ilTorinese

Politica e ispirazione cristiana. La lezione di Carlo Donat-Cattin

Di Giorgio Merlo

Il libro scritto da Giorgio Aimetti pubblicato recentemente da Rubbettino, “Carlo Donat-Cattin, la vita e le idee di un democristiano scomodo”,

non ripercorre soltanto il magistero politico, culturale, sociale ed istituzionale – e privato – del leader democristiano piemontese e di un importante e qualificato statista della prima repubblica, ma ha il merito di rileggere anche le costanti che hanno caratterizzato la politica italiana per quasi 50 anni.
Certo, sono molti gli aspetti che si potrebbero trarre da una vasta ed interessante pubblicazione come questa. Ma c’è un aspetto che a volte viene dimenticato, o volutamente sottovalutato, e che invece merita di essere ripreso e approfondito perchè non ha una scadenza temporale nè può essere banalmente storicizzato. Parlo del rapporto tra i cattolici e l’impegno politico, o meglio il ruolo dei cattolici democratici, popolari e sociali nella cittadella politica italiana nelle diverse fasi storiche e che resta un tema di grande attualità. Moderno e contemporaneo. E nell’epoca storica che ha visto protagonista Carlo Donat-Cattin – cioè dall’inizio degli anni ‘50 sino all’inizio degli anni ‘90 – il rapporto dei cattolici con la politica e soprattutto con la gerarchia ecclesiastica e i suoi insegnamenti è stato un elemento costitutivo per lo stesso impegno nella società e nelle istituzioni democratiche.
Un rapporto che è stato comune e simile per molti leader democratici cristiani ma non per tutti. In sintesi, per uomini come Donat-Cattin essere un cattolico impegnato nel pubblico – nell’Azione cattolica come nel sindacato, nella politica come nelle istituzioni – è sempre stato ispirato a 3 criteri di fondo che rispondono anche alla sua concreta esperienza nelle varie fasi della sua vita.
Innanzitutto un rigoroso rispetto della laicità dell’azione politica e sindacale. Differenza dei ruoli e dei “piani”, come si diceva un tempo, ma sempre ispirati ad una concezione che affondava le sue radici nell’umanesimo cristiano e, per quanto lo riguardava, nel filone del cattolicesimo sociale. Per questi motivi la dottrina sociale della Chiesa, nella sua diversa e continua evoluzione, ha sempre avuto un’importanza centrale per tutto il suo magistero pubblico. E coniugare la laicità dell’azione temporale con una coerente aderenza all’insegnamento della Chiesa è sempre stato il faro che ha illuminato la sua militanza concreta.
In secondo luogo nessun cedimento al clericalismo e al confessionalismo. Atteggiamenti, invece, che hanno contraddistinto, nella lunga stagione politica democristiana, il comportamento politico di molti altri esponenti che a volte confondevano l’aderenza all’insegnamento della Chiesa e, nello specifico, di alcuni settori della gerarchia, con il condizionamento della concreta azione politica. Una sorta di clericalismo strisciante che era apprezzato nelle segrete stanze delle varie Curie disseminate in tutto il paese ma che non incrociava gli interrogativi e le domande che una società, sempre più laica e secolarizzata, poneva ai politici. Anche e soprattutto cattolici. E Donat-Cattin, su questo versante, ha sempre privilegiato i contenuti e il progetto politico di cui si faceva portatore rispetto a indicazioni che provenivano da altri settori. Qualsiasi essi fossero.
In ultimo, ma non per ordine di importanza, la rettitudine morale e personale di Donat-Cattin senza mai scivolare nel moralismo sciatto e avaloriale. Di qui la celebre distinzione tra i “moralisti” che indicano un problema e individuano se stessi e il proprio clan come gli unici titolari ad affrontarlo e risolverlo, e i “moralizzatori” che, al contrario, si battono per la soluzione del problema senza anteporre mai la propria persona e il proprio cerchio di amici coma la via miracolistica e salvifica da perseguire. Sotto questo aspetto, la lunga, complessa e difficile militanza politica di Donat-Cattin ha sempre concentrato la sua attenzione sui contenuti dell’azione politica e sindacale senza mai farsi affascinare o condizionare dai richiami moralistici frutto di una sub cultura che ha caratterizzato, al contrario, alcune esperienze riconducibili al mondo cattolico tradizionale.
Mi sono soffermato solo su tre aspetti, tra i tanti, che si potevano ricordare attorno a questo tema. Ma, comunque sia, anche per intraprendere oggi una nuova e rinnovata azione politica da parte dei cattolici italiani non possiamo – e non dobbiamo, a mio parere – dimenticare lo straordinario magistero politico e culturale di uomini come Carlo Donat-Cattin. Che hanno anche pagato personalmente un duro prezzo per aver sempre conservato nella loro vita una coerenza esemplare e cristallina nell’ azione sindacale, politica e istituzionale.

L’attività di volontariato Pro. Civi. Co. S.

Settimane intense per i volontari di Protezione Civile della Comunità di Scientology PRO.CIVI.CO.S. OdV coinvolti su più fronti:

dal servizio di assistenza e informazione alla cittadinanza per superare l’emergenza covid-19, al presidio in occasione della recente Maratona di Torino; dai corsi di aggiornamento sull’uso delle idrovore, utili in caso di alluvione, all’appuntamento settimanale con la tutela e la protezione dell’ambiente che ogni settimana si ripete in Borgo Vittoria, ma anche in altre aree delle periferie.

I libri più commentati di Novembre

Eccoci al consueto appuntamento mensile con i lettori del gruppo FB Un libro tira l’altro, ovvero il passaparola dei libri.

Tra i titoli più commentati, questo mese troviamo uno dei più celebri titoli del compianto Terry Pratchett, Streghe All’Estero (Salani, 2009); segue Il Cane Nero, di Rebecca Hunt (Ponte alle Grazie, 2011), delicata storia sul dramma della depressione; infine il più recente Bill, di Helen Humphreys (Playground, 2020), tenero racconto di amicizia e malattia.

Speciale Lulu Che Fa Storie, letture etiche nel nome di Louise Brooks!

Questo mese conosciamo meglio le edizioni curate dal collettivo letterario Lulu Che fa Storie, originale iniziativa promossa da Cristiana Danila Formetta (potete leggere l’intervista alla fondatrice del gruppo sul nostro sito) che raggruppa alcuni degli autori e autrici più interessanti del panorama della narrativa italiana contemporanea. Il collettivo si propone come una scelta editoriale etica, pubblicando in digitale senza contratti vincolanti e dove tutti guadagnano dal proprio lavoro, in percentuale all’impegno profuso; specializzato nella narrativa erotica e sentimentale, Lulu Che Fa Storie ha fatto conoscere al grande pubblico autori come Tinta e Antonio Cretella e sta diventando, sempre di più, un marchio di riferimento in questo specifico campo della narrativa.

Incontri con gli autori: le interviste, in collaborazione con Novità in libreria.

La nostra redazione ha incontrato lo scrittore Pierangelo Colombo, da poco tornato in libreria con Come Un Temporale Estivo (Porto Seguro, 2021). L’autore di Bucefalo e altre storie (2017) torna con un libro pensato per gli adolescenti ma che non mancherà di coinvolgere anche il lettore adulto.

Il Passaparola Dei Libri ha intervistato Paolo Mirti, direttore artistico della manifestazione Ventimila Righe Sotto i Mari In Giallo, che si tiene ogni anno a Senigallia, e appassionato lettore.

Questo mese abbiamo incontrato anche: Paola D’Ambrosio, autrice della saga L’Eterea Mente, che avrà presto un terzo capitolo e Roberta Meo vincitrice del Premio per la Microeditoria di Qualità, con il romanzo Tre Padri (Brè Edizioni) .

Per questo mese è tutto: vi ricordiamo che, se volete partecipare alle nostre discussioni, potete venire a trovarci su FB e se volete rimanere aggiornati sulle novità in libreria e gli eventi legati al mondo dei libri e della lettura, visitate il nostro sito ufficiale all’indirizzo www.unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it

Buone letture!

redazione@unlibrotiralaltroovveroilpassaparoladeilibri.it

Scoperta evasione di una società nel settore alberghiero

Guardia di Finanza di Torino Eseguiti sequestri di beni per oltre un milione di euro. Occultati e distrutti i documenti contabili.

Guardia di Finanza di Torino: scoperta una milionaria evasione fiscale perpetrata da un’impresa attiva, nell’alta Val Susa, nel settore alberghiero.

 

I Finanzieri della Tenenza Bardonecchia, che hanno condotto le indagini, nel corso di un’azione ispettiva condotta nei confronti di un albergo operante nella zona, hanno constatato numerose irregolarità afferenti agli adempimenti tributari, commesse dai due amministratori “formali” cc.dd. teste di legno, avvicendatisi nel tempo, e dal reale dominus, i quali sono stati segnalati all’Autorità giudiziaria per i reati di omessa dichiarazione e occultamento/distruzione di scritture contabili.   

 

Infatti, gli indagati sono risultati aver gestito, per anni, la struttura ricettizia in totale evasione delle imposte, conseguendo ingenti vantaggi fiscali che hanno tentato di celare attraverso il nascondimento della contabilità, finalizzato a non consentire la reale ricostruzione dei redditi conseguiti e non dichiarati.

 

Le successive indagini, condotte dalle Fiamme Gialle e coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, si sono sviluppate attraverso l’audizione di alcuni tour operator dell’albergo e l’esecuzione di penetranti indagini patrimoniali e finanziarie sui conti correnti societari e nei confronti dei soggetti coinvolti, che hanno consentito di corroborare le risultanze emerse in sede di verifica tributaria. All’esito degli approfondimenti esperiti dai militari il magistrato inquirente ha richiesto ed ottenuto dal competente G.I.P. l’emissione di un sequestro preventivo finalizzato alla successiva confisca dell’importo delle imposte evase, pari ad oltre un milione di euro.

 

In esecuzione del provvedimento, i Finanzieri hanno sequestrato disponibilità finanziarie depositate sui conti correnti intestati alla società e ai soggetti indagati nonché beni a questi ultimi riconducibili.

Il bollettino Covid di mercoledì 1 dicembre

                         COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 902 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 419dopo test antigenico), pari all’1,8% di 51.348 tamponi eseguiti, di cui 42.848 antigenici. Dei 902 nuovi casi gli asintomatici sono530 (58,8%).

I casi sono così ripartiti: 447 screening, 344 contatti di caso, 111 con indagine in corso.

Il totale dei casi positivi diventa 404.218, così suddivisi su base provinciale: 33.144 Alessandria, 19.524 Asti, 12.743 Biella, 57.988 Cuneo, 31.379 Novara, 215.116 Torino, 14.955 Vercelli, 14.493 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.674 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 3.202sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 33 (2 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 376 (7 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 10.530

I tamponi diagnostici finora processati sono 9.929.844 (+51.348 rispetto a ieri), di cui 2.510.411 risultati negativi.

I DECESSI DIVENTANO 11.893

Quattro decessi di persone positive al test del Covid-19, nessuno di oggi, sono stati comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale diventa quindi 11.893 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.593 Alessandria, 726 Asti, 439Biella, 1.469 Cuneo, 954 Novara, 5.680 Torino, 547 Vercelli, 377Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 108 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

381.386 GUARITI

I pazienti guariti diventano complessivamente 381.386 (+419rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 30.917Alessandria, 18.269 Asti, 12.028 Biella, 54.953 Cuneo, 29.721Novara, 203.636 Torino, 14.107 Vercelli, 13.632 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.539 extraregione e 2.584 in fase di definizione.

Salernitana-Juventus 0-2

15esima giornata turno infrasettimanale di campionato serie A.

Salernitana-Juventus 0-2. Dybala Morata. Torna a vincere la Juventus dopo le 2 cocenti sconfitte consecutive contro il Chelsea in Champions League e L’ Atalanta in campionato.Oggi 3 punti vitali per non perdere ulteriore terreno dal quarto posto,l’ultimo disponibile per qualificarsi in Champions League.Una vittoria pesante, perché arriva in un momento di grande difficoltà della stagione: per i risultati recenti, già citati ma soprattutto perché dei bianconeri – oggi gialloblù – negli ultimi tempi si è parlato di tutto,tranne di quello che fanno in campo.Una vittoria, di cui gli ospiti avevano urgente bisogno e la ottengono.Una curiosità in questo Allegri-bis,stasera si è andati l’oltre l’1-0, segnato da Dybala nella prima frazione di gioco. Una vittoria facile? Tutt’altro vista la fiera opposizione della Salernitana di Colantuono,il tutto da ancor maggior credito a questi meritati 3 punti che portano ossigeno vitale ai bianconeri.

Vincenzo Grassano

Un super hub vaccinale in ogni ASL del Piemonte

“Quella di chiudere gli hub considerati in eccesso è stata una decisione presa seguendo una circolare del generale Figliolo, non una scelta della Regione Piemonte – ha puntualizzato l’assessore alla sanità Luigi Icardi, nel rispondere in aula alle interrogazioni dei consiglieri Domenico Rossi (Pd) e Marco Grimaldi (Luv) che hanno chiesto chiarimenti alla Giunta sulla strategia di gestione degli hub Covid19 per l’inoculazione della terza dose di vaccino.

“Il super afflusso degli ultimi giorni alle prenotazioni non era prevedibile – sottolinea Icardi – Per evitare che ci siano cittadini piemontesi cui rischi di scadere il green pass e per garantire la terza dose a tutti i soggetti nel rispetto delle priorità e degli obblighi nazionali, abbiamo previsto l’attivazione di super hub in ogni Asl per un minimo di 500 vaccinazioni al giorno; un maggior coinvolgimento dei medici di medicina generale; il potenziamento della rete di farmacie che effettuano i vaccini; la riattivazione dei centri vaccinali delle strutture sanitarie e socio-assistenziali accreditate  e autorizzate; la riattivazione degli hub privati e aziendali e degli open day per target specifici”. Dal primo dicembre – conclude Icardi – sarà garantita la vaccinazione con accesso diretto a tutte le categorie di soggetti per cui è previsto obbligo vaccinale come da ultimo decreto del Ministero della salute (personale del comparto sanitario e socio-assistenziale, personale scolastico docente e non docente, forze dell’ordine, comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico); a coloro a cui scade green pass nell’arco delle 72 ore e a chi desidera ricevere la prima dose”.

“Non ha senso chiudere delle strutture per poi riaprirle – ha detto Grimaldi – penso agli hub presso Lavazza, Basic Net, Reale Mutua e Valentino, chiusi nonostante l’aumento esponenziale di prenotazioni per il vaccino. Il Decreto legge del 26 novembre ha aumentato la platea dei soggetti obbligati alla vaccinazione, ecco perché ora la Giunta parla di attivazione di hub potenziati in ogni Asl, presso la rete delle farmacie e riattivazione di hub privati e aziendali. Ma c’era bisogno di smantellare tutto ciò che avevamo per poi fare marcia indietro? Nessun Commissario Figliuolo – ha concluso –  ha il potere di mettere i lucchetti ai nostri hub, né di paventare sanzioni penali per mancata chiusura. Perché non facciamo mai valere la nostra autonomia?”

“Per l’ennesima volta – aggiunge il consigliere Rossi – i problemi che si stanno verificando in queste settimane vengono attribuiti a scelte del Governo o del Commissario Figliuolo, mentre per le soluzioni si rimanda ai direttori delle Asl o al Dirmei. Che ruolo gioca in tutto questo la politica? Il governo regionale ha firmato una delega in bianco ai tecnici rinunciando del tutto alla gestione politica dell’emergenza. Un atteggiamento inaccettabile. La somministrazione della dose booster – conclude il vicepresidente della Commissione Sanità – è un passaggio fondamentale nel percorso di contrasto alla diffusione del virus e per la salvaguardia del maggior numero di cittadini: non possiamo permetterci che la macchina operativa si inceppi proprio ora”.

Durante i question time è stata data risposta anche alle seguenti interrogazioni a risposta immediata di Daniele Valle (Pd) sui Servizi polimbulatorio ASL Rivoli; di Paolo Demarchi (Lega) sulla situazione variante di Demonte; di Silvio Magliano (moderati) sui gravi disservizi nel Trasporto di Studenti con Disabilità della Città di Torino e urgenza di intervento da parte della Regione nei confronti di 5T: si ritiene che questa Partecipata della Regione Piemonte e la sua governance siano adatte a gestire questo servizio?; di Raffaele Gallo (Pd) sul programma nazionale della qualità dell’abitare (PinQua): il progetto “RAC1” è confermato?; di Sarah Disabato (M5S) sull’attività del Consultorio familiare del distretto di Casale Monferrato.

In risposta ai question time sulla strategia di gestione degli hub vaccinali per l’inoculazione della terza dose del vaccino anti-Covid-19, l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, ha spiegato come la “macchina vaccinale” della Regione Piemonte, riconosciuta come una delle più efficienti d’Italia, in quanto in testa per terze dosi effettuate, abbia fortemente potenziato le agende grazie all’impegno delle Aziende sanitarie regionali e, in parallelo, abbia provveduto in pochi giorni a riorganizzare il sistema per rispondere a un numero di vaccinazioni simili a quelle della primavera/estate del 2021.

Ciò anche in considerazione del via libera dell’apertura alla fascia 18-39 e a breve della possibilità di vaccinare i minori da 5 a 12 anni.

Al fine di garantire le vaccinazioni obbligatorie previste dall’ultimo Decreto Legge, evitare che vi siano cittadini piemontesi a cui rischi di scadere il green pass e garantire la terza dose a tutti i soggetti nel rispetto delle priorità stabilite dal piano nazionale, sono state individuate azioni di potenziamento della macchina vaccinale e nello specifico:

  • Attivazione di super hub in ogni Asl per un minimo di 500 vaccini/die;
  • Maggior coinvolgimento dei medici di medicina generale;
  • Potenziamento della rete delle farmacie in cui è possibile effettuare il vaccino;
  • Riattivazione dei Centri vaccinali delle strutture sanitarie e socio-assistenziali accreditate e autorizzate;
  • Riattivazione degli HUB privati e aziendali;
  • Organizzazione di open day su prenotazione per specifici target

Dal 1 dicembre sarà, inoltre, garantita la vaccinazione con accesso diretto:

  • ai soggetti con obbligo vaccinale (personale del comparto sanitario e socio-assistenziale, personale scolastico docente e non docente, forze dell’ordine, comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico etc);
  • a coloro a cui scade il green pass nell’arco di 72 ore;
  • a chi desidera ricevere la prima dose.

Radicali e +Europa celebrano il compleanno “salato” del grattacielo regionale

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Grattacielo Regione Piemonte/Decimo anniversario inizio lavori. Radicali/+Europa hanno “festeggiato” con torta salata (come i costi del grattacielo) e dando i numeri: 50 delibere, 635 determine (di cui 400 sparite dalla pagina dedicata), 59 ditte subappaltatrici in soli quattro anni, ma nessuna informazione su “chi paga le bonifiche” e sulla causa civile fra Regione e costruttori.

Questa mattina, militanti di Radicali Italiani e di +Europa si sono ritrovati sotto il grattacielo in costruzione della Regione Piemonte (Torino, via Nizza  angolo via Passo Buole) per “festeggiare” (si fa per dire) il decimo anniversario dell’inizio dei lavori dell’opera.

Erano presenti,, fra gli altri: Giulio Manfredi (Associazione radicale Adelaide Aglietta), che da un decennio segue i lavori del grattacielo, documentando tutte le criticità sul sito web dell’Associazione Aglietta; Igor Boni (presidente Radicali Italiani); Marco Cavaletto (coordinatore +Europa Torino); Silvio Viale (consigliere comunale a Torino della Lista Civica, componente Radicali Italiani/+Europa).

Giulio Manfredi ha fornito un po’ di numeri, desumibili dalla pagina dedicata alla “Sede Unica” presente nell’home page del sito della Regione (frutto del pungolo radicale):  sono state dedicate al grattacielo, fino ad oggi, ben 50 deliberazioni regionali e 635 determinazioni regionali (ma di quest’ultime solo 229,  relative agli anni 2019/2020/2021 sono elencate nella pagina dedicata -vedi primo link- mentre fino a pochi giorni fa c’erano tutte, a partire dal 2011).

Prima che sparissero le determinazioni, Manfredi ha calcolato che sono state ben  59 i subappalti assegnati fra il giugno 2017 e il giugno 2021. L’elenco delle ditte subappaltatrici è disponibile nel secondo link in calce.

Rispetto alle bonifiche, gli esponenti radicali/+Europa hanno sottolineato come sia stata disattesa la regola aurea “prima si bonifica e poi si costruisce”. Le bonifiche sono iniziate prima dell’apertura del cantiere, sono continuate a cantiere iniziato e, per quanto riguarda la bonifica della falda acquifera da cromo esavalente, continueranno con i dipendenti regionali dentro la struttura (vedi terzo link in calce). “Ci auguriamo che il cattivo esempio del grattacielo non sia applicato alla realizzazione dell’adiacente “Parco della Salute”. Ma se c’è voluto un decennio per il grattacielo, quanto ci vorrà per bonificare i suoli e le falde sotto il futuro “Parco della Salute”?

Sempre in tema di bonifiche, da un anno esatto i radicali attendono risposta  dagli assessori regionali Tronzano e Marrone  a una loro lettera aperta (inviata loro via PEC il 30 novembre 2020, vedi quarto link in calce)) in cui si chiedeva loro di verificare se vi siano gli estremi giuridici per rivalersi per i costi che la Regione (cioè i cittadini contribuenti) hanno sopportato e sopporteranno per le bonifiche dei suoli e delle falde acquifere sotto e attorno al grattacielo (ai sensi dell’art. 253, comma 4, del Codice dell’ambiente, D. lgs. n. 152 del 3/04/2006 s.m.i.).

Infine, Radicali Italiani/+Europa chiedono che nella pagina dedicata vi siano finalmente esaurienti informazioni sulla causa civile in corso fra Regione e ditte costruttrici, che avevano chiesto in passato 65 milioni di euro in più per terminare l’opera. Era stata creata una “commissione per l’accordo bonario” (costata 80.000 euro) per arrivare a una soluzione extragiudiziale. La commissione si accordò su una cifra; tale proposta di accordo fu rifiutata nel maggio 2019 dal Direttore Regionale Risorse Finanziarie e Patrimonio. Giulio Manfredi presentò  un accesso civico per conoscere l’importo della proposta ma gli fu respinto con una determina ad hoc. Un anno fa chiedemmo all’Assessore Tronzano di rivelare tale importo (vedi quinto link in calce). Stiamo ancora aspettando la risposta.

https://www.regione.piemonte.it/web/amministrazione/organizzazione/nuovo-palazzo-della-regione-sede-unica/delibere-determine-documenti-sulla-sede-unica

Elenco ditte subappaltatrici dal giuno 2017 al giugno 2021:
https://www.associazioneaglietta.it/wp-content/uploads/2021/11/Elenco-ditte-subappaltatrici-grattacielo-Regione-giugno-2017giugno-2021.doc

https://www.regione.piemonte.it/web/amministrazione/organizzazione/nuovo-palazzo-della-regione-sede-unica/bonifiche-nellambito-dellex-area-fiat-avio

https://www.associazioneaglietta.it/2020/11/30/chi-inquina-paga-deve-valere-anche-per-grattacielo-regione-e-parco-della-salute-lettera-aperta-radicali-boni-e-manfredi-ad-assessori-marrone-e-tronzano-nel-9-anniversario-iniz/

https://www.associazioneaglietta.it/2020/12/21/grattacielo-regione-piemonte-manfredi-pozzo-senza-fondo-e-poco-trasparente-termine-lavori-nel-2022-nuovo-direttore-lavori-altri-soldi-a-scr-respinto-accesso-civico-radicale-chiedo-ad-assessore-t/

N. B.

Sul sito www.associazioneagglietta.it sono disponibili oltre 90 comunicati stampa sul grattacielo, prodotti dal 2013 fino ad oggi. Basta digitare come chiave di ricerca la parola “grattacielo”.

Sul sito www.radioradicale.it sono disponibili una ventina di interviste fatte a Giulio Manfredi sul grattacielo, a partire dal 2014. Basta digitare come chiave di ricerca “Giulio+Manfredi” e consultare le 11 pagine più recenti.

Dal 2 dicembre mascherina obbligatoria a Torino nella Ztl e nelle aree affollate

Anche a Torino, così come già accade ad esempio a Milano, la mascherina sarà obbligatoria anche all’aperto, ma solo in centro e nelle zone più affollate

Dovra’ quindi essere indossata nella Ztl, nelle aree mercatali e della movida e in quei luoghi dove l’assembramento aumenta il rischio di contagio da Covid.

Lo ha stabilito il tavolo istituzionale svoltosi in prefettura. Il provvedimento sarà in vigore dal 2 dicembre al 15 gennaio 2022.

Sesso a scuola (ma solo nei nomi…)

di Gianluigi De Marchi

 

Ma vogliamo fare chiarezza sulla diatriba relativa alla prevalenza del maschile nel linguaggio e nell’insofferenza delle donne (e dei membri dei molteplici gender che affollano la scena)?

Ora che anche gli studenti del Cavour di Torino hanno lanciato il loro appello per abolire l’individuazione esatta del genere maschile o femminile nelle parole, è il momento di ricordare che le storture (se tali sono) non sono a senso unico.

Partiamo ad esempio dagli animali.

Ragazzi del Cavour, sottoscrivete un appello per dare dignità a certi insetti indicati solo al femminile! Aiutate ad uscire dall’ombra il formico, il cicalo, il coccinello, il libellulo, il vespo, il farfallo, che diamine hanno diritto di esistere e voi ve ne lavate le mani?

Ma ci sono anche i pesci ad essere discriminati dalle femmine. Pensate all’inesistente troto (che solo nei testi umoristici compare, citato negli ipodromi, dove si corre al troto e al galopo…), al tinco, al carpo, al mormoro, al sogliolo, all’ombrino, al triglio, all’acciugo, al mureno, al tracino… Sveglia ragazzi, organizzate la difesa di questi esseri abbandonati al femminismo più sfrenato!

E che dire degli uccelli? Lungi da me fare battutacce da avanspettacolo, ma è orribile pensare ad uccelli solo al femminile e privare di dignità il civetto, l’aquilo, l’anatro, il quaglio, il tortoro; per non parlare del povero gazzo che, forse proprio per l’assonanza un po’ triviale, non viene mai citato da nessuno…

La musica non cambia fra gli animali più evoluti, i mammiferi che forse, proprio perché nella classificazione linneana portano impresso il suffisso “mamma”, sono spesso dominati dal femminile. Non ci credete? Avete mai sentito nominare, cari ragazzi del Cavour, il scimmio, il giraffo, il marmotto, il talpo, il capro, il pantero, il baleno (occhio ragazzi, non è un pesce, anche se vive in acqua è un mammifero, spero ve lo abbiano insegnato…).

E chiudiamo queste brevi riflessioni con gli esseri umani. Voi vi lamentate che il genere maschile predomina, ma evidentemente non avete riflettuto sul vostro futuro… Pensate che se vorrete fare una professione legata all’arte, sarete chiamati “artista” e non (come sarebbe se il mondo fosse veramente maschilista) “artisto”! Sorte amara anche per chi vorrà gestire un parcheggio sotterraneo, perché non sarà un garagisto; per chi si dedicherà alla musica, perché non sarà un pianisto o un concertisto, un violinisto o un batteristo; per chi diventerà un campione di atletica senza essere un atleto; per chi si dedicherà alle corse di Formula1 (mestiere tipicamente macho  vero?) e non sarà chiamato piloto neppure esibendo barba e baffi…

Insomma ragazzi, pensate a cose serie, non a mettere un simbolo astruso alla fine di un nome per evitare di attribuire un genere preciso alle parole per non offendere gli altri; non vuol dire nulla ragazz*, student#, professor§, genitorǝ, cuginᵿ. Maschile e femminile sono generi linguistici che non coincidono con i generi sessuali; certo, i latini erano più precisi, perché usavano maschile e femminile per esseri viventi (umani, animali, piante) e riservavano un terzo genere, il neutro, per gli oggetti ed i concetti astratti. Abitudine saggia, persa nei secoli, ma non è manipolando la realtà che la si modifica…

In bocc* al lup* ragazz*!