ilTorinese

Eppure… “A casa lo sapevo”

Protagonista un giovane supplente, allo “Spazio Kairos” va in scena lo spettacolo che racconta la scuola d’oggi

Venerdì 27 marzo, ore 21

Scusate se vado sul personale, ma un po’ mi ci sono ritrovato. E immedesimato. Pur se dai miei primi anni di supplenza in varie scuole torinesi (per ognuna un mondo a sé, universi spesso improbabili eppur possibili, anzi possibilissimi) un bel po’ di anni sono passati. Senza però mai togliermi di dosso l’idea che ogni tempo ha in fondo la scuola che si merita. E del resto non potrebbe che essere così. E’ o no la “scuola”, come ogni altra Istituzione (famiglia compresa), riflesso specchiato dei tempi che le corrono addosso? Certo che sì! E allora non deve stupirci più di tanto anche il volto di quella “scuola” protagonista, con tutti i suoi paradossi e le sue inverosimili (ma quanto vere!) realtà descritte in “A casa lo sapevo”, lo spettacolo teatrale – riflessione acuta e dissacrante sul mondo dell’istruzione – che andrà in scena allo “Spazio Kairos” di via Mottalciata, a Torino, venerdì prossimo 27 marzoalle 21. Produzione firmata “Chronos3” e “Industria Scenica” per il cartellone curato da “Onda Larsen” e scritta a più mani da Vittorio BorsariTomas LeardiniGiulia LombezziMarcello Mocchi e Camilla Zanini, la piéce vede in scena lo stesso Leardini (attore riminese, formato all’Accademia “Paolo Grassi” di Milano) insieme a Marcello Mocchi, diretti dalla regia di Vittorio Borsari. Al centro della narrazione, il “povero” Leonardo Bassi, un giovane supplente di Italiano che si ritrova proiettato in una dimensione scolastica surreale, un microcosmo “dove le certezze pedagogiche si sgretolano sotto il peso di una quotidianità fatta di paradossi e scontri generazionali”. La sua è una vera e propria “odissea”, la tragicomica guerra quotidiana di un disarmato (e disarmante!) Don Chisciotte dalla lancia spuntata e senza neppure il fedele Sancho Panza al fianco (ma con i terribili e irridenti “Mulini a vento”, quelli sì!), stretto tra due armate che non gli danno requie: quella di “bellicosi genitori” invadenti e (ancora peggio!) di “colleghi ormai disillusi”. Nel bel mezzo, il “poveretto”, il buon Leonardo, che tenta, e ce la mette tutta, di gestire situazioni al limite dell’assurdo, come una “stampante” dell’Istituto che sembra aver abbracciato la “fede comunista” (?) e due bidelli incaricati della sua improbabile riparazione.

In questo scenario caotico emerge la presenza silenziosa ma, forse per questo ancor più “rumorosa”, di una “classe invisibile”: sono i ragazzi della “terza generazione” o “Generazione Alpha” (educati da genitori spesso “Millenials”e rappresentanti i primi veri nativi digitali “puri”) osservati, giudicati e talvolta temuti dagli adulti, che provano a trovare il proprio spazio vitale in un sistema che fatica a comprenderli. “Lo spettacolo diventa così il palcoscenico di un’ora di ricevimento perenne, dove scuola e famiglia si trasformano in universi in collisione pronti a intaccare ogni residua convinzione del giovane docente”. E chi mai vorrebbe trovarsi nei suoi panni? Eppure, rendiamocene ben conto, sono i panni che ogni giorno si mettono addosso, da casa a scuola, tanti giovani (o meno giovani) insegnanti d’oggi. E che si tengono addosso, senza cercare vie di fuga ma superando sé stessi per dare, in qualche modo, una dritta alle “cose”. Impresa, diciamolo pure, spesso destinata a un miserevole insuccesso.

Attraverso ottanta minuti in cui la risata s’intreccia alla sorpresa e, sempre dietro l’angolo, al surreale, lo spettacolo “solleva – è stato giustamente annotato – una domanda esistenziale che assilla chiunque si interfacci con le nuove generazioni: ne varrà veramente la pena? Con un linguaggio fresco e una comicità che non rinuncia alla profondità, la compagnia bresciana porta a Torino una commedia necessaria per ridere delle nostre fragilità educative e riflettere sul futuro di chi, tra i banchi, sta ancora imparando a respirare”.

Per info: “Spazio Kairos”, via Mottalciata 7, Torino; tel. 351/4607575 o www.ondalarsen.org

Gianni Milani

Nelle foto: immagini di scena

“L’ecumenismo nel pontificato di Leone XIV”

Giovedì 26 marzo p.v. alle h 18.30 presso la Facoltà Teologica di Via xx Settembre, 83 Torino.

Il titolo dell’incontro: “L’ecumenismo nel pontificato di Leone XIV” sottolinea come  si tratti di uno dei primi confronti interreligiosi che si svolgono in Italia sulla linea ecumenica del Santo Padre.

La presenza di autorevoli relatori, in  rappresentanza delle tre religioni del Libro, segnala l’importanza universale riconosciuta  alle iniziative dei Papa della Chiesa cattolica.

L’introduzione  prova ad illustrare come le esperienze di dialogo interconfessionale presenti a Torino e in Piemonte, siano all’avanguardia e di stimolo per tutta Italia  e di stimolo in tutta Italia.

Nuova area camper Caio Mario: novità per residenti e persone con disabilità

 

Torino migliora l’accoglienza nell’area camper di Caio Mario e la gestione dei parcheggi in struttura attraverso un piano di interventi volto a garantire decoro, facilità di parcheggio e nuove agevolazioni per i cittadini. Il provvedimento è stato approvato  dalla Giunta comunale su proposta dell’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta.

“Abbiamo deciso di intervenire in modo concreto per migliorare la qualità dei servizi di sosta cittadina, a partire dall’area camper di Caio Mario – dichiara l’assessora Foglietta – dove vogliamo restituire ai turisti uno spazio di accoglienza decoroso e funzionale, incentivando il ricambio e scoraggiando utilizzi impropri. Allo stesso tempo, introduciamo strumenti per tutelare chi utilizza correttamente i parcheggi in struttura, come il Santo Stefano, garantendo che gli stalli riservati restino sempre a disposizione di chi ne ha diritto. Questo piano non si limita alle regole, ma guarda alle necessità delle persone: rispondiamo alle richieste dei residenti con nuove tariffe agevolate al parcheggio Fontanesi e rendiamo il sistema della mobilità più inclusivo estendendo il Park&Ride anche ai possessori di carte BIP per persone con disabilità.”

Uno degli interventi principali riguarda proprio il parcheggio Caio Mario, dove la durata massima della sosta viene estesa a sette giorni per favorire il turismo itinerante. Per assicurare che l’area mantenga la sua funzione originaria di accoglienza, è stato rivisto il sistema di automazione degli accessi. Attraverso una gestione digitale delle targhe, basata su liste di controllo, sarà possibile impedire l’ingresso ai mezzi segnalati o a chi ha già usufruito della struttura nei 90 giorni precedenti, evitando così che la regola sulla sosta massima venga aggirata con brevi uscite e rientri. Inoltre, l’accesso sarà vincolato a un deposito cauzionale su carta di credito fino a un massimo di 200 euro, a garanzia del rispetto degli spazi comuni e a copertura di eventuali danni o mancati pagamenti.

In parallelo, la Città interviene sul parcheggio Santo Stefano per contrastare fenomeni che limitano la disponibilità di posti, come l’occupazione indebita degli stalli riservati alle persone con disabilità o il parcheggio fuori dagli spazi consentiti. Poiché all’interno delle strutture chiuse non è possibile applicare le sanzioni del Codice della Strada, viene introdotta una penale di 50 euro per le soste irregolari. Si tratta di una misura necessaria per tutelare chi rispetta le regole e promuovere un uso corretto e responsabile delle strutture, una soluzione che sarà progressivamente estesa anche agli altri parcheggi gestiti da GTT per garantire una migliore organizzazione degli spazi a beneficio degli utenti.

La delibera introduce inoltre, in via sperimentale per un anno, nuove tariffe agevolate per residenti e dimoranti nell’area del parcheggio Fontanesi, pensate per favorire la sosta nelle ore serali e notturne e nei fine settimana, allineandole a quelle già attive nei parcheggi Lancia, Palagiustizia e Bixio. Gli abbonamenti prevedono una validità dalle 15.00 alle 9.00 nei giorni feriali e per l’intera giornata nei weekend e festivi, con costi più accessibili rispetto alle tariffe ordinarie: 55 euro al mese e 140 euro a trimestre per i residenti, 75 euro al mese e 195 euro a trimestre per i dimoranti, mentre resta disponibile anche l’abbonamento ordinario da 85 euro mensili o 230 euro trimestrali.

Infine viene estesa la validità della tariffa Park&Ride anche ai possessori di carte BIP per persone con disabilità, superando una limitazione che finora ne escludeva l’utilizzo, rendendo lo scambio tra auto e mezzo pubblico più semplice e accessibile per tutti.

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Donne Coldiretti, educazione agroalimentare per 1500 studenti 

Prende il via un progetto di educazione agroalimentare nelle scuole, organizzato da Donne Coldiretti Torino. L’attività coinvolge 77 classi, dalle materne alle superiori, di Torino e Provincia, per un totale di oltre 1500 allievi. Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Ufficio scolastico territoriale e prevede interventi in classe per promuovere la conoscenza delle filiere agricole locali e della stagionalità, per diffondere un consumo alimentare più consapevole, etico e sostenibile, e per valorizzare il ruolo delle donne imprenditrici agricole, oltre a stimolare il pensiero critico riguardante le scelte consapevoli di consumo.
Le imprenditrici agricole, insieme a due team di educatori del laboratorio chimico della Camera di Commercio e della Cooperativa torinese Progetto Tenda, entreranno in classe per spiegare con gli insegnanti come si produce il cibo, e cosa vuol dire fare l’agricoltore.

“I percorsi formativi sono concepiti come momento di stimolo per bambini e ragazzi – spiega la responsabile di Donne Coldiretti Torino, Mirella Abbà – affronteremo temi come la stagionalità dei prodotti, l’origine delle materie prime e le filiere corte. Il percorso è strutturato per promuovere la partecipazione attiva degli alunni attraverso narrazioni, attività manuali, giochi sensoriali e materiali didattici”.
Il progetto è suddiviso in laboratori tematici: “La campagna Amica”; “Coltiviamo l’arte di quello che mangiamo”; “Dal chicco al pane”; “A scuola di latte”; “Il mondo del miele” e “Laboratorio di consumo critico”.

Le attività sono calendarizzate fino a fine maggio. In seguito agli incontri, le classi realizzeranno elaborati con diverse tecniche espressive, dal disegno alla filastrocca, che verranno ammesse in uno speciale contest e prese in considerazione da una giuria. Le classi vincitrici trascorreranno un soggiorno in una fattoria didattica di Campagna Amica Torino o, in alternativa, riceveranno prodotti alimentari e contadini a base di frutta e verdura.

Mara Martellotta

Riparte da Torino la Deejay Ten ideata da Linus

Domenica 29 marzo prossimo ripartirà da Torino la Deejay Ten, dopo il successo della scorsa edizione che ha visto la partecipazione di oltre 60 mila persone. un debutto che ha già fatto registrare il tutto esaurito per la prima tappa del 2026 della corsa itinerante, non agonistica, firmata Radio Deejay e ideata da Linus, che da vent’anni continua a coinvolgere centinaia di migliaia di runners provenienti da tutto il Paese.

Con due percorsi differenti, da 10 e 5 km, adatti a ogni età e capacità atletica (il primo rivolto alle persone dai 16 anni in su, il secondo accessibile a tutti) la Deejay Ten rappresenta l’appuntamento ideale per trascorrere una domenica mattina all’insegna dello sport e del divertimento da condividere con famigliari e amici. La tappa di Torino, che ha ottenuto il patrocinio del Comune di
Torino, sarà capitanata da Linus che, come da tradizione, darà il via alla corsa alle ore 9.30. Insieme al Direttore artistico ed editoriale di Radio Deejay vi saranno anche Diego Passoni, La Vale, Danilo da Fiumicino, Furio, Giorgio e Vic, che con la loro ironia e simpatia accompagneranno i partecipanti durante tutta la mattinata.

Piazza Castello ospiterà il Deejay Village, luogo di ritrovo dove sarà possibile richiedere informazioni, ritirare pettorale e maglia nelle giornate di sabato 28 marzo (dalle ore 10.00 alle ore 19.00) e di domenica 29 marzo (dalle ore 7.00 alle ore 9.15), e partecipare ai riscaldamenti muscolari precorsa a ritmo di musica.  Per Torino le maglie fornite dallo sponsor tecnico adidas saranno di colore verde acqua per il percorso da 10km e rosa per quello da 5km. I runners, oltre alla t-shirt ufficiale e al pettorale, riceveranno anche chip (usa e getta) per rilevamento cronometrico, assicurazione RC e assistenza medica, medaglia di partecipazione, sacca ristoro finale.

Dopo la tappa di Torino, la Deejay Ten approderà a Bari il 19 aprile, proseguirà a Treviso il 17 maggio e arriverà a Milano per il gran finale del 4 ottobre.

Per info su percorsi e iscrizioni: https://deejayten.deejay.it/

Gian Giacomo Della Porta

Criteria Nazionali: Team Dimensione Nuoto al giovanile di Riccione

Nuovo percorso di accesso a Cascina Falchera con il progetto “Green 4All”

 

È stato inaugurato  il nuovo percorso esterno di accesso a Cascina Falchera, realizzato dal Consorzio Kairos grazie al progetto “GREEN 4all: spazi aperti accessibili a tutti”, sostenuto da Intesa Sanpaolo, attraverso il Programma Formula, in collaborazione con CESVI.

L’intervento ha reso pienamente accessibile l’area verde della Cascina, permettendo di accogliere in modo più inclusivo persone con disabilità, anziani e tutte le persone con mobilità ridotta, e rafforzando così Cascina Falchera quale hub di innovazione sociale.

Il progetto, selezionato da Intesa Sanpaolo nell’ambito della Divisione Banca dei Territori, è stato sostenuto attraverso una raccolta fondi su For Funding, la piattaforma di crowdfunding di Intesa Sanpaolo dedicata a sostenibilità ambientale, inclusione sociale e accesso al mercato del lavoro per persone in difficoltà. In quattro mesi, sono stati raccolti oltre 100mila euro grazie alla generosità di cittadini, imprese e della banca stessa che ha partecipato attivamente.

Cascina Falchera, concessa dalla Città di Torino al Consorzio Kairos e immersa nel verde della periferia nord, è un luogo di partecipazione aperto alla cittadinanza e dedicato ad attività educative all’aria aperta per tutte le età. Qui si promuovono progetti di sperimentazione e sostenibilità sociale, ambientale, energetica ed economica. La Cascina è inoltre partner di uno dei cinque progetti scelti dal New European Banhaus (NEB) della Commissione Europea, ed è oggi uno dei siti modello che promuove il Green Deal nelle esperienze e luoghi di vita.

Il progetto si è sviluppato in due fasi: una prima fase di analisi e progettazione con organizzazioni non profit attive nel campo della disabilità e una seconda fase di realizzazione degli interventi tra cui una passerella esterna accessibile, percorsi tattili, segnaletica inclusiva, contenuti digitali con QR code, un video in Lingua dei Segni Italiana (LIS), in italiano e inglese semplificato e sottotitolato e orti urbani rialzati accessibili anche alle persone in carrozzina.

“Cascina Falchera costituisce per la Città di Torino un presidio educativo fondamentale e l’intervento che inauguriamo oggi rappresenta un passo in avanti concreto verso la piena inclusione di tutte e tutti – afferma Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative della Città di Torino -. Il diritto a partecipare, apprendere e vivere pienamente la comunità senza differenze significa mettere al centro la persona e promuovere la cultura del rispetto e dell’accessibilità. Per questo desideriamo ringraziare Intesa Sanpaolo, CESVI e il Consorzio Kairos per l’impegno nel portare avanti il progetto, dimostrazione che il lavoro sul territorio condiviso tra istituzioni e privato sociale è una chiave potente per continuare a sviluppare ambienti sempre più accoglienti e aperti.”

Daniele Caccherano, Presidente della cooperativa Liberitutti e rappresentante del Consorzio Kairos, ha dichiarato: “Con il progetto Green 4all abbiamo lavorato per rendere Cascina Falchera sempre più accessibile e accogliente per tutte le persone. La nuova passerella in metallo consente oggi di raggiungere diversi spazi esterni della cascina, rendendoli fruibili anche da chi ha difficoltà motorie. L’inclusività però non riguarda soltanto l’accesso fisico: abbiamo realizzato un sistema di cartelli indicatori inclusivi con testi semplificati e legende chiare, che permettono a tutti di orientarsi e comprendere le attività della cascina. Attraverso i QR code presenti sui pannelli, è inoltre possibile accedere a contenuti video disponibili sul sito di Cascina Falchera, con traduzione in LIS, sottotitoli in italiano e contenuti in inglese semplificato. È un passo importante nel percorso con cui il Consorzio Kairos, insieme alla Città di Torino e ai partner del progetto, vuole fare di Cascina Falchera uno spazio sempre più aperto alla comunità, dove sostenibilità ambientale, innovazione sociale e accessibilità crescano insieme”.

Fabio Balderacchi, Executive Director Filiale Digitale Intesa Sanpaolo: “Abbiamo scelto, insieme a CESVI, il progetto del Consorzio Kairos perché crediamo nel valore di rendere Cascina Falchera uno spazio sempre più accessibile e capace di favorire inclusione e partecipazione per tutta la comunità del territorio. Il nostro Programma Formula nasce proprio con questo obiettivo: promuovere solidarietà e senso di comunità. La generosità delle persone, insieme al contributo diretto della Banca, hanno permesso di raggiungere l’obiettivo della raccolta fondi”.

“Desidero rivolgere un sentito ringraziamento al Consorzio Kairos, CESVI e Intesa Sanpaolo – dice Valerio Lomanto, Presidente della Circoscrizione 6 – che con competenza, dedizione e spirito di collaborazione contribuiscono in modo determinante alla realizzazione di iniziative di grande valore per il territorio. Per la Circoscrizione 6, progetti come questo rappresentano un elemento di particolare rilevanza, in quanto promuovono concretamente i principi di inclusione, accessibilità e partecipazione attiva, favorendo la piena fruibilità degli spazi da parte di tutte le cittadine e i cittadini, con particolare attenzione alle persone in condizione di fragilità. È fondamentale continuare a sostenere e promuovere interventi di questo tipo nelle aree periferiche, dove tali iniziative possono contribuire in modo significativo a rafforzare la coesione sociale, a contrastare le disuguaglianze e a valorizzare le risorse presenti sul territorio, rendendo i quartieri sempre più vivibili, inclusivi e attenti ai bisogni della comunità”.

“Dal 2021, il Programma Formula ci vede come partner strategico di Intesa Sanpaolo nel selezionare le migliori progettualità in tutta Italia, con l’ambizione di perseguire cambiamenti sostenibili ed inclusivi. Attraverso Formula, vengono sostenuti progetti sui temi di: emergenza e povertà; supporto sanitario e fragilità; inclusione sociale e Welfare di comunità; educazione, formazione e orientamento; rigenerazione urbana e ambientale; e conservazione del patrimonio culturale. Ad oggi, abbiamo ottenuto dei risultati significativi con oltre 200 progetti sostenuti. Formula è la dimostrazione di come il connubio tra i mondi non profit e profit possa rispondere alle tematiche territoriali, sociali e ambientali, in maniera mirata ed efficace”, conclude Roberto Vignola, Vice Direttore generale di CESVI.

L’iniziativa rientra nell’ambito del contributo alla riduzione dei divari sociali realizzato dal Gruppo guidato da Carlo Messina a favore della crescita del Paese, un obiettivo strategico inserito nel Piano di impresa dal 2018 e sviluppato dalla struttura Intesa Sanpaolo per il Sociale.

“Rocky”, storia d’amore e di rivincita, uno spettacolo pensato in grande

Ad accompagnare la ripresa di “Rocky” sul palcoscenico dell’Alfieridove già aveva debuttato nell’ottobre del 2024, poi lunga tournée a teatri sold out – riproponiamo la recensione dello spettacolo, a testimonianza di un successo decretato allora in primo luogo dalla regia di Luciano Cannito. Uno spettacoli solido ed emozionante, perfetto nella sua struttura drammaturgica e nella sua ampia cornice musicale, nelle coreografie e nelle interpretazioni. Un importante cambio, quello del protagonista maschile, dove Pierpaolo Pretelli ha lasciato il posto al maturo Mario Ermito, già in questa stagione apprezzato come Adamo Pontipee in “Sette spose per sette fratelli”. A riformare la coppia del tutto convincente di quel musical Giulia Ottonello, di cui ancora una volta riapprezzeremmo le eccellenti doti canore e interpretative, bravissima davvero nell’offrire al pubblico momenti che incantano, pieni di alta professionalità e di una passione che raramente s’incontra oggi su un palcoscenico. Ancora una volta, buon divertimento.

A poco più di trent’anni dalla sua comparsa sugli schermi, nel 2008 l’American Film Institute lo inserì al 57mo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi e due anni prima era stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso. Un gran bel risultato d’eccellenza per un film che, economicamente, con una lavorazione conclusa in meno di un mese, aveva stanziato un budget di poco più di un milione di dollari e se ne era visti tornare a casa intorno ai 225. Come non credere che Sylvester Stallone, l’ormai mitico Sly, gran macinatore di sequel e di spin-off, attore pressoché sconosciuto sino al successo del primo capitolo, a cui nelle audizioni erano stati preferiti nomi già collaudati, Redford e Ryan O’Neal in primo luogo, non agguantasse l’occasione per portare sui palcoscenici, in compagnia di Thomas Meehan, il suo “Rocky”? Il boccone era ghiotto, la storia e le musiche anche lì potevano funzionare benissimo, la storia d’amore e di rivincita da un passato di povertà e di rinunce e di difficoltà anche al di là di un proscenio avevano i numeri giusti per portarsi appresso una gran bella quantità di pubblico. I sei mesi di repliche a Broadway e le candidature ai Tony Award furono il primo passo di un lungo successo.

Rocky the musical”, nella produzione di Fabrizio Di Fiore Entertainment, pensata in grande – una ventina di persone in scena e l’intero apparato tecnico, l’orchestra dal vivo in una di quelle buche che davvero a teatro non vedi più, la direzione musicale e gli arrangiamenti di Ivan Lazzara e Angelo Nigro, l’eccellente disegno luci di Valerio Tiberi, la struttura drammaturgica e l’esatto adattamento, la resa dei testi delle canzoni mai banali – e con la regia di Luciano Cannito, ha aperto nei giorni scorsi la stagione del torinese teatro Alfieri, affollatissimo in ogni ordini di posti, pubblico festoso e ricchissimo d’applausi, teso a sottolineare i momenti più forti o piacevoli della storia, un finale d’eccezione su tanto di ring a decretare fin d’adesso un successo che percorrerà sino ad aprile le tante tappe attraverso lo stivale. Perché il pubblico, giovane e meno giovane, pur preso dalla faccia televisiva io credo riesca a dimenticarla per circa le tre ore di spettacolo e non faccia troppa fatica a immedesimarsi, col sentirli davvero vicino a sé, in quei personaggi che cercano una rivalsa grazie sì con l’accarezzamento di un sogno ma attraverso la fatica, la dedizione, l’inseguire continuo un ideale che non è soltanto disciplina e punto d’arrivo ma altresì filosofia di vita. E lo spettacolo fa veramente la sua parte. “Musical mozzafiato” è stato detto ed è vero. Ci sono le musiche di Bill Conti e di Stephen Flaherty, c’è l’irruenza di alcune canzoni che hanno attraversato la vita di ognuno di noi, c’è l’iconico pugno alzato del campione, c’è una storia di fatica ma pure di poesia, disposta a contraltare che s’amplia in certi personaggi e in alcuni momenti valorizzati da una regia fatta certo di ampi lunghi poderosi movimenti, di una macchina teatrale che aziona con grande precisione e già funziona a meraviglia, e diverte, una regia che accomuna splendide e acrobatiche coreografie che non puoi non applaudire, ma anche capace di stringere perfettamente il campo, con mezzi tutti cinematografici, sui piccoli sentimenti, sulla agguerrita discesa ancora una volta sul ring del vecchio allenatore, sull’amore che nasce in una piccola stanza, in un angolo di palcoscenico ed è l’immagine della forza e del cercato rifugio mentre tutt’intorno le belle scenografie di Italo Grassi scorrono e sovrastano e costruiscono di volta in volta i vicoli e lo skyline di una Philadelphia piena di luci e di brume.

Lo spettacolo è l’affermazione di una autentica attrice dalla stupenda voce, che usa questa e le doti recitative che tocchi con mano a ogni intervento per entrare attraverso piccoli segnali e prepotentemente allo stesso tempo nella sua Adriana, per ispessire la debole commessa di un negozio d’animali stanca dei soprusi del fratelli e alla ricerca giorno dopo giorno della sua libertà e di un sentimento vero. Si chiama Giulia Ottonello, la si guarda, la si ascolta, con ammirazione, ti rendi conto a ogni passo di quanto riempia il palcoscenico… La Gloria di Laura Di Mauro, la proprietaria del negozio, voce e divertimento a vendere, e il Mickey di Giancarlo Teodori, il vecchio allenatore, sono due belle presenze, con ogni carta in regola. Da vedere.

Elio Rabbione

Nelle immagini di Valerio Polverari alcuni momenti dello spettacolo.

Regione, Chiorino si dimette ma resta assessore. Marrone vicepresidente

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La Regione comunica in una nota che Elena Chiorino ha rappresentato al presidente Cirio  la volontà di restituire la delega alla vicepresidenza della Regione Piemonte. Con il presidente – si legge nel comunicato – “si è quindi condivisa l’opportunità che, in questo particolare momento, la funzione di massima rappresentanza istituzionale dell’ente non sia più in capo a Chiorino che rimane assessore con le deleghe operative a lei già assegnate, in particolare quelle legate ai dossier più delicati e urgenti relativi alle crisi aziendali come ex Ilva, Lear e Konecta, solo per fare alcuni esempi”.

 

«Apprezzo il gesto di Elena Chiorino, perché di fronte a questi fatti era necessario dare un segnale e il segnale è che le istituzioni vanno sempre tutelate e messe in sicurezza – commenta il presidente Alberto Cirio – Come ho già avuto modo di dire sette anni di conoscenza e di lavoro insieme mi hanno dimostrato la sua capacità e la sua correttezza su cui non nutro alcun dubbio. Tuttavia – prosegue il presidente – anche se ha posto rimedio non appena compresa la situazione, la leggerezza che ha compiuto è stata grave, perché fatta da chi ha ruoli istituzionali importanti e necessitava di una reazione da parte della Regione. Reazione che, come è mia consuetudine, è stata ragionata ed equilibrata: la mia è la scelta di un presidente che non si gira dall’altra parte perché ha a cuore il bene delle istituzioni».
«Sono una persona rigorosa e per bene: ho commesso una grave leggerezza che non mi perdono ma che ho compiuto in assoluta buona fede. E di questo chiedo scusa ai cittadini. Il mio modo di chiedere scusa è rinunciare e restituire la delega più importante tra quelle che assegna il presidente, ovvero quella di rappresentare l’ente in sua assenza» spiega l’assessore Elena Chiorino.
«In riferimento alla richiesta di chiarimenti – aggiunge  – ribadisco che sono pronta fin da ora a fornire tutte le spiegazioni relative a questa vicenda di fronte all’aula del Consiglio regionale perché sono una persona trasparente e non ho nulla da nascondere».
Questa decisione viene assunta al termine di una giornata in cui il presidente si è confrontato con i partiti della sua coalizione e con i capigruppo di maggioranza. Il presidente procederà in serata alla firma degli atti e la vicepresidenza sarà assegnata all’assessore regionale Maurizio Marrone.
Non si fa attendere la reazione delle opposizioni: “A quanto si apprende dalla stampa, Chiorino si dimetterebbe da vicepresidente ma resterebbe in Giunta con le medesime deleghe.
Forse non ci siamo capite: Elena Chiorino è protagonista di uno scandalo di dimensioni colossali, lo stesso che ha portato alla dimissioni di Delmastro, e non pensi che basti rimettere una delega per cavarsela: non pretendano di far passare come “leggerezza” il fatto di essere stata socia in affari di una famiglia prestanome della mafia, né di non aver dichiarato quella partecipazione societaria. Rimuoverla da vicepresidente ma continuare a tenerla al Governo della Regione è una farsa indegna, una mancanza di rispetto totale nei confronti dei piemontesi e dell’istituzione.”. Così le esponenti di AVS Alice Ravinale, Valentina Cera e Giulia Marro