ilTorinese

Saldi al via da sabato. Spesa di 137 euro a persona, giro da 400 milioni in Piemonte

ATTESA PER LO SHOPPING DEI TURISTI

 

Ascom, la Presidente Coppa:  In questi giorni di vacanza, per molti il saldo è un’esperienza di slow shopping, da assaporare con tranquillità

 

 Saranno 16 milioni le famiglie che si dedicheranno allo shopping nel periodo dei saldi a partire da sabato 3 gennaio, a parte la Valle d’Aosta che inizia oggi. Secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio, la spesa pro capite sarà di circa 137 euro e di 303 euro a famiglia, per un giro di affari di 4,9 miliardi di euro, di cui circa 400 milioni in Piemonte, dove i saldi dureranno sei settimane. 

STIMA DEI SALDI INVERNALI 2026 2026
VALORE SALDI INVERNALI (miliardi di euro) 4,9
NUMERO FAMIGLIE CHE ACQUISTA IN SALDO (milioni) 16
ACQUISTO MEDIO A FAMIGLIA PER SALDI INVERNALI (euro) 303
ACQUISTO MEDIO A PERSONA NEI SALDI INVERNALI (euro) 137

Fonte: stime Ufficio Studi Confcommercio

«I saldi invernali rappresentano ancora un’occasione importante per molti consumatori, dove il valore non sta solo nello sconto, ma in un’esperienza di acquisto più ampia – sottolinea Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia – in un contesto urbano animato e vissuto non solo dai cittadini, ma anche da numerosi turisti che stanno scegliendo Torino per le vacanze invernali. In questi giorni di vacanza, per molti il saldo è un’esperienza di slow shopping, da assaporare con tranquillità alla ricerca di un capo conveniente. 

Secondo i dati raccolti dalla nostra associata Fiavet, registriamo un +15% di arrivi turistici in città rispetto all’anno scorso, con una forte componente nazionale: famiglie, coppie e visitatori provenienti da altre regioni italiane, attratti dalla cultura, dall’offerta museale, dalle montagne vicine ma anche dallo shopping di qualità. 

Per i saldi le persone fanno scelte sempre più attente, informate e consapevoli. La qualità del prodotto, la serietà del commerciante, la durata dell’investimento sono ormai criteri centrali per chi acquista. E il commercio di vicinato, con la sua capacità di offrire fiducia, consulenza e cura, risponde pienamente a queste nuove esigenze».

Confcommercio ricorda le regole base dei saldi:

Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (Art. 129 e ss. D.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato (art. 135 bis del D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo). Per gli acquisti online i cambi o la rescissione del contratto sono sempre consentiti entro 14 giorni dalla ricezione del prodotto indipendentemente dalla presenza di difetti, fatta eccezione per i prodotti su misura o personalizzati (artt. 52 e ss. del D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo).

Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimessa alla discrezionalità del negoziante.

Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless.

Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.

Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e, generalmente, il prezzo finale. In tutto il periodo dei saldi il prezzo iniziale sarà il prezzo più basso applicato alla generalità dei consumatori nei 30 giorni antecedenti l’inizio dei saldi (Art. 17 bis D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo introdotto dal D.Lgs. n. 26/2023 di recepimento della Direttiva UE «Omnibus»).

Confcommercio segnala, inoltre, le varie iniziative promosse sull’intero territorio nazionale da Federazione Moda Italia come “Saldi Chiari e Sicuri”, “Saldi Trasparenti”, “Saldi Tranquilli”. 

Truffa del “finto maresciallo”: arrestata 36enne con Rolex da 15mila euro

Il copione è quello del “finto maresciallo”, ma questa volta la vicenda si è conclusa con l’arresto. Una donna di 36 anni è finita in manette a Chieri con l’accusa di truffa aggravata, dopo aver tentato di sottrarre a due anziani coniugi un bottino che includeva un Rolex da 15mila euro.

Prima la telefonata, la donna contatta la vittima fingendosi un maresciallo: riferisce che il marito è in caserma perché la sua auto sarebbe stata usata per una rapina in gioielleria. Chiede quindi di raggruppare i gioielli di famiglia per un “perito” che passerà a breve nell’abitazione per verificare se tra quelli ci sia della refurtiva.

Poi la truffa. Si presenta alla porta dell’anziana, che le consegna tutto, tra cui un Rolex da 15mila euro.

Infine l’arresto. Gli agenti della Squadra Mobile, già sulle tracce della sospettata, intervengono tempestivamente bloccando la donna e recuperando l’intera refurtiva, subito restituita alla proprietaria. Il giudice ha convalidato l’arresto su richiesta della Procura di Torino, mentre proseguono le indagini per identificare eventuali complici.

VI.G

Distanze cimiteriali, Bartoli: “Un risultato atteso dai Comuni”

RECEPITA DAL GOVERNO LA PROPOSTA DEL PIEMONTE

“E’ frutto di un lavoro condiviso e lungimirante”

Con l’approvazione da parte del Parlamento della modifica all’articolo 338 del Testo Unico delle leggi sanitarie, viene finalmente recepita a livello nazionale una proposta normativa nata in Piemonte e approvata dal Consiglio regionale, che introduce una maggiore flessibilità nella disciplina delle distanze cimiteriali.

Si tratta di un risultato concreto e molto atteso da numerosi Comuni, in particolare quelli di piccole dimensioni e delle aree montane, che per anni hanno dovuto fare i conti con un vincolo rigido e ormai superato, spesso causa di blocchi urbanistici e difficoltà nella pianificazione del territorio.

«Questa modifica rappresenta una risposta pragmatica a un’esigenza reale dei territori – dichiara Sergio Bartoli, Consigliere regionale del Piemonte e Presidente della V Commissione Ambiente – ed è il frutto di un lavoro istituzionale serio, portato avanti in Consiglio regionale e condiviso con la Giunta, che ha saputo interpretare e tradurre le richieste dei sindaci in una proposta normativa concreta».

Bartoli sottolinea in particolare il ruolo dell’Assessore regionale all’Urbanistica Marco Gallo, ringraziandolo per la visione e la capacità di ascolto dimostrate lungo tutto il percorso:
«Voglio ringraziare l’Assessore Gallo per la lungimiranza con cui ha affrontato una questione sentita da tempo dagli amministratori locali. Il lavoro condiviso tra Consiglio e Giunta ha permesso di costruire una proposta equilibrata, capace di arrivare fino al Governo e di essere recepita nella Legge di Bilancio».

La modifica consente ora, a determinate condizioni e nel rispetto delle valutazioni sanitarie, di intervenire all’interno delle fasce di rispetto cimiteriali, restituendo ai Comuni margini di autonomia e strumenti più adeguati alle attuali condizioni igienico-sanitarie e alle moderne pratiche di sepoltura.

«È un segnale importante – conclude Bartoli – che conferma come il Piemonte sappia essere propositivo e credibile a livello nazionale. Un risultato che rafforza il ruolo delle istituzioni regionali come cerniera tra territori e Stato e che dimostra l’efficacia del lavoro svolto all’interno della Lista Civica Cirio Presidente, sempre attenta alle esigenze concrete delle comunità locali».

Al Castello di Miradolo “C’è oggi una fiaba”

Al  Castello di Miradolo il nuovo progetto espositivo della Fondazione Cosso si intitola “C’è oggi una fiaba” ed è appunto dedicato al ruolo della fiaba, alle sue funzioni e alle sue caratteristiche nel mondo contemporaneo. A partire dalla celebre riflessione di Gianni Rodari ‘le fiabe sono alleate dell’utopia, non della conversazione’ , la mostra rappresenta un invito a entrare in un racconto e a riscoprire, attraverso l’arte, il potere immaginifico e trasformativo della fiaba.
Curata da Roberto Galimberti con il coordinamento generale  di Paola Eynard e la consulenza iconografica di Enrica Melossi, l’esposizione sulla fiaba intreccia gli elementi ricorrenti del racconto fiabesco con opere di arte moderna e contemporanea. Si dà così vita ad un percorso fatto di luoghi simbolici, personaggi metaforici e oggetti pensanti in cui perdersi, ascoltarsi e ritrovarsi.
Le opere di Bagetti, Sofia Cacherano di Bricherasio, De Dominicis, Pinot Gallizio, Gilardi, Jorn, Kosuth, Licini, Melotti, Mondino, Blinky Palermo, Pistoletto, Schütte, Kiki Smith, Sturani, Veronesi trasformano il castello di Miradolo in uno spazio intimo e condiviso, capace di accogliere nuove storie e nuovi sguardi.
Le opere provengono tutte  da istituzioni torinesi, quali la GAM, Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea, il Museo della Frutta, i Musei Reali, il Museo di Antichità e il teatro Regio, importanti collezioni private e gallerie internazionali.
Il percorso è  arricchito da una selezione di rare edizioni  di fiabe e da una installazione  sonora inedita curata da ‘Avant-dernière pensée’ che si ispira a “Ma mère l’oye”,  “Mamma oca”, una suite di Maurice Ravel, originalmente composta  per pianoforte a quattro mani  nel 1910, che  si articola in dieci brani ispirati ai racconti di Charles Perrault, di Madame d’Aulnoy e Madame Leprince di Beaumont, libri di fiabe per l’infanzia.
Parallelamente si sviluppa il progetto “Da un metro in giù “, un percorso didattico per visitatori di tutte le età che invita ad osservare l’arte e la realtà  attraverso il gioco.
Grande attenzione è riservata all’accessibilità,  con la presenza di testi in più lingue, strumenti inclusivi come la LIS, percorsi dedicati e lo Spazio calmo, che rendono la mostra fruibile a tutti.
Castello di Miradolo, via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo, Torino
Mara Martellotta

“Concerto per la Pace – Tra Cielo e Terra”

Polimnia Arts Company,  6 gennaio 2026 su patrocinio di Rotary Torino Duomo, in collaborazione con il Consiglio Regionale del Piemonte

Si terrà a Torino, il 6 gennaio prossimo, giorno dell’Epifania, alle ore 21, presso la Chiesa Parrocchiale di Madonna di Campagna di via Cardinal Massaia 98, un concerto organizzato dall’Associazione Polimnia Arts Company APS che appassionerà sia gli intenditori sia gli appassionati del genere, e che prevede l’esecuzione di brani tratti dai principali capolavori di due grandi compositori: Richard Wagner e Giuseppe Verdi. Il concerto vedrà protagonista la Polimnia Arts Chorus e Orchestra, diretta dal Maestro Lorenzo Battagion. La serata sarà presentata da Sax Nicosia.

Di Richard Wagner verranno eseguite “Vorspiel”, tratta da “I maestri cantori di Norimberga”; “Liebestod”, tratto da “Tristano e Isotta” (soprano: Annamaria Turicchi) e “Wein und Brot des letzten Mahles”, dal finale del primo atto del “Parsifal”.

Nella seconda parte del concerto verranno eseguite, di Giuseppe Verdi, la Sinfonia da “Nabucco”, l’Ouverture da “La forza del destino” e il “Te Deum” e Quattro pezzi sacri per coro e orchestra (soprano: Serena Rubini).

“I maestri cantori di Norimberga” è l’unica opera buffa scritta da Wagner, sebbene egli stesso non l’avrebbe definita così, poiché contiene sfumature oscure e malinconiche. Il “Tristano e Isotta” è un dramma musicale di Richard Wagner su libretto dello stesso compositore, e costituisce un capolavoro del romanticismo tedesco oltre a rappresentare uno dei pilastri della musica moderna. Già nel 1854 Richard Wagner aveva pensato di comporre un dramma musicale ispirato al poema cavalleresco del Duecento di Gottfried von Strassburg, che racconta la vicenda di Tristano e Isotta, composta tra l’autunno del 1857 e l’agosto del 1859.

Il “Parsifal” è l’ultimo dramma musicale di Richard Wagner, composto tra il 1877 e il 1882, che segna il ritorno al tema del Graal, già affrontato molti anni prima nel Lohengrin. Il brano proposto descrive l’ingresso alla sala del Graal ed è illustrato da una grande pagina sinfonica. Risuonano le campane mentre i cavalieri si dispongono lentamente attorno all’altare. Un coro di voci bianche scende dalla cupola.

Il “Nabucco” è la terza opera lirica di Giuseppe Verdi, quella che ne decretò il successo. Composta su libretto di Temistocle Solera, “Nabucco” fece il suo esordio ottenendo grande approvazione da parte del pubblico il 9 marzo 1842, al teatro La Scala di Milano, alla presenza di Gaetano Donizetti. L’opera è ambientata tra Gerusalemme e Babilonia nel sesto secolo avanti Cristo, e narra la lotta tra gli ebrei e il re babilonese Nabucodonosor (Nabucco). L’opera ebbe un significato molto profondo per gli italiani dell’epoca, che vedevano nella prigionia degli ebrei un parallelo con la loro stessa oppressione e il desiderio di unificazione nazionale portato dal Risorgimento.

L’Ouverture da “La Forza del Destino”, sempre di Giuseppe Verdi, è un celebre brano orchestrale spesso eseguito come pezzo da concerto singolo, noto per la sua potenza drammatica e l’anticipazione dei temi operistici, specialmente quello della fatalità, riprendendo melodie dell’opera stessa, uno dei più famosi del repertorio sinfonico.

Il “Te Deum” è uno dei Quattro pezzi sacri composti da Verdi, che lo considerava uno dei suoi lavori più significativi e che ne conclude il ciclo. Si tratta di una composizione intensa e profonda, che può essere letta come una meditazione sul rapporto tra l’uomo, il sacro e la natura. Viene evocata l’immagine di una pineta viva in cui ogni albero, come ogni voce, contribuisce a un’armonia dell’insieme. Il taglio degli alberi spezza quell’equilibrio lasciando silenzio e vuoto. Il finale sommesso del “Te Deum” invita alla riflessione, come lo sguardo che si posa su una pineta ferita e interroga la coscienza dell’uomo.

Il concerto sarà eseguito da Polimnia Arts Chorus e Orchestra, diretta dal Maestro Lorenzo Battagion, direttore artistico della Polimnia Arts. Il Rotary Club Torino Duomo è patrocinante dell’evento, in collaborazione con il Consiglio Regionale del Piemonte

Il concerto avrà la finalità di una raccolta fondi per Save the Children, rivolta ai bambini coinvolti nei conflitti nelle varie zone del mondo.

L’ingresso è a offerta libera.

Milleproroghe, Montaruli (FdI): “Ascoltato il territorio”

“Con il milleproroghe il Governo ascolta la richiesta dei comuni della provincia di Torino e interviene sui ritardi di Città Metropolitana dando un ulteriore anno di tempo per le adempienze necessarie del decreto ponti. Più tempo quindi per un serio intervento a favore di Castiglione, Preti e Carignano, tempo prezioso che non può essere sprecato. Nelle scorse settimane avevamo ascoltato l’appello delle amministrazioni facendoci portatori con il sottosegretario Iannone della loro istanza. Ancora una volta Fratelli d’Italia risponde alle esigenze dei territori, togliendo a Città Metropolitana ogni alibi  e smontando ogni polemica intentata” lo dichiara il vicecapogruppo di Fdi alla Camera Augusta Montaruli.

Che cosa significa tornare a vedere “Cantando sotto la pioggia”

All’Alfieri, repliche e grandioso successo sino al 6 gennaio

Tornare a vedere – e riapplaudire, senza se e senza ma, far ricredere quanti ancora possono credere che sul mondo del musical si sia depositata una certa polvere – all’Alfieri (repliche sino al 6 gennaio) “Cantando sotto la pioggia”, significa fare innanzitutto sincero chapeau dinanzi allo sforzo produttivo del Fabrizio Di Fiore Entertainment, una ricchezza nel mondo odierno dello spettacolo musicale in Italia, una ricchezza che ha l’apporto puntuale e incondizionato di 22 artisti tra attori e ballerini più 14 persone dietro le quinte a sovrintendere sera dopo sera una macchina teatrale che non è certo indifferente. Significa riconoscere quanto dalle anteprime dello scorso maggio proprio quella macchina, in qualche ansa di non facile scorrimento, si sia irrobustita e snellita, come in tutta la parte finale si sia messo maggior ordine agli sviluppi del racconto, causa non ultima la corposa tournée di “Cantando” che da inizio stagione ha già toccato tra gli altri Trieste e Firenze, Bolzano e Bologna per concludersi a fine aprile sul palcoscenico del Brancaccio di Roma dopo essere passata per Bari e Ancona, città del Veneto e Milano.

Significa essere presi, ancora una volta, dalla regia tutta vulcanica e fuochi d’artificio di Luciano Cannito – a lui si devono anche le festosequanto eleganti coreografie -, dal rispetto mantenuto per quello che rimane un capolavoro del cinema (era il 1952, Gene Kelly sullo schermo a danzare “in the rain” e alla regia con Stanley Donen, con accanto una freschissima Debbie Reynolds e un indiavolato Donald O’Connor mentre la Lina Lamont di Jean Hagen s’avvicinava all’Oscar) senza sottrarlo a una buona dose di attuale ironia, dal ritmo magnificamente indiavolato che all’Alfieri di oggi tocchiamo ancor più con mano tra risate e applausi e viva partecipazione, nel completo coinvolgimento del pubblico, l’omaggio dovuto di un uomo di teatro a un testo e alle musiche in cui ha sempre creduto, “un sogno che si avvera nei confronti di un testo a cui ho pensato da sempre, da quando ho iniziato a fare il mestiere che faccio”. Significa apprezzare uno spettacolo che – con il libretto di Betty Comden e Adolph Green, con le musiche e le canzoni di Nacho Herb Brown e Arthur Freed, firma leggendaria a Hollywood, dal “Mago di Oz” a “Gigi” – rende omaggio al vecchio cinema, a qualsiasi vecchio film di una industria che stava crescendo e che con “Il cantante di jazz” (era l’ottobre del ’27) abbandonava l’epoca del muto per il sonoro; già scrivevo, “compresi righe e filamenti volanti sulla pellicola, il carattere un po’ démodé delle scritte: con tanto di titoli di testa a elencare cast, costumi e scenografie, musiche, regia e produzione, quanti fecero l’impresa e quant’altro ancora: come ai vecchi tempi, tutto a scorrere sulla quarta parete del palcoscenico”; compresa l’eccellente ricostruzione di un clima e di un’epoca e le citazioni che soddisfano la cinefilia di chi scrive, dall’orologio di Harold Lloyd di “Preferisco l’ascensore” nelle immagini alle gambe più belle (e costose) del mondo, quelle di una smagliante Cyd Charisse in silhoutte in coppia con Kelly -, le musiche e le canzoni, le torte in faccia e le cineprese insicure, le recitazioni approssimative o senz’altro disastrose tra i fondali di cartapesta e il bianco e nero, i sentimenti e la cavalcata attraverso un sogno che si può realizzare, la gavetta e i capricci, le voci stridule e inascoltabili, i dispetti e le rivalse tra primedonne, la superiorità dell’eterno teatro sulla nuova arte, il red carpet e le dive (o pseudo-dive) che riuscivano a manipolare contratti e majors, il doppiaggio che può rimettere in piedi le cose, un divertimento insomma che riempie appieno le tre ore circa dello spettacolo. Non ultimi a decretare il successo i costumi di Silvia Califano e le scene mobili e veloci di Italo Grassi.

Significa riapprezzare le prove maiuscole degli interpreti. Lorenzo Grilli, cresciuto alla scuola di Gigi Proietti e nel cinema di Roberta Torre, è un validissimo Don Lockwood, infaticabile, visibilmente irrobustito, davvero efficace, nella recitazione e nella costruzione del protagonista, trascinante nel momento “in the rain” sotto scrosci non indifferenti d’acqua con voce e salti e zompi invidiabili sui lampioni di scena. Martina Stella e Flora Canto, su due diversissimi versanti, nella conferma che sono due belle attrici, che convincono, un ritrattino ancor più tutto pepe di ocaggine agguerrita nel non voler cedere lo spazio che s’è guadagnato la prima, zeppa di birignao e di confusione di vocali in finali di parole, divertentissima e spavaldamente ironica; grintosa “my fair lady” del palcoscenico la seconda, pienamente disponibile ad un percorso di tutto rispetto, pronta a esplodere e a portare a casa studio e passione ed entusiasmo in un godibilissimo “Good Morning” con i suoi due compagni di felice avventura. L’altro è Vittorio Schiavone, felicissima scoperta, inattesa a maggio e superlativa oggi, un folletto di scena che segui in ogni suo movimento, un artista autentico e versatile e completo, che rischia in parecchi momenti di diventare il mattatore della serata: sarebbero sufficienti, con buona pace del suo vecchio collega di Hollywood (cercatevi certi spezzoni in rete!), “Make ‘Em Laugh” o “Moses Supposes” (qui con Grilli, un binomio da premi incondizionati) o ancora il citato “Good Morning”, per farci ripetere che “il suo Cosmo, per certi tratti, ha tutta la magia dell’inafferrabile, del campione che non hai ancora incrociato, dell’uomo di palcoscenico abituato a sgusciar fuori improvviso, a lanciare piccoli e grandi guizzi e a colpire (sempre) nel segno, del nome che per il futuro non potrà di certo sfuggirti e che dovrai essere tu a dover tenere d’occhio”.

Elio Rabbione

Le immagini di “Cantando sotto la pioggia, regia di Luciano Cannito, sono di Valerio Polverari.

Crans Montana, elicottero dal Piemonte porta ferito in Lombardia

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Il Piemonte da’ il suo aiuto alla Svizzera trasferendo un ferito di Crans Montana in Lombardia. Azienda Zero ha risposto a una richiesta della Creli (Consolle regionale elisoccorso della Lombardia) per il trasporto di un paziente. Ieri un elicottero è decollato da Borgosesia (Vercelli) alle 16:05 ed è atterrato a Sion alle 16:25 dove ha prelevato il ferito che ha poi trasferito in ospedale in Lombardia.

Torino capitale dell’intelligenza artificiale con il Forum per l’industria

Si terrà a Torino, il 20 febbraio 2026, Officine d’Intelligenza, il 1° Forum Nazionale sull’Intelligenza Artificiale per l’Industria, promosso da Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale (AI4I), OGR Torino e Fondazione CRT.
Officine d’Intelligenza nasce come spazio pubblico di confronto dedicato all’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nei sistemi produttivi e industriali e rappresenta l’evoluzione naturale del percorso avviato nel corso del 2025 con il ciclo Mind Machines – AI Dialogues, che ha portato a Torino studiosi, ricercatori e protagonisti del dibattito internazionale sull’IA.
Il Forum si propone di mettere in dialogo esponenti di primo piano di istituzioni, industria, ricerca e mondo accademico, con l’obiettivo di analizzare opportunità e condizioni abilitanti per un’adozione efficace e responsabile dell’Intelligenza Artificiale nei processi produttivi, contribuendo al rafforzamento della competitività del sistema industriale italiano ed europeo.
L’evento costituirà l’occasione per la prima presentazione pubblica del Piano Strategico 2026–2030 dell’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale (AI4I).
Il programma di Officine d’Intelligenza si articolerà in sessioni plenarie e tavoli tematici, dedicati in particolare a: scenari e politiche industriali per l’Intelligenza Artificiale; applicazioni dell’IA nei principali settori produttivi; infrastrutture tecnologiche, capacità di calcolo e dati; competenze, ricerca e attrazione dei talenti; modelli di collaborazione pubblico-privato.
Officine d’Intelligenza si inserisce nel più ampio ecosistema dell’innovazione che fa capo a Torino e alle OGR, confermandone il ruolo di hub nazionale di riferimento per il dibattito e la sperimentazione sull’Intelligenza Artificiale applicata all’industria.

Sala strapiena e applausi per l’incontro interreligioso al Ser.mig

Il dialogo come via per una pace giusta: il Tavolo della Speranza rilancia l’impegno per un futuro di convivenza e giustizia

In un tempo segnato da conflitti, divisioni e crescenti tensioni internazionali,
il Tavolo della Speranza di Torino rinnova con forza il proprio appello alla
centralità del dialogo come strumento essenziale per costruire una pace
autentica e duratura.


Nato nello scorso Luglio dall’incontro tra realtà religiose, associative, civili
e culturali del territorio torinese, il Tavolo della Speranza promuove
momenti di confronto, ascolto e cooperazione tra persone e comunità diverse,
unite dalla volontà di cercare insieme percorsi di giustizia, riconciliazione
e speranza.

La pace non può essere imposta né improvvisata: nasce dal riconoscimento
dell’altro, dalla fatica dell’ascolto reciproco e dalla volontà di costruire
insieme un futuro condiviso.

Il dialogo non è debolezza, ma l’unica vera forza capace di scardinare l’odio,
superare le paure ed avviare percorsi di guarigione sociale.


In questa Giornata Internazionale della Pace, il Tavolo della Speranza
invita istituzioni, cittadini, scuole, realtà religiose e culturali ad unirsi in una
rinnovata alleanza per la pace, fondata sul rispetto dei diritti umani, della
dignità di ogni persona e sul coraggio di mettere in discussione logiche di
violenza e sopraffazione.

Il dialogo – anche quando difficile – rimane l’unico orizzonte possibile per
chi crede nella forza della parola, nella dignità della persona e nella
possibilità di un mondo diverso. Torino, città storicamente di incontro e di
accoglienza, può e deve essere esempio concreto di questa visione.

In questo percorso infine, non si può non richiamare l’attenzione
sull’importanza di un’informazione libera, autorevole e radicata nel
territorio riconoscendo, in questo momento di particolare difficoltà, tale
ruolo ai giornalisti de La Stampa di Torino che hanno reso il loro giornale
un presidio di pluralismo e di qualità nel dibattito pubblico.