A cura di Piemonteitalia.eu
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Inaugurazione giovedì 22 ottobre con il direttore uscente Andrés Orozco – Estrada
È affidato alla bacchetta del Direttore principale Andrés Orozco- Estrada il concerto inaugurale della stagione 2026-2027 dell’OSN Rai, in programma giovedì 22 ottobre, con replica venerdì 23. Per l’occasione verrà proposta la Sinfonia n. 6 Tragica di Mahler, grandiosa pagina sinfonica del primo Novecento ed emblematica rappresentazione, con i suoi celebri colpi di martello nel “Finale” della strenua lotta umana contro il destino. Ed è ancora l’immagine del fato implacabile ad incombere sull’umanità a ricorrere nell’incipit della Sinfonia n. 5 di Ludwig van Beethoven, che Orozco-Estrada dirigerà per il secondo appuntamento della stagione sinfonica mercoledì 21 e giovedì 22 aprile 2027, insieme al Concerto n. 2 per violino e orchestra di Prokof’ev , con solista Augustin Hadelich e una prima esecuzione assoluta, “ Radici future” di Pasquale Punzo.
Il nuovo direttore principale dell’OSN, Michele Mariotti, da ottobre succederà ad Andrés Orozco Estrada e sarà protagonista di ben otto appuntamenti sinfonici, distribuiti tra stagione, fuori sede e il ciclo “Beethoven pops”. Il primo appuntamento di Mariotti nelle nuove vesti di Direttore principale è in programma giovedì 10 e venerdì 11 dicembre, quando dirigerà la Sinfonia n. 9 La Grande di Schubert, affiancandola al Vier letzte Lieder di Richard Strauss con il soprano svedese Miah Persson. A febbraio 2027 verrà proposta la Sinfonia n. 4 di Čajkovskij, il Concerto in la minore per pianoforte e orchestra di Schumann, con solista Federico Colli, e “La neve senza notte” di Federico Perotti in prima esecuzione assoluta.
A marzo 2027 sarà la volta, invece, della Sinfonia n. 8 di Dvořák, eseguita insieme al Concerto n. 1 per violino e orchestra di Ṣ̌ostakovič, che vedrà protagonista la violinista Francesca Dego, Premio Abbiati del Disco 2024, al suo debutto con l’OSN RAI.
A maggio 2027 Mariotti proporrà la Sinfonia n. 5 di Mahler, mentre il 17 giugno parteciperà alle celebrazioni dell’OSN RAI per il bicentenario della morte di Beethoven nel quarto concerto di “Beethoven Pops”, dirigendo la Sinfonia n. 7 e il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra del compositore tedesco, che vedrà impegnato al pianoforte Nikola Meeuwsen, Primo Premio al Concorso pianistico internazionale Reg8na Elisabetta del Belgio a Bruxelles nel 2025.
In occasione del bicentenario della morte di Beethoven, che ricorrerà nel 2027, l’OSN RAI renderà omaggio al grande compositore tedesco proponendo l’integrale delle sue nove Sinfonie e dei suoi cinque concerti per pianoforte e orchestra, cui si aggiungono la Missa Solemnis, il concerto per violino e una serie di composizioni contemporanee di ispirazione beethoveniana.
La celebrazione sarà distribuita tra la stagione Sinfonica e il ciclo speciale di concerti “ Beethoven pops”, che vedrà protagonisti quattro giovani direttori affiancati al Direttore principale Mariotti e che si svolgerà dal 3 al 30 giugno 2027.
Il primo degli appuntamenti, in programma giovedì 3 giugno 2027, vedrà salire sul podio dell’OSN RAI il direttore d’orchestra Hossein Pishkar, che propone la Sinfonia n. 4 e il Concerto n. 4 per pianoforte e orchestra, con solista Kevin Chen.
Domenica 6 giugno 2027, nell’ambito del progetto “Professione Orchestra”, giunto al suo decimo anno, in collaborazione con la Fondazione Accademia di Musica di Pinerolo e di Torino, sempre Pishkar dirigerà la Sinfonia n. 1 e la Sinfonia n. 8.
Giovedì 10 giugno 2027 è la volta del giovane Diego Ceretta, che tornerà alla guida della compagine RAI con Lukas Sternath come solista per il Concerto n. 3 per pianoforte e orchestra e la Sinfonia n. 2. Giovedì 17 giugno 2027 a salire sul podio dell’OSN RAI per Sinfonia n. 7 e il Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra con solista Nikola Meeuwsen sarà, invece, Michele Mariotti, mentre giovedì 24 giugno 2027, in occasione del Concerto per San Giovanni, il giovane direttore belga americano Giulio Cilona accostare la Sinfonia n. 6 Pastorale al Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra, che lo vedrà impegnato anche nelle vesti di pianista.
L’ultimo dei concerti del ciclo “Beethoven Pops” è in programma mercoledì 30 giugno 2027, con Aurel Dawidiuk, chiamato ad affiancare la Sinfonia n. 3 Eroica all’Ouverture del Coriolano. La Sinfonia n. 5 e il Concerto n. 5 Imperatore per pianoforte e orchestra di Beethoven saranno, invece, proposte, in due concerti della stagione Sinfonica, la prima affidata ad Andrés Orozco Estrada il 21 e 22 aprile 2027, il secondo diretto da Patrick Hahn il 29 e 30 aprile 2027, con, al pianoforte solista Jan Lisiecki.
A completare l’omaggio a Beethoven nel bicentenario della morte saranno due fra le più somme pagine del repertorio sinfonico corale, rispettivamente proposte nei Concerti di Natale e Pasqua.
Martedì 22 dicembre il Direttore emerito Fabio Luisi torna sul podio della compagine RAI con la Sinfonia n. 9. Chiamati sul palco a interpretare l’Inno alla Gioia dell’ultimo movimento il soprano Valentina Farcas, il mezzosoprano Anke Vondung, il tenore Tuomas Katajala e il baritono Modestas Sedlevičius. Il Coro è quello del Teatro Regio di Torino. Il Concerto di Pasqua, in programma venerdì 27 marzo 2027, sarà, invece, affidato alla bacchetta di Juraj Valčuha, già direttore della compagine RAI dal 2009 al 2016, che dirigerà per l’occasione la Missa Solemnis.
Accanto ai concerti di Natale e Pasqua, la Stagione 2026/2027 proporrà un’altra serie di appuntamenti in serata unica. Tra questi il Concerto di Carnevale , il 9 febbraio 2027, che vedrà il ritorno sul podio dell’Orchestra Rai di John Axelrod con un programma capace di unire pagine brillanti di Berlioz, Rossini, Ponchielli, Offenbach e Strauss padre e figlio. Seguirà, il 1⁰ aprile, un appuntamento interamente dedicato al valzer, dalla sua nascita alla dissoluzione, diretto da Giuseppe Mengoli, che ripercorre i più noti esempi del genere quali la Valse di Ravel e Jazz Suite n. 2 di Sostakovič, ma anche il Valzer dei Fiori dal Balletto Schiaccianoci di Cajkovskij e molti altri. Questo concerto sarà anche proposto a Ferrara per Ferrara Musica. Il 19 novembre 2026 Francesco Corti, anche lui al suo esordio con la compagine RAI, proporrà in una serata unica le ultime tre Sinfonie di Mozart ( K 543, K 550, K 551).
La stagione 2026-2027 dell’OSN RAI ospiterà anche il ritorno all’Auditorium della RAI di prestigiose bacchette. Il 12 e 13 novembre a salire sul podio della compagine RAI sarà Daniele Gatti che, per l’occasione, proporrà la Sinfonia n. 10 di Mahler nella ricostruzione di Deryck Cooke. Il 3 e 4 dicembre sarà la volta di Daniele Rustioni che accosta la Sinfonia n. 7 di Dvořák al Concerto per violino e orchestra op. 24 di Miklós Rózsa, con solista Roman Simovic, al suo debutto. A tornare alla guida della compagine RAI saranno anche direttori quali Juraj Valčuha, che sarà impegnato nel concerto di Pasqua e dirigerà l’orchestra anche il 21 e 22 gennaio 2027; Marc Albrecht, il 28 e 29 gennaio 2027, con un programma interamente dedicato a Richard Strauss; Robert Treviso, che il 29 e 30 ottobre 2026 dirigerà la Sinfonia n. 9 di Bruckner e il 4 e 5 marzo 2027 uno dei più grandi capolavori del Novecento, la Turangalîla- Symphonie di Olivier Messiaen; Ottavio Dantone , che l’8 e il 9 aprile 2027 proporrà un programma che va da Haydn a Fauré a Ravel.
Tra le bacchette ospiti del cartellone vi saranno infine anche Cornelius Meister, che il 18 e 19 marzo 2027 sarà impegnato nella Sinfonia n. 4 Italiana di Mendelssohn e la Sinfonia Concertante di Mozart; Maxime Pascal che il 20 e 21 maggio 2027 offrirà un programma che accosterà a La mer e Jeux di Debussy e al Bolero di Ravel una prima esecuzione assoluta Lacruna di Pasquale Corrado.
Fanno parte di RAI Nuova Musica i concerti dedicati al repertorio novecentesco e contemporaneo, distribuiti come di consueto nel corso della stagione. Il primo sarà il 5 novembre, affidato alla bacchetta di Robert Trevini, con il virtuoso del violino di fama internazionale Pavel Sporcl , al suo debutto con la compagine RAI, e musiche di John Adams, Stefano Pierini e Ramon Lazkano. Secondo appuntamento di RAI NuovaMusica è in programma il 26 novembre e segna il ritorno sul podio della compagine RAI di Tito Ceccherini, che dirigerà il concerto per pianoforte e orchestra “Tre quadri” di Francesco Filidei.
Il terzo appuntamento sarà il 4 febbraio 2027 e vedrà alla guida della compagine RAI Jonathan Webb, che accostare Phantasma di Bernard Richard Deutsch alla Sinfonia n. 1 Concordia di Samy Moussa.
Il quarto ed ultimo appuntamento di RAI NuovaMusica è in programma il 14 maggio 2027, un concerto diretto da Pierre Bleuse, al suo debutto con l’OSN della RAI, che proporrà due brani di György Kurtag, La Petite musique solennelle- En hommage a Pierre Boulez 90 per orchestra e Die Stechardin per soprano e orchestra e Unveiled di Vito Zuraj per violoncello e orchestra.
Quest’ultimo concerto sarà proposto anche il 16 maggio al Teatro alla Scala nell’ambito di Milano Musica.
Gli abbonamenti alla stagione sinfonica 2026-2027 sono in vendita online espresso la biglietteria dell’Auditorium Rai dal 7 al 31 luglio, e dal 1⁰ settembre al 30 ottobre. I carnet, acquistabili solo in biglietteria, e i biglietti per i singoli concerti di stagione (biglietteria e online), sono in vendita a partire dall’8 settembre.
Mara Martellotta
Un incendio è divampato nelle scorse ore in un edificio residenziale in borgo Aurora, in via Maria Ausiliatrice. I residenti sono stati fatti evacuare per precauzione. Una nube di fumo è visibile da molte zone di Torino. Pare siano andate in fiamme per cause da accertare alcune mansarde.
XVII Edizione
Dal 13 giugno al 4 luglio 2026, Torino Nord (Falchera e Barriera)
Teatro Comunità in Festival, il progetto culturale e sociale ideato da Choros con la direzione artistica artistica di Maria Grazia Agricola, che da diciassette edizioni attraversa quartieri, scuole, biblioteche e piazze trasformandoli in luoghi di incontro, relazione e produzione culturale.

Il titolo scelto per l’edizione 2026, “NOSTOS – Ritorno a casa”, richiama il viaggio di ritorno di Ulisse nell’Odissea e diventa metafora di un percorso collettivo che mette al centro Torino Nord, i suoi abitanti e il ritorno simbolico al Teatro Marchesa, spazio storico, oggi al centro di un processo di rigenerazione urbana e culturale.
Il progetto nasce con l’obiettivo di accompagnare la riapertura del Teatro Marchesa valorizzandolo come futuro polo artistico e culturale di riferimento per il territorio. Nel corso del festival, spettacoli, performance itineranti, laboratori, incontri e stage di formazione coinvolgeranno scuole, giovani artisti, associazioni, biblioteche e cittadini in un grande racconto collettivo dedicato ai temi della memoria, delle trasformazioni urbane, dell’identità e delle nuove fragilità contemporanee.
«Con “NOSTOS – Ritorno a casa” vogliamo attraversare Torino Nord come si attraversa una grande biografia collettiva» dichiara Maria Grazia Agricola, Direttrice artistica di Choros. «Il teatro diventa uno strumento per ascoltare i territori, dare voce alle comunità, creare connessioni tra generazioni e immaginare nuovi futuri possibili»
Tra gli elementi centrali del festival vi sono il coinvolgimento diretto delle scuole e delle realtà territoriali, la collaborazione con l’associazione Sguardi e il progetto “Villaggio di Luci”, oltre alla valorizzazione di luoghi simbolici della periferia nord attraverso linguaggi teatrali, visivi e performativi.
PROGRAMMA
13 giugno 2026 – ore 11.30
Resta Viva – Performance teatrale
Cortile Cascina Marchesa, Torino
Performance teatrale dedicata al contrasto della violenza contro le donne. L’evento si inserisce nell’ambito dell’Open Day di Cascina Marchesa, dedicato alla valorizzazione degli spazi e delle realtà culturali che abitano il centro civico.
“Resta Viva”: Performance teatrale a cura di Maria Grazia Agricola.
La cultura della violenza fisica, psicologica, economica e sociale nei confronti delle donne è una cultura incapace di generare futuro: non lascia spazio all’innovazione, non fa crescere le nuove generazioni, non sa immaginare sviluppo. È una cultura che produce guerra e conflitto. Uscire dal buio è necessario, per le donne e per restare vivi tutti. La performance teatrale Resta Viva, a cura di Maria Grazia Agricola, porta in scena storie, racconti e visioni di ciò che accade alle donne e di un nuovo mondo possibile, evocati attraverso biografie e risonanze teatrali.
A CURA DI: Maria Grazia Agricola, Camilla Branda, Samuele Guzzo e Giorgio Maruccia.
In scena: Giuseppina Choc, Antonio Fenu, Samuele Guzzo, Enza Lasalandra, Mario Loforte, Giorgio Maruccia.
14 giugno 2026 – ore 17.30
Resta Viva – Presentazione progetto, podcast e performance
Biblioteca civica Don Lorenzo Milani – Via dei Pioppi 43, Torino
Un appuntamento dedicato alla riflessione sul tema della violenza di genere e alla promozione di una cultura fondata sul rispetto, sull’uguaglianza e sulla dignità della persona. L’incontro prevede la presentazione del progetto “Resta Viva”, promosso in collaborazione con la Direzione Artistica di Banca Patrimoni Sella & C., e del podcast “Non chiamatela fortuna”, ideato e curato da Daniela Magnetti e Daniele Scaglione.
A seguire, la performance teatrale Resta Viva, a cura di Associazione Chorós, con la regia e il coordinamento di Maria Grazia Agricola. Attraverso racconti, testimonianze e risonanze teatrali, lo spettacolo porta in scena storie di donne e prospettive di cambiamento, utilizzando il linguaggio del Teatro Comunità come strumento di consapevolezza, partecipazione e trasformazione sociale.
20 giugno 2026 – ore 21.15
Cosa resta di Giulietta – Performance teatrale itinerante
Falchera – Piazza Astengo, Falchera Vecchia e Giardini Biblioteca Don Milani
Spettacolo site-specific ispirato a Romeo e Giulietta, interpretato da giovani performer.
27 giugno 2026 – ore 21.15
Le Nostre Stirpi
Piazza Astengo – Falchera, Torino
Grande affresco teatrale urbano tra teatro, videomapping, installazioni artistiche e memoria collettiva.
30 giugno 2026 – ore 10.00
Dialoghi con il Futuro – Incontri e seminari
Un incontro pubblico aperto ad abitanti, associazioni, operatori culturali e realtà del territorio dedicato al tema della rigenerazione urbana a base artistica e culturale, in relazione al percorso di riapertura del Teatro Marchesa. Un momento di confronto che mette al centro il ruolo del teatro, dell’arte e della cultura come strumenti concreti di trasformazione sociale e investimento sulle nuove generazioni.
Ospiti dell’incontro saranno rappresentanti della Cooperativa Sociale La Paranza del Rione Sanità di Napoli — esperienza nazionale di valorizzazione culturale e riscatto comunitario nata attorno al patrimonio storico e artistico del quartiere — insieme al drammaturgo e regista Mimmo Sorrentino, tra le principali figure italiane del teatro partecipato e sociale contemporaneo.
2, 3, 4 luglio 2026
Stage di formazione teatrale
Auditorium Biblioteca Don Lorenzo Milani – Via dei Pioppi 43, Torino
Tre giornate di alta formazione dedicate a giovani attori, operatori culturali, docenti e associazioni.
Tutti gli eventi sono a ingresso libero con prenotazione consigliata.
Info e prenotazioni: infochoroscomunita@gmail.com | 331 4649092
www.choroscomunita.com
E’ stato dimesso dalle Molinette Marco Leonardo Basoccu, il tifoso bianconero di 36 anni rimasto gravemente ferito negli scontri prima del derby del 24 maggio scorso. Dopo un delicato intervento neurochirurgico il decorso clinico è positivo e il paziente presenta buone condizioni neurologiche.
Modifiche alla circolazione ferroviaria da sabato 6 a domenica 14 giugno per lavori programmati tra le stazioni di Novara e Agognate.
Al fine di garantire la continuità del servizio e limitare l’impatto dei lavori sul territorio, Regionale di Trenitalia (Gruppo FS) ha riprogrammato l’offerta con un servizio bus tra Novara e Biella.
L’orario dei bus può variare in funzione delle condizioni del traffico stradale, con possibile aumento dei tempi di percorrenza. Si consiglia pertanto di valutare la ripianificazione del proprio viaggio.
Sui bus non è ammesso il trasporto bici e non sono ammessi animali di grossa taglia, eccetto i cani da assistenza.
Un viaggio tra storia, verde, cultura e senso di comunità nella periferia che custodisce una delle identità più forti della città.
Lucento è uno di quei quartieri torinesi che raccontano molto dell’evoluzione della città. Situato nella zona nord-occidentale, lontano dai percorsi turistici più battuti, conserva una storia che attraversa secoli di trasformazioni: da borgo rurale immerso nei campi a quartiere operaio, fino alla realtà residenziale e multiculturale di oggi.
Le sue origini sono antiche e affondano nel Medioevo quando il territorio era caratterizzato da cascine, terreni agricoli e piccoli insediamenti sorti lungo la Dora Riparia. Il simbolo di questa storia è il Castello di Lucento, che ancora oggi ricorda il passato del quartiere e il suo ruolo strategico nei secoli. Per lungo tempo quest’area rimase separata dalla città, con una vita scandita dal lavoro nei campi e dalle attività legate all’acqua dei canali e del fiume. L’ingresso nel Novecento segnò una svolta radicale, l’espansione industriale di Torino, infatti, trasformò profondamente l’intera area; la vicinanza alle grandi fabbriche attirò migliaia di lavoratori provenienti da altre regioni italiane e Lucento divenne una delle destinazioni privilegiate dell’immigrazione interna che contribuì a costruire la Torino industriale. Nacquero nuovi edifici, scuole, servizi e impianti sportivi. Le vecchie campagne lasciarono spazio ai condomini e alle case popolari che ancora oggi caratterizzano gran parte del quartiere. Questa origine operaia è rimasta impressa nell’identità collettiva del luogo e a differenza di altre zone della città, che hanno conosciuto una rapida trasformazione sociale, Lucento conserva ancora un forte senso di appartenenza. Molti abitanti parlano del quartiere come di una piccola comunità all’interno della grande città, dove il rapporto di vicinato, le associazioni, le parrocchie e le attività sportive continuano a svolgere un ruolo importante nella vita quotidiana.
Oggi Lucento si presenta come un quartiere prevalentemente residenziale, dotato di una buona rete di servizi, scuole, centri sportivi, attività commerciali e servizi pubblici che contribuiscono a renderlo una zona vivibile, apprezzata soprattutto dalle famiglie e dagli anziani. Negli ultimi decenni la composizione sociale si è nuovamente trasformata in seguito all’arrivo di nuove comunità straniere, che hanno aggiunto ulteriori sfumature a una realtà già abituata all’incontro tra culture diverse.
Tra gli elementi che rendono Lucento particolarmente interessante è la presenza di una grande porzione di verde; il Parco della Pellerina, il più grande della città, rappresenta per molti abitanti un’estensione naturale del quartiere; le sue ampie aree alberate, i percorsi lungo la Dora e gli spazi dedicati allo sport e al tempo libero costituiscono una risorsa preziosa in un contesto urbano densamente abitato. Di particolare interesse sociale sono la presenza dell’AIEF – Fondazione per l’Infanzia e l’Adolescenza, che si trova all’interno del Castello e il Centro culturale Principessa Isabella, a via Verolengo, nato alla fine dell’Ottocento come asilo per i figli delle famiglie operaie e oggi importante presidio culturale del quartiere. La sua storia racconta l’attenzione ai temi dell’educazione e dell’assistenza sociale che hanno accompagnato lo sviluppo di Lucento.
Lucento custodisce testimonianze storiche spesso poco conosciute. Il Castello di Lucento rimane il punto di riferimento più significativo, mentre la chiesa dei Santi Bernardo e Brigida richiama le radici religiose e comunitarie della zona. Passeggiando tra le vie del quartiere si possono ancora cogliere tracce della Torino industriale del Novecento, nei grandi complessi residenziali, nelle strutture nate per accogliere i lavoratori e nei racconti di chi ha vissuto gli anni della crescita economica della città.
I punti di forza riconosciuti dagli stessi residenti sono numerosi: la presenza di servizi di prossimità, il costo delle abitazioni relativamente accessibile rispetto ad altre aree torinesi, la disponibilità di green e soprattutto quel senso di vicinanza che continua a distinguere il quartiere. Non mancano però le criticità, sarebbe necessaria, infatti, una maggiore valorizzazione del patrimonio storico locale, il recupero di alcuni spazi inutilizzati, il sostegno al commercio e nuovi investimenti in ambito culturale e sociale. Anche il tema della sicurezza e del decoro urbano compare frequentemente tra le priorità indicate dagli abitanti. Più che una semplice periferia, Lucento appare oggi come un luogo in equilibrio tra memoria e cambiamento. Le sue strade raccontano la storia di generazioni di contadini diventati operai, di famiglie arrivate da ogni parte d’Italia in cerca di lavoro e di nuove comunità che continuano a trovare qui uno spazio in cui costruire il proprio futuro. È un quartiere che forse non possiede la monumentalità del centro storico, anche se sono presenti opere come “1706”, di Luigi Nervi, che richiama l’assedio di Torino e il ruolo che Lucento ebbe in quell’evento storico, ma conserva un patrimonio umano e sociale capace di raccontare, con particolare autenticità, una parte importante della storia di Torino, qui la vera protagonista è la comunità.
Maria La Barbera

A cura di piemonteitalia.eu
Ivrea, capoluogo del Canavese, denominata Eporedia in epoca romana, è una città ricca di storia, arte e cultura, nonché sede dello storico e importante Carnevale di Ivrea.
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Chi conosce il mondo degli sport da combattimento sa che sotto la Mole la tradizione della boxe e della kickboxing è radicata da generazioni. Ma c’è una disciplina che i fan torinesi hanno sempre dovuto guardare in televisione, o per cui sono stati costretti a viaggiare per chilometri: le Arti Marziali Miste. Trovare una card professionistica di MMA a Torino è un evento più unico che raro, un vuoto che la città si appresta finalmente a colmare con una notte senza precedenti.
Il prossimo domenica 28 giugno 2026, sotto i patrocini istituzionali di Consiglio Regionale del Piemonte, Città Metropolitana e Comune di Torino, le luci del ONE Club (Corso Massimo D’Azeglio, 11) si accenderanno sulla Torino Fight Night. L’arena, che registra già il tutto esaurito sulle tribune per il suo innovativo format “dinner-show” a bordo ring, ospiterà il primo, attesissimo match della card con i guantoni a quattro once, le dita scoperte e le regole totali della gabbia.
A rappresentare la bandiera di casa ci sarà quello che gli addetti ai lavori considerano il dominatore indiscusso della categoria in Italia: Davide Scarano. Cresciuto e forgiato a Mirafiori, Scarano è il classico fighter cresciuto con una mentalità solida, radicata in un background profondissimo di Brazilian Jiu Jitsu.
Il suo non è solo un nome noto a livello locale: il torinese ha già respirato il fuoco dei palcoscenici internazionali più prestigiosi d’Europa, come il celebre Cage Warriors (la storica promotion che ha lanciato leggende del calibro di Conor McGregor). Come si vede anche nel poster ufficiale dell’evento, scarano gulomov.png, Scarano porta sul ring la freddezza di chi sa come asfissiare l’avversario con un ground game spietato e una pressione costante, trasformando ogni incontro in una guerra di logoramento a terra.
Dall’angolo opposto arriverà un atleta che non ha nessuna intenzione di rispettare i pronostici della vigilia. Fayzali Gulomov, nato in Tagikistan ma adottato marzialmente da Firenze, è un talento puro con un fiuto innato per la finalizzazione rapida.
Gulomov è una vera macchina da sottomissioni, e la sua ghigliottina è temuta in tutto il circuito nazionale per la sua rapidità e precisione. Arriva sotto la Mole con la mente sgombra di chi non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare: il suo unico obiettivo è scardinare i piani di Scarano e prendersi la vittoria davanti al pubblico di casa del rivale.
L’inserimento delle MMA in una kermesse che vede già il grande ritorno della boxe professionistica e i titoli internazionali di kickboxing è la mossa che trasforma la Torino Fight Night in un appuntamento storico per lo sport piemontese. L’appuntamento è fissato per le ore 18:30.
Per chi volesse tentare di accaparrarsi gli ultimissimi tavoli rimasti per vedere i match a pochi centimetri dall’azione, i biglietti sono disponibili sul portale: www.one-torino.it.