ilTorinese

Mangiare esotico: Curry di pollo con riso Basmati

Un piatto esotico molto aromatico dal sapore particolare, speziato ma al contempo delicato.

Esistono molte varianti per preparare questa semplice ricetta, questa è la mia preferita.

Ingredienti

4 sovracosce di pollo
1 cucchiaio di curry in polvere
1 cucchiaino di pepe nero
1 cucchiaino di curcuma
1/2 cucchiaino di peperoncino in polvere
4-5 chiodi di garofano
1/2 stecca di cannella
1 pezzetto di radice di zenzero fresco
5-6 capsule di cardamomo schiacciate
1 cucchiaio di aceto bianco
2 spicchi di aglio
1 cipolla media
2-3 foglie di alloro
200ml di latte di cocco
Olio, acqua, sale, q.b.

Privare il pollo da grasso e pelle ed incidere la carne trasversalmente con un coltello. Mettere il pollo in una ciotola e cospargere con pepe, curry, curcuma, peperoncino, chiodi di garofano, cardamomo, cannella, sale ed aceto.
Massaggiare la carne con i guanti (per evitare di macchiarsi le mani) e lasciare marinare in frigo per alcune ore.
Scaldare l’olio in una padella, affettare aglio e cipolla sottilissimi, lasciar cuocere a fuoco basso sino a quando è lucida poi, aggiungere la carne e lasciar rosolare da ambo le parti a fuoco vivace per 5 minuti poi, coprire con acqua calda, portare a bollore e cuocere coperto per 30 minuti. Unire il latte di cocco, portare a bollore e proseguire la cottura per 10 minuti scoperto. Cuocere il riso in acqua salata, scolarlo e servirlo al naturale con il pollo,  nappare il tutto con la salsa al curry.

Paperita Patty

Più missioni, più sicurezza: il bilancio 2025 dell’elisoccorso piemontese

Nel corso del 2025 l’Elisoccorso Piemonte ha effettuato 3.269 interventi complessivi, confermando un trend di crescita costante e un ruolo sempre più centrale nel sistema dell’emergenza-urgenza regionale. L’operatività del servizio ha visto impegnati 68 infermieri e 60 medici anestesisti-rianimatori ed esperti in emergenza-urgenza, affiancati dal personale tecnico di elisoccorso, dalle Unità Cinofile da Valanga e dagli equipaggi aeronautici.

A sottolineare il valore di questo lavoro è Andrea Mina, recentemente riconfermato direttore del Servizio Regionale di Elisoccorso del Piemonte e direttore della centrale operativa 118 di Alessandria: «Un lavoro di squadra che ogni giorno integra competenze sanitarie, tecniche e operative ad altissimo livello. E nel 2025 il servizio di Elisoccorso ha confermato il proprio ruolo strategico nel sistema dell’emergenza-urgenza, garantendo interventi rapidi e altamente specializzati su tutto il territorio regionale, comprese le aree montane e più difficilmente raggiungibili».

Un dato particolarmente significativo riguarda le missioni in ambienti complessi: il 18% degli interventi è stato effettuato in contesti montani, impervi o ostili, spesso con l’utilizzo del verricello. «Situazioni complesse, che richiedono preparazione, addestramento continuo e una perfetta integrazione tra gli equipaggi sanitari e il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, presente a bordo degli elicotteri regionali con i tecnici di elisoccorso e, nei mesi invernali, con le unità cinofile per la ricerca in valanga», aggiunge Andrea Mina.

Dal punto di vista clinico, il servizio ha gestito in prevalenza casi ad alta criticità: il 43% degli interventi ha riguardato codici rossi e il 45% codici gialli. Le patologie trattate sono state soprattutto traumatiche (60%), seguite da quelle cardiocircolatorie (11%) e neurologiche (10%), confermando l’elisoccorso come risorsa essenziale nelle reti tempo-dipendenti.

Le basi operative di Torino, Cuneo, Borgosesia (VC) e Alessandria hanno assicurato una copertura capillare del territorio regionale, totalizzando 2.800 ore di volo. In particolare, la base di Torino ha realizzato 1.123 missioni, di cui 300 in orario notturno, grazie all’impiego della tecnologia NVG e a una rete di 260 siti di atterraggio notturno pre-surveyed, sviluppata con il supporto degli enti locali, che hanno contribuito a rendere disponibili e operative le aree anche h24.

Nel corso dell’anno si è consolidata anche la cooperazione interregionale: gli elicotteri piemontesi hanno effettuato 65 missioni fuori Regione, prevalentemente in Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta, mentre 73 interventi sul territorio piemontese sono stati svolti da mezzi provenienti da altre Regioni. Tra le attività speciali rientra il trasporto delle équipe per il prelievo di organi, a testimonianza della versatilità e dell’elevato standard del servizio.

Grande attenzione è stata riservata alla formazione. Nel 2025 si sono svolte tre importanti esercitazioni semestrali – invernale, estiva e autunnale – realizzate insieme al Soccorso Alpino e alla componente aeronautica, dedicate al lavoro di squadra, allo sviluppo delle competenze non tecniche e al miglioramento dell’efficacia operativa. Una delle esercitazioni si è svolta in notturna con elicottero, mentre la sessione estiva ha coinvolto anche il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, con l’abilitazione del personale all’uso del verricello degli elicotteri sanitari regionali.

Sul piano dell’innovazione, negli ultimi dodici mesi sono stati introdotti a bordo nuovi dispositivi, tra cui il materassino a depressione per la gestione del trauma, sonde ecografiche portatili per affinare il triage e la stabilizzazione sul luogo dell’intervento, e un nuovo kit ARTVA per la ricerca delle persone sepolte in valanga.

Proseguono anche gli interventi infrastrutturali: sono in fase di realizzazione nove nuove elisuperfici diurne e notturne a servizio di ospedali che ne erano sprovvisti, mentre continua la collaborazione con la Direzione Regionale Sanità per la progettazione dei nuovi presidi ospedalieri, con particolare attenzione alle esigenze dell’elisoccorso. Resta inoltre prioritaria la necessità di adeguare le basi di Torino-Collegno “Aeritalia” e Cuneo-Levaldigi, per le quali sono già stati predisposti progetti preliminari grazie alla collaborazione con il Distretto per l’Aerospazio e con la società GEAC.

Il 2025 è stato anche un anno di apertura internazionale: il servizio piemontese ha ospitato delegazioni provenienti da Australia, Giappone, Spagna e Bulgaria, interessate ad approfondire il modello organizzativo adottato in Piemonte. In occasione delle Universiadi Invernali e degli Special Olympics Games, è stato inoltre messo a disposizione un elicottero dedicato per garantire agli atleti un’assistenza sanitaria conforme agli standard richiesti.

A tracciare il bilancio dell’anno è l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi: «Un bilancio 2025 che racconta di un servizio in continua evoluzione, capace di coniugare competenza, innovazione e lavoro di squadra, con un unico obiettivo: raggiungere il paziente nel minor tempo possibile, ovunque si trovi e condurlo nel più breve tempo possibile alle cure ospedaliere definitive».

Nasce Enter Academy, una Fondazione per ispirare e connettere i nuovi imprenditori

Alle OGR, è stata lanciata Enter Academy, una Fondazione nata per ispirare, educare e connettere la prossima generazione di imprenditrici e imprenditori. Enter Academy è una fondazione senza scopo di lucro creata dagli imprenditori del Club degli Investitori e sostenuta da partner istituzionali Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, con un obiettivo chiaro: formare e connettere la prossima generazione di imprenditori italiani. All’evento di presentazione ha preso parte anche la vicesindaca di Torino Michela Favaro.

Il progetto si articola su due pilastri: Enter Camp, un’esperienza intensiva di 4 giorni in partnership con gli Atenei del territorio che coinvolgeranno i propri studenti (target 20-25 anni) e Enter Club, la community che supporta gli Alumni con mentorship, opportunità di internship, borse di studio ed eventi dedicati, con l’obiettivo di connettere i partecipanti a una rete di oltre 100 mentor e partner anche internazionali. Si parte con il Piemonte, grazie alla partnership con Unicredit (da cui nasce il progetto pilota che ha già visto due edizioni presso Unicredit University) e di una forte alleanza con gli Atenei del territorio con l’obiettivo di coinvolgere le Università di tutto il paese. Sostiene Enter Academy anche la Camera di Commercio di Torino. A guidarla ci sarà un team con forte esperienza nel mondo dell’innovazione e dell’imprenditorialità: Giancarlo Rocchietti (Presidente), Barbara Gra4ino (consigliere delegato), Andrea Rota (consigliere), Bernardo Bertoldi (consigliere), Vittoria Rossi (project and community manager).

TorinoClick

Scontro su ex statale 460 a Cuorgnè: conducenti finiti in ospedale

Due auto si sono scontrate questa mattina sulla circonvallazione di Cuorgnè (ex statale 460) allo svincolo per Bandone: i conducenti sono stati trasportati in ospedale.

Nello scontro tra una Fiat Punto e un’Opel Corsa, entrambi gli autisti – un uomo e una donna – sono stati soccorsi dal 118 dell’Azienda Zero e portati all’ospedale di Ivrea. Le loro condizioni non sono gravi.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Castellamonte e Ivrea, i carabinieri della stazione di Pont Canavese e il nucleo radiomobile della Compagnia di Ivrea per i rilievi e la ricostruzione della dinamica dell’incidente. La strada è rimasta chiusa per circa un’ora e mezza, con forti disagi al traffico.

VI.G

Fino all’1 febbraio le iscrizioni al Valsusa Film Fest

Il Valsusa Film Fest raggiunge il traguardo della 30esima edizione confermandosi come un festival cinematografico di comunità capace di animare un’intera valle con concorsi, proiezioni ed eventi dedicati all’impegno civile, all’ambiente e alla memoria storica. Il concorso cinematografico è articolato in sei sezioni, di cui fanno parte Cortometraggi, Disertare, Fare memoria, Le Alpi, Videoclip musicali, Green screen. Il festival avrà luogo nei mesi di marzo e aprile, e le iscrizioni sono aperte fino all’anno febbraio prossimo. Una dedica speciale è riservata a Fabrizio De André, cantore e poeta degli ultimi, traendo ispirazione dal suo immaginario e dai temi universali che ha trattato e che hanno reso la sua oper aun riferimento culturale ed etico. Il Valsusa Film Fest compie trent’anni e ha pubblicato sul sito valsusafilmfest.it il concorso cinematografico della sua 30esima edizione, che rappresenta un traguardo importante per un festival nato nel 1997 e diventato un punto di riferimento per tutta la comunità valsusina, e per tanti autori che si sono serviti del cinema per narrare i cambiamenti sociali, l’ambiente, i diritti, il territorio e la memoria. I trent’anni di festival costituiscono un percorso culturale e civile che ha coinvolto diverse generazioni di studenti, spettatori, artisti e volontari, e che prosegue con lo stesso spirito originario, quello di promozione della cultura, di stimolo del pensiero critico, di costruzione di comunità consapevoli e racconto dei cambiamenti sociali e politici contemporanei. Anche quest’anno, cuore del Valsusa Film Fest è il concorso cinematografico aperto ad autori emergenti e professionisti. La novità di questa edizione è rappresentata dalla sezione Disertare, proposta in collaborazione con l’Associazione Vittime civili di guerra, della sezione Piemonte-Valle d’Aosta, dedicata ad opere che raccontino testimonianze di non violenza, antimilitarismo, disobbedienza civile, con particolare attenzione al tema contemporaneo delle spese militari attuali. Si tratta di una sezione che dialoga con la dedica a Faber e con l’identità civile del Festival.

La sezione Cortometraggi è a tema libero e accoglie i film di finzione con durata massima di 10 minuti. La sezione Fare memoria è realizzata in collaborazione con ANPI Valle di Susa e invita al racconto della Resistenza e dei suoi valori reinterpretati nella contemporaneità. La sezione Le Alpi porta a esplorare la montagna come luogo di comunità, ambiente e avventura, con filmati che possono avere u a durata fino a 30 minuti. Infine la sezione Videoclip musicali premia originalità musicale e visiva, e quella Green screen dà voce a opere che hanno come tematica la sostenibilità ambientale e le urgenze climatiche, che riguardano il presente e il futuro del pianeta.

Per partecipare è necessario registrarsi sulla piattaforma dedicata: concorsi.valsusafilmfest.it, dove si potrà caricare la propria opera fino alle ore 24 dell’1 febbraio prossimo.

Mara Martellotta

Incendio sul tetto a Venaria: mansarda avvolta dalle fiamme

Una densa colonna di fumo, visibile anche da lontano, si è alzata dal tetto di un palazzo a Venaria Reale, quando questa mattina è scoppiato un incendio in via Gaetano Salvemini 10.

Il rogo ha completamente distrutto la mansarda e l’intero edificio è stato evacuato. Al momento non si registrano feriti né intossicati.

Sul tetto erano in corso lavori edili: le prime ipotesi puntano proprio a un’origine tecnica dell’incendio legata alle operazioni in corso. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco dei distaccamenti di Torino Centrale e Caselle Torinese, i soccorritori della Croce Reale, la polizia locale, i carabinieri e il sindaco di Venaria Fabio Giulivi, giunto per un sopralluogo diretto sulla situazione. Le indagini sono in corso per chiarire la dinamica esatta.

VI.G

Villa Mussolini di Riccione risorge in nome dell’arte

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
La villa  dove Mussolini e la famiglia a partire dal 1932 passavano le vacanze marine rinascerà a nuova vita. Dopo varie vicende nel 1979 la giunta comunista di Riccione pensò bene di demolirla e di farne un parco, in vero stile sovietico, ma il progetto demolitorio non venne realizzato. Nel 1997 la villa venne acquistata dalla Cassa di Risparmio di Rimini. Il Comune con una  delibera che suscitò aspre discussioni cambiò il nome originario di Villa Margherita in Villa Mussolini, trasformandola in sede di mostre e nel 2005 venne riaperta dopo i restauri. A margine dell’incontro torinese con Giordano Bruno Guerri è stato annunciato che il collezionista d’arte ed ex parlamentare Massimo  Massano, editore  tra il resto di “Torino cronaca“, intende realizzare una mostra permanente di opere d’arte nella villa di Riccione  con particolare riferimento al Futurismo. Una buona notizia. Giovanni Agnelli volle a Venezia una grande mostra dedicata al Futurismo  che consentì di superare il blocco renale critico nei confronti del movimento artistico e letterario più  importante del ‘900 italiano. Massano da uomo di cultura aperto e ad sensibile intende fare qualcosa di molto importante che va ben oltre la tomba di Predappio anche perché il fascismo è stato anche cultura, come dimostrano Gentile, Bottai, Marinetti e tanti altri che poi diventarono antifascisti e comunisti dopo aver indossato la camicia nera ed aver vinto i Littoriali della cultura. Ricordiamo il primis il prof . Luigi Firpo che scrisse addirittura una poesia dedicata al duce e produsse articoli antisemiti. Poco a poco i tasselli storici si ricompongono e per merito di storici come de Felice e Guerri la verità rispunta a galla, consentendo ai giovani ciò che fu vietato alla nostra generazione  a causa dei tanti Savonarola antifascisti che hanno impedito di studiare e anche solo di parlare.

I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer

Un’esposizione che, attraverso la biografia di un leader come Enrico Berlinguer, analizza il suo lascito, politico, culturale e civile, nella ricorrenza dei 40 anni dalla morte. Questa l’intenzione di “I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer” inaugurata oggi, 15 gennaio, e visitabile fino al 15 marzo al Museo Ettore Fico (Mef), grazie anche al sostegno del Consiglio regionale del Piemonte.

La mostra, ideata dall’Associazione Berlinguer, Fondazione Gramsci di Roma e Cespe, dopo le tappe di Roma, Bologna, Sassari, Cagliari e Firenze, raggiunge quindi il capoluogo piemontese in collaborazione anche con Fondazione Istituto piemontese Antonio Gramsci, Cgil Piemonte e Spi Cgil Piemonte.

“La mostra ci aiuta a meglio comprendere uno dei protagonisti di un’epoca e a conoscerne alcune qualità e valori condivisibili e apprezzabili in modo trasversale alle aree politiche”, è intervenuto il presidente della Regione, Alberto Cirio. “Penso alla concordia istituzionale, alla difesa della libertà e all’antifascismo, al garbo e alla ricerca di soluzioni di equilibrio, così come al rispetto per chi non la pensa nello stesso modo ma è orientato dalla stessa bussola del bene comune: tutti principi validi e da cui imparare ancora oggi”.

“Enrico Berlinguer è stato sì il leader indiscusso di un partito, ma, al di là della sua appartenenza, ha anche dimostrato con il proprio operato politico un profondo rispetto per le istituzioni, l’avversario e la volontà di difendere i principi di confronto democratico”, dichiara il presidente del Consiglio regionale, Davide Nicco.

“Questa mostra non è solo un’operazione storiografica importante grazie ai materiali d’archivio esposti. E non è neppure un’operazione agiografica, perché non serve a nessuno fare di Berlinguer un santino da collocare in un Patheon”, afferma Domenico Ravetti, vicepresidente del Consiglio regionale. “È una mostra importante perché, raccontandoci la figura di un grande politico della Prima Repubblica, ci dimostra cosa la politica può e deve essere, soprattutto quando bisogna assumersi grandi responsabilità e quando si è chiamati a compiere coraggiose scelte di rottura”.

“Sostenere questa mostra non è soltanto un atto istituzionale, ma un dovere politico e morale”, dichiara Valentina Cera, consigliera segretaria del Consiglio regionale“Enrico Berlinguer ha segnato profondamente la storia del nostro Paese, lasciando un’eredità che continua a parlare al presente. Le sue parole, le sue scelte e il suo pensiero hanno contribuito a dare dignità e rappresentanza al movimento operaio, alle lavoratrici e ai lavoratori, a chi lottava – e lotta ancora oggi – per l’emancipazione sociale, per diritti concreti, per un salario giusto, per una vita libera dallo sfruttamento”.

Curata da Alessandro d’Onofrio, Alexander Hobel e Gregorio Sorgonà, l’iniziativa intende restituire non solo l’immagine e le parole di un protagonista della storia del Novecento, ma anche la forza del suo pensiero e in particolare delle sue riflessioni sulla pace, vero fil rouge del percorso espositivo.

Materiali originali audiovisivi, sonori, fotografici e documenti d’archivio ricostruiscono la vicenda umana e la vita pubblica di Berlinguer attraverso un racconto in cinque sezioni: gli affetti, il dirigente, la crisi italiana, la dimensione globale, attualità e futuro.

All’inaugurazione erano anche presenti i consiglieri e le consigliere Nadia ConticelliLaura PompeoGianna PenteneroAlice Ravinale e Domenico Rossi.

Ufficio stampa CRP

Grimaldi e Ravinale (AVS): Solidarietà al libraio di Bruino, aderiamo al presidio antifascista

“Un’altra intimidazione, lunedì, al libraio Matteo Lavagnino di Bruino, colpevole solo di professare il suo antifascismo. Due uomini sono entrati nella libreria Belleville, strappando un cartellone con una frase antifascista e dandogli del ‘comunista di merda’. Quella libreria che condivide i suoi spazi con l’Arci e con un’associazione che fa attività con bambini. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza a Matteo e invitiamo la cittadinanza bruinese a partecipare al presidio di oggi davanti allo spazio culturale, a cui AVS ha aderito ufficialmente. Non ci lasceremo intimidire dai neofascisti, Belleville siamo tutti e tutte noi” – lo dichiarano il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi, e la Capogruppo di AVS in Piemonte, Alice Ravinale.

Costruire il futuro in quota: un nuovo piano regionale per salvare la montagna

La Regione Piemonte lancia un investimento strutturale per accompagnare lo sviluppo economico dei territori di montagna e rafforzarne i servizi essenziali.

La nuova misura mette a disposizione delle Unioni montane oltre 10 milioni di euro nell’ambito delle risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane.

«Si tratta di un cambio di passo – ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo e Promozione della Montagna Marco Gallo nel corso della presentazione svoltasi nel Centro Congressi della Regione alla presenza del presidente di Uncem Piemonte Roberto Colombero e dei presidenti delle Unioni Montane – Mettiamo risorse importanti direttamente nelle mani delle Unioni montane, riconoscendo la loro capacità di leggere i bisogni reali dei territori e di trasformarli in progetti concreti. È così che si contrasta davvero lo spopolamento: garantendo servizi, sostenendo le famiglie, accompagnando le imprese e valorizzando il patrimonio naturale e culturale».

La presentazione delle domande sarà possibile dal 19 gennaio al 16 marzo 2026 secondo le indicazioni del bando che sarà pubblicato su https://bandi.regione.piemonte.it/

L’intervento deriva dalla consapevolezza di un contesto complesso: da un lato lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione e le difficoltà di accesso ai servizi; dall’altro una montagna viva, capace di attrarre turismo, nuove imprese, progettualità legate alla sostenibilità, all’agricoltura di qualità e alla valorizzazione delle risorse locali, che chiede strumenti flessibili e risposte mirate. Ed è proprio per rispondere a queste esigenze che la Regione ha scelto di affidare alle Unioni montane una dotazione finanziaria significativa, programmabile su un orizzonte triennale, lasciando agli enti locali la possibilità di definire le priorità di intervento in base alle specificità dei propri territori. Una scelta che rafforza il principio di autonomia e responsabilità delle comunità locali.

Le priorità di intervento

Tre sono le priorità di intervento su cui si concentra la misura, definite anche attraverso il confronto con Uncem e le altre Direzioni regionali:

– miglioramento della connettività e promozione del territorio, con interventi per la banda ultra larga in edifici pubblici, rifugi alpini ed escursionistici, e il sostegno a percorsi turistici innovativi, attività outdoor, destagionalizzazione e valorizzazione dei mestieri e dei prodotti artigianali;

– mantenere e rafforzare scuole e servizi educativi per la fascia 0-16 anni nei piccoli Comuni montani, sostenendo modelli innovativi come i Poli per l’infanzia e potenziando pre e post scuola, mensa e trasporti;

– manutenzione straordinaria e adeguamento della segnaletica dei percorsi della rete escursionistica, un patrimonio strategico per la fruizione sostenibile della montagna e per un turismo sempre più destagionalizzato.

All’interno di questi ambiti le Unioni montane potranno articolare liberamente il budget assegnato, secondo criteri già utilizzati per la ripartizione del Fondo regionale per la montagna. La Regione ha inoltre scelto di semplificare al massimo le procedure, prevedendo proposte progettuali sintetiche e un accompagnamento costante degli enti fino alla scadenza del bando, fissata per metà marzo.

«Vogliamo che queste risorse arrivino davvero a terra e producano effetti concreti – ha concluso Gallo – Per questo abbiamo ridotto gli adempimenti e garantito supporto continuo. La montagna piemontese ha dimostrato di essere resiliente e propositiva: ora ha anche gli strumenti per costruire il proprio futuro».

«Questo strumento può integrare percorsi che sono già avviati, ma richiede al tempo stesso responsabilità da parte della Regione ma anche delle Unioni Montane – ha aggiunto il presidente di Uncem Piemonte, Roberto Colombero – Noi ci riteniamo soddisfatti per il percorso e per la strategia messa in atto per la montagna piemontese e per la sua pianificazione regionale».