ilTorinese

Con AR.c.A. alla scoperta della villa romana di Caselette

Domenica 26 aprile sarà possibile visitare la villa romana di Caselette per scoprire come vivevano i romani in Val di Susa nel I secolo d.C. Tornando indietro nel tempo, sarà possibile entrare nelle stanze della villa e immergersi nell’atmosfera di uno dei più importanti complessi extraurbani di epoca romana in Piemonte. Sarà possibile anche partecipare al tour gratuito, guidato da un naturalista, dell’area Prima Valle. Situata alle pendici del Monte Musinè, ospita numerose specie di animali e vegetali, rare a livello nazionale e regionale, che la rendono una delle aree piemontesi di maggiore biodiversità. Si tratta di una vera e propria oasi xerotermica, che comprende anche i laghi Superiori e Inferiori di Caselette.

La villa romana di Caselette sarà visitabile dalle 15.30 alle 18, con la prima visita in partenza alle 15.30, la seconda alle 16.30 è l’ultima alle 17.30 circa. L’area Prima Valle, con punto di ritrovo presso la villa romana di Caselette, sarà visitabile dalle 15.30, mentre la seconda è prevista alle 17 circa. La giornata è promossa dall’associazione  AR.c.A –  Arte, Archeologico e Cultura ad Almese con il patrocinio del Comune di Almese, in collaborazione con la Fondazione Magnetto, Finder SPA , UNIVOCA, Tesori d’arte e cultura alpina e Sovrintendenza archeologica di Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Torino.

Info: arca.almese@gmail.com – 342 0601365

L’associazione AR.c.A è nata nel luglio 2013 con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il patrimonio storico, culturale artistico, archeologico e paesaggistico di Almese e dintorni.

Mara Martellotta

Vai Juve! 2-0 al Bologna

 

La Juventus risponde presente e continua la sua corsa: 2-0 al Bologna nella sfida del 19 aprile 2026.
All’Allianz Stadium i bianconeri impongono ritmo e qualità fin dai primi minuti, sbloccando il match,all’inizio del primo tempo con David, attraverso un’azione ben costruita. Nella ripresa arriva il raddoppio di Thuram che chiude i conti, certificando una prestazione solida sia in fase offensiva che difensiva.
Il Bologna prova a reagire, ma trova una Juve attenta e compatta, capace di gestire il vantaggio senza rischiare troppo. Tre punti pesanti che alimentano entusiasmo e ambizioni.
E la Juve va!

Enzo Grassano

Il Sindaco festeggia gli sposi alle nozze d’oro

 

Sono quasi mille le coppie di torinesi che festeggiano le nozze d’oro nel 2026. Il Sindaco Stefano Lo Russo ha incontrato e festeggiato,  al Conservatorio Giuseppe Verdi, le prime 240. Ad accoglierle, in sala, un breve video che ripercorre i ricordi di quel 1975 che li vedeva diventare marito e moglie. Tra le immagini di repertorio, alcune sono rimaste indelebili come la vittoria alla Notte degli Oscar del film “Amarcord” di Federico Fellini, oppure alcuni avvenimenti che hanno una ricaduta ancora oggi come la fondazione della Microsoft da parte di Bill Gates.

Continua così la tradizione di celebrare chi ha percorso 50 anni di vita insieme nella nostra città. Nel corso del 2025, sono state 1.148 le coppie che hanno partecipato all’iniziativa, mentre nel 2024 erano state 1.255. Quest’anno sono 978 le coppie che hanno aderito all’iniziativa e che hanno scelto di partecipare alle cerimonie organizzate al Conservatorio e nelle Circoscrizioni di appartenenza.

Quest’anno ha aperto il ciclo delle cerimonie l’appuntamento di oggi, domenica 19 aprile, nella Sala del Conservatorio di Torino. Seguirà una seconda data in autunno per festeggiare insieme alle coppie rimanenti che, per ragioni di capienza della sala, verranno chiamate in un secondo momento. Nel mese di maggio, tra sabato 9 e sabato 16, si svolgeranno anche le cerimonie nelle Circoscrizioni.

Il sindaco ha consegnato a ogni coppia di sposi residenti a Torino, anche se si sono sposati fuori città, una pergamena ricordo personalizzata con i nomi dei coniugi. È stato anche possibile immortalare il momento con una foto ricordo insieme al Sindaco. La foto sarà stampata e offerta dall’Amministrazione. Nel caso di impossibilità a partecipare alla cerimonia, sarà comunque possibile ritirare la pergamena presso gli uffici Più o circoscrizionali.

Molte le coppie di sposi nati nelle regioni del sud Italia, in particolare in Puglia e in Calabria.

“Ringrazio personalmente le coppie che oggi sono presenti qui al Conservatorio per celebrare il prestigioso traguardo dei 50 anni di matrimonio – ha detto a inizio cerimonia il Sindaco della Città di Torino, Stefano Lo Russo -. Queste unioni rappresentano un esempio fondamentale per le generazioni attuali e future, in un contesto storico caratterizzato dalla carenza di riferimenti positivi. Siete la testimonianza di un impegno duraturo e di un’unione costante che costituisce un modello di ispirazione e speranza per i giovani che si accingono a costruire il proprio futuro. Voi incarnate l’essenza stessa della Torino moderna. Molti di voi siete giunti in città, spesso dalle regioni del Sud, in cerca di migliori condizioni di vita, affrontando con impegno e sacrificio le difficoltà iniziali, la diffidenza e le fatiche dell’integrazione. Ma è proprio grazie al vostro lavoro, al sacrificio e alla dedizione se Torino è cresciuta, trasformandosi in una città capace di accogliere e di offrire solide basi per la costruzione di progetti di vita. La capacità di affrontare insieme i momenti felici e quelli complessi della quotidianità per mezzo secolo è la prova tangibile che la nostra comunità si fonda su valori di solidarietà e perseveranza. Voi siete la storia di Torino – ha concluso il Sindaco -. Avete reso grande la nostra città dimostrando che Torino è un luogo dove è possibile incontrarsi, lavorare, crescere figli e nipoti. La vostra vita insieme è un patrimonio che oggi celebriamo con orgoglio”.

TorinoClick

Attivista trans schiaffeggiato in centro

E’ stato colpito con uno schiaffo  in centro a Torino per il suo zaino arcobaleno, un attivista trans volontario del Torino Pride e giurato del Lovers Film Festival. La notizia è stata comunicata dal Torino Pride sui social. L’aggressore è stato un giovane componente di un gruppo di adolescenti che hanno gridato frasi omofobe, anche se hanno cercato di trattenerlo.

Waltre Pfeiffer e “Modigliani sottopelle” alla Pinacoteca Agnelli

Alla Pinacoteca Agnelli, mercoledì 29 aprile si inaugurano due nuove mostre di Waltre Pfeiffer e “Modigliani sottopelle”, e nuove opere sono esposte sulla Pista 500

La Pinacoteca Agnelli annuncia la programmazione per la primavera-estate del 2026. A partire dal 30 aprile prossimo apriranno al pubblico una mostra monografica dedicata all’artista Walter Pfeiffer, nato nel 1946 a Beggingen, che oggi risiede e lavora a Zurigo. Una nuova edizione del ciclo “Beyhond the Collection”, che vede protagonista Amedeo Modigliani e di una nuova installazione site-specific sulla Pista 500 di Nathalie du Pasquier (1957 Bordeaux), che vive e lavora a Milano, e Peter Fischli (1952), nato a Zurigo, dove vive e lavora. Da giovedì 30 aprile a domenica 13 settembre prossimo, la Pinacoteca Agnelli presenta “In good company”, la prima mostra istituzionale in Italia dedicata a Walter Pfeiffer, a cura di Simon Castets e Nicola Trezzi. Con più di 100 opere a colori e in bianco e nero, scattate dai primi anni Settanta ad oggi, l’esposizione intreccia le serie più iconiche dell’artista con immagini inedite, in un percorso senza gerarchie che evidenzia il suo contributo singolare all’arte, alla fotografia e alla moda. In“In good company” si rende omaggio alla produzione prolifica e pionieristica dell’artista, che ha ridefinito i codici della fotografia che abbraccia tutti i generi della storia dell’arte, specialmente il nudo, il ritratto, il paesaggio e la natura morta, che unisce formalismo, forza cromatica e sensualità. Aprendo ripetutamente nuovi orizzonti, la pratica dell’artista si è sistematicamente avventurata in territori inesplorati: dalle sue rappresentazioni sincere delle identità queer e della sessualità, alla sua reinvenzione, senza precedenti, dell’immaginario dell’alta moda attraverso ironia, giocosità e imperfezione.

L’esposizione “Modigliani sottopelle” presenta l’opera “Nu couché” di Amedeo Modigliani, parte della collezione permanente della Pinacoteca Agnelli, in dialogo con altri tre grandi capolavori dell’artista, in prestito dal Centre Pompidou di Parigi e dalla Staatsgallery di Stoccarda, per offrire nuove chiavi di lettura e una comprensione più articolata della sua pratica pittorica. Il progetto espositivo, in mostra dal 30 aprile al 13 settembre, prende origine da avanzate ipotesi scientifiche che hanno analizzato la trama e l’ordito delle tele, ricostruendo l’origine dei rotoli di tessuto impiegati dall’artista e introducendo un nuovo strumento finalizzato alla datazione delle opere. La mostra, ospitata nello spazio dello Scrigno, nell’ambito del progetto “Beyhond the collection”, è a cura di Pietro Rigolo e Beatrice Zanelli.

La Pista 500, il progetto artistico di Pinacoteca sull’iconica pista di collaudo delle automobili FIAT, si arricchisce di nuove installazioni site-specific degli artisti Nathalie du Paquier e Peter Fischly. I nuovi progetti per la Pista 500 si aggiungono alle opere già presenti sul tetto del Lingotto di Rong Bao, Thomas Bayrle, Monica Bonvicini, Valie Export, Silvie Fleury, Francesco Gennari, Dominic Gonzales-Foerster, Marco Giordano, Louise Lawer, Paul Pfeiffer, Finnegan Shannon e Superflex. La nuova installazione di Nathalie du Pasquier, intitolata “Bandiere per Zefiro”, si estende lungo la facciata est del Lingotto, attivando in modo giocoso l’architettura dell’edificio, fondendo forma, colore e paesaggio. Quindici bandiere basate su disegni inediti dell’artista, caratterizzati da motivi geometrici e forme vivaci, creano un ponte tra l’operazione spazio vissuto. Il progetto di Du Pasquier si allontana dai concetti di nazionalismo, potere e dominio che le bandiere possono rappresentare in tempi di guerra e conflitto, per abbracciare il dialogo e l’apertura attraverso l’arte. Nella rampa ellittica, Peter Fischli, con l’installazione intitolata “Addition-Subtraction-Multiplication”, mette in relazione lo spazio architettonico con i ripetuti meccanismi dell’esperienza umana, tra viaggio, percezione, scoperta e meraviglia. L’opera nasce dall’immagine di trenini automobilistici utilizzati per i tour turistici nelle città : questi “treni senza binari”, con i vagoni talvolta ribaltati, destrutturati e resi, quindi, inutili, esplorano temi quali il falso e l’autentico, richiamando il viaggio come simbolo di movimento fisico e progresso, ma anche di esplorazione mentale tra esperienze stereotipate e percorsi immaginari sottosopra.

Pinacoteca Agnelli – Lingotto, via Nizza 262/103, Torino – www.pinacoteca-agnelli.it

Orari: dalle 10 alle 18 – venerdì dalle 10 alle 20

Mara Martellotta

Bimbo di due anni caduto dal balcone: è grave

Ieri il 118 di Azienda Zero è intervenuto intorno alle 19 in via San Rocco a Cuorgnè dove un bimbo di 2 anni è caduto dal secondo piano. È giunta sul posto l’equipe del Servizio Regionale di Elisoccorso. Il bambino è ricoverato in gravi condizioni.

Granatieri di Sardegna,  367° anniversario del Corpo

Si è svolta, in piazzetta Mollino, in continuità con la tradizione che lega il Corpo alla città di Torino, la cerimonia commemorativa per il 367° anniversario della costituzione dei Granatieri di Sardegna, fondati il 18 aprile 1659 dal duca Carlo Emanuele II di Savoia che, proseguendo e affermando le riforme militari iniziate da Emanuele Filiberto, volle la costituzione di un esercito permanente di pace, come nucleo dell’esercito di guerra.

La cerimonia, concentrata sul “dovere della memoria”, è stata organizzata dall’Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna a Torino, e ha visto la presenza dell’assessore alla sicurezza della Città di Torino Marco Porcedda e del consigliere comunale Pietro Tuttolomondo. La commemorazione si è svolta con la deposizione della corona d’alloro presso la lapide in piazzetta Mollino, che ricorda la fondazione del Reggimento delle Guardie, e successivamente, è proseguita con la celebrazione della messa nella real chiesa di San Lorenzo, in piazza Castello.

 

Democrazia e partecipazione: da Torino l’invito a prendersene cura

Si è svolta a Torino, dal 17 a Palazzo Barolo, dal 18 al 19 aprile presso il SERMIG – Arsenale della Pace e in Piazza Palazzo di Città, la manifestazione “Democrazia. Il coraggio della partecipazione”, promossa dalla Pastorale Sociale e del Lavoro di Piemonte e Valle d’Aosta, in continuità con il cammino delle Settimane Sociali di Trieste.

A chiudere i lavori è stata la sintesi di Gaetano Quadrelli, coordinatore della Pastorale regionale Sociale e del Lavoro che ha rilanciato con forza il cammino avviato dalla Chiesa piemontese: un impegno da continuare nel tempo, fondato su tre immagini chiave proposte dal relatore padre Giuseppe Riggio: la sentinella, chiamata alla responsabilità e alla vigilanza; il seminatore, che diffonde la Parola e genera futuro; il buon samaritano, che si fa carico delle ferite della società. Un invito chiaro a prendersi cura della democrazia, cambiando il modo di abitare i luoghi e la qualità delle relazioni.

Nel cuore della riflessione, l’intervento della biblista Rosanna Virgili, che ha richiamato il valore della politica come “la più alta forma di carità”, secondo Paolo VI, che ha radici nella tradizione biblica. Virgili ha sottolineato come la parola sia l’opposto della violenza e come il dialogo rappresenti una via per costruire la pace. Ripercorrendo il rapporto tra Chiesa e guerra – dai primi cristiani fino ad Agostino e al Catechismo – ha evidenziato la necessità di interpretare con prudenza ogni apertura alla “guerra di difesa”, rilanciando il monito di papa Francesco contro il rischio di giustificare nuovi conflitti. In un tempo segnato da armi sempre più distruttive e da una “guerra cognitiva” alimentata dai media, Virgili ha ribadito con forza: non è più possibile pensare alla guerra come soluzione. Ai cristiani è chiesto un impegno profetico, capace di leggere il presente e costruire alternative di pace. “La guerra distrugge tutto – ha concluso – il suo vero contrario è il lavoro, che costruisce insieme”.

Le parole chiave dei relatori

Sul tema della formazione è intervenuto Carlo Belardi, docente alla Gregoriana, sottolineando il valore delle scuole di politica come “palestre di cittadinanza”, capaci di formare persone in grado di leggere la realtà e costruire il bene comune.

Mons. Marco Arnolfo, Arcivescovo di Vercelli e responsabile per la CEP (Conferenza Episcopale Piemontese) della Pastorale Sociale e del Lavoro, ha ribadito che “le buone pratiche nascono quando si crea comunità”, mentre padre Giuseppe Riggio, direttore Aggiornamenti Sociali, ha evidenziato le sfide della democrazia nell’epoca dell’accelerazione tecnologica, che rischia di comprimere i tempi necessari ai processi decisionali. In questo contesto, torna centrale l’invito di papa Francesco: passare dal “parteggiare” al “prendere parte”.

Elena Granata, Vice presidente Comitato Scientifico Settimane Sociali, ha infine richiamato il valore degli spazi pubblici come luoghi di relazione e partecipazione, sottolineando la necessità di una nuova “grammatica della città” fondata sulla gratuità e sull’inclusione.

Le parole dei partecipanti

Dai gruppi di lavoro è emersa la necessità di rafforzare reti e alleanze, investire nella formazione, comunicare meglio le buone pratiche e garantire continuità ai percorsi. Centrale anche l’attenzione agli ultimi – e ai “penultimi” – attraverso azioni concrete e comunità accoglienti.

La manifestazione ha ribadito con forza che la democrazia è partecipazione attiva, responsabilità condivisa e cura delle relazioni: un bene prezioso che va amato, difeso e continuamente rigenerato.

Le buone pratiche

Democrazia – Il coraggio della partecipazione ha offerto uno sguardo concreto sulla partecipazione democratica, a partire dalle tante buone pratiche presentate in Piazza Palazzo di Città: esperienze legate ai giovani, all’energia sostenibile, all’inclusione sociale e al sostegno agli ultimi. Una “vetrina viva” di cittadinanza attiva, capace di coinvolgere anche i passanti e dimostrare che la partecipazione è possibile.

Particolare rilievo ha avuto il protagonismo dei giovani, con i gruppi del POP impegnati nello sviluppo di progetti su welfare, inclusione e abitare solidale, accompagnati da tutor per comprendere strumenti, norme e opportunità della partecipazione democratica. Un segnale chiaro: la democrazia si impara e si costruisce.

I commenti  delle Istituzioni

Vicesindaca di Torino Michela Favaro
“In tempi di algoritmi garantire una partecipazione piena, responsabilizzata, a fasce sempre più ampie della popolazione, è il prerequisito essenziale per far crescere sana e robusta una democrazia che ci è stata tramandata con sacrifici dolorosi.”

Presidente Fondazione CRT Anna Maria Poggi

La Fondazione nel suo documento programmatico da attenzione proprio al coraggio della partecipazione sostenendo chi si occupa di formazione alla democrazia. Riteniamo sia strategico. Serve l’impegno costante di ognuno, la democrazia non è solo il momento della scelta elettorale, ma è quotidianità”

L’iniziativa è stata resa possibile grazie al contributo della Fondazione CRT, alla collaborazione con SERMIG, La Voce e il Tempo e AGD Agenzia Giornalistica Diocesana, e con il patrocinio di ANCI Piemonte, Città di Torino, Regione Piemonte, Ufficio Nazionale per i problemi sociali e del lavoro e delle Settimane Sociali dei cattolici in Italia.

A Ivrea la gentilezza diventa esperienza concreta

Ivrea la gentilezza non è rimasta un concetto astratto, ma si è trasformata in esperienza concreta durante un convegno intenso e partecipato dedicato al suo ruolo nei contesti di cura. Un appuntamento che ha riunito professionisti sanitari, studenti e cittadini, confermando quanto questo valore stia acquisendo centralità nel miglioramento della qualità dell’assistenza.

L’iniziativa è stata promossa dal Corso di Laurea in Infermieristica di Ivrea e dall’ASL TO4, nell’ambito del progetto nazionale Costruiamo Gentilezza,  con il coinvolgimento di realtà sanitarie e formative del territorio. A organizzarla Luca Nardi, coordinatore nazionale del progetto “Costruiamo Gentilezza”, insieme a Roberta Sturaro, co-coordinatrice CDL Ivrea, Maurizio Pescarmona, ex pediatra dell’ospedale di Ivrea, Roberta De Tofol, psicologa, e Federica Fersini referente formazione ASLTO4.

Il convegno ha preso il via con i saluti istituzionali: Patrizia Dal Santo, vicesindaco di Ivrea, ha espresso il sostegno della città, mentre Diego Targhetta Dur, direttore Polo Officina H e co-coordinatore CDL Ivrea, ha richiamato la visione di Adriano Olivetti, sottolineando il valore simbolico degli spazi che un tempo rappresentavano l’eccellenza industriale e oggi diventano luoghi di riflessione sociale.

A seguire, Sara Marchisio, direttore sanitario ASLTO4, ha partecipato con attenzione all’intero evento, dimostrando interesse verso un approccio che integra competenze tecniche e qualità relazionale. Luca Nardi, coordinatore del progetto “Costruiamo Gentilezza”, ha quindi illustrato obiettivi e metodo, ponendo le basi teoriche e operative dell’incontro.

Tra i momenti più coinvolgenti, la lettura di Maurizio Pescarmona, pediatra in pensione, e l’intervento di Clara Fusco, pedagogista e ricercatrice dell’Università di Bologna, che ha offerto una chiara cornice educativa sul valore della gentilezza. Particolarmente apprezzate anche le testimonianze degli studenti: Davide Boscolo e Ramona Molinario, studenti del Corso di Laurea in Infermieristica di Ivrea, insieme a Gloria Bombardieri, Giulia Cavicchi e Virginia De Marinis, studentesse di Infermieristica Pediatrica dell’Università Policlinico di Milano, accompagnate da Serena Rampini, tutor didattico, che hanno condiviso esperienze dirette vissute nei laboratori formativi, evidenziando l’impatto concreto della gentilezza nella pratica clinica.

Il cuore dell’incontro è stato rappresentato dalla sessione “Essere gentili”, una tavola rotonda moderata da Daniele Schilirò, infermiere e speaker radiofonico, in cui sono intervenuti Marcello Giove, psicologo ASL, Annalisa Bolzanello, ostetrica, Umberto Suppo, medico cardiologo, e Luca Basso, infermiere della Concordia. Dalle loro parole è emersa una visione condivisa: la gentilezza è parte integrante della relazione di cura, non un elemento accessorio.

Nella sessione “Fare gentilezza” sono emersi esempi concreti e innovativi: da Firenze Luisella Litta, incarico di funzione Formazione SOS Sud Est Azienda Toscana Centro, ed Elettra Pellegrino, direttore sanitario del presidio Santa Maria Annunziata, hanno presentato pratiche come l’infermiere della gentilezza e il “carrello viola”. Dalla Puglia Arcangela De Vivo, medico pediatra, ha raccontato il “ricettario della gentilezza”. Da Ovada Paola Varese, medico oncologo della Fondazione Il Cigno, ha illustrato il lavoro di rete con la comunità, mentre Alberto Rostagno, medico ed ex Sindaco di Rivarolo, ha condiviso l’esperienza di Rivarolo, primo comune italiano ha riconoscere un assessore alla gentilezza.

La fase conclusiva, “Diffondere gentilezza”, ha visto l’intervento di Alessandra Militello, di Radio Spazio Ivrea, che ha sottolineato l’importanza di raccontare le buone notizie, mentre Matteo Marcato, dell’associazione PLUG, ha presentato la mostra internazionale “Seeds of Kindness”, visitabile a Ivrea preso le Officne H fino al 23 maggio.

A chiudere l’evento, l’esibizione dei cori “Voci in Bianco” e “IC Ivrea 2”, seguita dall’inaugurazione della mostra. La partecipazione numerosa e attenta ha confermato un dato sempre più evidente: la gentilezza non è solo un valore etico, ma una leva concreta e potente per migliorare relazioni, ambienti e qualità della cura.