ilTorinese

Studenti e insegnanti imparano il cinema

Duecentocinquanta studenti e 40 insegnanti di Collegno si sono scoperti professionisti del cinema: con l’aiuto di figure specializzate ogni giorno impegnate nel settore a Torino, hanno lavorato all’animazione o creato cortometraggi.

L’iniziativa si chiama “Con occhi diversi” , è proposta da Distretto Cinema all’interno del progetto CIPS-Piano nazionale di educazione all’immagine per le scuole promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito ed è completamente gratuita per le scuole.

«Con il progetto ‘Con occhi diversi’ abbiamo voluto trasformare le aule in veri set cinematografici, offrendo a studenti e insegnanti di Collegno gli strumenti per comprendere il linguaggio delle immagini dall’interno – spiega il presidente di Distretto Cinema, Fulvio Paganin – Grazie al sostegno dei Ministeri della Cultura e dell’Istruzione, dimostriamo come il cinema possa essere una materia viva e accessibile, capace di stimolare il pensiero critico e la collaborazione sin dalla scuola dell’infanzia».

Nel dettaglio, il percorso ha coinvolto tutti i bambini cinquenni delle scuole della Scuola dell’Infanzia Plesso Capuozzo (sezione A-B-C-D), Scuola dell’Infanzia Plesso Salvo D’Acquisto (sezione A-B-C),  Scuola dell’Infanzia Plesso Ex-eti (sezione A), Scuola dell’Infanzia Plesso Ex-eti (sezione B), Scuola dell’Infanzia Plesso Bertotti (sezione A-B-C-D),  Scuola dell’Infanzia Plesso Risorgimento (sezione A-B). Tutti questi bambini hanno realizzato piccole e semplici serie animate.

Sette classi quarte dei plessi “Guglielmo da Volpiano” e “Ghirotti”, per un totale di 108 studenti, hanno invece realizzato dei cortometraggi, pensando a tutto, dalla sceneggiatura alle riprese, alla post produzione. Stesso identico progetto ha coinvolto anche la quinta elementare della “Moglia”.  «Vedere bambini e ragazzi cimentarsi con sceneggiatura e post-produzione conferma quanto il cinema sia un linguaggio universale e potente. Il nostro obiettivo come Distretto Cinema è accorciare le distanze tra il mondo dei professionisti torinesi e la scuola, permettendo ai ragazzi non solo di guardare i film, ma di ‘pensarli’ e realizzarli con la consapevolezza di veri piccoli autori» conclude Paganin.

Distretto Cinema è un’associazione torinese che, in questi anni, ha organizzato iniziative come il festival internazionale Contemporanea.

Al Concordia il meraviglioso e bizzarro Regno di Oz

domenica 15 febbraio – ore 16
TEATRO CONCORDIA  Venaria Reale (TO)
IL MAGO DI OZ
Catapultata da un ciclone nel meraviglioso e bizzarro Regno di Oz, Dorothy, una ragazzina del Kansas, intraprende un viaggio alla ricerca del potente Mago che, forse, potrà aiutarla a
tornare a casa. Lungo la Strada di Mattoni Gialli, incontra tre compagni indimenticabili: uno Spaventapasseri che sogna un cervello, un Uomo di Latta che desidera un cuore, e un Leone che cerca il coraggio. Insieme affronteranno prove, magie e incontri sorprendenti in un mondo dove nulla è come sembra.
Un classico che ha conquistato generazioni di persone sia al cinema che a teatro torna a Torino grazie alla TMA Productions, che mette in scena al Teatro Concordia la prima data di un tour che toccherà le principali città italiane in autunno.

Sì o no?

Prendo spunto dal prossimo referendum costituzionale per analizzare il fenomeno, prettamente italiano, di parlare senza documentarsi, giudicare senza cognizione di causa, commentare senza aver letto integralmente ciò che si intende commentare.

Leggo spesso che “tanto il referendum non raggiungerà il quorum” che dimostrano una enorme ignoranza, perché per i referendum confermativi, a differenza di quelli abrogativi, non è richiesto che almeno il 50% degli aventi diritto si rechi alle urne, ma questo sarebbe il meno.

Il vero problema è che quello stile di vita viene riproposto nei post sui social, nei discorsi da pub, nelle riunioni dei circoli fotografici o, comunque, artistici ed il risultato è sempre il medesimo: a fronte di un 1-2 % di persone che dimostrano di avere padronanza dell’argomento trattato e, quando va bene, un 5% di coloro che ammettono di non saperne nulla, di non conoscere l’argomento o di non essersi ancora documentati, c’è un residuo 93-94% (statistica elaborata dal mio team, relativo a alcuni gruppi social) che spara sentenze a caso, temendo di passare per incompetente ma, al contrario, riuscendovi perfettamente.

Chi tira fuori frasi attribuite a un tal dei tali, già Ministro o Premier, salvo essere subito sbugiardato da chi, dimostrando perizia pazienza, cita le corrette fonti di tale notizia.

Oppure chi sostiene che un certo risultato nelle urne creerebbe un determinato effetto “perché lo dicono tutti” e chi, non avendo dimestichezza con l’uso dei neuroni, volendo dare torto a qualcuno, di fatto gli dà ragione riuscendo così a suscitare l’ilarità del gruppo.

Il problema di per sé sarebbe già grave perché implica che la quasi totalità dei cittadini sia analfabeta funzionale (secondo l’Unesco è chi non riesce a interagire attivamente nella società) e non è certamente una cosa di cui un Paese, una volta tra i primi Paesi industrializzati, possa andare fiero.

Quali le cause? La scuola? I genitori? La società? Sicuramente la colpa, se di colpa si può parlare e non di dolo, non sta da una parte sola. Qualsiasi Governo sa che il modo per migliore per trasformare i cittadini in sudditi è aumentare il loro grado di ignoranza, in tutti i sensi.

Ecco quindi che, proprio come una patologia contagiosa,l’ignoranza si propaga in sempre nuovi soggetti, rendendoli quasi contenti della loro patologia e creando assuefazione; e, proprio come negli stupefacenti, per curare l’ignoranza occorrono dosi sempre più alte di cultura, di lettura, di antidoti per tornare a usare il proprio cervello.

Ma a chi conviene? Senza vaccino si possono fare ottimi affari fidelizzando i pazienti, trasformandoli in clienti affezionati.

Non tutti i governi hanno questo obiettivo, sia chiaro, ma ad alcuni l’operazione è riuscita così bene che gli effetti durano da decenni.

Sergio Motta

San Valentino sotto lo sguardo di Venere

Sabato 14 febbraio, dalle ore 18.30

Una serata alla scoperta del cielo alla Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO)

La sera di San Valentino, il cielo, con la vista di Venere, insieme a Giove, Marte e Orione, diventa protagonista a Stupinigi in un evento eccezionale in programma al tramonto, sulla terrazza della Palazzina di Caccia, verso il parco storico.

La serata dedicata a Venere prevede un percorso nelle sale alla scoperta di storie, aneddoti e personaggi legati al tema dell’astronomia, come la principessa di Carignano, Giuseppina di Lorena Armagnac (1753-1797), moglie di Vittorio Amedeo di Carignano e nonna di Carlo Alberto: una donna straordinaria per i suoi molteplici interessi, tra cui l’astronomia, di cui la Palazzina conserva un ritratto nell’appartamento di Levante. Al termine della visita guidata, una “lezione di cielo” nel Salone d’Onore e infine, dalla terrazza, l’osservazione guidata di Venere e degli altri pianeti dai telescopi dello staff del Planetarioaccompagnata da un calice di vino e una friandise salata, a cura dell’associazione Tutela Baratuciat e Vitigni storici.

L’evento è organizzato dai Servizi Educativi della Palazzina di Caccia di Stupinigi in collaborazione con Infini.to-Planetario di Torino.

INFO

Palazzina di Caccia di Stupinigi

Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino (TO)

Sabato 14 febbraio 2026, ore 18.30

San Valentino sotto lo sguardo di Venere

Costo: 30 euro

Prenotazione obbligatoria

Info e prenotazioni: 011 6200601 stupinigi@info.ordinemauriziano.it

Dal martedì al venerdì, ore 10-17.30, entro il giovedì precedente la visita

www.ordinemauriziano.it

Giorni e orari di apertura Palazzina di Caccia di Stupinigi: da martedì a venerdì 10-17,30 (ultimo ingresso ore 17); sabato, domenica e festivi 10-18,30 (ultimo ingresso ore 18).

Comuni, fino al 24 marzo bando per l’attività sportiva di base

È pubblicato da  mercoledì 24 dicembre 2025, sul sito della Regione Piemonte il bando che mette a disposizione risorse per oltre 1,4 milioni di euro (esattamente 1.441.115,80 €) destinate ai Comuni e altri Enti locali piemontesi per la promozione dell’attività sportiva di base sui territori. Sono risorse provenienti dallo Stato per interventi di riqualificazione, realizzazione e allestimento di aree, spazi e percorsi attrezzati per l’attività sportiva di base sul territorio regionale. Il bando resta aperto fino alle ore 12 del 24 marzo 2026.

Lo annuncia l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, che illustra: «È una misura innovativa per la promozione dell’attività sportiva di base sui territori, che non ha precedenti e che testimonia la sensibilità e attenzione del Governo Meloni e del ministro dello Sport Andrea Abodi per il ruolo fondamentale di cui sono investiti i nostri Comuni per dare a tutti la possibilità di avvicinarsi allo sport e ai suoi valori e benefìci in una logica che riesca a coniugare in modo equilibrato qualità e prossimità dell’offerta. È un bellissimo esempio di come Stato e Regione riescono a mettere a disposizione le risorse disponibili a sostegno dei piccoli Comuni – troppo spesso afflitti da penuria di mezzi e rigidità burocratiche – per offrire a tutti la possibilità di accedere alla pratica sportiva con strutture di qualità e vicino a casa».

Il bando prevede la concessione ai Comuni piemontesi con popolazione fino a 15.000 abitanti, e alle Unioni di Comuni composte da Enti tutti con popolazione fino a 15.000 abitanti, di contributi per interventi di nuova realizzazione, risistemazione e allestimento di:

  • Percorsi ludico-sportivi, multidisciplinari;

  • Spazi per favorire l’attività motoria e sportiva per le scuole senza palestra (all’interno o all’esterno degli istituti scolastici);

  • Aree attrezzate per le attività sportive, fisico-motorie all’aperto.

Per essere ammessi i progetti dovranno avere un importo minimo totale di 10mila euro ciascuno. Il sostegno del bando copre in conto capitale l’80% del costo di ogni singolo progetto fino a un importo massimo di 100mila euro. Ogni ente potrà presentare un solo progetto. I criteri di valutazione assegnano in sede di valutazione un punteggio crescente meno è il numero di abitanti del Comune, proprio per favorire i centri più piccoli. Lo stesso criterio premiale è riservato ai Comuni privi di impianti sportivi. I lavori dovranno concludersi entro 24 mesi dalla data di ammissione al contributo.

Questo bando segue di pochi giorni la pubblicazione della graduatoria di quello che ha finanziato 232 realtà sportive del Piemonte per l’organizzazione e realizzazione di eventi agonistici. Imminente la pubblicazione di quello, molto atteso, per la riqualificazione dell’impiantistica, e dei due bandi per l’efficientamento energetico e l’uso di energie rinnovabili, in arrivo in primavera. Commenta l’assessore Bongioanni: «A inizio 2026 lanceremo il bando con l’importante dotazione di 5 milioni di euro per riqualificare il sistema impiantistico del Piemonte: dai grandi eventi allo sport di base. La Regione Piemonte è attiva con il massimo impegno su tutti i fronti per assicurare il sostegno e incentivare la possibilità di una pratica sportiva con le migliori strutture e la miglior capillarità sul territorio».

Le domande di contributo potranno essere presentate esclusivamente per via telematica, tramite Servizionline – Bandi Cultura, Turismo e Sport e Commercio – FINanziamenti DOMande all’indirizzo web:

https://bandi.regione.piemonte.it/contributifinanziamenti/avviso-pubblico-di-finanziamento-ai-comuni-piemontesi-la-promozione.

Miguel Benasayag, “La mia casa è nel mondo”

Venerdì 13 febbraio  al teatro Il Mulino di Piossasco

Venerdì 13 febbraio, alle 20.30, presso il teatro Il Mulino di Piossasco, in via Riva Po 9, il filosofo e psicanalista Miguel Benasayag sarà ospite del progetto “La mia casa è nel mondo”, promosso da YEPP ITALIA, in collaborazione con il Centro Studi Sereno Regis e Cooperativa Madiba, con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, nell’ambito delle linee guida di sostegno alle Scuole di Politica. Il titolo dell’incontro con Miguel Benasayag sarà “Stare nel presente. Dialogo su come agire nella complessità di questo tempo”, e sarà un’occasione di confronto su come vivere in un mondo che sta venendo meno, in attesa del futuro che tarda ad arrivare.

“Un senso di minaccia incombente è ormai parte integrante del nostro mondo, che appare senza orizzonti di futuro, precario e cinico – spiegano gli organizzatori  – viviamo un tempo caotico, di grandi cambiamenti e sfide impellenti. Come pensare e agire dentro questo caos ? Essere genitori, adulti ed educanti, significa affrontare una sfida complessa, aiutare i figli a crescere in un mondo in rapido cambiamento senza smarrire il senso del legame con gli altri”.

Miguel Benasayag, filosofo e psicanalista, è originario dell’Argentina, dove sotto la dittatura ha conosciuto il carcere e la tortura. A Parigi si occupa dei problemi dell’infanzia e dell’adolescenza, e dell’interazione tra tecnologia ed essere umano. Nel suo approccio l’analisi teorica è strettamente legata all’agire concreto. Tra le sue opere più conosciute “L’epoca delle passioni tristi”, “Elogio del conflitto”, “Oltre le passioni tristi: dalla solitudine contemporanea alla creazione condivisa”.

“La mia casa è nel mondo” rappresenta la prima edizione sperimentale di un percorso che propone di portare la politica, intesa come cura del bene comune, dentro le case, accompagnando gli adulti nella costruzione di strumenti concreti per affrontare con i figli i temi che caratterizzano la nostra società. La proposta è nata dalla consapevolezza, evidenziata in una ricerca su giovani, partecipazione e volontariato dal titolo “Tu sei una persona che partecipa?”, curata da YEPP Italia, pubblicata nell’aprile 2025, che l’ambiente familiare possieda un’influenza determinante sui percorsi di partecipazione dei minori e dei giovani. La famiglia rappresenta un ponte tra la vita privata e quella pubblica, luogo dove si intrecciano valori, affetti e responsabilità, ma anche il primo spazio dove esercitare il senso civico. Favorire la conversazione in casa sui temi del mondo significa educare al pensiero critico, alla solidarietà e alla cura.

Il progetto è stato realizzato nei comuni di Orbassano, Beinasco, Piossasco, Volvera, Bruino e Rivalta di Torino, e ha intrecciato due percorsi paralleli, uno per i genitori e l’altro per i figli, che si sono sviluppati in incontri plenari, laboratori esperienziali e attività ludico-educative.

Mara Martellotta

Il gipeto, il più grande avvoltoio. Incontro in Città Metropolitana

Il Gipeto ( Gypaetus barbatus il nome scientifico ) rappresenta l’avvoltoio di maggiori dimensioni tra quelli nidificanti in Europa. Si tratta di un animale stanziale, che nidifica sugli alti dirupi, in alta montagna nelle Alpi, in Africa, in India e in Tibet, doponendo una o due uova. È stato reintrodotto  con successo nelle Alpi, ma continua ad essere una dei più rari avvoltoi d’Europa.
A lui è dedicato un incontro di formazione rivolto al personale interno di vigilanza e a quello tecnico faunistico della Città Metropolitana di Torino,  in programma sabato 14 febbraio prossimo dalle 10 alle 12 nella Sala Stemmi della sede di corso Inghilterra 7.

L’incontro è organizzato dal Dipartimento Ambiente e Sviluppo sostenibile della Città Metropolitana  ed è rivolto a dipendenti e volontari  per acquisire maggiori informazioni sulla specie  e per partecipare ad attività di monitoraggio della sua presenza all’interno delle aree protette del territorio metropolitano.  L’iniziativa è  anche estesa alle guardie ecologiche volontarie coordinate dalla Città  Metropolitana e al personale tecnico degli Enti di gestione dei Parchi regionali.
Sono in programma due moduli didattici  di un’ora ciascuno. Giuseppe Roux- Poignant, funzionario di vigilanza dell’ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie e referente del Centro avvoltoi e rapaci alpini della Regione Piemonte, curatore del notiziario “Avvoltoi Piemonte”, fornirà ai partecipanti nozioni sulla biologia della specie, sullo stato di conservazione e sulle minacce , sui progetti di reintroduzione e monitoraggio sull’arco alpino occidentale.

Maurizio Chiereghin, membro attivo della ROAO, Rete Osservatori Alpi Occidentali, autore di pubblicazioni scientifiche, approfondirà  il tema della presenza del gipeto nelle valli di Lanzo  e delle attività monitoraggio in atto.

Mara Martellotta

Scandurra: “Tuccio Costruzioni: interdittiva antimafia infondata, Rosario imprenditore onesto”

Le parole di Maurizio Scandurra, opinionista de ‘La Zanzara’ di ‘Radio24’, dopo che il Tar della Lombardia ha annullato il provvedimento prefettizio ritenuto infondato

Di Maurizio Scandurra

Se c’è una persona che ha sempre creduto – personalmente e pubblicamente – nell’onestà e nella buona fede di Rosario Tuccio e della ‘Tuccio Costruzioni’, quella sono io. Da uomo, da giornalista. Lo scrivo ininterrottamente dall’estate del 2025. Perché il dovere del cristiano, per me che sono anche un giornalista cattolico, è la testimonianza. Il Tar della Lombardia – con sentenza del 19 gennaio 2026 frutto dell’ottimo lavoro dell’Avvocato Riccardo Vecchione del Foro di Torino – ha definitivamente annullato l’interdittiva antimafia – ritenuta infondata dai Giudici milanesi – che aveva duramente colpito il gruppo di aziende dell’imprenditore edile piemontese a fine aprile del 2025. Un danno ingente subito, perdite per milioni di euro tra commesse pubbliche e private. Il provvedimento, appena varato, era subito stato ridotto a sospensiva, anche per salvaguardare continuità e futuro dei circa 50 dipendenti diretti della realtà che vanta una storia di onorato lavoro lunga sessant’anni. E questo già la diceva lunga – anzi, lunghissima! – sul non sense di questa assurda e spiacevole situazione. Siamo in un periodo delicatissimo per la Giustizia, e vicende come questa devono far riflettere. Pagano lo scotto di leggi talvolta “discutibili” (discutibili semplicemente perché umane, come tutte le umane cose) come la ‘Falcone-Borsellino’: per la quale, in sintesi, la semplice supposizione di sospetto diventa prioritaria innanzi al fatto. Al reato. Basta che vi sia un minimo sentore e il gioco… anzi, come nel caso di specie, alea iacta est…il dado è tratto. E il danno pure. Leggi figlie di nobili principi che, certamente, perseguono il fine ottimo di cercare di prevenire e arginare in modo stringente i potenziali fenomeni criminali di stampo mafioso. Ma che, spesso, rischiano altresì di tramutarsi in un boomerang serrato alla Fantozzi: pronto a ricadere – come in un dantesco contrappasso, e la memorabile scena del film insegna – sulla testa di chi le applica e per primo lo ha scagliato: magari, senza quel pizzico di attenzione in più che, in casi come questo, fa davvero la differenza.

Che il Sindaco di Nichelino, Giampietro Tolardo, PD, abbia agito secondo prassi è acclarato ed altrettanto evidente. Nulla quaestio. Ciò che, però, agli occhi di chi scrive appare incomprensibile, è l’ostracismo conseguente che, in qualche modo, né è scaturito. Attorno a Rosario Tuccio e alla ‘Tuccio Costruzioni’ si è erto un muro di silenzio e assenza di contatto. Una barriera impenetrabile fatta di decisioni poco felici e clamorosamente discutibili che pesano come mattoni (tanto per restare in metafora, siamo nel campo edile), quale quella dell’esclusione dell’azienda dagli sponsor della locale fiera patronale settembrina di San Matteo, tanto per citarne una. Nel corso della quale è stato persino impedito per non meglio precisati motivi al Tuccio in compagnia del sottoscritto di omaggiare un mazzo di fiori alla cantautrice Ivana Spagna, della quale proprio lo scrivente Maurizio Scandurra è curatore della sua autobiografia e amico da ben 15 anni. E che, per incontrarla, di certo non ha bisogno di andare a Nichelino. Tant’è che Tuccio, avveduto e visionario, pochi giorni dopo divenne lo sponsor principale del concerto degli ex Matia Bazar Silvia Mezzanotte (storica voce) e Carlo Marrale (fondatore, voce maschile e autore dei loro maggiori successi) per la data di debutto del loro tour nazionale per celebrare i 50 anni del gruppo di cui hanno fatto parte. Sapete dove? A Caramagna Piemonte, al ‘Lago dei Salici’, proprio a due passi dalla Città di Nichelino. Nemo propheta in patria est…e neanche sponsor, a quanto pare. Si deve solo alla Lega del locale Capo Gruppo Bruno Calandra una richiesta di chiarimenti in merito al Primo Cittadino, perorata con dovizia di domande: per il resto, silenzio assoluto. Le altre opposizioni assenti. Non pervenute. La gogna di disonore e dispiacere che ha investito Rosario Tuccio deve far riflettere.

E’ un’etichetta che, nel caso dell’imprenditore uscitone pulito com’era prevedibilissimo (e come lo stesso Sindaco Tolardo ha sperato e ammesso egli stesso in uno scorso Consiglio Comunale autunnale, basta rivedere il filmato della seduta), consente una rimonta e una ripartenza, pur fra mille difficoltà economiche…e, soprattutto, d’immagine. Nel caso di politici, invece, tacciati di medesime gravi e infamanti accuse, pur sopravvissuti al ciclone giudiziario-mediatico che li ha investiti (e travolti), la riabilitazione partitica e pubblica è, in Italia, praticamente impossibile. E sono tantissimi. Conosco Rosario Tuccio da anni. Posso testimoniare personalmente di averlo avutocome esperto  gratuitamente al mio fianco in alcune battaglie legali al fianco di condomini truffati dalla farsa del Superbonus ai tempi del Covid, mettendosi a disposizione per risolvere problematiche edili per puro spirito di deontologia e presidio di solidarietà ai cittadini offesi nella dignità, nei patrimoni e nelle tasche. Coadiuvando i loro collegi defensionali nello stimare i danni patiti per far valere presso le opportune sedi i loro diritti. Ora che il buon nome dell’imprenditore serio e capace, e quello omonimo della sua impresa, la reputazione di un amico cristiano e di fede, fraterno e leale sono stati accertati e riconfermati da un Organo super partes nel valore intrinseco al di sopra di ogni sospetto quale il Tar lombardo, mi aspetto quantomeno un atto di cortesia e di eleganza da parte del Comune di Nichelino, alla cui guida certamente siedono persone e uomini di buonsenso: una scusa, un abbraccio, una convocazione a palazzo per quattro parole in serena e sincera, reciproca amicizia e stima. Questa sarebbe la più bella notizia. La più attesa da tutti. La migliore, quantomeno per chi scrive. Un qualsivoglia gesto di felicitazione per questo lieto fine che restituisce alla locale cittadinanza tutta la degna menzione di uomo perbene, come il caro Rosario Tuccio, alla guida di un’eccellenza imprenditoriale del settore edile che ogni giorno dà lavoro a più di 50 famiglie del territorio sostenendo attivamente da sempre anche lo sport, la cultura e le iniziative locali meritevoli di attenzione e aiuto.

(Nella foto Maurizio Scandurra)

Io sono

La poesia di Graziella Provera

IO SONO

Non ho ali né piume
eppur sono uccello e farfalla,
s’innalza il mio volo
fino ai picchi innevati
e alle verdi colline
dove a mezzogiorno i campanili
tutti insieme suonano a festa.

Il mio viaggio mi porta lontano
a contemplar le macerie
lasciate da coloro che non riconoscono
se’ stessi nell’altro,
oltre l’illusione della forma.

Vedrò la Bellezza e l’orrore
camminar sulla Terra
tenendosi per mano
e saprò che Io Sono
questo cuore che batte,
Io Sono tutte le lacrime
che ho pianto,
Io Sono la Vita che non conosce
la morte.

11 Febbraio 2026