ilTorinese

Juve e Toro per la ricerca sul cancro

JUVENTUS E TORINO CONTINUANO LA PARTITA PER LA RICERCA: ALL’ASTA SU CHARITY STARS I DUE SPECIALI “TOH” AUTOGRAFATI
Il ricavato della vendita delle opere che si ispirano ai torèt andrà a sostegno della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro
  Dopo essere stato protagonista dell’ultimo derby della Mole, vestito di bianconero e di granata, il “TOH” – la statuetta dell’artista Nicola Russo che si ispira ai torèt, le storiche fontanelle di Torino – va all’ asta per raccogliere fondi a favore della ricerca sul cancro. Sulla piattaforma Charity Stars (https://www.charitystars.com/tag/toh-per-candiolo-it), sono in vendita due statuette in edizione speciale, da 60 centimetri d’altezza, una bianconera e l’altra granata, autografate dai rispettivi giocatori delle due squadre. Per dieci giorni sarà possibile fare la propria offerta per aggiudicarsi le opere e contribuire alla raccolta fondi a favore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro. Toh vuole un essere simbolo di rinascita, di coraggio e soprattutto di inclusività, e si schiera al fianco delle due squadre della sua città per un grande e importante scopo: contribuire a sconfiggere il cancro.

ARCASE sbarca a Dubai

Il gruppo immobiliare torinese negli Emirati con un accordo di partnership con BRS holding

 

Il gruppo immobiliare torinese ARCASE sbarca a Dubai in virtù di un accordo di partnership con BRS holding ( www.brsholdinggroup.com), una consolidata società  di consulenza e investimenti che ha sede a Dubai, per dar vita a un forte interscambio di informazioni su operazioni immobiliari che interessino l’intera Europa.

La nascita di ARCASE risale al 1993 quando il suo fondatore, Enrico Marchese Iezza, decise di dar vita a una nuova realtà nel settore immobiliare individuando il suo target di riferimento negli immobili di prestigio. Questa passione si è  coniugata a un’ottima preparazione professionale  che ha fatto di questa realtà immobiliare un punto di riferimento per gli acquirenti di immobili esclusivi.

“La filosofia di ARCASE – spiega il suo fondatore – si basa sull’esclusività che i nostri clienti ci riconoscono, frutto di impegno e serietà.  Ogni immobile che ci viene affidato è sempre affiancato da una preziosa e dettagliata brochure che ne racconta la storia, ne evidenzia le particolarità fondamentali e ne mette in risalto gli aspetti architettonici originali. Un altro nostro principio è, sicuramente, quello del dinamismo e della discrezione, due elementi che, abbinati, consentono di ottenere il massimo del risultato, nel rispetto della privacy, nella velocità di vendita e con un’attenzione particolare rivolta  verso il vantaggio finanziario”.

ARCASE comprende al suo interno diverse sezioni, tra cui ARCASE Classic, che seleziona solo immobili storici, edifici d’epoca, capaci di raccontare un passato di eleganza, e ARCASEContemporanea, sezione in cui la casa diventa un palcoscenicocapace di rendere straordinario il quotidiano.

L’amore di ARCASE per l’esclusività emerge già a partire dallascelta della sua sede, nel cuore di uno dei quartieri più eleganti di Torino, la Crocetta. Qui in un elegante palazzo del Novecento ha sede il suo quartiere generale, simbolo di bellezza architettonica in cui prestigio e eleganza diventano un binomio inscindibile.

Sale affrescate ampie e luminose, stucchi originali d’epoca, soffitti a cassettoni e finiture interne molto raffinate sono presenti e valorizzate da un recente restauro conservativo. Le riunioni aziendali e gli appuntamenti contrattuali si trasformano in momenti esperienziali in cui i dettagli architettonici della sede di ARCASE accompagnano le scelte esclusive di una clientela attenta ai particolari.

Mara Martellotta 

Carnevale in Rsa

Nella residenza ‘Il Faggio’ di Carmagnola il Carnevale ha un sapore un po’ più dolce. Per l’occasione alcuni anziani si sono vestiti in maschera e le stanze, addobbate dalle decorazioni e dai cartelloni realizzati dagli ospiti e dagli operatori, hanno accolto la festa: gli anziani hanno avuto la possibilità di stare in compagnia, mangiando i dolci carnevaleschi.
«Il ritorno alla normalità è quello che tutti ci auguriamo» – afferma Ramona Borla, la direttrice della struttura – «Anche se con estrema cautela, è necessario per i nostri ospiti vivere momenti del genere e ridare valore alla dimensione sociale e relazionale, che soprattutto a una certa età è molto importante».
La struttura di Carmagnola, che per tutto l’inverno non ha registrato casi di positività al virus fra gli ospiti e fra il personale, condivide il clima di festa con la residenza ‘Montepulciano’ di Bra (Cn), anch’essa Covid-free. L’obiettivo delle prossime settimane è, dunque, quello di favorire, nel rispetto della normativa, i rapporti con l’esterno e di superare i mesi difficili appena trascorsi.
La struttura di Carmagnola può accogliere 62 ospiti con diverso grado di non autosufficienza. La residenza fornisce un’attività di animazione che spazia dai laboratori manuali all’ascolto della musica, dalle letture alla pet therapy. La struttura è gestita da Sereni Orizzonti, uno dei primi tre gruppi a livello nazionale che opera nella costruzione e gestione di residenze sanitarie assistenziali, con circa 80 Rsa e più di 5mila posti letto in Italia e all’estero. L’azienda, con sede centrale a Udine, è presente in Piemonte con 35 strutture.

 

“Parlaconme” entra nelle dimore storiche

PARLACONME si addentra nella puntata del 2 marzo, condotta da Simona Riccio, in un viaggio attraverso le dimore storiche del Pinerolese ospitando il conte Guido Calleri di Sala, proprietario del Palazzo dei Conti di Bricherasio

 

La puntata di mercoledì 2 marzo prossimo della trasmissione PARLACONME sulla Radio web Radiovidanetwork, dalle 18 alle 19, condotta da Simona Riccio, founder e Social Media Manager del CAAT, avrà come fil rouge le dimore storiche che valorizzano il territorio e sono in grado di creare sinergia con il settore agroalimentare.
Protagonista di eccezione della puntata il conte Guido Calleri di Sala, che è già stato ospite dell’edizione PARLACONME Speciale di Carmagnola; egli non si limiterà a raccontare la storia della propria famiglia, ricca di particolari interessanti e molto legata al territorio piemontese, ma si addentrera’ a illustrare il circuito delle dimore storiche del Pinerolese. Spiegherà anche l’importanza di appartenere a questo circuito di dimore che, proprio nella loro diversità, sono in grado di creare una sinergia importante per la valorizzazione di tutte le realtà legate al territorio, tra cui quelle estremamente fondamentali dell’enogastronomia.
In questo modo la creatrice di questa trasmissione, Simona Riccio, lega il settore dell’agroalimentare al turismo di prossimità, una forma di turismo lento, capace di cogliere opportunità per valorizzare i prodotti e le persone che lavorano per far sì che tutto il made in Italy rappresenti un’eccellenza italiana riconosciuta sia in Italia sia nel mondo.
L’itinerario delle Dimore storiche italiane, come si legge dal sito dell’Associazione, si prefigge di valorizzare sotto il profilo turistico e culturale l’area del Pinerolese, creando un circuito di apertura e visita di castelli, palazzi, antiche ville di pregio e dimore storiche vincolate per la presenza di elementi artistici e architettonici meritevoli di conservazione e tutela, considerati segni e documenti fondamentali da tramandare alle future generazioni. Il Pinerolese è una terra ricca di storia e, soprattutto, nota per la sua tradizione cavalleresca, che affonda le radici al destino dei possedimenti dei Savoia nel Seicento, già negli anni precedenti al ritorno della città sotto il dominio francese, fatto che l’avrebbe trasformata in città fortificata, immagine tramandataci dell’iconografia del Seicento.
L’itinerario nelle “Dimore storiche del Pinerolese” rappresenta un’iniziativa nata dalla volontà di questi proprietari, aderenti all’ADSI, Associazione Dimore Storiche Italiane, e si sviluppa nel periodo che, partendo dalla primavera arriva fino all’autunno. Il progetto non vuole limitarsi a raccogliere gruppi di turisti o di storici che vogliano approfondire la conoscenza del territorio pinerolese, ma ha lo scopo, soprattutto, di favorire la crescita locale sia a livello locale sia a livello socio economico e culturale, con una serie di iniziative di lunga durata. Scopo fondamentale è quello di ampliare il polo di Torino attraverso un viaggio capace di portare alla conoscenza di un territorio ricco di storia, in cui sport e cultura si uniscono e si possono effettuare itinerari a piedi, a cavallo, in pullman, bicicletta.
La dimora di Guido Calleri di Sala, in occasione della giornata del 23 maggio scorso, Giornata delle Dimore Storiche Italiane, in cui le dimore sono visitabili gratuitamente, ha ricevuto ben 400 visite.
Quest’anno Guido ha deciso di realizzare un ricco calendario di eventi sia culturali sia sportivi dove i visitatori potranno recarsi all’interno della dimora per ascoltare scrittori, poeti e non solo, legati al territorio. Durante questi eventi saranno presenti anche interessanti aziende che rappresentano prodotti quali mele, kiwi, miele, formaggio, salumi, vino e olio.

Mara Martellotta

La trasmissione viene trasmessa in diretta web Radio da Radio Vida Network sul sito www.vidanetwork.it e tramite App Radio Vida Network
Dal giorno dopo è possibile seguire la puntata senza interruzioni sul sito www.parlaconmeofficial.it

 

Baracche in fiamme, in cielo colonna di fumo

Nel corso della  notte  al confine con Grugliasco,  in strada del Portone, nei pressi della motorizzazione si è alzata una colonna di fumo denso visibile a grande distanza dall’incendio.

Il rogo ha coinvolto diverse  baracche – rimessa per gli attrezzi degli orti urbani.

I vigili del fuoco hanno impiegato alcune ore  per spegnere le fiamme.

Ristorante recidivo non rispetta norme Covid: multato e chiuso

E’ successo sabato sera, quando in realtà il locale, secondo quanto disposto la sera precedente dalla Polizia Municipale durante un controllo ispettivo, sarebbe dovuto risultare chiuso.

Venerdì sera, infatti, il Reparto di Polizia Commerciale della Polizia Municipale aveva sanzionato e chiuso il ristorante, ubicato in via Rattazzi, reo di non aver rispettato le linee guida sulla normativa anti Covid-19.

Durante l’ispezione, avvenuta poco oltre la mezzanotte, gli agenti avevano trovato assembramenti di clienti privi dei dispositivi di protezione delle vie aeree. In sala, attraverso due postazioni per DJ,  veniva diffusa musica ad alto volume in assenza della necessaria valutazione di impatto acustico. Il titolare era quindi stato sanzionato e il locale chiuso per 5 giorni, ma il giorno successivo il ristorante ha aperto lo stesso ignorando le disposizioni dei ‘civich’.

Dopo aver riscontrato le stesse criticità sull’inosservanza delle linee guida della normativa anti Covid, gli agenti intervenuti sabato sera hanno applicato il doppio della sanzione per reiterata inosservanza delle disposizioni e hanno ordinato una nuova chiusura del locale per 5 giorni. 

Il totale delle sanzioni comminate ammonta quindi a 1.200 euro e nei prossimi giorni la Polizia Municipale procederà anche con la notifica di un’ulteriore sanzione relativa alla mancanza del documento di valutazione dell’impatto acustico.

Il Premio Vino d’Autore di Go Wine

Ai ristoranti Piano35 e Spazio7 un premio speciale per valorizzare

luoghi e visioni di grande cucina a Torino

 

Giovedì 3 marzo appuntamento a Torino, StarHotel Majestic,

per l’evento di degustazione dedicato al

Concorso Letterario Nazionale  “Bere il Territorio”

 

13 cantine piemontesi partecipano alle serata

e raccontano il loro Vino d’Autore

 

Si terrà questo giovedì 3 marzo a Torino l’evento di degustazione Go Wine dedicato al Concorso Letterario Nazionale “Bere il Territorio”.

Nel corso della serata verrà presentato il bando di partecipazione del Concorso, che raggiunge nella primavera 2022 il traguardo della ventunesima edizione.

Parteciperanno all’evento alcuni ospiti premiati e tredici cantine piemontesi che condividono il tema dell’incontro: il Vino d’autore.

 

Il Premio Vino d’Autore fa parte delle iniziative del Concorso Letterario e si svolge da oltre 15 anni a Torino.

Un premio riservato ad esponenti del mondo della cultura e del settore gastronomico, teso a valorizzare uno speciale rapporto di attività e comunicazione a favore del vino.

Hanno ricevuto in passato il Premio Vino d’Autore: Federico Zanasi (ristorante Condividere) e Gianfranco Cordero, Luigi Moio e Gianni Mura, Sveva Casati Modignani, I redattori della Guida I Cento Ristoranti di Torino, Gian Paolo Ormezzano, Bruno Gambarotta, Enrico Remmert e Luca Ragagnin, Isabella Bossi Fedrigotti, Gian Luigi Beccaria, Margherita Oggero, Benedetta Cibrario, Gianni Farinetti, Alberto Bevilacqua.

 

Dopo la pausa del 2021, dovuta al Covid, l’iniziativa riprende secondo un format dedicato al Piemonte, in una duplice direzione.

Vino d’Autore” come premio, quest’anno assegnato a due importanti ristoranti della città di Torino, legati a luoghi di particolare eccellenza.

Vino d’Autore” come etichetta di riferimento di importanti cantine della regione, che esprime un lavoro di ricerca e visione attraverso varie vendemmie.

 

Spazio7 e Piano35 sono i due ristoranti premiati: rappresentano non solo due visioni di grande cucina, ma anche luoghi di grande fascino da conoscere, con il legame fra cucina e arte per il ristorante Spazio7 e la collocazione nel grattacielo di Intesa San Paolo per il ristorante Piano 35.

Riceveranno il premio in sala lo chef di Piano35 Marco Sacco e il titolare di Spazio7 Emilio Re Rebaudengo, e saranno coinvolti in una conversazione sul tema della serata, ovvero il linguaggio in cucina e in cantina.

 

Il banco d’assaggio vedrà protagoniste tredici cantine presenti in sala con il loro “Vino d’Autore” e le loro altre selezioni di vini. Al loro fianco due cantine emergenti del territorio piemontese.

Ecco l’elenco delle cantine protagoniste al banco d’assaggio e il loro Vino d’Autore:

 

Alario Claudio – Diano d’Alba (Cn), Premio “Vino d’Autore” al Dolcetto di Diano d’Alba Superiore Sorì Pradurent

Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema (To), Premio “Vino d’Autore” al Carema

Cantina Sociale di Castagnole Monferrato (At), Premio “Vino d’Autore” al Ruchè di Castagnole Monferrato Terre dei Roggeri

Caudrina – Castiglione Tinella (Cn), Premio “Vino d’Autore” al Moscato d’Asti La Galeisa

Chionetti Quinto & figlio – Dogliani (Cn), Premio “Vino d’Autore” al Dogliani Briccolero

Colle Manora – Quargnento (Al), Premio “Vino d’Autore” al Barbera d’Asti Superiore Manora

L’Autin – Barge (Cn), Premio “Vino d’Autore” al Metodo Classico Brut Eli

Mauro Vini – Dronero (Cn), Premio “Vino d’Autore” al Nebbiolo di Dronero Drôné

Montalbera – Castagnole Monferrato (At), Premio “Vino d’Autore” al Ruchè di Castagnole Monferrato Riserva Limpronta

Nizza Silvano – Santo Stefano Roero (Cn), Premio “Vino d’Autore” al Roero Riserva Ca’ Boscarone

Reverdito Michele – La Morra (Cn), Premio “Vino d’Autore” al Barolo Badarina

Tenute Sella – Lessona (Bi), Premio “Vino d’Autore” al Lessona San Sebastiano allo Zoppo

Torraccia del Piantavigna – Ghemme (No), Premio “Vino d’Autore” al Ghemme Vigna Pellizzane

 

Nella sezione cantine emergenti piemontesi:

Biné – Novi Ligure (Al)

Cascina Langairolo – Trezzo Tinella (Cn)

 

 

Orari del Banco d’assaggio:

– 16:30-18:00: turno di degustazione riservato ad un pubblico di operatori del settore ristorazione, enoteche e stampa;

– 17:45: breve conferenza di presentazione e consegna del Premio Speciale “Vino d’Autore”;

– 18-20: primo turno di degustazione aperto al pubblico di enoappassionati;

– 20-22: secondo turno di degustazione aperto al pubblico di enoappassionati.

 

Le modalità di prenotazione obbligatoria:

– compilare il form online presente sul sito internet di Go Wine: https://www.gowinet.it/evento/premio-vino-dautore-torino-2022/

oppure

– compilare il modulo di prenotazione e inviarlo a stampa.eventi@gowinet.it

Ristorante Spazio7

Via Modane 20, Torino

011 3797626 – info@ristorantespazio7.it

Luogo d’incontro tra la tradizione della cucina italiana e la sperimentazione dell’arte contemporanea, il ristorante Spazio7 nasce nel 2015 dal sodalizio tra Emilio Re Rebaudengo, titolare del locale, e lo chef Alessandro Mecca, e in 3 anni porta il ristorante a ricevere la stella Michelin.

Il locale è stato progettato e realizzato dall’architetto e designer Claudio Silvestrin, che ha anche curato gli ambienti espositivi della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, al cui interno si trova il ristorante. La cucina è stata curata sino a poco tempo fa dallo chef torinese Alessandro Mecca in un continuo scambio tra arte e cibo che si traduce in proposte contemporanee e sperimentali che guardano con profondo rispetto alla tradizione e alla regionalità.

Ristorante Piano35

Grattacielo Intesa San Paolo – Corso Inghilterra 3, Torino

011 4387800 – info@piano35.com

Circondato da una serra bioclimatica e situato a 150 metri di altezza, al 35esimo piano, appunto, del grattacielo Intesa San Paolo progettato dall’architetto Renzo Piano, Piano35 nasce il 3 settembre 2019 come spazio per evadere dalla città.

I locali sono adibiti a ristorante, lounge bar e spazio eventi.

In cucina lo chef Marco Sacco, celebre per il ristorante stellato Piccolo Lago a Mergozzo, propone la filosofia del “buono, bello, semplice”.

Per informazioni e prenotazioni:

Associazione Go Wine – Tel. 0173.364631 – stampa.eventi@gowinet.itwww.gowinet.it

Vivian Maier in mostra nelle Sale Chiablese

Nelle Sale Chiablese è stata allestita la mostra su una delle più celebri esponenti della street photography.

Il volto inedito di una delle fotografe più  interessanti del Novecento è approdato ai Musei  Reali di Torino, in una mostra che rimarrà  aperta fino al 26 giugno prossimo. Si tratta della tappa italiana di un’esposizione  che è  stata ospitata al Musee’ du Luxembourg a Parigi dal 15 settembre 2021 al 16 gennaio scorso. La mostra, già a partire dal titolo “Inedita”, narra gli aspetti poco noti o  sconosciuti della misteriosa vicenda umana e artistica  di Vivian Maier, approfondendone vari capitoli e proponendo anche lavori finora rimasti inediti, come quella serie di scatti realizzati durante il suo viaggio in Italia, a Torino e Genova, in particolare, nell’estate del ’59. Gli scatti proposti in mostra  sono 250 e un aspetto  certamente curioso riguarda il fatto che il corpus fotografico di Vivian Maier sia stato scoperto soltanto negli anni immediatamente antecedenti la morte, avvenuta nel 2009. La sua fama a livello internazionale prese avvio dal 2007. L’esposizione si sviluppa intorno ai temi ricorrenti nella produzione della fotografa americana, in particolare la strada e la vita che animavano  i quartieri popolari in Europa e negli Stati Uniti, documentando i cambiamenti sociali del suo tempo. Nata a New York nel 1926 e vissuta tra New York e Chicago, Vivian Maier lavorava come tata dedicandosi nel tempo libero alla fotografia, utilizzando anche filmati e audio-cassette per catturare frammenti della realtà. Caduta in povertà  alla fine degli anni Novanta, è  mancata nell’aprile del 2009 in una casa di cura. Il suo percorso artistico non è  riconducibile a una corrente artistica specifica; la Maier ritraeva, infatti, ciò  che le pareva degno di nota, sviluppando solo in parte i negativi, come se volesse custodire per sé  le immagini catturate con la sua Rolleiflex 6×6. I suoi scatti sono stati scoperti nel 2007  dal regista John Maloof, che li acquistò per caso in una casa d’Aste. Coinvolto dal lavoro della fotografa, decise di ricostruirne la vita, compiendo un’indagine sulla sua personalità  artistica, attraverso gli oggetti a lei appartenuti e condividendone la scoperta realizzando un film documentario dal titolo “Finding  Vivian Maier”. La fotografa è stata in grado di riprodurre la cronaca emotiva della realtà quotidiana, esprimendo attraverso le sue opere una profonda sensibilità  nei confronti delle sue origini europee, oggi a noi tanto più  care, unita al sentimento di libertà e di emancipazione tipicamente americane. I soggetti delle sue fotografie sono persone incontrate dall’artista nei quartieri più  degradati della città,  frammenti di una realtà che pulsa di vita, istanti che Vivian Maier  è stata capace di catturare nella loro semplice spontaneità. Molte delle sue fotografie testimoniano  i viaggi dell’artista per il mondo e il suo sguardo sempre curioso nei confronti della società contemporanea. Sono celebri i suoi autoritratti, in cui Vivian Maier  si ritrae su superfici riflettenti, vetrine di negozi o specchi, sempre con la macchina fotografica al collo, con quella sua straordinaria capacità  di entrare a far parte del “mondo di strada” che cattura con i suoi scatti.  A partire dagli anni Settanta, Vivian Maier  sarebbe passata alla fotografia a colori; i protagonisti delle sue opere furono sostituiti da un nuovo interesse per elementi più astratti, giornali, oggetti e graffiti. Alla fine degli anni Novanta l’artista fu costretta a relegare tutte le sue opere fotografiche in un magazzino, prima che queste venissero vendute all’asta. L’esposizione, ospitata nelle Sale Chiablese,  è curata da Anne Morin e organizzata da dicotomia photography, in collaborazione con i Musei Reali e la società  Ares di Torino, la John Maloof Collection di Chicago e la Howard Greenberg Gallery di New York. L’esposizione è  sostenuta  da Women in Motion, un programma di Kering, che si propone di evidenziare il ruolo delle donne nelle arti e nella cultura. La mostra è visitabile nella Sala Chiablese, in piazzetta Reale 1, fino al 26 giugno prossimo, con orario dalle 10 alle 18. Dal martedì  al venerdì  dalle 10 alle 19; sabato e domenica dalle 10 alle 21.

Mara Martellotta

Pannunzio Magazine

I concerti di primavera dell’Orchestra Polledro, diretta dal maestro Federico Bisio

In programma al teatro Vittoria, si richiamano alla dicitura di una sinfonia di Haydn “Tempora mutantur”

Proseguirà con tre concerti di primavera la stagione 2021/2022 dell’orchestra Polledro, con Federico Bisio sul podio quale direttore stabile, nella cornice torinese del Teatro Vittoria.
I concerti , in programma rispettivamente martedì 1 marzo  alle 21, martedì 5 aprile, sempre alle 21 e martedì 17 maggio alle 21, prendono il titolo dal brano sinfonico che verrà eseguito nell’ultimo degli appuntamenti, “Tempora mutantur”, la Sinfonia n. 64 in La maggiore di Joseph Haydn, composta tra il 1773 e il 1775, quasi al termine del periodo dello Sturm und Drang, durante il quale Haydn produsse i brani più significativi del suo repertorio.
Il primo concerto di primavera, in programma martedì 1 marzo al teatro Vittoria, alle 21, vedrà l’Orchestra Polledro, diretta dal direttore stabile Federico Bisio, con il violino solista Tommaso Belli, impegnata nell’esecuzione del Concerto per Violino e Orchestra in Re maggiore n. 4 Kv 218 di Wolfgang Amadeus Mozart e in quella della Sinfonia in La maggiore n. 29 KV 201. Il primo concerto si richiama alla matrice della scuola italiana cui Mozart aggiunse il suo inconfondibile estro melodico; pare, infatti, che egli si sia ispirato a un concerto di Boccherini scritto nella stessa tonalità, presumibilmente nel 1768, e da lui stesso apprezzato dopo averlo ascoltato in Italia. La Sinfonia n. 29 in La maggiore K 201, completata a Salisburgo nell’aprile del 1774, rappresenta una tra le più note sinfonie giovanili mozartiane. Questo brano, insieme alla Sinfonia in do maggiore K 200 e a quella in sol minore K 183, rappresenta una svolta nel processo di affrancamento dall’influenza dominante del gusto italiano, anche grazie ai contatti proficui che la capitale imperiale viennese sviluppò con le tendenze contemporanee più significative. Mozart in questa sinfonia sicuramente si ispirò a Haydn, al carattere dialettico del suo bitematismo e alla sua solida costruzione, proseguendo la ricerca verso nuovi riferimenti stilistici. I risultati espressivi vanno in direzione di una rielaborazione del modello originale e di un’impronta che rende Mozart piuttosto vicino alla nascente poetica dello Sturm und Drang.
Il secondo concerto primaverile dell’orchestra, in programma martedì 5 aprile alle 21, per la direzione del maestro Federico Bisio e Carlo Romano quale primo oboe, sarà incentrato sull’esecuzione della Serenata in Si bemolle maggiore KV 361 di Mozart, detta “Gran partita”. Si tratta di una composizione considerata, per la sua scrittura innovativa, “un vero monumento della musica per strumenti a fiato”. Non si conosce esattamente quando Mozart compose questa serenata e una datazione certa di quest’opera rivestirebbe certamente una grande importanza, in quanto consentirebbe di chiarire alcuni particolari della stessa biografia mozartiana. Nel catalogo mozartiano, tuttavia, la “Gran Partita” occupa una posizione di particolare rilievo per la grandiosità della sua struttura formale, che conta sette movimenti, per la genialità dell’invenzione melodica e armonica e per l’originalità dell’organico strumentale. Mozart, al tradizionale complesso di due oboi, due clarinetti, due fagotti e due corni, aggiunse una seconda coppia di corni, il contrabbasso e due corni di bassetto, che qui fanno la loro prima comparsa nella sua opera, per poi riapparire nel primo atto del Ratto del Serraglio. Di rara bellezza è il terzo tempo di questa Serenata, l’Adagio, una pagina notturna e appassionata, contraddistinta da un canto di grande dolcezza e melanconia, introdotto da una coppia di corni.
Il terzo concerto, in programma martedì 17 maggio prossimo, alle 21 sempre al teatro Vittoria, e diretto dal maestro Federico Bisio, si articolerà in tre diversi ascolti. Di Joseph Myslivecek verrà eseguita la Sinfonia in Sol maggiore ED. 10:G10; di Luigi Boccherini la Sinfonia in re minore Op. 12 n. 4 G 506 intitolata “La casa del diavolo” e di Franz Joseph Haydn la Sinfonia in La maggiore n. 64 Hob I :64, dal titolo “ Tempora mutantur”.
Myslivecek è stato un compositore ceco, attivo in particolar modo in Italia, dedito soprattutto alla lirica e rimasto sempre fedele alle convenzioni dell’opera seria italiana. Come compositore spazio’ anche al di fuori dell’ambito lirico, componendo molteplici sinfonie, concerti, trii, quartetti, quintetto, ottetti, sonate per violino e musica per tastiera.
La Sinfonia in Re minore opera 12 n. 4 (G 506), detta “La casa del diavolo”, fu composta da Luigi Boccherini nel 1771 mentre il musicista era al servizio dell’Infante Don Luis di Spagna. Nel manoscritto è riportato, per quanto riguarda l’ultimo movimento, che “Chaconne rappresenta l’inferno ed è stato fatto a imitazione di quello di Mr Gluck nel Convitato di Pietra”.
Infine la Sinfonia n. 64 in La maggiore, nota anche come “Tempora mutantur”, di Franz Joseph Haydn, è stata composta tra il 1773 e il 1775, al termine di quel periodo dello Sturm und Drang durante il quale lo stesso Haydn compose i brani tra i più importanti del suo repertorio. Il soprannome “Tempora mutantur” è stato dato dallo stesso compositore. Si tratta di una dicitura che egli appose sulle partiture orchestrali preparate per la prima esecuzione di questa sinfonia al Castello Esterhazy. Questa dicitura proviene dalla popolare raccolta di Epigrammi di John Owen, pubblicata nel 1615.
La strumentazione prevede due oboi, due corni e archi. I movimenti della sinfonia sono quattro, coerentemente con i canoni della sinfonia del Classicismo.
Biglietti in prevendita presso www.ticket.it e la sera stessa del concerto presso il Teatro Vittoria, in via Gramsci 4, a Torino, a partire dalle ore 20.
Ente organizzatore Orchestra da Camera Giovanni Polledro

Mara Martellotta