ilTorinese

Brass Band del Conservatorio, Torino crocevia di sonorità

MUSEI REALI DI TORINO | TEATRO ROMANO

VENERDÌ 26 GIUGNO 2026, ORE 21.00

 

La serata, dal titolo Ottoni per la Regina, propone un omaggio a Margherita di Savoia con un programma che spazia da Richard Wagner a Camille Saint-Saëns, da John Williams a Jan Hadermann, da Manuela Losero a Giovanni Nocerino, con una composizione in prima esecuzione dedicata alla prima regina d’Italia, conservata alla Biblioteca Reale.

 

Dalle 19.45 alle 23.30 saranno visitabili il Museo di Antichità e la sezione della Galleria Sabauda dedicata ai Maestri Piemontesi del Rinascimento. 

 

Teatro Romano – foto Dario Fusaro per i Musei Reali di Torino

 

 

Ai Musei Reali di Torino torna Torino crocevia di sonorità, la rassegna musicale giunta alla sesta edizione e inserita nel programma di Estate Reale 2026 – Una sera al museo, realizzata dai Musei Reali in collaborazione con il Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Verdi” di Torino, che quest’anno ruota intorno a Note ritrovate – Un manoscritto, una regina: i mille volti della musica.

 

Tutti i venerdì, dal 26 giugno al 28 agosto, il Teatro Romano ospiterà una serie di concerti serali con repertori che spaziano dalla musica contemporanea al jazz, alle proposte cameristiche.

 

Il primo appuntamento di venerdì 26 giugno alle ore 21.00, dal titolo Ottoni per la Regina, vede protagonista la Brass Band del Conservatorio di Torino diretta dal M° Lorenzo Della Fonte, con un programma che rende omaggio a Margherita di Savoia nel centenario dalla sua scomparsa e musiche di Richard Wagner (La processione di Elsa da Lohengrin), Camille Saint-Saëns (Orient et occident), John Williams (Star wars: the force awakenes), Jan Hadermann (Canzoni), Manuela Losero (Introitus Misolidius, prima esecuzione) e Giovanni Nocerino con una composizione (Alle loro Maestà Umberto I e Margherita) dedicata alla prima regina d’Italia, conservata presso la Biblioteca Reale e proposta in prima esecuzione.

 

Come per tutti gli eventi di Estate Realei Musei Reali osservano un’apertura straordinaria, dalle 19.45 alle 23.30, con ultimo ingresso alle ore 22.45.

 

Il biglietto di venerdì 26 giugno (€ 8,00) comprende la visita libera al Museo di Antichità e alla sezione Maestri Piemontesi del Rinascimento della Galleria Sabauda ed è acquistabile sia online, sia presso la biglietteria dei Musei Reali dalle ore 19.45.

 

La Caffetteria Reale rimane aperta fino alle ore 21.00.

 

 

Venerdì 26 giugno 2026

TORINO CROCEVIA DI SONORITÀ

Ottoni per la Regina

Concerto della Brass Band del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino.

Musei Reali di Torino, Teatro Romano

 

Orari

Visita museale: 19.45–23.30

Inizio concerto: 21.00

 

Percorso visitabile

Museo di Antichità

Sezione “Maestri Piemontesi del Rinascimento” al piano terreno della Galleria Sabauda

 

Caffetteria Reale

Aperta fino alle ore 21.00

 

Biglietti

Intero: € 8,00

Gratuito fino agli 11 anni compiuti

Gratuito per un accompagnatore di persona con disabilità

 

Biglietti disponibili online al link: https://museireali.midaticket.com/eventi/26-giugno-una-sera-al-museo-torino-crocevia-di-sonorita/

e presso la biglietteria del museo la sera stessa.

 

Informazioni:

https://museireali.beniculturali.it/

mr-to.eventi@cultura.gov.it

Torino, dalla città della FIAT alla città delle opportunità: come cambia il mercato immobiliare

Ci sono città che crescono cambiando pelle. Torino è una di queste.

Negli ultimi vent’anni il capoluogo piemontese ha vissuto una delle trasformazioni urbane, economiche e sociali più profonde della sua storia. Per decenni il nome della città è stato indissolubilmente legato alla grande industria automobilistica. La FIAT rappresentava il cuore pulsante dell’economia torinese, il principale datore di lavoro e il motore che ha attirato migliaia di famiglie provenienti da ogni parte d’Italia.

In quel contesto, anche il mercato immobiliare seguiva regole semplici: si acquistava una casa per viverci, spesso vicino al luogo di lavoro, con l’obiettivo di costruire stabilità e futuro.

Oggi Torino è una città diversa.

La progressiva trasformazione del sistema industriale ha aperto una nuova fase, caratterizzata dalla crescita dell’università, della ricerca, dell’innovazione, della cultura, del turismo e dei servizi avanzati. Le grandi aree produttive che un tempo ospitavano fabbriche e capannoni sono diventate quartieri residenziali, campus universitari, poli tecnologici e spazi dedicati alla creatività.

Una rivoluzione che ha inevitabilmente cambiato anche il modo di abitare e di investire.

La nuova domanda abitativa

Se fino a pochi anni fa il mercato delle locazioni era alimentato quasi esclusivamente dalle famiglie, oggi la domanda si presenta molto più diversificata.

Studenti universitari, giovani professionisti, ricercatori, lavoratori temporanei, specializzandi e dipendenti in trasferta rappresentano una componente sempre più significativa del mercato.

La presenza di oltre centomila studenti tra Politecnico e Università degli Studi di Torino ha generato una richiesta costante di camere e appartamenti arredati. Una dinamica che ha reso particolarmente interessante il mercato delle locazioni dedicate agli studenti e ai giovani lavoratori.

L’affitto della singola stanza è ormai diventato una delle formule più richieste dagli investitori, grazie alla capacità di garantire rendimenti spesso superiori rispetto alle locazioni tradizionali.

Parallelamente, la crescente attrattività turistica della città ha favorito lo sviluppo degli affitti brevi. Eventi di rilevanza internazionale come le ATP Finals, il Salone Internazionale del Libro, le grandi mostre e il patrimonio culturale cittadino hanno contribuito ad aumentare la visibilità di Torino, creando nuove opportunità per il settore immobiliare.

Il ritorno delle compravendite

Anche il mercato delle compravendite sta vivendo una fase di rinnovato dinamismo.

Dopo anni caratterizzati da prudenza e rallentamento, il numero delle transazioni è tornato a crescere, confermando una rinnovata fiducia verso il mattone torinese.

Ma il cambiamento più interessante riguarda il profilo degli acquirenti.

Accanto alle famiglie che acquistano la prima casa, aumentano gli investitori privati, i professionisti provenienti da altre città, gli italiani residenti all’estero e coloro che scelgono Torino come alternativa alle grandi metropoli italiane.

La città offre infatti un equilibrio sempre più raro: elevata qualità della vita, servizi efficienti, una forte presenza culturale e valori immobiliari ancora competitivi rispetto ad altre realtà del Nord Italia.

Quartieri che si trasformano

La trasformazione urbana non interessa tutte le zone della città allo stesso modo.

Quartieri come San Salvario, Vanchiglia, Cit Turin, Borgo San Paolo e Crocetta hanno consolidato il proprio valore grazie alla vicinanza alle università, ai servizi e ai principali poli economici e culturali.

Allo stesso tempo, aree storicamente considerate periferiche stanno vivendo importanti processi di riqualificazione. Aurora e Barriera di Milano rappresentano esempi significativi di come interventi urbanistici, nuove attività e investimenti privati possano modificare la percezione e l’attrattività di un territorio.

Si sta affermando una nuova geografia urbana, nella quale il valore di un immobile non dipende più soltanto dalla distanza dal centro, ma dalla qualità complessiva dell’ambiente circostante: collegamenti, servizi, spazi pubblici, mobilità e opportunità.

Una città sempre più europea

Forse la trasformazione più importante è quella culturale.

Torino ha smesso da tempo di essere identificata esclusivamente con la produzione industriale. Oggi è una città universitaria, internazionale, turistica e culturale, capace di attrarre talenti, studenti, professionisti e investitori.

Una città che ha saputo diversificare la propria economia e rendere il mercato immobiliare meno dipendente dalle dinamiche delle grandi aziende.

Chi investe oggi guarda certamente al valore dell’immobile, ma valuta con attenzione anche la presenza di una fermata della metropolitana, la vicinanza a un campus universitario, a un ospedale, a un centro di ricerca o a un’area interessata da progetti di rigenerazione urbana.

La sfida del futuro

La vera sfida dei prossimi anni sarà mantenere il delicato equilibrio tra crescita e accessibilità.

Torino conserva ancora un vantaggio competitivo importante rispetto ad altre grandi città italiane: offre prezzi immobiliari e canoni di locazione mediamente più contenuti, pur garantendo standard elevati di vivibilità.

Se saprà continuare a investire in infrastrutture, innovazione, università, mobilità e riqualificazione urbana, il capoluogo piemontese potrà consolidare ulteriormente il proprio ruolo tra i mercati immobiliari più interessanti del Paese.

Perché Torino non è più soltanto la città che produceva automobili.

È una città che produce conoscenza, cultura, qualità della vita e nuove opportunità.

Ed è proprio questa la sua più grande ricchezza.

Torino, una bellezza silenziosa che sta conquistando il mondo

Ci sono città che si mettono in mostra. E poi ci sono città che si lasciano scoprire lentamente, quasi con pudore. Torino è una di queste .

Per anni ha custodito la propria eleganza senza cercare riflettori, consapevole di possedere un patrimonio fatto di storia, cultura, fascino e autenticità. Oggi, però, quel segreto così ben custodito sembra essersi diffuso ben oltre i confini italiani. Sempre più stranieri scelgono Torino. Non soltanto per acquistare una casa, ma per acquistare un pezzo di vita. Arrivano dagli Stati Uniti, dallInghilterra, dalla Francia, dallAustralia, dall’Argentina, dal Belgio, dal Brasile, dalla Finlandia e da molti altri Paesi, attratti da una città che riesce ancora a emozionare senza ostentare.

Li conquistano le sue piazze maestose, i chilometri di portici, la luce che accarezza i palazzi storici nelle sere dautunno, le colline che abbracciano la città, il fiume con la sua fantastica cornice intervallata dai club storici di canottaggio e quellatmosfera rara che mescola riservatezza e raffinatezza.

Una città dalla posizione strategica che offre a poche ore di distanza la possibilità di raggiungere laghi, mari, monti e in ultimo (a meno di un’ora) la città di Milano, capitale della finanza e del business.

C’è poi unaltra anima di Torino, più sottile e romantica, che difficilmente compare nelle statistiche ma che spesso finisce per conquistare chi arriva e decide di restare. È la Torino dei caffè storici e dei salotti eleganti, dei cortili nascosti che si aprono allimprovviso dietro antichi portoni, delle pasticcerie che custodiscono ricette e tradizioni tramandate da generazioni. Una città che, per certi aspetti, richiama il fascino discreto della Parigi di un tempo, quella fatta di conversazioni lente, di tavolini allaperto, di luci soffuse e di dettagli capaci di raccontare una storia. Qui il rito del caffè non è soltanto unabitudine, ma una piccola esperienza quotidiana. Nei palazzi storici e nei locali che hanno attraversato i secoli, si possono ancora assaporare le specialità che hanno reso celebre la città, respirando uneleganza autentica che non cerca di stupire, ma semplicemente di esistere.

Torino conserva inoltre il fascino prezioso delle vecchie botteghe e dei negozi di nicchia, luoghi dove loriginalità non è una strategia di marketing ma una vocazione. Atelier, librerie, laboratori artigiani, boutique indipendenti e attività storiche continuano a offrire quel gusto per la ricerca e per lunicità che altrove è stato spesso sacrificato alla standardizzazione.

Anche la cultura vive una nuova stagione. La musica, il teatro, larte contemporanea e il jazz stanno ritrovando spazio e centralità in una città che, prima ancora di molte altre, aveva saputo accogliere e valorizzare queste espressioni artistiche. Allo stesso tempo Torino continua a sedurre il cinema: le sue piazze, i suoi palazzi nobiliari, i lunghi portici e le atmosfere sospese tra storia e modernità rappresentano scenografie naturali di rara bellezza, capaci di attrarre registi e produzioni provenienti da tutto il mondo.

Gli eventi culturali, le varie università, (tra queste l’eccellenza del Politecnico), la tecnologia e la creatività contribuiscono quindi a costruire una nuova identità urbana.

Forse è proprio questo equilibrio tra memoria e contemporaneità a renderla così speciale. Torino non vive di nostalgia, ma sa custodire il meglio del passato trasformandolo in una forma raffinata di modernità. E chi la scopre comprende presto che il suo fascino non risiede soltanto in ciò che mostra, ma soprattutto in ciò che lascia immaginare.

A differenza di altre grandi mete internazionali, Torino non è diventata una cartolina costruita per il turismo. È rimasta vera. E forse è proprio questa autenticità a renderla così desiderabile agli occhi di chi cerca qualcosa di più di un semplice investimento.

Ma il fascino di Torino non nasce soltanto dalla sua bellezza. Nasce dalla sua capacità di trasformarsi senza tradire sé stessa.

Per oltre un secolo il nome della città è stato legato allindustria automobilistica, alla manifattura e alla grande stagione produttiva italiana. Torino è stata la capitale operaia del Paese, il motore di uneconomia che ha contribuito a costruire lItalia moderna. Eppure oggi sta vivendo una nuova stagione della propria storia verso innovazione e contemporaneità .

Una trasformazione quindi che, in un certo senso, la sta riportando alle sue origini più profonde,

Non è un caso che oggi Torino venga osservata con crescente interesse anche da chi proviene da metropoli considerate per anni il punto di riferimento assoluto del Paese. Sempre più professionisti, imprenditori e famiglie provenienti da Milano scoprono qui una qualità della vita diversa: ritmi più umani, spazi più ampi, una straordinaria offerta culturale, servizi efficienti e un mercato immobiliare che consente ancora di accedere a immobili di grande pregio a valori spesso più competitivi rispetto ad altre grandi città europee.

Chi arriva qui scopre una città che sa ancora concedere tempo. Tempo per passeggiare, per vivere i quartieri, per fermarsi in un caffè storico, per osservare le montagne allorizzonte. Una città che non corre per dimostrare qualcosa, ma che conquista con la forza discreta della propria identità.

E questa identità si riflette anche nel patrimonio immobiliare. Le case più ricercate non sono semplicemente quelle più prestigiose, ma quelle capaci di raccontare una storia. Appartamenti inseriti in palazzi depoca, soffitti decorati, parquet storici, ampi spazi pieni di luce e dettagli architettonici che testimoniano il passato elegante della città. Immobili che oggi vengono valorizzati attraverso ristrutturazioni attente e rispettose, capaci di conservare lanima originaria degli ambienti integrandola con comfort moderni, efficienza energetica, tecnologie avanzate e design contemporaneo.

È una nuova cultura dellabitare che non cancella la memoria, ma la accompagna nel futuro. Un approccio sempre più apprezzato da una clientela nazionale e internazionale che vede nella casa non soltanto un bene da acquistare, ma un luogo da vivere e custodire.

Allo stesso tempo, Torino sta vivendo una trasformazione silenziosa ma profonda anche attraverso importanti progetti di rigenerazione urbana grazie anche al nuovo piano regolatore che spinge al rinnovamento di edifici esistenti e non solo nelle zone residenziali centrali, ma nell’obbiettivo di far nascere nuovi quartieri che verranno valutati grazie a questa trasformazione. Quartieri che per anni hanno avuto una vocazione prevalentemente produttiva e che stanno riscoprendo una nuova identità grazie a interventi immobiliari e urbanistici che restituiranno valore agli spazi e alle persone. Aree un tempo dismesse si stanno trasformando in luoghi dove residenze, cultura, servizi, innovazione e qualità della vita convivono armoniosamente.

L’arrivo di nuove scuole internazionali come ad esempio la ESCP Business School, una delle più accreditate d’Europa, fondata a Parigi nel 1819 e oggi presente con sei campus europei , tra cui Torino, è un’altra tra le prestigiose opportunità che la città offre ai giovani rampolli stranieri, capace quindi di dare ulteriore valorizzazione alla città.

Anche altre scuole presenti nella città e volte all’insegnamento di nuovi lavori altamente innovativi per il futuro, rappresentano un’opportunità straordinaria per Torino, favorendo la nascita di moderne residenze studentesche e la riqualificazione quindi di quartieri un tempo marginali, destinati a diventare nuovi poli di attrazione per giovani talenti provenienti da tutto il mondo.

Aurora , Cit Turin, Vanchiglia, il lungo Dora ecc… rappresentano uno degli esempi più interessanti: quartieri che negli ultimi anni hanno intrapreso un percorso di rinascita capace di attrarre nuovi residenti, attività e investimenti, dimostrando come la valorizzazione urbana possa diventare anche valorizzazione sociale e culturale.

Osservare questi cambiamenti richiede esperienza, conoscenza del territorio e una profonda familiarità con lanima della città. È anche per questo che la Chiusano & C. Immobiliare rappresenta da oltre 40 anni una delle realtà più autorevoli del panorama immobiliare torinese, diventando un solido punto di riferimento per gli investitori internazionali. Non soltanto per la capacità di accompagnare clienti italiani e internazionali nelle loro scelte, ma per quella conoscenza autentica che nasce dallaver seguito levoluzione della città quartiere dopo quartiere, palazzo dopo palazzo, trasformazione dopo trasformazione.

In una Torino che cresce senza rinunciare alla propria identità, il valore di una casa non si misura soltanto nei metri quadrati o nella posizione, ma nella capacità di riconoscere il potenziale di un luogo e il futuro che può raccontare. Ed è proprio questa visione che continua a guidare chi, come Chiusano Immobiliare, contribuisce ogni giorno a mettere in relazione persone, patrimoni e storie.

Ed è forse questo il cambiamento più bello. Torino non viene più scelta soltanto per ciò che offre, ma per ciò che fa sentire.

In un mondo sempre più veloce, rumoroso e omologato, la città sabauda rappresenta una rara eccezione: un luogo dove la bellezza non grida, ma sussurra. E proprio per questo riesce ad arrivare lontano.

Così, mentre molti torinesi continuano a considerarla con la naturale familiarità di chi ci è nato, sempre più persone provenienti da ogni parte del mondo la guardano con occhi pieni di meraviglia.

Perché certe città non hanno bisogno di reinventarsi. Devono soltanto essere scoperte.

Monica Di Maria di Alleri Chiusano

TORINO, USIC: “FURTO ALLA CASA D’ASTE SANT’AGOSTINO. PLAUSO AI CARABINIERI DELLA COMPAGNIA TORINO SAN CARLO”

“L’Unione Sindacale Italiana Carabinieri del Piemonte e della Valle d’Aosta esprime vivo compiacimento e il più sentito plauso per la brillante operazione di polizia giudiziaria condotta dai militari della Compagnia Carabinieri Torino San Carlo, che ha consentito di arrestare un soggetto e recuperare parte della preziosa refurtiva sottratta alla storica Casa d’Aste Sant’Agostino. L’immediata attività investigativa, unita al costante controllo del territorio, ha permesso di ottenere un importante risultato operativo, confermando ancora una volta l’elevata capacità investigativa e la tempestività d’intervento dell’Arma nel contrasto ai reati predatori che colpiscono il patrimonio economico e culturale del territorio. Il brillante esito dell’indagine testimonia la professionalità, la dedizione e il senso del dovere dei militari impegnati nell’operazione. Risultati come questo rafforzano la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni e dimostrano quanto sia fondamentale la presenza capillare dei Carabinieri sul territorio. Ai colleghi della Compagnia Torino San Carlo va il nostro più sincero ringraziamento per l’impegno e la competenza dimostrati. Il loro lavoro quotidiano rappresenta un presidio concreto di legalità e sicurezza al servizio della collettività piemontese”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).

Sindone Visio-Tattile itinerante, tecnologia e ricerca al servizio dell’accessibilità

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Toccare le ferite, comprendere la profondità e costruire un’immagine precisa dell’Uomo della Sindone rappresenta l’esperienza resa possibile dalla nuova Sindone Visio-Tattile, promossa dalla Fondazione Centro Studi Carlo Alberto ETS, e realizzata dalla direzione scientifica del Museo della Sindone. Il progetto, presentato il 25 giugno presso la chiesa del SS. Sudario di Torino, rappresenta un’importante conquista nel campo dell’accessibilità culturale e della divulgazione scientifica. Frutto di un lungo percorso di ricerca  interdisciplinare e dell’impiego delle più avanzate tecnologie digitali, la nuova riproduzione consente, infatti, alle persone con disabilità visiva di accedere a una conoscenza diretta della Sindone attraverso il tatto, offrendo contemporaneamente agli spettatori vedenti una modalità di lettura del telo del tutto nuovo. Realizzata con una particolare resina e caratterizzata da una precisa colorazione, studiata per evidenziare dettagli e profondità, la Sindone Visio-Tattile riproduce in scala 1:1 la parte del lenzuolo nella quale compare frontalmente l’immagine dell’uomo della Sindone. Attraverso sofisticate tecniche informatiche, sviluppate a partire dagli studi scientifici condotti sulla Sindone, anche con il contributo dei ricercatori dell’Università di Torino e del Politecnico di Torino, le variazioni di luminosità e intensità cromatica sono state trasformate in diversi livelli di rilievo, rendendo percepibili forme particolari che la sola osservazione visiva del Telo non consente di cogliere con altrettanta immediatezza. La nuova realizzazione costituisce un’evoluzione significativa rispetto al plastico in alluminio, realizzato in occasione dell’Ostensione del 2000. Più leggera, facilmente trasportabile e pensata per essere esposta in contesti differenti, permetterà infatti di portare la Sindone nelle parrocchie, nelle associazioni, nei luoghi di aggregazione e cura, raggiungendo persone che difficilmente potrebbero accedere ai tradizionali percorsi espositivi. La vera novità è la capacità di restituire una percezione concreta e immediata delle ferite dell’Uomo della Sindone. L’esplorazione tattile consente di individuare i segni presenti sulla fronte, la profonda ferita al costato destro, le lesioni ai polsi e ai piedi, la posizione degli arti e numerosi dettagli anatomici, elementi che non vengono semplicemente riconosciuti ma che generano una comprensione fisica ed emotiva della sofferenza rappresentata sul Telo.

“Sentire la Sindone oltre lo sguardo, la possibilità offerta dalla Fondazione Centro Studi Carlo Alberto ETS, grazie al lavoro della direzione scientifica del Museo della Sindone, è suggestiva e necessaria. Lo è per tutte le persone ipovedenti che avranno la possibilità di confrontarsi con un reperto storico, dal grande valore religioso per tanti fedeli, ma lo è anche per chiunque voglia avvicinarsi da un’altra prospettiva, a quello che nel corso dei secoli è diventato un simbolo del nostro territorio – ha dichiarato la vicesindaca di Torino, Michela Favaro”.

“Questa nuova riproduzione non si limita a rendere accessibile la Sindone ai non vedenti – ha spiegato il prof. Nello Balossino, direttore scientifico del Museo della Sindone e responsabile scientifico del progetto – le tecnologie sviluppate per trasformare le informazioni presenti nell’immagine Sindonica in rilievi tridimensionali, permettono di cogliere particolari che normalmente sfuggono all’osservazione. Quando si percepisce la profondità della ferita al costato, quando si seguono con le dita le colature di sangue sulla fronte o si riconosce la posizione delle mani o dei piedi, non si acquisisce solo una conoscenza, ma si entra empaticamente nella sofferenza dell’Uomo della Sindone. È un’esperienza che coinvolge i non vedenti, ma che offre nuove possibilità di comprensione anche a chi vede”.

“La decisione di sostenere questo progetto nasce da motivazioni profonde- ha dichiarato Giorgio Gagna, presidente della Fondazione dedicata a Re Carlo Alberto – la figura del sovrano mi accompagna da sempre e rappresenta in me un ideale di serenità, responsabilità e servizio. Non va dimenticato che il sovrano sabaudo fu uno dei custodi della Sindone. Con questa iniziativa abbiamo voluto unire memoria storica, ricerca scientifica e memoria sociale, valori che la nostra Fondazione promuove per statuto. Rendere accessibile la Sindone significa ampliare le possibilità di conoscenza, l’accessibilità a tutti e la cultura attraverso strumenti innovativi e rigorosi”.

Nel corso della presentazione sono intervenuti Massimo Borghesi, presidente dell Confraternita del SS. Sudario, e Mario Rubat Ors, presidente dei Cultores Sindonis, che hanno evidenziato il valore dell’inziativa nel corso dell’impegno nella valorizzazione della Sindone, sottolineando come la nuova riproduzione visio-tattile rappresenti la possibilità di aprire le porte a un pubblico sempre più ampio. Il valore dell’iniziativa come strumento di condivisione e accessibilità, è stato anche sottolineato da Vittorino Biglia, presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Torino , e Ornella Valle, vicepresidente di APRI ETS APS.

Tra gli aspetti più innovativi del progetto, vi è la sua dimensione itinerante, fortemente voluta da Valentina Caputo, project manager del progetto della Fondazione Centro Studi Carlo Alberto. L’idea, ha spiegato era di non limitare questa esperienza a un solo luogo, ma di far sì che fosse la Sindone ad andare incontro alle persone. Per questo abbiamo scelto una soluzione leggera, facilmente trasportabile e adatta a essere ospitata in contesti molto diversi tra loro. Le prime esposizioni sono in programma dalle prossime settimane, a partire da Bardonecchia, e da alcune realtà associative dedicate alle persone con disabilità visiva. Un modo concreto per portare la Sindone incontro alle persone, rendendo accessibile un patrimonio spirituale, storico e culturale e di valore universale.

Mara Martellotta

San Giovanni, quasi 50mila in piazza Vittorio per il grande spettacolo dei fuochi

 

Si è conclusa ieri sera poco prima della mezzanotte, con il tradizionale spettacolo pirotecnico, la festa di San Giovanni 2026. Sono state quasi 47mila le persone che hanno raggiunto piazza Vittorio Veneto per assistere ai fuochi d’artificio, uno degli appuntamenti più attesi del programma dedicato al santo patrono di Torino.

Antipasto dello spettacolo pirotecnico un lungo momento di intrattenimento musicale che ha animato la piazza fin dalle 19. Grande successo per il Vertical Stage Block Party, con alcuni dj tra i più rappresentativi della scena nazionale e internazionale, con ospiti come Ensi e Willie Peyote, che si sono esibiti da quattro balconi affacciati su piazza Vittorio Veneto, trasformando uno dei luoghi simbolo della città in un grande palcoscenico a cielo aperto.

Novità anche per le musiche dello spettacolo pirotecnico, con una colonna sonora inedita ideata dal cantautore e compositore Krano, fresco vincitore del David di Donatello. Un vero e proprio racconto musicale che ha reso omaggio alla storia e alla cultura musicale torinese, alternando brani di artisti appartenenti a epoche e generi diversi: da Fred Buscaglione ai Negazione, da Ennio Morricone ad Antonello Venditti.

TorinoClick

Per l’estate, FlixBus amplia il servizio nel Torinese

 

Crescono i collegamenti con l’estero e le grandi città italiane

 

Milano, 25 giugno 2026 – FlixBus inaugura la stagione estiva potenziando il servizio in provincia di Torino grazie a nuovi collegamenti con la Liguria e la Puglia. Allo stesso tempo vengono potenziati i collegamenti verso il resto d’Italia e verso l’estero, oltra al rafforzamento dei collegamenti verso gli aeroporti di Torino, operato attraverso il servizio di Flibco, e Malpensa.

In questo incremento si riflette la visione di FlixBus, che con un’offerta alla portata di tutte le tasche vuole facilitare gli spostamenti di chi partirà dal territorio durante il periodo estivo.

 

Nuovi collegamenti per il mare: la Riviera di Ponente collegata in modo capillare tutta estate

Questa estate, chi parte dalla provincia di Torino in FlixBus alla volta della Liguria potrà raggiungere circa 20 località di Ponente, raggiungibili senza cambi ogni giorno sia da Torino che da Ciriè: lungo la Riviera delle Palme saranno collegate Spotorno, Noli, Varigotti, Finale Ligure, Pietra Ligure, Loano, Borghetto Santo Spirito, Ceriale, Albenga, Alassio, Laigueglia e Andora; in Riviera dei Fiori, FlixBus garantirà collegamenti giornalieri con Diano Marina, Imperia, San Lorenzo al Mare, Taggia, Bordighera, Sanremo e Ventimiglia. Savona sarà inoltre raggiungibile quattro volte al giorno, Genova fino a 11.

Crescono anche le tratte con la Romagna, dove a Rimini si affiancano, fra le mete raggiungibili senza cambi dal capoluogo, Milano Marittima, Cervia, Cesenatico e il parco divertimenti di Mirabilandia. Quest’Ultimo si affianca a Gardaland, collegato tre volte al giorno a beneficio di giovani e famiglie.

Per chi punta ad un viaggio al Sud, invece, gli autobus verdi collegheranno Torino direttamente con il cuore del Gargano, con fermate a Vieste, Peschici, Rodi Garganico, Lesina e Cagnano Varano, e con il Salento, dove si potrà raggiungere Gallipoli. Fra le altre località collegate in Puglia, si possono citare Polignano a Mare, Monopoli e Fasano.

In provincia, è possibile partire anche da Chivasso e Oulx. Quest’ultima, in particolare, si offre come punto di partenza strategico per raggiungere la Francia arrivando a Parigi, Lione e Chambéry.

 

Crescono le frequenze sui collegamenti con l’Italia e con l’estero. 12 corse al giorno per Malpensa

Crescono i collegamenti verso alcune grandi città italiane: Bari sarà raggiungibile due volte al giorno (ad esclusione del mercoledì dove scende a una) e Firenze disporrà di almeno sette collegamenti quotidiani; Bologna sarà servita da almeno nove corse ogni giorno e Napoli disporrà di sei corse giornaliere (ad esclusione di mercoledì e giovedì, con cinque corse).

Vengono rinforzati i collegamenti anche verso le mete internazionali: ogni giorno sarà possibile raggiungere Lugano grazie a cinque corse quotidiane, e Monaco di Baviera sarà raggiungibile due volte al giorno. Proprio Monaco, in quanto hub strategico di FlixBus, permetterà di accorciare le distanze con la Germania e, allo stesso tempo, permetterà ai viaggiatori torinesi di connettersi facilmente con l’intera rete europea, proseguendo verso numerose altre destinazioni internazionali.

Sarà più facile viaggiare all’estero anche grazie al potenziamento della rete verso l’aeroporto di Milano Malpensa, che a partire da quest’estate conterà almeno dodici collegamenti quotidiani.

 

Nuova linea Flibco verso dalla città all’aeroporto di Torino

Dal sito FlixBus si possono prenotare anche i collegamenti di Flibco, il servizio di shuttle aeroportuali che di recente ha potenziato il servizio fra il centro di Torino, le fermate di Corso Vittorio Emanuele II e Porta Nuova e l’aeroporto. L’investimento prevede l’introduzione di tre nuovi autobus e l’ampliamento dell’offerta con dieci corse giornaliere aggiuntive, per un aumento della capacità pari al 40%.

 

Con FlixBus emissioni di CO2 ridotte dell’84% rispetto all’auto privata

L’estensione della rete nella provincia di Torino non risponde solo a un’esigenza di mobilità, ma permette di promuovere un modello di viaggio più efficiente. Proponendosi come concreta alternativa all’auto privata, il servizio può contribuire a ridurre il numero di veicoli in circolazione durante il periodo estivo, spesso soggetto a congestionamenti.

Scegliendo l’autobus in sostituzione dell’auto privata, i passeggeri possono contribuire attivamente a ridurre il proprio impatto: secondo i dati, infatti, chi viaggia con FlixBus in Italia emette in media almeno 5 volte meno CO2 per km rispetto a chi percorre lo stesso tragitto in auto.[1] Nello specifico, chi si sposta da Torino a Genova in auto emette in media oltre 27 kg di CO2, contro i circa 4,5 emessi da chi sceglierà il servizio FlixBus – per un risparmio di CO2 stimato dell’84%.

 

È ora possibile organizzare e prenotare il proprio viaggio con FlixBus attraverso ChatGPT

A partire da quest’estate è possibile cercare e prenotare i propri viaggi sugli autobus verdi attraverso una semplice chiacchierata con ChatGPT. Cliccando qui o cercando FlixBus tra le applicazioni è possibile accedere al sistema di prenotazione direttamente sulla piattaforma e cercare itinerari, confrontare le opzioni di viaggio e accedere facilmente ai collegamenti offerti. Al di là di questa novità, il modo più facile per prenotare un biglietto è utilizzare direttamente il sito oppure la app gratuita. Per chi preferisse l’acquisto fisico è possibile recarsi presso uno dei rivenditori ufficiali. Se ci saranno ancora posti disponibili sarà possibile acquistare il biglietto direttamente dall’autista sul posto.

Tra poco quell’albero inghiottirà l’auto

Giro spesso per lavoro per i quartieri e a volte mi soffermo su delle immagini. Passando e ripassando per questa strada ho notato l’auto parcheggiata vicino all’albero che era spoglio. Col passar delle settimane l’albero ha ripreso a vegetare e sta quasi inghiottendo l’auto che oramai sta lì, al solito posto da almeno 6 mesi. È in una traversa poco frequentata di via Artom. Forse rubata forse abbandonata. Certamente da lì andrebbe rimossa, prima che l’albero la ” inghiotta” drl tutto, anche perchè risulta scoperta da assicurazione.

Luigi Gagliano 

“1000 Omini-mini di Anja”. Finissage… e avanti per un nuovo inizio!

Domenica 28 giugno avrà luogo il finissage della mostra “1000 Omini-mini di Anja” presso l’associazione Fuocoinfinito, in via Carlo Alberto 11/P.

Parlare del microcosmo di ‘piccole donne e ometti’, animali piccini, folletti, piccole cose di casa, ballerine, esseri di fantasia, espressioni buffe, caricature divertenti (ma sempre di buon gusto) è un tutt’uno con il disquisire d’arte con l’artista bavarese Anja Langst, molto apprezzata sul territorio torinese. Dietro un linguaggio artistico ludico, tendente al naïf e predisposto per “l’incanto del Fanciullino”, lei possiede invece una severa cultura artistica, cresciuta sotto le volte dell’Accademia Albertina e con alle spalle insegnanti illustri come Emilio Vedova.

Ospite dell’Associazione Fuocoinfinito di Via Carlo Alberto 11/P, le chiedo di fare un primo bilancio di questa mostra, e dell’interesse che ha suscitato presso il pubblico torinese e tra i turisti in visita nel capoluogo piemontese.

I suoi immensi occhi azzurri sorridono, senza nascondere la grande soddisfazione di un’esperienza subito partita bene.

Visitatori, vendite, richieste, promesse di pubblicità in Paesi lontani, conoscenza con persone simpatiche e quant’altro.

Non della sola luce di belle opere si illumina una mostra d’arte…

ci vogliono i locali giusti che la ospitino, la stagione ideale per un certo discorso artistico, il passaggio di tante persone, ma anche di un certo tipo di persone, quelle in grado di creare la ‘magia giusta’.

La sala bianca, non molto ampia ma prospicente una storica via pedonale cittadina sempre frequentata, le si calza come un abito di alta sartoria. I suoi lavori in acrilico, pennarelli e matita non incutono timore ma, dopo un veloce sguardo dall’esterno, invitano ad entrare con serenità e curiosità.

Perché questo è il segreto del pazientissimo lavoro di Anja. Ha saputo creare un’arte originalissima che regala ottimismo, favorisce la curiosità creando domande su questo nostro strano pianeta blu, composto da tantissimi ‘omini’, animali piccini e tanti, tanti folletti che si accalcano nel proscenio della vita, senza soluzione di continuità…

E, per finire, Anja ci aspetta tutti il 28 giugno, alle ore 18.00, in via Carlo Alberto per il finissage della mostra,

Sarà un appuntamento da non mancare, anche per la simpatia della pittrice protagonista.

Ferruccio Capra Quarelli