Con grande tristezza comunichiamo la scomparsa avvenuta il 18 luglio 2022, all’età di 93 anni, di Ezio Gribaudo, Presidente Onorario dell’Accademia Albertina, artista di fama internazionale, padre della nostra Presidente Paola Gribaudo.
Ezio Gribaudo, la cui arte ha portato in alto il nome di Torino nel mondo, è stato un artista in grado di rivendicare sempre la sua autonomia di giudizio e di pensiero, il rigore di un percorso artistico sincero e consapevole, pronto al dialogo ed al confronto.
Gribaudo nasce a Torino nel 1929, svolge gli studi al Liceo Artistico e, per un breve periodo, all’Accademia di Brera, per passare poi alla Facoltà di Architettura al Politecnico di Torino.
L’artista si è contraddistinto per uno sperimentalismo eclettico, in sintonia con le istanze più avanzate dell’avanguardia novecentesca, rivendicanti una stretta relazione tra arte e vita.
Il suo percorso artistico può essere sintetizzato, da un lato, da due simboli della modernità rinascimentale: Gutemberg e Piero della Francesca. Il primo, inventore dell’”uomo tipografico”, rende Gribaudo conscio dell’importanza della diffusione del libro e della cultura, il secondo è l’artista colto ed ermetico per eccellenza, campione dell’uso antropocentrico e volumetrico della prospettiva, testimone del suo tempo ma di pari pronto a celare il reale dietro la magia del simbolo e la sospensione metafisica dell’immagine.
Infatti da un lato Gribaudo porterà avanti con grande successo un’attività e di editore di libri d’arte di alto livello, di cui sarà valida prosecutrice la figlia Paola, mentre il suo percorso di sperimentatore artistico, corroborato dalla frequentazione dei grandi maestri del Novecento, come Lucio Fontana, Pablo Picasso, Jean Dubuffet, Henry Moore, Francis Bacon, per citarne alcuni, lo porterà dapprima a cimentarsi con originali prove tra Informale e pop, con un costante sotteso richiamo al classico, poi ad elaborare dei “brand” di lavoro che rimarranno costanti nel tempo, come i “Logogrifi”, i “Metallogrifi”, i “Teatri della Memoria”, i “Dinosauri” , in una iconografia in bilico tra presenza ed assenza, tra immagine ed astrazione.
Ezio Gribaudo è stato uno degli artisti italiani più attivi a livello internazionale nel secondo Novecento: innumerevoli le sue partecipazioni a prestigiose rassegne pubbliche e private e le onorificenze ricevute. La sua morte coincide con la pubblicazione di una ampia autobiografia pubblicata da Skira “La Bellezza ci salverà”.
Il suo esempio di artista geniale, aperto, autenticamente cosmopolita, sempre disponibile all’ascolto ed al confronto, rimarrà saldo nella memoria dell’Accademia Albertina.
La camera ardente, per un ultimo saluto al maestro, sarà allestita nel Salone d’Onore dell’Accademia Albertina, mercoledì 20 luglio dalle h. 10 alle h 13.
I funerali si svolgeranno giovedì 21 luglio alle h. 10.30 presso la Chiesa della Gran Madre a Torino.
Il Direttore
Edoardo Di Mauro
I Vice Direttori
Laura Valle
Salvo Bitonti
Per quanto riguarda le infrastrutture, sono ripresi i lavori della variante di Borgaretto che consentirà di collegare, entro la fine del 2022, la SP 174 a Borgaretto, dalla rotatoria Palmero, con la SP 143 a Tetti Valfrè nel comune di Orbassano. Saranno completati i percorsi ciclabili che partono da Vinovo, Orbassano e parco Sangone, fino al polmone verde di Stupinigi, grazie al bando Next Generation We – Competenze, strategie, sviluppo delle pubbliche amministrazioni, promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo. In programma anche il progetto di prolungamento della linea 4 dal fondo di corso Unione Sovietica ai poderi settecenteschi che fanno da preludio alla Palazzina. La progettazione preliminare dell’opera sarà realizzata con i fondi del PUMS – Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, ottenuti dalla Città Metropolitana di Torino.


Il “Regio Liceo-Ginnasio Camillo Benso Conte di Cavour”, insieme al Liceo Classico Vincenzo Gioberti, è uno degli Istituti scolastici più antichi d’Italia. Le due istituzioni così rinominate risalgono al 1865 a seguito del Regio Decreto 229 che istituisce i primi Licei del Regno d’Italia. Le origini del Cavour in verità si possono fissare intorno al 1568, all’inizio l’istituto è conosciuto con il nome di Collegio dei Nobili di Torino, e tale rimane fino al 1805, quando viene convertito in Liceo, pur mantenendo la medesima sede. Con la Riforma Boncompagni diviene Collegio-Convitto Nazionale di Educazione, infine, con la Legge Casati, vengono istituiti il Liceo, il Ginnasio e il Convitto nazionale. Pochi anni dopo, tali istituzioni vengono titolate a Cavour, con il decreto che denomina con il nome di italiani illustri tutti i più antichi istituti superiori. Nel 1900, con altri celebri licei italiani, il Cavour partecipa all’Esposizione Universale di Parigi. Nel 1931 la sede della scuola viene trasferita dall’originale indirizzo a quello attuale, ossia Corso Tassoni 15. A partire dalla fine degli anni Ottanta viene aperta una succursale in via Tripoli 82. Nel corso degli anni, il liceo ha ospitato allievi che si sarebbero poi distinti in diversi ambiti, e illustri docenti: ricordiamo l’italianista Augusto Monti, i latinisti Ettore Stampini e Augusto Rostagni, lo storico dell’arte Giulio Carlo Argan e il matematico Giuseppe Peano. Furono altresì studenti “cavourrini”, seppure solo per i due anni del ginnasio, Guido Gozzano e Cesare Pavese. Per quel che riguarda la politica, figura rilevante è Luigi Einaudi, ex “cavourrino” divenuto Presidente della Repubblica dal 1948 al 1955; allievi del Cavour furono anche i sindaci di Torino Grosso e Cardetti. Il Cavour merita di essere citato anche per lo sport: una squadra di calcio dell’Istituto si distingueva a livello giovanile all’inizio del Novecento, ed ex allievo è stato l’olimpionico Livio Berruti. Attualmente l’ex- allievo più conosciuto è Alessandro Barbero, Ordinario di Storia Medioevale presso l’Università del Piemonte Orientale.
Nell’inverno del 1932, attraverso Leone Ginzburg, incontra un’insegnante di matematica di cinque anni più vecchia, militante comunista, e tra i due nasce l’amore (una delle tante difficoltose esperienze d’amore di Pavese). Si tratta di Battistina Pizzardo (Tina) che così descrive lo scrittore: “ Cesarino: a quei tempi era un bel ragazzo alto, snello, un gran ciuffo sulla fronte bassa, il viso liscio, fresco, di un leggero color bruno soffuso di rosa, i denti perfetti. Mi piacevano i suoi occhi innamorati, le sue poesie, i suoi discorsi tanto intelligenti che diventavo intelligente anch’io, mi piaceva il senso di fraternità, che ci veniva dalla stessa origine bottegaio-contadina, da un’infanzia vissuta nei nostri paesi delle Langhe, e per tanti versi simile”.
Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
L’avevamo conosciuta nel primo capitolo quando era una bambina vivace e curiosa; adesso la ritroviamo nel 1958, al ritorno da Parigi dove ha studiato arte e fatto esperienze, inclusa una storia d’amore dal sapore bohemienne.
E’ la primogenita delle 6 famose e scandalose sorelle Mitford, figlie del barone Redesdale e di Sydney Bowles figlia dell’editore e giornalista proprietario di un’agenzia di stampa che pubblicava, tra gli altri, “Vanity Fair” e “Lady”.
La vicenda è ambientata nel Massachussetts, a Cape Cod ( luogo caro alla scrittrice che lì trascorre parte del suo tempo, diviso anche tra Los Angeles e Londra). E’ li che la protagonista Elle Bishop -50 anni, un marito affettuoso e tra figli- trascorre l’estate fin da bambina, nella zona di Back Woods, dove si trova il buen retiro di questa famiglia che non si fa problemi a passare dall’Upper East Side di New York alla vita spartana e un po’ selvaggia nell’accampamento messo su anni dietro da un estroso nonno scultore.
La scrittrice Marta Sanz insegue da sempre la verità e dedica il suo lavoro al complesso tentativo di salvaguardare la memoria e rendere onore ai tanti desaparecidos del franchismo; vittime della dittatura di tutte le età, compresi i bambini, i cui resti giacciono in tombe improvvisate e fosse comuni dimenticate.