15^ giornata di campionato serie A
Roma-Torino 1-1
Linetty(T)
Matic(R)
Juventus -Lazio 3-0
Kean 2(J)
Milik(J)
Si chiude con la 15esima giornata questa prima parte di campionato che va in vacanza,causa mondiale e sosta di Natale,fino al 4 gennaio 2023.Più di 1 mese e mezzo per poter recuperare infortunati,idee e prepararsi al calciomercato di riparazione ai primi di gennaio.Venendo alle squadre torinesi possiamo scrivere
bene il Toro, benissimo la Juve.A Roma succede di tutto!L’ex capitano granata
Belotti tradisce Mourinho, sbagliando in rigore contro la sua ex squadra.Il giallorosso Matic salva la Roma in pieno recupero in casa contro il Torino pareggiando 1-1 all’Olimpico. Al vantaggio granata di Linetty in avvio di ripresa risponde il centrocampista giallorosso al 94’, poco dopo il rigore tirato sul palo proprio dal grande ex della partita.Una beffa per i granata di Juric che hanno dominato la gara nei primi 70 minuti.Poi la solita distrazione finale a gara praticamente finita:il Toro chiude questa prima fase di campionato al nono posto con la possibilità di agguantare il settimo,occupato da Roma ed Atalanta a pari merito, con vista Europa che dista 6 punti.
Benissimo la Juventus che con la sesta vittoria consecutiva s’issa al terzo posto dietro al Milan ed a 10 punti dalla vetta occupata dal Napoli.Con sole 7 reti subite quella bianconera è la miglior difesa del campionato.Battuta la Lazio per 3a0,allo Stadium è Moise Kean il grande protagonista del match con una doppietta. Alla fine di un primo tempo equilibrato il numero 18 bianconero sblocca la gara su perfetto assist in verticale di Rabiot, poi nella ripresa si ripete ribadendo in rete una respinta corta di Provedel su un sinistro di Kostic. Nel finale Milik firma il tris.
I bianconeri diventano così i primi avversari più temibili per la vittoria del campionato.Napoli e Milan sono avvisati!
Enzo Grassano

Il momento conclusivo del grande percorso di lettura di “Sostiene Pereira”sarà sabato 20 maggio 2023, alla “XXXV Edizione del Salone del Libro”, con un appuntamento corale aperto a tutte le ragazze e i ragazzi coinvolti nel progetto, in cui saranno chiamati a parlare ospiti da sempre legati alle opere di Antonio Tabucchi.
È qualche anno che abito fuori Torino e l’andare in centro non rientra più tra quelle che posso definire “abitudini”. Il lato positivo è che, quando ci vado, apprezzo maggiormente lo spettacolo che la città mi offre: la folla che si muove disordinata, qualcuno, più frettoloso degli altri, che attraversa correndo la strada anche se c’è il semaforo rosso, i tram che partono scampanellando sui binari, il sali-scendi delle persone dai pullman, qualche cestino troppo pieno e i portici che rimbombano del brusio dei passanti. Piazza Castello è una delle piazze principali dell’antica Augusta Taurinorum, è di forma quadrata e su di essa si affacciano Palazzo Madama e Palazzo Reale, mentre il profilato perimetro è delineato da portici eleganti ed importanti edifici, quali l’Armeria Reale, il Teatro Regio, il Palazzo della Regione Piemonte, la Galleria Subalpina, la Torre Littoria e la piccola Chiesa di San Lorenzo, che si erge all’angolo con via Palazzo di Città, mentre l’affollata via Garibaldi sfocia nella stessa piazza come un fiume nel mare. Poco più oltre s’innesta la Piazzetta Reale, costeggiata da Palazzo Chiablese, dove si trova l’ingresso per i Musei Reali e si accede al passaggio pedonale che porta a Piazzetta San Giovanni. Quando inizia a fare bel tempo si accendono le fontane, ricordo che quando finiva la scuola, noi studenti del Liceo Classico “Gioberti”, come molti altri ragazzi degli istituti vicini, andavamo a buttarci sotto l’acqua fredda per festeggiare l’arrivo dell’estate.
Forse non si sa, o quantomeno non si dice abbastanza, ma nel capoluogo piemontese, proprio nella Galleria Sabauda, sono conservati grandi nomi della storia dell’arte, quali Botticelli, di cui è visibile la così detta “Venere Gualino”, dal nome del suo acquirente, Riccardo Gualino, che la comprò nel 1920 per poi cederla dieci anni dopo alla Galleria. Davanti al quadro è impossibile non pensare alla ben più nota Venere degli Uffizi. L’opera venne probabilmente realizzata nel momento di massima attività della bottega del maestro fiorentino. La fanciulla si presenta nuda al visitatore, leggera e pallida, alle sue spalle una nicchia dal fondo scuro; poggia i piedi su un gradino di marmo chiaro, che le vicende conservative del dipinto hanno reso leggermente sghembo. Cerca, con pudore, di coprirsi con le mani e con i lunghi capelli biondi ramati. Oggi si tende a vedere nella “Venere Gualino” un’opera indipendente, anche tenendo conto di una menzione di Giorgio Vasari, che ricorda come in varie case fiorentine si trovassero raffigurazioni simili, prodotte nella bottega di Botticelli: una scultura della tipologia della “Venus Pudica” dovette essere il modello in comune tra queste opere e la tela degli Uffizi. Altri nomi in cui ci si imbatte con timoroso rispetto sono Filippino Lippi, Andrea Mantegna, Beato Angelico, Veronese, Tiepolo, Orazio Gentileschi, Vanvitelli, Canaletto e altri, autori che ha più senso vi inviti ad andare a visionare piuttosto che elencarli freddamente.