ilTorinese

GiovedìScienza: appuntamento con Nerina Dirindin 

In un momento storico in cui il diritto alla salute è sempre più al centro del dibattito pubblico, GiovedìScienza dedica un nuovo appuntamento, previsto per giovedì 12 febbraio  alle 17.45, presso la Sala dei Mappamondi dell’Accademia delle Scienze Albertine, a uno dei temi più urgenti e decisivi per il futuro del Paese: la tenuta del sistema sanitario pubblico.

Riuscireste a vivere in uno Stato in cui se vostro figlio avesse bisogno di un trapianto di cuore potreste non riuscire a garantirgli le cure, nonostante la medicina possa salvarlo?

È uno scenario che sembra lontano ma che in alcune realtà è già concreto. Eppure la sanità non è solo una voce di spesa: è un investimento sociale, economico e civile. Parlare oggi di sanità
significa parlare di equità, di diritti e di futuro.
A guidare i partecipanti in questa riflessione sarà Nerina Dirindin, una delle voci più autorevoli del panorama italiano sui temi della sanità pubblica e del welfare. Economista pubblica, già docente all’Università di Torino, Dirindin ha unito ricerca accademica e responsabilità istituzionali di primo piano: è stata direttrice generale del Ministero della Salute, Assessore alla sanità della Regione Sardegna e Senatrice della Repubblica. Da anni è inoltre in prima linea nella difesa del Servizio sanitario nazionale come promotrice e coordinatrice della rete “Non possiamo restare in silenzio. La società civile per la sanità pubblica”.

Attraverso dati, esempi e una profonda conoscenza dei meccanismi decisionali, la relatrice offrirà al pubblico gli strumenti per comprendere cosa sta cambiando nel nostro sistema sanitario e perché difenderne i principi fondativi di universalità, equità, solidarietà è una responsabilità collettiva.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

La conferenza si svolge in presenza e sarà disponibile online sul canale YouTube di GiovedìScienza a partire dalle ore 17:45 di venerdì 13 febbraio 2026.

Info: gs@centroscienza.it – 0118394913

Mara Martellotta

San Valentino e Carnevale a Teatro… in alta quota

Al Cinema-Teatro “San Sipario” di San Sicario Alto, l’Amore si festeggia con l’Opera Pop e il Carnevale con lo show del “Mago J”

Sabato 14 e domenica 15 febbraio, ore 21 e 18,30

San Sicario Alto – Cesana Torinese (Torino)

Sarà un tantino freddo, di sera, agli oltre duemila metri della bella San Sicario, in Alta Valle Susa, ma, è ben risaputo, l’Amore (quello con la “A” maiuscola) riscalda i cuori … e forse anche le membra (più o meno), così anche “in alta quota” sarà dato di doverosamente celebrare la Festa di “San Valentino”. Tanto più se detta Festa si terrà al calduccio del Cinema-Teatro “San Sipario” che, per l’occasione, offrirà alle “coppiette” e (per carità!) a tutti gli appassionati di teatro, magari dopo un’intensa giornata sulle nevi, un’esperienza dal fascino inedito e sorprendente.

Sabato 14 febbraio, alle 21, il sipario del “Teatro” di San Sicario Alto, si alzerà infatti su “Opera Pop: Elisir d’Amore”, un’originale produzione della Compagnia torinese “Casa Fools” scritta e interpretata da Luigi Orfeo, attore e regista napoletano, fondatore nel 2005 della stessa Compagnia “I Fools”. Inserita nella mini rassegna del Comune valsusino, la serata è organizzata da “Onda Larsen”, in collaborazione con l’Associazione “Non Solo Neve”, partner del progetto. E quale occasione migliore della “Festa degli Innamorati” per lasciarsi liberamente trasportare dalle note di Gaetano Donizetti in un viaggio appassionato attraverso una delle opere liriche più romantiche di sempre?

In una narrazione serrata di cinquantacinque minuti, Luigi Orfeo mette in scena un riadattamento giocoso che intreccia le celebri vicende di Adina e Nemorino a un mix eclettico di “linguaggi teatrali”: dalla pura narrazione alle più fantasiose “giullarate” e al teatro di figura, dove anche le “marionette” diventano protagoniste insieme ai brani musicali più iconici che hanno fatto la storia della lirica.

Spiegano gli organizzatori: “L’unicità di questo appuntamento di San Valentino risiede nella capacità di Orfeo di agire come traghettatore culturale e sentimentale”. Durante la performance, l’interprete coinvolge il pubblico, spiegando con brio e semplicità i segreti dell’orchestra e le ragioni profonde che rendono l’“Elisir” un capolavoro immortale del celebre compositore bergamasco. Gli spettatori non sono dunque semplici osservatori, ma vengono “accompagnati per mano” nel cuore dell’opera, mentre Orfeo interpreta, con rara maestria, ogni elemento della scena: dai personaggi al coro, fino alla scenografia e alla maestosità del sipario “bordò”“Lo spettacolo è davvero un invito a riscoprire la magia della lirica in una chiave ‘pop’ e coinvolgente, perfetta per chi desidera vivere la sera del 14 febbraio tra arte, sorrisi e l’eterno incanto dell’amore”.

Tutto questo il sabato sera, in onore di un colto, ma senza esagerare, “San Valentino” da trascorrere sulle nevi di casa.

E il “Carnevale”? Tranquilli! Ancora una volta, in quel di San Sicario Alto, c’è sempre la coinvolgente magia del Teatro a venirci in soccorso, con la proposta di un tardo pomeriggio di giochi e di festa, in compagnia di tutta la famiglia, con bambini (soprattutto bambini) a seguito.

Domenica 15 febbraio, infatti, sempre il “Cinema-Teatro Sansipario”a partire dalle 18,30, ospiterà “Mago J Show”, spettacolo scritto e realizzato dal piemontese “prestigiatore anomalo” Jefte Fanetti, artista poliedrico con oltre venticinque anni di esperienza maturata tra “magia comica”, “ mimo”, “circo contemporaneo”, “teatro di strada e acrobatica”. Multiforme combinazione professionale, tutta riversata e ben visibile ed apprezzabile in quel suo “Mago J Show”, che ha già superato il prestigioso traguardo delle 1500 repliche, confermandosi come un “piccolo classico” del teatro per l’infanzia capace di incantare un pubblico “dai tre anni in su”“In sessanta minuti di ritmo serrato, Fanetti, più simile a un maldestro ‘merlo’ che al leggendario ‘Merlino’, costruisce un mondo dove, come accade a Carnevale, l’impossibile diventa quotidiano e dove la comicità nasce dall’errore, dalla sbadataggine e dalla meraviglia”.

Anche qui, il pubblico – dai bimbi, ai genitori e a parentela varia della più varia età – non è mai “semplice spettatore”, ma il vero “motore dell’azione”, fra continui “colpi di scena” e “scoperte inaspettate”. “Attraverso il gioco e l’ironia, lo spettacolo conduce verso un finale poetico e divertente in cui si scoprirà che, in fondo, i piccoli spettatori possiedono un potere magico superiore a quello del ‘Mago J’ stesso. Un appuntamento imperdibile per festeggiare il carnevale tra le montagne”.

Per info: “Onda Larsen”; tel. 351/4607575 o www.ondalarsen.org

g.m.

Nelle foto: Scene da “Opera Pop. Elisir d’amore” e “Mago J Show”

‘Tuccio Costruzioni’, Tar Lombardia annulla interdittiva antimafia

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Il Tar della Lombardia, con la sentenza n. 00230/2026 del 19 gennaio scorso, ha sciolto e fugato ogni riserva di dubbio sulla trasparenza della ‘Tuccio Costruzioni Srl’, annullando definitivamente il provvedimento interdittivo antimafia, ritenuto illegittimo poiché fondato su sospetti meramente apparenti.

Il Prefetto di Milano, ove ha sede l’azienda, aveva infatti adottato la misura afflittiva in data 28 aprile 2025, ora stravolta dai Giudici amministrativi milanesi. L’interdittiva aveva portato infatti alla revoca immediata delle autorizzazioni al subappalto da parte dei Comuni di Nichelino e Vinovo e del Politecnico di Torino, esponendo fattivamente la ‘Tuccio Costruzioni’ e i suoi dipendenti a danni gravissimi che il Tar della Lombardia aveva già scongiurato accogliendo l’istanza di sospensione cautelare del provvedimento ora annullato.

Fatto sta che, in virtù di un sospetto meramente apparente, la ‘Tuccio Costruzioni’, allora amministrata dall’imprenditore Rosario Tuccio mai indagato per reati di stampo mafioso,  dimessosi prudenzialmente da ogni carica sociale durante tutto l’iter giudiziario – sarebbero sfumati lavori pubblici e privati, con  danni d’immagine, stante la pubblicità negativa data da organi di stampa locali e nazionali al caso poi tradottasi in appalti persi, contratti risolti, commesse revocate.

A favore della ‘Tuccio Costruzioni’ e dell’onorabilità dell’omonimo Rosario si era apertamente schierato da subito  il giornalista radiotelevisivo Maurizio Scandurra, anche opinionista de ‘La Zanzara’ di ‘Radio24’.

Leggendo il dispositivo, frutto del lavoro dell’Avvocato Amministrativista Riccardo Vecchione del Foro di Torino, i Magistrati milanesi a proposito dell’indagine evidenziano, nella stesura delle motivazioni di piena assoluzione, un “Eccesso di potere per contraddittorietà, irragionevolezza, illogicità e inopportunità”, e pari grado anche un “Eccesso di potere per carenza di istruttoria e motivazione”, sottolineando, di fatto, la totale inconsistenza delle accuse mosse nei confronti della ‘Tuccio Costruzioni’.

E parlano, riguardo al buon nome dell’Amministratore e all’intero gruppo di imprese che attorno a lui gravitano, di “consistenti sopravvenienze positive al Tuccio idonee di per sé da far virare in modo irreversibile l’impresa dalla situazione negativa alla fuoriuscita definitiva dal cono d’ombra della mafiosità”, certificando ulteriormente in più come “L’assenza del giudizio di attualità del rischio di infiltrazione è stata, peraltro, valorizzata dal medesimo Consiglio di Stato nella recente sentenza n. 7330 del 16.9.2025”, dovuta al fatto che “In tale circostanza il Supremo Consesso ha ritenuto fondato l’appello proposto dalla C.E.T. in relazione ai profili di difetto d’istruttoria e di motivazione tanto con riferimento alla misura interdittiva in sé quanto al diniego della concessione di misura di prevenzione collaborativa di cui all’art. 94 bis del D. lgs. N. 159/2011”.

Ma c’è di più: “L’inidoneità dei fatti contestati al Sig. Rosario Tuccio – si legge ancora scorrendo la Sentenza – per far ritenere sussistente il rischio d’infiltrazione nell’attività imprenditoriale della CET rilevando come “sia la socia di maggioranza, sia il di lei marito (Signor Tuccio) – oggi amministratore di altra società (Tuccio Costruzioni), sia il socio di minoranza (signor Tallarico) non sono mai stati attinti da provvedimento sanzionatorio penale”; né, tantomeno, motivano ancora i Giudici, “Non sono stati introdotti elementi da cui evincere una gestione del Sig. Tuccio nella società in questione né indizi di interferenza dello stesso con le scelte societarie della moglie”.

 In conclusione, “Alla luce di quanto sopra esposto, il decreto prefettizio gravato risulta, pertanto, illegittimo per carenza del necessario giudizio di attualità del rischio di infiltrazione (omissis). Per le ragioni sopra esposte il ricorso è fondato e, per l’effetto, deve essere annullato il gravato decreto prefettizio Prot. Fasc. 12B7/2023-020951 del 28 aprile 2025”.

Ringrazio i Magistrati della Prima Sezione del Tar della Lombardia per aver accertato in maniera inoppugnabile la mia buona condotta. Se fossi stato un mafioso, mai avrei fondato un gruppo di aziende che porta fieramente il mio nome e il cognome di mio padre, uomo da cui ho imparato a fare del lavoro onesto un Vangelo quotidiano. In un momento delicatissimo per il futuro della Giustizia in Italia, oggi tiro un sospiro di sollievo pur contando i cocci e le occasioni di lavoro perse. E adesso riparto dalla sola strada che conosco: umiltà, impegno, lavoro, coraggio e successo”, commenta Rosario Tuccio (nella foto).

Maurizio Blini e le periferie del domani

C’è sempre una frontiera, nei romanzi di Maurizio Blini, e raramente coincide con quella geografica. È un confine umano, fragile, attraversato da inquietudini e rabbie che abitano le periferie delle grandi città. È lì che Blini torna a cercare i suoi personaggi nel nuovo romanzo, E se domani, in uscita il 24 febbraio come allegato de La Stampa e presentato il 19 febbraio alle 18,30 alla Libreria Belgravia di Torino.

Nel suo sguardo la provincia e la periferia non sono mai semplici sfondi. Sono organismi vivi, pulsanti, che respirano con le stesse contraddizioni dei loro abitanti. «Nei miei romanzi — racconta Blini — mi concentro sugli emarginati, sui disillusi, su chi tenta ancora di ribellarsi all’ingiustizia sociale. In E se domani ho voluto accendere i riflettori su un fenomeno che sta cambiando le nostre città: le baby gang, soprattutto latinoamericane, formate da ragazzi giovanissimi, spesso minorenni. Ci troviamo impreparati di fronte ai loro linguaggi, alle loro regole, al loro modo di stare nel mondo. È una sfida, anche per i miei investigatori.»

Il domani” di questi giovani, spiega Blini, non nasce dall’integrazione ma dalla specificità: un’identità rivendicata, tatuata sulla pelle, gridata attraverso la musica e la rabbia. Vivono in simbiosi, nei clan, in quartieri ai margini di città come Torino o Milano, dove i muri parlano di appartenenza, di padri e cartelli della droga, di violenze che sanno di antico e di inevitabile.

Le fragilità dei protagonisti di E se domani non sono confessioni da romanzo psicologico, ma fenditure aperte nella carne sociale. Dietro simboli, numeri e ferite tatuate, questi ragazzi nascondono la fierezza e la temerarietà di chi ha visto troppo presto la morte e non la teme più. «I loro equilibri precari — continua Blini — nascono dalle contraddizioni che li circondano. Spesso non esiste un contraltare che possa salvarli: il loro senso di appartenenza e fratellanza è più forte di ogni regola. Il loro rapporto con la morte è quasi metafisico; la sfidano, la ammirano. Le loro storie crescono da ferite profonde, e forse per questo credono di aver già vissuto abbastanza.»

E se domani, Blini non offre redenzioni facili, ma uno specchio in cui guardare il volto disincantato del presente. Le sue periferie — vive, rumorose, ferite — sono il luogo da cui il “domani” dei suoi personaggi prova ancora, ostinatamente, a nascere.

Valeria Rombolà

Il viaggio degli Arcani: a Torino un corso tra disegno, simboli e ricerca interiore

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Torino torna a essere terreno fertile per l’incontro tra arte, simbolismo e ricerca personale.

In primavera prende il via un corso dedicato al disegno degli Arcani Maggiori dei Tarocchi, un percorso che unisce pratica artistica, immaginario simbolico e riflessione interiore, pensato per chi desidera avvicinarsi ai Tarocchi non come strumento divinatorio, ma come linguaggio culturale e visivo.

Il punto di partenza è la Carta 0, Il Matto, figura emblematica che rappresenta l’inizio di ogni cammino: un personaggio in movimento, sospeso tra slancio e incertezza, che invita a mettersi in viaggio senza mappe precostituite. Attorno a questa immagine si costruisce l’intero percorso del corso, che interpreta gli Arcani come archetipi universali, capaci di raccontare stati d’animo, passaggi di vita e dinamiche interiori che attraversano epoche e culture.

Il corso si svolge presso la Tipolitografia dei Mercanti, nel cuore di Torino, laboratorio artigianale e spazio culturale che negli anni ha ospitato attività formative legate alla calligrafia, al disegno e alla scrittura simbolica. A guidare il percorso è Emanuela Zannetti, da sempre appassionata di Tarocchi e di pratiche artistiche legate al segno e alla stampa, che propone un approccio esperienziale e accessibile, aperto anche a chi non ha competenze tecniche specifiche.

Ogni incontro ruota attorno a un Arcano estratto dal mazzo. La carta viene osservata, analizzata nelle sue iconografie storiche e nel suo valore simbolico, per poi essere reinterpretata attraverso il disegno. Non si tratta di copiare modelli esistenti, ma di entrare in relazione con l’immagine, lasciando spazio a segni personali, variazioni cromatiche e nuovi simboli capaci di dialogare con la tradizione.

Il corso si configura così come un laboratorio di ricerca, in cui sacro e profano, antico e contemporaneo convivono. Il disegno diventa strumento di esplorazione, mentre il confronto tra i partecipanti arricchisce la lettura delle carte, restituendo una pluralità di sguardi e significati.

L’obiettivo non è “imparare i Tarocchi”, ma attraversarli: usare l’arte come mezzo per comprendere meglio se stessi e il mondo, seguendo un viaggio che, come quello del Matto, non ha una vera fine ma si rinnova a ogni passo.

Tipografa dei Mercanti

Via San Tommaso 23/f Torino
tel fisso 011543164
Emanuela Zannetti
cell 345 716 1704

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Casa e ospedali le priorità di Cirio per il Piemonte nel 2026

L’avvio dei cantieri dei nuovi ospedali piemontesi e nuove misure per sostenere l’accesso alla casa sono tra i principali obiettivi che la Regione Piemonte intende realizzare nel 2026. Le linee programmatiche sono state illustrate al Grattacielo Piemonte dal presidente Alberto Cirio insieme agli assessori e ai sottosegretari regionali.

Sanità e edilizia ospedaliera

Gran parte della presentazione è stata dedicata al sistema sanitario regionale, con priorità al contenimento delle liste d’attesa, all’introduzione del nuovo sistema Cup e al piano di edilizia sanitaria. Tra i progetti più rilevanti figurano il Parco della Salute di Torino, per il quale si avvia la Conferenza dei servizi, e i nuovi ospedali di Cuneo, Novara e del Verbano-Cusio-Ossola, con la localizzazione già individuata a Piedimulera.

Cirio ha rivendicato i risultati raggiunti nel 2025, come il completamento di importanti infrastrutture e misure di sostegno alla mobilità e alla cultura, indicando per il 2026 due priorità operative: l’avvio dei nuovi ospedali e il rafforzamento delle politiche abitative. Il presidente ha annunciato una nuova legge sulla casa e il progetto “Una famiglia, una casa”, che punta a ristrutturare almeno mille alloggi pubblici oggi inutilizzabili, destinandoli a giovani nuclei familiari con canoni calmierati. L’iniziativa, finanziata con 36 milioni di fondi europei riprogrammati, mira sia a sostenere la natalità sia a riqualificare il patrimonio immobiliare pubblico.

Politiche abitative e sociali

Attualmente oltre tremila alloggi popolari risultano sfitti per carenze manutentive. Il piano regionale prevede interventi di ristrutturazione con successiva assegnazione tramite bando, con criteri che favoriscano le famiglie con figli e canoni intorno ai 150 euro mensili.

Nel settore sociale, l’assessore Maurizio Marrone ha annunciato nuovi fondi per i caregiver familiari, l’ampliamento del voucher Vesta per il sostegno alle famiglie con figli e un piano di recupero degli immobili degradati da destinare all’edilizia popolare, con l’obiettivo di ridurre le liste di attesa per l’emergenza abitativa.

Welfare, lavoro e formazione

La vicepresidente Elena Chiorino ha sottolineato l’intenzione della Regione di rafforzare strumenti di welfare aziendale e politiche per l’occupazione, con particolare attenzione a donne e famiglie. Tra le priorità anche la formazione sull’intelligenza artificiale, considerata strategica per sostenere la competitività del sistema produttivo piemontese e valorizzare il ruolo di Torino come polo nazionale del settore.

Agricoltura, turismo e commercio

L’assessore Paolo Bongioanni ha annunciato nuovi stanziamenti per oltre 58 milioni destinati al comparto agricolo, con interventi su ricerca e innovazione e l’apertura di nuove sedi della Fondazione Agrion. Prevista anche l’istituzione di un osservatorio sul vino per favorire l’ingresso in nuovi mercati. Sul turismo la Regione punta a rafforzare la promozione internazionale e a partecipare a numerosi eventi fieristici, mentre nel commercio si lavorerà al potenziamento dei distretti e all’aggiornamento della normativa regionale.

Infrastrutture e sicurezza

Per le infrastrutture strategiche, l’assessore Enrico Bussalino ha indicato come obiettivi l’avvio dei lavori della Pedemontana piemontese e dello scalo merci di Alessandria. Sul fronte istituzionale si punta alla riforma delle Unioni di Comuni e all’approvazione del piano regionale per la sicurezza integrata.

Cultura, giovani ed eventi

L’assessore Marina Chiarelli ha illustrato una strategia che integra cultura, pari opportunità e politiche giovanili come leve di sviluppo territoriale. Il bilancio 2026 prevede investimenti superiori ai 45 milioni di euro, con il rafforzamento degli strumenti di sostegno alle realtà culturali e nuovi progetti, tra cui la piattaforma nazionale della danza contemporanea e l’ingresso del Piemonte in Federculture.

Trasporti e mobilità

L’assessore Marco Gabusi ha annunciato il completamento della fornitura dei nuovi treni regionali e l’apertura completa della linea ferroviaria Torino-Ceres. Nel trasporto su gomma partiranno nuove gare per migliorare i servizi, mentre la misura Piemove sarà estesa anche agli studenti delle università private.

Montagna e sviluppo territoriale

Marco Gallo ha evidenziato interventi per ridurre il divario digitale nelle aree montane e programmi per favorire l’insediamento di nuovi residenti e imprese. Previsti inoltre investimenti per il sistema neve e per la modernizzazione delle stazioni sciistiche.

Ambiente, energia e innovazione

L’assessore Matteo Marnati ha annunciato nuove leggi su data center, bonifiche ambientali e tutela del territorio dall’installazione indiscriminata di impianti fotovoltaici. Previsti circa 100 milioni di incentivi per interventi energetici, mobilità sostenibile e riqualificazione urbana.

Economia e imprese

Secondo l’assessore Andrea Tronzano, i dati economici mostrano segnali di ripresa, con crescita del numero di imprese attive e riduzione della disoccupazione. La Regione intende proseguire con politiche di attrazione degli investimenti, sostegno al credito e rafforzamento della presenza sui mercati internazionali.

Pubblica amministrazione e patrimonio

L’assessore Gian Luca Vignale ha indicato tra le priorità la semplificazione amministrativa, con un disegno di legge per ridurre la burocrazia e migliorare l’efficienza della macchina regionale. Previsti anche interventi di valorizzazione del patrimonio pubblico, tra cui siti storici e complessi monumentali, oltre al potenziamento funzionale del Grattacielo Piemonte.

NPL e immobili: Torino, il mercato degli investimenti passa dal territorio

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Dal credito deteriorato alle case reali: come cambia il real estate urbano e perché oggi l’agente immobiliare è una figura centrale

Per anni il mercato italiano dei crediti deteriorati è stato dominato dalle grandi cessioni bancarie e dai fondi internazionali. Un mondo fatto di maxi portafogli, numeri astratti e operazioni lontane dalla vita reale delle città.

Oggi quella stagione è finita.

Negli ultimi anni il vero motore del settore è diventato il mercato secondario, composto da singole posizioni e piccole operazioni spesso garantite da immobili reali: appartamenti, palazzine e locali commerciali che tornano sul mercato attraverso ristrutturazioni, vendite e valorizzazioni mirate.

 

E a Torino questo cambiamento è già evidente.

Sempre più opportunità di investimento nascono da immobili provenienti da procedure esecutive, vecchi finanziamenti bancari o posizioni deteriorate. Non più numeri su fogli di calcolo, ma patrimoni concreti che richiedono competenza territoriale per essere recuperati e rilanciati.

Quartieri come Crocetta, storicamente residenziali e molto richiesti, stanno vivendo una nuova fase di interesse da parte di investitori che acquistano immobili da riqualificare per poi rivenderli o metterli a reddito. Qui il valore non nasce dalla speculazione finanziaria, ma dalla capacità di leggere il mercato reale: prezzo corretto, domanda effettiva, potenziale di trasformazione.

Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse di investitori privati, family office e operatori locali che lavorano su singole opportunità immobiliari. Il modello è semplice e concreto: acquistare, ristrutturare, valorizzare.

Un approccio che si adatta perfettamente a una città come Torino, caratterizzata da un ampio patrimonio immobiliare, prezzi ancora accessibili rispetto ad altre grandi metropoli e una domanda costante di affitti, soprattutto nelle zone centrali e semicentrali.

In questo scenario anche il ruolo dell’agente immobiliare si è trasformato profondamente.

Non più solo intermediario tra venditore e acquirente, ma sempre più consulente di investimento, valutatore reale degli asset e facilitatore di operazioni complesse. Oggi l’agente evoluto individua opportunità, stima margini di valorizzazione, guida l’investitore nelle scelte e trasforma immobili problematici in operazioni sostenibili e redditizie.

Torino sta diventando uno dei laboratori più interessanti di questo nuovo real estate urbano: quartieri in trasformazione, immobili da riqualificare, forte richiesta abitativa e nuove logiche di investimento più agili e territoriali.

Con tassi di interesse ancora elevati e nuove difficoltà economiche per famiglie e imprese, il legame tra credito e immobiliare è destinato a rafforzarsi ulteriormente nei prossimi anni. Aumenteranno le situazioni in cui il recupero del valore passerà proprio dagli immobili.

Il futuro del mercato non sarà fatto solo di grandi fondi e maxi operazioni, ma soprattutto di investitori locali, immobili concreti e competenze reali sul territorio.

Il mattone torna così al centro dell’economia urbana.
E con esso torna centrale la figura dell’agente immobiliare moderno: non più semplice mediatore, ma protagonista attivo nella creazione di valore.

 

Massimiliano Valdini
Agente immobiliare Gabetti e procuratore generale  RICCARDOMATTEO SRL INVESTIMENTI IMMOBILIARI E GESTIONE CREDITI, consulente in operazioni di valorizzazione immobiliare – Torino

Incidente in Tangenziale Nord a Collegno: bloccata per scontro veicoli

Pomeriggio di caos sulla tangenziale Nord di Torino, all’altezza di Collegno in direzione sud, dove un furgoncino si è scontrato con un’utilitaria. Per fortuna, nell’impatto non risultano feriti. Il sinistro ha provocato rallentamenti pesanti sia viaggiando verso nord che verso sud. Sul posto è giunta la polizia stradale di Torino-Settimo per ricostruire la dinamica, insieme agli ausiliari del traffico Itp.

VI.G

Smog, fino a venerdì 13 febbraio confermato il livello 0 (bianco)

Prosegue fino a venerdì 13 febbraio  compreso – prossimo giorno di controllo – l’applicazione delle sole misure strutturali di limitazione al traffico: sulla base dei dati previsionali sulla qualità dell’aria forniti da Arpa Piemonte è stato infatti confermato il livello 0 (bianco) delle misure antismog.

Eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, verranno comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entreranno in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina dedicata .

TorinoClick

Posata la prima pietra del nuovo Club Med di Sansicario

È stata una giornata storica quella di martedì 10 febbraio scorso per Cesana Torinese, l’alta Valle di Susa e il Piemonte intero. È  stata posata, infatti, la prima pietra del nuovo Club Med di Sansicario, un gesto semplice ma carico di significato.
Al termine della stagione sciistica, nel prossimo mese di aprile, si aprirà il cantiere per il nuovo complesso Med  a Sansicario, con data di fine lavori prevista per il dicembre 2028, il tutto per una spesa di 130 milioni di euro.
Nascerà nel cuore della via Lattea un complesso da 500 camere, che potrà ospitare fino a mille turisti e con una ricaduta in termini di posti di lavoro di 400 unità.
Si è trattato di una giornata storica caduta esattamente vent’anni dopo le Olimpiadi di Torino 2006 e cinquanta anni dopo la medaglia d’oro olimpica vinta da Piero Gros, che ha voluto portarla il giorno dello scoprimento della prima pietra come buon auspicio.

L’evento è  stato condotto da Arnaldo Aiolfi, AD di Club Med Italia, alla presenza del Presidente di Club Med Stéphane Maquaire.
Tra le tante autorità presenti l’Assessore Regionale alla Montagna Marco Gallo, il Vicesindaco della Città Metropolitana Jacopo Suppo, il presidente dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea Mauro Meneguzzi con tutti i Sindaci dell’Unione Montana.
A fare gli onori di casa il sindaco di Cesana Daniele Mazzoleni che ha voluto ripercorrere la storia di Sansicario

“Oggi è una giornata storica per il nostro paese. La posa simbolica della prima pietra di fatto apre il cantiere che porterà a Cesana il nuovo grande resort del Club Med. Sansicario è strategico per tutta l’area della Via Lattea e in una settimana di vacanza, volendo, si può ogni giorno cambiare area sciabile in questo quarto comprensorio a livello mondiale. Un grazie a tutti i colleghi Sindaci che, con le loro amministrazioni, hanno seguito questo iter del Club Med da Roberto Serra a Lorenzo Colomb e Roberto Vaglio, con l’assessore Marco Vottero, elemento di collegamento di tutte le amministrazioni”.

“Con questa cerimonia si completa una prima parte del grande lavoro che amministratori e uffici da tanti anni ormai stanno seguendo – ha spiegato il Presidente dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea Mauro Meneguzzi – Club Med con oggi concretizza un tassello importantissimo di quello che è lo sviluppo dell’economia in valle. Con questo investimento un grande gruppo  come Club Med ha capito l’importanza del sistema neve  in Alta Valle di Susa. I Comuni sono al fianco di Club Med e a disposizione di Club Med per creare economia e farci conoscere ancora di più nel mondo”.

Al termine degli interventi, tra i quali quello di ringraziamento del sindaco di Cesana Daniele Mazzoleni, sulla Pista 74 di Sansicario, vi è stato uno ski show, con la presenza di tutti gli sci club della via Lattea, che già guardano alla stagione 2028-2029, quando il resort porterà i primi sciatoria cimentarsi con queste piste.

Mara Martellotta