È l’alba della vendemmia tra le colline dell’albese, nel regno del Barolo, nelle terre dei potenti Falletti, tra sagre, cantine vinicole e feste paesane settembrine.

Filippo Re

“Gli 8 violoncelli di Torino” nascono nel 2005 da un sogno nel cassetto del Maestro Fabrice De Donatis desideroso di creare un gruppo violoncellistico, unico in Italia, con musicisti di consolidata carriera, ma caratterizzato da un legame affettivo e di amicizia tra gli esecutori.
Di loro è stato detto: ” … Questi artisti hanno saputo valorizzare a pieno l’estensione tecnica ed espressiva del violoncello per formare un gruppo a geometria variabile, capace di rendere allo stesso tempo la coralità di un’intera orchestra, la sensibilità tonale di un quartetto per archi o la ritmicità sensuale e travolgente di una band sudamericana …”.
L’ottetto è stato più volte ospite di Festival nazionali ed internazionali come il Festival “Nei Suoni dei Luoghi”, il Festival violoncellistico “Alfredo Piatti”, “I Suoni delle Dolomiti”, il Festival “Violoncelles en Folie” e il “Festival de Musique de Chambre en Pays de Gex” in Francia, il “Rio International Cello Encounter” di Rio de Janeiro e molti altri …
Dal 2019 “Gli 8 violoncelli di Torino” sono costituiti da 10 elementi che si alternano in modo complementare nell’attività concertistica del gruppo.
Da alcuni anni l’ottetto dedica parte delle attività a favore di Associazioni culturali ed umanitarie con scopi benefici.
*Gli 8 violoncelli di Torino hanno inaugurato, il 10 settembre a Gualtieri, con musiche di Bach e la suite per 6 violoncelli solisti “Six Breaths” di Ezio Bosso, la prima edizione del Buxus Consort Festival dedicato all’indimenticato Maestro, scomparso a 48 anni nel maggio 2020, nominato cittadino onorario dal paese reggiano dove per anni è stato ospite fisso al Teatro Sociale. Il festival si è concluso domenica sera allo scoccar della mezzanotte con un brindisi collettivo in piazza per fare gli auguri al maestro che il 13 settembre avrebbe compiuto 50 anni.*
Eseguiranno i maestri
Relja Lukic
Francesca Gosio
Alessandro Capellaro
Giulio Arpinati
Fabrice De Donatis
Claudia Ravetto
Ingresso riservato ai soci ARCI.
GREEN PASS OBBLIGATORIO
(il tampone può essere eseguito ad uso interno presso il Nostro Circolo)
Pagamenti tramite contanti/satispay/bonifico/carte/bancomat
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA PER TAVOLO E CONCERTO
Prenotate il vostro posto
Contributo specifico volontario per gli artisti
I posti sono assegnati in base alla prenotazione.
In caso di non prenotati verranno fatti attendere per eventuali annullamenti.
Tel.: (+39) 331.861.38.51
Circolo Corso Parigi APS
Corso Dante, 28/A
10134 Torino
→ Attenzione: nel rispetto delle misure sanitarie, l’accesso sarà consentito ad un numero massimo di 50 persone, nell’area interna, con mascherine e distanziamento sociale (ad esclusione dei congiunti).
Si prega di presentarsi con un anticipo di 20 – 30 minuti prima dell’inizio dello spettacolo, così da poter visionare il green pass o attivare la procedura tamponi.
CON IL GREEN PASS NON VIENE RICHIESTO IL DOCUMENTO DI IDENTITÀ, SALVO CASI IN CUI VI SIANO DELLE DISCORDANZE ANAGRAFICHE TRA LA PERSONA E IL GREEN PASS
Riceviamo e pubblichiamo la dichiarazione del Segretario Generale del SIULP di Torino Eugenio BRAVO.
La rapina subita in zona San Salvario dall’Assessore alla cultura è un atto gravissimo ed è la classica dimostrazione di come la questione sicurezza sia materia prioritaria per la città di Torino. Non si può dimenticare, continua Eugenio Bravo, tutti i reati subiti dai cittadini che sebbene facciano meno notizia in quanto non riguardano organi istituzionali, sono pur sempre gravissimi e intollerabili.
Le forze dell’ordine sono fortemente impegnate sul territorio nel contrasto al crimine ma è opportuno ricordare che tra due anni, al netto degli organici, solo la Polizia di Stato avrà ben 12.000 poliziotti in meno.
Il fenomeno della criminalità in certe zone persiste e deve essere affrontato in modo decisivo con strumenti e leggi efficaci e con Sindaci che agiscano con fermezza nell’alveo della legge nr. 125 del 2008.
Occorre dunque valorizzare la Polizia Locale, procedere con le assunzioni di personale giovane e incrementare il controllo del territorio in collaborazione con le forze dell’ordine.
Tutto il resto sono solo chiacchiere.
Nato in America Latina nel 1969, dall’idea di un messicano che aveva necessità di costruire, per mancanza di spazio, un campo da tennis più piccolo e che contenesse anche le pareti, il Padel arriva in Italia nel 1991 con pochi campi tra Vicenza e Bologna e dal 2015 prende il via con un successo di praticanti straordinario e in continua crescita.
La pallina è più sgonfia, il gioco è solo in coppia, la racchetta è simile ai famosi racchettoni da spiaggia ma realizzata conmateriali diversi, come il carbonio, che conferiscono rigidità ed elasticità allo stesso tempo. Il gioco e le regole sono analoghe a quelle del tennis ma con alcune differenze come la possibilità di far toccare la pallina prima sulla parete o sulla griglia, alle spalle e a lato dei giocatori, dopo il primo colpo a terra per prenderla successivamente dopo il rimbalzo. La famosa “’uscita a parete” è uno dei primi colpi che viene insegnato ai novizi del Padel che ad oggi sono moltissimi e riempiono i campi di tutta Italia, più di 2400 all’interno di circa 1000 strutture. Il gioco, che continua ad avere sempre più seguaci, è gestito dalla Fit ed è apprezzato grazie alle sue caratteristiche che lo rendono più accessibile del cugino tennis, alla sua facilità e velocità di apprendimento, ma anche alla sua economicità, una racchetta può costare 30 euro e le scarpe anche meno, inoltre la spesa per l’affitto del campo è abbordabile grazie alla grande affluenza. C’è, inoltre, un’altra peculiarità, a cui abbiamo fatto riferimento prima, che rende più fattibile la pratica di questo gioco e cioè la dimensione del campo,di circa 200 mq, che non richiede quindi larghi spazi per la sua edificazione e per la sua collocazione che può avvenire tranquillamente all’interno di un’area urbana. Nel nostro paese si contano più di 400 mila giocatori, di cui il 40% circa sono donne,e solo nel 2020 più di un milione e seicento prenotazioni hanno affollato i telefoni dei club e le chat di whatsapp, numeri che solo la gettonata partita di calcetto, fino ad ora, era capace di fare. L’impegno fisico è minore rispetto ad una partita di tennis, il livello di tecnica richiesto inferiore, il divertimento è tanto e il corpo si allena; il Padel è, dunque, una disciplina che tiene in forma grazie all’esercizio dinamico-aerobico, fa staccare la spina come pratica spassosa e piacevole, favorisce la socializzazione, lo scambio ricreativo di gruppo e ci fa allontanare dagli smartphonealmeno per 1 ora o 2. La racchetta forata promette, dunque, partite divertenti, veloci, con buona possibilità di esecuzione, meno rigidità nelle regole, e quindi una maggiore praticabilità, un buon livello di accesso (serve comunque il certificato medico), uno sport alla portata di tutti (anche economica) destinato a fiorire ulteriormente.
Maria La Barbera
Per scoprire dove giocare a Padel a Torinosi possono consultare i siti web:
www.padelmagazine.it
www.padelmovement.it
Arrestato un ventisettenne dagli agenti del Commissariato Barriera Milano
Un uomo, sabato pomeriggio, parcheggia il suo furgone in via Carmagnola per andare a fare la spesa in un negozio di fiducia. Chiuso il mezzo si incammina in direzione dell’esercizio, durante il tragitto, però, ricorda di aver lasciato un mazzo di chiavi nel furgone e torna indietro per recuperarle. Una volta giunto nei pressi del suo veicolo, il proprietario si rende conto che la porta anteriore è aperta e che all’interno del mezzo c’è una persona che sta tentando di smontare la plancia con un cacciavite.
Quando il proprietario del veicolo lo invita ad allontanarsi, il reo prima spintona il suo interlocutore e poi estrae un coltellino con il quale lo minaccia, prima di darsi alla fuga.
La vittima contatta il 112 e allo stesso tempo si mette all’inseguimento del reo il quale, in via Bra, durante la sua fuga, spintona facendola cadere per terra un’altra persona che ostacola la sua fuga. Anche questo secondo cittadino, rialzatasi, insegue il fuggitivo insieme al proprietario del furgone. I due riescono a raggiungere l’uomo in fuga. Il contemporaneo arrivo degli agenti del Commissariato Barriera Milano permette a questi ultimi di fermarlo.
L’uomo, un cittadino marocchino di 37 anni, con a carico un obbligo di presentazione alla P.G, un divieto di dimore nel Comune di Torino e sottoposto a libertà controllata verrà arrestato per tentata rapina.
Arrestato l’autore
Venerdì sera gli agenti della Squadra Volante hanno tratto in arresto per furto un trentenne georgiano nel quartiere San Salvario.
Poco dopo le 20, lo straniero si è avvicinato al tavolo del dehor di un ristorante di via Berthollet dove stavano cenando due persone. Fingendo di allacciarsi le scarpe, si è accovacciato, si è impossessato del borsello di uno dei due avventori e di è dato alla fuga.
La scena è stata notata da un passante che ha inseguito il reo riuscendo a recuperare il maltolto poi riconsegnato al legittimo proprietario. Gli agenti della Squadra Volante, invece, dopo aver ricevuto le indicazioni dei testimoni sono riusciti a fermare e ad arrestare l’autore del gesto, un cittadino georgiano di 30 anni, nei pressi del luogo ove era avvenuto il furto.
Dal 16 settembre 2021 al 9 gennaio 2022 /dieci anni di attività

A novembre 2021 saranno dieci anni dalla nascita di BI-BOx Art Space, che si prepara a celebrare questa data significativa con l’apertura della nuova sede, in via Italia 38 a Biella. Uno spazio pensato per accogliere mostre ed esposizioni e allo stesso tempo per essere un luogo di incontro tra artisti, addetti ai lavori e pubblico, con la possibilità di ospitare seminari e talk. Anche dalla sua nuova casa, BI-BOx continuerà il percorso culturale, creativo e formativo costituito dal progetto Miscele culturali di Palazzo Ferrero.
Il primo appuntamento nella nuova sede è con Accidentally Stumbling on Exposed Roots, la mostra fotografica del duo artistico composto da Tania Brassesco e Lazlo Passi Norberto a cura di Irene Finiguerra, che fin dal titolo (in italiano: “inciampare accidentalmente nelle radici esposte”) evoca l’idea di qualcosa che ostacola il cammino, ma allo stesso tempo invita a prestare attenzione all’ambiente circostante
Tra le 20 opere esposte, i visitatori più attenti non potranno non riconoscere nell’opera Under the Surface la copertina del romanzo L’acqua del lago non è mai dolce di Giulia Caminito, fresca vincitrice del Premio Campiello 2021, scelta proprio per il senso di straniamento suggerito dalla fotografia.
L’esposizione sarà visibile dal 16 settembre 2021 fino al 9 gennaio 2022. Un evento doppiamente significativo, in quanto costituisce un grande ritorno a Biella, dopo che nel 2012 gli allora esordienti Tania Brassesco e Lazlo Passi Norberto portarono Ripetizioni differenti nello spazio espositivo appena nato di BI-BOx.
La mostra
La casualità dell’incontro con un mondo naturale che emerge dal terreno ed espone quanto dovrebbe essere nel buio del sotto terra è la chiave di lettura delle splendide immaginario degli artisti. Queste opere, fotografie in grande formato della loro serie Behind the Visible, sono una conversazione per immagini fra il conscio e l’inconscio, fra l’iconografia di una narrazione intima del nostro Io nascosto al mondo e l’Io pronunciato e vissuto con gli altri. I soggetti protagonisti delle opere, talvolta interpretati dalla stessa Tania, evocano storie fra sogno e realtà, suggerendo quell’inquietudine tipica che si prova al risveglio dopo un sogno disturbante o al contrario uno in cui ci si vorrebbe abbandonare. Tania & Lazlo danno luce alla oscurità che è in ciascuno di noi, ma aggiungendo poesia e una vena melanconica che addolcisce lo sguardo consentendo di entrare in empatia con il soggetto fotografato. Le immagini esposte sono concettuali e narrano per metafore una situazione, un pensiero: al visitatore il compito abbandonarsi alla contemplazione senza indagare o cercare spiegazioni, lasciandosi catturare da quanto sta osservando.
Ogni opera è frutto di un lungo e accurato lavoro che unisce i linguaggi di fotografia, video, installazione e performance, come in un set cinematografico. Per questo in mostra è presente anche una selezione di polaroid, scatti preparatori e suggestioni utili alla produzione delle opere esposte.
Nell’ambito della mostra, viene presentato in anteprima un progetto inedito: un box d’artista con nove opere selezionate dagli artisti dall’archivio di Tania & Lazlo, risignificandole attraverso il loro intervento e ripensandole come lavoro d’insieme. Rappresentano momenti chiave della loro ricerca sviluppatasi durante la serie Behind the Visible. Sono scatti più crudi e meno impostati delle opere in grande formato, ma importanti proprio per quello che hanno rappresentato nella fase di ricerca e che hanno portato a delineare l’essenza della serie principale. Spiegano i due artisti: “Sono un consapevole viaggio accidentato tra incontri, visioni, inciampi, desideri e allucinazioni. Una selezione di suggestioni visive raccolte in fase di ricerca, scavando tra tematiche e linguaggi estetici, vicine al nostro lato più selvaggio, accogliendo l’imprevisto.”
Tania Brassesco (Venezia, 1986) e Lazlo Passi Norberto (Verona, 1984) sono un duo di artisti visivi nato nel 2008. Le opere di Tania & Lazlo sono state esposte in gallerie, fondazioni e Musei in Europa, Stati Uniti e Asia, tra cui al Palazzo delle Esposizioni a Roma, al Museo MART di Rovereto, a La Maison Rouge Foundation Antoine de Galbert a Parigi, al Muscarelle Museum of Art negli Stati Uniti.
Le loro opere fanno parte di diverse collezioni pubbliche internazionali tra cui quella del Herbert F. Johnson Museum of Art, del Muscarelle Museum of Art, del Bellarmine Museum of Art, della Fondazione VAF, dell’HBC Global Art Collection a New York City.
Dal 2013 iniziano un intenso rapporto con gli Stati Uniti e dal 2016 si trasferiscono a New York per diversi anni. Attualmente vivono e lavorano tra Venezia, Milano e New York.
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Tania & Lazlo
Accidentally Stumbling on Exposed Roots
a cura di Irene Finiguerra
16.09.2021 – 09.01.2022
Orari: giovedì e venerdì dalle 15 alle 19.30; sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.30; oppure su appuntamento.
BI-BOx Art Space – Via Italia, 38 – Biella
Per informazioni al pubblico:
3497252121, 3925166749
Di Gianni Milani
Che piacevole sorpresa. Dopo mesi di rinuncia (confesso: per la mia paura di assembramenti, pur se ben attenzionati, al chiuso) alla Santa Messa domenicale – per me da sempre, o quasi, appuntamento irrinunciabile – domenica scorsa, 12 settembre, vigilia dell’apertura del nuovo anno scolastico, ho salito i gradini della storica Parrocchia “Beata Vergine delle Grazie” di corso Einaudi alla Crocetta di Torino. Intenzionato, una volta per tutte, a recuperare le buone (ahimé,non molte) abitudini. E ho preso – come suol dirsi – Messa. In una domenica che mi porto ancora nel cuore e che proprio per quella mia, forse “guidata” (da chi? da cosa?), decisione mi ha procurato momenti di grande, imprevista felicità. E serenità. Benessere che mi mancava da tempo. Fra i banchi e fuori sul sagrato, tantissimi bambini. Bimbe e bimbi, accompagnati da mamme e papà e nonni. Sulle spalle enormi, esagerati per quelle ancor tenere membra, zainetti. Meglio zainoni. Megagalattici, superstellari, coloratissimi, disegnatissimi. All’ultimo grido. Quelli lanciati dai video-social, immagino. Vuoti, ho sperato. E pensa quando saranno pieni? Mi sono detto. Eh sì, quella di domenica 12, era proprio la Messa dedicata alla benedizione di quelle montagne, dagli umani chiamate zainetti, caricati a spalla dai “portatori”, pur gioiosi e sorridenti pargoletti. Benedizione tutta meritata. Prima da loro e poi dagli zainetti. Comunque, bella iniziativa. Credo programmata anche in altre Parrocchie e sotto altre forme. Un gesto e un segno di speranza. Volti sorridenti. I bimbi della stessa classe o scuola o anche di scuole diverse che si ritrovavano, che tornavano a guardarsi negli occhi dal vivo, a stringersi le mani, a raccontarsi mille, più o meno improbabili, avventure. Ad alzare al cielo, al passaggio del giovane viceparroco don Francesco – ragazzo fra i ragazzi barba e capelli neri pettinati con simpatica e rapida disattenzione- i loro supercontenitori di materiale scolastico tesi ad accogliere dall’aspersorio le gocce volanti, qui e là, della benedizione. In quegli zaini e per tutto l’anno scolastico – ha ricordato ai bimbi il giovane don – fateci stare dentro tante domande, tante curiosità. Non abbiate paura di chiedere. Le risposte alle vostre domande vi aiuteranno a crescere. E poi non dimenticate di riporvi anche la fatica. Quell’impegno che dovrà accompagnarvi per la vita, pur se a volte compagno scomodo e un po’ noiso. E infine l’umiltà”. Sagge parole. I secchioni consci di esserlo e vogliosi di ostentarlo non sono mai piaciuti né ai compagni di classe, né agli stessi insegnanti. Per lo meno, a quelli più intelligenti. Insieme alla benedizione è stata anche ditribuita all’interno della Chiesa (a un centinaio di metri dall’austera casa in corso Galileo Ferraris 70, dove nel 1901 nacque il beato Pier Giorgio Frassati, il “giovane dalle 8 beatitudini” scomparso a soli 24 anni nel 1925, e a cui la Parrocchia della Beata Vergine ha intitolato una Cappella, cuore spirituale della Chiesa ed oggi spazio dedicato alla Pastorale giovanile) una breve ma intensa preghiera stampata su fogli di diverso colore. Un passo recita Signore…aiutami a imparare le cose belle della vita e a condividerle con chi mi è più vicino, oggi e domani. “Condividerle”. Che bel verbo e che bell’insegnamento cristiano e sociale – ho pensato fra me e me – in tempi che hanno perso, per varie ragioni, il gusto della condivisione. Già prima del periodo pandemico, pratica assai poco praticata! E allora ho sentito di dovermi associare anch’io alle
parole di don Francesco e all’alto esempio del beato Frassati che della “condivisione” con gli ultimi, i poveri, i reietti, gli invisibili fece lo scopo unico della sua breve vita. Fino alla morte. Ho quardato quegli zaini, quegli occhi innocenti, quei sorrisi larghi di felicità. E ho sperato e spero che proprio quei “borsoni” (ricordate invece le nostre smilze cartelle?) portati a spalla dai ragazzi possano tutti i giorni dell’anno scolastico appena avviato varcare le soglie di ogni aula, portandosi dietro quella grande voglia di “condivisione”, di conoscenza e di gioco e di sorriso e di amicizia e amore che è strada di crescita e di vera vita per i nostri figli e nipoti. Che possano superare, glielo auguro davvero, quei brutti giorni chiusi in casa prigionieri, giocoforza, della famigerata (ma necessaria) dad. Ciao Enrico, a domani : urla, anche lui quasi incredulo a quel miracoloso accenno di normalità conquistata a dura prova, il piccolo Marco. Ciao Marco – gli ulula dietro Enrico. E ricordati di portare lo zaino… con il pallone dentro, se ci sta, per la ricreazione! Anche il pallone. Povero zaino! E povero Marco! Ma quanta forza hanno le tenere membra dei nostri bimbi?
di Luca Martina
Un recente studio della rivista The Economist dimostra come i Paesi che discriminano le donne abbiano una più elevata probabilità di essere violenti ed instabili.
I 20 Paesi più fragili e turbolenti del pianeta dal punto di vista sociale, economico e politico, come classificati da Fund for Peace (un’organizzazione senza fini di lucro con sede a Washington), praticano, ad esempio, tutti la poligamia.
Tra questi figura la Guinea (oggetto di un colpo di Stato da parte dei militari lo scorso 5 settembre) dove il 42% delle spose tra i 15 e i 49 anni fanno parte di unioni poligame.
Alquanto diffuso in questi Paesi è il fenomeno delle “spose bambine”: un quinto delle donne del mondo si sono sposate prima dei 18 anni (il 5% prima dei 15) vivendo in uno stato di semi-schiavitù e buona parte di queste sono concentrate nei Paesi in via di sviluppo.
In molti Stati inoltre è ancora praticato l’aborto selettivo dei feti femminili e ciò conduce, tra le altre cose, ad un pericoloso squilibrio (esasperato dalla poligamia) tra giovani uomini e donne che spesso si traduce in una feroce violenza (fisica e psicologica) nei confronti di queste ultime.
L’Afghanistan, dove, fino al ritorno dei talebani, quasi l’80% delle ragazze erano arrivate a frequentare la scuola primaria (a nessuna era consentito farlo prima del 2001), è oggi oggetto di grande attenzione e ci fa riflettere (anche) su questi temi; occorrerà non abbassare la guardia anche quando il Paese centro asiatico scomparirà dalle copertine e dalle prime pagine dei giornali.
Va anche ricordato che, come emerso da un’analisi del 2006 (sempre condotta da The Economist), la principale forza dietro i progressi economici degli ultimi decenni sia stata proprio la crescita dell’occupazione femminile.
Sono passati quasi 130 anni da quando Zelanda, nel 1893 concesse, per prima, il voto femminile (negli Stati Uniti arrivò nel 1920 ed in Italia nel 1945) ma in alcune aree del mondo questo diritto fondamentale viene tuttora negato.
Dare la possibilità alle donne di ottenere un adeguato livello di istruzione e libero accesso al mondo del lavoro può trascinare fuori dalla povertà intere famiglie e comunità dei Paesi poveri, dove grava soprattutto su di loro la spesa per l’alimentazione, l’educazione e la salute dei figli.
Anche per il nostro Paese (che occupa secondo l’ultimo rapporto Global Gender Gap del World Economic Forum un ben poco dignitoso settantaseiesimo posto su 153 Paesi), un miglioramento del livello dell’occupazione femminile (ed una sua più equa valorizzazione) rappresenta una delle maggiori risorse a nostra disposizione per accelerare la crescita economica nei prossimi anni.
Ne ha fatto menzione anche il primo ministro Mario Draghi promettendo che, nell’ambito del PNRR (il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), almeno 7 miliardi di euro saranno investiti, entro il 2026, per la promozione dell’uguaglianza di genere.
Dietro una profonda e sacrosanta questione di civiltà ci sono dunque anche degli importanti riflessi economici che, a loro volta, possono contribuire a ridurre le diseguaglianze tra i sessi.
Christine Lagarde, l’attuale presidente della Banca Centrale Europea, è stata, nel 2007, la prima donna dei Paesi G8 (Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Canada e Russia) a ricoprire un incarico ministeriale (ministra francese dell’Economia, dell’Industria e dell’Impiego) e può autorevolmente farsi portavoce di queste istanze.
Risulta quindi fin troppo evidente come solo la forza delle donne potrà rendere meno fragile (“antifragile”, per usare il neologismo, coniato nel suo omonimo libro, da Nassim Taleb) questo nostro pianeta.
Perché le donne sono l’altra metà del cielo: quella più azzurra.
Un progetto a cura del Dipartimento Educazione GAMDa oggi il percorso del Novecento della GAM di Torino è ancora più inclusivo: ad arricchirne la visita 10 schede multisensoriali finanziate da Fondazione CRT e realizzate nell’ambito dell’innovativo progetto di inclusione e accoglienza “Operatori museali e disabilità”, sostenuto e ideato da Fondazione CRT con Fondazione Paideia.
Le risorse di Fondazione CRT sono state erogate nell’ambito del bando Esponente, che sostiene le attività espositive e di riordino delle collezioni dei musei che tengono conto di una maggiore fruibilità da parte del pubblico, soprattutto dei giovani, e che pongono un’attenzione particolare allo sviluppo di strumenti operativi per favorire l’accessibilità alla cultura di persone con disabilità e con bisogni speciali. Il Dipartimento Educazione della GAM, che da sempre si impegna a garantire l’accessibilità all’arte e propone con grande costanza progetti per l’inclusione sociale, ha partecipato al bando ed è stato selezionato con il progetto GAM for ALL.
Un “traguardo” che si è aggiunto al percorso di formazione sull’inclusione che il Dipartimento ha avviato qualche mese prima, partecipando al workshop itinerante di “Operatori museali e disabilità” con il fine di formare i propri operatori per realizzare un progetto che migliorasse e aumentasse l’accessibilità e tentasse in qualche misura di “annullare” qualsiasi tipo di disabilità. Il nuovo progetto ha mosso i primi passi proprio in quell’occasione.
GAM for ALL ha impegnato il Dipartimento Educazione GAM, insieme al Direttore e gli esperti del settore dell’accessibilità, nell’identificazione di 8 opere pittoriche della collezione che potessero essere fruibili da tutti, con una particolare attenzione alle persone con difficoltà sensoriali (ciechi, ipovedenti, sordi, ipoacusici). Altre 2 schede raccontano invece il progetto, l’allestimento del ‘900 e la storia della GAM. È stato necessario un lungo lavoro di stesura e traduzione di testi con caratteristiche specifiche di alta leggibilità, registrazione di audio-descrizioni in italiano e inglese, riprese video con traduzioni in LIS e realizzazione di immagini in rilievo.
Il museo ha lavorato in stretta collaborazione con la Tactile Vision Onlus e l’Istituto dei Sordi di Torino. Le traduzioni nella Lingua dei Segni Italiana – LIS sono infatti realizzate da insegnanti sordi dell’Istituto: non si tratta quindi di una trasposizione dall’Italiano al LIS, ma di una descrizione che segue le regole grammaticali e le tempistiche della Lingua di Segni perché realizzate da persone “madrelingua”. L’apporto e la collaborazione con alcuni soci dell’UCI – Unione Ciechi Italiana ha infine permesso di verificare la qualità e la comprensione tattile delle immagini e, sul piano linguistico, la validità dei testi che guidano l’esplorazione.
Attraverso accorgimenti di natura multimediale e multisensoriale, questi 10 supporti sono in grado di comunicare l’opera d’arte in modo semplice e inclusivo, rivolgendosi a un pubblico il più ampio possibile, per età e abilità, con una particolare attenzione alle persone con difficoltà sensoriali.
SCHEDA TECNICA
n. 10 schede multisensoriali in formato A3, in materiale leggero, agili da consultare, che contengono:
· Immagine visiva ad alta qualità dell’opera selezionata a colori (o di mappe se si parla della struttura museale) · Immagine dell’opera in rilievo, realizzata con una resina trasparente, per agevolare l’esperienza tattile di ipovedenti e ciechi. · Testo ad alta leggibilità (sia per il carattere e il font utilizzato sia per il lessico semplificato ed essenziale) contenente informazioni sull’opera o sul museo. · Titoli e autori tradotti in Braille · QR code o NFC* per accedere a contenuti di audio-descrizione per non vedenti (o per chiunque sia agevolato all’ascolto di un audio piuttosto che alla lettura di un testo) in Italiano e in Inglese. · QR code o NCF* per accedere al video descrittivo in LIS, Lingua dei segni italiana, per i sordi.
Il tempo di analisi di un’opera dura tra i 5 e i 7 minuti.
Le 10 schede sono collocate in appositi contenitori ad altezza agevole, posizionati nelle sale della collezione permanente del Novecento accanto all’opera esposta.
Il Dipartimento Educazione GAM propone quotidianamente attività rivolte a diverse tipologie di disabilità, fisiche e cognitive. Tuttavia il tema dell’accessibilità è un argomento più complesso, che comprende ad esempio anche l’agevolazione sul prezzo del biglietto, per consentire a tutta la cittadinanza di accedere al museo, e per favorire una cultura di inclusione e accoglienza. Le schede sono infatti a disposizione di tutto il pubblico, a uso gratuito, e si possono utilizzare in completa autonomia con il solo ausilio di un comune cellulare.
I musei sono sempre più chiamati a immaginare metodi e azioni efficaci per arricchire la qualità dei servizi a favore di tutti i pubblici. Questo progetto, realizzato anche grazie al supporto delle nuove tecnologie, non è che un altro piccolo tassello per raggiungere grandi obiettivi.
* sensori di prossimità NFC (Near Field Communication)
Link alla playlist video su Youtube
Per informazioni: Dipartimento Educazione GAM t. 011 4436999 infogamdidattica@fondazionetorinomusei.it
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