Torino si scopre camminando, ascoltando e degustando e a febbraio lo fa attraverso le esperienze firmate birrificio Metzger, che prosegue con il suo calendario di eventi capaci di intrecciare storia urbana, artigianalità brassicola e convivialità.
Dopo la riapertura dello storico birrificio torinese di via Catania 37, nel cuore di borgo Rossini, Metzger si conferma protagonista di una nuova stagione culturale torinese, dove la birra diventa strumento di relazione e di narrazione. Due gli appuntamenti di febbraio organizzati dal birrificio Metzger.
Si comincia sabato 7 febbraio dalle 15 alle 17.30, con il Walking Tour dal titolo “ Dall’Art Nouveau alla birra di Torino”, una passeggiata guidata tra le architetture liberty e le memorie industriali di borgo Rossini, capace di condurre i partecipanti in un viaggio lungo un secolo di trasformazioni urbane. Il percorso si conclude nel birrificio, con visita e degustazione, per un’esperienza da assaporare, passo dopo passo.
Si continua poi domenica 22 febbraio prossimo con la Metzger Experience, visita guidata alla scoperta della produzione della birra. Si tratta di un’immersione completa nel mondo Metzger, con welcome beer, visita agli spazi produttivi, degustazione guidata e laboratorio sensoriale insieme ai birrai. Un appuntamento pensato per chi desidera comprendere da vicino il valore dell’artigianalità, le tecniche produttive e il linguaggio del gusto.
L’esperienza si ripeterà ogni quarta domenica del mese, mentre i walking tour proseguiranno ogni secondo sabato del mese fino a giugno.
Mara Martellotta


Moderato dall’inviato Mediaset Marco Graziano, e introdotto dai promotori della rassegna Marco Francia Maurizio Conti e Cristiana Ferrini, il talk, intitolato “Giuseppe Lavazza – il Gusto dell’impresa”, ha incarnato perfettamente lo spirito con il quale gli italiani sono soliti darsi appuntamento davanti a buon caffè: un momento di condivisione autentica, di amicizia e ascolto. Attraverso le parole di Giuseppe Lavazza, che dalla sua famiglia ha sicuramente ereditato il saper essere visionario e sognatore, con una grande attenzione a non tradire le proprie radici, il tema del caffè si è trasformato in un tramite che ha condotto il pubblico nel tempo della Torino che fu e che potrebbe diventare. Un continuo stimolo a migliorare attraverso la responsabilità nei confronti del proprio sogno, il coraggio di prendersi dei rischi e l’importanza di creare connessioni umane e il sentirsi parte di una famiglia, anche sul posto di lavoro.
La serata è stata anche l’occasione per consegnare a Giuseppe Lavazza il “Gianduiotto d’Oro”, un riconoscimento che premia l’eccellenza rappresentata dall’ospite di “Enjoybook”.