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‘Colpirne 1 per educarne 100’. Al Centro Pannunzio un libro sugli anni bui delle Br

Lunedì 21 marzo alle ore 17,30, presso il Centro Studi Pannunzio di Via Maria Vittoria 35/H il giornalista e scrittore Dino Valle presenterà il suo libro “Brigate Rosse: colpirne 1 per educarne 100” (Edizioni Pedrini).
Sarà anche l’occasione per incontrare il consocio Ennio Pedrini Jr. Che ha continuato la prestigiosa attività editoriale paterna che dura da oltre settant’anni e presso la quale il “neonato” Centro Pannunzio” stampo’ le sue prime pubblicazioni fin dal 1968.

A dialogare con l’autore Dino Valle sarà il professor Pier Franco Quaglieni, direttore del Centro. Per informazioni scrivere a info@centropannunzio.it o edizionipedrini@libero.it.

Accesso fino ad esaurimento posti (è per questo gradita una conferma all’indirizzo info@dinovalle.it) con mascherina FFP2 e super Green Pass.

 

La storia delle Brigate Rosse “storiche” si snoda per quasi due decenni, dal 1970 al 1988: si tratta di anni convulsi, durante i quali l’Italia bollente delle contestazioni e dell’autunno caldo si trasforma nell’Italia disimpegnata del riflusso e dello yuppismo.

Proprio alle Brigate Rosse è dedicato questo lavoro di Dino Valle, una ricerca puntuale e ben impostata per capire meglio i nostri anni ’70-’80.

L’autore non intende “interpretare” il fenomeno terroristico né svelare improbabili verità occulte: più semplicemente (e più utilmente) egli “racconta” la vicenda delle Brigate Rosse e del circa migliaio di suoi militanti/simpatizzanti.

La ricostruzione riporta i fatti così come sono stati accertati, senza scendere sul terreno delle ipotesi.

Il risultato delle ricerche di Dino Valle è lavoro prezioso per chi voglia avvicinarsi agli “Anni di piombo” cercando di capire che cosa è accaduto: una base solida di documentazione e di ricostruzione, rara per un periodo oscuro della nostra storia nazionale.

Complimenti all’autore, con l’augurio che il suo volume possa entrare in qualche scuola superiore, dove la storia è poco in onore e dove la storia antica è comunque preferita alla storia contemporanea (quanti giovani hanno sentito parlare di Annibale o di Giulio Cesare… e quanti di Aldo Moro…?)”

Gianni Oliva

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Nelle intenzioni dell’autore, vuol essere anche e soprattutto un seppur modesto contributo PER NON DIMENTICARE le vittime di quel periodo e un omaggio all’opera meritoria portata avanti dall’associazione AIVITER nel promuoverne la memoria.

Il libro, edito da Pedrini, è in distribuzione su richiesta diretta (via e-mail: edizionipedrini@libero.it o dinovalle@dinovalle.it) e in tutte le librerie nazionali (che ne possono fare richiesta a Book Service – Torino), e sulle principali piattaforme online (IBS, Amazon, eBay, Mondadori Store, la Feltrinelli, Unilbro…).

Dino Valle, classe 1962, torinese, è giornalista freelance. Scrive da 40 anni per numerose testate locali e riviste nazionali. Da due si cimenta soprattutto come blogger (dinovalle.it) e autore. Sue le riedizioni di La Banda Koch a Milano – Tra i reclusi a Villa Triste (2020) e Il Piemonte e Torino alla prova del terrorismo – Dalla parte delle vittime (2020), pubblicati sulla piattaforma self-publishing di Amazon.

Colpirne 1 per educarne 100 – BRIGATE ROSSE – L’ideologia, i documenti, i terroristi, le vittime, Edizioni Pedrini 2022, Prezzo: 15 euro. Pagine: 268 p., ill., Brossura, ISBN: 9791280602039

Ladri al Mercatino dell’usato

Il Mercatino dell’Usato di Chivasso invia Baraggino 35 è stato visitato dai ladri nei giorni scorsi. In tre, durante la notte hanno divelto  la rete di recinzione e forzato  la porta di emergenza e sono entrati nel negozio. Hanno rubato diversi oggetti tra cui un pc  e la cassa. I Carabinieri stanno svolgendo le indagini.

Decolla la nuova missione piemontese per i bambini ucraini

La macchina dell’ospitalità piemontese sta ampliando la propria capacità. Oltre alle migliaia di ucraini che vivono in Piemonte che stanno accogliendo parenti e amici in fuga dalle zone di guerra, sono infatti a disposizione le strutture che la Protezione civileregionale sta attivando in base alle necessità in tutti i territori e altri spazi che le Prefetture stanno predisponendo per potenziare la capacità ricettiva.

Il punto è stato fatto nel corso della riunione del Coordinamento regionale per l’emergenza profughi a cui hanno preso parte il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il console onorario dell’Ucraina a Torino Dario Arrigotti, con l’assessore alla Protezione civile e Gestione emergenza profughi ucraini Marco Gabusi e l’assessore ai Bambini Chiara Caucino. Presenti anche i rappresentanti delle Prefetture, della Protezione civile regionale e della Direzione Sanità e Welfare.

Attualmente i due terzi dei rifugiati sono ospitati presso famiglie ucraine che già vivono in Piemonte. Come sottolinea il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio «siamo di fronte ad un fenomeno di ospitalità spontanea e questo slancio di generosità va sostenuto anche economicamente». Per questo motivo e per supportare le altre azioni di accoglienza degli ucraini in fuga dalla guerra la Regione Piemonte ha attivato un conto corrente per le donazioni. L’IBAN è IT41Q0200801046000106373581, sul quale indicare la causale “Regione Piemonte-Emergenza Ucraina”.

Si ricorda che le famiglie che già ospitano devono comunicare la presenza dei rifugiati al Commissariato di polizia o al Comune in modo da poterli aiutare nel percorso di accoglienza e sicurezza in Italia, così come deve essere contatta l’Azienda Sanitaria Locale per far entrare i profughi nel servizio di tamponi e vaccinazioniappositamente predisposto. Sul sito della Regione si trovano le informazioni utili da seguire.

DOMENICA NUOVA MISSIONE DEL PIEMONTE PER METTERE IN SALVO I BAMBINI UCRAINI MALATI DI TUMORE

Decollerà dall’Aeroporto di Torino Caselle, domenica 20 marzo, un nuovo volo per portare in salvo un gruppo di piccoli pazienti oncologici in fuga dalla guerra in Ucraina.

Saranno affidati alle cure dell’Ospedale Infantile Regina Margherita, come gli altri 13 bambini affetti da tumore arrivati due settimane fa attraverso la missione umanitaria coordinata dalla Regione Piemonte.

A rendere possibile questo nuovo viaggio è ancora una volta la generosità di due realtà piemontesi sempre pronte a dare supporto alla comunità: Fondazione Lavazza e Reale Foundation che, insieme, hanno coperto tutti i costi necessari.

A sostegno della missione anche SAGAT Spa e SAGAT Handling, che garantiranno anche stavolta la piena gratuità di tutte le operazioni aeroportuali.

Il volo, come già avvenuto nella missione di inizio marzo, atterrerà presso l’aeroporto di Iasi in Romania, dove ad attenderlo ci saranno i bambini con le proprie famiglie, giunti lì dall’Ucraina passando attraverso la Moldavia.

A bordo del volo che andrà a prendere i piccoli pazienti anche stavolta ci saranno il presidente della Regione Alberto Cirio e la dottoressa Franca Fagioli, direttore dell’Oncologia Pediatrica dell’Ospedale Regina Margherita della Città della Salute di Torino. Con loro anche l’assessore regionale alla Sicurezza Fabrizio Ricca, il vicepresidente del Gruppo Lavazza Giuseppe Lavazza, il direttore Sostenibilità e Comunicazione di Reale Mutua Virginia Antonini e il segretario di Reale Foundation Luca Rossin.

Les Petit Madeleines, alta cucina nel segno dell’eleganza e dell’innovazione

Torino è conosciuta come la “piccola Parigi” per lo stile architettonico delle sue vie, per le  caratteristiche arcate di muratura sul fiume che la attraversa e dai palazzi che, in un certo modo, ricordano quelli maestosi della Francia dell’800. Tutto a Torino ricorda la Francia e il suo stile urbano: l’hotel 4 stelle Turin Palace, proprio di fronte alla stazione di Porta Nuova (lato via Sacchi) ne é un esempio.

La struttura storica ma contrapposta a chiare linee moderne , elegante e non eccentrica, è contornata di dettagli che ne imprimono subito lo stile con cui l’ospite viene accolto. E lo si nota subito dalla hall, arredata con divani e sedute ricoperti da materiali di qualità, con tinte abbinate ai colori dell’ambiente, avvolti da un’atmosfera di tranquillità e di rilassatezza. Accompagnati sempre da un sottofondo di musica classica che può aiutare a trovare concentrazione , a migliorare l’umore ma, piú in generale, contribuisce a calmare il corpo dalle fatiche quotidiane. A tal proposito, saranno varie le iniziative che lo stesso hotel metterà in campo al fine di godere delle intensità della note di musica classica abbinate a particolari degustazioni di tè.
Raffinatezza e stile che si può ritrovare soprattutto nel rinnovato progetto gastronomico del ristorante dell’hotel , LES PETIT MADELEINES, accessibile anche dal pubblico non ospite della struttura: la giovane brigata, guidata dall’executive chef Giuseppe Lisciotto, ha messo a punto un menù che si inserisce perfettamente in ció che potremmo identificare come una proposta gastronomica fresca e rinnovata,  dai gusti perfettamente equilibrati e distinguibili fra di loro, di alta cucina caratterizzata da sinfonie di semplicità e di innovazione.
Con le parole ben precise dello chef, si può comprendere immediatamente  il contenuto e la portata del progetto: ” Questi due anni , segnati da oggettive difficoltà per chi lavora nel mondo della ristorazione e dell’ospitalità, hanno avuto peró il merito di regalarmi del tempo non solo per approfondire le mie competenze, ma anche per riflettere su come approcciarmi nell’elaborare un piatto e nel proporlo. Una riflessione di concetto che ho portato nella Carta di Primavera de Les Petit Madeleines, in cui ho osato meno dal punto di vista della sperimentazione,  ma mi sono concentrato sul dare un’identitá netta ad ogni proposta, rendendola più centrata nell’uso degli ingredienti “
La primavera di gusti, su cui si basano i piatti, sono stati immaginati in un’ottica di sottrazione al posto dell’aggiunta,  proprio per assaporare fino alla fine l’ingrediente principe della portata: dove le contaminazioni sono state pensate e inserite per dare identitá e non per prevaricare. Ecco che, allora, il risotto, crema di topinambur, nduja e  liquriizia è stato chiaramente preparato omaggiando la terra calabra, quello dello chef, e il Piemonte, quella che lo ha accolto. Ma, nel menù alla carte, sono presenti e curiose anche le proposte sospese tra classicitá e innovazione, come il Filetto di fassona, pepe verde e patate ratte, la suprema di faraona, porro grigliato e chorizo e la pluma di maialino, broccoli e mele cotogne. Immancabile e sempre ben riuscita e gradita, la proposta tradizionale piemontese con sbuffi di innovazione non banale : il vitello tonnato con salsa all’antica, sedano e acciughe del cantabrico, l’insalata russa  con uova di quaglia e ventresca di tonno e gli agnolotti del plin al sugo di arrosto e crema di nocciole.
Degno di sottolineatura, il dessert di primavera ” Cremoso alla vaniglia, crema di nocciole, mela Red Moon ( coltivata in zona di Cuneo) e infuso al karkadè:  scenograficamente di impatto e dalla realizzazione curata nei particolari. La carta dei vini, ampia e selezionata direttamente dal sommellier di sala, abile conoscitore degli abbinamenti più adeguati alla pietanza prescelta.
Chiara Vannini
Turin Palace Hotel & Les petites Madeleines
Via Paolo Sacchi 8 , Torino
Tel. 011 0825321

Non solo Torino: Pnrr, 120 milioni di euro per l’area metropolitana

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L’imperativo è sfruttare nel modo migliore le risorse assegnate dal Pnrr.

Sono più di 120 milioni di euro destinati  oltre al capoluogo per 45 interventi  in 5 ambiti territoriali. Centri capofila sono Carmagnola, Grugliasco, Ivrea, Pinerolo e la Valle di Susa.

Si tratta delle risorse della Missione 5 del Pnrr dedicata a inclusione e coesione sociale. Le prospettive sono state illustrate dal sindaco metropolitano Stefano Lo Russo nella  sede della Città Metropolitana di corso Inghilterra, durante la cabina di regia  sul Pnrr convocata insieme al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e ai rettori di Università e Politecnico, Stefano Geuna e Guido Saracco “Sono 113 i milioni per i progetti della Città di Torino per la rete delle biblioteche comunali, e 120 milioni fuori dal capoluogo. Sono il primo sindaco che ha accettato di rinunciare a una parte delle  risorse per redistribuirla sul territorio. Cercheremo di essere motori dello sviluppo” ha detto il primo cittadino. “Sono interventi che avranno ricadute su oltre 1 milione e 200 mila cittadini, oltre il 40% dell’intera popolazione dell’area metropolitana”

Confagricoltura su Peste Suina: “Agire in fretta per il depopolamento”

Il presidente della Giunta regionale ha adottato  l’ordinanza relativa alle ulteriori misure di regolamentazione dell’attività venatoria di controllo faunistico del cinghiale per l’eradicazione della peste suina africana.

L’ordinanza prevede, tra l’altro, l’indicazione puntuale delle pratiche per il depopolamento dei cinghiali, con le misure da applicarsi all’interno dell’area infetta e negli altri territori.

“La nostra organizzazione – dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte  Enrico Allasia – che collaborerà con gli enti e le istituzioni del territorio per assicurare la pronta adozione delle misure previste dall’ordinanza, invita tutti i soggetti interessati a attivarsi per contribuire, in piena sicurezza e nel rispetto delle disposizioni di legge, all’attuazione del piano di contenimento dei cinghiali per assicurare l’eradicazione dell’infezione e la messa in sicurezza degli allevamenti suinicoli”.

Teatro Marchesa, una giornata per la pace

In Teatro occasione della Giornata mondiale del Teatro istituita nel 1961, l’Associazione Eufemia, insieme al Teatro Marchesa Per la Pace e la Circoscrizione 6 della Città di Torino, invita cittadini, scuole e famiglie alla  GIORNATA PER LA PACE.
Il Teatro Marchesa è uno dei pochi Teatri di Base della nostra città, e rappresenta un luogo di crescita fondamentale per lo sviluppo emotivo, creativo e psicofisico delle nuove generazioni.

QUANDO E DOVE?

Venerdì 25 Marzo

presso Teatro Marchesa, corso Vercelli 141

PROGRAMMA DELL’EVENTO

● dalle ore 14: ALLESTIMENTO DEL CORTILE a tema “T come Pace” perché il Teatro è un luogo costruttore di pace e di ascolto e a cura degli allievi e degli insegnanti dell’ Istituto comprensivo Vercelli, sez. SABIN e EX-MARCHESA;

● dalle ore 16 alle ore 18: PERFORMANCE del Gruppo di Artisti del Teatro Marchesa Per la Pace, a cura di Associazione Eufemia;

alle ore 20.30: “STORIE FRAGILI”, spettacolo teatrale a cura dell’Associazione culturale italo-russa Divo.

“Storie fragili” è uno spettacolo sull’orrore della guerra visto attraverso gli occhi di bambini. Nel mondo precario di oggi scoppia una guerra. Perché ? Com’è possibile? Oggi sono i più fragili e piccoli a chiederselo. Coinvolti in un gioco insensato sono loro ad assumere la responsabilità, quella degli adulti, di denunciare la sua crudele follia. Le loro parole in una forma poetica, mai ideologica, sono destinate a essere ascoltate da chi vuole udire: nessuno vuole la guerra,  nessuno può volerla mai. Lo fanno in scena , in uno spettacolo, sperando di non doverlo fare nella vita.

APPROFONDIMENTI E RICHIESTE

info@eufemia.eu

Deambrogio (PRC-SE): la raccolta RSA proposta da Cirio fa tornare all’ottocento

In merito alla recente decisione della Giunta Cirio di attivare una campagna beneficiaria di raccolta fondi, con la collaborazione della Chiesa, a favore delle Residenze Sanitarie Assistenziali piemontesi, Alberto Deambrogio, segretario regionale Prc – Se ha dichiarato: “La scelta dell’amministrazione Cirio elimina con un solo colpo più di un secolo di lotte e conquiste per i diritti, riportando la situazione in pieno 800 e cioè allo Stato caritatevole; l’universalità diventa un puro rottame da abbandonare”.

“I non autosufficienti e le loro famiglie, che in Piemonte sono più di 30.000, – continua Deambrogio – si trovano a non essere considerati sia dalle politiche nazionali, senza legge quadro e senza investimenti sufficienti, sia a livello regionale con  i noti tagli delle quote sanitarie esigibili per gli inserimenti dei pazienti nelle RSA. Tutto questo sta avvenendo di fronte all’osceno aumento delle spese militari appena votato a larghissima maggioranza”.

“Durante la pandemia – continua ancora Deambrogio – si è sentito spesso lo slogan ‘nulla sarà come prima’. Ora sappiamo che con la Giunta Cirio la pratica va verso l’approfondimento dei problemi del passato.  Come sostengono CSA e Fondazione di Promozione Sociale occorre investire nell’inserimento  in convenzione dei pazienti e mettere mano alla riorganizzazione delle RSA dopo la pandemia. Se ci sono situazioni in cui le strutture non sono a norma per ospitare i non autosufficienti a suon di tariffe salatissime (in media 3000 euro al mese) queste vanno rapidamente superate, mentre chi ha un parente da assistere deve trovare risposte in base a diritti che si fa finta non esistano”.

“È arrivato il momento – conclude Deambrogio – di unire gli sforzi per rilanciare una discussione pubblica e democratica sullo stato del diritto alla salute in Piemonte e nel Paese. Troppa gente finisce per gestire i propri drammi rinchiusa nella propria dolorosa solitudine. Sono assolutamente d’accordo invece con le proposte di mobilitazione di CSA e Fondazione di Promozione Sociale, l’intervento pubblico va ripreso proprio ora prima che l’800 caritatevole diventi il presente per troppe persone”

Luca e Silvana hanno la Sindrome di Down e si sono sposati. Il documentario

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“LUCA+SILVANA” ARRIVA A TORINO: APPUNTAMENTO AL TEATRO AMBROSIO IL 23 MARZO

Luca e Silvana hanno la Sindrome di Down e vogliono sposarsi: una storia apparentemente
semplice che merita di essere raccontata. Lo sta facendo il regista Stefano Lisci con Cooperativa 19
attraverso l’atteso documentario che il 23 marzo fa tappa a Torino
La pazienza è la virtù dei forti e quindi dopo lunghe attese e rimandi dovuti alla situazione di pandemia il
documentario Luca+Silvana, prodotto da Cooperativa 19 con la regia di Stefano Lisci è pronto per il tour nelle
sale cinematografiche italiane. La storia è semplice, due persone che vogliono sposarsi e passare la vita
assieme, ma non è per tutti così “facile” come sembra.

“Circa tre anni e mezzo fa, dopo una proiezione del documentario Bar Mario, venni contattato da Luca e Silvana, i
quali mi chiesero di realizzare un breve video. In un primo momento non capii la loro richiesta. Successivamente,
quando parlai con Claudia (la madre di Silvana) capii che necessitavano di un video per dimostrare la loro autonomia
nelle faccende domestiche. Ho poi avuto modo di conoscere meglio la loro storia e il video è diventato un vero e
proprio documentario.” Così, il regista Stefano Lisci spiega come è cominciata l’avventura del documentario
“Luca+Silvana“.

La proiezione a Torino è prevista al Teatro Ambrosio, il 23 marzo alle ore 21:00 in collaborazione con le
associazioni Cepim Torino e Associazione Down Torino. Al termine della proiezione sarà possibile assistere al
dibattito con il regista, Stefano Lisci, in diretta Zoom.

Le prenotazioni per tutti gli appuntamenti possono essere fatte sul sito
https://www.movieday.it/event/event_details?event_id=4098

SINOSSI DEL FILM
In 35 anni Silvana ha avuto molti fidanzati, tutti immaginari. Quando Luca si presenta, con le sue lettere d’amore, lei è
scossa, non è abituata ad essere corteggiata. Inizialmente lo rifiuta. Lui però non molla, la conquista con la sua
gentilezza. Il loro è un amore imprevisto, c’è chi li guarda con sospetto, chi incuriosito, in pochi pensano veramente
che tra i due possa esserci un legame profondo, come quello tra due adulti. Sognano di sposarsi e di vivere assieme,
ma per chi ha la sindrome di Down non è così semplice. Passano dieci anni, il loro progetto incontra mille ostacoli
burocratici e non, il matrimonio sembra un miraggio irraggiungibile.
Luca+Silvana, una storia d’amore dal sapore dolceamaro che invita a riflettere sul diritto universale di amare
e condividere la vita con un’altra persona.

IL DOCUMENTARIO
In molti, proprio grazie alle riprese del film, hanno seguito la vicenda personale dei due innamorati bolzanini che a
gennaio 2019 hanno coronato il loro sogno di sposarsi e vivere assieme. Di pari passo è proseguita la produzione del
documentario che ha avuto la sua Première nazionale online il 20 novembre 2020 – spostata da marzo 2020
all’autunno a causa delle misure sanitarie dovute al Covid-19 – all’interno della prestigiosa rassegna Visioni
Italiane di Bologna, nella sezione Visioni Doc. Si è poi proseguito con i festival regionali, la pellicola ha partecipato
al Bolzano Film Festival Bozen 2021 svoltosi in modalità online, nella sezione MADE IN SÜDTIROL, vincendo il
Golden Walther Award assegnato dal pubblico. Dopo la tappa bolzanina il documentario è stato protagonista anche
nella 69° edizione del Trento Film Festival, nella sezione Orizzonti vicini.
Ora è attiva la distribuzione del film attraverso la piattaforma online www.movieday.it, con accesso a più di
200 cinema in tutta Italia. Si tratta di una modalità particolare di distribuzione delle pellicole che conta sulla
collaborazione di associazioni, enti, scuole e singoli cittadini interessati a portare il documentario nella
propria città. Sono due le modalità con cui è possibile organizzare un evento di proiezione del documentario: la
prima prevede la prenotazione di una sala nel cinema della propria città collegato a Movie Day assicurandosi un
numero minimo di spettatori per confermare l’evento; in questo caso chi promuove l’evento non sosterrà nessun costo
in quanto le spese saranno coperte dalle vendite dei biglietti. La seconda modalità, più indicata per chi ha un suo
pubblico e volesse organizzare un evento in un luogo diverso dal cinema (circoli, associazioni, scuole) prevede
l’acquisto della licenza tramite la piattaforma Movie Day.
“Vorremmo che il nostro film fosse anche un’occasione per sollevare un dibattito sulla sindrome di Down e
sui diritti delle persone con disabilità, chiediamo agli interessati al tema di contattarci alla mail
info@cooperativa19.it e organizzare assieme la proiezione”, dichiara Massimiliano Gianotti, produttore del
documentario e parte della troupe composta da: Stefano Lisci (regia), Massimiliano Gianotti (produzione), Beniamino
Casagrande (fotografia), Martino Pellegrini (musiche), Maria Radicchi e Marco Vitale (montaggio), Ambrose Siyanga
Mbuya e Patrick Bruttomesso (suono in presa diretta), Philippe Gozlan (sound design and mix), Gabrielle Cipolla
(color correction), Sonia Galluzzo (graphic design), Elena Antonin (segreteria di produzione), Martin Rattini
(consulente di produzione), Margherita Delmonego (social media manager) e Valentina Cramerotti (ufficio stampa).
La produzione è tutta altoatesina e fa capo a Cooperativa 19, un’impresa culturale e casa di produzione attiva dal
2011 con la mission di contribuire allo sviluppo del territorio attraverso la realizzazione di progetti culturali e prodotti
artistici in grado di coinvolgere le comunità attraverso proposte di qualità, in cui l’arte e la creatività siano stimolo per
una crescita individuale e collettiva. Per vedere il trailer e avere maggiori informazioni sul film c’è il sito www.lucasilvana.it/il-film.
Stefano Lisci è il regista del documentario di origina sarda, classe 1984, diplomato alla Zelig scuola di documentario,
televisione e nuovi media di Bolzano, con specializzazione in fotografia. Dopo il tirocinio sul set di “Piccola Patria” di
Alessandro Rossetto ha lavorato per diversi anni in set cinematografici, tra cui “Anita B” di Roberto Faenza e su quello
di “Sils Maria” di Oliver Assayas. Dal 2015 tiene dei laboratori di cinema nelle scuole medie e superiori. Nel 2016 ha
curato la regia del documentario Bar Mario.
La realizzazione del documentario è stata sostenuta da Mibact e Siae attraverso il programma “per chi crea”, IDM
Film Commission, Lebenshilfe Onlus, Centro Audiovisivi Bolzano, Ufficio Politiche Sociali della Provincia Autonoma di
Bolzano, Ufficio Famiglia, Donna, Gioventù e Promozione sociale del Comune di Bolzano, Rotaract Bolzano ma
anche dai 12.000 euro raccolti con la fortunata e partecipata campagna di crowdfunding sulla piattaforma eppela.

Serra di marijuana nell’appartamento

trovata serra in un appartamento a Mirafiori

Arrestato un trentanovenne dagli agenti del Commissariato San Secondo

Era una vera e propria serra quella che gli agenti del Commissariato San Secondo si sono trovati davanti quando giovedì a seguito di attività info-investigativa hanno fatto accesso in un alloggio del quartiere Mirafiori dopo essere risaliti al suo occupante.

I poliziotti avevano avuto notizia di una possibile coltivazione di marijuana all’interno di un’abitazione del quartiere. Le indagini avevano portato i poliziotti sulle tracce di un trentanovenne italiano residente in zona.

Nel corso della perquisizione a casa dell’uomo, gli agenti trovano 62 piante di marijuana coltivate “indoor”. In una delle camere da letto, era stata allestita una serra artigianale dotata di impianto di areazione/ventilazione, di apposite lampade nonché termometri, umidificatori e temporizzatori. In diversi ambienti della casa e in un box auto, i poliziotti rinvengono anche 760 grammi lordi di marijuana e 300 di hashish, oltre a tutto il materiale necessario per il confezionamento delle dosi, tra cui tre bilance digitali di precisione.

Alla luce dei fatti, il trentanovenne, con precedenti di polizia a carico, è stato tratto in arresto per la violazione delle norme sugli stupefacenti