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A Ivrea la gentilezza diventa esperienza concreta

Ivrea la gentilezza non è rimasta un concetto astratto, ma si è trasformata in esperienza concreta durante un convegno intenso e partecipato dedicato al suo ruolo nei contesti di cura. Un appuntamento che ha riunito professionisti sanitari, studenti e cittadini, confermando quanto questo valore stia acquisendo centralità nel miglioramento della qualità dell’assistenza.

L’iniziativa è stata promossa dal Corso di Laurea in Infermieristica di Ivrea e dall’ASL TO4, nell’ambito del progetto nazionale Costruiamo Gentilezza,  con il coinvolgimento di realtà sanitarie e formative del territorio. A organizzarla Luca Nardi, coordinatore nazionale del progetto “Costruiamo Gentilezza”, insieme a Roberta Sturaro, co-coordinatrice CDL Ivrea, Maurizio Pescarmona, ex pediatra dell’ospedale di Ivrea, Roberta De Tofol, psicologa, e Federica Fersini referente formazione ASLTO4.

Il convegno ha preso il via con i saluti istituzionali: Patrizia Dal Santo, vicesindaco di Ivrea, ha espresso il sostegno della città, mentre Diego Targhetta Dur, direttore Polo Officina H e co-coordinatore CDL Ivrea, ha richiamato la visione di Adriano Olivetti, sottolineando il valore simbolico degli spazi che un tempo rappresentavano l’eccellenza industriale e oggi diventano luoghi di riflessione sociale.

A seguire, Sara Marchisio, direttore sanitario ASLTO4, ha partecipato con attenzione all’intero evento, dimostrando interesse verso un approccio che integra competenze tecniche e qualità relazionale. Luca Nardi, coordinatore del progetto “Costruiamo Gentilezza”, ha quindi illustrato obiettivi e metodo, ponendo le basi teoriche e operative dell’incontro.

Tra i momenti più coinvolgenti, la lettura di Maurizio Pescarmona, pediatra in pensione, e l’intervento di Clara Fusco, pedagogista e ricercatrice dell’Università di Bologna, che ha offerto una chiara cornice educativa sul valore della gentilezza. Particolarmente apprezzate anche le testimonianze degli studenti: Davide Boscolo e Ramona Molinario, studenti del Corso di Laurea in Infermieristica di Ivrea, insieme a Gloria Bombardieri, Giulia Cavicchi e Virginia De Marinis, studentesse di Infermieristica Pediatrica dell’Università Policlinico di Milano, accompagnate da Serena Rampini, tutor didattico, che hanno condiviso esperienze dirette vissute nei laboratori formativi, evidenziando l’impatto concreto della gentilezza nella pratica clinica.

Il cuore dell’incontro è stato rappresentato dalla sessione “Essere gentili”, una tavola rotonda moderata da Daniele Schilirò, infermiere e speaker radiofonico, in cui sono intervenuti Marcello Giove, psicologo ASL, Annalisa Bolzanello, ostetrica, Umberto Suppo, medico cardiologo, e Luca Basso, infermiere della Concordia. Dalle loro parole è emersa una visione condivisa: la gentilezza è parte integrante della relazione di cura, non un elemento accessorio.

Nella sessione “Fare gentilezza” sono emersi esempi concreti e innovativi: da Firenze Luisella Litta, incarico di funzione Formazione SOS Sud Est Azienda Toscana Centro, ed Elettra Pellegrino, direttore sanitario del presidio Santa Maria Annunziata, hanno presentato pratiche come l’infermiere della gentilezza e il “carrello viola”. Dalla Puglia Arcangela De Vivo, medico pediatra, ha raccontato il “ricettario della gentilezza”. Da Ovada Paola Varese, medico oncologo della Fondazione Il Cigno, ha illustrato il lavoro di rete con la comunità, mentre Alberto Rostagno, medico ed ex Sindaco di Rivarolo, ha condiviso l’esperienza di Rivarolo, primo comune italiano ha riconoscere un assessore alla gentilezza.

La fase conclusiva, “Diffondere gentilezza”, ha visto l’intervento di Alessandra Militello, di Radio Spazio Ivrea, che ha sottolineato l’importanza di raccontare le buone notizie, mentre Matteo Marcato, dell’associazione PLUG, ha presentato la mostra internazionale “Seeds of Kindness”, visitabile a Ivrea preso le Officne H fino al 23 maggio.

A chiudere l’evento, l’esibizione dei cori “Voci in Bianco” e “IC Ivrea 2”, seguita dall’inaugurazione della mostra. La partecipazione numerosa e attenta ha confermato un dato sempre più evidente: la gentilezza non è solo un valore etico, ma una leva concreta e potente per migliorare relazioni, ambienti e qualità della cura.

Novant’anni di storia per il Seminario di Rivoli, oggi polo scolastico

Rivoli ha celebrato  sabato 18 aprile i 90 anni dalla posa della prima pietra dell’ex Seminario, divenuto polo scolastico negli anni ’80, storico punto di riferimento per la formazione e la crescita della comunità.

La ricorrenza si è svolta nel complesso scolastico di viale Papa Giovanni XXIII, con visite guidate al parco e agli spazi recentemente ristrutturati da Città metropolitana di Torino proprietaria dell’immobile.

Progettato negli anni ’30 su impulso del cardinale Maurilio Fossati e realizzato anche grazie alla donazione dei terreni da parte di Silvia Melano, il complesso era stato concepito come il più grande seminario del Piemonte.

Dopo le vicende legate alla Seconda guerra mondiale e la chiusura nel 1974, è stato progressivamente riconvertito in polo scolastico e oggi ospita il Liceo Charles Darwin e l’IIS Oscar Romero, realtà centrali per il territorio.

La cerimonia è stata l’occasione per la Città metropolitana di Torino – nell’intervento della consigliera delegata all’istruzione Caterina Greco e del dirigente dell’edilizia scolastica Marco Rosso – di fare il punto sui recenti interventi di riqualificazione che hanno anche svelato opere d’arte inedite: l’auditorium è stato restaurato con particolare attenzione alla valorizzazione degli elementi originari, tra cui il controsoffitto plissettato e le vetrate, firmate e realizzate da artisti dell’epoca, tra cui Ettore Fico. Sono state migliorate la visibilità e il sistema di aerazione.

Le cinque palestre sono state completamente rinnovate, con nuovi impianti, pavimentazioni e servizi; due sono state dotate di parquet per attività a corpo libero.

Sono stati inoltre riorganizzati gli spazi interni, recuperati locali prima inutilizzati e migliorate le finiture di numerosi ambienti.

Particolare attenzione è stata dedicata alla sicurezza, con interventi di adeguamento antisismico e la completa revisione dell’impianto antincendio.

La consigliera metropolitana delegata all’istruzione Caterina Greco ha voluto sottolineare l’impegno per questo edificio cosi particolare nell’architettura, senza dimenticare la tristissima pagina legata alla morte di Vito Scafidi nel 2008.

“La Città metropolitana di Torino investe in sicurezza degli edifici per il bene di studenti e docenti”

A nome del sindaco metropolitano Stefano Lo Russo, la consigliera Greco ha consegnato alla dirigente del Liceo Darwin, Elena Sorrisio, una pergamena “a ricordo dei 90 anni dalla posa della prima pietra al Seminario di Rivoli che ha attraversato importanti pagine di storia ed ha lasciato un segno nella comunità”.

Job Film Days: “Dall’idea al soggetto”

Nel maggio torinese dedicato alla lettura

Per il maggio della lettura e della scrittura, torna “Dall’idea al soggetto” di Job Film Days. Come si scrive un film che parla di lavoro e di diritti? Avere una buona idea non è sufficiente, occorre anche avere strumenti per approdare alla scrittura. Nasce così il laboratorio di scrittura “Dall’idea al soggetto”, organizzato dall’associazione Job Film Days, in collaborazione con l’associazione Video Community. Nel mese di maggio, che Torino dedica alla lettura fra il Salone Internazionale del Libro ed altre iniziative ad esso collegate, quindi alla fruizione culturale, Job Film Days pensa, invece, alla scrittura. L’edizione 2026 del laboratorio prevede tre giorni di incontri e confronto a Torino, il 9 e 30 maggio, e 13 giugno, durante i quali si terranno lezioni condotte da esperti del settore cinematografico, e rappresentanti di Enti del mondo del lavoro. L’obiettivo è guidare i partecipanti verso la scrittura di un soggetto da inviare alla sezione Concorsi del festival Job Film Days, che premierà le tre migliori opere durante la prossima edizione. I premi saranno offerti dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Torino e da Aurora Penne. Tra gli ospiti e i tutor, oltre al regista Mattia Berlizzi e allo sceneggiatore e documentarista Alejandro De La Fuente, è attesa la regista Martina Parenti che, insieme a Massimo D’Anolfi, ha realizzato “I Promessi Sposi” nel 2007 e “Grandi speranze” nel 2009, entrambi presentati al festival di Locarno insieme a numerosi altri lavori che, negli anni, sono stati selezionati tra i più importanti festival cinematografici internazionali, come la Biennale di Venezia, dove è stata presentata in anteprima “Guerra e pace”, mentre nel 2024 è stato proposto “Vestiari, Erbari, Lapidari”. Lo scorso anno la Biennale aveva dedicato ai due autori una monografia completa. Il laboratorio di scrittura sviluppa un’esplicita finalità di promozione della creatività, e costituisce un elemento di integrazione e rafforzamento della filiera cinematografica, inserendosi nel quadro delle azioni mirate alla creazione di opportunità lavorative per i giovani e la diversificazione dell’economia locale. La domanda per le iscrizioni dovrà essere presentata entro il 24 aprile 2026. Il laboratorio è dedicato ad autori e videomaker under 35. Iscrizione gratuita.

Mara Martellotta

A Cuneo i Campionati Primaverili Assoluti di Nuoto Artistico

Dal 7 al 10 maggio 2026 la città di Cuneo tornerà ad essere il fulcro del nuoto artistico italiano con i Campionati Italiani Primaverili Assoluti di Nuoto Artistico, uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario nazionale FIN.

Il CSR Centro Sportivo Roero, gestore dell’impianto, è pronto ad accogliere atleti e pubblico presso lo Stadio del Nuoto di Cuneo, una struttura già protagonista negli anni di importanti eventi nazionali e internazionali, tra cui la Coppa Europa di Nuoto Artistico 2017, il quadrangolare internazionale di pallanuoto del 2020, il Campionato Italiano Assoluto Invernale 2016 e i più recenti Campionati Italiani Assoluti di Nuoto Artistico 2025. Un percorso che testimonia l’elevata qualità degli impianti e la capacità organizzativa e ricettiva del territorio.

L’edizione 2025 ha registrato la partecipazione di circa 250 atleti e atlete provenienti da oltre 30 società sportive di tutta Italia, confermando il ruolo centrale della manifestazione nel panorama nazionale. L’edizione 2026 si preannuncia ancora più rilevante sotto il profilo sportivo e mediatico, capace di coniugare eccellenza agonistica, spettacolo e valorizzazione del territorio, grazie anche al coinvolgimento delle istituzioni e delle realtà locali.

Nel corso delle quattro giornate di gara, il pubblico potrà assistere alle competizioni delle principali specialità della disciplina – singoli, doppi femminili e misti, squadre e routine acrobatiche – con esercizi che uniscono tecnica, eleganza, forza e interpretazione artistica. Le giornate di giovedì 7 e venerdì 8 maggio saranno dedicate alle fasi eliminatorie e alle prime finali, mentre sabato 9 e domenica 10 maggio ospiteranno le finali più attese.

La diretta televisiva RAI garantirà ampia visibilità alla manifestazione, assicurando una diffusione su scala nazionale e valorizzando ulteriormente l’evento e i partner coinvolti.

L’ingresso all’evento è gratuito, offrendo a tutti l’opportunità di vivere da vicino uno spettacolo senza precedenti.

Il Pld parteciperà alla fiaccolata del 24 aprile 2026

 

La tradizionale fiaccolata torinese del 25 aprile si svolge da qualche anno in un clima di grande tensione. Dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Putin, si sono verificate diverse aggressioni nei confronti dei gruppi politici che non fanno parte della tradizione resistenziale comunista. Lo scorso anno, alcuni appartenenti all’Anpi hanno fisicamente impedito la partecipazione di esponenti politici dell’area liberale, riformista o radicale.

Il Partito Liberaldemocratico di Torino ha deciso di partecipare comunque alla fiaccolata di quest’anno.

«Io sono stato testimone diretto degli attacchi e degli scontri degli anni passati», ha dichiarato il Segretario provinciale del PLD, Francesco Aglieri Rinella, «Prendiamo atto della gravità della situazione, ma continuiamo ad affermare il diritto alla partecipazione. Per la liberazione dell’Italia sono morti tanti socialisti, tanti comunisti e cattolici, ma anche tanti liberali. Noi vogliamo ricordarli. E vogliamo ricordare anche le diverse resistenze di oggi: quella del popolo ucraino, quella del popolo dell’Iran e quella dello Stato di Israele, che resiste da anni agli attacchi dei proxy del regime iraniano Hamas e Hezbollah. A Torino qualcuno ha deciso che il 25 aprile è una celebrazione riservata solo ad alcuni gruppi. Per noi continua ad essere la festa di tutti la festa della liberazione».

Francesco Aglieri Rinella

Segretario Provinciale di Torino

del Partito Liberaldemocratico

Varietà di forme e materia alla Galleria Malinpensa

C’è materia e sperimentazione nelle opere di Marco Palma, ingegnere cinquantenne prestato all’arte. Un percorso che lo ha portato a raggiungere la pittura e la poesia, idee che si realizzano grazie ai materiali usati. Espone sino al 23 aprile presso la Galleria d’arte Malinpensa by la Telaccia di corso Inghilterra 51, la curatrice Monia Malinpensa a sottolineare: “Forma, colore e volume interagiscono all’interno della composizione attraverso un dialogo costante generando una struttura dinamica, aperta e in continua evoluzione. La superficie si espande verso una dimensione prossima alla scultura, autonoma e in mutazione costante, capace di accogliere una libertà espressiva che si rigenera nel tempo e si rinnova nello spazio.” È l’impiego e il riunirsi coinvolgente di materiali industriali di recupero (“non solo come scelta etica, ma come potente strumento comunicativo”), il risultato di uno sviluppo lineare come di una tridimensionalità fatta di colorate forme triangolari in plexiglas, di grumi di catrame come di più o meno accennate superfici di sughero, di sporgenze gommose prepotentemente nere, di luci – attraverso elementi LED – che alleggeriscono, come in “Notturno” del 2019, quello che potrebbe risultare esclusivamente un cupo panorama. Ricerca continua, in una – diremmo quasi pressante – evoluzione mai banale, una coniugazione di intenti e di finalità che trovano spazio in simbologie di non sempre facile lettura ma oltremodo interessanti, che spingono lo spettatore a guardare con sempre maggior desiderio dentro l’opera. Nascono “Aliens escaping from black hole”, una tecnica mista del 2025, le “Serie Nero Cromo” (2021), trionfo di materiali particolareggiati, rigorosamente scuri, distribuiti orizzontalmente e verticalmente, lisci e striati, ondulati, chiusi in minime circolarità, riflettenti, opachi e lucidi, nascono le ingentilite “Serie Dream Space”, catrame e trucioli dorati ad ampliare ancora una volta lo spazio. Nascono, belli, lucenti, suggestivi, “opere al nero” alleggerite con sapienza da inserti vitrei – “Scrittura in nero” o “Percorsi della memoria”, del 2025 entrambi -, forme diseguali che s’incuneano, i gialli e i rossi, i blu e i verdi, in una grande affermazione liberatoria.

Con Palma, Lavinia Salvatori, nata a Roma nel 1984, Laurea a Viterbo e studi londinesi, un Master in Arte Terapia, materiali classici e poveri, un interesse verso la scultura raku e la ceramica, un percorso “verso un linguaggio più astratto e personale che potesse esprimere ed esplorare la realtà interna emotiva.” Un desiderio ad esprimersi in maniera improvvisa e scomposta, contenuta ed eccessiva allo stesso tempo, il passaggio dell’”atto artistico” tra il vissuto e un diverso utilizzo di vita sulla tela nel momento della resa pittorica, sino a utilizzare – nelle parole della pittrice – “approfonditamente il metodo dello scarabocchio, un utilizzo del segno come elemento descrittivo in sé, sganciato dalla necessità di rappresentare una struttura figurativa” che non può (con più o minore interesse) lasciare indifferente chi guarda. Monia Malinpensa sottolinea “l’equilibrio (che) nasce dal dialogo costante tra ordine e impulso”, chi scrive guarda ai tanti “senza titolo” che in uno slancio caotico gettano sulle tele la luminosità del bianco assoluto come il tenue di colori trattenuti, gli accenni dorati, i tratti neri colti all’improvviso, le figure impercettibili che ti attraversano la mente, l’autonomia irrefrenabile che invade chi opera.

Nelle immagini, di Marco Palma “Scrittura in nero”, tecnica mista su tela, 2025; di Lavinia Salvatori, “Senza titolo”, tecnica mista e foglia oro su tela, 2026.

Elio Rabbione

La nostra storia: intervista al Marchese Umberto Scaliti Del Carretto di Mombaldone

Quest’anno ricorre il 700° anniversario di un matrimonio che si rivelò di cruciale importanza per il savonese e il Piemonte meridionale: quello tra Enrico Del Carretto e Caterina di Clavesana.
Lui era figlio del Marchese Antonio di Finale Ligure, capostipite dei Del Carretto di Finale e di Agnese Valperga di Masino, lei era figlia del Marchese Francesco II di Clavesana.
Queste nozze, celebrate dopo un lungo periodo di trattative, ebbero una rilevanza strategica perché Caterina portò in dote ad Enrico metà dei feudi savonesi di Balestrino, Castelbianco, Castelvecchio di Rocca Barbena, Erli, Nasino, Stellanello e Zuccarello. L’altra metà Enrico l’acquistò nel 1335 da suo cognato Giacomo
Saluzzo-Dogliani, che aveva sposato Argentina di Clavesana, sorella di Caterina.
Nel 1336 Enrico conquistò Cervo, in Provincia di Imperia, ma l’anno seguente insieme alla moglie si trasferì a Mombaldone (AT), dove diede vita ad una linea marchionale tutt’oggi esistente.
Il giornalista Andrea Carnino de Il Torinese.it ha intervistato il Marchese Umberto Scaliti Del Carretto di Mombaldone, il quale ha gentilmente risposto alle sue domande.

AC: Marchese, come discende da Enrico Del Carretto e Caterina di Clavesana?

Enrico Del Carretto e Caterina di Clavesana, che si sposarono nel 1326, settecento anni fa, erano i miei antenati alla 20° generazione. Essi nel 1337 si trasferirono a Mombaldone, dove io vivo tutt’oggi. Il mio quadrisavolo Aleramo (1809-1881) fu Sindaco di Mombaldone, Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, nonché filantropo e grande benefattore.
Sua figlia Maria Laura, detta Irma (1833-1919) sposò Edoardo Cervetti e dalla loro unione nacquero diversi figli, tra i quali Costanza Teresa, la mia bisnonna, che sposò Paolo Giovanni Scaliti.
Il loro nipote Paolo Giuseppe (1945-1999), che era mio padre, riprese il cognome Del Carretto.

AC: la sua famiglia ha quindi ripreso recentemente il cognome Del Carretto, appartenuto ai suoi avi?

Non proprio recentemente, ma dal 1999 per Decreto del Ministro di grazia e giustizia. 

AC: a Mombaldone è stata attiva una zecca?

Al Marchesato di Mombaldone era stato concesso di battere moneta ed elargire lauree in teologia e medicina. 

AC: i suoi antenati possedevano il castello risalente al XIII secolo, poi parzialmente abbattuto nel 1637. Nel 1840 il Marchese Aleramo Del Carretto ha utilizzato parte delle pietre di quel maniero per uno scopo nobile, vero?

Come raccontato oralmente di mamma, si indicava che la donazione fosse stata di sua figlia la Marchesa Irma, ma verosimilmente potrebbe essere stato Aleramo in quanto Sindaco di Mombaldone, per permettere la costruzione della galleria della Ferrovia Savona-Alessandria. 

AC: ci parli di sua mamma, la Marchesa Gemma e del suo legame con un altro feudo dei Del Carretto, Zuccarello

La mamma collaborava con il Sindaco Stefano Mai e visitò il borgo diverse volte. Il primo luglio 2007 presenziò all’inaugurazione della statua dedicata a Ilaria Del Carretto, ubicata in prossimità della Torre Sud e realizzata dall’artista Flavio Furlani.

AC: la sua famiglia vive nel Palazzo nobiliare detto “la Fortezza”, ci parli della storia di quest’edificio

Il vero nome del palazzo è la “Roca”, costruita come servitù del castello nel ‘200 (stalle e mercato del borgo), per poi venire trasformata in palazzo nobiliare tra il XVII-XVIII secolo. Nel 1783 assunse l’aspetto attuale, mentre nel Secondo dopoguerra vennero costruiti il terzo piano e il loggiato che ne caratterizza la facciata.

AC: qual è il vostro ruolo oggi a Mombaldone?

Il ruolo dei Del Carretto di Mombaldone era nella figura della mamma Gemma, mancata l’anno scorso, la quale amava tramandare la storia della famiglia, effettuare ricerche storiche ed organizzare eventi. Grazie a lei Mombaldone è stato inserito nei Borghi più belli d’Italia.
Io personalmente mando avanti un’attività commerciale insieme a mia moglie e faccio parte dell’amministrazione comunale.
Per quanto riguarda l’erede, mio figlio Edoardo, egli frequenta la Facoltà di Storia dell’Università di Genova e come hobby realizza cortometraggi storici.

Andrea Carnino

Il “Pannunzio” ricorda Amendola

LUNEDÌ 20 APRILE ALLE ORE 17,30 in sede, via Maria Vittoria 35hGerardo NICOLOSI ricorderà Giovanni AMENDOLA nel centenario della morte. Egli appartiene alla storia del liberalismo del ‘900; su di lui il prof. Nicolosi, Ordinario di Storia contemporanea all’Università di Siena, ha scritto un importante saggio.
Marvi DEL POZZO leggerà la commemorazione pronunciata alla Camera il 29 aprile 1926 dal deputato piemontese ed ex Ministro Marcello Soleri a nome del Gruppo liberale in un clima ormai asservito al regime.

La festa degli 8000 runner. E Damato polverizza il record mondiale della Mezza Maratona over 90

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Il sorriso di Damiano al traguardo, ad un anno dal suo trapianto di cuore

Questa mattina si sono corse La Mezza e La Dieci di Torino 2026, Undicesima edizione per le due manifestazioni organizzate da Base Running. Una festa per gli 8000 runner che hanno corso lungo le vie del centro, con partenza e arrivo in Piazza Vittorio. E l’undicesima edizione è stata assolutamente un’edizione da record. Non solo per il numero dei partecipanti, mai così numerosi, non solo per la grande festa in piazza, ma per i grandi risultati, umani e sportivi. Il Kenyano Exidor Simon Duci vince la Mezza con il tempo che di 1.03.36,seguito dal connazionale Kodgei Jakob con 1.05.51, AL terzo posto Francia Patrik, della Reggio Asd, con il tempo di 1.06.57. Per le donne vince la Mezza Restagno Laura della Mondovì Acqua San Bernardo con il tempo di 01.23.11, seguita da Masili Elena Cristina dell’Atletica Monterosa con 01,24.06. Terzo posto per Albertino Celeste con 01,26,24 Sul podio della Dieci maschile Susca Giovanni (00.30.20) seguito da Cornali Nicolò (00,31,13) e Santelli Emanuele (00.31.28). Per le donne vince Zampaglione Silvia (00.35.36); secondo posto per Capelletti Martina (00.36.42) e terzo posto per Visaggi Silvia, Asd Borgaretto con 36’45”

RECORD MONDIALE PER GIUSEPPE DAMATO, 90 anni compiuti il 9 gennaio, che dopo aver stabilito il record mondiale della Maratona over 90 a Milano la scora settimana, oggi ha polverizzato il record mondiale della mezza maratona, chiudendo in 2.07.36. Grande festa anche per Damiano che ha concluso la Mezza tra gli applausi degli amici e della sua squadra ad un anno dal suo trapianto di cuore. Un grandissimo risultato, ottenuto proprio nella Giornata Nazionale dei Trapianti. “Sono molto felice – ha dichiarato Alessandro Giannone, Presidente di Base Running-, perchè oggi abbiamo vissuto una giornata da record incredibile, una festa indimenticabile. Non abbiamo mai avuto così tanti runner stranieri e questo ci gratifica e fa capire quanto Torino sia ormai una città amatissima dai runner. Voglio ringraziare il Comune di Torino, che da sempre crede in questa manifestazione, e l’Assessore Carretta che questa mattina ha vissuto con noi questa grande festa, Adesso pensiamo alla Tuttadritta, che si corre il 10 maggio.”