ilTorinese

TAV Torino – Lione, un problema (anche) finanziario

L’OPINIONE

Le recenti dichiarazioni emerse nel dibattito europeo sulla Torino-Lione confermano ciò che i territori segnalano da tempo: l’ennesimo problema dell’opera non è più soltanto tecnico o procedurale, ma finanziario. È la stessa stampa francese, dopo la conferenza intergovernativa Italia-Francia dello scorso 17 giugno, a restituire un quadro diverso da quello raccontato negli ultimi anni.

Dopo l’ulteriore incontro al Grattacielo Piemonte, l’Unione Montana Valle Susa ribadisce la necessità di riportare il confronto nelle sedi tecniche e di rimettere al centro il trasporto pubblico locale. Sul sistema TAV e sulle opere connesse continuano infatti a pesare nodi irrisolti (la sostenibilità economica, la reale utilità degli interventi, la definizione delle priorità infrastrutturali) al punto che il progetto, allo stato attuale, risulta tecnicamente inadeguato e deve essere ritirato.

Non si tratta di una posizione ideologica, ma di una valutazione concreta. Mentre in Francia il dibattito pubblico torna a interrogarsi sulla necessità di individuare “finanziamenti alternativi” e sul fatto che “non si possa attendere tutto dal denaro pubblico”, in Piemonte si continua a procedere su progetti dagli impatti rilevanti senza chiarire né le coperture né le ricadute effettive sulla mobilità quotidiana delle cittadine e dei cittadini. Se le risorse pubbliche non sono infinite, devono essere indirizzate prima di tutto verso interventi che rispondano a bisogni reali, misurabili e attuali: il potenziamento del trasporto pubblico locale, il completamento della linea 1 della metropolitana di Torino e la realizzazione della linea 2.

Oggi ci troviamo di fronte a un paradosso: mentre si chiedono sacrifici ai territori, aumentano le incertezze sulla disponibilità delle risorse necessarie a completare l’intero sistema infrastrutturale tra Italia e Francia, che non dispongono (e non disporranno) della copertura del finanziamento europeo. Particolarmente significativo è il richiamo del coordinatore europeo del corridoio TEN-T Mediterraneo Mathieu Grosch, che ammette i problemi di finanziamento della tratta internazionale e sollecita nuove forme di copertura, fino al ricorso al debito e al coinvolgimento diretto dei risparmiatori. Il finanziamento attualmente assegnato a TELT terminerà il 30 giugno 2026dal 1° luglio i costi saranno interamente a carico dei contribuenti italiani e francesi.

Il piano complessivo appare sempre più problematico. Alla crescita dei costi e alle incertezze sul finanziamento della tratta internazionale (14,7 miliardi di euro, fonte CIPESS aprile 2026) si aggiunge il rinvio già programmato della tratta nazionale francese, che Parigi ha collocato almeno al 2045. Senza il finanziamento delle tratte nazionali, su entrambi i versanti, il collegamento transfrontaliero non potrà esprimere le prestazioni e i volumi di traffico che ne hanno giustificato la realizzazione.

A questo quadro di incertezza finanziaria si sommano le forti criticità emerse nel tavolo tecnico dedicato alla tratta nazionale Avigliana-Orbassano, convocato dalla Regione Piemonte nell’ambito dell’istruttoria in corso e che in data odierna si è concentrato sul tema delle cantierizzazioni.

Nel corso dell’incontro sono state citate le 28 osservazioni relative alla cantierizzazione delle opere, di cui 20 presentate dall’Unione Montana Valle Susa, su aspetti centrali quali la viabilità di cantiere, il consumo di suolo agricolo, gli espropri, gli impatti ambientali, la gestione delle aree di stoccaggio e la sovrapposizione con altre infrastrutture previste sul territorio. La commissione tecnica dell’Unione ha evidenziato come il livello di dettaglio attualmente disponibile non consenta una valutazione completa degli impatti: mancano informazioni puntuali sui flussi dei mezzi di cantiere, sui quantitativi di materiale movimentato, sulle attività notturne, sui consumi idrici, sulle emissioni e sul cronoprogramma delle lavorazioni.

Particolare attenzione è stata posta sulla situazione di Avigliana, individuata dagli stessi progettisti come il territorio maggiormente interessato dalla presenza di aree tecniche, aree di stoccaggio e cantieri ferroviari collocati in prossimità del tessuto urbano, con possibili interferenze con la sottostazione elettrica, la stazione di Buttigliera Alta, la fermata di Orbassano e gli accessi ai principali presidi ospedalieri dell’area. Sul consumo di suolo agricolo, la Direzione Agricoltura della Regione Piemonte ha sottolineato come il ritorno dei terreni alle condizioni originarie dopo cantieri di tali dimensioni sia estremamente complesso e spesso non pienamente realizzabile. L’Unione Montana chiede pertanto di rivalutare le soluzioni progettuali precedenti, basate su una maggiore estensione delle gallerie naturali, ritenute potenzialmente in grado di ridurre consumo di suoloespropriaree di cantiere e impatti complessivi sul territorio.

«Se oggi mancano le certezze economiche per la tratta internazionale e per le linee nazionali che dovrebbero alimentarla, diventa ancora più incomprensibile insistere su opere come la Avigliana-Orbassano – ha dichiarato il presidente dell’Unione Montana Valle Susa Pacifico Banchieri – Prima si chiarisca come e quando verrà finanziato l’intero sistema ferroviario Torino-Lione, solo dopo si potrà discutere seriamente delle opere che dipendono da quel sistema. In questo quadro è impensabile il finanziamento della Avigliana-Orbassano e, come abbiamo più volte ribadito, per noi la priorità resta la realizzazione della metropolitana a Torino».

Di fronte a questo scenario è legittimo chiedersi quale sia la reale sostenibilità economica dell’intero progetto. Prima di chiedere ulteriori sacrifici ai territori, consumare nuovo suolo e impegnare altre risorse pubbliche, la Regione Piemonte, il Governo e i soggetti attuatori hanno il dovere di fare chiarezza sul quadro finanziario complessivo, indicando con precisione quali risorse siano realmente disponibili e quali impegni restino ancora scoperti. La sostenibilità di un’infrastruttura, del resto, non si misura soltanto con le opere realizzate, ma con la capacità di garantirne la copertura economica fino al completamento dell’intero progetto: e su questo punto, oggi, le risposte appaiono ancora insufficienti.

Unione Montana Valle Susa

Torino per una settimana capitale mondiale degli sport da combattimento

La settimana più calda per gli sport da combattimento è ufficialmente iniziata. Domenica 28 giugno, la struttura del ONE si trasformerà nell’epicentro europeo del Fighting per l’attesissima “Torino Fight Night”, un evento che ha già registrato il tutto esaurito per le tribune numerate e i tavoli a bordo ring, confermando la fame di grande sport della città. Non si tratta della solita riunione di pugilato, ma di una vera e propria notte di campioni che metterà in palio ben tre cinture internazionali, portando sul ring i migliori fighter del momento. Il momento clou della serata vedrà l’idolo di casa, Juri Farcas, dare l’assalto al titolo intercontinentale ISKA, in una battaglia senza esclusione di colpi contro il temibile Gautier. A infiammare ancora di più il pubblico ci penserà Allena, pronto a incrociare i guantoni con Garcia per la conquista del titolo mondiale WKU, mentre per la grande boxe, Priolo sfiderà Bajrami per il prestigioso titolo mediterraneo WVC.

La Torino Fight Night affonda le sue radici nel tessuto cittadino, portando sotto i riflettori i nome della scuderia Torino Kombat e i talenti più duri del territorio, tra cui figurano Giorgia Pieropan, Rober Sciortino e Davide Scarano, pronti a dare spettacolo nella Main Card contro avversari di caratura internazionale. Sabato 27 giugno, alle 18, 24 ore prima del match, sempre presso il ONE, andrà in scena la cerimonia ufficiale del peso e il Face – Off. Un momento ad alta tensione aperto alla stampa e ai fan, in cui I fighter si guarderanno negli occhi per l’ultima volta prima di chiudersi nel ring.

Domenica 28 giugno, l’apertura dei cancelli e l’inizio dei match è fissato per le 18.30. Con l’area VIP e il bordo ring letteralmente polverizzati in prevenuta, rimangono solo più i ticket standard, acquistabili sul sito ufficiale www.one-torino.it. Le eventuali giacenze saranno messe a disposizione della cassa del ONE la sera dell’evento.

Un evento di questa portata è stato possibile grazie al patrocinio della Regione Piemonte, della Città metropolitana di Tirino e Città di Torino.

Mara Martellotta

Missione Arcobaleno 25 anni dopo

A TORINO LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME CHE RACCONTA L’IMPEGNO DEI VOLONTARI PIEMONTESI IN ALBANIA

A oltre venticinque anni da una delle più importanti esperienze di solidarietà internazionale promosse dal sistema delle Regioni italiane, Anpas Comitato Regionale Piemonte e Croce Verde Torino organizzano la presentazione del volume “1999-2024 Missione Arcobaleno 25 anni dopo: i racconti dei volontari piemontesi al campo di accoglienza di Valona” di Dante Paolo Ferraris.

L’appuntamento è in programma martedì 30 giugno 2026 alle ore 18, presso la sede della Croce Verde Torino, in via Tommaso Dorè 4. L’autore sarà presente per dialogare con il pubblico e ripercorrere una pagina significativa della storia del volontariato e della protezione civile piemontese.

Il libro raccoglie fotografie, testimonianze e ricordi dei protagonisti della Missione Arcobaleno, l’intervento umanitario avviato nel 1999 in risposta all’emergenza provocata dalla guerra nei Balcani e dall’esodo di migliaia di profughi kosovari. In quell’occasione dal Piemonte partì la prima colonna mobile regionale di protezione civile diretta in Albania, con il compito di contribuire all’accoglienza e all’assistenza delle popolazioni in fuga dal conflitto.

Presso l’ex campo volo di Valona venne realizzata una vasta tendopoli destinata a ospitare migliaia di persone. Un impegno straordinario che vide coinvolti numerosi volontari delle Pubbliche Assistenze Anpas, operatori di protezione civile e funzionari degli enti locali, chiamati a mettere a disposizione competenze, mezzi e capacità organizzative in un contesto di emergenza internazionale.

Attraverso le voci di chi partecipò direttamente alla missione, il volume restituisce il valore umano e civile di quell’esperienza, offrendo una testimonianza preziosa sul ruolo svolto dal volontariato organizzato e dalle istituzioni locali nella gestione delle emergenze e nella costruzione di percorsi concreti di solidarietà.

L’incontro rappresenterà un’occasione per ricordare l’impegno di centinaia di volontarie e volontari piemontesi e per riflettere sull’attualità dei valori di accoglienza, cooperazione e servizio alla comunità che continuano a caratterizzare l’azione del sistema Anpas e della protezione civile.

Addio a Cristiana, sorella di Gianni Agnelli

È mancata  nella sua casa di Venezia, a 99 anni, Cristiana Brandolini d’Adda. Era figlia di Edoardo Agnelli e di Virginia Bourbon del Monte di San Faustino e nipote di Giovanni Agnelli il fondatore della Fiat. Lei era l’ultima esponente in vita della sua generazione: le sorelle Clara, Susanna e Maria Sole e i fratelli Gianni, l’Avvocato e Giorgio e Umberto.

 Blackout anche in Municipio: il Sindaco si darà da fare?

 

A forza di andare, anche la Sfiga se la prende con una Amministrazione che ha perso pare il tocco magico. Lo Russo mi era apparso triste o preoccupato sul palco della festa della CISL. Il giorno prima al congresso UILM aveva dovuto ammettere il Declino della Città, che ricordo a tutti dal 1993 è amministrata da Sindaci PD con l’intermezzo della Appendino, e i risultati positivi non si vedono. La Torino bellissima e’ sempre e solo quella ad opera dello Juvarra, di Guarini, Castellamonte , tutta gente contattata dai Savoia e da due Madame reali francesi. Per il resto i sinistri hanno lasciato sfiorire Italia 61 il lascito del Sindaco Peyron, hanno lasciato consumare le autostrade frutto della vision del Presidente Giuseppe Grosso, non hanno completato la tangenziale di Botta , che il PCI aveva criticato perché troppo orgoglioso di tre corsie. La Metro 1,malgrado i soldi di Roma, e’ ferma perché hanno fatto errori nelle gare di appalto. La Metro 2 arriverà solo nel 2033. Son riusciti a mettere in crisi anche la vecchia e benemerita Azienda elettrica municipale così al susseguirsi dei Blackout il Dirigente IREN responsabile ha detto che la rete è vecchia e che ci vogliono 5 anni per rinnovarla. Non si poteva dire prima? Non si potevano usare i soldi del PNRR? La scorsa notte mezza Città al buio e al caldo e oggi il Black out è arrivato anche nell’ufficio del povero Sindaco, subito attaccato dai Cinquestelle che non si sa cosa abbiano fatto nei loro cinque anni di potere. Non bastava aver perso di vista i quartieri periferici quasi come fossero figli di un Dio minore, non bastava aver dimenticato la metà della Città che sta male difesa solo dalla Chiesa e da noi dell’UDC, non bastava aver difeso male il settore industriale della Città la cui crisi ha penalizzato anche il commercio. Ora i Blackout in serie a dimostrare la impotenza della Amministrazione comunale, brava solo a far organizzare convegni di correnti e correntine nuove ispirate da professori che non si erano accorti del declino economico della Città e che non hanno ancora saputo rispondere all’ultima relazione di Banca d’Italia di Torino. Tutti segnali che portano dritti a un riposo alla opposizione dopo trent’anni di potere che si è riversato su ogni sedia del potere economico e culturale della Città. Come si diceva una volta la spinta propulsiva si è esaurita, è rimasto solo l’attaccamento al potere che ha portato ieri alla foto con la zappa in mano a piantare alberi. Peyron, Grosso, Porcellana e il Marchese di Rora’ si staranno girando nella tomba. Se Torino non vuol peggiorare ulteriormente tra 10 mesi è molto meglio cambiare.
Mino GIACHINO 
UDC Torino

Commercio di prossimità, due interventi per sostenere 8mila micro e piccole imprese  

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La Città di Torino presenterà la propria candidatura al bando regionale 2026 per l’istituzione di due nuovi Distretti Urbani del Commercio (DUC). Il provvedimento, approvato  dalla Giunta comunale su proposta dell’assessore al Commercio Paolo Chiavarino, mira a sostenere la rete commerciale urbana attraverso investimenti diretti, attività di comunicazione e iniziative di valorizzazione del territorio e coinvolge 320mila residenti e 8mila attività commerciali.

“Con i due nuovi distretti urbani del Commercio – dichiara l’assessore Paolo Chiavarino – metteremo a disposizione delle micro e piccole imprese contributi per sostenere investimenti di innovazione, accessibilità e ammodernamento dei locali. In stretta sinergia con Ascom Confcommercio Torino e Provincia e Confesercenti di Torino e Provincia, parteciperemo al Bando Regionale per proporre l’attivazione di due nuovi distretti del commercio, corrispondenti ad aree delle zone Nord che coinvolgono Barriera di Milano, Madonna di Campagna, Borgo Vittoria, Aurora e Vallette e nella zona Sud di Torino Lingotto, Nizza Millefonti, Filadelfia e Mirafiori nord e sud. Le aree sono caratterizzate entrambe da criticità proprie, ma anche da possibilità di sviluppo del territorio, di valorizzazione e consolidamento delle attività commerciali, con particolare riferimento alla funzione di servizio di prossimità agli insediamenti abitativi, anche al fine della creazione di migliori condizioni di servizio alla collettività dei territori di riferimento, in un contesto storico – sociale ampiamente mutato”.

La costituzione di due nuovi Distretti del Commercio, che si affiancheranno al DUC Torino Centro, consentirà di replicare le politiche commerciali sull’area centrale della città, sulla base delle specificità di ciascun DUC e di adottare un modello policentrico di sviluppo economico capace di rispondere alle differenti esigenze dei quartieri torinesi.

L’agevolazione regionale prevede per le prime attività di costituzione dei distretti, un contributo per ciascun distretto, pari all’80% della spesa in conto corrente ammessa, per una somma massima di 25mila euro, con cofinanziamento a carico del Comune per un importo massimo di 5mila euro.

Il Distretto Urbano del Commercio di Torino è iscritto nell’apposito elenco regionale dal 2025. Alla sua nascita e alla stesura del Programma Strategico Triennale 2025-2027, hanno partecipato, oltre alla Città di Torino, anche Ascom Confcommercio Torino e Provincia e Confesercenti Torino e Provincia. Hanno inoltre manifestato il proprio interesse, in qualità di soggetti partner di secondo livello, la Città Metropolitana di Torino, la Camera di Commercio di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, Politecnico di Torino, Università di Torino, IREN e GTT – Gruppo Torinese Trasporti.

A rafforzare l’impegno dell’Amministrazione comunale verso il commercio e l’artigianato locale, questa mattina la Giunta, ha anche approvato una delibera che destina i rimanenti 353mila euro di contributi a fondo perduto per le micro e piccole imprese commerciali e artigiane dei quartieri Barriera di Milano e Aurora. Risorse ancora disponibili grazie al bando PN Metro Plus “Aiuti all’Economia di Prossimità” che prevedeva per la Città di Torino 1 milione di euro alle imprese per investimenti in innovazione, risparmio energetico e sostenibilità. L’iniziativa mira a rafforzare la competitività delle attività di vicinato, contrastare la desertificazione commerciale e promuovere la qualità urbana e la rivitalizzazione economica del territorio.

Un provvedimento proposto dall’assessore al Commercio Paolo Chiavarino: “Con questi contributi vogliamo dare un segnale concreto alle piccole realtà commerciali, che rappresentano un importante presidio territoriale e un punto di riferimento per la comunità, sostenendole in un percorso di innovazione e rinnovamento e rafforzando il loro ruolo nel tessuto economico e sociale dei quartieri. Crediamo che la crescita economica vada di pari passo con la qualità della vita urbana, per questo l’intervento sui negozi di vicinato si affianca alle azioni di rigenerazione degli spazi pubblici già avviate in queste aree della città”.

Nello specifico, la misura approvata sosterrà i progetti con caratteristiche di innovatività nei prodotti o servizi offerti, oppure nei processi impiegati, con l’obiettivo di generare valore economico e sociale per il territorio e la comunità. L’avviso intende favorire la crescita sostenibile delle attività di prossimità attraverso progetti di investimento che promuovano soluzioni orientate al risparmio energetico e alla mitigazione dell’impatto ambientale, oltre a interventi di innovazione gestionale e digitale. L’obiettivo è generare ricadute positive sulla qualità urbana e sulla rivitalizzazione del tessuto economico locale, incrementando l’offerta commerciale e prevenendo fenomeni di svuotamento delle aree interessate.

I contributi a fondo perduto copriranno fino a un massimo dell’80% dell’investimento effettuato, con un importo compreso tra 10mila e 30mila euro al netto dell’IVA. Vi potranno accedere le micro e piccole imprese già attive sul territorio dei due quartieri o le nuove imprese esercenti attività di vendita diretta al dettaglio e somministrazione al pubblico di alimenti e bevande che si impegnino ad avviare un’unità locale nell’area entro la data di presentazione della rendicontazione.

Bollicine del Piemonte e Moscato Wine Festival

 
Lunedì 29 giugno 2026 Combo
Corso Regina Margherita, 128 TORINO
L’associazione Go Wine invita ad uno speciale evento nella città di Torino, nei primi giorni dell’estate.
L’evento è in programma lunedì 29 giugno presso la sala Atlas di Combo in Corso Regina, 128.
Un edificio recuperato (già ex-caserma dei vigili del fuoco) e inaugurato a inizio 2020; si trova nei pressi di Porta Palazzo, vi è un parcheggio multipiano nelle immediate vicinanze.
Un evento dal sapore estivo, dedicato a due temi: lo spumante del Piemonte e il moscato:
-presenteremo una selezione di bollicine del Piemonte, fra vini a denominazioni d’origine ed espressione da vitigni autoctoni;
 
-il moscato, rinnovando anche nel 2026 le selezioni del Moscato Wine Festival in tour. Un appuntamento giunto alla 25° edizione, che si esprime quest’anno con oltre 20 vini, fra il Moscato d’Asti e tanti altri vini Moscato espressione dei diversi tipi di vitigno coltivati in molte regioni italiane, dal nord a sud, nelle versioni secco, moscato, spumante e passito.
Una serata di piacevolezza e assaggi, per chi ama degustare e scoprire nuovi vini.
Ecco un primo elenco delle cantine presenti
Abbona Anna Maria – Farigliano (Cn); Adriano Marco e Vittorio – Alba (Cn);
Angelo Negro – Monteu Roero (Cn); Araldica – Castel Boglione (At);
Ca’ Lustra – Cinto Euganeo (Pd); Cantina di Venosa – Venosa (Pz);
Cantina Maranzana – Maranzana (At);
Cantine del Notaio – Rionero in Vulture (Pz);
Cantine Sardus Pater – Sant’Antioco (Su); Cascina Castlet – Costigliole d’Asti (At);
Cascina Chicco – Canale (At); Cascina Giovinale – Nizza Monferrato (At);
Cieck – San Giorgio Canavese (To); De Tarczal – Isera (Tn);
Di Majo Norante – Campomarino (Cb); Di Marzo – Tufo (Av);
Dionigi – Bevagna (Pg); Gianni Doglia – Castagnole Lanze (At);
Feudi di San Gregorio – Sorbo Serpico (Av); Francone – Neive (Cn);
Il Pianzio – Galzignano Terme (Pd);
I Vini di Emilio Bulfon – Pinzano al Tagliamento (Pn); L’Autin – Bibiana (To);
Fausta Mansio – Siracusa; Poderi Colla – Alba (Cn);
Rivera – Andria (Bt); Sankt Pauls – San Paolo (Bz);
Tenuta Il Falchetto – Santo Stefano Belbo (Cn); Terrenostre – Cossano Belbo (Cn);
Torrevento Cantine – Corato (Ba); G.D. Vajra – Barolo (Cn);
Zeni Roberto – San Michele all’Adige (Tn).
Ore 17,00 -18,30: Anteprima: degustazione riservata esclusivamente ad operatori professionali qualificati (giornalisti del settore enogastronomico, soggetti riconosciuti che operano in enoteche, ristoranti, wine bar: due persone per locale).
La richiesta di accredito avviene tramite mail. Go Wine verificherà e confermerà l’accredito per iscritto.
🕕 Ore 18,00-22,00: turno di apertura del banco d’assaggio al pubblico di enoappassionati.
Costi di partecipazione
Il costo della degustazione per il pubblico è di € 22,00 (€ 15,00 Soci Go Wine, rid. soci associazioni di settore € 18,00).
Info: Associazione Go Wine – Tel. 0173 364631
e-mail stampa.eventi@gowinet.it

 

Gandin luca

Al MAUTO gli ottanta anni della Vespa, icona italiana

Da giovedì  11 giugno a domenica 30 agosto prossimo il Museo Nazionale dell’Automobile accoglie, a ottanta anni dal deposito del suo brevetto, una mostra dal titolo “Vespa. Icona Italiana”, a cura di Roberto Donati, Direttore Storico Culturale del Vespa Club d’Italia e Rino Drogo, coordinatore della collezione Marco Fumagalli.
La mostra vuole essere un omaggio agli ottanta anni di storia della Vespa, simbolo della cultura e icona di stile e innovazione del design italiano, attraverso i materiali di archivio del collezionista Marco Fumagalli, la cui passione ha dato vita a uno straordinario archivio dalle infinite forme con cui la Vespa è  stata raccontata, riprodotta e reiterpretata.
La Vespa è una delle presenze più ricorrenti della cultura visiva italiana. Nel corso del Novecento attraversa la pubblicità, il cinema, la fotografia e la grafica, sedimentandosi progressivamente nell’immaginario collettivo. A partire dalla articolata collezione di Marco Fumagalli, l’esposizione ne racconta la trasformazione da oggetto funzionale a icona capace di attivare pratiche di accumulo e catalogazione.
L’origine della storia coincide con il suo desiderio di possedere una Vespa 50 Special Revival, vista su un inserto del Corriere della Sera nell’estate del 1991. L’iniziale fascinazione per la meccanica dà avvio a una sistematica raccolta che si concentra dapprima sui veicoli, fino a comprendere tutti i modelli prodotti per il mercato italiano e le relative varianti destinate all’estero, per poi estendersi nel tempo a modellini, gadget, memorabilia, manifesti, riviste, pubblicità e locandine cinematografiche.
L’allestimento restituisce un archivio personale attraverso una fitta stratificazione di immagini a parete, in cui la Vespa continua a riapparire e moltiplicarsi tra linguaggi e contesti differenti.
La mostra assume una forma di atlante visivo in cui la continua riproduzione dell’immagine Vespa rivela il desiderio di conservarne le tracce e organizzarle in un sistema privo di gerarchie, in cui ogni elemento partecipa e contribuisce alla costruzione di una collezione.
Un focus particolare è poi dedicato ai lavori di Mimmo Rotella, artista che ha fatto del décollage  il proprio linguaggio distintivo e protagonista dell’arte italiana del secondo dopoguerra, presente in mostra con opere che reinterpretano l’universo iconografico legato alla Vespa, attraverso il linguaggio della stratificazione  e della memoria visiva.
Le opere di Rotella dialogano con fotografie, manifesti e materiali pubblicitari, contribuendo a raccontare come l’immagine della Vespa sia entrata a far parte dell’immaginario culturale e artistico internazionale.

“Mythos per i Greci significava raccontare – spiega Roberto Donati, Direttore Storico Culturale del Vespa Club d’Italia – Chi più di lei è  memoria del nostro popolo e affonda le radici nella nostra cultura prendendola come un elemento di riconoscimento e identificazione? Un racconto, attraverso la collezione Fumagalli, lungo ottanta anni. Un fil rouge che ha unito almeno tre generazioni culturalmente così diverse, ma sempre concordi sulla sua simpatica utilità e sulla sua capacità di fare moda, attirare consensi e interpretare le aspettative di tutti”.
Filo conduttore di questo racconto sono quattordici modelli di Vespa, distribuiti in sei aree tematiche , Gli esordi, Il successo, La rivoluzione,  Anni Ottanta, Il nuovo corso, il Vespa Club d’Italia, che accompagnano il visitatore attraverso l’evoluzione del celebre scooter e il contesto storico e culturale che ne ha accompagnato il successo.

Mara Martellotta

Interplay presenta il danzatore e coreografo libanese Bassam Abou Diab

Venerdì 27 giugno, Interplay, la 26esima edizione del festival internazionale di danza contemporanea e performing arts di Torino, promosso dall’Associazione Mosaico Danza e con la direzione artistica di Natalia Casorati, apre la sua fase conclusiva con il primo di tre appuntamenti speciali al Leaving Lab di Mosaico Danza, in strada della Viola, a Torino, lo spazio di residenza immerso nella natura che ospiterà le serate del 3 luglio e del 16 settembre.

A partire dalle ore 19, in prima nazionale, andrà in scena “PARTICIPATION”, progetto coreografico partecipativo del danzatore e coreografo libanese Bassam Abou Diab, realizzato in collaborazione con Free Said – Sconfinamenti – Torino che cultura!. A seguire, Interplay Parti, con food e drink, per condividere la magia della serata all’aperto con una stupenda vista sulla città. PARTECIPATION è molto più di uno spettacolo, è il risultato di un percorso di creazione condiviso. Nell’arco della settimana, dal 22 al 27 giugno, Bassam Abou Diab conduce una residenza coreografica al Living Lab insieme a danzatrici e danzatori professionisti selezionati attraverso una call pubblica, sviluppando con loro una coreografia originale che fonde materiale I edito con elementi del suo repertorio artistico. I partecipanti non sono semplici interpreti, ma co-autori di un’esperienza performativa nata dall’ascolto reciproco e dall’esplorazione collettiva.

Bassam Abou Diab ha messo a disposizione del gruppo la sua lunga ricerca sui rituali arabi, sulla danza tradizionale e sull’interazione tra teatro fisico e danza contemporanea, offrendo a ciascuno l’opportunità di sviluppare materiale originale confrontandosi con un vocabolario coreografico radicato in una tradizione antica e, al tempo stesso, contemporanea. Bassam Abou Diab ha mosso i primi passi della sua carriera come attore-ballerino di dabke, la tradizionale danza popolare araba. Dopo una laurea in recitazione all’Università del Libano, si è avvicinato alla danza contemporanea, approfondendo le dinamiche di movimento tra religione e teatro fisico. Ha collaborato con la MAQAMAT Dance Company, e partecipato al programma intensivo Takween, lavorando don coreografi di livello internazionale. Le sue creazioni, tra cui “The siege”, “Home”, “Under the flash”, “Eternal”, e “Pina My Love” hanno partecipato a tournée internazionali, contribuendo a rendere più solida la sua presenza nella danza contemporanea. Nel 2021 ha fondato il Beirut Physical Lab, organizzazione nata per sostenere artisti emergenti nel campo della danza contemporanea e del teatro fisico. Il Living Lab di Mosaico Danza diventa così il palcoscenico naturale con cui Interplay sceglie di chiudere la sua 26esima edizione. Il 3 luglio sarà la volta di Carlo Massari con “Strano”, e sharing coreografico “Moraine Capitolo 0”, realizzato insieme al collettivo Lattea, mentre il 16 settembre il festival si congederà al pubblico con “Moraine Capito 1”, la nuova creazione del collettivo Lattea, vincitrice del bando Starter della Fondazione Compagnia di San Paolo 2026-27, in prima assoluta. Saranno tre serate che narreranno la vocazione più intima del festival, quella di fare della danza contemporanea un atto di comunità radicato nel territorio e aperto al mondo.

Mara Martellotta

Nello scontro con un’auto sulla statale muore motociclista

Un motociclista di 53 anni è morto nel pomeriggio di oggi in uno scontro con un’auto avvenuto a Bollengo, sulla strada statale 228, nei pressi del distributore Q8. Il ferito è stato soccorso dall’elicottero del 118 ma è deceduto poco dopo per i gravi traumi riportati.