ilTorinese

Si è chiuso il XIII International Unified Basketball Tournament

Si è chiuso a Treviso il XIII International Unified Basketball Tournament, ma le emozioni vissute alla Ghirada – Città dello Sport continueranno a viaggiare molto oltre i risultati delle partite. Per quattro giorni il basket è stato il linguaggio comune di una grande comunità internazionale che ha saputo trasformare il campo da gioco in uno spazio di incontro e crescita.

A raccontarlo sono soprattutto i protagonisti.

“La gioia di essere qui a giocare contro tutte le squadre, l’amicizia con tutti, la gioia di essere uniti”, racconta Claudio Pasqui, atleta Special Olympics. “Lo sport mi ha aiutato parecchio, mi ha aiutato ad avere rispetto degli altri e a stare insieme in compagnia”.

Parole che raccontano l’essenza di un torneo dove la competizione convive con il sostegno reciproco e dove ogni partita diventa occasione di incontro.

Lo sa bene anche Fabrizio Magrini, allenatore della squadra di Sansepolcro: “Questi atleti ci insegnano tantissimo. Sono tanti anni che sono con loro, ma è sempre una grandissima gioia. Lo si vede in questi giorni: non è soltanto stare insieme, è fare sport insieme. Le emozioni sono sempre grandissime perché questi ragazzi, in campo e fuori dal campo, hanno molto da insegnarci“.

Alla Ghirada si sono ritrovati circa 600 partecipanti tra atleti con e senza disabilità intellettiva, tecnici, volontari e accompagnatori. In campo 42 squadre, di cui 14 provenienti dall’estero, con delegazioni arrivate da Belgio, Finlandia, Ungheria, Polonia e Montenegro. A garantire il regolare svolgimento delle gare anche 17 arbitri internazionali provenienti da Stati Uniti, Canada, Irlanda, Belgio, Germania, Finlandia, Ungheria e Polonia. Per l’Italia erano rappresentate le regioni Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia.

Tra le tante storie che hanno animato il torneo c’è quella di Daniel Tranquillini, vent’anni, che grazie al basket ha trovato maggiore autonomia e fiducia in sé stesso: “Il basket mi ha dato molta fiducia. Sono contento di essere qui a Treviso con questi amici e compagni. Le emozioni sono molto forti”, racconta. Accanto a lui, Romina Fauro, la mamma, spiega cosa significa questo percorso nella vita quotidiana: “Grazie allo sport Daniel ha imparato a stare insieme agli amici, a conquistare autonomie e a rispettare le regole della squadra, che per loro non sono mai scontate. Ogni volta è un’emozione nuova. Qui si vede un gioco pulito, sincero. È una cosa incredibile che dovrebbero vedere tutti e dalla quale dovrebbero imparare”.

Un messaggio che attraversa confini e lingue diverse. Arriva dal Belgio la storia di Seppe Loots, 27 anni, che ha trovato nello sport Unified un luogo in cui sentirsi accolto. “Prima di entrare nella squadra non avevo molti amici. A scuola mi trattavano in modo diverso. Poi ho conosciuto questa realtà e mi è piaciuta subito. Mi trattano come chiunque altro e mi accettano per quello che sono. Ho l’autismo. Mi piace giocare a basket, soprattutto con la squadra. Tutti vanno molto d’accordo. Il torneo è davvero divertente, c’è un’atmosfera familiare. Certo, proviamo a vincere, ma se non succede abbiamo comunque la nostra amicizia e ci divertiamo insieme”.

A completare il racconto è il suo allenatore, Dries Wollants, che da anni accompagna la delegazione belga a Treviso: “Nei nostri team i livelli di abilità sono molto diversi, ma il fair play è sempre la prima cosa che abbiamo in mente. I partner aiutano gli atleti a crescere e, allo stesso tempo, imparano moltissimo da loro. È uno scambio reciproco che permette a tutti di migliorare. Tornei Unified come questo danno alle persone con disabilità intellettiva la possibilità di sentirsi parte della comunità, senza barriere. Qui si vince insieme, con o senza disabilità. Questa è la quinta o sesta volta che partecipiamo al torneo di Treviso e ogni anno troviamo più amicizia, più affetto e più legami tra persone che arrivano da tutta Europa. Qui siamo una grande famiglia”.

È proprio questo il cuore della manifestazione, organizzata da One Team ASD in collaborazione con Diversport ASD. Il torneo si fonda infatti sul modello Unified Sports promosso da Special Olympics, che permette ad atleti con e senza disabilità intellettiva di allenarsi e gareggiare insieme nella stessa squadra, condividendo obiettivi, responsabilità ed emozioni. Un approccio che trasforma il gioco in uno spazio autentico di crescita reciproca, dove le differenze diventano una risorsa e non un ostacolo.

Tra canestri, sorrisi, abbracci e nuove amicizie, Treviso ha accolto una comunità internazionale che ha dimostrato come lo sport possa costruire relazioni, abbattere stereotipi e creare opportunità di partecipazione per tutti.

La tredicesima edizione dell’International Unified Basketball Tournament rappresenta un successo sportivo e organizzativo, ma soprattutto umano. Perché, al di là dei risultati e delle classifiche, il trofeo più importante è quello conquistato ogni giorno da chi sceglie di allenarsi e gareggiare insieme. E a Treviso, ancora una volta, ha vinto l’inclusione.

Magliano (Lista Cirio): «Regione Piemonte sostiene la libertà di educazione»

Aumenta la soglia ISEE per il Voucher di iscrizione e frequenza per le scuole paritarie. 

«Aumenta da 26mila a 30mila euro la soglia ISEE per poter richiedere il Voucher per l’iscrizione e la frequenza alle scuole paritarie: una scelta della Giunta Regionale, da me proposta convintamente, votata oggi dal Consiglio regionale, che tutela la libera scelta educativa delle famiglie piemontesi. Le scuole paritarie sono infatti parte integrante del sistema scolastico pubblico, con pari dignità rispetto alla scuola statale: è quanto dice la Legge Berlinguer (Legge 10/2000), sancendo un principio a cui oggi il Consiglio ha dato ulteriore applicazione, venendo incontro alle esigenze di tante famiglie non certamente ricche o benestanti, ma anche di quel ceto medio da sempre escluso da altre forme di sostegno. Sostenere la libera scelta educativa delle famiglie piemontesi è un tratto distintivo di questa Regione e oggi lo ribadiamo con un atto significativo: lavoreremo insieme all’Assessore Cameroni per dare attuazione all’Ordine del Giorno, approvato nei mesi scorsi dall’Aula, per il reperimento delle risorse necessarie all’esaurimento della futura graduatoria, anche in questa forma più ampia. Ringrazio l’Assessore Cameroni per la sensibilità dimostrata nei confronti della mia istanza a tutela della libertà di educazione e, come sempre, tutta la Giunta e i colleghi consiglieri per la disponibilità. Un ringraziamento particolare va al “Comitato Scuola Libera”, composto da tutte le realtà associative del mondo delle scuole paritarie», così in una nota Silvio Magliano, Capogruppo in Consiglio regionale della Lista Civica Cirio Presidente PML.

Coldiretti Piemonte, è boom per “L’estate in fattoria”

Per oltre una famiglia italiana su 3 (36%), è tempo di trovare attività post-scuola per i propri figli. Tra giugnome luglio molti genitori sono ancora impegnati al lavoro e devono trovare soluzioni per conciliare gli impegni professionali con la gestione dei bambini durante la lunga pausa estiva. È il dato che emerge dall’inizio d’agnello Coldiretti-LXÈ, diffusa nella settimana che ha sancito lo stop alle lezioni su tutto il territorio nazionale. Nella scelta delle strutture, al primo posto si pone il mare, seguito dalla campagna, grazie alla crescita del fenomeno delle “fattorie didattiche” che, nei mesi di scuola, ospitano gli alunni per lezioni di educazione alimentare e che, in quelli estivi, si organizzano con “camp” all’insegna del divertimento, dello sport e della sana alimentazione. Una soluzione che offre maggior riparo anche dalle alte temperature che soffocano le città.

In Piemonte abbiamo oltre cento fattorie didattiche, accreditate dalla Regione, con proposte che spaziano dall’educazione ambientale ai laboratori pratici, offrendo a bambini, famiglie e scuole occasioni di apprendimento a contatto con la natura e il mondo agricolo  – spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – tra le attività più diffuse vi sono quelle dedicate alla trasformazione dei prodotti, come la preparazione di pane e pasta, la produzione di formaggi e miele, affiancate da percorsi nell’orto esulta stagionalità delle coltivazioni. Ampio spazio è riservato anche agli,i ani ali della fattoria, con attività educative, momenti di accudimento e percorsi esperienziali che permettono di conoscere da vicino la vita rurale. Non mancano iniziative all’aria aperta tra giochi, laboratori creativi, escursioni, picnic, spettacoli e attività dedicate alla sostenibilità. Molte realtà promuovono inoltre progetti inclusivi e sociali, coinvolgendo persone con disabilità in occorsi educativi, relazionali e di avvicinamento alle attività agricole. L’obiettivo è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione, per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura con il cibo che si porta in tavola ogni giorno”.

Mara Martellotta

To Dream compie tre anni, confermando la crescita organica

/

L’Urban District chiude l’esercizio 2025 tracciando le linee guida per il 2026 con un fatturato in crescita, in doppia cifra, e la piena occupazione commerciale. To Dream, l’Urban District più grande del Piemonte, ha registrato nel 2025 un incremento del fatturato del +32% rispetto al 2024, con proiezioni che indicano un mantenimento del trend anche per l’anno in corso. Il consolidamento del progetto è sostenuto dai risultati positivi in termini di flusso di pubblico. Nel 2025 i visitatori sono aumentati del 20%, con trend positivo ipotizzato anche per il 2026. Le recenti ricerche condotte durante la prima parte dell’anno testimoniano che la quota di nuovi clienti è raddoppiata, passando dal 10% del 2025 al 20% di oggi. Sotto il profilo della Real Estate Commerciale, To Dream ha raggiunto, nel 2025, il 100% di occupazione degli esercizi commerciali. Sono 85 le insegne complessive, completate con l’ingresso di sei nuovi brand: Unieuro, Legami e Cotton & Silk e tre realtà dedicate a beauty e benessere: Idea Bellezza, Tan & Beauty e Beauty Dream Salon.

Il riscontro di operatori commerciali conferma la validità della piazza. Il distretto registra attualmente un turnover molto basso, a fronte di un numero elevato di richieste, di inserimento da parte di nuovi retailer. Parallelamente ai risultati economici, To Dream prosegue nel suo percorso di integrazione con il tessuto locale; il suo indotto occupazionale ha raggiunto i 2 mila addetti, un dato che sottolinea il ruolo del distretto come motore economico per l’area Nord di Torino. Da un punto di vista di pubblico, gli eventi e le iniziative culturali registrano un alto gradimento da parete dei visitatori, insieme all’offerta food, che conta venti unità dedicate, declinate su tre “food court”, è alla particolare architettura open air, che permette di passeggiare all’aperto in qualsiasi stagione, al riparo dagli eventi atmosferici. Negli ultimi tre anni si è sviluppato un incremento costante di collaborazioni con istituzioni locali e territorio, attraverso progetti culturali e sociali come Print Lab, con le scuole, Piemonte in Gioco, che ha trasformato le food court in zone ludiche per bambini, dog dreams days, con attività e conferenze per gli amanti dei cani, e l’adesione a Luci d’Artista, la ormai celebre manifestazione culturale dedicata alle installazioni luminose. Queste attività hanno permesso di declinare la vocazione urban del distretto, inserendolo nelle dinamiche cittadine e di quartiere.

To Dream è il più grande Urban District del Piemonte, innovativo luogo di riferimento a livello regionale per offerta commerciale, servizi e ristorazione, intrattenimento, socialità, green life  e accoglienza. Un progetto di rigenerazione urbana che si sviluppa nella porzione Nord-Ovest di Torino e di cui rappresenta la porta d’ingresso alla città. Il progetto rileva un design raffinato, ispirato ai portici torinesi, e si fonda su principi attenti di sostenibilità, e ha comportato la riqualificazione dell’ex area Michelin.

“’To Dream è stato concepito come un intervento di rigenerazione urbana, e il suo sviluppo è ancora oggi in corso – commenta Giuseppe Spissu, shopping center manager di NHOOD, società di gestione del MAL – il superamento degli obiettivi di fatturato e affluenza ci permette di guardare al futuro con ottimismo, mantenendo come priorità il legame del distretto con il tessuto urbano della città. Le attività culturali e il dialogo con il territorio sono gli strumenti che ci consentono di qualificare To Dream non solo come spazio commerciale, ma come un quartiere urbano funzionale e integrato”.

Mara Martellotta

Mondiale 2026: equilibrio, sorprese e grandi conferme!

 

A una settimana dal via del Mondiale 2026, il torneo che si sta disputando tra Stati Uniti, Canada e Messico sta già regalando emozioni e risultati inattesi. La nuova formula a 48 squadre ha ampliato la partecipazione e reso la fase a gironi più ricca di sfide equilibrate.
Tra le nazionali che hanno impressionato maggiormente spiccano Germania, Inghilterra, Francia e Argentina. I tedeschi hanno lanciato un segnale forte con il netto 7-1 contro Curaçao, mentre l’Inghilterra ha superato la Croazia in una delle partite più spettacolari di questa prima fase. Anche Francia e Argentina hanno iniziato con vittorie convincenti, confermando il loro ruolo tra le favorite.
Non sono mancate le sorprese. Il Brasile è stato fermato sull’1-1 dal Marocco, l’Olanda ha pareggiato contro il Giappone e la Spagna non è andata oltre lo 0-0 contro Capo Verde. Risultati che dimostrano come il livello medio del torneo sia cresciuto e come nessuna partita possa essere considerata scontata.
Anche le nazionali ospitanti stanno vivendo un buon momento: il Messico ha inaugurato il torneo con una vittoria sul Sudafrica, mentre gli Stati Uniti hanno battuto nettamente il Paraguay mostrando un calcio offensivo e spettacolare.
Con la seconda giornata dei gironi appena iniziata il 18 giugno, molti verdetti sono ancora da scrivere. L’impressione generale è quella di un Mondiale aperto, combattuto e ricco di equilibrio, dove le grandi favorite restano tali ma devono fare i conti con avversari sempre più competitivi. Le prossime partite saranno decisive per capire quali squadre potranno davvero puntare al titolo mondiale.

Enzo Grassano

Salute dei reni, Torino risponde: la tappa di CL3AR conquista Piazza Arbarello

PUBBLIREDAZIONALE — in collaborazione con Sobi Italia

Il roadshow di sensibilizzazione promosso da Sobi Italia ha fatto tappa il 10 giugno nel cuore della città. Il bilancio della giornata, raccontato dai partecipanti, conferma quanto sia ancora necessario parlare di reni e di malattie renali rare.

Dopo le tappe di Milano e Bari, lo scorso 10 giugno la campagna itinerante “CL3AR: obiettivi chiari per la salute dei tuoi reni” ha animato Piazza Vincenzo Arbarello. Il progetto, promosso da Sobi Italia con il patrocinio dell’associazione pazienti Progetto DDD ETS e delle Società Scientifiche FIR, SINEPE e SIP, ha portato in piazza un gazebo informativo pensato per avvicinare il pubblico a un tema importante quanto sottovalutato: la salute dei reni e, in particolare, le malattie renali croniche rare come la glomerulopatia da C3 (C3G) e la glomerulonefrite membranoproliferativa da immunocomplessi (IC-MPGN) primaria.

Si tratta di patologie che, pur rappresentando meno del 5% delle malattie renali croniche complessive, sono responsabili di oltre la metà dei casi di insufficienza renale in età pediatrica e di circa un quarto di quelli negli adulti. Una prognosi spesso severa – circa un paziente adulto su due e un bambino su cinque arriva all’insufficienza renale entro dieci anni dalla diagnosi – rende cruciale il riconoscimento precoce dei segnali d’allarme, oggi possibile anche attraverso semplici esami di sangue e urine.

Per tutta la giornata, installazioni interattive, materiali informativi e il confronto diretto con i professionisti sanitari presenti nel gazebo hanno permesso ai cittadini torinesi di scoprire più a fondo il funzionamento dei reni e l’importanza di una diagnosi tempestiva. Non un semplice banchetto informativo, dunque, ma un vero momento di ascolto e dialogo con la comunità.

A raccontare l’efficacia dell’iniziativa sono soprattutto le voci di chi ha partecipato. Ai visitatori del gazebo è stato infatti proposto di rispondere a qualche semplice domanda su quanto conoscessero il ruolo dei reni e su quali fossero le proprie abitudini di prevenzione: un piccolo termometro della consapevolezza, raccolto su oltre 100 persone, che restituisce un quadro tanto interessante quanto significativo.

La voce del pubblico: cosa è emerso a Torino

Più della metà di chi ha risposto (55,4%) ritiene di conoscere abbastanza bene il ruolo dei reni nel proprio corpo, ma quasi un partecipante su tre ammette di saperne poco. Il dato si fa più netto quando si parla dei segnali d’allarme delle patologie renali: solo il 16,8% dichiara di conoscerli davvero, mentre oltre la metà ne ha sentito parlare senza saperne il reale significato.

Ancora più eloquente il responso sulle malattie renali rare protagoniste della campagna: tre persone su quattro (76,2%) non avevano mai sentito parlare di C3G o IC-MPGN prima di quella mattina in piazza, e solo una minima parte (6,9%) dichiara di conoscerle davvero. Un’evidenza che racconta, meglio di ogni numero, perché iniziative come CL3AR siano necessarie.

Interessante anche il confronto con organi più “noti” come cuore e polmoni: quasi 4 partecipanti su 10 considerano i reni altrettanto importanti, e circa 1 su 10 li ritiene persino più rilevanti. Resta tuttavia una quota – oltre un terzo del campione – che attribuisce loro ancora oggi un ruolo secondario.

Sul fronte della prevenzione, il quadro invita a una riflessione: oltre la metà dei partecipanti (52,5%) non ha mai effettuato esami specifici per controllare la funzione renale, mentre appena l’8,9% lo fa con regolarità. Una distanza tra consapevolezza e azione che la campagna punta proprio a colmare.

Il dato più incoraggiante arriva proprio dal confronto diretto in piazza: oltre 8 partecipanti su 10 (81,2%, di cui il 21,8% “molto di più”) dichiarano di sentirsi più consapevoli dell’importanza di proteggere la salute dei propri reni dopo l’esperienza vissuta al gazebo. Un riscontro che, secondo gli organizzatori, è risultato persino superiore rispetto alle precedenti tappe del roadshow, confermando Torino come una delle piazze più ricettive del tour.

Un entusiasmo che conferma quanto ricordato dal Prof. Luigi Biancone, Responsabile della Struttura Complessa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto della Città della Salute di Torino: riconoscere precocemente i campanelli d’allarme attraverso semplici esami di laboratorio e indirizzare tempestivamente i pazienti verso centri specialistici resta fondamentale per intervenire in modo appropriato e preservare la qualità di vita.

Il viaggio di CL3AR non si ferma qui: dopo l’estate, il roadshow proseguirà a Bologna, Palermo e Roma, portando in altre piazze italiane lo stesso obiettivo, dare alla salute dei reni l’attenzione che merita. Per restare aggiornati su date e iniziative è possibile seguire i canali social di Sobi Italia su Instagram, Facebook e LinkedIn.

Il concerto “Ribellione” inaugura Rosso Beethoven

Zając debutta sul podio dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino

Nella Corte d’Onore di Palazzo Reale, martedì 30 giugno e mercoledì 1⁰ luglio, alle ore 21, prenderà il via Rosso Beethoven, la stagione estiva del Teatro Regio. A inaugurare il cartellone sarà Agata Zając alla direzione dell’Orchestra del Teatro Regio, in un programma dedicato a uno dei momenti più significativi della parabola creativa del compositore: gli anni in cui il Beethoven trentenne cominciò a liberarsi dai modelli del passato per affermare una voce del tutto personale. Sono in programma la suite dal balletto “Le creature di Prometeo” e la “Seconda Sinfonia”.

“Beethoven era un uomo che credeva nella libertà e nell’umanità, ed è ancora molto attuale – ha affermato il Sovrintendente del Teatro Regio, Mathieu Jouvin”

È proprio questa tensione ideale ad attraversare ‘Ribellione’. Dal mito di Prometeo, simbolo della conoscenza donata agli uomini, l’energia della Seconda Sinfonia emerge una concezione dell’arte come strumento di crescita, consapevolezza e libertà. Le due opere condividono una forte spinta verso il rinnovamento. Nel titano che dona agli uomini il fuoco della conoscenza, si riflette un ideale vicino alla sensibilità del musicista, una forza capace di trasformare l’individuo e aprire nuovi orizzonti. Non è un caso che in queste pagine affiorino intuizioni destinate a trovare pieno sviluppo nei capolavori della maturità.

La Seconda Sinfonia segna un passaggio decisivo di questo percorso. Pur mantenendo un dialogo con la tradizione classica, manifesta quella libertà inventiva e quella fiducia nella forza creatrice dell’individuo che caratterizzeranno gli anni eroici. Fu composta tra il 1800 e il 1802, ed eseguita il 5 aprile 1803 al Theater Anderwien di Vienna, diretta dallo stesso compositore, e fu portata a termine a Heiligenstadt, oggi uno dei quartieri settentrionali di Vienna, ma all’epoca un’amena località di campagna in cui Beethoven si recava per la villeggiatura. Nel periodo di Heiligenstadt, il musicista prendeva dolorosamente coscienza dell’avanzare della sordità. La Sinfonia sorprende però ancora oggi per la sua luminosità e per la determinazione e con cui affermarlo primato dell’arte sulle avversità della vita.

Tutti i concerti inizieranno alle ore 21, e prevedono la nuova formula “All Inclusive – Emozione Reale”; grazie all’apertura straordinaria delle 19.30, si potrà visitare l’appartamento della Regina Elena a Palazzo Reale, concedersi una passeggiata al fresco del Giardino Ducale e godersi un aperitivo alla Caffetteria Reale prima di assistere al concerto. La Caffetteria Reale resterà aperta per le consumazioni prima degli spettacoli, e ai possessori dei biglietti per il concerto è consentito l’ingresso a partire dalle ore 20. Prenotazioni: info@caffetteriareale.it.

In caso di annullamento per maltempo, il teatro ha previsto date di recupero per i concerti “Ribellione”, il 2 luglio, “Tensione” 9 luglio e “Luce” il 23 luglio.

Info e biglietti: in vendita presso la biglietteria del Teatro Regio e online su www.teatroregio.torino.it – biglietteria Teatro Regio – piazza Castello 215, Torino – 011 8815241/242 – orario: da lunedì a sabato ore 11-19/ domenica ore 10.30-15.30 – nei giorni di concerto la biglietteria si sposterà alla Golden Box, in piazzetta Reale, a partire dalle 19.30.

Mara Martellotta

“Menopausa in salute”, per affrontare serenamente una fase delicata nella vita di ogni donna

Il libro della Dottoressa Raffaela Di Pace

“Menopausa in salute – Le strategie per risolvere ogni sintomo, dalle vampate alla caduta dei capelli” è il titolo del libro della Dottoressa Raffaela Di Pace, ostetrica, ginecologa, con un dottorato di ricerca in Fisiopatologia della Menopausa, pubblicato dalla casa editrice Sonzogno nel gennaio 2026.

In una società che, per molteplici cause, è caratterizzata da una crescente disattenzione verso “l’altro”, con il conseguente allontanamento dalla comprensione dei suoi bisogni e necessità, anche a fronte di sintomatologie cliniche importanti che interferiscono con la qualità della vita, il libro della Dottoressa Di Pace si configura come uno strumento utile non solo alle donne, ma anche agli uomini, per conoscere, riconoscere e affrontare nel migliore dei modi i disagi legati alla menopausa. Gli strumenti pratici, l’approccio medico e uno sguardo olistico vanno a unirsi al fine di sensibilizzare e rendere consapevoli verso una fase delicata nella vita di ogni donna.

“Menopausa in salute” nasce proprio con l’intento di sfatare tabù e fornire informazioni chiare per vivere il cambiamento fisico ed emotivo in serenità, curando l’alimentazione e il benessere personale attraverso pratiche atte al mantenimento dell’energia, dell’autostima e della qualità della vita.

“Prendersi cura di sé – scrive la Dottoressa Raffaela Di Pace – non significa rifiutare un fenomeno naturale, ma usare gli strumenti del progresso per vivere meglio. Non c’è motivo di subire malesseri quando se ne può fare a meno”.

Nel 2030 più di un ottavo della popolazione della Terra sarà formato da donne in menopausa, 1 miliardo e 200 milioni. È un fatto nuovo per l’umanità. Fino ai primi del Novecento solo una minoranza di Sapiens sopravviveva così a lungo. Oggi invece una larga schiera di persone si trova ad affrontare i cambiamenti del corpo e la necessità di adattarsi a un equilibrio diverso. La ginecologa Raffaela Di Pace invita le donne a non subire i disturbi che conseguono alla caduta dei livelli ormonali: aumento di peso, insonnia, vampate, capelli che si diradano, vuoti di memoria, sbalzi d’umore e secchezza vaginale. Ci sono rimedi che vanno dalla terapia ormonale sostitutiva ad alcuni tipi di farmaci e integratori non ormonali per ridurre i fastidi ma anche i rischi di osteoporosi, di disturbi cardiovascolari e di obesità. Ancora troppe donne rinunciano a curarsi e si intristiscono, perché percepiscono la fine dell’età fertile come la fine della piena salute e della femminilità. Eppure, è probabile che abbiano dinanzi a loro una trentina e passa di anni di vita ed è giusto che li attraversino con pienezza e senza acciacchi, che stiano bene sempre. La rivoluzione femminile non può non abbracciare questo aspetto dell’esistenza: la metà dell’umanità ha il diritto di conoscere i trattamenti contro la sofferenza e i sintomi spiacevoli. Di Pace risponde in maniera puntuale agli interrogativi più comuni e propone un piano settimanale, dal movimento alla dieta, per restare in forma e in salute.

“Menopausa in salute – Le strategie per risolvere ogni sintomo, dalle vampate alla caduta dei capelli” (Sonzogno, 2026) – pagine 160.

Gian Giacomo Della Porta

Borello Supermercati apre a Venaria Reale

IMPRESE E TERRITORIO/ LA FORZA DI UNA FAMIGLIA

La tradizione si rinnova con l’impegno di Gianluca e Aurora, figli del fondatore Fiorenzo

Oggi, 18 giugno 2026, si è aperto un nuovo capitolo nella storia della famiglia Borello con l’inaugurazione del nuovo punto vendita di Venaria Reale, in piazza Michelangelo Buonarroti 1. Un traguardo significativo per Gianluca e Aurora Borello, che danno avvio alla loro prima esperienza imprenditoriale diretta nel settore della distribuzione alimentare, nel segno dei valori trasmessi dal padre Fiorenzo Borello. All’inaugurazione erano presenti, tra le autorità,  il sindaco Fabio Giulivi, l’assessore regionale Andrea Tronzano, la presidente ASCOM Maria Luisa Coppa.

Il nuovo supermercato dispone di una superficie di vendita di circa 320 metri quadrati e propone oltre 3.000 referenze, con un’offerta costruita attorno a qualità, convenienza, servizio al cliente e valorizzazione delle produzioni locali, elementi che da sempre contraddistinguono il marchio Borello.

L’apertura assume un significato che va oltre quello commerciale. Rappresenta infatti la prosecuzione di una storia imprenditoriale profondamente radicata nel territorio piemontese, costruita negli anni da Fiorenzo Borello e portata avanti oggi dai figli insieme a una squadra di collaboratori che continua a condividere gli stessi principi di serietà, affidabilità e attenzione alle persone.

Tra i punti di forza del nuovo negozio figurano i reparti dedicati ai prodotti freschi e freschissimi. La macelleria, disponibile sia con servizio assistito sia in modalità self-service, si affianca a una gastronomia ricca di specialità piemontesi, salumi, formaggi e piatti pronti. Completano l’offerta panetteria, pasticceria e ortofrutta con una particolare attenzione ai prodotti del territorio, alle filiere locali e alle produzioni biologiche.

Sugli scaffali trovano inoltre spazio le principali linee a marchio del gruppo, pensate per soddisfare le diverse esigenze dei consumatori e garantire un elevato rapporto tra qualità e prezzo.

Per la famiglia Borello questa inaugurazione è soprattutto il simbolo di una continuità generazionale che guarda al futuro senza dimenticare le proprie origini. Gianluca e Aurora raccolgono l’esperienza e gli insegnamenti del padre Fiorenzo, contribuendo a mantenere vivo un marchio che nel tempo ha saputo conquistare la fiducia di migliaia di clienti.

In un mercato in continua evoluzione, con la nuova realtà societaria di MiTo e l’alleanza con Unes, il nome Borello continua infatti a rappresentare una garanzia di qualità, attenzione alla clientela e legame con il territorio. Valori che restano il punto di riferimento di questa nuova avventura imprenditoriale e che costituiscono il vero patrimonio lasciato da Fiorenzo Borello alle nuove generazioni.

(Servizio fotografico: il Torinese)

Summer Solstice III – Luce suono

L’ “Arena Paolini” e lo “Spazio del Contemporaneo” della “GAM” di Torino ospitano anche quest’anno l’evento conclusivo di “Accademia della Luce”

Domenica 21 giugno, dalle 18,30

Promessa! Sarà una grande serata di musicaricerca sonora e sperimentazione vocale. All’insegna del tema “Luce e Suono”, l’edizione 2025/’26 di “Summer Solstice”, l’evento conclusivo di “Accademia della Luce”, il “public program” della 28^ edizione di “Luci d’Artista” ( a cura di Antonio Grulli), ci dà anche quest’anno appuntamento alla “GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea” (via Magenta 31, a Torino), nella serata di domenica 21 giugno (a partire dalle 18,30), con ingresso gratuito e negli spazi esterni ed interni del Museo, inclusa l’“Arena Paolini – Anni Luce”, installazione pavimentale “en plein air” dell’artista concettuale di origini genovesi, perfettamente inserita in quella sorta di “Sculpture Garden” che sono i Giardini all’aperto della “GAM” e concepita come “spazio espositivo di performance e meditazione”.

Ad animare la serata, secondo visioni d’arte assolutamente singolari, saranno tre artisti e “performer”, invitati a concepire lavori atti ad esplorare “le affinità fisiche, percettive ed intellettuali tra luce e suono: fenomeni inafferrabili, capaci di attraversare i corpi e trasformare gli spazi”. I loro nomi: Luciano Chessa (Sassari, 1971), artista audiovisivo e performativo, compositore e storico dell’arte, attivo tra Europa e Stati Uniti; Nina Baietta (Padova, 1997), ricercatrice vocale con base a Venezia ed Enrico Malatesta (Cesena, 1985) attivo in ambiti sperimentali posti tra musica, performance ed indagine territoriale.

“Accademia della Luce” – progetto della “Città di Torino” in gestione a “Fondazione Torino Musei” – dopo il grande successo degli scorsi anni, arriva così all’ultimo appuntamento della sua terza edizione. Il progetto si collega simbolicamente alle tradizioni del “solstizio estivo” (per l’appunto, domenica prossima 21 giugno, ore 10,24) legate alla luce, al sole e al fuoco, e alle celebrazioni torinesi dedicate a San Giovanni Battista, patrono della città.

L’evento vedrà anche la presenza di un “angolo bar” e “food truck” organizzato e gestito da “Bar Baglio”, la nuova caffetteria della “GAM”.

Le mostre e la collezione resteranno chiuse al pubblico per tutta la durata dell’evento.

 

I tre protagonisti

Luciano Chessa sarà presente allo “Spazio del Contemporaneo” ( piano -1, ore 19) con “Trasmissioni Plastiche”, lavoro che deriva da un’esperienza sviluppata durante recenti “residenze” dell’artista presso la “Lou Harrison House” di Joshua Tree, in California, e la “Direction des Affaires Culturelles” del Principato di Monaco. Attraverso “corde elastiche” che attivano dispositivi sonori collocati a distanze inconsuete, questa scultura “diffonde meccanicamente il suono in contrappunto con una corda eccitata da un motore elettrico che danza investita da un fascio di luce, rivelando nodi e antinodi d’onda”. La proiezione congiunta di “luce” e “suono” svela la natura “scultoreo-plastica” di questi corpi vibranti, simultaneamente relativizzando le nozioni di prossimità e lontananza.

Nina Baietta presenta (con Paola MichelettiLiliana Sommarriva e Denise Tosato“Oscillo”, nell’“Arena Paolini” (ore 20). Si tratta di un lavoro per “quattro voci” e “quattro speaker” basato su una “drammaturgia dell’assenza in cui lo spettatore viene guidato da una dimensione acustica e corporea ad una dimensione amplificata e invisibile”. La performance “esplicita il passaggio di stato insito nella pratica stessa, reso manifesto dalla dissoluzione del corpo in un altro spazio-tempo e dalla massima esasperazione della voce in una dimensione particellare, ingigantita all’interno degli speaker”. L’utilizzo della “quadrifonia” conduce performer e spettatore verso un altrove condiviso in uno spazio di “risonanza totalizzante” in cui il corpo, scomparendo, si fa ovunque.

“Circolo del sorgere e del dissolversi” è infine il titolo del progetto di Enrico Malatesta presentato nello “Spazio del Contemporaneo” (piano -1, ore 21), in cui l’artista propone una “rilettura artistica” del potenziale sonico  delle “Campane Tibetane”, creando “una risonanza che sovrasta la visione e innesta screpolature nella relazione tra ascolto e spazio”. Gli oggetti sonori – oltre alle campane, altoparlanti, pietre, walkman, tessuti – vengono presentati come agenti capaci di modificare concretamente l’ambiente acustico: “la loro risonanza diventa un campo di relazione in cui emergono tensioni, attriti e densità materiche, tanto armoniche quanto dissonanti”.

Visionarietà, ardite sperimentazioni e ricerche accompagnate sempre dalla meticolosità dello studio e dalla meraviglia di musica, suoni e voci composte in atmosfere surreali dove proprio “luce” e “suono” paiono voler simboleggiare l’abbondanza creativa di un tempo “minimo” che si fa “solstitium – sole fermo” per un giorno solo. Ma il giorno più lungo dell’anno.

Per infowww.gamtorino.it

g.m.

Nelle foto: Immagine guida; Luciano Chessa; Nina Baietta ed Enrico Malatesta