sono partiti lunedì 15 giugno i lavori di ampliamento di corso Kennedy nel tratto compreso tra via Bruere e via Camogli, uno dei punti più critici della viabilità cittadina. L’intervento, del valore complessivo di oltre 540 mila euro, consentirà di eliminare l’attuale restringimento della carreggiata, migliorare la sicurezza stradale e rendere più scorrevole la circolazione lungo un asse sempre più utilizzato dai cittadini.
Da anni il tratto è regolato da un semaforo a senso unico alternato che, soprattutto nelle ore di punta, provoca rallentamenti e code. Una situazione resa ancora più evidente dall’aumento dei flussi veicolari legati ai lavori per il prolungamento della metropolitana e all’utilizzo crescente di percorsi alternativi alla viabilità principale.
Il progetto prevede l’ampliamento della piattaforma stradale attraverso l’arretramento del muro che costeggia il convento delle Suore Carmelitane Scalze, soluzione che consentirà di superare l’attuale strozzatura e realizzare un nuovo marciapiede a servizio dei pedoni. L’arretramento e la ricostruzione del muro saranno eseguiti a cura e spese del soggetto privato coinvolto nell’intervento.
È inoltre previsto il rialzamento dell’intersezione tra corso Kennedy, via Bruere e via Sestriere, misura finalizzata a moderare la velocità dei veicoli e ad aumentare la sicurezza in un punto particolarmente delicato della rete viaria cittadina.
L’intervento è stato reso possibile grazie a un accordo con la proprietà dell’area interessata, evitando il ricorso a procedure di esproprio e consentendo di accelerare l’avvio dell’opera.
«Con l’avvio di questo cantiere diamo finalmente risposta a una criticità che cittadini e automobilisti conoscono bene. – dichiarano il sindaco Alessandro Errigo e l’Assessore alla viabilità Marco Tilelli – Corso Kennedy è diventato negli anni un collegamento sempre più importante per la mobilità cittadina e l’attuale restringimento rappresenta un punto di rallentamento che incide sulla fluidità del traffico e sulla sicurezza. Questo intervento consentirà di migliorare la circolazione, aumentare la sicurezza dei pedoni e rendere più efficiente uno degli assi viari più utilizzati della città.»
L’assetto strutturale di Torino è ormai gerarchico, esso rispecchia l’ordine sociale secondo cui il potere si acquisisce per nascita, come testimonia la corte nobiliare che si accerchia sempre più intorno alla figura del monarca. È opportuno tuttavia sottolineare come in realtà i sovrani non fossero dei veri “desposti”, essi a loro volta dovevano comunque sottostare alle leggi dello Stato, perseguendo l’alto e specifico obiettivo di amministrare la giustizia, perseguendo il difficile scopo di mantenere l’ordine sociale, anche tenendo in considerazione i principi divini.
Nello specifico, la Reggia di Venaria, tuttora considerata un capolavoro d’architettura, si presenta come un’imponente struttura circondata da ampi giardini, ricchi di aiuole, fiori, piante, vanta numerosi esempi d’arte barocca, quali la Sala di Diana, la Galleria Grande, la Cappella di Sant’Uberto, le Scuderie Juvarriane, la Fontana del Cervo e le numerose decorazioni presenti in tutta la struttura. L’edifico è parte del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 1997.
