ilTorinese

Bagnolo Piemonte, per il Concerto di Ferragosto la Rai apre gli archivi storici dell’evento

A Bagnolo Piemonte (CN), in località Rucas, nella giornata di sabato 15 agosto si svolgerà il tradizionale Concerto di Ferragosto che, dal 1981, porta la grande musica d’autore sulle vette delle Alpi piemontesi. Protagonista dell’evento di quest’anno sarà l’Orchestra Bartolomeo Bruni di Cuneo. Al fine di celebrare al meglio questo appuntamento, la redazione Rai del Piemonte ha deciso di ripercorrerne la storia aprendo le teche, digitalizzando e rendendo fruibili sul proprio sito tutte le edizioni coperte da diretta televisiva dal 1992 al 2025. Un suggestivo viaggio della memoria in musica tra le montagne del Cuneese, con qualche incursione nelle terre alte di Torino, per rivivere le emozioni del passato e riscoprire i luoghi che hanno ospitato il concerto.

“ Il Concerto di Ferragosto è uno degli appuntamenti più rappresentativi del nostro territorio, capace di unire la bellezza delle Alpi piemontesi con la qualità della grande musica sinfonica. Si tratta di un evento che valorizza le nostre montagne e rafforza il legame tra comunità, cultura e paesaggio – ha dichiarato l’assessore regionale allo Sviluppo della Montagna, Marco Gallo – ringrazio la redazione del Tgr Piemonte e la Rai per la scelta di rendere accessibili tutte le precedenti edizioni del concerto, un’iniziativa che restituisce al pubblico un patrimonio prezioso e consente di ripercorrere la storia di questo appuntamento attraverso le immagini e i luoghi più significativi delle nostre terre alte, accompagnati dall’eccellenza dell’Orchestra Bartolomeo Bruni.”

Il concerto, giunto alla sua 46esima edizione, sarà trasmesso in diretta nazionale su Rai 3, con uno Speciale Tgr a cura della redazione del Piemonte e del Centro di Produzione Rai “Piero Angela” di Torino. L’evento è promosso da Regione Piemonte, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Camera di Commercio di Cuneo, Provincia di Cuneo e ATL del Cuneese.

Cliccando sul link sottostante sarà possibile rivivere tutte le edizioni coperte dalla diretta televisiva dell’emittente pubblica a partire dal 1992, anno in cui andò in onda il primo Speciale Tgr Piemonte dalla Piana del Valasco.

 http://www.rainews.it/tgr/piemonte/storie/lastoriadelconcertosinfonicodiferragosto – tgr.rai.it/piemonte/storie/lastoriadelconcertosinfonicodiferragosto

Mara Martellotta

CNA Cinema e Audiovisivo e Film Commission: “Un modello di collaborazione”

 

La firma del Protocollo d’Intesa tra CNA Cinema e Audiovisivo l’Associazione Italian Film Commissions rappresenta un importante passo avanti per il rafforzamento della filiera audiovisiva a livello nazionale e trova in Piemonte una regione nella quale la collaborazione tra imprese e istituzioni costituisce da tempo uno dei principali fattori di sviluppo del comparto.

Per CNA Cinema e Audiovisivo Piemonte e Film Commission Torino Piemonte l’accordo nazionale consolida un modello di lavoro già sperimentato con successo sul territorio, dove la capacità di attrarre produzioni cinematografiche e audiovisive si traduce in ricadute economiche diffuse per centinaia di imprese e professionisti che operano lungo l’intera filiera.

Il Piemonte può infatti contare su un ecosistema consolidato composto da imprese di produzione e post-produzione, servizi tecnici, artigianato specializzato, scenografia, costumi, logistica, hospitality, noleggio attrezzature e numerose professionalità che negli anni hanno contribuito a rendere il territorio uno dei principali poli nazionali dell’industria audiovisiva.

Il Protocollo sottoscritto tra CNA Cinema e Audiovisivo e Italian Film Commissions punta proprio a rafforzare questi elementi attraverso una collaborazione sempre più stretta tra il sistema delle Film Commission e il mondo delle imprese, promuovendo la qualificazione delle professionalità, la formazione specialistica, la sostenibilità, l’innovazione e una maggiore capacità di intercettare produzioni e investimenti nazionali e internazionali.

Mattia Puleo, Presidente di CNA Cinema e Audiovisivo Piemonte, e Rachele Sinico, Coordinatrice di CNA Cinema e Audiovisivo Piemonte accolgono con favore la firma del Protocollo d’Intesa tra CNA Cinema e Audiovisivo e Italian Film Commissions, sottolineandone il valore strategico per il futuro del comparto: «Questo accordo rappresenta un’opportunità importante per rafforzare una filiera che in Piemonte ha dimostrato negli anni di possedere competenze, professionalità e capacità imprenditoriali di altissimo livello. Mettere sempre più in relazione il mondo delle imprese con quello delle Film Commission significa creare le condizioni per attrarre nuove produzioni, investire nella formazione, far crescere le imprese e valorizzare il grande patrimonio di mestieri che caratterizza il nostro territorio. Ogni produzione cinematografica o audiovisiva non porta soltanto visibilità al Piemonte, ma genera occupazione, coinvolge decine di imprese e produce ricadute economiche che interessano l’intera filiera. È su questa collaborazione tra istituzioni e sistema produttivo che si costruisce un settore sempre più competitivo e capace di affrontare le sfide future.»

Beatrice Borgia e Paolo Manera, Presidente e Direttore di Film Commission Torino Piemonte, aggiungono: «Il Piemonte ha avviato tra i primi dei modelli di collaborazione innovativa tra istituzioni, professionisti e imprese che si sono rivelati strategici e fruttuosi per il comparto: è un lavoro costante, che negli anni ha permesso al tessuto produttivo locale di crescere, specializzarsi e qualificarsi passo dopo passo con il costante sostegno di Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazioni bancarie, Camere di commercio e vari enti pubblici e privati. Questo Protocollo conferma che la direzione intrapresa dal Piemonte è quella giusta e ci impegna a continuare su questa strada per far crescere ulteriormente una filiera che rappresenta un’eccellenza e un valore concreto per tutto il territorio, di livello nazionale e internazionale.»

CNA Cinema e Audiovisivo Piemonte e Film Commission Torino Piemonte confermano la volontà di proseguire il percorso di collaborazione già avviato negli ultimi anni, contribuendo all’attuazione degli obiettivi del Protocollo nazionale e promuovendo iniziative condivise per sostenere la crescita della filiera audiovisiva regionale.

Terra Madre Salone del Gusto nel cuore di Torino: otto storie per raccontare “Biodiversity – Be Diversity”

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Dal 24 al 27 settembre a Torino la 16esima edizione della manifestazione Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte. Produttori, allevatrici, cuoche, giovani attivisti e rappresentanti delle comunità indigene protagonisti della campagna dedicata alla tutela della diversità alimentare e culturale

Sono produttori, allevatrici, cuoche, giovani attivisti e rappresentanti delle comunità indigene provenienti da quattro continenti. Sono loro i volti di Terra Madre Salone del Gusto 2026, in programma dal 24 al 27 settembre nel centro di Torino.

Persone che ogni giorno custodiscono varietà agricole, saperi, tradizioni e culture alimentari, dimostrando come la biodiversità viva nelle scelte quotidiane di chi lavora per costruire un futuro più buono, più pulito e più giusto per tutte e tutti.

“Biodiversity – Be Diversity”: il messaggio della 16esima edizione

Biodiversity – Be Diversity. Essere biodiversità significa valorizzare le differenze, proteggere la pluralità della vita e contribuire alla costruzione di un sistema alimentare più buono, pulito e giusto.

È questo il messaggio al centro della 16esima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, organizzata da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte, con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e di Ismea.

Un concetto che prende forma nella campagna visiva realizzata dall’agenzia creativa Undesign, dove le immagini dei Presìdi Slow Food e dell’Arca del Gusto si intrecciano con i ritratti delle persone che ogni giorno tutelano questi patrimoni nei campi, nelle cucine, nei territori e nelle comunità.

La biodiversità, nella sua dimensione naturale, agricola, gastronomica e culturale, è il filo conduttore della manifestazione e rappresenta il cuore del lavoro portato avanti da Slow Food fin dalla sua nascita attraverso strumenti come l’Arca del Gusto, i Presìdi Slow Food e l’Alleanza Slow Food dei Cuochi.

Proprio questi progetti saranno protagonisti dell’edizione 2026, che celebra i 40 anni di Slow Food Italia, nel segno dell’eredità culturale e politica di Carlo Petrini.

Torino ospiterà la rete internazionale di Slow Food con comunità provenienti da 120 Paesi, un grande mercato dei produttori e un programma di incontri, laboratori e momenti di confronto dedicati ai grandi temi del cibo.


Gli otto protagonisti di Terra Madre Salone del Gusto 2026

Lizet Bautista Patzi – Bolivia

Slow Food Indigenous Peoples’ Network e Slow Food Youth Network

Giovane rappresentante delle reti Slow Food dedicate ai popoli indigeni e alle nuove generazioni, Lizet Bautista Patzi incarna il ruolo dei giovani nella costruzione di sistemi alimentari più equi e sostenibili.

Lo Slow Food Youth Network riunisce ragazze e ragazzi impegnati in tutto il mondo sui temi dello spreco alimentare, del cambiamento climatico, delle politiche del cibo e delle ingiustizie sociali.

Attraverso attività educative, incontri, festival e momenti di condivisione, la rete promuove una nuova cultura alimentare fondata sul rispetto delle persone, del lavoro e dell’ambiente.


Ismael Bello Cervantes – Messico

Slow Food Indigenous Peoples’ Network

La sua storia rappresenta il ruolo fondamentale dei popoli indigeni nella tutela della biodiversità.

La Rete dei Popoli Indigeni di Slow Food nasce per sostenere diritti, tradizioni e conoscenze di comunità che da generazioni custodiscono territori e sistemi alimentari unici.

In molte aree del mondo queste comunità affrontano pressioni crescenti, dalla perdita dei territori all’erosione culturale fino alla marginalizzazione economica.

Attraverso la rete Slow Food, i popoli indigeni possono valorizzare il patrimonio custodito: oltre 700 prodotti indigeni sono già stati inseriti nell’Arca del Gusto e più di 50 Presìdi Slow Food sono oggi gestiti da comunità indigene.


Charleilson De Jesus Santos (Kanauã Curuaia) – Brasile

Slow Food Indigenous Peoples’ Network e Slow Food Youth Network

Rappresentante delle comunità indigene e delle nuove generazioni di Slow Food, Charleilson De Jesus Santos unisce due prospettive fondamentali per il futuro del cibo: la difesa dei saperi ancestrali e il protagonismo dei giovani.

Attraverso le reti Slow Food contribuisce alla promozione di un modello alimentare capace di affrontare le grandi sfide contemporanee, dal cambiamento climatico alla perdita di biodiversità, valorizzando il significato culturale del cibo e il legame tra comunità e territori.


Dario Ficara – Italia, Sicilia

Presidio Slow Food dell’oliva Zaituna

Dario Ficara è tra i custodi di una varietà di oliva antichissima, la Zaituna, il cui nome richiama la parola araba zaytūna e che molti considerano una delle prime olive coltivate in Sicilia.

Diffusa esclusivamente sulle colline che si affacciano sul golfo di Siracusa, questa varietà racconta una storia millenaria fatta di frantoi rupestri, ulivi secolari e continuità agricola.

Dopo la crisi provocata dall’abbandono degli uliveti e dal grande incendio del 1998, oggi la Zaituna vive una nuova stagione grazie al lavoro di giovani produttori impegnati nel recupero e nella valorizzazione di questo patrimonio, riconosciuto anche nella Dop Monti Iblei.

La sua tutela rappresenta un esempio di resilienza agricola e identità territoriale.


Margaret Tunda Lepore – Kenya

Presidio Slow Food della pecora rossa Masai

La pecora rossa Masai è molto più di una razza animale: è parte integrante della cultura e della vita delle comunità pastorali che la allevano.

In un contesto segnato dalla riduzione dei pascoli, dalla pressione sui territori e dagli effetti delle siccità legate al cambiamento climatico, salvaguardare questa razza significa proteggere una risorsa genetica preziosa e un modello di allevamento adattato all’ambiente.

Il Presidio Slow Food, nato dalla collaborazione tra Slow Food e Ifad, sostiene la comunità Masai attraverso formazione, assistenza tecnica, scambi di esperienze e nuove opportunità di mercato, con particolare attenzione al ruolo delle donne e dei giovani.


Larysa Tytykalo – Ucraina

Alleanza Slow Food dei Cuochi e Slow Food Community “Safeguarding the gastronomic legacy of the Southern Bessarabia”

Cuoca e rappresentante dell’Alleanza Slow Food, Larysa Tytykalo racconta il ruolo della cucina come strumento di tutela della biodiversità e delle culture alimentari locali.

L’Alleanza Slow Food dei Cuochi è una rete che unisce cuoche e cuochi di tutto il mondo ai piccoli produttori, promuovendo nei ristoranti prodotti locali, Presìdi Slow Food e prodotti dell’Arca del Gusto.

Attraverso le loro scelte quotidiane, i cuochi dell’Alleanza danno visibilità al lavoro di agricoltori, allevatori, pescatori, artigiani e trasformatori che rispettano territori e risorse.


Ellias Yesaya – Indonesia

Slow Food Community “Safeguard and promote local traditional agrobiodiversity and food culture of the Krayan”

Nella regione di Krayan, Ellias Yesaya rappresenta una comunità che custodisce un sistema agricolo tradizionale fondato sulla diversità delle colture e sull’equilibrio con l’ambiente.

Qui la coltivazione del riso si integra con numerose varietà locali di ortaggi, frutti, cereali e piante selvatiche, insieme all’allevamento di piccoli animali.

Un modello agricolo che conserva una straordinaria ricchezza di specie e conoscenze, basato su pratiche naturali che non richiedono l’uso di pesticidi, erbicidi o fertilizzanti sintetici.


Giulia Zappa – Italia, Liguria

Presidio Slow Food della razza bovina Cabannina

Giulia Zappa è tra le custodi della razza bovina Cabannina, un patrimonio genetico ligure che nel corso del Novecento ha rischiato di scomparire.

Dai circa 40 mila capi dell’inizio del secolo scorso si è arrivati a poco più di un centinaio di animali. Grazie al lavoro di recupero degli allevatori, oggi la razza è nuovamente valorizzata e riconosciuta come popolazione a rischio di estinzione.

Il disciplinare del Presidio prevede animali allevati al pascolo e un’alimentazione basata prevalentemente su foraggi locali.

La Cabannina rappresenta una risorsa per il territorio, contribuendo a preservare il paesaggio, sostenere le piccole aziende e mantenere viva una tradizione agricola.


Terra Madre Salone del Gusto 2026 sarà quindi un racconto collettivo della biodiversità attraverso le persone che ogni giorno la difendono: storie diverse per origine, cultura e territorio, unite dalla stessa idea di futuro del cibo.

Collegno, lite con automobilista: anziano ucciso a coltellate

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E’ morto l’uomo di 80 anni, Antonio Greco, ucciso a coltellate a seguito di una lite con un automobilista. È accaduto ieri verso le 23 a Collegno. L’aggressore è poi fuggito a bordo della propria auto dopo aver colpito l’anziano. Ma il sospettato dell’omicidio è stato rintracciato nelle ore successive dai carabinieri.

I 150 anni della linea Torino-Lanzo e i 110 della tratta Lanzo-Ceres

Si è tenuta nei giorni scorsi la conferenza stampa di presentazione del fitto calendario di eventi e viaggi storici volti a celebrare due tappe miliari della storia ferroviaria e culturale della Regione: i 150 anni della linea Torino-Lanzo e i 110 anni della tratta Lanzo-Ceres.  All’incontro con i media hanno preso parte l’Assessore al Turismo della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, l’Assessore al Patrimonio e Fondi di Sviluppo e Coesione Gian Luca Vignale e l’Assessore ai Trasporti Marco Gabusi.

L’iniziativa, promossa in sinergia con la Fondazione FS Italiane e i Comuni della Torino-Ceres, è finanziata nell’ambito del Programma operativo complementare 2014-2020 (POC Piemonte).  L’obiettivo delle istituzioni è rilanciare e far riscoprire lo straordinario patrimonio paesaggistico, storico ed enogastronomico delle Valli di Lanzo attraverso l’emozione di un viaggio a bordo di carrozze d’epoca. Annunciata, anche, la data di ripristino della tratta di linea fino alla stazione di Ceres (oggi il treno, infatti, ferma come ultima stazione della percorrenza a Germagnano) prevista per il prossimo 12 settembre.

Il Calendario degli Eventi e dei Treni Storici

Il programma prevede tre date speciali durante il periodo estivo, con partenze dalla stazione di Torino Porta Nuova:

  • 26 luglio: Treno storico Torino Porta Nuova – Lanzo Torinese, alla scoperta della prima tratta inaugurata 150 anni fa;
  • 9 e 23 agosto: Treno storico Torino Porta Nuova – Ceres, con le caratteristiche stazioni in stile liberty e svizzero lungo la tratta, simbolo di questa linea ferroviaria.

Le attività a terra

Per ciascuno degli appuntamenti, l’esperienza di viaggio sarà arricchita da un ampio programma culturale e di intrattenimento che coinvolgerà i borghi e le comunità locali:

Itinerari guidati: Visite alle storiche stazioni ferroviarie, ai percorsi espositivi interni, alle aree museali esterne e all’esposizione statica di cimeli e materiale rotabile della Torino-Ceres.

Cultura e monumenti: Tour guidati alla scoperta dei borghi storici, dei musei e dei monumenti simbolo del territorio.

Mostre e divulgazione: Mostre fotografiche e presentazioni dedicate alla storia della ferrovia e alla sua profonda interconnessione con lo sviluppo delle valli.

Spettacoli: Momenti di intrattenimento con performance di danza, teatro e musica dal vivo.  Sapori locali: Mercatini dei produttori del territorio, dove sarà possibile degustare e acquistare le specialità tipiche delle Valli di Lanzo.

“Gli eventi che sono stati organizzati con il coinvolgimento di Ferrovie dello Stato e i Comuni rappresentano un degno contributo alla ricca storia di questa tratta ferroviaria – spiega l’Assessore al Patrimonio Vignale – non sono solamente un evento fine a sé stesso, ma una prima vera valorizzazione delle stazioni e delle tratte ferroviarie che l’ente ha dal 2024 ricevuto in proprietà. L’intenzione è di mettere a frutto questo patrimonio storico, culturale ed architettonico attraverso il riutilizzo delle stazioni e dei caselli ferroviari lungo la tratta e di creare un circuito di treni storici su queste linee. Un’iniziativa che realizziamo in collaborazione con il territorio. Dai Comuni, alle associazioni e ai privati, della quale le celebrazioni per i 150 e 110 anni della Torino-Ceres-Lanzo sono il primo ed importante tassello”.

Sottolinea l’assessore al Turismo Bongioanni: “La linea Torino-Lanzo-Ceres è una delle più belle ferrovie storiche che arricchiscono il patrimonio del Piemonte con la sua straordinaria potenzialità turistica. Fra l’Unità d’Italia e il trionfo del Liberty, era la strada ferrata che collegava la grande città con le località di villeggiatura che la borghesia benestante abbelliva di ville e dove cercava ristoro dalla calura. Ma era al tempo stesso un’infrastruttura che connetteva valli e terre alte altrimenti remote e isolate alla capitale dei commerci e dell’industria, generando sviluppo e benessere sui territori stessi. Le stazioni della Torino-Ceres disseminate lungo la linea sono piccoli capolavori di architetture fiabesche in pietra, cotto e legni, e scandiscono un percorso di avvicinamento a una montagna incantata e tuttora preservata dall’overtourism. Questa storia, e le tante che essa porta con sé, da oggi diventano un’opportunità da vivere come emozione, evasione, riscoperta, racconto e ammirazione. Per questo treni e ferrovie storiche sono uno dei patrimoni del Piemonte su cui enti pubblici e impresa privata devono sempre più fare sistema per offrire un prodotto oggi più che mai attuale per tutti coloro che rifuggono il mordi-e-fuggi e cercano un turismo lento, a misura di famiglia, a contatto con il paesaggio e la natura, e alla scoperta delle nostre straordinarie tradizioni locali dal folclore all’enogastronomia”.

L’Assessore ai Trasporti Gabusi dichiara: “La linea Torino-Lanzo-Ceres tornerà al servizio commerciale il prossimo 12 settembre. Le celebrazioni per i 150 anni della tratta Torino-Lanzo e i 110 anni della Lanzo-Ceres sono importanti perché ci ricordano la storia di questa infrastruttura, così come le iniziative che in questi anni di sospensione del servizio hanno mantenuto viva l’attenzione e l’affetto verso questa ferrovia. In questi anni, abbiamo lavorato con determinazione affinché il ripristino del servizio diventasse realtà; la riapertura fino a Ceres rappresenta un altro tassello nel percorso di rilancio del trasporto ferroviario piemontese, che nel corso di questo mandato ci ha già consentito di rimettere in esercizio linee strategiche come la Asti-Alba, la Casale-Mortara e la Cuneo -Savigliano, restituendole ai territori e alle loro comunità. Oggi celebriamo una storia lunga oltre un secolo, ma soprattutto guardiamo al futuro di un’infrastruttura che tornerà a essere un motore di mobilità, sviluppo e valorizzazione turistica delle Valli di Lanzo”

Una ferrovia pionieristica: Breve storia della Torino-Ceres 

La linea Torino-Ceres non è soltanto una fondamentale infrastruttura di collegamento, ma rappresenta una vera e propria eccellenza nella storia dell’ingegneria mondiale.  La sua epopea comincia nella seconda metà dell’Ottocento: il primo tratto da Torino (Ponte Mosca) a Venaria Reale venne inaugurato nell’aprile del 1868, per poi raggiungere Cirié nel 1869. La prima grande ricorrenza che si celebra quest’anno risale al 20 luglio 1876, giorno in cui i binari arrivarono ufficialmente a Lanzo Torinese, aprendo le porte del capoluogo alle valli montane.  Il completamento definitivo dell’opera avvenne quarant’anni più tardi: il 17 giugno 1916 fu inaugurata l’ardita tratta montana fino a Ceres. Questa sezione richiese imponenti opere ingegneristiche (come il viadotto di Ceres) e la costruzione di stazioni in perfetto stile alpino svizzero, uniche nel loro genere in Piemonte.  Oltre ai primati costruttivi, la linea detiene un record mondiale assoluto: nel 1921 divenne la prima ferrovia d’Europa in servizio passeggeri ad adottare la trazione elettrica a corrente continua ad alta tensione (4000 volt), un primato tecnologico studiato a livello internazionale. Teatro di importanti pagine della Resistenza partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale e sopravvissuta a devastanti alluvioni nel corso del Novecento, la linea è stata recentemente ammodernata e, dal gennaio 2024, è entrata a far parte integrante del Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM), collegando direttamente le Valli e l’aeroporto di Caselle con il cuore della rete ferroviaria nazionale a Torino Porta Susa. È parte, anche, dell’IFN (Infrastruttura Ferroviaria Nazionale) dal momento che è interconnessa alla rete di RFI.

Un ringraziamento a Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), che in collaborazione con la nostra Regione sta ammodernando la linea ferroviaria adeguandola ai moderni standard ferroviari con i lavori svolti lungo la tratta per ripristinare la percorrenza fino a Ceres. I treni storici di questa estate rappresentano quindi un invito unico a salire a bordo della storia, celebrando oltre un secolo di binari tesi tra la pianura torinese e le vette delle Alpi Graie.

Visita il sito ufficiale dedicato: https://www.visitpiemonte.com/treno-storico-torino-lanzo-ceres-150-di-ferrovia  (l’acquisto dei biglietti sarà possibile dalle 18 di oggi)

“Gillo Pontecorvo. Una battaglia dopo l’altra”

In programma alla Mole Antonelliana dal 16 settembre 2026 al 5 aprile 2027

Il Museo Nazionale del Cinema di Torino, a vent’anni dalla scomparsa di Gillo Pontecorvo e a sessanta anni dal Leone d’oro assegnato alla sua “Battaglia di Algeri”, dedica al noto regista una mostra esclusiva che mette in risalto  l’archivio Gillo Pontecorvo, donato dalla famiglia al Museo e che oggi risulta essere uno dei più importanti fondi documentari dedicati a un autore del cinema italiano.

L’esposizione si intitola “Gillo Pontecorvo. Una battaglia dopo l’altra” ed è  in programma al piano di accoglienza della Mole Antonelliana dal 16 settembre 2026 al 5 aprile 2027, curata da Mauro Genovese e Caterina Massignani. La mostra rappresenta  un’immersione nel laboratorio creativo, intellettuale e civile del regista, resa possibile grazie a un Archivio di grande completezza che documenta ogni tappa della sua molteplice attività, dagli anni della Resistenza all’esperienza giornalistica, dalla genesi dei capolavori cinematografici ai progetti culturali dell’ultima parte della sua vita.

L’esposizione si sviluppa intorno alle grandi battaglie che hanno segnato la vita e il cinema di Gillo Pontecorvo, dalla lotta partigiana vissuta in prima persona alla memoria della Shoah, dal diritto all’autodeterminazione del popolo algerino alla denuncia del colonialismo, dalle istanze di emancipazione femminile a quelle giovanili.

Sono tutti temi che attraversano l’intera filmografia dell’autore e che trovano il loro punto di massima espressione nel film “La battaglia di Algeri” del 1966, citato nel film di P. T. Anderson “Una battaglia dopo l’altra” e che trovano spazio in altri film come “ Giovanna” del 1955, Kapò del 1960, “Queimada” del 1969 e “Il sole sorge ancora” del 1946 di Aldo Vergano cui Gillo Pontecorvo aveva partecipato  come attore.

Nel corso della sua carriera  Gillo Pontecorvo è stato capace di costruire una rete di collaborazioni artistiche che hanno contribuito in modo decisivo a rendere il suo cinema così  originale, primo fra tutti il sodalizio con Ennio Morricone, autore di colonne sonore capaci di amplificare la tensione drammatica e il realismo delle immagini, dando vita ad una delle collaborazioni più emblematiche della storia del cinema italiano.

Altrettanto significativo fu l’incontro con lo sceneggiatore  Franco Solinas, con il quale condivise una visione politica e civile del cinema. Insieme firmarono opere come “La battaglia di Algeri” e “Queimada”, in cui la riflessione sul colonialismo, la lotta per la libertà  e i meccanismi di potere si intrecciano a una straordinaria forza narrativa.  Nel film “Queimada” Pontecorvo riuscì a coinvolgere Marlon Brando, che offrì una delle interpretazioni più intense della sua carriera nel ruolo dell’ambiguo agente britannico Sir William Walker. A questi si aggiungono Giuliano Montaldo  e Pablo Neruda, il primo figura importante nel corso umano e professionale, il secondo figura di riferimento culturale e ideale, e l’ex comandante del Fronte di Liberazione Nazionale Algerino, Yacef Saadi, che fu produttore del film ed interpretò se stesso ne “ La battaglia di Algeri”, rendendo con la sua partecipazione ancora più  autentica storicamente l’opera.

“Con Gillo Potecorvo siamo di fronte ad una figura eccezionale che ha attraversato il Novecento con raro rigore morale e con la forza delle idee, anche per questo il suo cinema si propone ancora oggi come uno strumento privilegiato di comprensione della  Storia e, di conseguenza, dell’epoca in cui viviamo – sottolinea Mauro Genovese co- curatore dell’esposizione – si tratta di una mostra, quella dedicata a Pontecorvo, che non può non rivolgersi alle nuove generazioni.  Lo stesso regista ha sempre dimostrato un’attenzione particolare per i giovani. Ad esempio durante la sua direzione della Mostra del Cinema di Venezia, oltre a portare in concorso numerose opere prime, ha riportato al Lido una folla di giovani appassionati grazie ai concorsi per le scuole, concerti e incontri con gli autori”.

L’eccezionalità della mostra risulta ulteriormente arricchita da un prestito di straordinario valore. Grazie alla collaborazione della famiglia Pontecorvo sarà  presentato per la prima volta al pubblico il Leone d’Oro originale assegnato nel 1966 alla Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia, un documento simbolico che testimonia il riconoscimento internazionale di un’opera destinata a cambiare la storia del cinema.

L’esposizione è  stata pensata con una particolare attenzione rivolta ai giovani e al pubblico scolastico, proponendo un percorso capace di intrecciare storia, cinema e cittadinanza, invitando i visitatori a riflettere sul valore delle fonti, sulla memoria e attualità dei temi affrontati da Gillo Pontecorvo. Al contempo offre ai visitatori un’occasione imperdibile per entrare nel cuore dell’archivio  di uno dei più  grandi registi del Novecento, scoprendo, attraverso materiali originali e in larga parte inediti, la genesi di un cinema che continua a interrogare i temi presenti.

Sempre nell’ambito della mostra, si terrà una rassegna al cinema Massimo , un dossier didattico a cura di Paola Bertolaso e cinelezioni per le scuole.

Mara       Martellotta

Proposta al Ministro Urso: un Tavolo sul settore Auto

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Caro Ministro,
La Crisi del settore auto è indotto sta penalizzando la crescita economica del nostro Paese e del Piemonte da anni. Non c’è settore economico che abbia analoghe ricadute sulla economia. Non a caso chi lo segue con competenza lo definisce la fabbrica delle fabbriche perché l’auto è i suoi tanti componenti hanno generato la filiera industriale più importante d’Europa. Altri settori crescono , dell’aerospazio alla difesa, all’edilizia con l’operazione del superbonus, niente la nostra economia cresce dello zero virgola e il Debito Pubblico aumenta. Personalmente avevo messo in moto l’operazione incentivi sfociata nella mozione Molinari e che portò il Governo Draghi a rifinanziarli. La vendita della Fiat ai francesi senza che il Governo giallorosso mettesse il golden power ci ha indebolito ancor di più. La azione Tavares ostile al nostro Paese penalizzo soprattutto i fornitori italiani. Come Governo avete  ottenuto l’arrivo della 500 ibrida a Mirafiori ma non basta. L’alto costo della energia regalo del No al referendum sul nucleare è infine la grave delibera europea del green deal ha fatto il resto. La lentezza sia  nel cambio di rotta europeo così come nella strategia di Stellantis, nonostante le speranze su Filosa, aggiunta ad un atteggiamento inspiegabilmente conservativo delle Banche mettono in crisi un settore che non possiamo assolutamente perdere. Nel 2025 sono state prodotte nel mondo più di 100 milioni di auto. Dobbiamo assolutamente restare nel settore con tutte le innovazioni possibili a a partire dall’uso della Intelligenza Artificiale. In altri tempi i grandi Sindaci si sarebbero incatenati alla palazzina di Mirafiori per evitare la dismissione. Ti segnalo l’intervista di alcuni importanti imprenditori nel settore indotto perché spero Tu possa organizzare al più presto un tavolo con Filosa, Altavilla che rimane sempre italiano, sindacati, enti locali e aziende dell’indotto, un patrimonio industriale fondamentale che Torino e l’Italia non possono assolutamente perdere.

Mino GIACHINO
UDC Torino

Regina Elena Odv: al Castello Provana di Collegno una mostra su Margherita e Maria José

Domenica 19 luglio 2026 l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv organizzerà al Castello Provana di Collegno, in Via Alpignano 2, una mostra sulle Regine d’Italia Margherita e Maria José, rispettivamente scomparse 100 anni e 25 anni fa.
Le cerimonie prenderanno il via alle ore 15,30 alla Certosa Reale con la posa di una corona di fiori al Sacello dei Cavalieri dell’Ordine della Santissima Annunziata, fatto restaurare dell’Associazione Internazionale Regina Elena.
Alle ore 16 all’interno del castello si terrà una solenne cerimonia con il seguente programma:

– Saluti istituzionali dei Baroni Guidobono Cavalchini, del Sindaco di Collegno Matteo Cavallone e del Presidente del Coordinamento Sabaudo Milo Ferrua;

– Intervento dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv;

– Conferimento del primo “Premio Barone Guglielmo Guidobono Cavalchini” dedicato dall’associazione al suo Presidente onorario, unico italiano insignito dalla Medaglia della Carità internazionale;

– Convegno moderato da Liliana Ravagnolo per la presentazione, da parte di Pierangelo Calvo, del libro “Savoia. L’albero genealogico e i protagonisti della dinastia” scritto con Andrea Carnino ed edito da Susalibri di Angelo Panassi. Bruna Bertolo presenterà invece il suo libro su Margherita di Savoia-Genova, pubblicato anch’esso da Susalibri nel centenario della dipartita della prima Regina d’Italia;

– Presentazione dell’esposizione allestita dal Vice Presidente e Delegato per il Piemonte Cav. Pierangelo Calvo.

Asl To3: oltre l’ostacolo dell’obesità nell’esecuzione della Tac

La storia di Luca, 210 kg di peso, che a Rivoli riesce ad eseguire l’esame

Quando l’ostacolo dell’obesità può essere superato grazie alla combinazione di tecnologia avanzata e competenza professionale. Si potrebbe sintetizzare così la storia di Luca (nome di fantasia), un 46enne affetto da grave obesità con un peso di circa 210 chilogrammi che, nelle scorse settimane, dovendo essere sottoposto a una Tac toraco-addominale è stato trasferito dall’ospedale in cui era ricoverato a quello di Rivoli per eseguire l’esame.

La Radiologia dell’Ospedale di Rivoli, all’interno del Dipartimento dei Servizi, è infatti dotata di un’apparecchiatura per la Tac che ha un’apertura da 82 centimetri e un lettino progettato per sostenere fino a 307 chilogrammi di peso.

Luca ha così potuto eseguire l’esame, in una condizione di standard massimi di sicurezza, inclusività e comfort, nonostante le sue condizioni: in questi casi, i limiti fisici delle apparecchiature Tac tradizionali rappresentano un ostacolo critico e la sfida di fronte a questa tipologia di pazienti è legata al rapporto segnale/rumore e all’attenuazione del fascio radiogeno.

La macchina in dotazione a Rivoli, presente anche a Pineroloè performante e di alto livello, ma da sola non è bastata: l’eccellenza tecnologica, infatti, esprime il suo massimo potenziale solo grazie al lavoro di ottimizzazione del team radiologico, che rimodula i protocolli standard adeguandoli, dal punto di vista clinico-strumentale, alle peculiari caratteristiche del paziente esattamente come un sarto cuce un abito su misura in base al fisico del cliente.

Tra gli accorgimenti specifici messi in atto ci sono l’incremento del chilovoltaggio e dell’IQ level, per garantire una penetrazione ottimale del fascio e un’eccellente qualità dell’immagine, l’attivazione della funzione HD FOV (Campo di Vista ad Alta Definizione) in fase di acquisizione, per estendere il campo visivo, e una gestione avanzata del mezzo di contrasto in considerazione del peso.

«Una parte fondamentale del lavoro della radiologia è l’integrazione con le necessità dele altre strutture ospedaliere – afferma il Direttore della Radiologia di Rivoli, Marco Busso – In questo contesto la nostra macchina ha un valore aggiunto, rappresentato dalla tecnologia spettrale che, attraverso applicazioni avanzate, permette di fornire maggiori informazioni tra cui le “mappe” di concentrazione dello iodio in ambito oncologico, la definizione della composizione dei calcoli renali in quello urologico e lo studio dell’edema nelle fratture in ortopedia L’insieme delle funzionalità dell’apparecchio permette non solo una valutazione morfologica, ma anche funzionale, riducendo la necessità di ulteriori indagini invasive o ripetizioni dell’esame, a totale beneficio del paziente».

«Ancora una volta nella nostra Asl possiamo raccontare una buona pratica medica e di alta qualità delle prestazioni – dichiara il Direttore Generale dell’Asl To3 Giovanni La Valle –, dove la tecnologia è lo strumento e l’équipe medica la mente strategica, il regista che cerca di ottimizzare gli strumenti a propria disposizione per rispondere ai quesiti dei colleghi. Nel caso specifico, la combinazione di tecnologia avanzata e competenza professionale ha trasformato un esame potenzialmente critico in una procedura fluida, sicura ed estremamente utile per il percorso diagnostico terapeutico del paziente. L’episodio non è tuttavia un evento eccezionale e sensazionale, ma la dimostrazione pratica di un modello operativo standardizzato e riproducibile nelle Radiologie degli Ospedali dell’Asl To3 e che può essere preso a punto di riferimento per la gestione dell’attività radiologica a 360°».

«La tecnologia – ricorda l’ assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi – è davvero innovazione quando permette di offrire una risposta concreta anche ai pazienti che presentano condizioni particolarmente complesse. La storia di Luca dimostra che, accanto ad apparecchiature di ultima generazione, sono determinanti la competenza, l’esperienza e la capacità dei professionisti di costruire percorsi personalizzati. Le TAC di Rivoli e Pinerolo rappresentano un esempio concreto di come gli investimenti in tecnologie avanzate si traducano in un beneficio reale per i cittadini, rendendo le cure sempre più sicure, inclusive e accessibili».