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Front Canavese, USIC: “Carabiniere travolto. Basta retorica, servono tutele reali e un contratto dignitoso”

 

“La Segreteria Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri, esprime la massima vicinanza e la totale solidarietà al collega in servizio presso la Stazione Carabinieri di Rivara, investito volontariamente nella notte da un automobilista durante un posto di controllo a Front Canavese. Dopo aver travolto il militare, il conducente si è dato alla fuga. Grazie alla tempestiva e incisiva attività di polizia giudiziaria avviata dai Carabinieri sul territorio, il responsabile è stato rapidamente rintracciato. Si tratta di un soggetto già noto ai colleghi del Comando Arma CC di Rivara che è stato arrestato e sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con le accuse di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Ancora una volta ci troviamo a commentare un episodio inaccettabile, nel quale un appartenente alle Forze dell’Ordine ha rischiato la vita mentre garantiva sicurezza e legalità sul territorio. Al collega ferito rivolgiamo i nostri più sinceri auguri di pronta guarigione. Qualora fosse interessato, USIC metterà a sua disposizione il proprio pool di avvocati, affinché possa ricevere assistenza e tutela legale in tutte le fasi necessarie.

Non possiamo però ignorare l’ennesimo cortocircuito: da una parte la politica e il Governo dichiarano vicinanza al personale del Comparto Sicurezza, dall’altra non vengono individuate le risorse necessarie per garantire un rinnovo contrattuale dignitoso a chi rischia ogni giorno la propria incolumità. Le pacche sulle spalle non bastano più. Servono tutele concrete, investimenti adeguati e un riconoscimento economico e professionale coerente con i rischi, le responsabilità e i sacrifici affrontati quotidianamente dalle donne e dagli uomini dell’Arma dei Carabinieri. Auspichiamo che le Istituzioni intervengano con fermezza, riconoscendo al personale in uniforme il rispetto e le garanzie che merita. Difendere chi garantisce la sicurezza dei cittadini deve tornare a essere una priorità reale e non soltanto dichiarata”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).

Toro, al via la nuova stagione: Abate guida la ripartenza da Pinzolo

Foto Claudio Benedetto 

Prende ufficialmente il via oggi, lunedì 13 luglio, la stagione 2026-2027 del Torino. Dopo i primi giorni di lavoro al Filadelfia, i granata hanno raggiunto Pinzolo, sede del ritiro estivo che accompagnerà la squadra fino al 25 luglio. Inizia così una nuova era sotto la guida di Ignazio Abate, chiamato a rilanciare le ambizioni del club dopo il cambio in panchina.

Il tecnico potrà iniziare a plasmare il suo Toro puntando su intensità, organizzazione e un’identità di gioco ben definita. Il gruppo lavorerà tra sedute atletiche, allenamenti tecnico-tattici e una serie di amichevoli utili per mettere minuti nelle gambe e testare i nuovi meccanismi.
Sul fronte mercato, la principale novità è rappresentata dall’arrivo dell’esterno offensivo Gaetano Oristanio, primo rinforzo ufficiale dell’estate granata. La società è inoltre al lavoro per regalare ad Abate altri innesti, soprattutto a centrocampo e in difesa, con l’obiettivo di consegnargli una rosa più competitiva prima dell’inizio del campionato.
L’entusiasmo dei tifosi accompagna questa ripartenza, alimentata dalla curiosità per il nuovo progetto tecnico e dalla voglia di vedere un Torino capace di alzare l’asticella. Le prossime settimane di ritiro saranno fondamentali per costruire la squadra che affronterà la stagione 2026-2027 con rinnovate ambizioni.

Enzo Grassano

È morto Paolo Fresco, guidò la Fiat negli anni della svolta internazionale

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Con la scomparsa di Paolo Fresco, avvenuta all’età di 93 anni, il mondo dell’industria perde uno dei manager italiani che hanno maggiormente contribuito a portare il sistema manifatturiero nazionale sulla scena globale. Tra il 1998 e il 2003 fu presidente della Fiat, chiamato a ricoprire l’incarico in una fase particolarmente delicata della storia del gruppo torinese.
Milanese di nascita e genovese d’adozione, Fresco costruì gran parte della propria carriera negli Stati Uniti. Dopo una lunga esperienza ai vertici della General Electric, dove ricoprì ruoli di primo piano, tornò in Italia su richiesta di Gianni Agnelli per assumere la guida della casa automobilistica del Lingotto, allora impegnata ad affrontare le profonde trasformazioni del mercato mondiale dell’auto.
Il suo mandato coincise con un periodo di importanti cambiamenti strategici. Tra le decisioni più rilevanti vi fu l’accordo siglato nel 2000 con General Motors, un’alleanza che nelle intenzioni avrebbe dovuto rafforzare la competitività internazionale della Fiat. L’operazione ebbe uno sviluppo diverso da quello immaginato inizialmente, ma le condizioni negoziate permisero negli anni successivi al gruppo torinese di ottenere un rilevante indennizzo economico quando la partnership venne sciolta.
Fresco rimase alla presidenza fino al 2003, accompagnando l’azienda in una fase complessa sotto il profilo industriale e finanziario. Il suo nome resta legato al tentativo di imprimere alla Fiat una visione sempre più internazionale, facendo leva sull’esperienza maturata nelle grandi multinazionali americane.
Alla notizia della sua morte sono arrivati numerosi messaggi di cordoglio dal mondo economico e imprenditoriale. Tra questi anche quello del presidente di Stellantis, John Elkann, che ha ricordato Fresco come «un grande italiano», sottolineando il contributo dato nel proiettare la Fiat verso una dimensione globale.

Comitato Salviamo gli Alberi di corso Belgio: “Ancora notizie false”

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Riceviamo e pubblichiamo

Corre un passaparola tra alcune testate giornalistiche, su alberi adulti “sradicati” in corso Belgio dopo la tempesta di sabato 11 luglio. Secondo alcune testate uno, secondo un’altra ben cinque.

Delle centinaia di interventi dei Vigili del Fuoco per rami spezzati in città, ancora una volta fa più sensazione scegliere una zona di conflitto e isolarla, e soprattutto dare notizie inattendibili. 

La verità è che, anche stavolta, da alcuni alberi di corso Belgio si sono staccati rami. Nessun fusto e nessun apparato radicale ha ceduto. Sarebbe potuto succedere, perché raffiche di vento sopra una certa velocità abbattono qualsiasi pianta, indipendentemente dal suo stato o età. 

Di sradicato risulta il palo del semaforo all’incrocio con corso Cadore, crollato come gli alberelli di recente messa a dimora in giro per la città (alleghiamo foto di via Filadelfia). 

Allo stesso tempo queste potature (e, ahinoi, capitozzature), avvenute come in altri anni fuori periodo corretto, non solo per la presenza di nidi ma anche per la biologia delle piante, hanno contribuito a indebolire queste ultime, esponendone improvvisamente parti al sole e soprattutto privandole degli strumenti per esercitare le loro funzioni vitali, le foglie.

Alcune cronache, sorvolando sulla veridicità dei fatti, preferiscono dare un “aiutino” al Comune di Torino, che risulta in difficoltà nel far accettare alla cittadinanza la sostituzione di alberate in modo indiscriminato. 

Una precisazione infine è doverosa: al contrario delle menzogne riportate da un articolo di un quotidiano del 12 luglio  – in corso Belgio il Comune non ha pianificato la rimozione di oltre 200 aceri ritenuti instabili dopo i nubifragi del 2023 e del 2024 ma – con un progetto del 2021 – ha deciso la rimozione dell’intera alberata (composta per la quasi totalità di alberi sani, come da documentazione ufficiale, ovvero le VTA) anche su suggerimento dei tecnici che volevano superare il “tabù” dell’abbattimento di un’intera alberata (e in attesa dei fondi per farlo da più di 20 anni non hanno sostituito gli alberi che abbatte in corso Belgio).

Raffiche di vento fortissime e pioggia possono – come è successo anche ieri in molte parti di Torino – far cadere qualsiasi albero. Che alcuni – politicanti e mezzi di comunicazione – continuino ad utilizzare questi accadimenti climatici in modo strumentale per omaggiare o sostenere il progetto del Comune, con affermazioni false, è veramente un comportamento infame. 

Ora che la delibera di iniziativa popolare che chiedeva di non abbattere alberi sani è stata praticamente bocciata, dobbiamo aspettarci che a ogni tempesta, invece di pensare a prendere misure contro il cambiamento climatico, si continui a pensare al progetto di corso Belgio, anacronistico, che va nella direzione opposta alla salvaguardia della vita e della salute?

Torino, 12 luglio 2026

Comitato Salviamo gli Alberi di corso Belgio salviamoglialbericb@gmail.com

Torino si prepara ad una esclusiva première del film Odissea

Torino si prepara ad una esclusiva première del film Odissea, definito da molti esperti di cinema come “la pellicola dell’anno 2026, in lizza per gli Oscar 2027”. Christopher Nolan, vincitore di ben due Oscar per Oppenheimer, torna al cinema in grande stile con un nuovo kolossal destinato a lasciare il segno, grazie alla storia epica di partenza – quella dell’Odissea – e alla presenza di un cast composto dai migliori attori del momento (Matt Damon – Ulisse; Anne Hathaway – Penelope; Charlize Theron – Calipso; Robert Pattinson – Antinoo; Tom Holland – Telemaco; Zendaya – Atena). Giovedì 16 luglio, alle ore 21, il Cinema Ideal Cityplex di Torino, in collaborazione con My Red Carpet – portale e webmagazine nazionale di informazione e critica dedicato al mondo dello spettacolo – presenta un evento immersivo che trasforma la usuale visione di una pellicola in un’esperienza da vivere e condividere. “Non sarà una semplice uscita cinematografica – racconta Luigi Boggio, esercente dell’Ideal Cityplex – perché il pubblico sarà accompagnato in un vero e proprio percorso ispirato al viaggio di Ulisse nel foyer del cinema. Fin dall’apertura del cinema, nel lontano 1939, la mia famiglia ha sempre creduto nel potere culturale e non solo ricreativo della proiezione cinematografica. In un mondo che sta cambiando e dove è sempre più consuetudine vedere un film a casa, vogliamo far comprendere che venire al cinema ha avuto ed avrà sempre una magia differente; non a caso, credendo in ciò, abbiamo deciso di installare nella sala 1, che rappresenta il nostro fiore all’occhiello, il sistema audio Dolby Atmos, che renderà l’esperienza di questo film ancora più immersiva. Vogliamo inoltre offrire al nostro pubblico un plus, un motivo per sceglierci e per rendere grande questa première, con una experience gratuita, inclusa nel prezzo del biglietto per la visione del film.” A partire dalle ore 20.00 appassionati e non potranno intraprendere il loro personale viaggio verso Itaca, grazie ad animazioni, esposizioni e dibattiti. Nel dettaglio, all’ingresso del cinema sarà allestita una mostra tematica dedicata alle tappe dell’Odissea con i character poster del film e dei personaggi e una maestosa photo opportunity scenografica ispirata alla storia di Ulisse. Un momento di attivazione collettiva con il corner dedicato alla Tela di Penelope, un gesto semplice che diventa memoria della comunità. Un’attrice vestirà i panni della moglie devota di Ulisse e accoglierà gli ospiti accanto ad un telaio ispirato al film, dove gli spettatori saranno invitati a lasciare un loro pensiero rispondendo a due domande importanti: “Chi aspetteresti per tutta una vita?” e “Chi vorresti ritrovare dopo tanto tempo?”. “Spazio ai ricordi, ai legami e alle emozioni – spiega Roberta Panetta, ideatrice di My Red Carpet – che nell’Odissea la fanno da padroni e sono cardine di tutta la trama. Come team tutto al femminile abbiamo in particolare pensato con affetto alla figura di Penelope e alla sua lunghissima attesa. Abbiamo voluto dare a questo personaggio il giusto palcoscenico, confrontandoci in maniera profonda con il pubblico, per comprendere se nel 2026 possa ancora esistere un sentimento che sfida il tempo e le avversità con tanto coraggio e dedizione.” Prima di entrare in sala ogni persona riceverà due gadgets ricordo con la mappa del viaggio di Ulisse e le frasi più iconiche del poema epico. Prima dell’inizio del film un ulteriore momento di approfondimento culturale con l’introduzione a cura della Dottoressa Francesca Papasergi, storica ed esperta dei poemi omerici.

Anziano solo, arriva la polizia

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La Polizia di Stato è intervenuta nei giorni scorsi, a Torino,  presso l’abitazione di un anziano che ha contattato il Numero Unico di Emergenza 112 perché sopraffatto dalla solitudine dopo la recente scomparsa della moglie.
L’intervento è nato a seguito di una chiamata giunta alla Centrale Operativa da parte dell’uomo che, durante la conversazione, è apparso in evidente difficoltà e poco comprensibile.
Una pattuglia del Comm.to Centro è stata quindi inviata presso la sua abitazione.
Giunti sul posto, gli agenti hanno trovato l’anziano ad attenderli con la porta di casa aperta. L’uomo ha raccontato di aver perso, pochi mesi prima, la moglie, alla quale è stato profondamente legato e che ha rappresentato il suo ultimo punto di riferimento dopo la precedente scomparsa del figlio. Rimasto improvvisamente solo, ha spiegato di aver sentito il bisogno di parlare con qualcuno e di trascorrere qualche momento in compagnia.
Gli operatori si sono trattenuti con lui per oltre un’ora, hanno ascoltato il suo racconto e gli hanno offerto vicinanza e conforto. Successivamente, anche una seconda Volante dell’UPG ha raggiunto l’abitazione e l’anziano, visibilmente rasserenato dalla presenza dei poliziotti, ha chiesto di poter immortalare quel momento con una fotografia.
Al termine dell’intervento, gli agenti hanno salutato l’uomo e hanno ripreso il regolare servizio, consapevoli di aver dato una risposta non solo a una richiesta di aiuto, ma anche a un bisogno di umanità e vicinanza.

Prali, liberata la provinciale dopo l’esondazione

Il forte temporale che ha interessato  la Valle Germanasca ha provocato l’esondazione di due rii, che ha interessato la Provinciale 169 al km 21+500, nel territorio del Comune di Prali. L’intervento dei Vigili del Fuoco e dei cantonieri del Circolo di Perosa Argentina della Direzione Viabilità 2 ha consentito lo sgombero del materiale presente sulla carreggiata e la riapertura della strada alle 21,40.

Mirafiori, nuova fermata per la Fiat 500: produzione sospesa lunedì 13 luglio

La produzione della Fiat 500 nello stabilimento Stellantis di Mirafiori subirà una nuova interruzione. Nella giornata di lunedì 13 luglio le linee delle Carrozzerie resteranno ferme a causa della mancata disponibilità dei motori destinati all’assemblaggio delle vetture, come comunicato dall’azienda alle rappresentanze sindacali.

Lo stop arriva dopo altre sospensioni registrate nelle ultime settimane e contribuisce ad alimentare le preoccupazioni sul momento attraversato dal sito produttivo torinese. Per i sindacati non si tratta più di episodi isolati, ma di una situazione che rischia di diventare ricorrente e che rende sempre più incerto il percorso di rilancio dello stabilimento.

La Fim-Cisl Torino e Canavese sottolinea come i continui fermi produttivi mettano in evidenza le difficoltà legate all’avvio della nuova 500 ibrida. Secondo il sindacato, dopo l’impegno profuso dai lavoratori per raggiungere gli obiettivi produttivi, le interruzioni incidono sull’organizzazione del lavoro e sulla fiducia nei confronti del progetto industriale.

Anche Fiom e Uilm esprimono forte preoccupazione. Le organizzazioni sindacali chiedono che Stellantis chiarisca le prospettive di Mirafiori e individui soluzioni in grado di garantire una maggiore continuità produttiva, ritenendo insufficiente spiegare le fermate esclusivamente con problemi di approvvigionamento.

La sospensione del 13 luglio si inserisce in una fase delicata per lo storico stabilimento torinese, già interessato da un calendario produttivo ridotto e dall’estensione della pausa estiva.

Per la prima volta intervento su frattura di bacino con tecnica endoscopica al Cto

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Un intervento innovativo, rivoluzionario e allo stesso tempo sperimentale. Per la prima volta è stato effettuato un intervento per il trattamento delle fratture di bacino mediante tecnica miniinvasiva endoscopica endopelvica su un paziente di 56 anni, che dopo un incidente sul lavoro aveva subito una frattura instabile del bacino, presso l’ospedale Cto della Città della Salute e della Scienza di Torino. L’ospedale torinese è il primo centro in Italia e tra i primi in Europa ad adottare questa metodica, presso l’Ortopedia e Traumatologia universitaria (diretta dal professor Alessandro Massè). Le fratture di bacino sono traumi complessi con esiti potenzialmente gravissimi, talvolta mortali, il cui trattamento tradizionale prevede interventi molto invasivi. La nuova tecnica utilizzata consiste nell’approcciare alcune tra le fratture del bacino mediante una telecamera di 5mm e degli strumenti dedicati utilizzati attraverso tre piccole incisioni della parete addominale, garantendo quindi una minore invasività chirurgica, con conseguente riduzione delle complicanze ed un rapido recupero rispetto alla chirurgia tradizionale (il paziente può deambulare già dal giorno successivo). Fondamentali per la gestione dell’endoscopia sono la collaborazione intra-aziendale con la Clinica Urologica universitaria dell’ospedale Molinette di Torino (diretta dal professor Paolo Gontero), che ha permesso di eseguire questi interventi con elevati standard di sicurezza grazie alla consolidata esperienza in chirurgia laparoscopica e robotica, e la formazione specifica del personale infermieristico di sala. Gli interventi sono stati supportati dal servizio di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale CTO (diretta dal dottor Maurizio Berardino), che vanta una eccezionale esperienza nella gestione dei pazienti traumatizzati e delle metodiche chirurgiche complesse. I primi casi trattati con questa metodica hanno rispettato le attese con un recupero più breve e in assenza di complicanze. L’intervento è stato effettuato dal dottor Michele Nardi, che ha curato l’introduzione della metodica, dal dottor Matteo Giachino, dal dottor Luca Rollero, dal professor Alessandro Aprato e dall’urologo dottor Marco Allasia.

“L’introduzione della chirurgia endoscopica in questa tipologia di intervento è il risultato di un percorso di formazione internazionale, di una consolidata attività di ricerca e della costante attenzione all’innovazione che contraddistinguono i professionisti dei nostri ospedali” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale Città della Salute e della Scienza di Torino).

Il CTO di Torino, Centro Traumatologico ad alta Specialità, è sede di diversi centri di riferimento regionali per patologie complesse o rare, dove vengono prevalentemente concentrate (politraumi, microchirurgia, chirurgia vertebrale, oncologia ortopedica…). In questo ambito la regione Piemonte è l’unica ad avere definito, nel contesto della rete regionale della patologie traumatiche, un centro di riferimento per la patologia complessa di anca e bacino (CRAB). La concentrazione della patologia traumatica complessa permette ai chirurghi la possibilità di partecipare con gruppi internazionali allo sviluppo di nuove tecniche chirurgiche come quella descritta, con l’obiettivo di offrire ai pazienti trattamenti sempre più efficaci, sicuri e moderni.