Ottanta arpe insieme costruiscono un unico suono, un gesto collettivo in cui si ricostruisce il percorso del metodo Suzuki in Italia. Nell’ambito delle celebrazioni per il 50⁰ anniversario, la Stefano Tempia propone “Ottanta arpe, una voce”, concerto dedicato a Gabriella Bosio, figura centrale del metodo Suzuki applicato all’arpa. Sabato 2 maggio, alle ore 18, presso l’Auditorium Santo Volto di Torino, si incontrano allievi e musicisti di livelli diversi, riuniti in un unico organico. Il programma tiene insieme pratica, didattica e repertorio, sviluppandosi come un viaggio musicale fluido e variegato: danze e fantasie, canti della tradizione irlandese, gallese, sudamericana e italiana, fino a celebri pagine del repertorio operistico. Una selezione dhe riflette il lavoro nelle classi e la sua trasmissione nel tempo.
L’incontro con il metodo Suzuki, attraverso Lee Robert e Antonio Mosca, orienta il percorso di Gabriella Bosio verso una direzione all’epoca poco esplorata, quella di introdurre l’arpa in un sistema educativo fi dato sull’ascolto e sulla continuità dell’apprendimento. A Torino nasce così la prima classe di Arpa Suzuki, destinata ad estendersi progressivamente anche fuori dall’Italia. Accanto alla didattica, l’insegnamento del Conservatorio e il lavoro sulla musica d’insieme segnano in modo duraturo il suo percorso. L’Ensemble Trilli e Glissée, prima orchestra composta esclusivamente da arpe, attiva da oltre trent’anni, rappresenta uno dei principali esiti di questa ricerca. Da questa esperienza, prende forma l’European Suzuki Harp Ensemble, oggi protagonista del concerto. Un progetto che riunisce studenti e insegnanti di diversi Paesi, mantenendo al centro il lavoro collettivo. Il repertorio intreccia arrangiamenti di Flavio Gatti e Gabriella Bosio con musiche tradizionali classiche, affidate a formazioni che affiancano principianti a musicisti esperti. Sarà un’occasione per evidenziare il ruolo di Torino, della scuola Suzuki e della collaborazione con l’Accademia Stefano Tempia nel sostenere la formazione musicale.
Lo European Suzuki Harp Ensemble è stato formato nel 1999 e ha debuttato al Simposio Europeo dell’Arpa di Perugia, riunendo studenti e insegnanti di diversi Paesi, esibendosi in festival, convegni e stagioni concertistiche. Fin dall’inizio si distingue per la qualità artistica delle sue esecuzioni, l’eleganza interpretativa, la sua gioia autentica di fare musica che i suoi membri riescono a trasmettere al pubblico. Il repertorio attraversa la musica classica e la tradizione popolare con adattamenti pensati per diversi livelli di formazione. La formalizzazione stabile dell’Ensemble rappresenta anche un riconoscimento al lavoro di Gabriella Bosio.
Info: sabato 2 maggio, ore 18, Auditorium Santo Volto, via Val della Torre 11, Torino, European Suzuki Harp Ensemble “Ottanta arpe, una voce” – omaggio a Gabriella Bosio. Tiziana Loi direttore, musiche di P. Beauchant, G.F. Händle, J. Hoffenbach, G. Verdi e altri.
Concerto in collaborazione con l’Accademia Suzuki Talent Center – biglietti: intero 15 euro – Ridotto 10 euro – www.stefanotempia.it – info@stefanotempia.it
Mara Martellotta
Festival (a tutto giovani) “dove musica, parole, creatività e comunità” si intrecciano che é un piacere
Venerdì 1 e sabato 2 maggio
Chieri (Torino)
E’ stato definito come Festival “dove musica, parole, creatività e comunità si incontrano e si contaminano”. Per il secondo anno consecutivo, i prossimi venerdì 1 e sabato 2 maggio, torna al “Parco PA.T.CH.”, in piazza Caselli, a Chieri, “Intrecci”, che per questa seconda edizione è stato intitolato “Intrecci 2 – Patch-ami-ancora” e che in agenda promette un amplissimo programma fatto di concerti live, mercatini artigianali e vintage, talk, laboratori ed attività per tutte le età, senza dimenticare food e drink.
“Intrecci Festival” si inserisce all’interno del progetto “Giovani intrecci” della “Fondazione della Comunità Chierese ETS”, sostenuta da “Compagnia di San Paolo”. L’evento nasce nel 2025 dal volere delle Associazioni e Gruppi giovanili del Chierese e, nella sua seconda edizione, è supportato dalla co-progettazione tra la “Fondazione” e il “Comune di Chieri” (con un contributo di circa 3800 euro). “Il Festival – dichiara l’assessora chierese alle ‘Politiche Giovanili’, Vittoria Moglia – è frutto del coinvolgimento di tante realtà del territorio che hanno contribuito a costruire un programma vario e articolato, che ha come tematica-guida quella del ‘lavoro’ ma che si propone anche come uno ‘spazio di svago, divertimento e decompressione’, dove sono i giovani ad essere protagonisti. Inoltre, sarà anche l’occasione per inaugurare, sabato 2 maggio, l’opera di ‘street art’ di Arianna Martucci sulle pareti laterali dello ‘skatepark’”. E aggiunge il presidente Riccardo Civera: “Nel corso del 2025 la scelta strategica della ‘Fondazione della Comunità Chierese ETS’ è stata di investire in azioni rivolte al mondo giovanile. In questo progetto abbiamo voluto condividere le nostre competenze con le associazioni giovanili che avevano bisogno di un supporto organizzativo ed economico”.
Un’alleanza sul piano organizzativo ed esperienziale di sicuro effetto. E dai brillanti risultati. A testimoniarlo proprio questa festosa “due giorni”, in larga parte dedicata dalla Città al mondo giovanile locale. Ma non solo.
In sintesi, il programma
I cancelli di “Parco PA.T.CH.” apriranno venerdì 1 maggio, alle 12. Fino alle 20 sarà possibile apprezzare i “Mercatini” e le varie “Attività” delle Associazioni. Nel pomeriggio talk a tema “Tratta e Sfruttamento” e “Salute mentale”. Dalle 20,30 “Cabaret” e “Musica live”. In scena l’attore Xhuliano Dule, radici albanesi e una delle voci più originali e taglienti dell’attuale “Stand-up Comedy” italiana. Dalle 21,30, grande “musica live” con Energia Stella Sofia, tra le voci più “taglienti e necessarie” del nuovo cantautorato torinese, capace di trasformare la “canzone” in uno spazio di “critica sociale” in grado di affrontare con grande coraggio i nodi più complessi ed irrisolti dell’attualità. A seguire, ecco arrivare (22,30) i “Melancholia”, trio umbro di Foligno impostosi all’attenzione del grande pubblico grazie a “X Factor 2020”, con una musica che è un mix di “audace ed oscuro” di elettronica, dark-pop e rap, con forti influenze “rock ed alternative”.
Sabato 2 maggio, il via sempre alle 12, con i “Mercatini”, le “Attività” associative e dibattiti su “Donne e lavoro” (ore 14,30) e “Rider e Sfruttamento” (ore 16). Alle 17,30, inaugurazione dell’opera partecipata di “street art” realizzata da Arianna Martucci, in collaborazione con i partecipanti al percorso “Skat.Paint.Care.Repeat”, in base al nuovo Regolamento comunale per l’accesso e l’uso dello skatepark del “Pa.T.Ch”.
Ore 20, inizio musica live. Sul palco Neno (“uno dei talenti più cristallini e versatili del nuovo “pop” piemontese, capace di muoversi con estrema naturalezza tra la canzone d’autore classica e le sonorità contemporanee dell’‘urban-pop’”) e, a seguire (ore 21) il Gruppo rock bresciano dei “Cara Calma”, per chiudere (ore 22,30) con la “Funky Club Orchestra”, anima pulsante della “scena black” torinese.
Per ulteriori info: Comune di Chieri, tel.011/94281 o www.comune.chieri.to.it
g.m.
Nelle foto: Parco “PA.T.CH.” a Chieri; Arianna Martucci; “Funky Club Orchestra”
Tra gli appuntamenti più attesi del 30⁰ Valsusa Filmfest, edizione dedicata a Fabrizio De André, è in programma al teatro Magnetto di Almese l’incontro con Mauro Pagani, figura centrale della musica italiana contemporanea, produttore, polistrumentista e compositore. È sicuramente uno dei musicisti più importanti dagli anni Settanta a oggi, protagonista di un incontro nel segno del sodalizio con Fabrizio De André, in questa edizione a lui dedicata. Nel corso della serata, condotta dal giornalista Enrico De Regibus, Pagani dialogherà con il pubblico, ripercorrendo le tappe della propria carriera e il sodalizio artistico con Fabrizio De André, di cui divenne uno tra i più stretti collaboratori, contribuendo alla realizzazione di opere che hanno segnato profondamente la musica italiana. Verrà anche presentato il documentario dal titolo “Andando dove non so. Mauro Pagani, una vita da fuggiasco” della regista Cristiana Mainardi, vincitore del Nastro d’Argento 2026 per il Miglior Documentario nella Sezione Speciale “Musica”. Il film prende avvio da un momento delicato della vita dell’artista, una temporanea perdita di memoria, da cui si sviluppa un percorso di ricostruzione della propria identità attraverso la musica, gli strumenti e il confronto con amici e colleghi. Ad emergere è un ritratto originale e intimo che vuole restituire un racconto schietto e poetico, profondo e divertente al tempo stesso, costruito attraverso frammenti di memoria e capace di riflettere sui concetti di identità, memoria e creazione artistica. Il documentario non riguarda soltanto Pagani, ma raccoglie le testimonianze di alcuni tra I maggiori protagonisti della musica italiana contemporanea, tra questi Dori Ghezzi, Ornella Vanoni, Manuel Agnelli, Luciano Ligabue, Mahmood, Marco Mengoni, Arisa, Giuliano Sangiorgi e Badara Seck, oltre alla compagna di vita e lavoro, Silvia Posa, contribuendo a costruire una narrazione corale capace di attraversare linguaggi musicali e generazionali diversi.
La carriera di Mauro Pagani ha avuto inizio nei primi anni Sessanta, con la fondazione della Premiata Forneria Marconi, formazione con cui avrebbe ottenuto un grande riconoscimento internazionale. Nel corso degli anni, sviluppò un percorso artistico articolato che lo portò a collaborare con alcuni tra i più importanti artisti italiani, divenendo produttore e arrangiatore, firmando colonne sonore per il cinema. In questo percorso risulta centrale il lavoro con Fabrizio De André, con il quale dà vita a progetti musicali di grande rilievo, frutti di una ricerca approfondita. La regista Cristiana Mainardi è al suo esordio nel campo della regia proprio con questo documentario, dopo lunga esperienza nel mondo del cinema e della comunicazione. Giornalista professionista, sceneggiatrice e produttrice, la Mainardi ha sviluppato nel corso degli anni una carriera che ha intrecciato narrazione, impegno civile e attenzione ai temi sociali. Per numerosi anni ha lavorato a progetti cinematografici collaborando, con registi come Silgio Soldini e Marco Tullio Giordana.
“Un altro domani” è il titolo del documentario incentrato sulla violenza nelle relazioni, con cui ha dato vita a un progetto di ricerca e indagine che ha avuto circolazione nelle scuole e enelle università, oltre a ottenere un seguito televisivo significativo.
“Questo evento rappresenta un’occasione speciale per approfondire, attraverso la vice diretta di uno dei protagonisti, un’esperienza artistica e umana che ha segnato la storia della musica italiana recente – hanno dichiarato gli organizzatori del Valsusa Filmfest”
La 30esima edizione del Valsusa Filmfest si svolge fino al 24 maggio nei Comuni della Valle di Susa e a Torino, coinvolgendo scuole, associazioni, enti locali e una fitta rete di realtà sul territorio. Tra gli appuntamenti risultano la serata del 22 maggio al teatro Fassino di Avigliana “La vice dell’anima sarda – ricordo di Andrea Parodi”, curata e condotta da Enrico De Regibus, con i Tazenda, Elena Ledda e Mauro Palmas. Tra i momenti significativi dell’edizione vi saranno i Premi “Bruno Carli”, l’incontro dedicato a Mario Soldati, le proposte per le scuole, le mostre dedicate al cinema e alla memoria civile.
Martedì 28 aprile, ore 21, teatro Magnetto di via Avigliana 17, Almese. Ingresso: 7 euro – prenotazione a segreteria@valsusafilmfest.it
Info sul sito www.valsusafilmfest.it
Mara Martellotta
Centinaia di agricoltori del Torinese hanno partecipato alla manifestazione al valico del Brennero organizzata da Coldiretti, con pullman da tutta Italia, per protestare contro i falsi prodotti alimentari italiani. Gli agricoltori di Coldiretti, insieme alle forze dell’ordine e alle autorità doganali, hanno controllato alcuni TIR che trasportavano derrate alimentari in ingresso in Italia. Tra i tanti, carichi di cosce di maiale provenienti dalla Germania pronte per diventare prosciutto italiano; latte importato dalla Germania; cagliate per confezionare formaggi spacciati come italiani; confetture prodotte all’estero etichettate come italiane, frutta destinata ai distributori italiani.
Il Brennero è la porta da cui entrano sul mercato italiano molti prodotti alimentari da materie prime straniere e lavorazioni svolte all’estero. Questi possono essere poi etichettati come “italiani” anche soltanto dopo un’ultima trasformazione sostanziale come una salatura o un confezionamento sottolio.
Al Brennero, Coldiretti si è mobilitata per ottenere dall’Europa la modifica al Codice doganale che permette l’etichettatura di prodotto italiano per prodotti che di italiano non hanno nulla. Per questo l’organizzazione agricola sta chiedendo alle amministrazioni locali di sostenere questa battaglia votando specifiche mozioni.
«Martedì scorso una mozione è stata votata all’unanimità anche dal Consiglio regionale del Piemonte – ricorda il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – Ma ormai sono oltre una cinquantina i Comuni della Città metropolitana che hanno votato mozioni simili e altre saranno votate nei prossimi giorni. Una mobilitazione delle istituzioni che dimostra quanto siano sentite dai cittadini e dalle amministrazioni le ragioni a difesa del vero Made in Italy alimentare».
Al Brennero gli agricoltori si sono mobilitati anche in favore dell’etichettatura d’origine obbligatoria e contro le speculazioni sul cibo, sui carburanti e sui fertilizzanti che trovano la scusa nella guerra e nella chiusura dello Stretto di Hormuz.
Gli agricoltori sono stati presenti al Brennero anche dopo lunghi viaggi da tutti i Comuni della provincia di Torino e proprio nel periodo dell’anno dove è massimo l’impegno lavorativo nei campi.
«Una mobilitazione straordinaria, quella degli agricoltori torinesi insieme ai colleghi di tutta Italia, – aggiunge il direttore di Coldiretti Torino, Carlo Loffreda – che dimostra quanto le nostre aziende, sentano sulla propria pelle il peso della concorrenza sleale che deprezza i nostri prodotti di qualità soltanto perché importati da Paesi dove l’agricoltura non ha le stesse norme a tutela della salute e dei diritti dei lavoratori che devono rispettare gli agricoltori italiani».
Al Brennero, gli agricoltori hanno anche salutato la recente approvazione da parte del Parlamento della legge a cui ha lavorato il torinese Giancarlo Caselli da presidente dell’Osservatorio agromafie di Coldiretti.![]()
«La battaglia degli agricoltori per la trasparenza e il giusto compenso per il proprio lavoro – conclude Bruno Mecca Cici – È in difesa del nostro lavoro e del futuro delle nostre aziende ma anche una mobilitazione a sostegno della salute alimentare e della sicurezza dei consumatori».
La Coldiretti, in mobilitazione oggi al Brennero con diecimila agricoltori provenienti da tutte le regioni e province d’Italia, Asti inclusa, a seguito della presidente Monica Monticone e del direttore Giovanni Rosso, accanto al presidente nazionale Ettore Prandini e al segretario generale Vincenzo Gesmundo. Secondo l’analisi della Coldiretti, gli agricoltori potrebbero recuperare almeno 20 miliardi di euro se venisse modificata la norma sull’ultima trasformazione sostanziale dell’attuale codice doganale che, in questa fase di difficoltà, potrebbe mitigare l’effetto rincaro dei costi di produzione e combattere gli aumenti dei prezzi al consumo. In seguito alla guerra in Iran, l’energia, il gasolio e i concimi sono andati alle stelle, e risulta complicato anche l’approvvigionamento. Sono a rischio semine e produzioni alimentari e l’incremento di alimenti ultratrasformati.
“Con il Brennero – dichiara il segretario generale Vincenzo Gesmundo – prosegue un percorso di mobilitazione volto a rivendicare un cambiamento non più rinviabile. Al centro c’è la madre di tutte le battaglie sindacali: la revisione della normativa sull’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale, un meccanismo che penalizza il lavoro agricolo nazionale e altera profondamente la trasparenza del mercato. Questa distorsione indebolisce il sistema produttivo e inganna i consumatori. Si tratta di una battaglia per l’origine che è da sempre stata una priorità sindacale per Coldiretti, che pochi giorni fa ha ottenuto un risultato storico, con l’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla Legge Caselli, giunta per affermare e rafforzare la lotta alle agromafie e garantire trasparenza e chiarezza lungo tutta la filiera”.
“L’agroalimentare costituisce una filiera strategica per il Paese, che va da 707 miliardi di euro garantisce 4 milioni di posti di lavoro – sottolinea il presidente nazionale Ettore Prandini – ed è proprio per difendere questo patrimonio che siamo qui oggi. Non si tratta solo di un contributo al PIL, ma di un netto presidio economico e occupazionale sui territori, che non può più essere esposto agli effetti distorsivi del codice doganale. Oggi assistiamo a meccanismi che alterano la concorrenza, comprimono il reddito degli agricoltori e compromettono l’immagine del Made in Italy. Per questo è fondamentale rafforzare strumenti come i contratti di filiera che rappresentano una risposta concreta per garantire equità lungo tutta la catena del valore, dando stabilita alle imprese agricole e costruendo meccanismo più equilibrato con il mondo della trasformazione”.
Esperti d’arte britannici ne hanno recentemente definito l’architettura come una delle più pure reintepretazioni del Tudor dell’era vittoriana…
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