ilTorinese

Pannelli selvaggi, Binzoni (FdI): “Legge aree idonee va nella giusta direzione”

 “NO AL CONSUMO DI SUOLO, SI’ AL FOTOVOLTAICO NEI TERRENI GIA’ COMPROMESSI”

 “La sentenza n. 127/2026 della Corte Costituzionale mette finalmente la parola fine alla minaccia del fotovoltaico selvaggio sui terreni agricoli, confermando la piena legittimità dei divieti ai pannelli a terra. È una vittoria straordinaria che dà pienamente ragione alla linea politica di Fratelli d’Italia e del Ministro Lollobrigida: la transizione ecologica non può e non deve avvenire a spese della sovranità alimentare e della tutela del nostro paesaggio“. Lo dichiara Alessandra Binzoni, vice-capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale.

Questa pronuncia della Consulta – spiega Binzoni – avvalora e dà ulteriore forza all’impronta fortemente conservativa e di tutela sia del lavoro agricolo che del paesaggio della legge regionale sulle aree idonee che approveremo nella prossima seduta a palazzo Lascaris“.

Il Piemonte – incalza la vice-capogruppo di FdI – non sarà terra di conquista per operazioni speculative che danneggiano le nostre eccellenze agricole e alterano l’identità dei territori. L’energia solare si può e si deve sfruttare diversamente, ad esempio investendo su tetti, infrastrutture e aree già compromesse, o attuando sperimentazioni come quella del fotovoltaico tra i binari ferroviari, ma senza sottrarre un solo metro quadro alla produzione di cibo e al lavoro dei nostri agricoltori“.

Siamo soddisfatti di questo traguardo che risponde in pieno alle storiche battaglie del mondo agricolo – conclude Binzoni. – Andiamo avanti a testa alta con regole chiare, rigorose e orientate a difendere il suolo piemontese da qualsiasi scriteriata operazione“.

Conad Nord Ovest, operazione PiùMe

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 Conad Nord Ovest prosegue il percorso di crescita e guarda al futuro: con il via libera dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), senza nessuna prescrizione, si perfeziona l’acquisizione di General srl e delle società alla stessa collegate, titolari della catena di negozi PiùMe, realtà di riferimento nel settore home care e personal care. Con questa autorizzazione, l’operazione, annunciata lo scorso dicembre, entra ora nella sua fase operativa e le parti possono procedere al closing. L’operazione non impatta in alcun modo sulle relazioni che General srl intrattiene con le altre società che gestiscono il marchio PiùMe in altre zone d’Italia.

L’operazione comprende 260 punti vendita PiùMe, presenti in Emilia, Friuli, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino, Lazio, Toscana e Veneto, che entrano così a far parte del Gruppo Conad Nord Ovest, insieme ai centri logistici e direzionali di Querceta (LU).  L’operazione prevede di mantenere questo business separato da Conad e quindi resterà invariata l’insegna e tutta l’organizzazione, con il mantenimento in forza di tutto il personale di sede e dei negozi, punto di riferimento fondamentale dei clienti e del personale delle società di servizi, con il proseguimento della collaborazione della famiglia Tognetti. La rete acquisita conta oltre 810 mila carte fedeltà attive e sviluppa un fatturato di circa 190 milioni di euro.

“Questa operazione conferma la nostra visione strategica: crediamo in un modello di sviluppo che sappia coniugare crescita economica, valorizzazione dei territori, innovazione di servizio e attenzione costante ai bisogni dei nostri clienti” – dichiara Adamo Ascari, Amministratore Delegato di Conad Nord Ovest“Con l’ingresso nel mondo degli specializzati-drugstore, confermiamo i nostri obiettivi di diversificazione, di ampliamento dell’offerta di servizi e format, diventando un ecosistema di soluzioni sempre più completo verso il cliente. Con questa importante operazione guardiamo a un mercato in continua evoluzione, con l’obiettivo di essere sempre la prima scelta per i nostri clienti, oggi e in futuro.”

 

Per Conad Nord Ovest, l’ingresso in questo mercato è parte del Piano Strategico 2025-2027, che punta su specializzazione, multicanalità, diversificazione del business e innovazione per rispondere in modo sempre più completo e tempestivo ai nuovi paradigmi di consumo, sempre più orientati verso una spesa multicanale e integrata.

CONAD NORD OVEST è una delle maggiori imprese italiane della distribuzione associata, con un giro di affari di 5,51 miliardi di euro. I territori in cui opera con 342 soci imprenditori e 19.500 occupati sono la Valle d’Aosta, con una quota di mercato del 23,8%, il Piemonte, con quota di mercato al 6,2%, la Liguria, con quota di mercato al 11,5%, la Provincia di Mantova, con una quota di mercato del 5,8%, l’Emilia (province di Modena, Bologna e Ferrara), con quota di mercato al 13,9%, la Toscana, con quota di mercato al 15,2%, il Lazio (province di Roma e Viterbo), con quota di mercato al 27,7% (assieme a Pac2000) e la Sardegna, con quota di mercato al 19,5%. Conad Nord Ovest conta 588 punti di vendita, in cui sono presenti tutti gli attuali format, per un totale di 515.270 mq di superficie complessiva.

Strappa collana a donna anziana: arrestato

La Polizia di Stato ha arrestato un cittadino marocchino di venticinque anni per furto con strappo commesso ai danni di un’anziana e per minacce a Pubblico Ufficiale.
Nei giorni scorsi i poliziotti del Commissariato di P.S. Centro sono intervenuti a seguito di una segnalazione ricevuta dalla Centrale Operativa relativa ad uno scippo ai danni di un’anziana.
In particolare, il venticinquenne mentre viaggiava a bordo di un monopattino in Corso Regina Margherita angolo via della Consolata, si è avvicinato lentamente alla donna e, approfittando di un momento di distrazione, le ha strappato velocemente la collana dal collo, per poi darsi alla fuga in direzione Piazza della Repubblica.
Giunti sul posto, gli agenti hanno intercettato un giovane corrispondente alle descrizioni ricevute poco prima che, alla loro vista, ha tentato la fuga procedendo verso il quartiere Aurora. Uno dei poliziotti lo ha rincorso a piedi, mentre il collega ha proseguito a bordo del veicolo. Il giovane ha aumentato la velocità fino all’incrocio tra Corso Giulio Cesare e Corso Emilia, dove è stato bloccato.
Durante la perquisizione, gli operatori di polizia hanno rinvenuto due collanine d’oro, tra cui quella appena sottratta all’anziana e un’altra di cui l’uomo non è riuscito a giustificare il possesso, motivo per il quale è stato denunciato anche per il reato di ricettazione. Successivamente durante i controlli presso gli Uffici di Polizia, il venticinquenne ha inoltre minacciato gli agenti e tentato di colpire un muro.
Infine, il giovane non si è fermato all’alt della polizia ed è fuggito, creando un concreto pericolo per l’incolumità pubblica. Per questo motivo è stato denunciato anche per fuga pericolosa.

A Saluzzo arrivano “I Patagarri” e Federico Buffa

Nell’antica capitale del “Marchesato”, l’estate di “Occit’amo Festival” porta due grandi appuntamenti

Mercoledì 22 e giovedì 23 luglio

Saluzzo (Cuneo)

Niente paura. Il nome potrebbe preoccupare. Ma è solo nome di “battaglia”. “Patagarri”, infatti, nient’altro è che un “omaggio umoristico” al celebre Trio comico milanese formato da “Aldo, Giovanni e Giacomo” preso in prestito dal loro famoso sketch teatrale de “Nico e i sardi”. Una sorta, dunque, di “slang” dialettale con cui si presentano al pubblico i sei componenti dell’attesa “irriverente” band milanese ospite, mercoledì prossimo 22 luglio (ore 21,30), dell’“Occit’amo Festival” (dedicato alle “Terre del Monviso” e alle “Valli Occitane”, promosso per tutta l’estate ed in primis dalla “Fondazione Amleto Bertoni”), presso “Il Quartiere” di piazza Montebello, a Saluzzo.

Grazie alla collaborazione con l’Associazione Culturale saluzzese “Ratatoj”“I Patagarri”, scoperti a “X Factor 2024”, porteranno sul palco dell’“Ex Caserma Musso” tutto il loro “gipsy jazz” gioioso e coinvolgente, atto a creare “un contrasto tra la voglia di fuggire dalla quotidianità e la durezza della vita che si affronta per inseguire il proprio sogno musicale”. Il loro “cavallo di battaglia”, “Caravan”, contenuto all’interno di “X Factor Mixtape 2024”, è infatti considerato come un alto “grido di libertà”, un invito a prendere in mano con consapevole forza la propria vita “senza paura di vivere ai margini”, se necessario. “Il ‘caravan’ – affermano – rappresenta un rifugio, un simbolo di resistenza alla cultura dominante, ma anche un veicolo di speranza e di sogni che non vogliono essere rinnegati”. Come dire: la vera ricchezza non è il “dané”, ma la forza della “passione”, della “creatività” e della “voglia di vivere rifuggendo i compromessi”. Per intanto, il loro “tour” estivo sta confermandosi come successo straordinario, tanto da segnare anche l’ingresso ( da 5 a 6) di un nuovo elemento nella band: Nicholas Guandalini al basso. Anno di grazia, il 2025, quando “I Patagarri” prendono parte al “Concertone del Primo Maggio” a Roma. Data storica, il 23 maggio 2025, allorché pubblicano l’album di esordio “L’ultima ruota del Carovan” (Warner Music Italy) e, a sorpresa, salgono sul palco del “MI AMI Festival” a Milano, tra i più importanti appuntamenti italiani dedicati alla “musica indipendente”. Seguono i “tour estivi” sui palchi di tutta Italia (40 date nel 2025), mentre è ormai in piena corsa il “tour 2026”, partito con 7 date europee ad inizio marzo per poi proseguire lungo tutto lo “stivale”. Attesissimi (non mancate!) alla serata saluzzese di “Occit’amo”, mercoledì prossimo 22 luglio. Da dove, il viaggio prosegue!

Anche per “Occit’amo”.

Giovedì 23 luglioalle 21, nuovo appuntamento, infatti, con “Olimpiadi tra guerra e pace”, lo spettacolo del noto storyteller, scrittore e telecronista sportivo milanese Federico Buffa, accompagnato al pianoforte da Alessandro Nidi, con una “riflessione sul potere simbolico dello sport come forma di riconciliazione”. Lo show, realizzato da Buffa con l’anconetano di Jesi Moris Gasparri (saggista tra sport, cultura e geopolitica, nonché Consigliere della “Divisione Calcio Femminile” della “Figc”) è una produzione di “International Music and Arts” ed è organizzato in collaborazione con “Borgate dal Vivo”. L’incontro, attraverso il racconto della storia delle “Olimpiadi”, nate come strumento di promozione della pace nel mondo, intende far emergere come esse spesso siano state influenzate e intrappolate, nei secoli (dalla fondazione a Parigi, passando per le guerre mondiali fino agli eventi più recenti) dalle tensioni e dai conflitti internazionali. Buffa non mancherà di far emergere il principio della “sacralità della competizione olimpica” ed il ruolo degli atleti come “ambasciatori di pace”. Tra questi, figure emblematiche come quelle di Pierre de Coubertin (pedagogo e storico francese, rifondatore dei “Giochi Olimpici” moderni nel 1894, creatore dei “Cinque Cerchi” simbolo di unione tra i cinque Continenti, nonché dei sei colori della bandiera – incluso lo sfondo bianco – presenti in tutte le bandiere del mondo), l’atleta etiope Abebe Bikila (vincitore della “maratona” alle “Olimpiadi” di Roma del 1960, correndo a piedi nudi), accanto agli eventi occorsi ai “Giochi di Tokio” del 1964, i primi a svolgersi in Asia, con la “fiamma olimpica” accesa da Yoshinori Sakai (giovane di Hiroshima nato il giorno stesso in cui la bomba atomica distrusse la città) e il dramma del maratoneta di casa Kokichi Tsuburaya suicida tre anni dopo, sopraffatto dal dolore per aver perso l’“argento” nella gara finale. Da parte di Buffa, alla luce di numerosi reali eventi, raccontati con competenza e forte empatia emozionale, non mancherà, dunque, la sollecitazione a riflettere sul significato profondo dello sport, “come strumento di speranza e cambiamento, pur consapevoli dei suoi limiti nel modificare la realtà che ci circonda”. E ben lo sappiamo, in un tempo come quello odierno, dove anche i valori più profondi dell’“Olimpismo decoubertiano” non ce la fanno a reggere e ad ostacolare le mire belliche dei “Grandi” padroni della Terra, assolutamente indifferenti al bene prezioso della fratellanza e della pace tra i popoli.

Gianni Milani

Nelle foto: “I Patagarri” (Ph. Simone Cecchetti); Federico Buffa

Mobilitazione per le condizioni di autisti e autotrasportatori a Torino

Riceviamo e pubblichiamo

Basta stress e turni massacranti! Basta morti sul lavoro!

Lunedì 20 luglio giornata di mobilitazione per le condizioni di autisti e autotrasportatori a Torino

Le morti sul lavoro che sono giunte alle cronache recentemente, e le molte altre che restano in silenzio, hanno cause molto diverse. Eppure il comune denominatore è spesso una condizione diffusa di stress, sovraccarico di lavoro, turni massacranti e oppressione e discriminazione di capi e responsabili, a fronte di salari invece del tutto insufficienti.

Per questo invitiamo tutti gli autisti, lavoratori e solidali a partecipare al doppio appuntamento di lunedì:

👉 Ore 9 davanti all’Ispettorato del lavoro in via dell’Arcivescovado 9, con gli autisti degli appalti BRT, che continuano a soffrire discriminazioni, demansionamenti, cambi turni improvvisi e cambi appalti irregolari, nonostante la recente morte il 26 giugno sul piazzale del magazzino di Settimo Torinese di un loro collega

👉 Ore 11 davanti al Tribunale di Torino in corso Vittorio Emanuele II 130, per l’ultima udienza del processo contro l’azienda AF Logistics e il suo preposto, per il suicidio di un lavoratore camionista nel 2023 della piattaforma GS Carrefour di Rivalta, dove ancora oggi i camionisti vivono nel timore di addebiti di danni, comportamenti oppressivi, punti di carico e scarico pericolosi a fronte di salari invece inadeguati al costo della vita

S.I. COBAS

Mario Dondero. Inediti. L’archivio di un partigiano dell’umano

Un nuovo ed inedito progetto fotografico al Forte di Bard. Mario Dondero. Inediti. L’archivio di un partigiano dell’umano è il titolo della mostra a cura di Claudio Composti in programma nelle sale delle Cantine del Forte di Bard dal 24 luglio al 18 ottobre 2026. L’esposizione rivela per la prima volta un corpus di fotografie inedite tratte dall’archivio di Mario Dondero (Genova 1928 – Fermo 2015), grande fotoreporter e testimone civile del Novecento. Scatti mai pubblicati né esposti, riscoperti dal curatore durante una visita all’archivio due anni fa, restituiscono al pubblico uno sguardo radicale, antiretorico e profondamente umano che ha attraversato mezzo secolo di Storia.

Un partigiano dell’umano

Mario Dondero non è stato soltanto un fotoreporter: è stato un testimone che ha scelto da che parte stare. Partigiano giovanissimo in Val d’Ossola, poi cronista militante nella stampa politica italiana del dopoguerra — da “Lavoro Nuovo” all’Avanti!, dall’Unità a “Le Ore” come cronista — e infine fotografo del mondo, Dondero ha sostituito la rotta nautica (da ragazzo sognava il mare) con una rotta etica, percorrendo l’Europa, l’Africa, l’America Latina, il Medio Oriente, l’Asia. Il suo sguardo nasceva da un amore profondo per l’essere umano: chi vive ai margini, chi attraversa la Storia senza scriverla, chi ne subisce le conseguenze più che governarne le forme. «Mi interesso a tutto quello che interviene nella nostra vita» diceva. Un operaio sudamericano o un rifugiato asiatico avevano per lui lo stesso peso di Sartre, Beckett, Giacometti o Pasolini, intellettuali e artisti amici che ritrasse con la stessa misura: nessuno mai in posa, il potere sempre disarmato, l’eroismo mai esibito.

Un archivio che torna a parlare

L’archivio di Mario Dondero — conservato in larga parte dalla Fototeca Provinciale di Fermo ad Altidona — è un patrimonio vastissimo e ancora in parte inesplorato: centinaia di migliaia di immagini tra negativi in bianco e nero, diapositive e stampe professionali, accompagnate da oltre duecento quaderni di appunti. Molte delle stampe vintage selezionate per questa mostra recano sul retro, annotazioni a penna o a matita: descrizioni dell’evento, titoli, date, firme. Documento fotografico e traccia letterari riflettono l’inseparabilità, per Dondero, tra scrittura e immagine, due forme complementari di testimonianza, come i suoi oltre duecento quaderni di appunti, pieni di frasi interrotte, osservazioni sul presente, brevi racconti di ciò che leggeva o di cui era testimone. «I fotografi di solito non scrivono e neppure parlano. Sono come i pesci, muti anch’essi nel vasto mare silente» annotava in uno di essi. Lui era l’eccezione: un fotografo che non smetteva mai di pensare per iscritto. Il curatore Claudio Composti ha selezionato e organizzato il materiale inedito in tre macro-sezioni tematiche: Memorie del presente — dedicata a manifestazioni e movimenti sociali collettivi; Sguardi politici — sui protagonisti della storia politica del Novecento; Verso il mondo — omaggio al quotidiano, ai gesti e alle vite degli ultimi, della gente semplice, incontrata in ogni angolo del pianeta. Un percorso che attraversa decenni e geografie ma rivela una linea coerente: la fotografia come scelta morale, come impossibilità di restare neutrali.

La fotografia come atto politico e umano

In un’epoca in cui la fotografia politica tendeva a costruire mitologie visive, Dondero compì un gesto controcorrente: riportare i protagonisti alla loro dimensione umana. Dal ritratto collettivo degli scrittori del Nouveau Roman davanti alle Éditions de Minuit (1959) — Robbe-Grillet, Sarraute, Butor, Beckett, Simon — alla Grecia dei Colonnelli, dalla Spagna franchista ai movimenti di liberazione africana, dal muro di Berlino alla Russia post-sovietica, il suo sguardo non cedette mai al sensazionalismo. «La fotografia è un’arma formidabile nella ricerca della verità» ripeteva, ma anche un’arma che può essere manipolata: per questo sentiva il mestiere come una responsabilità.

Il valore degli inediti e dell’archivio

Portare alla luce fotografie rimaste ai margini della circolazione pubblica non significa semplicemente aggiungere nuove immagini alla storia di Dondero: significa riattivare il loro potenziale di senso. Come scriveva Walter Benjamin, l’immagine non è mai soltanto ciò che mostra, ma ciò che accade quando viene guardata di nuovo in un altro tempo. L’archivio si rivela così uno spazio critico, un luogo in cui le fotografie continuano a produrre significato, riaprendo il dialogo tra immagine, memoria e storia. La recente attività di riordino promossa dalla Fototeca Provinciale di Fermo, grazie al direttore Pacifico D’Ercoli e all’ultima compagna di vita di Dondero, Laura Strappa, rappresenta non solo un intervento conservativo, ma un passaggio critico decisivo: l’istituzionalizzazione dell’archivio consente di riconsiderare l’opera nel quadro della storia europea del fotogiornalismo politico.

«Mi auguro che le mie fotografie, mosse dalla simpatia, colgano nel segno lo spirito dei luoghi e l’umanità intensa delle persone» scriveva Dondero. In questa frase è contenuta tutta la sua poetica. In un tempo che tende a trasformare tutto in icona e consumo visivo, i suoi inediti riaffermano la fotografia come tempo lento e come responsabilità: non semplice memoria visiva, ma esercizio critico. L’archivio politico di un partigiano dell’umano che continua a parlare di uomini agli uomini.

Orari
Da martedì a venerdì 10.00 / 18.00

Sabato, domenica e festivi 10.00 / 19.00

Lunedì chiuso

Tariffe*

Intero: 15,00 euro. Ridotto 12.00 (over 65, 19-25 anni)

*Includono altri due spazi espositivi a scelta.

Gratuità: possessori Abbonamento Musei Piemonte Valle d’Aosta e Abbonamento Musei Lombardia Valle d’Aosta; Membership Card Forte di Bard, minori di 18 anni.

Info

Associazione Forte di Bard

Bard. Valle d’Aosta

T. + 39 0125 833811 | info@fortedibard.it | fortedibard.it

Progetto Arca per il Parco del Monte San Giorgio di Piossasco

Il territorio del Parco naturale del Monte San Giorgio di Piossasco, una delle aree protette che la legislazione regionale ha affidato alla Provincia prima e dal 2015 alla Città metropolitana di Torino, sarà ulteriormente tutelato e valorizzato dal progetto ARCA, finanziato dalla Regione Piemonte con fondi PR-FESR.

Vediamo nel dettaglio costi e azioni previsti dal progetto.
L’importo dei lavori previsti dal progetto ARCA per quanto riguarda il territorio di Piossasco ammonta a circa 65.000 euro, più circa 10.000 euro per attività di comunicazione. Vi sono inoltre alcune somme a disposizione fuori dal computo metrico: si tratta di circa 30.000 euro per supporto tecnico e indagini specialistiche. Il Comune cofinanzia il progetto con un contributo pari a 3.000 euro. Quando la Città metropolitana riceverà la determina regionale di approvazione del finanziamento la inoltrerà al Comune, affinché possa procedere ad assumere l’impegno a bilancio. È prevista la convocazione di una Conferenza dei Servizi per acquisire tutte le autorizzazioni richieste. Seguirà la progettazione esecutiva e quindi inizierà la fase di affidamento. I lavori saranno eseguiti presumibilmente nell’autunno 2027, per fare in modo che non interferiscano con i periodi riproduttivi – in particolare degli anfibi – e siano in generale compatibili con le esigenze ecologiche.

 

EX VASCA AIB


La “Vasca AIB”, realizzata grazie al progetto Corona Verde, non più utilizzata a scopo antincendio, verrà rimodellata e trasformata in una zona umida dall’aspetto il più possibile naturale. La profondità sarà ridotta da circa 3 ad 1 metro. Sarà riprofilato l’impluvio a monte, che convoglia l’acqua dalla bealera alla vasca, in modo da garantire un più efficace afflusso di acqua. È prevista la rimozione della recinzione esistente, ma l’accesso verrà parzialmente limitato con la messa a dimora di specie arbustive e la posa in opera su parte del perimetro di una staccionata in rete metallica elettrosaldata, per impedire l’accesso ai cinghiali. L’intervento è pensato per favorire la comunità di anfibi e pertanto si vuole rendere la vasca più naturale possibile, anche per quanto riguarda la fluttuazione stagionale del livello dell’acqua. In fase di progettazione esecutiva sarà possibile concordare nel dettaglio come procedere per garantire la sicurezza e la funzione didattica della vasca. A monte della vasca è previsto un piccolo bacino con una griglia: quindi i pesci non dovrebbero entrare nella vasca, ma essere deviati di nuovo alla bealera, nel percorso di deflusso. Si ridurrà in maniera significativa la pendenza delle sponde, per evitare che la terra posta sul telo bentonitico si accumuli sul fondo. Lo stagno passerà da circa 95 a circa 225 metri quadrati di superficie.

 

POZZE DEI MORTAI


Il secondo intervento riguarda le cosiddette “Pozze dei Mortai” sulle quali è previsto un rimodellamento leggero. La superficie attuale è di circa 30 metri quadrati. Si prevede di riprofilare l’area umida esistente e di realizzarne una nuova poco più grande, a breve distanza e in un terreno argilloso, anche in questo caso delimitata da una rete per impedire l’accesso ai cinghiali. L’aspetto delle pozze dovrà essere il più naturale possibile.

 

IL PERCORSO PER TUTTI


Sul sentiero che si sviluppa lungo la bealera, dall’area barbecue verso la regione Galli, dove sono già state realizzate alcune pedane in legno per ovviare ad alcuni ristagni dell’acqua, si prevede il rimodellamento del fondo del percorso per garantire la percorribilità a chi ha difficoltà motorie: è prevista inoltre la delimitazione con una corda-guida per ciechi e ipovedenti. La larghezza del passaggio verrà mantenuta per consentire il transito dei mezzi AIB e lungo il percorso verranno installate bacheche e leggii tattili a beneficio di una comunità inclusiva.

 

AREA UMIDA “EX INCAFER”


Nell’area umida “Ex Incafer”, in cui si verificano schianti di alberi e sono presenti materiali di accumulo sul fondo, l’intervento sarà finalizzato al miglioramento della biodiversità e non alla fruizione. Saranno infatti mantenute le condizioni di naturalità e verranno messe a dimora specie acquatiche e palustri. L’accessibilità necessaria per la manutenzione sarà resa possibile attraverso un piccolo sentiero.

 

BOSCO DELLE FATE


Gli interventi per favorire la biodiversità nel Bosco delle Fate prevedono la valorizzazione della necromassa presente e la totemizzazione di esemplari arborei morti in piedi, utile anche al fine di garantire la sicurezza dei numerosi fruitori dell’area. A terra saranno allestite alcune pile stones utili per gli insetti, i roditori e i piccoli mustelidi. In fase di progettazione esecutiva si valuterà come armonizzare le esigenze di tutela e incremento della biodiversità con quelle di protezione dagli incendi. Si intende anche apporre una cartellonistica per spiegare l’importanza della necromassa in un bosco, per sensibilizzare il pubblico sul tema e disporre di supporti illustrativi utili alle attività didattiche.

 

CONTENIMENTO DELLE SPECIE ESOTICHE INVASIVE E TUTELA DELLE SPECIE PROTETTE


È previsto il contenimento dell’Ailanto, albero esotico invasivo che si sta sviluppando nel tornante esterno della strada sterrata che porta al parcheggio dei Tiri e sulla vetta del Monte San Giorgio. All’interno del Vivaio Comunale, invece, si realizzerà un prato fiorito a favore degli impollinatori, che potrà essere sfalciato solo alla conclusione del processo di disseminazione. Sarà inoltre realizzata un’area di conservazione ex situ delle specie floristiche protette presenti nel Parco quali la Peonia officinalis, il Dictamnus albus e il Lilium bulbiferum, creando un piccolo vivaio che potrà consentire la produzione di nuovi esemplari da reintrodurre nelle stazioni di origine per aumentarne la consistenza. Nel salone pluriuso del vivaio si allestirà un percorso autoguidato, per accompagnare il pubblico alla scoperta del parco, della sua biodiversità, del suo valore ecologico. Le aree di intervento saranno concordate con il Comune in fase di progettazione esecutiva affinché siano compatibili con le esigenze di spazio dei centri estivi comunali.

 

In Piemonte una rete per promuovere la salute nei luoghi di lavoro

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Nel 2025 riconoscimento per 168 realtà, 53 in più rispetto all’anno precedente

Il luogo di lavoro non è soltanto lo spazio in cui si svolge la propria attività professionale: è anche uno degli ambienti nei quali le persone trascorrono una parte significativa della giornata e dove possono essere promossi comportamenti capaci di migliorare la salute e il benessere.

È questo il principio alla base della Rete WHP Piemonte – Workplace Health Promotion (Luoghi di lavoro che promuovono salute), che riunisce le dodici Aziende Sanitarie Locali e le realtà pubbliche e private che scelgono volontariamente di adottare interventi e pratiche finalizzati a favorire stili di vita salutari tra i lavoratori.

L’elenco regionale aggiornato a maggio 2026 comprende 168 luoghi di lavoro che hanno ottenuto il riconoscimento per le attività realizzate nel 2025. Sono 53 in più rispetto ai 115 riconosciuti nell’anno precedente, con una crescita di circa il 46%.

Le dimensioni e i settori coinvolti

La rete interessa imprese e organizzazioni molto diverse tra loro per dimensioni e ambito di attività: nell’elenco figurano 88 realtà medio-grandi e 80 micro o piccole imprese. I settori maggiormente rappresentati sono la metalmeccanica, con 46 realtà, e l’edilizia, con 35, ma la rete comprende anche aziende sanitarie, attività commerciali, servizi, logistica, chimica, industria alimentare, agricoltura, energia e numerosi altri comparti produttivi.

La distribuzione sull’intero territorio regionale e la presenza di organizzazioni molto differenti confermano come la promozione della salute possa essere integrata in ogni contesto lavorativo, adattando gli interventi alle caratteristiche e ai bisogni delle singole realtà.

Che cosa significa promuovere salute sul lavoro

La promozione della salute nei luoghi di lavoro combina il miglioramento dell’organizzazione e dell’ambiente lavorativo, la partecipazione attiva dei dipendenti e il rafforzamento delle conoscenze e delle capacità individuali.

Le aziende aderenti possono sviluppare interventi dedicati, tra gli altri, a:

• alimentazione equilibrata;

• attività fisica e mobilità attiva;

• contrasto al fumo e ai comportamenti di dipendenza;

• riduzione del consumo rischioso di alcol;

• benessere personale, organizzativo e sociale;

• salute osteoarticolare;

• conciliazione tra vita privata e lavoro.

Non si tratta quindi di iniziative isolate, ma di percorsi programmati e sostenibili, capaci di coinvolgere lavoratori, datori di lavoro, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali e servizi sanitari.

La Rete WHP Piemonte

La Regione Piemonte sostiene la promozione della salute negli ambienti di lavoro nell’ambito del Piano Regionale della Prevenzione, secondo il modello raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il modello organizzativo regionale, sviluppato insieme alle associazioni datoriali e sindacali e sperimentato nel triennio 2023-2025, prevede indicazioni differenziate per le aziende medio-grandi e per le micro-piccole imprese. Le ASL accompagnano le realtà aderenti nella scelta e nell’attuazione delle pratiche raccomandate, attraverso attività di supporto, formazione e valutazione.

Le aziende che completano il percorso e realizzano gli interventi previsti ricevono annualmente il riconoscimento di “Luogo di lavoro che promuove salute”.

Perché aderire

Investire nella salute dei lavoratori significa contribuire alla costruzione di ambienti più attenti al benessere delle persone, favorire l’adozione di stili di vita sani e rafforzare la partecipazione dei dipendenti.

La promozione della salute può inoltre contribuire a ridurre le assenze per malattia e gli infortuni, migliorare il clima organizzativo e sostenere la produttività. L’adozione delle buone pratiche previste dalla normativa può concorrere anche al raggiungimento dei requisiti necessari per accedere alle agevolazioni riconosciute dall’INAIL alle aziende che realizzano interventi aggiuntivi per migliorare salute e sicurezza.

Chi può partecipare

Possono aderire alla Rete WHP tutte le aziende pubbliche e private interessate a promuovere la salute dei propri lavoratori, purché in regola con gli obblighi contributivi e assicurativi e con le normative in materia di salute, sicurezza e tutela ambientale. L’adesione è volontaria e avviene contattando l’ASL competente per territorio.

Link

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/luoghi-lavoro-che-promuovono-salute-whp

cs

54esima Traversata a nuoto del Lago di Viverone

Circuito Nobile dei Laghi

1 Agosto2026

Quota 54!!!!

Quando i fondatori diedero luogo alla prima edizione ufficiale (disputata in forma privata) de La Traversata a Nuoto del Lago di Viverone il 14 Agosto 1969, non ci si aspettava che potesse diventare un appuntamento fisso.

Il grande successo di questa manifestazione era già nell’aria nel 1976, anno in cui fu documentata e inserita negli annali archiviati dalla Pro Loco.

Nel 2011 fu inserita nel circuito “Nobile dei Laghi” rientrando così nelle 17 traversate più importanti d’Italia, per storia,tradizione e valore sportivo.

Il prossimo 01 Agosto alle ore 14.30, avrà luogo la 54esima edizione.

Lo staff dell’Asd ormai assodato, in capo al Presidente Piero Sarasso, ha iniziato le operazioni di organizzazione ognuno con specifici incarichi per avere sempre in monitoraggio le varie situazioni.

Lo slogan “Acque libere e Nuoto per tutti!” rimane assolutamente la nostra missione:

da una parte c’è lo spirito agonista in sfida coi propri limiti e dall’altra lo spirito del turista in cerca di splendidi paesaggi e momenti emozionanti.

La tradizione di un luogo ne garantisce la memoria storica, e soprattutto oggi è necessario ricordare la tradizione che, però, cresce e si consolida negli anni.

Anche quest’anno, grazie al patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte e Comune di Viverone Assessorato allo Sport si potrà garantire una giornata di sport e svago, assicurando tranquillità ai partecipanti ed agli ospiti con un adeguato supporto alla sicurezza del nuotatore.

Si ringrazia sin da ora gli sponsor che hanno permesso la realizzazione organizzativa dell’evento e un particolare plauso a Tenute Stefano Farina, un gruppo del mondo vitivinicolo sempre vicino alle iniziative di ampia comunicazione.

Sul sito www.asdlagodiviverone.com tutte le notizie e indicazioni in merito al circuito.

Il Presidente dell’ASD Lago di Viverone, è orgoglioso del livello nazionale della manifestazione, premiata anzitutto per la qualità proposta. Le traversate a nuoto in acque libere è diventato un appuntamento ormai presente in tutti i laghi e per Viverone deve rappresentare un momento di incontro dove competizione, solidarietà, storia e tradizione di una comunità si fondono da oltre 50 anni. La distanza prevista è di circa 4 km. La partenza avverrà alle 14.30 dal Molo di Anzasco di Piverone e l’arrivo in frazione Masseria di Viverone presso il Ristorante Bar Pescatori

Il tempo massimo di percorrenza, per l’intera traversata è valutato in due ore.

La premiazione di tutti i partecipanti è prevista per le ore 18.00.

Le iscrizioni sono già iniziate il 1 Giugno, visto l’inserimento a carattere nazionale e gli standard di procedure che sono stati richiesti dal “Circuito” e saranno aperte on line sino alle ore 18.00 del giorno 31 Luglio .

Alla mattina non verranno più garantite le iscrizioni “last minute”. Qualora ci sia ancora disponibilità l’iscrizione potrà avvenire con una maggiorazione di € 10,00.

Si auspica anche per questa edizione di raggiungere la soglia dei 100 iscritti.

Evento sempre più internazionale per una folta rappresentanza di nuotatori esteri

Per avere informazioni a riguardo, procedere con iscrizione e pagamento, invio documenti si invita a visitare il sito www.asdlagodiviverone.com oppure mandare mail a info@asdlagodiviverone.com

Rock Jazz e dintorni a Torino: Morrissey e Lori Williams

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA 

Martedì. Per Astimusica si esibisce Morrisey (il cantante degli Smiths). Al Magazzino sul Po suonano i Totorro. A Cervere (Cn) è di scena Sal Da Vinci. 

Mercoledì. Al Blah Blah si esibisce il duo Maryca-Alessandro.

Giovedì. Per il Due Laghi Jazz Festival ad Avigliana, è di scena il Lori Williams sextet. Allo Più Spazio 4 di piazza Paravia, suona il quartetto di Anna Coccoli.

Venerdì. Per Monfortinjazz all’auditorium Horszowski, è di scena Suzanne Vega. Al Circolino suona il Tokyorama Instabile Trio. Allo Ziggy si esibiscono gli Alltheniko +Maledicto.

Pier Luigi Fuggetta