ilTorinese

Circolo della Scherma Ramon Fonst, successo in Romania

Parte nel migliore dei modi il 2026 per il Circolo della Scherma Ramon
Fonst. A Bucarest, nei Campionati Nazionali della Romania, incetta di
medaglie: Luca JURAVLE vince per la seconda volta in carriera il titolo
U20, realizzando una prestigiosa doppietta dopo la vittoria in autunno
nella Coppa nazionale, e bissa il titolo vincendo anche la gara a
squadre. Nella categoria U17 arriva l’argento individuale per Robert
GHETU e quello a squadre U20 per la giovanissima Giulia Maria LEVRONE. A
Brescia, nella seconda prova nazionale di qualificazione, è ancora
Robert GHETU a centrare il risultato più prestigioso del fioretto
piemontese, piazzandosi al 6° posto su 220 partecipanti, sconfitto solo
dal vincitore frascatano Mancini per 15-10.

La chiusura di questo fine settimana di gare del Maestro del Circolo
torinese Paolo Cuccu:

_“Partiamo come abbiamo concluso lo scorso anno: vincendo medaglie
pesanti. Luca JURAVLE, classe 2007 dimostra la sua costante crescita
andando a vincere il titolo U20 a Bucarest, peccato che la
contemporaneità delle date gli abbia impedito di essere presente a
Brescia, e così per entrare ai Campionati Italiani dovrà affrontare un
lungo percorso di qualificazione che parte dalla prova regionale. Non
sarà così per Robert GHETU, che entra nella lista dei qualificati
diretti sia per i Cadetti che per i Giovani, e nella sua categoria si
propone come uno degli aspiranti al podio. Brava anche Giulia Maria
LEVRONE, classe 2012, in Italia è ancora U14 ma in Romania può già
disputare le gare con i più grandi. Nella gara degli U17 si è piazzata
all’11° posto individuale ed ha vinto la gara squadre, prendendo
l’argento anche in quella delle U20.”_

Il prossimo week and vedrà in pedana la Coppa del Mondo U20 in Tunisia,
ad Hammamet, con in pedana Luca JURAVLE e Robert GHETU, accompagnati dal
Maestro del Circolo Paolo Cuccu, poi ci sarà il Gran PRIX FIE di
Torino, lo “Slam della scherma”, con le qualificazioni del fioretto
maschile di venerdì 6 febbraio che vedranno ancora protagonista il
nostro Luca JURAVLE.

Il futuro di Torino Nord

Le grandi sfide urbanistiche, sociali e culturali che riguardano Barriera di Milano e la periferia Nord di Torino. Se ne parla mercoledì 28 gennaio alle ore 18.00 nella sede del Circolo Arci Risorgimento in via Poggio 16.

Il quartiere sarà perno di cambiamenti urbanistici e sociali, per questo la comunità che lo abita sente l’esigenza di confrontarsi riguardo alla vivibilità del quartiere, la qualità della vita, la sicurezza, la cura del territorio e dei servizi pubblici. Per questo abbiamo organizzato un incontro pubblico con
– l’assessora alla Transizione ecologica e digitale, politiche per l’ambiente, innovazione, mobilità e trasporti Chiara Foglietta
– ⁠la Segretaria del Pd della sesta Circoscrizione, Teresa Vercillo.
Modera, per il Circolo Banfo, Rosario Riggio.

Torino nord, e in particolare il territorio della Circoscrizione 6, é al centro di interventi importanti di trasformazione che ne cambieranno il volto, dalla  Linea 2 della metropolitana, alle Piscine Sempione e all’Area ex Gondrand, dalla Manifattura Tabacchi al progetto Aurora Barriera su corso Palermo.

La verità obliqua del dolore: Solo un ragazzo di Elena Varvello

TORINO TRA LE RIGHE

 
Ci sono libri che non si scelgono: sono loro a chiamarci. Solo un ragazzo di Elena Varvello (Einaudi) è uno di questi. Incontrato quasi per caso, ha subito esercitato una forza silenziosa, nonostante una trama che, sulla carta, sembrava lontana dai miei territori di lettura. Giallo o romanzo di dolore? Nessuna delle due cose, eppure entrambe. Perché Solo un ragazzo vive in una zona obliqua, intraducibile con categorie nette, come avverte la stessa autrice: «Tutta la verità. Ma obliqua».
Il romanzo si apre con un’immagine perturbante. Siamo nel 2009: un gruppo di adolescenti si inoltra nel bosco, luogo proibito e carico di memoria. Scoprono una capanna: dentro, pochi oggetti – un cacciavite, una tazza, uno spazzolino – e un’aria inquieta, come se qualcuno fosse ancora lì, nascosto nel buio. È un inizio che non spiega, ma insinua. E da quell’ombra prende avvio una storia che affonda le radici vent’anni prima, nell’estate del 1989.
Sara e Pietro sono ormai anziani quando li incontriamo. Sono passati diciannove anni dalla perdita del figlio, ma il tempo non ha attenuato il dolore: lo ha solo trasformato. Pietro continua ad alzarsi ogni mattina pensando a ciò che avrebbe potuto dire o fare. Sara, invece, spesso non trova un motivo per alzarsi affatto. Il loro è un lutto vissuto in direzioni opposte, inconciliabili. Sara è un personaggio di una verità disarmante: dura, stanca, incapace di partecipare alla vita delle figlie, eppure attraversata da una luce ostinata, quella di un amore che perdona tutto. Per lei è sempre stato “solo un ragazzo”. Per Pietro, invece, quel figlio adolescente resta una presenza enigmatica, difficile da riconoscere, distante, con quel sorriso frequente e il freddo che non lo abbandona nemmeno d’estate.
Attorno a questo nucleo familiare, Varvello costruisce una coralità dolente. Le due figlie, Amelia e Angela, reagiscono al trauma in modo opposto: una cercando rifugio in una vita ordinata e in una religiosità rigida, l’altra scegliendo la fuga e l’autodistruzione. Nessuno resta davvero intatto. Il dolore si infiltra nelle relazioni, congela le esistenze, modifica per sempre i legami.
La domanda, inevitabile, accompagna il lettore per tutta la narrazione: cosa è successo davvero quell’estate? Perché nessuno ha capito cosa stava attraversando quel ragazzo? Perché entrava nelle case di nascosto, cosa cercava? Ma Solo un ragazzo non è un romanzo che offre risposte definitive. Varvello non indaga, non giudica, non spiega. Osserva. Lascia che siano le voci, i ricordi, i silenzi a raccontare. È una storia di non detti, di bugie, di solitudine portata “a compimento”, che diventa punto di non ritorno per un’intera comunità.
Uno degli elementi più potenti del romanzo è la lingua. Elena Varvello, poetessa, lavora sulle parole con precisione e sensibilità: il ritmo è asciutto, le immagini sono evocative, gli oggetti diventano simboli. Il bosco, che avvolge e nasconde, sembra non avere fine; eppure, anche nel fitto delle sue ombre, a tratti filtra una luce. È la luce dell’amore, della speranza ostinata, della possibilità – forse – di un’accettazione.
La struttura narrativa, fatta di continui avanti e indietro nel tempo e di cambi di punto di vista, non disorienta mai. Al contrario, accompagna il lettore in un percorso emotivo intenso, dove presente e passato spesso si confondono, come accade nella memoria di chi ha vissuto una perdita irreparabile. Le pagine scorrono velocissime, la tensione resta alta, non perché si cerchi un colpevole, ma perché si desidera comprendere, sentire, avvicinarsi.
Solo un ragazzo ha la potenza di un thriller senza esserlo e la forza di un romanzo di formazione senza esserlo. È una storia che passa “di bocca in bocca”, come un’ombra intravista, come un dubbio che resta. Un libro che non consola, ma accompagna. Che non spiega, ma scava. E che, una volta chiuso, lascia il desiderio di abbracciare tutti i suoi personaggi, nessuno escluso, e di sussurrare loro – forse a noi stessi – che sì, la vita è ingiusta, ma certe presenze non se ne vanno davvero.
Elena Varvello, torinese, classe 1971, poetessa e scrittrice, docente alla Scuola Holden, con questo romanzo conferma una voce unica nel panorama letterario contemporaneo. Perché, come sappiamo, non è il tema a fare la differenza, ma il modo in cui viene raccontato. E Solo un ragazzo è un libro che non si dimentica.
MARZIA ESTINI

Just the Woman I Am, ecco come sarà la tredicesima edizione 

E’ stata ufficialmente presentata ieri la tredicesima edizione di Just the Woman I Am, la corsa–camminata non competitiva di 5 chilometri per raccogliere fondi a sostegno della ricerca universitaria sulla salute e sul cancro, che dal 6 all’8 marzo tornerà ad animare Torino.  

Dal 2014, Just the Woman I Am è l’evento organizzato dal Centro Universitario Sportivo torinese, in collaborazione con l’Università e il Politecnico di Torino. Un appuntamento ormai simbolo, capace di coinvolgere ogni anno cittadini, associazioni, studenti e sostenitori, tutti accomunati dalla scelta di partecipare e non mancare.

La partenza, domenica 8 marzo, sarà alle 15.30 dal Parco del Valentino, con arrivo in piazza Castello. Dal 6 all’8 marzo tornerà inoltre in piazza Castello e in piazzetta Reale il Villaggio della Prevenzione, spazio dedicato alla promozione della salute e alla sensibilizzazione. Qui saranno presenti stand dedicati alle visite preventive gratuite, al counseling, alla presentazione delle associazioni no profit, oltre a convegni e webinar divulgativi. Sempre in piazza Castello tornerà anche il tradizionale Spazio Incontri ospitato sotto la caratteristica cupola trasparente.

Le grandi novità dell’edizione 2026, che rafforzano l’impegno sui temi della cura, della prevenzione e della solidarietà, saranno due. Nasce e si sviluppa “Just for Pet”, un progetto dedicato a celebrare e sostenere il profondo legame tra esseri umani e animali, una risorsa per la salute e la qualità della vita con particolare attenzione alla prevenzione e al supporto terapeutico, soprattutto in ambito oncologico. Accanto a questo progetto nasce anche la Just Virtual Run, con appuntamenti a Milano (14 marzo), Roma (21 marzo) e Parigi (11 aprile), occasioni di incontro e condivisione per camminare o correre insieme, rafforzando una community sempre più ampia e internazionale, unita dagli stessi valori di empatia e solidarietà e sostegno alla ricerca, alla cura e alla prevenzione.

Alla presentazione della manifestazione hanno preso parte, in qualità di relatori, Riccardo D’Elicio, Presidente del Centro Universitario Sportivo torinese, Cristina Prandi, Rettrice dell’Università di Torino, Stefano Corgnati, Rettore del Politecnico di Torino, Federico Riboldi, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Jacopo Suppo, Vicesindaco della Città Metropolitana di Torino e Domenico Carretta, Assessore allo Sport della Città di Torino.

“Just The Woman I Am è diventata negli anni un rito collettivo che trasforma le nostre strade in un palcoscenico di impegno civile e prevenzione – ha commentato l’assessore Carretta -. La Città è orgogliosa di farne parte e di sostenere un evento che mette al centro il benessere della persona e il valore della ricerca universitaria, dimostrando come lo sport sia lo strumento più potente per diffondere messaggi fondamentali come la tutela della salute e la parità di genere. Vedere migliaia di persone correre, unite da un obiettivo comune, dal parco del Valentino fino al cuore di piazza Castello, è la testimonianza più bella che una città possa dare”.

Le iscrizioni alla Just The Woman I Am sono aperte sul sito https://jtwia.org/iscrizioni/.

TorinoClick

Morte di Davide Borgione, ascoltato l’automobilista coinvolto

Nella notte tra il 24 e il 25 gennaio a Torino è morto Davide Borgione, 19 anni, trovato a terra accanto alla sua bici elettrica in zona San Salvario. Il giovane, rientrato da una serata in discoteca, è deceduto poco dopo il ricovero al Cto per un grave trauma cranico.

Le indagini della Polizia Locale, coordinate dalla Procura, ipotizzano che Davide possa essere caduto autonomamente dalla bicicletta e che un’automobile lo abbia urtato mentre era già a terra. Il conducente del veicolo, individuato tramite le telecamere, è stato ascoltato dagli inquirenti e ha dichiarato di non essersi accorto di nulla.

La sua posizione è ora al vaglio della magistratura, che valuta l’ipotesi di omissione di soccorso. Ulteriori accertamenti, compresa l’autopsia, serviranno a chiarire le cause esatte della morte e le eventuali responsabilità.

Rimpatriato in Tunisia 40enne socialmente pericoloso

Nelle scorse ore la Polizia di Stato ha rimpatriato, con volo da Milano Malpensa per Tunisi e scorta internazionale, un cittadino tunisino socialmente pericoloso e destinatario di un provvedimento di espulsione emesso dall’Autorità Giudiziaria.

Il 40 enne, gravato da plurime condanne per reati commessi dal 2008 fino al 2017 e da diversi precedenti di polizia, si è contraddistinto per la gravità delle condotte poste in essere, anche in costanza di arresti domiciliari e di carcerazione, in particolare: violenza sessuale di gruppo, resistenza, minaccia e porto d’armi, lesioni personali, guida in stato d’ebrezza, sequestro di persona, furto, detenzione illegale di una spada – nello specifico una katana di 1 metro e 72 cm di lama- e spaccio di stupefacenti.

Sono stati inoltre molteplici e gravi gli episodi di rilievo disciplinare commessi dall’uomo all’interno dei vari istituti di pena ai quali lo stesso nel tempo è stato assegnato, indice della propria indole violenta.

Ritracciato sul territorio di Ravenna, il tunisino è stato associato presso il CPR Brunelleschi di Torino con provvedimento convalidato dapprima dal Giudice di Pace e successivamente dalla Corte d’Appello di Torino, ai sensi dell’art.6 del d.lgs 142 del 2015. La Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale ha inoltre negato per manifesta infondatezza la domanda di protezione internazionale presentata dall’uomo che, avendo rinunciato ai termini per la proposizione del ricorso, è divenuto nuovamente rimpatriabile.

Pertanto, acquisito il lasciapassare dal Consolato della Tunisia, è stato organizzato il rimpatrio con scorta internazionale dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Torino e di Ravenna, essendo lo straniero ostile al rimpatrio nel proprio Paese d’origine.

Approvato il Documento economia e finanza regionale

Il Consiglio ha approvato a maggioranza il Documento economia e finanza regionale (Defr). Nella seduta di domani è prevista la votazione sulla nota di aggiornamento.
Nel suo intervento, l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano ha spiegato che “il quadro di programmazione della Regione esiste ed è definito, così come le previsioni economiche che indicano una crescita del Pil, basate sulle analisi tecniche elaborate da Ires Piemonte. So che il ruolo della politica è anche quello di assorbire le critiche, il confronto politico è legittimo e doveroso, ma non può mettere in discussione il lavoro serio e trasparente svolto da dirigenti, funzionari e strutture dell’amministrazione regionale. Durante la discussione sul bilancio avremo modo di affrontare puntualmente tutte le osservazioni”.
Osservazioni e critiche che sono arrivate dalle opposizioni, con Gianna PenteneroAlberto AvettaFabio IsnardiDomenico RossiEmanuela Verzella (Pd) che parlano di “documento fotocopia dello scorso anno che non dà risposte alle criticità della sanità territoriale, sullo spopolamento delle aree interne e sulla crescente fragilità sociale, con un Pil che cresce solo grazie al Pil”.
Per Vittoria Nallo (Sue) “I giovani continuano ad andare via dalla nostra regione e non emerge alcuno scatto di orgoglio capace di invertire questa tendenza”.
“Abbiamo affrontato una discussione senza sapere di cosa stessimo parlando – ha affermato Alice Ravinale (Avs) – a partire dall’aumento gettito Irap su cui abbiamo chiesto più volte chiarimenti”.
Alberto Unia (M5s) ha sottolineato che “i singoli capitoli non risultano elaborati con il livello di approfondimento che ci saremmo aspettati da un documento che dovrebbe orientare la programmazione economica e finanziaria della Regione”.
Nella seduta del mattino sono state discusse e respinte a maggioranza dodici richieste di sospensiva della discussione presentate dalle opposizioni.

Ufficio stampa CRP

Bilancio regionale, Tronzano: “Serietà, trasparenza e rispetto delle regole”

“Governiamo questa Regione da sette anni e, in tutto questo periodo, la Corte dei Conti ha sempre espresso un giudizio positivo di parificazione sul rendiconto generale, attestando regolarità contabile, copertura delle spese e rispetto degli equilibri di bilancio secondo i parametri tecnici previsti. Rispetto il diritto delle opposizioni di esprimere le proprie valutazioni, ma i cittadini meritano un’informazione corretta e fondata,  non polemiche strumentali”. Così l’assessore al Bilancio della Regione Piemonte, Andrea Tronzano, replica alla conferenza stampa odierna di alcuni gruppi consiliari.
“Il parere richiamato dalle opposizioni – prosegue Tronzano – è stato espresso dal precedente Collegio dei Revisori, su una bozza di bilancio predisposta con i dati disponibili a settembre. Da allora la manovra è stata aggiornata in modo sostanziale: sono state integrate risorse vincolate statali e comunitarie, adeguate le stime di entrata, ridefinite alcune poste di spesa e recepite le indicazioni emerse nel confronto con il Consiglio. Il nuovo Collegio dei Revisori, insediatosi il 1° gennaio, esprimerà il parere definitivo che sarà allegato alla legge come previsto dalla normativa. Affermare che vi sia stata una bocciatura equivale a distorcere i fatti. I revisori uscenti hanno legittimamente sospeso una valutazione sugli equilibri in attesa dei dati aggiornati. È una prassi tecnica, e sarà il nuovo parere, sulla base della manovra definitiva, a offrire una valutazione completa. Anticipare giudizi è fuorviante”.
L’assessore Tronzano dichiara inoltre: “Smentisco nel modo più netto l’esistenza di debiti fuori bilancio. Le risorse previste a copertura degli impegni sono regolarmente allocate nei capitoli di spesa. Parlare di debiti fuori bilancio significa evocare obbligazioni prive di copertura, e non è questo il caso: ogni voce è contabilizzata con piena tracciabilità. Sul fronte della trasparenza – aggiunge Tronzano – il dialogo con il Consiglio è stato continuo, dettagliato e documentato. Ogni variazione della manovra è stata discussa nelle sedi competenti, nel rispetto delle prerogative istituzionali. L’opacità non ci appartiene: al contrario, la complessità del contesto richiede un confronto responsabile e non una semplificazione polemica”.
“Le scelte compiute, incluse quelle sulla rimodulazione dell’IRPEF, rispondono alla necessità di garantire servizi essenziali in un contesto di risorse calanti e consentiranno un risparmio a partire dal prossimo anno, quando entreranno in vigore i nuovi scaglioni nazionali. La priorità è tutelare le fasce più deboli e non rinunciare agli investimenti strategici. Sul trasporto pubblico locale e sul sostegno agli enti locali è aperto un confronto costante per allocare al meglio le risorse disponibili, con l’obiettivo di superare gli squilibri territoriali senza tagli lineari”.
In conclusione Tronzano afferma che “in un momento economico complesso serve senso di responsabilità. Il nostro compito non è inseguire slogan, ma costruire un bilancio solido, credibile e coerente con le esigenze del territorio. Questo abbiamo fatto, nel rispetto delle regole e con spirito istituzionale. Il resto appartiene alla mera strumentalizzazione politica, che evidentemente è propria delle opposizioni e non di chi, come noi, governa con equilibrio e senso di responsabilità.”

Nas Torino, sanità e farmaci nel mirino: 14 arresti in 450 strutture

Oltre 90 persone denunciate, 14 finite in manette, 54 sanzioni amministrative e tre misure cautelari con divieto di avvicinamento. È il bilancio dei controlli svolti nel 2025 dai carabinieri del Nas di Torino, che hanno eseguito oltre 70 perquisizioni in varie regioni italiane, passando al setaccio 450 strutture dei settori sanitario e farmaceutico.

Nel corso delle verifiche sono emersi episodi di gravi maltrattamenti in strutture sanitarie, traffico illecito di stupefacenti, somministrazione di farmaci scaduti, abbandono degli ospiti, esercizio abusivo della professione sanitaria, oltre a casi di falso materiale e sostituzione di persona. Per sei strutture è stato disposto il provvedimento di sospensione dell’attività o il sequestro, a causa di gravi carenze strutturali e di gestione.

Nel settore farmaceutico sono state effettuate circa 40 ispezioni mirate, che hanno portato alla denuncia di 10 persone per reati che vanno da atti falsi alla somministrazione di medicinali scaduti o utilizzati in modo pericoloso per la salute pubblica, oltre a sanzioni per violazioni della normativa di settore. In totale sono state commesse sanzioni per oltre 60mila euro e ritirati dal mercato farmaci e dispositivi medici per un valore di circa 21mila euro.

VI.G

Margherita, la “Regina – madre degli Italiani” che cavalcò il futuro

Alla “Palazzina di Caccia” di Stupinigi, un “programma diffuso” per raccontare, nel Centenario della scomparsa, la regina più moderna d’Italia

Da gennaio a luglio 2026

Secondo lo storico e saggista astigiano Ugoberto Alfassio Grimaldi, fu il personaggio politico dell’Italia unita che seppe destare, con tutti i “distinguo” d’obbligo, “dopo Giuseppe Garibaldi e Benito Mussolini, i maggiori entusiasmi nelle classi elevate e nelle classi umili”. Abbigliamento sempre elegante e ricercato, una costante affabilità e una profonda cultura, ma soprattutto un’assetata curiosità del “nuovo”, delle emergenti (fantascienza in allora) innovazioni tecnologiche, tanto da far pensare (ah, se avesse avuto fra le mani la micidiale arma di uno smartphone!) all’odierna figura di un’“influencer” decisamente ante litteram, la regina Margherita di Savoia (all’anagrafe Margherita Maria Teresa Giovanna di Savoia – Genova; Torino, “Palazzo Chiablese”, 1852 – Bordighera, 1926), andata in sposa a re Umberto I e prima regina consorte d’Italia, sarà la grande protagonista di un ricco calendario di iniziative, in programma alla “Palazzina di Caccia” di Stupinigi, per ben sette mesi, da questo gennaio al prossimo luglio, teso a celebrare, attraverso articolati “passaggi” della sua vita, il Centenario della sua scomparsa, avvenuta a 74 anni, nell’amata “Villa Margherita” (suo “buen retiro” invernale) di Bordighera. Un ricco calendario di eventi che vuole avere, quale filo conduttore, proprio il suo sorprendente desiderio di “modernità” (fu anche grande appassionata di alpinismo e prima donna a scalare nel 1889 la “Punta Gnifetti” sul Monte Rosa) e quell’innata capacità di universale “fascinazione” (anche oltre le mura reali) che le valsero significativi omaggi popolari e poetici: dalla celebre “pizza Margherita” creata per lei a Napoli da tal pizzaiolo Raffaele Esposito, alla famosa “ode” carducciana “Alla regina d’Italia”, scritta e a lei dedicata dal “poeta dei paesaggi maremmani”, subito dopo la visita bolognese dei sovrani nel novembre del 1878.

“Margherita. Un secolo di storia” è il titolo di un progetto trasversale che intreccia storia, costume, mobilità e gusto, sviluppato grazie alla collaborazione con il “MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile”, collezionisti privati e altre realtà non solo culturali, tra cui “Museo del Cioccolato e del Gianduja Choco-Story Torino” e “Pfatisch”.

Cuore del programma è la mostra “Sulle strade della Regina. Alle origini dell’automobile moderna”, in programma dal 5 marzo al 28 giugno nella “Citroniera di Ponente” e realizzata in collaborazione con il “MAUTO”“Undici automobili originali” di fine Ottocento e inizio Novecento (dalla “Benz Victoria”, 1893 alla “Fiat Tipo Zero A” del 1913), affiancate da “nove carrozze storiche” provenienti dalla prestigiosa collezione privata “Nicolotti Furno”, raccontano di quando cavalli e motori cominciarono a condividere le stesse strade e il futuro cominciò a “prendere velocità”. Un tema che riflette perfettamente la figura di Margherita, lei stessa dotata di “patente di guida” e proprietaria di una scuderia di ben “tredici automobili”.

Accanto alla mostra, il percorso “Le stanze di Margherita” (che s’insediò nella “Palazzina” fra il 1901 ed il 1919, prima della sua trasformazione in “Museo”) accompagna i visitatori all’interno dell’ “Appartamento di Levante” e in altri spazi, mettendo a confronto fotografie storiche e ambienti attuali. Ne emerge il ritratto di una regina stupenda “interior design”, capace di rendere abitabile e personale anche una residenza monumentale, dove introdusse nuovi comfort (dai servizi igienici con acqua calda e fredda all’ascensore a pompa idraulica recentemente restaurato), portando il suo “moderno” gusto personale e un modo diverso di abitare gli spazi reali.

In programma anche il progetto speciale “Le Perle della Regina”, un cioccolatino ideato dal “Museo del Cioccolato e del Gianduja Choco-Story Torino” e realizzato da “Pfatisch”: una creazione unica, nata dal “cuore di nocciola Piemonte IGP”, avvolto da un delicato guscio di cioccolato bianco, lucido e perlaceo, che richiama le preziose “collane di perla” (“margarìtes” in greco, da cui il nome Margherita) tanto amate dalla sovrana.

Il racconto si chiude, infine, con il ciclo di conferenze “Margherita a Stupinigi e il suo tempo” che affronta la figura della regina attraverso temi contemporanei – moda, automobili, cucina, design – le visite guidate mensili “Margherita e Stupinigi”, per culminare con la rievocazione storica “I giorni di Margherita”, in programma sabato e domenica 20 e 21 giugno, evento diffuso, a cura de “Le vie del tempo”, che “restituisce atmosfere, gesti e presenze del primo Novecento”.

Per ulteriori info: “Palazzina di Caccia”, piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino, Torino; tel. 011/6200634 o www.ordinemauriziano.it

Fino al mese di luglio 2026

Orari: mart. – ven. 10/17,30; sab. – dom. e festivi 10/18,30

Gianni Milani

Nelle foto: Ritratto della regina Margherita; La regina in auto, fine ‘800; La regina nella “Sala da gioco”; I cioccolatini “Pfatisch” e le perle della regina (Ph. Alessandro Rota)