ilTorinese

Senza i cattolici non c’è il Centro

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

il Centro, o meglio “la politica di centro” per dirla con i grandi leader e statisti della Dc, nel nostro paese e per molti decenni è coinciso principalmente, se non quasi esclusivamente, con la presenza e l’impegno politico dei cattolici. E quando parlo dei cattolici non mi riferisco, come ovvio e persin scontato, ad un fatto confessionale o peggio ancora di natura clericale. Ma semmai, e al contrario, alla cultura, al pensiero, alla storia e alla tradizione del cattolicesimo democratico, popolare e sociale italiano. Certo, è questa una considerazione che nel nostro paese ha caratterizzato 50 anni di vita democratica con l’esperienza concreta, politica e di governo, della Democrazia Cristiana. Ma anche dopo il tramonto della Dc quella cultura ha contribuito, seppur in forme e modalità diverse, a giocare un ruolo importante anche se non più decisivo nella costruzione di un centro riformista e di governo e nella definizione di una vera e credibile “politica di centro”. E non è caso, del resto, se il progressivo indebolimento di un centro riformista e di governo è andato di pari passo con l’affievolirsi, e quasi sino alla scomparsa, della presenza attiva, e laica, dei cattolici nella cittadella politica italiana. Ora, è altrettanto vero che il centro nel nostro paese non si esaurisce affatto con la presenza pubblica dei cattolici. È un dato di fatto che per lunghi 50 anni la Dc ha potuto governare questo paese grazie all’appoggio e al ruolo determinante di altre culture politiche di ispirazione centrista e riformista: da quella repubblicana a quella liberale, da quella socialdemocratica ad alcune componenti della galassia socialista. Ma è di tutta evidenza, comunque sia e al di là della storia democratica del nostro paese, che il centro è sostanzialmente coinciso con la cultura e il pensiero del cattolicesimo politico italiano. E la controprova migliore arriva dagli stessi storici detrattori dell’esperienza della Dc quando evidenziano oggi, in modo quasi ossessivo riferendosi alle vicende politiche contemporanee, che il centro si è dissolto dopo la scomparsa della Dc e della sua qualificata classe dirigente e anche dopo il sostanziale fallimento di tutti quegli esperimenti politici di marca cattolica che sono stati messi in campo dopo il blasonato “partito cattolico”. Ecco perchè, e in vista delle elezioni del 2027, si può riparlare seriamente di centro e di “politica di centro” solo se la storica cultura che ha ispirato e caratterizzato quella presenza politica ritorna ad avere un ruolo nelle dinamiche concrete della politica italiana. Certo, molto dipende dalla volontà, dal coraggio e dall’intelligenza degli esponenti della cultura cattolica più sensibili alla dimensione politica ma, al contempo, non ci si può non rendere conto che, senza un centro visibile e protagonista, la radicalizzazione della lotta politica non demorde. Ed è perfettamente inutile auspicare un “pareggio elettorale” in vista del voto del 2027 funzionale alla ricostruzione di una posizione politica “mediana” o di centro. E questo perchè lo scenario elettorale del “pareggio” è solo e soltanto funzionale ad una nuova stagione consociativa dominata dalle opposte derive del trasformismo politico da un lato e dall’opportunismo parlamentare dall’altro. Dunque, il centro e una politica di centro si riscoprono e si rilanciano solo attraverso le armi della politica e della cultura politica. E, sotto questo versante, ancora una volta il pensiero e la tradizione del cattolicesimo politico italiano saranno decisivi e determinanti.

 Le Rosine per il Salone OFF: Zuleika Iegiani, “Chiamata alla bellezza”

Nell’ambito degli eventi del Salone OFF,  martedì 12 maggio alle ore 21, presso il Polo artistico e culturale delle Rosine, in via Plana 8/C, si terrà  la pièce teatrale dal titolo “Chiamata alla bellezza”, interpretata da Zuleika Iegiani.
L’ingresso è  a offerta libera a sostegno delle opere sociali della Fondazione Istituto Le Rosine.
Lo spettacolo si pone la domanda se riusciamo ancora a fermarci abbastanza a lungo da vedere davvero la bellezza che ci circonda.
Si tratta di una pièce teatrale che rompe le distanze e chiama direttamente in causa lo spettatore che diventa egli stesso protagonista. La scena si espande oltre il palco e diventa momento di incontro durante il quale l’attrice dialoga con il pubblico, lo ascolta e talvolta lo provoca.
“Chiamata alla bellezza” nasce come un libro e prende vita sul palcoscenico trasformandosi in un’esperienza viva, profondamente umana, capace di intrecciare ironia e poesia, leggerezza e stupore, senza offrire alcuna risposta preconfezionata.
Al centro vi è  un invito chiaro, quello di aprire gli occhi, di ascoltare e lasciarsi sorprendere, perché la bellezza non urla e non si impone, ma si rivela nei dettagli, nei momenti inattesi, nei gesti quotidiani.
La pièce teatrale rappresenta un’esperienza capace di emozionare e divertire, lasciando nello spettatore una traccia che va oltre le parole. Un atto teatrale che diventa occasione di scoperta e riflessione.

Mara  Martellotta

La Madonna a Ranverso 

Domenica 10 maggio, ore 15

 

Per la Festa della Mamma una visita guidata sulle tracce della rappresentazione della Madonna negli affreschi della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

 

 

La figura della Madonna attraversa e unisce l’intero ciclo figurativo della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso (TO): un racconto per immagini che, dall’Annunciazione alla Natività fino alla morte della Vergine, restituisce una delle narrazioni più articolate e stratificate del Piemonte tardomedievale.

In occasione della Festa della Mamma, è in programma domenica 10 maggio un approfondimento dedicato alla rappresentazione mariana all’interno del complesso, dove pittura, devozione e committenza si intrecciano in un percorso visivo di forte coerenza. Il ciclo di affreschi, attribuito in larga parte a Giacomo Jaquerio e alla sua bottega, sviluppa una sequenza narrativa che accompagna il visitatore lungo i momenti centrali della vita della Vergine. Dall’Annunciata, colta in una dimensione intima e sospesa, alla scena della Natività, fino alla Dormitio Virginis, emerge un linguaggio pittorico capace di coniugare attenzione al dettaglio, costruzione dello spazio e intensità espressiva. Non si tratta di un episodio isolato, ma di un progetto iconografico unitario che riflette la funzione della Precettoria come luogo di assistenza e spiritualità legato all’ordine ospedaliero antoniano. La figura della Madonna assume qui un ruolo centrale: modello di intercessione e presenza costante all’interno di un contesto segnato da cura e accoglienza.

 

INFO

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

Località Sant’Antonio di Ranverso, Buttigliera Alta (TO)

Domenica 10 maggio 2026, ore 15

La Madonna a Ranverso

Costo visita: 5 euro, oltre il prezzo del biglietto

Biglietti: intero 5 euro, ridotto 4 euro

Hanno diritto alla riduzione: minori di 18 anni, over 65, gruppi min. 15 persone

Fino a 6 anni e possessori di Abbonamento Musei: biglietto ingresso gratuito

È indispensabile la prenotazione entro il giorno precedente.

Info e prenotazioni (dal mercoledì alla domenica):

011 6200603 ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it

www.ordinemauriziano.it

Riprende a Ivrea il corso di Paracanoa in collaborazione con SpecialMente

È stata rinnovata anche per il 2026 la collaborazione tra Ivrea Canoa Club e l’associazione SpecialMente.

Nelle scorse settimane ha preso il via il corso di Paracanoa, a cui hanno aderito con entusiasmo ragazzi con diversi tipi di disabilità intellettiva pronti a mettersi in gioco, sotto la guida attenta di tecnici qualificati. Per gli atleti para sono in programma nel corso dell’anno due gare di canoa e una di rafting, ampliando ulteriormente il calendario agonistico rispetto agli anni passati in modo da essere in linea con l’interesse crescente verso questo settore.

Il Club pone grande fiducia in queste attività, esempio virtuoso di sport come mezzo di inclusione. Questa collaborazione, già in campo da diversi anni, è un ulteriore motore di crescita per la nostra società, che promuove gli sport della pagaia a favore di tutti.

Film si’, film no

Un tempo capitava soprattutto al cinema, ora per lo più nella programmazione televisiva: ci sono sempre stati film di serie A e di serie B, a seconda di quale fosse il regista, quali gli attori, la trama, e così via.

Pensate solo a registi additati dal pubblico come straordinari (Fellini, ad esempio) che hanno diretto film che, a distanza di decenni, alcuni ancora faticano a comprendere, oppure altri come Salvatores, additato dai radical chic come neanche meritevole di menzione.

È palese che, nel cinema come a teatro, nella letteratura o in qualsiasi altra arte, non esistano né la perfezione, né un podio misurabile con unicità di misura.

Io, fin da bambino, ho pensato che il cinema migliore fosse quello che piaceva a me; considerando che i miei genitori mi portarono al cinema 2 volte in 12 anni (“Gli aristogatti” e “2001 Odissea nello spazio”) va da sé che la mia cultura cinematografica si sia formata in televisione, sia con film che con sceneggiati, con film per la TV come con telefilm della TV per ragazzi.

Fu così che apprezzai il Pinocchio di Comencini, La cittadella di A.G.Majano, i vari La donna di… del Tenente Sheridan, piuttosto che Sandokan, Lungo il fiume e sull’acqua, A come Andromeda, I racconti di Padre Brown e chi più ne ha più ne metta.

Al di là della considerazione quasi unanime che allora i prodotti televisivi fossero notevolmente migliori, qualitativamente parlando, posso dire che da subito mi formai un’idea ben precisa: mi piacevano, dove il “mi piace” esprime un concetto personalissimo.

Nel corso dei decenni, frequentando amici diversi per età, etnia, cultura, gusti e quant’altro, è rimasta però in me una considerazione concreta: non esiste il bello in assoluto, l’interessante “a prescindere” ma esiste ciò che piace a me, ciò che piace a molti, fossero anche tutti per una volta, ma ciò non ci autorizza a tacciare di cattivo gusto coloro ai quali piace o non piace una produzione, quanti amano film leggeri contro quelli che amano il cinema impegnato.

Chi abbia visto Il secondo tragico Fantozzi ricorderà la proiezione della corazzata Kotiomkin che per il nobile Guidobaldo Maria Riccardelli risulta essere un capolavoro assoluto mentre per Fantozzi e colleghi è “[..] una cagata pazzesca”.

Cosa deduciamo da ciò? Semplicemente che spesso, troppo spesso, la convergenza di gusti circa un prodotto cinematografico è solo frutto del marketing, del battage pubblicitario che fa da contorno ad ogni film; senza considerare che anche i premi Oscar contribuiscono ad esaltare o demolire un film, indipendentemente da altri fattori.

Sarebbe sicuramente il caso, anzi lo è, di cominciare a ragionare con la propria testa, secondo le emozioni che ognuno prova durante la proiezione, non prima leggendo la critica né dopo, ascoltando chi sia già andato a vedere il film.

Sarebbe sicuramente ora che imparassimo a farci un’idea propria di ciò che un evento, una storia, un accadimento generano in noi, senza volerci a tutti i costi uniformare al pensiero dominante o a chi ha deciso, col nostro tacito consenso, di decidere per noi.

Anche perché rischiamo, appena il pensiero dominante cambierà direzione, di fare la figura di chi non è riuscito a cambiare bandiera in tempo utile.

Sergio Motta

Primavera del Castellinaldo Barbera d’Alba


CASTELLINALDO D’ALBA – Piazza Castello
Domenica 17 maggio 2026 dalle ore 15:00
Le cantine protagoniste e Il menù della cena
Domenica 17 maggio a Castellinaldo d’Alba la terza edizione di Primavera del Castellinaldo Barbera d’Alba. L’appuntamento che intende valorizzare una delle espressioni più identitarie della Barbera d’Alba, legata in modo profondo al territorio di Castellinaldo d’Alba e al lavoro delle sue cantine.
Il cuore dell’evento per il pubblico sarà domenica 17 maggio, orario 15-19, quando il centro del paese e in particolare Piazza Castelloaccoglieranno un pomeriggio di degustazione dedicato a enoappassionati, winelovers e consumatori.
Il banco d’assaggio sarà con la presenza diretta delle cantine, vero elemento distintivo dell’iniziativa. Saranno infatti i produttori a raccontare personalmente i vini, il lavoro in vigna e in cantina, le scelte stilistiche e l’identità di un territorio che nel tempo ha costruito una fisionomia precisa all’interno della denominazione Barbera d’Alba.
Partecipano al banco d’assaggio circa 20 cantine dell’Associazione Vinaioli del Castellinaldo, che proporranno in degustazione:
  • il Castellinaldo Barbera d’Alba, vino protagonista dell’evento;
  • un secondo vino da vitigno Arneis, espressione ulteriore del patrimonio produttivo locale.
Ecco l’elenco delle cantine presenti Allerino Giovanni – Castellinaldo d’Alba
Az. Agr. Cravanzola – Castellinaldo d’Alba
Az. Agr. Margherita s.s. – Castellinaldo d’AlbaAz. Agr. Sottero Silvana – Castellinaldo d’Alba
Baudevin – Castellinaldo d’Alba
Cantina del Nebbiolo – Vezza d’Alba
Cascina Chicco – Canale
Cascina del Pozzo – Castellinaldo d’Alba
Cascina Goregn – Castagnito
Ferrero Fabrizio – Castellinaldo d’Alba
La Granera – Castellinaldo d’Alba
Marchisio Family Organic Estate – Castellinaldo d’Alba
Marsaglia – Castellinaldo d’Alba
Massucco F.lli – Castagnito
Morra Stefanino – Castellinaldo d’Alba
Teo Costa – Castellinaldo d’Alba
Tonino Marchisio – Castellinaldo d’Alba
L’accesso al banco d’assaggio sarà possibile con ticket di ingresso di euro 10,00 (degustazioni illimitate, non regolate da ticket), una formula pensata per rendere l’evento accessibile e al tempo stesso qualificato, favorendo l’incontro fra pubblico e aziende in un contesto ordinato, accogliente e ricco di contenuti. E’ previsto con l’acquisto della degustazione un piattino di prodotti tipici di accompagno con Gorgonzola e salumi.
E’ previsto alle ore 15 un breve momento inaugurale dell’evento.
La giornata si concluderà con la Cena dei Produttori, in programma indicativamente dalle ore 19.30, pensata come momento conviviale e conclusivo dell’evento.
La cena sarà realizzata su prenotazione, a cura di Coj – More than food con un percorso gastronomico in abbinamento ai vini delle aziende partecipanti.
Ecco il menù:Giro di Antipasti Barotto
Battuta di Fassona, Insalata di Galletto e Verdurine, Vitello Tonnato, Giardiniera
Assaggio di Primi
Tajarin al Ragù di Salsiccia e Ravioli Ricotta e Spinaci Burro e Nocciola
Cheesecake alle Fragole
Prezzi e modalità di prenotazioni:
Degustazione dei vini e incontro con le cantine dalle ore 15:00: € 10,00 a persona
Prezzo della cena: € 35,00 a persona
Prezzo con formula cena + degustazione: € 40,00 a persona
L’Associazione Vinaioli del Castellinaldo riunisce oggi 19 cantine accomunate dall’obiettivo di promuovere e valorizzare il Castellinaldo Barbera d’Alba DOC, vino simbolo di un territorio dalla storica vocazione vitivinicola.
Il progetto prende forma all’inizio degli anni Novanta, nasce dall’impegno dei produttori associati, quando la volontà di affermare la qualità e la personalità della Barbera locale portò a identificare nel nome del borgo, Castellinaldo,
l’espressione più autentica di questo vino.
Oggi il Castellinaldo rappresenta oggi una
sottozona di particolare pregio all’interno della Barbera d’Alba DOC, legata a un areale ristretto del Roero orientale che coinvolge sette comuni.
Prodotto esclusivamente da uve Barbera in purezza, con rese contenute,  affinamento obbligatorio e una precisa disciplina produttiva,
questo vino esprime in modo distintivo il carattere del territorio grazie anche alle favorevoli condizioni pedoclimatiche e alle esposizioni dei vigneti, che ne definiscono freschezza, struttura e complessità.
Per informazioni e prenotazioni:
Go WineTel. 0173 364631Mail: stampa.eventi@gowinet.it
ALLA PROSSIMA !
LUCA GANDIN

Un bel Toro in rimonta!

Il Torino conquista una preziosa vittoria in rimonta battendo il Sassuolo 2-1 nella 36esima giornata di Serie A. Dopo un primo tempo equilibrato e combattuto, la gara si è accesa nella ripresa.
A partire meglio è stato il Sassuolo, passato in vantaggio con Thorstvedt grazie a un avvio aggressivo e ricco di intensità. I granata però non si sono arresi e, con i cambi giusti, hanno cambiato volto alla partita.
L’ingresso di Zapata ha dato più forza e qualità all’attacco del Torino. Prima è arrivato il pareggio firmato di testa da Simeone, salito a quota 11 reti stagionali, poi è stato Pedersen a completare la rimonta segnando il suo primo gol in Serie A su assist dello stesso Zapata.
Un successo importante per il Torino, capace di reagire con carattere e qualità davanti ai propri tifosi.

Enzo Grassano

La “cavalcata dei vizi” a Mombarcaro

Mombarcaro, piccolo borgo situato sulla cresta di un colle di Langa a 900 m, si trova la cappella di San Rocco, una chiesetta porticata posta lungo la strada che da Mombarcaro scende verso Niella Belbo.

Leggi l’articolo su piemonteitalia.eu:

https://www.piemonteitalia.eu/it/curiosita/la-cavalcata-dei-vizi-mombarcaro

Dall’Umbria a Torino: il 17 maggio la Marcia per la pace attraversa la città

 

La storica Marcia per la Pace Perugia-Assisi arriva a Torino in occasione del Salone Internazionale del Libro, che vede l’Umbria Regione ospite della trentottesima edizione. La “Marcia della Pace: dall’Umbria a Torino, per una cultura della nonviolenza”, si svolgerà domenica 17 maggio, con partenza alle ore 9.30 dal parco del Valentino e arrivo in piazza della Repubblica, attraversando la città lungo un percorso di circa cinque chilometri e mezzo che segue il corso dei fiumi Po e Dora, con l’obiettivo di diffondere lo spirito e i valori della marcia ideata nel 1961 dal filosofo umbro Aldo Capitini.

L’iniziativa, organizzata da Città di Torino, Città Metropolitana di Torino, Regione Umbria, Comune di Perugia, Comune di Assisi e Salone Internazionale del Libro, con il coordinamento di Tonio Dell’Olio per il Cantiere della Pace, riannoda il filo di una storia collettiva che in Umbria si ripete ogni anno, da quando, nel 1961, figure quali Italo Calvino, Giovanni Arpino e Renato Guttuso scelsero di marciare al fianco di Aldo Capitini. La stessa responsabilità intellettuale rivivrà a Torino, con l’adesione di firme autorevoli della narrativa e del giornalismo italiano quali Paola Caridi, Nicola Lagioia, Christian Raimo e Nello Scavo. La Marcia per la Pace richiama i principi fondativi della Repubblica e il dettato dell’articolo 11 della Costituzione, con cui l’Italia ripudia la guerra quale strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, per rilanciare nel presente il valore della nonviolenza e del dialogo tra i popoli.

La marcia si concluderà alle ore 11.30 in piazza della Repubblica, di fronte all’ex mercato ittico, con gli interventi istituzionali, delle associazioni, delle autrici e degli autori aderenti.

“Torino è orgogliosa di accogliere la Marcia per la Pace in occasione del Salone Internazionale del Libro, che da sempre è non solo una grande manifestazione editoriale, ma anche uno spazio pubblico di confronto, pensiero e responsabilità civile – dichiara l’assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia –. La presenza dell’Umbria come Regione ospite offre l’occasione per portare nella nostra città una tradizione fondata sui valori della pace, del dialogo e della nonviolenza. Un ringraziamento va a tutte le istituzioni e le associazioni coinvolte e naturalmente alle scrittrici e agli scrittori che, con la loro presenza, contribuiranno a rendere questo appuntamento un momento condiviso di impegno culturale e civile”.

“Siamo pronti – aggiunge la consigliera di Città metropolitana di Torino Caterina Greco, delegata alle politiche giovanili – a coinvolgere l’intero territorio metropolitano sui temi della pace e l’occasione del Salone del Libro si presenta perfetta con la presenza della Regione Umbria per far conoscere qui da noi il messaggio della marcia Perugia-Assisi. Abbiamo bisogno di essere protagonisti di messaggi di pace e di darne testimonianza concreta. Noi lo facciamo anche attraverso l’impegno diffuso del territorio del CoCoPa (comitato Comuni per la pace), che ogni anno partecipa alla Marcia in Umbria”.

“Proprio perché democratico, partecipato, inclusivo e diffuso su tutto il territorio – dichiara il segretario generale del Salone Internazionale del Libro di Torino Marco Pautasso –, il Salone Off incarna perfettamente lo spirito della marcia: una cultura che esce dai palazzi per farsi incontro, coinvolgendo scrittori, associazioni, istituzioni e cittadini in un dialogo orizzontale. È il potere trasformativo della parola che si fa cammino comune, e riafferma come la pace non sia un concetto astratto, ma una pratica di prossimità che si costruisce quotidianamente.

“La pace chiede presenza, responsabilità e scelte tangibili – ha sottolineato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti –. Per questo l’Umbria sarà a Torino, per portare nel cuore di una grande città italiana il messaggio nato dalla nostra terra, dalla lezione di Aldo Capitini e dalla Marcia Perugia-Assisi. La Marcia è un percorso fisico e morale che richiama il valore della vita, la dignità delle persone, la tutela delle popolazioni civili e il rispetto del diritto internazionale. L’Umbria porta oltre i propri confini la sua identità più autentica, quella di terra di dialogo, nonviolenza, diritti e fraternità. Torino, attraverso il Salone del Libro e la disponibilità con cui ha scelto di accogliere questo cammino, diventa il luogo simbolico in cui esperienze, culture e sensibilità diverse si incontrano e si riconoscono in un messaggio comune. È un’unione significativa tra territori che, pur con storie differenti, condividono l’idea che la pace debba tradursi in partecipazione, cultura civica e responsabilità collettiva. A nome della Regione Umbria desidero esprimere gratitudine al Comune di Torino per aver abbracciato con convinzione la nostra tradizione e per l’impegno profuso al nostro fianco nella costruzione di questo appuntamento. La pace ha bisogno di corpi in cammino, di pensiero critico, di istituzioni credibili e di testimonianze vive. Ha bisogno di persone che scelgono di non restare indifferenti. È una costruzione quotidiana che passa attraverso la difesa dei diritti, il contrasto alla criminalità organizzata, l’educazione alla cittadinanza, l’attenzione alle ferite sociali e la vicinanza alle vittime dei conflitti e alle persone più fragili. Come Regione Umbria sentiamo una responsabilità precisa, trasformare la parola pace in azione pubblica”.

Il vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori, che ha ringraziato la presidente della Regione Stefania Proietti, l’assessore al Welfare, Fabio Barcaioli, e il premio Strega Nicola Lagioia per aver insieme creato e appoggiato l’iniziativa, aggiunge: “Riteniamo che per raccontare al Salone di Torino l’identità dell’Umbria, la Marcia della Pace ideata da Aldo Capitini nel 1961 come espressione della nostra storia civile e dei nostri valori più profondi, rappresenti il vero simbolo dell’essenza profonda dell’Umbria stessa. Nell’intuizione di Capitini cultura e pensiero nonviolento procedono insieme e quando la cultura si sottrae alla responsabilità verso la pace perde la propria funzione pubblica. Per questo, mentre nel mondo si moltiplicano le chiamate alle armi, la nostra vuole essere una chiamata a unirci insieme per la pace in una città che in queste giornate di maggio si apre attraverso il Salone del libro alla cultura a 360 gradi. Ricordiamo che la lettura rende cittadini liberi e consapevoli. Cittadini liberi di camminare uniti per dire che civiltà significa altro, significa rispetto dell’altro e della vita e che la civiltà non può nascere dalla guerra”.

“In questo periodo storico segnato da guerre e troppe sofferenze, sentiamo ancora più forte il bisogno di manifestare il desiderio di pace, con tutti i mezzi a nostra disposizione – ha dichiarato il sindaco di Assisi Valter Stoppini –. Farlo insieme, camminando per lo stesso obiettivo, ha un grande significato. Assisi, città di San Francesco, città del dialogo e della pace, non può che sostenere iniziative che mettono al centro le persone e la volontà di costruire ponti umani. È bello che a questa marcia partecipino scrittrici, associazioni e tante realtà impegnate ogni giorno nel sociale e nella difesa della dignità umana. La cultura è un efficace strumento di incontro. Portare questo messaggio al Salone del Libro significa anche raccontare il volto più autentico dei luoghi del Santo patrono d’Italia, territori che credono nell’accoglienza e nella forza delle comunità. Ringrazio chi sta lavorando a questa iniziativa e tutte le persone che sceglieranno di esserci”.

 

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