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Semplifica Piemonte, il plauso di Fdi

 BORDESE: “PER SOSTENERE LA COMPETITIVITA’ DELLA NOSTRA REGIONE E RAFFORZARE LA FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI”

Con l’approvazione della Legge “Semplifica Piemonte” abbiamo introdotto una leva per migliorare l’efficacia delle politiche pubbliche, sostenere la competitività dei territori e rafforzare la fiducia nei confronti delle istituzioni. E voglio ringraziare l’assessore Vignale per il lavoro svolto nell’elaborazione di questa proposta legislativa che serve a migliorare l’attività quotidiana di cittadini, enti e imprese”. Così Marina Bordese, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e relatore in aula del provvedimento.

Queste le finalità principali della Legge Regionale n. 134 (Legge regionale di innovazione e semplificazione normativa e amministrativa):

– migliorare la qualità, la chiarezza e la leggibilità della normativa regionale;

– ridurre oneri e tempi dei procedimenti amministrativi;

– sostenere l’interoperabilità dei sistemi informativi, delle piattaforme e la digitalizzazione dei servizi pubblici;

– favorire lo sviluppo di una cultura amministrativa orientata all’apprendimento, alla collaborazione e al miglioramento continuo;

– valorizzare le competenze e le professionalità presenti nelle amministrazioni.

Ritengo poi che siano particolarmente importanti l’articolo 7 che riguarda il principio di non aggravamento e l’articolo 9 che ricorda l’applicazione del soccorso istruttorio nei processi di competenza regionale – prosegue Bordese. – Importante novità sono anche l’istituzione del Tavolo regionale per la semplificazione (articolo 12) e del Team Regionale per la semplificazione e il supporto agli enti locali (art. 13), oltre all’introduzione del principio dello stop ai documenti duplicati: finalmente ai cittadini non saranno più richieste copie dello stesso certificato già in possesso della pubblica amministrazione“.

Collegato al disegno di legge, il Consiglio Regionale ha anche approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato dal consigliere Bordese per valutare l’estensione della piattaforma MOON (Modulistica Open Online), attivata a novembre 2025 per la segnalazione di danni in caso di calamità naturali da parte di privati cittadini, anche alle attività produttive e alle aziende agricole.

Missioni Don Bosco ETS è attiva nell’emergenza in Venezuela

Fin dalle prime ore, lo scambio di informazioni fra Torino Valdocco e Caracas è stato intenso ed ha già procurato un primo invio di aiuti dei benefattori

Poche ore dopo le prime due potenti scosse, p. Jorge Elías Ghazal Mora, appena nominato ispettore salesiano a Caracas, ha scritto a Missioni Don Bosco ETS: “Siamo attenti e solidali con coloro che hanno subìto le conseguenze di questo forte terremoto. Restiamo uniti e preghiamo che Dio ci liberi dalla sventura e ci conceda la grazia e la forza necessarie per dare il nostro contributo”. “Quando la terra trema bisogna aggrapparsi al cielo e alle mani di chi cammina con noi” ha risposto don Luca Barone, presidente di Missioni Don Bosco ETS. L’ente salesiano si è mobilitato immediatamente per pregare e per affidare a Dio le persone decedute e quelle rimaste con la sofferenza e la devastazione dei loro beni. Ed ha lanciato l’appello ai benefattori, grazie al quale sono stati raccolti primi 30 mila euro: “vediamo le mani alzate al cielo e quelle di tantissimi che hanno risposto con generosità alla richiesta di aiuto” ha osservato don Barone.

La situazione più difficile è quella di La Guaira, la città vicina al mare, con moltissimi palazzi distrutti. Sono parecchie le case salesiana colpite: Sarri, Altamira, La Dolorita. Le strutture hanno subìto danni ma nessuna è crollata. Il Rettor Maggiore dei salesiani, don Fabio Attard, ha espresso sua vicinanza, dicendo: “Seguiamo con profonda preoccupazione quanto sta accadendo in Venezuela. Desidero esprimere la mia vicinanza personale e quella di tutta la Congregazione Salesiana ai confratelli, ai giovani e alle famiglie colpite”. A cinque giorni dall’evento catastrofico, purtroppo scendono le probabilità che i dispersi siano ritrovati ancora vivi, ma la speranza è concreta grazie a salvataggi avvenuti e in corso. Cresce invece il bilancio dei danni e delle necessità delle famiglie che hanno perso tutto.

Don Barone riferisce quanto raccolto nei ripetuti scambi telefonici e via e-mail con i confratelli a Caracas. Osserva “una nazione dove i giovani stanno diventando i primi protagonisti di una catena di solidarietà che si è attivata rapidamente“. In questa dinamica, un ruolo importante è quello degli oratori e delle scuole. “La rete salesiana del Paese sta garantendo la sicurezza dei nostri invii di aiuti sul campo, e io mi faccio voce per ringraziare chi, anche in questa occasione, è stato pronto a darli”. La relazione di Missioni Don Bosco ETS con la comunità salesiana del Paese sudamericano si è rinforzata nell’ultimo decennio a seguito dell’acutizzarsi della grave crisi economica e sociale. La stessa attività dei Figli di Don Bosco ha risentito pesantemente dell’impoverimento generale, fra la popolazione che ha patito ripetute crisi alimentari e sanitarie. Alla debolezza dei servizi sociali, la rete dei religiosi ha cercato di garantire accoglienza, cibo e cure alle famiglie delle parrocchie e ai ragazzi degli oratori, nelle città come nelle aree rurali. Anche in questi giorni la gente è andata a trascorrere la notte nelle strutture salesiane disponibili. La situazione già difficile per il popolo venezuelano, con questo evento rischia di diventare disastrosa. “Dopo aver vissuto questi momenti di tensione e angoscia, ringraziamo Dio che stiamo tutti bene” commenta p. Mora. Il presidente di Missioni Don Bosco ETS rilancia l’appello a chi voglia essere “un pezzo di cielo sicuro, lì dove la terra non lo è stata”.

No agli installatori di climatizzatori “fai da te”

Con il caldo torrido di questi giorni, si registra un incrementano della richiesta di climatizzatori che rinfrescano le abitazioni e i luoghi di lavoro e migliorano la qualità della vita.

Parallelamente crescono, però, sia l’offerta di tecnici abusivi che si spacciano per elettricisti, installatori termoidraulici senza alcun tipo di formazione e certificazione, sia la domanda da parte di ignari cittadini che, troppo spesso, cadono nella tentazione di affidare il proprio impianto e la propria sicurezza domestica a veri sconosciuti. A tutto questo si aggiungono anche le “vendite parallele” che invitano al “fai da te” nonostante la firma di liberatorie nelle quali ci si impegna a far installare ad un tecnico specializzato. Insomma, un mercato che pare esenti da controlli.

Confartigianato Imprese Piemonte ha stimato che circa un terzo del mercato dei climatizzatori sia in mano a installatori non certificati, che lavorano a dispetto delle norme di legge e dell’ambiente e che rischiano, e fanno rischiare, conseguenze legali e sanzioni amministrative. Per questo gli Impiantisti dell’Associazione di Categoria vogliono lanciare un messaggio ai clienti affinché non si facciano trarre in inganno da tecnici senza patentino e partita IVA e che non offrono garanzie e certificazioni del lavoro svolto.

“Si rischia di incorrere in sanzioni pesanti per lavoro abusivo e danneggiamento ambientale – commenta Roberto Riccardo (Presidente Federazione impiantisti di Confartigianato Imprese Piemonte) – inoltre solo le aziende certificate garantiscono efficienza e qualità del prodotto installato. Il motivo è anche quello che i climatizzatori contengono F-Gas (gas fluorurati) come gli impianti di refrigerazione, si tratta di gas inquinanti responsabili dell’effetto serra per questo soggetti a una rigida sorveglianza e possono essere trattati solo da operatori specializzati in possesso di regolare certificazione”.

“L’installazione di questi componenti – insiste Riccardo – deve essere eseguita da imprese abilitate dalla Camera di Commercio. Un tecnico competente e autorizzato svolgerà sicuramente un lavoro certosino ed a norma di legge, a tutela del proprio cliente e del pianeta, in più vi è anche un discorso di sicurezza per le persone e le cose, meglio che si sappia, in quanto il gas dei condizionatori R32 è infiammabile. Inoltre, i gas fluorurati possono essere venduti online ma esclusivamente ad aziende certificate o ad operatori in possesso del patentino personale”.

“Non è plausibile – conclude Riccardo – che con poche ore di corso in negozio o seguendo dei video tutorial sui canali web si abbia la presunzione di aver acquisito la competenza impiantistica e la cultura della sicurezza che le nostre aziende hanno maturato con anni di esperienza in cantiere e con la partecipazione ad una formazione continua”.

Lucia Tassinario in gara ad uno stellare Settecolli dopo l’esame di maturità

Affitti, Fiaip Torino: numero immobili locati stabile

Crescono i contratti transitori (+6,3%) calano gli agevolati di lungo periodo (-6,4%)

Gallipoli (presidente): “I contratti agevolati perdono attrattività: serve confronto con Istituzioni per renderli più coerenti al mercato reale”

Un lieve incremento delle locazioni (+0,4%) nel capoluogo piemontese, rispetto al 2024, è quanto rilevato dalle analisi dell’anno 2025 elaborate da FIAIP Torino (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) sulla base dei dati forniti dall’Agenzia delle Entrate. Il mercato delle locazioni residenziali, a Torino, si conferma sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Nella provincia torinese le abitazioni locate sono 57.033, di cui 32.465 nel solo capoluogo. Diversa la situazione nel resto dell’area metropolitana, dove i contratti registrano una lieve flessione (-1,2%), attestandosi a 24.568 unità.  Se da una parte cresce del 6,3% il numero dei contratti transitori, dall’altra si registra un calo negli agevolati di lungo periodo (-6,4%).

 “I contratti agevolati perdono attrattività: serve confronto con le Istituzioni per renderli più coerenti al mercato reale – ha commentato Claudia Gallipoli, presidente di FIAIP Torino – le locazioni registrate nella città di Torino rappresentano il 57% del totale di tutti i contratti della provincia, e la tipologia prevalente  resta quella ordinaria, sia di lungo periodo sia transitoria, che rappresenta il 70% del mercato delle locazioni, mentre i contratti Agevolati rappresentano il restante 30%”.

Lo studio prende in esame quattro tipologie contrattuali: i contratti ordinari di lungo periodo, quelli ordinari transitori, poi i contratti agevolati sia di lungo periodo sia transitori.

Nel dettaglio, i contratti Ordinari di lungo periodo si confermano la formula più utilizzata: con 14.125 registrazioni, sono in lieve aumento rispetto al 2024 (+0,5%). Seguono i contratti Ordinari transitori, che raggiungono quota 8.503 e registrano una crescita, anno su anno, più marcata (+6,3%).

In calo, invece, i contratti Agevolati, sia di lungo periodo sia di tipo transitorio, con una flessione del 4,2% rispetto al 2024. A pesare maggiormente è la diminuzione dei contratti agevolati di lungo periodo (-6,4%), mentre i transitori agevolati restano sostanzialmente stabili (-0,3%).

“Questa analisi ci consente di capire l’andamento delle locazioni in città, di osservare le variazioni e individuare le direzioni del mercato – ha proseguito Claudia Gallipoli – a Torino il numero di immobili locati è stabile e la tendenza prevalente è di affittare per lunghi periodi con contratti di tipo ordinario, piuttosto che agevolato. Infatti, Il dato che merita attenzione riguarda la diminuzione dei contratti agevolati di lunga durata, a fronte di una crescita dei contratti transitori. Le ragioni sono rintracciabili nella maggiore mobilità lavorativa e nella crescente presenza di studenti sul territorio”.

“È un segnale – conclude la presidente di FIAIP Torino – che ci indica come proprietari e inquilini stiano cercando maggiore flessibilità, ma anche che gli attuali contratti concordati stanno perdendo attrattività, per la scarsa convenienza delle agevolazioni rispetto ai costi e alla fiscalità dell’immobile”.

Per questo motivo FIAIP Torino chiede un confronto con le Istituzioni, affinché questo strumento torni ad essere conveniente e aderente al mercato.

Mara Martellotta

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Rosso Beethoven prosegue con il concerto “Tensione”

Dopo l’inaugurazione affidata ad Agata Zajac, il programma di “Rosso Beethoven” proseguirà martedì 7 e mercoledì 8 luglio presso la Corte d’Onore di Palazzo Reale con il concerto intitolato “Tensione” , secondo appuntamento della stagione estiva del Teatro Regio. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Regio torna Aram Khacheh, già  applaudito al Piccolo Regio con “Pierino e il lupo” di Sergej Prokof’ev.
Sono in programma due capolavori del periodo eroico di Beethoven, l’Ouverture dall’Egomont e la Quinta Sinfonia.

Composte a pochi anni di distanza l’una dall’altra, le due opere condividono una medesima tensione ideale. Nell’Egmont, ispirato al dramma di Goethe, Beethoven trasforma la vicenda del conte fiammingo in una riflessione sul coraggio individuale e sul valore del sacrificio in nome della libertà. La musica segue il cammino dell’eroe dalla tragedia alla vittoria morale, lasciando risuonare  un messaggio capace di superare la vicenda storica per assumere un significato universale. L’Egmont è  stato composto su commissione del Teatro Imperiale di Vienna negli anni 1809-1810 e la sua prima esecuzione è avvenuta a Lipsia il 15 giugno 1810.
La Quinta Sinfonia rappresenta uno dei vertici assoluti della storia della musica. Più ancora del celebre incipit è  la straordinaria coerenza della sua costruzione a renderla un’opera senza tempo. Da un nucleo tematico essenziale il compositore sviluppa un organismo musicale di forza espressiva straordinaria,  nel quale ogni elemento concorre a un processo di trasformazione inesorabile. La tensione ideale non si dissolve, anzi trova compimento in un finale che non celebra una vittoria esteriore, ma la conquista di una nuova consapevolezza. È  il momento in cui la Sinfonia diventa qualcosa di più di una forma musicale, una riflessione sull’uomo, sulla sua capacità di affrontare il limite e di affermare la propria libertà.
La Quinta Sinfonia fu composta da Beethoven tra il 1804 e il 1808 e eseguita per la prima volta nel dicembre del 1808 al Theater an der Wien . All’inizio non ebbe il successo che meritava, ma in un secondo momento sarebbe stata una delle sinfonie più applaudite della storia musicale.

I concerti hanno inizio alle ore 21. Con la nuova formula ‘Emozione Reale’, grazie all’apertura straordinaria alle ore 19.30, si potrà visitare l’appartamento della regina Elena a Palazzo Reale, passeggiare nel giardino Ducale  e godersi un aperitivo alla Caffetteria Reale prima di assistere al concerto.
Ai possessori del biglietto è consentito l’ingresso a partire dalle ore 20. La Caffetteria Reale resterà aperta per consumazioni prima degli spettacoli.
Prenotazione tavoli info@caffetteriareale.it
In caso di annullamento per maltempo il teatro ha previsto date di recupero per i concerti Tensione (9/7) e Luce (23/7)

Mara Martellotta

Parla Con Me: “Intelligenza artificiale: strumento o alibi?”

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Simona Riccio dialoga con Simone Enea Riccò e Massimo Cerofolini sul ruolo dell’AI tra lavoro, comunicazione, informazione, pensiero critico e responsabilità umana

Sarà online dal 1 luglio 2026, la nuova puntata di Parla Con Me®, la trasmissione digitale

ideata e condotta da Simona Riccio, Digital Strategist del settore agroalimentare, LinkedIn

Top Voice Italy e Founder del progetto.

La puntata, dal titolo “Intelligenza artificiale: strumento o alibi?”, affronta uno dei temi più

attuali del presente: il rapporto tra intelligenza artificiale, competenze, comunicazione,

lavoro, informazione e responsabilità.

Ospiti della puntata sono Simone Enea Riccò, Product Marketing Director di Talent Garden, e

Massimo Cerofolini, giornalista, conduttore radiofonico, autore televisivo, Capo Servizio Rai

Radio1 e curatore e conduttore di Eta Beta.

Il confronto mette al centro una domanda decisiva: l’intelligenza artificiale ci aiuta davvero a

pensare meglio o rischia di diventare una scorciatoia per pensare meno?

Oggi l’AI è entrata nel lavoro, nella comunicazione, nell’informazione e nella vita quotidiana.

Può accelerare processi, supportare analisi, generare contenuti e aprire nuove possibilità. Ma

il punto non è soltanto capire cosa può fare: è comprendere come la usiamo, con quali

competenze e con quale responsabilità.

Durante la puntata si affrontano temi di grande attualità: l’impatto dell’intelligenza artificiale

sulle professioni, il ruolo della formazione, il rapporto tra tecnologia e pensiero critico, la

verifica delle informazioni e il rischio di delegare troppo alle macchine.

L’intelligenza artificiale può essere un alleato importante, ma non può sostituire competenza,

esperienza, capacità di interpretazione e responsabilità umana. Il rischio, quando viene usata

senza consapevolezza, è che diventi un alibi: per non approfondire, per non verificare, per

non scegliere.

In questo contesto, Parla Con Me® intende contribuire al dibattito pubblico con un

confronto che va oltre entusiasmo e paura, riportando l’attenzione su un punto

fondamentale: la tecnologia ha valore quando resta al servizio delle persone, delle

competenze e della qualità del pensiero.

 

«Con questa puntata abbiamo voluto riflettere sull’intelligenza artificiale non come moda del

momento, ma come questione culturale e professionale», spiega Simona Riccio. «L’AI può

essere uno strumento straordinario, ma non può diventare una giustificazione per pensare

meno, verificare meno o comunicare peggio. La vera sfida è imparare a usarla con

competenza, senso critico e responsabilità».

La puntata sarà disponibile online sul canale YouTube di Parla Con Me®.

Guarda la puntata: https://www.youtube.com/watch?v=puxFYkTfSoM

Per seguire le puntate:

www.parlaconmeofficial.it

Per proporre ospiti, temi, attività o candidature:

redazione.pcm@gmail.com

Al Politecnico di Torino tre prestigiosi finanziamenti

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ERC Proof of Concept

 

Sono tre i gruppi di ricerca dell’ateneo torinese che hanno ricevuto un finanziamento ERC Proof of Concept dall’Unione Europea per sviluppare soluzioni innovative nei campi della sostenibilità energetica, dell’economia circolare e delle tecnologie avanzate per il futuro

 

Torino, 30 giugno 2026


Tre progetti di ricerca del Politecnico di Torino
 sono stati premiati con i finanziamenti ERC Proof of Concept, un’iniziativa dell’European Research Council volta a sostenere l’applicazione pratica e la valorizzazione dei risultati di progetti di ricerca di frontiera.

I vincitori del prestigioso riconoscimento sono Teresa Gatti, Andrea Lamberti ed Elena Simone, docenti presso il Dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia-DISAT.  Lo schema ERC Proof of Concept si rivolge ai ricercatori e alle ricercatrici che hanno già ottenuto un finanziamento ERC, offrendo un supporto economico di 150mila euro per trasformare idee innovative in soluzioni concrete pronte per il mercato. Questi fondi permettono di verificare la fattibilità commerciale e tecnica delle tecnologie sviluppate, costruire strategie di protezione intellettuale e preparare il terreno per una futura commercializzazione.

VIPER – HeaVy pnIctogens based indoor Photovoltaics with up-cyclEd caRbon electrodes è il progetto coordinato dalla professoressa Teresa Gatti. Nato dai risultati dell’ERC Starting Grant JANUS BI, il progetto punta a sviluppare una nuova generazione di celle fotovoltaiche per ambienti interni, capaci di alimentare sensori e dispositivi IoT sfruttando la luce artificiale.

VIPER utilizza materiali innovativi a base di bismuto e antimonio, privi di piombo e metalli nobili, caratterizzati da elevata stabilità, ridotta tossicità e buone prestazioni in condizioni di bassa illuminazione. Un ulteriore elemento distintivo è l’impiego di elettrodi in carbonio ottenuti dal recupero di materiali di scarto, come pneumatici fuori uso e biomasse residuali, secondo i principi dell’economia circolare.

L’obiettivo è trasformare una tecnologia validata in laboratorio in prototipi pronti per future applicazioni industriali nei settori degli edifici intelligenti, del monitoraggio ambientale e dell’elettronica a basso consumo.

“Con VIPER vogliamo trasformare risultati di ricerca di frontiera in una tecnologia concreta per l’energia del futuro. – dichiara la professoressa Teresa Gatti – Grazie ai materiali innovativi a base di bismuto e antimonio e all’impiego di elettrodi ottenuti dal recupero di scarti industriali e biomasse, il progetto propone una soluzione sostenibile per alimentare la crescente rete di dispositivi intelligenti presenti negli edifici e nelle città. La collaborazione con il gruppo del Prof. Antonio Agresti del Center for Organic and Hybrid Solar Energy (CHOSE) dell’Università di Roma Tor Vergata rappresenta un valore aggiunto essenziale per validare la tecnologia su scala più avanzata e favorirne il percorso verso future applicazioni industriali. Il nostro obiettivo è contribuire a un ecosistema IoT più efficiente, sicuro e rispettoso dell’ambiente”.

Con il progetto SUPRALIG – Sustainable and Ultra-PeRforming supercApacitors with 3D Laser-Induced Graphene, anche il professor Andrea Lamberti si aggiudica un finanziamento ERC PoC. Il progetto punta a trasformare una tecnologia nata in laboratorio in una soluzione concreta per sviluppare sistemi di accumulo dell’energia più leggeri, efficienti e sostenibili. Al centro della ricerca c’è il grafene indotto da laser (Laser-Induced Graphene, LIG), un materiale innovativo ottenuto trasformando, mediante un fascio laser, la superficie di particolari polimeri, anche derivati da biomasse e materiali di scarto, in una struttura carboniosa porosa e altamente conduttiva. Partendo dai risultati ottenuti con l’ERC Starting Grant CO2CAPSUPRALIG mira a sostituire i tradizionali collettori di corrente metallici di batterie e supercondensatori, riducendone peso, costi e impatto ambientale.

La tecnologia sarà testata in microsupercondensatori e supercondensatori convenzionali per dimostrarne l’efficacia e la producibilità su scala industriale, aprendo la strada a nuovi dispositivi per l’accumulo energetico ad alte prestazioni, con applicazioni che spaziano dall’elettronica flessibile alle tecnologie chiave per la transizione energetica.

“L’energia più sostenibile è quella che riusciamo a immagazzinare meglio. – afferma il professor Andrea Lamberti – Con SUPRALIG vogliamo trasformare i risultati ottenuti nei nostri laboratori in una tecnologia capace di rendere i sistemi di accumulo energetico concretamente più leggeri, performanti e rispettosi dell’ambiente. Grazie all’ERC Proof of Concept abbiamo l’opportunità di accelerare questo percorso, dimostrando che materiali innovativi come il grafene ottenuto da scrittura laser di substrati derivanti da biomasse e materiali di recupero possono sostituire componenti tradizionali più costosi e impattanti. È un risultato che premia anni di ricerca sul tema e che conferma come la ricerca scientifica possa contribuire in modo diretto alle grandi sfide della transizione energetica. Essendo ingegneri, Il nostro obiettivo è portare questa tecnologia oltre il laboratorio, creando le basi per una nuova generazione di dispositivi per l’accumulo dell’energia destinati a supportare l’elettronica del futuro, le energie rinnovabili e le applicazioni smart che accompagneranno la vita quotidiana di milioni di persone”.

Valorizzare i residui agroalimentari e sviluppare ingredienti sostenibili per il settore food: è questo l’obiettivo di ECOF2AT – Valorisation of agri-food residues via the formulation of low carbon footprint, plant-based fat ingredients for the production of functional foods, il progetto della professoressa Elena Simone che ottiene un finanziamento dall’ERC.

Partendo dalle competenze sviluppate con l’ERC Starting Grant CRYFORM, il progetto punta a trasformare sottoprodotti agroalimentari, come la crusca di riso e i fondi di caffè esausti, in nuovi ingredienti lipidici sostenibili per l’industria alimentare. Lo scopo è convertire i grassi e i composti bioattivi presenti in questi materiali in grassi funzionali in grado di sostituire o integrare ingredienti tradizionali come olio di palma, burro di cacao e altri grassi tropicali.

ECOF2AT affronta così una duplice sfida: ridurre gli sprechi agroalimentari e sviluppare ingredienti innovativi a basso impatto ambientale. Le soluzioni sviluppate potranno trovare applicazione nei prodotti da forno, nel settore dolciario e nelle alternative vegetali ai prodotti di origine animale, con potenziali ricadute anche nei settori nutraceutico, farmaceutico e cosmetico.

 

“Con il progetto CryForm studiamo i grassi alimentari, in particolare l’effetto della composizione chimica su proprietà funzionali quali il punto di fusione e il comportamento reologico. – dichiara la professoressa Elena Simone – Utilizzando queste conoscenze ECOF2AT ha l’obbiettivo di valorizzare scarti dell’industria agro-alimentare per produrre nuovi ingredienti alimentari più sostenibili, ma con le stesse funzionalità dei grassi tradizionalmente usati. Durante il progetto collaboreremo con Foreverland, una startup pugliese specializzata nella produzione di cioccolato cocoa-free, e con il centro di ricerca CREA di Asti, che ci aiuteranno ad ottenere dei materiali il più possibile affini agli ingredienti grassi tradizionali quali burro, lardo o burro di cacao”.

 

 

Nasce Barriera Beat, l’orchestra che fa dell’inclusione la sua musica

 

Ha debuttato ieri Barriera Beat, la nuova orchestra giovanile nata nel quartiere di Barriera di Milano e promossa dall’associazione culturale Estemporanea.

Il progetto coinvolge oltre 50 ragazze e ragazzi tra i 7 e i 14 anni, provenienti da contesti culturali e sociali diversi, tra cui 10 giovani con disabilità, e punta a fare della musica uno strumento di crescita, partecipazione e inclusione. Nato nel cuore di un quartiere spesso raccontato per le sue fragilità, Barriera Beat propone una narrazione diversa, fondata sulla valorizzazione delle differenze e sul protagonismo delle nuove generazioni.

A salutare i giovani musicistic’era Carlotta Salerno, assessora alle Politiche giovanili e Rigenerazione urbana della Città di Torino, che ha detto: “Abbiamo ascoltato esibirsi giovani musicisti e musiciste di qualità elevata, al pari di un’orchestra professionale. L’associazione Estemporanea con Barriera Beat ha realizzato un progetto che incide concretamente nella vita delle ragazze e dei ragazzi di Barriera, per questo come politiche giovanili abbiamo voluto sostenere l’iniziativa, con l’obiettivo di coinvolgere l’orchestra anche in occasioni future”.

Oltre alla dimensione artistica, l’orchestra costruisce un vero percorso educativo continuativo: i giovani partecipanti seguono lezioni settimanali durante tutto l’anno, lavorano nelle prove d’insieme e prendono parte a concerti e spettacoli, sviluppando competenze musicali, relazionali e personali. L’inclusione è una pratica quotidiana, sostenuta anche dalla presenza di docenti specializzati e da strumenti musicali messi a disposizione delle famiglie, per garantire a tutti l’accesso a un’esperienza stabile di formazione e aggregazione per il quartiere.

L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato da Estemporanea, realtà attiva da dieci anni sul territorio e animatrice de La Boule, spazio culturale ricavato dalla riqualificazione di un’ex sala scommesse. Il debutto ufficiale di Barriera Beat avverrà nelle prossime settimane al Festival Contaminazioni di Frabosa Soprana, dove i giovani musicisti saliranno sul palco insieme a partecipanti provenienti da altre realtà orchestrali giovanili.

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