ilTorinese

Il rispetto per gli altri, la propria cultura e la natura. La base per la ripresa post Covid 19

Ho letto, pochi giorni fa, nel regolamento relativo al funzionamento di una piscina di un circolo privato, che riaprirà i battenti il 6 giugno prossimo, l’elenco delle nuove normative da rispettare che ne regoleranno l’uso e, sinceramente, mi è venuto un poco da sorridere.

Frequentare una piscina in tempi di post Covid mi pare un’impresa abbastanza simile ad un percorso di guerra,  non tanto per l’uso responsabile che si deve fare del termoscanner all’ingresso, di gel disinfettante e mascherine, all’interno, quanto per la preannunciata presenza di assistenti bagnanti “autorizzati a far rispettare le regole” e, chissà, magari a fare qualche multa ai frequentatori indisciplinati.

L’ombrellone ed i lettini messi a disposizione, viene preannunciato,  saranno posizionati con un distanziamento pari a 3 metri e mezzo l’uno dall’altro. Pur essendo abbastanza digiuna di matematica, deduco, però, che tra i singoli lettini sotto lo stesso ombrellone non sarà presente una grande distanza. In ognuno di questi ultimi potrà essere alloggiato un unico nucleo familiare o una persona singola.

E qui mi nascono i primi dubbi…Chiederanno forse all’ingresso i documenti delle tre persone al massimo che potranno occupare l’ombrellone per verificarne l’appartenenza al nucleo familiare, visto che, a naso, il custode all’entrata non conosce proprio tutti i soci del circolo ( e magari è ignaro dell’ingresso di due ex fidanzati da poco freschi di nozze)….?

E qui colgo, personalmente, tutta la miopia di un simile provvedimento. In tempi di lockdown chi ha subito il maggior peso psicologico di un momento prolungato di isolamento è stato proprio colui che il circolo definisce ‘persona singola’, un peso sia dal punto di vista emotivo sia sotto il profilo economico. Alla categoria dei single aggiungerei, forse ancor più, quellae degli anziani che vivono da soli e dei genitori separati che, in settimane scandite a colpi di decreti governativi ( i temibili DPCM), incontravano spesso difficoltà a vedere i propri figli.

Mi domando allora se suddetto circolo, come probabilmente anche altri a Torino ed in altre città, considerino due persone che convivono sotto lo stesso tetto, ma non legate da un vincolo giuridico, quali appartenenti ad un medesimo nucleo familiare? Credo di sì, anche se la loro unione affettiva non è sancita da un patto davanti al sindaco o alla Chiesa ( probabilmente li considerano tali in virtù della comunione di domicilio). Ma due fidanzati, che si amino e si rispettino, magari in teoria pure di più, di una ipotetica coppia di conviventi, ma che sono, per esempio, domiciliati uno a Torino ed uno a Milano, per ragioni pregresse ed anche lavorative, non potranno prendere il sole sotto lo stesso ombrellone?

Questi provvedimenti così formulati individuano una miopia che, a tratti, mi spaventa, perché mi fa percepire l’incapacità di avere una visione globale d’insieme che, già nei mesi antecedenti di  emergenza da Covid 19, purtroppo non era certo relegata ai soli regolamenti di un circolo privato, ma ha che ha tristemente coinvolto chi ci governa e ci avrebbe dovuto traghettare con timone fermo attraverso la tempesta.

Pensando ad un circolo affollato, mi sarebbero venuti in mente ingressi in un certo modo scaglionati per ridurre l’afflusso dei soci e distribuirlo sui diversi giorni della settimana.  E la miopia proswgue pensando che possano bastare i cosiddetti assistenti bagnanti per tenere a bada nugoli di ragazzini che, già in tempi passati, come è tipico e naturale dell’età che stanno vivendo, si possono muovere, correre e tuffarsi in piscina, incuranti delle distanze interpersonali di sicurezza.

Proprio ieri ho visto in tv un servizio che ho ritenuto emblematico, che ritraeva una classe di bambini cinesi al loro rientro a scuola, dopo il prolungato lockdown di mesi dovuto alla pandemia. Qui insegnanti e dirigenti scolastici non hanno avuto bisogno di applicare nessuna regola o accorgimento al limite del surrealismo, quali i vetri di plexiglas (che dovrebbero entrare a far parte integrante delle aule scolastiche italiane dal prossimo settembre), perché i bambini,  con indosso tutti  la visiera (quando seduti nei banchi) e con mascherina durante le attività di gruppo (come la lettura), sono loro, per educazione e disciplina, abituati a seguire le indicazioni impartite dagli adulti. Hanno imparato molto bene a rispettare il distanziamento e si sono facilmente abituati a seguire percorsi differenziati per circolare all’interno dell’istituto scolastico. Gli insegnanti intervistati apparivano sereni e soddisfatti, e spiegavano che l’unica disciplina scolastica che era stata eliminata dopo il rientro post lockdown era stato il canto, perché poteva essere possibile fonte di contagio per le goccioline.

Oggi nella fase di ripresa post lockdown, secondo me, in Italia stiamo pagando la mancanza di disciplina e di rispetto delle regole, che faciliterebbe certo l’ottimizzazione nell’uso degli strumenti a favore della riorganizzazione e ripresa della normalità, da quella circoscritta ad un circolo sportivo cittadino a quella dei centri turistici montani o balneari, che si stanno attrezzando ad accogliere quei turisti che, quest’estate, rimarranno in Italia, fino alla macroripresa, che dovrebbe coinvolgere le diverse categorie e tipologie di imprese economiche, a livello nazionale.

Le regole devono rimanere l’architrave di una società, pur nel rispetto del dialogo e della libera espressione delle proprie idee perché, senza quest’ultima, non può esistere alcuna vera democrazia. Le regole, in fondo, altro non sono che le “radici dell’albero” della nostra convivenza,  e le istituzioni rappresentano gli strumenti indispensabili che utilizziamo per coordinare ed organizzare i comportamenti sociali e per rendere più efficace il loro concorrere al benessere collettivo.

In una società come quella contemporanea, sempre più individualista e meno solidale, pare ormai sempre più diffuso il costume di ricercare il proprio benessere a scapito di quello del prossimo; dovremmo allora, proprio noi adulti, trarre esempio, dai piccini che sono ritornati a scuola in quei Paesi orientali. Nel loro bagaglio di educazione scolastica sono capisaldi il rispetto per la propria cultura, per gli anziani e la ricerca di una condotta buona ed equilibrata; i genitori costituiscono un modello insostituibile per i bambini. E soprattutto risulta fondamentale il rispetto per gli altri, inteso nella vasta accezione di persone, animali e natura. Sarebbe veramente giunto il momento  che anche nelle nostre società occidentali si anteponesse questo valore ad ogni particolarismo, individualismo ed egoismo, per poter ripartire insieme nell’era post Covid.

Mara Martellotta

Riparte il campionato dei soldi. Poco calcio, tanto business

E così, dopo mille discussioni e altrettante polemiche, il campionato di calcio di serie A ripartirà sabato 20 giugno alle 18,30 con Torino-Parma, primo di quattro recuperi, ai quali seguiranno, il 22, 23 e 24 giugno le altre gare dell’ottava giornata di ritorno.

È pur vero che gli appassionati hanno dovuto rinunciare, in questo periodo di lockdown, a seguire le partite delle loro squadre del cuore. Un sacrificio minore se confrontato con le innumerevoli limitazioni alla libertà individuale alle quali siamo stati tutti sottoposti. Ma è altrettanto vero che molti non ne hanno fatto una tragedia, avendo ben altri problemi da affrontare e da cercare di risolvere…

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Riparte il campionato dei soldi. Poco calcio, tanto business

Le sardine floreali lanciano Torino Capitale. La gauche caviar rivuole la città

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Di Augusto Grandi / Le sardine non nuotano più. Il distanziamento sociale le ha trasformate in “fiori”, almeno a Torino. Dove la definizione botanica viene utilizzata per indicare i gruppi di lavoro del nuovo soggetto politico della sinistra bobo, la gauche caviar collinare e crocettina che ha dato vita al contenitore “Capitale Torino” destinato, entro fine anno, a trasformarsi in una “nuova forza politica” o ad “occupare una lista civica già esistente”.

Magari per piazzare Mauro Berruto, ex allenatore di pallavolo approdato alla Scuola Holden.

Non è chiaro se per “capitale” intendano la città o i loro soldi da difendere ed incrementare attraverso l’attività politica…

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Le sardine floreali lanciano Capitale Torino. La gauche caviar rivuole la città

Confagricoltura: “positivo l’impegno della Regione per l’agriturismo”

È avviato a soluzione il problema della mancata erogazione del contributo a fondo perduto per le aziende agrituristiche che esercitano l’attività di ristorazione che sono rimaste bloccate durante il lockdown dei mesi scorsi.

Nel corso di un incontro che si è svolto nel palazzo della Giunta regionale a Torino, presente per Confagricoltura Piemonte  il segretario regionale di Agriturist Paolo Bertolotto, il governatore Alberto Cirio, l’assessore al turismo Vittoria Poggio e l’assessore all’agricoltura Marco Protopapa, hanno confermato l’impegno dell’amministrazione per superare le difficoltà tecniche e burocratiche che hanno finora impedito la concessione del contributo.

Le aziende agrituristiche piemontesi che effettuano ristorazione – precisa Confagricoltura – sono all’incirca un migliaio, mentre in totale le attività, comprese quelle che si dedicano anche all’ accoglienza con pernottamento, sono poco meno di 1300.

Grazie alla conferma dell’impegno della Regione, che abbiamo sollecitato con spirito costruttivo nelle scorse settimane – commenta Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – si sono poste le basi per giungere a una soluzione positiva della vertenza che dovrebbe far sì che entro l’estate, ci auguriamo, tutte le aziende agrituristiche che effettuano ristorazione possano ottenere il bonus previsto dal Riparti-Piemonte. È un sostegno che apprezziamo, non soltanto sotto il profilo economico, ma anche dal punto di vista dell’attenzione che la Regione dimostra verso un comparto importante che contribuisce in modo rilevante allo sviluppo dell’agricoltura, turismo e dell’economia del territorio”.

+Europa: “Bene il Pd, ora si definisca programma e coalizione”

In vista delle elezioni comunali del 2021, da sempre chiediamo chiarezza da parte del PD, pretendiamo chiarezza e nettezza sul rifiuto di alleanze con il Movimento 5 Stelle finalizzate alla ricandidatura di Chiara Appendino, ma anche della ricerca di altre soluzioni di alleanza con i pentastellati torinesi, veri protagonisti anche in questa realtà del declino e dell’immobilismo.

La posizione espressa dal segretario cittadino Carretta e dal segretario regionale Furia, dopo l’incontro con i parlamentari e consiglieri regionali del loro partito, è un primo passo importante e che viene visto con favore da + Europa Torino e Piemonte. Tale condizione è indispensabile per avviare un confronto politico teso a ridare alla città una coalizione e una guida che sia in forte discontinuità con l’immobilismo e le scelte sbagliate della amministrazione uscente, ma anche con gli errori e i limiti che in passato hanno consentito e determinato il successo della Appendino nel 2016.

La tragica crisi che vive Torino, la sua accelerazione post Covid19, che colpisce cittadini, famiglie, imprese e il mondo della cultura, segnala indicatori a livello economico, preoccupanti e richiede un forte cambiamento. Occorre un confronto tra le forze politiche liberali, democratiche, civiche e di sinistra, che individui priorità definite per riaccendere i motori dello sviluppo, per la ricerca di una nuova vocazione, di un ruolo essenziale dell’area metropolitana come contesto all’interno del quale individuare. Occorre un confronto con le rappresentanze del lavoro e delle imprese, con l’associazionismo e le realtà pubbliche e private della cultura.

Sono i primi passi per dare vita ad un nuovo PATTO POLITICO e SOCIALE per il futuro di Torino. + Europa, definito programma e coalizione, auspica il ricorso alle primarie di coalizione come strumento ideale per l’individuazione della candidatura a sindaco.

Marco Cavaletto, responsabile + Europa Torino

Alberto Nigra, portavoce + Europa Piemonte

Antiqua, “maratona” musicale fino a ottobre

Nonostante la situazione particolare venutasi a creare con l’emergenza sanitaria da coronavirus, l’Accademia del Ricercare, anche quest’anno, propone “Antiqua”, un eccezionale cartellone di concerti di musica antica che toccherà Torino e gran parte della sua provincia.

Causa Covid-19 e le conseguenti misure di distanziamento da adottare, i posti disponibili saranno limitati, pertanto l’ingresso ai concerti sarà possibile solo su prenotazione telefonando al numero 366 179 1447 oppure scrivendo a segreteria@accademiadelricercare.com. Sarà anche possibile seguire ANTIQUA 2020 in diretta streaming all’indirizzo: https://www.facebook.com/festivalantiqua/ .

Il cartellone si protrarrà fino al 4 ottobre ed è consultabile sul sito https://accademiadelricercare.com/ .
Le note di sala sono, come sempre, ad opera del Critico Musicale Giovanni Tasso.
In tutti i concerti di “ANTIQUA2020” si applicherà il protocollo di prevenzione anti Covid-19 stabilito dalle autorità per l’accesso alle chiese. Sono previste la sanificazione dei luoghi di culto prima e dopo i concerti, la rilevazione della temperatura corporea all’ingresso, l’obbligatorietà della mascherina per tutta la durata del concerto. Nel caso in cui uno spettatore ne fosse sprovvisto, l’organizzazione fornirà gratuitamente la mascherina. All’ingresso ogni spettatore sarà invitato ad utilizzare il gel igienizzante e ad occupare il posto segnalato, secondo i criteri del distanziamento sociale, così come previsto per le funzioni religiose. Al termine del concerto il pubblico sarà invitato ad uscire ordinatamente evitando gli assembramenti. Dice il direttore dell’Accademia del Ricercare Pietro Busca: “Il 21 giugno, solstizio d’estate, l’Accademia del Ricercare inaugurerà la 25esima edizione di Antiqua, con due settimane di ritardo rispetto al cartellone concepito alla fine del 2019. Si tratta di un risultato che ci rende tutti felici e pieni di riconoscenza nei confronti di quanti, dai funzionari degli enti territoriali e delle fondazioni bancarie ai numerosi appassionati che ci hanno scritto in questi giorni difficilissimi, ci hanno dato fiducia e ci hanno fatto percepire quanto mancasse loro la musica, la nostra musica, e l’importanza che ha per molti il nostro impegno a proporre concerti di alto livello con artisti e ensemble di primo piano. Per rendere assolutamente sicura la fruizione di tutti i concerti, lo staff dell’Accademia del Ricercare seguirà alla lettera tutte le prescrizioni richieste dal Governo e dall’Amministrazione regionale, fornendo le mascherine a chi ne fosse sprovvisto, collocando all’ingresso i dispenser per l’igienizzazione delle mani, garantendo scrupolosamente il distanziamento interpersonale e provvedendo a igienizzare tutte le sedi di concerto, per una doverosa cura nei confronti di quanti ci seguono da anni. Il Covid-19 ha colpito tutti duramente e nessuno di noi potrà mai dimenticare tutta la sofferenza e l’angoscia che abbiamo provato. Per questo, oggi più che mai, vi invitiamo a venire ai nostri concerti, per sentirci più vicini, più fratelli e ricordare con affetto i nostri cari che ci hanno lasciato, facendoci come sempre conquistare da quell’indicibile miracolo che è la musica barocca”.

Ecco i primi appuntamenti.

L’edizione 2020 partirà il 21 giugno, alle 21,15, a Settimo Torinese, presso la Chiesa di San Vincenzo di via Milano, 59 e sarà proprio l’Accademia del Ricercare a inaugurare la stagione con La Cantata Italiana nel 600’ “Alessandro Stradella – Esule dalle Sfere – Chi resiste al Dio Bendato”.

Il 24 giugno, a Torino, presso la Chiesa della Misericordia, in Via Giuseppe Barbaroux, 41, la Cappella Viscontea proporrà “Da Bach a Bach”.

Il 26 giugno la rassegna raggiungerà Romano Canavese dove, presso l’imponente Chiesa dei Santi Pietro e Solutore di piazza Ruggia, gli Ensemble “I Luoghi dello Spirito” e “Ensemble Symposium” proporranno “A due cori”.

Il 28 giugno, a Castagneto Po, nella Chiesa di San Genesio, in via Avv. Francesco Viano, 9, l’Ensemble “Tripla Cadenza” presenterà “Verso il Classicismo…”

Anche quest’anno l’Accademia del Ricercare organizzerà, dal 27 luglio al 2 agosto, i Corsi Internazionali di Musica Antica a Romano Canavese. Masterclass e laboratori coinvolgeranno, come di consueto, giovani talenti provenienti da tutto il mondo e culmineranno con i concerti di fine corso tra fine luglio e inizio agosto.

Nel corso degli anni, la rassegna ha consentito al pubblico della provincia di Torino (e non solo) di riscoprire sia i capolavori di autori universalmente famosi come Antonio Vivaldi e Johann Sebastian Bach, sia gemme virtualmente sconosciute di autori meno noti.
Per l’“edizione d’argento” di Antiqua verrà confermato, nella sostanza, il format degli anni precedenti, con concerti che, oltre alla formazione di casa dell’Accademia del Ricercare, vedranno protagonisti alcuni degli ensemble di strumenti originali più quotati d’Italia, con un azzeccato mix tra gruppi ormai affermati ed ensemble più giovani, ma già autorevolmente entrati nel panorama concertistico internazionale.
Anche quest’anno grande attenzione nei confronti degli ensemble europei, con il concerto del Coro de Cámera de Granada e dell’Ensemble Aziz Samsaoui, che rievocheranno in chiave musicale la prima circumnavigazione del globo terrestre da parte di Magellano avvenuta esattamente cinque secoli fa.
Eclettico l’excursus del repertorio antico, con un paio di gradite eccezioni alla regola, rappresentate dall’omaggio a Ludwig van Beethoven, nel 250° anniversario della nascita, che chiuderà la manifestazione, e dal concerto interamente dedicato a Turlough O’Carolan, arpista e compositore irlandese che molti continuano ad associare alla tradizione popolare del suo Paese, ma che, in realtà, scrisse anche parecchie opere nel più puro stile di Corelli e Vivaldi.

Ecco il calendario di Antiqua 2020:
www.accademiadelricercare.com
Tutti i concerti avranno inizio alle ore 21,15
Ad eccezione del 5 luglio ore 18,00 e 2 agosto ore 20,00

21 giugno – Settimo To. – Chiesa di S. Vincenzo
Accademia del Ricercare
La Cantata Italiana nel 600’
Alessandro Stradella
Esule dalle Sfere
Chi resiste al Dio Bendato

24 Giugno – Torino – Chiesa della Misericordia
Cappella Viscontea
“da Bach a Bach”

26 Giugno – Romano C.se – Chiesa dei Santi Pietro e Solutore
Ensemble i Luoghi dello Spirito
Ensemble Symposium
“A due cori”

28 giugno – Castagneto Po – Chiesa di S. Genesio
Ensemble: Tripla Cadenza
“Verso il Classicismo…”

3 Luglio – Castellamonte – Castello
Alio modo
“Carolan e i suoni del Barocco Irlandese”

5 Luglio – Candia C.se – Chiesa di S. Stefano ore 18,00
I Solisti dell’Accademia
“Tra Lipsia, Halle e Amburgo”

10 Luglio – Settimo T.se – Chiesa di S. Vincenzo
Accademia del Ricercare
“Le radici della musica strumentale tra Inghilterra e Germania”
W. Byrd, W. Brade, Johan Rosenmüller

27 Luglio – Romano C.se – Chiesa dei Santi Pietro e Solutore
Concerto dei docenti dei Corsi Internazionali

31 luglio – Romano C.se – Chiesa di S. Marta
Concerto degli studenti del corso Internazionale

2 Agosto – Romano C.se – Chiesa dei Santi Pietro e Solutore ore 20,00
Concerti finali dei Corsi Internazionali

3 Settembre – Romano C.se – Chiesa di S. Marta
Lo Scrigno di Orfeo
Adriano Banchieri
Trattenimenti da Villa a 5 voci concertati nel Chitarrone

14 Settembre – S. Mauro T.se – Teatro Gobetti
Accademia Del Ricercare
I Concerti di Dresda
“Concerto per molti Istrumenti”
Vivaldi – Heinichen

17 Settembre – S. Raffaele – Chiesa di S. Raffaele Arcangelo
IL Coro da Camera di Granada
Aziz Samsaoui Ensemble Medioevale
“Esperienze Musicali del primo viaggio in torno alla terra”

25 Settembre – Casalborgone – Chiesa di S. Maria Maddalena
Voxonus- Accademia del Ricercare
Arcangelo Corelli (1653 – 1713)
Concertos transpos’d for Flute Opera VI

2 Ottobre – Chieri – Collegiata S. Maria della Scala (Duomo)
Accademia del Ricercare – Corale Universitaria
Antonio Vivaldi
Gloria – Magnificat
Per soli coro e orchestra

4 Ottobre – S. Raffaele – Chiesa di S. Raffaele
Quintetto di fiati con strumenti originali
L. van Beethoven
nel 250° anniversario dalla nascita
Quintetto in mi bemolle maggiore op.16
W. A. Mozart
QuintettoK452 in Mi bemolle

Causa Covid-19 e le conseguenti misure di distanziamento da adottare, i posti disponibili
saranno limitati, pertanto l’ingresso ai concerti sarà possibile solo su prenotazione
366 179 1447 – segreteria@accademiadelricercare.com

Sarà anche possibile seguire ANTIQUA 2020 in diretta streaming
https://www.facebook.com/festivalantiqua/

 

ANTIQUA 2020
21 GIUGNO – 4 OTTOBRE

Tutti i concerti avranno inizio alle 21,15
Ad eccezione del 5 luglio, ore 18, e 2 agosto, ore 20,
e saranno ad ingresso gratuito.

Causa Covid-19 e le conseguenti misure di distanziamento da adottare, i posti disponibili saranno limitati, pertanto l’ingresso ai concerti sarà possibile solo su prenotazione (366 179 1447 – segreteria@accademiadelricercare.com)

Sarà anche possibile seguire ANTIQUA 2020 in diretta streaming

https://www.facebook.com/festivalantiqua/

 

Finito il lockdown stalker ricomincia a molestare la vittima

Le persecuzioni erano iniziate nell’autunno scorso e da allora era stato un crescendo che aveva trovato l’unico momento di tregua durante il lockdown dei mesi scorsi.

Dall’ottobre scorso, un italiano di 43 anni, inizia a recarsi in un negozio del centro città rivolgendo le sue attenzioni verso una ragazza che lavora nell’esercizio. Dopo un po’ di tempo, all’incirca a dicembre, il quarantatreenne entra in negozio con più frequenza, quasi una volta al giorno. A volte fa acquisti ma più spesso cerca sola di parlare con la ragazza e in sua assenza chiede di lei ai suoi colleghi. La situazione, però, peggiora: spesso l’uomo bivacca difronte al negozio cercando di attirare l’attenzione della giovane, fatto che le provoca uno stato di agitazione.

L’ultimo giorno del 2019, lo stalker le fa consegnare un mazzo di fiori, qualche giorno dopo è la volta di un biglietto di auguri accompagnato da un cioccolatino. L’uomo si fa incalzante: va in negozio, dice alla giovane che vuole parlare con lei, l’aspetta quando esce dal lavoro, conosce anche il suo nome. La vittima gli chiede di essere lasciata in pace. A nulla serve la sua richiesta, l’uomo continua nei suoi comportamenti persecutori che provocano sempre più ansia nella giovane che non lavora più con serenità, temendo di incontrarlo una volta fuori dal negozio. In una circostanza, il reo arriva a minacciare anche un amico che era in compagnia della vittima. Il giorno della festa della donna le invia ancheun mazzo di mimose.

Il lockdown e la chiusura degli esercizi fanno sì che i comportamenti persecutori non si compiano. Il primo giorno di riapertura, però, lo stalker si presenta puntualmente stazionando tutta la giornata dinanzi all’ingresso del negozio. A fine turno la ragazza va a prendere l’autobus, l’uomo la segue e le borbotta delle frasi. Il giorno successivo il quarantatreenne si posiziona di nuovo nei pressi del negozio e fissa la vittima minacciosamente. La donna contatta il 112 NUE ma quando le forze dell’ordine arrivano lo stalker si è già allontanato.

Nei giorni successivi, il quarantatreenne ricompare; diventa sempre più minaccioso e in una circostanza mentre la vittima è seduta in un dehor le lancia contro un mazzo di fiori e se ne va. Giovedì scorso, l’uomo si approccia nuovamente in modo molesto alla ragazza, la quale chiama la polizia. Intervengono gli agenti del commissariato Centro che arrestano lo stalker per atti persecutori. Una volta in auto, l’arrestato continua a minacciare la vittima battendo i pugni sul finestrino della volante. L’uomo, con diversi precedenti a carico, proseguirà poi nel suo atteggiamento aggressivo indirizzandolo verso i poliziotti, fatto che gli varrà anche la denuncia per violenza o minaccia a P.U.  

 

Locatelli: “oscena l’euforia del Pd per la bocciatura dell’acqua pubblica”

“A dir poco oscena l’euforia del Pd per la bocciatura della trasformazione di Smat (l’azienda metropolitana delle acque di Torino) da spa a azienda speciale consortile” dichiara Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino. Una trasformazione che avrebbe riportato la gestione dell’acqua in mano pubblica.

La maggioranza dei sindaci dell’area metropolitana, sia del Pd che di centrodestra, in barba al pronunciamento referendario dei cittadini del 2011 per una gestione dell’acqua totalmente pubblica, ha infatti deciso che la gestione e la fornitura dell’acqua deve rimanere nelle mani di un’azienda di natura privatistica. “Una decisione scandalosa continua Locatelli – che considera l’acqua non più bene comune, elemento vitale, diritto intangibile ma bene da sottoporre alle leggi di mercato, con cui fare profitti. All’indomani di una crisi sanitaria che ha detto ancora una volta di quanto sia importante difendere la sanità pubblica e i beni comuni la maggioranza dei sindaci facenti riferimento al centrodestra e la centrosinistra non ha trovato di meglio che dire no all’acqua pubblica. Dopo i disastri combinati dai processi di liberalizzazione e di privatizzazione dei beni pubblici  non c’è da parte nostra nessuna intenzione di fermarci. Ieri abbiamo manifestato per l’acqua pubblica in contemporanea con l’assemblea di Smat. In ogni caso, più che mai, la battaglia per la difesa dei beni comuni continua”.

“Gilè”

PAROLE ROSSE di Roberto Placido / Per molto tempo è stato un capo di abbigliamento maschile molto elegante da mettere sotto la giacca. Tutti ricordiamo vecchie foto di famiglia con nonni e antenati lontani in posa e con in vista il gilè dal quale fuoriusciva l’immancabile catenella, per i più abbienti d’oro, alla quale era collegato il relativo orologio

Molti lo chiamavano, con un termine più nostrano, panciotto, in realtà, consultando la Treccani, deriva dal francese gilet, e questo dallo spagnolo jileco, che a sua volta dal turco yelek. L’abbiamo poi rivisto come indumento quasi fondamentale in tutti i film western anche se il gilè a cui idealmente sono affezionato di più è quello raffigurato nel famoso quadro-icona, di Pellizza da Volpedo, il “Quarto Stato”.

Con il passare del tempo è diventato sempre meno un capo di abbigliamento elegante, per uomo e anche per donna, e sempre più un indumento “casual” per andare in moto, a cavallo o, per rispettare le norme del codice della strada, da tenere in auto ed indossare in caso di sosta d’emergenza o di un incidente. Pensavamo che con l’utilizzo automobilistico o come indumento degli addetti ai lavori autostradali, i famosi “lavori in corso”, avesse esaurito il suo utilizzo ed invece, dimostrando una vitalità e versatilità inaspettata, negli ultimi anni è riapparso  prepotente ed è proprio il caso di dire “tirato per la giacchetta” un po’ di qua ed un po’ di là. Iniziarono, sembra la notte dei tempi ma sono passati solo alcuni anni, le “ronde padane” inventate dall’allora Lega Nord, ricordo al proposito un esilarante video del Trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo. Poi sono arrivati, travolgenti, i francesi “Gilet Jaunes” (gilet gialli) con la loro carica di protesta ma anche di devastazione. Senza quasi interruzione, arriviamo ai nostrani gilè arancioni. Sul nuovo ed ultimo fenomeno protestatario vale la pena fare un piccolo approfondimento.

Alla testa di essi c’è un personaggio singolare che definire pittoresco è riduttivo e potrebbe rivelarsi, in una fase così difficile per il nostro paese, foriera di seri problemi. Mai sottovalutare o sbeffeggiare l’avversario, anche quello più improbabile e sgangherato. Male fanno tanti più o meno autorevoli commentatori a definirlo, parafrasando un famoso spot pubblicitario di un noto aperitivo il “cretino biondo” oppure accostare la sua divisa d’ordinanza ad una delle fantasmagoriche e variopinte giacche colorate del “celeste” al secolo l’ex e pregiudicato presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Mi riferisco al generale in congedo, pensione, Antonio Pappalardo. Ho specificato in pensione in quanto al nostro neo “masaniello” per non averlo specificato durante una pubblica manifestazione nel 2018 gli è costato un anno di sospensione dal grado di generale dei carabinieri da parte dell’allora ministro della Difesa Elisabetta Trenta (M 5 Stelle). Così avvenne, straordinario paese il nostro, che un ministro che in seguito userà un sontuoso alloggio pubblico senza averne più titolo ad affitto quasi simbolico, sanzionò un generale che non specificava di essere in pensione.

Questa non è l’unica “perla” del nostro generale. Nel 1992 ricevette un avviso di garanzia per avere diffamato il Comandante Generale dei Carabinieri Antonio Viesti e la successiva condanna, poi ridotta e successivamente annullata, gli costò la perdita della nomina a sottosegretario alla Finanze nel Governo Ciampi. Stabilì quasi un record, dal 6 al 24 maggio del 1992, meno del “Re di maggio”. E poi nel 2017 rinvio a giudizio per vilipendio del Capo dello Stato Sergio Mattarella, del quale ne chiedeva l’arresto per alto tradimento. Ed ancora richiesta di arresto dell’intero governo e di tutti i parlamentari. Per ultimo, il 31 maggio 2020, l’accusa di assembramento e mancato utilizzo dei dispositivi sanitari, mascherine, nella famosa manifestazione romana dei gilè arancioni.

Non meno controversa ed ondivaga è stata la carriera politica, iniziata nel 1992 eletto alla Camera dei Deputati con il PSDI (partito socialdemocratico italiano) di Franco Nicolazzi e la breve esperienza di Governo, descritta prima, nell’ultimo governo della Prima Repubblica. Nel 1993 si candida, con un neo movimento, a Sindaco di Pomezia (Roma) ottenendo, non capiterà più, un lusinghiero 13% e l’elezione a consigliere comunale. Inizia una cavalcata tutt’altro che travolgente di candidature tutte segnate da miseri risultati. Lascia il gruppo socialdemocratico alla Camera e passa al Gruppo Misto. Sempre nel 1993 si candida, con Solidarietà Democratica a Sindaco di Roma contro Francesco Rutelli ottenendo lo 0,55% dei voti. Passa con il Patto di Mario Segni dal quale va via perché non ricandidato. Anno nuovo, il 1994, nuova candidatura, alle europee con Alleanza Nazionale e nuova bocciatura.

Il primo decennio del nuovo millennio è contrassegnato dall’ennesimo movimento, Popolari Europei, che si colloca a destra della Casa delle Libertà. Si candida alle comunali di Roma ottenendo uno striminzito 0,15%. Sempre nel 2001 alle elezioni politiche si candida al Senato con Lega Azione Meridionale e poi alle regionali siciliane nella lista Biancofiore di “vasa vasa” (bacia bacia) Salvatore Cuffaro. Nel 2007 un ritorno di fiamma con il PSDI, Direzione Nazionale, ed ennesima candidatura nel MpA (Movimento per l’Autonomia) di Raffaele Lombardo. Tutte candidature fallimentari. L’ultima gli permette però di fare una comparsata di un anno nel C.d.A. (consiglio di amministrazione) dello Stretto di Messina S.p.A.

Arriviamo così a questi ultimi anni ed all’ennesima formazione politica, Movimento Liberazione Italia che fa riferimento al Movimento dei Forconi ed ai Gilet Arancioni nel 2019. Con questi ultimi si presenta alle regionali umbre ottenendo lo 0,13% e l’ennesima sonora bocciatura.

Nota di colore, per chiudere questo lungo elenco, la vena artistica letteraria fatta di romanzi, poesie, saggi, composizioni religiosi e rock. Che dire, un vero circo barnum.

La riflessione conclusiva, nella debolezza dei partiti, dei loro rappresentanti e nell’assenza di programmi e progetti, come possano esistere, prolificare ed essere eletti personaggi del genere. Sempre pronti a cavalcare il malessere, il malumore, la rabbia e la delusione di molti italiani. Per questo, nonostante le sonore e ripetute bocciature, che non vanno sottovalutati e presi sottogamba. Bisogna invece dare risposte durissime a questi elementi e movimenti dichiaratamente populisti se non violenti e sovversivi. Più che la variopinta carriera politica del generale in congedo Antonio Pappalardo mi ha lasciato esterrefatto come abbia potuto realizzare quella militare nell’Arma dei Carabinieri con incarichi importanti e delicati.

Superati i 20 mila guariti, 7 vittime e 10 nuovi contagi

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17

20.533 PAZIENTI GUARITI E 2419 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 20.533(+287 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 2158 (+14) Alessandria, 1135 (+43) Asti, 776 (+2) Biella, 2034 (+19) Cuneo, 1796 (+0) Novara, 10.704 (+199) Torino, 893 (+10) Vercelli, 899 (+0) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 138 (+0) provenienti da altre regioni.

Altri 2.419sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI SALGONO COMPLESSIVAMENTE A 3.941

Sono 7i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 0 al momento registrati nella giornata di oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora di 3.941 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 649 Alessandria, 238 Asti, 206 Biella, 388 Cuneo, 337 Novara, 1.741 Torino, 215 Vercelli, 127 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 40 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 30.855 (+10rispetto a ieri, di cui 3 in Rsa ) le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivise su base provinciale: 3.966 Alessandria, 1.857 Asti, 1039 Biella, 2.801 Cuneo, 2.723 Novara, 15.700 Torino, 1.309 Vercelli, 1.111 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 261 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 88 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 38(+1 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 659 (-25rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 3.265.

I tamponi diagnostici finora processati sono 343.354, di cui 190.324risultati negativi.