ilTorinese

Rapina il tassista sotto casa, fermato dai carabinieri

E’ accaduto la notte dello scorso 5 novembre, intorno alle 2.30, in una strada non molto

distante dal centro di Cirié . Un venticinquenne del posto, già conosciuto ai militari della

Tenenza, aveva chiamato un taxi che da Torino lo riportasse a casa.

Una volta però arrivato nei pressi del suo domicilio, ha obbligato il tassista ad accostare e a farlo

scendere, ingaggiando una colluttazione e minacciandolo con un oggetto appuntito – poi scoperto

dai carabinieri essere probabilmente una penna smontata – facendosi consegnare 200 euro in

contanti. La chiamata al 112 ha fatto scattare l’immediato intervento di una pattuglia dei carabinieri,

che nel giro di poco meno di mezz’ora è riuscita a rintracciare l’uomo. Addosso, perquisendolo, i

militari gli hanno trovato quello che probabilmente è stato l’oggetto utilizzato per minacciare il

tassista: una penna in metallo spesso che smontata sembrava in un primo momento essere un

cacciavite.

Tutte le fasi della rapina sono state riprese da una telecamera di videosorveglianza di zona, le quali,

insieme alla preziosa testimonianza della vittima, hanno consentito di individuare l’autore del fatto

e a sottoporlo a fermo. In sede di convalida della misura precautelare, il Giudice per le Indagini

Preliminari , come richiesto dal Pubblico Ministero della Procura di Ivrea, ha applicato la misura

della custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti i gravi indizi emersi a carico del

venticinquenne, attualmente ristretto presso il carcere di Ivrea (TO).

Donna investita da auto in via San Donato

Questa mattina a Torino  in via San Donato una donna è stata investita da un’auto. La signora, che è stata portata in ospedale con l’ambulanza, pare abbia attraversato la strada fuori dal passaggio pedonale. Sul posto sono intervenuti il 118 e la polizia municipale che verificherà la dinamica dell’incidente.

Foto FMB

Italia-Norvegia 1-4: Azzurri travolti e costretti ai playoff

Qualificazioni Mondiali 2026 – Ultima giornata

 

L’Italia chiude con una pesante battuta d’arresto il proprio percorso nel gruppo I delle qualificazioni ai Mondiali 2026. A San Siro gli Azzurri vengono sconfitti 4-1 da una Norvegia brillante e spietata, capace di ribaltare l’iniziale vantaggio italiano con una prestazione di grande intensità.
Dopo una buona partenza, la squadra di Rino Gattuso si è sciolta alla distanza, subendo prima il pareggio di Nusa, poi la doppietta di Haaland, che ha approfittato di due disattenzioni difensive. Nel finale è arrivato anche il 4-1 di Strand Larsen, che ha chiuso definitivamente i conti e regalato ai norvegesi la qualificazione diretta al Mondiale.
L’Italia termina così il girone al secondo posto e sarà costretta a giocarsi l’accesso alla fase finale tramite i playoff, un percorso tutt’altro che semplice. Gattuso dovrà lavorare molto sulla solidità della squadra e sull’aspetto mentale dopo un ko che ha lasciato amarezza tra tifosi e giocatori.
Gli Azzurri avranno ora il compito di reagire e ritrovare compattezza: il biglietto per il Mondiale è ancora alla portata, ma non saranno ammesse altre cadute.

Enzo Grassano

Investe tre persone dopo lite e scappa: ferite

Un’auto ha investito tre persone davanti a una pizzeria dí Alessandria e il conducente è fuggito. L’episodio pare abbia  avuto inizio nel locale con una discussione tra alcuni clienti, il personale e i proprietari. Una persona è stata trasportata in ospedale in codice rosso, un’altra in giallo, la terza in verde e anche altre due sarebbero in codice verde.

“Trasporto pubblico, situazione peggiorata”

Una lettrice ci scrive

Caro direttore,
è passato un altro anno e la situazione del TPL è ancora peggiorata. Spesso anche nelle ore di punta su 15, 61, 68  non si può salire tanto sono pieni o non passano proprio obbligandomi ad andare a piedi, perdendo ovviamente tantissimo tempo, fino alla fermata della metro più vicina (4,5 km)…..Ma sono ancora fortunata perchè quando le mie patologie me lo permettono posso camminare ma chi non può farlo come fa? Continuo a perdere 3 ore al giorno per percorrere 20 km tra andata e ritorno obbligata a stare sempre in piedi con gravi danni alla salute…..
Gradirei risposte sensate (e non tipo prenda il bus 6 che non mi serve a niente), soprattutto dai dirigenti GTT profumatamente pagati per gestire un servizio penoso.
Giulia

Legge di Bilancio, raccolta firme Fondo Sicurezza e Difesa

Lunedì 17 novembre davanti alla Questura di Torino

ll Siap Torino ha avviato una raccolta firme per sostenere l’istituzione di un Fondo
Nazionale dedicato alla specificità del personale dei comparti Sicurezza e Difesa, da
inserire nella prossima Legge di Bilancio 2025.
L’iniziativa si inserisce nella mobilitazione nazionale promossa dal Siap insieme all’
Anfpin appoggio alla proposta, per il riconoscimento economico e previdenziale del
personale dei comparti Sicurezza e Difesa, presentata ai gruppi parlamentari, al Ministro
dell’Interno, al Sottosegretario Molteni e al Capo della Polizia.
Saremo domani mattina 17 novembre davanti alla Questura per raccogliere le firme tra
colleghi e cittadini e ribadire che la Sicurezza non è un costo, ma un investimento per il
futuro dell’Italia.
La nostra proposta non mira ad introdurre privilegi , ma a sancire un atto di
responsabilità dello Stato verso donne e uomini in divisa che, ogni giorno, garantiscono
sicurezza a costo della propria vita
Si tratta di una battaglia di dignità e responsabilità collettiva e chiediamo il supporto di
tutti.
La raccolta firme è attiva anche on line sulla piattaforma change.org e può essere
raggiunta ugualmente attraverso i nostri canali social

Il Segretario Generale Provinciale Siap Pietro Di Lorenzo

Il referendum sulla Magistratura

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

.
Pier Franco Quaglieni
Ho letto con attenzione la Legge Nordio che genererà un referendum confermativo  sulla separazione delle carriere dei magistrati. Non sono entusiasta della legge che non completa affatto la riforma Vassalli che aveva ben altro spessore. E’ una legge minore ,non confrontabile con la legge Cantabria ottenuta a prezzo di duri compromessi. Nella legge Nordio manca soprattutto la responsabilità civile dei giudici che è il vero spartiacque tra una legge giusta e una corporativa. Come presidente del Centro Pannunzio eserciterò il mio ruolo di garante,  favorendo civili e pacati confronti tra sostenitori del sì e del no. E quindi garantirò un Centro bipartisan, non luogo privilegiato per nessuno. Questo è lo stile Pannunzio. L’unica volta che ci impegnammo fu nel 1974 contro il referendum abrogativo del divorzio. Se vedo oggi come è ridotto il matrimonio e come il divorzio italiano è diventato,  simile a quello  fulmineo e poco serio degli USA, come non si sarebbe mai immaginato, credo che  sarei stato più cauto nel 1974.
Volevo  limitarmi a  seguire il dibattito, anche se ero  deciso a votare sì per distinguermi da chi voterà  no e  e che suscita in me un dissenso e un’antipatia anche  umana quasi intollerabile .A decidermi ad impegnarmi è stato il prof. Zagrebelski con il suo settarismo fino ad ora mai raggiunto che in pulloverino  kashmir ha lanciato parole d’ordine che porteranno tanti a votare sì. L’eterogenesi dei fini che riesce benissimo al vecchio professore torinese. Io ho rapporti di stima e quasi di amicizia  con tanti magistrati  esemplari che apprezzo. Non sono quelli che vanno in Tv e dominano sui giornali come fossero delle dive . E questi magistrati che lavorano in silenzio ritengo che vadano rispettati e considerati. Sono vittime dei giudici politicizzati.  Ho forti riserve invece  su una certa magistratura che ha avuto il suo simbolo deteriore in quello che Cossiga considerava più una marca di tonno che un cognome umano. Debbo aggiungere che anche il sì di Di Pietro  mi dà fastidio. Provoca  in me  un forte dissenso   il comitato messo su dalla Fondazione romana “Einaudi“ che è una replica  di quella che fu presieduta da Malagodi e da Badini Confalonieri. Il  suo Comitato appare abbastanza raffazzonato. Fa quasi pensare ad una piccola armata Brancaleone, almeno nel momento della sua  costituzione. Detta Fondazione non va confusa con quella di Torino voluta dalla famiglia di Luigi Einaudi che non scenderebbe mai in contese politiche di parte. A quel comitato non avrei mai potuto aderire. Ho invece volentieri accolto l’invito ad entrare nel Comitato per il sì Pannella, Sciascia, Tortora, tre nomi che da sempre suscitano in me stima e ammirazione.
Tutti e tre sono stati seriamente impegnati per una giustizia giusta e Tortora fu vittima di quella ingiusta. Per Tortora mi sono battuto per la sua innocenza e a fianco di Francesca Scopelliti perché ne fosse tramandato il ricordo non come sterile rievocazione , ma come impegno a cambiare le cose in Italia. Non credo che il sì al referendum possa cambiare molto, un diluvio di sì può però costringere i supponenti sostenitori del no per ragioni corporative  a più miti e ragionevoli consigli. Ci vorrebbe Forattini per predisporre un’altra bottiglia di champagne come nel 1974. Il tappo potrebbe avere un volto torinese o siciliano o anche di altre regioni meridionali. Non farò molto perché l’attivismo non è la mia passione in quanto prediligo pensare e scrivere liberamente. Ma darò una mano insieme ad un giovane amico, Mario Barbaro, che stimo molto. Anche lui è uomo che ama gli studi senza i quali la politica è mero attivismo.

“Studio per le Serve”, l’inizio della lunga strada dei Marcido

Da martedì 18, nel teatro Marcidofilm

Era il giugno del 1985, quarant’anni fa, tondi tondi. Tutt’altra aria a Torino, forse non teatrale, dico la stagione appena conclusa, in mezzo ai vecchi e consolidati – la vecchia triade – Pirandello Shakespeare Goldoni gli Stabili e le compagnie di giro si buttano a tentare sorprese e innovazioni, Testori propone “I Promessi Sposi alla prova” e Otomar Krejca guarda con occhi nuovi a Cecov, Brusati (quando ancora si scrivevano testi) mette in scena la sua “Donna sul letto” per Edmonda Aldini – oggi molti si chiederanno, come don Abbondio, “ma costoro, chi erano?” -, arriva Peter Handke con “Attraverso i villaggi” e il russo Yurij Ljubimov guarda al Dostoevskij di “Delitto e castigo”, sopraggiunge un altro sberleffo di Paolo Poli, “Magnificat”. Ma tutto rimaneva più o meno chiuso in certe regole ben precise e delimitate. Per restare da quelle parti manzoniane: il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare. Invece il coraggio arrivò, proprio in quello stesso giugno, in una mansarda di via Berthollet, tra quelle vie in cui oggi non ci piace più tanto passare, lassù, “per le antiche scale” avrebbe detto Mario Tobino, lassù dove i neonati Marcido Marcodorjs – una sorta di declinazione? – e Famosa Mimosa – una pianta rarissima? – mettevano in scena “Studio per le Serve, una danza di guerra” di Jean Genet poeta maledetto. E l’atto rivoluzionario era compiuto: “una performance che produsse un’eco non secondaria nel panorama della ricerca teatrale italiana – scrive oggi il Marco Isidori, anima del gruppo, ricordando quel tempo -, suscitando adesioni appassionate ed altrettanto appassionati dissensi.

Adesioni, come quella di Giuseppe Bartolucci che tre anni dopo avrebbe sottolineato “Bisogna rifarsi ai tempi gloriosi della soffitta di via Berthollet, per respirare, per cogliere il mito dei Marcido; quando salirne le scale era già un’iniziazione d’animo, un batter fitto del cuore, uno scoprire ed accogliere visi ed azioni di antica familiarità e di grande semplicità. E poi quell’improvviso squillo di battaglia, quel rovente duello con la lingua di Genet, in uno spazio ovattato e riflesso da tanto colore rosso da sembrare un palcoscenico pronto ad ospitare un assalto mortale”. Era nato qualcosa di nuovo, di inaspettato, un “rito svolto con pura passione, però esattissimo, esaltato fino al parossismo, però rigorosamente descritto”.

Quarant’anni, anniversario d’un evento e di una compagnia, e ritorna il successo delle “Serve”, oggi, primo esempio di un rigore costantemente inseguito, di un linguaggio “facilmente riconoscibile”, di una recitazione lucida e grottesca, dell’importanza e della ricerca continua del suono e della parola, portata suggerita urlata decifrata anatomizzata, di invenzioni scenografiche che, fattrice Daniela Dal Cin, hanno costruito la storia di testi e di palcoscenici: tutto questo mentre viene anche pubblicato per i caratteri della casa editrice Editoria&Spettacolo, con la prefazione di Raimondo Guarino, e presentato, “I Teatri della Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa II”, storia di una lunga avventura scenica. Ritorna il successo di Maria Luisa Abate, come Solange – affiancata da Paolo Oricco che è Claire -, espressione alta dell’odio verso la propria padrona, capaci entrambe di inscenarne ogni sera l’assassinio. Ritorna il testo di Genet (ispirato a un fatto di cronaca nera) che qui vede “la signora” sparire dalla scena per vivervi unicamente nei gesti, nelle parole e nelle viscerali imitazioni di Solange, innalzandosi con bella intuizione di Isidori al tema del doppio, una piena osmosi tra le due sorelle, la costruzione di un alter ego, nel lontano ricordo personale una Solange agghindata a Madonna e una corona fatta di mollette da bucato che le circonda la testa, un’unica lampadina a illuminarle il viso. Su tutto la voce, le voci, che si sprigionano acute e piane, feroci e melense, poetiche e acri. “Nella strenua condensazione dei suoi segnali, uno spettacolo dalla forza drammatica molto inusuale, sia per l’inflessibile determinazione coreografico/vocale che ne reggevo lo scheletro, sia per la prestazione superlativa e veramente fuori misura di Maria Luisa Abate”, riassume oggi l’Isi voltandosi a guardare ancora una volta alla sua creazione. Da martedì 18 novembre alle 20,45 (durata 45’, repliche sino a domenica 23, alle ore 16), spettacolo d’apertura della stagione 25/26, nel teatro Marcidofilm di corso Brescia 4.

Elio Rabbione

Nelle immagini, le “origini” delle “Serve”, con Maria Luisa Abate e Lauretta Dal Cin (credits Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa)

Sono 15 le aziende del Premio Odisseo 2025

Presidente Bartolomeo Vassallo

Grande successo di pubblico per le quindici aziende premiate a pari merito  martedì 11 novembre scorso al Centro Congressi dell’Unione Industriale di Torino, nell’ambito della Cerimonia del Premio Odisseo 2025 promosso dal CDVM , Club Dirigenti Vendite e Marketing, con il patrocinio di Regione Piemonte, Regione Liguria, Regione Valle d’Aosta, Città di Torino e Città di Moncalieri. Il CDVM è titolare del Premio Odisseo dal lontano 2005 e da vent’anni lo promuove motivando le aziende a porsi quali esempi di eccellenza e innovazione, nell’ambito delle proprie specifiche competenze.
Durante la premiazione l’attuale presidente Bartolomeo Vassallo  ha consegnato ad ogni azienda vincitrice il Certificato di Eccellenza e, alle prime sette, anche un’opera di un’artista dedicata al Premio Odisseo 2025.

Gli artisti che hanno donato  le loro opere per la premiazione delle prime sette aziende sono Laura Ambrosi, Laura Berruto, Tiziana Casarsa, Lorenzo Merlo, Luciana Penna, Stefania Ricci e Susanna Viale.
Sono state premiate con il certificato di eccellenza  e il premio Odisseo 2025 le seguenti aziende: AorticLab di Collaretto Giacosa, in provincia di Torino,  Col Group Spa di Trofarello nel Torinese, Silvateam di San Michele di Mondovì nel Cuneese, Environment Park di Torino, Hysytech di Orbassano , nel Torinese, Miroglio & C SpA di Torino e Podium Advanced  Technologies di Pont Saint Martin, in provincia di Aosta.
Altre aziende hanno ricevuto il Certificato di Eccellenza, tra cui Emmegi Srl di Torino, Falpi Srl di Valdilana nel Biellese, La Perla di Torino  srl con sede a Torino, LCA Ballauri di Grugliasco, sempre nel Torinese, Nord Ovest SpA di Cuneo, Samsic Italia Spa di Rivoli nel Torinese, Sea Marconi Technologies di Collegno  e Spesso Glaskets Srl di Torino.
Il Premio Odisseo conferma la sua missione nella promozione del dialogo tra imprese e creatività,  riconoscendo il contributo delle realtà del Nord Ovest dell’Italia che fanno  dell’innovazione un valore culturale oltre che produttivo.

Mara Martellotta