ilTorinese

A Palazzo Fauzone Relais & Spa il mese di marzo è dedicato alle donne

Palazzo Fauzone Relais & SpA dedicherà  il mese di marzo alle donne. In un’epoca in cui il tempo corre veloce, non vi è  regalo più prezioso di un momento di stacco per celebrare il piacere della condivisione tra amiche. Per l’occasione, per rigenerarsi e nutrire l’anima, la struttura ha ideato tre percorsi speciali che fondono il fascino della storia con i più moderni comfort, offrendo un’esperienza indimenticabile all’insegna dello slow living.

Soggiornare a palazzo Fauzone significa immergersi in un ambiente dove ogni camera racconta una storia.
Situato nel centro di Mondovì, in provincia di Cuneo, in un elegante palazzo storico del Duecento appartenuto alla nobile famiglia Fauzone, dal 2022 è  gestito da Barbara Franco e dal suo compagno, appassionati di arte, cultura e benessere, che hanno realizzato un significativo intervento di ristrutturazione.

Il palazzo offre sette eleganti camere , quattro classiche, Mr Darcy, Mrs Bennet, Storia Infinita, Piccolo Principe e tre superior, Giardino segreto, Alice nel paese delle meraviglie e Mille e una notte. A queste si aggiungono sei grandi loft, il Milione, Don Chisciotte, Grande Gatsby, Il giro del mondo in ottanta giorni, il Decameron, l’Encyclopedie, tutte ispirate a grandi classici della letteratura internazionale.
Palazzo Fauzone dispone anche di una SPA ad uso esclusivo, dotata di ogni confort, la cornice ideale di un weekend tra donne, dove la bellezza e la cura degli ambienti fanno da sfondo a preziosi ricordi.
Situato a metà strada tra Torino e Savona, palazzo Fauzone rappresenta il punto di partenza ideale per scoprire un territorio ricco di eccellenze enogastronomiche, tradizioni e paesaggi vitivinicoli dichiarati patrimonio dell’Umanità. Il Relais si pone come il luogo perfetto per distaccarsi dai rumori cittadini, sia che si tratti di sport in natura o di percorsi artistici.
Le promozioni di questo mese sono state appositamente pensate per la condivisione e sono riservate a un gruppo di  minimo tre donne, proprio per favorire quel clima di complicità che solo un gruppo di amiche sa creare.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni contattare lo staff di Palazzo Fauzone Relais & Spa all’indirizzo info@palazzofauzone.com o al numero 378 3035504.

Palazzo Fauzone Relais & Spa

Via Vico 8 Mondovì

 

Mara Martellotta

Monregalese, Usic: “Disarticolato sodalizio criminale, plauso alla compagnia di Mondovi’”

“L’Unione Sindacale Italiana Carabinieri esprime il proprio compiacimento e il più vivo plauso per la brillante operazione di servizio portata a termine il 24 febbraio dai militari della Compagnia Carabinieri di Mondovì. L’attività investigativa, culminata con l’esecuzione di misure cautelari e numerose perquisizioni, ha consentito di disarticolare un pericoloso sodalizio criminale dedito al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio monregalese, accertando come l’attività illecita generasse profitti per centinaia di migliaia di euro al mese.
I risultati ottenuti testimoniano ancora una volta l’elevata professionalità e lo spirito di sacrificio dei Carabinieri del Comando Provinciale di Cuneo e, in particolare, della Compagnia di Mondovì. Contrastare il traffico di droga significa proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione e restituire sicurezza e legalità alle nostre comunità.
Questi successi non sono frutto del caso, ma derivano da un monitoraggio costante del territorio e da una dedizione che spesso va oltre il dovere istituzionale, nonostante le persistenti carenze di organico e i carichi di lavoro sempre più gravosi. USIC continuerà a essere al fianco dei colleghi che operano quotidianamente in prima linea, affinché il loro impegno e la loro sicurezza restino sempre una priorità”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

Sommario: Pannella e il referendum sulla  Magistratura – Il Dio misericordioso dov’è finito? – La bionda – I ragazzi del bosco devono tornare in famiglia – Lettere

Pannella e il referendum sulla  Magistratura

Il clima irrespirabile, oggi si direbbe tossico, che si è creato attorno al referendum di fine marzo mi induce a richiamare  da studioso tutti i contendenti all’equilibrio e alla moderazione. Urlando, le idee non ne escono rafforzate, ma indebolite. Chi scrive voterà sì ed ha spiegato da tempo perché ha fatto questa scelta in assoluta indipendenza. Ho partecipato in modo molto intenso alla campagna referendaria contro l’abrogazione del divorzio nel 1974 a fianco di Marco Pannella. Era un referendum che contrapponeva anche Chiesa e Stato e toccava valori etici e interessi materiali. Posso testimoniare  che mai il referendum rasentò livelli così aspri e nel contempo così  bassi come l’attuale.

Marco Pannella con Pier Franco Quaglieni

 

Gli slogan non spiegano nulla rivelano solo la pochezza intellettiva  di chi vi ricorre. Come presidente del centro Pannunzio sono tenuto a mantenere una riservatezza bipartisan che mi impedisce di accettare gli inviti che ricevo numerosi  a parlare in dibattiti pubblici. La mancanza di responsabilità istituzionale di troppi ha inquinato i pozzi e mette in evidenza la pochezza di chi non è né un magistrato né un politico, ma spesso si rivela  un propagandista o un attivista. Pannella si rivelò un gigante nel 1974 come anche i suoi diretti avversari Fanfani e Almirante. Oggi c’è una classe politica di mediocri che non fa nulla per migliorarsi ed è la causa dell’assenteismo elettorale di molti cittadini.
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Il Dio misericordioso dov’è finito?
Il mandante dell’omicidio del giudice Bruno Caccia non merita attenzioni di sorta . La condanna penale all’ergastolo chiude il caso. Adesso il criminale è morto per malattia dopo essere stato scarcerato, consentendogli di morire a casa. Don Ciotti ha avuto da ridire sui suoi funerali religiosi perché non si sarebbe pentito.
E’ strano che proprio un prete dimostri di non conoscere  i segreti dell’animo umano e non consideri che il pentimento può essere  anche un atto di contrizione estremo e silenzioso in agonia, confidando nella misericordia di Dio. Più spiegabile il divieto a funerali pubblici deciso dal questore. Il cristiano deve avere sempre della pietas verso i morti, lasciando che sia Dio a giudicare.
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La bionda

Una consigliera di circoscrizione è  stata appellata come “la bionda”  da un collega poco elegantemente. Lui si è giustificato, dicendo che non si ricordava il suo nome, ma la consigliera ha considerato “sessista” il termine bionda, dimenticando che l’aggettivo ha anche la sua versione maschile. Vada per il consigliere che parla della fellatio di una collega consigliera con termine usato dal volgo, anche  se il consigliere sessista dicono essere laureato. Ma il colore dei capelli, anche quando siano tinti, non può essere un’offesa.

La Circoscrizione 7 di Torino

 

Ne deriva una osservazione di fondo: il livello bassissimo di questi consiglieri/e di circoscrizione molto ben pagati/e per fare un lavoro quasi inutile. Un decentramento reale dei servizi non necessita di consiglieri e di coordinatori. Basta un direttore. Fui contrario ai quartieri e resto più che mai ostile alle circoscrizioni anche a causa dei  molti amministratori che fanno parlare i giornali di se’ solo fanno dei pettegolezzi. Almeno  un bel taglio del loro numero si rende un’operazione benemerita e necessaria. Ma i grillini non hanno pensato di tagliarli, limitandosi ai parlamentari.
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I ragazzi del bosco devono tornare in famiglia
Dei  ragazzi del bosco non si hanno più notizie. Giudici e soprattutto assistenti sociali ritengono che sia necessario tenere lontano i ragazzi dai loro genitori. E’ vero che l’articolo 30 della Costituzione stabilisce che i genitori possono essere sostituiti dallo Stato nel caso di  carenze da parte loro, ma è altrettanto vero che la vita migliore a cui possono aspirare i figli, è quella di vivere in famiglia con i propri genitori. Lo sa bene chi è rimasto orfano.  Questa è la legge di natura che forse ha una prevalenza su ogni altra considerazione . Far vivere dei ragazzi in una  comunità è un estremo rimedio, non certo la soluzione dei loro  problemi. Per la prima volta sono d’accordo con Mauro Corona che è molto meglio di come lo caricaturizza Crozza. Vivere a contatto con la natura e non immersi nell’asfalto delle grandi città è un’opzione di vita rispettabile e magari anche da invidiare. Si provveda a fornire una adeguata e rapida istruzione ai ragazzi del bosco e li si faccia tornare in famiglia. Questa è la scelta  piu’ ovvia e naturale ed anche la più umana.
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LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com
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Il festival dell’insuccesso
Il festival di Sanremo pubblicizzato fino all’esagerazione  segna la caduta  negli ascolti. Carlo Conti è una figurina minore da aver bisogno di copresentatori e di inserimenti politici che vorrebbero essere clamorosi, mentre la vecchietta repubblicana nel ‘46 è  solo penosa.   Rino De Castro
Sanremo Ariston
Non vedo il festival da anni, neppure Baudo mi interessava.  Le canzonette, salvo eccezioni, non mi interessano. Conti lo trovo mediocre. L’inserto politico sul referendum del 1946 del tutto fuori luogo per Sanremo che  dovrebbe limitarsi alle canzoni. L’alternativa è andare a cena con gli amici o guardare un film in Tv o, come faccio io, leggere.
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Annunciare il premio di maggioranza
in un momento di forti polemiche, è un grave errore; inserire  nel dibattito politico la legge elettorale mi sembra un sbaglio politico: troppa carne al fuoco rischia di far esplodere la pentola. Il premio di maggioranza a chi raccoglie il 40 per cento dei voti è ‘“legge truffa“. Vedrete che ritornerà prestissimo quella odiosa definizione dei comunisti del 1953.   Terenzio Senna
Il problema è anche la scarsa affluenza al voto che riduce il 40 per cento dei voti a poca cosa. Nel 1953 la coalizione, per avere il premio, doveva raggiungere il 51 per cento. Le destre e il pci si opposero.  Con il 40  per cento diventa un discorso insostenibile. Pensino a vincere il referendum, poi si dedichino alla legge elettorale. Un po’ di coordinamento non guasta. Altrimenti si fa il gioco del Pd.
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Il principe del gianduiotto
Fanno bene a insignire il principe Emanuele Filiberto con il gianduiotto. La figura di Gianduia gli si addice, anche se lui è uno svizzero e non è certo un  piemontese. In Piemonte quando era in esilio ,veniva di nascosto a mangiare la bagna cauda. Il principe in ogni caso non andrebbe premiato perché non ha mai fatto qualcosa di utile e la regalità gli è estranea del tutto. Si crede l’erede di una dinastia gloriosa che non c’è più.  Vittorio de Blasio

 

Aimone di Savoia
Andava premiato  Aimone di Savoia, l’unico che tiene alto il nome dei Savoia insieme al principe Sergio di Jugoslavia. Ma non con un gianduiotto. La vendita all’asta delle onorificenze di re Umberto è un gesto inqualificabile che avverrà a Ginevra a metà marzo. Basterebbe questo a giudicare certe persone. I monarchici sono indignati.
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Carpanini
Dopo aver celebrato la prima giunta di sinistra del 1975, ora continuano in Sala Rossa  le celebrazioni a senso unico  con un convegno dedicato a Domenico Carpanini un settario e dogmatico che arrivava al pci dal PSIUP . Fu una fortuna non  averlo avuto sindaco, anche se dispiace che morì giovane. Giulio Finetti
Non condivido le sue critiche. Carpanini era un galantuomo e un uomo capace. Anche, a suo modo, libero da pregiudizi. Con me intrattenne una lunga amicizia durata anni. Mi invitava periodicamente a pranzo all’Arcadia per sapere cosa ne pensassi dell’amministrazione Castellani . Non aveva la boria di certi comunisti. Sarebbe stato un ottimo sindaco. La sua tragica morte spianò la strada a Chiamparino che si rivelò inadeguato al compito. Aveva maturato esperienza di amministratore a Moncalieri. Avrebbe dovuto vincere Rosso che rappresentava una novità. Non bastò il massimo del successo berlusconiano alle elezioni  politiche abbinate alle comunali.

Inquinamento, Ravinale (Avs): “Salute a rischio, mancano risposte dalla Regione”

Dopo le trionfali dichiarazioni dell’assessore Marnati di inizio gennaio, quelle in cui si diceva tra l’altro che “le molecole di carbonio” a Torino sono “meno tossiche”, l’inquinamento torna a farsi sentire: a Torino è di nuovo semaforo rosso per i diesel Euro 5, l’aria non è “accettabile”, con sforamenti stabili oltre i 35μg/m³ di pm2.5 e oltre i 50 per il pm10 per quasi una settimana intera. Limiti che l’Unione Europea ha stabilito che saranno maggiormente abbassati e stringenti per tutelare la salute pubblica e che il Piemonte e l’Italia non riusciranno a rispettare. Lo ha detto chiaramente due settimane fa il Direttore Arpa Piemonte Secondo Barbero che rispettare i nuovi limiti in soli cinque anni sarà “molto difficile. Con il trend di miglioramento in corso è praticamente impossibile” e che per raggiungere i nuovi livelli “dipenderà dalle risorse economiche disponibili e dalla capacità di implementare le tecnologie necessarie”.

Sullo sfondo di tutto questo si staglia lo spettro del 1° ottobre 2026, data entro la quale bisognerà aver trovato misure compensative per evitare il blocco dei diesel Euro 5: misura introdotta proprio dalla Regione Piemonte, poi rinviata una prima volta con un intervento in extremis dal Governo, e poi la scorsa estate modificata ancora una volta dal Governo introducendo la possibilità appunto di introdurre “misure compensative”, che però non si capisce bene quali siano e che effetto avranno. In poche parole, per scongiurare il blocco – che la destra in consiglio regionale aveva trionfalmente salutato con tanto di cartelli propagandistici al momento dell’approvazione della norma nazionale – siamo ancora in alto mare.

Avevo chiesto con tre interrogazioni depositate a inizio settembre in che modo le misure presentate nella conferenza stampa di Cirio e Marnati di inizio agosto – dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale a quello dei biocarburanti all’introduzione di sistemi filtranti – consentissero di compensare le emissioni dei diesel Euro 5: a sei mesi di distanza, e quindi con clamoroso ritardo rispetto ai tempi previsti dal Regolamento, le uniche risposte ottenute sono delle stime ipotetiche relative all’utilizzo di biocarburante e il fatto che gli spostamenti degli studenti universitari che beneficiano della misura Piemove incidano soltanto per una media del 4% sul totale della mobilità urbana. Dato che conferma il fatto che tale misura andrebbe estesa a tutti gli under 26, come abbiamo in più occasioni richiesto e come aveva promesso la stessa maggioranza, per avere una reale incidenza sul taglio delle emissioni, che oggi si ferma infatti a una riduzione di meno dello 0,5% sia per quanto riguarda il particolato che gli ossidi di azoto: su questa estensione però abbiamo ricevuto risposta negativa da parte della Giunta.

Un po’ pochino, per la Regione con l’aria più inquinata d’Italia

Attendiamo di sapere quali saranno gli esiti della “Struttura speciale” istituita nel mese di agosto, che sta lavorando “senza oneri aggiuntivi” a queste miracolose misure compensative. Si porrà poi un altro problema, ovvero con che risorse attuarle, visto che il Ministro Pichetto Fratin con la Finanziaria 2026 ha tagliato del 75% il fondo per migliorare la qualità dell’aria in Pianura padana, la zona più inquinata d’Europa secondo l’Agenzia europea dell’ambiente (Eea). Le risorse del Fondo per il finanziamento di specifiche strategie di intervento volte al miglioramento della qualità dell’aria passeranno così da 320 milioni di euro a soli 80 milioni nel triennio 2026-2028. Come pensano di far fronte Cirio e Marnati a quest’ennesimo sgambetto da parte del Governo Meloni al Piemonte e ai suoi cittadini, la cui salute è messa rischio dall’aria che respirano?

A Torino e Milano “Lo stupro” di Sa’dallah Wannus

 

Il progetto della Compagnia Elefthería tra impegno civile e scena contemporanea

Prosegue il percorso della Compagnia Elefthería dedicato a Lo stupro di Sa’dallah Wannus, tra i testi più intensi e controversi del teatro arabo contemporaneo. Dopo il primo incontro già realizzato nelle scorse settimane, il progetto entra nel vivo con un nuovo appuntamento pubblico a Torino e con il debutto teatrale tra Torino e Milano.

Scritto nella seconda metà del Novecento, Lo stupro affronta il conflitto palestinese attraverso una struttura drammaturgica che indaga la violenza politica, le dinamiche di potere e la quotidianità dell’occupazione. L’opera si colloca tra i testi più significativi della drammaturgia mediorientale e rappresenta uno dei momenti centrali della ricerca di Wannus, figura chiave nel rinnovamento del teatro arabo moderno. La sua scrittura intreccia teatro epico, tensione civile e analisi critica della realtà storica, concependo la scena come spazio di interrogazione collettiva.

Portare oggi questo testo sulle scene italiane significa confrontarsi con questioni di forte attualità internazionale, ma anche con temi universali: la violenza come strumento politico, la memoria collettiva, il ruolo della cultura come forma di resistenza.

Un elemento fondamentale del progetto è la traduzione italiana firmata da Monica Ruocco, che rende accessibile al pubblico europeo un’opera complessa per stratificazioni simboliche e riferimenti storici. In questo caso, la traduzione non è soltanto un passaggio linguistico, ma un atto di mediazione culturale capace di restituire contesti e profondità.

Il prossimo appuntamento pubblico si terrà il 17 marzo 2026 alle ore 18.30 presso la Libreria Belgravia. L’incontro sarà dedicato alla presentazione del progetto teatrale e a letture sceniche di estratti dell’opera, interpretate da Claudio Destino e Federica Tucci. In dialogo con l’iniziativa, la libreria proporrà una selezione di letteratura palestinese, offrendo un ulteriore percorso di approfondimento aperto alla cittadinanza.

Il progetto approderà poi in teatro con due date ufficiali: il 3 aprile 2026 alle ore 21.00 al Teatro Astra e il 10 aprile 2026 alle ore 21.00 al Politeatro. Lo spettacolo è prodotto dalla Compagnia Elefthería con la regia di Claudio Destino e Federica Tucci. L’apertura della biglietteria online sarà comunicata nei prossimi giorni attraverso i canali ufficiali della compagnia e le principali piattaforme di ticketing.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione della drammaturgia araba contemporanea e punta alla circuitazione nazionale nella prossima stagione teatrale, consolidando il dialogo con pubblico e operatori culturali. È inoltre prevista una valorizzazione editoriale del testo, affinché l’opera possa continuare a circolare oltre la dimensione performativa.

Il progetto è sostenuto anche attraverso una campagna di crowdfunding:
https://eleftheria.s2.yapla.com/it/campaign-14165

Lori Barozzino

 

“Giornata della Donna”. A Chieri un super – calendario

Molteplici e varie iniziative articolate su quasi tutto il mese di marzo

Da giovedì 5 a venerdì 20 marzo

Chieri (Torino)

“Le donne sono veicolo di particolare efficacia per l’integrazione e la pace … Il mondo sarà migliore con il forte protagonismo della saggezza e dell’equilibrio delle donne”. E’ uno stralcio di discorso, dedicato alla “nobiltà” della figura femminile a firma niente meno che del nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, cui vogliono fare riferimento (riportandole in toto nella specifica nota stampa) Antonella Giordano e Vittoria Moglia, rispettivamente assessore alla “Cultura” e alle “Politiche sociali” dell’“Amministrazione chierese”, presentando le tante iniziative organizzate, nella città collinare, in occasione dell’ “8 Marzo – Giornata Internazionale della Donna”“Il ricco calendario di iniziative programmate – affermano Giordano e Moglia – dimostra l’attenzione e l’impegno della Città di Chieri sul tema, un impegno che va oltre la ricorrenza simbolica dell’ ‘8 Marzo’ e diventa occasione concreta per promuovere consapevolezza, cultura del rispetto e delle pari opportunità”. Per quasi un mese, la tradizionale celebrazione (globalmente ufficializzata dall’“ONU”, come “Giornata internazionale per i diritti delle donne”, nel 1977), sarà infatti articolata a Chieri in una fitta serie di conferenze, eventi e presentazioni di libri e mostre che prenderanno avvio giovedì 5 marzo e si protrarranno fino a venerdì 20 marzo.

A dare il via alla programmazione, giovedì 5 marzo (ore 17), nella “Sala conferenze” della Biblioteca Civica “Nicolò e Paola Francone” (via Vittorio Emanuele II, 1) sarà la giornalista e scrittrice torinese Carola Vai, presentando il suo recente libro “Filomena Nitti e il Nobel negato”, edito da “Rubettino” nel 2025. Filomena Nitti (Napoli, 1909-Roma 1994) scienziata e moglie di Daniel Bovet, venne esclusa dal “Nobel per la Medicina” ricevuto dal marito nel 1957, nonostante la sua preziosa collaborazione. Carola Vai ripercorre nel libro il cammino di una donna dalla volontà di ferro, caparbia, ambiziosa, instancabile e con una passionalità indomita, la cui esistenza fu intrecciata a eventi storici che influenzarono la sua realtà e quella di tante altre donne dell’epoca. A dialogare con lei, sarà l’assessore alla “Cura della Città”, Biagio Fabrizio Carillo.

Venerdì 6 marzo (ore 16), presso il “Parco Falcone e Borsellino”, in via Giovanni XXIII, la “FIDAPA di Pino-Chieri” organizza l’evento “#OurStoryisOne”, dedicato alle donne vittime innocenti del regime iraniano, in particolare donne di religione “Bahai” e dedicherà altre due piante (accanto a quelle già dedicate in passato e fornite dal “Comune” di Chieri”) alle 10 donne di religione “Bahai” impiccate in Iran. Dopo la piantumazione, presso i locali del “Ristorante ex-Mattatoio” si svolgerà il Convegno dedicato a tutte le vittime e all’approfondimento della situazione della repressione in Iran, soffermandosi in particolare sulla condizione delle donne.

La “Sala Conferenze” della Biblioteca Civica “Nicolò e Paola Francone” sarà ancora al centro della conferenza “Donne: diritti senza frontiere. Voci globali”, in agenda sabato 14 marzo e organizzata dal “Forum Donne Movimento del Chierese”dalle 15 alle 18, con interventi e testimonianze provenienti da numerosi Paesi del mondo, quali Afghanistan, Moldavia, Palestina, Sud America, Nord Europa, Iran e Cina. Inoltre, da sabato 7 a sabato 14  marzo, sempre nello spazio espositivo della “Biblioteca Civica” sarà allestita la mostra “a tema femminile” del fotoreporter Giò Palazzo.

In occasione delle celebrazioni dell’ “80° anniversario” del primo voto delle donne nelle “elezioni per la Costituente”, nel “referendum istituzionale” e nelle “consultazioni politiche e comunali” del 1946, un’altra interessante mostra sarà ospitata nella “Sala Studio Roccati”, sempre all’interno della “Biblioteca Civica”. Dal titolo “Torino 1946 – 2026. Ottant’anni dal primo voto delle donne” e promossa dalla “Città Metropolitana” di Torino, l’esposizione celebra, da lunedì 16 a lunedì 23 marzo (in orario 9 – 19)  il traguardo storico del 1946, quando le cittadine italiane parteciparono per la prima volta alla vita democratica del Paese. Attraverso 12 “pannelli fotografici”, la mostra racconta non solo un atto politico, ma una vera rivoluzione sociale. Le immagini provengono dall’archivio “La Bottega del Ciabattino” di Franco Senestro, un tesoro di negativi salvato dalla chiusura della “Gazzetta del Popolo” e che per la loro qualità e autenticità hanno ispirato la ricostruzione storica del film di successo di Paola Cortellesi“C’è ancora domani”.

E, in chiusura del fitto programma, venerdì 20 marzo (ore 17 – 19), il Centro antiviolenza “InRete” organizza, ancora in “Biblioteca”, l’incontro con l’artista visuale e scrittrice varesina Chiara Ceddia, che presenterà il volume “Se potremo impedire a un cuore di spezzarsi”, in cui la forza dei ritratti femminili abilmente s’intreccia alla potenza della parola scritta.

  1. m.

Nelle foto: “Torino 1946-2026”; Cover “Filomena Nitti e il Nobel negato”; Chiara Ceddia

Opi: “Competenze infermieri innalzano sicurezza”

Riceviamo e pubblichiamo
REPLICA AD ANELLI: «STRUMENTALIZZARE UNA TRAGEDIA È GRAVE»

In merito alle dichiarazioni del Presidente della FNOMCeO pubblicate sulla stampa nazionale, nelle quali la vicenda del piccolo Domenico viene richiamata nel dibattito sull’evoluzione delle competenze infermieristiche, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino esprime una ferma e profonda contrarietà.
«Associare un grave e doloroso fatto di cronaca alla discussione sulle nuove lauree specialistiche infermieristiche rappresenta una strumentalizzazione inaccettabile – dichiara il Presidente di OPI Torino, Ivan Bufalo –. Si tratta di un caso circoscritto, ancora oggetto di accertamenti, che non può essere utilizzato per distogliere l’attenzione sulla propria categoria professionale insinuando un rischio sistemico per sminuire le capacità professionali dell’intera categoria degli infermieri.»

Prosegue il Presidente: «Ci sono competenze che, quando vengono formalmente riconosciute e attribuite agli infermieri, producono un innalzamento della qualità e della sicurezza delle cure. Sostenere il contrario significa diffondere un messaggio fuorviante che non trova riscontro né nella normativa né nell’evidenza scientifica.»
La riforma in discussione non prevede alcun trasferimento di competenze mediche agli infermieri. Non esiste una sottrazione di atti clinici. Esiste il riconoscimento di competenze infermieristiche proprie, già esercitate nell’ambito dell’autonomia professionale prevista dalla legge, tra cui la diagnosi infermieristica, distinta per natura e responsabilità dalla diagnosi medica.
Gli infermieri hanno ampiamente dimostrato l’efficacia della loro azione professionale in numerosi ambiti della cura: dalla gestione avanzata degli accessi vascolari al wound care, dall’enterostomia alla gestione delle emergenze, dalle cure primarie alla prevenzione sanitaria, dall’educazione terapeutica all’organizzazione dei percorsi assistenziali. Si tratta di processi agiti con autonomia e piena responsabilità professionale, sui quali la letteratura scientifica documenta esiti favorevoli quando affidati a professionisti infermieri adeguatamente formati.
Particolarmente improprio appare il richiamo alla Rete Italiana Trapianti come baluardo della qualità contrapposto all’evoluzione della professione infermieristica. La rete trapianti è un’eccellenza perché fondata su un modello multidisciplinare integrato, nel quale medici, infermieri e altri professionisti operano in sinergia. L’eccellenza non nasce dall’esclusione, ma dalla collaborazione strutturata.
OPI Torino richiama inoltre la responsabilità istituzionale che compete agli Ordini professionali. «Le dichiarazioni rilasciate da un Presidente di Ordine non sono opinioni private: incidono sulla percezione pubblica del sistema sanitario. – prosegue Bufalo – Alimentare il sospetto che l’ampliamento regolamentato delle competenze infermieristiche possa mettere a rischio i pazienti significa minare la fiducia collettiva verso chi garantisce continuità assistenziale dall’ingresso in ospedale alla dimissione, sul territorio come nelle strutture ad alta complessità».
In una fase storica segnata da carenza di professionisti e crescente disaffezione verso le professioni sanitarie, il compito delle istituzioni ordinistiche dovrebbe essere quello di favorire equilibrio e coesione, non di innescare contrapposizioni.
«La sanità pubblica non si difende evocando paure – conclude Bufalo –. Se per sostenere una posizione si ricorre a una tragedia, il problema non sono le competenze degli infermieri, ma la qualità dell’argomento. La tutela dei cittadini passa da competenze riconosciute, responsabilità chiare e lavoro di squadra.»

Legalità on air. A Carmagnola i giovani raccontano le mafie 

Si è concluso da alcune settimane il progetto di educazione alla legalità denominato “Legalità on Air a Carmagnola” promosso dal Comune di Carmagnola, in collaborazione con Avviso pubblico, Enti locali e Regioni contro le mafie  e corruzione e Libera Radio, testata della cooperativa sociale Open Group di Bologna.
L’iniziativa è  rientrata nel programma del mese della Legalità e nella rassegna “Però parlatene. Raccontare la legalità per costruire consapevolezza” che lo scorso mese di novembre ha coinvolto la città con spettacoli, incontri pubblici, attività formative rivolte alle scuole. Nei mesi di novembre e dicembre 2025 il progetto ha coinvolto circa 250 studenti, dalle scuole primarie alle secondarie di secondo grado, ed ha avuto come fil rouge la storia di Peppino Impastato.
Il percorso didattico e radiofonico ha preso le mosse dal reading crossmediale di Libera Radio intitolato “Felicia, madre e ribelle”, rappresentato nell’Auditorium della Scuola Baldessano Roccati di Carmagnola.

Sono state prodotte 35 puntate, sotto la guida dell’autore radiofonico Federico Lacche, di un grande podcast, per lo più ispirate al reading e dedicate alla breve vita di Peppino Impastato e alle vicende della vita dell’indomabile madre Felicia Bartolotta.
Di qui le puntate su altre femmine ribelli, come Franca Viola e Rita Atria, quindi su Capaci, via d’Amelio e sui magistrati che hanno reinterpretato l’antimafia, sulla loro immensa e assai poco valorizzata contemporaneità. La narrazione ha anche riguardato Piersanti Mattarella, gli agenti delle scorte uccisi in servizio, i diritti umani e civili, a partire da Radio Aut di Peppino, le Radio libere italiane, le dipendenze e le ecomafie.

Gli studenti e le studentesse di Carmagnola hanno anche spiegato le mafie con ricerche e riflessioni sulla natura e le attività che caratterizzano i sistemi criminali, le loro rappresentazioni cinematografiche e televisive. Del tutto originali le puntate dedicate al magistrato Bruno Caccia, ucciso a Torino nel 1983, grazie all’incontro dei ragazzi con le emozionanti testimonianze della figlia Paola e della nipote Martina Fracastoro.
“Il progetto Legalità on Air rappresenta uno dei risultati più significativi del percorso avviato con la rassegna “Però Parlatene”- hanno affermato il sindaco di Carmagnola Ivana Gaveglio e il Vicesindaco Alessandro Cammarata – confermando il valore dell’educazione, della partecipazione e dell’ascolto come strumenti fondamentali per costruire una cultura della legalità che parta dalle nuove generazioni”.

Mara Martellotta

Guerra in Iran, paura a Gerusalemme: sono al sicuro i 17 preti piemontesi

Spazi aerei chiusi dopo l’attacco di Israele e Usa su Teheran. Missili su Tel Aviv. Incertezza sul rientro in Italia del pellegrinaggio, doveva terminare domani

Sono al sicuro 17 preti piemontesi, in gran parte provenienti dalla Diocesi di Torino, che questa mattina erano a Gerusalemme nel giardino del Getzemani quando è scattato l’allarme su tutto il territorio di Israele e di altri Paesi mediorientali alla notizia dei bombardamenti scatenati da Israele e dagli Stati Uniti sull’Iran. Teheran ha annunciato durissime ritorsioni. I preti in viaggio con l’Opera Pellegrinaggi, che in questo momento ha due addetti a Gerusalemme insieme al clero, hanno subito riparato in luogo sicuro. Gli spazi aerei sono chiusi e al momento non ci sono certezze sui tempi di rientro in Italia, che era previsto per domani. Due giorni fa il gruppo piemontese ha incontrato il Patriarca di Gerusalemme card. Pizzaballa, portando aiuti economici.

Sanremo, i parrucchieri di Piazza dei Mestieri trionfano

Al talent di Gruppo Panariello

Torino, 27 febbraio 2026 – Doppia vittoria per Piazza dei Mestieri alla 9° edizione di La Nouvelle Génération, il talent ideato dal Gruppo Panariello, Official Partner di Casa Sanremo 2026, dedicato a studenti, collaboratori e apprendisti parrucchieri e barbieri tra i 16 e i 35 anni.

A conquistare il gradino più alto del podio, in occasione della premiazione del 23 febbraio, sono stati Christian Volpe ed Elisa Chiara, entrambi torinesi e studenti del quarto anno di acconciatura di “Immaginazione e Lavoro”, ente formativo partner di Piazza dei Mestieri, che si sono distinti rispettivamente nelle categorie parrucchiere e barbiere.

I partecipanti si sono esibiti davanti a una giuria composta da professionisti del settore, il direttore artistico Luigi Panariello, rappresentanti di L’Oréal Professionnel e direttori di accademie.

Con questa vittoria Christian Volpe ed Elisa Chiara prenderanno parte alla realizzazione della Collezione Autunno/Inverno 2026/2027 del Gruppo Panariello e vivranno un esclusivo Inspiration Travel a Parigi nel novembre 2026, esperienza formativa di alto livello nel cuore della moda internazionale.

Un traguardo che conferma il successo del modello educativo e formativo di Piazza dei Mestieri, realtà nata a Torino nel 2004 e presente a Catania (dal 2012) e a Milano (dal 2022). Attraverso laboratori e attività produttive, Piazza dei Mestieri forma i professionisti di domani: panettieri, cioccolatieri, birrai, cuochi, informatici, acconciatrici e barber. In oltre vent’anni di attività, la Piazza ha accompagnato ogni anno più di 10.000 giovani, italiani e stranieri, prevalentemente tra i 14 e i 18 anni, in condizioni di difficoltà scolastica e sociale, offrendo orientamento, attività culturali e soprattutto formazione pratica in settori come ristorazione, panificazione, grafica, informatica ed estetica.