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Dossier EuroPride 2027. A Torino attesi fino a 300mila partecipanti

 

Torino si prepara ad accogliere EuroPride 2027, la più grande manifestazione europea dedicata ai diritti LGBTQIA+, in programma dal 18 al 26 giugno: un appuntamento di rilevanza internazionale che punta ad attrarre fino a 300mila presenze e generare ricadute economiche e culturali significative per la città e il territorio.

A presentare il dossier previsionale sulle ricadute è stato il presidente del Comitato organizzatore, Alessandro Battaglia, che ha sottolineato la necessità di una partecipazione ampia: un invito rivolto non solo alle istituzioni pubbliche, già coinvolte nel sostegno alla manifestazione, ma anche alle aziende – grandi e piccole, locali e multinazionali – e ai privati, chiamati a contribuire alla realizzazione dell’evento.

Alla presentazione del documento è intervenuto il sindaco Stefano Lo Russo, che ha dichiarato :“La Città di Torino ha sostenuto sin dal primo momento la candidatura ad ospitare l’Europride, consapevole dell’importanza che questo evento riveste non solo dal punto di vista delle ricadute turistiche ed economiche ma prima di tutto dal punto di vista valoriale, nella battaglia per il riconoscimento dei diritti.
Il tema dei diritti è sotto attacco a livello internazionale ed essere sindaco di una città che ospiterà l’Europride è un orgoglio ma anche una grande responsabilità. Come città siamo da sempre in prima fila e siamo consapevoli che sia necessario continuare a lottare per la conquista di nuovi diritti, a partire dal matrimonio egualitario”.

L’assegnazione di EuroPride a Torino risale al 2024, quando l’Assemblea generale dell’EPOA ha scelto il capoluogo piemontese grazie al lavoro di accreditamento internazionale portato avanti dal Coordinamento Torino Pride.

Per la prima volta in Italia, un Pride si dota di un dossier previsionale sulle ricadute. Commissionato dal Comitato e asseverato dall’Università degli Studi di Milano, le stime presentate nel documento indicano un afflusso compreso tra 40mila e 60mila turisti internazionali, con un totale di partecipanti che potrebbe raggiungere tra le 150mila e le 300mila presenze nell’arco della settimana, e una spesa diretta generata compresa tra i 15 e i 25 milioni di euro, con un impatto complessivo che potrebbe arrivare fino a 50 milioni, a beneficio dell’intero sistema economico locale, dalle strutture ricettive alla ristorazione, fino al commercio e ai servizi culturali.

EuroPride 2027 si articolerà in un fitto calendario di eventi culturali, artistici, sociali e politici. Tra gli appuntamenti principali, una conferenza internazionale sui diritti umani, ospitata al Teatro Carignano e al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, e un programma che coinvolgerà numerose istituzioni culturali cittadine e che avrà tra i suoi punti di accoglienza Palazzo Madama.

Tra le iniziative previste anche Cromatica, il festival nazionale dei cori LGBTQIA+, che porterà in città circa 700 coristi provenienti da tutta Italia, con esibizioni diffuse negli spazi urbani e un galà finale aperto gratuitamente al pubblico. In collaborazione con la Città di Torino e la Fondazione Torino Musei è inoltre in progettazione una nuova opera di Luci d’Artista, pensata come eredità culturale permanente dell’evento.

Particolare attenzione è dedicata anche al turismo LGBTQIA+, con azioni di promozione internazionale già in corso e la partecipazione alle principali fiere di settore di Londra, Madrid e Berlino. La sicurezza e l’accoglienza si confermano elementi centrali, in linea con le dinamiche di un target che privilegia destinazioni percepite come inclusive e affidabili.

Infine, la candidatura torinese si inserisce in una rete nazionale ampia, sostenuta dai principali Pride italiani e dalla rete RE.A.DY, che promuoverà una serie di iniziative su tutto il territorio nazionale in avvicinamento all’evento, rafforzando il calendario e la visibilità di EuroPride 2027.

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Torino caldissima, doppio primato: per isole di calore e per temperature superficiali massime, fino a 44,2 gradi

Mentre l’Italia si prepara ad affrontare una seconda e intensa ondata di calore in meno di un mese, una nuova indagine di Greenpeace Italia svela che la quota di giornate estive con una temperatura media percepita superiore a 32 gradi centigradi, soglia oltre cui l’organismo entra in forte stress da calore, mettendo a rischio la salute delle persone, e passata dal 39% nel periodo 1991-2000 al 62% nel periodo 2021-2025.

Nell’estate del 2025, le regioni con la quota più alta di giornata oltre questa soglia sono tate Puglia, Sicilia, Basilicata, Emilia Romagna e Lombardia. È quanto emerge dal rapporto di Greenpeace Italia “L’estate che scotta”, realizzato a partire dai dati messi a disposizione dai ricercatori Stefano Tersini e Alessandro Cimbelli di ISTAT. L’associazione ambientalista denuncia come questa situazione è sia dovuta alla crisi climatica, alimentata dalle aziende di combustibili fossili, principali responsabili del surriscaldamento globale.

“Per far fronte ai disagi del caldo estremo in città, e ai suoi impatti sulla salute delle persone, dobbiamo anzitutto ridurre le emissioni e concentrarci sugli interventi di adattamento e prevenzione – dichiara Federico Spadini di Greenpeace Italia – nonostante l’aumento delle temperature e degli eventi metereologici estremi, le grandi aziende fossili continuano a investire in petrolio e gas, gravano sul riscaldamento globale e scaricando sul,e persone più vulnerabili i costi delle proprie strategie, orientate solo al profitto”.

Il rapporto di Greenpeace Italia analizza i capoluoghi di regione usando anche i dati riguardanti le temperature di superficie urbane e le isole di calore, zone della città che risultano più calde rispetto alle aree circostanti, a causa della presenza di asfalto, cemento ed edifici che assorbono e trattengono il calore. Il reparto analizza anche i dati sullo stress termico a livello nazionale e regionale. Nei capoluoghi di regione, la media delle temperature massime registrate Nell’estate 2025, ha mostrato valori allarmanti: 10 città su 20 hanno superato i 40⁰, con picchi oltre i 44⁰ a Roma, Torino e Cagliari. Questo indicatore non misura la temperatura dell’aria, e neanche quella percepita, bensì la temperatura fisica della superficie urbana, quella di elementi come asfalto, muri, aree verdi, e contribuisce a descrivere la vivibilità delle città e l’esposizione al caldo nei diversi quartieri. Le conseguenze sulla popolazione sono infatti significative. Circa l’87% degli abitanti dei capoluoghi di regione, pari a 8,2 milioni di persone, vive in quartieri dove d’estate, la temperatura massima superficiale supera i 40⁰. Tra questi ci sono 283 mila bambini sotto i 5 anni, e 1,1 milioni di anziani oltre i 74 anni, categorie vulnerabili al caldo estremo. A rendere i centri urbani invisibili sono anche le isole di calore urbane: circa 4,3 milioni di persone nei capoluoghi di regione vivono in zone caratterizzate da isole di calore intense e molto intense, tra cui 151 mila bambini piccoli e 556 mila anziani. A rischio anche le persone senza dimora o chi vive in abitazioni poco isolate, o senza accesso al rinfrescamento, o ancora chi lavora molte ore all’aperto. La presenza di asfalto, cemento ed edifici, ma anche poco verde e bassa ventilazione, contribuiscono a rendere le città più calde rispetto alle aree rurali circostanti.

Con l’eccezione di Bari, tutti capoluoghi di regione registrano temperature superficiali urbane maggiori rispetto a quelle extraurbane. Il caso più eclatante è quello di Torino, dove nel 2025 la differenza tra le temperature superficiali massime ha superato i 15⁰. A Roma il 40% dei residenti è esposto a isole di calore intense o molto intense, e il 99% della popolazione vive in zone dove d’estate la temperatura superficiale massima supera in media i 40⁰. Ancora più critica la situazione di Napoli e Torino, dove rispettivamente il 92% e 98% dei residenti vive in aree interessate da pericolose isole di calore

M.M.

Ad Alba è (quasi) “Collisioni”

Dal rock internazionale all’indie, fino all’urban contemporaneo: l’albese piazza Medford si prepara alla 18^edizione del “Festival Agri Rock”

Sabato 27 giugno/sabato 4 e domenica 5 luglio

Alba (Cuneo)

Presentata a Torino, è ormai prossima al debutto, nella “Piazza Medford” di Alba, la 18^ edizione di “Collisioni”, il “Festival Agri Rock” (calzante definizione per quel geniale intreccio mantenuto negli anni tra suoni “contemporanei” e antichi valori di un territorio agricolo per eccellenza) che da sabato 27 giugno a domenica 5 luglio tornerà ad animare la storica capitale di Langa con tre grandi giornate dedicate al “sound contemporaneo”, confermandosi come uno degli eventi musicali più attesi dell’estate italiana. Tre grandi giornate (promosse da “Ministero della Cultura”, “Regione Piemonte” e “Città d’Alba” insieme ad innumerevoli Enti e Istituzioni Culturali ed Associative del territorio), con un primo appuntamento sabato 27 giugno e la “doppietta” delle “Giornate Giovani” in collaborazione con “Banca D’Alba”, in programma sabato 4 e domenica 5 luglio, durante le quali “Collisioni” saprà confermare appieno la propria capacità di “raccontare la musica contemporanea in tutte le sue sfumature, ospitando alcuni dei nomi più significativi della scena nazionale e internazionale”.

“La diciottesima edizione di Collisioni – racconta Filippo Taricco, direttore artistico dell’evento – conferma la vocazione del Festival a mettere in dialogo mondi musicali diversi, generazioni differenti e pubblici sempre più ampi. Da Ben Harper, artista simbolo della musica internazionale degli ultimi trent’anni, fino ai protagonisti dell’indie e dell’urban contemporaneo, abbiamo costruito un programma che racconta il presente senza dimenticare la qualità artistica che da sempre contraddistingue Collisioni”.

“Un punto di forza di ‘Collisioni’ – sottolineano da parte loro gli amministratori regionali e locali – è che non si tratta di un Festival paracadutato in un non-luogo e che potrebbe svolgersi ovunque. È il più grande evento musicale d’autore che intorno ha Alba, le Langhe, il paesaggio vitivinicolo ‘Unesco’, con tutta la ricchezza di esperienze che una giornata o un soggiorno qui sanno offrire: dalla storia al paesaggio a, naturalmente, un’enogastronomia unica al mondo”.

E di caratura fortemente internazionale é proprio l’artista che andrà ad inaugurare l’edizione 2026: Ben Harper, cantautore e chitarrista californiano, ad Alba per l’unica data del nord Italia, con la sua leggendaria band “The Innocent Criminals”, nella serata di sabato 27 giugno. Tra i più influenti e versatili artisti della sua generazione, Ben Harper è capace di muoversi con naturalezza fra diversi generi musicali, dal “pop” al “blues”, al “rock”, fino al “funk” e al “folk”. Al suo attivo, 18 album in studiooltre 16 milioni di dischi venduti e tre “Grammy Awards”, oltre alla nomination, nel 2023, ai nuovi “Grammy Special Merit Award” nella categoria “Best Song For Social Change”.

Dopo il “ciclone” Harper “Collisioni” entra nel vivo nel weekend successivo con le due grandi “Giornate giovani” in programma sabato 4, con una “maratona live” dedicata all’ “indie italiano” e domenica 5 luglio, totalmente votata al “sound urban contemporaneo”. Ad aprire la “line up” di sabato 4 luglioAlfa che arriva a “Collisioni” per la sua “unica data in Piemonte”, reduce da un 2025 straordinario e dopo una serie di tour che hanno registrato il tutto esaurito non solo in Italia, ma un po’ in tutta Europa. Nella stessa giornata è atteso Frah Quintale (32 dischi di platino e 11 d’oro), per l’“unica data estiva in Piemonte” del suo “Summer Tour”, in occasione della pubblicazione del nuovo album “Amor Proprio”. A seguire, sul palco di Piazza Medford, si alterneranno il siracusano Marco Castello (anche per lui unica data in Piemonte) con i brani del suo terzo album “Quaglia Sovversiva” e l’astigiano “cantautore indipendente” e “content creator” Andrea Cerrato.

La seconda “Giornata Giovani” di domenica 5 luglio, porta al Festival le voci più contemporanee della scena “urban” internazionale, a cominciare da Moradrapper spagnolo di origine marocchina, vero e proprio nome di punta a livello europeo, insieme a Sayf, per l’unica data in Piemonte del suo “Santissimo Tour”. A chiudere il programma di domenica 5 luglio sarà il milanese Nerissima Serpe (al secolo Matteo Di Falco), in un mescolìo sonoro di “attitudine urban”, “estetica contemporanea” e forte “impatto live”, fresco di pubblicazione del suo ultimo album “Nerissima”, con i featuring di “Artie 5ive”, “Kid Yugi”, “Latrelle”, “Madame”, “Papa V” e “Promessa”. Nomi tutti di grande interesse che  “confermano – sottolineano Alberto Gatto e Caterina Pasini, sindaco ed assessora alla ‘Cultura’ di Alba – la capacità del Festival di richiamare in città migliaia di persone, intercettando un pubblico di tutte le età a partire dai giovani, e di offrire occasioni di incontro, divertimento e intrattenimento di grande qualità”. Tutto è pronto. A breve su il sipario! Per info e programmawww.collisioni.it

g.m.

Nelle foto: “Collisioni 2023” (Ph. Vincenzo Nicolello); Ben Harper (Ph. Barley Arts); Alfa – Roma 2025 (Ph Giorgia Zamboni)

Flibco potenzia il collegamento per l’Aeroporto di Torino


10 corse aggiuntive al giorno

I tre nuovi autobus entrano in servizio sulla tratta tra il centro città e Torino Airport, aumentando del 40% la capacità complessiva del collegamento.

Particolare attenzione all’accessibilità: tutti i nuovi mezzi sono dotati di pedana per persone con disabilità motoria.

Potenziata l’offerta con 10 corse giornaliere aggiuntive.

Flibco, il servizio di shuttle aeroportuali scelto da migliaia di passeggeri, annuncia un importante potenziamento del servizio che collega il centro di Torino, con fermate presso l’Autostazione Corso Vittorio Emanuele II e Porta Nuova, a Torino Airport. L’investimento prevede l’introduzione di tre nuovi autobus di ultima generazione e l’ampliamento dell’offerta con 10 corse giornaliere aggiuntive, a conferma dell’impegno dell’azienda nel rispondere al meglio alla domanda di mobilità aeroportuale sul territorio piemontese.

Una nuova flotta per accompagnare la crescita del traffico aeroportuale

I tre mezzi di ultima generazione sono progettati per offrire maggiore comfort e capacità di trasporto. Il servizio, operato in collaborazione con Bus Company, una delle più importanti realtà del trasporto passeggeri in Piemonte, vedrà, infatti, aumentare del 40% la propria capacità complessiva, con l’obiettivo di rispondere al meglio all’incremento della domanda di trasporto di passeggeri registrato presso l’Aeroporto di Torino.

I nuovi veicoli integrano inoltre tecnologie orientate all’efficienza energetica e alla riduzione dei consumi, contribuendo a rendere il servizio sempre più sostenibile e in linea con le esigenze di mobilità contemporanea.

Accessibilità: un servizio davvero per tutti

Tra gli elementi distintivi del rinnovo della flotta anche una particolare attenzione all’accessibilità. Tutti e tre i nuovi autobus sono infatti dotati di pedana per l’accesso delle persone con disabilità motoria, una scelta che riflette l’impegno di Flibco verso una mobilità inclusiva e accessibile.

Più frequenza e maggiore flessibilità per i viaggiatori

Il potenziamento del servizio prevede inoltre l’aggiunta di 10 corse giornaliere rispetto all’attuale programmazione. Un incremento che consentirà una copertura oraria ancora più ampia e una maggiore flessibilità per chi deve raggiungere Torino Airport o rientrare in città.

Grazie alle fermate di Autostazione Corso Vittorio Emanuele II e Porta Nuova, il collegamento si conferma come una soluzione pratica e facilmente accessibile per residenti, turisti e viaggiatori business.

“Con questo investimento confermiamo la nostra volontà di rafforzare ulteriormente la presenza di Flibco in Piemonte e di accompagnare la crescita di Torino Airport con un servizio sempre più efficiente, accessibile e sostenibile”, dichiara Giuseppe Martino, Country Manager di Flibco Italia. “L’introduzione dei nuovi autobus e l’aumento delle frequenze ci consentono di offrire ai passeggeri una capacità superiore, maggiore flessibilità e un’esperienza di viaggio ancora più inclusiva, rispondendo concretamente alle esigenze di mobilità del territorio.”

“La crescita del traffico dell’Aeroporto di Torino rappresenta certamente un’opportunità per sviluppare tutti i servizi rivolti ai passeggeri, incluso il trasporto da e per lo scalo”, commenta Andrea Andorno, Amministratore Delegato di Torino Airport. “Accogliamo quindi con grande soddisfazione l’investimento di Flibco che risponde con tempismo alla crescita dei passeggeri dell’aeroporto all’inizio del picco della stagione estiva ed in prospettiva con l’avvio dei nuovi voli, da settembre 2026, frutto della seconda base low cost sullo scalo. In questo percorso, il miglioramento dei collegamenti tra città e aeroporto è un elemento fondamentale per rendere l’esperienza di viaggio più semplice, integrata e accessibile. L’attenzione al trasporto delle persone con disabilità e a ridotta mobilità, insieme ai servizi di assistenza PRM che il nostro scalo mette a disposizione, conferma l’impegno di Torino Airport nel garantire un’accoglienza sempre più inclusiva e nel rafforzare il proprio ruolo di infrastruttura al servizio del territorio.”

Per maggiori informazioni su orari, prezzi e fermate, visitare il sito:

https://www.flibco.com/it/shuttle/bus-torino-aeroporto-caselle

Sosta in ZTL più semplice: le telecamere dei parcheggi cancellano la burocrazia

Chi parcheggia nel centro di Torino, nella zona della ZTL Centrale, lo sa bene: fino ad oggi, per poter transitare nell’area a traffico limitato attiva dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 10.30, era necessario compilare a mano un modulo di autorizzazione e consegnarlo al personale del parcheggio. Dopo l’estate non sarà più così.

La Giunta comunale, su proposta dell’assessora alla Mobilità, Transizione Digitale e Innovazione Chiara Foglietta, ha approvato l’adozione definitiva del sistema automatico di riconoscimento targhe, che elimina l’obbligo della richiesta cartacea.

Il meccanismo è semplice: quando un automobilista accede a uno dei parcheggi convenzionati nella ZTL Centrale durante la fascia oraria soggetta a limitazioni, la telecamera all’ingresso legge la targa. Se il veicolo sosta per più di 30 minuti, la targa viene automaticamente inserita nella ‘white list’, l’elenco dei veicoli autorizzati al transito, e trasmessa a 5T s.r.l., la società che gestisce la mobilità intelligente per conto della Città. Il conducente non deve fare nulla.

“Eliminare un modulo cartaceo può sembrare una piccola cosa, ma per chi entra in città la mattina presto per andare a lavorare o fare commissioni significa meno burocrazia, meno stress e più tempo — sottolinea Foglietta —. La telecamera legge la targa, il software fa il resto. Digitalizzare i processi della mobilità urbana non è un obiettivo tecnico fine a sé stesso: è uno strumento per rendere Torino più accessibile e vivibile per tutti.”

La sperimentazione era partita nel 2018, su richiesta degli stessi gestori privati dei parcheggi pubblici, e aveva coinvolto i parcheggi Cernaia ed Emanuele Filiberto. I risultati positivi avevano portato a una prima proroga, poi interrotta dalla pandemia e dalla sospensione della ZTL. Il sistema era tornato attivo nel 2022, per consentire alla nuova amministrazione di valutarne l’efficacia prima di una decisione definitiva.

Dopo anni di test, i dati hanno confermato la piena affidabilità del sistema. La Giunta ha quindi scelto di renderlo strutturale per i prossimi 5 anni, in linea con il nuovo contratto quinquennale per l’infomobilità siglato tra la Città e 5T s.r.l. L’avvio operativo è previsto dopo l’estate.

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Pista 500 del Lingotto, il grande schermo sfiora il cielo di Torino

Pinacoteca Agnelli e Distretto del Cinema, in collaborazione con Film Commission Torino Piemonte e Museo Nazionale del Cinema, presentano per il terzo anno consecutivo la rassegna cinematografica all’aperto “Cinema sulla Pista 500”, che nelle prime due edizioni ha riscosso un notevole successo.
Da giovedì 2 a domenica 26 luglio prossimi, una rassegna di diciotto film è  in programma sulla Pista 500. Le pellicole saranno proiettate su un maxischermo montato sulla Pista 500 con un’arena che potrà ospitare 170 posti. Il cartellone 2026 è curato da Fulvio Paganin, direttore artistico di Distretto Cinema, e si articolerà in sei percorsi tematici pensati per stimolare la riflessione e celebrare la grande arte cinematografica.
Ad aprire il programma sarà “Maschere al potere”, una riflessione sul potere che non si mostra mai a volto scoperto, ma indossa divise, si nasconde dietro la burocrazia, si traveste da utopia o si scherma dietro l’illusione della legalità, esplorando le molteplici incarnazioni del controllo, della manipolazione e dell’autorità. Verranno proiettati ‘Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto’ che tratta la delirante impunità del potere istituzionale, ‘La zona di interesse’  in cui si parla di una raggelante e quotidiana normalità del male, ‘Fahreheit 451’ e  le derive geopolitiche e personali di “My father and Gheddafi”.
L’attenzione si sposta poi con “Soggettive d’autrice” all’altra narrativa delle registe del nostro panorama contemporaneo. Si tratta di quattro appuntamenti esclusivi “Il rapimento di Arabella”, “Antartica, quasi una fiaba”, “Illusione” e ”Breve storia d’amore” per andare oltre lo schermo. Ogni proiezione sarà, infatti, arricchita dalla presenza in sala delle autrici, pronte a dialogare con il pubblico e a svelare il dietro le quinte del loro processo creativo.
La proiezione prosegue con ‘Inevitabili attrazioni’, in cui si indagano quelle forze magnetiche a cui è impossibile opporsi, legami che sfidano le convenzioni sociali, le barriere biologiche e persino la stessa ragione. Un’esplorazione di quel territorio misterioso e magnetico in cui il desiderio si fa assoluto, bizzarro, travolgente e inevitabile.

Attraverso sei capolavori della storia del cinema, lo spettatore viaggerà  tra le diverse sfumature di attrazioni che hanno scosso e incantato il grande schermo, l’anticonformismo liberatorio e sentimentale di ‘Harold e Maude’ e quello speculare, ironico e disilluso de ‘Il laureato’ , la fantasia e la follia de ‘La forma dell’acqua’ e il labirinto di ossessioni surreali firmato da  Buñuel in “Quell’ Oscuro oggetto del desiderio”, i dettagli poetici che collegano i destini  de “Il favoloso mondo di Amélie” e i legami psicologici, torbidi e controversi de “Il portiere di notte”.
La rassegna si arricchisce di tre momenti che ne ampliano l’orizzonte  culturale, con uno spazio dedicato ai Restauri del Museo Nazionale del Cinema  con “I nostri anni”, pensati per celebrare la conservazione del nostro patrimonio filmico, cui si affianca la sezione Cinema Made in Piemonte , una finestra sulle produzioni profondamente legate al nostro territorio, come ‘Falene’. Non manca poi un doveroso e scintillante omaggio a Marilyn #100, che celebra il centenario dell’intramontabile icona attraverso la proiezione restaurata del capolavoro “A qualcuno piace caldo”.
Fiore all’occhiello di questa edizione è il parterre di ospiti che accompagneranno le proiezioni, offrendo al pubblico occasioni di approfondimento uniche.

Il viaggio tra gli incontri incomincerà giovedì  2 luglio con l’introduzione a “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” a cura del biografo  Mirko Capozzoni, arricchito da un collegamento speciale con Giovanna Gravina Volonté. Martedì 7 luglio il regista Jihan K e la produttrice Valentina Castellani  Quinn introdurranno il film “My father and Gheddafi”, mentre mercoledì 8 luglio il regista Louis Nero e Andrea Rocco, direttore della Fondazione Sardegna Film Commission, presenteranno la pellicola Milarepa.
La sezione dedicata alle registe contemporanee prenderà il via giovedì 9 luglio con Carolina Cavalli in sala per il “Rapimento di Arabella” , seguita venerdì 10 da Lucia Calamaro che introdurrà “Antartica, quasi una fiaba”. Domenica 12 luglio sarà protagonista Francesca Archibugi, che presenterà al pubblico “Illusione”, passando poi il testimone a Ludovica Rampoldi, in sala martedì 14 luglio per introdurre “Breve storia d’amore”.

Pinacoteca Agnelli

Lingotto, via Nizza 262/103

Da martedì  a domenica

Collezione permanente mostre temporanee10-19

Per aperture e chiusure straordinarie dell’istituzione www.pinacoteca-agnelli.it/visita

Mara Martellotta

TAV Avigliana-Orbassano: “un progetto da ritirare”

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I fondi vadano nella linea 1 e 2 della metropolitana e al trasporto pubblico locale

“Il progetto definitivo della linea Avigliana-Orbassano, così come depositato, comporta un impatto rilevante sul territorio e sui cittadini a fronte di un’utilità che non è mai stata dimostrata. Riteniamo pertanto sia arrivato il momento di rivedere le scelte di spesa e di restituire centralità agli interventi di cui il territorio ha davvero bisogno”.

L’Unione Montana Valle di Susa e i comuni di Avigliana, Caselette e Sant’Ambrogio di Torino, con un approccio logico, razionale e pragmatico, chiedono un cambio di rotta, e lo rivolgono al governo, chiedendo di ridefinire le priorità di investimento infrastrutturale in Piemonte, in particolare nell’area di Torino, accantonando la Avigliana-Orbassano e attribuendo la massima priorità al completamento della linea 1 e la realizzazione della linea 2 della metropolitana. Richiedono alla Regione Piemonte di esercitare fino in fondo il proprio ruolo nel procedimento, valutando con rigore le criticità emerse, esprimendo parere negativo sull’intesa, sulla localizzazione e in sede di valutazione di impatto ambientale.

Richiedono a RFI di ritirare il progetto proposto e di concorrere alla definizione di un programma di interventi di manutenzione e di potenziamento delle linee esistenti. Il progetto preliminare risale a 15 anni fa; per arrivare al definitivo è stato necessario altrettanto tempo, senza però aggiornare gli studi di flusso e le soluzioni progettuali, e senza tenere conto di un sistema viabilistico, nel frattempo, profondamente mutato. L’attuale progetto non può quindi essere trattato come una semplice conferma del preliminare di allora. La corrispondenza tra due, presupposto dell’intesa sulla localizzazione, non risulta dimostrabile né sul piano tecnico né su quello giuridico.

Pur presentato come definitivo, l’elaborato di RFI non è tecnicamente approvabile: risulta approssimativo e incompleto, con dati e elementi progettuali in contrasto fra loro, e con questioni dirimenti come la cantierizzazione trattata in modo aleatorio, ben lontano da quanto ci si attenderebbe da un progetto di questo livello. A mesi dal deposito, peraltro, RFI non ha ancora chiarito cosa servirebbe una nuova ferrovia tra Avigliana e lo scalo merci di Orbassano, in aggiunta alla linea esistente: la proposta si regge unicamente su ipotesi di servizi ferroviari locali, ovveroil raddoppio dei treni tra Avigliana e Torino, di cui nessuno ha mai chiesto attivazione,  e per le quali non sono state programmate le coperture economiche. Nonostante questo, il Commissario di Governo ha avviato l’iter di autorizzazione della tratta, in assenza delle risorse necessarie a realizzarla nel breve e nel medio periodo. Un impiego di tempo e di risorse pubbliche che non produce un beneficio concreto per la mobilità dei cittadini.

A pesare è anche il quadro procedurale. L’iter della Legge Obiettivo e quello Commissariale dello Sblocca Cantieri relegano ai margini i ruoli che la Costituzione riconosce ai Comuni e agli Enti locali, di fatto esclusi dalle sedi in cui si assumono le decisioni.

Lo stesso Comitato di Supporto istituito dalla Regione Piemonte non può sostituirsi alla conferenza dei servizi, che è la sede tecnica prevista dalla legge per il confronto. Alla stato attuale, opera come tavolo informale, senza il coinvolgimento delle direzioni tecniche regionali e senza impegni vincolanti per RFI e per il Commissario di Governo: il rischio è che le scelte maturino fuori dalle sedi proprie.

“Chiediamo pertanto che il confronto si svolga dove deve avvenire, con pieno contraddittorio e nel merito tecnico. Il nostro territorio sconta da troppo tempo la mancanza di risorse per le opere che servono davvero a rendere rapido e accessibile il trasporto pubblico, a partire dalla metropolitana. È arrivato il momento di rimettere in ordine le priorità e di rispondere concretamente ai reali bisogni dei cittadini e delle cittadine.

M.M.

Per un’Italia che torni a crescere: studiamo di più Cavour e De Gasperi 

Ho appena lanciato la petizione su change.org alla MELONI e a VALDITARA “Per un’Italia che torni a crescere: studiamo di più Cavour e De Gasperi” e vorrei sapere se puoi darmi una mano aggiungendo la tua firma.grazie. Da anni il Paese cresce dello zero virgola.

I Governi Cavour e De Gasperi oltre alla grande Vision adottarono provvedimenti che rilanciarono economia e lavoro. In molte università estere si studiano i provvedimenti che portarono al Boom economico. La Scuola italiana insegna molto poco le scelte di Cavour e di De Gasperi. Di qui nasce la mia Petizione alla MELONI e a Valditara .

Il mio obiettivo è raggiungere migliaia di firme a ho bisogno di maggiore sostegno. Puoi saperne di più e firmare la petizione qui:

Mino Giachino

Dolci della tradizione: i baci di dama

Tostate in forno le mandorle e le nocciole. Pelatele, riducetele a granella fine e mescolatele con lo zucchero e la vaniglia fino a ottenere una farina granulosa. Incorporate delicatamente il burro ammorbidito a temperatura ambiente, maneggiando l’impasto il meno possibile, solo il necessario per amalgamare gli ingredienti.

Leggi la ricetta su piemonteitalia.eu: https://www.piemonteitalia.eu/it/enogastronomia/ricette/baci-di-dama