ilTorinese

Tutti in bici alle Vallere!

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SABATO 18 E DOMENICA 19 APRILE TORNA “BIKE EXPERIENCE”

Il mondo delle due ruote si dà appuntamento alle porte di Torino sabato 18 e domenica 19 aprile. Alla Cascina Le Vallere, sede dell’Ente di gestione delle Aree Protette del Po piemontese, in corso Trieste 98 a Moncalieri, è in programma la quinta edizione di Bike Experience, festival di cicloturismo ad ingresso gratuito patrocinato dalla Città metropolitana di Torino. Si tratta dell’iniziativa più importante del Nord Ovest tra quelle dedicate al cicloturismo e per dimensioni è la terza a livello nazionale. Creato nel 2022 dall’associazione Torino Bike Experience, nelle prime quattro edizioni il Festival ha richiamato oltre 20.000 persone, centinaia di ospitiespositori e associazioni. Bike Experience nasce per essere la vetrina esperienziale delle associazioni, delle attività e dei progetti che si occupano di cicloturismo, di outdoor attività nella natura.

La novità dell’edizione 2026 è l’allargamento dello sguardo al cammino, ai trekking e al mondo del benessere, con attività outdoor, legate al cammino e al trekking, sia nel parco che nella collina di Moncalieri e di Torino. Verrà allestito un giardino del benessere, per rilassarsi con operatori certificati.

Gli appassionati del pedale troveranno biciclette e accessori, potranno partecipare a pedalate di vari livelli, ascoltare testimonianze e racconti di cicloturisti, raccogliere i consigli di biomeccanici ed esperti del settore sportivo, partecipare a workshop su argomenti che spaziano dal comfort della sella al campeggio. Non manca un tocco culturale, con la mostra di bici vintage e la pedalata a tema e torna anche l’area food, con prodotti e produttori piemontesi.

I dettagli della manifestazione sono consultabili nel sito Internet www.bikepiemonte.it

Molinari (Lega): “Dal Piemonte più di mille leghisti in Piazza Duomo”

“Dal Piemonte sabato mattina partiranno in direzione Milano più di mille leghisti, a bordo di pullman, treni, auto. L’appuntamento per tutti è in Piazza Duomo, dove alle 15 con il nostro Segretario Federale, Matteo Salvini, parteciperemo all’evento organizzato dal gruppo europarlamentare dei Patrioti, ‘Senza paura – In Europa padroni a casa nostra’. Una manifestazione pacifica e determinata, in cui parleremo del futuro del nostro Paese, dell’Italia che vogliamo, con un forte sguardo alle esigenze del Nord, dal punto di vista dell’autonomia ma anche dell’economia, in un momento quanto mai delicato per le nostre imprese, e per i lavoratori”.

Così l’on. Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, spiega nella sua veste di Segretario della Lega in Piemonte perché è importante far sentire, sabato a Milano, la voce della nostra regione: “Il Piemonte è una realtà con un tessuto imprenditoriale forte ed eterogeneo, con eccellenze in tanti comparti: dall’automotive alla meccanica, dalla gioielleria all’agroalimentare, e con una fortissima vocazione all’agricoltura di qualità. Tutti questi comparti oggi sono a fortissimo rischio, e gli strumenti messi in campo dall’Unione Europea sono spesso inadeguati, lenti, anacronistici, volti assai più a tutelare gli interessi dei paesi del nord, che non i nostri. Chiediamo per questo l’immediata sospensione del patto di stabilità europeo, così da poter far fronte all’aumento dei costi energetici, e vogliamo bloccare la follia del green deal che sta distruggendo l’industria europea”.

“C’è inoltre forte l’esigenza – conclude l’on. Molinari – di portare avanti il percorso dell’autonomia dei popoli, la difesa della nostra identità e della nostra cultura, e la necessità di mettere in campo politiche di sicurezza che consentano ai piemontesi, come a tutti gli altri cittadini italiani, di sentirsi sicuri a casa propria, e di vedere puniti coloro che, stranieri o italiani che siano, si rendono colpevoli di reati ai danni di persone, auto, abitazioni o imprese. Oggi purtroppo non sempre succede, e non certo per colpa delle forze dell’ordine, che fanno il possibile e l’impossibile, e a cui va tutto il nostro sostegno”.

Truffa da 21mila euro ad anziani: arrestati finti poliziotto e comunale

Si fingevano un addetto comunale e un agente di polizia e così si sono impossessati di 21.000 euro di una coppia di anziani: arrestati. Due persone di etnia sinti, già rinchiuse nella Casa Circondariale locale, sono indiziate di un grosso furto aggravato in casa, a danno di una coppia di anziani a Grugliasco.

L’accaduto risale al 28 gennaio scorso, quando la Squadra Mobile ha accertato che i due sospettati avevano seguito un tipico trucco per raggiri: uno si è presentato alla porta come incaricato del Comune per cambiare i bidoni della spazzatura, l’altro è arrivato subito dopo fingendosi poliziotto per controllare possibili mancanze legate a furti nel condominio. Approfittando della distrazione dei coniugi, si sono portati via contanti e monili d’oro, per un valore di circa 21.000 euro.

La svolta nell’inchiesta è arrivata il 31 marzo scorso, grazie all’arresto dei due uomini scoperti con falsi contrassegni tipici delle forze dell’ordine: lampeggianti da polizia, una pettorina dei carabinieri, una pettorina e due tesserini della polizia municipale. Le perquisizioni successive e l’analisi degli elementi sequestrati hanno fornito indizi chiari che collegano i due sospettati al furto di Grugliasco.

Si proseguirà con gli accertamenti per verificare se i due arrestati siano legati ad altri furti simili in zona. Il procedimento penale è alle indagini preliminari: gli indagati sono presunti innocenti fino alla sentenza definitiva.

VI.G

Torino guarda alle langhe: l’eleganza della Locanda In Cannubi

SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO

Tra le colline delle Langhe, patrimonio riconosciuto e celebrato a livello internazionale, esistono luoghi che riescono a raccontare il territorio con una naturalezza rara. La Locanda in Cannubi è uno di questi. E sebbene geograficamente si trovi a qualche decina di chilometri da Torino, il legame con il capoluogo piemontese appare evidente: nella cultura gastronomica, nello stile dell’accoglienza e in quell’idea di eleganza sobria che accomuna città e territorio.

Per i torinesi, la locanda rappresenta una destinazione ideale per una fuga breve ma intensa, capace di unire paesaggio, cucina e tradizione in un’esperienza coerente e raffinata.

Una vetrata sulle langhe che racconta il territorio

Entrare nella locanda significa immergersi in un ambiente che coniuga calore e ricercatezza. Il cuore dello spazio è una grande vetrata interna che si affaccia sui vigneti circostanti, un elemento architettonico che diventa parte integrante dell’esperienza. Non si tratta semplicemente di una vista, ma di un dialogo continuo tra interno ed esterno, tra la cucina e il paesaggio che la ispira.

Questa soluzione consente di vivere le Langhe in ogni stagione: d’inverno, con la luce soffusa che si riflette sui filari spogli; in primavera e in estate, con il verde intenso delle vigne; in autunno, con i colori caldi che rendono il panorama quasi pittorico. Il risultato è un’atmosfera raccolta ma mai chiusa, intima ma aperta al territorio.

I tavoli ampi , sono pensati per favorire la convivialità. Non è un dettaglio secondario: la disposizione invita alla condivisione, al dialogo, a un tempo più lento. L’ambiente, pur mantenendo un tono elegante e curato, evita ogni rigidità, restituendo una sensazione di accoglienza autentica.

Servizio e stile: l’eleganza discreta che richiama torino

Un altro elemento che avvicina idealmente la locanda alla sensibilità torinese è il servizio. Il personale si distingue per professionalità e cortesia, con uno stile formale ma mai distante. Le giacche eleganti, la cura nei gesti e l’attenzione al cliente contribuiscono a definire un’identità precisa: quella di un locale di prestigio che però non rinuncia alla dimensione umana.

È proprio questa misura, questo equilibrio tra raffinatezza e semplicità, a richiamare una certa tradizione piemontese che Torino conosce bene. Non c’è ostentazione, ma una qualità che emerge nei dettagli, nella continuità dell’esperienza, nella coerenza tra ambiente, servizio e cucina.

Una cucina che interpreta le langhe con creatività

La proposta gastronomica della locanda si muove tra rispetto della tradizione e slanci di creatività. Il menù, articolato e curato, offre una varietà di piatti che reinterpretano ingredienti e ricette del territorio con tocchi originali.

Tra gli antipasti, spiccano alcune creazioni della casa che sorprendono per equilibrio e inventiva, come il supplì al Barolo accompagnato da una salsa alla paprika, oppure una tartina con crema di ricotta e pesto, capace di unire freschezza e intensità. Non mancano preparazioni più classiche, accanto a proposte come i gamberetti in tempura, che introducono una nota contemporanea.

Particolare attenzione è dedicata alla panificazione, con grissini fatti in casa, pane preparato con lievito madre e varianti arricchite da semi di chia, oltre a una focaccia fragrante servita calda. Sono dettagli che raccontano una filosofia precisa: quella di un lavoro artigianale che parte dalle basi.

I primi piatti rappresentano uno dei punti di forza dell’offerta. I cannelloni al cinghiale esprimono una cucina decisa e territoriale, mentre i ravioli agli agrumi introducono una dimensione più fresca e sorprendente. Non mancano i grandi classici, come i ravioli del plin al sugo d’arrosto e il risotto, preparati con attenzione e rispetto della tradizione.

Tra i secondi si trovano proposte come l’entrecôte, mentre il percorso si chiude con dessert che non rinunciano alla personalità, come una panna cotta rivisitata con la salvia, capace di lasciare un ricordo originale.

Un ponte naturale tra torino e le colline del vino

La locanda in Cannubi si inserisce così in quel sistema di eccellenze che rendono il Piemonte una delle regioni più complete dal punto di vista enogastronomico. Per Torino, rappresenta una naturale estensione del proprio orizzonte: un luogo vicino, accessibile, ma capace di offrire un’esperienza profondamente diversa dalla città.

In un’epoca in cui il turismo di prossimità assume sempre più valore, realtà come questa dimostrano come basti spostarsi di pochi chilometri per ritrovare un equilibrio tra gusto, paesaggio e tempo. Le Langhe, viste dalla prospettiva torinese, non sono soltanto una meta, ma una parte integrante di un’identità condivisa.

La Locanda In Cannubi, con la sua vetrata sui vigneti e la sua cucina attenta, ne è una delle espressioni più autentiche.

Noemi Gariano

Un anno fa l’alluvione nel Chivassese

 A BRUSASCO E CAVAGNOLO LE RIFLESSIONI SULLA PREVENZIONE E IL PUNTO SUI LAVORI STRADALI

Una targa sul ponte stradale tra Brusasco e Cavagnolo ricorda le ore difficili vissute dai Comuni del Chivassese un anno fa, il 16 e 17 aprile 2025: l’hanno scoperta ieri pomeriggio le autorità localimetropolitane e regionali in un momento di riflessione su quanto accadde 12 mesi fa e sul lavoro di ricostruzione e prevenzione che è iniziato sin dai giorni successivi alla calamità naturale e prosegue tuttora. Dopo lo scoprimento della targa, nel piazzale dell’ATC in via Martiri della Libertà a Cavagnolo spazio gli interventi istituzionali, ai ricordi, all’illustrazione di quanto è stato fatto e occorre ancora fare. Oltre ai Sindaci di Cavagnolo e BrusascoAndrea Gavazza e Giulio Bosso, è intervenuto il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, che ha fatto il punto sugli interventi realizzati negli ultimi 12 mesi.

I NUMERI DELL’EMERGENZA

Danni per 28,5 milioni di eurooltre 70 tra ponti e strade provinciali interrotti90 Comuni per i quali venne dichiarato lo stato di emergenza: sono numeri impressionanti quelli che sintetizzano l’impatto sul territorio dei due giorni di maltempo che, il 16 e il 17 aprile 2025 sconvolsero il Chivassese e le sue infrastrutture viarie. Valutate l’entità dei danni e le priorità, già all’inizio di maggio l’amministrazione metropolitana stanziò oltre 5 milioni di euro solo per finanziare 70 interventi di somma urgenza. Le somme necessarie vennero quasi completamente coperte da uno stanziamento di 4 milioni e 986.000 euro previsto da una Variazione di bilancio. Accanto e dietro alle cifre c’è l’impegno che nel giro di un mese i dirigenti, i tecnici e tutto il personale del Dipartimento Viabilità e Trasporti della Città metropolitana di Torino misero in campo per gli interventi di emergenza, prima per chiudere le strade investite da franeallagamenti e cedimenti e poi per effettuare le operazioni volte alla riapertura ove possibile o per valutare i lavori da eseguire nei casi più gravi, dove il transito poteva essere garantito solo grazie ad interventi di elevata complessità tecnica.

Quando si verificano estesi dissesti della rete stradale, dal punto di vista amministrativo gli interventi sono resi possibili dalla redazione dei verbali di somma urgenza e dalla conseguente dichiarazione sulla necessità e improcrastinabilità ad intervenire per ripristinare le condizioni di pubblica sicurezza. Tra la fine di aprile e l’inizio di maggio del 2025, ad esempio, per far fronte alla situazione di emergenza in atto, il personale tecnico della Direzione Viabilità 1 chiese alle società già titolari di contratti di manutenzione ordinaria, di rappezzature e di noleggi che si erano distinte per avere eseguito le prestazioni con tempestività e buon esito, l’immediata esecuzione degli interventi di ripristino e di messa in sicurezza della rete stradale.

INTERVENTI IN SOMMA URGENZA

Questo il quadro degli interventi eseguiti con procedura di somma urgenza e grazie ai finanziamenti della Regione Piemonte nell’ambito della prima tranche di fondi stanziati per il superamento dell’emergenza:

– sulla Provinciale 99 al km 5+500 a San Raffaele Cimena si era verificato un cedimento che aveva coinvolto la scarpata a valle della carreggiata, determinando anche un parziale collasso della sede stradale. La messa in sicurezza e il consolidamento della scarpata a valle sono costati 200.000 euro

– sulla Provinciale 103 a Castagneto Po al km 7+200 si era verificato un cedimento che aveva coinvolto la scarpata a valle della carreggiata, determinando anche un parziale collasso della sede stradale. La messa in sicurezza e il consolidamento della scarpata a valle sono costati 250.000 euro

– la Provinciale 221 di Andrate al km 2+900 era stata investita da una colata detritica. La messa in sicurezza della strada e la sistemazione del versante a monte sono costati 110.000 euro

– la Provinciale 46 di Frassinetto al km 5+300 era stata investita da una colata detritica. La messa in sicurezza della strada, l’installazione di reti paramassi e la piantumazione del fronte di frana sono costati 70.000 euro

– sulla Provinciale 59 di Castelnuovo Nigra al km 7 si era verificato il crollo della strada, con la formazione di uno scavernamento sino ad oltre la linea di mezzeria. La messa in sicurezza, la ricostruzione del corpo stradale e le opere antierosive sono costate 95.000 euro

– sulla Provinciale 47 della Val Soana al km 3 si era verificato il crollo della strada con la formazione di uno scavernamento sino ad oltre la linea di mezzeria. La messa in sicurezza della strada e la realizzazione di un cordolo in cemento armato appoggiato su micropali è costata 134.000 euro.

STRATEGIE DI PREVENZIONE

Guardando oltre la fase dell’emergenza, la Città metropolitana ha previsto 34 interventi di riduzione del rischio residuo, finalizzati al ripristino della piena funzionalità delle infrastrutture colpite dall’alluvione e al loro monitoraggio. La spesa necessaria è stata stimata in oltre 23 milioni di euro per l’intero territorio metropolitano. A questo proposito, una serie di stanziamenti regionali ha consentito l’attivazione di interventi prioritari, ad alto valore strategico e con carattere di urgenza:

– sulla Provinciale 104 a Lauriano la ricostruzione del corpo stradale interventi di ingegneria naturalistica per una spesa di 250.000 euro

– sulla Provinciale 590 a Lauriano la realizzazione di un vallo, la stabilizzazione del versante opere di ingegneria naturalistica per una spesa di 500.000 euro

– sulla Provinciale 590 a Castagneto Po la stabilizzazione del versante e la ricostruzione del vallo con interventi di ingegneria naturalistica per una spesa di 600.000 euro

– sulla Provinciale 100 di Moriondo interventi di sistemazione del versante ripristino della transitabilità per una spesa di 800.000 euro.

PROGETTI CONCLUSI

Questi i progetti già conclusi:

– sulla Provinciale 39 di Rivarossa al km 7+550 l’alluvione dell’aprile 2025 ha causato, lungo l’attraversamento dell’asta del Rivo Cravan, un cedimento della spalla destra con una frattura passante e la perdita dell’appoggio di 2 travi. È stato effettuato il consolidamento della spalla destra con micropali e cordolature di zavorramento. L’intervento è stato finanziato con 250.000 euro dalla Regione Piemonte nella prima tranche dei fondi per il superamento dell’emergenza

– sulla Provinciale 104 di Lauriano tra il km 4+800 e il km 5+819 si sono verificate diverse frane traslazionali e planari, che hanno coinvolto la coltre superficiale e la piattaforma stradale. Gli interventi, che riceveranno un finanziamento regionale di 250.000 euro, hanno previsto la realizzazione di un muro fondato su micropali e il ripristino della sede stradale con la posa di nuove barriere di sicurezza.

 

Uomo sale sul tetto di un palazzo: vigili del fuoco e polizia in azione

Tensione questa mattina nel quartiere Santa Rita, in via Acciarini, dove un uomo, di orgini rumene di 42 anni, è salito sul tetto di un palazzo minacciando di buttarsi.
Secondo i testimoni, l’uomo avrebbe richiesto l’intervento del console romeno e di un avvocato, lamentando problemi sentimentali legati a un’ex compagna. Sul posto sono giunti rapidamente i vigili del fuoco delle squadre di Torino Centrale e Grugliasco Allamano, le ambulanze del 118 Azienda Zero e gli agenti delle volanti della polizia, assieme a un negoziatore esperto per tentare di calmare la situazione e riportarlo in salvo. Le volanti hanno controllato l’area per tutta la durata dell’intervento, monitorando la scena fino alla conclusione delle attività di soccorso.

VI.G

Fondazione Time2: Racconti di Cambiamenti

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Lo sport come momento di valorizzazione delle “diversità”: nuovo appuntamento della “Fondazione” sulla “performatività” nella pratica sportiva

Mercoledì 23 aprile, ore 18

Prosegue, nel suo prefissato iter, “Racconti di Cambiamenti”, la Rassegna di incontri partecipati – e patrocinati dalla Città di Torino, in collaborazione con i Progetti del “Bando Cambiamenti” e l’ecosistema di “Hangar Piemonte” – nata all’interno del Programma “Cambamenti” avviato nel 2023 dalla torinese “Fondazione Time2” (fondata nel 2019, su iniziativa di Antonella Manuela Lavazza, per affiancare nella loro quotidianità persone con disabilità) al fine di “accompagnare progetti capaci di trasformare i contesti di vita, rendendoli più accessibili, inclusivi e partecipativi anche per soggetti in condizioni di disabilità o marginalità”.

In quest’ottica, dunque, mercoledì 23 aprilealle 18, negli spazi di “Open – Fondazione Time2”, in corso Stati Uniti 62/b a Torino, il nuovo incontro verterà sul tema (sicuramente di grande attualità) della “Performatività nello Sport”, con un confronto a tutto campo su come lo sport possa diventare una “pratica” capace di valorizzare le disuguaglianze  e superare modelli e stereotipi basati esclusivamente sulla “performance”. Alla base dell’iniziativa, le domande: Lo sport è davvero accessibile a tutte e tutti? Quali modelli di corpo, abilità e successo vengono promossi? E in che modo questi modelli influenzano la partecipazione delle persone, di tutte le persone? A partire da queste domande, l’incontro “proporrà – sottolineano i responsabili – una riflessione condivisa su come ripensare le pratiche sportive affinché diventino luoghi di benessere, espressione e partecipazione, oltre la logica della competizione e della prestazione”.

Il dialogo si svilupperà attraverso un “cerchio di parola”, modalità partecipativa che favorisce lo scambio diretto tra ospiti e pubblico.

Interverranno Andrea De Beni, formatore e facilitatore, esperto di “mentoring” ed “Intelligenza Emotiva”; esponenti di “Sport Time2”, la società sportiva della “Fondazione” che allena squadre di sport unificato, in cui persone “con” e “senza” disabilità giocano insieme; esponenti di “Balon Mundial”, promotore di sport inclusivo e comunitario a livello internazionale; membri di “Disform”, Associazione che lavora per cambiare la “cultura dello sport” e renderlo più equo e “AICS Torino”, la società sportiva che con il progetto “Sport tra pratica e partecipazione” promuove lo sport come spazio di benessere, inclusione e partecipazione attiva, ripensando la performance in chiave accessibile, sostenibile e rispettosa delle diverse esperienze.

Ad accompagnare l’incontro sarà anche la “Libreria Binaria”, che proporrà una selezione di letture legate al tema della serata.

L’appuntamento si concluderà con un momento di “decompressione creativa”, pensato “come spazio informale e condiviso in cui tradurre i contenuti emersi in un’esperienza partecipata”.

La partecipazione è gratuita con prenotazione sul sito di “Open Fondazione Time2”:
https://open.fondazionetime2.it/eventi/performativita-sport-cambiamenti/

Tutti gli appuntamenti sono progettati con particolare attenzione all’accessibilità e prevedono “trascrizione automatica” degli interventi, “testi semplificati”“interprete LIS” e uno “spazio di decompressione” protetto da stimoli esterni.

Per info: “Open – Spazio Aperto”, corso Stati Uniti 62/b, Torino; tel. 011/786554 o www.fondazionetime2.it

g.m.

Foto Giada Giuffrida

Mainstream ma non major

CALEIDOSCOPIO ROCK USA ANNI 60


Come già esposto nello scorso articolo di marzo, continuiamo la perlustrazione di etichette celebri in settori e generi ben diversi dal rock, nelle quali tuttavia sottolineiamo parentesi temporali in cui vennero toccati i versanti per noi interessanti, ossia garage, rock psichedelico, acid rock.

Tra queste etichette si segnala “Mainstream Records”, la cui storia si incentrò principalmente su jazz, blues e soul, sia nei primi anni sia nel ritorno del 1970.

Nel 1964 la fondazione, per opera di Bob Shad [Abraham Robert Shadrinsky], a New York, poi “The Orient Express”, “The Underground”, “The Tiffany Shades”, poi il grande viaggio psichedelico con “The Amboy Dukes” di Ted Nugent e con l’ascesa di Janis Joplin partendo dai “Big Brother & The Holding Company”. Il dispendio di denaro per il settore rock era eccessivo e Bob Shad decise di tornare dal 1970 sul jazz, anche con l’astro Miles Davis. Nel 1978 “Mainstream Records” cessò l’attività, che tuttavia fu ripresa ad inizio anni Novanta da Tamara, figlia di Bob Shad. Nel 1993 la Sony acquisì la maggioranza del catalogo, che negli anni 2000 ritornò sotto il controllo della famiglia Shad in “Time / Mainstream Records Group” guidato da Mia Apatow, pronipote di Bob Shad. Si elencano qui i soli 45 giri “Mainstream Records” di garage rock, acid rock e rock psichedelico tra 1965 e 1970:

– THE PATRIOTS “The Prophet / I’ll Be There” (631) [1965];

– THE UNUSUALS “Summer Is Over / I Could Go On” (653) [1966];

– THE LOVED ONES “Ever Lovin’ Man / More Than Love” (658) [1966];

– FEVER TREE “Hey Mister / I Can Beat Your Drum” (661) [1966];

– EUPHORIA “Hungry Women / No Me Tomorrow” (655) [1967];

– THE WILDFLOWER “Baby Dear / Wind Dream” (659) [1967];

– THE UNDERGROUND “Satisfy’n Sunday / Easy” (660) [1967];

– THE NEW DAWN “Funny Feeling / Slave Of Desire” (664) [1967];

– FEVER TREE “Girl, Oh Girl (Don’t Push Me) / Steve Lenore” (665) [1967];

– BIG BROTHER & THE HOLDING COMPANY “Bye, Bye Baby / Intruder” (666) [1967];

– THE SUPERFINE DANDELION “People In The Street / The Other Sidewalk” (672) [1967];

– THE SUPERFINE DANDELION “Crazy Town (Move On Little Children) / Janies Tomb” (673) [1967];

– THE JELLY BEAN BANDITS “Country Woman / Generation” (674) [1967];

– BIG BROTHER & THE HOLDING COMPANY “Women Is Losers / Light Is Faster Than Sound” (675) [1968];

– THE AMBOY DUKES “Baby Please Don’t Go / Psalms Of Aftermath” (676) [1968];

– THE TIFFANY SHADE “Would You Take My Mind Out For A Walk / One Good Reason” (677) [1968];

– THE TIFFANY SHADE “An Older Man / Sam” (680) [1968];

– BOHEMIAN VENDETTA “I Wanna Touch Your Heart / Riddles & Fairytales” (681) [1968];

– THE TANGERINE ZOO “One More Heartache / Trip To The Zoo” (682) [1968];

– THE AMBOY DUKES “Mississippi Murderer / Journey To The Center Of The Mind” (684) [1968];

– THE GROWING CONCERN “A Boy I Once Knew Well / Tomorrow Has Been Cancelled” (685) [1968];

– ELLIE POP “Seven North Frederick / Can’t Be Love” (686) [1968];

– THE ART OF LOVIN’ “You’ve Got The Power / Good Times” (687) [1968];

– THE WRONGH BLACK BAG “Wake Me, Shake Me / I Don’t Know Why” (689) [1968];

– THE TANGERINE ZOO “Like People [I-II]” (690) [1968];

– THE SCARLET LETTER “Outside Woman Blues / Macaroni Mountain” (691) [1968];

– THE AMBOY DUKES “You Talk Sunshine, I Breath Fire / Scottish Tea” (693) [1968];

– STONE CIRCUS “What Went Wrong / Mr. Grey” (694) [1968];

– HENRY TREE “Penfield Town [I-II]” (MRC 729) [1968];

– THE PEBBLES “Forty Miles / Get Around” (695) [1969];

– THE SCARLET LETTER “Mary Maiden / Timekeeper” (696) [169];

– THE AMBOY DUKES “Prodigal Man / Good Natured Emma” (700) [1969];

– THE YEOMEN “The Chains (That Set Me Free) / [I-II]” (701) [1969];

– THE AMBOY DUKES “For His Namesake / Loaded For Bear” (704) [1969];

– LIFE ‘N’ SOUL “Here Comes Yesterday Again / Dear Paul” (705) [1969];

– THE LAST NIKLE “Save Your Love For Me / Five O’clock Sun” (708) [1969];

– THE AMBOY DUKES “Flight Of The Byrd [I-II]” (711) [1969];

– MAXX “200 Years [I-II]” (714) [1969];

– LINCOLN ST. EXIT “Soulful Drifter / Time Has Come Gonna Die” (722) [1970];

– JOSEFUS “Jimmy Jimmy / Sephus Blues” (725) [1970];

– DECEMBER’S CHILDREN “Sweet Talkin Woman / Back Road Rider” (728) [1970];

– EAST RIVER DRIVE “Hard Way To Go / Dirty Woman” (MRC 723) [1970];

– LION “Natural Man / Sometimes I Feel Like Pennsylvania” (MRC 727) [1970];

– FREEPORT “I Need Your Lovin’ / It’s A Brand New Morning” (MRC 730) [1970];

– LACEWING “Paradox [I-II]” (MRC 731) [1970];

– FREEPORT “Now That She’s Gone / Misunderstood” (MRC 732) [1970].

Gian Marchisio

Rogne cercansi

Ci siamo resi conto tutti di come la rissosità, la litigiosità siano aumentate da alcuni anni a questa parte in ogni ambito: assemblee condominiali, autobus, strada, scuola, nessun luogo sembra esente da tale problema.

Le aule giudiziarie sono piene di cause, civili e penali, promosse da chi pensa di aver subito un torto, da chi l’ha subito realmente, con persone, di solito miti, che per uno scatto di ira, per una frase detta fuori dalle righe si trovano convenuti in giudizio.

Appena uno taglia, anche involontariamente, la strada al nostro veicolo ci sentiamo autorizzati a insultarlo, a far valere le nostre ragioni anche quando non le abbiamo e, in alcuni casi, aggredirlo per meglio fargli comprendere il messaggio.

A parte che il Codice Penale (art. 392-393) punisce l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni, bisognerebbe sempre riflettere sul fatto che, non sapendo controllare le proprie emozioni, si dovrà pagare un avvocato, si rischia una condanna (e questo potrebbe impedirci l’accesso ad alcuni posti di lavoro) e che, comunque, abbiamo dimostrato a noi stessi di non saper padroneggiare una situazione.

Dal punto di vista sociologico, però, occorre analizzare il perché in un tempo relativamente breve si sia verificato un cambio repentino di comportamenti, da parte di un po’ tutte le fasce di età, di ceto, di collocazione geografica, in modo ovviamente peggiorativo.

Uno studio di alcuni decenni negli USA, aveva dimostrato come quelle persone che si asserragliavano nelle scuole, prendendo in ostaggio la scolaresca, oppure sequestrando un autobus o dirottando un aereo, fossero spesso reduci dal Vietnam che, a distanza di anche due decenni, avevano posto in essere questi comportamenti come richiesta di aiuto. E’ noto che i reduci, considerati perdenti perché gli USA erano usciti sconfitti dal conflitto in Vietnam, venivano trattati senza alcun rispetto (Rambo docet). Sicuramente essere inviati in guerra e poi, come se la colpa della sconfitta fosse del singolo militare, essere accusati di valere nulla non è piacevole.

Nel nostro Paese, forse unico almeno in Europa per litigiosità e numero di procedimenti giudiziari a ciò correlati, stiamo assistendo a qualcosa di molto simile: persone, con il QI di una medusa, che aggrediscono il docente che ha dato una nota al figlio “perché non se la meritava” ma che ricordano a malapena in quale scuola il figlio sia iscritto, oppure condòmini che non conoscono la differenza tra un ponteggio ed una ringhiera che insultano l’amministratore condominiale che ha mostrato tre preventivi, perché se ne scegliesse uno, perché sono tutti cari.

Sicuramente l’analfabetismo funzionale sta facendo passi da gigante, complici programmi demenziali in TV, social fuori controllo, disabitudine alla lettura, asocialità dilagante specie tra i giovani, stress da mancata realizzazione e altro.

Lo Stato deve sicuramente intervenire perché la situazione presto finirà fuori controllo; personale insufficiente nelle Procure e nelle FF.OO., tutela dell’Ordine pubblico effettuata con i pochi mezzi residui, società in forte disagio con tutto ciò che ne consegue (costi elevati per la sanità, famiglie allo sbando, ragazzi delinquenti fin dalla più giovane età).

Ma il primo passo lo dobbiamo fare noi: il Marchese del Grillo esprimeva già allora un concetto di cui molti, troppi, oggi si fanno portavoci: “[..] perché io sono io, e voi non siete un c…”. Smettere di credersi meglio degli altri, a prescindere, aiuterebbe certamente a considerare diversamente ogni situazione, a evitare di imporre la propria posizione anche usando la forza fisica. Non è il primo caso in cui uno esce dall’auto impugnando un cacciavite per vendicare un torto subito, mentre l’altro esce dalla sua con una pistola: in quel caso o sei cretino e ti lasci sparare o desisti ed avrai dimostrato di essere un codardo. Non era meglio restare nell’auto e pensare che quel tipo è stupido e non vale la pena mettersi a discutere?