ilTorinese

Donna presa a pugni da rapinatore in un negozio

La Polizia di Stato ha arrestato un cittadino marocchino di quarant’anni, per tentata rapina impropria e resistenza a pubblico ufficiale.
È mattina quando personale dell’Ufficio Generale e Soccorso Pubblico, con l’ausilio della volante del Commissariato di Borgo Po, interviene in via Stradella presso un’attività commerciale dove era stata segnalata un’aggressione ai danni di una donna.
Secondo quanto ricostruito nell’immediatezza dei fatti, il quarantenne in evidente stato di alterazione alcolica, si era introdotto all’interno dell’esercizio commerciale, assumendo atteggiamenti molesti nei confronti di una cliente. La dipendente era intervenuta in sua difesa, ma era stata aggredita: nella circostanza le veniva sottratto il telefono cellulare, che il soggetto tentava di portare via.
La donna, con l’aiuto di alcuni presenti era infatti riuscita a raggiungere l’uomo che, per tentare la fuga, l’aveva colpita con un pugno al volto. Nonostante ciò, la vittima riusciva a recuperare il telefono e ad allertare le Forze dell’Ordine.
All’arrivo degli operatori, il soggetto si presentava in forte stato di agitazione e assumeva un atteggiamento aggressivo e minaccioso, opponendo resistenza e tentando di colpire gli agenti.
Per tali ragioni l’uomo è stato arrestato e condotto presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cotugno”.
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

La Bellezza per costruire la pace tra arte, scuola e cittadinanza attiva

Una giornata intensa, partecipata e profondamente simbolica ha animato la città con “Generare Bellezza”, l’iniziativa che ha trasformato luoghi significativi del centro – da Piazza Valdo Fusi al Cortile della Fondazione OMI fino al Coro di Santa Pelagia – in spazi di incontro tra arte, educazione e cittadinanza attiva.

Promosso da Forme in Bilico APS con il sostegno della Fondazione OMI Ente Filantropico ETS, nell’ambito delle celebrazioni per il 250° anniversario dell’ente, l’evento ha coinvolto istituzioni, realtà culturali e soprattutto le giovani generazioni, chiamate a essere protagoniste di un’esperienza collettiva nel segno della pace e del pensiero del Terzo Paradiso ideato da Michelangelo Pistoletto.

Sin dal mattino, oltre 200 alunne e alunni delle scuole primarie torinesi hanno preso parte ai laboratori in Piazza Valdo Fusi, dando vita a una grande Bandiera della Pace. Un’azione corale e partecipativa, in cui la creatività si è intrecciata al senso di responsabilità civile: una lunga superficie di carta trasformata in spazio di dialogo, incontro e condivisione.

Momento particolarmente significativo è stato poi l’arrivo del Maestro Michelangelo Pistoletto, accolto al centro di un simbolico abbraccio collettivo. Insieme alle bambine e ai bambini, Carlotta Salerno , assessora alle Politiche educative e giovanili della Città di Torino, che ha così voluto sottolineare con forza il valore educativo e sociale dell’iniziativa: “Educare all’arte e alla bellezza è uno dei gesti più democratici che possiamo compiere in qualità di istituzioni. Abbiamo fortemente voluto dedicare un episodio di Crescere alle scuole e all’arte, per far vivere in prima persona alle bambine ed ai bambini tutto il processo che porta ad un’opera artistica ed esserne protagonisti a tutti gli effetti. Ciò è fondamentale per stimolare creatività, collaborazione, ma soprattutto è un tassello ulteriore nell’abituare fin da subito alla bellezza e fare di essa uno strumento primario di inclusione sociale e cittadinanza attiva. Un grande grazie al Maestro Pistoletto, che con la sua direzione artistica ed enorme disponibilità ha reso l’appuntamento ancora più magico”.

Nel pomeriggio, il programma è proseguito con lo svelamento del Terzo Paradiso dell’Educazione nel cortile della Fondazione OMI: un’opera destinata a restare nel tempo come spazio vivo e interattivo per le scuole, simbolo tangibile di un percorso educativo fondato sull’arte e sulla partecipazione.

A seguire, il convegno “Generare Bellezza” ha riunito autorevoli esponenti del mondo artistico, istituzionale e culturale per riflettere sul ruolo dell’educazione e della creatività nella costruzione di un nuovo umanesimo civile. Tra gli interventi, quello dello stesso Michelangelo Pistoletto, che ha ribadito come la bellezza nasca dalla responsabilità condivisa: un processo concreto, che prende forma attraverso la partecipazione e diventa visione di futuro.

“Generare Bellezza” si conferma così non solo come evento, ma come esperienza collettiva e modello di collaborazione tra scuola, istituzioni e cultura. Un segnale forte per la città di Torino, che continua a investire nell’educazione come leva fondamentale per costruire il futuro.

Credit Photo Gallery 1: David Leonardo Antal

Credit Photo Gallery 2: Valerio Minato

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Rock Jazz e dintorni a Torino. Il Duo Dalia-Gibboni e Leo Gassman

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA

Martedì. Per la rassegna Seven Springs alla Scuola Holden, il duo composto da Carlotta Dalia alla chitarra e da Giuseppe Gibboni al violino, eseguirà musiche di Paganini e Albèniz & Piazzolla. All’Hiroshima Mon Amour si esibisce Mario Sturniolo.

Mercoledì. All’Hiroshima è di scena Leo Gassman. All’Osteria Rabezzana suona il Panattoni Jazz Combo.

Al Blah Blah si esibiscono i Bestiame.

Giovedì. All’Hiroshima è di scena il Duo Bucolico. Al teatro Esedra va’ in scena “Novecento- la leggenda del pianista sull’oceano”. Concerto con arrangiamenti e musica del trombettista jazz Felice Reggio con la cantante Donatella Chiabrera e con la narrazione e regia di Maurizio Fiori. Allo Spazio 211è di scena Giorgio Canali. Al Blah Blah concerto del Trio Marciano. Allo Ziggy suonano i The Devil’s Trade preceduti dagli Electric Wires.

Venerdì. Al Circolino si esibisce il A Planet to Save Jazz Trio. All’Hiroshima è di scena il rapper Mondo Marcio. Al Magazzino sul Po suonano i Cigno. Allo Spazio 211 si esibisce Filippo Gatti e Riccardo Sinigallia. Allo Ziggy sono di scena i Koldbrann.

Sabato. Al teatro Concordia di Venaria si esibisce Tredici Pietro. Al Magazzino sul Po suona la Mixtura Orchestra.

Domenica. Al Magazzino sul Po sono di scena Maximilian + Nuelle.

Pier Luigi Fuggetta

Antisemitismo di ritorno: vandalizzate le pietre d’inciampo in piazza Santa Giulia

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Atto vandalico contro la memoria nel quartiere Vanchiglia, dove nella giornata di oggi, 2 maggio, le pietre d’inciampo di piazza Santa Giulia sono state imbrattate da ignoti con vernice scura e scritte, danneggiando le targhe in ottone e rendendo difficilmente leggibili alcuni nomi. I piccoli blocchi, collocati davanti al civico 12 nei pressi dell’ex Ospizio Israelitico, ricordano otto persone deportate durante le persecuzioni nazifasciste e rappresentano uno dei tanti segni diffusi sul territorio per mantenere vivo il ricordo delle vittime della Shoah. L’iniziativa si inserisce nel progetto ideato dall’artista tedesco Gunter Demnig, che da anni porta nelle città europee queste installazioni commemorative collocate nei luoghi di ultima residenza delle persone deportate. La scoperta del danneggiamento ha suscitato reazioni immediate da parte delle istituzioni locali e delle forze politiche che hanno condannato l’accaduto, definendolo un gesto grave e offensivo nei confronti delle vittime e dell’intera comunità. Preoccupazione anche per la vicinanza temporale con altri episodi simili avvenuti nella stessa zona, che fanno temere un’escalation di atti contro simboli legati alla Resistenza (lapide partigiana incendiata in largo Montebello) e alla memoria della deportazione. Sono in corso accertamenti per individuare i responsabili, anche attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nell’area, mentre si lavora già al ripristino delle pietre

Apre il cinema di reparto nella Neuropsichiatria infantile del Regina Margherita

Nel reparto di Neuropsichiatria infantile dell’ospedale Regina Margherita di Torino la cultura diventa cura. Libri Aperti, Neuroflix e Luoghi Comuni: tre progetti, un unico orizzonte di comunità.

Ci sono libri che si aprono accanto ad un letto d’ospedale, film che accendono il pensiero in una stanza silenziosa, parole che diventano un ponte tra pazienti, caregiver e personale sanitario.

Alla Neuropsichiatria dell’OIRM (diretta dal professor Andrea Martinuzzi) la cultura entra non come ornamento, ma come parte della cura.

Da questa intuizione – che leggere, guardare, creare possano essere forme di benessere – nascono Libri Aperti, Neuroflix e Luoghi Comuni, tre progetti promossi da DEAR ETS per rendere accessibili esperienze, linguaggi e strumenti che aiutano a crescere e a partecipare.

La biblioteca Libri Aperti, costruita insieme a CoLTI – Consorzio Librerie Torinesi Indipendenti – porta nei reparti la possibilità di scegliere una storia, di scambiarsi un libro, di condividere tempo.

Il cinema di reparto Neuroflix, ideato con l’Associazione Museo Nazionale del Cinema, trasforma la visione di un film in un momento di incontro, leggerezza e rielaborazione personale. Spider Man, Now you see me, Big Hero 6, Avengers, Zootropolis, La forma dell’acqua, Guardiani della galassia, Ferdinand: questi alcuni dei titoli.

Luoghi Comuni, infine, ripensa gli spazi della cura come luoghi vivi: il primo intervento è un’installazione realizzata con i ragazzi del reparto e l’artista Daniele Catalli, nell’ambito del programma internazionale Youth Climate Action Fund.

“La cura per la cultura e la cultura per aiutare a curare. Osservare i risultati dei nostri giovani pazienti coinvolti in attività artistiche e culturali rafforza la nostra convinzione sull’importanza di un approccio olistico alla cura, che consideri non solo gli aspetti clinici ma che abbracci anche la dimensione sociale e creativa. La collaborazione tra il personale sanitario, gli educatori e DEAR ETS ha creato un ambiente di reparto dove i ragazzi possono esprimersi e continuare il loro percorso personale anche durante l’ospedalizzazione, con un impatto positivo sul loro percorso di guarigione” dichiara Adriano Leli (Direttore generale AO OIRM – Sant’Anna).

Si tratta di un nuovo percorso di cura per i bambini e gli adolescenti della nostra Neuropsichiatria Infantile in cui umanizzazione e innovazione tecnologica concorreranno in modo sinergico al processo di guarigione. L’ambiente ospedaliero è lo spazio che accoglie il paziente e la sua famiglia, che lo accompagna nel viaggio impegnativo della malattia e come tale deve essere pensato, costruito, arredato e adattato non solo alle esigenze clinico assistenziali ma anche educative e ricreative. Per questo nuovo importante traguardo ringrazio quindi DEAR ETS anche a nome di tutti gli operatori sanitari dell’ospedale Infantile Regina Margherita” dichiara la professoressa Franca Fagioli (Direttore Dipartimento Patologia e Cura del Bambino ospedale Regina Margherita).

Tre progetti diversi, ma dentro la stessa visione: fare della cultura un terreno comune di cura, inclusione e cittadinanza.

«Per noi di DEAR l’ospedale non è solo un luogo dove si curano le malattie, ma anche uno spazio dove si coltiva umanità» racconta Anita Donna Bianco (Presidente di DEAR ETS). «Crediamo che la qualità degli spazi, del tempo e delle relazioni possa incidere in modo profondo sul benessere e sul percorso di guarigione. Questa visione ha potuto prendere forma grazie al sostegno di Otto per Mille della Chiesa Evangelica Valdese, Bloomberg Philanthropies, Fondazione Sviluppo e Crescita CRT e Fondazione Claudio e Vanda Brunod ed alla generosità di tanti donatori privati che hanno scelto di credere in una cultura che cura”.

A Torino il 7° Congresso Nazionale sulle Malattie dell’Esofago

 Lunedì 4 e martedì 5 maggio 2026 Torino ospiterà il 7° Congresso Nazionale SISME (Società Italiana per lo Studio delle Malattie dell’Esofago), presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (via Modane 16). .

Il congresso è organizzato dalla Chirurgia Generale 1 universitaria della Città della Salute e della Scienza di Torino, sotto la Presidenza Onoraria del professor Mario Morino e la Presidenza del professor Fabrizio Rebecchi.

Il congresso rappresenta il principale appuntamento per la comunità medico-scientifica italiana impegnata nella diagnosi e nel trattamento delle patologie esofagee.

Il programma scientifico affronterà in modo multidisciplinare i principali temi legati alle malattie dell’esofago, dalle forme benigne alle patologie maligne. Nelle due giornate sono previste sessioni dedicate ai disturbi funzionali, malattia da reflusso gastro-esofageo, tumori dell’esofago e del cardias, con un focus dedicato ai nuovi trattamenti endoscopici e chirurgici, gestione perioperatoria, nutrizione clinica, nuove tecnologie comprendenti la robotica, l’intelligenza artificiale e l’ingegneria tissutale.

Tra i temi di maggiore attualità figurano anche le prospettive future delle terapie sistemiche nel carcinoma dell’esofago, il ruolo della sorveglianza attiva dopo terapia neoadiuvante, la chirurgia mini-invasiva laparoscopica e robot-assistita e l’impiego dell’intelligenza artificiale nella diagnosi e nel trattamento delle patologie esofagee.

L’evento prevede la presenza di esperti in chirurgia generale, gastroenterologia, dietologia, oncologia, anestesia e rianimazione, otorinolaringoiatria e radiodiagnostica.

“Il congresso SISME vuole essere un momento di confronto concreto tra esperienza clinica, innovazione tecnologica ed approccio multidisciplinare, con l’obiettivo di migliorare la presa in carico dei pazienti affetti da patologie esofagee” dichiara  Fabrizio Rebecchi (Presidente del Congresso).

“La malattia da reflusso gastro-esofageo e il tumore maligno dell’esofago sono due patologie in grande crescita, connesse tra loro e per le quali le novità chirurgiche e mediche sono innumerevoli” aggiunge Mario Morino (Presidente Onorario del Congresso).

Salone OFF: 12 giorni, oltre 1000 eventi, 400 spazi tra Torino e Piemonte

 

La cultura ovunque 

XXII edizione | 8-19 maggio 2026

 

La ventiduesima edizione del Salone Off, la grande festa del libro diffusa e inclusiva, si svolgerà da venerdì 8 a martedì 19 maggio 2026.

 

I numeri dell’edizione: 12 giorni di programmazione per oltre 1000 appuntamenti in circa 400 spazi che coinvolgeranno le 8 Circoscrizioni di Torino e 40 Comuni della Città metropolitana. Il programma del Salone Off è curato da Marco Pautasso, Segretario generale del Salone Internazionale del Libro di Torino, e Paola Galletto.

 

Nella programmazione la cultura in forme diverse dal libro – molta musica, reading, spettacoli, mostre, presentazioni, feste – raggiungerà ogni angolo della città.

 

Tra gli ospiti che raggiungeranno il territorio cittadino e la città metropolitana: Marco AimeViola ArdoneBruno ArpaiaStefania AuciSilvia Avallone, Alice Basso, Luca Bianchini, Amal BoucharebBarrouxMatteo BussolaNader ButtoMassimo CacciariPeter CameronPaola CaridiEmmanuel CarrèreGianrico CarofiglioBibbiana Cau, Aldo CazzulloAlessandro Ceschi, Marco Crepaldi, Annalisa CuzzocreaNikos DavvetasStefano FaravelliTiziano FratusEnrico GalianoFabio GedaHelena JaneczekCostanza Jesurum, Matteo LanciniAmara LakhousAlfio Maggiolini, Antonio ManziniDacia MarainiPetros MarkarisMichela MarzanoDaniele MencarelliAlessia MerolaAudrey MilletDaniele Nicastro e Jean Claudio VinciVittorio Emanuele ParsiLiz PellyGuillaume PerreaultRomana PetriMarco PontiAntiniska PozziPsicologa CrudaChristian RaimoRoberta RecchiaGianni RiottaDavide RondoniSandra Sassaroli, Andreea SimionelMarcello SimoniEce TemelkuranLicia TroisiFredo VallaElena VarvelloWalter VeltroniManuel VilasIrvine Welsh.

 

UNO SGUARDO SUL PROGRAMMA DEL SALONE OFF

 

Il programma completo del Salone Off 2026 è consultabile integralmente su salonelibro.it, selezionando “Eventi Salone Off”.

 

Tra le iniziative ormai consolidate e in espansione tornerà “Voltapagina”, il progetto di impegno sociale e civile, in collaborazione con il Ministero della Giustizia, che quest’anno arriva alla sua diciannovesima edizione e che porta scrittrici e scrittori del Salone, tra cui Nikos DavvetasGiosuè CalaciuraOmar Di MonopoliAndrea Vitali e Giorgio Zanchini per citarne alcuni, nelle carceri del Piemonte; quest’anno saranno nove gli istituti coinvolti.

 

Tornerà anche il progetto di lettura “Il Ballatoio – storie a domicilio”, nato nel 2021 e curato da Ilaria Oddenino, per promuovere la lettura nei condomini in periferia: la quinta edizione si svolgerà in un condominio di San Donato, e vedrà come protagonista Silvia Avallone con Cuore nero (Rizzoli). La serata conclusiva, con i condòmini, si terrà venerdì 15 maggio al Teatro della Divina Provvidenza.

 

Non mancheranno gli appuntamenti di “Pagine in corsia”, letture ad alta voce negli ospedali per condividere l’esperienza del Salone del Libro con pazienti, accompagnatori e personale della struttura. Quattro gli ospedali coinvolti: l’Azienda Ospedaliera San Luigi di Orbassanoil Centro Riabilitativo Territoriale (CRT) Faber, il Centro Riabilitativo Territoriale (CRT) il Centro Riabilitativo Territoriale (CRT) “Giorgio Bisacco”.

 

Si consolida la florida collaborazione con il Museo Egizio, che ospiterà sette appuntamenti che vedranno coinvolti il Direttore Christian Greco in prima persona e studiosi d’arte, direttori di musei e autori e artisti di spessore, come Leo Ortolani, Matteo Nucci, Carlo Greppi e Caterina Ciccopiedi.

 

Tornano gli eventi del Salone Off negli spazi tra i più iconici di Torino, grazie alla collaborazione con il Consorzio delle Residenze Sabaude. Alla Reggia di Venaria si potrà partecipare a un Silent Book Party accompagnato dalla voce di Margherita Oggero, ci sarà un incontro con Dacia Maraini, sarà possibile ascoltare il concerto dell’Orchestra Suzuki – Accademia Suzuki Talent Center diretta da Marco Mosca, e visitare sia la mostra Donne che leggono di Cinzia Ghigliano sia un’infiorata con 50.000 rose. Alla Villa della Regina prenderà vita la Human Library, la libreria vivente con racconti e storie di vita sul disagio mentale, realizzata in collaborazione con Il Bandolo. Molti eventi e appuntamenti della rassegna QU.EEN, narrazioni d’arte e natura, tra cui il concerto corale eseguito dal Sedicetto PoliEtnico del Politecnico di Torino, diretto dal Maestro Matteo Gentile, il ritratto umano e psicologico delle regine e delle nobili raccontato da Luciano Regolo, in dialogo con Mario Cinelli, e un viaggio nel giardino rinascimentale per tutta la famiglia.

 

Per la programmazione di Grecia, Paese Ospite di questa edizione del Salone, oltre agli autori Petros Markaris e Nikos Davvetas, molti appuntamenti guideranno il pubblico alla scoperta della Grecia. Tra questi: il Cinema Massimo ha curato una rassegna di film greci, il Cinema Nazionale proietterà Mediterraneo di Gabriele Salvatores, in presenza della protagonista Vana Barba; ci sarà un flash mob di danze popolari greche con il gruppo Chorò s’agapò in Piazza Santa Giulia, un concerto di musica bizantina del coro Irini Passi alla Chiesa di Santa Pelagia. 

 

Per quello che riguarda gli appuntamenti dedicati alla Regione Ospite d’onore, l’Umbria, l’appuntamento più atteso è la Marcia della pace per le vie della città, un’iniziativa che richiama la tradizione della Perugia–Assisi ideata da Aldo Capitini, che terminerà con letture di brani di pace di Nicola Lagioia. All’Archivio di Stato si potrà visitare L’Umbria e i libri in un lungo Rinascimento. Capolavori, contesti, progetti tra Medioevo e prima età moderna.

 

Spazio anche alla musica al Salone Off: alla Fondazione OMI – Opera Munifica Istruzione, nella Chiesa ortodossa di Santa Pelagia, si terrà il concerto Musica inaspettata 4.0 dei Contrametric Ensemble, diretto da Farhad Mahani, ormai una tradizione del Salone Off. Molti gli appuntamenti del programma di Mordente Maghini Young Festival, festival musicale del Coro Maghini di Torino. Tra questi, Tranvaj, viaggio sul tram storico con musiche per voce e liuto. Tornano anche gli appuntamenti musicali del Fonema Festival, organizzato da metronimiefestival: all’Off Topic ci saranno Massimo Silverio e Sara Gioielli. Per fare festa, anche quest’anno un ciclo di appuntamenti è curato da Teo Lentini, che propone presentazioni di libri a tema musicale accompagnati da dj set e after party con, tra gli altri Samuel, Max Casacci, Boosta, Bruno Bolla, Lele SacchiGiorgio Valletta, tra Combo, Mercato Centrale e Maxela.

 

Tra gli spettacoli e i reading in programma: all’Off Topic torna Il Grande Fresco, lo spettacolo cult di Guido Catalano e Federico Sirianni che per quasi un decennio ha conquistato club, teatri e festival in tutta Italia con il suo mix originale di poesia, musica e ironia; Elena Varvello leggerà, a CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, alcuni versi dalla raccolta di poesie Fili d’erba di Walt Whitman; alcuni appuntamenti del programma del Salone Off sono in alcuni spazi, luoghi in movimento: sui Bus Star 1 e Star 2 di GTT ci saranno diverse letture ispirate e tratte da Il mondo salvato dai ragazzini di Elsa Morante, che dà il nome all’edizione di quest’anno del Salone; da Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi, a Il cantico delle creature di San Francesco d’Assisi, in occasione degli 800 anni. A Porta Palazzo, in occasione della visita al cantiere dell’ex Mercato Ittico, si terrà un flash mob di danze popolari con Pizzica Taranta a cura della Paranza del Geco e Fondazione Contrada. Tra i reading, durante l’ultima corsa della Metro 1, ci sarà una performance narrativa di Linda Messerklinger Gianluigi Ricuperati per un omaggio all’amicizia letteraria tra Fleur Jaeggy e Franco Battiato, a cura da Giardino Forbito. Inoltre, ci sarà lo spettacolo The Snow Goose, a cura di Assemblea Teatro all’Auditorium Franca Rame di Rivalta di Torino.

 

Le mostre sono una delle cifre espressive della cultura del Salone Off e estenderanno in città temi e appuntamenti della fiera. Tra le altre, alla Fondazione Giorgio Amendola inaugura una retrospettiva dedicata all’artista Daniele FissoreDaniele Fissore. Realtà sospesa, che si sviluppa a partire dalle opere degli anni più sociali e politiche degli Settanta. Al Mufant – Museo del fantastico e della fantascienza, invece, sarà possibile visitare una mostra dedicata a Urania, la più longeva collana di fantascienza in Italia, edita da Mondadori. La mostra si intitola Mondi nel Cerchio e invasioni aliene. L’arte di Franco Brambilla ed è dedicata alle copertine dell’illustratore milanese. Alla Biblioteca Calvino durante i giorni del Salone inaugurerà la mostra Se non vuoi, con le parole di Beatrice Zerbini e i disegni di Marco Brancato, la mostra è a cura di Carthusia Edizioni.

 

Quest’anno anche il Salone Off darà grande spazio a incontri dedicati al cinema: oltre agli appuntamenti al Cinema Massimo per conoscere il cinema greco, al Cinema Agnelli ci sarà la proiezione del film Che Dio perdona tutti, tratto dall’omonimo libro di Pif, conduttore televisivo e radiofonico, regista e attore, presente in sala per l’incontro. Inoltre, tra gli altri, al Cinema Centrale saranno proiettati due film dedicati a Grazia DeleddaL’amore e la gloria. La giovane Deledda, di Maria Grazia Perria, e Grazia di Paola Columba, in occasione del centenario del Nobel della scrittrice.

 

Come ogni anno tornano le cene letterarie nelle case del quartiere del ciclo Letture da…gustare, curate da Federica De Luca. Inoltre ci sarà il Reading Party al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano dove si potrà vivere l’esperienza della lettura collettiva negli spazi in cui si sono decise le sorti del paese, un evento a cura di Reading Rhythms e Libri Sottolineati. Gli appuntamenti dedicati ai giovani lettori animeranno librerie e luoghi della città con letture, laboratori, incontri sorprendenti e dialoghi coi ragazzi. Al Teatro Giulia di Barolo si terrà uno spettacolo con protagonista uno dei personaggi più amati dai bambini: Mi presento sono Geronimo Stilton! E questa è la mia storia di Geronimo Stilton, in un evento in collaborazione con Piemme.

 

Il Premio Ernesto Ferrero – Fondazione CRT torna per il secondo anno con l’obiettivo di valorizzare le scelte editoriali più innovative tra quelle presentate ogni anno al Salone Internazionale del Libro di Torino. I tre vincitori della seconda edizione sono: Settecolori, editore dal catalogo coerente e di lungo periodo, dedicato alla riscoperta di autori e testi “laterali” del Novecento; Settenove, un editore con una chiara missione educativa e impegno sociale, che confeziona libri, soprattutto per ragazzi, che diventano strumenti per affrontare temi come identità, stereotipi, consenso e relazioni; e infine Quinto Quarto, che si distingue per la forte attenzione alla sperimentazione visiva e al design del libro, e pubblica albi illustrati e libri ibridi in cui l’immagine ha un ruolo centrale.

Durante la premiazione del Premio Ernesto Ferrero – Fondazione CRT, che avverrà durante il Salone del Libro, domenica 17 maggio alle 10.45 in Sala Blu, saranno raccontate le motivazioni della scelta dei vincitori e sarà annunciato il vincitore della nuova menzione stampa.

Fondazione Umberto Veronesi, charity dinner alle OGR

La responsabile della delegazione di Torino Umberto Veronesi ETS, Giovanna Ardoino, ha rinnovato il suo grande impegno nella ricerca e la cura dei tumori pediatrici, organizzando una nuova edizione della cena-raccolta fondi, con lo scopo di contribuire al finanziamento del protocollo internazionale LBL 2018 per linfomi linfoblastici, che vede come obiettivo quello di stabilire una nuova stratificazione per i piccoli pazienti, identificando quei tumori che indicano recidiva o resistenza ai trattamenti. I linfomi linfoblastici costituiscono il 25-35% dei linfomi non-hodgkin in età pediatrica. In Italia, ogni anno, circa 20-25 bambini si ammalano di LBL, e si tratta di linfomi maligni che derivano dalla trasformazione tumorale di linfociti immaturi che può avvenire in diversi stadi della maturazione. I linfomi linfoblastici, in base alle cellule da cui derivano e si differenziano, vengono suddivisi in LBL di derivazione T-cellulare, di derivazione B-cellulare e LBL di fenotipo misto mieloide – linfoblastico, molto più rari. L’evento è fissato per giovedì 7 maggio presso la Sala Fucine delle OGR Torino, in corso Castelfidardo 22, a Torino, dove oltre 300 partecipanti potranno seguire gli interventi del dott. Paolo Veronesi, presidente della Fondazione, e Franca Fagioli, direttore del reparto di oncoematologia pediatrica e centro trapianti dell’ospedale Regina Margherita di Torino, nonché membro del Comitato Scientifico della Fondazione Umberto Veronesi ETS.

La performance musicale dell’evento, realizzato in collaborazione con Carosello Records, è affidata agli Eugenio in via di Gioia, band torinese tra le più riconoscibili e brillanti della scena musicale italiana, con 5 album all’attivo, il Premio della Critica al Festival di Sanremo 2020 nelle nuove proposte e svariati tour sold out.

“L’annuale cena di raccolta fondi rappresenta un momento particolarmente significativo in cui gli amici torinesi dimostrano ancora una volta la loro vicinanza, e il loro sostegno, all’attività della Fondazione – ha dichiarato Giovanna Ardoino, neo-presidente della delegazione torinese – fa tempo la delegazione persegue con impegno il supporto all’oncologia pediatrica con l’intento di offrire una reale possibilità di cura ai bambini ammalati di tumore”.

Mara Martellotta

Gli antipasti più golosi di Torino

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SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO
Torino è una città che ama la tavola e che custodisce una tradizione culinaria ricca, elegante e allo stesso tempo popolare. Tra tutte le sue specialità gli antipasti occupano un posto centrale perché rappresentano il modo in cui i torinesi aprono il pasto e introducono l’ospite alla loro storia gastronomica. Gli antipasti torinesi sono un insieme di sapori antichi, spesso legati alla cucina contadina o alle case nobili, e mostrano un equilibrio molto caratteristico tra sapidità, delicatezza e rispetto degli ingredienti. Raccontare questi piatti significa raccontare una parte della città e del suo modo di vivere la convivialità.
foto A. Pisano
Vitello tonnato e tonno di coniglio
Il vitello tonnato è forse il più conosciuto degli antipasti torinesi e uno dei più rappresentativi. La sua presenza sulle tavole piemontesi è quasi inevitabile nelle occasioni importanti. La ricetta tradizionale prevede un taglio di carne come il girello, cotto lentamente in un brodo aromatico con verdure, vino e spezie. Una volta raffreddato viene affettato sottilmente e coperto con una salsa ottenuta frullando tonno, uova sode, acciughe, capperi e un poco del fondo di cottura. La cremosità della salsa deve essere equilibrata, senza risultare troppo pesante, e il sapore del tonno deve fondersi con la delicatezza della carne senza sovrastarla. Ogni famiglia ha la sua variante ma la struttura del piatto resta sempre la stessa. Esiste anche una versione moderna, spesso preparata con carne appena scottata e una salsa più leggera, ma a Torino la preferenza resta quasi sempre per la versione classica.
Accanto al vitello tonnato c’è il tonno di coniglio, un altro antipasto tipico che porta un nome curioso. Qui il tonno non c’entra nulla perché il protagonista è il coniglio che, dopo essere stato disossato e cotto in acqua aromatizzata con erbe e vino bianco, viene conservato sott’olio proprio come fosse un pesce. Il risultato è una carne morbida e saporita che si serve fredda, accompagnata da cipolle, carote o semplicemente da alcune foglie di insalata. La preparazione richiede pazienza perché il coniglio deve riposare almeno un giorno immerso nell’olio aromatizzato che ne esalta il sapore. Questo piatto nasce dalla necessità di conservare la carne e oggi è diventato un simbolo della cucina rustica piemontese, semplice e raffinata allo stesso tempo.
Insalata russa e acciughe al verde
L’insalata russa è presente in molte regioni italiane, ma a Torino ha sempre trovato una collocazione particolare negli antipasti. La preparazione tradizionale prevede patate, carote e piselli tagliati a piccoli cubetti e cotti in modo da restare compatti. Le verdure vengono poi mescolate con una maionese fatta in casa che deve risultare vellutata ma sostenuta, così da avvolgere gli ingredienti senza sfaldarli. In alcune case si aggiunge anche il tonno, in altre le uova sode, ma la versione più diffusa è quella più semplice, in cui la freschezza delle verdure e la morbidezza della salsa bastano da sole. A Torino l’insalata russa è un antipasto senza tempo, servito nelle feste, nei pranzi domenicali e persino nelle trattorie storiche della città.
Un altro grande classico sono le acciughe al verde, una preparazione profondamente piemontese che unisce la sapidità delle acciughe alla freschezza del prezzemolo. La salsa verde si prepara tritando finemente prezzemolo, aglio, capperi, pane ammorbidito in aceto e olio extravergine di oliva. Il composto deve essere omogeneo, brillante e profumato. Le acciughe conservate sotto sale vengono pulite con cura, sciacquate e asciugate, poi immerse nella salsa e lasciate riposare per qualche ora. Il risultato è un antipasto deciso ma equilibrato che racconta la storia della città, un luogo dove la cucina povera ha sempre saputo trasformarsi in sapore autentico.
Peperoni con bagna cauda e giardiniera piemontese
Tra gli antipasti che rappresentano più da vicino il territorio non possono mancare i peperoni con bagna cauda, una delle combinazioni più apprezzate dai torinesi. I peperoni vengono solitamente arrostiti interi finché la pelle non si stacca con facilità, poi tagliati in falde e disposti a strati. La bagna cauda è una salsa calda a base di aglio, acciughe e olio, tradizionalmente servita come piatto conviviale ma utilizzata anche come condimento per gli antipasti. La sua intensità si sposa perfettamente con la dolcezza naturale dei peperoni. Nelle famiglie torinesi è un antipasto diffusissimo nei mesi freddi, mentre in estate si preferisce servire i peperoni arrostiti con olio, sale e acciughe fredde, una versione più leggera ma sempre legata alla tradizione.
La giardiniera piemontese merita un posto speciale perché rappresenta un piccolo ritratto dell’orto. Carote, sedano, cavolfiori, cipolline e peperoni vengono tagliati e sbollentati in acqua e aceto, poi lasciati riposare in barattoli colmi di verdure e liquido di conservazione. Il risultato è un insieme di sapori vivaci e leggermente aciduli che accompagnano perfettamente salumi e formaggi ma che a Torino vengono serviti anche come antipasto autonomo. La giardiniera è un piatto legato alla stagionalità e alla tradizione del conservare, un gesto che appartiene ancora oggi alle famiglie che tramandano le ricette di generazione in generazione.
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La tradizione torinese
Gli antipasti torinesi raccontano una città che ha sempre saputo unire eleganza e concretezza. Ogni ricetta porta con sé una storia e un legame con il territorio. Non si tratta soltanto di piatti da assaggiare ma di piccole testimonianze culturali che mostrano quanto la cucina piemontese sia varia e ricca pur partendo da ingredienti semplici. Torino non offre soltanto una tradizione culinaria solida, ma anche un modo di vivere la tavola che privilegia il tempo condiviso e il piacere di gustare cibi preparati con cura.
Chi visita la città resta spesso sorpreso dalla quantità di antipasti proposti nei ristoranti e nelle trattorie. È un rituale che introduce al pasto e che esprime la filosofia gastronomica torinese, basata sulla lentezza e sulla qualità. La varietà degli antipasti permette di scoprire diversi aspetti della cucina locale, dai sapori decisi della bagna cauda alla delicatezza del vitello tonnato. Ogni piatto ha una sua identità precisa e insieme formano un mosaico che rappresenta bene il carattere della città.
Torino non ha mai abbandonato la sua tradizione, anzi l’ha resa un punto di forza. Gli antipasti continuano a essere la porta d’ingresso ideale per chi desidera conoscere la cultura gastronomica piemontese. Preparazioni come il tonno di coniglio, le acciughe al verde, i peperoni arrostiti e l’insalata russa resistono al passare del tempo grazie alla loro semplicità e alla loro autenticità. Sono piatti che non seguono soltanto la moda del momento ma che rimangono, anno dopo anno, parte fondamentale delle tavole torinesi.
Gli antipasti di Torino sono molto più di un inizio del pasto. Rappresentano un patrimonio, un modo di raccontare la città attraverso sapori che hanno radici profonde. Chiunque si sieda a una tavola torinese scoprirà che questi piatti non sono semplici ricette ma frammenti di storia, conservati e tramandati con cura. È proprio questa continuità a rendere la cucina torinese così affascinante e a fare degli antipasti una delle sue espressioni più autentiche.
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NOEMI GARIANO

“Oltre il muro” di Carlo Galfione, affresco a cielo aperto

Domenica 10 maggio alle ore 11 inaugura, in via Paisiello 50, un progetto di arte partecipata con le scuole Michele Rua e IC Bobbio di Torino, dal titolo “Oltre il muro” di Carlo Galfione

A Torino, nel vivace quartiere di Barriera di Milano, davanti all’Istituto Michele Rua, un muro dismesso dell’oratorio Salesiano si trasforma in un affresco urbano a cielo aperto. Il progetto di arte partecipata, che coinvolge le classi delle scuole secondarie Michele Rua e IC Bobbio, si intitola “Oltre il muro” e fa parte di un percorso creativo guidato dall’artista Carlo Galfione e curato da Lorena Tadorni.
“Oltre il muro” si può considerare oltre che un’opera un processo, un’esperienza di co-creazione capace di restituire alla comunità uno spazio rigenerato, in grado di raccontare storie, visioni, identità.
“Oltre il muro”, opera partecipata dell’artista Carlo Galfione, nasce da una domanda semplice e al tempo stesso radicale: “Cosa c’è oltre il muro”. Il muro da barriera fisica e simbolica diventa occasione di attraversamento e di costruzione collettiva di senso. Gli studenti sono stati impegnati in un processo che li ha visti partecipi di momenti di brainstorming, confronto e sviluppo progettuale e sono stati parte di un processo creativo.
Al centro dell’intero intervento rimane la ricerca pittorica di Carlo Galfione, che da anni utilizza supporti non convenzionali come carte da parati e tessuti quali superfici attive. Non sono più semplici sfondi decorativi, ma strutture visive e concettuali su cui interviene la pittura, dialogando con pattern preesistenti, attraversandoli e trasformandoli.
La carta da parati diventa un esempio di pattern legato all’immaginario domestico  e in grado di evocare una vera e propria “archeologia dell’abitare”, mettendo in luce l’interno della vita privata e ciò che normalmente resta invisibile nello spazio pubblico.
Nel progetto “Oltre il muro” questa dimensione si apre verso l’esterno e la tappezzeria, che è simbolo dell’intimità, si espande sulla superficie urbana,  rendendo il muro una soglia tra il dentro e il fuori.
Su questo tessuto visivo si innestano i disegni dei ragazzi, che hanno potuto  raccontare la propria quotidianità attraverso “oggetti del cuore”. Le immagini si alternano ai pattern e affiorano ad uno sguardo attento, richiedendo prossimità,  tempo e disponibilità nel perdersi nel dettaglio.
Il muro viene a rivelare le storie stratificate che lo abitano e si genera un cortocircuito tra interno ed esterno: ciò che appartiene alla sfera privata emerge nello spazio pubblico, mentre il muro, che costituisce un limite, si trasforma in superficie narrativa e al tempo stesso abitabile. Non si può considerare un murale, ma un dispositivo pittorico complesso in cui la dimensione creativa dell’artista e quella collettiva dei partecipanti convivono.

L’iniziativa “Oltre il muro” è  realizzata nell’ambito di “Barriera Oggi. Il quartiere diventa comunità “, con il contributo  di Impresa Sociale  con i bambini, tra gli enti l’Oratorio Salesiano Michele Rua, Ic Bobbio Novaro, Biblioteca Primo Levi, Ags per il territorio,  Comitato Salesiani per il Sociale APS Piemonte e Valle d’Aosta.

Mara Martellotta