ilTorinese

Quarant’anni di amicizia e di politica

La maturità viene con gli anni. Si apprezzano cose che magari erano lì davanti da una vita, e fino in fondo non capite. Come il valore dell amicizia. Non sono frasi fatte. Prosaicamente è la riflessione che ti fa vedere le stesse cose da un punto di vista diverso, appunto più maturo

Conosco da più di 40 anni Tullio Monti e da 30 posso dire di essergli amico. La nostra amicizia è un fiume carsico che riemerge nel tempo, concretizzandosi in lunghe e retrospettive chiacchierate, mischiando il nostro passato tempo comune alle miserie attuali. Punti di partenza decisamente distanti. Direi di più, radicalmente distanti.

Conosciuto alla fine del 78 alle elezioni universitarie, Tullio è figlio della borghesia torinese con robuste radici in Val di Susa dove ora risiede. Per dieci anni ha fatto la spola con le isole greche dove ha costruito una villa in riva al mare. Sembrava che dovesse essere il suo ultimo approdo. Lui ha sempre qualcosa da dover fare. Chi si ferma è perduto. La stessa sua vita è questo suo insistente ricostruire qualcosa con qualcuno. Non è tutta farina del suo sacco. Ma piacendogli le scommesse le affronta con lo spirito giusto. Appassionato di politica inizia come giovane liberale di sinistra. Vi assicuro che alla fine degli anni ’70 non era di moda, ancorché Torino fosse una delle culle del liberalismo italiano. Diventa segretario ma il tutto gli sta stretto e passa ai socialisti. Convintissimo che il grande limite  della sinistra italiana fosse il dominio dei comunisti che offuscavano ogni prospettiva riformistica. Vedeva, e vede nei fratelli Rosselli come in Gobetti i suoi punti di riferimento teorici. Periodicamente ci si incontrava. Alla Consulta giovani del comune di Torino. Nel comitato per gli aiuti piemontesi ai terremotati Campani e una decina di anni dopo funzionari della Lega coop, settore abitazione. Fatto per la politica attiva, fu fermato da tangentopoli con la liquefazione del Psi e il tramonto di Bettino Craxi patteggiò per finanziamenti non regolari e per 7 anni fu socio di autostrasportatori vercellesi . Tutte le mattine in treno da Torino a Vercelli e ritorno. Non è da tutti, direi. Sparirono i vecchi partiti. Solo la maggioranza dei comunisti di allora rimase a sinistra mentre la dc come i socialisti si divisero in estimatori di Berlusca o in pds o Margherita. Tullio non ebbe dubbi e rimase a sinistra, nonostante il suo anticomunismo, grazie al suo essere profondamente laico, radicale e libertario. Diviso tra il nuovo Psi e i Ds , sempre controcorrente con la maggioranza. Questo mi è sempre piaciuto di Tullio, non far parte del coro. In questo, sottolineo, un po’ ci assomigliamo. Non sicuramente nella tignosità. Lui difficilmente molla, io se non avete capito è un problema vostro. Ed a questo punto la sua più originale creatura: la Consulta Laica con simbolo i sanculotti della Rivoluzione francese. Libero Stato in libere chiese. Chiese perché non c’è solo la Chiesa cattolica. Tullio è un po’ mangiapreti. Lo punzecchio:  ma non hai studiato dai preti? Appunto, mi risponde. Non ha più voglia di fare politica, non riconoscendosi in questo ciarpame. Ma la passione è dura a morire. Continua nell’ impegnarsi su due fronti. La libertà di espressione e dei diritti nei paesi come l’Iran. E i diritti per la comunità Lgbt. Il mondo delle diversità sessuali. Libertà su tutto regolata da regole precise con l’ entità dello Stato che fa applicare ed applica le regole in un insieme di valori condivisi. Dopo 42 anni di amicizia capisco che il vero utopico è lui. Assicuro, non molla, vorrebbe incontrare l’Appendino. Che sta sbagliando secondo lui il suo approccio con la comunità dell’Iran e con quello Stato. Praticamente subordina presunti interessi economici ai diritti umani. Non dovrebbe essere da lei. Ripeto, Tullio non molla. Con le mani in mano non ci sta proprio. Tra i vari tarli c’è anche quello dell’organizzazione. Tignoso com’ è. Anche sul buon gusto alimentare si è dato da fare. In particolare nella stagione dei tartufi. Ha organizzato comitive qualificate e concordato con i ristoratori prezzi abbordabili. Pullman e comitive a go- go. Le Langhe tutte per noi. Come a Neive, al Rondò con l’amico e  compagno Francarlo Negro. Del resto l’ecletticità e’ figlia dell intelligenza. Come la buona cucina è e figlia della buona politica. C’è sempre qualcosa di cui parlare, caro Tullio. C’è sempre qualcosa per poter continuare la nostra amicizia.

Patrizio Tosetto

Stavano per salire sul treno con droga e coltelli

Erano in procinto di salire su un regionale diretto ad Alessandria, nove ragazzi, tra cui due minori, sono stati fermati e sottoposti a controllo dalla Polizia Ferroviaria: due di loro sono stati indagati per detenzione e spaccio di stupefacenti e uno per possesso armi da taglio.

I poliziotti sono intervenuti in ausilio al Capotreno che ha indicato un gruppo di ragazzi che tentava di salire a bordo eludendo il controllo del titolo di viaggio. Accompagnati presso gli uffici di Polizia, alcuni si mostravano sin da subito nervosi e non collaborativi.

Cinque maggiorenni (nati rispettivamente a Torino, Varese, Caltagirone e in Romania) avevano a carico precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, la persona e la proprietà, ma nulla in pendenza. Pertanto venivano rilasciati.

Tra i restanti, due donne immediatamente hanno attirato l’attenzione degli agenti in quanto hanno assunto da subito un atteggiamento poco collaborativo.

L’accurato controllo ha permesso di rinvenire su una delle minori, italiana di 16 anni residente a Bra (CN), occultati nel reggiseno, 25 involucri contenente sostanza stupefacente tipo ‘anfetamine’, 5 pasticche di ecstasy, 25 involucri di sostanza granulosa tipo ‘MDMA’ e 12 involucri di stupefacente tipo ‘chetamina’. Nel marsupio della ragazza è stato ritrovato un bilancino di precisione. Notiziato il magistrato di turno del Tribunale per i Minorenni di Torino, la ragazza è stata denunciata in stato di libertà per possesso e spaccio di droga per lieve entità e ricondotta presso la casa familiare.

L’altra ragazza, minore di 17 anni e residente nella provincia di Torino, è stata trovata in possesso di sostanza stupefacente tipo ‘hashish,’ per cui è stata sanzionata amministrativamente e riconsegnata alle cure dei genitori.

Un’altra ragazza italiana, residente a Torino e maggiorenne, è stata trovata in possesso di un coltello lungo 19 cm con due lame richiudibili, una appuntita e l’altra seghettata; è stata pertanto denunciata per possesso di armi da taglio.

Altra sostanza illecita tipo ‘marijuana’ è stata rinvenuta nel borsello al seguito di un ventunenne residente a Bra (CN), nei cui confronti è stata effettuata perquisizione locale in una stanza di hotel nella città di residenza, dove il giovane dimorava recuperando la somma complessiva di 1.430 euro, suddivisa per taglio di banconote e celata in vari borselli ritrovati. Il ragazzo è stato indagato in stato di libertà per detenzione di stupefacente ai fini di spaccio per lieve entità.

Tutto il materiale rinvenuto (droga, il coltello ed i telefoni cellulari) è stato sequestrato per il proseguo delle specifiche indagini

“Stazioni sicure”, oltre cento agenti impegnati

861 persone identificate, di cui 188 stranieri, 74 bagagli controllati, 2 sanzioni amministrative elevate in materia di sicurezza ferroviaria:  questo il bilancio dell’operazione “stazioni sicure”, promossa dal Servizio di Polizia Ferroviaria a livello nazionale, che ha visto impegnati 108 operatori della Polizia Ferroviaria nelle stazioni ferroviarie del Piemonte e Valle d’Aosta nella giornata di giovedì 23 luglio.

 

Particolare attenzione è stata riservata alle tratte ferroviarie internazionali Torino – Lione e quelle da e per la Liguria sulla quale si registra una maggior presenza di viaggiatori nel periodo estivo, nonché per prevenire episodi di aggressioni al personale F.S.I. viaggiante e danneggiamenti alle strutture ferroviarie, con notevoli ripercussioni sul trasporto e la sicurezza. Ai fini di una efficace prevenzione di condotte illecite e di un adeguato mantenimento delle misure di sicurezza negli gli ambiti ferroviari, i servizi hanno interessato gli scali cittadini principali con particolare attenzione agli scali minori non presenziati.

 

Gli operatori impiegati hanno effettuato accertamenti su viaggiatori e bagagli, all’atto della salita e discesa dai convogli, con l’uso del metal detector e delle più recenti tecnologie che consentendo un disbrigo più rapido delle procedure di identificazione e permettono un maggiore numero di controlli di Polizia effettuabili grazie l’immediato accesso alle banche dati.

 

Le stazioni interessate dai servizi disposti sono state Torino Porta Nuova,  Torino Porta Susa, Torino Lingotto, Torino Stura, Carmagnola, Bussoleno e Bardonecchia. Nella provincia di Alessandria, Arquata Scrivia, Novi Ligure e Tortona; a Novara, Trecate, Oleggio, Galliate,; Asti; Cuneo, Mondovì, Alba, Cavallermaggiore e Racconigi; Vercelli e Santhià; Aosta e Verres e infine Domodossola.

 

Gli operatori Polfer della Sottosezione di Domodossola hanno elevato due sanzioni amministrative, rispettivamente per attraversamento dei binari e violazione al CDS.

 

La Regione: “Veicoli con oltre 40 anni liberi senza move – in”

Il Piemonte è pronto a sostenere il mondo delle auto storiche: i veicoli con oltre 40 anni potranno circolare liberamente anche senza il sistema Move-in. Ad annunciarlo è l’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, Matteo Marnati, in risposta ad alcune polemiche innescate dai rappresentanti del mondo delle auto storiche in merito alle decisioni della Giunta su traffico veicolare e inquinamento atmosferico.

«La delibera sul Move-in – ha spiegato Marnati – non è stata ancora approvata in quanto la Giunta è stata posticipata alla settimana prossima. Move-in è la soluzione per tutte le auto che saranno oggetto della limitazione, in quanto prevede un chilometraggio annuale specifico, calcolato solo nei tragitti del Piemonte. Senza di esso migliaia di auto non potranno più circolare. In Lombardia più di 13.000 lo anno già adottato l’anno scorso»L’assessore regionale all’Ambiente si è detto anche «concorde che vadano tutelati quei modelli di grande valore storico, portando a breve in Giunta una proposta che permetterà alle auto con oltre 40 anni, che sono un numero davvero esiguo, di poter circolare più liberamente anche senza move-in, per cui si stanno definendo solo gli ultimi aspetti tecnici».

«Avremmo voluto occuparcene prima – ha proseguito Marnati – ma la pandemia ha occupato gran parte delle attività degli ultimi mesi. Fra qualche giorno ci incontreremo con i partner dell’accordo del bacino padano, i colleghi di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, per decidere di posticipare a gennaio l’introduzione della limitazione anche per l’euro 4, come previsto dal piano della qualità dell’aria. Secondo il piano, infatti, già dal primo ottobre gli euro 4 non potrebbero più circolare. Questa decisione è stata proposta alla luce del lungo lockdown nei mesi primaverili, che ha fortemente danneggiato il tessuto economico italiano».

L’assessore ha poi ricordato che l’anno scorso la Giunta ha deciso l’introduzione della possibilità concessa agli ultrasettantenni di circolare con qualsiasi automobile, anche storica.«Resto dell’idea – ha concluso Marnati – che per rilasciare il certificato di rilevanza storica per gli autoveicoli ci sia bisogno di un ente pubblico e non privato, che possa garantire la terzietà della decisione».

“Bloccati i progetti di riciclo rifiuti”

“Diversi progetti di riciclo di rifiuti risultano bloccati in Piemonte, in assenza d’una normativa regionale sulla Cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waster). La legge nazionale prescrive che siano le Regioni a legiferare, altrimenti le singole Province non sono in grado di autorizzare i vari progetti”.

Questa la posizione del presidente del Coordinamento ambientalista rifiuti Piemonte (Carp), Fabio Tomei, nel corso dell’audizione in Quinta commissione in Regione a Palazzo Lascaris. Il presidente della stessa commissione ha garantito la massima attenzione sul tema da parte del Consiglio regionale.

La legge 128 del 2019 infatti, indica negli enti come Regioni e Province i soggetti per il rilascio delle autorizzazioni agli impianti di recupero rifiuti sulla base di propri procedimenti di autorizzazione.

Tra i progetti fermi in diversi passaggi autorizzativi in Piemonte ci sono quelli per la produzione di biometano da rifiuti a Vercelli, Castelletto Cervo, Cavaglià, Salussola e Orfengo e quello per la produzione di combustibile solido secondario (Css) di Silvano d’Orba.

“Il blocco di questi progetti e di altri analoghi nel prossimo futuro, costituisce un grave ritardo nell’avvio dell’Economia circolare, perché riguarda gli investimenti nel settore del riciclo dei rifiuti urbani e speciali non pericolosi con gravi conseguenze economiche e sanitarie” ha concluso Tomei.

Barbara Squillace (Rondissone), Alba Riva (Vercelli), Oscar Brumasso (Torino) e Isabella Silva (Silvano d’Orba) hanno portato la testimonianza dell’attività svolta dai loro Comitati e Associazioni su rispettivi territori, chiedendo alla Regione di legiferare sull’Eow, in particolare sui rifiuti organici speciali, in primo luogo sui fanghi da depurazione, definendo gli standard tecnici  di pre-trattamento di tali rifiuti.

Nel corso dell’audizione sono poi giunte le richieste di programmare le necessità del Piemonte riguardo gli impianti di riciclo dei rifiuti organici, sia urbani che speciali, stabilendo norme per scongiurare i pericoli  di esplosione e incendi degli impianti per biometano, disturbi da odori molesti, inquinamento delle acque potabili e il rischio di diffusione sul territorio piemontese di rifiuti nocivi non-pre trattati, soprattutto nei terreni agricoli e nei sottofondi stradali.

Nell’attesa di definire le linee guida, secondo Carp è necessaria una moratoria per autorizzare i nuovi progetti per biometano.

Sono poi intervenuti diversi consiglieri, dei Gruppi M5s, Lega e Fi per approfondimenti.

Ottimismo a Torino per l’inizio dei saldi

In città la partenza dei saldi estivi induce all’ottimismo

Secondo i  commercianti la clientela è tornata nei negozi consentendo di registrare ub +10% sugli acquisti, anche se naturalmente i livelli sono  inferiori rispetto allo scorso anno.  Il ritorno dei clienti nei negozi è un  segno di riconquista della normalità. Se il bel tempo proseguirà, inoltre,  i commercianti sperano in una ripresa più forte  nel corso della prossima settimana. “E’ anche questa una prima volta – commenta  il presidente di Confesercenti, Giancarlo Banchieri – Si tratta dei primi saldi dopo il Covid, poi  l’avvio slittato di quasi un mese rispetto alla norma e una crisi dei redditi e dei consumi senza precedenti. Torino  ha risposto all’appuntamento offrendo il suo contributo alla ripartenza: una scommessa che dovremo vincere tutti insieme”

Voucher scuola, boom di richieste. La Regione al Governo: “servono 14 milioni”

A causa dell’emergenza Covid19, le domande di sussidio ammesse sono cresciute del 54,4%, passando dalle 58,648 dello scorso anno alle attuali 90,585. Oltre allo stanziamento regionale, per coprire il fabbisogno occorrono altri 14 milioni di euro. L’assessore Chiorino: «Garantire il diritto allo studio è una priorità assoluta. Invece di pensare ai banchi con le rotelle, costosi, insicuri e dalla dubbia utilità, il ministro Azzolina assicuri ai ragazzi di poter studiare».

«Invece di occuparsi dei banchi con le rotelle, che non piacciono a nessuno e che non sarebbero privi di numerose criticità, dal costo alla sicurezza, il ministro all’Istruzione, Lucia Azzolina, farebbe meglio a occuparsi dei diritti fondamentali dei ragazzi, che devono poter iniziare il nuovo anno scolastico. Anche in Piemonte, dove, evidentemente a causa dell’emergenza Covid19, il termometro della povertà si è impennato e le richieste di voucher scuola, ammesse in graduatoria, sono aumentate del 54,4%, passando dalle 58,648 del 2019 alle attuali 90,585». E’ fermo il commento dell’assessore regionale all’Istruzione, Elena Chiorino, in riferimento ai numeri della graduatoria dei voucher scuola, pubblicata ieri.

Una situazione quasi disperata se si considera che, con i fondi a disposizione, già lo scorso anno non era stato possibile finanziare 16,683 istanze presentate da aventi diritto. Numero che, quest’anno, se il governo non interverrà immediatamente, rischia di schizzare alle stelle in quanto, al netto di qualche risicato e pressoché insignificante possibile spostamento di risorse, la Regione Piemonte non può, per legge, contrarre ulteriore debito.

Ma c’è di più. Un dato che angoscia e inquieta e che rappresenta un vero e proprio unicum nella storia piemontese: quest’anno sono state presentate e accolte 3,705 domande per quanto riguarda i contributi per iscrizione e frequenza, contro le 2,928 dello scorso anno. E per la prima volta le risorse non sono sufficienti nemmeno a coprire il 100% della suddetta voce, che gli anni scorsi faceva registrare, al contrario, considerevoli avanzi. In parole povere, centinaia di ragazzi non avrebbero nemmeno la possibilità di andare a scuola.

Una situazione non accettabile. Facendo due conti, la Regione ha attualmente finanziato 3.164 domande di iscrizione e frequenza (importo complessivo di euro 4.523.520, di cui 4.479.420 euro per pagare la retta di iscrizione e frequenza e 44.100 euro come contributo per i libri di testo) e 39.659 istanze relative a Piano offerta formativa, libri e trasporti, per un totale di 13.286.626 euro.

Calcolatrice alla mano, per finanziare tutte le domande accolte servirebbero, per la precisione, ulteriori 13 milioni 818mila e 805 euro. Dei quali poco più di 246 mila euro per iscrizioni e frequenza.

«Mentre a Roma c’è chi, come il ministro Azzolina, si preoccupa soltanto del metro statico e dinamico e dei banchi con le rotelle, in Piemonte le famiglie soffrono e hanno bisogno di risposte certe e immediate», spiega Chiorino. «La Regione Piemonte, come sempre, ha fatto la propria parte, ma non basta. Non possiamo continuare a leggere delle idee stravaganti del ministro Azzolina, che ora propone l’acquisto, giudicato da parecchi esperti inutile e dispendioso, dei banchi con le rotelle, che rappresenterebbe uno spreco ingiustificabile, a fronte del dramma sociale che stiamo vivendo, come dimostrano i nostri numeri».

Chiorino entra poi nel merito: «Numerosi presidi ed esperti hanno già previsto che i banchi “anti Covid” che il Ministro vorrebbe acquistare, oltre a costare circa 300 euro l’uno, possono essere facilmente danneggiati, rischiando di vanificare l'”investimento”. Altri ancora hanno segnalato che simili strutture non possono essere usate come riparo in caso di terremoti, e che quindi ci possano essere rischi di sicurezza. La stessa sicurezza messa a repentaglio dalla tipologia stessa della postazione che, essendo basata su un supporto mobile, in caso di sbilanciamento, rischia di far cadere tutto il contenuto del banco e lo studente stesso. Di idee bizzarre, da parte del Ministro, eravamo ampiamente abituati ad ascoltarne, ma onestamente non pensavo arrivassimo a questi livelli, al limite del paradosso».

Chiorino, infine, rinnova con forza la richiesta di sostegno al governo: «La ricreazione politica – spiega – è finita. Questo è il momento di fare sul serio, di sostenere concretamente e rapidamente le nostre famiglie come ha fatto e sta facendo la Regione Piemonte. Scriverò immediatamente al Ministro, comunicandole tutti i dati con precisione certosina e attendendo di ottenere la completa copertura delle risorse mancanti a strettissimo giro di posta. In caso contrario – conclude l’assessore regionale all’Istruzione – ci troveremmo di fronte a un autentico dramma sociale, che causerebbe un incremento della povertà educativa, con l’impossibilità di veder garantito il diritto allo studio dei nostri ragazzi. Facendo precipitare l’Italia al livello dei Paesi dei Terzo Mondo. Una situazione per la quale i piemontesi e, in generale, tutti gli Italiani, saprebbero chi “ringraziare”».

Coronavirus, superati i 26 mila guariti. Ancora due vittime in Piemonte

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16:30

26.007 PAZIENTI GUARITI E 670 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 26.007 (+ 14 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 3193 (+4) Alessandria, 1574 (+0) Asti, 841 (+1) Biella, 2435 (+3) Cuneo, 2343 (+0) Novara, 13.403 (+5) Torino, 1093 (+0) Vercelli, 959 (+1) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 166 (+0) provenienti da altre regioni.

Altri 670sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI SALGONO A 4125 IN TOTALE

Sono 2 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 0 nella giornata di oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è di 4125 deceduti risultati positivi al virus: 678 Alessandria, 256 Asti, 208 Biella, 398 Cuneo, 372 Novara, 1819 Torino, 222 Vercelli, 132 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 40 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 31.594 (+ 16 rispetto a ieri, di cui 11 asintomatici. Dei 16 casi, 3 screening, 12 contatti di caso e 1 con indagine in corso. Risulta importato 1 dei 16 casi) le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivisesu base provinciale: 4094 Alessandria, 1883 Asti, 1054 Biella, 2915 Cuneo, 2808 Novara, 15.966 Torino, 1351 Vercelli, 1151 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 268 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 104 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 5( invariato rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 141 (-6 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 646

I tamponi diagnostici finora processati sono 483.764, di cui 265.495risultati negativi.

Si schianta con l’auto contro un recinto e muore

DAL PIEMONTE / È’ finito con l’auto contro il recinto  di una casa nei pressi di Cuneo morendo nella tarda serata di ieri.

L’uomo, di 56 anni, di origini brasiliane, ha perso il controllo della  Seat su cui viaggiava, forse a causa di un infarto. I soccorritori del 118 non hanno potuto fare nulla per salvarlo.

Locatelli: “lo sgombero del presidio dei Mulini non fermerà la lotta”

Valsusa:  Il Prc con chi si oppone al Tav

Riceviamo e pubblichiamo/ Ieri forze di polizia e personale Telt (la società incaricata di costruire la linea di Alta Velocità Torino Lione) sono intervenuti per sgombrare e distruggere il presidio NoTav dei Mulini in Valsusa. All’operazione di forza si sono opposti, “ovviamente in modo pacifico”, attivisti NoTav che sono saliti sugli alberi e sui sui tetti degli edifici della zona. Per Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino ”siamo in presenza di un atto di forza, uno dei tanti, con cui si pensa di procedere nei lavori di realizzazione di un’opera la cui inutilità e distruttività è ormai acclarata da un sempre maggior numero di enti, organismi, esperti nazionali e internazionali. L’Alta Velocità Torino Lione non serve a nulla tranne a quanti la vogliono realizzare a tutti i costi per evidenti interessi economici affaristici. Interessi che hanno preso il sopravvento sull’interesse pubblico. La politica della repressione e delle ruspe perorata e messa in atto da Governo nazionale e Regione Piemonte non fermerà la resistenza e la lotta notav in Valsusa. La lotta andrà avanti fino a quando non sarà fermata la realizzazione di un progetto che è semplicemente dissennato. Rifondazione Comunista è a fianco di quanti conducono questa lotta”.