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Torino città dell’aerospazio: il progetto di Thales Alenia Space

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La Città di Torino si conferma come polo industriale e tecnologico di rilevanza internazionale, attraverso il consolidamento del sito di Thales Alenia Space, joint venture tra Thales e Leonardo, realtà di eccellenza nel settore aerospaziale.

Su proposta dell’assessore all’urbanistica Paolo Mazzoleni, la Giunta comunale ha approvato la richiesta, che passerà successivamente al voto del Consiglio comunale, da parte delle società Leonardo e Thales Alenia Space, di demolire e ricostruire un fabbricato produttivo dismesso localizzato nella zona nord di Torino, in Circoscrizione 4, all’interno dell’isolato compreso tra corso Francia, corso Marche, strada Antica di Collegno e il confine con il comune di Collegno, con accesso da strada Antica di Collegno 253. L’intervento conferma la volontà delle due società di rafforzare e sviluppare le attività industriali esistenti.

L’area coinvolta ha una superficie complessiva di circa 116.396 metri quadri. Il fabbricato esistente presenta una superficie complessiva di circa 5.381 metri quadri e una superficie coperta di circa 4.721 metri quadri. Il nuovo edificio in progetto mantiene una dimensione sostanzialmente analoga e superficie coperta pressoché invariata, ma si caratterizza per una maggiore altezza e una diversa configurazione volumetrica, necessarie per le specifiche attività produttive. Il progetto prevede la realizzazione di un edificio industriale ad alte prestazioni ambientali, progettato secondo criteri di sostenibilità lungo tutto il ciclo di vita e finalizzato all’ottenimento della certificazione LEED, standard internazionale per l’edilizia sostenibile.

La proposta consentirà la riqualificazione di un edificio produttivo dismesso, migliorando la qualità edilizia e ambientale di un’area industriale consolidata. Ma rafforzerà anche il ruolo di Torino come polo industriale e tecnologico di rilevanza internazionale, favorendo l’introduzione di tecnologie innovative, con ricadute positive sul posizionamento competitivo del territorio.

“Questo nuovo investimento è sicuramente una notizia positiva – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – che dimostra la crescente vocazione della nostra città come polo d’eccellenza nel settore aerospaziale, una delle leve di sviluppo del futuro. Ma è anche la conferma della crescente attrattività del nostro territorio per le imprese, per la sua capacità di offrire competenze, formazione, ricerca ma anche qualità della vita”.

“A ciò – afferma l’assessore all’Urbanistica della Città di Torino Paolo Mazzoleni – si aggiungono importanti effetti occupazionali, sia diretti sia indiretti, legati allo sviluppo delle attività produttive e dell’indotto. Inoltre il progetto presenta un elevato livello di sostenibilità ambientale, grazie alla realizzazione di un edificio ad alta efficienza energetica, contribuendo alla riduzione degli impatti ambientali e al miglioramento complessivo delle performance del sito”.

La delibera varata  dalla Giunta passerà nelle prossime sedute all’esame del Consiglio Comunale per l’approvazione definitiva.

M.O.I.C.A. Piemonte presenta “Parole che non ti ho mai detto”

Il M.O.I.C.A. Donne attive in famiglia e società Piemonte APS, associazione attiva nella promozione dei valori della persona e della coesione sociale, organizza un incontro pubblico dedicato alla presentazione del libro “Parole che non ti ho mai detto” di Marco Marchetto, pubblicato da NEOS Edizioni. L’appuntamento è in programma giovedì 30 aprile 2026, alle 15.30, presso la sede del CSV Vol.To, in via Giolitti 21, a Torino. Al centro dell’incontro il libro di Marco Marchetto, medico e scrittore laureato in Filosofia che, attraverso la forma del romanzo epistolare sviluppa una narrazione intima e articolata. Il testo affronta i temi del dolore e della malattia, mettendo in luce il ruolo delle relazioni e della parola come strumenti di comprensione e vicinanza. La scrittura, al tempo stesso essenziale e riflessiva, si rivolge ai vissuti di sofferenza, a chi li ha condivisi da vicino e a chi cerca un linguaggio capace di dare forma a ciò che, spesso, rimane inesprimibile. Nel corso dell’incontro, l’autore dialogherà con il pubblico approfondendo i contenuti del libro e il percorso che ne ha accompagnato la realizzazione, offrendo spunti di riflessione sul rapporto tra cura, ascolto e narrazione.

A coordinare l’incontro sarà Lucia Rapisarda, presidente del M.O.I.C.A. Piemonte APS, che guiderà il confronto e introdurrà i temi principali dell’iniziativa. Attraverso questo evento, il M.O.I.C.A. Piemonte APS conferma il proprio impegno nel promuovere occasioni di incontro aperte alla cittadinanza, in cui la cultura diventa strumento per affrontare questioni complesse legate alla vita quotidiana, alla salute e alle relazioni, contribuendo a rafforzare il dialogo all’interno della comunità.

Mara Martellotta

Corteo pro Gaza a Torino, centinaia di manifestanti in piazza Scontri in serata

Nel pomeriggio di ieri 18 aprile, si è svolta a Torino una manifestazione pro Palestina e contro i conflitti in Medio Oriente, che ha attraversato il centro cittadino, partita da piazza Statuto e diretta verso piazza Vittorio Veneto passando per le principali vie.

Il corteo, partecipato da attivisti, studenti e collettivi, è stato accompagnato da cori, bandiere palestinesi e da uno striscione in testa con la scritta “Torino è partigiana”. Durante il percorso si sono visti anche gesti simbolici come lo strappo di bandiere statunitensi e israeliane. L’intera area è stata presidiata da un ampio dispositivo di sicurezza, con controlli rafforzati soprattutto nelle zone più sensibili e attenzione al possibile coinvolgimento dell’area legata ad Askatasuna, dove in etti in serata ci sono stati alcuni scontri con la polizia.

Rock Jazz e dintorni: Torino Jazz Festival e Roberto Vecchioni

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Martedì. Al teatro Colosseo suona Giovanni Allevi. All’Hiroshima Mon Amour si esibisce Andrew Faber.

Al Blah Blah è di scena Hugo Race Fatalists. All’Inalpi Arena si esibisce Frah  Quintale.

Mercoledì. Al teatro Colosseo arriva Roberto Vecchioni. Anteprima del Torino Jazz Festival al Comala con il Spiritus Trio. Al Circolo Mossetto “Miles Davis: Autobiografia di un genio”.  Al The Mad Dog Social Club suona il quintetto di Gianni Denitto. Allo Spazio 211si esibisce Marco Giudici.

Giovedì. Al Circolino debutta Manouche Jazz Nights, 4 serate consecutive con il jazz Manouche. Primo appuntamento Dimitry Kuptsov Trio. All’Hiroshima si esibisce Cisco.  Al Blah Blah sono di scena i Thee Wops + Seekers 70. All’Inalpi Arena si esibisce Tommaso Paradiso. Continuano le anteprime del TJF. All’Istituto di Candiolo Irccs  suona LDT Trio. Al Beeozanam Community Hub il duo Basilico & Garbolino. Alla Biblioteca Civica Don Milani CFM Combo Jazz con l’ottetto di Fulvio Chiara. Alla Bocciofila Vanchiglietta il duo Lodati & Cangini. Al Magazzino sul Po il trio Calderano- Sguerra- Lacovella. Al Neruda il quintetto di Gigi Cifarelli.

Venerdì. Per il Festival Manouche al Circolino, suona l’Adrien Marco Trio. Al Cap 10100 si esibiscono i Matrioska. Al Folk Club per l’anteprima del TJF si esibisce Luca Santaniello Quartet. Al Blah Blah suona Luca Arduini Trio. Allo Spazio 211 è di scena Plant. Al Circolo dei lettori Talks “ ritratto di Brad Mehldau.” Allo Ziggy si esibiscono gli Enisum + Taur-IM- Duinath.

Sabato.  Inaugurazione del Torino Jazz Festival Con Fabrizio Bosso al teatro Colosseo. Al Conservatorio per “Il Jazz della Liberazione”, Moni Ovadia  & Kassiber Ensemble. Da segnalare tra i vari eventi alle Gallerie D’Italia “A Love Supreme” di John Coltrane, guida all’ascolto con Stefano Zenni. Per Manouche Jazz Nights al Circolino, suonano i Romanouche. All’Inalpi Arena si esibisce Blanco.

Domenica. Per il TJF all’Hiroshima, suona il quartetto del “funambolico” Marc Ribot. Alla Casa  Teatro Ragazzi e Giovani, Bruno Tommaso  & Barga Jazz Ensemble. Al teatro Juvarra Weave 4. Al Lombroso 16 il duo Sartoris & Bertot. Via Baltea 3 ospita Montellanico & Graziano & Vignato Trio. Ultimo appuntamento per Manouche Jazz Nights al Circolino con 20 Strings.

Pier Luigi Fuggetta

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Oggi la Mezza di Torino, ecco le modifiche viabili

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Domenica 19 Aprile è in programma la manifestazione sportiva denominata ‘La Mezza di Torino’, gara podistica competitiva sulla distanza di 21,097 km, insieme alla quale si svolge anche la gara sulla distanza di 10 km denominata ‘La Dieci di Torino’. La Mezza effettuerà due giri del percorso (con alcune limitate variazioni), mentre la Dieci un solo giro. Le gare partiranno alle ore 08.30 da Piazza Vittorio Veneto.

Il percorso

Tratto comune 10 e 21 km:

piazza Vittorio Veneto (centrale), lungo Po Diaz, corso Cairoli, corso Vittorio Emanuele II ( carreggiata centrale), corso Massimo D’Azeglio (carreggiata principale est), corso Massimo D’Azeglio (dopo corso Dante carreggiata principale ovest), sottopasso Lanza (carreggiata ovest), corso Dogliotti (uscita sottopasso, carreggiata ovest), piazza Polonia (lato est), corso Unità d’Italia (carreggiata est), ingresso parco Valentino (a nord di viale Thaon di Revel n. 10 – circolo K2), viale Thaon di Revel, corso Dogliotti (con ingresso a nord della rotatoria di piazza Polonia, carreggiata est), sottopasso Lanza (carreggiata est), corso Massimo D’Azeglio (carreggiata est), piazzale Rita Levi Montalcini (giro del monumento), viale Medaglie d’Oro, viale Crivelli, viale Virgilio, corso Cairoli, lungo Po Diaz;

Separazione corse:

10 Km: ultimo tratto : piazza Vittorio Veneto (perimetrale sud), via Principe Amedeo, via Accademia Albertina, via Po, piazza Vittorio Veneto.

21 Km: sviluppo del secondo giro: via Maria Vittoria (inizio secondo giro), via Bonafous, corso Cairoli (careggiata centrale), corso Vittorio Emanuele II (carreggiata centrale), corso Massimo d’Azeglio (carreggiata principale est), corso Massimo D’Azeglio (dopo corso Dante carreggiata principale ovest per immissione nel sottopasso), sottopasso Lanza (carreggiata ovest), corso Dogliotti (uscita sottopasso, carreggiata ovest), piazza Polonia (lato est), corso Unità d’Italia (carreggiata est, inversione all’altezza del Pala Vela e prima del sottopasso Lingotto), corso Unità d’Italia (carreggiata est), ingresso nel parco in corrispondenza della passerella giardino Giuseppe Levi, viale Thaon di Revel, uscita dal Parco in corrispondenza del Museo dell’Auto, corso Dogliotti (carreggiata est), sottopasso Lanza (carreggiata est), corso Massimo D’Azeglio (carreggiata centrale), piazzale Rita Levi Montalcini (giro del monumento), viale Medaglie d’Oro, viale Crivelli, viale Virgilio, corso Cairoli (pista ciclabile), lungo Po Diaz, piazza Vittorio Veneto (perimetrale sud), via Principe Amedeo, via Accademia Albertina , via Po, piazza Vittorio Veneto.

Principali chiusure viabili:

corso Cairoli (carreggiata est), corso Vittorio Emanuele II (tratto corso Massimo D’Azeglio-Ponte Umberto I), corso Massimo D’Azeglio (carreggiata est e laterale est – direzione nord), sottopasso Lanza ambo le direzioni, corso Dogliotti (carreggiata est – direz. Nord), corso Unità d’Italia.

Divieti di transito:

Divieto di transito su tutto il percorso per tutte le categorie di veicoli compresi biciclette, monopattini e assimilabili, dalle 07.30 alle 13 del 19 aprile 2026 e comunque sino a cessate esigenze. Divieto di transito esteso anche ai seguenti spazi viabili:

  • Piazza Vittorio Veneto asse centrale e perimetrale sud, tutta;
  • Lungo Po Diaz, tutto;
  • Via Maria Vittoria, tratto lungo Po Diaz – via Bonafous;
  • Via Bonafous, tratto via Maria Vittoria – via Giolitti;
  • Via Principe Amedeo, tratto piazza Vittorio Veneto – via Accademia Albertina;
  • Via Accademia Albertina, tratto via Principe Amedeo – via Po;
  • Via Po, tratto via Accademia Albertina – piazza Vittorio Veneto;
  • Corso Cairoli, carreggiata centrale, tutto;
  • Corso Vittorio Emanuele II, carreggiata centrale, tratto corso Cairoli – corso Massimo d’Azeglio;
  • Corso Massimo d’Azeglio, carreggiata est, tratto corso Vittorio Emanuele II-corso Raffaello;
  • Corso Massimo d’Azeglio careggiata centrale est, tratto corso Raffaello-corso Dante;
  • Sottopasso Giovanni Lanza, tutto carreggiata est e ovest (ambo le direzioni di marcia);
  • Corso Dogliotti, carreggiata est, tutto;
  • Corso Unità d’Italia, carreggiata est tratto da imbocco sottopasso Lingotto a piazza Polonia;
  • Viale Crivelli, tutto;
  • Viale Virgilio, tutto.

Divieto di transito per allestimento partenza/arrivo in piazza Vittorio Veneto per tutte le categorie di veicoli compresi biciclette, monopattini e assimilabili, dalle ore 04.30 alle ore 14.00 del 19 aprile 2026 e comunque sino a cessate esigenze.

Ponti chiusi
  • Ponte Vittorio Emanuele I: chiuso in direzione Gran Madre dalle 07.50 alle 08.45 circa;
  • Ponte Umberto I, chiuso dalle ore 07.50 alle 11.00;
  • Ponte Isabella (con rotonda Dante, Corso Galileo Galilei e corso Dante), chiuso dalle 7.50 alle 11 in direzione centro città.
Assi viabili aperti
  • corso Regina Margherita e ponte Regina;
  • Ponte Sassi;
  • Ponte Vittorio Emanuele I in direzione piazza Vittorio Veneto;
  • Ponte Isabella in direzione collina;
  • corso Casale;
  • corso Moncalieri;
  • corso San Maurizio e via Napione;
  • corso Cairoli, solo carreggiata laterale Ovest;
  • corso Bramante e Ponte Balbis;
  • corso Massimo D’Azeglio, da Vittorio Emanuele II in direzione sud;
  • Sottopasso Lingotto.
Divieti di sosta

Previsto il divieto di sosta con rimozione forzata per tutte le categorie di veicoli comprese biciclette, i veicoli elettrici, (monopattini e assimilabili)dalle 00.30 alle 13.00 del 19 aprile 2025 nei seguenti tratti del percorso:

  • Via Po, tratto via Accademia Albertina – piazza Vittorio Veneto, ambo i lati;
  • Via Ozanam, tutta su ambo i lati;
  • Piazza Vittorio Veneto, tutta;
  • Via Principe Amedeo, tratto piazza Vittorio Veneto – via Accademia Albertina, ambo i lati;
  • Viale Virgilio, tratto corso Vittorio Emanuele II – piazzale latteria svizzera (compreso), ambo i lati;
  • corso Cairoli, carreggiata centrale fronte civico 8, area park dietro capolinea Star;
  • corso Vittorio Emanuele II, carreggiata laterale sud su banchina, tratto corso Massimo d’Azeglio-viale Virgilio;
  • corso Massimo D’Azeglio, carreggiata est, tratto via Valperga Caluso – corso Vittorio Emanuele II, lato est;
  • piazzale Montalcini, tutto;
  • viale Medaglie d’Oro, tutto.
Parcheggi sotterranei
  • Vittorio Veneto – Chiuso dalle 7.00 alle 12.00.
Aree Taxi
  • Saranno sospese le seguenti aree adibite allo stazionamento dei taxi:
  • Vittorio Veneto – dalle 07.00 alle 11.30 di domenica 13 aprile;
  • Viale Virgilio –dalle 07.00 alle 11.30 di domenica 13 aprile.
Trasporti pubblici

I percorsi di alcuni mezzi di trasporto pubblico transitanti nell’area interessata dalla manifestazione subiranno deviazioni. Per dettagli sulle linee deviate, visionare il sito internet di GTT https://www.gtt.to.it/cms/ alla pagina specifica https://www.gtt.to.it/cms/avvisi-e-informazioni-di-servizio/torino-e-cintura/12601-manifestazioni-podistiche-la-mezza-e-la-dieci-di-torino-variazioni-linee-domenica-19-aprile

Divieto bottiglie e contenitori in vetro o metallo

Dalle ore 07.00 alle 12.00 di domenica e sino a cessate esigenze, in occasione della manifestazione podistica in piazza Vittorio Veneto e via Po (tratto compreso tra via Accademia Albertina e piazza Vittorio Veneto) sarà in vigore il divieto di vendita per asporto, cessione, consumo e detenzione di alimenti e bevande in contenitori in vetro e/o in metallo.

TorinoClick

Consorzio Asti Docg, Chicago brinda italiano

Dalla Grande Mela alla Città del Vento, per una settimana in cui le bollicine aromatiche piemontesi provano a riscrivere le regole degli abbinamenti a tavola, al via lunedì a Chicago l’Asti Week, iniziativa promossa dal Consorzio Asti Docg che, fino al 26 aprile, coinvolge 16 ristoranti del midwest con pairing inediti, menù dedicati e proposte al calice, offrendo nuove degustazioni per lo Spumante e il Moscato d’Asti. Dopo la prima edizione dello scorso anno, a New York, la denominazione spumantistica più antica d’Italia torna così in uno dei suoi mercati di riferimento, gli Stati Uniti, in una fase complessa e segnata da tensioni geopolitiche.

Gli USA rappresentano un mercato chiave per le nostre bollicine, in particolare per il Moscato d’Asti. Dopo la prima edizione dello scorso anno a New York, la denominazione spumantistica più antica d’Italia torna così in uno dei suoi mercati di riferimento: gli Stati Uniti, in una fase complessa, segnata da tensioni geopolitiche.

“Gli USA rappresentano un mercato chiave per le nostre bollicine, in particolare per il Moscato d’Asti, che assorbe oltre la metà delle spedizioni. Questo nonostante il calo del 7,6% registrato lo scorso anno e causato in larga parte ai dazi imposti dall’amministrazione Trump. È quindi fondamentale presidiare attivamente questo mercato per non perdere troppo terreno – commenta Giacomo Pondini, direttore del Consorzio Asti Docg – l’evento Asti Week sarà l’occasione per presentare in modo accessibile e versatile a tavola, valorizzando il nostro basso grado alcolico, in linea con le tendenze di consumo odierne, orientate a scelte più leggere e consapevoli. In questo senso la scena gastronomica vivace e multiculturale di Chicago rappresenta il contesto ideale”.

Per tutta la settimana, il Moscato e l’Asti Spumante saranno protagonisti di abbinamenti capaci di esaltare un’ampia varietà di piatti, dal pesce alle preparazioni speziate, fino al dessert e alla cucina fusione più contemporanea. Tra le proposte più originali, ricordiamo i pairing  con tacos, gulab Jamun (dolce di ispirazione indiana) e il tipico street food sempre di origine indiana, il Samosa Chaat, accanto alle interpretazioni della cucina italiana, rivisitata negli USA, come i taglieri di salumi, il risotto al Parmigiano Reggiano, gli Spring Peagnudi e la pizza Pepperoni.

Mara Martellotta

 

 

“Notte Morricone”, omaggio al grande compositore

Nell’ambito di Torinodanza Extra, debutta al teatro Carignano, dal 22 al 26 aprile, lo spettacolo “Notte Morricone”, per la regia e la coreografia di Marcos Morau

Debutta al teatro Carignano mercoledì 22 aprile prossimo, alle 20.45, lo spettacolo “Notte Morricone” di Marcos Morau, pluripremiato regista e coreografo spagnolo dal linguaggio visionario. Lo spettacolo rappresenta il secondo appuntamento di Torinodanza Extra, il percorso dal carattere multidisciplinare e contemporaneo della programmazione del teatro Stabile di Torino, capace di unire la danza al teatro performativo . Si tratta di un omaggio al compositore Ennio Morricone, ideato e diretto da Marcos Morau e musicato da Maurizio Billi, che ha adattato le composizioni di Morricone.
Lo spettacolo, che vedrà in scena sedici danzatori, nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Nazionale della Danza, Aterballetto, Macerata Opera Festival, Fondazione Teatro di Roma, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento, il Centro Teatrale Bresciano, insieme a Ravenna Festival e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini.

La danza incontra le arti visive e il cinema sulle musiche leggendarie del Premio Oscar Ennio Morricone, trasformandole in paesaggi emotivi. Non si tratta di spiegare la sua opera, ma di dialogare con essa, immaginando nuove melodie, parallele a quelle che vantano un secolo di cinema e la memoria di milioni di spettatori. Lo spettacolo prende forma nel crepuscolo di una notte qualunque di un compositore solitario, fra fogli sparsi e melodie che evocano film mai girati, e con i ricordi di quel Morricone ragazzo che avrebbe voluto essere medico o trombettista. Così la strada diventa studio, poi cinema, e la musica del grande talento continua a raccontare ciò che non si riesce a dire con le parole.

“ ‘Io, Ennio Morricone sono morto’, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica, invece, non può farlo – dichiara Marco Morau, regista e coreografo dal linguaggio visionario – ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi e al sicuro. ‘Notte Morricone’ è un mio tributo alla bellezza che ha saputo donare al mondo. Ennio Morricone potrebbe essere mio padre o mio nonno, io sono un erede diretto della sua arte, dei film che gli devono un debito incommensurabile, siano essi capolavori, buoni, mediocri o brutti film. Fischiettare le sue melodie era già, prima di immergermi nella sua musica, un suono ricorrente nella mia vita. Sono figlio di genitori cresciuti con il suo ‘C’era una volta in America’ o ‘Il buono, il brutto e il cattivo’. Sono cresciuto tra molte altre cose, con le sue melodie che suonavano nel soggiorno della mia casa. Senza che lui lo sapesse, la sua musica non era solo quella dei suoi film, ma anche la colonna sonora della nostra infanzia. Ennio mise la sua creatività, la sua ispirazione, la sua eterodossia al servizio della fabbrica dei sogni, incorporandoli nella nostra memoria e diventando un classico, incarnazione del compositore intellettuale, del musicista popolare e quasi di una rock star.
È in quel lato generoso di condivisione della bellezza con noi che il mondo di Morricone, che immagino, comincia a prendere forma. Non si tratta solo di lavorare con la sua musica, tantomeno di spiegarla, poiché ha già espresso tutto; si tratta di comporre una nuova melodia che scorra parallela alle nostre vite. ‘Notte Morricone’ si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo che, solo e stordito davanti ai suoi fogli, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza. La notte sarà piena di visitatori, alcuni musicisti che risponderanno alla sua chiamata creativa per registrare le sue idee fugaci in uno studio di registrazione improvvisato. E lì, tra le partiture musicali, apparirà il ragazzo, quello che voleva fare il dottore, infaticabile giocatore di scacchi, quello che sapeva che non avrebbe mai suonato la tromba come Chat Baker, ma a cui il destino aveva riservato un ruolo appositamente per lui, il posto che l’avrebbe reso un’icona per l’eternità, e la notte continuerà ad avanzare, trasformando la sua casa in uno studio di registrazione, nella dualità della sua mente libera e del suo spirito che crea colonne sonore che sarebbero diventate musica di un secolo, trasformando la sua casa in un cinema dove visitatori di ogni tipo verranno a guardare i suoi film e a trascorrere la notte con lui. Ogni notte sarà una nuova opportunità per dar vita al sogno di tutti loro: i musicisti, i bambini e gli amanti, o coloro che vanno al cinema da soli. La musica di Morricone ha riportato in luce ciò che normalmente fa parte dei nostri silenzi, e so che oggi sarebbe molto felice di sapere che la sua musica potrebbe emanciparsi dal cinema e vivere di arte propria”.

“Notte Morricone” – regia e coreografia Marcos Morau – musica Ennio Morricone – direzione e adattamento musicale Maurizio Billi – sound design Alex Röser Vatiché, Ben Merwein – testi Carmina S. Sella- set luci Mark Salicrù – costumi Silvia Delagneau

Info: teatro Carignano – piazza Carignano 6, Torino – orario spettacoli: giovedì e sabato ore 19.30/ mercoledì e venerdì ore 20.45/ domenica ore 16/ lunedì risposo. Biglietteria presso il teatro Carignano – 011 5169555 – biglietteria@teatrostabiletorino.it – orario biglietteria: da martedì a sabato dalle 13 alle 19 e domenica dalle 14 alle 19 – lunedì riposo.

Mara Martellotta

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

SOMMARIO: Trump – Pannella – Piazza San Carlo – Lettere

Trump
Possibile che solo le parole di Trump  contro il Papa abbiano aperto gli occhi a tanti che lo esaltavano? Anche Napoleone e altri maltrattarono dei papi che fecero anche prigionieri. Il primo Papa, San Pietro, morì crocifisso come San Paolo, i papi Clemente I e Martino I vennero martirizzati. Bonifacio VIII venne schiaffeggiato ad Anagni al culmine del suo scontro con Filippo il Bello, re di Francia  . Eravamo in altre epoche che forse l’ignorante Trump non conosce. Esistono comunque dei precedenti.
Pio IX dopo la breccia di Porta Pia del 1870 si considerò “prigioniero“ degli usurpatori piemontesi. Oggi manca lo studio della storia  e la gente e gli stessi politici giudicano con superficialità. Stupisce che da qualche giorno  siano diventati  tutti filopapisti. Trump era chiaro chi fosse fin dall’inizi : un velleitario pericoloso che può gettare il mondo nel disastro. Chi lo ha esaltato ha capito poco e si è gloriato dei suoi elogi per molto tempo  considerandolo persino un fautore di pace.
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Pannella
Al  bel ricordo torinese di  Marco Pannella voluto domenica scorsa  da Sergio Rovasio, ho un attimo perduto la pazienza dopo ore di ascolto  e ho ricordato in tre  parole ad un  vecchio “Lotta continua” che esaltava le imprese del gruppo, che c’era anche l’omicidio di Calabresi a pesare. La breve osservazione, fatta senza microfono, ha infastidito un altro fanatico che mi ha scritto, dicendo che avevo “rovinato il ricordo di Pannella per soldi”.
Marco Pannella con Pier Franco Quaglieni

 

Ripeto:  per soldi. Volevo querelarlo, poi ho lasciato perdere il poveretto  che, non avendo argomenti, offende. Bontà  sua, aveva  a voce anche apprezzato il mio discorso inaugurale del convegno. Pensando a quell’elogio, mi è venuto il dubbio di aver fatto un discorso inadeguato.
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Piazza San Carlo
Sono stato a fare un giro in piazza San Carlo che dalla crisi di via Roma si è quasi salvata anche se Paissa e Olimpyc non ci sono più come il grande De Candia.  Basterebbe Stratta a tener alto il nome e la storia della piazza, insieme al caffè Torino. E’ invece chiuso da anni El caval d’brons, il ristorante di cui rimane molto  trascurato il logo storico  all’ingresso.
I torinesi di un certo rango ne  erano abituali e affezionati frequentatori. Il locale è tristemente chiuso da anni dopo essersi trasformato per un certo periodo  in caffè. Possibile che nessuno voglia rilevarlo? Damilano che ha salvato il caffè Zucca e il pastificio  De Filippis sarebbe l’uomo giusto per un rilancio nel salotto di Torino. E’ un’impresa difficile se non disperata anche perché il rango dei torinesi è molto sceso e molti prediligono, anzi sono costretti, alla pizzeria.
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LETTERE  scrivere a quaglieni@gmail.com
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La scuola di liberalismo di Morbelli

Enrico Morbelli ebbe l’idea di creare le scuole di liberalismo diffuse un po’  in tutta Italia, trovando dei fondi per gestirle. Invitava a fare lezioni professori qualificati che si prestavano gratis. Adesso gli eredi Morbelli hanno voluto far sopravvivere la scuola solo più a distanza e hanno reclutato anche  persone che più che studiosi sono dei piazzisti o degli attivisti del liberalismo che non è una dottrina politica, ma un metodo, come ricorda Lei spesso, citando Matteucci. Questa scuola dei Morbelli boys  allontana dal liberalismo.     Giuseppe De Sanctis

Enrico Morbelli (Foto Istituto Bruno Leoni)
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Ho aiutato Morbelli padre  in molte occasioni, ospitando la scuola a Torino per anni e indicando come direttore Edoardo Massimo Fiammotto che venne messo un po’ da parte dal centro Einaudi che voleva egemonizzare la scuola. Ho anche fatto qualche lezione, ma adesso non seguo più quello che è  rimasto della scuola che è diventata ben poca cosa: una congrega di amici, non certo di studiosi. L’idea di una Frattocchia liberale era comunque sbagliata perché i liberali non sono dei comunisti da rimpinzare di fanatismo politico. Anche la scuola di Berlusconi dove voleva invitare Putin, è naufragata prima ancora di nascere. Il liberalismo si studia con serietà, leggendo Croce, Einaudi, Popper, gli Austriaci, se vogliamo, Rosselli. Andando indietro, studiando gli inglesi e soprattutto i francesi  Tocqueville e Constant. Leoni lo lascerei stare come gli anarco – libertari che non sono liberali. E attenzione ai fessi che fino a ieri esaltavano Trump.
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L’erede al trono che non c’è

Ho letto una intervista alla figlia di ventidue anni di Emanuele Filiberto che con l’abolizione assai discutibile della legge Salica, dovrebbe essere la erede al trono d’Italia, per tagliare fuori in modo maldestro gli Aosta. E’ una ragazzina che fa teatro e non ha la benché minima cultura politica per sua stessa ammissione La regalità in lei è pari allo zero. Cosa ne pensa?     Giulia Sentini

Non ne penso nulla perché ho cose più serie a cui pensare: la pace, la guerra, l’Iran, Israele  ecc. Come viva la prinicipessa non può interessarmi di meno.
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Dopo il referendum
La sconfitta al referendum ha provocato conseguenze nel governo e nei partiti di maggioranza che hanno deluso gli elettori. Le interferenze dei figli di Berlusconi  nel partito di FI per “rilanciarlo”, hanno creato forti critiche. Tajani ha dimostrato capacità indiscutibili , meno come ministro degli esteri. Chi ha sbagliato le strategie per il referendum è stato invece  tranquillamente al suo posto. L’unico a brillare per lucidità è stato il ministro Pichetto Fratin che di fronte alla crisi energetica ha colto la palla al balzo per invitare le Camere a decidere sul nucleare , unica prospettiva reale di sviluppo dopo la follia del referendum che interruppe persino la ricerca nucleare in Italia. Pichetto ha mantenuto la lucidità del piemontese con i piedi per terra. Peccato che la mente calda accompagnata magari da un cuore freddo di altri abbia dato uno spettacolo deprimente e abbia riportato in attività vecchie cariatidi abituate a saltellare da un partito all’altro. Sono errori che si pagano.    Franco Fedeli
Gilberto Pichetto
Lascio perdere le polemiche perchè sono errori non più rimediabili, prendo della sua lettera la parte positiva: il comportamento del ministro Pichetto che sicuramente è il migliore ministro del governo attuale che affronta con silenziosa, tenace serietà, tutta piemontese, i problemi. Oggi ci vorrebbero tanti Pichetto.
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Assolto Saviano che definì Salvini “ministro della malavita”
Vorrei capire da uno storico come lei perché un grave insulto da parte di Saviano non ha avuto una sanzione penale. Saviano è stato assolto. Mi sembra aberrante.
Francy Giglio
L’espressione “ministro della malavita” risale a Salvemini che così definì Giovanni  Giolitti. Salvemini riconobbe l’errore tanti anni dopo. All’epoca Giolitti ignorò il libretto di Salvemini che non ebbe nessuna diffusione. Se Giolitti avesse querelato avrebbe dato visibilità alle fandonie di Salvemini.  E’ proprio questo precedente ad aver  portato il giudice all’assoluzione di Saviano che avrebbe adattato il giudizio salveminiano a Salvini, anche se tra Giolitti e Salvini c’è una bella differenza e soprattutto è vistosa la diversità tra Salvemini, comunque un  grande storico malgrado i focosi estremismi occasionali, e Saviano.

Festa dei Vicini 2026, aperte le iscrizioni per la 20ª edizione

Sono ufficialmente aperte le iscrizioni alla Festa dei Vicini 2026, che tornerà ad animare la città nel fine settimana di sabato 23 e domenica 24 maggio.

Promossa dalla Città di Torino, insieme all’Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Centrale, l’iniziativa si inserisce nella Giornata europea dei Vicini, nata a Parigi nel 1999, e coinvolge ogni anno cittadini, associazioni e realtà del territorio in un ricco programma diffuso su tutta la città.

L’edizione 2026 assume un valore simbolico particolare, segnando il ventesimo anniversario dell’adesione torinese alla manifestazione europea dedicata alla promozione della socialità e delle buone relazioni di quartiere. Per l’occasione il carattere europeo dell’iniziativa sarà ulteriormente valorizzato attraverso attività collegate al percorso di candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033.

Anche quest’anno, oltre al coinvolgimento dell’ATC del Piemonte Centrale, che promuoverà la partecipazione nei complessi di edilizia sociale, confermato anche l’impegno della rete delle Case del Quartiere, attiva nella diffusione dell’iniziativa su tutto il territorio cittadino.

Il programma dell’iniziativa, composto dai singoli eventi organizzati dai partecipanti, tra momenti di incontro, condivisione e convivialità aperti al vicinato e pensati per rafforzare il senso di comunità, sarà pubblicato a maggio sulla pagina dedicata del sito istituzionale della Città di Torino.

Come partecipare

Possono aderire gruppi formali e informali, tra cui cittadini, condomìni, comitati inquilini, scuole, parrocchie, associazioni, cooperative sociali ed esercizi commerciali, interessati a organizzare una festa nel proprio quartiere. La partecipazione è gratuita.

Per iscriversi è necessario compilare l’apposito form, disponibile sulla pagina informativa dell’iniziativa, entro giovedì 30 aprile 2026.

Per favorire la partecipazione della cittadinanza, l’Amministrazione comunale raccoglie a livello centrale tutte le richieste di adesione, concede gratuitamente l’utilizzo di alcuni servizi tramite il coinvolgimento degli uffici tecnici e mette a disposizione un vademecum con le linee guida su autorizzazioni, sicurezza e buone pratiche organizzative.

I comitati inquilini e le altre realtà presenti nei complessi di edilizia sociale possono rivolgersi per informazioni o aiuto nella compilazione della domanda all’Agenzia Territoriale per la Casa.

Informazioni e contatti

Punto Informativo Unificato: piazza Palazzo di Città 9/a
Telefono: 011 011 23010 (dal lunedì al venerdì, ore 10–17)
email: festadeivicini@comune.torino.it

 

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