Chi conosce il mondo degli sport da combattimento sa che sotto la Mole la tradizione della boxe e della kickboxing è radicata da generazioni. Ma c’è una disciplina che i fan torinesi hanno sempre dovuto guardare in televisione, o per cui sono stati costretti a viaggiare per chilometri: le Arti Marziali Miste. Trovare una card professionistica di MMA a Torino è un evento più unico che raro, un vuoto che la città si appresta finalmente a colmare con una notte senza precedenti.
Il prossimo domenica 28 giugno 2026, sotto i patrocini istituzionali di Consiglio Regionale del Piemonte, Città Metropolitana e Comune di Torino, le luci del ONE Club (Corso Massimo D’Azeglio, 11) si accenderanno sulla Torino Fight Night. L’arena, che registra già il tutto esaurito sulle tribune per il suo innovativo format “dinner-show” a bordo ring, ospiterà il primo, attesissimo match della card con i guantoni a quattro once, le dita scoperte e le regole totali della gabbia.
Davide Scarano: l’orgoglio di Mirafiori a difesa del territorio
A rappresentare la bandiera di casa ci sarà quello che gli addetti ai lavori considerano il dominatore indiscusso della categoria in Italia: Davide Scarano. Cresciuto e forgiato a Mirafiori, Scarano è il classico fighter cresciuto con una mentalità solida, radicata in un background profondissimo di Brazilian Jiu Jitsu.
Il suo non è solo un nome noto a livello locale: il torinese ha già respirato il fuoco dei palcoscenici internazionali più prestigiosi d’Europa, come il celebre Cage Warriors (la storica promotion che ha lanciato leggende del calibro di Conor McGregor). Come si vede anche nel poster ufficiale dell’evento, scarano gulomov.png, Scarano porta sul ring la freddezza di chi sa come asfissiare l’avversario con un ground game spietato e una pressione costante, trasformando ogni incontro in una guerra di logoramento a terra.
Fayzali Gulomov: l’assaltatore che vuole zittire il palazzetto
Dall’angolo opposto arriverà un atleta che non ha nessuna intenzione di rispettare i pronostici della vigilia. Fayzali Gulomov, nato in Tagikistan ma adottato marzialmente da Firenze, è un talento puro con un fiuto innato per la finalizzazione rapida.
Gulomov è una vera macchina da sottomissioni, e la sua ghigliottina è temuta in tutto il circuito nazionale per la sua rapidità e precisione. Arriva sotto la Mole con la mente sgombra di chi non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare: il suo unico obiettivo è scardinare i piani di Scarano e prendersi la vittoria davanti al pubblico di casa del rivale.
Uno spettacolo da Las Vegas, ma a Torino
L’inserimento delle MMA in una kermesse che vede già il grande ritorno della boxe professionistica e i titoli internazionali di kickboxing è la mossa che trasforma la Torino Fight Night in un appuntamento storico per lo sport piemontese. L’appuntamento è fissato per le ore 18:30.
Per chi volesse tentare di accaparrarsi gli ultimissimi tavoli rimasti per vedere i match a pochi centimetri dall’azione, i biglietti sono disponibili sul portale: www.one-torino.it.
“Dialogues avec les images” rappresenta un progetto di cooperazione culturale, didattica e formativa tra Italia e Senegal, che mette in relazione istituzioni accademiche, docenti e studenti di due Paesi attraverso la fotografia e le arti visive. Ideato e promosso dalla Fondazione Garuzzo, ente culturale senza scopo di lucro con sede a Torino che, dal 2005, opera nella diffusione in Italia e nel mondo dell’arte contemporanea, in collaborazione con l’ISIA (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino), l’Ambasciata d’Italia a Dakar e l’Istituto Italiano di Cultura a Dakar, il progetto prende avvio nelle prime settimane di luglio 2026, e costruisce un percorso condiviso di formazione e produzione artistica con l’obiettivo di avviare un dialogo strutturato e continuativo tra sistemi culturali accademici europei e africani.
L’iniziativa si inserisce in una fase di rafforzamento delle relazioni diplomatiche culturali tra Italia e Africa, oggi al centro di un ri notato dialogo strategico ch3 coinvolge cooperazione internazionale, formazione, mobilità accademica, sviluppo sostenibile e diplomazia culturale. In questo contesto la fotografia è intesa come un dispositivo di relazione e linguaggio operativo comune, capace di attivare pratiche di scambio che superino la dimensione espositiva per entrare nel campo della coproduzione il progetto si sviluppa attraverso fasi successive che intrecciano workshop, produzione di opere, esposizione pubblica, editoria e consolidamento istituzionale. La fase iniziale del progetto si svolge in Senegal, con due workshop tematici tra Dakar e Saint-Louis. I laboratori sono condotti congiuntamente da docenti dell’ISIA di Urbino e da docenti delle Istituzioni senegalesi partner, coinvolge do studenti selezionati dell’ISIA, dell’École des Arts di Dakar e dell’Università Gaston Berger di Saint-Louis.
Il gruppo di lavoro internazionale e interdisciplinare, opera in condivisione progettuale in cui la produzione fotografica nasce dall’interazione diretta tra pratiche didattiche e contesti culturali differenti. L’obiettivo non è la semplice documentazione, ma la costruzione di un corpus di immagini originali, sviluppato attraverso un processo di confronto continuo.
I primi risultati del workshop troveranno una prima restituzione pubblica nell’autunno del 2026, con una mostra collettiva allestita negli spazi dell’Istituto Italiano di Cultura di Dakar. L’esposizione sarà inserita all’interno di Dak’Art OFF, programma collaterale della Biennale d’Arte di Dakar, che si svolgerà dal 19 novembre al 19 dicembre 2026 e rientrerà nel festival Partcours che, ogni anno, costruisce una rete diffusa di istituzioni, musei e spazi indipendenti nella città.
La Biennale di Dakar, tra le più importanti piattaforme dedicate all’arte contemporanea africana e della diaspora, rappresenta, da oltre trent’anni, un punto ristoro riferimento internazionale per la ricerca artistica, il confronto culturale e la riflessione sulle trasformazioni sociali e politiche del presente. Fondata nel 1990, si distingue per la capacità di intrecciare pratiche artistiche e riflessione pubblica.
In occasione dell’inaugurazione verrà presentata una pubblicazione dedicata al progetto, accompagnata da un programma pubblico di incontri, talk, tavole rotonde e proiezioni con artisti, curatori e studiosi italiani e senegalesi. Il volume, pubblicato in italiano e in francese, è concepito come un dispositivo editoriale autonomo rispetto alla mostra: alle immagini si affiancano contributi scientifici che ampliano il campo di riflessione sul progetto e sui suoi processi di lavoro. Il progetto grafico è affidato a ISIA Urbino, mentre la pubblicazione è edita da Skinnerboox, realtà di riferimento internazionale nel panorama del libro fotografico.
Mara Martellotta
A cura di Accademia IUAD, tra creazioni ispirate all’antico Egitto
Al Museo Egizio di Torino, nella giornata di martedì 9 giugno, Accademia IUAD presenta un progetto espositivo finalizzato a valorizzare l’arte e la creatività emergenti tra visionarietà, moda contemporanea, simbolismo ancestrale e patrimonio culturale dell’antico Egitto. “HIEROGLAM” è il nome della mostra voluto dai suoi curatori, Pasquale Esposito e Francesco Maffei, che hanno coinvolto un gruppo di studenti delle sedi IUAD di Napoli e Milano per realizzare una sorta di “capsule collection” composta da circa trenta abiti ispirati all’estetica, ai rituali e alla potenza iconografica dell’universo egizio.
Si tratta di un percorso immersivo in cui l’abito muta in esperienza sensoriale, evocazione simbolica e dispositivo narrativo. La mostra accoglie inoltre una selezione di capi provenienti da Archivio di Ricerca Mazzini, luogo di riferimento internazionale per la ricerca e la conservazione della moda storica, con creazioni iconiche firmate da Issey Miyake, Gianfranco Ferré, Roberto Cavalli, Alexander McQueen e altri protagonisti della couture internazionale. HIEROGLAM rappresenta un esempio virtuoso di sinergia tra formazione, cultura e creatività contemporanea, una riflessione sulla necessità di dare senso, significati, identità e appartenenza attraverso la moda e il glamour, un progetto in cui antico e moderno si fondono in una chiave visiva e sensoriale capace di restituire alla moda il suo significato più profondo, quello di linguaggio simbolico, rito identitario e forma di trasformazione. Gli studenti IUAD rileggono l’immaginario dell’antico Egitto attraverso una sensibilità contemporanea, trasformando simboli rituali, armature, amuleti e iconografie divine in volumi scultorei, superfici luminose e tessuti stratificati. Ogni creazione diventa così una presenza evocativa, sospesa tra memoria archetipica e visione futuristica.
I giovani protagonisti dell’esposizione sono i designer Francesca Miniati, Anna Martinetti, Chiara Prearo, Davide Grasso, Chiara Corbo Tedesco, Chiara Stelluto, Chaia Michelle, Fabiana Parente, Salvatore Marigliano, Anita Cimmino, Nicole Sciamanna, Federica Lombardi, Sofia Vettorato, Giulia Gaeta, Alessia Russo, Carmela Alfieri, Francesca Esposito, Jara Apicella, Martina Bianco, Noemi Avallone, Antonio Di Matteo, Isidis Mercuri, Francesco Vitale, Aurora Vigevani, Michelangelo Tagliatela, Marianna Licciardi, Ludovica Capasso, Emiliana Pagliafora, Martina Sorvino, Salvatore Riccio, Simone Spera, Josè Samuel Lesta, Gaetano Pignatelli e Bautista Mary Chluie.
Ogni creazione in mostra diventa una meditazione visiva sull’archetipo: il sole, il serpente, l’occhio, la piramide, le divinità ibride e gli antichi codici spirituali riemergono in una nuova forma estetica, dove il ka e il ba (forza vitale e anima mobile) ispirano volumi fluidi, accessori rituali e palette che fondono oro solare, blu del Nilo, nero cosmico e rosso desertico.
Il visitatore entra così in uno spazio sospeso tra culto dell’immagine e potere del simbolo, nel quale ogni ambiente si trasforma in soglia, ogni abito in presenza evocativa: non solo una mostra, ma un’esperienza immersiva dove il corpo si fa mito e il tessuto diventa rivelazione.
Mara Martellotta
TORINO – Il Po si presenta con un aspetto insolito già alle porte dell’estate. Nel tratto cittadino del fiume, ampie distese di vegetazione acquatica stanno emergendo con settimane di anticipo rispetto a quanto osservato in passato, attirando l’attenzione di sportivi, ambientalisti e frequentatori delle rive.
Le alte temperature registrate tra la primavera e l’inizio di giugno, unite a una riduzione della portata d’acqua, hanno creato le condizioni ideali per la crescita di alghe e piante acquatiche. In diversi punti del corso d’acqua si osservano chiazze verdi sempre più estese che rallentano il movimento dell’acqua e modificano il paesaggio fluviale.
Le prime conseguenze si stanno facendo sentire soprattutto tra i circoli remieri torinesi. Gli atleti segnalano difficoltà durante gli allenamenti, con remi e imbarcazioni che finiscono spesso impigliati nella vegetazione sommersa. Una situazione che, oltre a compromettere l’attività sportiva, comporta maggiori interventi di manutenzione e pulizia.
Il fenomeno è strettamente legato all’andamento climatico degli ultimi mesi. Le precipitazioni inferiori alla media e il progressivo abbassamento dei livelli idrici hanno ridotto la velocità della corrente, favorendo la proliferazione di specie vegetali che trovano nelle acque più calme un ambiente favorevole alla crescita.
Gli esperti invitano tuttavia a non associare automaticamente la presenza di alghe a un peggioramento della qualità dell’acqua. La loro diffusione può essere influenzata da molteplici fattori naturali, tra cui temperatura, luminosità e disponibilità di nutrienti. Quando però la crescita diventa particolarmente intensa, possono verificarsi alterazioni dell’equilibrio dell’ecosistema fluviale, con possibili ripercussioni sulla fauna acquatica e sull’ossigenazione dell’acqua.
Il caso del Po torinese rappresenta anche uno degli effetti più evidenti dei cambiamenti climatici che stanno interessando il Nord Italia. Le alternanze tra lunghi periodi asciutti e precipitazioni concentrate in pochi episodi estremi stanno modificando il comportamento dei corsi d’acqua, rendendo sempre più frequenti fenomeni che fino a pochi anni fa erano considerati eccezionali.
Foto Igino Macagno
Tragico schianto nel primo pomeriggio di oggi, martedì 9 giugno, sull’ex statale 228 a Piverone. Nello scontro tra un’auto e una moto ha perso la vita il centauro. Per cause ancora in fase di accertamento, i due mezzi sono entrati in violenta collisione.
Ad avere la peggio è stato il conducente della due ruote, un uomo di 46 anni italiano, deceduto sul colpo a causa del terribile impatto. Sul posto sono arrivate diverse ambulanze del 118 Azienda Zero e l’elisoccorso. L’équipe medica ha tentato a lungo di rianimare l’uomo, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare se non constatare il decesso.
Sul posto sono giunti i carabinieri della compagnia di Ivrea per effettuare i rilievi, ricostruire la dinamica dell’accaduto e gestire la viabilità dell’area. La strada provinciale è stata temporaneamente chiusa al traffico nel tratto interessato per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi in sicurezza.
VI.G
Disagi e paura sul raccordo Torino-Pinerolo, nei pressi dello svincolo di Orbassano, dove un carro attrezzi che trasportava una Fiat Panda ha improvvisamente preso fuoco. È successo intorno all’ora di pranzo di oggi, martedì 9 giugno. Le fiamme sono divampate in direzione Torino, sollevando una spessa colonna di fumo visibile anche da lontano e rendendo necessaria la chiusura temporanea della tratta per consentire le operazioni di spegnimento in sicurezza.
Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Pinerolo e Torino Lingotto, che hanno spento il rogo sui veicoli. Il conducente, rimasto sotto shock, è stato soccorso dagli operatori della Croce Bianca di Rivalta (in servizio per il 118 Azienda Zero) e trasportato all’ospedale San Luigi di Orbassano. Per i rilievi sono giunti gli agenti della polizia stradale di Torino‑Settimo, affiancati dagli ausiliari della viabilità di Itp per gestire la viabilità e i disagi.
VI.G
Si è svolto questa mattina, alla presenza del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani, presso il Cortile d’Onore della Questura di Torino, il convegno dal titolo “Informare per rassicurare. L’equilibrio tra diritto di cronaca e presunzione di innocenza”, un momento di confronto e approfondimento dedicato al rapporto tra informazione e tutela dei diritti.
Ad aprire il convegno è stato il Questore di Torino, Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza Massimo Gambino.
All’incontro, moderato dal Direttore del quotidiano La Stampa, Andrea Malaguti, hanno preso parte il Procuratore della Repubblica di Torino Giovanni Bombardieri, il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte Stefano Tallia e il Segretario del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torino Claudio Strata. Ciascuno ha offerto il proprio contributo sul rapporto tra la corretta informazione e la presunzione di innocenza.
Il Capo della Polizia nel suo intervento ha sottolineato la necessità di una riflessione sul giudizio di interesse pubblico alla notizia previsto oggi dalla normativa.
“La valutazione dell’interesse pubblico alla notizia porta con sé anche la valutazione della pubblica sicurezza, rimessa esclusivamente alle Autorità locali del Prefetto e del Questore. Nel concetto di interesse pubblico rientra sicuramente questo aspetto e quindi la valutazione della diffusione di una notizia non può prescindere da considerare quanto essa incida sulla pubblica sicurezza e sulla prevenzione dei reati, che sono funzioni demandate alle forze di polizia. In una società di relazioni, amplificate anche dai social, com’è la nostra, l’interesse pubblico alla notizia è individuabile anche nel diritto dei cittadini a sapere che, ad esempio, un imprenditore è stato indagato, ciò per evitare di entrare in rapporti commerciali con lui e subire un’interdittiva antimafia. Ma il cittadino ha diritto anche di sapere che un suo conoscente è stato indagato, per evitare che venga controllato dalle forze di polizia insieme a lui e possa incorrere in sanzioni amministrative, come la revoca del porto d’armi. Sono tutti esempi reali che ricadono in quell’ampio concetto di interesse pubblico che deve essere valutato per divulgare alla stampa una notizia. Sono esempi reali che pongono interrogativi sulla norma attuale, sulla sua efficacia e sulle conseguenze pratiche per i cittadini e per la pubblica sicurezza.” Pisani si è soffermato anche su un altro tema centrale: il rapporto tra la libertà di informazione, il potere delle forze dell’ordine di rimuovere contenuti dai social network e il ruolo dell’autorità giudiziaria. “Innanzitutto, esiste un limite alla rimozione dei video sui social network. Oggi le forze di polizia possono ordinare la rimozione immediata di un contenuto online solo per motivi molto gravi, come il terrorismo o la pedopornografia, ma se qualcuno pubblica sui social il video di una rapina per “esaltare” il crimine, e questo video riceve molti “like”, la legge attuale non permette alle autorità di chiederne la rimozione immediata. Questa norma andrebbe modificata o, quantomeno, ridiscussa. Un altro tema è la trasformazione del mondo dell’informazione da verticale a orizzontale. Oggi le notizie si diffondono in modo diretto e immediato tramite la rete e i cittadini. Non passano più solo attraverso i media tradizionali, come i telegiornali o i quotidiani. A causa di questa velocità e viralità il semplice comunicato stampa successivo alla risoluzione del caso non riesce a bilanciare la notizia del fatto accaduto”.
Al termine del convegno è stata presentata, presso l’Ufficio di Gabinetto della Questura, una galleria fotografica, realizzata con la collaborazione di Unione Industriali Torino.
L’allestimento ha preso spunto da alcune prime pagine del quotidiano La Stampa, che ha la maggiore tiratura e diffusione a Torino, relative a momenti significativi per la Città metropolitana a cui sono collegate immagini che cristallizzano l’attività nel corso del tempo della Polizia di Stato sul territorio torinese.
Corsa dell’Aurora d’Estate, prima edizione
E’ stata presentata oggi a Torino la prima edizione della Festa dello Sport – Corsa dell’Aurora d’Estate, iniziativa promossa da GOfit insieme alla Città di Torino e alla Circoscrizione 7, in programma domenica 21 giugno nel quartiere Aurora.
L’evento nasce con l’obiettivo di attivare il quartiere attraverso lo sport, creando un momento di partecipazione aperto a tutta la cittadinanza e contribuendo al benessere della comunità, non solo dal punto di vista sportivo ma anche sociale.
Cuore della giornata sarà la “Corsa dell’Aurora d’Estate”, una corsa non competitiva di 5 km con partenza dal centro GOfit Mercato dei Fiori, che attraverserà alcuni dei luoghi simbolo del quartiere — dai Giardini Lavazza al Lungo Dora — coinvolgendo runner, famiglie e cittadini.
A seguire, la giornata proseguirà con attività sportive gratuite all’aperto, aperte a tutte le età, negli spazi adiacenti al centro.
L’iniziativa avrà inoltre una forte componente solidale: il 100% del ricavato delle iscrizioni sarà destinato alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e alle scuole del quartiere Aurora, a sostegno di progetti legati alla sanità e all’istruzione.
L’amministrazione comunale, consapevole dell’impatto dei cantieri di sottoservizi e manutenzione stradale sulla viabilità cittadina e della necessità di programmare in modo efficiente ed ordinato i vari interventi, si è da tempo dotata di una regia cantieri, un coordinamento tra uffici comunali, polizia locale e società di sottoservizi, che si riunisce settimanalmente per raccogliere le esigenze di intervento su tutto il territorio cittadino e pianificare le ordinanze che riguardano la viabilità. Questo lavoro ha costituito il punto di partenza per realizzare la piattaforma che, attraverso la digitalizzazione di tutti i processi, rappresenta una rivoluzione del modo in cui la pubblica amministrazione e i partner strategici pianificano, gestiscono e monitorano lo spazio pubblico della città.
“Sappiamo bene – sottolinea il sindaco Stefano Lo Russo – come interventi necessari, quale ad esempio la riasfaltatura di una strada dove il manto è ammalorato, possano rappresentare un disagio per i cittadini che ogni giorno quella strada la percorrono. Ancora di più se, qualche mese dopo, quella strada viene interessata da nuove manutenzioni. Ecco perché abbiamo deciso di dotarci di uno strumento che ci aiuti a massimizzare gli investimenti riducendo al minimo i disagi. La piattaforma digitale costituisce un esempio virtuoso di come la tecnologia possa aiutarci ad efficientare i processi, con un beneficio tangibile sulla qualità della vita quotidiana dei cittadini. Grazie a una gestione integrata, ridurremo i disagi legati ai cantieri stradali, alla manutenzione del verde urbano, agli eventi, assicurando uno sviluppo del territorio coerente, coordinato e tempestivo”.
“È stato fatto un enorme lavoro di revisione delle procedure – spiega l’assessora alla Transizione Digitale e Viabilità Chiara Foglietta – con la digitalizzazione completa di processi che, sino ad oggi, avvenivano in parte ancora con modulistica cartacea. Questo strumento ci permetterà di avere un quadro sempre completo e aggiornato di quello che avviene e dovrà avvenire sul suolo cittadino, mettendoci nelle condizioni di evitare sovrapposizioni e conseguenti disagi per la viabilità e la cittadinanza”.
La piattaforma, co-finanziata tramite fondi Pon Metro Plus, è stata sviluppata dalla divisione Progetti Speciali e il servizio Sistemi Informativi e rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di transizione digitale intrapreso dalla Città di Torino.
“La gestione dello spazio urbano in una grande città metropolitana – aggiunge la direttrice generale della Città di Torino Alessandra Cimadom – è per sua natura complessa e frammentata, coinvolgendo molteplici attori interni ed esterni. La piattaforma risponde a questa complessità con uno strumento unico, centralizzato e coordinato in grado di supportare la programmazione e la gestione di tutte le azioni di manutenzione e trasformazione del suolo pubblico. Questo include una visione d’insieme su cantieri stradali, interventi sui sottoservizi, gestione del verde pubblico, organizzazione di grandi eventi e viabilità. Per raggiungere questo risultato, è stato necessario intraprendere due grandi sfide, ovvero la digitalizzazione e reingegnerizzazione dei processi, rivedendo completamente i flussi di lavoro che determinano la trasformazione fisica della città, e la costruzione di un ecosistema decisionale basato sui dati, in cui ogni proposta di intervento è georeferenziata, permettendo così di analizzare in anticipo le sovrapposizioni temporali e spaziali (evitando, ad esempio, che una strada appena riasfaltata venga subito riaperta per altri lavori di posa di sottoservizi)”.
Un lavoro che si basa su tre pilastri tecnologici interconnessi, ciascuno dedicato a una specifica fase del ciclo di vita della pianificazione urbana:
CityBlocks: lo strumento di ingresso delle informazioni (fase di input). Consente a tutti gli operatori abilitati — inclusi gli uffici comunali, le aziende municipalizzate e i grandi utenti (come i gestori di servizi di rete) — di inserire direttamente nel sistema le proprie proposte di intervento sul suolo pubblico.
CityPlanner: il cuore pulsante del sistema, uno strumento trasversale dedicato alla regia e al coordinamento. Permette di visualizzare in modo sinottico e integrato tutte le proposte pervenute, facilitando la programmazione temporale, la risoluzione delle interferenze spaziali e l’accettazione formale degli interventi.
CityMonitor: la componente di verifica e aggiornamento sul campo. Consente ai tecnici comunali e alle maestranze di inserire, aggiornare e monitorare in tempo reale lo stato di avanzamento delle attività e tutte le informazioni territoriali rilevanti direttamente dal luogo dell’intervento.
La piattaforma vede attivi oggi 36 soggetti, suddivisi tra 13 uffici comunali interni e 23 grandi utenti (società fornitrici di servizi, utility).
È già operativa da qualche mese in fase di test durante la quale sono state gestite interamente in digitale oltre 4mila istanze di manomissione del suolo pubblico, con una notevole riduzione dei tempi di istruttoria.
La sfida ora è di consolidare l’utilizzo di questo strumento innovativo, misurandone gli effetti nella programmazione (i primi si vedranno già tra qualche settimana) e di integrarlo di nuove funzioni: l’obiettivo infatti è di renderlo operativo su tutta la gestione del territorio. La prossima tappa riguarderà la programmazione degli interventi sul verde, mentre entro la fine del 2027 il sistema dovrebbe entrare a regime per la gestione digitale di tutti gli eventi cittadini.
TorinoClick