


Concessionarie e rivenditori offrono ai consumatori la possibilità di acquistare determinati modelli accedendo a dei finanziamenti, pagando così l’autovettura a rate e con condizioni apparentemente vantaggiose.
Abitualmente l’intermediario avanza al cliente una proposta di finanziamento, che prevede contestualmente la sottoscrizione di polizze accessorie (ad esempio, furto e incendio, Kasko, protezione grandine, ecc.). Nonostante tali servizi siano definiti “facoltativi”, si tratta di un meccanismo a cui è quasi impossibile sottrarsi, perché se si vuole approfittare delle promozioni e acquistare un’auto ad un prezzo vantaggioso, è di fatto obbligatorio ricorrere al finanziamento e sottoscrivere le polizze accessorie ad esso abbinate, che peraltro presentano un’alta redditività per l’intermediario. L’acquirente viene così a trovarsi “imprigionato” in uno schema contrattuale che favorisce unicamente il concessionario e la finanziaria, senza riuscire a calcolare gli interessi reali che dovrà effettivamente pagare, né a conoscere con precisione il metodo di ammortamento applicato.
E questo succede perché il TAEG (tasso annuo effettivo globale) viene spesso calcolato solo sull’importo del veicolo e non conteggiando i costi delle polizze. Se così fosse, il “tasso soglia” verrebbe frequentemente superato, configurando l’ipotesi di usura (e in caso di accertamento giudiziale dell’usura, gli interessi non sono dovuti e quelli già versati devono essere restituiti).
È quanto è successo alla signora F.V., residente a Torino, che nel settembre del 2022 ha sottoscritto un contratto di finanziamento di 23.164,99 euro (91 rate) per l’acquisto di un veicolo, a fronte di un importo totale di circa 40mila euro. Contestualmente, la signora F.V. ha sottoscritto quattro polizze accessorie per un costo complessivo di 8.823,99 euro.
Il contratto di finanziamento prevedeva un TAEG del 13,35%, ma includendo il costo delle polizze, nonché le spese di istruttoria e le spese di incasso, ecco che il TEG (tasso effettivo globale) effettivo risulta pari al 27,44%, come calcolato dalla perizia tecnica effettuata dalla Outliers.
La legge (108/1996) stabilisce espressamente che per determinare se un tasso di interesse è “usuraio”, perché sopra soglia, occorre tenere conto di tutte le commissioni e remunerazioni a qualsiasi titolo, nonché delle spese.
Commenta Alessandro Di Benedetto, presidente ADUCON Piemonte: «Siamo di fronte a una giungla finanziaria che si ripete con preoccupante sistematicità ai danni di migliaia di cittadini che acquistano un’autovettura. Come ADUCON stiamo esaminando una mole impressionante di contratti di finanziamento di acquisto auto, che presentano anomalie gravi e ricorrenti, tanto da far ipotizzare una prassi commerciale consolidata e del tutto scorretta da parte di diverse finanziarie e intermediari. Il meccanismo è quasi sempre lo stesso: il consumatore viene attratto da un prezzo d’acquisto dell’auto agevolato ma solo a condizione di sottoscrivere un finanziamento. Da quel momento in poi, il costo reale del credito decolla artificialmente attraverso costi nascosti e tassi usurai. ADUCON dice basta a questo sistema che abusa della buona fede dei risparmiatori. Abbiamo già avviato diverse azioni legali per chiedere il ricalcolo e la “purificazione” di questi contratti da ogni interesse usurario e indebito, applicando la sanzione della gratuità del prestito ove previsto. Invitiamo tutti i consumatori che hanno sottoscritto finanziamenti auto a sottoporre i propri contratti alle nostre sedi per una verifica tecnica immediata. Non esiteremo a portare la questione davanti alle autorità di vigilanza e nelle sedi giudiziarie per scardinare questo sistema».
Aducon offre ai propri iscritti una pre-perizia gratuita e l’invio della diffida alla società finanziaria. In assenza di un riscontro positivo, è possibile procedere per vie legali.
Per contattare Aducon è sufficiente inviare un messaggio whatsapp al numero 3936647324 per essere richiamati e fissare un appuntamento.
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. Grande e crescente successo per la Regina delle corse in salita che è partita da Cesana Torinese
CESANA TORINESE – In una domenica con temperature più da Sud Italia, il siciliano Salvatore Totò Riolo su PRC A6 ha vinto la 44° edizione Cesana-Sestriere, cronoscalata organizzata dall’Automobile Club Torino, valida per i campionati Europeo e Italiano Velocità in salita Auto Storiche.
Per Totò Riolo è il terzo successo sui 10,400 km della Cesana Sestriere dopo il primo exploit del 2008 ed il successo dello scorso anno.
Organizzata in maniera impeccabile da Automobile Club Torino con il patrocinio della Regione Piemonte, della Città Metropolitana di Torino, del Coni, dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, del Comune di Cesana Torinese e del Comune di Sestriere, la competizione ha visto al via 150 vetture della massima serie tricolore italiana e continentale, cui si sono aggiunte le altre meravigliose auto della Cesana-Sestriere Experience che è stata vinta da Andrea della Chiara Grande su Lancia Aurelia B20 GT del 1956.
Una edizione che ha richiamato sul percorso un pubblico sempre più numeroso e appassionato come conferma il Sindaco di Cesana Torinese Daniele Mazzoleni che esprime i suoi ringraziamenti: “Anche quella di quest’anno è stata un’edizione memorabile per la Cesana Sestriere. Le piogge delle prove non hanno creato problemi all’impeccabile organizzazione dell’Automobile Club Torino e domenica abbiamo assistito ad una gara spettacolare in un contesto di pubblico in gran crescita, segno che passione per i motori continua ad appassionare. Un grazie da parte dell’amministrazione comunale di Cesana va a tutti coloro che hanno lavorato alla buona riuscita dell’evento, ai piloti che ci hanno emozionato e al pubblico che ha reso ancora più spettacolare l’evento”.
POLITICA
Leggi l’articolo su L’identità:
Populismo speculare: dalle “bimbe di Conte” alle “bimbe di Vannacci”
Inizialmente l’Alfierie era posto in asse con via Garibaldi e con il filo dei palazzi del lato sinistro di via Roma, per far sì che non coprisse la visuale verso Palazzo Reale. I lavori di riqualificazione di piazza Castello, nel 2000, hanno richiesto un arretramento verso Palazzo Madama
Tra passeggiate romantiche sotto luci natalizie e regali dell’ultimo momento, eccoci nuovamente giunti, nella settimana che precede il Natale, al nostro consueto appuntamento con Torino e le sue meravigliose opere. Oggi vorrei parlarvi di un monumento che, probabilmente vista la bellezza della piazza che lo ospita, passa spesso e volentieri inosservato all’occhio del passante: sto parlando del monumento all’Alfiere dell’Esercito Sardo presente in Piazza Castello. Questa volta l’opera di cui vi andrò a parlare è un po’ diversa dal solito, in quanto il soggetto rappresentato non è come per gli altri monumenti che abbiamo visto un personaggio storico famoso, ma bensì un semplice alfiere dell’esercito sardo; ecco perché in questo caso sarà più interessante capire la vita del suo autore. (Essepiesse)
La statua in marmo bianco posta quasi al centro di piazza Castello, di fronte a Palazzo Madama, rappresenta come detto in precedenza, un semplice alfiere dell’Esercito Sardo. Egli è raffigurato in posizione eretta mentre sguaina la spada con la mano destra e con la sinistra sorregge la bandiera italiana. Il soldato è posto su un doppio basamento in granito che reca sul fronte un bassorilievo e ai lati due stemmi; ai suoi piedi vi sono un cannone ed un ramo con foglie di quercia. Questo Alfiere è il simbolo di un Italia repubblicana e di uno scultore liberale che ha cercato di trasmettere con la sua arte la sete di cambiamento di una nazione ancora agli albori.
Di spirito liberale e repubblicano, Vincenzo Vela è stato uno dei padri del risorgimento artistico italiano. Nato e cresciuto a Ligornetto, un piccolo villaggio del canton Ticino, trascorse gli anni più floridi della sua carriera a Torino. Impiegato fin da piccolo nelle cave del Mendrisiotto come scalpellino, e poi da adolescente nel cantiere del Duomo di Milano, lo scultore svizzero fu molto apprezzato per il suo talento artistico e per la sua forte passione politica: partecipò, nel 1848, con molti suoi compatrioti sensibili alla causa dell’Indipendenza, alle Cinque Giornate di Milano ed in seguito alle battaglie di Peschiera e Sommacampagna.
Dopo l’esito negativo dello scontro con gli austriaci tornò a Milano, dove riprese la sua attività artistica. Giunse a Torino nel 1852, dove oltre ad esercitare l’attività di scultore e docente dell’Accademia, divenne intermediario tra il governo piemontese e i sostenitori ticinesi. In questo clima, Vela aderì con entusiasmo all’iniziativa dei cittadini milanesi di omaggiare, tramite la realizzazione di un’opera, l’Esercito Sardo, simbolo di speranza per tutti loro, esuli ed oppressi, di liberarsi dal dominio austriaco.
Il 15 gennaio 1857 il Consiglio Comunale ricevette la lettera dei “Moltissimi cittadini milanesi interpreti dei voti, e dei desideri del loro paese”intenzionati a “dare una prova solenne d’ammirazione e d’affetto al glorioso esercito sardo, che difende e reintegra l’antico onore delle armi italiane”.Dal momento dell’offerta all’inaugurazione del monumento passarono quasi due anni, durante i quali si discusse sull’opportunità o meno di collocarlo in posizione centrale davanti al Palazzo Madama, o se scegliere una posizione diversa, come piazza Maria Teresa o piazza Carignano.
Vela e il rappresentante dei cittadini milanesi scrissero più volte al Consiglio Comunale, ricordando quanto la localizzazione del monumento valessecome forte dimostrazione politica, e appoggiati in questa linea da Massimo D’Azeglio, riuscirono a convincere tutti che piazza Castello fosse la posizione più appropriata per la statua. Il monumento venne inaugurato il 10 aprile 1859 (pochi giorni prima della II Guerra d’ Indipendenza), ma l’iscrizione ( “I MILANESI ALL’ESERCITO SARDO 15 GENNAIO 1857” ) venne scoperta solo due mesi dopo, l’8 giugno, per paura di compromettere troppo i cittadini milanesi, che il quel periodo erano ancora sotto il dominio austriaco.
Scampato alle minacce di distruzione fatte dal generale dell’esercito austriaco quando il 26 aprile 1859 l’Austria, stufa delle aperte provocazioni (tra cui appunto la posa dell’Alfiere Sardo di fronte al Parlamento sabaudo) dichiarò guerra al Regno di Sardegna, l’Alfiere resta tutt’ora davanti a Palazzo Madama come il simbolo di un gesto di sfida e provocazione alla politica di quel tempo.
Parlando appunto della collocazione del monumento, bisogna ricordare che inizialmente l’Alfierie era posto in asse con via Garibaldi e con il filo dei palazzi del lato sinistro di via Roma, per far sì che non coprisse la visuale verso Palazzo Reale. I lavori di riqualificazione di piazza Castello, nel 2000, hanno richiesto un arretramento dell’Alfiere verso Palazzo Madama, scelta da molti giudicata un po’ infelice in quanto il monumento in marmo bianco si mimetizza molto facilmente con la facciata chiara del palazzo, soprattutto guardandolo dalla prospettiva di via Garibaldi.
Per anni piazza Castello si è presentata ai visitatori come un grande rondò destinato al traffico automobilistico, mentre la piazzetta antistante Palazzo Reale era utilizzata come parcheggio. Il progetto di riqualificazione è iniziato con l’eliminazione del parcheggio di piazzetta Reale ed è proseguita con successivi interventi di pedonalizzazione della parte monumentale con annesse le modifiche sulla viabilità. La riqualificazione ha inoltre permesso di cogliere visivamente, nella sua interezza, la spazialità originaria della piazza e la riappropriazione, da parte dei cittadini, di un luogo simbolicamente significativo della città di Torino.
Ed anche per oggi il nostro piccolo viaggio all’insegna della storia della città termina qui. L’appuntamento è sempre per la prossima settimana con Torino e le sue meraviglie.
(Foto: il Torinese)
Simona Pili Stella
La quinta Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Sergio Bartoli, ha approvato a maggioranza due proposte di deliberazione: l’aggiornamento del Piano regionale per la qualità dell’aria e l’avvio di una sperimentazione sulla disciplina degli abbruciamenti dei residui vegetali.

Con il nuovo Piano, il Piemonte evita il previsto blocco della circolazione dei veicoli diesel Euro 5, inizialmente previsto dall’ottobre 2026, sostituendolo con un pacchetto di misure ritenute equivalenti sotto il profilo della riduzione delle emissioni. Tra gli interventi figurano incentivi all’utilizzo dei biocarburanti Hvo per il trasporto pubblico e per le auto diesel Euro 5 ed Euro 6, investimenti nella mobilità sostenibile, sistemi innovativi di filtraggio dell’aria, rivestimenti fotocatalitici e tecnologie basate sull’intelligenza artificiale per la gestione del traffico. Il Piano prevede inoltre azioni rivolte agli allevamenti, agli impianti di riscaldamento e agli edifici per contenere ulteriormente le emissioni.
Illustrando il provvedimento nella precedente seduta, l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati aveva evidenziato il miglioramento registrato dagli ultimi dati di Arpa Piemonte, sottolineando che nel 2025 il biossido di azoto ha rispettato per la prima volta i limiti annuali su tutto il territorio regionale e che anche il particolato continua a diminuire.
La Commissione ha inoltre approvato la proposta che introduce una sperimentazione per valutare una possibile rimodulazione delle limitazioni agli abbruciamenti di sfalci e potature. Le eventuali deroghe saranno consentite solo in particolari condizioni meteorologiche individuate dai bollettini previsionali di Arpa Piemonte, fermo restando le norme sulla tutela della salute, della qualità dell’aria e della prevenzione degli incendi boschivi. Al termine della sperimentazione, la Regione valuterà se i risultati consentiranno di aggiornare il Piano e ridefinire la zonizzazione delle limitazioni.
Nel corso della discussione sono intervenuti per richieste di chiarimento i consiglieri Marina Bordese (FdI), Alice Ravinale (Avs), Gianna Pentenero (Pd), Roberto Ravello (FdI) e Alberto Unia (M5S).
Ufficio Stampa CRP
Luigi Gagliano ci propone questa bella immagine della stazione di Porta Nuova a Torino
In Piemonte la crescente carenza di risorse idriche, aggravata dalle alte temperature e dalla prolungata assenza di precipitazioni, rappresenta un motivo di forte preoccupazione anche per il mondo dell’artigianato e per il sistema produttivo regionale.
Secondo uno studio dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese dedicato alle attività a maggiore consumo di acqua, elaborato utilizzando l’indicatore ISTAT sull’intensità d’uso della risorsa idrica, nella regione – classificata a severità idrica media – i dieci comparti più dipendenti dall’acqua comprendono oltre 10 mila imprese, che occupano circa 125 mila lavoratori. Di queste, quasi 7 mila sono aziende artigiane, con circa 28 mila addetti, pari al 66,9% delle imprese attive nei settori a più elevato fabbisogno idrico.
Il tema non riguarda soltanto le attività manifatturiere, ma anche numerosi servizi alla persona, come lavanderie, parrucchieri ed estetisti, la cui operatività dipende da un utilizzo quotidiano e significativo dell’acqua.
“La Regione Piemonte ha annunciato di voler chiedere lo stato di emergenza se non ci sarà un cambiamento nelle previsioni meteo in quanto alle piogge mancanti si aggiunge il caldo record degli ultimi mesi – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – Una situazione climatica che potrebbe penalizzare pesantemente le imprese manifatturiere in particolar modo quelle artigiane che rappresentano la maggioranza delle imprese a maggior uso di acqua. In relazione al fabbisogno di acqua, vanno considerate anche le imprese dei servizi alla persona: lavanderie, acconciatori ed estetisti, in cui si registra un maggiore consumo di acqua per uso imprenditoriale.”
A rendere ancora più critica la situazione contribuiscono le condizioni della rete idrica. I dati di una recente analisi della CGIA di Mestre evidenziano infatti che in Piemonte vengono immessi ogni giorno negli acquedotti 359 litri d’acqua per abitante, ma ben 127 litri si disperdono lungo il percorso, con una perdita complessiva del 35,4%.
A livello nazionale, il primato negativo spetta alla Basilicata, dove si disperde il 65,5% dell’acqua distribuita, seguita dall’Abruzzo con il 62,5%. All’estremo opposto si colloca l’Emilia-Romagna, che limita le perdite al 29,7%.
Guardando ai capoluoghi piemontesi, la situazione più critica si registra a Verbania, dove la dispersione raggiunge il 43%. Seguono Novara e Cuneo, entrambe al 31,5%, quindi Biella con il 30,7%, Alessandria con il 28,9%, Torino con il 25,6%, Vercelli con il 22,2% e Asti con il 19,2%.
“Come ogni estate si pone la questione della crisi idrica. Si facciano gli invasi e si intervenga sulla rete! – conclude Felici – Con la scusa del “cambiamento climatico” non si fa più manutenzione e si preferisce scaricare responsabilità e disagi su cittadini ed imprese. E’ necessario, con estrema rapidità continuare a ripensare alle priorità del PNRR e sfruttare quindi le risorse europee per ammodernare e realizzare gli invasi e le reti distributive per poter affrontare meglio una eventuale emergenza idrica che potrebbe mettere in seria difficoltà le attività produttive. Occorre programmare e progettare per non farci trovare impreparati di fronte al perdurare di assenza di precipitazioni senza dover rincorrere l’emergenza e senza dover adottare, se fosse necessario, misure drastiche”.
Sabato 18 luglio il prestigioso concorso di pittura estemporanea “Omaggio a Morbelli” ritornerà alla Colma di Rosignano nella dimora estiva “Villa Maria” del grande artista divisionista, il più osservante della tecnica del Neoimpressionismo Scientifico a cui dedicò l’intera esistenza. L’evento, organizzato da Marco Morbelli, nuovo presidente dell’Associazione “Amis d’la Curma”, darà opportunità di visitare lo studio del pittore, il giardino e l’orto curati dalla famiglia Morbelli resi maggiormente accessibili grazie all’impegno del Comune di Rosignano e dell’Istitito Agrario Luparia. Le opere esposte saranno valutate dalla presidente di giuria Giuliana Romano Bussola, Pio Carlo Barola, Piergiorgio Panelli, Laura Rossi, Elena Varvelli. 
IL 95,5% DEGLI INTERVENTI SANITARI RISOLTO SUL POSTO
L’assistenza sanitaria garantita da Anpas Piemonte durante i sette grandi eventi musicali di giugno conferma il valore strategico del volontariato organizzato per la sicurezza della collettività e il supporto al Servizio sanitario regionale.
Sette grandi eventi musicali, quasi 300 mila spettatori e un dispositivo sanitario capace di garantire assistenza tempestiva, sicurezza e un concreto contributo all’alleggerimento dei Pronto soccorso. È il bilancio dell’attività svolta nel mese di giugno da Anpas Comitato Regionale Piemonte in occasione dei concerti ospitati all’Allianz Stadium di Torino.

La rete delle Pubbliche Assistenze Anpas ha assicurato la copertura sanitaria di sette eventi, tutelando circa 298.000 spettatori grazie all’impiego di 130 presenze associative, 889 presenze volontarie e 6.885 ore di servizio, con un dispositivo composto da 68 ambulanze, 17 Posti Medici Avanzati, 47 medici, 96 infermieri, 71 coordinatori dei volontari, 7 coordinatori sanitari e 9 mezzi logistici. Complessivamente sono stati distribuiti 4.310 litri d’acqua al personale impegnato nei servizi e 850 pasti.
Nel corso delle manifestazioni sono state assistite 268 persone. Di queste, 256, pari al 95,5%, sono state valutate, trattate e dimesse direttamente all’interno del dispositivo sanitario dell’evento, mentre soltanto 12 hanno richiesto il trasporto in ospedale. Oltre 21 pazienti sono stati completamente gestiti sul posto per ogni persona trasportata in Pronto soccorso, a conferma dell’elevata capacità del sistema di intercettare e risolvere i bisogni assistenziali senza gravare sulla rete ospedaliera.
L’intensità assistenziale registrata è stata pari a 0,90 interventi ogni mille spettatori. La quasi totalità degli interventi ha riguardato situazioni a bassa o media complessità: 110 codici bianchi, 148 codici verdi e 10 codici gialli, senza alcun codice rosso. Sono stati assistiti 181 pazienti nei Posti Medici Avanzati e 87 negli ambulatori sanitari allestiti all’interno dell’evento.
L’organizzazione di un presidio sanitario avanzato durante manifestazioni con un’elevata concentrazione di pubblico si conferma uno strumento fondamentale di prevenzione e di supporto al sistema sanitario. La possibilità di effettuare valutazioni cliniche, trattamenti e dimissioni direttamente sul posto riduce infatti il ricorso improprio ai Pronto soccorso, preservando risorse sanitarie e garantendo una maggiore disponibilità di personale, posti letto e servizi diagnostici per le emergenze più gravi. Il dispositivo contribuisce inoltre a diminuire i tempi di attesa, favorisce un utilizzo più appropriato della rete dell’emergenza-urgenza e rafforza la resilienza complessiva del sistema sanitario durante eventi ad alta affluenza.

La valorizzazione dell’attività svolta evidenzia anche il significativo contributo economico e sociale generato dal volontariato organizzato. Le 6.885 ore di servizio prestate gratuitamente rappresentano un valore convenzionale di 137.700 euro. A questo si aggiunge una stima di 61.440 euro quale valore economico potenziale delle prestazioni ospedaliere evitate grazie alla gestione sul posto dei pazienti, oltre a 53.976 euro riconducibili alle risorse organizzative, ai mezzi di soccorso, alle strutture sanitarie temporanee, alle attrezzature, alla formazione e al coordinamento operativo. Complessivamente, il valore economico-sociale generato dall’assistenza sanitaria ai concerti è prudenzialmente stimabile in 253.116 euro.
Fondamentale il ruolo svolto dall’associazione Anpas Croce Verde Torino, che ha curato il coordinamento operativo e il supporto logistico dell’intero dispositivo, mettendo a disposizione mezzi speciali, Posti Medici Avanzati completi di tende e dotazioni sanitarie, un ponte radio dedicato alle comunicazioni operative e ulteriori attrezzature specialistiche indispensabili per l’allestimento e il funzionamento dell’assistenza sanitaria durante tutti gli eventi.
L’attività è stata resa possibile grazie all’impegno congiunto di 29 Pubbliche Assistenze Anpas del Piemonte: Ambulanza del Vergante, Croce Bianca Acqui Terme, Croce Bianca Orbassano, Croce Bianca Rivalta, Croce Giallo Azzurra Torino, Croce Giallo Azzurra Volvera, Croce Verde Alessandria, Croce Verde Arquatese, Croce Verde Asti, Croce Verde Bagnolo Piemonte, Croce Verde Bricherasio, Croce Verde Castagnole delle Lanze, Croce Verde Collegno, Croce Verde Cumiana, Croce Verde None, Croce Verde Ovadese, Croce Verde Pinerolo, Croce Verde Rivoli, Croce Verde Torino, Croce Verde Villastellone, Croce Verde Villavernia, Croce Verde Vinovo Candiolo Piobesi, Gres Sizzano, Gruppo Volontari del Soccorso Sud Canavese di Caluso, Gruppo Volontari del Soccorso Clavesana, Gruppo Volontari del Soccorso Cusio Sud Ovest, Gruppo Volontari del Soccorso Santhià, Ivrea Soccorso e Volontari del Soccorso Ornavasso.
Vincenzo Sciortino: presidente di Anpas Piemonte: «L’assistenza sanitaria ai grandi eventi rappresenta oggi una componente essenziale della sicurezza pubblica e della capacità di risposta del sistema sanitario. I dati di questi sette concerti dimostrano come un’organizzazione strutturata consenta di garantire assistenza tempestiva ai cittadini e, allo stesso tempo, di ridurre significativamente il ricorso ai Pronto soccorso, preservandone le risorse per le situazioni più complesse. Questo risultato nasce dalla forza della rete Anpas Piemonte, dalla professionalità e dalla disponibilità delle 29 Pubbliche Assistenze coinvolte e da un modello organizzativo che integra volontariato, coordinamento e logistica in un unico dispositivo operativo. In questo contesto, la Croce Verde Torino ha assicurato il coordinamento operativo e il supporto logistico dell’intero sistema, contribuendo alla realizzazione di un dispositivo sanitario efficiente e perfettamente integrato.
Desidero esprimere il mio più sentito ringraziamento a tutte le volontarie e a tutti i volontari, ai coordinatori, ai professionisti sanitari e alle Pubbliche Assistenze che hanno partecipato a questo importante servizio. Ancora una volta Anpas Piemonte dimostra che il volontariato organizzato è una risorsa strategica per la sicurezza della collettività e un partner affidabile del Servizio sanitario regionale, capace di affrontare con competenza, organizzazione e spirito di servizio eventi di straordinaria complessità».
Luca Rittatore, direttore dei servizi Croce Verde Torino: «Da anni Croce Verde Torino collabora con Anpas Piemonte in occasione delle assistenze sanitarie alle partite domestiche di Juventus Fc presso Allianz Stadium. Questi eventi concertistici presso la struttura rappresentavano tuttavia una nuova importante sfida alla quale oggi possiamo guardare con grande orgoglio grazie alla capacità della rete associativa di coniugare la conoscenza dell’impianto con l’esperienza ormai decennale di assistenza a eventi live di medie e grandi dimensioni. La combinazione di questi due fattori, congiunta alla lucidità di programmazione e di iniziativa nell’affrontare le complessità specifiche del sito, ha permesso di ottenere questi risultati. Il mio ringraziamento va all’incredibile lavoro svolto dallo staff di direzione dedicato ai grandi eventi, all’ufficio autoparco di Croce Verde Torino con cui abbiamo strutturato modelli logistici in grado di fornire soluzioni tempestive ed efficaci alle necessità, e a tutti i volontari che hanno permesso la realizzazione delle assistenze, sia di Croce Verde Torino, quanto delle tante consorelle che hanno risposto con entusiasmo alla chiamata, indispensabili per garantire il raggiungimento delle risorse previste dai piani tecnico-sanitari e, altrettanto e più, per assicurare la copertura sanitaria delle fasi di allestimento».
L’assistenza sanitaria ai grandi eventi rappresenta oggi una componente essenziale della sicurezza pubblica. Oltre a garantire una risposta immediata ai bisogni sanitari degli spettatori, il sistema delle Pubbliche Assistenze costituisce una risorsa strategica per la tutela della salute collettiva, capace di prevenire, intercettare e risolvere bisogni di salute direttamente sul luogo dell’evento, contribuendo in modo concreto alla sostenibilità del Servizio sanitario regionale e alla sicurezza di centinaia di migliaia di cittadini.
L’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze – Comitato Regionale Piemonte Odv rappresenta oggi una delle più importanti realtà del volontariato sanitario italiano. La rete è composta da 81 associazioni e 17 sezioni distaccate, con il coinvolgimento di 11.066 volontari, 5.069 soci e 796 dipendenti.
Anpas Piemonte dispone di una flotta costituita da 469 autoambulanze, 274 mezzi per il trasporto di persone con disabilità, 248 automezzi destinati al trasporto persone e alle attività di protezione civile, oltre a due imbarcazioni. Ogni anno vengono effettuati oltre 602 mila servizi, di cui più di 207 mila nell’ambito dell’emergenza-urgenza 118, per un totale di oltre 20 milioni di chilometri percorsi.