ilTorinese

Serie A, Settima Giornata – Torino-Napoli 1-0: Simeone punisce il suo passato, Toro da applausi

Contro ogni pronostico, il Torino firma l’impresa della settima giornata di Serie A superando per 1-0 i Campioni d’Italia del Napoli. A decidere la sfida è stato un gol dell’ex Giovanni Simeone, in quella che si può definire la più classica delle leggi non scritte del calcio.
In un Olimpico Grande Torino infuocato, la squadra di Marco Baroni ha dimostrato carattere, organizzazione e, soprattutto, una personalità che in pochi le riconoscevano fino a qualche settimana fa. Dopo l’ottima prestazione, seppur senza punti, contro l’Inter, il Toro ha confermato la crescita sul piano del gioco e dell’intensità, mandando un segnale forte al campionato.
Il gol-vittoria è arrivato al termine di un primo tempo ben giocato dai granata, capaci di tenere testa al palleggio partenopeo e di colpire al momento giusto. Nella ripresa, come prevedibile, il Napoli ha alzato il ritmo e schiacciato il Torino nella propria metà campo, ma i ragazzi di Baroni non si sono disuniti. Con ordine, sacrificio e qualche intervento decisivo del reparto difensivo, hanno resistito all’assalto azzurro fino al triplice fischio.
Una vittoria pesante, per la classifica e per il morale. Perché se è vero che sulla carta i valori restano distanti, il campo ha raccontato una storia diversa: quella di un Torino che, con coraggio e determinazione, ha dimostrato di poter mettere in difficoltà anche le grandi del campionato.

Enzo Grassano

“Dove c’è parità c’è futuro”. Ritorna a Torino “Women and the City”

Ospite d’eccezione il “Premio Nobel” Shirin Ebadi e in programma anche un “murale” per Giulia Cecchettin

Dal 22 al 26 ottobre e 5/13/23 novembre

Magistrato e pacifista iraniana, nata ad Hamadan il 21 giugno 1947, è stata la prima donna musulmana a ricevere, il 10 dicembre 2003, il “Premio Nobel per la Pace”“per i suoi sforzi significativi e pionieristici per la democrazia e i diritti umani, in particolare per i diritti delle donne, dei bambini e dei rifugiati”. Costretta a lasciare il proprio incarico dopo la rivoluzione degli “ayatollah”, dal 2009 vive in esilio a Londra. Suo il romanzo autobiografico “Finché non saremo liberi” edito in Italia da “Bompiani” nel 2016, sarà Shirin Ebadi l’ospite di punta,  nella serata conclusiva degli eventi di ottobre (domenica 26) al “Politecnico” di Torino, della III edizione di “Women and the City”, il Festival dedicato alla “parità di genere”, promosso e ideato dall’Associazione “Torino Città per le Donne – TOxD” (presidente Antonella Parigi) e che quest’anno raddoppia l’appuntamento, diventando “diffuso” e preparandosi per un’edizione speciale ospitata a Bari nel 2026.

Non solo. Dopo il successo delle prime due edizioni, “Women and the City” torna, con il titolo “Dove c’è parità c’è futuro”, anche in una nuova veste: 8 giorni di Festival (5 a ottobre,  cui si aggiungono 3 giornate a novembre) e un ricchissimo “Programma Off”, per un totale di 300 ospiti, italiani e internazionali, e oltre 100 eventisparsi tra Torino e con tappe in 7 Comuni del territorio: a Collegno, Druento, Nichelino, Torre Pellice e Val Della Torre dove gli eventi sono organizzati in collaborazione e con il sostegno degli “Enti Comunali”; a Settimo in partnership con il “Festival dell’Innovazione e della Scienza” e a Pianezza con l’Associazione “Insieme”.

Obiettivo immutato, ricordano Antonella Parigi (ex assessora regionale alla “Cultura e al Turismo”, nonché fondatrice del “Circolo dei Lettori” e cofondatrice della “Scuola Holden”) insieme ad Elisa Forte, direttrice del Festival: “L’obiettivo resta quello che ci guida fin dalla nascita di ‘TOxD’ nel 2020 e che ad oggi conta 250 iscritte e iscritti: costruire connessioni, accogliere istituzioni, persone e realtà impegnate sul tema della parità di genere e farne un motore di cambiamento culturale per il Paese. ‘Women and the City’ vuole essere uno spazio condiviso, in cui ci si possa riconoscere e dialogare attorno al valore e alla necessità dell’equità”.

Oltre 300, si è detto, le e gli ospiti partecipanti all’evento, realizzato anche grazie al contributo particolare della “Fondazione Compagnia San Paolo” a fianco di Enti e Istituzioni del territorio; ospiti in arrivo dal mondo della Cultura, della Giustizia, dell’Impresa e della Ricerca, dall’Italia e dall’estero. Fra i nomi più rilevanti, oltre a Shirin Ebadi (di cui già abbiamo detto), quelli di Emma Holten (scrittrice, attivista e consulente di politiche di genere), del magistrato Pietro Grasso (già Presidente del Senato) e della regista e attrice romana Yvonne Sciò, nonché della “Squadra Femminile di Calcio Iran di Torino”, con l’allenatore Kasra Chalabi e la capitana Atieh Mazi. Al centro di ogni incontro, i temi più vari legati al “sociale”, alla “democrazia”, allo “spazio pubblico”, al “protagonismo femminile” e all’“educazione scolastica e famigliare”, fondamentale per il contrasto ad ogni forma di violenza. Principali location, sotto la Mole, resteranno i “luoghi storici”della città, dal “Circolo dei Lettori” al “Campus Luigi Einaudi”, dal “Politecnico” a “Piazza Castello”. Ad anticipare i giorni canonici del Festival, un altro importante evento.

Dopo la sentita partecipazione di Gino Cecchettin all’edizione 2024, la manifestazione dedicherà, infatti, alla memoria di Giulia un particolare ricordo.

Realizzato con il contributo dell’Assessorato all’“Istruzione” del Comune di Torino, lunedì  20 ottobresarà infatti inaugurato il murale “Questo non è amore”alla presenza del sindaco Stefano Lorusso, dell’assessora Carlotta Salerno della signora Donatella Barale che ha messo a disposizione la parete che accoglierà l’opera realizzata da studentesse e studenti del “Primo Liceo Artistico” e dall’Associazione “Avvalorando”A Giulia Cecchettin e a tutte le vittime di femminicidio sarà dedicato un “video racconto” e un “flash mob collettivo”: un gesto corale di memoria e ribellione per rompere il silenzio che avvolge la violenza di genere e che accompagnerà la petizione “Conoscere per rispettare. L’educazione che manca”, presentata da Anna Mastromarino, docente di “Diritto Pubblico Comparato” all’“Università di Torino”. Con un bugiardino”proprio come quello farmaceutico, si denunceranno gli effetti collaterali dell’“amore malato”un “foglietto illustrativo” già in distribuzione in 700 farmacie di Torino e provinciagrazie alla proficua collaborazione con l’“Ordine dei Farmacisti della provincia di Torino” di “Federfarma Torino”per un’iniziativa contro la violenza e contro i gesti che non sembrano ferite, ma lo sono”.

Il bugiardino è scaricabile anche su: www.womenandthecity.it/il-bugiardino

Tutti gli eventi sono ad accesso libero. Per info e programma dettagliatowww.womenandthecity.it

g.m.

Nelle foto: immagine guida “Women and the City”; Shirin Ebadi e Antonella Parigi

‘Una città a misura di tutte le ruote’, a Torino c’è il Bike Pride

 

Torna domenica l’appuntamento con il Bike Pride, giunto alla quattordicesima edizione. Sotto il tema “Velomobilità. Una città per tutte le ruote”, la manifestazione promossa da FIAB invaderà pacificamente la zona sud di Torino rilanciando la richiesta di spazi urbani sempre più equi e accessibili.

La giornata prenderà il via fin dalla tarda mattinata al Parco Colonnetti, dove i partecipanti troveranno stand informativi, laboratori per grandi e piccoli, una ciclofficina e punti ristoro. Il via della pedalata collettiva è fissato per le ore 14. Il percorso, lungo circa 14 km, collegherà i quartieri di Mirafiori Sud, Lingotto, Nizza Millefonti, Santa Rita e Crocetta.

Spiega Ammj Traore, Presidente di Fiab Torino Bike Pride “Il tema riflette una richiesta chiara: ripensare la progettazione urbana per garantire accessibilità a tutte le tipologie di mezzi a pedali – dalle bici tradizionali a quelle a pedalata assistita, dalle cargo bike ai tricicli e alle handbike. Riconosciamo le infrastrutture realizzate negli anni, ma pensiamo si possa fare un passo ulteriore verso l’eterogeneità dell’utenza. Il Bike Pride è una festa collettiva per vivere la città con lentezza e in armonia, ma anche un momento per pensare a che spazi vogliamo.”

L’evento si svolge in un contesto di forte crescita della mobilità ciclabile a Torino: negli ultimi sei anni (dal 2019) sono stati registrati oltre 21,8 milioni di passaggi sui contatori cittadini e la rete ciclabile complessiva ha raggiunto i 295 km, con un ulteriore ampliamento di 15 km previsto entro il 2026.

“Dal 2022 abbiano realizzato 61,2 chilometri di infrastrutture ciclabili, di cui 54 chilometri di piste ciclabili e il resto di corsie ciclabili. e grazie a un investimento di 32 milioni di euro della Fondazione CRT, nell’ambito del progetto ‘Torino Cambia – Spazi che uniscono’, potremo destinare un ulteriore milione e mezzo di euro al rifacimento della segnaletica, partendo dalle strade con il manto migliore, per rendere le corsie ciclabili più sicure e facilmente riconoscibili. – sottolinea l’assessora – La vivibilità delle nostre strade – aggiunge – dipende però anche dal rispetto reciproco. Troppo spesso le corsie del trasporto pubblico o quelle ciclabili sono ostruite da auto o mezzi che non dovrebbero trovarsi lì. Per questo è fondamentale un cambiamento culturale basato sulla consapevolezza e sul rispetto degli spazi comuni. Eventi come il Bike Pride svolgono un ruolo chiave nel coinvolgere i cittadini e nel promuovere questa consapevolezza condivisa.”

Novità di questa edizione è il lancio di una mappatura partecipata dei punti critici della rete ciclabile cittadina. Sviluppata da FIAB in collaborazione con associazioni e cittadini, l’iniziativa mira a raccogliere dati precisi per migliorare sicurezza, manutenzione e segnaletica della rete esistente.

Il Bike Pride si inserisce inoltre nel più ampio progetto “Cicli naturali: urban biodiversity by bike”, sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, che integra salute, sostenibilità ambientale e benessere urbano.

La partecipazione alla pedalata è libera e gratuita, aperta a tutti.

Per maggiori informazioni e dettagli sul percorso e sul programma: www.bikepride.net

TORINO CLICK

Torna “Fabbriche aperte”, alla scoperta del cuore industriale del Piemonte

Le prenotazioni dal 14 ottobre. 150 le aziende che hanno aderito

Fabbriche Aperte Piemonte – Dentro il cuore del Piemonte industriale, per scoprire il valore di chi crea valore”, ritorna con la sua sesta edizione per consentire al grande pubblico di visitare i luoghi della produzione industriale, aperti straordinariamente per l’occasione, ed affermare l’immagine di un territorio luogo della manifattura intelligente, dell’innovazione e del saper fare.

Tra il 23, 24 e 25 ottobre i cittadini interessati potranno visitare le 150 aziende che hanno aderito, rappresentative delle principali filiere produttive che compongono l’economia piemontese: dall’aerospazio all’automotive, dal tessile all’agrolimentare, dalla meccatronica alla chimica e farmaceutica, dal tessile ai servizi avanzati. La ripartizione per provincia è la seguente: Alessandria 12, Asti 8, Biella 14, Cuneo 20, Novara 9, Torino 78, VCO 4, Vercelli 5.

Per le prenotazioni, possibili dal 14 al 22 ottobre, occorre utilizzare il sito www.fabbricheapertepiemonte.it, dove è possibile consultare l’elenco, che comprende una breve descrizione delle attività e le informazioni di tipo logistico per poter effettuare la visita. I posti disponibili sono 16.100.

«Con questa nuova edizione – sottolinea il presidente della Regione Alberto Cirio – vogliamo dimostrare la grande opportunità che i fondi europei hanno rappresentato negli ultimi anni e continueranno a rappresentare per il nostro sistema produttivo, oltre ad accrescere la consapevolezza delle capacità manifatturiere di cui disponiamo. Viene ulteriormente amplificato

il concetto della fabbrica come luogo di produzione di valore, elemento strategico e identitario della tradizione industriale del Piemonte nel passato, nel presente e nel futuro».

«L’apertura straordinaria delle aziende aderenti intende accendere i riflettori sulla manifattura di eccellenza e sull’innovazione tecnologica mediante la dinamica esperienziale delle visite agli stabilimenti – evidenziano gli assessori alle Attività produttive Andrea Tronzano e alla Ricerca e Innovazione Matteo Marnati – In questo modo il pubblico può rendersi conto direttamente del ricco patrimonio industriale del Piemonte, che vanta eccellenze a livello internazionale, ed avere l’opportunità di conoscere alcuni dei Poli creati per favorire la diffusione dell’innovazione e lo scambio di competenze tra Atenei, centri di ricerca e imprese».

Fabbriche Aperte Piemonte, co-finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale, è anche l’occasione per rendere evidenti ai cittadini i diversi modi di utilizzare al meglio le risorse europee. Infatti, oltre il 40% delle imprese partecipanti ha beneficiato delle misure Fesr per l’efficientamento energetico, per l’innovazione dei processi produttivi, per la riqualificazione degli edifici o dei macchinari, per l’accesso al credito o il supporto agli investimenti in ricerca e sviluppo, con un investimento di oltre 73 milioni di euro, che rappresenta un impegno significativo del sistema pubblico-privato verso lo sviluppo sostenibile del comparto industriale.

Siamo tutte cortigiane

Di Patrizia Corgnati

“Meloni cortigiana di Trump”. Che si tratti dell’ultima delle bettole o di uno studio televisivo in prima serata, se il tuo avversario è una donna l’epiteto è sempre quello, nelle sue varie sfumature lessicali. Voce dal sen fuggita? Non è un’attenuante bensì un aggravante:quando mai un Presidente del Consiglio maschio è stato definito o contestato con argomenti simili? Mai. Perchè, evidentemente, fai manifestazioni, insegui il politically correct, sei woke, condanni il patriarcato e poi finisce sempre in …

Leggi l’articolo su lineaitaliapiemonte.it:

https://www.lineaitaliapiemonte.it/2025/10/16/leggi-notizia/argomenti/editoriali/articolo/siamo-tutte-cortigiane.html

Appendino si dimette da vicepresidente del M5S: “Serve una riflessione sul futuro del Movimento”

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Roma, 18 ottobre 2025 – La deputata Chiara Appendino, ex sindaca di Torino, ha lasciato la vicepresidenza del Movimento 5 Stelle, annunciando la decisione durante il Consiglio nazionale riunito in videoconferenza.

La parlamentare ha spiegato che il suo gesto nasce dall’esigenza di “rimettersi in discussione” e rilanciare un dibattito interno, invitando il M5S a recuperare autonomia e identità politica (sottinteso: dal Pd).

Le dimissioni arrivano a pochi giorni dal voto online che dovrebbe confermare Giuseppe Conte alla guida del Movimento, e vengono lette come un segnale di tensione verso la linea attuale.

Muore sul lavoro a 41 anni nel cantiere di Torino Esposizioni

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Tragedia sul lavoro questa mattina nel cantiere di Torino Esposizioni, in corso Massimo d’Azeglio, dove un operaio di 41 anni di origine egiziana è morto. Secondo le prime informazioni è andato in arresto cardiaco a seguito di un incidente. Nonostante i sanitari abbiano  effettuato le manovre di rianimazione non è stato possibile salvarlo.

Il cordoglio del sindaco Stefano Lo Russo: “La Città di Torino, partecipe nel dolore, si stringe intorno al cordoglio della famiglia di Andy Mwachoko, il lavoratore che ha perso la vita questa mattina nel cantiere di Torino Esposizioni.
Ai suoi cari va il pensiero di tutta la nostra comunità”.

Città Metropolitana interviene sugli istituti superiori di Cirié

Giovedì 16 ottobre scorso il vicesindaco della Città Metropolitana  di Torino Jacopo Suppo e la consigliere delegata all’Istruzione Caterina Greco hanno visitato due importanti realtà scolastiche del territorio, l’Istituto di Istruzione Superiore  “Tommaso d’Oria” di via Prévert, e l’Istituto di Istruzione Superiore “Fermi-Galilei”, in via Giovanni Bosco, insieme alla Sindaca di Cirié Loredana Devietti, accolti dai rispettivi dirigenti scolastici Mauro Felice Masera per il D’Oria e Vincenzo Giammalva per il Fermi-Galilei.

L’istituto D’Oria accoglie  940 studenti tra sede centrale e succursale  di via Battitore, propone indirizzi tecnici e professionali tra cui chimica, materiali e biotecnologie, oltre a percorsi personalizzanti e laboratori innovativi. L’istituto è  stato oggetto  negli ultimi anni di un importante piano di adeguamento normativo, sismico ed energetico coordinato dalla  Direzione edilizia scolastica della Città Metropolitana di Torino per un totale di circa 2,4 milioni di euro di investimenti.
L’intervento principale concluso nel 2024 è stato finanziato dalla Regione Piemonte  per un importo di 1,5 milioni di euro e ha riguardato la realizzazione di setti strutturali, il rifacimento dei controsoffitti dell’istituto e la tinteggiatura delle scale interne. Con i fondi propri dellà Città Metropolitana di Torino, per un valore di 230 mila euro, sono stati eseguiti ulteriori lavori di tinteggiatura, il rifacimento dell’area esterna e un intervento di impermeabilizzazione della copertura. Si sono inoltre conclusi i lavori di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza finanziati con fondi PNRR, per un importo di 730 mila euro, che hanno previsto la sostituzione del serramento portante del secondo ingresso, la sostituzione di un ascensore e la tinteggiatura esterna dell’edificio. Durante la visita è stata visionata anche la palestra dell’istituto, recentemente collaudata dal CONI, e la succursale di via Battitore, che ospita parte delle attività didattiche del D’Oria.
L’Istituto Fermi-Galilei, specializzato in indirizzi scientifici, tecnologici e informatici, con particolare attenzione a laboratori di fisica, informatica e nuove tecnologie applicate, conta circa 1200 studenti ed è  stato interessato da un ampio programma di ristrutturazione e manutenzione straordinaria, adeguamento normativo e messa in sicurezza, per un importo complessivo di oltre 1,3 milioni di euro. Gli interventi,  conclusisi nel 2024, hanno riguardato l’adeguamento antincendio, la messa in sicurezza dei solai con installazione di elementi antisfondamento e la sostituzione delle lampade nelle aule interessate dai lavori. È  stata effettuata la posa di isolante termico in lana di roccia e il potenziamento delle luci antincendio e delle uscite di emergenza, completando altresi  l’adeguamento per il superamento delle barriere architettoniche,  con la realizzazione di un’infermeria, bagni per persone con disabilità  e nuove rampe di accesso.
Con i fondi PNRR nel plesso Fermi è stata realizzata l’applicazione di pellicole di sicurezza sui serramenti lato cortile, mentre nel plesso Galilei è stata effettuata la sostituzione dei serramenti.
Durante la visita il vicesindaco Jacopo Suppo e la consigliere Caterina Greco hanno sottolineato come gli interventi effettuati a Cirié  rientrino in una strategia di lungo periodo di riqualificazione del patrimonio scolastico, metropolitano, che coinvolge progttisti, imprese e comunità scolastiche.

Mara Martellotta

Volontari soccorritori con Croce Bianca Rivalta

Due serate informative aperte a tutti: lunedì 20 e 27 ottobre a Rivalta

 

La Croce Bianca Rivalta, associazione di volontariato aderente ad Anpas, apre le porte a chi desidera mettersi in gioco per la comunità e diventare volontario o volontaria soccorritrice.

Per presentare il nuovo corso gratuito di formazione, l’associazione organizza due serate informative aperte al pubblico, entrambe alle ore 21:

  • Lunedì 20 ottobre presso il Mulino di Rivalta (via Balegno 2)
  • Lunedì 27 ottobre presso la sede della Croce Bianca Rivalta (via Toti 4)

Durante gli incontri saranno illustrate le modalità di partecipazione al corso gratuito per soccorritori di emergenza, riconosciuto e certificato dalla Regione Piemonte secondo lo standard formativo regionale. Il percorso prevede anche la formazione e l’abilitazione all’uso del defibrillatore semiautomatico (DAE) in ambito extraospedaliero.

Il corso prenderà il via lunedì 10 novembre alle ore 20.30 e si svolgerà con cadenza bisettimanale, ogni lunedì e giovedì dalle 20.30 alle 23.30.

La prima fase prevede 54 ore di lezioni teorico-pratiche, seguite da 100 ore di tirocinio protetto presso la Pubblica Assistenza, dove gli aspiranti soccorritori potranno affiancare personale esperto nei servizi di emergenza e nei trasporti sociosanitari. Al termine del percorso, dopo il superamento dell’esame finale, sarà rilasciata la certificazione di abilitazione.

Le lezioni affronteranno numerosi temi fondamentali, tra cui i codici d’intervento, l’uso dei mezzi di soccorso, le comunicazioni radio, la gestione dell’emergenza, la rianimazione cardiopolmonare, il trattamento del paziente traumatizzato e gli aspetti psicologici dell’assistenza alla persona soccorsa.

Diventare volontario o volontaria della Croce Bianca Rivalta significa non solo apprendere competenze tecniche di primo soccorso, ma anche vivere un’esperienza di crescita personale e umana, fondata su empatia, rispetto e spirito di squadra. È un modo concreto per fare la differenza nella propria comunità, donando tempo ed energia per aiutare chi ha bisogno.

La Croce Bianca Rivalta di Torino, forte di 161 volontarie e volontari attivi, ogni anno effettua oltre 13.000 servizi percorrendo circa 325.000 chilometri. L’associazione è impegnata in interventi di emergenza 118, trasporti sanitari e interospedalieri, assistenza a eventi pubblici, accompagnamento di persone con disabilità e attività di protezione civile. Inoltre, promuove la formazione sanitaria nelle scuole e organizza corsi di primo soccorso per la popolazione. Per informazioni e iscrizioni: tel. 011 9012924 – info@crocebiancarivalta.it.

L’Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) Comitato Regionale Piemonte Odv rappresenta 81 associazioni di volontariato, con 16 sezioni distaccate, 10.695 volontari (di cui 4.242 donne), 5.388 soci e socie e 741 dipendenti (di cui 86 amministrativi). Dispone di 472 autoambulanze, 265 automezzi per il trasporto di persone in situazione di disabilità, 242 mezzi per il trasporto persone e per la protezione civile, oltre a 4 imbarcazioni. Complessivamente, ogni anno svolge 594.623 servizi, di cui 200.399 in emergenza-urgenza 118, percorrendo 20.209.167 chilometri, di cui 4.765.067 legati ai servizi di emergenza.

Un’ottima annata: la vendemmia 2025 per il Barolo delle colline Unesco

Barolo, 14 ottobre 2025

Bilancio estremamente positivo per la vendemmia 2025 tra le vigne delle colline Unesco, Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Nove produttori — Azelia, Cordero di Montezemolo, Luciano Sandrone, Michele Chiarlo, Pio Cesare, Poderi Gianni Gagliardo, Poderi Luigi Einaudi, Prunotto e Vietti
riuniti nell’associazione Deditus dal 2011 per valorizzare un’eccellenza: il Barolo.
Un lavoro quotidiano di passione che quest’anno ha dato grandi frutti e promette di essere ricompensato da un’ottima annata.
Il buon clima estivo e le grandi riserve idriche accumulate nell’inverno precedente hanno infatti permesso alle piante di crescere in piena forma e in perfetto equilibrio fino alla vendemmia.
Dal punto di vista climatico, le esperienze maturate nelle annate più difficili hanno consentono di affrontare le fasi di cambiamento climatico con l’obiettivo costante di migliorare la qualità dei vini.
L’annata 2025 è iniziata con un germogliamento anticipato del Nebbiolo, rapido e regolare, un anticipo fenologico che si è mantenuto per tutto il corso della stagione.
L’inverno precedente, mite ma ricco di pioggia, ha garantito eccellenti riserve idriche per affrontare al meglio la calda estate 2025, caratterizzata da una seconda ondata di caldo africano. Tra fine luglio e metà agosto le temperature massime hanno sfiorato i 40°C.
Questo è stato il momento decisivo dell’annata, poiché le piante hanno affrontato uno stress intenso al quale hanno potuto resistere grazie a una buona dotazione idrica accumulata negli strati del terreno utili all’apparato radicale ed a strategie mirate di gestione del vigneto: apporto di sostanza organica al terreno tramite ammendanti e sovescio, gestione attenta della chioma evitando sfogliature eccessive, mantenimento della cotica erbosa negli interfilari per ridurre la temperatura del suolo.
Il mese di settembre, asciutto e stabile, con gli ultimi 20 giorni con giornate di grande luminosità ed escursione termica  notevole tra notti fredde (da8 a 10°C) e giorno miti 20-22°C ha offerto condizioni ideali per la maturazione del Nebbiolo, favorendo una concentrazione equilibrata di zuccheri e aromi, con gradazioni alcoliche mai eccessive. Con queste condizioni climatiche I vigneti di Nebbiolo nelle Langhe hanno raggiunto per primi la piena maturità tecnologica e fenolica che si traduce in una lenta e completa maturazione dei tannini quindi di altissima qualità , con uve dall’equilibrio straordinario.
Un risultato agevolato anche da un carico produttivo contenuto, dovuto principalmente a una scarsa fertilità delle gemme già osservata in primavera. Il clima particolarmente caldo ha permesso al Nebbiolo di completare la maturazione senza stress particolari.
Le uve raccolte presentano condizioni ottimali, sia sotto il profilo sanitario sia in termini di parametri analitici. La raccolta, molto ben cadenzata vigna per vigna, lascia prevedere la formazione di bouquet complessi e vini di grande longevità ed eleganza.
Per quanto concerne la quantità, le stime fatte durante la raccolta indicano una produzione leggermente inferiore rispetto alla media, ma con una qualità indiscutibile.
Come sottolinea Gianni Gagliardo, Presidente dell’associazione Deditus«Le caratteristiche riscontrate in questa vendemmia preannunciano vini di grandissima qualità, con ottime prospettive di maturazione e affinamento. Le uve hanno raggiunto gradazioni alcoliche corrette e un equilibrio ideale tra freschezza e componenti polifenolici, ben estraibili e armonici. L’annata 2025 contribuirà sicuramente a rafforzare la reputazione delle Langhe come regione produttrice di vini di più alto livello al mondo».
Oggi il Barolo esprime appieno il suo potenziale di eleganza, struttura e profondità. Le famiglie storiche riunite in Deditus condividono la missione di promuovere un profilo di Barolo autentico e riconoscibile, fondato su tradizione, conduzione familiare e vigneti di proprietà, nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale e della terra che lo genera. È un modello produttivo che tutela l’identità storica del Re dei Vini e la rinnova con dedizione e coerenza.
Il Mondo del Vino sta attraversando una fase di trasformazione profonda. I consumatori mostrano oggi maggiore attenzione verso uno stile di vita salutare, scelte di consumo consapevoli e prodotti di valore reale. In questo contesto, sostenibilità, trasparenza e autenticità sono elementi imprescindibili.
La zona del Barolo può contare su una unicità varietale e territoriale straordinaria, su paesaggi iconici e su un legame profondo tra vino e cultura, che continuano a conquistare i mercati internazionali.
L’enoturismo in Langa Roero e Monferrato, diventate zone Unesco dal 2014, è in costante crescita e sta diventando un punto di forza solido rispetto ad altre zone vitivinicole del mondo in quanto la concomitanza di paesaggi naturali straordinaria per un turismo green unita con  grandi denominazioni come il Barolo e il Barbaresco, l’ospitalità di alto livello, il tartufo d’Alba e la grande ristorazione fanno di questo territorio un “unicum”.
Le vendite restano solide, le bottiglie si vendono: i consumatori comprendono e apprezzano ciò che viene offerto.
si tratta di perseguire una crescita sostenibile, capace di garantire stabilità e benessere futuro.
Come un antico detto Piemontese “meglio poco e buono che tanto e mediocre”.
Associazione Deditus conferma il proprio ruolo di luogo di confronto, riflessione e coesione tra le famiglie produttrici, custodi del Barolo e delle sue colline Unesco.
Deditus
Deditus è l’associazione nata nel 2011 che raccoglie l’esperienza e l’incondizionata dedizione al Barolo di famiglie storiche produttrici della denominazione: Azelia, Cordero di Montezemolo, Luciano Sandrone, Michele Chiarlo, Pio Cesare, Poderi Gianni Gagliardo, Poderi Luigi Einaudi, Prunotto, Vietti.
Mission dell’associazione Deditus è quella di identificare e promuovere un profilo di Barolo con caratteristiche distintive, basate su tre principali cardini: tradizione, vigneti di proprietà e famiglia.
Ed ecco alcuni commenti ” integrali ” dei produttori di Barolo ….

Alberto Gagliardo – Poderi Gianni Gagliardo

Per la Poderi Gianni Gagliardo la 2025 è stata un’annata viticola che oggi possiamo definire strepitosa. Annata che è iniziata con germogliamento anticipato su nebbiolo ma veloce e regolare, anticipo fenologico che si è poi mantenuto per tutto il corso dell’annata. Il buon clima estivo e le ottime riserve idriche accumulate nell’inverno precedente hanno fatto sì che le piante volassero letteralmente in piena forma ed in grande equilibrio fino alla vendemmia. Il clima autunnale con tempo soleggiato e marcata escursione termica hanno permesso una maturazione fenolica pressoché perfetta con uve dal grande equilibrio e tannini di altissima qualità. 
Le prospettive per il futuro sono ovviamente molto positive, le conoscenze maturate nelle annate più difficili ci permettono oggi di affrontare queste fasi di cambiamento climatico con l’obiettivo di migliorare sempre la qualità dei nostri vini.
 
 

Alberto Cordero – Cordero di Montezemolo

Il Mondo del Vino è in una fase evolutiva, evidente a tutti gli operatori del settore. Consumi più cauti, diete più salutari e attenzione al reale valore dei prodotti sono il fulcro di questo cambiamento. Gestione prudente del portafogli, sostenibilità, contenuti validi della narrazione sono, di conseguenza, elementi da considerare con riguardo. La nostra zona, per fortuna, gode di unicità varietali, di forte identità del territorio con la tradizione, di paesaggi e storie che colpiscono il cuore dei consumatori. Siamo fortunati e pertanto una crisi forte e sconvolgente non la stiamo vivendo come altre zone, le vendite magari sono rallentate e la crescita si è stabilizzata, ma le bottiglie si vendono, i consumatori comprendono ciò che si offre; ma “non è tutto oro ciò che luccica”, non bisogna credere di essere indenni ai cambiamenti del mercato. È necessaria un maggior consapevolezza dei propri mezzi e soprattutto dei propri fini. Tra istituzione e produttori ci vuole dialogo per capire che limite porsi e quale condotta adottare per evitare di farsi prendere dalla smania di crescere perennemente e senza strategia a lungo termine. Non vuol dire chiudere tutto e bloccare ogni opportunità di crescita, che sarebbero scelte dannose per le ambizioni ed i sogni di molti, soprattutto dei più giovani, ma vuol dire avere maggior consapevolezza dei tempi che questa terra, queste persone e il mercato stesso necessita ed esige, per garantire stabilità e benessere futuro: il vecchio detto “meglio poco e buono che tanto e mediocre” più che mai deve essere la fonte di ispirazione delle scelte di tutti noi produttori nei prossimi anni. Sono molteplici gli aspetti da considerare ed è opportuno sentire più campane. Anche per questo un’associazione come Deditus è utile per creare confronto e riflessione tra i produttori.

Zvonimir Jurkovic – Poderi Einaudi

“La vendemmia si distingue per la grande qualità delle uve che, in poche altre occasioni, sono state così sane e perfettamente mature, ma anche per la produzione più bassa.
Ciò, ha garantito un elevato sviluppo di zucchero (fruttosio), phed acidità totale molto equilibrate.
Le fermentazioni sono al momento reattive e veloci, ed i colori intensi. Il quadro complessivo della situazione porta a pensare che otterremo vini estremamente complessi, strutturati ed adatti a durare nel tempo; ma anche ricchi di eleganza, e bevibilità immediata.”

Eugenio Palumbo – VIETTI

Come azienda abbiamo vigne in diversi territori del Piemonte, dai Colli Tortonesi, nell’astigiano, all’albese. I primi riscontri della vendemmia 2025 ci hanno fatto capire che c’è una maturazione completa in tutte queste zone e di conseguenza i vini hanno un grande equilibrio ed espressione varietale fin dai primi giorni di vita.

Stefano Chiarlo – Michele Chiarlo

La vendemmia 2025 dell’uva Nebbiolo da Barolo si presenta come una grande annata leggermente anticipata, scarsa in quantità ma con caratteristiche climatiche che la fanno annoverare tra le grandi annate classiche.
Questo perché dopo un inizio vegetativo precoce e una primavera piovosa vi è stata una lunga estate con periodi caldi intervallati da qualche episodio piovoso, mai estremo, che non ha mai portato la vite in stress idrico.
Negli ultimi 20/25 giorni a ridosso della vendemmia si sono verificate rare condizioni climatiche con un fine settembre con temperature diurne estive e grandi escursioni termiche notte giorno (più di 12/14 gradi di differenza) con giornate asciutte e luminose che hanno consentito una lenta e ricca maturazione dei tannini e la formazione di precursori degli aromi; fattori che solitamente concorrono per la formazione di bouquet complessi e vini di estrema longevità ed eleganza. Anche le gradazioni alcoliche ottime, mai esagerate ed in perfetto equilibrio con acidità e PH.

Lorenzo Scavino – Azelia

La vendemmia 2025 è stata la 46esima di mio padre e la 105esima della nostra azienda. Ne siamo veramente orgogliosi. Anche perché si è rivelata eccellente. Un ritorno all’equilibrio ed alle condizioni ideali sia dal punto di vista meteorologico che da quello della maturazione dell’uva. Dopo una primavera con condizioni climatiche variabili, e pigne abbondanti, l’estate è stata molto lunga, regolare, calda con alcuni picchi, ma non eccessivamente, con notti fresche. Settembre è stato asciutto, stabile, proprio come idealmente sarebbe utile per la maturazione del Nebbiolo.  La concentrazione di zuccheri e aromi è importante, con gradazioni alcoliche mai eccessive . Abbiamo raccolto le uve con un grado di sanità massimo.
Le rese per la maggior parte delle varietà si sono rivelate leggermente più basse, ma di questo non ce ne lamentiamo siccome la concentrazione dell’uva è maggiore. L’annata 2025 contribuirà sicuramente a rafforzare la reputazione delle Langhe come regione produttrice di vini di più alto livello al mondo. Riguardo ai mercati, la situazione è complicata e multifattoriale. Tutti i fattori di incertezza sono esterni: tensioni internazionali, guerre, dazi, frammentazione dei mercati. Ciononostante, stiamo assistendo ad un turismo in Langa sempre in crescita, con appassionati che arrivano in vista da tutto il modo, con entusiasmo sempre più fresco.
Noi continuiamo ad investire nella nostra regione, stiamo infatti completando la costruzione dell’espansione della nostra cantina ipogea. Un progetto di quasi 10 anni siccome, essendo a Castiglione Falletto, in piena zona core UNESCO, abbiamo atteso i permessi dalla commissione per circa 4 anni, ed ora siamo quasi al quarto anno di costruzione. La nuova struttura ci permetterà di lavorare con più agilità, migliorando la nostra logistica. La produzione rimarrà invariata, non intendiamo aumentarla ma focalizzarci sempre di più sulle nostre nostre quantità di nicchia.
 

Claudio Pirra – Pio Cesare

La vendemmia 2025 si è rivelata un’annata impegnativa dal punto di vista climatico ma affrontata con successo grazie a una gestione agronomica precisa e mirata. Dopo un inverno mite ma molto piovoso, che ha permesso al terreno di accumulare buone riserve idriche, l’estate è stata particolarmente calda, con temperature elevate e precipitazioni scarse. Questo ha sottoposto le viti a uno stress significativo, mitigato però da pratiche agronomiche avanzate come la gestione equilibrata della chioma, il mantenimento dell’erba tra i filari, l’uso di reti antigrandine e l’apporto di sostanza organica al suolo.
La maturazione delle uve è stata accelerata dalle alte temperature, portando a una vendemmia anticipata per molte varietà. Il Nebbiolo, in particolare, ha raggiunto una piena maturazione fenolica anche in vigneti ad alta quota, come quello di Cissone a 600 metri, segno che l’altitudine può rappresentare una risorsa importante per il futuro. Nonostante la produzione sia stata ridotta, la qualità delle uve è stata eccellente, con vini bianchi dotati di struttura e freschezza e vini rossi già molto colorati, equilibrati e promettenti in termini di longevità. Il produttore parla chiaramente di “tutti gli ingredienti per una grandissima annata”.
Lo sguardo dell’azienda è rivolto anche al futuro, con l’ampliamento della cantina ad Alba per migliorare l’efficienza e un’attenzione crescente verso i vini bianchi, su cui si investe da tempo. Si prosegue inoltre con nuovi impianti in Alta Langa per adattarsi al cambiamento climatico e osservare comportamenti vegetativi più lenti, simili a quelli del passato. L’azienda sta adottando tecnologie innovative in vigneto, come l’utilizzo di raggi UV per rinforzare le difese naturali delle piante, e portando avanti una selezione attenta di cloni, portainnesti e pratiche agronomiche più sostenibili.
Dal punto di vista commerciale, il mercato italiano sta mostrando segnali di ripresa, mentre negli Stati Uniti le vendite restano buone, anche se l’effetto dei dazi è ancora incerto. Più problematica la situazione in Asia, mentre si registra un crescente interesse da parte di mercati meno tradizionali come Francia, Sud Africa, Sud America e altri paesi europei. L’enoturismo è in forte espansione e l’azienda punta a valorizzarlo offrendo ai visitatori l’opportunità di degustare non solo annate recenti, ma anche vecchie annate di Barolo, Barbaresco e Chardonnay, per raccontare a fondo la ricchezza e il potenziale del territorio.
 

Gianluca Torrengo – Prunotto

I Baroli dell’annata 2025 sono sicuramente un’ulteriore dimostrazione che la vite è una pianta estremamente robusta e forse è una di quelle che meglio si adatta agli estremi climatici degli ultimi anni. Enologicamente, si può anticipare che i Baroli 2025 hanno profumi molto interessanti, con una componente floreale evidente. Un’abbondanza di polifenoli rende il colore pieno e profondo. Corpo: la solita evidente tannicità del Barolo ma con tannini dolci, armoniosi e molto piacevoli. Si può affermare che, ad oggi, sono vini ricchissimi ma con le varie componenti in equilibrio. È sicuramente una bellissima annata ma è prematuro dire se potrà diventare una grande annata.
 

Luca Sandrone – Sandrone

Un’ annata in cui fioritura ed invaiatura sono avvenuti in una finestra temporale molto stretta grazie a condizioni meteo ottimali, questo ha portato ad una perfetta omogeneità in maturazione che insieme al bel tempo in vendemmia ci ha messo in condizione di spalmare raccolta e vinificazione a nostro piacimento. Tra l’altro oltre ad un perfetto equilibrio ritroviamo delle gradazioni più contenute rispetto al passato recente.
Una cosa che voglio sottolineare è che nel corso delle mie quaranta vendemmie sono cambiate tante cose, sia dal punto di vista climatico sia nel modo di lavorare e interagire con la vite, e nel caso specifico del nebbiolo quello che una volta poteva sembrare un limite, vedi il vigore e il ciclo molto lungo, oggi sono da considerare una qualità che insieme alla resilienza dimostrata rendono ancora più grande questo vitigno. Anche l’approccio agronomico è cambiato, lavorazioni mirate del terreno, ricerca nell’equilibrio della sostanza organica, inerbimenti, sovesci, l’attenzione al microbioma… .tutte operazioni che unite alla disponibilità di personale specializzato per agire con interventi mirati nei momenti giusti ci consentono vendemmia dopo vendemmia di confermare la grandezza del nostro territorio.Langa, Nebbiolo, Uomo, continuano ad essere una conferma.
Alla prossima !
LUCA GANDIN