ilTorinese

“JAZZARÌA 2026” Alla Reggia di Venaria

Torna la musica jazz internazionale. Primo, grande ospite Gregory Porter, tra i cantanti “jazz” e “soul” più apprezzati al mondo

Domenica 26 luglio, ore 21,45

Venaria Reale (Torino)

Se dovesse (e mai lo sia) capitare che decida, all’improvviso, di cambiare mestiere, un posto di lavoro assicurato già ce l’ha. Pochi sanno, infatti, che il celebre cantante e musicista statunitense “jazz” Gregory Porter (Sacramento, 1971), noto per la sua voce da baritono calda e profonda, i suoi brani tra “soul” e “gospel” e il suo inconfondibile berretto a visiera, prima di dedicarsi interamente alla musica, lavorò come chef – anche lì con straordinario successo – in vari ristoranti di New York, arrivando perfino a condurre il digital cooking show “The PorterHouse with Gregory Porter”. Del resto, si può ben capire quanto per uno come lui, cresciuto a latte e dischi (di gelosa proprietà della madre) dell’immenso Nat King Colecucina e canto possano per davvero essere espressioni simili, legate alle tradizioni di famiglia e alla condivisione comunitaria.

Ma ripeto, mai lo sia. Lasciamolo cucinare, ma che mai gli salti il ghiribizzo di smettere di cantare. Tutt’al più, le due cose insieme.

Per intanto, per quanti vorranno tornare a risentirlo in terra italiana (dopo la partecipazione nella quarta serata delle “cover” all’ultimo “Festival di Sanremo”, accompagnando magistralmente Serena Brancale e Delia Buglisi, in arte semplicemente “Delia”, nella celebre “Bésame Mucho”), un’ottima occasione la offre, domenica prossima 26 luglio (ore 21,45) la “Reggia di Venaria”, che anche quest’anno torna ad ospitare, per il terzo anno consecutivo, nel “Gran Parterre” dei Giardini, “JAZZARÌA”, la “Rassegna di Concerti Jazz” (anteprima delle “Sere d’Estate”) promossa in collaborazione con “Blue Note Milano”, con l’obiettivo di portare la grande musica proposta dal celebre “Jazz Club” meneghino fuori dalla sua sede milanese. E, domenica prossima, il palco della Reggia ospiterà proprio lui, Gregory Porter, in un imperdibile concerto sotto le stelle caratterizzato dal suggestivo sfondo scenico creato dalle barocche linee architettoniche della “Reggia”. Ad accompagnare sul palco il celebre cantautore californiano, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, una band composta da Chip Crawford (Piano), OndreJ Pivec (Hammond), Emanuel Harrold (Drums), Tivon Pennicott (Sax/Horns) e Jahmal Nichols (Bass). Con loro, Gregory lancerà al cielo della “Venaria”, i suoi brani più noti, snocciolati in una carriera iniziata nel 2010 (anno d’uscita del suo primo album “Water”) e impreziosita da due “GRAMMY Awards”, assegnatigli come “l’artista jazz più soul” della sua generazione. Del 2017, l’album tributo “Nat King Cole & Me”, e dal 2020 il ritorno alla composizione di brani originali come “All rise”. Entrambi vincitori di “nomination” ai “GRAMMY”. Nel 2023, il suo primo magnifico album natalizio, “Christmas Wish”. Senza dimenticare che Porter è altresì conduttore di “podcast” e di un proprio “programma di cucina”. La cucina! Eccola, di nuovo!

Gli spettatori del concerto di Gregory Porter – sottolineano dalla “Reggia” – non avranno solo l’occasione di ascoltare ottima musica, ma potranno anche visitare la “Reggia” e godersi un aperitivo presso la “Caffetteria degli Argenti by Alfredo Russo”, con affaccio sugli splendidi “Giardini” in attesa dell’inizio dei concerti.

Il biglietto del concerto infatti (“online” su www.lavenaria.it) include anche l’ingresso e la visita al “Piano Nobile”, ai “Giardini” nel cuore della loro fioritura e alle “Mostre” in corso, a partire dalle 18,30 e fino all’inizio dei concerti alle 21,45.

In caso di maltempo lo spettacolo si terrà presso il “Teatro della Concordia” di corso Puccini, alla Venaria Reale. Sarà comunque possibile visitare il “Piano Nobile” e i “Giardini” a partire dalle 18,30 del giorno del concerto, oppure scegliere di effettuare la visita un giorno successivo (entro il 31 agosto).

Per ulteriori info: “Reggia di Venaria”, piazza della Repubblica 4, Venaria Reale (Torino); tel. 011/4992300 o www.lavenaria.it

Gianni Milani

Nelle foto: Gregory Porter (Credit Erik Umphrey”); “JAZZARÌA 2026” (Ph. Micol Sacchi)

“Alta Felicità” NoTav: la questura blocca i tir

La prefettura di Torino ha disposto su un tratto della A32 l’estensione fino alle 21 di sabato del divieto di circolazione per i veicoli adibiti al trasporto di merci superiori a 7,5 tonnellate.Il divieto, per garantire la sicurezza pubblica ed evitare disagi, previsto fino alle 16, e’ prolungato di cinque ore in occasione delle manifestazioni del movimento No Tav in occasione del Festival Alta Felicità. Il provvedimento riguarda l’A32 dallo svincolo di Rivoli (km 0) fino al confine di Stato al Traforo del Fréjus, la statale 24 dal km 39+700, all’altezza della rotatoria di Villarfocchiardo, fino al confine di Stato e la statale 25 dal km 37+400, alla rotatoria di Borgone di Susa, fino al confine con la Francia.

 

Artigianato sì… ma “che artigianato!”. Ultimi giorni

Una mostra alla “Stampé – Galleria in Circolo” di via Stampatori, a Torino, per raccontare le “meraviglie” dell’artigianato contemporaneo

Da venerdì 10 a venerdì 24 luglio

Titolo: “Wundercraft – Artigianato contemporaneo in mostra”. Titolo che la racconta tutta. Dicono infatti gli organizzatori della “Collettiva”, promossa dalla torinese Associazione “Emporium APS” di via Berthollet 26 (presidente Erika Qualich, parte di “Arci” dal 2018 e nata nel 2013 proprio per “dare visibilità all’universo di maker e artigianɜ che lavorano su creazioni originali, creando eventi spazi e occasioni atti a raggiungere nuovi pubblici”): “Il titolo ‘Wundercraft’ racchiude l’identità stessa del progetto. Il termine ‘Wunder’ richiama le antiche ‘Wunderkammer’, le ‘Stanze delle Meraviglie’ che precedettero i musei moderni, luoghi in cui oggetti rari, curiosità naturali e manufatti straordinari convivevano per sorprendere e affascinare il visitatore. ‘Craft’, invece, afferma la volontà di liberare l’artigianato da una visione esclusivamente funzionale o tradizionale, restituendogli una dimensione contemporanea capace di dialogare con l’arte, il design e la ricerca estetica. Le opere esposte testimoniano il potenziale espressivo della materia e la capacità dell’artigianato contemporaneo di trasformare tecniche e materiali in linguaggi artistici”.

L’appuntamento per l’inaugurazione della mostra è per il prossimo venerdì 10 luglioalle ore 19, negli spazi di “Stampé-Galleria in Circolo” di via Stampatori 5, a Torino (nuovo “Atelier di Comunità” concepito come “laboratorio sociale” in cui arte, impresa e inclusione si incontrano) ed é resa possibile da una collaborazione che nasce dalla sinergia della Rete “Arci-Torino” ed il sostegno della torinese “Camera di Commercio”.

Si tratta della prima esposizione collettiva organizzata da “Emporium APS” e pensata come “restituzione al pubblico” del Progetto “CRAFT-UP” (letteralmente: “elevare l’artigianato”) promosso per aiutare “creativi” e “maker” a trasformare la loro passione in un vero e proprio lavoro, dove per nulla é esclusa la componente, quel “qualcosa in più”, capace di elevare la creativa manualità in autentica opera d’arte. Il passo, in fondo, è breve se all’abilità “di mano”, al “mestiere”, s’intrecciano con un pizzico di “singolare genialità”, originalità, fantasia e creatività.

Osservare e “toccare” (con delicatezza) per credere! Complessivamente sono venti gli operatori aderenti all’iniziativa con opere realizzate dallɜ partecipantɜ ai programmi di tutoring di “CRAFT—UP”, offrendo uno sguardo su un territorio creativo in continua evoluzione, situato al confine tra arte visiva contemporanea e artigianato d’eccellenza. Ognuno offre ai visitatori il “suo” personale modo di intendere la materia e di come semplici o particolarmente complessi “manufatti” possano ispirare, al di là di una loro pratica quotidiana utilità, spiragli fantastici di emozioni, memorie, sogni e poesia.

Si va così, solo per citare alcuni esempi, dai tessuti unici creati nell’intreccio a mano da Flavia Giai Miniet, originaria della Val Sangone, nota per il suo marchio “Sòl&Me” e per le sue celebri “fasce porta bebé”, nate dalla felice unione della storia del territorio ai richiami più innovativi del mercato internazionale, ai lavori creati in “grès” di Giuseppe Amari che, attraverso linguaggi ad un tempo “grezzi e moderni”, fa della “ceramica” un fascinoso banco di prova per esplorare in tutte le loro potenzialità, “talento” e “sperimentazione”. Da segnalare anche la “visual artist” e artigiana torinese Lucia Elefante, nota per il suo brand “Babel” e per quella sua preziosa e rigorosa manualità capace di unire le antiche “tecniche di stampa a mano” con il più moderno “design”, passando così da “illustrazioni vintage” (come antichi disegni di anatomia o enciclopedie) alla creazione di “oggetti unici” che sono “vere e proprie storie da toccare ed esporre”. Creazioni uniche, inconfondibili.

Sottolineano ancora gli organizzatori: “Con ‘Wundercraft’, l’Associazione ‘Emporium APS’ rinnova il proprio impegno nella promozione del talento, della creatività e delle competenze artigianali delle nuove generazioni, contribuendo alla costruzione di una cultura del fare capace di interpretare il presente e immaginare il futuro”. E non da oggi. Da ben da tredici anni, infatti, l’Associazione porta sulla scena torinese una selezione dell’artigianato contemporaneo attraverso l’organizzazione di “market” ed “eventi culturali, tra cui lo storico “San Salvario Emporium” di Piazza Madama Cristina e i recenti “Sponda Fest” a Murazzi del Po e “OGR Pop-up Market”.

La sera dell’inaugurazione di “Wundercraft”venerdì 10 luglioalle 19,30, è anche in programma il talk “Fateci spazio! Una nuova concezione dei luoghi della creatività emergente”, con Sonia Vacca, co-fondatrice di “àprile festival”, Valentina Sacchetto, coordinatrice di “DesTEENazione – Torino” e Vittorio Campanella, curatore della Galleria di “Stampé”.

Per info: “Emporium Aps”, via Bertollet 26, Torino; tel. 3425639551 o www.sansalvarioemporium.com

Gianni Milani

Nelle foto: Flavia Giai Miniet; Locandina mostra; Lucia Elefante e Giuseppe Amari

AI, Master PoliTo per la classe dirigente internazionale del futuro

//

Le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale stanno trasformando il modo in cui imprese e pubbliche amministrazioni creano valore e competono, incidendo anche sulla capacità di perseguire obiettivi di sostenibilità e ottimizzazione delle risorse energetiche. La trasformazione digitale è soprattutto una questione di capacità organizzativa e manageriale, in cui competenze, governance e processi decisionali determinano la reale capacità di adottare e scalare l’IA. Sul piano infrastrutturale, l’Italia ha colmato parte del divario, con una copertura in fibra ottica FTTH superiore al 70%, in linea con la media UE. Tuttavia, questo progresso non si riflette ancora in un adeguato livello di maturità digitale: nelle imprese con meno di 50 addetti, solo il 14% ha adottato soluzioni basate su intelligenza artificiale1.

Il limite principale risiede nel capitale umano. Circa il 60% dei lavoratori italiani intervistati in una ricerca del Politecnico di Torino per Anitec-Assinform non ha competenze digitali adeguate per affrontare le attività quotidiane e professionali, né riesce a svolgerle con rapidità. Questo deficit di competenze rappresenta oggi il principale fattore di freno alla diffusione dell’intelligenza artificiale, più ancora della disponibilità delle tecnologie.

La sfida del post-PNRR si sposta quindi con decisione dal potenziamento delle infrastrutture alla costruzione di competenze, modelli di governance e capacità organizzative in grado di abilitare un’adozione efficace dell’innovazione. In questo contesto, la Scuola di Master e Formazione Permanente del Politecnico di Torino, in collaborazione con l’ITCILO (International Training Centre dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite), promuove la quinta edizione del Master in Technology and Public Policy – Achieving Social Impact, con l’obiettivo di formare decisori pubblici e privati capaci di comprendere l’impatto delle tecnologie, dall’intelligenza artificiale all’osservazione satellitare, dalle tecnologie digitali a quelle energetiche al quantum computing, nel processo di produzione delle politiche pubbliche. Il percorso fornisce infatti le competenze necessarie per utilizzare l’innovazione tecnologica come leva per migliorare la qualità delle politiche e dei servizi offerti, rendere più efficiente la gestione delle risorse e sviluppare risposte più efficaci alle sfide economiche, sociali e ambientali.

“La trasformazione in atto richiede un cambio di paradigma nella formazione della classe dirigente pubblica e privata. Per governare efficacemente società e processi decisionali complessi oggi non è più sufficiente una preparazione esclusivamente giuridica, economica o amministrativa: è necessario integrare competenze avanzate sulle tecnologie e in particolare sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di saperle impiegare in modo competente quando si prendono decisioni, e quindi nella progettazione e nell’implementazione delle politiche pubbliche”, commenta Stefano Sacchi, Vice Rettore del Politecnico di Torino, Professore di Scienza Politica, ideatore e Direttore scientifico del Master. “Al cuore del programma si situa la capacità di comprendere il rapporto tra innovazione tecnologica e regolazione, di valutare gli effetti economici, sociali, giuridici e istituzionali delle nuove tecnologie e di progettare interventi pubblici basati su evidenze. ll Master in Technology and Public Policy nasce proprio con questo obiettivo. È un percorso che ha anticipato in modo pionieristico una direzione oggi condivisa anche da alcune fra le più importanti università internazionali, ma che trova in questa iniziativa, giunta alla quinta edizione, la sua espressione più strutturata”.

Tecnologia come strumento per favorire l’impatto sociale, il piano di studi del Master – Il Master si fonda sull’idea che la tecnologia rappresenti uno strumento abilitante per l’impatto sociale e per il miglioramento delle politiche pubbliche. Il piano formativo integra competenze tecnologiche e di policy design, con vari moduli dedicati tra gli altri temi a intelligenza artificiale, tecnologie digitali e fisiche per l’inclusione, sostenibilità e governance pubblica, affiancati da attività laboratoriali, case study e il project work finale applicati a contesti reali. L’approccio didattico è fortemente interdisciplinare e combina formazione online, fase residenziale e lavoro progettuale finale, con l’obiettivo di sviluppare competenze operative immediatamente spendibili nei contesti istituzionali e organizzativi. Per questo sono particolarmente importanti i contenuti relativi alla valutazione rigorosa degli effetti e degli impatti delle politiche e degli interventi pubblici.

Il programma accoglie professionisti provenienti da tutto il mondo che operano ai più alti livelli della pubblica amministrazione, delle organizzazioni internazionali e dei governi nazionali. Le precedenti edizioni hanno visto la partecipazione di consiglieri ministeriali, advisor strategici per governi e istituzioni internazionali, dirigenti di sindacati e associazioni degli imprenditori nazionali e internazionali, responsabili delle politiche per lo sviluppo economico di livelli di governo nazionali e sovranazionali, di servizi statistici nazionali e di dipartimenti per la regolazione e la competitività di governi e imprese, confermando la vocazione internazionale del percorso e il suo posizionamento come programma di alta formazione per i decision maker pubblici.

Il Master apre a sbocchi professionali nei settori della governance pubblica, delle organizzazioni internazionali, della consulenza strategica e delle istituzioni impegnate nei processi di trasformazione digitale e innovazione delle politiche pubbliche, così come nei dipartimenti di regolazione e governance di imprese transnazionali.

Dalla sostenibilità alle sfide sociali, le competenze della nuova classe dirigente – I trend globali mostrano come l’avanzamento tecnologico, la digitalizzazione e l’evoluzione dell’intelligenza artificiale stiano ridefinendo i modelli di sviluppo, generando scenari sempre più complessi per sistemi economici e istituzionali. In questo contesto, i processi decisionali pubblici sono chiamati a evolvere per garantire risposte efficaci e tempestive alle nuove sfide economiche, sociali e ambientali.

Su queste direttrici si sviluppa il Master, che propone un percorso formativo orientato alla costruzione di competenze avanzate per la nuova classe dirigente pubblica. Il programma integra innovazione tecnologica, trasformazione digitale e intelligenza artificiale con la progettazione e l’attuazione di politiche pubbliche in contesti di cambiamento, dedicando particolare attenzione al ruolo della tecnologia nella transizione verso modelli di sviluppo più sostenibili. Il piano di studi approfondisce infatti temi come la transizione energetica, l’economia circolare, le città sostenibili, le politiche climatiche e l’innovazione per l’inclusione sociale, affiancandoli agli strumenti per la valutazione delle politiche pubbliche, all’analisi degli impatti, alle transizioni socio-tecniche e all’economia dell’innovazione e del lavoro, con l’obiettivo di fornire competenze integrate e immediatamente applicabili nei contesti decisionali.

Dall’Economia circolare al Quantum tech: i progetti dei partecipanti al master – Project Work rappresentano uno degli elementi centrali del Master e il principale momento di applicazione delle competenze acquisite. I partecipanti sono chiamati a sviluppare interventi concreti di politica pubblica su sfide economiche, sociali e ambientali, con l’obiettivo di elaborare soluzioni operative e verificabili a livello nazionale o internazionale e potenzialmente applicabili nei contesti istituzionali identificati.

Dalla transizione energetica alle tecnologie quantistiche, i lavori realizzati nelle precedenti edizioni testimoniano l’approccio concreto del Master. Tra questi, un progetto dedicato alla riconversione dell’area di Bełchatów (Polonia), focalizzato sul rapporto tra economia circolaredata center e nuove infrastrutture nucleari, e uno dedicato al quantum computing, che propone un modello per rafforzare le partnership internazionali in materia di ricerca, competenze e sviluppo tecnologico. Altri hanno affrontato la digitalizzazione della fiscalità immobiliare in Senegal, utilizzando intelligenza artificiale e dati satellitari per migliorare il censimento degli immobili e l’efficienza della riscossione tributaria; la progettazione di un framework regolatorio per la connettività satellitare nelle comunità indigene di Panama, con l’obiettivo di favorire l’accesso a istruzione, telemedicina e turismo sostenibile; e lo sviluppo di un sistema digitale di protezione sociale per i lavoratori informali, basato su identità biometrica e piattaforme integrate per garantire la portabilità dei benefici e un accesso più semplice ai servizi pubblici. I Project Work funzionano come un vero laboratorio di policy design applicato: sono seguiti da tutor dedicati e permettono di trasformare le conoscenze teoriche in soluzioni operative, con un impatto diretto sui processi di governance pubblica e innovazione.

Le iscrizioni al Master in Technology and Public Policy sono aperte fino alle ore 14.00 del 18 settembre 2026. Maggiori informazioni su requisiti di iscrizione, modalità del bando e scadenze sono disponibili sul sito ufficiale del Politecnico di Torino.

Linea 15, al via i lavori su corso Vittorio Emanuele II

Continua l’ammodernamento della rete tranviaria torinese: da domani 23 luglio i cantieri si spostano su corso Vittorio Emanuele II e via Borsellino, dove partirà il rifacimento della curva tranviaria in entrambe le direzioni.Un intervento atteso, che arriva a conclusione delle attività appena ultimate in via fratelli Bandiera e che si inserisce nel più ampio piano di potenziamento e ammodernamento della rete di trasporto pubblico della Città.

I lavori dureranno complessivamente quattro mesi e mezzo e saranno organizzati in tre fasi, con le lavorazioni più impegnative concentrate nel periodo estivo proprio per contenere i disagi alla circolazione. Nella prima fase, dal 23 luglio al 15 settembre, il cantiere occuperà la corsia centrale di corso Vittorio Emanuele II in direzione Rivoli: la viabilità resterà comunque sempre garantita sui controviali e sulla corsia centrale in direzione centro, mentre il servizio di trasporto pubblico proseguirà regolarmente, con la sola linea 9 temporaneamente sostituita da autobus.

Dal 16 settembre il cantiere si sposterà sull’incrocio tra corso Vittorio Emanuele II e via Borsellino: qui, nella seconda fase, verrà ripristinato il doppio senso di marcia su corso Vittorio Emanuele II, seppure con alcuni restringimenti di carreggiata, mentre la linea 9 tornerà a viaggiare in tram a partire da novembre. L’ultima fase, dal 1° novembre all’8 dicembre, riguarderà infine il rifacimento dei binari su via Borsellino, con il cantiere concentrato nella parte centrale della via e la viabilità sempre percorribile ai lati; su corso Vittorio Emanuele II, nel frattempo, tornerà la normale circolazione.

L’intervento, interamente finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, vale complessivamente 9,4 milioni di euro ed è suddiviso in tre lotti: il primo, già concluso, ha portato a due nuove fermate in via Monginevro; il secondo, quello attualmente in corso, riguarda proprio il rifacimento del nodo tra corso Vittorio, via Borsellino e via fratelli Bandiera; il terzo prevede la realizzazione di un nuovo capolinea e il rifacimento di alcuni tratti di linea, con l’avvio dei lavori atteso nel 2027, una volta completato il progetto di fattibilità tecnico-economica a cui seguirà il progetto esecutivo curato da Infra.To.

Un cantiere che, al di là dei disagi temporanei, punta a rendere il tracciato della linea 15 più moderno e sicuro, migliorando l’integrazione con le altre linee della rete e la fluidità complessiva del servizio.

TorinoClick

Curata dal MIIT a Villa Faravelli di Imperia la mostra di Franz Pelizza

Franz Pelizza sarà l’artista al centro della nuova mostra, dal titolo “Ali nel vento”, che inaugurerà presso Villa Faravelli di Imperia da giovedì 23 luglio all’11 settembre prossimi. L’esposizione, curata da Museo MIIT Italia Arte e Associazione Culturale Galleria Folco di Torino, con il patrocinio della Città di Imperia e della Regione Liguria, è dedicata ad alcune delle eccellenze culturali del territorio ligure e della città di Imperia, in particolare alla famosissima Regata Storica delle Vele d’epoca di Imperia, programmata come da tradizione nel mese di settembre, e ai fiori che, da sempre, rappresentano un simbolo della Riviera ligure.

La mostra, infatti, è interamente incentrata sulle opere facenti parte della raccolta del Maestro sull’elaborazione fotografica, grafica e artistica dei soggetti prescelti, ovvero le Vele d’Epoca, la Regata Storica della Città di Imperia e i tesori botanici del territorio. Soggetti che, naturalmente, nella creatività del maestro Franz Pelizza, diventano presenze visionarie, ali di farfalle in volo, petali di vibrante bellezza ed eleganza, un universo tra il reale e il surreale tutto da scoprire.
Solo l’approccio eclettico e visionario di Franz Pelizza poteva infondere una nuova linfa allo strumento fotografico. Esiste un parallelismo evidente tra la rivoluzione dei pittori del secondo Ottocento e l’attuale impatto delle tecnologie digitali sulla creatività odierna. In questo solco, Pelizza compie il difficile azzardo di coniugare tradizione e avanguardia, facendo confluire la fotografia nella videoarte.
Emergono così dimensioni oniriche, a volte venate di sottile ironia o dotate di una forza monumentale, ma sempre sostenute da una raffinata progettualità e da una magistrale perizia tecnica. Un mondo in cui il maestro sovverte i canoni visivi per generare pura emozione. Sposando appieno la massima di René Magritte, secondo cui l’arte surrealista risiede nel bandire il già visto per ricercare l’inedito, Pelizza rivela la natura più segreta e sorprendente del reale, traducendola in pensiero, bellezza, illusione, gioco, speranza.
L’opera del maestro si distingue per una magistrale sintesi tra figurazione e astrazione, dove la realtà si sublima in suggestione e sensazione. Si instaura così un dialogo costante con l’osservatore, chiamato a rintracciare la totalità nel frammento e la verità nel riflesso, in un gioco visivo guidato da luce e colore. Pelizza interpreta questi linguaggi con un fare elegante e a tratti ludico; le linee sinuose e i simboli che animano le sue composizioni configurano una sorta di neo-Futurismo. È un’arte scattante, dinamica e passionale, tesa in un perfetto equilibrio tra memoria e futuro, tra immagine e sogno.

“Ali nel vento” – Villa Faravelli – viale Giacomo Matteotti 51, Imperia

Dal 23 luglio all’11 settembre 2026

Mara Martellotta

La velocità azzurra sfiora il podio mondiale

Finali mondiali di Speed con ottimi piazzamenti per gli azzurri La quarta giornata dei Campionati Mondiali Giovanili si è accesa all’insegna della velocità. Sulla parete Speed del Climbing Stadium dieci sprinter azzurri hanno infiammato il pubblico di casa, regalando emozioni e prestazioni di altissimo livello. Nelle qualifiche maschili U17 carrellata di ottimi risultati cronometrici, con 9 atleti capaci di scendere sotto il muro dei 6 secondi: uno di loro è stato l’azzurro Jacopo Titi, che ha realizzato il suo personal best fermando il crono a 5,61”. Col suo 5° piazzamento ha conquistato l’accesso al tabellone finale. Si è invece conclusa in qualificazione l’avventura iridata di Samuele Erra e Giorgio Villa, rispettivamente 41° e 50°. Nel tabellone a eliminazione diretta Titi ha entusiasmato il pubblico di Arco con una prova di grande carattere. Agli ottavi ha eliminato il polacco Mysliwiec in 5,80″, quindi ai quarti di finale ha superato il cinese Wang grazie a un eccellente 5,58″. La sua corsa si è fermata in semifinale, dove ha ceduto al cinese Zhou, capace di imporsi in 5,22″ contro il 5,41″ dell’azzurro. Nella finale per il bronzo il tedesco Müller ha avuto la meglio, mentre Jacopo ha concluso al 4° posto. Resta comunque un risultato di grande valore, impreziosito da prestazioni cronometriche che confermano il giovane azzurro tra i migliori interpreti mondiali della specialità. Nella gara femminile U17 Carolina Mariani ha chiuso le qualifiche al 20° posto con il tempo di 8,72″. Tra gli U19 maschili è stato Francesco Ponzinibio a firmare il miglior tempo delle qualifiche con uno straordinario 5,04″, confermandosi tra i grandi protagonisti della competizione. Alessandro Trezzi ha conquistato l’ultimo pass disponibile per il tabellone finale grazie al 16° posto ottenuto in 5,55″, mentre Alessandro Corna ha terminato la propria prova in 28ª posizione. Purtroppo la posizione in classifica dei due azzurri li ha costretti allo scontro ad eliminazione diretta negli ottavi: è stato Ponzinibio ad avere la meglio, col tempo di 5,40”. Ai quarti ha commesso un errore che gli è costato l’eliminazione per mano del cinese Yanze Shi, futuro Campione del Mondo. Il velocista modenese, che era vice Campione del Mondo in carica, ha concluso la gara al 5° posto. Poteva senz’altro ambire a salire più in alto in classifica, ma i risultati cronometrici hanno evidenziato in ogni caso una prestazione che lo pone meritatamente fra i velocisti migliori del mondo. Nelle qualifiche femminili U19 Sara Strocchi ha ottenuto l’11° posto in 7,61″, mentre Eva Mengoli ha chiuso 12ª in 7,67″. Entrambe hanno così conquistato l’accesso alla fase finale. È rimasta invece di poco esclusa Alice Marcelli, 18ª e prima delle escluse dalla top 16. Negli ottavi di finale Mengoli si è arresa alla coreana Hwang, terminando la competizione al 14° posto. Più combattuto il confronto di Strocchi con la cinese Bai: un duello deciso da appena sei centesimi, con la cinese vincitrice in 6,96″ contro il 7,02″ dell’azzurra, che ha concluso il Mondiale in 9° posizione. La giornata dedicata alla Speed ha confermato l’ottimo stato di salute della Nazionale Speed italiana. Tra record personali, piazzamenti di prestigio e tempi di assoluto valore internazionale, gli azzurri hanno dimostrato di poter competere stabilmente ai massimi livelli, consolidando la crescita di un movimento sempre più protagonista sulla scena mondiale.

Abbruciamenti: come gestirli

L’Aula di Palazzo Lascaris ha approvato a maggioranza,  la delibera che avvia una sperimentazione per la rimodulazione temporanea delle limitazioni alla combustione all’aperto dei residui vegetali. Il provvedimento è finalizzato a valutare gli effetti delle misure adottate e a raccogliere elementi utili per la definizione di nuovi indirizzi e criteri destinati alla futura ridefinizione della zonizzazione del territorio regionale.

L’assessore all’Ambiente Matteo Marnati ha relazionato i punti principali del provvedimento, in particolare  è stato affidato ad ARPA Piemonte il compito di attivare e diffondere uno specifico bollettino informativo che evidenzi le condizioni e le disposizioni vigenti in materia di abbruciamenti. Sulla base di tali indicazioni, i sindaci potranno adottare i provvedimenti di competenza previsti dalla normativa regionale, nel rispetto delle disposizioni nazionali in materia ambientale.

La delibera prevede inoltre una sperimentazione dedicata alle colture di castagno, nocciolo, vite e altri fruttiferi situate in comuni confinanti con la zona montana regionale. La sperimentazione sarà attiva dal 15 al 30 settembre 2026 e dal 1° al 15 aprile 2027, secondo modalità e condizioni specificamente definite dalla Regione. La Direzione regionale Ambiente, Energia e Territorio, con il supporto tecnico-scientifico di ARPA Piemonte, monitorerà e valuterà gli effetti delle misure adottate.

I risultati raccolti saranno utilizzati per definire nuovi indirizzi e criteri utili all’aggiornamento della zonizzazione del territorio regionale, anche in vista dell’attuazione della nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria.

In discussione generale Silvio Magliano (Lista Cirio) ha sottolineato che questo provvedimento servirà a mantenere i territori boschivi e agricoli più puliti. Una corretta gestione dei residui vegetali contribuisce infatti a prevenire situazioni di degrado e criticità ambientali. Critiche invece le opposizioni, Alice Ravinale(Avs) e Mauro Calderoni (Pd) hanno affermato che se si vuole migliorare la qualità dell’ aria non si può andare avanti a deroghe, ma bisogna affrontare il problema nel suo complesso con misure strutturali, a cominciare dal potenziamento del trasporto pubblico.

Approvato anche un ordine del giorno n.691, primo firmatario Claudio Sacchetto (FdI), che impegna la Giunta a inserire nella sperimentazione anche i pochi Comuni esclusi perché non immediatamente confinanti con la zona IT0121 ma assimilabili per continuità territoriale e morfologia.

Maxi operazione antidroga in piazza Bengasi, via Nizza, corso Maroncelli

La Polizia di Stato nella serata di oggi, mercoledì 22 luglio 2026 ha effettuato una maxi operazione antidroga e contro la criminalità in piazza Bengasi, via Nizza, corso Maroncelli a Torino.

E’ una iniziativa dovuta alle proteste di residenti e commercianti, che denunciano episodi di spaccio e degrado urbano. E’ stato impiegato anche un elicottero che ha supportato le pattuglie in strada.