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«”Saremo solerti nel valutare l’assegnazione dei fondi”: così l’assessore Riboldi ha risposto alla mia Interrogazione finalizzata a conoscere le tempistiche della ristrutturazione e della riapertura del reparto dialisi dell’ospedale di Ivrea. Solerzia a parte, la risposta è chiara: non c’è nessuna tempistica». Lo afferma il consigliere regionale Alberto Avetta (Pd) a margine della discussione a Palazzo Lascaris. «L’assessore Riboldi ha ricordato che nel settembre del 2024 sono state presentate due istanze di finanziamento, attualmente “in corso di istruttoria”. Le risorse (Fondo Sviluppo Coesione) saranno assegnate nel 2026, quindi non ci sono date certe per l’inizio del cantiere. Pertanto, i 47 pazienti dializzati dovranno recarsi a Castellamonte non si sa per quanto tempo, e lo stesso vale per il personale medico ed infermieristico assegnato a Castellamonte in attesa del completamento dei lavori di adeguamento. La dialisi è un trattamento delicato, che dura circa 4 ore, ed è evidente il grave disagio per i pazienti (e per i loro familiari e accompagnatori) che devono recarsi mediamente tre volte a settimana a Castellamonte. I pazienti dializzati e le loro famiglie hanno diritto a qualche certezza in più sui tempi di riapertura del reparto di Ivrea. Manterremo alta l’attenzione».
“E’ dall’inizio del mandato che denunciamo il fatto che i contratti collettivi applicati nei servizi esternalizzati della sanità piemontese penalizzano lavoratrici e lavoratori: il caso di AMOS, che è una società interamente pubblica ma applica il contratto multiservizi e il contratto AIOP che non viene rinnovato da 8 anni, è da questo punto di vista esemplare di quello che si dovrebbe evitare, cioè avere lavoro povero e precario nella gestione di servizi pubblici.
L’audizione in Commissione delle rappresentanze sindacali, di Azienda Zero e di AMOS ci conferma che quella in discussione sarebbe una vera e propria operazione di dumping contrattuale, che rischia di tradursi in una progressiva esternalizzazione di attività oggi svolte dal servizio sanitario pubblico e di farlo sulla pelle di lavoratori e lavoratrici. Ricordiamo per esempio che le differenze salariali tra chi lavora al 112 con i contratti applicati da AMOS e chi lo fa direttamente per il SSR sono superiori al 30% a parità di mansione, come segnalato dalle organizzazioni sindacali. Una situazione che produce disuguaglianze evidenti e profondamente ingiuste.
Abbiamo già sollevato in svariate occasioni all’assessore Riboldi, ma anche all’assessore Marrone per quanto riguarda il comparto socio-assistenziale, la gravità di questa situazione: a parole ci danno ragione, ma come è emerso oggi in Commissione nulla è stato fatto per superare questa vergogna. Non a caso, il nostro emendamento al Piano socio-sanitario che chiedeva semplicemente di applicare ai servizi affidati a terzi contratti rinnovati e analoghi a quelli applicati dal pubblico è stato respinto.
Permangono inoltre forti incertezze sul futuro del personale del 118 e dell’emergenza territoriale, tema più volte rinviato, così come sull’impostazione complessiva del progetto, che non prevede un vero rafforzamento del pubblico attraverso assunzioni dirette. In una fase cruciale per la riorganizzazione della sanità territoriale, il rischio è che le nuove strutture restino prive di personale o vengano affidate alle aziende partecipate, senza generare risparmi per la pubblica amministrazione e indebolendo il servizio sanitario pubblico.
Non accetteremo che la riorganizzazione della sanità passi attraverso l’abbassamento dei salari e dei diritti: difendere la sanità pubblica significa investire nel lavoro pubblico e nella qualità dei servizi”.
L’auto si ribalta in un canale a bordo della carreggiata ed esce di strada: morto il conducente. È accaduto nel pomeriggio di oggi in via Mappano, a Caselle Torinese, quando la vettura, una Fiat Panda diretta verso il centro, è sbandata fuori strada e si è capovolta sul ciglio destro.
Sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118 Azienda Zero, con l’elisoccorso, che hanno tentato invano di salvare l’uomo, ma purtroppo il conducente, un 55enne residente sul posto, ha perso la vita. Presenti anche i vigili del fuoco con le squadre dei distaccamenti di Caselle Torinese, Torino Stazione e del nucleo speleo-alpino-fluviale. I carabinieri della Compagnia di Venaria Reale hanno effettuato i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente. Per le operazioni di soccorso e rimozione, la polizia locale ha chiuso al traffico la strada provinciale 12.
VI.G
La Regione Piemonte introduce nuove opportunità di sostegno per imprese e lavoratori autonomi, stanziando 4,7 milioni di euro destinati a favorire l’autoimprenditorialità sul territorio.
L’iniziativa rappresenta uno strumento concreto di politica attiva del lavoro, pensato per supportare l’avvio di nuove attività professionali e imprenditoriali, promuovendo forme di occupazione stabile e duratura.
Elena Chiorino, vicepresidente e assessore regionale al Lavoro, puntualizza che «questo bando è una dichiarazione di fiducia nel Piemonte che crea e che costruisce. Mettiamo in campo 4,7 milioni per sostenere chi sceglie di non aspettare, ma di rimboccarsi le maniche e trasformare un’idea in lavoro e futuro. È una scelta politica precisa: crediamo nell’impresa come motore di crescita della nostra Nazione. Con finanziamenti a tasso zero, garanzie regionali e strumenti concreti accompagniamo l’autoimpiego e la creazione d’impresa come vere politiche attive del lavoro. L’attenzione rafforzata all’imprenditorialità femminile è un atto di giustizia e di visione: valorizzare il talento delle donne significa rafforzare l’economia e la coesione sociale del Piemonte. La Regione vuole liberar energie, per questo sceglie di stare a fianco di chi crea lavoro».
Le agevolazioni sono rivolte a lavoratori autonomi, imprese individuali, società di persone e società di capitali costituite da non oltre 24 mesi, con sede legale e operativa in Piemonte.
Un’attenzione particolare è riservata all’imprenditorialità femminile: per lavoratrici autonome, imprenditrici individuali e aziende a prevalente partecipazione femminile il termine per accedere alle agevolazioni viene esteso fino a 36 mesi dalla costituzione dell’attività.
Il bando sostiene progetti di autoimpiego e creazione d’impresa attraverso finanziamenti agevolati che coprono fino al 100% delle spese ammissibili. Il 70% dell’importo è finanziato con fondi regionali a tasso zero, mentre il restante 30% proviene da istituti bancari convenzionati con tassi di mercato calmierati.
È inoltre prevista, su richiesta, una garanzia regionale gratuita che copre fino all’80% della quota di finanziamento erogata dalla banca.
Le risorse sono destinate a sostenere gli investimenti necessari all’avvio e allo sviluppo delle attività, comprendendo sia spese materiali sia immateriali, come l’acquisto di macchinari e attrezzature, software, interventi di adeguamento dei locali e altre voci strettamente collegate al progetto imprenditoriale.
Le richieste di finanziamento devono essere inoltrate a Finpiemonte entro 24 mesi dalla costituzione dell’impresa oppure dall’apertura della partita Iva per i lavoratori autonomi. Le domande vengono presentate tramite procedura telematica a sportello e sono valutate secondo l’ordine cronologico di arrivo, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.
Ulteriori informazioni sono disponibili ai seguenti link:
https://bandi.regione.piemonte.it/contributifinanziamenti/presentazione-delle-domande-di-accesso-alle-agevolazioni-nuove-imprese
https://www.finpiemonte.it/agevolazioni/autoimpiego-creazione-impresa
A Moncalieri, lo spettacolo teatral-psicologico portato in scena dalla “Compagnia delle Frottole”, su testo e regia di Luca Nicolino
Giovedì 12 febbraio, ore 2045
Moncalieri (Torino)
In estrema sintesi. La storia è quella, fantasiosa e visionaria, di un imprenditore che, arrivato alla soglia dei 50 anni, si rende conto di aver dedicato tutta la sua vita esclusivamente al lavoro a scapito di affetti e relazioni. Desideroso, quindi, di sapere cosa pensino realmente di lui parenti e amici, decide di inscenare il suo funerale. Una morte fittizia – amplificata da una singolare campagna di finti “necrologi” in cui potreste realmente imbattervi gironzolando in questi giorni per le strade di Torino – che diventa il pretesto per osservare, da “una posizione privilegiata”, le reazioni di parenti e amici in attesa dell’eredità. Ciò che ne scaturisce è un ritratto amaro e grottesco di una famiglia che, tra avidità, segreti inconfessabili e speranze mal riposte, rivela la propria vera natura davanti a un testamento ancora da leggere. Un doloroso, nella sua lapalissiana verità, ritorno alla vita per il nostro povero imprenditore. Parte di qui (vietato spoilerare altro) “Rosso – Diario di una morte annunciata”, il nuovo spettacolo della torinese “Compagnia delle Frottole” (realtà nata nell’ambito dell’Associazione “I Buffoni di Corte APS”), in programma giovedì 12 febbraio, alle 20,45, alle “Fonderie Limone” di via Pastrengo 88, a Moncalieri. Testo e regia di Luca Nicolino, che sottolinea: “Lo spettacolo usa l’ironia per raccontare come si possa arrivare a una vera morte interiore anche restando in vita: l’ansia, la depressione e la paura possono condurre, come accade sempre più spesso anche tra i giovani, a una forma di morte quotidiana”. Lo spettacolo, intelligente ed arguto, trasforma così un tema quanto mai delicato “in un’occasione di riflessione collettiva e vitale”.
Realizzata con il patrocinio della “Città di Torino” e “Città di Moncalieri”, nonché in collaborazione con “CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà”, la pièce vede sul palco ben 23 attori, tra i quali 10 con disabilità cognitiva. Disabilità saggiamente trasformata in particolari, mai avulsi dal contesto scenico, codici espressivi, tali da non sviare il pubblico dal concentrarsi unicamente sulla potenzialità della recitazione e sulla coralità dell’insieme. “L’esperienza della Compagnia –ancora Nicolino – consente a ogni interprete di dare vita a un personaggio senza restare intrappolato nelle proprie caratteristiche personali, dimostrando come il talento e la professionalità teatrale non conoscano barriere. L’impegno sul palco diventa inoltre un’importante occasione di crescita e inclusione, poiché permette agli attori di confrontarsi direttamente con l’intera filiera produttiva del teatro, collaborando attivamente con chi cura costumi, scenografie e ogni dettaglio tecnico necessario alla magia dello spettacolo”. Un messaggio, in tal senso, di grande forza e piena condivisibilità, “perché – precisa Giovanni Ferrero, direttore della ‘CPD’ – dimostra che oltre la disabilità esiste molto altro: una professione, il talento e il desiderio. In questo caso, a teatro non va in scena la disabilità, ma la capacità di recitare e di coinvolgere il pubblico in uno spettacolo travolgente e di altissimo livello”.
Attenzione: allo spettacolo, si entra con una donazione a partire da 25 euro.
Il ricavato sarà destinato al progetto “La Corte”, futura sede dell’“Associazione” in via Rubino 82, uno spazio concepito per essere molto più di un centro laboratoriale. L’obiettivo è, infatti, quello di dare vita a una “comunità culturale inclusiva” dove giovani, anziani e persone con disabilità possano collaborare in percorsi formativi e lavorativi, rendendo il quartiere “Mirafiori Nord” un polo di innovazione sociale, pienamente autonomo. Assistere a “Rosso” significa dunque partecipare a un atto di solidarietà che, partendo dal racconto della morte, sceglie di investire con forza sul futuro e sulla vita.
Per info: Associazione “I Buffoni di Corte”, corso Sebastopoli 272/E, Torino; tel. 011/5823043 o www.ibuffonidicorte.it
G.m.
Nelle foto: immagini di scena
«Sono orgoglioso di appartenere a un partito moderato, liberale e garantista come Forza Italia. Credo fermamente che tutti debbano avere diritti, anche chi commette i reati più gravi, così come chi scende in piazza per manifestare. Tuttavia, a Torino abbiamo assistito a episodi in cui i diritti di tanti cittadini sono stati calpestati».
Lo dichiara il consigliere regionale di Forza Italia Davide Buzzi Langhi, intervenendo nel dibattito sugli ordini del giorno relativi agli scontri avvenuti durante manifestazioni in città.
«Durante alcuni cortei – prosegue – gruppi organizzati hanno agito in modo violento e premeditato, colpendo persone e distruggendo beni. Le immagini del poliziotto a terra, circondato e colpito da più persone, rappresentano un fatto gravissimo che non può essere sottovalutato».
Buzzi Langhi richiama la necessità di una risposta politica condivisa sul tema sicurezza: «In Italia manca ancora la certezza della pena. Chi commette reati contro le persone deve scontare pene certe e adeguate. Senza questo principio, il rischio è che gli stessi soggetti tornino a colpire».
Il consigliere regionale lancia quindi un appello alle forze politiche moderate: «Chiedo alle forze del centrosinistra moderato di lavorare insieme su sicurezza e legalità, evitando contrapposizioni ideologiche quando si parla di misure per tutelare cittadini e forze dell’ordine».
Un passaggio è dedicato anche al ruolo della magistratura: «Chi commette reati violenti rappresenta un pericolo per la collettività e deve essere valutata con attenzione anche la custodia cautelare nei casi più gravi, per evitare nuove vittime».
Tra le proposte indicate dal consigliere figurano rafforzamento delle sanzioni, misure accessorie come Daspo e obblighi di firma per i soggetti violenti, oltre a strumenti amministrativi più incisivi contro chi mette a rischio la sicurezza pubblica.
«Forza Italia – conclude Buzzi Langhi – è pronta al dialogo con tutte le forze politiche moderate che vogliono migliorare la sicurezza nelle città e durante le manifestazioni pubbliche, con l’obiettivo di tutelare cittadini, lavoratori e forze dell’ordine».
Nella tarda serata di ieri sono giunti a Torino tre bambini provenienti dalla Striscia di Gaza, accompagnati dai loro familiari e affetti da gravi patologie che necessitano di cure altamente specialistiche. I piccoli pazienti sono stati ricoverati all’ospedale pediatrico Regina Margherita, dove sono stati immediatamente avviati i primi percorsi terapeutici.
Tra loro ci sono due sorelle, Salma H., di 18 anni, e Zaina H., di 11 anni, arrivate insieme ai genitori e a quattro fratelli. Entrambe sono affette da anemia di Fanconi, rara malattia genetica che richiede trattamenti complessi. La più piccola, Zaina, dovrà sottoporsi a un trapianto di midollo osseo, mentre la sorella Salma, già sottoposta in passato allo stesso intervento, affronterà ora un nuovo ciclo di terapie. È stata accolta a Torino anche Salima A., di appena 22 mesi, affetta da sordità e destinata a intraprendere un percorso di cura che prevede l’impianto cocleare. Con lei sono arrivati i genitori, uno zio e tre fratelli.
«Il Piemonte continua a dimostrare la sua grande tradizione di solidarietà e generosità, accogliendo altre tre bambini provenienti da Gaza, con le loro famiglie che qui troveranno assistenza e ospitalità. A dicembre abbiamo intitolato il Regina Magherita ai “bambini del mondo” e oggi abbiamo, ancora una volta, la conferma di questa profonda vocazione solidale e internaizonale: il sistema sanitario regionale , infatti, interviene con la propria professionalità e competenza medica per curare bambini che provengono da ogni zona del mondo e in particolare da quelle più difficili. Il nostro ringraziamento va ad Azienda Zero per il coordinamento logistico dell’accoglienza e, soprattutto, a tutti i medici, infermieri ed operatori sanitari dell’ospedale pediatrico Regina Margherita che in questi frangenti dimostrano la loro grande umanità e che sapranno curare questi bambini affinché possano tornare presto a sorridere e a vivere in un contesto di serenità e pace» affermano il presidente della Regione Alberto Cirio e gli assessori alla Sanità Federico Riboldi e alla Cooperazione internazionale, Maurizio Marrone.
L’intera operazione, dal primo arrivo notturno all’aeroporto di Linate con un volo militare fino al trasferimento a Torino e alla presa in carico sanitaria, è stata coordinata da Azienda Zero attraverso la Centrale Operativa del 118, che ha gestito il trasporto sanitario e il lavoro delle équipe mediche e infermieristiche impegnate nell’accoglienza e nell’affidamento dei bambini al Dipartimento di patologia e cura del bambino dell’Ospedale Regina Margherita, diretto dalla professoressa Franca Fagioli.
«Abbiamo accolto e assistito fin da subito tre bambini con le rispettive famiglie nell’ambito della missione “Food for Gaza” che ha il significato di creare un ponte tra l’ospedale Infantile Regina Margherita e i bambini di Gaza tramite l’intermediazione delle forze diplomatiche e dei sanitari israeliani e palestinesi. Fin dai primi accertamenti l’ospedale si è attivato con le sue eccellenze multidisciplinari nelle migliori cure. Ringraziamo la rete di associazioni del terzo settore, grazie alle quali sarà possibile accogliere le loro famiglie. Ancora una volta il Piemonte e l’ospedale Regina Margherita si confermano modello di cooperazione internazionale e di solidarietà» dichiarno la prfessoressa Franca Fagioli (Direttore Dipartimento Patologia e Cura del Bambino Regina Margherita) eil dottor Franco Ripa (Commissario OIRM).
«L’emergenza sanitaria richiede sempre risposte fondate su responsabilità, organizzazione e tutela delle persone più fragili. Anche in contesti di forte impatto umanitario, il 118 conferma il proprio ruolo di presidio pubblico affidabile. Come Azienda Zero siamo orgogliosi del lavoro svolto ogni giorno dalle professioniste e dai professionisti dell’emergenza», dichiara il Direttore generale di Azienda Zero, Adriano Leli.
Con questi nuovi arrivi salgono a 18 i nuclei familiari provenienti dalla Striscia di Gaza accolti al Regina Margherita, ai quali si aggiungono i 39 nuclei familiari provenienti dall’Ucraina. Negli ultimi tre anni l’ospedale ha accolto complessivamente oltre 100 bambini con i loro familiari provenienti dall’estero: circa un terzo dall’Europa dell’Est, un terzo dall’Asia e dal Medio Oriente e un terzo dall’Africa e dal Sud America. Numeri che confermano la dimensione internazionale del Regina Margherita e il suo costante impegno nell’offrire cure specialistiche, accoglienza e sostegno umano a bambini e famiglie che affrontano situazioni di particolare fragilità.
Sabato 14 febbraio prossimo, alle ore 18.30, in occasione della XVI edizione del Laboratorio Permanente di Resistenza della Fondazione Mirafiore di Serralunga d’Alba, sarà protagonista Agnese Pini in un incontro dal titolo “L’etica del domandare”, dedicato al valore della verità e alla responsabilità di chi racconta il mondo. Direttrice di quotidiani come La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno, Agnese Pini è una delle grandi voci del giornalismo italiano, capace di coniugare rigore professionale, profondità di sguardo e attenzione alle persone. A partire dal suo libro intitolato “La verità è un fuoco” (Chiarelettere), l’incontro si concentra su una tematica contemporanea, quella riguardante il significato del cercare la verità in un’epoca segnata dalla sovrabbondanza delle informazioni, dalla velocità dei social e dalla crescente difficoltà di distinguere fatti, opinioni e narrazioni interessate. Nel suo racconto, Pini intreccia l’esperienza professionale a quella personale, riflettendo sulle sfide quotidiane del mestiere giornalistico: la pressione delle agende politiche ed economiche, la responsabilità nei confronti dei lettori, il rapporto tra informazione e potere, ma anche la necessità di mantenere uno sguardo umano, empatico e libero. L’etica del domandare diventa così non solo una pratica professionale, ma un esercizio civile che riguarda tutti: porre le domande esistenti significa aprire spazi di dialogo, difendere la complessità del reale e opporsi alle semplificazioni, perché, come suggerisce l’autrice, la verità non è mai un possesso definitivo, ma un fuoco da alimentare con coraggio, responsabilità e passione.
Domenica 15 febbraio, alle ore 16.30, la Fondazione Mirafiore aprirà le porte a bambini e famiglie con il terzo appuntamento della rassegna teatrale dedicata ai più piccoli, “Creature immaginarie e altre visioni-omaggio a Tim Burton”, uno spettacolo di Daniela Febino e del collettivo Scirò, che celebra il potere dell’immaginazione e della diversità. Che cosa accade quando il teatro incontra il mondo poetico, gotico e un po’ strampalato di Tim Burton ? Nasce un viaggio popolato da personaggi eccentrici, atmosfere surreali e mondi sospesi, in cui il fantastico diventa una lente per guardare la realtà da una nuova prospettiva. I bambini vengono accompagnati in un universo dove ciò che appare “strano” rivela spesso una sensibilità profonda, un talento inatteso, una luce speciale. Sul palco sono Marta Salomone e Rosita Pepe a dare vita a figure buffe, poetiche e sorprendenti, mentre la voce narrante di Daniela Febino guida il pubblico attraverso visioni in grado di incantare e far riflettere. Le scene sono curate dall’Atelier di Beppe Pepe, e ricreano l’atmosfera sognante e gotica tipica dei film di Burton, tra giochi di ombre, forme insolite e dettagli evocativi che diventano parte essenziale dell’esperienza teatrale.
Mara Martellotta