ilTorinese

Alle Fonderie Limone di Moncalieri debutta “Vangeli”

Debutta in prima nazionale, alle Fonderie Limone di Moncalieri, mercoledì 8 aprile alle 20.45, “Vangeli”, per la drammaturgia di Gabriele Vacis e della compagnia PoEM, il secondo spettacolo dopo “Antico Testamento”, che compone il progetto pluriennale “La trilogia dei libri”, dedicato ai testi sacri delle religioni monoteiste. Questa nuova produzione del Teatro Stabile di Torino vedrà in scena Davide Antenucci, Andrea Caiazzo, Eleonora Limongi, Pietro Maccabei, Lucia Raffaella Mariani, Eva Meskhi, Erica Nava, Enrica Rebaudo, Edoardo Roti, Kyara Russo, Lorenzo Tombesi, Gabriele Valchera, diretti da Gabriele Vacis. Lo spettacolo rimarrà in scena per la stagione in abbonamento fino a domenica 19 aprile prossimo.

Dopo “Trilogia della guerra”, intensa indagine sulle radici profonde che hanno plasmato scelte, giudizi, diritti e leggi, e che ancora alimentano i conflitti del nostro tempo, Gabriele Vacis e gli artisti di PoEM volgono lo sguardo a un altro giacimento di parole vive contenute nei libri sacri. “Vangeli” è il nuovo capitolo di un percorso iniziato con  “Antico testamento”, che si interroga su ciò che le Sacre Scritture possano offrire ancora oggi e come possano ancora risuonare nel cuore dei giovani. L’allestimento teatrale non si limita a raccontare testi millenari, ma esplora le domande e le tensioni che essi generano, mettendo in dialogo parole, emozioni e memoria collettiva. Il progetto si inserisce così in un percorso più ampio, che unisce ricerca storica, riflessione civile e sperimentazione scenica. Il cammino proseguirà il prossimo anno con il Corano, completando questo intenso viaggio attraverso le grandi tradizioni spirituali del mondo.

“Il mondo che abitiamo oggi sembra senza grazia – afferma il regista Gabriele Vacis – la verità è messa al bando, non è una virtù ma una carta da giocare secondo la propria convenienza. Nell’Antico Testamento fu data la legge. Nel Nuovo Testamento furono date la grazia e la verità, in particolare, nel Vangelo di Giovanni, Cristo è grazie e verità. Dove abitano oggi? In quali luoghi del mondo? ‘Vangeli’ pone queste domande con l’obiettivo d costruire insieme al pubblico un tempo sollevato, sospeso tra grazia e verità, un tempo di consapevolezza.
Il primo spettacolo di questo trittico, intitolato ‘Antico Testamento’, prendeva il Pentateuco e altri libri un po’ a pretesto. Ci interessava raccontare storie di oggi sugli antichi racconti biblici. Prendendo in mano i Vangeli, ci siamo subito resi conto che è necessario, di questi tempi,  pronunciare le parole del Nuovo Testamento, in particolare il Vangelo di Giovanni, che comincia cosi: ‘In principio era il logos’. Logos è sempre stato tradotto con ‘parola’, ma oggi si tende a tenere la parola originale dal greco poiché intraducibile. ‘Logos’ è parola incarnata, vuol dire, oltre a parola, discorso, pensiero, legge, fino a soffio. Abbiamo deciso che volevamo provare a fare agire il logos nel corpo dei giovani attori di PoEM. Vorremmo capire cosa significhino, in questi tempi travagliati, parole come verità e grazia.
Nel mio lavoro, la narrazione è sempre stata una delle tre componenti del teatro: rito, gioco e narrazione. Queste tre componenti, quando hanno pari dignità, ci permettono di indagare su aspetti fondamentali della nostra vita, oltre a sciocchezze come la post-verità o la malagrazia di poteri che reprimono ogni spazio vitale. Abbiamo costruito questo spettacolo provando a dare corpo alle parole, a generare azioni e immagini dai testi, dal discorso della montagna o dalla parabola dei talenti del Vangelo di Matteo, fino alla struttura spirituale del Vangelo di Giovanni, che Enzo Bianchi raccomanda di chiamare ‘il quarto Vangelo’ o ‘l’altro Vangelo’”.

Fonderie Limone Moncalieri – 8-19 aprile 2026 – via Pastrengo 88, angolo via Eduardo De Filippo. Orari spettacoli: da martedì a venerdì ore 20.45 – sabato ore 19.30 – domenica ore 16 – lunedì riposo. Prezzo dei biglietti: da 12 euro (ridotto under 18) a 28 euro (intero). L’acquisto dei biglietti in prevendita prevede un costo di 1 euro a biglietto.

Biglietteria teatro Carignano – piazza Carignano 6, Torino – 011 5169555 – biglietteria@teatrostabiletorino.it  – da martedì a sabato dalle 13 alle 19 – domenica dalle 14 alle 19.

Mara Martellotta

Grounding: radicati e connessi con la terra

Percepire proprio corpo attraverso il radicamento, immersi nella natura e consapevoli nel presente.

Fu Alexander Lowen, psichiatra, psicoterapeuta e padre della terapia bioenergetica ad inserire nelle sue terapie il grounding (dal termine inglese “ground” ovvero “terra”), ad utilizzare la pratica del radicamento intuendo l’esistenza di un legame tra il benessere interiore con ciò che ci sostiene e su cui appoggiamo il nostro corpo.

Lowen, attraverso l’analisi della postura dei suoi pazienti, mise in relazione il senso di insicurezza, di sfiducia e la scarsa capacità di sentire le proprie emozioni con una percezione di mancato o scarso appoggio fisico.

Questa tecnica radicante lega corpo e mente e permette di recuperare energie e risorse sfruttando la relazione tra respirazione e immaginazione, posizionandosi nel “qui e ora”. Dunque ogni volta che si sente la necessità di sicurezza e stabilità si può ricorrere al grounding facendo diversi esercizi che favoriscono l’ aumento della centratura corporea e permettono di canalizzare lo stress  allentando le tensioni.

Come si pratica il grounding?

A contatto diretto con il suolo che ci sostiene, senza scarpe. Una messa a terra” fisica per connettersi con l’ambiente  entrando in contatto con un io più istintivo e primordiale privo di sovrastrutture. I nostri piedi attraverso la loro capacità riflessive permettono di interagire con l’ambiente circostante ed in particolare sottostante, i nervi che li rivestono, infatti, attivano un collegamento con molti organi interni e le strutture più importanti del nostro corpo.

Quali sono gli esercizi base?

Camminare a piedi nudi cercando di sentire la terra con tutte le parti del piede e praticando un vero e proprio sprofondamento in essa. Inoltre è importante che ci sia la massima attenzione su quello che si sta facendo, evitando di distrarsi con altri pensieri.

Unire alla camminata esercizi di pilates e yoga che prevedono il contatto dei piedi con il terreno o altre pratiche di movimento come la danza, considerata una vera forma di meditazione.

E’ fondamentale respirare consapevolmente e percepire il corpo anche attraverso il tatto, per esempio, stringendo o pizzicando le gambe o le caviglie, ma anche toccando oggetti a noi vicini  o abbracciando una persona che ci trasmette vibrazioni positive. Il connettersi con la terra che ci sostiene, il radicamento, il contatto con il nostro corpo, il vivere il  momento presente permette il rilascio delle tensioni e l’allentamento dello stress, dona benefici davvero inaspettati.

Dove può essere praticato il grounding?

L’ideale sarebbe sulla terra o sulla sabbia, ma va bene anche il pavimento di casa.

E’ necessario trovare un posto dove ci sentiamo al sicuro e dove nessuno ci può disturbare, chiudere gli occhi, respirare profondamente e affondare i piedi, amalgamarsi con la superficie come se avessimo delle radici che fuoriuscendo dalle nostre basi inferiori ci ancorano al terreno.

Con il grounding è possibile ritrovare l’energia, la stabilità e il senso di sicurezza, ma anche recuperare il contatto con la terra e rinforzare la postura.

MARIA LA BARBERA

Futuro Nazionale: “la confluenza di Indipendenza consolida il progetto”

 

Il Piemonte protagonista con Pozzolo e Lauria

Cuneo, 1 aprile 2026

La conferenza stampa tenutasi ieri a Roma segna un passaggio significativo nella costruzione di

Futuro Nazionale: il movimento Indipendenza, guidato da Gianni Alemanno, confluisce

formalmente nel partito fondato dall’europarlamentare Roberto Vannacci, ampliando la base

organizzativa e il radicamento territoriale di un soggetto politico che in meno di due mesi ha già

superato i 12.000 iscritti e costituito oltre 200 comitati in tutta Italia.

L’operazione si inserisce in un percorso di consolidamento rapido: nato ufficialmente il 3 febbraio

2026, Futuro Nazionale conta già quattro deputati alla Camera — Emanuele Pozzolo, Edoardo

Ziello, Rossano Sasso e lo stesso Vannacci — e oggi si rafforza ulteriormente con l’apporto di

strutture, militanti e quadri dirigenti provenienti da Indipendenza.

Emanuele Pozzolo, ex membro di Fratelli d’Italia, è stato il primo deputato ad aderire a Futuro

Nazionale. Deputato piemontese con un profilo identitario ben definito, Pozzolo rappresenta il

collegamento diretto tra il territorio del Nord-Ovest e la leadership nazionale del partito.

Nel commentare la confluenza odierna, Pozzolo ha ribadito la visione che lo ha portato a scegliere

Futuro Nazionale: «Non è il tempo per una destra omeopatica, che deve sempre chiedere scusa e

cercare la legittimazione negli altri. Futuro Nazionale intercetta un ampio spazio politico e sociale

scoperto».

Sul significato dell’allargamento del progetto, il deputato piemontese sottolinea:

«La confluenza di Indipendenza rafforza ciò che stiamo costruendo: un movimento che mette gli

italiani al primo posto, con una struttura sempre più radicata sul territorio. Il Piemonte è pronto a

fare la sua parte in questa fase costituente.»

Il ruolo di Giuseppe Lauria: enti locali e relazioni internazionali

Giuseppe Lauria, Responsabile nazionale degli Enti Locali e delle Relazioni Internazionali del

Movimento Indipendenza, porta in Futuro Nazionale una doppia competenza strategica: la gestione

delle reti amministrative locali e la proiezione verso interlocutori internazionali in linea con la

visione sovranista del partito.

Il suo ruolo nella confluenza è particolarmente rilevante sul piano piemontese, dove la rete di

amministratori locali e militanti rappresenta una risorsa organizzativa concreta per il radicamento

del nuovo soggetto.Lauria dichiara:

«Entrare in Futuro Nazionale significa portare dentro un patrimonio fatto di relazioni, esperienze

amministrative e una rete internazionale costruita in anni di lavoro. La dimensione locale non è un

dettaglio: è il fondamento su cui si costruisce qualsiasi progetto politico serio. In Piemonte abbiamo

le persone, le competenze e l’entusiasmo per diventare uno dei motori di questa fase.»

Il Piemonte come laboratorio politico

La presenza coordinata di Pozzolo — voce parlamentare — e Lauria — struttura organizzativa e

relazioni istituzionali — configura il Piemonte come uno dei territori più strutturati del nuovo

partito nel Nord-Ovest. La convergenza tra le due figure produce un presidio multilivello:

rappresentanza nazionale, radicamento locale, proiezione internazionale.

Vannacci ha dettato le linee del partito davanti ai microfoni, ribadendo che Futuro Nazionale

intende porsi come alternativa credibile e strutturata, capace di intercettare quell’elettorato che

non si sente più rappresentato dalle forze attualmente al governo.

In Piemonte, sulla base delle dinamiche organizzative in corso e del potenziale bacino elettorale

dell’area identitaria e sovranista, le proiezioni interne stimano per il medio periodo una forbice

orientativa compresa tra il 3% e il 6% del consenso regionale, con margini di crescita nelle aree

metropolitane e nelle province del Nord-Ovest.

Prossimi passi

Il congresso fondativo di Futuro Nazionale è atteso per il mese di giugno 2026, momento in cui

verranno definiti struttura, cariche e piattaforma programmatica del partito. Le strutture territoriali

di Indipendenza — inclusi i circoli già attivi in Piemonte, Liguria e nelle altre regioni — si

trasformeranno progressivamente in circoli di Futuro Nazionale, ampliando una rete già oggi presente in tutta Italia.

INDIPENDENZA – FUTURO NAZIONALE

Spoto sorprende ancora: la tradizione torinese sale sulla pizza

Spoto Bakery-Voglia di Pane in Via Chiesa della Salute 23,  firma un nuovo viaggio nel gusto, dove memoria e creatività si incontrano.

C’è un filo sempre più solido che lega tradizione e innovazione nella proposta di Spoto Bakery. Dopo il successo del panettone realizzato con Amaro San Simone – un omaggio dichiarato a uno dei sapori simbolo della città – il forno torinese rilancia con un progetto tanto semplice quanto ambizioso: portare gli antipasti della tradizione piemontese sulla pizza romana.

Nasce così “Il Carosello di Spoto”, un percorso gastronomico che affonda le radici nella memoria conviviale delle piole, le osterie tipiche del Piemonte, dove l’antipasto non è mai solo un’apertura ma un vero rito collettivo. L’idea è quella di tradurre questo spirito in una sequenza di pizze che reinterpretano alcuni dei piatti più iconici del territorio: dalla bagna cauda al vitello tonnato, dalla carne cruda all’albese alla salsiccia di Bra con i porri.

Un’operazione che non è soltanto creativa, ma anche filologica. Il progetto nasce infatti da un attento lavoro di ricerca su ingredienti, tecniche e tradizione, in linea con quella cultura gastronomica che già nell’Ottocento Giovanni Vialardi raccontava nei suoi scritti, descrivendo i lunghi e articolati antipasti delle tavole sabaude.

A fare da base a questa narrazione è il nuovo impasto della pizza romana firmato Alessandro Spoto, realizzato con farina a residuo zero OIRZ di Molini Fagioli e orzo tostato, che regala una nota aromatica intensa e una croccantezza marcata. È proprio su questo equilibrio che si gioca la sfida.

La prima proposta, dedicata alla bagna cauda, potrebbe sembrare un azzardo. E invece sorprende: i sapori si amalgamano con naturalezza, esaltando una farcitura che resta leggera ma piena, perfettamente sostenuta da un impasto croccante. Il risultato è una pizza che non tradisce l’identità del piatto originario, ma lo traduce in un linguaggio contemporaneo.

«Ci interessava partire da qualcosa che a Torino è quasi un rito», spiega Spoto. «Il carosello di antipasti è un modo di stare insieme, non solo di mangiare. Portarlo sulla pizza è stato naturale: è un linguaggio immediato, ma ci permette di lavorare in profondità sui sapori».

Il calendario del progetto segue il ritmo delle stagioni: dopo la bagna cauda di aprile, sarà la volta del vitello tonnato a maggio, della salsiccia e porri a giugno e, infine, dell’albese a luglio. Un’edizione limitata che invita a tornare, mese dopo mese, per scoprire nuove interpretazioni.

Con questa iniziativa, Spoto Bakery si conferma un punto di riferimento nel panorama gastronomico torinese: un luogo capace di tenere insieme tradizione e innovazione, memoria e sperimentazione. E, soprattutto, di continuare a sorprendere, trasformando la pizza in un racconto identitario della città di Torino.

Lori Barozzino

Lago Sirio, 90enne trovato senza vita

Tragedia nella tarda mattinata di oggi al lago Sirio di Ivrea. Il cadavere di un uomo di 90 anni  è stato avvistato da alcuni passanti che hanno immediatamente lanciato l’allarme.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Ivrea, che hanno provveduto al recupero del corpo, e i sanitari del 118 Azienda Zero, che non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Presenti i carabinieri della compagnia di Ivrea, che, in base ai primi accertamenti, non escludono l’ipotesi di un gesto volontario.

VI.G

Si è dimesso Gravina!

 

Il calcio italiano vive ore di forte turbolenza dopo la pesante sconfitta contro la Bosnia, un risultato che riaccende l’incubo della terza esclusione consecutiva dai Mondiali. A pagare per primo è stato Gabriele Gravina, che ha rassegnato le dimissioni dalla guida della FIGC al termine di un incontro con tutte le componenti federali.
Una decisione che apre ufficialmente la corsa alla successione: i nomi più accreditati sono quelli di Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, con elezioni fissate per il 22 giugno. Ma il terremoto non si ferma ai vertici istituzionali.
Anche la panchina azzurra vacilla: Gennaro Gattuso sarebbe vicino all’addio, mentre Gianluigi Buffon valuta di lasciare il ruolo di capo delegazione. Segnali chiari di una possibile rivoluzione imminente, in un sistema che sembra arrivato a un punto di rottura.

ENZO GRASSANO

Borgo San Paolo, stretta della polizia: sanzioni per 21mila euro e un arresto

Quasi 400 persone controllate, 6 denunciate e una raffica di sanzioni per 21mila euro. È questo il bilancio dei servizi straordinari di controllo del territorio, avviati dal Commissariato di Polizia “San Paolo” di Torino del mese di marzo, diretti a contrastare la microcriminalità e prevenire reati.

Nel corso delle operazioni sono stati segnalati 6 soggetti all’Autorità Giudiziaria e accertate 4 violazioni amministrative legate al consumo e alla detenzione di sostanze stupefacenti. Gli agenti hanno inoltre verificato 8 esercizi pubblici e controllato 80 persone, per un importo complessivo di sanzioni pari a circa 21.000 euro.

Durante uno dei controlli, in corso Trapani all’angolo con via Tirreno, i poliziotti hanno notato un giovane a bordo di un monopattino che, alla vista della pattuglia, ha accelerato tentando la fuga. Nel tentativo di sottrarsi al controllo, il ventenne avrebbe colpito gli agenti facendoli cadere a terra, ma è stato bloccato poco dopo. Dalla perquisizione sono stati trovati 50 grammi di hashish, 460 euro in contanti e due smartphone. La successiva ispezione domiciliare ha portato al rinvenimento di altri 300 grammi di hashish, una bustina di marijuana e strumenti per il confezionamento. Il ragazzo è stato arrestato. Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari: fino a una sentenza definitiva, vale la presunzione di innocenza.

VI.G

Blitz anti-degrado a Torino: 5 arresti e 72 denunce. Parco Sempione e Aurora al centro dei controlli

Proseguono a Torino i controlli straordinari del territorio avviati lunedì 30 marzo, con un’azione mirata a contrastare situazioni di degrado urbano e fenomeni legati allo spaccio di sostanze stupefacenti.

L’intervento, disposto nell’ambito delle misure di vigilanza rafforzata previste dal decreto sicurezza, vede impegnate in modo coordinato Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale, con il supporto di unità specializzate dell’Arma. Le operazioni si concentrano in diverse aree della città, in particolare nei quartieri Barriera di Milano – soprattutto nella zona del parco Sempione e lungo corso Giulio Cesare – Aurora, con attenzione ai giardini Alimonda e Madre Teresa di Calcutta, e San Donato, oltre alle aree del Lingotto, piazza Bengasi e della stazione Porta Nuova.

Dall’avvio dei controlli sono state identificate 574 persone: 5 gli arresti, 72 le denunce. Due persone sono state accompagnate al Centro di permanenza per i rimpatri e sei in Questura. Sono inoltre stati emessi 10 provvedimenti di allontanamento e un divieto di accesso all’area del parco Sempione, mentre i controlli hanno riguardato anche 12 esercizi commerciali.

L’attività prosegue con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza e presidio del territorio.

Confidi, cresce il credito direttamente alle imprese

/

COMITATO TORINO FINANZA: RAPPORTO CONFIDI 2026

STOCK DI GARANZIE PER 7,4 MILIARDI ALLE PMI

 

A fine 2025 questi consorzi erano 164. In crescita l’erogazione di credito diretto alle imprese. Vladimiro Rambaldi: “Il sistema dei Confidi continua a rivestire un ruolo importante nell’affiancamento e nell’accompagnamento delle PMI”.

 

Alla fine del 2025 i Confidi in Italia erano 164, di cui 30 Confidi maggiori e 134 minori. Il numero è in diminuzione di 15 unità rispetto all’anno precedente (due Confidi maggiori in meno per effetto di fusioni; 13 in meno fra i minori). I Confidi italiani detengono complessivamente (31/12/2024) 7,4 miliardi di euro di stock di garanzie (-4,%). In un solo anno ne hanno emesse per circa 2,7 miliardi (-3%). In crescita l’erogazione di credito direttamente alle imprese da parte dei Confidi maggiori: oltre 600 milioni di euro a fine 2025, con un +6,7% rispetto al 2024. Sono i numeri più significativi che fotografano l’attività di questi consorzi la cui funzione fondamentale è agevolare l’accesso al credito alle PMI attraverso il rilascio di garanzie a favore delle banche. Lo stato di salute di questi enti viene valutato nel Rapporto 2026 dell’Osservatorio permanente sui Confidi, che il Comitato Torino Finanza ha presentato oggi a Roma.

I lavori sono stati introdotti da Vladimiro Rambaldi, Presidente del Comitato Torino Finanza, e da Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di commercio di Torino. Nel vari interventi si è parlato del futuro dei Confidi, che si devono confrontare con i sistemi statistici automatizzati (credit scoring) utilizzati da banche e finanziarie per vagliare l’affidabilità creditizia di chi richiede un prestito, con il peso sempre maggiore per le imprese dei fattori di sostenibililità (ESG), con il ruolo dell’intelligenza artificiale nei processi di valutazione del credito.

E’ dal 2005 che il Comitato Torino Finanza realizza questa ricerca con cui analizza il mercato italiano delle garanzie fidi, seguendone l’andamento anche alla luce dell’evoluzione normativa e proponendo alcuni spunti di discussione sulle politiche pubbliche di cui i Confidi sono destinatari e attuatori.

Il rapporto dimostra – afferma Vladimiro Rambaldi, Presidente del Comitato Torino Finanza – che il sistema dei Confidi continua a rivestire un ruolo importante nell’affiancamento e nell’accompagnamento delle imprese di minori dimensioni e che si sta evolvendo per stare al passo con i tempi. E così vediamo che è divenuta una realtà ormai consolidata l’erogazione di credito diretto da parte dei Confidi maggiori, i quali svolgono in questo modo una importante funzione di supplenza, ovviando, almeno in parte, al fabbisogno di finanza proveniente dal tessuto delle micro e piccole imprese. Nel campo della sostenibilità i Confidi sono in grado di fare da cerniera tra la piccola impresa e la banca ed evitare che i cosiddetti fattori ESG, ormai destinati a incidere in maniera crescente sull’erogazione del credito, si trasformino in un ulteriore e incompreso fattore di complessità amministrativa. Infine, i Condidi sono consapevoli dell’ utilità dell’intelligenza artificiale nei processi di valutazione del merito creditizio e grazie alla loro prossimità, conoscenza del territorio e comprensione del contesto economico dell’impresa possono ridurre l’asimmetria informativa sulle PMI”.

Nel rapporto emerge che la solidità patrimoniale dei Confidi sia maggiori che minori è giudicabile come adeguata in relazione ai rischi assunti, anche se per quanto riguarda la sostenibilità economica del core business dei Confidi – l’erogazione di garanzie sul credito alle PMI – la quasi totalità fa registrare un rapporto fra costi e ricavi operativi della gestione caratteristica non sufficiente (87% dei Confidi maggiori e l’81% del campione dei Confidi minori).  Solo negli ultimi 3 esercizi (2022-2024) i Confidi maggiori e quelli minori del campione hanno cumulato un margine operativo negativo per 149 milioni di euro (-121 milioni i confidi maggiori, -28 milioni i confidi minori). Tale situazione è solo in parte compensata dagli aspetti non core della gestione, il principale dei quali è l’attività di investimento della liquidità detenuta.

Ma il punto chiave – è stato sottolineato dagli estensori del rapporto, Diego Bolognese e Gianmarco Paglietti – è che ormai il valore dei Confidi non sta solo nel mitigare il rischio, ma nel saperlo leggere meglio. Il futuro dei Confidi non si gioca solo sulla quantità di credito attivato, ma sulla qualità delle informazioni che sono in grado di produrre e governare. Perché, oggi, il vero vantaggio competitivo non è avere meno rischio, ma essere più leggibili.