Per la prima volta all’ Orto Botanico dell’Università di Torino si tiene una mostra che pone in dialogo la fotografia contemporanea e l’ambiente, immersi, attraverso la postproduzione, in una dimensione acquatica e straniante. Architetture familiari si trasformano, cosi, in visioni poetiche e in riflessioni sull’innalzamento delle acque e sul fragile equilibrio presente tra uomo e ambiente.
La mostra è anche l’occasione per rendere omaggio alla città di Torino con tre opere inedite di Aldo Salucci, dedicate allo skyline cittadino, a piazza San Carlo e allo stesso Orto Botanico.
All’interno della mostra sarà inoltre esposto un kakemono giapponese, un dipinto a inchiostro su seta realizzato a Kyoto intorno alla metà dell’Ottocento da un artista della scuola Maruyama Shijō, raffigurante una carpa che risale una cascata. L’opera è simbolo di crescita continua attraverso lo studio e la ricerca, e sarà posta in dialogo con le fotografie di Salucci e potrà essere ammirata nel corso delle visite guidate.
L’intero percorso invita alla quiete e alla riflessione, al rallentare lo sguardo, ascoltare il silenzio dell’acqua e percepire il mutare delle stagioni, che permette di riscoprire l’Orto Botanico come luogo di conoscenza, di dialogo e consapevolezza ambientale, in cui fotografia, natura e ricerca scientifica si incontrano.
La mostra è realizzata dall’Università di Torino, Orto Botanico, Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi e Associazione Amici Orto Botanico, con il patrocinio della Regione Piemonte, del Comune di Torino e Consolato del Giappone. Main sponsor Smat Società Metropolitana Acque Torino. La mostra fa parte del circuito Extra di Exposed Torino Photo Festival.
Mara Martellotta





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