ilTorinese

Salsiccia e buon gusto a Bra

BRA’S, IL FESTIVAL DELLA SALSICCIA DI BRA E DEL BUON GUSTO:

dal 16 al 18 settembre 2022

Nel centro storico della città, Ala di corso Garibaldi, degustazioni d’autore, cooking show e mercato. Chef stellati e giovani talenti celebrano la salsiccia di Bra e i prodotti del territorio

Torna l’evento che celebra la Salsiccia di Bra e le eccellenze locali: dal 16 al 18 settembre 2022 torna “BRA’S – Il festival del Buon Gusto: la Salsiccia di Bra, formaggio, pane e riso”

 

Arriva nel cuore del centro della città, sotto i portici dell’ala storica di Corso Garibaldi e Corso Cottolengo, l’evento gastronomico che vede protagonisti importanti chef stellati del territorio, affiancati da giovani talenti emergenti, per celebrare e interpretare attraverso piatti esclusivamente studiati per l’occasione i prodotti d’eccellenza del territorio, a partire dalla celeberrima salsiccia di Bra, l’unica prodotta con salsiccia di vitello, oltre al formaggio, al pane e al riso “made in Bra”.

«BRA’S celebra le eccellenze gastronomiche della nostra città, a cominciare dalla celebre salsiccia di vitello che nel tempo ne è diventata un simbolo – commenta il sindaco di Bra Gianni FogliatoSiamo molto soddisfatti del grande successo ottenuto dal Festival del buon gusto, che quest’anno, facendo tesoro delle esperienze maturate nelle due prime edizioni, ritorna con importanti novità relative alla location, alla data e al programma. Elementi che valorizzeranno ulteriormente le proposte offerte e consentiranno alle tante persone che verranno a degustare i nostri prodotti di godersi al meglio Bra e le sue bellezze».

Conclude Luigi Barbero, direttore Confcommercio Ascom Bra: «BRA’s è un evento che vuole consolidarsi e diventare punto di riferimento per il turismo enogastronomico del nostro territorio, attraverso l’esaltazione e la valorizzazione dei prodotti tipici della città di Bra, la salsiccia, il formaggio, il pane e il riso, con la partecipazione di chef stellati e giovani talenti emergenti. La proposta di questa edizione si presenta rinnovata nella location e nella data di svolgimento con l’obiettivo di maggiore attrattività turistica e di coinvolgimento delle attività commerciali della città».

L’Assessore regionale all’agricoltura e Cibo sottolinea che nel panorama degli eventi che contribuiscono a rendere attrattivo il territorio non può mancare il festival della salsiccia di Bra, dedicato ad un prodotto storico, che sarà valorizzato dagli chef stellati attraverso i piatti in abbinamento ad altri prodotti locali e vini piemontesi. La salsiccia di Bra è tra i 342 prodotti Pat, produzione agroalimentare tradizionale, che insieme agli 82 prodotti certificati Dop e Igp costituiscono la grande offerta agroalimentare di qualità del Piemonte.

Dopo Cheese e la Fiera del Tartufo il Festival della Salsiccia di Bra, ha sottolineato l’Assessore regionale alla Cultura Turismo e Commercio mette di nuovo il Piemonte al centro dello scenario nazionale e internazionale per gli eventi dedicati all’enogastronomia in un momento in cui serve rilanciare le nostre eccellenze come fattore di crescita economica per i produttori e di attrazione turistica per gli operatori dell’accoglienza.

Il format 2022 prevede un weekend aperto al pubblico, senza necessità di prenotazione (sabato 17 e domenica 18 settembre) per godere degli show cooking degli chef, assaggiare – a prezzi alla portata di tutti – piatti d’eccezione e scoprire l’eccellenza del territorio, enogastronomica e non solo. Anteprima il venerdì sera con un unico appuntamento su prenotazione: la cena stellata firmata da chef Gian Piero Vivalda, Antica Corona Reale di Cervere, due stelle Michelin per un affascinante percorso di sapori, sintesi della più alta ricerca della perfezione, in cui la materia prima assume il culmine della sua essenza e che rappresenta e valorizza i prodotti protagonisti dell’evento ai massimi livelli.

BRA’S entrerà poi nel vivo sabato 17 e domenica 18 settembre, con il Festival a ingresso libero: nella giornata di sabato il protagonista sarà chef Giovanni Grasso, La Credenza, stella Michelin di San Maurizio Canavese accompagnato dalla sua brigata, cucinerà dal vivo, nella gigante cucina a vista allestita sotto i portici dell’ala di corso Garibaldi, tre piatti ideati per l’evento. Grande protagonista sarà la Salsiccia di Bra, abbinata – con l’estro e la ricercatezza di uno storico chef stellato piemontese – alle tipicità locali: il riso, le verdure degli orti, il pane e il formaggio Bra Dop.

La giornata di domenica 18 settembre saliranno alla ribalta gusti e sapori nuovi, risultato recente di condivisione e contaminazione tra tradizione e innovazione: arriva a Bra Seul Kim Ki, chef di Uri Sapori Condivisi di Roddino. Affiancato dagli chef “resident” dei due ristoranti braidesi La Bula, Vincenzo La Corte e Davide Grimaldi di Tako.

L’ala storica di Corso Garibaldi si trasformerà in un grande ristorante, con gli chef che cucinano a vista, i piatti potranno essere gustati comodamente seduti al tavolo.Piatti d’autore alla portata di tutti al prezzo di 12 euro. Servizio pranzo dalle ore 11 alle 16 e cena dalle 18 alle 23.

Oltre ai piatti cucinati dagli chef, sarà possibile degustare anche il Tagliere Bra’s (salsiccia di Bra, formaggio Bra Dop e focaccia di Bra) e assaggiare la focaccia di Bra, il tutto in abbinamento con i vini della Banca del Vino di Pollenzo e alla birra artigianale braidese StaBrau.

Il weekend del Gusto sarà inoltre l’occasione per scoprire, degustare e acquistare i prodotti tipici di eccellenza del nuovo “Mercato di BRA’S”, spazio espositivo e di vendita a cura di Confartigianato, Coldiretti Campagna Amica e Il Mercato della Terra di Bra – Condotta Slow Food, allestito nello spazio di corso Cottolengo, sopra l’ala di corso Garibaldi, che diventerà una vera “Terrazza del Gusto”.

“BRA’S – Il festival del Buon Gusto: la Salsiccia di Bra, formaggio, pane e riso” è ad ingresso gratuito. Orari di apertura al pubblico Bra’s e Mercato: sabato 17 e domenica 18 dalle 11 alle 22.

SIDE EVENTS

Nei giorni dell’evento i visitatori avranno la possibilità di partecipare a incontri di approfondimento dedicati alle tematiche della corretta alimentazione, tenuti da esperti nutrizionisti che metteranno in evidenza le caratteristiche dei prodotti protagonisti dell’evento: la carne, il pane, il formaggio.Laboratori e conferenze aperte al pubblico, organizzate nei cortili dei palazzi storici nei pressi dell’area dell’evento (Palazzo Mathis, Palazzo Garrone, Palazzo Traversa)

Sarà inoltre possibile visitare il centro storico della città e i monumenti che la rendono la capitale del Barocco Piemontese con l’accompagnamento di una guida. Verrà inserito nel percorso di visita anche il borgo di Pollenzo e la Banca del Vino.Sono previste visite in cantina e nei musei civici, per l’occasione a ingresso gratuito.

L’evento è organizzato dal Comune di Bra e dall’Ascom di Bra, in collaborazione con i Consorzi Salsiccia di Bra, Bra DOP e Pane di Bra, Confartigianato Cuneo, Coldiretti Cuneo, Campagna Amica, con il sostegno di Regione Piemonte, Camera di Commercio di Cuneo, Ente Turismo Langhe Monferrato Roero e Fondazione CRC.

Info su www.turismoinbra.it e su www.bracittaslow.it.

Students Pictures Show  Incontro conclusivo della Masterclass ICP in Visual Storytelling

Venerdì 29 luglio 2022 I Ore 18.30 I Gymnasium di CAMERA (Via delle Rosine, 18 – Torino)

Sta per concludersi la settima edizione della Masterclass in Visual Storytelling, realizzata da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia e da ICP – International Center of Photography di New York, grazie al sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo.

Dopo due edizioni tenutesi online a causa della pandemia, quest’anno 17 studenti provenienti da diversi Paesi del mondo (Italia, Austria, Libano, Filippine e Ucraina) hanno raggiunto Torino per approfondire, sperimentare e creare nuovi mondi visivi, grazie a lezioni frontali ed esercitazioni sul campo. Nel gruppo di lavoro anche Yana Sidach, giovane fotografa ucraina (classe 1995) arrivata da Leopoli grazie ad una borsa di studio nata dalla collaborazione tra CAMERA e l’Odessa Photo Days Festival. Guidati per tutto il mese di luglio da docenti e fotografi professionisti quali Karen Marshall, Saul Metnick, Andrew Lichtenstein, Gaia Squarci e Alessandro Ghirelli, i partecipanti hanno avuto l’occasione di creare visual stories significative e d’impatto, attraverso la riflessione critica e il perfezionamento delle abilità tecniche ed editoriali.
Venerdì 29 luglio alle 18.30, l’esperienza della Summer Masterclass si concluderà con un incontro finale, in cui gli studenti presenteranno pubblicamente i progetti ideati e realizzati nel corso delle quattro settimane di studio e lavoro. Accogliendo la sfida di narrare in modo personale lo spazio sociale, i partecipanti hanno sviluppato i propri progetti sul territorio torinese mantenendo tuttavia un dialogo attivo con i luoghi di provenienza e con le ricerche fotografiche precedenti. Le famiglie di immigrati e il recente dibattito sullo ius scholae, la scena drag tra Beirut e Torino, la condizione di testimone dei territori di guerra e la relazione con una comunità in pace… questi sono alcuni dei temi affrontati dai giovani fotografi e fotografe della Masterclass, in una pluralità di sguardi ed esperienze che ha visto la sperimentazione di diversi approcci mediali e differenti tipologie di narrazione visiva.
Durante la serata, artisti e ospiti avranno l’occasione di assaggiare alcuni drink rinfrescanti realizzati da Compagnia dei Caraibi, beverage partner dell’evento.
Compagnia dei Caraibi S.p.A. Società Benefit è un’azienda nata a Vidracco (To) nel 2008, attiva nell’importazione e distribuzione di distillati, vini e soft drink di tutto il mondo, nonché di craft beer italiane.
La partecipazione alla serata è gratuita e l’incontro si terrà in lingua inglese.
E’ gradita la prenotazione sul sito di CAMERA (www.camera.to) alla sezione “Prenotazioni”.

Foto Andrew Lichtenstein

Ne è valsa la pena?

Faceva freddo in quella stalla abbandonata. Dai muri tirati su a secco entrava un’aria gelida, sibilata dal vento che quella notte di fine inverno del 1944 turbinava neve. Attorno a quel tavolo di fortuna, combinato da due vecchie assi poggiate su malfermi cavalletti di legno ci trovammo a parlare del futuro, di ciò che ci attendeva. Eravamo in tre: io, Giorgio e Renato.

La cera liquefatta della candela si era rappresa in pallide lacrime e le parole scorrevano veloci. Quando sarebbe finito l’incubo della guerra, dell’occupazione dei tedeschi, dell’arroganza dei fascisti della repubblica sociale con quei ghigni e i simboli delle teste da morto? L’Italia sarebbe tornata come prima del fascismo o sarebbe cambiata davvero? Certo, volevamo la libertà ma non si combatteva solo per questa ragione. “Il nostro obiettivo è tenere insieme, come una cosa sola, libertà e democrazia”, diceva Giorgio. “ Non è possibile che le cose rimangano come ai tempi dello Statuto Albertino. Non basta che ci sia un sovrano che conceda di sua iniziativa, che bontà, i diritti al popolo. Anzi. Non va nemmeno bene che ci sia un Re, la monarchia, i Savoia a decidere e comandare. Quelli sono scappati all’8 settembre lasciandosi alle spalle un paese dilaniato, distrutto, occupato. Prima hanno aperto le porte al Duce, poi all’avventura della guerra, lasciando l’esercito in rotta, e ora dovremmo accoglierli ancora, perdonando tutto? Nemmeno per idea!”. Picchiò un pugno sul tavolaccio, facendo tremare la candela che prontamente presi al volo. Su quel punto eravamo tutti d’accordo: non avevamo preso le armi per cacciare fascisti e tedeschi e poi tornare ad essere sudditi. C’erano giornate in quel duro inverno dove si aggiravano gli occupanti armati fino ai denti, e non era il caso di uscire allo scoperto; altri ancora dove si preparava o si effettuava un agguato o un’azione particolare.

Nei lunghi periodi di inattività eravamo impegnati anche in grandi discussioni dove si parlava del futuro, di come lo si immaginava. L’idea su cosa avrebbe dovuto essere il domani, anche per istinto, non era certo riflessa dalle immagini del passato, di prima del fascismo, ma autorizzava ad immaginare l’avvento di qualche cosa di completamente diverso che chiamavamo genericamente democrazia, cioè un Paese senza dittatura, senza imposizioni, senza violenza. A volte penso a quella sera e alle altre passate a discutere, quando l’inattività era obbligata dal bisogno di attendere o dalle pessime condizioni del tempo, e  vedendo quest’Italia piatta, meschina, ignorante mi scopro a pensare chi ce l’avesse fatto fare. Poi, superato lo scoramento, mi vengono in mente le parole di Renato quando diceva che non bisognava illudersi, che le cose sarebbero sì cambiate ma che non c’era conquista che sarebbe stata ottenuta una volta per tutte, che per noi che volevamo cambiare la società, che aspiravamo a cambiare il mondo non ci sarebbe mai stato congedo.  Quante volte ci siamo ritrovarti da anziani in tutti questi anni. Noi, i sopravvissuti, con i capelli bianchi e le ossa stanche. Noi che avevamo fatto saltare i ponti; con queste mani tremanti che un giorno avevano lanciato bombe a mano. Condividendo paure, ansie e speranze con quelle ragazze dallo sguardo deciso che da signore, madri, nonne e bisnonne è diventato più dolce e mite, capaci  in quei tempi da lupi di nascondere pistole, portare messaggi, ospitare e nutrire partigiani, prendere parte ai combattimenti con coraggio. Oggi facciamo fatica a camminare, sorretti da un bastone o una stampella. Attraversiamo lentamente le vie che un tempo ci videro muoverci con rapidità, colpendo e fuggendo. Vecchi, un po’ malandati. Faremo anche tenerezza ma a quel tempo sbaragliammo interi battaglioni,  rischiammo la vita, ci battemmo per garantire quella libertà della quale oggi tanti fanno cattivo uso, abusandone, senza immaginare quanto ci sia costata perché non ne sono mai stati privati e non hanno dovuto battersi per riconquistarla. Non c’è retorica in questi pensieri. Abbiamo imparato a nostre spese che non serve indulgere in nostalgie. C’è piuttosto la consapevolezza di aver fatto ciò che era giusto e che tutto quanto è accaduto non deve essere dimenticato perché quei semi di giustizia e libertà non inaridiscano mai. E a quella domanda c’è una sola risposta possibile: sì, ne è valsa la pena.

Marco Travaglini

Pd: “Un piano strategico per cedere la nostra sanità?”

“LA PRIVATIZZAZIONE DI PARTE DELL’OSPEDALE DI TORTONA E’ SOLO L’INIZIO DI UN PIANO STRATEGICO PER CEDERE LA NOSTRA SANITA’?

27 luglio 2022 – “Apprendiamo dagli organi di informazione che, dopo una lunga attesa e non pochi solleciti, l’Asl di Alessandria ha predisposto gli atti per bandire la gara per consentire che una parte dell’Ospedale di Tortona venga gestito dai privati, ammesso che il bando, come già accaduto ad altri, non vada deserto. Di fronte a questa notizia pensiamo che sia normale che vengano poste pubblicamente alcune domande: la privatizzazione di ambulatori e pronto soccorso è un indirizzo dell’Assessorato regionale alla sanità? E, nel caso in cui la risposta fosse affermativa, vorremmo sapere se il modello di sanità che ha in mente il centrodestra sia quello di mettere sul mercato tutto quello che non riesce più a gestire e cederlo al miglior offerente” dichiarano il Consigliere regionale Pd di Alessandria Domenico Ravetti e il Vicepresidente della Commissione Sanità.

“Per fare fronte alle difficoltà di Tortona si sta cercando l’aiuto della sanità privata con l’affidamento a un soggetto esterno del reparto di Recupero e Riabilitazione Funzionale e degli ambulatori di Cardiologia, Neurologia, Allergologia, Pneumologia, Dermatologia, Gastroenterologia e Reumatologia, ma anche del Pronto Soccorso. Questo disegno che, per ora riguarda Tortona, fa parte di una strategia del centrodestra che coinvolgerà tutto il Piemonte?” proseguono gli esponenti dem.

“Ribadiamo ancora una volta – concludono i Consiglieri regionali Pd – l’importanza di una sanità pubblica, forte e moderna, una sanità in grado di rispondere correttamente e tempestivamente alle necessità dei cittadini. Sarebbe importante impegnarsi per ridisegnare questa sanità, per potenziare i nostri presidi ospedalieri e non spezzettarli, cedendoli ai privati. Non occorrono miracoli per rilanciare il nostro sistema sanitario e adeguarlo ai nuovi tempi, alle nuove esigenze, alle nuove richieste, ma buon senso e volontà”.

Truffe agli anziani: fermati un italiano e un marocchino

Il quartiere Mirafiori è spesso flagellato da casi di truffe o furti aggravati ai danni di persone anziane. In estate, ancor più, il fenomeno aumenta, perché le famiglie partono per le vacanze, e spesso gli anziani sono lasciati soli in casa. La solitudine li rende più esposti ai tranelli di questi vili reati predatori, portati a compimento da persone senza scrupoli, con tecniche sempre nuove.

In questo caso due giovani, un italiano e un marocchino, potrebbero avere agito simulando di essere operatori del gas. Dall’attività di indagine emerge che il modus operandi sia il seguente: prima telefonavano alle vittime al loro telefono fisso, avvisando che sarebbero passati in giornata per la lettura dei contatori. Successivamente si portavano al loro indirizzo e, una volta entrati in casa, mentre uno dei due con una scusa distraeva la persona anziana, l’altro chiedeva il permesso di usare il bagno, mentre in realtà perlustrava l’abitazione in cerca di portafogli e carte di credito, e se ne impossessava. Una volta fuori, andavano allo sportello bancomat e prelevavano ingenti somme di contante.

I poliziotti del Commissariato Mirafiori, coordinati dalla Procura di Torino, hanno condotto un’indagine durata diversi mesi, che si è snodata attraverso l’acquisizione delle denunce delle parti lese, 3 anziani residenti nella zona di Mirafiori nord, l’analisi del traffico telefonico generato dalle utenze usate per i contatti con le vittime, il confronto delle celle impegnate dalle chiamate, fino all’individuazione dei sospettati.

Gli elementi raccolti hanno fatto emergere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei due giovani per i quali sono state disposte 2 misure cautelari. Il rischio, infatti, è che i due soggetti continuino a delinquere.

“Spighe Verdi”: il Piemonte conferma la virtuosità dei suoi Comuni

 

I comuni rurali hanno la “Spiga verde” come le località turistiche balneari hanno la “Bandiera blu”

 

Le Spighe Verdi 2022, programma nazionale della FEE – Foundation for Environmental Education(l’organizzazione che rilascia da circa trent’anni nel mondo il riconoscimento Bandiera Blu per le località costiere per i Comuni rurali) sono state annunciate questa mattina in conferenza telematica con i sindaci vincitori.

Al Piemonte assegnato il maggior numero di riconoscimenti con ben 10 località rurali su 63 partecipanti: Canelli in provincia di Asti, Alba, Bra, Centallo, Cherasco, Guarene, Monforte d’Alba e Santo Stefano Belbo per la provincia di Cuneo, Volpedo nell’alessandrino e Pralormo per la provincia di Torino.

Anche in questa sesta edizione, abbiamo delle conferme importanti” afferma Enrico Allasia presidente di Confagricoltura Piemonte. “I Comuni della nostra Regione adottano strategie di gestione del territorio che prevedono un percorso virtuoso che giovi all’ambiente e alla qualità della vita dell’intera comunità; in questo processo l’agricoltura ha un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’ecosistema e degli equilibri naturali”.

Conclude Allasia: “Siamo noi gli attori del territorio: le amministrazioni, i cittadini, gli imprenditori tutti chiamati ad agire, a confrontarsi e a fare la propria parte per far fronte al cambiamento climatico e culturale cui siamo soggetti” .

 

L’iter procedurale, certificato ISO 9001-2015, ha guidato la valutazione delle candidature, permettendo alla Commissione di Valutazione il raggiungimento del risultato finale. Nel gruppo di lavoro è stato importante il contributo di diversi Enti istituzionali, tra i quali il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali; il Ministero per il Turismo; il Ministero della Transizione Ecologica; l’ISPRA e Confagricoltura.

 

Cartina Spighe Verdi

Il Pli elegge la direzione di Torino

Carlo Nicosia nuovo Presidente, Guglielmo Del Pero confermato Segretario
Il Partito Liberale Italiano festeggia i 100 anni di vita, che verranno celebrati il 7-8-9  ottobre 2022 a Roma in occasione del Congresso Nazionale.

In preparazione si è svolto lunedì 25 luglio il Congresso Provinciale di Torino, chiamato a
rinnovare gli organismi direttivi.

Sono stati eletti Alfonso Badini Confalonieri, Guglielmo Del Pero (Segretario Provinciale),
Daniela Garzena, Carlo Nicosia (Presidente Provinciale), Erik Paleni.

Il Segretario Del Pero, che siede anche nel Direttivo Regionale del Piemonte ha 45 anni,
spirito liberale sabaudo da sempre, laurea in economia, professione consulente. Da anni
impegnato per contribuire a rilanciare Torino, è stato tra i fondatori di SiAmoTorino ed ha
assunto la Segreteria provinciale PLI nel 2020. Dice Del Pero: “ci troviamo oggi in un
momento storico di grande cambiamento, il quadro politico ha subito uno scossone
rompendo gli schemi tradizionali, c’è molto da fare e da costruire. Possiamo garantire
competenza, serietà, coerenza con la nostra storia centenaria fatta di idee che mettono
al centro la libertà personale, economica, sociale. Il Partito Liberale Italiano si mette in
gioco e siamo pronti a confrontarci con tutti per ricostruire insieme un progetto politico
di cui il nostro paese non può fare a meno”.

Anche il neo eletto Presidente Carlo Nicosia siede nel Direttivo Regionale Piemonte ed è
Commissario per le Province di Asti e di Cuneo: “Liberale da sempre, sono felice di
questo prestigioso incarico: l’impegno per la difesa delle libertà individuali, la prevalenza
delle idee rispetto ai partiti “personali” dei leader, la coerenza del Partito con i valori
fondamentali della sua centenaria storia sono per me motivo di orgoglio e stimolo a
lavorare per la crescita”

Per contattare la struttura PLI in Piemonte è possibile scrivere via email a:
info.plipiemonte@gmail.com oppure tramite la pagina Facebook
https://www.facebook.com/PliPiemonte.it

Flora, le piante salveranno il mondo

È  nata all’interno della trasmissione PARLACONME, per volontà  di Simona Riccio, la rubrica FLORA, curata dall’agronomo Davide Conti

È  nata da poco la nuova rubrica della trasmissione “Parla con me”, dedicata alle piante, a cura dell’agronomo Davide Conti. Si intitola “FLORA- Le piante salveranno il mondo”. Con questo nuovo format verranno raccontate e approfondite storie di piante particolari, alcune delle quali straordinarie.

Il 14 luglio scorso è stato pubblicato sui canali di “Parla con me” il primo articolo, che sarà a cadenza quindicinale. Un secondo articolo è stato dedicato all’agave americana.

“Lo scopo di FLORA – spiega Davide Conti – rappresenta il mio personale desiderio di guidare il lettore all’interno di un viaggio che faccia emergere l’importanza delle piante per l’essere umano e il pianeta, nonché la straordinarietà e il carattere per i quali esse si distinguono.

La  straordinarietà di una pianta va, infatti, al di là della sua bellezza e consiste proprio nella sua reale e imprescindibile funzione di conservazione della sopravvivenza dell’intero pianeta e delle specie che lo abitano. Comprendere il significato delle piante consente di emozionarci e custodirle con tutta la dedizione che meritano”.

“Ho deciso di affidare a Davide questa rubrica – spiega Simona Riccio, founder della trasmissione radiofonica  “Parla con me” –perché non potevo sottrarmi dal porre la giusta attenzione anche verso questo tema così affascinante. “Parla con me” si occupa del vasto settore agroalimentare e rappresenta una trasmissione particolarmente legata all’ambiente e alla sua tutela. È nostro dovere riconoscere le piante come colonna portante di questo processo e sono certa che Davide Conti farà scoprire, rispettare,  comprendere e farà innamorare il lettore delle piante “.

PARLACONME è  il titolo della trasmissione radiofonica ideata da Simona Riccio, Agrifood & Organic Specialist, oltre che Linkedin Top Voice Italia. Si tratta di una trasmissione che si pone l’obiettivo di porre al centro dell’attenzione la filiera agroalimentare, con il coinvolgimento di ospiti in studio e in collegamento telefonico. Obiettivi principali della trasmissione sono la valorizzazione, la promozione, la tutela e la diffusione della conoscenza della filiera agroalimentare italiana, creando consapevolezza sul ruolo che tale filiera riveste anche nel rafforzare l’identità culturale e materiale del nostro Paese.

MARA MARTELLOTTA

Abbandona piastrelle e secchio di vernice: 600 euro di multa

Una donna di Torino è stata sorpresa dalla Polizia municipale  di Moncalieri attraverso la foto-trappola. Ha abbandonato  rifiuti nell’area ex Firsat, in borgo San Pietro: un secchio di vernice da 15 litri di materiale e due sacchi di piastrelle, cemento e mattoni. Risultato: 600 euro di multa.

Toro: arriva Lazaro

Ultim’ora! Un ottimo acquisto per il Torino dopo la tempesta polemica rissosa di ieri tra Vagnati e Juric: arriva Lazaro! L’allenatore chiedeva rinforzi ed un colpo è arrivato subito. Il Toro ha preso Valentino Lazaro dall’Inter, è un prestito con diritto di riscatto, questa la formula del trasferimento dai nerazzurri. Per Juric un esterno in più,nazionale austriaco che può giocare come esterno destro e sinistro.Prossimo arrivo il trequartista nazionale russo MIRANCHUK dall’Atalanta.A breve i dettagli. Enzo Grassano