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Malattie renali croniche rare: a Torino “CL3AR: obiettivi chiari per la salute dei tuoi reni”

Informazione promozionale

  • CL3AR è Il progetto itinerante di Sobi Italia, con il patrocinio dell’associazione pazienti Progetto DDD ETS e delle Società Scientifiche FIR, SINEPE e SIP, che si pone l’obiettivo di aumentare la conoscenza sulla salute dei reni e sulle patologie renali rare dell’adulto e del bambino, spesso invisibili, silenti e ancora poco conosciute, promuovendo la diagnosi precoce.

  • Le malattie renali rare rappresentano meno del 5% delle malattie renali croniche (MRC), eppure ammontano a più del 50% dei casi di insufficienza renale nei bambini e al 25% negli adulti.i

  • La glomerulopatia da C3 (C3G) e la glomerulonefrite membranoproliferativa da immunocomplessi (IC-MPGN) primaria sono forme ultra-rare di malattia renale cronica, con una prognosi complessivamente sfavorevole: circa il 50% dei pazienti adulti e circa il 20% dei pazienti pediatrici progredisce verso l’insufficienza renale entro 10 anni dalla diagnosi.ii

i National Human Genome Research Institute. https://www.genome.gov/dna-day/15-ways/rare-geneticdiseases. Ultimo accesso: Ottobre 2025.

ii Halfon M, et al. Kidney Int Rep. 2024;10(1):75-86.

 

Torino, 10 giugno 2026 – Prosegue a Torino, in Piazza Vincenzo Arbarello, mercoledì 10 giugno, la campagna itinerante “CL3AR: obiettivi chiari per la salute dei tuoi reni”, un progetto di Sobi Italia, con il patrocinio dell’associazione pazienti Progetto DDD ETS e delle Società Scientifiche FIR, SINEPE e SIP, che ha l’obiettivo di porre l’attenzione sull’importanza della salute dei reni, ancora oggi sottovalutata.

La campagna offrirà ai cittadini la possibilità di conoscere meglio il funzionamento dei reni, le patologie renali croniche e rare e l’importanza della diagnosi precoce, attraverso installazioni interattive, materiali divulgativi e momenti di confronto con esperti nei gazebo che ospiteranno l’iniziativa: dopo Milano e Bari a maggio, il tour farà tappa a Torino il 10 giugno e poi proseguirà a Bologna, Palermo e Roma dopo l’estate.

Le patologie renali croniche, ancor più le patologie renali rare – come la glomerulopatia da C3 (C3G) e la glomerulonefrite membranoproliferativa da immunocomplessi (IC-MPGN) primaria – sono spesso insidiose perché invisibili e silenti nelle prime fasi di malattia. Un tema, questo, estremamente cruciale, in quanto sottolinea l’importanza della diagnosi precoce, fondamentale per cambiare le prospettive e agire precocemente sull’evoluzione delle patologie renali croniche rare.

Le malattie renali croniche hanno un impatto altamente significativo sui pazienti e caregiver. In particolare, le patologie renali rare, come ad esempio la C3G e la IC-MPGN primaria, pongono sfide significative, sia sul piano diagnostico che nella gestione clinica, spesso caratterizzata da percorsi disomogenei. La progressione di queste malattie, se non diagnosticate per tempo, può portare i pazienti a entrare in dialisi anche in giovane età oppure sottoporsi ad un trapianto, con elevato rischio di recidiva. In questo scenario, riconoscere precocemente i campanelli d’allarme, attraverso semplici esami di laboratorio come urine e sangue, e indirizzare tempestivamente i pazienti verso centri specialistici è fondamentale per intervenire in modo appropriato, rallentare l’evoluzione della malattia e preservare la qualità di vita”, afferma il Prof. Luigi Biancone Responsabile della Struttura Complessa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute di Torino.

A causa della bassa prevalenza e dell’ampia varietà di fattori scatenanti, queste patologie sono particolarmente complesse da identificare. Il 44% delle persone con una malattia renale rara ha dovuto attendere oltre un anno per ricevere una diagnosi corretta, con la conseguenza che molti pazienti progrediscono silenziosamente verso l’insufficienza renale, perdendo così l’opportunità di un intervento precoce.i

Nei bambini e negli adolescenti, le malattie renali croniche — soprattutto nelle forme rare — possono avere un impatto significativo non solo sullo sviluppo fisico, ma anche su quello psicologico. Il carico sulla famiglia è rilevante, poiché il percorso di cura coinvolge attivamente i caregiver”, ha affermato Licia Peruzzi SC Nefrologia Dialisi e Trapianto – Ospedale Infantile Regina Margherita, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino. “La transizione dall’età pediatrica a quella adulta è un altro tra o problemi che i pazienti con una malattia renale rara devono affrontare sotto il profilo sociosanitario”, conclude Peruzzi.

Per le persone che convivono con malattie renali rare come la C3G, il percorso di diagnosi e gestione della malattia è spesso lungo e complesso, con un impatto profondo sulla salute e sulla vita quotidiana dei pazienti. I frequenti controlli e la necessità di recarsi in centri di riferimento specializzati comportano un notevole carico organizzativo, economico ed emotivo, che coinvolge anche le famiglie e i caregiver.” racconta Fabrizio Spoleti, Presidente di Progetto DDD ETS. “In questo contesto, iniziative di sensibilizzazione come CL3AR sono di grande aiuto: contribuiscono a far conoscere queste patologie ultrarare nell’adulto e nel pediatrico e a dare voce a una comunità che chiede ascolto, supporto e risposte concrete.”

Sobi si impegna a migliorare concretamente la vita delle persone con malattie renali rare, agendo con urgenza e responsabilità. Grazie alla consolidata competenza maturata in ematologia, immunologia e malattie metaboliche rare, l’espansione di Sobi in nefrologia rappresenta una evoluzione naturale.

“La ricerca clinica sulle malattie renali rare ha compiuto progressi significativi nell’ultimo decennio. Convogliare il nostro impegno come azienda su queste patologie in modo responsabile significa contribuire concretamente a ridurne il peso, sia per i pazienti sia per i sistemi sanitari,” dichiara Carina Fiocchi, Direttore Medico Sobi Italia, Grecia, Malta e Cipro. “CL3AR nasce proprio per promuovere la conoscenza e una maggiore consapevolezza verso chi, oggi, affronta una diagnosi o vive con una malattia renale rara”.

Il progetto CL3AR riflette l’impegno di lunga data preso da Sobi con Unite4Rare verso le comunità di pazienti e caregiver. Co-creato da leader internazionali della comunità dei pazienti e dai vertici di Sobi, Unite4Rare descrive le responsabilità prese, quanto è stato realizzato finora e come vengono misurati i progressi nel tempo. Si fonda sull’ esperienza di Sobi nelle malattie rare e nel coinvolgimento dei pazienti e testimonia l’impegno dell’azienda nel generare un impatto positivo e reale, chiarendo cosa pazienti e caregiver possono aspettarsi concretamente da Sobi.

La C3G e la IC-MPGN primaria: che cosa sono

La C3G e la IC-MPGN primaria sono due diverse malattie renali ultra-rare, che condividono un problema comune: un’eccessiva attività della proteina C3 nel sistema immunitario.

Normalmente, la proteina C3 aiuta a proteggere il corpo dalle infezioni, ma quando diventa iperattiva può danneggiare i reni per errore. Questo avviene colpendo i glomeruli, i piccoli filtri dei reni, responsabili della rimozione dei rifiuti e dei liquidi in eccesso.

La C3G e la IC-MPGN primaria possono colpire chiunque, ma generalmente vengono diagnosticate durante l’infanzia o l’adolescenza. Colpiscono maschi e femmine in egual misura e, nella maggior parte dei casi, non esiste una causa chiara che ne spieghi l’insorgenza.

i Sobi Rare Kidney Diseases (RKD) Barometer. 2026.

Sobi®

Sobi è un’azienda biofarmaceutica multinazionale che sblocca il potenziale di innovazioni rivoluzionarie, trasformando la vita quotidiana delle persone che vivono con malattie rare. Sobi conta circa 2.000 dipendenti in Europa, Nord America, Medio Oriente, Asia e Australia. Nel 2025, i ricavi sono stati pari a 28 miliardi di SEK. Le azioni Sobi (STO:SOBI) sono quotate al Nasdaq Stockholm. Per saperne di più su Sobi, visita sobi.com e LinkedIn.

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su Sobi https://www.sobi.com/italy/it

Progetto DDD ETS dddets.org https://www.dddets.org

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i National Human Genome Research Institute. https://www.genome.gov/dna-day/15-ways/rare-geneticdiseases. Ultimo accesso: Ottobre 2025.

ii Halfon M, et al. Kidney Int Rep. 2024;10(1):75-86.

iii Sobi Rare Kidney Diseases (RKD) Barometer. 2026.

Simona Riccio, LinkedIn Top Voice e ideatrice del progetto radiofonico “Parla con me”

L’INTERVISTA 

Buongiorno Simona Riccio, abbiamo visto che quest’anno, alla trasmissione radiofonica “Parla con me”, vi state occupando intensamente della tematica riguardante lo spreco alimentare…

Si, quest’anno siamo molto focalizzati su questo tema, in virtù anche del decennale della Legge 166 sullo Spreco alimentare. Il palinsesto è, però, cambiato rispetto allo scorso anno;  il programma non va in onda live, ma attraverso dei talk di 20 minuti ciascuno, pubblicati su tutti i canali social e YouTube, che registriamo, in modo da ottenere un prodotto più breve, snello e fruibile. Come sempre i temi trattati riguardano l’agricoltura, le filiere produttive, la sostenibilità, l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione e, da quest’anno, abbiamo inserito una nuova tematica, il turismo navale. Ci siamo resi conto, da qualche tempo, dell’importanza di questa tipologia di turismo in rapporto al territorio italiano, ma anche dell’esiguità delle balneari che si propongono come prodotti Made in Italy alle navi, aspetto messo in evidenza anche dall’organizzazione del Salone Nautico. Inoltre trattiamo i temi dell’enogastronomia e dello sport, inteso come vetrina del prodotto alimentare utilizzato negli eventi di grande risonanza e anche in quelli minori. Per ultimo, ma non meno importante, promuoviamo il discorso dei nostri amici a quattro zampe, riguardo ai quali, sempre di più, viene seguita la tendenza di nutrirli in modo sano, che è anche la strada che stiamo cercando di intraprendere, come società, con sempre maggiore consapevolezza.

Il programma “Parla con me” quando ha ripreso ad andare in onda?

La trasmissione ha ricominciato ad andare in onda il 6 maggio scorso con una puntata ogni due settimane. Quest’anno non vi sarà la pausa estiva poiché la dinamica delle puntate, come dicevo prima, non prevede una diretta, ma una registrazione già avvenuta, aspetto che ci permette di dare maggiore continuità all’intera programmazione. Quest’anno proporremo anche momenti dedicati ai libri.

Libri incentrati in particolare sulle tematiche che approfondite?

Non solo. Saranno momenti legati più che altro all’importanza della parola e della comunicazione, simboleggiata in questo caso dalla lettura.

Sappiamo che sei stata in viaggio all’estero di recente…

Si, sono stata in Germania, dove ho avuto l’occasione di visitare la Bayernland, azienda bavarese leader nel settore lattiero-caseario che, già dallo scorso anno, ha deciso di collaborare con me, in quanto content creator, per raccontare la filiera agroalimentare dalla stalla allo scaffale. Durante la visita in Germania, diretti a Bayernland, siamo partiti dalla stalla della famiglia Schmid/Zoglauer, nei pressi di Hohenwarth, in Baviera, dove abbiamo potuto vedere da vicino il lavoro di Katrin, constatare e ammirare la cura degli animali, l’attenzione all’alimentazione, ai vitellini e al benessere animale.

Il giorno successivo siamo entrati nello stabilimento Bayernland a Regensburg, accompagnati da Fabian, per osservare il passaggio dalla materia prima alla trasformazione. Abbiamo potuto conoscere processi, temperature, controlli, formati e competenze che stanno dietro a prodotti quotidiani come burro, panna e formaggi.

L’obiettivo del progetto non è solo quello di raccontare il prodotto finito, ma tutto ciò che lo rende possibile, dalle persone agli animali, dal territorio alla qualità, affidabilità e filiera. Un racconto visto con i miei occhi e pensato per far capire ai consumatori e buyer cosa davvero sia presente dietro un prodotto Bayernland, prima che approdi allo scaffale.

Questo è molto importante perché non sempre, da consumatori, siamo consapevoli di ciò che acquistiamo: spesso si tratta di prodotti che conosciamo o che costano meno, e in Bayernland si porta avanti un percorso che si basa sul benessere animale in primis. Proprio per questo motivo è nata la mia collaborazione con loro: l’azienda stava cercando una professionista che si occupasse in modo specifico della filiera sapendone raccontare i contenuti e rappresentare la Bayernland.

Ritornerai a breve in Germania ?

Per il momento no, ma il progetto con Bayernland proseguirà attraverso nuove attività di comunicazione e racconto della filiera.

Ci sono altre novità in cantiere?

Si, ce n’è una in particolare, un progetto che porterò avanti, una branca di “Parla con me”, che riguarda una collaborazione con la Regione Piemonte. Si tratta di una challenge dal titolo “Piemonte: il gusto della consapevolezza”, in cui insieme a quattro scuole di Torino, Rivoli e Cuneo, misureremo lo spreco alimentare in un determinato momento, cercando di sensibilizzare tutte le parti in causa, tra ragazzi e docenti, su questo tema e come migliorarlo. In seguito torneremo a valutare i miglioramenti, e la scuola che avrà generato meno spreco sarà nominata vincitrice della challenge. Infine, con tutte le scuole partecipanti, rappresentate da alcuni loro studenti, ci recheremo presso la Regione Piemonte per una riunione/cerimonia di premiazione alla presenza dell’On. Maria Chiara Gadda, che è anche testimonial di “Parla con me”. I ragazzi e le ragazze saranno premiati con la possibilità di accedere all’ultimo piano del Grattacielo della Regione Piemonte. Penso sia molto importante cominciare a sensibilizzare sullo spreco alimentare fin dalla giovane età, affinché il cambiamento, la consapevolezza e i miglioramenti possano avvenire in modo costante e solido.

Mara Martellotta

Rete regionale Trenitalia, modifiche fino al 14 giugno

Modifiche alla circolazione ferroviaria da sabato 6 a domenica 14 giugno per lavori programmati tra le stazioni di Novara e Agognate.

Al fine di garantire la continuità del servizio e limitare l’impatto dei lavori sul territorio, Regionale di Trenitalia (Gruppo FS) ha riprogrammato l’offerta con un servizio bus tra Novara e Biella.

L’orario dei bus può variare in funzione delle condizioni del traffico stradale, con possibile aumento dei tempi di percorrenza. Si consiglia pertanto di valutare la ripianificazione del proprio viaggio.

Sui bus non è ammesso il trasporto bici e non sono ammessi animali di grossa taglia, eccetto i cani da assistenza.

I riflessi d’acqua di Salucci all’orto botanico

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Sarà visitabile fino al 28 giugno prossimo la mostra monografica di Aldo Salucci presso l’Orto Botanico di Torino dal titolo “Aldo Salucci. Riflessi d’acqua tra arte e natura”

Prosegue fino al 28 giugno prossimo, presso l’orto Botanico di Torino, la mostra monografica intitolata “Aldo Salucci. Riflessi d’acqua tra arte e natura”, ideata e curata da Carla Testore, che presenta una ventina di opere dell’artista romano Aldo Salucci. Il percorso espositivo accompagna il visitatore alla scoperta dell’Orto, in un dialogo continuo tra immagini e ambiente naturale, capace di mettere in relazione gli spazi interni e quelli esterni. La mostra ha raccolto un notevole successo di pubblico dal momento della sua apertura.

“Nei primi due mesi di apertura – ha dichiarato la Direttrice dell’Orto Botanico  Consolata Siniscalco – abbiamo avuto circa 28 mila visitatori, con un raddoppio rispetto al 2024 e al 2025. L’esposizione di Aldo Salucci è stata molto apprezzata dai visitatori, che hanno lasciato tanti commenti positivi sulla bellezza e l’interesse delle opere. Le attività hanno dimostrato che l’Orto Botanico, richiamando appassionati di piante, natura e arte, diventa sempre di più un motore di cultura capace di dare slancio alle varie attività che si stanno sviluppando nel Parco del Valentino”.

La mostra si apre con una sezione dedicata alla carpa Koi, simbolo orientale di forza, resilienza e trasformazione, le cui immagini evocano atmosfere sospese tra mito e realtà, arricchite dalla presenza di esemplari viventi nelle vasche d’Orto. L’esposizione prosegue tra giardini e Serre, con fotografie di celebri luoghi italiani reinterpretati in chiave acquatica e visionaria, offrendo una visione sul rapporto tra uomo e ambiente e sul tema dell’innalzamento delle acque.
La mostra rende omaggio a Torino con tre opere inedite dedicate alla città.

“Si tratta di un’esposizione site – specific – ha dichiarato la curatrice Carla Testore – che ho voluto concepire per l’Orto Botanico strutturando l’itinerario di visita come un processo di scoperta graduale, un attraversamento attivo dello spazio che invita a una fruizione lenta, attenta, orientata al riconoscimento e alla ricerca. Questa modalità di fruizione della mostra non intende soltanto renderla più coinvolgente, ma vuole sollecitare uno sguardo consapevole sull’intero complesso botanico, valorizzandone ogni dettaglio e riaffermandone la dimensione di luogo di ricerca, contemplazione e meraviglia.
Visitare la mostra rappresenta un’esperienza immersiva in cui arte e natura non si affiancano, ma si rispecchiano”.
All’interno della biblioteca è  anche esposto un kakemono giapponese, un dipinto a inchiostro su seta, realizzato a Kyoto intorno alla metà dell’Ottocento da un artista della scuola Maruyama-Shijō, raffigurante una carpa che risale una cascata. L’opera è  simbolo di crescita continua attraverso lo studio e la ricerca, ed è posta in dialogo con le opere di Salucci.

Le ultime visite guidate saranno

Venerdì 26 giugno alle ore 16.45

Sabato 27 giugno alle ore 10.30

Iscrizioni a ortobotanico.dbios@unito.it

Mara Martellotta

Il mondo digitale e i minori: incontro al Koelliker

PERCHÉ OGGI PARLARNE È URGENTE. IN COLLABORAZIONE CON LA POLIZIA POSTALE

11 giugno. Ore 18. Presso Ospedale Koelliker Corso Galileo Ferraris 247/255 Torino. Ingresso gratuito su prenotazione

Tre punti di vista diversi — clinico, psicologico e investigativo — per affrontare una domanda che riguarda ormai ogni famiglia: stiamo davvero proteggendo i nostri figli nel mondo digitale? C’è una generazione che non ha mai conosciuto il mondo senza schermi. Smartphone, videogiochi e social network sono diventati compagni quotidiani dell’infanzia e dell’adolescenza, spesso molto prima che ragazzi e ragazze abbiano gli strumenti emotivi per gestirli davvero. E mentre la tecnologia continua a correre, i dati sulla salute mentale dei più giovani iniziano a raccontare una realtà che non può più essere ignorata. Secondo recenti studi internazionali, un adolescente su tre tra gli 11 e i 15 anni è connesso ai social media in modo continuativo. Ancora più allarmante è l’aumento dell’uso problematico dei social — quello che gli esperti definiscono un utilizzo compulsivo, fuori controllo, capace di interferire con la vita quotidiana — cresciuto del 50% nel mondo in appena quattro anni. Non si parla più soltanto di distrazione o dipendenza da smartphone. I pronto soccorso pediatrici registrano un aumento impressionante dei casi legati a disagio psichico, autolesionismo, depressione e aggressività. Negli ospedali gli accessi per problemi neuropsichiatrici acuti sono aumentati in modo esponenziale negli ultimi anni, in parallelo con la diffusione massiccia degli smartphone tra bambini e adolescenti. È in questo contesto che nasce l’incontro “Il pericolo dei digitale e dei social”, in programma giovedì 11 giugno all’‪Ospedale Koelliker di Torino, promosso dall’‪Ospedale Koelliker insieme alla ‪Polizia Postale. Un appuntamento che non vuole demonizzare la tecnologia, ma offrire strumenti concreti per comprenderne l’impatto reale sulla crescita dei più giovani. A confrontarsi sul tema saranno il dottor Alessandro Mariani, neuropsichiatra infantile, la dottoressa Antonella Vincesilao, psicoterapeuta, e la dottoressa Assunta Esposito, dirigente della Polizia Postale per Piemonte e Valle d’Aosta. Tre punti di vista diversi — clinico, psicologico e investigativo — per affrontare una domanda che riguarda ormai ogni famiglia: stiamo davvero proteggendo i nostri figli nel mondo digitale? Tra isolamento sociale, dipendenza emotiva dagli schermi, cyberbullismo e perdita progressiva della capacità di attenzione, il tema riguarda tutti, anche chi pensa di avere il controllo della situazione. E forse il vero rischio, oggi, non è la tecnologia in sé, ma l’idea che i suoi effetti sui più giovani siano ancora sottovalutati. Un incontro necessario, attuale e profondamente umano, che promette di andare oltre gli allarmismi per mettere al centro ciò che conta davvero: il benessere delle nuove generazioni.

www.osp-koelliker.it

Il Turin Palace Hotel e Les Petites Madeleines: ‘1926’, i cento anni del tramezzino

Era il 1926 quando Angela Demichelis Nebiolo e suo marito Onorino, due torinesi emigrati in America all’inizio del Novecento, tornarono a Torino con una novità gastronomica, frutto dell’evoluzione del celebre sandwich a stelle e strisce.
I due coniugi, rilevato al loro rientro in patria il celebre caffè Mulassano e forti di una macchina nuova per tostare il pancarré testata negli Stati Uniti, cominciarono a proporre ai torinesi il classico toast. Non pienamente soddisfatti della loro “innovazione”, ne sperimentarono nuove versioni  tra cui un sandwich italiano a base di pane senza tostatura e farcito con ingredienti locali.
Dall’estro e dal palato di Angela e Onorino prese forma quello che Gabriele d’Annunzio avrebbe ribattezzato “tramezzino” per la forma a triangolo delle sue fette di pane, evocativa dei tramezzi in legno della sua casa in campagna, in Abruzzo. Fu inizialmente proposto come stuzzichino per accompagnare la merenda sinoira, ma ben presto conquistò rapidamente tutti i palati, tanto da essere richiesto a tutte le ore. Spezzafame di metà mattina , soluzione ideale per un pranzo veloce e gustoso, accompagnamento per l’aperitivo, il tramezzino divenne un vero e proprio rito quotidiano capace di accomunare persone di tutte le età e di tutte le classi sociali.
Per l’estate 2026 Les Petites Madeleines, ristorante del Turin Palace Hotel, a cento anni dalla sua nascita, lo celebra nella sua prima versione e dall’estro creativo dello chef Beppe Lisciotto nasce “1926”, un tramezzino a base di burro montato, con una combinazione di scorza di agrumi, pane con polvere di cappero, che richiamano il celebre vitello tonnato piemontese ed acciughe del cantabrico “Rosalia”.
“Cosa migliore della versione originale per festeggiare il traguardo di questa proposta che, in cento anni di vita,  continua a rinnovarsi? “1926” rappresenta un inno alla semplicità, in cui la parte del leone la fa la qualità degli ingredienti, amplificata dalla nostra personalizzazione, rispettosa e non invadente” afferma lo chef Beppe Lisciotto.
“1926” viene proposto nella stagione estiva nel menù del Bistrot del Turin Palace Hotel.

MM

“Italia Brilla” fa tappa a Torino

L’8 Giugno il progetto “Italia Brilla” fa tappa a Torino per una giornata dedicata a scienza, inclusione e futuro.
L’iniziativa, promossa da Il Cielo Itinerante APS con il sostegno del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, guidato dalla Ministra Roccella, nasce per avvicinare i giovani alle discipline STEM e ridurre i divari educativi.
Un viaggio che porta la scienza in tutta Italia attraverso esperienze inclusive e coinvolgenti, pensate per stimolare curiosità e talento, soprattutto nelle periferie.

Dal 10 al 23 agosto non si paga la sosta

Il pagamento della sosta sulle strisce blu e della ZTL sarà sospeso dal 10 al 23 agosto 2026.

Dal provvedimento, disposto dalla Giunta comunale su proposta dell’assessora alla Viabilità Chiara Foglietta, sono escluse le ZTL “Trasporto Pubblico”, “Pedonale”, “Area Romana” e “Valentino”. Allo stesso modo, continuerà a essere dovuto il pagamento della sosta nei parcheggi automatizzati (a barriera) e in quelli in struttura gestiti da GTT.

Gli abbonamenti acquistati per il mese di settembre saranno utilizzabili a partire dal 24 agosto, mentre quelli di luglio lo saranno fino al 9 agosto.

La Via di Annibale 2026

“La Via di Annibale 2026”, la competizione di ultra sky marathon  si disputerà il prossimo 1° agosto a Usseglio (TO), nelle Valli di Lanzo.

Non si tratta di un semplice trail corribile, ma di una delle sfide tecniche più dure ed estreme del panorama europeo. Il tracciato, basato sulle ricerche storiche relative al passaggio alpino del generale cartaginese nel 218 a.C., porta gli atleti fino ai 3.538 metri di quota del Rocciamelone passando per il ghiacciaio, richiedendo attrezzatura alpinistica, doti di orientamento in alta quota e una preparazione d’eccellenza.

Le iscrizioni ufficiali per gli atleti si chiuderanno il prossimo 30 giugno.