EDITORIALE
Leggi l’articolo su L’identità:
Un anno che passerà alla storia, dal ritorno di Trump a Leone XIV
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Un anno che passerà alla storia, dal ritorno di Trump a Leone XIV
L’incendio nella discoteca svizzera di Crans Montana è una tragedia umana terribile, un inizio d’anno che deve far riflettere. Io non dimentico l’incendio al cinema Statuto di Torino del 1982: una strage che ha provocato una tardiva consapevolezza dei pericoli d’incendio e anche della sicurezza preventiva che mancava quasi totalmente. Addirittura le uscite di sicurezza erano chiuse per impedire ai portoghesi di entrare gratis al cinema. Dopo quell’incendio in Italia ci fu una svolta; intervenne anche la magistratura. Una discoteca fuori norma in una via vicino a piazza Solferino a Torino venne chiusa in modo definitivo dopo la strage dello Statuto. Leggendo gli articoli e vedendo i servizi televisivi sul dramma svizzero, appare una quasi totale mancanza di sicurezza che in un paese come la Svizzera sembrerebbe impensabile. L’idea che noi abbiamo e’ infatti quella di un paese felice , ordinato e sicuro in cui la sventatezza mediterranea è bandita a priori. La discoteca che ha preso fuoco appare invece priva totalmente di sicurezza: niente estintori, niente buttafuori, niente direttore di sala che era assente e lontani. Non si può liquidare la tragedia come una fatalità. Ma anche l’uso “di candele” incendiarie all’interno di un locale chiuso rivela una leggerezza incredibile che andava vietata. Io ricordo che il rarissimo uso di “fusette” di piccole dimensioni avveniva sempre all’aperto nel giardino della nostra villa di campagna . Eravamo bambini, ma i nostri genitori ci dicevano dei pericoli di tali piccoli “ordigni” . E’ vero che i botti di Capodanno hanno provocato in Italia anche quest’anno gravi danni con feriti e un morto. Malgrado i sequestri e gli avvertimenti pubblici anche in televisione, c’è gente che continua in modo irresponsabile a “festeggiare” , mettendo in pericolo la vita propria e degli altri. È ‘ evidente che la prevenzione in Svizzera in questo caso è del tutto mancata, ma credo che vada anche messo in evidenza il modo di festeggiare a dir poco privo di adeguata responsabilità. E si tratta di una gioventù dorata che può permettersi vacanze invernali in luoghi di lusso e che appare acculturata, fermo restando che i clienti dovevano godere di locali sicuri. Tutto il rispetto e una preghiera per i morti e ogni augurio per i feriti , ma qualche riflessione va fatta anche sul modo di far festa a Capodanno. Spiace parlarne, ma putroppo è così, Anche l’eccessivo affollamento al disopra della capienza consentita ha determinato il disastro. Divertirsi con responsabilità senza fare abuso di alcolici dovrebbe una regola di vita. Ma putroppo non è così. Sentirsi liberi a Capodanno di festeggiare in quasi assoluta libertà e’un’idea seducente, ma foriera di pericoli.Anche la scuola dovrebbe fare la sua parte perché il divertimento è anche parte dell’educazione civica.
(Foto da la Repubblica)
L’ uomo, per un periodo di 3 anni, non potrà accedere agli esercizi pubblici nell’area fra corso Grosseto, via Brusnengo, via Saorgio, via Coppino, via Randaccio, via Sospello e via Ala di Stura
La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un cittadino senegalese di sessantotto anni per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Durante il controllo del territorio in orario serale, i poliziotti di una Volante dell’UPGSP in transito su Corso Grosseto hanno notato un’autovettura in marcia verso Piazza Rebaudengo, il cui conducente ha assunto un atteggiamento sospetto alla loro vista, pertanto hanno deciso di fermarlo.
L’autista, di nazionalità senegalese, si è mostrato da subito agitato chiedendo diverse volte il motivo del controllo; gli operatori, dalla prima ispezione dell’abitacolo, hanno notato una busta posta sotto il freno a mano, che in più occasioni l’uomo ha cercato di occultare sotto il sedile.
Insospettitisi, gli agenti hanno proceduto a un controllo più accurato, rinvenendo all’interno della busta circa 200 grammi di cocaina; lo stupefacente è stato sequestrato insieme al denaro in possesso del 68enne e ai suoi cellulari.
L’arresto è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria; nei giorni successivi, in considerazione dei precedenti specifici e del fatto che il reato fosse stato commesso in una zona in cui insistono diversi esercizi pubblici e plessi scolastici, gli specialisti della Divisione Anticrimine della Questura di Torino hanno emesso nei suoi confronti un provvedimento di DACUR del Questore: l’uomo, per un periodo di 3 anni, non potrà accedere agli esercizi pubblici nell’area ricompresa fra corso Grosseto, via Brusnengo, via Saorgio, via Coppino, via Randaccio, via Sospello e via Ala di Stura.
A cura di piemonteitalia.eu
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https://www.piemonteitalia.eu/it/cultura/abbazie-e-chiese/santuario-di-vicoforte
Stefano Massini approda al Teatro Carignano con lo spettacolo “Donald. Storia molto più che leggendaria di un golden man”, un intenso racconto teatrale dedicato alla figura di Donald J. Trump.
Martedì 6 gennaio alle ore 19.30 debutta al Carignano la nuova produzione del Teatro della Toscana, che resterà in scena fino a domenica 11 gennaio. Lo spettacolo si avvale delle scene firmate da Paolo Di Benedetto, del disegno luci di Manuel Frenda, dei costumi di Elena Bianchini e delle musiche originali di Enrico Fink, eseguite dal vivo da Valerio Mazzoni, Sergio Aloisio Rizzio, Jacopo Rugiadi e Gabriele Stoppa.
Dopo l’eco internazionale ottenuta con Lehman Trilogy e Manhattan Project, Massini si misura con uno dei simboli più controversi del mito americano contemporaneo. Il punto di partenza è il 2015, l’anno in cui Trump annuncia la sua discesa in campo politico. Da lì prende forma un racconto che segue la parabola del miliardario newyorchese verso la Casa Bianca, attraversando successi, rovesci, incontri cruciali e svolte imprevedibili, fino a delineare il ritratto di un uomo che ha saputo trasformarsi in marchio, icona e prodotto di se stesso.
Sul palcoscenico si compone la genesi sorprendente di un leader che ha osato spingersi oltre i confini tradizionali, riscrivendo regole e linguaggi dell’economia, della finanza, della politica e persino dell’immaginario collettivo.
Nato il 14 giugno 1946 nel Queens, quartiere periferico di New York, quarto dei cinque figli della famiglia Trump di origini tedesche, Donald Trump a soli quarant’anni domina già Manhattan dal suo attico di tremila metri quadrati. Da lì progetta un impero personale che lo consacra a simbolo di un potere assoluto. Massini ripercorre questa traiettoria vertiginosa come una corsa sulle montagne russe, tra bancarotte e trionfi, in un susseguirsi serrato di colpi di scena e snodi decisivi.
In definitiva, lo spettacolo suggerisce che Donald Trump sia una delle incarnazioni più emblematiche del nostro tempo: una figura sospesa tra realtà e spettacolo, verità e finzione, persona e personaggio. Ne nasce una storia che parla di potere e che, allo stesso tempo, offre uno sguardo rivelatore e inquietante sulla contemporaneità, riaffermando la funzione antica del teatro come strumento critico capace di portare alla luce ombre e abissi del presente con la forza semplice e diretta della narrazione.
Teatro Carignano
Piazza Carignano 6, Torino
Orari:
Martedì ore 19.30
Mercoledì e venerdì ore 20.45
Sabato ore 16 e 19.30
Domenica ore 16
Giovedì 8 gennaio: riposo
Biglietteria:
Teatro Carignano – Piazza Carignano 6
Tel. 011 5169555
Email: biglietteria@teatrostabiletorino.it
Mara Martellotta
Difendere i ragazzi, educare al rispetto: la Regione Piemonte investe nelle scuole contro bullismo e cyberbullismo. Stanziati 277 mila euro per 57 istituti
«Il contrasto al bullismo è una priorità. Educare al rispetto, alla legalità e all’uso consapevole delle tecnologie significa costruire cittadini più forti».
La Regione Piemonte ha approvato 57 progetti presentati dalle scuole del primo ciclo, statali e paritarie, finalizzati alla prevenzione e al contrasto del bullismo e del cyberbullismo. Le iniziative intendono rispondere in modo concreto a fenomeni sempre più diffusi e, in alcuni casi, particolarmente gravi.
L’investimento complessivo supera i 277 mila euro. Ogni istituto con progetto approvato potrà beneficiare di un contributo fino a 5.000 euro, da utilizzare nell’anno scolastico 2025-2026 per la realizzazione delle attività previste.
Sono 57 i progetti sostenuti: 49 presentati da scuole statali e 8 da istituti paritari. La distribuzione sul territorio vede:
Alessandria: 2 progetti
Asti: 6
Biella: 5
Cuneo: 12
Novara: 4
Città metropolitana di Torino: 27
Verbano-Cusio-Ossola: 1
Vercelli: 1
Le azioni sono rivolte agli studenti e mirano a promuovere la cultura della legalità, il rispetto della persona, la valorizzazione delle diversità e il contrasto a ogni forma di discriminazione. Particolare attenzione è riservata all’educazione civica digitale, alla tutela del benessere psicofisico e all’uso consapevole delle tecnologie e della rete.
I progetti favoriscono inoltre lo sviluppo della personalità, il benessere scolastico e le relazioni tra pari. Tra i temi centrali figurano l’educazione affettiva, il rispetto reciproco, la prevenzione di ogni forma di violenza — compresa quella di genere — e la responsabilizzazione sull’uso del linguaggio online. L’obiettivo è creare ambienti di apprendimento partecipativi, in cui lo studente diventi protagonista e possa trovare figure professionali in grado di supportarlo in situazioni di disagio.
Un ulteriore traguardo è ridurre la distanza tra le esperienze vissute dagli studenti e la percezione del fenomeno da parte dei docenti, favorendo al contempo la conoscenza dei protocolli di gestione delle situazioni di bullismo e cyberbullismo e una corretta informazione rivolta a scuole e famiglie.
«Contrastare bullismo e cyberbullismo significa difendere i nostri ragazzi e ribadire che la scuola è un presidio educativo irrinunciabile, non una zona franca. La Regione Piemonte investe risorse, visione e responsabilità perché nessun giovane venga lasciato solo e perché la libertà, la dignità e il rispetto non siano parole astratte ma pratiche quotidiane. Educare al rispetto, alla legalità e all’uso consapevole delle tecnologie significa costruire cittadini più forti e una Nazione più solida, fondata sul merito, sulla responsabilità e sulla cura delle fragilità».
La Giunta regionale ha inoltre approvato uno schema di protocollo d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, le forze dell’ordine e la Procura per i minorenni, finalizzato a rafforzare le azioni comuni di educazione alla legalità, prevenzione dei comportamenti a rischio e contrasto a bullismo e violenza. L’accordo rende strutturale la collaborazione tra istituzioni, scuola, terzo settore e forze dell’ordine.
Fare rete è la parola chiave: nell’ottobre scorso la Regione ha adottato il nuovo Piano regionale triennale per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo, con l’obiettivo di mappare le iniziative attive sul territorio e offrire un sistema di sostegno, prevenzione e formazione rivolto a scuole, insegnanti, famiglie e studenti.
Torino e il Piemonte restano il punto di riferimento storico dell’auto in Italia, ma stanno attraversando una stagione tra le più difficili degli ultimi decenni. Il passaggio alle nuove motorizzazioni, il rallentamento del mercato europeo, l’aumento dei costi industriali e la pressione della concorrenza globale stanno modificando in modo sostanziale il peso del territorio nelle strategie di Stellantis, con effetti evidenti sulla quantità di vetture prodotte e sui livelli occupazionali.
Negli ultimi anni il contributo italiano alla produzione del gruppo si è progressivamente ridotto. Il 2024 ha segnato uno dei momenti più critici, con volumi nazionali scesi sotto le 500 mila unità e un crollo superiore al 30% rispetto all’anno precedente. Anche l’avvio del 2025 non ha mostrato segnali di inversione: nei primi sei mesi dell’anno le vetture assemblate sono state poco più di 220 mila, circa un quarto in meno rispetto allo stesso periodo del 2024. Le proiezioni indicano che, a fine anno, il totale potrebbe attestarsi intorno alle 440 mila auto, confermando una riduzione strutturale del peso produttivo italiano all’interno del gruppo.
Il territorio più colpito è quello torinese, e in particolare Mirafiori, stabilimento simbolo della storia industriale nazionale. Oggi l’attività è quasi interamente concentrata sulla 500 elettrica, mentre le produzioni Maserati hanno numeri marginali. Nel primo semestre del 2025 da Mirafiori sono uscite poco più di 15 mila vetture, oltre il 20% in meno rispetto all’anno precedente, valori lontanissimi da quelli che per decenni hanno collocato il complesso tra i maggiori siti automobilistici europei. Le difficoltà commerciali della 500 a batteria, frenata da prezzi elevati e da una domanda ancora debole, hanno ridotto in modo sensibile il grado di utilizzo degli impianti.
Sul piano del lavoro l’impatto è stato pesante. L’utilizzo della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà si è trasformato in una condizione quasi permanente. A Mirafiori migliaia di addetti hanno alternato periodi di attività a fasi di riduzione dell’orario o di sospensione delle linee. In tutto il Piemonte le ore di ammortizzatori sociali nel comparto metalmeccanico e automotive sono cresciute in maniera marcata, segno che la crisi non riguarda solo la fabbrica torinese ma l’intero sistema di imprese dell’indotto che ruota attorno a Stellantis.
In uno scenario ancora fragile, le prospettive per Mirafiori e per l’industria dell’auto piemontese dipendono soprattutto dalla possibilità di rilanciare i volumi con nuovi modelli. L’elemento più atteso è l’introduzione, avviata dalla fine del 2025, della nuova 500 ibrida, che potrebbe intercettare una platea più ampia di clienti rispetto alla versione elettrica. Le stime parlano di una potenzialità di circa 100 mila unità annue a regime, numeri che potrebbero contribuire a ridurre l’uso degli ammortizzatori e a dare maggiore stabilità all’occupazione, pur in un contesto in cui restano aperti anche programmi di uscite volontarie e di riorganizzazione del personale.
Il futuro dell’automotive torinese e piemontese si gioca quindi su un equilibrio complesso: accompagnare il cambiamento tecnologico senza perdere la massa critica necessaria a sostenere lavoro e filiera. Sarà decisivo il contributo delle istituzioni attraverso politiche industriali, incentivi al mercato, investimenti in infrastrutture e formazione. Mirafiori, più che una semplice fabbrica, continua a rappresentare il simbolo di questa partita: dalla sua capacità di ritrovare centralità dipenderà in larga parte il destino dell’industria dell’auto in Piemonte.
Secondo uno studio della CGIA di Mestre il Piemonte dal 2019 al 2025 e’ in 12a posizione per crescita economica sulle 20 regioni italiane, ma le previsioni dicono che la crescita economica prevista nel 2026 dovremmo essere al 3* posto. Vediamo la luce in fondo al tunnel ? Non facciamo l’errore che fece il Governo Monti nel 2012 che prese lucciole ler lanterne anche sé quella previsione servi’ alla lista Monti, poi svanita pochi mesi che era entrata in Parlamento. Oggi ci dicono che i nostri brevetti, frutto della industria, sino calati quasi della metà. Con l’ottimismo dei titoli o delle interviste sui giornali purtroppo non si creano posti di lavoro e per molti tra cui molti giovani la precarietà è ancora un destino come ci ha ricordato il Cardinale Repole. Non a caso i primi dati sui saldi ci dicono che in periferia vanno molto meno bene del centro.Mino GIACHINO
Responsabile cittadino UDC
Un uomo è morto ieri travolto da un treno alla stazione di Settimo Torinese. Per l’intervento dei soccorsi, che non hanno potuto salvargli la vita, la circolazione è stata sorpresa su alcune linee ferroviarie.
Il nucleo elicotteri dei vigili del fuoco di Torino ha salvato un escursionista in difficoltà. L’uomo si trovava al bivacco Sigot in alta val Susa. Grazie all’intervento dell’elicottero Drago, i vigili del fuoco hanno recuperato lui e il suo cane, a quota 2900 metri, portandoli a valle.
(foto archivio)