ilTorinese

Internet a banda ultralarga per la Scuola di Verrua Savoia

Grazie a Amministrazione Comunale e APS Senza Fili Senza Confini

 

Verrua Savoia – Da una settimana anche la scuola dell’infanzia e primaria di Verrua Savoia è tornata alla DAD, costringendo alunni ed insegnanti davanti ad un pc. Tra le varie difficoltà che questa situazione comporta, alcuni insuperabili, rientrano anche problemi “pratici” legati a una connessione internet adeguata per garantire una buona qualità delle lezioni on-line. Potendo agire su quest’ultimo aspetto, l’Amministrazione Comunale ha chiesto all’Associazione Senza Fili Senza Confini di predisporre un progetto di potenziamentodei collegamenti Wi-Fi nell’edificio scolastico. Venerdì 12 marzo Daniele Trinchero, Presidente dell’Associazione Senza Fili Senza Confini, il Sindaco e le maestre presenti a Scuola, hanno collaudato le nuove apparecchiature installate dall’Associazione che permetteranno navigazione a 50 Mb/s in tutti i locali dell’edificio, indipendentemente dal numero di persone collegate. Il Sindaco di Verrua Savoia, Mauro Castelli, ha dichiarato “Ringrazio il costante impegno di Senza Fili Senza Confini per dare, come sempre ha fatto, valore al nostro territorio”. Il Presidente di Senza Fili Senza Confini, Daniele Trinchero, ha dichiarato “La nuova infrastruttura consentirà comunicazioni bidirezionali stabili e continuative, grazie ad un collegamento Internet dedicato e apparati di rete innovativi. Un modello che potrà essere replicato in altri plessi del nostro territorio”

Anche un Canadair per domare le fiamme sul Musiné

E’ stato impiegato anche un aereo Canadair per spegnere l’ incendio che da ieri pomeriggio ha bruciato le pendici del monte Musinè a Caselette   

Il velivolo ha effettuato lanci di acqua sui due fronti del rogo alimentato dal forte vento.

In azione  anche un elicottero che scarica grosse quantità di acqua da un serbatoio da mille litri.

Valle(Pd): “Cinghiali alla Mandria, che fare?”

È pervenuta la risposta all’interrogazione presentata dal Consigliere Daniele Valle (PD), circa la gestione dei cinghiali all’interno del Parco La Mandria.

“Ho chiesto delucidazioni sul numero di capi abbattuti, sulle modalità di contenimento e sulla gestione del personale dedicato a tali attività perché la presenza dei cinghiali nel Parco La Mandria va seguita con attenzione e ho voluto verificare che la pandemia non avesse avuto qualche ripercussione sulla situazione” dichiara Valle. La Regione ha risposto informando che per il 2020 il totale dei cinghiali abbattuti con gabbie è stato di 388 (su di un totale di 591), dunque circa il 65,6%, mentre la restante parte (156 animali) è stata abbattuta con carabina. Per quanto riguarda le ulteriori azioni messe in campo sono proseguite senza interruzioni le tradizionali attività di contenimento, con impiego di guardiaparco da appostamento su veicolo di servizio o altane e impiego di 47 operatori selezionati.

La Regione ha oltretutto informato che sono state implementate le gabbie di cattura, passate da 25 a 45 e sono state acquistate attrezzature volte al migliorare l’efficacia delle azioni di contenimento (una termocamera, n.6 visori notturni, n. 7 moduli di pastori elettrici da 3 ettari).
“Ho inoltre chiesto se ci fossero problemi di personale ma l’EGAP Parchi Reali ha dichiarato che al momento non risultano particolari problematiche relative alla disponibilità di personale interno soprattutto con le nuove assunzioni di 1 agente e 1 funzionario che sono già stati resi operativi” commenta Valle “continuerò a monitorare la situazione affinchè sia garantita la sicurezza di tutti ed evitati eventuali danni al settore agricolo o alle persone” conclude il Consigliere.

Traffico illecito di rifiuti metallici: 15 arresti

Nella mattinata militari della Guardia di Finanza di Torino, in stretta collaborazione con il Comando Provinciale Napoli, stanno dando esecuzione, nell’ambito dell’operazione “FERRAMIÙ”,

 

ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del locale Tribunale nei confronti di 15 persone (10 in carcere e 5 ai domiciliari), appartenenti ad una associazione per delinquere di matrice internazionale finalizzata al traffico illecito di rifiuti metallici, all’autoriciclaggio di proventi illeciti e all’emissione ed utilizzo di documenti attestanti operazioni inesistenti.

In corso di svolgimento, altresì, perquisizioni nei confronti di decine di soggetti e società, nonché il sequestro preventivo disposto su beni per oltre 130 milioni di euro, tra cui disponibilità finanziarie, immobili, veicoli e quote societarie riconducibili agli indagati.

Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Torino – Direzione Distrettuale Antimafia – P.M. Dott. Valerio Longi – e condotte dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria Torino, hanno consentito di individuare un sodalizio criminoso, a carattere transnazionale, che reperiva sul territorio nazionale rifiuti metallici acquistati “in nero”, predisponendo poi la “copertura” documentale e contabile volta a farli apparire come rottami lecitamente acquistati da imprese aventi sede all’estero, che ne attestavano falsamente la regolarità secondo i requisiti richiesti dalla normativa dell’Unione europea. Successivamente, tali rifiuti venivano consegnati a fonderie o altre società commerciali del settore per essere reimmessi nel circuito produttivo.

In armonia con la legislazione unionale, infatti, affinché i rottami metallici non siano qualificabili come “rifiuto”, il produttore deve redigere e trasmettere ad ogni cessione una “dichiarazione di conformità“, al fine di consentire, in ogni momento, l’individuazione dell’origine del rottame e, dunque, la tracciabilità dello stesso.

Laddove ci si trovi, come nel caso di specie, di fronte ad una cessione “in nero”, la provenienza dei rottami resta ignota, gli stessi non sono tracciabili e, dunque, devono – sempre e comunque – essere considerati “rifiuti” a causa del mancato rispetto delle richiamate disposizioni e, quindi, non sono commercializzabili come rottami metallici.

Per ovviare a ciò, gli indagati provvedevano a predisporre fittizie “dichiarazioni di conformità” aggirando, così, le disposizioni di legge e celando la reale origine del materiale. Inoltre, per poter giustificare contabilmente i pagamenti destinati, di fatto, all’acquisto dei rifiuti “in nero”, si adoperavano per ottenere false fatturazioni emesse da compiacenti società all’estero.

Le investigazioni, avviate nel 2018, hanno preso spunto dall’approfondimento di una segnalazione di operazione sospetta riguardante anomale movimentazioni finanziarie intercorse tra un’impresa avente sede nella Repubblica slovacca ed un’azienda operante nel torinese, con sede secondaria in Campania, per attività di commercio di materiale ferroso.

Secondo le prospettazioni accusatorie, accolte dal G.I.P., l’organizzazione criminale si è rivelata particolarmente complessa e articolata in quanto caratterizzata da una molteplicità di uffici, persone coinvolte, ruoli, mezzi utilizzati, imprese di trasporto, società italiane e straniere e sarebbe stata così appositamente modulata per consentire, attraverso la formazione, la redazione e l’utilizzo di documentazione totalmente falsa, l’illecito traffico di ingentissimi quantitativi di prodotto. Complessivamente, alla luce di quanto ricostruito nel corso delle indagini, dal 2018 sarebbero state movimentate circa 18.000 tonnellate di rifiuti metallici.

I finanzieri hanno tracciato l’attività commerciale e finanziaria formalmente posta in essere dalle entità estere – avvalendosi, grazie all’attivazione del Comando Generale – II Reparto, della cooperazione internazionale fornita da 7 Paesi (Repubblica slovacca, Ungheria, Turchia, Egitto, Pakistan, Cina e Malaysia) – riscontrandone la fittizietà, in quanto tali società sono risultate prive di una sede operativa e di beni immobili.

Sul piano giudiziario, è stata attivata l’Agenzia dell’Unione europea Eurojust per il coordinamento delle indagini oltre confine e l’esecuzione delle attività di custodia cautelare e perquisizione in Repubblica slovacca e Ungheria.

Le odierne operazioni vedono complessivamente coinvolti circa un centinaio di militari appartenenti ad oltre 30 Reparti del Corpo nei territori delle regioni Piemonte (province di Torino, Alessandria e Verbania), Lombardia (province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Milano, Monza-Brianza e Pavia), Emilia-Romagna (Ferrara e Forlì-Cesena), Toscana (provincia di Prato), Lazio (provincia di Roma), Molise (provincia di Isernia) e Campania (province di Napoli, Caserta e Salerno).

Vaccino AstraZeneca sospeso: “Il Piemonte ha deciso per la massima sicurezza dei cittadini”

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE PIEMONTE CIRIO E L’ASSESSORE ALLA SANITÀ ICARDI:

«La decisione di Aifa su AstraZeneca dimostra la lungimiranza del Piemonte, che ha agito con la massima cautela per la sicurezza dei propri cittadini»

«La decisione dell’Aifa di sospendere la somministrazione del vaccino AstraZeneca a livello nazionale dimostra la lungimiranza del Piemonte, che ieri ha saputo agire con la massima cautela per la sicurezza dei propri cittadini. È la prova che nella nostra Regione la campagna vaccinale è monitorata costantemente giorno per giorno h24, pronti a intervenire immediatamente dove se ne ravvisi la necessità. Ora ci auguriamo che Ema chiarisca in fretta ogni dubbio, perché la campagna vaccinale deve poter ripartire in sicurezza e con fiducia»: lo sottolineano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi.

Nelle scorse ore i NAS avevano già iniziato a sequestrare in tutta Italia il lotto che ieri era stato temporaneamente sospeso in Piemonte a scopo precauzionale.

«Procedere con la campagna vaccinale è una assoluta priorità perché il vaccino rappresenta l’unica vera arma per superare l’emergenza che stiamo vivendo da più di un anno ormai – continuano il presidente Cirio e l’assessore Icardi -. In Piemonte andremo avanti continuando e completando le somministrazioni agli over 80 su cui stiamo usando i vaccini Pfizer e Moderna, gli stessi con cui a partire da domani daremo il via alla vaccinazione degli oltre 6 mila disabili nelle strutture residenziali e semiresidenziali piemontesi. Intanto oggi con il supporto dei medici di famiglia è partita la raccolta delle preadesioni anche per i soggetti estremamente vulnerabili e i disabili gravi per i quali sono previsti sempre i vaccini Pfizer e Moderna. Per quanto riguarda invece AstraZeneca, che è stato usato finora per le forze dell’ordine e il personale docente e non docente, abbiamo sentito il ministro Speranza e sospenderemo le somministrazioni per 48 ore in attesa del pronunciamento dell’Ema. Di certo questa non è una buona notizia per il Paese, ma non possiamo che augurarci che questo momento venga superato al più presto e che la campagna vaccinale possa proseguire al meglio perché rappresenta uno strumento indispensabile per tornare alla normalità».

Alla luce della decisione assunta oggi dall’Aifa e dell’ampliamento della campagna vaccinale, che a breve coinvolgerà numeri sempre più importanti della popolazione, la Regione Piemonte ha anche deciso di costituire all’interno della sua Unità di crisi un Gruppo sanitario di supporto alla somministrazione vaccini, per assistere le Asl, i medici e i punti vaccinali del territorio e fornire tutte le informazioni necessarie ad affrontare eventuali momenti di criticità, come accaduto ieri in provincia di Biella. Sarà costituito dalla responsabile piemontese di farmacovigilanza Laura Poggi, dai responsabili dell’Emergenza Covid-19 e del Settore Prevenzione della Regione Piemonte, Gianfranco Zulian e Bartolomeo Griglio, e dal commissario dell’Area giuridico amministrativa dell’Unità di crisi Antonio Rinaudo.

Il Comune di Volpiano nell’Agenzia per lo sviluppo del Canavese

“L’obiettivo è il progresso e lo sviluppo del territorio canavesano”

Il Comune di Volpiano ha rinnovato l’adesione all’associazione «Agenzia per lo Sviluppo del Canavese», che si pone la finalità di promuovere «il progresso e lo sviluppo del territorio canavesano, favorendo l’attività di ricerca e di studio delle problematiche, delle criticità e delle relative soluzioni, nonché delle potenzialità del territorio canavesano al fine di favorire il miglioramento e la crescita di tutte le sue componenti, siano esse culturali, sociali od economiche». Il Comune di Volpiano ha aderito all’agenzia sin dalla sua fondazione, nel 2019, e il sindaco Emanuele De Zuanne è componente del Consiglio direttivo.

«Questa importante associazione – commenta De Zuanne – riunisce realtà imprenditoriali, sindacali e istituzioni pubbliche, con l’obiettivo di intercettare sia finanziamenti che progetti di sviluppo per il Canavese, e di mantenere sul territorio le realtà economiche; inoltre consente di costruire relazioni utili per favorire l’insediamento di attività produttive all’interno della nostra area, come è anche accaduto recentemente a Volpiano».

L’Agenzia per lo sviluppo del Canavese sta lavorando a vari progetti, tra i quali: la mappatura geolocalizzazione delle attività produttive, il marchio «Prodotto in Canavese», nuovi collegamenti viariinfrastrutture digitali, la «Zona Burocrazia Zero» e il «Polo di Eccellenza Digitale».

“I torinesi accolgano la proposta di Appendino”

Di Gian Giacomo Migone

“Odo augelli far festa in casa PD di Torino e dintorni.

Come ovvio, lo stesso vale per la destra torinese. Dopo l’annuncio, umanamente comprensibile e politicamente ineccepibile, con cui Mauro Salizzoni toglie di mezzo la propria candidatura, la pur risicata maggioranza postrenziana con un colpo solo si libera del candidato con le carte migliori per vincere la corsa di sindaco in epoca di pandemia, opporre un diniego alla coraggiosa e lungimirante proposta di Chiara Appendino, trincerarsi dietro allo strumentale rifiuto di coinvolgere la città con primarie aperte, consolidare una candidatura, quella di Lo Russo, soltanto capace di consolidare i pur claudicanti equilibri interni.

Mauro Laus docet! Dopo Saracco e la pur bizzarra  non candidatura di Marchisio, fuori un altro. Tuttavia, ho troppa stima dei miei concittadini per rassegnarmi a questo esito. E’ giunto il momento per tutte gli uomini e tutte le donne libere e forti – le antiche parole di Luigi Sturzo, giustamente riprese da coloro che in questi giorni si battono a Roma contro l’autoliquidazione del PD – di far sentire la propria voce, accogliendo la proposta di Chiara Appendino, per fare della nostra città la sede di sperimentazione della sola alleanza capace di affrontare le sfide derivanti dalla minaccia, in senso metaforico e reale, alla salute pubblica, dalla crescente diseguaglianza aggravata dalla pandemia. Per cogliere le occasioni offerte dal Recovery Fund, per una bella città ecologicamente più sana e più ricca di occasioni di lavoro, soprattutto per giovani, anche immigrati, oggi privi di prospettive.

Trovato con quasi 300 grammi di cocaina “pura”

Riforniva i pusher di zona. Un arresto della Polizia per detenzione e spaccio di stupefacenti

L’attività investigativa degli agenti del Commissariato Barriera Milano ha consentito di trarre in arresto un cittadino nigeriano pregiudicato di 36 anni per produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti. Dalle indagini effettuate, si ritiene che l’uomo rifornisse diversi spacciatori della zona di sostanza stupefacente “pura”.

A fine febbraio vennero arrestati due cittadini stranieri per detenzione di stupefacente. In via Bra, all’interno dell’appartamento in uso ai due, furono trovate 131 dosi di eroina e cocaina, stupefacente che veniva smistato presso le fermate del tram di corso Giulio Cesare.  Nelle fasi antecedenti ai due arresti, gli agenti avevano notato anche un terzo soggetto, il trentaseienne, che era stato visto accedere all’abitazione in questione per poi uscirvi dopo poco tempo.

L’uomo in quella circostanza, senza documenti, veniva fermato da una pattuglia e accompagnato presso gli uffici di Polizia. In merito alla sua presenza all’interno dello stabile di via Bra lo straniero fornì spiegazioni evasive fornendo come domicilio l’indirizzo di una chiesa Evangelica. Una foto di un contatore del gas, nella disponibilità dell’uomo, però, ha portato gli operatori di polizia al reale domicilio che lo straniero aveva eluso nella logica.

Pensando che l’uomo potesse nascondere qualcosa nel suo alloggio, i poliziotti hanno perquisito l’immobile. Infatti, all’interno dell’appartamento in via Asinari di Bernezzo, intestato ad un prestanome, l’uomo deteneva quasi 300 grammi di sostanza stupefacente, 360 euro in banconote di diverso taglio, 4 telefoni cellulari e alcuni mazzi di chiavi. La cocaina è stata trovata in diversi sacchetti, e solo una minima parte era già stata suddivisa in dosi. All’interno della cucina è stato trovato un mixer con evidenti tracce di droga, mentre in un cassetto della scrivania del soggiorno, utilizzata come piano di lavoro, sono state trovate due boccette di insetticida, con molta probabilità utilizzata per tagliare la sostanza, oltre a diverso materiale per il confezionamento, tra cui una macchina per sottovuoto, forbici, accendini e un bilancino di precisione.

Mercoledì all’ippodromo

Mercoledì 17 marzo ultimo appuntamento infrasettimanale all’ippodromo di Vinovo in questa prima fase della stagione prima di rivivere grandi emozioni nel fine settimana come succederà domenica 28 marzo e ancora di più domenica 4 aprile con il ‘Gran Premio Costa Azzurra‘ (da 180mila euro) e successivamente l’11 aprile con il doppio ‘Gran Premio Città di Torino‘ per i Maschi e per le Femmine (due corse da 88mila euro a testa).

Questa settimana invece il clou delle 7 corse al via dalle 14.20 è rappresentato dal ‘Premio Novara‘, miglio per indigeni dai 5 anni in su. Non molti ma tutti eccellenti: come Urora, allieva di Marco Smorgon ed Edoardo Loccisano che la interpreta, sfidata da Vamorgea Dei Rum con Andrea Farolfi e Visto Del Nord insieme a Cosimo Cangelosi. E poi Solista D’Esi, ennesimo allievo dei Gocciadoro affidato a Lorenzo Besana ma anche Agrado con Francesco Di Stefano e l’ospite francese Ulysse De Fountain, allenamento di Loris Ferro e con la guida di Andrea Guzzinati.

Tutto da vedere anche il ‘Premio Divignano’, dedicato alla storica sede del centro di allenamento di Mauro Baroncini, dedicato ai 4 anni disposti su tre nastri per un doppio km, ben tredici infine nella corsa riservata ai Gentleman, il Premio Borgomanero.

Come è sempre stato fino ad oggi, ancora di più con il Piemonte in zona rossa, riunione a porte chiuse e ingresso tassativamente riservato solo agli addetti ai lavori e possibilità di scommettere per gli appassionati solo online. Tutta la riunione potrà essere vista su Unire Tv, canale 220 di Sky, e sui siti di settore