ilTorinese

Avviati i lavori congiunti sul sistema sanitario Torino

L’ Azienda Universitaria Ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino e l’Azienda Sanitaria Locale Città di Torino hanno avviato un percorso di lavoro congiunto volto a rafforzare l’efficienza e l’integrazione e la sostenibilità del sistema sanitario torinese, alla presenza del Direttore Generale dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, dott. Livio Tranchida, e del Direttore Generale dell’ASL Torino, dott. Carlo Picco.

“La collaborazione strutturata tra le aziende sanitarie torinesi – spiega il dott. Livio Tranchida – rappresenta un elemento strategico per valorizzare le competenze, ottimizzare l’utilizzo delle risorse e garantire una risposta coordinata ed appropriata ai bisogni di salute del territorio, in particolare nell’ambito delle prestazioni specialistiche e dell’alta complessità”.

“Questo percorso – dichiara il dott. Carlo Picco – rappresenta un passaggio fondamentale per rafforzare il coordinamento tra le aziende sanitarie del territorio e garantire ai cittadini risposte sempre più appropriate e tempestive. Lavorare in modo integrato su liste d’attesa, emergenza, urgenza e percorsi di tutela significa mettere concretamente al centro i bisogni degli assistiti e migliorare l’efficienza complessiva del sistema”.

Il confronto si concentra su ambiti strategici ritenuti prioritari per il miglioramento dell’accesso e della qualità delle prestazioni sanitarie. In particolare governano la riduzione delle liste d’attesa, la mobilità attiva e passiva, la gestione dell’emergenza urgenza, l’offerta coordinata del percorso di tutela degli assistiti di Torino, volta ad assicurare l’accesso tempestivo alle prestazioni specialistiche nel rispetto dei tempi di attesa.

È previsto, nei prossimi giorni, un coinvolgimento dell’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il coordinamento tra le principali realtà sanitarie del territorio, in una logica di sistema integrato.

Mara Martellotta

Pedina una 92enne in via Nizza e poi la scippa: arrestato

È stata inseguita fino al portone di casa e poi derubata proprio mentre apriva la porta: arrestato un 57enne già noto ai carabinieri. L’aggressione è avvenuta lo scorso 6 novembre in via Nizza, vicino alla piazza del mercato. La donna tornava dalla spesa quando l’uomo l’ha seguita, l’ha spinta a terra facendola cadere e le ha rubato il portafoglio.

Grazie al racconto dettagliato dell’anziana, alle testimonianze dei presenti e alle immagini delle telecamere di sorveglianza, gli investigatori hanno identificato il responsabile dopo due mesi di indagini. La misura cautelare è stata notificata nei giorni scorsi al carcere Lorusso e Cutugno di Torino, dove il 57enne era già detenuto per un altro reato.

VI.G

Libreria Belgravia: dal thriller rock di Biggio alla grafologia dell’AGI Piemonte

La Libreria Belgravia di Torino ospiterà, il 30 e il 31 gennaio 2026, due appuntamenti consecutivi che uniscono letteratura, musica e psicologia del gesto scritto, in un fine settimana che mescola energia creativa e introspezione.

30 gennaio – ore 18.30: il mondo oscuro di Eddie prende vita

Venerdì 30 gennaio, alle 18.30, Antonio Biggio e Davide Miotto presenteranno la trilogia composta da “Eddie deve morire”, “Il sepolcro di Eddie” e “L’enigma dei tre Eddie”. Un percorso narrativo che fonde il fascino dell’immaginario Iron Maiden con la tensione pura del thriller, in cui musica e mitologia metal si trasformano in materia narrativa viva.

Biggio racconta di aver voluto affrontare “l’universo degli Iron Maiden con lo stesso rispetto che si deve a una mitologia vera, non come un semplice elemento decorativo”. Nel suo lavoro, Eddie non è solo un simbolo storico della band, ma una sorta di archetipo, una presenza che attraversa i romanzi come una forza sotterranea che si riflette nel destino dei personaggi. L’autore spiega: “Il bilanciamento è arrivato quando ho deciso che il thriller dovesse rimanere thriller, con regole, tensione, indizi e conseguenze reali. L’immaginario della band entra nei momenti giusti, amplifica il senso di mistero e di ossessione, ma non sostituisce la trama investigativa. In pratica: l’indagine è la spina dorsale, la band è l’ombra che cammina dietro al protagonista”.

Questa visione si riflette anche nei legami musicali che Biggio traccia tra i suoi romanzi e i brani simbolo dei Maiden. Alla domanda su quale canzone rappresenti al meglio il primo capitolo della saga, l’autore risponde senza esitazione: “Direi Hallowed Be Thy Name. Perché è un brano che, nel metal, è più di una canzone: è un manifesto, un punto di riferimento assoluto. È identitario, definitivo, ha dentro tutto: il tempo che scorre, la paura, la lucidità improvvisa, la condanna e la ribellione.. Biggio aggiunge che quel brano incarna perfettamente “il momento in cui un personaggio è costretto a guardare in faccia la verità, senza filtri, senza vie di fuga. È il confine tra l’uomo e l’abisso. E nella mia storia, quel confine è reale.” Nel secondo romanzo, “Il Sepolcro di Eddie”, l’autore dà invece libero sfogo al suo brano preferito di sempre, “The Rime of the Ancient Mariner”, reinventandone la composizione immaginaria all’interno della trama, come ponte ideale tra mito, letteratura e rock. Un incontro che promette di coinvolgere tanto gli appassionati di musica quanto gli amanti del noir, offrendo un’esperienza di narrazione potente e visionaria.

31 gennaio – ore 17.00: la scrittura come specchio dell’anima

Sabato 31 gennaio, dalle 17 alle 19, la Libreria Belgravia aderisce alla Settimana Nazionale della Scrittura a Mano con un incontro dedicato alla grafologia, in collaborazione con AGI Piemonte. Tre esperte dell’associazione accompagneranno il pubblico in un percorso alla scoperta delle potenzialità della scrittura manuale, tra osservazione del tratto, personalità e forma del pensiero

A presentare l’iniziativa è la Presidente dell’Associazione Grafologica Italiana Tatiana Zucco, che spiega come la missione dell’ente sia quella di diffondere la consapevolezza dell’importanza dello scrivere a mano, inteso come espressione autentica della persona in tutte le sue dinamiche. “Agi – Associazione Grafologica Italiana nasce con l’obiettivo di diffondere l’importanza dello ‘Scrivere a mano’, quale espressione della Persona, in tutte le sue dinamiche. Questa finalità viene perseguita sia a livello nazionale sia locale, con incontri gratuiti e progetti rivolti soprattutto alle scuole. Un ruolo determinante è svolto dai colleghi grafologi esperti in Educazione del gesto grafico, che organizzano e orientano le attività in questo ambito.” LaPresidente sottolinea anche come l’avvento delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale stia modificando il rapporto con la scrittura a mano. “Il digitale velocizza gli scambi e la comunicazione, ma manca ancora una cultura sociale e scolastica consapevole di questi effetti. Il nostro lavoro serve anche a sensibilizzare gli insegnanti verso una didattica condivisa che preveda l’insegnamento del corsivo, fondamentale per una crescita armonica dell’individuo.” L’impegno dell’AGI si scontra con la scarsità di fondi pubblici, ma l’associazione continua a promuovere progetti sostenuti dalle sezioni locali e dagli educatori del gesto grafico. “Le ricerche scientifiche contemporanee,” conclude la Presidente, “hanno finalmente ribadito che scrivere a mano aiuta a sviluppare le corrette funzioni cerebrali di un individuo. Ed è proprio questo che ci motiva a proseguire con rinnovata energia.

Gli incontri si svolgeranno presso la Libreria Belgravia, in via Vicoforte 14/d, 10139 Torino. La libreria è attiva come spazio eventi e offre un ampio calendario di presentazioni, incontri culturali e iniziative per il territorio torinese. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare la libreria al numero 347 5977883 (anche WhatsApp) oppure via email all’indirizzo libreria.belgravia@gmail.com.

VALERIA ROMBOLA’

Incendio in cascina a Collegno: un intossicato in ospedale

Allarme incendio all’alba di oggi a Collegno, dove una cascina ha preso fuoco provocando l’intossicazione di un uomo. È successo sull’ex Strada Statale 24, nel tratto di via Torino-Pianezza, e l’odore di bruciato si sentiva a lunghe distanze, raggiungendo persino le zone limitrofe.

L’edificio ha riportato danni ingenti e un uomo è rimasto intossicato a causa delle sostanze tossiche. Sul luogo i soccorritori del 118 dell’Azienda Zero, che lo hanno trasportato in ospedale, e i nuclei dei vigili del fuoco dai distaccamenti di Torino Centrale, San Maurizio Canavese e Volpiano. Per spegnere il rogo ci sono volute diverse ore ai reparti antincendio; operazioni rese più lunghe dalla rimozione delle macerie. Sul luogo anche la polizia locale e i carabinieri. Sono in corso le indagini e i rilievi per individuare le cause.

VI.G

Sapori di famiglia: il polpettone gustoso e casereccio

Polpettone al forno con patate

Una ricetta della tradizione dagli antichi sapori di pranzi in famiglia. Questo è il polpettone, un secondo gustoso ed economico che racchiude un goloso e succulento ripieno.
Un piatto che rende felice tutti.

Ingredienti

600gr. di carne trita di manzo
2 uova
50gr.di grana grattugiato
4 grissini ridotti in polvere
3 fette di prosciutto crudo
100gr. di toma o fontina
Sale, pepe q.b.
5 patate
1 rametto di rosmarino
Sale, olio q.b.

In una ciotola impastare la carne con le uova, il parmigiano, la polvere di grissini, il sale ed il pepe. Stendere l’impasto su un foglio di carta forno, dare una forma rettangolare, sistemare le fette di prosciutto e sopra, il formaggio a tocchetti.
Arrotolare la carne aiutandosi con la carta forno e sigillare bene. Chiudere a caramella e sovrapporre un altro foglio di carta forno sigillando bene. Sistemare il polpettone al centro di una pirofila da forno, aggiungere le patate tagliate a cubetti condite con olio e rosmarino.
Infornare a 180 gradi per 30 minuti. Estrarre il polpettone, togliere la carta e rimettere in teglia per altri 15 minuti.

Servire caldo.

Paperita Patty

 

Borghi in maschera, il carnevale più grande

Si è svolta oggi, al Grattacielo Piemonte, la conferenza stampa di presentazione di “Borghi in Maschera: il Carnevale più grande d’Italia”, il progetto di valorizzazione territoriale che mette in rete le principali manifestazioni carnevalesche dei borghi piemontesi.

All’incontro hanno partecipato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore alla Cultura Marina Chiarelli, il presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino e Daniele Pane, presidente dell’Associazione Borghi delle Vie d’Acqua.

L’Associazione Borghi delle Vie d’Acqua riunisce 56 Comuni della bassa vercellese, un’area del Piemonte compresa tra i fiumi Sesia, Dora Baltea e Po. Questa zona pianeggiante della Pianura Padana, tra le province di Vercelli, Alessandria e Pavia, è un mosaico di terre fertili irrigate da secoli da una fitta rete idraulica: canali maestri come il Cavour, ponti canalicoli, sifoni e prese d’acqua che nutrono vasti campi di riso, grange monastiche e castelli di pianura.

Un territorio in cui l’acqua ha modellato nel tempo il paesaggio, l’economia e l’identità delle comunità locali, dove si fondono tradizioni culinarie robuste (panissa vercellese, agnolotti, bagna cauda) con paesaggi percorribili a piedi o in bicicletta lungo strade bianche e la Via Francigena. Qui, tra nebbie autunnali, murales urbani vivaci come quelli di Rive e il suggestivo “Custode delle Risaie”, storia e contemporaneità si intrecciano creando un’identità unica.

L’Associazione nasce con l’obiettivo di valorizzare i borghi attraverso progetti condivisi di promozione culturale e turistica, mettendo in rete Comuni, amministrazioni e realtà locali e favorendo una visione coordinata del territorio. In questo quadro si inseriscono iniziative strutturate come Borghi in Maschera e Sagre nei Borghi: percorsi tematici che uniscono eventi, feste popolari e tradizioni locali in una programmazione comune, capace di dare continuità all’offerta culturale, rafforzare la collaborazione tra i Comuni e rendere più riconoscibile l’identità dei Borghi delle Vie d’Acqua.

“Borghi in Maschera” valorizza le tradizioni carnevalesche locali attraverso una programmazione condivisa che riunisce sfilate, fagiolate, rievocazioni storiche ed eventi popolari realizzati nei Comuni dei Borghi nel corso dell’anno. Un progetto che, già nelle precedenti edizioni, ha dimostrato la forza di una visione coordinata del Carnevale come patrimonio culturale diffuso, capace di unire territori, comunità e identità.

L’iniziativa ha rafforzato nel tempo la collaborazione tra Amministrazioni comunali, Pro Loco e Associazioni, favorendo la conoscenza reciproca tra i borghi coinvolti e ampliando l’offerta complessiva di eventi. La messa in rete delle manifestazioni ha inoltre stimolato la mobilità dei visitatori, creando nuove occasioni di incontro e scambio tra comunità locali e incrementando l’attrattività turistica del territorio.

Grande attenzione è riservata anche alla valorizzazione delle tradizioni gastronomiche e culturali del Carnevale, elementi distintivi della storia e dell’identità dei borghi, strumenti fondamentali per raccontarne le peculiarità sociali e culturali.

«Il Carnevale è una delle espressioni più autentiche dell’identità dei nostri borghi, un patrimonio di colori, maschere, tradizioni e sapori che attraversa i secoli e continua a rinnovarsi – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Cultura Marina Chiarelli –. Con Borghi in Maschera, i centri delle Vie d’Acqua hanno dato vita alla più grande manifestazione carnevalesca diffusa d’Italia. Il progetto valorizza il Piemonte attraverso sfilate, rievocazioni storiche ed eventi gastronomici che ne raccontano la ricchezza culturale. La programmazione coordinata degli appuntamenti offre a famiglie e visitatori nuove occasioni di scoperta, contribuendo a rafforzare l’attrattività turistica regionale. Borghi in Maschera è l’esempio di come la tradizione possa tradursi in un progetto culturale attuale e attrattivo, capace di coinvolgere un pubblico di tutte le età».

«Borghi in Maschera è un progetto che dimostra come la collaborazione tra territori possa trasformare le tradizioni locali in una grande esperienza collettiva – dichiara Daniele Pane, presidente dei Borghi delle Vie d’Acqua –. Anche nel 2026 porteremo avanti questo modello, presentando un calendario condiviso che rafforza il senso di appartenenza, la coesione territoriale e la partecipazione attiva delle comunità dei Borghi delle Vie d’Acqua. Il Carnevale diventa così non solo festa, ma racconto vivo dei nostri borghi e della loro identità».

«Il Carnevale fa parte delle nostre tradizioni e aiuta a mantenere saldi i legami con la nostra identità – aggiunge il presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino –. Per questo, i Borghi in Maschera sono un appuntamento importante per il territorio, che colora e unisce i Comuni tra sfilate e fagiolate. Per questa occasione, inoltre, la Provincia di Vercelli con la collaborazione dell’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” ha organizzato un seminario sul connubio cibo-carnevale, dove l’antropologia e la storia si incontreranno. Vi aspettiamo per tante scoperte e altrettanto divertimento».

Il progetto coinvolge 49 comuni dei Borghi delle Vie d’Acqua: Albano Vercellese, Alice Castello, Arborio, Asigliano Vercellese, Balzola, Bianzè, Borgo D’Ale, Borgo Vercelli, Buronzo, Caresana, Caresanablot, Carisio, Casanova Elvo, Cigliano, Costanzana, Crescentino, Crova, Desana, Formigliana, Ghislarengo, Greggio, Lenta, Livorno Ferraris, Maglione, Moncrivello, Morano sul Po, Olcenengo, Palazzolo Vercellese, Pertengo, Pezzana, Prarolo, Rive, Robella, Ronsecco, Rovasenda, Salasco, Sali Vercellese, Saluggia, San Germano Vercellese, San Giacomo Vercellese, Sant’Antonino, Santhià, Stroppiana, Tricerro, Trino, Tronzano Vercellese, Villanova Monferrato, Villareggia, Villata.

Con il rilancio dell’iniziativa nel 2026, Borghi in Maschera si conferma un progetto strategico di promozione culturale e turistica, capace di coniugare tradizione, partecipazione e sviluppo locale.

cs

A Torino il Roadshow di CDP e Confindustria per lo sviluppo delle imprese del territorio

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Fa tappa in Piemonte l’evento che punta a intercettare le nuove esigenze del mondo imprenditoriale e a presentare gli strumenti del Gruppo CDP

 

Torino, 29 gennaio 2026 – Unire le forze per dare nuovo impulso allo sviluppo economico e sociale del Piemonte e rispondere con efficacia alle sfide che le aziende devono affrontare, accorciando le distanze tra le Istituzioni e i territori. Sono questi i principali obiettivi del Roadshow di CDP e Confindustria ‘Insieme per il futuro delle imprese’ che oggi ha fatto tappa a Torino, dopo Roma, Cagliari, Bologna, Firenze e Bari, per l’appuntamento che ha visto riunirsi numerosi rappresentanti del mondo dell’imprenditoria locale.

L’incontro è stato l’occasione per rafforzare il dialogo e l’interazione con le aziende locali con l’obiettivo di sostenere le priorità strategiche della Regione e di tutto il Paese guardando a specifiche aree d’intervento definite dall’Accordo firmato a Roma lo scorso settembre dal Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e dall’Amministratore Delegato di Cassa Depositi e PrestitiDario Scannapieco. Le priorità sono: lo sviluppo delle infrastrutture per la transizione energetica e per l’economia circolareil supporto agli investimenti delle imprese in innovazione e digitalizzazione, il rilancio del Mezzogiorno e il rafforzamento dell’autonomia strategica nazionale della filiera aerospaziale e della difesa. A queste si aggiunge il sostegno alla promozione dell’imprenditoria giovanile nonché a tutte quelle attività volte alla riduzione dei divari territoriali per uno sviluppo economico più equilibrato.

Tali obiettivi verranno perseguiti da CDP e Confindustria lavorando alla definizione di nuovi strumenti di finanza alternativa e di sostegno all’accesso al credito che prevedano anche l’impiego di risorse pubbliche e di terzi, oltre che di natura comunitaria. La collaborazione promuoverà inoltre l’utilizzo di strumenti di equity (rafforzando l’espansione del Private Equity e del Venture Capital), lo sviluppo di iniziative per il credito agevolato e il potenziamento del sistema nazionale di garanzia, oltre che soluzioni residenziali a condizioni sostenibili per i dipendenti a basso reddito e con esigenze di mobilità lavorativa.

CDP e Confindustria potranno poi condividere l’impegno per sostenere la crescita all’estero delle aziende piemontesi attraverso gli strumenti dedicati all’export e all’internazionalizzazione dando slancio alle principali filiere strategiche locali e nazionali. Infine, verrà promossa la partecipazione del tessuto imprenditoriale ai progetti dedicati alla cooperazione internazionale con particolare attenzione ai mercati del Continente africano.

La tappa di Torino del Roadshow ‘Insieme per il futuro delle imprese’ ha visto la partecipazione del Presidente di CDP, Giovanni Gorno Tempini, dell’Amministratore Delegato di CDP Dario Scannapieco, del Vicepresidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco Angelo Camilli, del Presidente di Confindustria Piemonte Andrea Amalberto e del Presidente dell’Unione Industriali Torino Marco Gay. Dopo un inquadramento economico a cura del Responsabile Monitoraggio e Analisi di Impatto di CDP Guido Romano, la giornata è proseguita con dei panel tematici per approfondire le esperienze delle imprese e le opportunità di crescita anche sul fronte dell’innovazione e della proiezione verso l’estero con il Direttore Business di CDP Andrea Nuzzi, l’Amministratore Delegato di SIMEST Regina Corradini D’Arienzo, l’Amministratore Delegato di CDP Venture Capital SGR Emanuele Levi, la Senior Partner del Fondo Italiano di Investimento SGR Marzia Bartolomei Corsi, il Responsabile Finanziamenti, Fondi e Blending Cooperazione CDP Giulio Dal MagroEmiliano Lucci Investor Relations di CDP Real Asset SGR, Alessandro Battaglia Presidente di Silvateam e Giancesare Drocco CEO di Abet.

cs

Sulle onde di Bernstein e Britten, Wayne Marshall sul podio dell’Orchestra e Coro del Regio

Venerdì 30 gennaio, alle ore 20, sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio ritorno sul podio di Wayne Marshall, che esalta la bellezza immediata delle musiche di Bernstein e Brutten. Il terzo appuntamento della stagione dei concerti 2025-2026 del Teatro Regio, intitolato “Onde”, vede il ritorno sul podio del teatro torinese di Wayne Marshall, tra i più autorevoli interpreti del repertorio angloamericano del Novecento alla guida dell’Orchestra e del Coro del Regio, preparato dal maestro Piero Monti. Il programma intreccia i Chichester Psalms di Leonard Bernstein, selezione di salmi in ebraico, che combina spogli semplicità melodica e sorprendenti effetti timbrici, “A three Dance Variations” da “Fancy Free”, sempre di Bernstein, fino a incontrare marinai in libera uscita a New York, fino alla “Passacaglia” e a “Four Sea Interludes” da Peter Grimes, di Benjamin Britten, capaci di evocare il grido dei gabbiani, la fosforescenza del mare, fino alla vertigine psicologica del protagonista. La collaborazioe con Wayne Marshall si consolida dopo lo strepitoso concerto per MiTO 2023, intitolato “Wonderful Time”, e ancora nella memoria del pubblico del Teatro alla Scala e dell’Auditorium del Lingotto, il cui direttore britannico ha guidato i complessi artistici del Regio con una trascinante energia e una profonda intesa artistica. In apertura Wayne Marshall proporrà i “Chicehester Psalms” di Bernstein, composti su commissione del reverendo Wakter Hussey, decano della cattedrale di Chichester, per il festival che si sarebbe e svolto nell’estate del 1965. Bernstein volle che il testo fosse cantato esclusivamente in ebraico, per soprano, coro e orchestra, con interventi solistici di Amelia Volta, voce bianca, Giulia Ghirardello, soprano, Roberta Garelli, mezzosoprano, Bekir Serbest, tenore, e Lorenzo Battagion, basso baritono. In questi salmi emerge il volto più meditativo e impegnato del compositore, un percorso che dall’iniziale fiducia del Signore passa per il turbamento innescato da conflitti e tumulti generati dai potenti della Terra, per approdare infine alla riaffermazione della volontà divina e a un inno alla concordia e alla pace.

Segue “Three Dance Variations” da Fancy Free di Leonard Bernstein, brillante affresco della giovinezza americana nella New York degli anni Quaranta, la città più iconica del Novecento che accoglie il ventenne Bernstein dal più provinciale Massachussetts. Il balletto, commissionato dall’American Ballet Theatre e presentato in prima assoluta al Metropolitan nel 1944, segna la prima collaborazione tra il compositore e il coregrafo Jerome Robbins: da questo successo nascerà il noto musical di Broadway “On the town”, avvio di una duratura e feconda partnership creativa. Parte della sua musica verrà utilizzata per il film “La finestra sul cortile” di Alfred Hitchcock. I tre marinai in licenza a New York, le danze nei bar e il gioco di seduzione e di leggerezza danno vita a una musica travolgente, in cui si fondono Jazz e lirismo, in una esplosione di vitalità urbana e colori orchestrali che chiudono la serata sotto il segno della gioia di vivere.

Il programma si conclude con la suite “Four Sea Interludes” da Peter Grimes, di Benjamin Britten. Pagina sinfonica che restituisce con forza immaginativa il respiro del mare e l’atmosfera del villaggio dei pescatori in cui si consuma il dramma di Grimes. Nato sulla costa del Suffolk, con il suono delle onde come orizzonte quotidiano, Britten affida al mare un ruolo di protagonista segreto, una presenza potente e indifferente al destino dell’uomo. Gli Interludi condensano in musica tanto la vita del borgo quanto la solitudine del protagonista.

“Dawn”, “Sunday morning”, “Moonlight” e “Storm” tracciano un arco di sensazioni che va dalla calma sospesa dell’alba alla furia della tempesta: gli impasti orchestrali, il richiamo degli ottoni e i guizzi dei legni evocano il grido dei gabbiani, la le onde, la fosforescenza inquieta dell’acqua, trasformando il paesaggio marino in un vero e proprio protagonista sonoro. Alla tavolozza marina degli Interludi si affianca la “Passacaglia”, anch’essa dal Peter Grimes, che ne prolunga la tensione drammatica e ne concentra in un unico arco la tensione psicologica del protagonista e l’evocazione della sua capanna ormai vuota.

Teatro Regio – piazza Castello 215, Torino

Mara Martellotta