ilTorinese

Extinction Rebellion espone targhe con i nomi delle partigiane

Questa notte nelle vie Torino sono state affisse da parte degli attivisti di Extinction Rebellion delle installazioni artistiche dedicate alle Partigiane Piemontesi.

“In prossimità del 25 aprile, giornata simbolo della Resistenza e della liberazione dal nazifascismo come Extinction Rebellion crediamo che lo spazio pubblico debba raccontare una storia diversa, capace di dare visibilità a chi ha lottato per la libertà, la giustizia e la democrazia”.

Al Centro Pannunzio un incontro dedicato alla storia delle Repubbliche

Il Centro Pannunzio di Torino dedica un appuntamento a temi centrali della storia politica e istituzionale italiana e europea, confermando la propria vocazione nel promuovere incontri e occasioni di approfondimento civile, storico e culturale.
Lunedì 27 aprile, alle ore 17.30, proporrà un incontro dal titolo “La Repubblica italiana e le repubbliche nella storia “con il giurista Fabrizio Fracchia e lo storico Pier Franco Quaglieni. L’iniziativa si presenterà come una ampia ricognizione storico- giuridica sul concetto di repubblica, dalle esperienze del mondo classico alla nascita della Repubblica democratica italiana.
Il percorso prenderà avvio dalla Grecia di Pericle, Platone e Sparta, per proseguire con la repubblica romana e con figure come Catone, Cicerone e Livio. Saranno inoltre analizzate le Repubbliche marinare, con particolare attenzione a Venezia, la repubblica fiorentina e Machiavelli, le repubbliche giacobine, la repubblica romana di Mazzini e la tragica parentesi della repubblica sociale italiana.
Il confronto si concluderà con una riflessione sui tratti storici e istituzionali della Repubblica italiana, nata il 2 giugno 1946, a ottanta anni dalla sua costituzione.

Il Centro Pannunzio è stato fondato a Torino nel 1968 nel nome e nello spirito di Mario Pannunzio e rappresenta, da oltre mezzo secolo, uno dei più solidi punti di riferimento nel dibattito culturale liberal democratico italiano.

Centro Pannunzio via Maria Vittoria 35 H Torino

Mara Martellotta

Rivoli taglia i costi dell’estate

La tariffa massima dei centri estivi si attesterà sulla cifra di 50 euro a settimana

Rivoli abbassa in modo netto il costo dei centri estivi e lancia un messaggio alle famiglie: da quest’anno per ogni figlio, dall’infanzia fino alla scuola  secondaria di primo grado, il costo massimo sarà  di 50 euro a settimana, la metà rispetto al passato, quando si arrivava a circa100 euro.

Un  tetto reale, perché  sopra quella cifra non andrà  nessuno, e al di sotto si applicheranno le riduzioni in base all’ISEE, mentre resta ferma la gratuità totale per le famiglie seguite dai servizi sociali.
Questa scelta si inserisce in un percorso già avviato dall’Amministrazione per rendere la città sempre più accessibile e attrattiva, dopo la gratuità degli asili nido, la riduzione dell’IMU sugli affitti e gli interventi sulla mobilità e sicurezza delle aree scolastiche.
L’offerta riguarda tutte le fasce di età, a partire dal nido estate attivo per i frequentanti, passando per i centri per l’infanzia e la primaria, fino alla novità di quest’anno, rappresentata dai centri estivi per i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado, che a Rivoli non erano mai stati attivati.
Proprio per loro nasce un centro estivo a tempo pieno incentrato sullo sport. Si tratta di un’idea condivisa con le associazioni del territorio per offrire ai giovani cittadini l’opportunità di sperimentare anche discipline non sempre accessibili. Un modello che presenta costi organizzativi più elevati  che non ricadranno sulle famiglie, perché, anche in questo caso, il limite resta fissato a 50 euro settimanali e la differenza sarà sostenuta dal Comune.

Questo il progetto denominato “Estate tempo di qualità”, per i cittadini da 0 a 18 anni, che amplia lo sguardo fino agli adolescenti, e affianca ai centri estivi “Piazza Ragazzabile”  il cantiere di ecologia urbana rivolto quest’anno ai ragazzi tra i 15 e i 18 anni.
Si tratta di un’esperienza di  cittadinanza attiva e protagonismo giovanile in cui i partecipanti, accompagnati da educatori, si muoveranno in bicicletta sul territorio e saranno impegnati in azioni di manutenzione leggera e cura dei beni comuni, riqualificazione artistica di contesti urbani ed esperienze di interazione con l’ecosistema urbano.

Sono tre i livelli che si interconnettono, una misura economica, in grado di ridurre  concretamente  i costi per le famiglie, una misura familiare, capace di ampliare i servizi e rendere più semplice la gestione dell’estate, una misura educativa, in grado di incontrare il bisogno di spazi e di tempi di qualità di cui i bambini e i ragazzi sono portatori.

Mara Martellotta

Sforbiciata alle leggi inutili: meno burocrazia, il Piemonte punta su regole più semplici

“Semplifica Piemonte”: al via la riforma 

Meno norme superate, meno sovrapposizioni e un impianto normativo più lineare: è questa la direzione della riforma della burocrazia regionale avviata in Piemonte.

Il Consiglio regionale ha approvato una legge di razionalizzazione dell’ordinamento giuridico che prevede l’abrogazione di 42 leggi ormai non più attuali e l’eliminazione di 30 tra articoli e commi che nel tempo avevano generato duplicazioni e difficoltà applicative. “Non si tratta di un’operazione formale – evidenzia l’assessore alla Semplificazione Gian Luca Vignale – ma di un intervento che incide sulla qualità delle regole. Un ordinamento più chiaro significa meno incertezza per cittadini, enti locali e imprese e un’amministrazione più efficace”.

L’intervento si inserisce in un contesto in cui cittadini e imprese segnalano da tempo criticità legate alla complessità burocratica. Ridurre passaggi e tempi amministrativi può incidere sull’efficienza dei procedimenti, con possibili effetti anche sulla percezione del rapporto con la pubblica amministrazione.

Dal punto di vista economico, una struttura normativa complessa può tradursi in costi aggiuntivi e rallentamenti nei processi decisionali e negli investimenti. L’obiettivo dichiarato è quindi anche quello di contenere questi effetti e rendere più fluido il contesto operativo.

Con questa prima misura, la Regione Piemonte apre una seconda fase del percorso, che punta non solo sulle norme ma anche sul funzionamento concreto dell’amministrazione.

In questa direzione si inserisce il disegno di legge “Semplifica Piemonte”, presentato dall’assessore Vignale alla Prima Commissione del Consiglio regionale. Il provvedimento definisce una cornice generale per le politiche di semplificazione, senza intervenire direttamente sui singoli procedimenti, ma stabilendo principi e indirizzi per la loro revisione.

L’attenzione si concentra sui processi amministrativi, dove spesso si registrano rallentamenti e duplicazioni legati non tanto alle norme, quanto alle modalità con cui vengono applicate.

Tra i punti previsti:

  • l’unicità della presentazione dei dati, per evitare richieste ripetute di documentazione;
  • il divieto di aggravamento procedimentale;
  • il ricorso al soccorso istruttorio;
  • la riduzione dei tempi e la semplificazione delle procedure.

“Non introduciamo nuovi principi – sottolinea Vignale – ma li rendiamo finalmente esigibili. Sono regole già esistenti che devono diventare standard operativi. La semplificazione diventa un impegno concreto e misurabile dell’amministrazione verso cittadini, imprese ed enti locali”.

Il disegno di legge prevede inoltre l’istituzione di un Tavolo permanente per la semplificazione, pensato come sede di confronto con cittadini, imprese ed enti locali, e la creazione di un team regionale di supporto per accompagnare le amministrazioni nell’attuazione delle misure.

L’obiettivo è costruire un sistema in cui la Regione affianchi gli enti locali nell’applicazione delle regole, con l’intento di ridurre in modo concreto gli oneri burocratici.

Entrambi i provvedimenti erano stati approvati dalla Giunta regionale il 16 marzo scorso e presentati dal presidente della Regione Alberto Cirio e dall’assessore Vignale alla presenza dei ministri alla Semplificazione normativa Maria Elisabetta Alberti Casellati e alla Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo.

Maxi ponte di primavera, traffico in aumento anche in Piemonte: 95 milioni di veicoli sulle strade italiane

Traffico in movimento anche in Piemonte in queste ore: code a tratti sulle principali arterie e flussi in aumento già da oggi, segno evidente che il maxi ponte di primavera è ufficialmente partito.

Sulla rete Anas, società del Gruppo FS, si prevede un vero e proprio esodo: circa 95 milioni di veicoli in circolazione da oggi fino al 3 maggio. Numeri importanti, accompagnati da un aumento del traffico già nella giornata odierna (+6%), lo stesso incremento atteso anche domani, venerdì 24 aprile. Sabato 25 aprile, invece, si registra una flessione (-11%), giornata in cui la maggior parte degli italiani avrà ormai raggiunto la propria destinazione.

A fare il punto è l’Amministratore Delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, che sottolinea come durante tutto il periodo del ponte verranno intensificati i controlli: in campo circa 2500 risorse tra personale tecnico e operativo, con oltre 200 unità attive nelle Sale Operative Territoriali e nella Sala Situazioni Nazionale. L’obiettivo è chiaro: monitoraggio costante del traffico h24 e massima sicurezza sulle strade, in collaborazione con Ministero e Forze dell’Ordine.

Le mete più gettonate? Nessuna sorpresa: Centro, Sud e Isole, con un forte richiamo per le località di mare.

Attenzione anche alla prossima settimana: da giovedì 30 aprile è atteso un nuovo aumento dei flussi (+6%), con picchi ancora più marcati al Centro e al Sud (+10%) e fino al +13% in Sicilia e Sardegna.

Il controesodo, invece, si concentrerà nel weekend del 2 e 3 maggio, con un +8% previsto soprattutto nella giornata di domenica.

Per agevolare la viabilità, scatterà inoltre il blocco dei mezzi pesanti in diverse giornate: sabato 25 e domenica 26 aprile, oltre a venerdì 1°, sabato 2 e domenica 3 maggio, nella fascia oraria 9-22.

Il messaggio resta sempre lo stesso, semplice ma fondamentale: attenzione alla guida, niente distrazioni e rispetto del Codice della Strada. Perché, come ricorda Anas, “quando sei alla guida tutto può aspettare”.

“Sunny side up” di Gianluca Capozzi

Nuova personale, “bella” e piacevolmente “rompicapo”,  alla torinese “Galleria metroquadro”

Fino al 23 maggio

Ormai ci siamo abituati. E ogni volta ne usciamo stregati e un po’ malconci, fra l’intontito e l’incognita di un piacere che ti segue e non ti molla per ore. Fra interrogativi, dubbi, certezze e ripensamenti, meraviglie che ti traballano negli occhi e bizzarrie figurali che un po’ ti fanno anche inc …… (pardon!) incavolare per la difficoltà del loro aprirsi a più semplici soluzioni.  Eccolo, di nuovo, in bella mostra, fino a sabato 23 maggio prossimo, alla “metroquadro” di corso San Maurizio, a Torino, l’avellinese (studi all’“Accademia di Belle Arti” di Firenze e di “Granada” in Spagna) Gianluca Capozzi, che alla “Galleria” di Marco Sassone può dirsi ormai di casa, con quelle sue inconfondibili pagine pittoriche che ti “assalgono” come fossero un travolgente fiume in piena. Attenzione! Una selezione di opere dell’artista sono anche visibili presso “Ocularium” (via Mazzini 52, a Torino; lun. 15,30/19,30 e da mart. a sab. 10/19,30) e, fino a venerdì 22 maggio, presso la “Galleria CCAAndraxt” di Maiorca, in Spagna, all’interno del Progetto “TAG – Torino Art Galleries meets ART PALMA CONTEMPORANI”.

Artista di grande mestiere, iper-iper-realista alle origini, autentico genio nel gioco di segni, luce e colori (“anima dell’arte e della vita”), Capozzi è oggi artista di singolarissima definizione estetica, in quel suo solitario rincorrere esaltanti voci di puro espressionismo cromatico, intrecciato a meccanismi mentali che ne fanno un magico affabulatore dai ritmi a tratti informali, pur se mai del tutto avulsi da figurazioni di “spaesante surrealismo” ed “onirica visionarietà”. Dice lo stesso Capozzi: “Compito dell’arte è rendere visibile agli occhi tutto quello che non è visibile”. E ancora: “La mia è una pittura non di rappresentazione, ma parte della realtà”. E su ciò, siamo perfettamente d’accordo. Anche perché il Capozzi mantiene pienamente fede, sempre, ai suoi suddetti principi. E lo fa davvero alla grande.

Però che “botta”, ragazzi!, metter piede in quei suoi “interni”, in quelle sue “stanze” – quasi tutte “Untitled”, acrilici su lino o tela – appena attraversate (così pare!) dalla violenza di inauditi uragani di cui restano, segni palesi, le scomposte allocazioni fuori sede di quadri, libri, divani acchiappa tutto, cuscini, vasi, fiori, lampade e appese al soffitto o ad immaginari lampadari , a testa in giù e gambe in alto curiose e ginniche sagome figurali (prevalentemente femminili) affiancate a volte da personaggi dei fumetti – da “Alice nel paese delle meraviglie” a “Topolino” o a “Biancaneve”, nota ironica che spezza l’immagine principale – per nulla inquietate da vere e proprie tempeste di girandole cromatiche (gialli, verdi, bianchi o turchesi o grigi) simili ad inarrestabili frammenti meteoritici colti a pennellate di supersonica velocità nel loro confuso orbitare. Paranoie, inquietanti allucinazioni, grovigli di incubi notturni (e diurni!), su cui lavorare, da parte di Capozzi (e anche da parte nostra) per provare a ricomporre puzzle di una quotidianità sfuggita di mano? Forse sì. Difficile darne una risposta certa. Vero è che il tutto non disturba, anzi ringalluzzisce il “gioco” pittorico dell’artista. Questi “strani” mondi girati al contrario e stravolti da tremende bufere, crediamo diano infatti profonda “gioia” e tanto “divertissement” a Capozzi, a giudicare almeno dal titolo che in inglese (sempre con ‘sti titoli in inglese!) suona “Sunny side up” come dire alla lettera “uova fritte all’occhio di bue” (con il tuorlo intero e giallo  rivolto in alto) e metaforicamente descrizione di un “atteggiamento estremamente positivo, solare ed ottimista”. Che ne dice, Capozzi? Io personalmente penso d’averci azzeccato! Lui si diverte. Anche se resta comunque la difficoltà di ricomporre quel puzzle, di cui sopra, che se a noi mette ansia, a Capozzi dà spazio e materia (fin troppa!) per intavolare e metterci a totale disposizione “pagine-gioco” aperte alla più totale libertà nell’interpretazione di una realtà spesso sconnessa e deturpata, ma fortemente gradevole nell’atto della sua ricomposizione. Se mai riesce!

Scrive Sabino Maria Frassà, curatore della mostra: “La ‘stanza rossa’ è un campo di battaglia: Capozzi non ‘ricorda’ Matisse, lo assume e lo interiorizza, finché il colore smette di decorare e comincia a produrre realtà. L’interno ritorna come matrice — non come serie — ma come campo di prova: una costellazione di variazioni incise da scarti, dissonanze e decisioni del fare pittura. Qui il segno, ormai ‘scrittura-luce’, non accende la scena: ne cambia lo statuto e trasforma l’immagine in soglia. È in questo attrito che la visione collassa: dalla finestra al campo, dal vedere al ‘vedersi vedere’”. Poiché, continua: “Non siamo di fronte a una pittura che si limita a rappresentare; piuttosto, a un dispositivo che mette in tensione la rappresentazione, la attraversa, la sospende”. E dà artistica vitalità al lavoro di un pittore “unico”, nella gioiosa fanciullesca genialità di fantastici, aggrovigliati “teatrini”. Piacevoli e attrattivi “rompicapo”.

Gianni Milani

“Sunny side up” – Galleria “metroquadro”, corso San Maurizio 73/F, Torino; tel. 328/4820897 o www.metroquadroarte.com

Fino al 23 maggio – Orari: giov. ven. sab. 16/19

 

Nelle foto: Gianluigi Capozzi: “Untitled”, acrilici su lino o tela (2021 – 2025) e “Red Interior”, acrilico su lino, 2024

Nursing Up: “il diritto alla salute è privilegio per pochi?”

37 miliardi di tagli alla Sanità Pubblica e milioni di italiani senza cure

Tagli alla Sanità, blocco del PIL e mancanza di personale sanitario, sono questi i temi al centro dell’assemblea pubblica che si è tenuta nel pomeriggio di giovedì 23 aprile presso l’ospedale Cardinal Massaia di Asti. Un momento di confronto aperto tra cittadini e operatori sanitari sullo stato della Sanità Pubblica. Secondo le stime di referenti sindacali, vi sarebbero stati oltre 37 miliardi di euro di tagli alla Sanità Pubblica negli ultimi 15 anni, con una spesa ferma al 6,2% del PIL, sotto la media europea. Più di 30 mila medici e 60 mila infermieri risulterebbero mancanti. Oltre 4 milioni di italiani avrebbero rinunciato a curarsi per costi o tempi d’attesa insostenibili. Il Servizio Sanitario Nazionale è in una crisi strutturale profonda. Nursing Up segnala con forza un progressivo indebolimento della Sanità Pubblica che riguarda l’intero Paese, frutto di sottofinanziamento e scelte politiche che hanno progressivamente eroso un sistema un tempo considerato tra i più avanzati al mondo.

“La verità – dichiara Enrico Mirisola, segretario aziendale Nursing Up dell’ASL AT – è che non siamo più di fronte a una contrapposizione tra destra e sinistra, la vera linea di frattura, oggi, è tra chi crede nella Sanità Pubblica come diritto universale e chi la considera un costo da comprimere. È uno scontro tra il basso, fatto da operatori sanitari, cittadini, e un alto che sembra sempre più distante dalla realtà quotidiana degli ospedali”.

Oggi al cinema. Le trame dei film nelle sale di Torino

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A cura di Elio Rabbione

A cena con il dittatore – Commedia. Regia di Manoel Gomez Perira, con Mario Casas, Oscar Lasarte e Nora Hernandez. Madrid, 1939. La Guerra Civile è finita da appena due settimane e il Generale Franco vuole organizzare una cena celebrativa presso il lussuoso Hotel Palace, simbolo della vittoria del nuovo regime. Manca però il personale; i cuochi migliori infatti sono repubblicani e stanno per essere fucilati. Genaro così ne ottiene il temporaneo rilascio per poter garantire un banchetto impeccabile. Quando il cuoco Antòn si rifiuta di cucinare per il Generale, viene ucciso senza pietà dal falangista Alonso. Al suo posto viene chiamata Juana, un’esperta cuoca che fa parte della CNT (Confederaciòn Nacional del Trabajo). Durata 106 minuti. (Eliseo, Nazionale sala 1)

Alla festa della rivoluzione – Drammatico. Regia di Arnaldo Catinari, con Valentina Romani, Nicolas Maupas e Riccardo Scamarcio. L’impresa fiumana (1919-19209 coagulò una quantità di esperienze diverse, di ansie di ribellione, di velleità rivoluzionarie; fu come un lungo e febbrile carnevale all’insegna della festa e della provocazione, che si apparenta alle avanguardie del tempo ma fu anche un momento “insurrezionale” come il Sessantotto. Viene rivisitata l’avventura fiumana raccontando una vita-festa fatta di bravate futuriste e di utopie, di trasgressione sessuale e di pirateria, di gioco e guerra. Sotto questa luce, Fiume è un capitolo significativo di quella cultura della rivolta che ha caratterizzato il Novecento. Durata 98 minuti. (Reposi sala 4)

Le aquile della repubblica – Drammatico. Regia di Tarik Saleh, con Fares Fares e Lyna Khoudri. George El-Nabawi è la star più famosa del cinema egiziano. Proprio per questa ragione gli viene chiesto con modalità ricattatorie di interpretare il Presidente Abdel Fatah al-Sisi in un film che inneggi alle sue gloriose gesta nella fase che ha preceduto il suo insediamento. George non può rifiutare anche perché metterebbe in pericolo la vita del figlio ma la sua accettazione non è destinata a semplificargli la vita, anche la relazione con la misteriosa moglie del generale che supervisiona il film complica non poco le cose. Durata 127 minuti. (Classico)

Il caso 137 – Drammatico. Regia di Dominik Moll, con Léa Drucker. Stéphanie è un’ispettrice dell’IGPN, l’organismo disciplinare che vigila sulla polizia francese. È lei che si ritrova a indagare sul caso di Guillaume, un ragazzo partito con la famiglia alla volta di Parigi per partecipare a una manifestazione e ferito gravemente da un proiettile antisommossa. Quando Stéphanie inizia a ricostruire l’accaduto capisce il caso la tocca anche a livello personale, ma malgrado l’ostilità di molti colleghi decide di andare fino in fondo. Durata 115 minuti. (Fratelli Marx)

Cena di classe – Commedia. Regia di Francesco Mandelli, con Herbert Ballerina. Quando un gruppo di ex compagni di liceo si ritrova a circa vent’anni dalla maturità, l’occasione per rinfrescare ricordi, rivedere facce, fare un bilancio degli anni trascorsi. Ma non sempre i nuovi incontri sono motivi d’allegria. La serata cambia aspetto, nuovi episodi ne alterano l’equilibrio, ne fanno le spese le certezze e i rapporti, bisognerà anche mettere in conto differenti implicazioni. Durata 101 minuti. (Uci Lingotto, Uci Moncalieri)

che Dio perdona a tutti – Commedia. Diretto e interpretato da Pif, con Giusy Buscemi, Francesco Scianna e Carlos Hipòlito. Arturo è un agente immobiliare siciliano, solo, goloso e disilluso. La sua vita monotona trova finalmente una scintilla grazie alla sua unica, vera, passione: la pasticceria siciliana. È proprio davanti a un vassoio di cannoli che incontra la sua anima gemella, Flora. Lei è tutto ciò che ha sempre sognato: bella, spiritosa e brillante. Come se non bastasse, è anche una pasticciera! Tuttavia, tra i due si frappone un ostacolo divino: Dio. Mentre Flora è una cattolica devota e fervente, Arturo ha abbandonato la fede quando era ancora un bambino. Nel disperato tentativo di non perdere la donna dei suoi sogni, decide di “fingere finché non diventa vero”, spacciandosi per un uomo dalle profonde convinzioni religiose. Ad accompagnare Arturo in questo caotico viaggio verso la verità, la fede e il cuore di Flora, ci sarà un mentore e amico d’eccezione: Papa Francesco in persona. Durata 114 minuti. (Massaua, Eliseo, Ideal)

Il delitto del terzo piano – Giallo. Regia di Rémi Bezançon, con Letitia Casta, Gilles Lellouche e Guillame Galienne. François scrive romanzi gialli mentre Colette, sua moglie, insegna cinema alla Sorbona, specializzata nella filmografia di Alfred Hitchcock. Lei un giorno, con grande omaggio alla “Finestra sul cortile”, si mette a spiare il loro vicino di casa, un attore arrivato da poco, sente odore di uxoricidio. Durata 106 minuti. (Ideal, Lux sala 1, Uci Lingotto, Uci Moncalieri)

La donna più ricca del mondo – Commedia drammatica. Regia di Thierry Klifa, con Isabelle Huppert, Laurent Lafitte, Marina Foïs e Raphaël Personnaz. I soldi non fanno la felicità, lo sa bene Marianne Ferrère, miliardaria proprietaria della galassia Windler. Marianna “vende” cosmetici e bellezza ma sembra aver bruciato la sua in un matrimonio di facciata e in una gabbia di cristallo che un giorno qualcuno frantuma. Il suo impero, costruito sul collaborazionismo e l’antisionismo, è assediato da Pierre-Alain Fantin, fotografo e scrittore irriverente e adulatore. Costui incontra Marianne ed è subito “amore”, di quelli che mordono il cuore e non lo mollano più. Vulnerabile davanti a un uomo che la fa respirare di nuovo, cambiando décor e abiti, la donna lo trattiene a colpi di assegni. Lui prende tutto e ne vuole ancora. Mentre Marianne ricopre d’oro il suo nuovo giocattolo, la famiglia s’inquieta e serra i ranghi. Ma lei fa i capricci e quello che vuole. Almeno fino a quando la figlia non deciderà altrimenti. Durata 121 minuti. (Romano sala 1)

È l’ultima battuta? – Commedia. Regia di Bradley Cooper, con Will Arnett, Laura Dern e Bradley Cooper. Sono sposati da circa vent’anni Alex e Tess ma adesso stanno divorziando. Hanno due figli e pur nella drammaticità del momento cercano di mantenere dei corretti rapporti. Scoprono di avere delle qualità che non conoscevano o che avevano per anni messo da parte: lei proverà a fare l’allenatrice di pallacanestro, lui affronterà il pubblico diventando sempre più bravo come cabarettista. Durata 121 minuti. (Greenwich Village V.O. sala 2)

Love me tender – Drammatico. Regia di Anne Cazenave Cambet, con Vicky Krieps. La separazione tra Clémence e il marito Laurent sembra all’inizio serena, senza troppi problemi nel gestire la custodia condivisa di Paul, il loro bambino di otto anni. Avendo abbandonato il mestiere di avvocato, Clémence si è data nel frattempo alla scrittura, all’amato nuoto in piscina e alla scoperta dei rapporti con le donne. Proprio questo dettaglio fa inasprire il rapporto con Laurent, che attraverso la manipolazione del bambino intrappola Clémence in un’odissea giudiziaria impedendole di vedere il figlio se non sotto stretta supervisione. “Inutile dire che moltissimo merito va a Vicky Krieps – sottolinea Maurizio Porro nelle colonne del Corriere della Sera -, bravissima nelle scene intense con il figlio, quasi doppio processo di analisi che racconta la differenza tra accettazione e tolleranza, specie nel comfort zone della borghesia ‘illuminata’”. Durata 134 minuti. (Fratelli Marx)

Michael – Musicale, drammatico. Regia di Antoine Fuqua, con Jaafar Jackson. Il film racconta la vita di Michael Jackson oltre la musica, tracciando il suo viaggio dalla scoperta del suo straordinario talento come protagonista dei Jackson Five, all’artista visionario la cui ambizione creativa ha alimentato un’incessante ricerca per diventare il più grande intrattenitore del mondo. Evidenziando sia la sua vita fuori dal palco che alcune delle performance più iconiche degli inizi della sua carriera da solista, il film offre al pubblico un posto in prima fila per Michael Jackson come mai prima d’ora. È qui che inizia la sua storia. Durata 127 minuti. (Blue Torino, via Principe Tommaso 6 anche V.O., Centrale V.O., Massaua, Due Giardini sala Nirvana, Greenwich Village V.O., Ideal anche V.O., Lux sala 2, Reposi sala 1, The Space Torino, Uci Lingotto anche V.O., The Space Beinasco, Uci Moncalieri anche V.O.)

Mio fratello è un vichingo – Commedia drammatica. Regia di Anders Thomas Jensen, con Mads Mikkelsen e Nikolaj Lie Kaas. Anker viene rilasciato dal carcere dopo una condanna a quindici anni per rapina. A seppellire il bottino era stato Manfred, suo fratello. Solo lui sa dove si trova. Purtroppo Manfred ha sviluppato un disturbo mentale che gli ha fatto dimenticare tutto. I fratelli intraprendono un inatteso viaggio alla scoperta del denaro, e di se stessi. Una storia divertente, affascinante e provocatoria sull’identità. Durata 116 minuti. (Nazionale sala 4)

La più piccola (La petite dernière) – Drammatico. Regia di Hafsia Herzi, con Nadia Melliti. Fatima, diciassette anni, è cresciuta nella banlieue parigina, ed è la più piccola di tre sorelle in una famiglia musulmana. Cresciuta tra affetto familiare e tradizioni, affronta il delicato equilibrio tra preghiere sussurrati e sogni proibiti. Studentessa di filosofia a Parigi, intraprende un viaggio intenso alla ricerca della propria identità nel tentativo di conciliare cuore, amore e devozione. Durata 112 minuti. (Romano sala 2)

Lo straniero – Drammatico. Regia di François Ozon, con Benjamin Voisin, Rebecca Marder e Pierre Lottin. Algeri, 1938. Meursault, un tranquillo e modesto impiegato sulla trentina, partecipa al funerale della madre senza versare una lacrima. Il giorno dopo inizia una relazione occasionale con Marie, una collega, e torna rapidamente alla solita routine. Ben presto, però, la sua vita quotidiana è sconvolta dal vicino, Raymond Santès, che lo trascina nei suoi loschi affari, finché su una spiaggia, in una giornata torrida, si abbatte la tragedia. Dal capolavoro di Albert Camus, già portato sullo schermo nel ’67 da Luchino Visconti con Marcello Mastroianni. Il film è stato designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani: “Confrontandosi con uno dei testi più importanti e complessi del Novecento, Ozon lavora per sottrazione e per licenze poetiche che si fanno politiche. Un adattamento raffinato e stratificato, il cui il regista fa dello stile, sostanza: la superficie elegante e raggelata del film, corrisponde al vuoto morale ed emotivo che abita il suo protagonista.” Durata 120 minuti. (Nazionale sala 2)

Los Domigos – Drammatico. Regia di Alauda Ruiz de Azùa, con Bianca Soroa. Ainara è una ragazza di diciassette anni che sta vivendo un momento molto delicato.Ha perso sua madre, vive con il padre e le sorelle, ha un buon rapporto con sua nonna e sua zia. All’ultimo anno di liceo però, anziché pensare all’università, chiede di poter passare due settimane con le suore di clausura, perché è sempre più intenzionata a seguire quella strada. Dovrà affrontare sorpresa, stupore e sgomento non tanto degli amici quanto dei famigliari. Sua zia e suo padre soprattutto sulle prime appaiono piuttosto contrariati, specie quando la trovano a baciarsi in casa con un compagno di coro. Eppure Ainara è nel pieno della confusione, ma una cosa sente chiara, il desiderio di affidare la sua vita a qualcosa di più grande. Il film ha vinto in Spagna 5 Premi Goya. Durata 115 minuti. (Greenwich Village sala 1)

The drama – Commedia drammatica. Regia di Kristoffer Borgli, con Zendaya e Robert Pattinson. Emma e Charlie s’incontrano in un bar e si innamorano sin dal primo momento. La coppia arriva alla vigilia del matrimonio ma appena prima del grande evento ha l’infelice idea di partecipare, con una coppia di amici, a un gioco assai pericoloso: raccontarsi l’un l’altro la cosa peggiore che abbiano mai fatto nella loro vita fino a quel momento. Charlie inizierà a chiedersi se davvero sia opportuno legarsi per tutta la vita a quella giovane donna. Durata 106 minuti. (Centrale V.O., Massaua, Eliseo Grande anche V.O., Ideal, Lux sala 3, Nazionale sala 3, The Space Torino, Uci Lingotto anche V.O., The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

The Long Walk – Horror. Regia di Francis Lawrence, con Cooper Hoffman. In un futuro più o meno lontano, gli Stati Uniti vivono sotto una dittatura e una forte crisi economica. Per tentare di sopravvivere e per trovare un guadagno molti partecipano a una “lunga marcia” che si svolge ogni anno, organizzata dal Maggiore, un potente militare che controlla gruppi di militari al suo servizio. La marcia consiste nel camminare per 300 miglia, senza mai fermarsi: fermarsi o anche soltanto rallentare significa la morte sicura. Tra i cento partecipanti c’è Ray, il cui padre è stato ucciso dal Maggiore, alla ricerca di un futuro sicuro per sé e per la madre. Durata 108 minuti. (Reposi sala 3, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

L’ultima missione – Fantascienza. Regia di Phil Lord e Christopher Miller, con Ryan Gosling e Sandra Hüller. Basato sul romanzo “Project Hail Mary” di Andy Weir. Un uomo si risveglia a bordo di un’astronave, all’indomani di un lungo coma farmacologico, e a poco a poco inizia a ricordare. Il suo nome è Ryland Grace, insegna scienze in una scuola, è stato ricercatore universitario di biologia, inviso per le sue teorie al corpo accademico e per questo costretto a lasciare. Ma quando il sole non possiede più l’energia di un tempo, le teorie su una forma di vita alternativa che ha sempre professato iniziano a trovare l’attenzione di Eva Stratt. Gli offre l’occasione di studiare il fenomeno, lo prende nel suo gruppo di lavoro, gli affida il ruolo di astronauta scientifico in una missione dove troverà il successo e una forma di vita che lo ha preceduto. Durata156 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi sala 5, Uci Moncalieri)

Un cane a processo – Commedia. Regia di Laetitia Dosch, con François Damiens e Laetitia Dosch. Avril è un avvocato dedicata alle cause perse. Ha deciso però di affrontarne in tribunale una che pensa di poter vincere. Si tratta di difendere Cosmos, un cane che ha morso alcune donne da cui si sentiva minacciato. Il suo padrone vorrebbe evitarne la soppressione e Avril si impegna in tal senso. Durata 85 minuti. (Massimo)