I Romani ritempravano anima e corpo nelle acque sulfuree e curative che abbondavano in questo angolo della provincia di Alessandria per cercare un po’ di benessere dopo cruente battaglie mentre i saraceni vi nascondevano i bottini delle razzie compiute nelle vallate del Piemonte terrorizzando la popolazione. Tutto ciò accadeva nella zona di Ottiglio, piccolo comune del Monferrato casalese, tra vigne di barbera e grignolino, dove vi è una caverna nota come la “Grotta dei Saraceni”. Situata nei pressi di Moleto, la cavità era già conosciuta dai Romani che avrebbero eretto al suo interno un tempio dedicato a una divinità. La grotta ha una storia che risalirebbe al III secolo a.C. quando una guarnigione romana si insediò in questa zona e costruì un luogo di culto sotterraneo dedicato al dio Mitra.

Se davvero è esistito, il tempio potrebbe giacere sepolto sotto alcuni metri di terra. Nei secoli successivi la caverna avrebbe ospitato bande di saraceni, fuggiaschi murati vivi insieme ai propri cavalli e un favoloso tesoro nascosto costituito da gioielli d’oro e gemme preziose ancora oggi oggetto di ricerca da parte di curiosi ed appassionati. Secoli di leggende dunque a cui si aggiunge anche qualche fantasma. Nella boscaglia della Valle dei Guaraldi spunta un intreccio di cunicoli scavati nella roccia calcarea parzialmente inesplorati e si scorgono due varchi. Tali cavità sono prodotte dalle falde di acqua potabile e per le frequenti infiltrazioni sono soggette a smottamenti e crolli. È quindi molto pericoloso inoltrarsi in questi sotterranei e chi lo fa mette in pericolo la propria vita. È questa una delle tante grotte che punteggiano la terra piemontese, molte sono esplorabili in sicurezza e tante altre sono ancora da scoprire. La “Grotta dei Saraceni” di Ottiglio è una di queste. Il nome della grotta deriverebbe dalle incursioni di pirati arabi del X secolo narrate nelle “Cronache della Novalesa”. La caverna divenne il luogo ideale in cui nascondere il bottino sottratto agli abitanti. Molti predoni rimasero però bloccati per sempre all’interno delle grotte con il loro malloppo a causa del crollo di alcune gallerie. Molti altri si servirono di queste cavità, per lo stesso motivo dei “saraceni”. All’inizio del Seicento, durante le Guerre del Monferrato, le grotte divennero rifugio di disertori e briganti e quindi una minaccia per l’ordine pubblico. Le autorità ducali del Monferrato fecero sbarrare gli ingressi, e se diamo credito alla tradizione locale, al suo interno, oltre al tesoro nascosto, rimasero imprigionati molti uomini, murati vivi con i loro cavalli. E le sorprese non finiscono qui. Circolano anche storie di presenze diaboliche che si aggirerebbero in questi sotterranei, e in particolare un fantasma, una donna, la “Maga Alcina” che comparirebbe ogni anno la notte del solstizio d’inverno, il 21 dicembre, all’ingresso della grotta. Finora nulla è stato trovato nella caverna. Negli ultimi decenni diversi gruppi di speleologi hanno esplorato le gallerie ma senza risultati di rilievo.
Filippo Re
Per la prima volta in Piemonte eseguita in regime ambulatoriale la termoablazione dei miomi uterini
Per la prima volta in Piemonte è stato eseguito nella sala operatoria della struttura di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) dell’Asl Città di Torino un intervento di miolisi uterina – termoablazione dei miomi – in ambiente completamente ambulatoriale.
La procedura rappresenta una delle più innovative tecniche mininvasive oggi disponibili: consente, in casi selezionati, di trattare il mioma uterino, cioè un tumore benigno molto frequente che si sviluppa nella parete dell’utero e che può provocare sanguinamenti abbondanti, dolore o problemi di fertilità, senza ricorrere alla chirurgia tradizionale e al ricovero ospedaliero.
L’intervento viene eseguito su paziente vigile e con dimissione dopo poche ore, quindi con evidenti benefici sia per la qualità di vita delle pazienti sia per la sostenibilità del sistema sanitario.
La miolisi interstiziale (o termoablazione) utilizza energia termica per determinare la necrosi coagulativa delle lesioni – come miomi, fibromi uterini e focolai di adenomiosi – senza necessità di asportarle chirurgicamente.
La tecnica, pur non sostituendo tutte le procedure ginecologiche, rappresenta un’opzione efficace nei casi di miomi sintomatici di piccole e medie dimensioni, in sedi accessibili per via isteroscopica, cioè con una piccola telecamera introdotta per via naturale, e sotto guida ecografica.
La valutazione degli esiti avviene a circa un mese dall’intervento, sulla base della riduzione del volume della lesione e del miglioramento dei sintomi riferiti dalla paziente.
L’introduzione della miolisi si inserisce all’interno del percorso integrato dedicato alle pazienti con infertilità, offerto dalla PMA dell’Asl Città di Torino. La presenza di miomi o fibromi uterini interessa, infatti, circa il 10-15% delle donne con problemi di fertilità e può influire sull’accesso ai percorsi di fecondazione assistita.
Con questo nuovo traguardo, l’ASL Città di Torino rafforza la propria posizione all’avanguardia nell’offerta di percorsi innovativi per la salute della donna, rispondendo in modo sempre più efficace a una domanda crescente legata al tema dell’infertilità.
«Disporre di una tecnica come la termoablazione consente, nei casi selezionati, di trattare tempestivamente il mioma senza incidere sui tempi, già delicati, del percorso riproduttivo. Questo significa offrire alle nostre pazienti una risposta rapida, meno invasiva e compatibile con l’avvio dei trattamenti di PMA, migliorando complessivamente la gestione clinica di tutto il percorso», ricorda il direttore della struttura di Procreazione Medicalmente Assistita dell’Asl Città di Torino, Claudio Castello.
«Questo primo intervento in ambito regionale conferma il ruolo dell’Asl Città di Torino come punto di riferimento nell’innovazione clinica e organizzativa. La possibilità di eseguire trattamenti efficaci in regime ambulatoriale rappresenta un passo concreto verso una sanità sempre più centrata sulla persona e sostenibile anche in termini economici, con una significativa riduzione dei tempi di degenza e dei relativi costi per il sistema sanitario» dichiara il direttore generale dell’Asl Città di Torino, Carlo Picco.
«L’introduzione di questa tecnica rappresenta un importante passo avanti nella tutela della salute femminile e nei percorsi dedicati all’infertilità. Offrire alle pazienti trattamenti sempre meno invasivi, con tempi di recupero più rapidi e senza la necessità di un ricovero ospedaliero, significa migliorare la qualità dell’assistenza e rendere più accessibili i percorsi di cura. Questo risultato conferma la capacità della sanità pubblica piemontese di investire nell’innovazione e nelle competenze professionali, mettendo al centro i bisogni delle donne», sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi.
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Dal 26 al 28 giugno, i delegati di ottanta province italiane si riuniranno nel capoluogo piemontese a partire dalle ore 14:00 del 26, per discutere del nuovo Piano Casa, le strategie per affrontare l’emergenza abitativa, gli obiettivi della “Missione Clima 2030” e per un momento di formazione. Da venerdì 26 a domenica 28 giugno si svolgerà a Torino l’assemblea di Confabitare, associazione nazionale proprietari immobiliari, l’appuntamento annuale che riunisce tutti i presidenti delle sedi provinciali, storicamente ospitato a Bologna. La tre giorni torinese rappresenterà uno dei più importanti momenti di confronto annuale sui temi dell’abitare, mettendo al centro del dibattito politico e associativo le principali sfide che interessano i proprietari immobiliari e le amministrazioni locali. Al centro dei lavori assembleari ci sarà un’approfondita analisi del nuovo Piano Casa, arricchita dal resoconto delle audizioni parlamentari e ministeriali. Confabitare presenterà inoltre una serie di proposte operative concrete ideate per restituire fiducia ai piccoli proprietari e incentivare la reimmissione sul mercato della locazione degli appartamenti che oggi risultano sfitti. Ampio spazio sarà dedicato alla transizione ecologica e immobiliare nell’ambito della “Missione Clima 2030”, l’ambizioso progetto europeo che vede proprio la Città di Torino attivamente coinvolta e schierata in prima linea insieme ad altri otto comuni capofila coordinati dal Comune di Bologna. L’evento alternerà panel di discussione politica a sessioni di formazione interna, finalizzate a qualificare e aggiornare costantemente i servizi di consulenza offerti agli associati su tutto il territorio nazionale. L’Assemblea Nazionale di Confabitare inizia con Torino un percorso itinerante lungo la Penisola presso l’Hotel Holiday Inn Corso Francia, Piazza Massaua, 21.
La delegazione del Novarese era composta dalle consigliere comunali del capoluogo Maria Luisa Astolfi e Patrizia Bonelli e dalla consigliera di amministrazione di Assa Spa Laura Maroni, oltre ai sindaci di Nibbiola Pierfrancesco Agnesina, di Garbagna Novarese Fabiano Trevisan, di Tornaco Giovanni Caldarelli, mentre per Carpignano Sesia c’era il consigliere comunale Maurizio Domenico Galdini e per Borgomanero i colleghi Luca Porcu e Lorena Poletti. La provincia di Alessandria era rappresentata dai sindaci di Tortona Federico Chiodi, di Paderna Filippo Cordani, di Spigno Monferrato Walter Astengo, di Fubine Monferrato Lino Pettazzi, di Pareto Walter Borreani, di Stazzano Pierpaolo Bagnasco, di Rivarone Elisabetta Tinello, di Altavilla Monferrato Massimo Arrobbio, mentre per Borghetto di Borbera era presente con il consigliere comunale Enrico Bussalino e per Casale Monferrato il sindaco Emanuele Capra, il presidente del Consiglio comunale Giovanni Battista Filiberti e gli assessori Cecilia Strozzi e Gigliola Fracchia. Infine, per il Vercellese erano presenti i primi cittadini di Caresana Claudio Tambornino e di Formigliana Davide Brunetti.
Torna la Via dei Saraceni a Sauze d’Oulx
SAUZE D’OULX – La “Via dei Saraceni” in questo ultimo weekend di giugno taglia lo storico traguardo della sua 15° edizione.
Dopo 15 anni di assenza lo scorso anno la leggendaria “Via dei Saraceni” è tornata ed ha ottenuto un eccezionale risultato sotto l’organizzazione di Gruppo ABC.
Quest’anno con la “Via dei Saraceni”, in programma sabato 27 e domenica 28 giugno, e con l’apertura della seggiovia Sportinia e del Bike Park, prende ufficialmente il via la stagione delle due ruote a Sauze d’Oulx.
Riprendendo la formula vincete dello scorso anno, la Via dei Saraceni ritorna nuovamente con una programma suddiviso in due giornate: sabato 27 e domenica 28 giugno.
Una due giorni intensa che andiamo a dettagliare nel suo programma.
Si parte dunque sabato 27 giugno con alle ore 16 la corsa dei bambini dai 5 ai 12 anni con premi per tutti. Una giornata dedicata ai più giovani, per vivere l’emozione della MTB in un contesto sicuro e divertente. A partire dalle ore 19 grande festa per i partecipanti, birra, salsiccia e buona musica presso il K2.
L’Area tecnica ed espositiva sarà in piazza III Reggimento Alpini con apertura dalle ore 15 di sabato 27 giugno fino al termine delle premiazioni di domenica 28 giugno.
Domenica 28 giugno con partenza zona parco Giochi “Vincent Hawkins” alle ore 9,30. La Via Dei Saraceni 2026 propone due percorsi: Granfondo e Marathon per i bikers provenienti da tutta Italia.
A fine gare “Pasta Party” per i partecipanti e le loro famiglie con alle ore 15 la premiazione di tutte le categorie e grande estrazione finale per tutti.
La Granfondo, il percorso storico sulla distanza di 35 km, racchiude tutto ciò che rende unica La Via Dei Saraceni: salite, sentieri, passaggi tecnici e alcuni dei luoghi più iconici dell’Alta Val Susa.
La Marathon, grande novità di questa edizione sulla distanza di 60 km, porta la sfida ancora più in alto, aggiungendo chilometri e dislivello per chi vuole mettersi alla prova su una distanza più impegnativa.
Un percorso che alterna salita, tecnica e tratti più scorrevoli, in uno scenario di alta montagna, tra i punti più significativi del tracciato c’è il Faro degli Alpini, passaggio chiave del percorso e luogo simbolico della gara, immerso in un contesto unico e ben riconoscibile lungo il tracciato.
Per ulteriori e più dettagliate informazioni è possibile rivolgersi all’indirizzo mail laviadeisaraceni@gruppoabc.it
DA PALAZZO LASCARIS
Riunione congiunta delle Commissioni Ambiente e Agricoltura, con la presidenza di Sergio Bartoli, per proseguire l’esame del disegno di legge 136, presentato nella scorsa seduta dall’assessore Matteo Marnati, sulla “Disciplina per l’individuazione di aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili”.
Al centro del dibattito la questione dell’agri-voltaico, ovvero l’integrazione tra posizionamento di pannelli fotovoltaici e attività agricola.
Nominati i relatori: Silvia Raiteri (FdI) e Sergio Bartoli (Lista Cirio) per la maggioranza, Alice Ravinale (Avs), Fabio Isnardi (Pd), e Alberto Unia (M5s) per la minoranza. Finora sono stati presentati 54 emendamenti, ma altri sono stati annunciati.
Il consigliere Isnardi ha ritirato la sua proposta di legge n. 55 “Prime disposizioni applicative del D.M. 21 giugno 2024 in merito all’installazione di impianti a fonti rinnovabili sulle aree agricole di elevato interesse agronomico”. Lo stesso consigliere e la consigliera Giulia Marro (Avs) sono intervenuti nella discussione generale chiedendo di introdurre limiti e controlli più severi, focalizzando l’attenzione sul posizionamento dei sistemi di accumulo energetico (BES) e sulla corretta selezione delle colture da integrare sotto i pannelli fotovoltaici. La discussione ha toccato anche il tema dell’installazione di impianti su strutture commerciali, come tetti e parcheggi, e la tutela del panorama dei paesaggi Unesco.
L’assessore Marnati, dopo aver fornito alcune risposte tecniche, ha assicurato l’esame accurato degli emendamenti che verranno presentati in seguito.
Madri Costituenti, intitolata la sala panoramica
Le Madri Costituenti provenivano da tutto il territorio italiano e avevano esperienze professionali e politiche diverse: insegnanti, giornaliste, sindacaliste, casalinghe e laureate. Molte di loro avevano partecipato alla Resistenza, erano state confinate dal regime fascista, e portarono nell’Assemblea la loro esperienza di lotta e impegno civile. Diedero alla Carta Costituente un forte contributo soprattutto per l’articolo 3 sulla uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, per gli articoli 29, 30 e 31 sui diritti della famiglia e la tutela della maternità e dell’infanzia; per l’articolo 37 sulla parità salariale e per gli articoli 48 e 51 sul diritto di voto e di accesso alle cariche pubbliche per uomini e donne.
Oltre alla Consigliera Rossana Schillaci, all’incontro organizzato in occasione dell’intitolazione della sala al 15° piano della sede di corso Inghilterra hanno partecipato la Consigliera di parità della Città metropolitana di Torino Elisa Raffone, le Consigliere metropolitane delegate Sonia Cambursano (delegata allo sviluppo economico, alle attività produttive, al turismo e alla pianificazione strategica) e Caterina Greco (Bilancio, all’istruzione, al sistema educativo alla rete scolastica, all’orientamento e alle politiche giovanili), il Consigliere metropolitano Ugo Papurello, amministratrici e amministratori di Comuni del territorio metropolitano. Con l’occasione, è stato presentato il libro “Libere per Costituzione” di Valeria De Cubellis, che ha illustrato il ruolo delle 21 donne e il loro contributo.
“Intitoliamo la sala panoramica al 15° piano alle Madri Costituenti per dare un segnale in direzione della promozione della parità di genere, perché c’è ancora da lavorare per affermare i diritti delle donne, in famiglia, nel lavoro e nella politica. – ha sottolineato la Consigliera Rossana Schillaci – Ognuna delle Madri Costituenti ha contribuito a scrivere la storia della nostra Repubblica e la Città metropolitana, intitolando loro la sala al 15° piano, riconferma l’impegno a perseguire la parità di genere, nell’ambito istituzionale, scolastico, lavorativo“. “Proprio di recente ho avuto la possibilità di portare una testimonianza nel Festival Women and the Cities che si è svolto a Bari sulle politiche di parità portata avanti dal nostro Ente. – ha sottolineato da parte sua la Consigliera Sonia Cambursano – Siamo impegnate e impegnati in un lavoro corale, che comprende anche la diffusione sul territorio della mostra sull’80° anniversario del voto alle donne“.
Molto interessanti le annotazioni di Valeria De Cubellis sugli articoli della Costituzione dedicati ai diritti e alle parità di genere, la cui formulazione definitiva è opera delle Madri Costituenti, molte delle quali parteciparono attivamente alla Resistenza contro il nazifascismo e si impegnarono nella ricostruzione del Paese e nella difesa dei diritti politici e sociali delle donne, il primo dei quali era il diritto all’elettorato attivo e passivo. Ponderando con attenzione le parole e financo le virgole di articoli fondamentali della Carta fondamentale della Repubblica, le donne Costituenti misero nero su bianco princìpi, norme e indicazioni che avrebbero avuto piena attuazione anche decenni dopo la promulgazione della Costituzione: basti pensare alla riforma del diritto di famiglia varata nel 1975.
La procura di Torino ha chiesto 25 anni di reclusione per Giovanni Zippo, il 41enne imputato per l’esplosione del 30 giugno dello scorso anno in via Nizza. Nello scoppio perse la vita il 33enne Jacopo Peretti e furono ferite altre persone. La richiesta di condanna è stata formulata oggi in Corte d’Assise al termine della requisitoria.
L’uomo è accusato di omicidio volontario, disastro colposo e lesioni personali. L’accusa che avrebbe appiccato il fuoco, servendosi di benzina, nell’appartamento in cui abitava la sua ex fidanzata. che in quel periodo si trovava in vacanza all’isola d’Elba