ilTorinese

Gli iconoclasti e gli oikofobi

Tutti parlano di iconoclasti. Termine improvvisamente entrato nel lessico comune, in questo strano Anno Zero della pandemia, il 2020 dell’era volgare, l’anno del virus sino ad oggi, e della quarantena…ora anche, però, della distruzione delle immagini… Perché proprio questo significa iconoclastia: distruzione delle icone. Ovvero delle immagini.

E fu un’eresia, bizantina. Una di quelle importanti. Sorta fra l’VIII e il IX secolo, in opposizione all’icondulia. Il culto delle icone. Tutt’ora fondamentale nelle Chiese Orientali. E che sino al Vaticano II ebbe un ruolo non secondario anche nella tradizione cattolica.

Gli iconoclasti le immagini le distruggevano. Considerandole forme di idolatria pagana. Consonando, in questo, con i musulmani. Tant’è che Dante, seguendo i padri orientali, considera Maometto il più grande scismatico di tutti i tempi. E quindi l’Islam una fattura del Cristianesimo… Ma questa è altra storia… E poi non mi va di finire sempre con il fare il professore…

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Anno Zero. Gli iconoclasti & gli oikofobi

 

Gli spettacoli del circo riprendono in streaming

#SpazioFLICstreaming dal 28 giugno al 19 luglio 2020

– Spettacoli e incontri trasmessi in diretta dallo Spazio FLIC di via Niccolò Paganini 0/200 a Torino
– Video realizzati nel periodo del lock-down e altri video girati in vari luoghi della Città di Torino
– Streaming in www.facebook.com/FLIC.Scuola.di.Circo | https://www.youtube.com/user/ScuolaFlic
Sito web con info di approfondimento sulla scuola > www.flicscuolacirco.it

La FLIC Scuola di Circo di Torino termina l’anomala stagione di spettacoli 2019/2020 con una rassegna trasmessa in dirette streaming che si sviluppa in otto appuntamenti con spettacoli e performance circensi degli allievi, contributi di artisti professionisti, incontri con esperti del settore, video-progetti realizzati nel periodo del lockdown e video realizzati in strade e piazze della Città di Torino, il tutto nel rispetto delle vigenti disposizioni governative.

In relazione alle nuove norme sugli spettacoli vigenti dal 15 giugno, la direzione sta valutando la possibilità di aprire gli eventi a un ristretto pubblico dal vivo.

Gli elaborati artistici degli allievi sono ideati e creati con il coordinamento del direttore artistico Stevie Boyd e con il supporto e la regia di qualificati registi esterni – Giorgio Bertolotti, Alessandro Maida, Flavio D’Andrea e Piergiorgio Milano – che doneranno al pubblico anche alcuni loro personali progetti artistici.
I video realizzati in varie location della città di Torino sono a cura di Francesco Giorda.

Coronavirus: 31 nuovi contagi, 6 vittime. Stabili le terapie intensive

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16:30

23.102 PAZIENTI GUARITI E 1738 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 23.102 (+ 208 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 2653 (+55) Alessandria, 1330 (+20) Asti, 804 (+2) Biella, 2204 (+12) Cuneo, 2069 (+50) Novara, 12.007 (+62) Torino, 962 (+4) Vercelli,922 (+3) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 151 (+0) provenienti da altre regioni.

Altri 1738 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI SALGONO COMPLESSIVAMENTE A 4032

Sono 6 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 1 al momento registrati nella giornata di oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è di 4032 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 664 Alessandria, 250 Asti, 208 Biella, 392 Cuneo, 353 Novara, 1.778 Torino, 217 Vercelli, 132 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 38 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 31.162 (+ 31 rispetto a ieri, di cui 26 asintomatici. Dei 26: 12 screening, 7 in RSA, 11 contatti di caso e 1 con indagine in corso) le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivisesu base provinciale: 4039 Alessandria, 1869 Asti, 1042 Biella, 2837 Cuneo, 2761 Novara, 15.825 Torino, 1.317 Vercelli, 1119 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 261 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 92 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 25 (invariato rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 397 (- 51 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 1868.

I tamponi diagnostici finora processati sono 380.395, di cui 209.940 risultati negativi.

Valle (Pd): “Al più presto i protocolli per le attività musicali”

“Ho interrogato l’Assessora alla Cultura Poggio per sapere quando la Regione Piemonte intenda consentire la ripresa delle attività musicali, coristiche e bandistiche, approvando i relativi protocolli di sicurezza per la ripartenza del settore” dichiara il Vicepresidente della Commissione Cultura del Consiglio regionale Daniele Valle (Pd).

“In Piemonte – spiega Daniele Valle – l’associazionismo musicale è molto diffuso e conta un numero rilevante di associati che, a causa della pandemia del Covid-19, hanno dovuto sospendere l’attività e riorganizzarsi attraverso modalità didattiche e esercitazioni a distanza che, tuttavia, rappresentano soltanto un’alternativa parziale e temporanea all’attività in presenza. E’ fondamentale, quindi, programmare, tempestivamente una ripartenza delle attività musicali, coristiche e bandistiche, prevedere idonee misure di sicurezza e mettere le Associazioni nelle condizioni di poterle attuare. Si deve, quindi, agire tempestivamente perché soltanto scrivendo fin da subito regole chiare si potrà consentire a questo settore di ripartire intorno al mese di settembre”.

“L’Assessora Poggio, nella sua risposta, ha affermato che le linee guida per le attività musicali riguarderanno la distanza interpersonale di 1,5 m, dispositivi per una corretta igiene degli strumenti, specifiche disposizioni per salire e scendere dal palco e un controllo delle distanze con il pubblico. E’, inoltre, stato specificato che le prove sono ammesse, rispettando le distanze interpersonali. Vigilerò affinché i protocolli vengano applicati al più presto e le associazioni possano prepararsi ad affrontare la prossima stagione” conclude Valle.

Gioca e… vinci una vacanza a Torino?

FRECCIATE  Paolo Tiramani, il creativo parlamentare leghista, è l’ideatore del progetto «Gioca e… vinci una vacanza in Valsesia»  e prevede un montepremi di oltre 50 mila euro, suddiviso in buoni da 500 euro. Il concorso sarà patrocinato da Vittorio Sgarbi. Chissà se anche Chiara Appendino avrà le stesse fantasie ludiche per Torino?

L’arciere

 

A Torino da oggi lo storico gelato al latte di Biraghi

L’azienda di Cavallermaggiore rende disponibile anche nel negozio di piazza San Carlo il suo gelato artigianale. Assessore Sacco: «La presenza dell’azienda a Torino è un segnale di fiducia nella città»

 

L’estate è alle porte e, con la città che poco per volta si riappropria dei suoi ritmi dopo i mesi di chiusura forzata, Biraghi, azienda cuneese del settore lattiero caseario, ha scelto di portare nel negozio di piazza San Carlo a Torino il suo storico gelato di latte. Fatto solamente con latte, panna e zucchero, non contiene emulsionanti, aromi e stabilizzanti ed è disponibile sia su coni sia in coppe da asporto in un unico formato. Il gelato è realizzato con il latte fresco che la Biraghi raccoglie quotidianamente direttamente dalle aziende agricole delle Provincie di Cuneo e di Torino.

 

Il gelato di Biraghi ha una storia di oltre settant’anni: a partire dagli anni Cinquanta inizia la distribuzione di un gelato al latte con una ricetta originale nello Spaccio Freschi dell’Azienda di Cavallermaggiore, ancora oggi meta di gite domenicali. Il gelato Biraghi all’epoca era una tappa obbligata per i torinesi che si recavano in vacanza in Liguria.

 

«Siamo felici di aver portato a Torino il nostro gelato di latte per far assaggiare ai torinesi e ai turisti la bontà del nostro latte con cui produciamo il Gran Biraghi e il Gorgonzola – dichiara Claudio Testa, Direttore Marketing e Strategie Commerciali –. In questo modo tanti torinesi potranno trovare sotto casa il gelato ricordo della loro infanzia».

 

Il negozio Biraghi di piazza San Carlo, inoltre, ha ricevuto oggi la visita dell’assessore al Commercio della Città di TorinoAlberto Sacco, che ha commentato: «La presenza di Biraghi a Torino, negli spazi di piazza San Carlo, ha segnato la rinascita di spazi importanti per la storia e la tradizione del commercio nella nostra città. L’investimento sostenuto dall’azienda rappresenta fiducia per il territorio urbano, e il lancio di un prodotto come lo storico gelato di latte è, oltre a un segnale che rinnova oggi la volontà di investire nel futuro della nostra città, una conferma della vitalità del commercio torinese, un comparto che vuole fortemente ricominciare a crescere».

Mascherine e gel igienizzante, la finanza scopre maxi truffa

Nove persone denunciate, coinvolti anche alcuni farmacisti del torinese. Sequestrati migliaia di dispositivi medici falsi; individuato il magazzino per lo stoccaggio e il confezionamento degli articoli. Decine di perquisizioni in tutta la Regione. Lo scambio della merce avveniva per strada.

È un primo bilancio di un’operazione della Guardia di Finanza di Torino che nelle scorse ore ha smantellato quella che sembra essere una vera e propria organizzazione truffaldina che, approfittando dell’emergenza causata dal COVID 19, avrebbe commercializzato in tutta la Regione, centinaia di prodotti medici e dispositivi di protezione di dubbia provenienza e sprovvisti di qualsivoglia certificazione a tutela del acquirente.

I Finanzieri della Compagnia di Caselle Torinese, che hanno condotto le indagini coordinati dalla Procura della Repubblica di Torino, hanno ricostruito l’intera vicenda.

Due le figure principali, entrambi imprenditori di origine cinese ed entrambi nulla hanno a che fare con il commercio di articoli medicali. Infatti, mentre uno è un impresario nel settore tessile a Torino, l’altro si occupa di lavori edili sempre nel capoluogo sabaudo.

Erano loro gli importatori di migliaia di mascherine chirurgiche, gel igienizzanti, kit covid test diagnostici, termometri digitali (di grande richiesta oggi) saturimetri, il tutto proveniente da aziende cinesi rientranti in una sorta di black list europea. Queste società, in sostanza, arrivano sino a falsificare i certificati di affidabilità dei prodotti, in alcuni casi appropriandosi in maniera illegale di loghi e denominazioni delle autorità deputate a certificare i prodotti.

Due italiani ed un cinese, invece, erano i grossisti; toccava a loro, una volta giunti in Italia gli articoli sanitari illegali, rivenderli ad aziende compiacenti sparse un po’ in tutta la regione. Ed è in questa fase dell’indagine che entrano in ballo i farmacisti infedeli coinvolti nella vicenda. Decine le farmacie perquisite dai Finanzieri, quattro, per ora, i medici farmacisti denunciati per la frode, per aver venduto ad ignari clienti centinaia di prodotti non certificati e di dubbia provenienza, coprendo il tutto dietro un alone di assoluta affidabilità e sicurezza propria della rivendita farmaceutica.

Grottesca, in alcuni casi, la sede della “negoziazione”, (a cui hanno assistito i finanzieri di Caselle) degli articoli medici tra un farmacista e uno degli importatori della merce: i due si incontrano in Via Lanzo a Torino, dove, dopo una veloce contrattazione, iniziano una sorta di trasbordo degli articoli da “bagaglio a bagaglio”, il tutto a bordo strada e senza alcun rispetto delle più basilari norme igienico sanitarie.

Importanti i numeri dell’operazione della Guardia di Finanza di Torino: oltre 120.000 gli articoli medicali illegali cautelati oltre al magazzino, sito nei pressi di Corso Regina Margherita a Torino, location dello stoccaggio e del confezionamento della merce. Sequestrati anche conti correnti riconducibili a 2 indagati. 9 le persone indagate per la frode in commercio.

San Giovanni “al cubo”: una festa diversa con Genova e Firenze

Il prossimo 24 giugno i festeggiamenti di San Giovanni, a causa delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria Covid-19, non saranno organizzati in modo tradizionale, come nelle passate edizioni, bensì come un vero e proprio palinsesto TV e digitale su scala nazionale.

Le celebrazioni dedicate al patrono, infatti, si triplicano coinvolgendo tre tra le più belle città d’Italia: Torino, Genova e Firenze.

Nel rispetto del distanziamento sociale e del divieto di assembramento, gli spettacoli saranno fruibili attraverso TV e web e grazie a una piattaforma dedicata per coprire capillarmente tutte le iniziative delle città.

San Giovanni al cubo potrà contare anche sulla media partnership con la RAI.

L’evento vedrà per la prima volta insieme, in un’unica piazza virtuale, le tre città unite dallo stesso santo protettore e rappresentate dai loro personaggi culturali, musicali e istituzionali.

I cardini di San Giovanni ‘al cubo’ saranno festa, cultura e innovazione. La regia è affidata una firma eccellente a livello nazionale, Duccio Forzano, già autore di programmi e spettacoli di assoluto valore. A lui spetterà rendere armonico il ricco programma che toccherà alcuni tra i luoghi più iconici delle tre città. A Torino la Mole Antonelliana – sede del Museo Nazionale del Cinema e luogo di riferimento della manifestazione ‘Torino Città del Cinema 2020’ – e il Lingotto; a Genova i Palazzi dei Rolli – già patrimonio UNESCO – e il teatro Carlo Felice e a Firenze il Palazzo Vecchio – Salone dei Cinquecento – e l’Abbazia di San Miniato.

 

“Nonostante gli ostacoli legati alle particolari contingenze, abbiamo voluto condividere gli sforzi per disegnare un modo nuovo di celebrare il Santo Patrono – dichiarano la Sindaca di Torino, Chiara Appendino e l’Assessore all’Innovazione, Marco Pironti –. Abbiamo voluto trasformare i limiti indotti da questa emergenza in opportunità per valorizzare il patrimonio culturale e artistico torinese, facendo leva sulla vocazione innovativa che caratterizza da anni la nostra città. Siamo convinti che andare oltre la fisicità dei luoghi simbolo, cambiando prospettive e modalità di partecipazione, amplierà l’identità culturale e il senso di appartenenza dei cittadini.”

 

“Genova negli ultimi anni si è ritrovata spesso in piazza a festeggiare eventi di diversa origine e natura – affermano Marco Bucci, Sindaco e Barbara Grosso, Assessore alla Cultura –A San Giovanni non potremo celebrare le nostre ricorrenze in maniera tradizionale ma unirsi a Torino e Firenze con in progetto multimediale darà un nuovo valore ad una giornata importante. Sarà un modo di mostrarci pubblicamente al Paese intero grazie anche alla collaborazione con la Rai. Un momento di grande livello che ci auguriamo possa essere ripetuto già il prossimo anno con il coinvolgimento delle persone nelle piazze. Un ringraziamento sincero ai sindaci e assessori di Torino e Firenze per aver collaborato con noi a questo progetto innovativo!”

Una bella occasione per festeggiare San Giovanni unendo le nostre tre città nel segno della ripartenza e della rinascita – dicono il Sindaco di Firenze Dario Nardella e gli assessori alla Cultura Tommaso Sacchi e al Turismo Cecilia Del Re -. Un modo per rinnovare la tradizione attraverso l’innovazione, superando gli ostacoli legati alla pandemia e le sue limitazioni sociali, ma anche per vivere eventi live di assoluto valore attraverso i nuovi canali digitali. Un viaggio tra i simboli di Firenze e le sue evoluzioni per rilanciare una stagione duramente colpita, ma che può e deve riportare tradizioni e cultura al centro della vita cittadina”.

La festa sarà un grande spettacolo che si trasformerà in un abbraccio virtuale ‘al cubo’, mettendo insieme i contenuti artistici delle tre città che si potranno seguire attraverso un unico collegamento via streaming nel rispetto delle misure di sicurezza anti Covid-19.

Il programma completo sarà presentato nei prossimi giorni in una conferenza stampa dedicata.

Semilibertà per i manager tedeschi della Thyssenkrupp

Non sono bastati gli appelli dei familiari delle sette vittime e l’impegno del Governo Conte: la Germania ha concesso la “semi-libertà” ai due manager tedeschi della ThyssenKrupp, Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, condannati in via definitiva dalla Magistratura italiana il 13 maggio 2016 per il rogo dell’acciaieria ThyssenKrupp di Torino del 6 dicembre 2007, in cui morirono sette operai: Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Giuseppe Demasi.

I due dirigenti della multinazionale dell’acciaio erano stati condannati dalla Cassazione italiana rispettivamente a 9 anni e 8 mesi e a 6 anni e 10 mesi di reclusione, poi ridotti a 5 anni di carcere, in base alla normativa tedesca.

Nello scorso mese di febbraio il Tribunale di Hammaveva respinto l’ennesimo ricorso presentato dai due dirigenti per evitare di scontare la condanna e sembrava si fossero aperte le porte del carcere per Espenhahn e Priegnitz, ma poi l’emergenza sanitaria legata al diffondersi del Covid-19 aveva fermato le attività giudiziarie in Germania.

Ora, secondo quanto riportano i media tedeschi, la Procura di Essen ha invece autorizzato la semi-libertà (offenen vollzug) per Espenhahn e Priegnitz: potranno continuare a lavorare di giorno (sempre per la ThyssenKrupp) e andare in carcere soltanto di notte. Presto potrebbero anche avere la possibilità di restare in famiglia per tutto il week-end.

Furiosi i familiari delle vittime, che stanno organizzando una manifestazione di protestadavanti al Tribunale di Torino, che li aveva recentemente rassicurati sulle prospettive della condanna, e poi, nelle prossime settimane, in Germania.

“La concessione di un regime ‘leggero’ di detenzione per i due manager tedeschi – afferma Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro – è una notizia inaspettata, che lascia perplessi sotto diversi punti di vista. Si sono usati due pesi e due misure: in Italia, i dirigenti ‘minori’ sono stati arrestati subito dopo la sentenza e hanno scontato un normale regime carcerario, almeno inizialmente; in Germania, i massimi vertici dell’azienda iniziano a pagare per le proprie responsabilità oltre quattro anni dopo la sentenza della Cassazione italiana. E non scontano neanche un normale periodo di detenzione: iniziano subito a usufruire di una sorta di ‘semi-libertà’. Quella della Magistratura tedesca è una decisione incomprensibile: la Giustizia dovrebbe valere allo stesso modo in ogni Paese d’Europa. Soprattutto, quando si tratta di omicidi. È una sconfitta per gli operai italiani”.

“Ci hanno preso in giro – ha dichiarato a Sicurezza e Lavoro Rosina Demasi, mamma di Giuseppe, uno dei 7 operai morti nel rogo – e siamo davvero arrabbiati tutti noi familiari delle vittime. Ci sono sempre state dette scuse, ci sono stati continui ritardi e alla fine i potenti non pagano mai. Non c’è giustizia per chi muore sul lavoro”.

“Sono sconvolto – ha detto a Sicurezza e Lavorol’ex operaio Thyssen Antonio Boccuzzi, scampato all’incendio – soprattutto dopo le rassicurazioni che ci avevano dato i magistrati italiani e il ministro della Giustizia Bonafede. Si aprono nuovi scenari nei rapporti con la Germania e si conferma la tendenza a lasciare impuniti, o puniti lievemente, i colpevoli delle morti sul lavoro”.

“Ancora una volta – afferma Federico Bellono, responsabile salute e sicurezza Cgil Torino – i manager tedeschi della Thyssen riescono a smentire chi dava per certo che avrebbero davvero pagato per la strage di 13 anni fa: la semilibertà non rende giustizia agli operai morti e alle loro famiglie, ed è un affronto a Torino, dove tanti lavoratori e lavoratrici continuano a morire di lavoro. Mi auguro che il Governo italiano faccia sentire la propria voce, per rimediare a un’evidente ingiustizia”.

Loredana Polito

(Sicurezza e lavoro)

Poltrone e guai

FRECCIATE  Anagrafe di Torino ” inchiavardata”. Funzionamento del sistema informatico pari a zero. Lo stallo informatico è palese  tanto quello dei pentastellati.  Casaleggio Junior non vuole candidare più Chiaretta: bye bye Chiara Appendino? La sindaca potrebbe entrare nel direttorio nazionale grillino o diventare ministro. Nel mentre si disquisisce sui presunti fondi venezuelani.  I cinquestelle  – non fosse per la loro inesperienza e insipienza totale – si riscoprono uguali agli altri partiti, alle prese con poltrone e guai.

L’arciere