ilTorinese

Arrestato 17enne per stalking ai danni di una 15enne

I Carabinieri di Casale Monferrato hanno arrestato un ragazzo di 17 anni ritenuto responsabile di atti persecutori nei confronti di una giovane di 15 anni. Secondo le indagini coordinate dalla Procura per i minorenni di Torino, il ragazzo non avrebbe accettato la fine della relazione, minacciando ripetutamente la vittima e provocandole uno stato d’ansia costante.

In un episodio, la ragazza ha riportato lesioni necessitando cure mediche. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, il minorenne è stato trasferito in un centro di prima accoglienza, mentre il procedimento penale proseguirà per accertare le responsabilità.

Disabilità, 340 casi seguiti in un anno: il lavoro di Caramazza nello staff di Cirio in Regione

Sono 340 le situazioni di persone con disabilità seguite nell’arco di un anno da Massimiliano Caramazza, scelto dal presidente della Regione Alberto Cirio per entrare nel suo staff come collaboratore sui temi della disabilità e sulle difficoltà di accesso ai servizi.

Attraverso un’attività costante di ascolto e presenza sul territorio, con grande attenzione alle singole storie, Caramazza, 53 anni, affetto da sclerosi amiotrofica spinale, ha lavorato in sinergia con enti locali, aziende sanitarie e realtà del terzo settore, operando in coordinamento con gli assessori al Welfare Maurizio Marrone e alla Sanità Federico Riboldi.

Dall’analisi dei 340 casi emerge come la criticità più ricorrente sia la difficoltà di orientarsi tra informazioni frammentate e competenze differenti, inserite in procedure spesso complesse. A questo si aggiungono segnalazioni legate a sovrapposizioni normative tra i diversi livelli istituzionali, che possono determinare rallentamenti e generare aspettative non sempre coerenti con le competenze regionali.

Un anno fa Caramazza era entrato nella squadra del presidente in seguito a un post-appello pubblicato sui social e ripreso da alcuni giornali, in cui denunciava le difficoltà quotidiane delle persone con disabilità: dall’accesso ai contributi al riconoscimento dei diritti, fino alle barriere architettoniche, burocratiche e amministrative che ancora oggi rappresentano ostacoli concreti. Da quell’appello è nata la proposta di collaborazione avanzata dal presidente, con l’obiettivo di affrontare i problemi aperti valorizzando l’esperienza diretta di chi vive queste situazioni ogni giorno. In dodici mesi, il percorso avviato ha consentito di individuare criticità ricorrenti e di portarle all’attenzione delle istituzioni per costruire possibili soluzioni.

«Abbiamo chiesto a Massimiliano Caramazza di darci una mano perché accanto alle nostre strutture tecniche che si occupano da sempre e bene di disabilità e assistenza, volevamo avere con noi una persona che avesse conoscenza diretta delle situazioni – puntualizza il presidente Cirio – Questo ci ha consentito di affrontare piccole situazioni che però sono grandissime per chi le vive e di cui la Pubblica amministrazione ha il dovere di farsi carico: in questo primo anno infatti abbiamo raccolto un patrimonio di ascolto e di conoscenza che oggi ci consente di lavorare meglio come istituzione. La Regione ha proprio questo compito. Cioè quello di ridurre le distanze e rendendo i percorsi più chiari, e questo è il metodo che vogliamo continuare a seguire: costruendo risposte sulla base dei bisogni delle persone».

Caramazza, a fianco del presidente Alberto Cirio, sottolinea:
«Questo incarico è nato dall’idea che per affrontare davvero il tema della disabilità servano prima di tutto ascolto, sensibilità e esperienza diretta – spiega Caramazza – Stare sul territorio è stato fondamentale per capire dove i percorsi si interrompono e perché, anche quando i servizi esistono. La richiesta di supporto è molto alta e il riscontro che arriva dal mondo medico e amministrativo è incoraggiante. Il lavoro svolto in questo primo anno serve a creare le condizioni perché le risposte diventino più chiare, più coordinate e più vicine alle persone».

Anche l’assessore Federico Riboldi evidenzia il valore dell’iniziativa:
«Il lavoro svolto con passione e professionalità da Caramazza – sottolinea l’assessore Riboldi – è stato fondamentale per affiancare alle politiche pubbliche l’ascolto diretto delle persone e delle loro famiglie. I 340 casi seguiti non sono numeri, ma storie che ci aiutano a individuare criticità concrete nei percorsi sanitari, sociali e amministrativi e a migliorare l’integrazione tra i servizi».

Sulla stessa linea l’assessore Maurizio Marrone:
«Sto conoscendo e apprezzando Massimiliano come persona – evidenzia l’assessore Marrone – che unisce un carattere determinato, allergico ad ogni ingiustizia, con il necessario pragmatismo richiesto da una materia così delicata. Le qualità che servono alla squadra del welfare piemontese per lavorare al meglio».

La moglie fantasma, in scena Maria Grazia Cucinotta e Pino Quartullo

Teatro Concordia  Domenica 1 marzo, ore 21

 

In La moglie fantasma Maria Grazia Cucinotta torna al suo amore per il teatro in una commedia di grande successo all’estero, affiancata da un talento come Pino Quartullo, tra gli attori più amati del panorama italiano, per la direzione di Marco Rampoldi, firma da anni impegnata nella edizione di testi ancora sconosciuti in Italia.

 

Edward, scrittore di teatro in crisi, non ha superato la morte della moglie, ma proprio quando sembra affacciarsi una nuova possibilità (quella di Glenda, giovane affascinante attrice) come un novello Amleto, riceve la visita dello spirito della moglie morte, Ruby. Questa non si presenta in modo molto shakespeariano, al contrario: ha conservato i modi burberi, schietti, il cinismo e l’arroganza di quand’era viva. Inoltre, è tornata dall’aldilà per una grande confessione: non è morta per aver accidentalmente mischiato cocktail e droghe, ma è stata assassinata ed Edward deve aiutarla a scoprire chi è stato.

La moglie fantasma è un mix di Spirito allegro e Amleto. La figura di Ruby è esilarante, un fantasma molto distante dai soliti cliché. E il giallo riserva delle belle sorprese, con l’entrata in scena nel secondo atto di vari personaggi per arrivare poi a un finale con un colpo di scena che scatena l’ilarità. David Tristram si supera in una commedia divertente, piena di ironia, giochi di parole e di godibili rimandi al grande bardo.

Info

Teatro della Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

Domenica 1 marzo 2026, ore 21

La moglie fantasma

Con Maria Grazia Cucinotta e Pino Quartullo

E con Gianmarco Pozzoli, Roberta Petrozzi, Giorgio Verduci e la partecipazione di Alessandra Faiella

Di David Tristram

Traduzione Enrico Luttmann

Regia di Marco Rampoldi

Produzione: Nido di Ragno e Rara

Biglietti: intero 22 euro, ridotto 20 euro

www.teatrodellaconcordia.it

011 4241124 – info@teatrodellaconcordia.it

 

Città più verdi contro il clima che cambia: nasce GreenUP Piemonte

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GreenUP Piemonte: parte il grande patto per il verde urbano, 31 Comuni insieme per la rigenerazione ambientale

Ha preso il via ieri, presso il Grattacielo Piemonte di Torino, GreenUP Piemonte, il progetto biennale promosso da Fondazione Agrion e Regione Piemonte, in collaborazione con Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta e ANCI Piemonte. L’iniziativa coinvolge 31 Comuni piemontesi in un percorso strutturato di analisi e pianificazione per rafforzare e riqualificare il patrimonio verde urbano, con l’obiettivo di contrastare il cambiamento climatico e migliorare la qualità della vita nelle città.

Le aree urbane rappresentano oggi il fulcro della sostenibilità territoriale: ospitano la maggior parte della popolazione e sono i luoghi in cui gli effetti della crisi climatica si manifestano con maggiore intensità — isole di calore, perdita di biodiversità, peggioramento della qualità dell’aria e crescente impatto sulla salute e sul benessere delle comunità. In questo contesto, il verde urbano diventa una vera infrastruttura strategica.

GreenUP Piemonte nasce per mettere a disposizione dei territori l’esperienza scientifica maturata da Fondazione Agrion, traducendola in strumenti concreti per la progettazione e la gestione sostenibile degli spazi verdi. Il progetto introduce un sistema di analisi ESG basato su dati oggettivi e misurabili, che consente di valutare lo stato ambientale dei Comuni e di pianificare interventi mirati, monitorabili nel tempo. L’assunto di fondo è chiaro: solo attraverso dati certi è possibile costruire politiche efficaci e durature.

Il percorso coinvolge i Comuni di Alba, Argentera, Bra, Borgo Ticino, Busca, Burolo, Cavour, Cumiana, Cherasco, Carpeneto, Condove, Candiolo, Cuneo, Elva, Fossano, Govone, Lagnasco, Manta, Monasterolo di Savigliano, Moretta, Orbassano, Ovada, Pianezza, Pancalieri, Pinasca, Piozzo, Rivarolo Canavese, Saluzzo, Santena, Settimo Rottaro e Oleggio Castello, che per due anni saranno accompagnati in un processo di miglioramento continuo e strutturato.

Come sottolineato dal presidente di Agrion, Giacomo Ballari, il progetto integra pianificazione e ricerca applicata, traducendosi in protocolli operativi per la progettazione del verde urbano e nello sviluppo di tecnologie innovative per una gestione più efficiente e inclusiva degli spazi pubblici. L’obiettivo è incrementare la biodiversità, tutelare insetti impollinatori e migliorare la salute dei cittadini, riconoscendo al verde la stessa dignità infrastrutturale riservata a strade e ponti.

Anche l’assessore regionale Paolo Bongioanni ha evidenziato il valore strategico dell’iniziativa, inserendola in una visione più ampia di rafforzamento dell’identità piemontese e della competitività internazionale del territorio. GreenUP viene definito un progetto innovativo a livello nazionale, capace di riportare la natura al centro delle città e di generare benefici ambientali, sanitari e turistici.

Per Fondazione Agrion, come spiegato da Marika Cattaneo, l’obiettivo è trasformare la sostenibilità da principio astratto ad azione concreta, accompagnando i Comuni in un percorso che tenga insieme ambiente, economia e benessere sociale. Un modello collaborativo che ha trovato pieno sostegno anche nei partner istituzionali.

Il presidente di ANCI Piemonte, Davide Gilardio, ha definito GreenUP un’opportunità concreta per le amministrazioni locali, mentre Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, ha parlato di un cambio di passo culturale: il verde urbano viene finalmente riconosciuto come infrastruttura essenziale per città più sane e resilienti.

Nel corso dell’evento è intervenuto anche il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha ribadito il ruolo chiave delle aree verdi urbane nella mitigazione climatica, richiamando l’impegno del Ministero anche attraverso gli interventi previsti dal PNRR per la piantumazione di nuove specie arboree nelle città metropolitane.

Ampio spazio è stato dedicato anche all’innovazione e alla sperimentazione: dai protocolli per la creazione di spazi dedicati alla biodiversità ai giardini terapeutici, fino allo sviluppo di un campo sperimentale di ricerca applicata che fungerà da dimostratore di buone pratiche. Tra le soluzioni in fase di studio figurano tappeti vegetali alternativi ai prati tradizionali, aiuole dedicate agli insetti utili, alberate miste e sistemi di gestione dell’acqua capaci di migliorare la resilienza urbana.

Il progetto coinvolge inoltre l’Istituto superiore G. Vallauri di Fossano, che partecipa alle attività di progettazione e sperimentazione, contribuendo alla formazione delle nuove generazioni impegnate nella rigenerazione urbana.

La componente tecnologica è garantita anche dalla collaborazione con Betacom e Viso-Drones, che mettono a disposizione strumenti digitali e droni per la mappatura e il censimento del verde urbano.

A chiudere l’incontro è stato il presidente della Regione, Alberto Cirio, che ha sottolineato come GreenUP Piemonte rappresenti un nuovo modello di gestione del verde urbano: un sistema integrato che combina tecnologia, dati scientifici e politiche ambientali, offrendo alle amministrazioni strumenti concreti per pianificare interventi misurabili e verificabili nel tempo.

Al termine della presentazione, i 31 Comuni aderenti hanno ricevuto l’attestazione ufficiale di partecipazione al progetto, sancendo l’avvio di un percorso condiviso verso città più verdi, resilienti e orientate al futuro.

Il Piemonte si promuove a Sanremo

Da martedì 24 a sabato 28 febbraio, nei giorni del 76° Festival della Canzone italiana, il Piemonte si racconta a Sanremo con “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte”.

Si tratta di un’iniziativa itinerante pensata per coinvolgere il pubblico e i turisti della città attorno all’evento più importante della musica italiana con attività coinvolgenti in centro e nei luoghi più frequentati della città: Lungomare Italo Calvino, Giardini Vittorio Veneto, via Matteotti, Molo Nord, Lungomare Sud. Cinque kart elettrici brandizzati diventano veri e propri salottini mobili in grado di accogliere chi, incuriosito, salta a bordo e ogni giorno dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 18 faranno conoscere il Piemonte grazie a una sorprendente e originale serie di momenti interattivi col pubblico e ogni pomeriggio distribuendo gratuitamente al pubblico i suoi prodotti agroalimentari d’eccellenza: cioccolato e giandujotti di Torino, nocciole Piemonte Igp, riso di Baraggia Dop, mele di Cuneo Igp, formaggio Bra Dop, Vermouth di Torino Ig.

Turisti, passanti e personalità del mondo della musica e dello spettacolo saranno coinvolti con quiz, domande curiose e interviste veloci sulla loro conoscenza del Piemonte, del suo territorio e della sua enogastronomia. Il tutto pensato con un’attitudine molto social: le attività itineranti previste diventeranno contenuti visibili sui nuovi canali Instagram piemonteis_eccellenzapiemonte e Facebook Piemonteis Eccellenza Piemonte, e quelli istituzionali della Regione Piemonte.

giovedì 26 febbraio alle ore 17 nei locali di via Roma 88 il Piemonte propone i suoi vini e sapori in un aperitivo con salsiccia del Consorzio Salsiccia di Bra, salame del Consorzio salame Piemonte Igp, formaggi Valgrana, carne della macelleria Gaveglio, Cuneesi e baci di dama Bramardi, accompagnati dai vini dei Consorzi di tutela Brachetto d’Acqui Docg e Asti Docg.

A spiegare la filosofia dell’iniziativa l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo Paolo Bongioanni: «Il Festival di Sanremo è un appuntamento dove non si può mancare. Attorno ad esso si muove una mole di appassionati, fan, turisti, addetti ai lavori, media e opinion leader. Essere presenti significa poter intercettare un pubblico potenziale enormein una modalità leggera e coinvolgente, social e pop. A questo si aggiunge la vicinanza della Riviera e dei suoi turisti alle mete piemontesi, su cui stiamo costruendo strategie di promozione comune con la Regione Liguria, e che è un vero e proprio invito a venire a scoprire il territorio dove nascono i prodotti fregiati dal marchio di qualità “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte”, che vogliamo far conoscere in tutta la loro prelibatezza».

Caso Lear: le reazioni politiche

“Abbiamo appreso della volontà di Lear di interrompere le trattative relative alla reindustrializzazione del sito produttivo di Grugliasco. Si tratta di un passaggio delicato che riguarda il futuro di centinaia di lavoratori e di un presidio industriale strategico per il nostro territorio.

La Regione è in contatto costante con Lear, FIPA, le rappresentanze sindacali e con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy: nelle prossime ore sarà convocato un tavolo ministeriale nel quale la questione verrà approfondita in ogni suo aspetto. È in quella sede che si dovranno assumere le necessarie responsabilità e chiarire definitivamente il quadro industriale. Da parte nostra l’obiettivo è uno e uno soltanto: la tutela piena di tutti i lavoratori coinvolti in questa complessa fase di transizione. Su questa partita la Regione non arretrerà di un solo centimetro”.

Lo ha dichiarato Elena Chiorino, vicepresidente e assessore al Lavoro della Regione Piemonte, in merito alla vicenda Lear.

“Dopo due mesi di silenzio seguiti all’accordo Lear-Fipa del 29 dicembre scorso, ho portato oggi in aula, con un’interrogazione urgente, la forte preoccupazione delle lavoratrici e dei lavoratori, ancora in attesa di capire se esista per loro un futuro” dichiara la consigliera regionale AVS Valentina Cera.

“La Regione Piemonte – continua Cera – che insieme al Ministero si era fatta garante dell’intesa, non ha avuto nemmeno il coraggio di dichiarare chiaramente che quell’accordo è saltato. Dopo una vertenza durata anni, i lavoratori Lear si ritrovano ancora una volta senza prospettive: scompare dall’orizzonte la reindustrializzazione del sito produttivo e ricomincia il balletto di ipotesi fantasiose su presunti nuovi soggetti interessati. L’unica certezza, oggi, è quella che l’Assessora Chiorino ha evitato di ammettere in aula: dopo due mesi di silenzio, l’accordo che avrebbe dovuto consentire la ripresa della produzione alla Lear e garantire i posti di lavoro è definitivamente fallito. È giunto davvero il tempo che la giunta regionale smetta di perseguire la politica degli annunci e degli slogan sulla pelle di lavoratrici e lavoratori e agisca immediatamente per garantire un futuro industriale a questa regione”.

“Il fallimento dell’accordo per la reindustrializzazione della Lear arriva dopo mesi di silenzio e  incertezza per lavoratrici e lavoratori. Regione Piemonte, e Ministero delle Imprese e del Made in Italy si erano fatti garanti di un’intesa con Fipa che non c’è, ora abbiano il coraggio di dire la verità e spiegare le ragioni di quanto accaduto. I lavoratori e le loro famiglie hanno il diritto di sapere se davvero esistono altri investitori e che ne sarà del loro futuro” – lo dichiara il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi.

“I timori e i dubbi che avevamo manifestato, qualche giorno fa, sulla situazione di stallo in cui versava l’accordo tra Lear e Fipa per la reindustrializzazione dello stabilimento di Torino erano, purtroppo, fondati. E’ di poco fa la notizia, diffusa a mezzo stampa, del venire meno dell’intesa ed è ancora tutta da verificare quella di un nuovo interessamento da parte del gruppo Zetronic.

La situazione è estremamente allarmante e questa notizia, comunicata oggi da Lear, Fipa e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, apre un ulteriore fronte di incertezza per 374 lavoratrici e lavoratori, già da mesi in cassa integrazione straordinaria per area di crisi complessa. L’ipotesi di un nuovo investitore, il gruppo Zetronic, deve essere valutata con la massima trasparenza e credibilità: non possiamo permettere che si ripetano annunci privi di solide garanzie industriali.

In questa vicenda troppi sono gli elementi opachi e ribadiamo la richiesta di un’informativa in Commissione o in Aula dell’Assessore regionale al Lavoro. È indispensabile che la Regione eserciti fino in fondo il proprio ruolo di vigilanza e coordinamento, soprattutto in vista dell’incontro convocato al MIMIT per il 9 marzo. Non possiamo lasciare soli i lavoratori, né accettare che il futuro di un sito industriale strategico per Torino venga gestito senza un confronto pubblico e responsabile.

Auspichiamo il massimo impegno per individuare un percorso di reindustrializzazione serio, credibile e verificabile che tuteli l’occupazione e garantisca prospettive reali al territorio”. questo invece il commento di Monica Canalis vice presidente commissione lavoro e attività produttive del Consiglio Regionale e Laura Pompeo consigliera regionale Pd

Canalis (Pd): “Ecco la legge per ricordare le conquiste giuridiche del 1848”

Verrà celebrata il 17 febbraio, in memoria della cittadinanza riconosciuta ai valdesi e agli ebrei nel 1848.

25.2.2026 – Il nostro territorio nel 1848 fu apripista del riconoscimento dei diritti civili alle minoranze religiose. Il 17 febbraio 1848, infatti, Carlo Alberto firmò le Regie Lettere Patenti, che ponevano fine a secoli di discriminazione e persecuzione e riconoscevano ai cittadini sabaudi di religione valdese i diritti civili, i diritti politici e il diritto di frequentare gli istituti scolastici. 

Il 29 marzo dello stesso anno il Regno di Sardegna avrebbe emancipato anche gli ebrei piemontesi, che divennero finalmente cittadini.

Grazie alla legge regionale approvata oggi, di cui sono prima firmataria e il cui iter è durato un anno e mezzo, il Piemonte continua ad essere un faro del dialogo e dello stato di diritto.

La libertà religiosa e l’uguaglianza dei cittadini a prescindere dal credo professato è una conquista pionieristica piemontese che dalle Lettere Patenti del 1848 è giunta, dopo la parentesi delle leggi razziali, sino alla Costituzione italiana del dopoguerra e permane come impegno attuale.

In un’Italia in cui le identità religiose e culturali si evolvono, ritengo fondamentale che il nostro territorio continui a promuovere l’eguale libertà delle confessioni religiose, termometro di ogni altra libertà e tassello essenziale della convivenza democratica.

Ricordare le conquiste giuridiche della storia del nostro Piemonte può contribuire a far crescere la sensibilità verso quei Paesi del mondo in cui la libertà religiosa è ancora negata e verso quelle fedi religiose che in Italia attendono tutt’ora un riconoscimento. 

Può anche essere un antidoto ai recenti rigurgiti antisemiti e un monito a difendere la non confessionalità delle istituzioni civili, la moderna distinzione tra politica e religione, tra sfera temporale e sfera spirituale.

La nuova legge piemontese può anche essere un segnale extra regionale, vista l’assenza di una legge nazionale sulla libertà religiosa.

Sono molto contenta per questo risultato, frutto di una lunga e faticosa mediazione e di una paziente attività emendativa. 

Si tratta della prima legge della legislatura approvata su proposta dell’opposizione e non della maggioranza. 

Speriamo che questa apertura si traduca in iniziative concrete, per sensibilizzare la popolazione piemontese ai valori della convivenza e della tolleranza, come previsto dal testo. 

Da oggi il Piemonte ha uno strumento in più per promuovere il rispetto delle minoranze e i diritti di cittadinanza, temi attualissimi e strategici. 

Monitoreremo che la legge venga attuata.

Monica CANALIS – consigliera regionale PD, prima firmataria della nuova legge

Scandurra: “Banca di Asti, perché è importante l’autonomia territoriale”

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Pubblichiamo la riflessione di Maurizio Scandurra de ‘La Zanzara’ di ‘Radio24’. Il giornalista e opinionista si è candidato al Cda dell’Istituto inviando nei termini il proprio cv alla Società ‘Spencer Stuart’ incaricata delle selezioni.

Nel grande calderone magmatico e incandescente delle notizie che ruotano attorno a Banca di Asti, ho deciso di tuffarmici anch’io. Candidandomi spontaneamente com’è nel mio stile, effervescente (pur non essendo chi scrive un’aspirina, mi si consenta), al Cda dell’Istituto mediante invio di curriculum vitae – in data venerdì 20 febbraio 2026, e quindi nei termini – ai “cacciatori di teste” della Società ‘Spencer Stuart’: la cosiddetta “Megaditta” made in Usa di Chicago (città che di certo non brilla sotto il profilo onomatopeico) ingaggiata allo scopo. Che, ne sono certo, sicuramente si sarà divertita un mondo a scorrerlo, foto pittoresca inclusa.

Il motivo è semplice. Leggendo i profili di alcuni fra i componenti l’omonima Fondazione, ho notato l’assenza specifica di una competenza bancario-economico-finanziaria precisa. E allora mi sono detto: “Benissimo, sai che c’è? Ora ci provo anch’io!”.

Una boutade alla Fantozzi? Potrebbe essere, ma il buon Paolo Villaggio insegna come sovente, in Italia, nei ruoli-chiave vi siano le persone più impensabili e improbabili. E, altrettanto spesso, anche meno titolate possibili. Un problema atavico, e a quanto pare difficilmente risolvibile, del nostro povero e mesto stivale alle prese con filiere umane oscure e di difficile decifrazione.

Nel Cuneese l’hanno capito benissimo. Ogni microarea ha la propria Cassa di Risparmio (anche un paesino da soli 700 abitanti), e il massimo che è successo è che ciascuna di esse, quali banche di credito cooperativo, finisse nell’orbita dei Gruppi ‘Cassa Centrale’ o ‘Iccrea Banca’, a seconda dei casi.

C’è invece anche chi coraggiosamente, come la ‘CR Fossano’, continua fieramente, e con numeri confortanti, a mantenere la propria indipendenza. Quel valore unico e inestimabile che, ancora oggi, fa la differenza anche in ‘Banca di Asti’.

Asset fondamentale che l’attuale Governance intende difendere per seguitare a vincere. E i cittadini-correntisti-dipendenti, interpellati in proposito da diversi sondaggi pubblici usciti sui media, vorrebbero altrettanto mantenere, consapevoli della sua strategica importanza. Incoraggiati fattualmente da risultati sempre crescenti che confermano – e comprovano – la linea di successo dell’AD e DG Carlo Demartini, uscito indenne con piena assoluzione da ogni falsa accusa giudiziaria, per cui ampiamente e chiaramente parlano dati e obiettivi centrati.

‘Banca di Asti’ va benissimo. Cresce. E’ tra le più solide in Italia. Ha un rapporto capillare con il territorio in cui opera. E’ fatta di persone gentili. Ha saputo distinguersi anche a livello nazionale per indicatori economici e patrimoniali costantemente migliorativi, elemento oggettivo. Il risultato di un trend positivo frutto di anni di ottimo lavoro in capo a un Cda capace e motivato alla guida della realtà creditizia tra i cui azionisti pure rientrano ‘Fondazione CRT’, ‘Cassa di Risparmio di Biella’, ‘Cassa di Risparmio di Vercelli’ e ‘Banco BPM’.

E, alcuni saggi riferiscono in queste ore, le suddette fondazioni sarebbero concretamente tutte (tranne, parrebbe, l’omonima astigiana, e solo lei sa perché…) per la riconferma della fiducia all’attuale Board, e al mantenimento della compagine proprietaria così com’è.

A nulla servono, infatti nei fatti, convegni strombazzanti in cui si cercano di delineare prospettive esoteriche e costrutti architettonici ectoplasmici alla ‘Ghostbusters’ volti a sostenere vantaggi mirabolanti derivanti da una possibile cessione: di certo non per Asti. “Cose ridicole”, per dirla con Vincenzo De Luca, mitologico ex governatore campano, uno che come me non le manda a dire. Chi è qui, dunque, il cosiddetto “capraio afghano” (semper De Luca docet) che non vuol sentire?

Il Team Demartini ha consegnato al proprio maggiore azionista un giocattolo sicuro e a prova di scemo. Perfetto e funzionale. E, invece di ottenerne plauso, rischia il benservito. Per giunta, senza motivo.

Sapete che c’è? Squadra che vince non si cambia. Banca che rende non si vende. Credo che qualunque persona avveduta, estranea all’uso di droghe o ai vapori dell’alcool, vorrebbe tenersi ben stretto un Istituto di credito così.

Venderlo? Cui prodest? Forse a chi che spera di intascare una maxi-intermediazione? Che comportazione è questa, esclamerebbe Zalone! Chi ha interesse a mettere a repentaglio carriere e stipendi  che rischierebbero di subire la classica scure della spending review che segue alle solite, scellerate fusioni tra banche? Spero vivamente nessuno di assennato.

Ma, chiunque eventualmente sia, si faccia furbo. Vada al bar a tirar di scopa. Oppure in qualche circoletto per anziani a giocare a carte per diletto (fa persin rima).

Ma giù le mani da quelle, ottime e promettenti, dei bilanci con cui ‘Banca di Asti’ continua a sostenere in campo – e alla grande – la partita del presente e del futuro per il bene della collettività locale. E’ una questione di identità. Di eccellenza piemontese. E, soprattutto, di onestà. Fine delle trasmissioni.

MAURIZIO SCANDURRA

Incendio dopo lo schianto: morto un uomo

Un uomo di 50 anni è morto nell’incendio che si è sviluppato dopo un incidente stradale verificatosi nel Novarese, a Romentino. Lo scontro tra un’auto e un furgone è avvenuto vicino alla tangenziale. La polizia stradale sta svolgendo accertamenti. A bordo dei mezzi viaggiavano due persone.

“Cresci Piemonte”, Bartoli: “Meno burocrazia e più strumenti per sviluppo e piccoli Comuni”

Il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato la legge denominata “Cresci Piemonte”, un provvedimento volto ad accelerare le procedure urbanistiche e favorire la realizzazione di investimenti strategici sul territorio regionale.

La norma introduce una significativa riduzione dei tempi per l’approvazione delle varianti urbanistiche legate a progetti finanziati con fondi europei, statali, regionali e al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con l’obiettivo di rendere il Piemonte più competitivo e attrattivo, facilitando la realizzazione di interventi produttivi e lo sviluppo economico.

Particolare attenzione è stata riservata ai Comuni di dimensioni minori. La legge prevede infatti il finanziamento regionale delle varianti urbanistiche per i Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, sostenendo concretamente gli enti locali e gli uffici tecnici, spesso sottodimensionati, nel portare avanti procedure complesse ma strategiche per il futuro delle comunità.

“Con questo provvedimento introduciamo uno strumento concreto per ridurre i tempi della burocrazia e accompagnare lo sviluppo del nostro territorio – dichiara il Consigliere Regionale Sergio Bartoli –. È una misura importante soprattutto per i piccoli Comuni, che potranno contare su un sostegno reale per adeguare i propri strumenti urbanistici e cogliere opportunità di investimento e crescita. Il Piemonte deve essere una Regione capace di attrarre sviluppo, senza lasciare indietro nessun territorio.”

Bartoli esprime inoltre un ringraziamento all’Assessore regionale Marco Gallo per il lavoro svolto nella definizione e nel coordinamento del provvedimento, frutto di un confronto istituzionale orientato a fornire risposte concrete agli enti locali e al sistema produttivo piemontese.

La legge sarà accompagnata da un sistema di monitoraggio, al fine di verificarne l’efficacia e i risultati in termini di sviluppo economico, occupazione e supporto ai territori.

Sergio Bartoli
Consigliere Regionale del Piemonte
Presidente V Commissione Ambiente