
Che l’attore in disarmo Enrico Montesano indossi una felpa con lo stemma della X Mas e il motto di Gabriele D’Annunzio” Memento audere semper” non mi pare particolarmente degno di nota. Montesano ha colto l’occasione per far parlare di se’. Fu deputato comunista ed è stato un saltafossi della politica che non merita attenzione. E’ un caso patetico, per non dire un po’ squallido, persino durante la pandemia. Ma le polemiche subito divampate hanno fatto emergere soprattutto una crassa ignoranza storica. Il motto dannunziano scritto sulla felpa si riferisce alle imprese della R. Marina durante la Grande Guerra nell’Adriatico , legate a D’ Annunzio ( la beffa di Buccari ), Paulucci , Rossetti , Rizzo che si servirono dei Mas per colpire le navi austriache. Inoltre parlare di X Mas solo in rapporto alla guerra civile nel Nord Italia è molto riduttivo, perché la X Mas che violò il porto di Alessandria d’Egitto, colpendo la flotta inglese, si richiama all’ esempio eroico della Medaglia d’oro al Valor militare Luigi Durand de la Penne e di altri valorosi marinai, e non c’ c’entra nulla con la X successiva X Mas repubblichina del principe Junio Valerio Borghese che pure fu un valoroso soldato. Durand de la Penne tornò dalla prigionia inglese per riprendere la lotta nella Marina del Regno del Sud e poi divenne deputato democristiano e liberale. La tendenza a vedere tutto in rosso e nero è incompatibile con una storiografia seria. Anche Montesano è incredibilmente utile a chiarire le idee, magari, in primis, allo stesso attore felpato, noto per il film in cui recita la parte del marito innamorato dell’amante lesbica della moglie.
Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
Questo libro ha il pregio di riunire due grandi scrittrici che furono anche amiche, nonostante le loro esperienze di scrittura e i loro caratteri differenti.
E’ il suo primo romanzo, pubblicato nel 1848 in forma anonima. E’ il crudo e realistico affresco dell’ambiente operaio di Manchester, tra 1830-40, in epoca vittoriana, attraverso le vicende di due famiglie della classe operaia.
apprezzò moltissimo lo scritto e spinse la Gaskell a scrivere il seguito (diventato poi il romanzo “Cranford”).
Fu pubblicato nel 1853 e all’epoca destò un certo scandalo nella società vittoriana per i temi trattati.
Hollingford e nei salotti della buona borghesia e della nobiltà che viveva in dimore sontuose, narra le vicende di Molly Gibson.


