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Un tir e un’auto (Citroën C1) le vetture rimaste coinvolte nell’incidente stradale nella prima mattinata di oggi sulla Torino-Milano, in direzione del capoluogo e nei pressi dello svincolo di Settimo Torinese.
I soccorsi del 118 Azienda Zero sono giunti immediatamente e hanno trasportato un ferito all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino. Le sue condizioni non sono gravi. Sul posto sono accorsi anche i vigili del fuoco del distaccamento di Torino Stura per estrarlo dall’abitacolo e mettere in sicurezza i veicoli. Sono in corso i rilievi per ricostruire la dinamica dell’accaduto da parte della polizia stradale di Torino-Settimo e di Novara, mentre la viabilità è stata gestita dagli ausiliari della Satap. Inevitabili le ripercussioni al traffico, con lunghe code anche sul raccordo della Falchera e sulla tangenziale nord.
VI.G
Questa frase, nata nel Ventennio a opera del Governo fascista, rendeva l’idea di quale fosse il clima politico dell’epoca: una frase detta alla persona sbagliata, un concetto espresso in modo errato poteva costare molto caro all’autore.
Intanto venivi subito additato come nemico, come comunista, come rivoluzionario e, per quel motivo, ti veniva negata una serie di cose.
Oggi che, pur vivendo in una democrazia respiriamo un clima politico sempre più rovente, complice la moderna tecnologia il nemico non solo ti ascolta (smartphone, PC e assistenti vocali intelligenti) ma ti legge (social). La stupidaggine della gente, poi, fa il resto.
Sui social quando scriviamo peste e corna di quel leader di partito o di quella formazione politica, il nostro post viene letto da tutti, anche da nostri conoscenti di tendenze politiche opposte e, se non abbiamo limitato la privacy agli amici, anche da tutti quelli che non conosciamo.
Gli assistenti vocali (per intenderci quelli a cui diciamo “XYZ, accendi la luce” oppure “ABC, che tempo farò domani?” sono sempre collegati con la centrale (ad esempio un famoso sito di e-commerce) e sentono tutto quello che diciamo, anche tra congiunti, amici, ecc.
Provate a parlare di una località che vorreste visitare, anche la più insolita o remota e, nel giro di 2-3 giorni, sui vostri profili arriveranno proposte di viaggio inerenti quel luogo. Oppure confidate agli amici che vorreste sapere cosa fa il vostro partner in vostra assenza e vi comparirà la pubblicità di un’agenzia investigativa o, comunque, siti dove si parla di infedeltà o di diritto alla privacy.
Fin qui, a parte il disturbo, nessun problema perché le mie idee restano mie, non sono obbligato a recarmi in viaggio dove i social mi propongono e tutto va bene, al di là del fastidio di sentirsi spiati.
Il vero problema nasce quando quelle notizie vengono inoltrate in qualche centrale di potere che seleziona Caino e Abele fra i bravi o i cattivi, a seconda della loro fede politica; hai detto una certa frase, hai espresso un certo concetto, hai insultato Tizio o Caio, per cui vieni messo nella black list oppure non sarai inserito in un certo elenco di “buoni”.
Sembra fantascienza ma non lo è: i servizi di intelligence di tutto il mondo utilizzano (anche) questo sistema per valutare terroristi, anarchici, evasori, ecc. Se vi dichiarate nullatenenti ma pubblicate le foto su isole tropicali, magari in barca, qualche controllino anche remoto dall’Agenzia delle Entrate lo subirete di sicuro.
Con questo non voglio castrare la facoltà di nessuno di rendere note le proprie idee o di commentare secondo il proprio punto di vista una notizia o una legge, ma sappiate che dovete assumervene le conseguenze.
Anni fa una mia conoscente, di idee anticlericali e, comunque, acattolica fece domanda di assunzione in un Ente religioso cattolico come insegnante. Al momento del colloquio le fu fatto notare che erano note le sue idee e che, di conseguenza, non era la persona adatta a ricoprire quell’incarico. Giustissimo diritto del datore di lavoro, coerenza del candidato non pervenuta.
Il mio non vuole essere un consiglio a non agire, né tantomeno a mentire per ottenere qualcosa che altrimenti non otterremmo: vuole essere un richiamo all’attenzione, perché “verba volant, scripta manent” e anche se un post lo cancelliamo, gli screenshot rimangono sempre a futura memoria.
Evitiamo di parlare di argomenti a rischio se abbiamo in casa il grande fratello (quello di Orwell, non la trasmissione TV) che accende la luce al posto nostro (sentono anche quali film guardiamo, quali TG preferiamo e se mettiamo un DVD porno) perché a noi sarà difficile capire come qualcuno abbia ottenuto certe informazioni su di noi, ma quel qualcuno sa benissimo come e dove se le sia procurate.
È solo questione di abitudine e di tornare alla buona, vecchia riservatezza (di cui i piemontesi, seppure sempre più rari, erano maestri) e affrontare alcuni argomenti al parco, passeggiando con gli amici in centro, in intimità in casa spegnendo le orecchie elettroniche.
Provare per credere.
Sergio Motta
Da lunedì 27 aprile ritornano a circolare i treni lungo la tratta Chivasso-Ivrea. Come da cronoprogramma, Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) ha concluso i lavori di riqualificazione delle stazioni ferroviarie di Montanaro e Strambino, che hanno interferito con la circolazione ferroviaria.
Il progetto rientra nel più ampio programma di efficientamento della linea ferroviaria Chivasso-Aosta secondo quanto previsto dall’Accordo di Programma Quadro Interregionale tra le Regioni Piemonte e Valle d’Aosta finalizzato a incrementare e migliorare le prestazioni dei servizi Aosta – Ivrea – Torino.
Gli interventi in progetto, per un valore economico complessivo di 13,5 milioni di euro finanziati anche con fondi PNRR, hanno portato alla realizzazione di un nuovo sottopasso pedonale collegato ai marciapiedi con scale e ascensori, in fase di attivazione, all’innalzamento delle banchine di stazione secondo i più moderni standard europei, a parcheggi e accessibilità per persone a ridotta mobilità, kiss and ride, postazioni per taxi.
Il progetto prevede, inoltre, la riqualifica degli spazi interni ed esterni dei fabbricati di stazione ed il recupero a Strambino del giardino storico che si trasformerà in area pedonale pubblica collegata al nuovo marciapiede di stazione.
I lavori, realizzati con una necessaria interruzione della circolazione ferroviaria di oltre 60 giorni, sono stati eseguiti da oltre 100 tecnici specializzati impiegati su più turni lavorativi giornalieri al fine di garantire la riapertura nei tempi previsti.
Dall’8 al 10 maggio prossimo si terrà al Mercato Centrale di Torino in piazza della Repubblica 25 il festival di Emergency contro ogni guerra, una rassegna di eventi organizzata dal gruppo volontario di Emergency Torino per dare voce a chi la guerra la vive quotidianamente, attraverso racconti, esperienze sul campo e parole di speranza.
R1pud1a/ Torino contro ogni guerra nasce dall’urgenza e dal bisogno profondo di pace che cresce nei cuori e nelle menti di chi è stanco di sentire la parola guerra riecheggiare quotidianamente. Il gruppo di volontariato di Emergency a Torino, in collaborazione con Mercato Centrale Torino, vuole dare una risposta collettiva e corale a un presente che sembra aver dimenticato il valore della vita umana.
Una delle esperienze più significative di tutta la rassegna è rappresentata dalla Peace Therapy, un percorso immersivo all’interno del sito storico delle Ghiacciaie di Mercato centrale, pensato per avvicinarsi alla guerra in modo consapevole e autentico. Si tratta di un viaggio nella devastazione psicologica e fisica apportata dai conflitti, ma anche nella forza dimostrata dalla medicina d’urgenza e dalla riabilitazione in luoghi dove ancora oggi le cure rappresentano un privilegio.
Ai talk, che comprendono testimonianze dirette di reporter e operatori di Emergency impegnati in prima linea a Gaza e in Sudan, si affiancheranno spettacoli di stand up comedy, uno spettacolo di tributo a Giorgio Gaber, un cabaret Queer, danze popolari e performance di tango professionale, oltre a spazi dedicati al benessere di tutta la famiglia.
Da oltre trenta anni Emergency opera nelle zone colpite dai conflitti, apportando cure mediche gratuite e di qualità alle vittime della guerra. Attualmente Emergency è attiva in nove Paesi nel mondo ed ha offerto assistenza a 14 milioni di persone.
Mara Martellotta
Per “Iperspazi”, la stagione 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro, a San Pietro in Vincoli andrà in scena martedì 28 e mercoledì 29 aprile, alle ore 21, la pièce teatrale “Modugno. Prima di volare”, uno spettacolo di Teatro Koreja, scritto da Angelo De Matteis, in collaborazione con Salvatore Tramacere, per la sua stessa regia.
A più di trent’anni di distanza dalla sua morte, ancora oggi è considerato uno dei padri della musica leggera italiana. Artista politico che, nel corso della sua lunga carriera, ha inciso più di 200 canzoni, interpretato una quarantina di pellicole per il grande e piccolo schermo, oltre che preso parte ad alcuni pregevoli spettacoli teatrali. Stiamo parlando dell’indimenticabile Domenico Modugno, cui il teatro leccese Koreja dedica uno spettacolo-indagine con cui far luce sulle vere origini dell’artista di Polignano a Mare, la città che gli diede i natali senza esaurire il dibattito intorno alla sua nascita. Punto di partenza della ricerca dello spettacolo “Modugno. Prima di volare” sarà l’insieme del variegato materiale composto da pubblicazioni recenti e ritagli di giornali dell’epoca, fotografie private e altrettanto preziose testimonianze orali di chi visse insieme a lui gli anni del dopoguerra in un piccolo paese del Nord Salento, lo stesso che lasciò per andare a Roma e realizzare il suo sogno di diventare attore: il tentativo di approfondire il tema legato alle sue origini, recuperando la memoria di un ben definito contesto storico e culturale nel quale, il giovane Modugno, nutrì la sua vena creativa, sarà l’elemento funzionale per rintracciare le connessioni culturali e linguistiche che hanno poi preso forma nella sconfinata produzione artistica.
Di certo prima di “Volare”, Modugno si sentiva proprio come un ragazzo di quel sud di cui con un viaggio a ritorno nel tempo, un ritorno alle radici, si delineeranno i confini tra pagine ingiallite di vecchi giornali, fotografie custodite nei cassetti di famiglia e parole di chi ha condiviso insieme a lui gli anni della giovinezza, dando forma a un’Italia che rinascita dopo la guerra.
“Molti credevano che fosse siciliano, complice una curiosa sovrapposizione culturale e linguistica-afferma il regista Salvatore Tramacere – in realtà Modugno nacque a Polignano a Mare, ma le sue vere radici affondano nel Salento, a San Pietro Vernotico, il paese della sua infanzia e della sua formazione artistica, il luogo in cui imparò ad ascoltare le storie degli anziani, il suono della parlata locale, la musica delle feste di piazza (…). Si racconta che negli anni Cinquanta Frank Sinatra si fosse interessato a una sua canzone: da lì la leggenda prese forma, il dialetto salentino, così simile a quello siciliano, e la sua voce calda e profonda, alimentarono l’equivoco che Modugno fosse nato in Sicilia. Lui non si affrettò a smentire, anzi, in un’Italia ancora divisa tra Nord e Sud, tradizione e modernità, qiepl’aura di mistero poteva solo giovargli. Ma il cuore della sua arte batteva altrove, nelle strade polverose della sua giovinezza tra gli ulivi, davanti al mare, nei suoni e nei racconti che avrebbero alimentato la sua vena creativa”.
Biglietti: intero 13 euro se acquistato online, 15 euro in cassa la sera dell’evento – ridotto 11 euro se acquistato online, 13 euro in cassa la sera dell’evento. Possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online o Satispay. Possibilità di entrare gratuitamente per alcuni under 35 grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani. Biglietti online sul sito www.fertiliterreniteatro.com
Mara Martellotta
Domenica 26 aprile
Massello (Torino)
La meta è ad un tiro di schioppo da Torino. E il traguardo, il territorio del Pinerolese, offre la possibilità di conoscere, ammirare e visitare, accanto a paesaggi e città di grande interesse e bellezza, alcune tra le più interessanti “dimore storiche” piemontesi che, domenica prossima 26 aprile, torneranno a riaprire le porte ai visitatori. Ogni dimora è un microcosmo di storie, architetture e giardini che meritano certamente una sosta dedicata, rappresentando l’occasione per una gita fuori porta o per un weekend, visto che il “Consorzio Turistico Pinerolese e Valli” (Località Mollino, 4) supporta i turisti con informazioni e pacchetti studiati su misura (info@turismopinerolese.it )
Si inizia dalla verde Bricherasio, 45 chilometri da Torino, dove la storia “si sdoppia”. Il primo passo sarà nel “Palazzo Conti di Bricherasio” (costruito tra Sei e Settecento) che si presenta come una residenza di grande eleganza, dove le sale interne riflettono il gusto di una nobiltà colta e legata alle tradizioni del luogo: qui nacque Giovanni Battista Cacherano, comandante delle truppe austro-piemontesi che il 17 luglio 1747 sconfissero i Francesi nella famosa battaglia del “Colle dell’Assietta”. A poca distanza, sempre il 26 riapre anche “Palazzo Ricca di Castelvecchio”, in cui l’atmosfera che si respira è ben diversa , più intima ma altrettanto maestosa, testimoniando la stratificazione storica di un borgo che ha sempre avuto un ruolo centrale nella vita della valle. Proseguendo, eccoci a Pinerolo, “la città più bella del Piemonte” per Edmondo De Amicis (“Alle porte d’Italia”) e storicamente riconosciuta come la “capitale” del “Principato degli Acaja” nel XIV secolo e, ancora oggi, centro nevralgico del Pinerolese. Qui si può entrare a “Cascina Losetta”, in Località Piani, inserita nella settecentesca “Tenuta del Colombretto” ed esempio perfetto di “villa-fattoria” (set cinematografico nel 2005 della fiction “Elisa di Rivombrosa”), dove il pregio architettonico si fonde con la nobile arte della gestione della terra, in un contesto rurale ancora oggi vibrante di vita. Sempre a Pinerolo, in Strada del Galoppatoio, è imperdibile l’Agriturismo – Parco Storico “Il Torrione”, antico complesso medievale diventato “residenza signorile” (“Pallacium Torrioni”) nel ‘700. Dentro si respira un’esperienza quasi magica: è un “giardino di paesaggio” dove alberi monumentali e vialetti ombrosi permettono di ritrovare la pace e la meraviglia che solo la natura, plasmata dal tempo e dall’uomo, sa regalare. Nei mesi di maggio e giugno il parco risplende della fioritura di 70 diverse varietà di ortensie. A pochi chilometri da Pinerolo e parte dell’ “Unione Montana del Pinerolese”, San Secondo di Pinerolo, ci offre la possibilità di una visita indimenticabile al “Castello di Miradolo”, appartenuto al casato dei Conti Cacherano di Bricherasio, estinta famiglia dell’antica nobiltà piemontese che vantò addirittura il titolo di “viceré dei Savoia” per alcuni suoi membri e che si distinse anche per apprezzabili attività di filantropia e mecenatismo. Dal 2008 è sede della “Fondazione Cosso” ed è oggi un “polo culturale” d’eccellenza. Circondato da un “Parco storico” di grande valore botanico, il Castello ospita attualmente la mostra “C’è oggi una fiaba”, costruita come un racconto corale in cui la fiaba classica prende forma attraverso le opere di alcuni tra i protagonisti dell’arte moderna e contemporanea, rendendolo una meta ideale sia per gli appassionati del verde sia per gli amanti dell’arte contemporanea.
Spostandoci verso la collina di Piossasco, “Casa Lajolo” è una dimora di campagna di metà Settecento con un giardino all’italiana articolato su tre livelli e proprio domenica 26, alle 16,30, si potrà scoprire questo patrimonio verde attraverso “una visita poetica”, un modo nuovo di fruire della bellezza del giardino che coniuga letture di brani e poesie con la scoperta del patrimonio botanico (iscrizioni su https://www.casalajolo.it/prenota/). A pochi chilometri, a Volvera, invece, sempre domenica 26 si potrà visitare “Palazzotto Juva”, una dimora la cui storia risale al Seicento e il cui nome è legato alla figura di Giacomo Pio Juva che, nel 1797 acquistò la cascina e i terreni. II nuovo proprietario fece costruire e restaurare la villa padronale dotandola di una “torre merlata” di ispirazione medioevale, del “campanile” con tanto di campane, ampliando il grande giardino, per destinarlo a “residenza estiva”. Ultime due tappe domenicali: Pancalieri, dove domenica 26 riapre la settecentesca “Villa Giacosa Valfré di Bronzo”, e Virle Piemonte, con il suo settecentesco “Castello Marchesi Romagnano” che domina l’abitato con la sua mole storica e le sue sale affrescate, custodi di secoli di eventi politici e mondani.
Per info: “Consorzio Turistico Pinerolese e Valli”, Massello – Località Molino 4, Torino; tel. 331/3901745 o www.turismopinerolese.it
g. m.
Nelle foto: “Parco Storico Il Torrione”, “Casa Lajolo” e “Castello Marchesi Romagnano”.
SCOPRI – TO ALLA SCOPERTA DI TORINO
Torino si lascia scoprire poco alla volta quasi con pudore come se non volesse mostrare subito tutta la propria ricchezza e questa caratteristica si riflette anche nella sua architettura che a prima vista appare composta ordinata quasi severa ma che in realtà custodisce al suo interno una sorprendente profondità di dettagli e invenzioni soprattutto nel periodo barocco quando la città si trasforma seguendo un’idea precisa di eleganza controllata senza mai cedere completamente all’eccesso visivo che invece caratterizza altre città italiane il barocco torinese infatti non urla ma sussurra non invade lo spazio ma lo misura creando un equilibrio tra pieni e vuoti tra luce e ombra che rende l’esperienza visiva più intima quasi raccolta
Un barocco che si rivela oltre le facciate
A differenza di quello romano dove le facciate sono spesso scenografiche mosse ricche di decorazioni che vogliono stupire immediatamente chi osserva a Torino si nota una scelta diversa gli edifici mantengono verso l’esterno una certa sobrietà con linee pulite e proporzioni rigorose quasi a voler rispettare un ordine urbano ben definito ma è entrando che si scopre il vero carattere di questo stile gli interni si aprono in giochi di curve cupole ardite decorazioni che sorprendono proprio perché non anticipate dall’esterno è come se la città avesse deciso di custodire la propria bellezza più intensa per chi è disposto a fermarsi ad attraversare le soglie a guardare oltre la superficie questa doppia anima crea un dialogo continuo tra apparenza e sostanza tra disciplina e libertà espressiva
Geometrie e prospettive: la firma torinese
Un altro elemento distintivo dell’architettura torinese è l’attenzione quasi matematica alla disposizione degli spazi le piazze le strade i portici tutto sembra rispondere a un disegno unitario dove ogni elemento trova il proprio posto con precisione questa visione urbanistica si lega al potere e all’idea di capitale che Torino ha rappresentato per lungo tempo ma allo stesso tempo lascia spazio a soluzioni architettoniche sorprendenti come scale che si avvolgono su se stesse giochi prospettici che guidano lo sguardo e creano illusioni di profondità il risultato è una città che non si limita a essere osservata ma che invita a essere percorsa vissuta passo dopo passo perché ogni angolo può rivelare qualcosa di inatteso
In questo equilibrio tra rigore esterno e ricchezza interna tra ordine e invenzione Torino costruisce la propria identità architettonica distinguendosi da altre realtà italiane senza bisogno di competere sul piano dello sfarzo immediato ma scegliendo piuttosto una via più silenziosa e forse proprio per questo più duratura capace di affascinare chi sa coglierne le sfumature e di lasciare un’impressione che cresce nel tempo senza esaurirsi in un solo sguardo.
NOEMI GARIANO

Nel Monferrato domenica 26 aprile, con ritrovo a Cascina Montecchio
Riparte da Ottiglio l’enotrekking nel Monferrato, con un nuovo appuntamento di “MonferVinum”, in programma domenica 26 aprile tra i vigneti e la storia di Cascina Montecchio. L’appuntamento è fissato alle ore 10 presso il cortile dell’azienda vitivinicola situato nell’omonima località ottigliese, da dove prenderà il via il tour di circa 3 km in un percorso di salite e discese collinari composte da 21 ettari di filari, che compongono il mosaico ecosistemico del paesaggio monferrino. Lungo il percorso, le già sviluppate vegetazioni foliari, nelle fresche e tipiche tonalità del germogliamento primaverile, consentiranno di distinguere le diverse ampelografie, tra Nebbiolo, Barbera e Grignolino. Lasciati i vigneti, ci si immergerà in un breve tratto di bosco in cui si potrà cogliere un po’ di refrigerio nell’opulenza vegetativa al suo risveglio. Rientrato in azienda, in abbinamento ai prodotti monferrini, verranno proposti in degustazione tre vini: il “Custode – Grignolino nel Monferrato Casalese DOC 2024”, “Carina – Barbera d’Asti DOCG”, “Posapiano – Barbera d’Asti Superiore DOCG 2023”, mentre in sottofondo scorrerà lo storytelling dei produttori.
“La stagione primaverile torna ogni anno a riservare speciali occasioni per godere del paesaggio monferrino a piccoli passi, sorseggiando i suoi vini a piccole dosi in una dimensione di pace e bellezza, a stretto contatto con la natura, e con chi, viticoltori in primis, contribuisce alla sua cura e bellezza – commenta il presidente dell’Ecomuseo, Corrado Calvo – alla Cascina Montecchio potremo immergerci nella cultura enoica monferrina, secondo una fresca interpretazione intrapresa dai giovani vignaioli Chiara e Alessandro. In ogni calice, potremo riscoprire i sentori più autentici di quel particolare terroir fatto di vitigno, suolo, esposizione, clima e lavoro dell’uomo”.
“MonferVinum” si inserisce in una giornata ricca di eventi che prevede anche la possibilità di pranzare con i piatti curati dal ristorante ‘Cicin & Barlichin”, inoltre sarà possibile godere del market di artigianato e prodotti locali e degli appuntamenti laboratoriali, organizzati per grandi e piccini, pratiche di yoga in vigna, laboratori di fermentazione selvaggia e l’aperitivo ‘agricolo’.
Telefono: 377 0962048 – cascinamontecchio@gmail.com
Info costi e prenotazioni: info@ecomuseopietracantoni.it – 348 2211219
Mara Martellotta
Al via domenica 26 aprile , al Centro Sportivo Il Podio, a Porte, la sesta edizione del torneo di calcio giovanile dedicato a squadre di atleti con disabilità intellettiva certificata
Domenica 26 aprile si svolgerà il torneo di calcio giovanile per squadre composte da giocatori e giocatrici con disabilità intellettiva certificata tradizionalmente organizzato da SKF. Si svolgerà presso il Centro sportivo Il Podio a Porte, in provincia di Torino.
Cinque i team che si confronteranno in un girone all’italiana, con finalissima per il primo e secondo posto: Accademia Sport ( Porte -TO), ASD Torino for Disable Onlus , Gli invincibili di Omegna, Insuperabili SSDRL di Torino e Ticinia Novara APS ASD.
Il girone all’italiana si svolgerà dalle ore 9.15 alle 15.40 e alle 16 è prevista la finalissima, al termine della quale saranno premiate tutte le squadre presenti. L’ingresso per assistere all’evento è libero. Attraverso lo sport, il torneo “SKF Italia Meet the World” promuove il rispetto, la lealtà, la collaborazione e il fare play, e contribuisce a creare reti di amicizia tra giocatori, associazioni e famiglie, sostenendo l’inclusione sociale. Di edizione in edizione, il torneo è cresciuto Coinvolgendo sempre più team e diventando un appuntamento atteso dalle squadre del territorio. Anche quest’anno una delle formazioni iscritte si qualifiche per rappresentare SKF Italia al GOTHIA SPECIAL OLYMPICS TROPHY, l’evento internazionale riservato a squadre aderenti all’organizzazione SPECIAL OLYMPICS, la cui 14esima edizione si svolgerà a Gotheborg dal 12 al 16 luglio 2026, nella cornice della GOTHIA CUP. Il sostegno economico di SKF ha copertura di viaggio e permanenza per giocatori e staff consentirà al team selezionato di vivere un‘esperienza indimenticabile dal punto di vista sportivo e personale, fatta di giornate ricche di novità, condivisione ed entusiasmo, che contribuiranno ad arricchire il percorso di crescita dei partecipanti.
Mara Martellotta