Le visionarie, immaginifiche “Cartoline” di Antonio Mascia fanno tappa nella “capitale” delle Langhe
Fino al 20 giugno
Alba (Cuneo)
Cento passi lunghi lunghi indietro nel tempo e mille (forse ancor più lunghi) in avanti, al braccio di una fantasia senza limiti. Tutte le volte che m’imbatto nelle opere di Antonio Mascia, mi viene spontaneo il pensiero succitato. Disegni che svolazzano per mano a colori che non conoscono regole e confini, immagini riportate all’oggi da mondi lontani arrivati a noi non si sa come e perché, soldati e fanti in antiche uniformi sabaude o in vestigia ancor più vetuste, scudi crociati, lance e spade, militari con l’ombrellino per riparare (dal sole, dalla pioggia?) graziose damigelle agghindate in perfetto stile “nobiliar ottocentesco” o addirittura “aureolate” eppur bocca a bocca con un gagliardo centurione dall’elmo imbarazzante, forse imbarazzato anche lui per quel gesto amoroso, imprevisto ed imprevedibile, e via per questa strada. Strada tracciata, ormai non ci si leva più (ma ben venga!), da quell’“ironico giocoliere dell’immagine” che è il bolognese d’origine, ma torinesissimo d’adozione, Antonio Mascia. Antonio Mascia al secolo. In arte “Il Cartoliniere”, per quella sua “fatal attrazione” all’illustrazione (un po’retrò ma di un piacere che incanta) di “cartoline” corredate da tanto di “annullo postale”, in cui linearità e cromia sembrano farsi gioco del “reale” per immergersi in danze visionarie, ove paiono farti sberleffi universi irreali di pura innocente geniale fantasia e creatività. Provare per credere! E le prove le potete trovare, fino al prossimo sabato 20 giugno, visitando la mostra di Mascia dal titolo furbescamente “calembour” (giocato sul termine “Alba”) “Il Cartoliniere all’Alba tra Santi e Fanti”, ospitata, con la curatela di Ivana Mulatero, presso lo Spazio “Corso Torino 18” di Alba. Cartoline! Cartoline! Cartoline! Linguaggio “antico” (la prima pare essere stata emessa dall’Impero Austro– Ungarico, il 1° ottobre del 1869), abbandonato ormai da anni alla sola memoria, con lo spavaldo avvento dei nuovi “media” o dei rischiosi “social” ma dal genial Mascia recuperato con l’aiuto di narrative segniche che ci fanno “volare” in universi regolati dal solo dogma dell’invenzione e del libero “andar per fantasie”. Sono circa 200 le “cartoline originali” (realizzate a penna biro e con matite colorate) esposte oggi ad Alba, tra le quali emergono alcune dedicate espressamente alla “Città delle Cento Torri”, quali la criptica “Rossolanciano” e “Benedetta Cioccolata” entrambe datate 2026.
Scrive lo stesso Mascia, alias “Il Cartoliniere” o l’“Artigliere Cartoliniere” o il “Dragone Cartoliniere” (appellativi guadagnati sul campo dal suo essere, da anni, “disegnatore ufficiale” e “socio volontario” dell’ Associazione “Amici del Museo Pietro Micca e dell’Assedio di Torino del 1706”, con tanto di uniforme appartenente ai “Dragoni del Piemonte”: “Disegno cartoline da anni. Le ho scelte come modalità di espressione perché fanno parte di un taccuino di viaggio immaginario, inoltre sono semplici e comprensibili a tutti … Sono delle miniature, piccoli quadri, ma per me diventano disegni volanti. Le prime risalgono al 1980 e sono state realizzate per la mia fidanzata di allora, diventata mia sposa. Avevo promessi di scriverle tutti i giorni! Ma io non sono uno scrittore”. Cartoline amorose, dunque, al posto di lettere. Ma altrettanto ben gradite. Se il fidanzamento s’è poi trasformato in matrimonio! “Cartoline” che alcuni critici hanno anche voluto (un po’ forzatamente) accostare alla “Mail Art” (“Arte Postale”) degli Anni ’50 – ’60, inventata a New York da artisti e da movimenti d’avanguardia, come Roy Johnson e il movimento “Fluxus” le cui radici affondano nei primi sussulti di “Futurismo” e “Dadaismo”. Chissà? Forse! Certo è che, come giustamente ha scritto Antonio Musiari, curatore di una recente mostra di Mascia, l’arte del “Cartoliniere” poggia su basi e “costrutti” d’arte e di vita assolutamente singolari, così da “ritenere più giusto che egli disegni le sue ‘cartoline’ per un naturale processo di conoscenza del mondo attuato secondo una personale visione”.
Nell’esposizione albese sono raccolte tutte le cartoline realizzate per l’evento con il corredo di un apposito “annullo postale” ideato per l’occasione, mentre la mostra è annunciata da una originale “cartolina invito” e da un “manifesto” appositamente disegnati e realizzati per l’occasione. Evento clou: sabato 20 giugno, dalle 14 alle 20, il pubblico sarà accolto da una vera e propria “postazione da campo” organizzata da “Poste Italiane”, all’interno della quale si svolgeranno le procedure ufficiali di annullo con il timbro della mostra sulle cartoline invito.
Gianni Milani
“Il Cartoliniere all’Alba tra Santi e Fanti”
Galleria “Corso Torino 18”, Alba (Cuneo); tel. 0173/045808 o www.corsotorino18.it
Fino al 20 giugno; orari dal lun. al ven. 8/20, sab. su appuntamento
Nelle foto: Antonio Mascia “Sposi”, 2026; Cartolina invito; “Rossolanciano”, 2026
La domanda potrebbe essere provocatoria ma non lo è. Per una ragione persino troppo semplice da spiegare. E cioè, oggi non c’è una coalizione di centro sinistra perchè c’è una alleanza di sinistra. Ovvero, per essere ancora più chiaro, si tratta di una coalizione che somma le quattro grandi sfumature dell’attuale sinistra italiana: la sinistra radicale e massimalista del Pd della Schlein, la sinistra populista e demagogica dei 5 stelle di Conte, la sinistra estremista ed ideologica del trio Fratoianni/Bonelli/Salis e la sinistra pan sindacale e classista del segretario generale della Cgil Landini. Oltre a vari movimenti, gruppi ed associazioni che ruotano attorno all’universo della sinistra italiana. Ora, e alla luce di questa concreta ed oggettiva situazione, il centro sinistra può ritornare solo ci sarà – e mi scuso per la banalità di questa osservazione – un centro democratico, riformista e di governo che si allea con una sinistra altrettanto riformista, democratica e di governo. Detta così è quasi una banalità. Ma, se togliamo l’intera esperienza della prima repubblica dove la qualificante e significativa esperienza della Democrazia Cristiana suppliva in modo decisivo alla formazione di governi di centro e di centro sinistra, nella cosiddetta seconda repubblica ogniqualvolta una coalizione di centro sinistra faceva capolino vedeva, appunto, la presenza visibile di un centro autorevole e di una sinistra qualificata. Nulla di tutto ciò capita adesso. Semmai, e al contrario, l’attuale coalizione progressista è simile, molto simile – seppur mutatis mutandis – alla ormai famosa “gioiosa macchina da guerra” di occhettiana memoria del lontano 1994. Ovvero, una alleanza di sinistra e progressista dove il Centro era radicalmente estraneo. Nel 1994 semplicemente non c’era mentre, adesso, il Centro è ridotto a giocare un ruolo del tutto marginale, periferico e politicamente irrilevante ed ininfluente. Un ruolo del tutto marginale spiegato un termini razionali e precisi da Goffredo Bettini fedele alle su radici comuniste e il maggior teorico dei posizionamenti tattici e strategici all’interno del principale partito della sinistra italiana. “Serve una tenda centrista” dice da tempo l’ex coordinatore nazionale del Pd. Una “tenda” che, come ovvio ed evidente, ha solo il ruolo di giustificare la natura plurale della coalizione senza mettere affatto in discussione la salda guida politica della sinistra nelle sue multiformi espressioni. In altre parole, la solita e collaudatissima prassi comunista degli ormai famosi “partiti contadini polacchi”. Cioè partiti che non riescono, comunque sia, a contendere e men che meno a condizionare la guida politica della coalizione. Per queste ragioni, semplici ma oggettive, oggi non si può parlare di una coalizione di centro sinistra. La stagione del Ppi, della Margherita o della prima fase del Partito democratico sono ormai alle nostre spalle. Oggi prevale, come noto a tutti, una chiara e netta connotazione di sinistra e progressista dell’alleanza guidata dal Pd, dai 5 stelle da Avs, dalla Cgil, da varie associazioni di categoria e da larga parte del circo mediatico/televisivo e della carta stampata che ogni giorno appoggia e supporta l’alleanza progressista. Si resta in attesa, quindi, che ritorni il centro sinistra. Oggi, piaccia o non piaccia, c’è solo una nuova ed aggiornata “gioiosa macchina da guerra”.



