ilTorinese

La serie A riparte con Torino-Parma: 1-1

1-1 per la ripartenza della serie A tra Torino e Parma in uno dei recuperi della 25 a giornata del campionato 

La ripartenza oggi dopo 103 giorni di stop causa  coronavirus.

I Granata sono andati in vantaggio al 15° con un colpo di testa di N’Koulou dopo un calcio d’angolo. Il difensore si è poi inginocchiato in memoria di George Floys. Il Parma pareggia alla mezzora grazie a  Kucka. Nella ripresa il Toro  cerca di  tornare in vantaggio ma Belotti perde l’occasione di un calcio di rigore con Sepe all’inizio del  secondo tempo.

Corrente elettrica, troppe interruzioni in collina

Dal Piemonte / Da qualche tempo la Valcerrina è interessata ad un fenomeno di interruzioni di corrente piuttosto fastidioso. Queste durano, è vero, pochi secondi o frazioni di secondi, talvolta alcuni minuti, ma sono tali da generare pericolo di danno per le apparecchiature elettriche, sia ai privati che alle industrie.

E segnalazioni di questo tipo di inconveniente non si limitano alla Provincia di Alessandria ma arrivano anche da Brusasco, centro della Città Metropolitana di Torino. Altre invece hanno riguardato centri come Sala Monferrato, Serralunga di Crea, Ozzano Monferrato. In quest’ultimo comune l’amministrazione ha emesso un recente comunicato alla cittadinanza nella quale informa che, in seguito ai continui cali di tensione sulla rete elettrica di distribuzione, ha evidenziato il fatto a Enel Distribuzione Spa. Quest’ultima ha risposto di essere a conoscenza della problematica e di stare lavorando per una soluzione. Ma non è l’unica presa di posizione: Enzo Gino, capogruppo di Gabiano Inmonferrato, nel comune di Gabiano, in una nota ha evidenziato l’intenzione di promuovere una class action invitando gli utenti che avessero subito forme di danno nella somministrazione di questo servizio pubblico essenziale a scrivere a posta@gabianoinmonferrato.it  per organizzare, appunto, l’azione. Nell’Unione dei Comuni della Valcerrina, invece il consigliere Massimo Iaretti ha depositato un’interpellanza in merito e spiega che:   “Le interruzioni di corrente, di pochi secondi o di alcuni minuti, sono diventate ormai una costante in Valcerrina, non solo nei paesi dell’Unione, ma anche in zone attigue, come a Serralunga di Crea, Ozzano Monferrato o Sala Monferrato. Ed è un fenomeno del quale non si riesce a venire a capo. Per questo ho scelto la strada istituzionale attraverso un atto ufficiale, un’interpellanza al presidente Fabio Olivero, che non ha alcuno spirito polemico ma vuole essere l’occasione per una presa di posizione forte dell’Unione dei Comuni della Valcerrina nel richiedere spiegazioni all’ente che fornisce l’energia elettrica, con l’auspicio che si arrivi ad una soluzione perché se è vero che le interruzioni sono brevi, non vuole dire che non siano dannose. Se ci sarà una condivisione, come auspico e come c’è sempre stata tra le varie componenti del Consiglio Unionale, l’interpellanza potrà venire trasformata in una mozione per arrivare ad un intendimento unitario”.

Massimo Iaretti

 

Qualità dell’aria, le Regioni del Nord si incontreranno entro l’estate

Le Regioni lavoreranno  in vista di un incontro con i Presidenti 

 

«Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto proseguono il lavoro comune per la qualità dell’aria del Bacino padano». Lo hanno dichiarato gli assessori all’Ambiente durante i lavori del tavolo del Bacino padano, che si sono svolti venerdì in videoconferenza. Erano presenti gli assessori Raffaele Cattaneo (Lombardia), Irene Priolo (Emilia-Romagna), Matteo Marnati (Piemonte) e Gianpaolo Bottacin (Veneto).

«Il lockdown ha dimostrato che il traffico non è l’unica causa di inquinamento – hanno osservato gli assessori – A fronte di una riduzione del traffico pari a circa il 70%, si è vista una riduzione delle emissioni degli inquinanti dal 14% (Pm10) al 40% (Nox). Le politiche che metteremo in campo dovranno quindi agire, oltre che sulla mobilità, su molteplici leve relative ai fattori che sono causa maggiore delle emissioni inquinanti: dal riscaldamento a biomasse, alle emissioni provenienti da concimi o fertilizzanti utilizzati in agricoltura. A fronte di queste rilevazioni riteniamo che anche a livello europeo andranno fatte presenti con forza le specificità dei territori delle nostre Regioni, che sono, per le note ragioni orografiche e meteo-climatiche in condizioni strutturali di maggiore difficoltà nella lotta all’inquinamento atmosferico».

«Le valutazioni sull’inquinamento atmosferico non riguardano solo gli assessorati all’Ambiente – proseguono gli assessori – per questo motivo riteniamo necessaria una riflessione più ampia in grado di coinvolgere l’agricoltura, i trasporti, le attività produttive. Per questo le Regioni lavoreranno insieme in vista di un incontro che coinvolga anche i Presidenti di Regione, da farsi prima dell’avvio della stagione autunnale».

«Siamo in attesa da tempo di poter disporre delle risorse statali destinate alle regioni del bacino padano per la qualità dell’aria che ammontano a 16 milioni di euro per il 2020, a 41 milioni dal 2021 e a 82 dal 2023 – ricordano gli assessori – Abbiamo quindi condiviso di chiedere con forza al Governo di poter disporre tempestivamente di queste risorse, almeno per la quota del 2020, già stanziate ma non ancora trasferite, per potenziare al più presto gli interventi per la qualità dell’aria, in particolare per la sostituzione del parco veicolare più inquinante».

Gli assessori hanno condiviso l’idea di rilanciare le attività legate all’accordo di Bacino Padano, ma in relazione agli impegni con decorrenza al 1 ottobre hanno dichiarato: «Mantenendo l’obiettivo di rientro al di sotto dei limiti europei entro il 2025, intendiamo sviluppare gli interventi necessari su più linee di azione, rafforzando quelle relative agli impianti di riscaldamento e al contrasto alla formazione secondaria di inquinanti, non concentrandoci solo sulla mobilità. Non possiamo infatti non considerare le difficoltà contingenti legate all’emergenza Covid».

«Infine, salutiamo con favore le conseguenze positive sulla riduzione delle emissioni derivanti dell’introduzione dello smartworking, che potrebbe diventare all’interno dell’Accordo di bacino padano, una misura aggiuntiva di contrasto alla lotta alle emissioni».

(foto Paolo Liguori)

Anno zero. La maschera e il volto

Esami di Stato. Quelli che, un tempo, si chiamavano di Maturità. Il cambio di denominazione, recente anche se non recentissimo, è di per sé significativo.

Ormai conta solo l’atto burocratico. Della maturità dell’allievo, del suo essere pronto ad affrontare la vita, non interessa più a nessuno.

Per altro, se penso agli ultimi collegi dei docenti, mi rendo conto che per verificare la maturità altrui, bisognerebbe aver realizzato la propria. E la maturità, in questa scuola, non è requisito necessario per fare il docente. Insieme alla cultura e all’intelligenza delle cose, per altro…

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Anno Zero. La maschera e il volto

Coronavirus, 226 guariti in più. Altri 6 morti e 27 contagi in Piemonte

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16:30 DI SABATO 20 GIUGNO

23.573 PAZIENTI GUARITI E 1.509 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 23.573 (+ 226 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 2722 (+29) Alessandria, 1370 (+21 ) Asti, 808(+3) Biella, 2235 (+7) Cuneo, 2.130 (+34) Novara, 12.242 (+124) Torino, 989 (+6) Vercelli, 925 (+2) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 152 (+0) provenienti da altre regioni.

Altri 1.509 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI SALGONO COMPLESSIVAMENTE A 4.045

Sono 6 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui al momento registrati nella giornata di oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è di 4.045 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 668 Alessandria, 251 Asti, 208 Biella, 393 Cuneo, 355 Novara, 1.783 Torino, 217 Vercelli, 132 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 38 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 31.215 (+ 27 rispetto a ieri, di cui 20 asintomatici. Dei 27: 14 screening, 8 contatti e 5 casi sospetti sintomatici) le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivisesu base provinciale: 4046 Alessandria, 1871 Asti, 1042 Biella, 2847 Cuneo, 2772 Novara, 15.840 Torino, 1.318 Vercelli, 1124 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 261 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 94 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 17 (-5 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 358 (-5 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 1713.

I tamponi diagnostici finora processati sono 387.713, di cui 213.556 risultati negativi.

I giardini più belli del mondo? Sono in Piemonte, incoronati dal web

Si trovano  sul Lago Maggiore, i giardini di Villa Taranto che il sito web Buzzfeed nel 2014 nominò come  i giardini più belli del mondo

Ai  famosi  giardini terrazzati, 16 ettari in tutto, si accede dall’imbarcadero (scalo Villa Taranto) o dalla strada che collega Pallanza ad Intra. Attorno  ad un autoparcheggio gratuito, sono disposti la biglietteria, il bookshop, il chiosco per la vendita di piante coltivate nei giardini ed il Bar-Ristorante.

Nello splendido edificio di gusto eclettico dell’ex portineria dei Giardini Botanici, sono esposti preziosi e delicati “quadri naturali”. L’Erbarium Britannicum del Capitano Neil Mc Eacharn comprende 43 teche nelle quali è possibile ammirare specie di flora spontanea del regno unito raccolte, classificate e nomenclate nel lontano 1929 in Inghilterra da Henry Cocker, il primo giardiniere di Villa Taranto. Visitabile gratuitamente durante la stagione tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00.

Dall’estate all’autunno il Labirinto delle Dahlie affascina ed incanta i visitatori con lo spettacolo di oltre 1700 piante in fioritura. Tra le 350 varietà spiccano le decorative a fiore grande, le pompons, i cui capolini sferici a nido d’ape non raggiungono i 5 mm di diametro e l’appariscente Emery Paul dall’intenso colore rosso granata.

La Fontana dei putti è così chiamata per le sculture che l’adornano. In primavera la fontana è contornata da fioriture multicolore tra le quali si ammirano le Viole Cornuta e le Primule Obconica. D’estate la stessa fontana è “avvolta” dalle gigantesche foglie della Colocasia antiquorum chiamata con definizione pittoresca “orecchia d’elefante”.

Artificialmente scavata nel 1935 e sovrastata da un ponticello, lungo 35 metri, con arcata unica è la “valletta”. L’arredo vegetale oltre a ginestre arboree, cascate di Cotoneaster horizontalis e molto altro, comprende anche la Davidia involucrata, pittorescamente detta “l’Albero dei fazzoletti”.

Fu  Neil Boyd Watson McEacharn, un capitano  scozzese, amante della botanica e dell’Italia, nel 1931, a comprare la proprietà  per trasformarla in un giardino all’inglese.

“Un bel giardino non ha bisogno di essere grande, ma deve essere la realizzazione del vostro sogno anche se è largo un paio di metri quadrati e si trova su un balcone”.

Così spiegava il Capitano Mc Eacharn.

https://www.villataranto.it/

ORARIO DI VISITA
Tutti i giorni, festività incluse con orario continuato:
18 Maggio – 31 Maggio:                 9:00 – 17:00 (ultimo ingresso)
1° Giugno – 30 Settembre:             9:00 – 17:30 (ultimo ingresso) SALVO NUOVE DIRETTIVE
1 ° Ottobre – 1 ° Novembre:           9:30 – 16:30 (ultimo ingresso) SALVO NUOVE DIRETTIVE

DURATA MINIMA DELLA VISITA
Da un’ora a 2 ore circa.

Club Scherma, stoccata al Comune

FRECCIATE  Il Consiglio di Stato ha dato (per ora) ragione allo storico club della scherma di Villa Glicini al Valentino.

Il Comune da tempo gli vuole revocare la concessione, ma i giudici romani hanno fatto prevalere le ragioni dell’associazione sportiva. Che ha assestato un abile colpo di fioretto al Municipio.

L’arciere

Derecha responsabile a Torino?

FRECCIATE   Non sembrano ancora arrivati  a trovare un candidato sindaco del centrodestra per le prossime elezioni comunali di Torino. Se osserviamo quello che accade in Regione in queste ore  siamo di fronte a comportamenti -a dir poco- incoerenti (abrogazione distanze attività videogiochi e altre iniziative estranee  alla legge collegata alla finanziaria). Basterà la manifestazione di oggi davanti a Palazzo civico promossa da Fratelli d’Italia con in testa la “melonina” Augusta Montaruli con lo slogan Alternativa a Chiara a far rinsavire i dirigenti politici del centrodestra?

L’arciere

Gli infermieri: “Vogliamo la verità sulle morti e sui contagi dei nostri colleghi”

Riceviamo dal sindacato Nursing Up e pubblichiamo / DE PALMA: «VOGLIAMO TUTTA LA VERITA’ SUI CONTAGI E SUI DECESSI DEGLI INFERMIERI ITALIANI DURANTE IL COVID 19. ABBIAMO DIRITTO DI CONOSCERE I NUMERI REALI DI UN DRAMMA CHE HA CAMBIATO LE NOSTRE VITE PER SEMPRE».

Nostra inchiesta promossa dal Sindacato: «Non ci resta che provare a far luce da soli»

«Il momento è arrivato, non concediamo più proroghe o appelli. Questo Governo ci deve relazionare sui numeri effettivi dei colleghi infermieri deceduti durante il Covid-19 e deve soprattutto fornirci i dati reali dei contagiati suddivisi per categorie di attività. Abbiamo diritto di sapere, esordisce Antonio De Palma, Presidente del Nursing Up: in un Paese civile, una classe dirigente che si rispetti, ha il sacrosanto compito di andare fino in fondo. E se neanche il Premier Conte e il Ministro della Salute, clamorosamente, non fossero al corrente delle cifre, promuovano subito una inchiesta interna per fare luce su quanto accaduto. Gli organismi di categoria come il nostro, che da sempre si battono per “rendere evidenti” le qualità dei nostri infermieri, professionisti forti, leali coscienziosi, carichi di umanità e doti professionali che mettono in campo a disposizione della salute pubblica, e anche la Fnopi, Federazione Nazionale Ordini Professioni Infemieristiche, vanno messe al corrente prima possibile su quanto è accaduto».
Già a marzo, come Sindacato, avevamo avuto il coraggio, e non ci risulta che lo abbiano fatto altri sindacati, di diffidare Conte, i Ministri Speranza e Dadone e tutti i governatori delle Regioni: alla diffida avevamo aggiunto una costituzione di mora indirizzata proprio al Presidente del Consiglio. Di fronte a quello che si registrava come un aumento costante e allarmante del numero di operatori sanitari contagiati, siamo subito intervenuti con una azione forte e significativa. Ad oggi, però, sbotta De Palma, nessuno si è fatto vivo con noi, nessuno ci ha guardato negli occhi per raccontarci la verità. I laconici comunicati dell’Inail o dell’IIS non ci bastano, non forniscono tutti i numeri che vogliamo conoscere, non rendono giustizia a tutto quello che gli infermieri hanno subito. Soprattutto non danno un senso ai colleghi che hanno perso la vita».

I numeri dell’Escalation di contagiati e morti ci proietta oggi, con il senno di poi, in un vero e proprio film horror. I numeri che abbiamo a nostra disposizione sono da bollettino di guerra, ma non ancora sufficienti a capire, ad avere un quadro reale.
«Non ci resta che provare a far luce da soli, e per questo abbiamo promosso una nostra inchiesta sindacale», continua De Palma:
4 aprile 2020 – 25 infermieri deceduti, oltre 5.500 contagiati
7 aprile 2020 (appena tre giorni dopo) 26 infermieri deceduti, oltre 6500 contagiati (mille in più in tre giorni).
30 aprile 2020 – 39 infermieri deceduti, 8800 contagiati.
12 maggio 2020 – 40 infermieri deceduti, oltre 12 mila contagiati.

«Ad oggi, secondo i dati Fnopi, gli infermieri iscritti all’Ordine sono circa 450mila, circa la metà del numero degli operatori sanitari complessivi. Di questi 270mila lavorano nel settore sanitario nazionale, il resto sono divisi tra case di cura private, centri per anziani, liberi professionisti ed altri.
Guardiamo solo i dati del Lazio, allarmanti a dir poco. E’ quanto emerge da una relazione della Regione di inizio maggio: su 470 casi di contagiati di operatori sanitari, oltre il 50 per cento sono infermieri. E’ ora di farla finita con le mezze parole e le mezze verità, dice il Presidente del Nursing Up. I deceduti ufficiali secondo fonti autorevoli non sarebbero nemmeno 40 bensì ad oggi 42. Tra cui non dimentichiamo i morti per suicidio, 4 e non 2, come si pensava. Ben 4 colleghi si sono tolti la vita perchè non hanno retto allo stress, alla paura, forse alla sopravvenuta malattia.
Ma caro Premier Conte, continua De Palma, non possiamo certo mettere un punto di definitività su questi numeri, di per sé già “ballerini”.
Bisogna scavare a fondo anche nel “mondo ancora sommerso” – ma ci piacerebbe tanto sbagliarci su questo – come quello degli infermieri e degli altri operatori sanitari che lavorano fuori dal contesto del sistema sanitario nazionale, ma anche quelli che sono morti durante il periodo di emergenza per cause apparentemente diverse dal Covid 19 e che potrebbero non essere stati nemmeno sottoposti al tampone. E poi ci sono gli asintomatici, che pure infettati sono, e che rappresentano un altro micromondo quasi completamente nascosto: siete sicuri di averli tutti censiti? Quanti colleghi si sono ammalati e sono pure guariti proprio nei lunghi periodi durante i quali i tamponi non venivano effettuati? Cosa vogliamo fare di queste evidenze?

ANCHE LA STAMPA INTERNAZIONALE TACCIA L’ITALIA TRA I PAESI CHE HANNO GESTITO NEL PEGGIOR MODO LA PANDEMIA, E GLI INFERMIERI HANNO PAGATO CON LA LORO VITA LE MANCANZE DEL NOSTRO PAESE…

Quanti infermieri sono morti realmente? Quanti contagiati ha avuto L’ ITALIA tra i nostri professionisti e tra gli altri operatori sanitari anche non medici? Vogliamo saperlo adesso, lo chiedono i cittadini e le famiglie di chi ha perso la vita. Lo pretendono quei colleghi che oggi portano ancora sulla pelle i segni della malattia, nonché il trauma da stress, la paura, il dolore.
Questo Governo, conclude De Palma, si metta una mano sul cuore, e racconti ai cittadini italiani i numeri reali di un conflitto contro un nemico invisibile che nessuno potrà mai dimenticare».

Nursing Up

Un pugno chiuso agli antipodi dell’inno nazionale

La sera del 17 giugno 2020 si è disputata la finale di coppa Italia tra Napoli e Juventus.

Tralasciando i commenti su una partita senza arte né parte conclusa subito e frettolosamente ai rigori per non minare la stanchezza fisica dei giocatori che, seppur i loro colleghi della premier league giochino da anni a ritmi ben più serrati, non sarebbero stati efficienti nelle successive partite di campionato, il commento che resta da fare è sull’iconico (e anche un po’ laconico in certe strofe dell’interpretazione) inno di Mameli che è tanto caro agli italiani, specialmente durante gli eventi sportivi.

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Un pugno chiuso agli antipodi dell’inno nazionale