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Il Cri Cri di Torino, il cioccolatino che racconta una città

SCOPRI – TO    ALLA SCOPERTA DI TORINO

C’è un piccolo dolce torinese che, più di molti monumenti, riesce a raccontare una storia fatta di eleganza, artigianalità e memoria collettiva. Il Cri Cri non è solo un cioccolatino, ma un simbolo della tradizione dolciaria piemontese, nato in un’epoca in cui Torino era una capitale del gusto e dell’innovazione gastronomica.

Le origini tra nobiltà e cioccolato

La nascita del Cri Cri viene fatta risalire alla fine dell’Ottocento, in un periodo in cui il cioccolato a Torino viveva una stagione d’oro. La leggenda più diffusa racconta che fu creato per una giovane donna dell’alta società torinese, che desiderava gustare il cioccolato senza sporcarsi i guanti. Da questa esigenza nacque l’idea di rivestire una pralina con una copertura di minuscole perline di zucchero, capaci di isolare il calore delle dita e mantenere il cioccolato intatto. Il nome, secondo alcune interpretazioni, deriverebbe dal suono leggero e croccante che si avverte al primo morso, quasi un piccolo “cri cri” che accompagna l’assaggio.

Dove trovarlo oggi tra botteghe e pasticcerie

Oggi il Cri Cri continua a vivere nelle storiche cioccolaterie di Torino, soprattutto nel centro città, dove le vetrine espongono file ordinate di queste piccole sfere lucide e colorate. Si può trovare nelle pasticcerie artigianali che portano avanti la tradizione, spesso accanto ad altri grandi classici come il gianduiotto e il bicerin. Non è raro vederlo anche durante eventi, fiere gastronomiche e mercatini, dove viene presentato come uno dei simboli più riconoscibili della dolcezza piemontese.

Varianti moderne di un grande classico

Se la versione originale resta quella più amata, con il cuore di nocciola e gianduia avvolto nel cioccolato fondente e nello zucchero croccante, negli anni sono nate diverse varianti. Alcuni maestri cioccolatieri propongono il Cri Cri al latte, altri sperimentano ripieni al pistacchio o aromatizzati con agrumi e spezie. Ci sono anche edizioni stagionali, soprattutto durante le festività, in cui il classico dolce si veste di colori e sapori nuovi, senza perdere la sua identità.

Un dolce che diventa racconto e ricordo

Negli ultimi anni il Cri Cri ha assunto anche un valore legato al turismo e all’identità cittadina. Sempre più visitatori lo scelgono come souvenir gastronomico da portare a casa, un’alternativa raffinata ai classici prodotti confezionati. Nelle scatole decorate con richiami alla città, questo piccolo cioccolatino diventa una sorta di cartolina commestibile, capace di evocare portici, caffè storici e passeggiate lungo il Po. Anche per i torinesi resta un dolce legato ai momenti speciali, spesso regalato durante le feste o condiviso dopo una cena in compagnia, a dimostrazione di come, nella sua semplicità, il Cri Cri continui a essere parte viva della quotidianità e della memoria collettiva della città.

Il Cri Cri rimane così un ponte tra passato e presente, un piccolo boccone che racchiude la storia di Torino e la sua passione per il cioccolato. Assaggiarlo non è solo un piacere per il palato, ma un modo per entrare, anche solo per un attimo, nell’anima di una città che ha fatto della dolcezza una vera e propria forma d’arte.

NOEMI GARIANO

 

 

 

 

(Foto di copertina Piemont Cioccolato)

Appuntamento con Agriflor

AGRIFLOR APRE IL 2026 VERDE DI ORTICOLA DEL PIEMONTE

 

 

Domenica 1 febbraio, in Piazza Vittorio Veneto a Torino, (orario dalle 9.30 alle 19) torna l’appuntamento mensile con AgriFLOR, il mercatino ad ingresso gratuito di fiori e specialità agricole organizzato da Associazione Orticola del Piemonte.

 

Una giornata intera da vivere con i fiori, le piante e le tipicità agricole del territorio in compagnia di circa una ventina tra vivaisti, piccoli produttori enogastronomici e agricoltori piemontesi che metteranno in mostra le proprie eccellenze. Dalle piante verdi fiorite alle erbacee perenni, dalle piante tropicali a quelle carnivore, passando poi a delizie per il palato come miele, taralli, salumi e formaggi artigianali, biscotti e crostate a base di fiori, piante officinali e molto altro

 

Quella di domenica 1 febbraio è la prima edizione 2026 del mercatino di Agriflor, diventato ormai un appuntamento fisso per chi vuole passare una domenica a contatto con la Natura anche in centro città, e apre idealmente un anno ricco di eventi e iniziative all’insegna del verde che Orticola del Piemonte organizzerà a Torino e sul suo territorio.

 

Villafalletto, controlli nei locali tra cibo scaduto e sanzioni per 40mila euro

Multe, sequestri, cibo scaduto e controlli a tappeto: Villafalletto è finita sotto la lente per una raffica di sanzioni che, nel complesso, sfiorano i 40mila euro. L’intervento è scattato scorso 16 gennaio, quando la Squadra di Polizia Amministrativa della Questura di Cuneo e i militari del N.I.P.A.A.F. dei carabinieri di Cuneo hanno effettuato dei controlli su un albergo del paese che ospita al suo interno anche ristorante, bar e sala giochi.

Nei controlli all’albergo saltano fuori diverse irregolarità. Il titolare è stato sanzionato perché non ha comunicato alle autorità le modifiche fatte agli ambienti, come invece prevede la normativa regionale. In più, non era esposto il logo con la categoria di stelle della struttura, come prevede la normativa. Per queste mancanze, al titolare è arrivata una sanzione da 2.166 euro. A questo si aggiunge una multa da 1.032 euro perché l’albergo ospitava un cittadino extracomunitario senza la dichiarazione di ospitalità alla Questura. Per il ristorante e il bar, le sanzioni per violazioni igienico‑sanitarie ammontano a ben 18.300 euro.

Nella sala giochi adiacente, altre 17mila euro di sanzioni per i vetri oscurati che impediscono la sorveglianza dei locali e per la mancata voltura della licenza comunale dei sistemi di gioco. Nel ristorante e nel bar, ispettori hanno trovato circa 350 chili di derrate: scadute, conservate male, in molti casi senza tracciabilità. Tutta la merce è stata sequestrata: non potrà più essere usata né finire sui tavoli.

VI.G

Manifestazione di sabato 31 gennaio, previste limitazioni viabili

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Per la manifestazione in programma a Torino sabato 31 gennaio, saranno previste alcune modifiche alla viabilità. Le disposizioni potrebbero subire eventuali modifiche o variazioni nelle prossime ore su decisione dell’Autorità di Pubblica Sicurezza.

Lungo il percorso saranno istituiti divieti di sosta con rimozione forzata dei veicoli dalle ore 10 sabato 31 gennaio fino a cessate esigenze.A partire dalle ore 14.30 saranno poi previste limitazioni viabili lungo il percorso dei tre cortei che avranno tre distinte partenze dalle stazioni di Porta Susa, di Porta Nuova e da Palazzo Nuovo, per congiungersi in corso Cairoli da dove i manifestanti in un unico corteo convergeranno verso corso Regio Parco, dove terminerà la manifestazione.

La Polizia Locale sarà presente lungo tutto il perimetro per indirizzare i veicoli verso percorsi alternativi durante il passaggio dei manifestanti.

Divieti di sosta
Nello specifico, i divieti, attivi dalle ore 10 del mattino e sino a cessate esigenze, saranno istituiti in: corso Regina Margherita lato civico 47 tratto Tarino – Vanchiglia, via Sant’Ottavio tratto Regina Margherita – Artisti, via Guastalla tratto Regina Margherita – Artisti, via Buniva tratto Regina Margherita – Artisti, via Giulia di Barolo tratto Regina Margherita – Artisti, via Balbo tratto Tarino – Vanchiglia, via Santa Giulia tratto Tarino – Vanchiglia, piazza Santa Giulia, piazza Carlo Felice, piazza Paleocapa, piazza Lagrange
via Lagrange entrambi i lati, tratto Vittorio Emanuele II – Lagrange, stazione FS Porta Susa solo lato Bolzano in entrambi i sensi di marcia, piazza XVIII Dicembre, corso Beccaria, corso San Martino entrambi i lati, tratto Beccaria – XVIII Dicembre, corso San Maurizio su entrambi i controviali, via Roero di Cortanze
lungo Dora Firenze entrambi i lati, tratto Verona – Novara, corso Novara lato est, tratto Varano – Regio Parco, compreso parcheggio Cimitero Monumentale, corso Regio Parco entrambi i lati, tratto Novara – Pindemonte.

La mappa ed eventuali aggiornamenti saranno disponibili in homepage sul sito della Città di Torino.

Trasporto pubblico
A partire dalle ore 13.30 i percorsi di alcune linee del trasporto pubblico subiranno deviazioni nell’area interessata dal corteo. La metropolitana svolgerà regolare servizio ma saranno chiuse le stazioni metro Porta Susa e Porta Nuova. Su eventuale disposizione delle forze dell’ordine, potranno essere chiuse anche alcune stazioni intermedie. Per le informazioni di dettaglio si invita a consultare l’avviso sul sito di GTT:

TorinoClick

Rivoli: inaugurata la nuova sede di Banco Farmaceutico Torino

È stata inaugurata a Rivoli, in via Pavia 68, la nuova sede di Banco Farmaceutico Torino OdV, un presidio territoriale stabile che rafforza in modo concreto il contrasto alla povertà sanitaria e consolida il ruolo della città come punto di riferimento per le politiche di cura, solidarietà e inclusione.

La nuova sede, con oltre 400 metri quadrati di spazi, nasce per garantire continuità e sviluppo alle attività di Banco Farmaceutico: circa 100 mq sono dedicati agli uffici, mentre la parte restante è destinata alla ricezione, registrazione e lavorazione dei farmaci e dei beni sanitari donati da privati e aziende. Un luogo operativo, ma anche aperto alla comunità, pensato per favorire il lavoro di rete con enti, istituzioni, volontari e partner del territorio.

All’interno dell’area magazzino è stata inoltre realizzata una sala polivalente, dedicata alle attività con e per i volontari, alla formazione, agli incontri e alle iniziative di volontariato aziendale, rafforzando la vocazione della sede come spazio di collaborazione e responsabilità condivisa.

All’inaugurazione hanno preso parte numerosi rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo, tra cui il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, la Vicesindaca di Torino Michela Favaro, gli assessori alle politiche sociali di Regione e Comune Maurizio Marrone e Jacopo Rosatelli, il Sindaco di Rivoli Alessandro Errigo ed Elide Tisi della Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Torino, la Presidente di Banco Farmaceutico Torino Odv Paola Saglietti, insieme a fondazioni e partner che hanno sostenuto il percorso di apertura della sede.

«Siamo molto contenti che Rivoli ospiti la nuova sede di Banco Farmaceutico Torino, una realtà che da anni svolge un lavoro prezioso e silenzioso a sostegno delle persone più fragili. Rivoli è una comunità che crede nella cura, nella responsabilità condivisa e nella capacità di fare rete, e l’apertura di questo nuovo presidio rappresenta un passo importante nel rafforzare il contrasto alla povertà sanitaria sul territorio – afferma il Sindaco di Rivoli Alessandro Errigo – La salute è un diritto fondamentale e questa sede diventa un punto di riferimento stabile per intercettare i bisogni, recuperare risorse preziose e trasformarle in aiuto reale per chi è in difficoltà. Non solo un luogo operativo, ma anche uno spazio di collaborazione, volontariato e responsabilità condivisa, dove istituzioni, terzo settore e cittadini lavorano insieme. Un esempio virtuoso di come una città solidale sappia prendersi cura delle persone per non lasciare indietro nessuno».

I numeri restituiscono con chiarezza il valore di questo impegno: in Piemonte Banco Farmaceutico sostiene oltre 60.000 persone in condizione di povertà sanitaria, grazie alla collaborazione con più di 160 enti del Terzo Settore. Nel solo 2025, a livello regionale sono state recuperate oltre 281.000 confezioni di farmaci, per un valore superiore ai 4,39 milioni di euro, attraverso le Giornate di Raccolta del Farmaco, il recupero di medicinali validi non scaduti e le donazioni aziendali.

Con l’apertura della nuova sede, Rivoli rafforza il proprio ruolo all’interno di una rete territoriale ampia e strutturata, confermando l’impegno dell’Amministrazione comunale nel sostenere iniziative capaci di trasformare la solidarietà in risposte concrete ai bisogni di salute delle persone più fragili.

MARA MARTELLOTTA

Pronto? Ci sei?

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Quante volte ci è capitato di parlare di lavoro o, tra amici, di chiacchierare amabilmente notando che uno dei presenti sembra distratto, assente, quasi non capisse di cosa si stia parlando.

In virtù del pensiero unico, ormai imperante, diamo per scontato che quella persona a) si dia arie e si ritenga superiore agli altri, b) non stia capendo il discorso, sicuramente per limiti suoi, c) è timido e non riesce ad inserirsi nel discorso.

Quasi nessuno, complice il QI in caduta libera almeno nei Paesi occidentali, pensa che quella persona preferisca ascoltare prima di parlare, che voglia acquisire elementi per poter giudicare oggettivamente, che stia valutando tutte le persone coinvolte.

Al QI in coma si aggiunge l’ormai consolidata prassi del pensiero unico: il primo che sui social lancia un commento, critica o approva un post, viene preso inconsciamente a modello di perfezione, a guru indiscusso dell’argomento e chiunque osi dissentire o anche solo astenersi dal commentare viene indicato come fallito, incapace, boomer o peggio.

Un adagio orientale dice “Il saggio parla poco e pensa molto” a indicare che se vuoi esprimere concetti attendibili devi avere tempo e modo di valutare tutti gli elementi, anche quelli meno evidenti.

Chi mi conosce bene sa che io non sbaglio quasi mai l’impressione che ho di una persona, già al primo contatto, a condizione che mi sia dato il tempo per studiarlo; il che avviene anche parlandogli insieme, proponendo temi di conversazione apparentemente banali, informandomi sui suoi gusti, hobbies, ecc.

Quando vedo una persona che ascolta come se faticasse a comprendere il senso del discorso, per mia forma mentis penso stia valutando il senso delle parole, formandosi un’idea del contesto, valutando la propria posizione rispetto alle tesi emerse e la cosa non può che farmi piacere perché personalmente preferisco una persona riflessiva, che magari fornisca una risposta in ritardo ma dopo averla ponderata, piuttosto che un soggetto impulsivo che cambia idea dieci volte, che parla solo per sentire la sua voce o per dimostrare la sua attività neuronale in un raro momento di lucidità.

I social hanno incancrenito un problema preesistente, specie nel nostro Paese; il nostro triathlon è composto da lancio delle accuse, sollevamento delle polemiche e tiro del sasso nascondendo poi la mano; giudicare senza conoscere, esprimere pareri non avendo competenza in merito e alzando la voce per sostenere la propria tesi sono quanto di peggio un cervello umano possa partorire.

Partiamo dalla considerazione che il nostro giudizio su un determinato fatto dipende da alcuni fattori come esperienza, cultura, carattere e convenienza: se consideriamo che l’ignoranza (non solo a livello scolastico) sta dilagando a macchia d’olio, diventa facile comprendere come la maggior parte delle persone siano sempre più ignoranti, più litigiose, più superficiali, più venali e che, dunque, rispondono positivamente ad un numero esiguo di messaggi, eventi, discorsi ritenendo che tutto il resto non sia meritevole di esistere, sia dannoso per loro, sia censurabile a priori.

Il grosso pericolo che tutti noi corriamo è di venire trascinati in questo modus cogendi e, per non complicarci la vita, non soffrire, non stressarci, tralasciare ogni giudizio su un fatto diventando anche noi ignoranti.

Einstein sosteneva che la curiosità è sinonimo di intelligenza: se davvero è così la maggior parte delle persone che ci circondando ha il QI di un protozoo stante ciò che riescono a concepire.

A proposito di concepimento: speriamo che la riduzione del QI viaggi di pari passo con quella degli spermatozoi; sarebbe un segno incontrovertibile che la natura sa rimediare ai danni dell’uomo.

Sergio Motta

Bilancio Regione, Ravello (FdI): “Piemonte sulla rotta del risanamento”

“Investimenti su sanità, welfare e sviluppo. Chi ha gridato ai sotterfugi non ha saputo parlare nel merito”.
Con buona pace di chi ha urlato ai sotterfugi e ci ha accusato di falsificare le carte, il Bilancio di previsione la Regione Piemonte conferma una traiettoria di serietà e risanamento dei conti, unita a scelte politiche chiare a sostegno di territori, famiglie e imprese“. Ad affermarlo Roberto Ravello, vice Capogruppo di Fratelli d’Italia e Presidente della Commissione Bilancio di Palazzo Lascaris.
Il documento, che ha ottenuto il parere positivo definitivo dei revisori, garantisce equilibri finanziari e rafforza gli investimenti strategici: quasi 11 miliardi per la sanità, risorse confermate – aggiunge Ravello – per il welfare e le politiche sociali, sostegno alle attività produttive e all’innovazione, attenzione a giovani, pari opportunità, sport e cultura. Prosegue il percorso di riduzione del debito e del disavanzo, mentre crescono occupazione e attrattività del territorio. Importanti gli stanziamenti su infrastrutture, ambiente, montagna ed enti locali, così come il rilancio dell’agroalimentare e del turismo“.
E’ un bilancio – conclude Ravello – che non si limita a far quadrare i numeri, ma orienta le risorse verso una visione di sviluppo sostenibile, coesione sociale e competitività del Piemonte, anche in una fase economica complessa. Siamo soddisfatti e rivendichiamo con orgoglio il lungo e costruttivo lavoro che insieme alla Giunta abbiamo fatto in questi mesi in Commissione“.

Lista Civica Cirio Presidente: «Impegni  su sociale, ambiente, sanità e cultura» 

Interventi su 14 azioni importanti per i cittadini e le Amministrazioni locali

Sono 14 gli Ordini del Giorno collegati al Bilancio di Previsione 2026-2028 presentati dalla Lista Civica Cirio Presidente PML e approvati dal Consiglio regionale su temi sollevati da cittadini ed Enti Locali e da tempo al centro del lavoro dei Consiglieri: si tratta di atti che impegnano la Giunta regionale a stanziare risorse nella prossima Variazione al Bilancio per dare corso a interventi su tematiche sociali, culturali, ambientali e della Pubblica Amministrazione.

Gli Ordini del Giorno del Capogruppo Silvio Magliano prevedono lo stanziamento di risorse per l’esaurimento della graduatoria per il Bando della Cultura (LR 11/18), per iniziative di sostegno ai bambini e alle bambine che presentano mutismo selettivo, per la libertà di educazione, con l’impegno a erogare contributi per il Voucher per le scuole paritarie a tutte le domande ammesse, per la promozione della cultura della donazione di organi, tessuti, midollo osseo e sangue, anche con il coinvolgimento dei Comuni per sensibilizzare i cittadini sulla scelta al momento del rinnovo della Carta d’Identità, come previsto dalla normativa.

«Lavoriamo su un’idea di Cultura a 360 gradi – commenta Magliano -:  da una parte l’istruzione e il diritto alla libera scelta educativa, dall’altra la consapevolezza che conoscere disturbi meno noti, ma non per questo meno gravosi per chi li vive e le famiglie, è la strada perché chi è fragile non resti indietro; quindi il sostegno per associazioni ed enti culturali; infine la cultura della donazione , al fine di promuovere il valore fondamentale di scegliere la vita attraverso l’atto di donare organi, midollo e sangue».

Sergio Bartoli, attraverso i suoi Ordini del Giorno, ha richiesto alla Giunta l’impegno per la sperimentazione di metodi di trattamento per malattie neurologiche attraverso metodi basati sulla neuroplasticità, come il metodo Feldenkrais, per la rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici nei piccoli comuni, per il Museo Ferroviario Diffuso, in particolare per stazioni e materiale storico delle linee Ciriè-Lanzo e Canavesana, per la sostituzione di caldaie a legna nelle abitazioni private, per la tutela della biodiversità e il sostegno al Centro Grandi Carnivori, per lo scorrimento della graduatoria del Bando Obiettivo Comuni dedicato alla realizzazione di opere strategiche nei comuni con meno di 35mila abitanti.

«Il mio lavoro – commenta Bartoli – nasce dal rapporto con il territorio e gli Enti Locali: le tematiche su cui ho chiesto l’impegno della Giunta sono particolarmente rilevanti per lo sviluppo delle piccole comunità e del nostro territorio e per la tutela del nostro patrimonio ambientale».

Mario Salvatore Castello ha invece richiesto l’impegno della Giunta regionale per contributi alle aziende che attuano iniziative per la riduzione delle emissioni di gas climalteranti, quali anidride carbonica, metano, fluorurati e protossido di azoto, e per le relative certificazioni.

«L’impegno delle nostre aziende per la tutela dell’ambiente è innegabile, anche per l’approfondita normativa vigente, e richiede investimenti onerosi – commenta Castello -; sostenerne lo sforzo è un riconoscimento per il lavoro importante svolto in quest’ambito cruciale e un segnale di attenzione verso investimenti doverosi, ma che in molti casi rischiano di comportare uno svantaggio competitivo sui mercati».

Per Elena Rocchi l’impegno è dedicato al sostegno ai piccoli Comuni per il rinnovo degli strumenti urbanistici, a partire dal Piano regolatore e allo scorrimento della graduatoria del Bando per attrezzature fieristiche per Pro Loco e Associazioni combattentistiche.

«Sappiamo tutti quanto sia importante per moltissimi comuni l’apporto dato dalle Pro Loco e dalle Associazioni d’arma, sempre presenti e attive – spiega Rocchi -; il Bando per i contributi per il rinnovo e la messa in sicurezza del materiale fieristico, nonostante alcuni stanziamenti aggiuntivi, non ha ancora esaurito la graduatoria del progetti ammessi: con il mio Ordine del Giorno impegniamo la Giunta a raggiungere questo traguardo. Il secondo atto approvato dal Consiglio, invece, viene incontro alle esigenze dei piccoli comuni che devono rinnovare i propri piani regolatori o altri strumenti urbanistici, azione necessaria ma difficoltosa per costi e complessità tecniche, eppure decisiva per lo sviluppo delle nostre comunità».

Daniele Sobrero ha richiesto l’impegno della Giunta, infine, per riproporre una misura che la Lista Cirio aveva già inserito nel Bilancio del 2025 e che aveva ottenuto positivi risultati: lo stanziamento di risorse per i lavori di manutenzione straordinaria tra 5mila e 15mila euro nelle case popolari piemontesi.

«Sono appartamenti – afferma Sobrero – che necessitano di piccoli lavori per essere nuovamente assegnati: nel 2025 lo stanziamento di 300mila euro in aggiunta a fondi nazionali ha consentito di rendere nuovamente assegnabili oltre 100 alloggi, offrendo una soluzione ai problemi abitativi di altrettante famiglie».

Torino tra birra, storia e cultura. Il febbraio artigiano del birrificio Metzger

Torino si scopre camminando, ascoltando e degustando e a febbraio lo fa attraverso le esperienze firmate birrificio Metzger, che prosegue con il suo calendario di eventi capaci di intrecciare storia urbana, artigianalità brassicola e convivialità.
Dopo la riapertura dello storico birrificio torinese di via Catania 37, nel cuore di borgo Rossini, Metzger si conferma protagonista di una nuova stagione culturale torinese, dove la birra diventa strumento di relazione e di narrazione. Due gli appuntamenti di febbraio organizzati dal birrificio Metzger.
Si comincia sabato 7 febbraio dalle 15 alle 17.30, con il Walking Tour dal titolo “ Dall’Art Nouveau alla birra di Torino”, una passeggiata guidata tra le architetture liberty e le memorie industriali di borgo Rossini, capace di condurre i partecipanti in un viaggio lungo un secolo di trasformazioni urbane. Il percorso si conclude nel birrificio, con visita e degustazione, per un’esperienza da assaporare, passo dopo passo.

Si continua poi domenica 22 febbraio prossimo con la Metzger Experience, visita guidata alla scoperta della produzione della birra. Si tratta di un’immersione completa nel mondo Metzger, con welcome beer, visita agli spazi produttivi, degustazione guidata e laboratorio sensoriale insieme ai birrai. Un appuntamento pensato per chi desidera comprendere da vicino il valore dell’artigianalità, le tecniche produttive e il linguaggio del gusto.
L’esperienza si ripeterà ogni quarta domenica del mese, mentre i walking tour proseguiranno ogni secondo sabato del mese fino a giugno.

Mara Martellotta

“Gli allevatori che producono energia da biogas vanno sostenuti”

Non si può accettare il,taglio dei prezzi minimi garantiti

“Non possiamo accettare che non venga tutelata una produzione energetica strategica per il Paese come il biogas agricolo – afferma il Presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – siamo assolutamente contrari al taglio dei prezzi minimi garantiti agli allevatori per l’elettricità, prodotta da impianti che sono costati investimenti di centinaia di migliaia di euro, e che stanno affiancando alla produzione già strategica, come quella del cibo, l’altrettanto strategica produzione di energia di cui sono affamate le nostre città e le nostre industrie”.

Così Mecca Cici ha commentato la notizia del taglio ai prezzi minimi per il biogas, contenuto nella bozza del DL Bollette.

“Il biogas prodotto negli allevamenti è ormai una fonte energetica insostituibile, assolutamente pulita e rinnovabile, una fonte che contribuisce all’abbattimento della CO2 e del metano emessi in atmosfera, e che rappresenta la giusta strada per produrre energia pulita proprio da quegli allevamenti che vengono attaccati perché ritenuti inquinanti. Abbiamo sempre letto i dati ISPRA e ARPA, che confermano l’ininfluenza delle emissioni degli allevamenti sulla qualità dell’aria delle grandi città, ma abbiamo scelto di fare comunque la nostra parte, affinché investimenti epocali per una famiglia di agricoltori, come quelli necessari per un impianto di biogas, siano effettivamente remunerativi nel tempo. Uno strumento equo è quello della garanzia di un prezzo minimo garantito a chi produce, eppure lo si vuole tagliare. Siamo sempre alle solite, all’agricoltore devono andare le briciole, anche se il prodotto, in questo caso energetico, viene pagato a caro prezzo dai consumatori, in questo caso dagli utenti. Come agricoltori e come cittadini non ci stiamo”.

In provincia di Torino sono attivi 54 impianti di produzione elettrica del biogas, con una tendenza in crescita negli ultimi anni. 24 di questi sono di potenza installata sotto i 300 kw, 6 sono tra i 300 e i 600 kw, 24 sono impianti da oltre 600 kw, fino a 1 mw. Se si guarda all’intero Piemonte, terza regione italiana per impianti di biogas, si arriva a 250 impianti, di 135 fino a 300 kw, 18 fra 300 e 600 kw, 97 da 600 kw a 1 mw. L’intrattenimento potenza prodotta dagli allevamenti torinesi è immessa in rete soddisfacendo il consumo elettrico annuo di circa 20 mila famiglie. Se passiamo alla scala regionale, la potenza installata può generare l’energia elettrica in grado di soddisfare i consumi annui di 150 mila famiglie.

Mara Martellotta