L’ex Sottosegretario ai trasporti e attuale Presidente di Saimare spa Mino Bartolomeo GIACHINO ha concluso stamane la tavola rotonda dell’importante Convegno internazionale “Shipping, Forwarding&Logistica Meet Industry” che si tiene nell’aula magna di Assolombarda , la grande sede degli industriali milanesi , la capitale economica del nostro Paese.Conto molto sul lavoro del Vice Ministro Rixi a partire dalla Riforma dei porti, ha detto Mino GIACHINO. Nella Porti Italia spa sarebbe opportuno trovassero spazio le Regioni che rappresentano il retroporto naturale. A questo proposito sarebbe quanto mai opportuno che tutti i parlamentari piemontesi presentassero un emendamento coerente. Così come sarà importante il ruolo delle Regioni nella Conferenza Stato Regioni.
La costruzione della nuova Diga Foranea a Genova è sicuramente l’opera simbolo di un PNRR che altrimenti rischia di dare un contributo alla nostra economia inferiore alle ricadute del Piano Marshall. La Nuova Diga dovrebbe portare un aumento dei traffici dei porti italiani che da anni è sempre allo stesso livello. La gestione della Grande Area Logistica , la diminuzione dei tempi di attesa nei porti e il miglioramento dei collegamenti ferroviari tra porto e Pianura Padana oltre all’aumento della efficienza nei controlli alla merce dovrebbe farci recuperare le centinaia di migliaia di containers italiani che da anni scelgono di arrivare i porti del Nord Europa. Tra l’aumento dei traffici dovuto alla Diga e il recupero dei traffici sin qui persi potrebbe arrivare un aumento della crescita del PIL almeno dello 0,5% se non di più. Ecco perché i fondi per il FERROBONUS e il MAREBONUS dovrebbero entrare strutturalmenre del Bilancio dello Stato.
Ecco perche’ la politica delle infrastrutture e la logistica dovrebbero essere ancora più centrali nella azione diel Governo Meloni per il rilancio dell economia e del lavoro e per ridurre un Debito pubblico enorme di 3.000 miliardi che ci costa ogni anno 90 miliardi di interessi.
L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il suo direttore emerito Fabio Luisi propongono per la prima volta a Torino, nel concerto di mercoledì 4 marzo, alle ore 20, presso l’Auditorium Rai Arturo Toscanini, la Sinfonia n.4 di Franz Schmidt, compositore austriaco, da lui stesso definita “un requiem per mia figlia”, scritta nel 1832 in memoria della figlia scomparsa prematuramente. Il concerto verrà replicato giovedì 5 marzo, alle 20.30, anche in diretta su Radio 3 e in live streaming su raicultura.it.
Fabio Luisi ha inciso tutte e quattro le sinfonie di Franz Schmidt, figura di spicco del tardo romanticismo viennese, contribuendo in maniera decisiva alla sua riscoperta. Considerata il suo testamento spirituale, la Sinfonia n.4 fu composta a partire dal 1832 in memoria della figlia, morta improvvisamente dopo la nascita del suo primo bambino . Concepita come un vero e proprio requiem strumentale, si distingue per la sua rigorosa forma ciclica, e venne eseguita per la prima volta a Vienna il 10 gennaio 1834 sotto la direzione di Oswald Kabasta. Luisi la propone per la chiusura di un concerto che si apre con la Ouverture dell’opera Euryanthe di Carl Maria von Weber, considerata uno dei capolavori del romanticismo tedesco e particolarmente amata da Wagner. Se il Freischütz consacrò il compositore come “padre” dell’opera nazionale tedesca, è con l’Euryanthe, scritta nel 1823, che Weber tentò il passo più audace: la creazione di un lavoro che mirava alla perfetta fusione tra le arti. L’Ouverture rimane la pagina più emblematica: il suo attacco infuocato e luminoso, a piena orchestra, anticipa soluzioni ritmico-melodiche che troveranno piena soluzione nel Lohengrin wagneriano.
Al centro della serata il Concerto in mi minore op.64 di Felix Mendelssohn-Bartholdy, che aprì le porte ai grandi concerti per violino dell’età romantica. La pagina, ideata a partire dal 1838, venne completata soltanto nel 1844 con dedica al violinista Ferdinand David, che lo suonò per la prima volta nel 1845 al Gewandhaus di Lipsia. A interpretarlo con l’Orchestra Rai e Fabio Luisi è chiamata Bomsori Kim, prima violinista sudcoreana a firmare un contratto in esclusiva per la Deutsche Grammophon, capace di unire una tecnica impeccabile a un approccio moderno al grande repertorio. Suona il prezioso violino Guarneri del Gesù “ex Moller” del 1725, dal valore inestimabile, concessione in prestito dalla Samsung Foundation of Culture e della Stradivari Society di Chicago.
Biglietti, da 9 a 30 euro, sono in vendita online sul sito dell’OSN Rai e presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino.
Info: 0118104653 – biglietteria.osn@rai.it
Auditorium Rai Arturo Toscanini – piazza Rossaro, Torino
Mara Martellotta
Negli ultimi anni la multidisciplinarietà è diventata un pilastro imprescindibile per garantire una presa in carico efficace delle persone assistite e per condurre studi capaci di cogliere la complessità dei bisogni di salute della comunità. In Italia, la ricerca come parte integrante della competenza di tutte le professioni sanitarie fatica ancora a trovare pieno riconoscimento, mentre gli studi promossi da infermieri, ostetriche, fisioterapisti e tecnici sanitari, così come il loro coinvolgimento diretto nella progettazione e realizzazione di progetti di ricerca, rappresenta un elemento strategico per contribuire alla qualità delle cure.
In questo scenario, l’ASL TO4 ha scelto di investire con decisione nella valorizzazione della ricerca progettata e realizzata da tutte le professioni sanitarie. Lo ha fatto non solo nominando una figura infermieristica come Referente per il Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione Regionale (DAIRI-R) e come Referente Scientifico del Gruppo di Lavoro Studi Clinici, ma anche avviando progetti che coinvolgono direttamente gli infermieri impegnati nell’attività clinica quotidiana.
Il primo studio, “Progetto di studio sperimentale di Telenursing e Telemedicina – TELEHEART”, autorizzato nel 2023, rappresenta un esempio concreto di questa visione. Si tratta di uno studio pilota volto a valutare l’impatto della presa in carico in telemedicina sulla qualità di vita e sulle riacutizzazioni nei pazienti con scompenso cardiaco o malattie rare a interesse cardiologico; analizzando anche il carico assistenziale dei caregiver.
Il progetto, sviluppato in collaborazione tra cardiologi e infermieri, ha portato alla creazione di un servizio strutturato di presa in carico domiciliare medico-infermieristica in telemedicina. Protagonisti della progettazione dello studio sono stati Walter Grosso Marra, Direttore della Cardiologia di Ivrea, Clara Occhiena, Infermiera Dirigente delle Professioni Sanitarie, Roberta Sturaro, Infermiera del reparto di Cardiologia di Ivrea, e Patrizia Milazzotto, Infermiera Coordinatrice dei Distretti ASL TO4 e Continuità Assistenziale.
La messa a regime del nuovo servizio di presa in carico medico-infermieristica domiciliare in telemedicina è stato preceduto da una fase sperimentale – lo studio pilota – che ha visto il coinvolgimento di 15 utenti arruolati, su segnalazione della Cardiologia dell’Ospedale di Ivrea, della COT (Centrale Operativa Territoriale) di Ivrea e di Castellamonte (in base alla residenza della persona).
Il servizio, che continua a essere operativo, è destinato a persone adulte, con scompenso cardiaco o con malattia genetica rara a impatto cardiologico, affetti da altre malattie (per esempio diabete, insufficienza renale cronica, broncopneumopatia cronico-ostruttiva) e che possano garantire al proprio domicilio una rete internet per il trasferimento dei dati.
Entro 7-10 giorni dalla segnalazione da parte del Servizio di Cardiologia, la persona è presa in carico. Seguono poi le visite di follow up con un intervallo di massimo 10 giorni. Al secondo controllo è effettuata una televisita con il cardiologo di riferimento, così da impostare gli obiettivi assistenziali e il piano di interventi. Una volta raggiunti gli obiettivi e la stabilizzazione clinica, i controlli periodici sono pianificati in base alla necessità.
La presa in carico degli utenti è svolta grazie al lavoro di due Infermieri di Famiglia e di Comunità: Mariangela Bracco della COT di Castellamonte e Damiano Di Nunzio della COT di Ivrea. A oggi le persone prese in carico dal Servizio sono 25.
La seconda ricerca, autorizzata a fine 2024 e realizzata nel maggio del 2025, è lo studio DELIRA-S, promosso dal Gruppo di lavoro delle Professioni Sanitarie del DAIRI-R e con promotore l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria. Si tratta di uno studio volto a indagare la prevalenza del delirium nei pazienti ricoverati nelle degenze medico-chirurgiche delle Aziende Sanitarie Regionali piemontesi.
L’ASL TO4 ha aderito al progetto coinvolgendo i reparti di Medicina Generale dei Presidi ospedalieri di Ivrea, Chivasso e Cuorgnè e arruolando 14 persone ricoverate. Oltre allo sperimentatore principale (Erika Milanesio, Infermiere Referente DAIRI–R ASL TO4) lo studio è stato condotto da tre Coordinatori infermieristici (Barbara Poggione, Nicolò Roberi, Simona Corazzina) e da sei Infermieri (Alessandra Rapisarda, Gabriele Ragonese, Irene Berardo, Manuela Burlando, Nicoletta Ledonne, Rebecca Giachino) delle strutture coinvolte.
Ultima ricerca, in fase di autorizzazione, è lo studio “Nursing Pre-effect – Telenursing per la rilevazione e la presa in carico precoce degli effetti collaterali da farmaco inibitore delle chinasi ciclina-dipendenti nel carcinoma mammario”, che come obiettivo comparare l’efficacia del telenursing e dell’assistenza infermieristica standard per l’individuazione precoce e la gestione delle tossicità indotte da terapia orale.
La raccolta dati in ASL TO4 coinvolgerà i Day Hospital Oncologici degli Ospedali di Chivasso, Ciriè, Ivrea e Cuorgnè e si svolgerà nel primo semestre del 2026 grazie al lavoro degli Infermieri Monica Pedron, Donatella Tognini, Elena Lazzarin, Chiara Di Feo e dei Coordinatori infermieristici di queste strutture: Barbara Poggione, Denise Centrella e Luca Basso della Concordia, che ricoprirà il ruolo di sperimentatore principale.
Sebbene questi studi rappresentino solo i primi passi per l’interiorizzazione della ricerca nella pratica di tutte le professioni sanitarie all’interno dell’ASL TO4, restituiscono chiaramente l’approccio scelto da questa Azienda per la loro integrazione. La convinzione è quella che la diffusione della cultura delle evidenze passi necessariamente per un approccio multidisciplinare che punti alla costruzione di una “leadership di ricerca diffusa” tra i diversi professionisti direttamente coinvolti nella pratica clinica.
La finalità è che, sotto la supervisione di referenti scientifici con competenze avanzate nella metodologia della ricerca, infermieri, ostetriche e altri professionisti della salute possano essere coinvolti direttamente negli studi apprendendo sul campo (e non solo) le competenze utili alla costruzione di una rete aziendale di Referenti della ricerca.
CURARSI CON LA RICERCA IN PIEMONTE
La rubrica della Regione Piemonte, in collaborazione con il DAIRI Regionale (DAIRI-R), che racconta la ricerca all’interno delle singole Aziende Sanitarie Regionali. Dopo aver raccontato l’importanza di fare ricerca e di avere Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) sul territorio al fine di migliorare sempre di più le cure e i servizi offerti, nonché il ruolo del DAIRI – R nella governance della ricerca sanitaria del Piemonte, ogni settimana verrà approfondita un’esperienza diversa, per valorizzare il lavoro svolto nelle diverse ASR e le buone pratiche che contribuiscono a costruire un sistema sanitario innovativo e fondato sull’evidenza scientifica.
A cura di Regione Piemonte
La polizia scopre serra di marijuana: un arresto
La Polizia di Stato ha arrestato un cittadino italiano di quarantasei anni per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
A seguito di attività info-investigativa, i poliziotti della Squadra Mobile hanno individuato, nella zona di Via San Donato, uno stabile nel quale veniva portata avanti una coltivazione illegale di marijuana.
Gli investigatori, giunti sul posto, hanno intercettato l’appartamento in questione e con una scusa sono riusciti a farsi aprire dall’uomo, che però alla vista degli operatori ha tentato di richiudere la porta, spingendola con forza.
Nonostante il tentativo dell’uomo, gli agenti sono riusciti a bloccare la porta e ad accedere all’interno dell’alloggio, trovando una serra indoor di marijuana con sistema di areazione collegata ad una finestra.
Sottoposti a controllo personale e domiciliare gli operatori rinvenivano e sequestravano 753 grammi di marijuana nascosti nel contenitore del letto e nella cassaforte, un barattolo contenente liquido con principio attivo THC dal peso lordo di 564 grammi, oltre a 1600 € in banconote di piccolo taglio.
L’arresto è stato convalidato ed è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria.
Pino Torinese si prepara a celebrare l’8 marzo
Pino Torinese celebra la Giornata Internazionale dei diritti della donna con un calendario ricco di eventi che spaziano tra cultura, musica e memoria, che si snodano tra Pino e Chieri e che uniscono linguaggi diversi, ma percorsi da un unico fil rouge, la valorizzazione del ruolo, della storia, della voce delle donne nella continua lotta per la conquista dei diritti civili.
Si parte venerdì 6 marzo alle ore 16 al parco Falcone e Borsellino di Chieri con “La nostra storia è una” a cura di FIDAPA, sezione Pino-Chieri, una piantumazione di alberi in memoria delle donne iraniane che hanno dato la vita per la difesa dei loro diritti e per la parità di genere. L’iniziativa proseguirà alle 16.30 con un incontro informativo nei locali del Ristorante Ex Mattatoio.
“ Come presidente della sezione FIDAPA Pino-Chieri, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, dedichiamo questo momento alla riflessione sul coraggio e il sacrificio che le donne hanno sempre dato in tutto il mondo. In particolare in questa giornata vogliamo onorare la memoria di dieci donne Bahá’ì che sono state impiccate in una sola notte a Shiraz nella Repubblica Islamica dell’Iran per la libertà di coscienza e per non aver voluto rinnegare la loro fede Bahá’ì. Rendiamo omaggio alla loro resistenza piantando alberi in loro memoria” – ha dichiarato la Presidente FIDAPA sezione di Chieri Flora Ahadizadeh Sabet.
Il cuore delle celebrazioni sarà domenica 8 marzo, Giornata Internazionale dei Diritti della Donna. Alle ore 16.30 all’Auditorium del Centro Polifunzionale di Pino la rassegna “Su di corda”, a cura dell’Unitre di Pino Torinese, proseguirà con il concerto del Sabrina Oggero Viale Trio, composto da Sabrina Oggero Viale come voce, Tiziano Codoro alla tromba e Loris Deval alla chitarra. La performance propone un repertorio inedito ispirato alle figure femminili dell’antico Egitto, un viaggio musicale tra dee, sacerdotesse, musiciste e danzatrici, tra richiami rituali e simboliche suggestioni che collegano passato a presente .
Il progetto, ideato per il bicentenario del Museo Egizio di Torino, intreccia lingue e stili diversi per raccontare temi universali come memoria, speranza, presenza, desiderio di essere ricordati. Consigliata la prenotazione.
Martedì 10 marzo prossimo verrà proiettato il film “Leggere Lolita a Teheran”, inserito nella rassegna cinematografica “Cinema a Pino” a cura dell’Associazione Santa Maria del Pino. Film del 2024, per la regia di Eran Riklis, ambientato nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, ha per protagonista una docente universitaria, Azar Nafisi, che, a causa delle condizioni politiche e sociali, lascia l’insegnamento e raccoglie intorno a sé sei delle sue giovani studentesse, che si tolgono il velo, parlano delle loro speranze, della loro femminilità e della loro ricerca di un posto in una società sempre più oppressiva.
L’ingresso è fissato a 5 euro, salvo abbonamento.
Si riprenderà venerdì 20 marzo alle ore 17 alla Biblioteca Civica di Chieri con “ Se potremo impedire a un cuore di spezzarsi. Ritratti e storie per dire basta alla violenza”, di Chiara Ceddia in collaborazione con il Centro Antiviolenza ”In rete” di Chieri. L’appuntamento prevede, oltre alla presentazione del libro, anche una mostra collegata che ritrae i volti delle protagoniste del volume, entrambe a cura dell’autrice, in un percorso visivo e narrativo pensato per sensibilizzare e stimolare una riflessione collettiva sul tema. Parte del ricavato derivante dalla vendita dei libri sarà devoluto a sostegno delle vittime di violenze.
La chiusura si terrà sabato 28 marzo alle ore 17 all’Auditorium di Pino con “Male-dette. Manuale di imprecazione etica” a cura di FIDAPA , con presentazione a cura di Stefania Doglioli ed Elena Miglietti, con un laboratorio interattivo della voce coach Sara Alessandra Sottile. Il manuale nasce con l’obiettivo di superare secoli di ingiuria e insulti spesso indirizzati al femminile, senza reprimere la legittima rabbia che porta i toni a crescere e il linguaggio a liberarsi, proponendo un uso consapevole delle parole.
“Queste iniziative testimoniano l’attenzione concreta che Pino Torinese dedica ai temi dei diritti, del rispetto e della valorizzazione delle donne – ha spiegato la Sindaca di PIno Torinese Alessandra Tosi – Non si tratta soltanto di eventi, ma di un percorso che coinvolge territori anche limitrofi, associazioni e cittadini, con l’obiettivo di rafforzare una sensibilità collettiva sulla parità di genere e trasformarla in una risorsa sociale e culturale. È attraverso momenti come questi che una comunità cresce e si riconosce nei principi di inclusione e partecipazione”
Mara Martellotta
Coppa Italia Boulder Giovanile, la prima tappa
| Grande festa sportiva alla Mondi Verticali di Teramo per la prima tappa della Coppa Italia Boulder Giovanile, appuntamento inaugurale del circuito dedicato esclusivamente alle categorie Under 15 e Under 17.
Un weekend intenso, caratterizzato da alto livello tecnico, entusiasmo e grande partecipazione, che ha ufficialmente dato il via alla stagione giovanile 2026.
Qualifiche: equilibrio e altissimo livello fin dal primo turno Le qualifiche hanno subito messo in evidenza la qualità dei giovani talenti italiani. Nella categoria U17 femminile, la romana Leonora Lucarelli (Hangar Frascati Climbing) si è portata al comando con una straordinaria serie di 4 flash su 6 top, seguita dall’arcense Chiara Franceschi (Arco Climbing), anch’essa con 6 top, e dalla veneziana Giorgia Zanetti (Intellighenzia Project), autrice di 5 top flash e 1 zona. Nel comparto U17 maschile si è stabilito un perfetto equilibrio in vetta tra il fiorentino Emiliano Zingrini (Crazy Center) e il veronese Pietro Franzoni (King Rock Climbing), entrambi con 6 top di cui 5 flash, tallonati dal padovano Leonardo Donola (Opera Verticale), anch’egli capace di chiudere tutti i blocchi proposti. Nella categoria U15 femminile, le uniche atlete a realizzare tutti e 6 i top sono state la romana Eva Luna Grella (Hangar Frascati Climbing), la bergamasca Matilde Zanardi (Orobia ASD) e la varesotta Greta Di Biase (Ragni di Lecco), dimostrando grande solidità tecnica. Tra gli U15 maschili, il fiorentino Matteo Franchi (Beta House) ha firmato l’en plein con 6 top di cui 4 flash, seguito dal torinese Mattia Dongiovanni (ASD Rotpunkt) e dal lucchese Niccolò Gatto (The Farm Boulder Gym).
Finali: talento e personalità sui blocchi decisivi Le finali hanno confermato il livello tecnico e la maturità agonistica dei giovani atleti. U17 Femminile Dopo il terzo posto in qualifica, Giorgia Zanetti ha ribaltato la classifica e ha conquistato l’oro con 59,5 punti. Argento per la genovese Maddalena Faragona (Sisport SSD) e bronzo per la bolognese Elisa D’Addario (Gollum Climbing Academy). U17 Maschile Anche in finale è proseguito il testa a testa tra i protagonisti delle qualifiche, che si è concluso con l’oro di Emiliano Zingrini, l’argento di Pietro Franzoni e il bronzo di Leonardo Donola. U15 Femminile Matilde Zanardi ha confermato l’ottima prova di qualifica e ha conquistato l’oro con 4 top. Secondo gradino del podio per Eva Luna Grella e terzo posto di bronzo per la bresciana Beatrice Bonardi (Mad Climbers). U15 Maschile Matteo Franchi, primo anche in qualifica, ha dominato la finale con 4 top, di cui 3 flash. Seconda piazza per il napoletano Carlo De Cristofaro (Star Wall Climbing Roma) e terza per Mattia Dongiovanni.
Prossima tappa: il circuito si decide a Piamborno La prova di Teramo rappresenta il primo capitolo di un breve circuito articolato su due tappe. La classifica finale della Coppa Italia Boulder Giovanile 2026 verrà definita con la seconda e conclusiva prova, in programma il 28-29 marzo a Piamborno (BS) presso la palestra Manopiede. Il futuro dell’arrampicata italiana è già in movimento: il circuito giovanile è partito con energia, qualità e grande entusiasmo.
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Grugliasco capitale mondiale delle schede telefoniche
Dal 17 al 19 aprile prossimi, presso il Parco Culturale Le Serre di Grugliasco, in provincia di Torino, si terrà la terza edizione del PIM- Phonecards International Meeting, il più importante evento internazionale al mondo dedicato alle schede telefoniche e alla telefonia storica.
La manifestazione si svolgerà nel salone “La Nave” in via Tiziano Lanza 31 e riunirà espositori e appassionati provenienti da numerosi Paesi, tra cui Sudafrica, Cina, Australia e gran parte d’Europa, confermandosi come punto di riferimento globale per lo scambio di materiale collezionistico e per l’incontro tra esperti ed appassionati.
L’edizione 2026 avrà un valore particolarmente simbolico poiché celebrerà il 50⁰ anniversario della nascita della scheda telefonica, una vera eccellenza del made in Italy, che ha segnato un’epoca e rivoluzionato le abitudini della comunicazione telefonica.
Per l’occasione il programma prevede la partecipazione di realtà storiche e istituzioni di rilievo come la multinazionale Urmet , SIDA e il Museo della Telefonia Pubblica di Alberi (PR) che contribuiranno a ripercorrere la storia e l’evoluzione di questo iconico oggetto.
L’organizzazione dell’evento è a cura di Worldwide Phonecards Collectors Club, associazione culturale senza scopo di lucro nata nel 2024 con l’obiettivo di rilanciare il collezionismo delle schede telefoniche, con espositori e visitatori provenienti da tutto il mondo che si riuniscono ogni anno ad aprile a Grugliasco .
“Sono davvero felice e orgoglioso della creazione di questo evento, di caratura internazionale – ha affermato Dario Gambardella, anima e presidente del Worldwide Phocarde Collectors Club – che ha trovato casa proprio in Piemonte, patria dell’innovazione nella telefonia domestica e nella comunicazione a livello nazionale”.
Un momento centrale della manifestazione sarà l’asta di beneficenza in programma sabato 18 aprile alle ore 14, il cui ricavato sarà interamente devoluto all’Istituto di Candiolo IRCCS, eccellenza torinese nella ricerca e cura oncologica. L’iniziativa conferma l’impegno del PIM nel sostenere progetti di valore sociale e scientifico.
Il PIM non si rivolge soltanto ai collezionisti più esperti , ma rappresenta anche un’occasione per i visitatori che desiderano rivivere gli anni Novanta e i primi anni Duemila, quando telefonare dalla cabina era un rito quasi quotidiano.
Molto partecipanti approfitteranno della presenza di specialisti per far valutare le proprie collezioni o materiali ritrovati o ereditati .
L’ingresso alla manifestazione è gratuito.
L’evento sarà inaugurato venerdì 17 aprile alle ore 11 alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni.
Aperture:
venerdì 17 aprile dalle 12 alle 18.30
Sabato 18 aprile dalle 10 alle 18.30
Domenica 19 aprile dalle 10 alle 17.
Mara Martellotta
La tenue trama dell’acqua di lago
Bonaccia, tempesta, onda, schiuma, increspature del vento, sciabordio lungo i moli. Chi è nato sulle rive del Verbano o del Cusio, come i persici, ha nel sangue la trama dell’acqua del lago. Non è cosa che si possa capire fino in fondo se non s’avverte dentro, nel profondo di se stessi. Si avverte, si prova un debole per quei ghirigori disegnati dalle correnti in superficie. Sono disegni, rughe cesellate nell’istante stesso che precede la loro cancellazione da un’altra onda. Affascina lo scorrere lento della corrente nelle vicinanze delle foci degli immissari, con i pesci che si mettono di traverso, puntando il muso in senso opposto, tenaci come salmoni pronti a spiccare il salto. Come ogni cosa viva mettono a nudo il loro spirito ribelle e stanno lì, in direzione ostinata e contraria. Anche i colori del laghi a nord del Piemonte – Maggiore, d’Orta, Mergozzo – il più delle volte, non s’accontentano delle mezze misure prediligendo tonalità forti: grigio metallo e antracite sotto la pioggia battente d’inverno; verdeazzurro carico, pieno di vita e di promesse in tarda primavera; dolente e malinconico, pur senza rassegnazione, negli autunni dove il colore delle foglie dei boschi tinge di giallo e arancio il riverbero dell’acqua vicino alle rive. Sul Cusio, nell’ombra di una nuvola che accarezza il Mottarone e fugge via, rapida, verso l’alta Valsesia, irrompe la scia di una barca a motore che taglia a metà l’immagine riflessa per poi lasciare all’acqua il compito di ricomporla, con le forme morbide e mosse di un’opera di Gaudì. Torce le immagini, le confonde. A volte le piccole onde appaiono e scompaiono a pelo d’acqua lasciando immaginare le squame del mostro del lago. Ma ci sarà poi davvero, il mostro del lago? E cosa potrà mai essere? Uno di quei draghi che infestavano l’isola prima che San Giulio li scacciasse, arrangiatosi a vivere nei fondali più scuri per scansare l’esilio? E’ maschio o è femmina, come quella creatura scozzese che non ama farsi fotografare? Questo è il lago d’Orta. E nel lago, questo è certo, vivono quei pesci che hanno poca voglia di farsi pescare. Sostando sulle rive dell’Orta o del Maggiore si avverte subito l’odore dell’acqua. Un odore forte, intenso, d’alga e di sassi bagnati, del legno tirato a lucido e verniciato di fresco del fasciame delle imbarcazioni, di quel vento che viaggiando raccoglie e conserva odori e profumi. Le prime canne da pesca, rudimentali attrezzi di bambù che da ragazzi ci si costruiva da soli, nel tempo si sono raffinate grazie alle mani esperte di artigiani di talento. Ora le usano in pochi, sostituite da quelle lucenti, super tecnologiche, leggere e flessibili come giunchi. Le canne telescopiche al carbonio sono però troppo sensibili per le mani segnate dai calli dei vecchi pescatori. Se proprio occorre ammodernarsi, meglio quelle robuste, affidabili, in solida vetroresina. Si sentono bene al tatto, stringendole tra le dita. Quasi tutti gli amici possiedono canne simili. E spesso, insieme, si va a pescare. Un modo come l’altro per stare in compagnia, rievocando scampoli di vecchie memorie. Secondo voi, tra amici, solitamente dove ci si trova? All’osteria per una bevuta e quattro chiacchiere? Al Circolo per una partita a scala quaranta, una briscola chiamata o una più impegnativa scopa d’assi? Alla balera, per fare quattro salti in compagnia di quelle che un tempo furono ragazze e oggi, sempre più spesso,sono diventate delle vedove? Secondo voi, dove ci si trova? Al bar, al cinema, sulle gradinate di un campo di calcio di periferia guardando l’arrancare dietro una sfera di cuoio giocatori di squadre che spesso perdono, qualche volta pareggiano e raramente vincono? O magari giù in piazza, seduti in fila su una panchina a guardar passare la gente, commentare le novità e le maldicenze, discutendo di sport e di politica? Il mondo è paese, si sa, e anche i passatempi sono più o meno gli stessi. Ma con gli amici abbiamo deciso diversamente. Con rispetto per tutti abbiamo scelto un’altra strada. Intendiamoci: le cose citate le facciamo anche noi, per carità. Si fanno, si fanno ma quando decidiamo di stare in compagnia ci si trova tra di noi in riva al lago. Là dove il Cusio fa una piccola ansa va in scena da tantissimo tempo, quasi fosse una rappresentazione di tragedia greca, l’infinita gara a chi dimostra d’essere il più scaltro tra la combriccola di stagionati pescatori e quei persici diventati, con il tempo e con l’età, sempre più furbi e sospettosi. Chi abbocca? Chi fa la figura del pesce lesso? Noi, facendoci prendere per il naso da quei ciprinidi a strisce – pesci “della Juve” come dice storcendo il naso uno dei nostri, granata fino al midollo – o loro, ingannati dall’esca luccicante e dall’incontenibile golosità? Difficile dirlo. Ci si scambia spesso di ruolo, nonostante la sfuggevole abilità dei guizzanti abitanti del lago. Ma questa è la storia che accompagna le storie di chi è nato e vive sui laghi e che sente scorrere dentro di sé la trama fluida dell’acqua dolce.
Marco Travaglini
