Torino. Una finestra illuminata diventa quadro di vita. E la cornice è il cielo. Emozioni e sentimenti varcano i confini delle pareti domestiche e si proiettano nell’infinito. La foto ci è stata inviata dalla lettrice MC.
Le ferite alle braccia, poi i tagli al volto con una lama: i carabinieri arrestano il compagno 37enne. Questo l’ennesimo caso di violenza domestica avvenuta a Giaveno in via Coazze l’11 gennaio, ai danni di una ragazza 22enne compagna dell’uomo. La vittima lavorava come intrattenitrice in un locale notturno. Secondo le ricostruzioni, i due avevano litigato per futili motivi quando la lite è degenerata in aggressione; i vicini hanno sentito le grida, hanno chiamato il 112 e la ragazza è stata trasportata all’ospedale di Rivoli per le ferite. È stata poi dimessa il giorno dopo con 45 giorni di prognosi. Oggi il Gip ha convalidato l’arresto e ha disposto il carcere su richiesta della Procura.
VI.G
Quella di oggi è la seconda visita del Presidente della Repubblica a Torino in meno di un anno: l’ultima risale a otto mesi fa, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’ILO, il centro di formazione delle Nazioni Unite.
Sergio Mattarella, dopo un breve intervento, ha lasciato tra gli applausi la sala delle Gallerie d’Italia di Torino, dove ha preso parte alle celebrazioni per i 430 anni della Fondazione Ufficio Pio, ente strumentale della Compagnia di San Paolo impegnato nel sostegno alle persone in condizioni di difficoltà.
Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha richiamato le nuove sfide sociali che la Fondazione è chiamata ad affrontare: “Oggi l’Ufficio Pio si confronta con nuove povertà, presenti nel nostro Paese e non solo, con il disagio di molti giovani, le condizioni dei migranti, le difficoltà di accesso al lavoro e alla casa. Sono problemi concreti, che l’Ufficio Pio affronta con impegni operativi e non con analisi astratte, per aiutare le persone a sfuggire alla trappola della povertà”.
Mattarella è arrivato a Torino intorno alle 10.40 per partecipare alla cerimonia nella sede delle Gallerie d’Italia. Ad accoglierlo il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il prefetto Donato Cafagna e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo. In piazza, ad attenderlo, gli applausi dei presenti.
(foto TorinoClick)
DA PALAZZO LASCARIS
Dopo ampio dibattito, la quarta Commissione regionale, presieduta da Luigi Icardi, ha dato parere favorevole a maggioranza al Documento regionale di economia e finanza (Defr) e al Ddl sul bilancio di previsione 2026-2028. Gli assessori al Bilancio, Andrea Tronzano, alla Sanità, Federico Riboldi, si sono confrontati con i consiglieri di opposizione, che avevano chiesto di poter entrare nel merito dei capitoli di bilancio, oltre ad una comparazione dei bilanci delle aziende sanitarie degli ultimi tre anni.
Tronzano ha precisato che per poter fare un’analisi puntuale dei bilanci delle Asl servono i rendiconti, che saranno presentati dalle aziende nel mese di febbraio: “Con la variazione al bilancio – ha detto – interverremo sui maggiori investimenti regionali rispetto ai trasferimenti dello Stato che, come tutti gli anni, consentiranno alla Sanità di chiudere in pareggio.
Intanto, in attesa delle ricadute della finanziaria e del riparto del fondo sanitario nazionali, stiamo utilizzando la norma statale approvata il 30 dicembre che consente alle Regioni di sospendere la quota capitale dei mutui per poter arrivare ad una manovra di variazione strutturata”.
Sono intervenuti Domenico Ravetti, Gianna Pentenero, Nadia Conticelli, Monica Canalis (Pd), Alice Ravinale (Avs), Alberto Unia (M5s), Vittoria Nallo (Sue), Davide Zappalà (FdI). I consiglieri di opposizione sono stati critici rispetto al metodo con cui è stato presentato il bilancio.
Ufficio Stampa CRP
Tre auto si scontrano all’alba nella discesa della rampa sulla statale 11. È successo in via Castiglione a Settimo Torinese, all’altezza dell’uscita dei mezzi verso Torino. Fortunatamente, i conducenti hanno riportato ferite lievi. Sul luogo sono intervenuti i soccorsi della Croce Reale del 118 Azienda Zero e la polizia locale per effettuare i rilievi. Si è registrato inoltre un forte caos al traffico fino allo sgombero dei mezzi.
VI.G
La Città metropolitana di Torino esprime profonda commozione per la perdita di Anna Maria Zucca, figura centrale dell’associazionismo torinese e pilastro instancabile della lotta per i diritti delle donne.
Sarebbero stati due uomini e una donna, ora arrestati e interrogati in carcere dal procuratore Marco Sanini, i responsabili del violento accoltellamento di un uomo nordafricano al fine di sottrargli un Iphone 12. Per la brutale aggressione, che conta decine di coltellate, avvenuta nel quartiere San Salvario, sono quindi stati fermati un ventenne residente a Trofarello, un trentaseienne e una donna che, da quanto emerso dall’interrogatorio, non avrebbe preso direttamente parte alla rapina, ma avrebbe fornito riparo in casa sua agli aggressori in fuga. La vittima, trasportata in ospedale e ora con una prognosi di 30 giorni per le ferite subite, ha dichiarato la presenza di una donna, che però non corrisponderebbe all’arrestata. Sono in corso indagini di approfondimento per capire meglio tutte le dinamiche del crimine.
Mara Martellotta
118: quasi 500 mila interventi in Piemonte nel 2025
L’assessore Riboldi e il direttore Leli: «L’emergenza – urgenza un fiore all’occhiello della nostra Regione, frutto di un importante e coordinato lavoro»
Nel corso del 2025 il sistema di emergenza sanitaria piemontese ha registrato quasi 500 mila interventi complessivi. Le quattro Centrali Operative del 118 – Alessandria, Cuneo, Novara e Torino – tutte afferenti ad Azienda Zero, hanno infatti impiegato 496.168 mezzi di soccorso nell’arco di dodici mesi.
Il dato risulta sostanzialmente stabile rispetto al triennio precedente (2023–2025), pur evidenziando un lieve incremento, pari a poco più del 2%. In termini assoluti, emerge quindi una continuità dell’attività complessiva, senza variazioni significative tali da indicare cambiamenti strutturali nella domanda di emergenza.
Fatta eccezione per la centrale di Alessandria, dove la gravità delle missioni è rimasta invariata, nelle altre centrali si osserva una riduzione dei codici gialli e rossi – che indicano le situazioni più gravi e urgenti – accompagnata da un aumento dei codici verdi, riferiti a richieste di assistenza non urgente. Questo andamento ha determinato un incremento degli interventi gestiti dai mezzi di soccorso di base, confermando una tendenza verso una maggiore domanda di prestazioni a bassa criticità.
I dati complessivi mostrano quindi una crescita del bisogno di assistenza sanitaria non urgente da parte della popolazione, che continua tuttavia a rivolgersi al numero di emergenza 118. Tale dinamica ha progressivamente ampliato il ruolo del servizio, che oggi non si limita alla sola gestione delle urgenze, ma contribuisce in modo sempre più rilevante al percorso di assistenza sanitaria.
In questo scenario, il 118 ha attivato specifiche strategie per contenere le richieste incongrue, potenziando le attività di filtro e incrementando i consulti e i consigli telefonici, con l’obiettivo di orientare correttamente i cittadini e ridurre gli interventi non strettamente necessari.
Nel dettaglio, nel 2025 le missioni totali con impiego di mezzi di soccorso sono state 496.168: 131.332 effettuate con mezzi di soccorso avanzato e 364.836 con mezzi di base. Gli interventi si sono tradotti in 23.055 missioni in codice rosso, 134.362 in codice giallo, 323.750 in codice verde e 18.270 in codice bianco.
«I numeri del 2025 – commenta il direttore generale di Azienda Zero, Adriano Leli – rimarcano la solidità e l’affidabilità del sistema 118 piemontese, frutto di un lavoro di coordinamento regionale che Azienda Zero svolge quotidianamente insieme alle quattro centrali operative. L’aumento delle richieste a bassa criticità rappresenta una sfida organizzativa importante, l’obiettivo resta quello di garantire risposte rapide ed efficaci alle vere emergenze, assicurando al contempo un uso sempre più consapevole e corretto del servizio da parte dei cittadini».
«I dati del 2025 – sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi – confermano che il sistema di emergenza–urgenza piemontese rappresenta un vero fiore all’occhiello della nostra Regione, capace di garantire ogni giorno risposte tempestive e di qualità a centinaia di migliaia di cittadini. Dietro questi numeri c’è il lavoro straordinario delle centrali operative, degli operatori sanitari, dei soccorritori e dei volontari, che ringrazio per la professionalità e la dedizione dimostrate. Allo stesso tempo, l’aumento delle richieste a bassa criticità ci richiama alla necessità di rafforzare l’integrazione tra emergenza, territorio e servizi di assistenza primaria. Come Regione continuiamo a investire per rendere il sistema dell’emergenza–urgenza efficiente, sostenibile e sempre più vicino ai reali bisogni della popolazione».
Centrale Operativa 118 di Alessandria
Diretta da Andrea Mina, la centrale operativa di Alessandria ha mantenuto un andamento stabile della gravità delle missioni nel triennio 2023–2025. I codici rossi sono passati da 3.789 a 4.314, i gialli da 20.074 a 21.681, i verdi da 46.372 a 46.678 e i bianchi da 1.631 a 1.627.
Le missioni con impiego di mezzi sono cresciute da 71.500 nel 2023 (18.860 con mezzi di soccorso avanzato e 52.640 con mezzi di base) a 73.737 nel 2025 (20.420 avanzato e 53.317 base).
Centrale Operativa 118 di Cuneo
Dal 1° gennaio diretta da Giovanni Marraccini, la Centrale Operativa 118 di Cuneo ha registrato, negli ultimi tre anni, una lieve riduzione dei codici di maggiore gravità e un aumento delle richieste meno urgenti. I codici rossi sono passati da 5.606 a 5.380, i gialli da 26.127 a 25.859, i verdi da 30.200 a 33.402 e i bianchi da 3.518 a 3.317.
Le missioni con mezzi sono aumentate da 64.644 nel 2023 (27.067 avanzato e 37.577 base) a 67.217 nel 2025 (26.672 avanzato e 40.545 base).
Centrale Operativa 118 di Novara
Diretta dal 1° gennaio da Sara Borga, la centrale operativa di Novara ha evidenziato un calo dei codici rossi e gialli e un aumento delle richieste a bassa criticità. I codici rossi sono scesi da 5.141 a 4.427, i gialli da 26.876 a 26.576, mentre i verdi sono saliti da 59.135 a 63.043 e i bianchi da 2.327 a 3.410.
Le missioni con mezzi sono passate da 92.849 nel 2023 (27.455 avanzato e 65.394 base) a 96.851 nel 2025 (27.350 avanzato e 69.501 base).
Centrale Operativa 118 di Torino
Sotto la direzione di Roberto Gioachin, la centrale operativa di Torino ha registrato una diminuzione delle missioni più gravi e un aumento di quelle a bassa criticità. I codici rossi sono scesi da 9.288 a 8.934, i gialli da 64.312 a 60.246, mentre i verdi sono aumentati da 171.796 a 180.627 e i bianchi da 8.808 a 9.916.
Le missioni con mezzi sono cresciute da 253.019 nel 2023 (59.800 avanzato e 193.019 base) a 258.363 nel 2025 (56.890 avanzato e 201.473 base).
Alta Velocità: Denuncia Corte dei Conti europea sui gravi ritardi e sul forte aumento dei costi
Il sessantottismo di Bertinotti
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
Non ho mai amato Fausto Bertinotti che conobbi quando era un importante sindacalista della Cgil. Aveva già allora la durezza di Landini, nascosta in un guanto di velluto di finta cultura citazionista. E’ stato ed è un radical chic ante litteram, uno che non si è voluto arrendere, guardando la storia e la realtà, alla caduta del Muro di Berlino e al ripiego obbligato del marxismo nel campo del socialismo utopistico, tanto criticato da Marx. Lo riconobbe il mio amico Nicola Tranfaglia, che pure mi rese la vita difficile, dicendo che il marxismo era diventato un’utopia. Neppure Bobbio ebbe il coraggio di trarre adeguate conclusioni storiche sulla fine del comunismo. Non capirò mai il Bobbio dal 1989 in poi che difese le ragioni del comunismo, dopo averlo criticato per decine di anni, ossessionato dal berlusconismo. E anche il filosofo del pensiero debole Vattimo divenne sostenitore di un’ideologia forte sconfitta dalla storia. Uno strano destino, quasi incredibile. Bertinotti in un’ampia intervista parla degli 80 anni della Repubblica, dando una versione classista e operaista della storia che meriterebbe una puntuale confutazione che richiederebbe tempo e spazio che non ho e che forse non è necessario avere perchè molte delle sue affermazioni sono così inconsistenti da non meritare una replica. Bertinotti non ha mai fatto i conti in primis con i suoi personali errori politici come la caduta di Prodi e non si è mai reso conto che l’estremismo non è solo malattia infantile, come diceva Lenin, ma è anche, nel suo caso, la malattia politica senile, quasi incurabile, di chi vede nella situazione attuale la “vendetta contro il ‘68″. Se la questione viene posta così, non esito a dire che la risposta al ‘68 e alla fuga in avanti delle ideologie presuntuose del secolo scorso è arrivata molto in ritardo. Bertinotti afferma che le attuali tre forze di governo sono estranee alla Costituzione del 1948. Dice una verità sacrosanta, ma non spiega perché quelle che contribuirono a scriverla sono oggi marginali e minoritarie. Non considera gli errori colossali della sinistra al governo, senza mai avere una vera maggioranza. Non percepisce che la vittoria della destra e’ anche figlia di quegli errori. E’ una reazione all’estremismo arrogante di una sinistra incapace di governare i cambiamenti. La vittoria della destra e’ il prodotto di un legittimo rifiuto democratico, attraverso il voto, di un modo di governare che portò Grillo ad avere un vastissimo consenso. Le semplificazioni manichee di Bertinotti privo di una vera cultura politica maturata sui libri e non nelle officine non convincono quasi più nessuno. I chierici di officina di cui scriveva Montale, non sono mai stati convincenti. Togliatti che era un uomo colto e realistico non avrebbe mai tollerato Bertinotti nel PCI. Il partito di Bertinotti, Rifondazione, è diventato un cespuglietto dell’estremismo dei centri sociali. A 86 anni fisicamente molto ben portati, Bertinotti dovrebbe ritirarsi a meditare sulle sconfitte a cui lui stesso ha contribuito. In primis dovrebbe trarre un bilancio sul Sessantottismo parolaio che lui continua a giudicare in termini positivi . La definizione parolaio rosso la coniò con santa ragione Gian Paolo Pansa. Leggendo la sua intervista si trovano le ragioni per cui la maggioranza degli italiani ha votato il centro – destra anche per disperazione.