ilTorinese

All’Orto Botanico Salucci presenta “Riflessi d’acqua tra arte e natura”

Per la prima volta all’ Orto Botanico dell’Università di Torino si tiene una mostra che pone in dialogo la fotografia contemporanea e l’ambiente, immersi, attraverso la postproduzione, in una dimensione acquatica e straniante. Architetture familiari si trasformano, cosi,  in visioni poetiche e in riflessioni sull’innalzamento delle acque e sul fragile equilibrio presente tra uomo e ambiente.
La mostra è  anche l’occasione per rendere omaggio alla città di Torino con tre opere inedite di Aldo Salucci, dedicate allo skyline cittadino, a piazza San Carlo e allo stesso Orto Botanico.
All’interno della mostra sarà inoltre esposto un kakemono giapponese, un dipinto a inchiostro su seta realizzato a Kyoto intorno alla metà dell’Ottocento  da un artista della scuola Maruyama Shijō, raffigurante una carpa che risale una cascata. L’opera è simbolo di crescita continua attraverso lo studio e la ricerca, e sarà  posta in dialogo con le fotografie di Salucci e potrà essere ammirata nel corso delle visite guidate.
L’intero percorso invita alla quiete e alla riflessione, al rallentare lo sguardo, ascoltare il silenzio dell’acqua e percepire il mutare delle stagioni, che permette di riscoprire l’Orto Botanico come luogo di conoscenza, di dialogo e consapevolezza ambientale, in cui fotografia, natura e ricerca scientifica si incontrano.

La mostra è  realizzata dall’Università di Torino, Orto Botanico, Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi e Associazione Amici Orto Botanico, con il patrocinio della Regione Piemonte, del Comune di Torino e Consolato del Giappone. Main sponsor Smat Società Metropolitana Acque Torino. La mostra fa parte del circuito Extra di Exposed Torino Photo Festival.

Mara Martellotta

Rapine ai bancomat con la “marmotta”, sgominata la gang: sette arresti

Sette le persone finite in manette dopo un’operazione dei carabinieri di Vercelli, nell’ambito di un’inchiesta che ha fatto piazza pulita di una gang esperta in rapine ai bancomat con il “metodo della marmotta”. Gli arresti sono scattati tra Torino, Vercelli e il territorio di Foggia. Quattro complici, invece, hanno ricevuto l’obbligo di firma e di dimora.

L’operazione ha messo in luce un gruppo criminale attivo nel Nordovest. Due capi sono accusati di aver architettato e coordinato le imprese, mentre gli altri si occupavano di procurare l’esplosivo, piazzare gli ordigni, compiere i furti o gestire intestazioni fasulle di auto e immobili usati come rifugi, oltre al riciclaggio del bottino.

Le perquisizioni hanno portato al pignoramento di due auto e una moto provento di furto, tre “marmotte” metalliche già piene di esplosivo e pronte per l’azione, 20 chili di polvere da sparo, targhe contraffatte, un disturbatore di frequenze, apparecchi tecnologici per forzare le centraline delle macchine, attrezzi artigianali per scassinare porte corazzate e bancomat, assieme ai caschi e altro materiale utilizzato durante gli assalti.

VI.G

Cade dal tetto mentre lavora: elisoccorso al Cto

Un grave incidente sul lavoro si è verificato ieri a Castellamonte, in via San Sebastiano 24. Un uomo di 50 anni è precipitato da un’altezza di circa 5 metri mentre era impegnato nelle operazioni sul tetto.

Sul posto sono intervenuti tempestivamente i soccorritori del 118 dell’Azienda Zero, con un’ambulanza e l’elisoccorso. La vittima, in condizioni critiche con un politrauma, è stata trasportata d’urgenza al Cto di Torino in codice rosso e ora è seguito dai medici. Sono in atto le verifiche per chiarire la precisa dinamica dell’incidente.

VI.G

“Sentinelle di Torino. Dove la memoria incontra la città”

Evento/Incontro tra “Veterani della Difesa”, Scuole e Artisti, presso il “Monumento Nazionale dell’Arma di Artiglieria” o “Arco del Valentino”

Martedì 21 aprile, dalle 9,30 alle 12,30

La realizzazione per immagini di un vero e proprio “Carnet de Voyage” attraverso il quale “valorizzare i Monumenti Militari di Torino, il loro significato ed il ricordo dei Caduti”: è questo l’obiettivo principe del Progetto realizzato dalla Sezione Provinciale di Torino dell’“Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia (A.N.Art.I.)” in sinergia con la sezione torinese dell’“Associazione Nazionale Ufficiali” provenienti dal “Servizio attivo” (“ANUPSA”) e quella, sempre subalpina, dell’“Associazione Marinai d’Italia (A.N.M.I.)”, che prevede l’organizzazione di un “Laboratorio” tra “Veterani della Difesa”esperti militari e studenti delle Scuole torinesi, volto, per l’appunto a favorire il dialogo intergenerazionale sulla “memoria storica dei monumenti militari”. L’iniziativa nasce, in origine, da un “Bando” della “Regione Piemonte” e dal “Comune di Torino”, concordato in occasione del “Centenario” del “Parco della Rimembranza” al “Bric della Maddalena” (inaugurato nel 1925 da re Vittorio Emanuele III) e rivolto alle “Associazioni d’Arma Nazionali (ASSOARMA)” – su proposta del Consiglio Periferico di “ASSOARMA Torino” – teso a valorizzare l’area dedicata ai “Caduti della Città”.

Il Progetto di “A.N.Art.I.”, unico nel suo genere in Italia, mira a porre e a riportare (se mai ce ne fosse bisogno) nella giusta considerazione la memoria storica delle “Armi militari”, in una prospettiva di doverosa valorizzazione del servizio e del sacrificio dei “Caduti”, nonché delle risorse umane e tecnologiche del territorio nella prospettiva di “offrire un racconto originale della genesi architettonica e politica dei ‘Monumenti’, arricchito da dettagli sulla vita materiale del passato”.

Primo evento in avvio del “Progetto”: l’incontro, martedì 21 aprile ( ore 9,30 – 12,30), presso l’“Arco monumentale all’Arma di Artiglieria” (noto anche come “Arco del Valentino” o “Arco di Trionfo”, realizzato su progetto di Pietro Canonica ed inaugurato il 15 giugno 1930, in occasione dell’anniversario della Battaglia del Piave, 1918), situato all’ingresso Nord del “Parco del Valentino”, dove si terrà un workshop di “disegno dal vivo”Oltre cinquanta partecipanti – tra “Veterani della Difesa”, studenti, artisti e disegnatori professionisti – collaboreranno alla realizzazione di un ‘Carnet de Voyage’, coordinati dall’“Artigliere Cartoliniere” Antonio Mascia, per quarant’anni docente di “materie artistiche” nelle Scuole cittadine, nonché “socio volontario” dell’Associazione “Amici del Museo Pietro Micca e dell’Assedio di Torino del 1706”. Agli studenti verranno distribuiti appositi taccuini e l’opera ritenuta migliore sarà stampata in forma di “Manifesto”. La documentazione foto-video, realizzata da “SHOWBYTE” sarà pubblicata sul sito https://www.patres.eu/ e integrata nell’applicazione di un “Progetto”, in cui “ in un clima di libertà e responsabilità – sottolinea il Generale Luigi Cinaglia, Consigliere ‘A.N.Art.I.” e responsabile dello stesso ‘Progetto’ – i monumenti militari diventano protagonisti, poiché, sebbene siano sotto gli occhi di tutti, è necessario conoscerne a fondo la genesi storica e i valori che rappresentano, i quali non celebrano tanto la guerra quanto il sacrificio degli uomini per la propria Patria, grazie al quale è stata possibile la crescita economica e lo sviluppo tecnologico dell’Italia in un clima di Pace e di Democrazia”. Parole cui fanno eco le riflessioni del “Cartoliniere” Antonio Mascia“In quest’ era tecnologica, dove l’IA spesso sostituisce la mano ‘pensante e creativa’ dell’uomo, è fondamentale che questo ‘Progetto’ dedichi uno spazio adeguato al disegno. E disegnare, in questo caso, non è un’operazione nostalgica, ma significa proiettare sul foglio le proprie osservazioni ed emozioni nate dall’incontro con i ‘Veterani della Difesa’ e dal confronto con artisti professionisti e giovani della ‘Generazione Z’, che con la loro spontaneità ci aiutano a vedere il mondo con occhi diversi”.

Le Attività Future

Le Associazioni realizzeranno una “app” collegata con il sito internet già “on line” https://www.patres.eu/ per raccontare e valorizzare tre “Monumenti” ed un “Parco”. Dopo l’“Arco Trionfale del Valentino”, sarà la volta del “Monumento al Duca d’Aosta” di piazza Castello, di quello all’“Artigliere da Montagna” (nel Giardino tra i corsi Ferrucci e Vittorio Emanuele, a fianco dei campi sportivi di “Cit Turin”) e il “Parco della Rimembranza” in occasione del suo Centenario. Le attività consisteranno nella raccolta di testimonianze da parte di esperti, “Veterani della Difesa”, architetti e testimonial della materia e nella conseguente realizzazione di decine di video-contributi, podcast, materiali iconografici anche d’epoca rigenerati e canali social per la massima fruizione del “Progetto”. Il prodotto multimediale, che sarà realizzato entro dicembre 2026, sarà aperto a tutti e potrà accogliere in futuro anche altri contributi su ulteriori “Monumenti” della città.

Gianni Milani

Nelle foto: “Arco Monumentale all’Arma di Artiglieria”, Gen. Luigi Cinaglia e il “Cartoliniere” Antonio Mascia

Gli appuntamenti della Fondazione Torino Musei

SABATO 18 APRILE

 

Sabato 18 aprile ore 15

CON LA MATITA BLU

Palazzo Madama – Attività per famiglie in occasione di “Disegniamo l’arte”

Quali colori servono per raccontare un’emozione? Quali per creare la luce?

I blu, le ocre e le terre verdi e brune sono i colori che il pittore ha usato per raccontare la quotidianità della

sua epoca.

Prendendo spunto da “Donna in blu che legge una lettera”, e sperimentando accostamenti cromatici, i bambini rielaboreranno un ambiente a loro familiare dove invitare la Donna in blu.

Età: 5-11 anni

Costo €4 a bambino. Biglietto di ingresso ridotto al museo per adulti accompagnatori (gratuito con Abbonamento Musei)

Prenotazione obbligatoria: t. 011.4429629 (lun.-ven. 09.30 – 13; 14 – 16); madamadidattica@fondazionetorinomusei.it

 

Sabato 18 aprile ore 15:30

IL MAO IN UNA MATITA

MAO – Attività per famiglie in occasione di “Disegniamo l’arte”

Nelle sale delle collezioni permanenti, spaziando tra opere di diverse epoche, origini e materiali e alcuni lavori dell’artista Chiharu Shiota, i partecipanti muniti di fogli e matite potranno scegliere un soggetto con cui ‘fare amicizia’ disegnandolo dal vero, per poi conoscerne, con una breve visita, contesto, contenuti e significati.

Prenotazione obbligatoria maodidattica@fondazionetorinomusei.it

Costo: € 4 a bambino; adulto accompagnatore ingresso ridotto alle collezioni € 10 (gratuito con Abbonamento musei)

DOMENICA 19 APRILE

 

Domenica 19 aprile ore 15:30

QUANDO IL SEGNO DIVENTA SPAZIO.

GAM – Attività per famiglie in occasione di “Disegniamo l’arte”

In occasione dell’evento organizzato dall’Associazione Abbonamento Musei “Disegniamo l’arte 2026” la GAM propone un’attività in cui protagoniste saranno le sculture della collezione del museo.

I bambini saranno coinvolti in un gioco di scoperta delle opere plastiche partendo dagli spazi del giardino fino alle sale del museo, ragionando sul concetto di spazio che da chiuso e limitato si apre all’esplorazione e di come il disegno sia una parte fondamentale nella creazione di una scultura, sia essa figurativa o astratta. Momenti di disegno dal vero di fronte alle opere permetteranno di analizzare e rielaborare le forme fino a sintetizzarle in un segno personale. In laboratorio una tela bianca diventerà un nuovo luogo di accoglienza sul quale far rivivere le sensazioni ispirate dalle opere che, rielaborate attraverso il lavoro grafico, diventeranno originali composizioni da esporre.

Grazie alla collaborazione tra FTM e Biraghi, al termine dell’attività sarà offerta la merenda a tutti i partecipanti. I materiali per le attività del Dipartimento Educazione GAM sono forniti da Fibracolor.

Costo: € 10 a partecipante

Costo aggiuntivo: adulti biglietto di ingresso ridotto; gratuito per i possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Valle d’Aosta

Per prenotazioni e informazioni: 011 19560449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it

Prenotazione e pagamento online

LUNEDI 20 APRILE

 

Lunedì 20 aprile ore 17

MONUMENTA ITALIA. UN PROGETTO DI ARTE PUBBLICA ITINERANTE

PALAZZO MADAMA – conferenza sulla mostra MonumenTO e presentazione dell’esposizione Monumenta Italia / Cantiere Madama

Con Irene Pittatore, Tea Taramino e Lisa Parola

Il progetto artistico di Irene Pittatore, a cura di Lisa Parola e Tea Taramino, propone attraverso l’arte una riflessione sull’assenza di monumenti dedicati alle donne e alla loro storia nello spazio pubblico. Un vuoto che diventa occasione per un processo civico e culturale sul significato contemporaneo di memoria collettiva, patrimonio urbano e monumentalità in prospettiva di genere. Manifesti e opere compongono un percorso che supera i confini degli spazi espositivi per estendersi a laboratori, lezioni e azioni d’arte pubblica, configurandosi come un cantiere aperto.

Irene Pittatore (Torino, 1979). Artista e performer adotta strumenti visivi, narrativi e partecipativi per creare opere che riflettono su emarginazione, discriminazione e i loro sintomi. I suoi progetti, dedicati alla violenza di genere (Monumenta ItaliaL’amavo troppo e le ho sparato), alla diversità e all’inclusione (You as me / Nei panni degli altri), all’emergenza abitativa (Homeless heroines) si sviluppano in dialogo con musei, festival, gallerie, università.

Tea Taramino (Torino, 1952). Artista e curatrice, ideatrice del PARI – Polo delle Arti Relazionali e Irregolari spazio di dialogo tra arte ufficiale e outsider art, con sede presso Flashback Habitat. Dal 1982 cura la collezione civica di arte irregolare che valorizza in coprogettazione con la Città di Torino attraverso eventi con istituzioni pubbliche e private in collaborazione con i Dipartimenti educazione dei Musei di Arte Contemporanea, Università, Accademie e altri enti italiani ed esteri.

Lisa Parola (Torino,1964). Storica dell’arte, autrice e curatrice. Per Einaudi ha pubblicato Giù i monumenti? Una questione aperta (2022). Nel 2024 ha aggiornato la voce ‘Monumento’ in occasione del Centenario dell’Enciclopedia Treccani; nel 2025 ha pubblicato con Lenz New Monumentalities in You don’t make a masterpiece, you survive one, nell’ambito della personale di Maurizio Cattelan curata da Lorenzo Giusti alla GAMeC di Bergamo. È socia fondatrice di a.titolo.

Conferenza a ingresso libero fino a esaurimento posti. Non è richiesta prenotazione.

 

 

MARTEDI 21 APRILE

 

Martedì 21 aprile ore 17:30

COSA RESTA DI UNA CITTÀ QUANDO SMETTE DI RICORDARE?

PALAZZO MADAMA – conferenza sulla mostra MonumenTO

Biblioteca Francesco Cognasso, corso Cincinnato 115

Con Giovanni Carlo Federico Villa, direttore di Palazzo Madama e curatore della mostra.

La conferenza intende portare il museo fuori dalle sue mura per promuovere la conoscenza di un patrimonio significativo e sostanzialmente ignoto, non solo al pubblico di Palazzo Madama, ma anche ai cittadini torinesi che frequentano più abitualmente le biblioteche. Gli appuntamenti sono un invito a conoscere la città.

Torino è una città che non grida: ammonisce. Lo fa con il bronzo, con il marmo, con statue che sembrano ferme e invece lavorano nel tempo. Qui il monumento non è ornamento: è progetto. È un’idea di città che educa senza alzare la voce, che distribuisce la memoria lungo le strade, che trasforma l’arrivo in una lezione e la piazza in una coscienza civile.

Torino non ha solo fatto l’Italia: l’ha messa in scena, ogni giorno, davanti ai suoi cittadini. Questa è la storia di una capitale che ha scelto di scolpire non il potere, ma la responsabilità.

E di affidarci una domanda che brucia ancora: cosa resta di una città quando smette di ricordare?

Ingresso libero.

MERCOLEDI 22 APRILE

 

Mercoledì 22 aprile

Irene Pittatore | Monumenta Italia / Cantiere Madama

PALAZZO MADAMA – apre l’esposizione

A cura di Tea Taramino

@Piccola Guardaroba e Gabinetto Cinese

Quanti sono i monumenti dedicati a una donna, a Torino e nelle altre città italiane? Quanti quelli realizzati da una donna? Da questi e altri interrogativi prende le mosse Monumenta Italia, un progetto d’arte pubblica che ha l’obiettivo di creare consapevolezza rispetto all’esiguità dei monumenti dedicati alle donne: un’occasione per una riflessione civica sul patrimonio artistico urbano, su cosa oggi significhi parlare di monumentalità, memoria e patrimonio rispetto alla storia delle donne.

Monumenta Italia riunisce manifesti, video e un gonfalone utilizzati come strumenti di riflessione in mostre, laboratori, lezioni e azioni nello spazio pubblico. Il cantiere, che opera a livello nazionale, ha la sua base a Torino, dove, dal 2024, sono stati diffusi i manifesti (Biblioteche Civiche, fermata Bengasi della metropolitana, URP del Consiglio regionale del Piemonte, rassegna Opera Viva – Il Manifesto in piazza Bottesini), organizzate mostre e laboratori (Recontemporary, Assessorato alla Cultura della Città di Torino, Gliacrobati). Il progetto è in corso di svolgimento a Novara con una campagna di 71 affissioni urbane e si è concluso a Savona con azioni performative e cantieri fotografici diffusi. Cantieri di ricerca sono attivi a Bologna e a Roma.

Ingresso incluso nel biglietto delle collezioni.

 

 

   
Visite guidate in museo alle collezioni e alle mostre di Palazzo Madama, GAM e MAO

a cura di CoopCulture.
Per informazioni e prenotazioni: t. 011 19560449 (lunedì-domenica ore 10-17)

ftm.prenotazioni@coopculture.it

 

https://www.coopculture.it/it/poi/gam-galleria-darte-moderna/
https://www.coopculture.it/it/poi/mao-museo-darte-orientale/
https://www.coopculture.it/it/poi/palazzo-madama-museo-civico-darte-antica/

Dalla Regione fondi per le imprese contro l’abbandono della montagna

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Un aiuto concreto rivolto a migliaia di aziende agricole attive nelle aree montane del Piemonte, con l’obiettivo di garantire la continuità delle attività, la tutela del territorio e il contrasto allo spopolamento.

Per il 2026, la Regione Piemonte ha attivato, nell’ambito del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027, un intervento che mette a disposizione complessivamente 14,4 milioni di euro. Il bando sarà pubblicato nei prossimi giorni.

Si tratta di una delle principali misure a sostegno dell’agricoltura di montagna, che prevede un contributo annuale per ettaro destinato agli agricoltori che operano in contesti caratterizzati da condizioni difficili, come altitudine elevata, terreni in pendenza e maggiore complessità produttiva.

L’iniziativa punta a favorire la permanenza delle attività agricole, incentivare l’utilizzo continuativo delle superfici e assicurare la manutenzione del territorio, con effetti positivi anche sulla sicurezza ambientale e sulla qualità del paesaggio.

«Questa misura rappresenta un pilastro delle politiche per la montagna – sottolinea l’assessore regionale allo Sviluppo e promozione della montagna Marco Gallo – perché riconosce concretamente il ruolo degli agricoltori come presidio del territorio. Senza il loro lavoro quotidiano, intere aree rischierebbero l’abbandono, con conseguenze non solo economiche ma anche ambientali e sociali».

Il contributo, rivolto agli agricoltori attivi nelle zone montane piemontesi, è modulato in base a diversi elementi: il tipo di coltivazione (seminativi, frutteti, pascoli), il livello di svantaggio del terreno e la presenza stabile dell’azienda sul territorio. È inoltre prevista una premialità maggiore per imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti, a conferma dell’intenzione di sostenere chi vive e lavora stabilmente in montagna.

Gli importi previsti variano da circa 500 euro fino a un massimo di 13.000 euro per beneficiario, contribuendo a compensare i maggiori costi e i minori redditi legati alle condizioni produttive tipiche delle aree montane.

«Non è solo un contributo economico – prosegue l’assessore Gallo – ma un investimento sulla vitalità delle nostre comunità montane. Sostenere l’agricoltura significa mantenere vivi i territori, preservare il paesaggio e creare le condizioni per nuove opportunità di sviluppo, anche in chiave turistica e ambientale».

Remadesign, quando il modernariato diventa esperienza: intervista a Lorenzo Macrì

Informazione promozionale

Nel cuore di una nuova generazione di professionisti del design, Remadesign si distingue come uno spazio che va oltre la semplice vendita, trasformandosi in un luogo di cultura, scoperta e relazione.

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Abbiamo incontrato il fondatore, Lorenzo Macrì, per farci raccontare la sua visione, il suo percorso e l’evoluzione di un progetto che unisce passione, ricerca e innovazione.
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Origini, identità e visione
Come nasce Remadesign e qual è stato il suo percorso nel mondo del modernariato? 
Remadesign nasce alla fine del 2020, in modo quasi casuale, in seguito a un momento personale molto difficile. In quel periodo stavo seguendo un percorso completamente diverso, con l’obiettivo di diventare giornalista. Poi l’incontro con il mondo del design, che mi ha colpito profondamente. Da lì ho capito che quello sarebbe diventato il mio ambiente naturale. Il progetto è nato inizialmente con un amico, anche il nome richiama l’idea del “remare”, dell’impegno necessario per costruire qualcosa da zero. Nonostante le difficoltà del periodo Covid e la fine della collaborazione iniziale, ho scelto di portare avanti il progetto con determinazione.
Essere figlio d’arte quanto ha inciso sulla sua sensibilità estetica?
Molto. Fin da piccolo mio padre mi ha portato con sé a mostre di antiquariato. Questo ha formato il mio sguardo e la mia sensibilità visiva, che oggi considero fondamentali nel mio lavoro.
Oggi come definirebbe l’identità della sua attività?
Più che un negozio, Remadesign è uno spazio di conoscenza e condivisione. Mi interessa avvicinare le persone a questo mondo, raccontare le storie degli oggetti e mostrare quanto il design degli anni ’70 e ’80 sia ancora incredibilmente attuale. È un luogo aperto alla curiosità, dove nasce un legame autentico tra persone e oggetti.
La selezione: il cuore del business
Come avviene la ricerca e selezione dei pezzi?
È uno degli aspetti più affascinanti del lavoro. Entrare nelle case significa entrare nelle storie delle persone. Ogni oggetto ha un valore che va oltre quello economico. Il mercato è molto competitivo, quindi nel tempo ho scelto di specializzarmi su designer particolarmente innovativi, spesso sottovalutati.
Quali criteri guidano le sue scelte?
Sicuramente lo stato di conservazione, che è la prima cosa che colpisce. Poi l’autenticità, che è imprescindibile: un oggetto non originale perde completamente il suo valore. Infine, il prezzo, che deve essere coerente con il mercato. Utilizzo portali professionali e monitoro costantemente il settore per garantire proposte corrette e competitive.
Come costruisce un’offerta coerente?
Attraverso una selezione sempre più mirata e riconoscibile, basata su una linea estetica precisa e su una ricerca continua.
Qualità e posizionamento
Qual è la differenza tra collezionisti e amatori?
Il collezionista è molto preparato, spesso conosce già tutto del pezzo che osserva. L’amatore invece è più aperto al racconto: con lui si crea un dialogo che permette di spiegare l’oggetto, il contesto e le innovazioni che rappresenta.
Quanto è importante l’educazione del cliente?
Oggi è fondamentale. Il design è percepito come un settore di nicchia, quindi accompagnare il cliente in un percorso di conoscenza è parte integrante del lavoro.
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Il rapporto con il cliente
Che tipo di esperienza vuole offrire?
Non mi interessa una vendita veloce. Voglio costruire un percorso. L’esperienza deve essere completa: dalla scoperta dell’oggetto fino al momento in cui entra nella casa del cliente.
Quanto conta la consulenza?
È centrale. Il cliente non deve acquistare solo un oggetto, ma vivere un’esperienza autentica, che rimanga nel tempo.
Innovazione e sviluppo: il noleggio B2B
Come nasce il servizio di noleggio?
Dalla richiesta crescente di utilizzi temporanei. Sempre più aziende hanno bisogno di arredare spazi per eventi o progetti specifici senza acquistare.
A quali settori si rivolge?
Eventi, set fotografici, produzioni pubblicitarie. Il design diventa uno strumento per creare ambientazioni di forte impatto.
Che valore aggiunto porta il modernariato?
Dà carattere e identità agli spazi. Inoltre, la presenza di questi oggetti in film e pubblicità contribuisce a diffondere una cultura del design più ampia.
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Visione imprenditoriale
Essere giovani è un vantaggio o una sfida?
È una sfida, perché l’esperienza conta molto. Ma è anche uno stimolo continuo a imparare, studiare e migliorarsi.
Quali sono i prossimi sviluppi?
Continuare a crescere, ampliare la ricerca e consolidare il posizionamento come punto di riferimento nel settore.
Il vostro valore distintivo in una frase?
Creare un legame autentico tra persone e oggetti, trasformando il design in un’esperienza da vivere ogni giorno.
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Via S. Secondo, 60 A, 10128 Torino TO
Telefono 352 016 0008 

www.remadesign.it 

Ecco cosa acquistiamo

Frontiers, a Torino la prima convention italiana sull’industria del contenuto

Che leggi

RUBRICA A CURA DI

IRMA CIARAMELLA *

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Torino, 17 aprile 2026. Al Circolo dei Lettori si apre oggi Frontiers -The Content Industry Summit – la prima convention italiana dedicata all’industria del contenuto.

Due giorni, 150 relatori, 60 incontri. Un appuntamento che non ha precedenti nel panorama nazionale e che si inserisce nel calendario della Biennale Tecnologia.

L’iniziativa è promossa da ICCI -Italian Cultural Content Industry- realtà che da anni lavora alla costruzione di un ecosistema professionale attorno alla filiera del contenuto culturale: editoria, audiovisivo, media, industrie creative. L’obiettivo di Frontiers è preciso: creare un momento strutturato di aggiornamento, confronto e networking per le imprese e i professionisti che ideano, producono e distribuiscono contenuti culturali in Italia. Non un festival, non una fiera, ma una convention nel senso autentico del termine.

Il programma è denso e articolato. Tra le novità di maggiore rilievo, la presentazione della prima mappatura nazionale degli studi editoriali italiani -uno strumento inedito e necessario per chi lavora nella filiera del libro-e il lancio della piattaforma digitale dedicata al Dizionario di genere, sviluppata a partire dall’omonimo volume di Marzia Camarda edito da Settenove. Due progetti che raccontano in maniera chiara come il settore della produzione contenuto culturale si stia trasformando rapidamente elaborando strumenti propri, infrastrutture cognitive e digitali costruite su misura, non mutuate da altri ambiti.
La trasformazione dei modelli di business e l’impatto delle nuove tecnologie sull’industria del contenuto comportano la necessità di formazione delle nuove professionalità’.

Uno dei momenti chiave della convention sarà con presentazione della seconda edizione del Master di primo livello ‘Le professionalità editoriali tra nuovi modelli di business e tecnologia’, ideato da ICCI in collaborazione con il Dipartimento di Management Valter Cantino dell’Università di Torino, con la direzione scientifica della Prof.ssa Silvana Secinaro e del Prof. Paolo Biancone. Quest’anno il percorso si arricchisce di un nuovo e significativo contributo: quello della Società Editrice Allemandi, storica casa editrice torinese fondata da Umberto Allemandi nel 1982 e da oltre quarant’anni punto di riferimento internazionale nel settore dell’arte, dell’architettura e della critica culturale con testate come Il Giornale dell’Arte con il contributo del AD Luigi Cerutti. Una partnership che porta nel master non solo competenza editoriale di lungo corso, ma anche la visione di un’istituzione che ha saputo costruire nel tempo un modello di editoria culturale riconoscibile e autorevole su scala mondiale.

La scelta di Torino non è casuale. Città con una tradizione editoriale di primissimo piano -nasce a Torino nel 1791 la prima casa editrice italiana, la UTET, seguita da Paravia, Lattes, Giulio Einaudi Editore, SEI, Bollati Boringhieri, per citarne solo alcune -Torino si candida sempre più esplicitamente a diventare capitale e motore dell’industria creativa italiana. La collocazione di Frontiers nell’ambito della Biennale Tecnologia e nel percorso di candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033 rafforza questa vocazione e la inserisce in una cornice europea.
Il programma prevede anche un focus sull’audiovisivo e le celebrazioni per anniversari importanti: Lalla Romano, Natalia Ginzburg, Carlo Fruttero, Umberto Eco. Nomi che non sono solo memoria letteraria, ma riferimenti identitari di una cultura editoriale italiana che vale la pena non soltanto celebrare, ma comprendere e trasmettere.

La Regione Piemonte e la Camera di Commercio di Torino , insieme al CEIP hanno creduto, sostenuto e patrocinato l’iniziativa.
In un momento in cui l’intelligenza artificiale riscrive le regole della produzione e della distribuzione dei contenuti, e in cui le piattaforme globali concentrano potere e visibilità, la nascita di una convention come Frontiers risponde a un bisogno reale: quello di un luogo fisico e intellettuale in cui l’industria culturale italiana si guarda allo specchio, discute del proprio futuro e costruisce le reti che le servono per affrontarlo.

Frontiers -The Content Industry Summit,
17 e 18 aprile 2026,
Circolo dei Lettori e delle Lettrici, Torino.

* Avvocata

La seconda tappa di Coppa Italia Para climbing

DETERMINAZIONE, IMPEGNO E COSTANTE RICERCA DI MIGLIORAMENTO

La seconda tappa di Coppa Italia Para climbing, all’insegna della crescita del movimento

Prosegue la stagione Para Climbing 2026 della Federazione Arrampicata Sportiva Italiana, all’insegna dell’inclusione e della crescita continua del movimento a livello tecnico, qualitativo e numerico.

Si svolgerà sabato 18 aprile la seconda tappa di Coppa Italia Para climbing, nel centro di arrampicata Rockspot di Milano. Domenica 19 e lunedì 20 aprile si svolgerà un raduno che vedrà impegnati in parete i migliori para climbers italiani assieme ad alcuni atleti austriaci. Il 19 aprile la Rockspot sarà anche la sede del Campionato Italiano Speed.

Milano diventerà così in unico weekend il centro nevralgico dell’arrampicata sportiva in due declinazioni molto diverse, ma accomunate da passione, determinazione e costanza.

Ad introdurre la prova di Coppa Italia Para climbing sarà Laura Mancuso, Presidentessa della Fondazione Angelo D’Arrigo, che, in occasione del ventennale della morte del noto alpinista e campione di volo sportivo, ha organizzato numerose iniziative sociali e sportive, fra cui la donazione degli zaini da viaggio (realizzati dallo sponsor tecnico federale Petzl) agli atleti della Nazionale Italiana Para climbing.

Siamo felici di poter affiancare la Nazionale Italiana Para climbing in un percorso che condividiamo profondamente nello spirito e nei valori.” Ha dichiarato la Presidentessa Mancuso. “Crediamo che, anche attraverso questa partnership, gli atleti possano trovare, nell’eredità umana e sportiva di Angelo, la consapevolezza che il limite non è una barriera, ma uno spazio da esplorare, comprendere e superare. Questo è il cuore della sua visione, quello che con la Fondazione a lui intitolata continuiamo a diffondere in tutto il mondo. Ed è lo stesso spirito di resilienza, determinazione e responsabilità che ritroviamo nel percorso delle ragazze e dei ragazzi della Nazionale Italiana Para climbing, capaci di trasformare ogni sfida che affrontano in un’occasione di crescita fisica e mentale.”

La competizione vedrà impegnati 45 atleti, appartenenti alle varie classi di disabilità.

I protagonisti della tappa precedente faranno del loro meglio per confermarsi ai vertici, ma dovranno affrontare numerosi sfidanti decisamente motivati a salire di livello.

Per citarne alcuni: cercheranno di bissare l’oro Lucia Capovilla (Fiamme Oro) nella categoria AU2, David Kammerer (AVS Bruneck) e Fiamma Cocchi (Stone Monkey) nella categoria AL2, Tommaso Mazzotti (Vertical Forlì) nella AL1, Gian Matteo Ramini (Four Climbers) e Maria Laura Muratori (Welcome ASD) nella categoria RP1, Chiara Cavina (Four Climbers) nella RP2.

Nella categoria B1 si preannuncia una bella gara sia a livello maschile, con Simone Salvagnin (El Maneton), supportato dalla guida Alberto Mazzoleni, che punta nuovamente alla medaglia d’oro, sia a livello femminile, con Nadia Bredice (Arco Climbing), guidata da Sonia Cipriani, che cercherà di riconquistare il gradino più alto del podio.

Interessante anche la sfida nelle categorie Open (fisici e visivi), che consentono ai Para climbers non rientranti nelle attuali classificazioni ufficiali World Climbing di partecipare alle competizioni del circuito agonistico nazionale.

Nel raduno per la Nazionale italiana, che si svolgerà domenica 19 e lunedì 20, saranno presenti 18 azzurri e alcuni para climber austriaci, fra cui Angelino Zeller, Campione del Mondo della categoria AL1. Questo incontro e scambio con gli atleti di un’altra squadra nazionale rappresenta un costruttivo ponte di confronto e un concreto stimolo per i nostri azzurri, chiamati a dare il proprio meglio di fronte ad atleti internazionali di alto livello.

 

 

Programma di gara:

Sabato 18 aprile:

Ore 10 qualifiche

Ore 17.00 finali a partire dalla categoria blind

Ore 19.00 cerimonia di premiazione

 

 

L’accesso al pubblico è libero e gratuito per tutte le fasi della manifestazione.

Sarà possibile seguire la diretta streaming delle finali della competizione sul canale ufficiale Climbing Tv di Sportface ai seguenti link:

SportFacehttps://tv.sportface.it/watch/0a0c0b00-b7f6-4227-83c3-0e06ca37dfd4

Link all’app: https://apps.apple.com/it/app/sportface/id6450705990

 

 

Passione, determinazione, capacità tecniche, gestione fisica e mentale del tracciato: gli ingredienti per una competizione di alta qualità ci sono tutti. Non resta che seguire le evoluzioni degli atleti in questa seconda tappa del circuito di Coppa Italia Para climbing, che si concluderà con la prova del 2-3 maggio a Roma.