Vol.To ETS ha presentato la nuova Carta dei Servizi 2026, in un momento di incontro e confronto con le associazioni accreditate e i volontari del territorio, che ha coinvolto 94 partecipanti in presenza e 330 collegati online, riaffermando il proprio ruolo di riferimento per il Terzo Settore torinese. L’ente conferma il proprio impegno nel garantire servizi gratuiti e qualificati, accompagnando le organizzazioni nelle sfide quotidiane e nei percorsi di crescita. Sostenibilità, innovazione e digitalizzazione restano le direttrici centrali dell’azione di Vol.To ETS, orientata a rafforzare le competenze degli Enti del Terzo Settore e a rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni della comunità della provincia di Torino.
La Carta dei Servizi 2026 illustra le attività e i servizi che Vol.To ETS realizzerà nel corso dell’anno, definendone modalità di erogazione e criteri di accesso. Il documento presentato descrive nel dettaglio i servizi messi a disposizione da Vol.To ETS, che comprendono la concessione di sale e attrezzature, percorsi strutturati di formazione e consulenza, oltre a servizi di supporto alla comunicazione, inclusa la stampa di materiale promozionale. Pensata come strumento operativo di consultazione, la Carta fornisce informazioni chiare sui destinatari dei servizi, sugli standard qualitativi e sulle tempistiche di erogazione. Per ciascuna tipologia di servizio è stata indicata le modalità di richiesta, i riferimenti allo staff competente e i collegamenti al sito www.volontariatotorino.it, anche tramite QR code.
La Carta dei Servizi 2026 presenta un insieme articolato di servizi e opportunità pensati per rafforzare il lavoro quotidiano dei volontari e degli Enti del Terzo Settore. I servizi illustrati ampliano le possibilità di supporto, accompagnamento e progettazione, offrendo strumenti concreti per sviluppare competenze, costruire collaborazioni e rendere più efficace l’azione delle associazioni sul territorio. Un’offerta orientata a sostenere gli ETS nelle diverse fasi della loro attività e a valorizzare l’impegno delle persone che vi operano. In questo quadro, per esempio, si inserisce la priorità strategica del ricambio generazionale, già condivisa con i Soci in occasione dell’Assemblea dei Soci di novembre 2025, con un’attenzione specifica al rapporto tra volontariato e mondo della scuola. I servizi dedicati a questo ambito mirano a costruire un canale strutturato di avvicinamento dei giovani al volontariato, favorendo la conoscenza delle realtà associative e contribuendo alla continuità e alla vitalità futura del Terzo Settore.
Stefano Meneghello, Presidente di Vol.To, commenta così questo nuovo anno di servizi di Vol.To: «La presentazione della Carta dei Servizi rappresenta un appuntamento particolarmente significativo, sia per le associazioni, che attraverso questo momento possono dare avvio in modo concreto alla programmazione delle attività per il nuovo anno, sia per il Centro, che traduce in azioni operative le linee e gli obiettivi condivisi nella Programmazione. È il passaggio in cui le parole lasciano spazio ai servizi, agli strumenti e alle opportunità messe a disposizione del territorio. Questo momento segna l’inizio di un lavoro che è necessariamente comune, fondato sull’ascolto, sul confronto e sulla collaborazione con volontari ed Enti del Terzo Settore. È da questa relazione costante che Vol.To costruisce servizi sempre più efficaci e accessibili, capaci di rispondere ai bisogni reali delle associazioni e di accompagnarle nelle sfide quotidiane che il volontariato è chiamato ad affrontare»




I monarchici del partito monarchico e della stessa Umi non riuscirono mai a fare un qualcosa di simile alla “Mole” che, come scrisse Carlo Delcroix , fu “il più vecchio e strenuo giornale“, diffuso in tutta Italia . Dopo Fedeli il gruppo fu presieduto dall’imprenditore Aldo Piazza. Affiancò Cavallotti come redattore capo del giornale Gian Luigi Boveri, futuro dirigente della Sanità pubblica piemontese. Fedeli fu un uomo eccezionale che, se fosse entrato in altri partiti, sarebbe diventato sicuramente parlamentare e forse anche ministro. Quel gruppo ebbe tanti soci importanti: dalla scrittrice Bianca Galimberti allo scultore Giovanni Reduzzi. Ma La Mole ebbe anche un gruppo Fiat e un gruppo di tramvieri, a dimostrazione del radicamento popolare dell’associazione. Anche Angelo Pezzana scrisse a lungo sulla “Mole”. E’ una pagina di storia torinese meritevole di essere ricordata anche in consiglio comunale dove Fedeli fu consigliere molto autorevole e rispettato anche dagli avversari politici.
Lettere scrivere 

Qualche giorno fa nel mio alloggio di Bordighera ho scoperto, arrivando, che il riscaldamento non era in funzione. Un disastro che avrebbe pregiudicato il lungo fine settimana programmato. Senza sperarci – era di sabato – ho chiamato l’assistenza che mi ha risposto dicendo che faceva il possibile per inviarmi un tecnico. Dopo circa un’ora è suonato il citofono che segnalava l’arrivo insperato del soccorso. Ma questo è solo l’antefatto. Il tecnico non solo si rivelò capace e rapido, ma vedendo alcuni arredi e quadri, nella mia vecchia casa di famiglia, che si richiamano alla storia d’Italia, ha iniziato a raccontarmi che suo nonno era un esule da Fiume cacciato dalla furia titina e mi ha detto che lui non poteva perdonare ciò che i titini avevano fatto alla sua terra di origine. Essendo a fine giornata, abbiamo parlato mezz’ora di temi storici e ho visto in un lui un vero italiano orgoglioso di esserlo. Gli ho fatto vedere il volantino lanciato da D’Annunzio nel volo su Vienna e si è commosso. E si è stabilito tra noi un rapporto come solo avevo conosciuto tra italiani all’estero di cui raccontava mio padre e che io stesso ho potuto constatare. In Italia non mi era mai capitato. Siamo invasi da gente che odia l’Italia, da gente accecata dalla faziosità e affascinata dalla violenza. Gli attacchi velenosi alla Rettrice dell’Università di Torino per aver impedito una nuova devastazione di Palazzo nuovo, sono solo l’ultimo episodio dell’esplosivo meticciato politico tra finti italiani e immigrati che delinquono. Il tecnico del riscaldamento con cui ho stabilito un rapporto a prima vista, accomunati dal rispetto della storia e dal patriottismo, è un nobile esempio a cui guardare per far rinascere l’Italia a nuova vita. Se ci sentissimo tutti più italiani, l’Italia ne trarrebbe un grande giovamento. Il nostro colloquio si è chiuso con due miei piccoli regali simbolici: la stampa di un disegno di Paolo Caccia Dominioni che tra l’altro raccolse le salme dei Caduti ad El Alamein dove aveva combattuto e una coccarda tricolore che mi donarono nel 2011 dopo un mio discorso per i 150 anni dell’Unità a Bordighera. Da un incidente è nato uno spirito solidale tra Italiani. Una cosa molto bella e oggi purtroppo rara.
Ci sono delle fasi nella politica dove è richiesta anche e soprattutto la categoria del coraggio.