, altri conosciuti solo nei quartieri in cui abitavano, altri ancora avrebbero preferito non essere ricordati da nessuno.

Una delle figure più discusse e celebri che visitò la magica città augustea fu Nostradamus, il cui vero nome era Michel de Notre Dame (1503-1566). Egli fu astrologo, farmacista e scrittore, si interessò moltissimo anche di medicina, è a lui che viene addirittura attribuita l’invenzione della “pillola rossa”, con la quale si pensava di poter curare la peste, ma in realtà era solamente un concentrato di vitamina C, estratta da sostanze vegetali. Verso il 1550 egli iniziò a dedicarsi all’occultismo e nello stesso anno scrisse il suo primo “Almanacco”; in seguito decise di stilare 1000 quartine nelle quali erano contenute premonizioni destinate a tutta l’umanità.  Lo stesso Nostradamus cita Torino nella sesta quartina della prima Centuria: “L’occhio di Ravenna sarà escluso, quando ai suoi piedi le ali cadranno, i due Bresse avranno costituito Torino, Verseil che francesi calpesteranno.” Cosa significhino questi versi non ci è dato saperlo, ma intanto possiamo vantarci di aver colpito l’animo del più famoso tra gli esoteristi, tanto da indurlo a redigere una profezia proprio sulla nostra città. A documentare il passaggio dello studioso per le strade di Torino è la cosiddetta lapide di Domus Morozzo, che recita: “NOTRE DAMUS A LOGE ICI ON IL II A LE PARADIS LENFER LE PURGATOIRE IE MA PELLE LA VICTOIRE QUI ME MEPRISE OVRA LA RUINE HNTIERE”, (Nostradamus ha alloggiato qui, dov’è il Paradiso, l’Inferno, il Purgatorio. Io mi chiamo la Vittoria, chi mi onora avrà la gloria, chi mi disprezza avrà la completa rovina). Si trattò di un soggiorno breve di cui non conosciamo la motivazione. Assai dubbie le notizie sulla stessa lapide (forse una scrittura in codice), di cui si dice resti una foto del 1922.
Un’altra persona che si poteva incontrare per le nostre strade, non di tale celebrità, ma ben nota ai torinesi era Enrietta Naum, una donna poco appariscente e poco istruita, nata nel 1846, che abitava in via Cappel Verde 6. Non si sa nulla della sua infanzia né della sua adolescenza, ma passò alla storia come l’unica esorcista donna riconosciuta dalle autorità politiche e religiose. E poi c’è sempre chi ama gettare malelingue e infatti, se per alcuni era una santa, per altri era una “masca”, esperta di rimedi e conoscitrice di erbe magiche.

Il caso più eclatante che la vide protagonista avvenne nel 1914, quando compì un esorcismo a favore di Giuseppe Brossa, di soli quattordici anni. Pare che il caso fosse davvero grave, poiché il ragazzo compiva scelleratezze contro le cose e contro gli animali e proferiva parole indicibili. Così Giovanni fu portato a casa di Enrietta, la quale, mentre pronunciava formule in latino, mise sul fuoco un pentolino con dell’acqua e delle erbe. Ed ecco che Giovanni iniziò a comportarsi in modo animalesco, allora l’anziana donna lo afferrò per i capelli e guardandolo negli occhi intimò al diavolo di abbandonare il corpo del ragazzo e precipitarsi nell’acqua bollente. Pare che il pentolino e Giovanni caddero insieme, uno a terra e l’altro nelle braci del focolare, il pavimento tremò e il giovane rinvenne, finalmente guarito. La donna era sempre disponibile ad aiutare i bisognosi, ma il cuore grande delle sue vicine di casa risposero a tanta gentilezza con un solerte invito a cambiare abitazione. Enrietta si spostò in via Porta Palatina, e lì continuò ad accogliere chi le chiedeva aiuto. Quando morì, la Gazzetta del Popolo la ricordò così: “La pia donna aveva dedicato la sua vita al bene spirituale degli altri, liberando coloro che si erano trovati in preda di forze maligne o di “fatture” praticate da nemici senza scrupoli”. Enrietta fu l’ultima esorcista donna, e non solo a Torino.

Noto ai torinesi, ma decisamente non amato, fu invece Pietro Pantoni. Egli abitava in via Bonelli 2, ed era il boia della città. Il suo percorso di vita era segnato fin dall’adolescenza, poiché quello era il mestiere di famiglia. Nel 1831 Pietro ricevette, da Urbano Rattazzi, la patente di Ministro di Giustizia torinese. L’uomo rimase in attività per più di trent’anni, giustiziando 127 persone, fino al 13 aprile 1864, anno in cui si tolse il celebre e sinistro mantello rosso: la forca avrebbe di lì in avanti lasciato il passo alla fucilazione. Pietro non ebbe vita facile, poiché la figura del boia, ovviamente, era denigrata da tutti. La moglie di Pietro Pantoni soffrì in modo particolare questa situazione, tanto che quasi non usciva di casa. Una storia antica ci riporta al XV secolo, quando il duca Amedeo VIII di Savoia era dovuto intervenire per riportare l’ordine tra i fornai della città di Torino, che si rifiutavano di vendere il pane al boia. Il duca li obbligò a farlo, pena il diventare clienti dello stesso esecutore. Ma i fornai, astuti, escogitarono un modo per manifestare comunque il loro disprezzo e iniziarono a porgere alla moglie del boia di turno il pane al contrario. Il Duca intervenne di nuovo: nacque il pancarrè, un pane uguale dai due lati, per non far torto a nessuno.  Nonostante tutto, le monete pagate dalle consorti dei boia torinesi continuarono ad essere gettate in una ciotola di aceto dai fornai, per essere “ripulite” dalla loro efferata origine. Curioso era anche il metodo con cui il boia veniva pagato dopo un’esecuzione. Il responsabile firmava il foglio di pagamento indossando i guanti, per non aver nulla a che fare con quel denaro. Dopodiché buttava il foglio per terra, dove un addetto lo prendeva con delle pinze e lo gettava al boia, che aspettava nella tromba delle scale o sotto la finestra.

L’esecutore di giustizia torinese aveva anche piccoli privilegi: un banco riservato nella Chiesa di Sant’Agostino e il diritto ad essere sepolto sotto il campanile di quella stessa Chiesa.
Torniamo a Pietro Pantoni, la cui storia, oltre alle palesi difficoltà dovute ai giudizi delle persone, ci testimonia anche un’altra realtà, l’eterna presenza di coloro che tentano di arricchirsi sulle disgrazie altrui, come testimonia il tariffario ufficiale per le esecuzioni che prevedeva un compenso di 16 lire per un rogo, 21 lire per un’impiccagione e addirittura 36 lire per uno squartamento. Un altro personaggio che avremmo potuto incontrare per le vie della città è colui che nel 1846 celebrò proprio il matrimonio di Pietro Pantoni, si tratta di Giuseppe Cafasso, conosciuto ai più come “il prete della forca”, poiché per anni era stato a fianco dei condannati anche nell’ultimo tragitto, quello verso il patibolo.  Il lungo iter della morte incominciava la sera prima dell’esecuzione, quando Cafasso, il condannato e il boia si riunivano per pregare. Durante l’incontro, il boia chiedeva perdono al condannato per ciò che avrebbe dovuto compiere il giorno successivo. All’alba, dal confortatorio del carcere, il condannato saliva sul carro che lo avrebbe condotto al patibolo, scortato dai membri incappucciati della Confraternita della Misericordia, che recitavano il Miserere, e che cercavano di mitigare la sofferenza del poveruomo, visti anche i ripetuti oltraggi della folla; il boia saliva sul carretto con il morituro. Davanti agli occhi del condannato, al cui collo veniva messa una corda precedentemente benedetta, veniva posto un grosso crocifisso dotato di alette laterali, così che lo sfortunato vedesse il patibolo soltanto all’ultimo momento. Questo crocifisso è conservato ancora oggi nella Chiesa della Misericordia a Torino. Torino ha ospitato personaggi di ogni genere, celebri, inquietanti, misteriosi, magnanimi; la varietà delle persone che hanno attraversato le sue strade sono lo specchio della complessità della città stessa, metà “bianca” e metà “nera”, un po’ storia, un po’ leggenda.

Alessia Cagnotto

Tokyo, Olimpiadi “semplificate”

Il governo giapponese vuole una semplificazione delle Olimpiadi di Tokyo, in programma nell’estate del 2021

L’obiettivo è contenere i rischi  dei contagi di coronavirus e salvaguardare la salute di atleti e  pubblico. Tra le modifiche  al vaglio degli organizzatori, la possibilità di ridurre il numero degli spettatori e un accorciamento della durata della cerimonia di apertura e di chiusura dei giochi olimpici e paralimpici. Potrebbero essere adottati accertamenti medici per gli atleti e  l’intero staff al seguito e gli spettatori, oltre a limitazioni alle uscite  dal villaggio olimpico.

Mondovì, riapre il museo della ceramica

Ingresso gratuito il 6 e 7 giugno, prorogata fino al 6 settembre la mostra “Antonio Marras: memorie dal sottosuolo…”

Il Museo della Ceramica di Mondovì riaprirà il prossimo 6 giugno, sabato 6 e domenica 7 giugno ingresso gratuito. Gli orari e i giorni di apertura rimarranno gli stessi di sempre: venerdì e sabato ore 15-18, domenica ore 10-18. A partire dal 15 giugno l’orario sarà prolungato fino alle ore 19. Nel Museo sono state effettuate tutte le procedure di sanificazione e il personale in loco segue le disposizioni dei protocolli per la tutela anti contagio da Covid19. Il Museo è visitabile indossando la mascherina, è consigliata la prenotazione al numero 0174 330 358 – int.1 o via mail all’indirizzo turistico@comune.mondovi.cn.it.

É stata prorogata fino al 6 settembre 2020 la mostra di Antonio Marras “Antonio Marras: memorie dal sottosuolo…”, a cura di Francesca Alfano Miglietti. Inaugurata a dicembre 2019, vede in mostra una serie di opere site specific – sculture, installazioni e ambientazioni, disseminate lungo tutto il primo piano del Museo – che restituiscono il clima dell’omonimo romanzo di Dostoevskij. Le opere sono nate direttamente dalle stanze del Museo della Ceramica di Mondovì, dai sottoscala e dai depositi che conservano forme e stampi, dai frammenti di progetti, dai fogli degli archivi, dai laboratori, dagli incontri fatti nella zona e sono state realizzate nell’UP (Unità Produttiva) del Museo.

Continua intanto il concorso “L’altra mascherina”, omaggio all’impegno del personale sanitario nella lotta al Coronavirus e a chi ha assistito le persone che si sono ammalate. Il concorso è aperto a tutti coloro che hanno voglia di scoprire e cimentarsi con la decorazione ceramica. I partecipanti dovranno immaginare un decoro a mascherina, disegnarlo e mandare una foto del disegno alla email museodellaceramicamondovi@gmail.com entro il 30 giugno. La giuria, composta dagli artisti del Collettivo Il Bastione San Maurizio, individuerà il vincitore che sarà reso noto il 10 luglio. L’autore del disegno vincerà un corso ceramico di 6 ore di pittura tradizionale su ceramica, tenuto dalla manifattura monregalese Besio 1842, durante il quale il disegno vincitore sarà trasferito su un piatto.

Il concorso “L’altra mascherina” rientra tra le iniziative del decennale del Museo della Ceramica di Mondovì, tutte le informazioni e le modalità di partecipazione sono disponibili sulla pagina Facebook del museo, @MuseoCeramicaMondovì. Gli hashtag delle celebrazioni per il decennale sono #DECIMOMUC #MOMUC10 #INFORMEMOMUC.

Petrarulo porta in commissione le “scale immobili”

Riceviamo e pubblichiamo / Venerdì 5 giugno  in commissione consiliare congiunta  verrà finalmente trattato, dopo un’attesa di mesi, un importante argomento  che il Capogruppo Petrarulo del Gruppo Consiliare Lista Civica Sicurezza e Legalità aveva sollevato con la mozione mecc. 2020 00657/002 avente ad oggetto “SCALE IMMOBILI: MA NON DOVREBBERO ESSERE MOBILI?”presentata in data 13 febbraio 2020.
Con questa mozione il Capogruppo Petrarulo chiede che il Consiglio Comunale impegni la Sindaca e la Giunta ad intervenire con urgenza per risanare la condizione delle scale mobili della metropolitana di Torino laddove questa sia danneggiata: ai tempi del deposito della mozione risultavano inagibili undici di esse. Chiede inoltre che si verifichi il contratto di assistenza e manutenzione e propone di considerare l’idea di cercare sponsorizzazioni da parte di aziende private che potrebbero godere dei benefici della pubblicità derivante  dal posizionamento dei banner sulle arcate trasparenti delle coperture e nel contempo la Città si vedrebbe sgravate dei costi da sostenere.

Emergenza climatica: in piazza le 10 proposte di Fridays for Future

Rivolte all’amministrazione comunale di Torino e della Città metropolitana. “Non torniamo alla normalità, perché la normalità è il problema”.

Riceviamo e pubblichiamo

Chi            La Rete Ambiente e Clima Torino è composta dai Fridays for Future Torino e da Associazioni e Movimenti attivi da tempo sui temi dell’ambiente e del clima.

Cosa         Da circa un anno la Rete Ambiente e Clima Torino ha portato avanti un percorso di dialogo e confronto che è culminato con una proposta politica che si intende ora presentare all’amministrazione comunale di Torino e alla Città metropolitana (in allegato il documento completo). Le proposte saranno presentate durante una conferenza stampa che si terrà all’aperto, all’interno del flash mob dei Fridays for Future Torino “Fase 3: Ritorno al futuro”, nella Giornata Mondiale per l’Ambiente.

Invitiamo giornalist* e amministrator* ad essere presenti. Per ragioni di sicurezza sanitaria la cittadinanza non è invitata a partecipare di persona, ma si potrà seguire l’evento in streaming tramite la diretta facebook dalla pagina di Rete Clima: https://www.facebook.com/ReteClimaTorino/.

Dove         Piazza Palazzo di Città – Torino

Quando    VENERDI 5 GIUGNO – Giornata Mondiale per l’Ambiente – ORE 15.30

Perchè      La necessità di fare fronte comune è nata dall’urgenza legata alla crisi climatica e dalla grave situazione sanitaria ed ambientale in cui si trova Torino per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico. Torino è, infatti, la città italiana più inquinata dell’ultimo decennio (1086 giorni di sforamento dei limiti delle polveri sottili). Nel 2019 è stata la peggiore in Italia con gravi conseguenze per la salute della popolazione (circa 900 morti premature l’anno). A gennaio 2020, poche settimane prima che l’OMS dichiarasse la pandemia, si era già raggiunto il livello di allarme viola – dopo l’arancione e il rosso – per l’inquinamento da polveri sottili.

Ora a tutto questo si aggiunge un’altra emergenza, quella del coronavirus, fortemente connessa alle questioni ambientali e alla sostenibilità. Sino ad oggi in Italia contiamo circa 33.000 morti da coronavirus. Tuttavia ogni anno l’inquinamento atmosferico è responsabile di circa 60.000 morti premature nel nostro Paese, 8,2 milioni nel mondo. L’aria che si è respirata in questi ultimi 2 mesi a Torino ci dimostra che si può vivere anche senza smog, non perché costretti dalla quarantena, ma modificando la nostra società e le nostre abitudini. Il Comune di Torino il 1° luglio 2019 ha dichiarato l’emergenza climatica e chiediamo ora che vi dia seguito concreto e immediato per tutelare la salute di tutti e tutte.

 

I PROMOTORI (RETE AMBIENTE E CLIMA TORINO)

ACMOS

Associazione Eufemia

CIFA Onlus

Circolo per la Decrescita Felice di Torino

Comitato Provinciale Acqua Pubblica Torino

Associazione per la Decrescita

Ecopolis

Fridays For Future

greenTO

Greenpeace Gruppo Locale di Torino

ISDE – Medici per l’Ambiente

Il Tuo Parco

Legambiente Metropolitano APS

Pro Natura Torino

Rifiuti Zero Piemonte

LE ASSOCIAZIONI ADERENTI

Associazione Robe dell’Altro Mondo – Chieri

E.R.A. Ambiente – Sede Provinciale di Chieri

Centro Studi Sereno Regis di Torino

EcòPOLI

Humana medicina

IF_Iniziativa Femminista

Medicina Democratica Movimento di Lotta per la Salute, sezione Piemonte

Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Torino

ProtectourhomeTorino

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