ilTorinese

Il Pld parteciperà alla fiaccolata del 24 aprile 2026

 

La tradizionale fiaccolata torinese del 25 aprile si svolge da qualche anno in un clima di grande tensione. Dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Putin, si sono verificate diverse aggressioni nei confronti dei gruppi politici che non fanno parte della tradizione resistenziale comunista. Lo scorso anno, alcuni appartenenti all’Anpi hanno fisicamente impedito la partecipazione di esponenti politici dell’area liberale, riformista o radicale.

Il Partito Liberaldemocratico di Torino ha deciso di partecipare comunque alla fiaccolata di quest’anno.

«Io sono stato testimone diretto degli attacchi e degli scontri degli anni passati», ha dichiarato il Segretario provinciale del PLD, Francesco Aglieri Rinella, «Prendiamo atto della gravità della situazione, ma continuiamo ad affermare il diritto alla partecipazione. Per la liberazione dell’Italia sono morti tanti socialisti, tanti comunisti e cattolici, ma anche tanti liberali. Noi vogliamo ricordarli. E vogliamo ricordare anche le diverse resistenze di oggi: quella del popolo ucraino, quella del popolo dell’Iran e quella dello Stato di Israele, che resiste da anni agli attacchi dei proxy del regime iraniano Hamas e Hezbollah. A Torino qualcuno ha deciso che il 25 aprile è una celebrazione riservata solo ad alcuni gruppi. Per noi continua ad essere la festa di tutti la festa della liberazione».

Francesco Aglieri Rinella

Segretario Provinciale di Torino

del Partito Liberaldemocratico

Varietà di forme e materia alla Galleria Malinpensa

A “Gliacrobati” un materiale antico, i collage della statunitense India Evans.

C’è materia e sperimentazione nelle opere di Marco Palma, ingegnere cinquantenne prestato all’arte. Un percorso che lo ha portato a raggiungere la pittura e la poesia, idee che si realizzano grazie ai materiali usati. Espone sino al 23 aprile presso la Galleria d’arte Malinpensa by la Telaccia di corso Inghilterra 51, la curatrice Monia Malinpensa a sottolineare: “Forma, colore e volume interagiscono all’interno della composizione attraverso un dialogo costante generando una struttura dinamica, aperta e in continua evoluzione. La superficie si espande verso una dimensione prossima alla scultura, autonoma e in mutazione costante, capace di accogliere una libertà espressiva che si rigenera nel tempo e si rinnova nello spazio.” È l’impiego e il riunirsi coinvolgente di materiali industriali di recupero (“non solo come scelta etica, ma come potente strumento comunicativo”), il risultato di uno sviluppo lineare come di una tridimensionalità fatta di colorate forme triangolari in plexiglas, di grumi di catrame come di più o meno accennate superfici di sughero, di sporgenze gommose prepotentemente nere, di luci – attraverso elementi LED – che alleggeriscono, come in “Notturno” del 2019, quello che potrebbe risultare esclusivamente un cupo panorama. Ricerca continua, in una – diremmo quasi pressante – evoluzione mai banale, una coniugazione di intenti e di finalità che trovano spazio in simbologie di non sempre facile lettura ma oltremodo interessanti, che spingono lo spettatore a guardare con sempre maggior desiderio dentro l’opera. Nascono “Aliens escaping from black hole”, una tecnica mista del 2025, le “Serie Nero Cromo” (2021), trionfo di materiali particolareggiati, rigorosamente scuri, distribuiti orizzontalmente e verticalmente, lisci e striati, ondulati, chiusi in minime circolarità, riflettenti, opachi e lucidi, nascono le ingentilite “Serie Dream Space”, catrame e trucioli dorati ad ampliare ancora una volta lo spazio. Nascono, belli, lucenti, suggestivi, “opere al nero” alleggerite con sapienza da inserti vitrei – “Scrittura in nero” o “Percorsi della memoria”, del 2025 entrambi -, forme diseguali che s’incuneano, i gialli e i rossi, i blu e i verdi, in una grande affermazione liberatoria.

Con Palma, Lavinia Salvatori, nata a Roma nel 1984, Laurea a Viterbo e studi londinesi, un Master in Arte Terapia, materiali classici e poveri, un interesse verso la scultura raku e la ceramica, un percorso “verso un linguaggio più astratto e personale che potesse esprimere ed esplorare la realtà interna emotiva.” Un desiderio ad esprimersi in maniera improvvisa e scomposta, contenuta ed eccessiva allo stesso tempo, il passaggio dell’”atto artistico” tra il vissuto e un diverso utilizzo di vita sulla tela nel momento della resa pittorica, sino a utilizzare – nelle parole della pittrice – “approfonditamente il metodo dello scarabocchio, un utilizzo del segno come elemento descrittivo in sé, sganciato dalla necessità di rappresentare una struttura figurativa” che non può (con più o minore interesse) lasciare indifferente chi guarda. Monia Malinpensa sottolinea “l’equilibrio (che) nasce dal dialogo costante tra ordine e impulso”, chi scrive guarda ai tanti “senza titolo” che in uno slancio caotico gettano sulle tele la luminosità del bianco assoluto come il tenue di colori trattenuti, gli accenni dorati, i tratti neri colti all’improvviso, le figure impercettibili che ti attraversano la mente, l’autonomia irrefrenabile che invade chi opera.

Nelle immagini, di Marco Palma “Scrittura in nero”, tecnica mista su tela, 2025; di Lavinia Salvatori, “Senza titolo”, tecnica mista e foglia oro su tela, 2026.

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Se c’è stato un inizio, l’inizio è quella scatola da scarpe strapiena di fotografie in bianco e nero di nudi ottocenteschi, ritrovata tra i banchi del mercato di Porta Portese a Roma, fotografie che, racconta India Evans, “sembravano chiedere di essere riportate alla visibilità”. Poi è stata la continua ricerca tra gli archivi, le librerie, i mercati di New York, per richiamare altre esistenze al presente, per inserire nel mondo di oggi, per dare nuove forme e vita. Evans è nata nel ’78 a New York, ha studiato in Italia presso la Scuola d’Arte Lorenzo de’ Medici di Firenze, ha esposto in Italia e Russia, nel Regno Unito e negli States. Sino al 16 maggio sue opere, differenti collage quasi sempre di piccole dimensioni, sono presenti negli spazi espositivi della galleria “Gliacrobati”, via Ornato 4 (zona Gran Madre), le ha prese a cuore Gloria Alderuccio, sin dal primo momento che le vide, in quell’ambiente domestico dove coabitavano anche le opere del padre John – scomparso nel 2012, cresciuto in California e studi a Chicago, conosciuto per i collage costruiti con i tanti oggetti rinvenuti nelle strade del East Village, ricavati da biglietti da visita, pacchetti di sigarette, ritagli di giornali, volantini, adesivi, istantanee -: “il collage si rivela così come una lingua familiare, un gesto ereditato ma radicalmente riformulato; se nel lavoro del padre il frammento diventa strumento per raccontare una comunità e un tempo storico, in quello di India il collage si fa dispositivo di interrogazione al femminile”, scrive Alderuccio.

Balzano fuori da una memoria collettiva i corpi “antichi” di Evans, il nudo di donna in ricostruzioni d’ambiente, piccoli angoli di camere, tavolini e seggiole d’epoca, inguantato o avvolto da una natura ricostruita o da una larga ragnatela finissima ma pure con il viso intercambiato con quello di una cerva, o devastato da serpenti e teschi, o a grondare sangue tra le grinfie di un coccodrillo come all’interno di una vasca da bagno a esalare spiriti che riportano ai trucchi rabberciati dei vecchi film del secolo passato, tra un recinto che ripropone la Fontana della Vita medievale con il realismo di oggi. La donna – salva spesso (troppo spesso?) la componente dell’eros – come una feroce lupa ad assalire membri virili, o a veder crescere infiorescenze dal proprio pube, immersa in un luogo magico del lontano oriente, al centro di languide immaginazioni: con qualche perplessità, anche nella lettura dei titoli che come ricami sono posti all’interno dei vari collage, mi chiedo se la mostra sia il resoconto di una perfetta manualità o un pressare di suggestioni e angosce e terrori sanguinolenti, oppure un omaggio alle trasformazioni femminili, o ancora le visioni dei pericoli dettati in principal modo dall’elemento maschile, forza contraria in perenne agguato, forse di uno sguardo sul passato che si riverbera senza alcuna fatica sui nostri giorni.

Nell’immagine, di India Evans, “Women into the Depths of the self”. tecnica mista, 2009.

Elio Rabbione

La nostra storia: intervista al Marchese Umberto Scaliti Del Carretto di Mombaldone

Quest’anno ricorre il 700° anniversario di un matrimonio che si rivelò di cruciale importanza per il savonese e il Piemonte meridionale: quello tra Enrico Del Carretto e Caterina di Clavesana.
Lui era figlio del Marchese Antonio di Finale Ligure, capostipite dei Del Carretto di Finale e di Agnese Valperga di Masino, lei era figlia del Marchese Francesco II di Clavesana.
Queste nozze, celebrate dopo un lungo periodo di trattative, ebbero una rilevanza strategica perché Caterina portò in dote ad Enrico metà dei feudi savonesi di Balestrino, Castelbianco, Castelvecchio di Rocca Barbena, Erli, Nasino, Stellanello e Zuccarello. L’altra metà Enrico l’acquistò nel 1335 da suo cognato Giacomo
Saluzzo-Dogliani, che aveva sposato Argentina di Clavesana, sorella di Caterina.
Nel 1336 Enrico conquistò Cervo, in Provincia di Imperia, ma l’anno seguente insieme alla moglie si trasferì a Mombaldone (AT), dove diede vita ad una linea marchionale tutt’oggi esistente.
Il giornalista Andrea Carnino de Il Torinese.it ha intervistato il Marchese Umberto Scaliti Del Carretto di Mombaldone, il quale ha gentilmente risposto alle sue domande.

AC: Marchese, come discende da Enrico Del Carretto e Caterina di Clavesana?

Enrico Del Carretto e Caterina di Clavesana, che si sposarono nel 1326, settecento anni fa, erano i miei antenati alla 20° generazione. Essi nel 1337 si trasferirono a Mombaldone, dove io vivo tutt’oggi. Il mio quadrisavolo Aleramo (1809-1881) fu Sindaco di Mombaldone, Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, nonché filantropo e grande benefattore.
Sua figlia Maria Laura, detta Irma (1833-1919) sposò Edoardo Cervetti e dalla loro unione nacquero diversi figli, tra i quali Costanza Teresa, la mia bisnonna, che sposò Paolo Giovanni Scaliti.
Il loro nipote Paolo Giuseppe (1945-1999), che era mio padre, riprese il cognome Del Carretto.

AC: la sua famiglia ha quindi ripreso recentemente il cognome Del Carretto, appartenuto ai suoi avi?

Non proprio recentemente, ma dal 1999 per Decreto del Ministro di grazia e giustizia. 

AC: a Mombaldone è stata attiva una zecca?

Al Marchesato di Mombaldone era stato concesso di battere moneta ed elargire lauree in teologia e medicina. 

AC: i suoi antenati possedevano il castello risalente al XIII secolo, poi parzialmente abbattuto nel 1637. Nel 1840 il Marchese Aleramo Del Carretto ha utilizzato parte delle pietre di quel maniero per uno scopo nobile, vero?

Come raccontato oralmente di mamma, si indicava che la donazione fosse stata di sua figlia la Marchesa Irma, ma verosimilmente potrebbe essere stato Aleramo in quanto Sindaco di Mombaldone, per permettere la costruzione della galleria della Ferrovia Savona-Alessandria. 

AC: ci parli di sua mamma, la Marchesa Gemma e del suo legame con un altro feudo dei Del Carretto, Zuccarello

La mamma collaborava con il Sindaco Stefano Mai e visitò il borgo diverse volte. Il primo luglio 2007 presenziò all’inaugurazione della statua dedicata a Ilaria Del Carretto, ubicata in prossimità della Torre Sud e realizzata dall’artista Flavio Furlani.

AC: la sua famiglia vive nel Palazzo nobiliare detto “la Fortezza”, ci parli della storia di quest’edificio

Il vero nome del palazzo è la “Roca”, costruita come servitù del castello nel ‘200 (stalle e mercato del borgo), per poi venire trasformata in palazzo nobiliare tra il XVII-XVIII secolo. Nel 1783 assunse l’aspetto attuale, mentre nel Secondo dopoguerra vennero costruiti il terzo piano e il loggiato che ne caratterizza la facciata.

AC: qual è il vostro ruolo oggi a Mombaldone?

Il ruolo dei Del Carretto di Mombaldone era nella figura della mamma Gemma, mancata l’anno scorso, la quale amava tramandare la storia della famiglia, effettuare ricerche storiche ed organizzare eventi. Grazie a lei Mombaldone è stato inserito nei Borghi più belli d’Italia.
Io personalmente mando avanti un’attività commerciale insieme a mia moglie e faccio parte dell’amministrazione comunale.
Per quanto riguarda l’erede, mio figlio Edoardo, egli frequenta la Facoltà di Storia dell’Università di Genova e come hobby realizza cortometraggi storici.

Andrea Carnino

Il “Pannunzio” ricorda Amendola

LUNEDÌ 20 APRILE ALLE ORE 17,30 in sede, via Maria Vittoria 35hGerardo NICOLOSI ricorderà Giovanni AMENDOLA nel centenario della morte. Egli appartiene alla storia del liberalismo del ‘900; su di lui il prof. Nicolosi, Ordinario di Storia contemporanea all’Università di Siena, ha scritto un importante saggio.
Marvi DEL POZZO leggerà la commemorazione pronunciata alla Camera il 29 aprile 1926 dal deputato piemontese ed ex Ministro Marcello Soleri a nome del Gruppo liberale in un clima ormai asservito al regime.

La festa degli 8000 runner. E Damato polverizza il record mondiale della Mezza Maratona over 90

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Il sorriso di Damiano al traguardo, ad un anno dal suo trapianto di cuore

Questa mattina si sono corse La Mezza e La Dieci di Torino 2026, Undicesima edizione per le due manifestazioni organizzate da Base Running. Una festa per gli 8000 runner che hanno corso lungo le vie del centro, con partenza e arrivo in Piazza Vittorio. E l’undicesima edizione è stata assolutamente un’edizione da record. Non solo per il numero dei partecipanti, mai così numerosi, non solo per la grande festa in piazza, ma per i grandi risultati, umani e sportivi. Il Kenyano Exidor Simon Duci vince la Mezza con il tempo che di 1.03.36,seguito dal connazionale Kodgei Jakob con 1.05.51, AL terzo posto Francia Patrik, della Reggio Asd, con il tempo di 1.06.57. Per le donne vince la Mezza Restagno Laura della Mondovì Acqua San Bernardo con il tempo di 01.23.11, seguita da Masili Elena Cristina dell’Atletica Monterosa con 01,24.06. Terzo posto per Albertino Celeste con 01,26,24 Sul podio della Dieci maschile Susca Giovanni (00.30.20) seguito da Cornali Nicolò (00,31,13) e Santelli Emanuele (00.31.28). Per le donne vince Zampaglione Silvia (00.35.36); secondo posto per Capelletti Martina (00.36.42) e terzo posto per Visaggi Silvia, Asd Borgaretto con 36’45”

RECORD MONDIALE PER GIUSEPPE DAMATO, 90 anni compiuti il 9 gennaio, che dopo aver stabilito il record mondiale della Maratona over 90 a Milano la scora settimana, oggi ha polverizzato il record mondiale della mezza maratona, chiudendo in 2.07.36. Grande festa anche per Damiano che ha concluso la Mezza tra gli applausi degli amici e della sua squadra ad un anno dal suo trapianto di cuore. Un grandissimo risultato, ottenuto proprio nella Giornata Nazionale dei Trapianti. “Sono molto felice – ha dichiarato Alessandro Giannone, Presidente di Base Running-, perchè oggi abbiamo vissuto una giornata da record incredibile, una festa indimenticabile. Non abbiamo mai avuto così tanti runner stranieri e questo ci gratifica e fa capire quanto Torino sia ormai una città amatissima dai runner. Voglio ringraziare il Comune di Torino, che da sempre crede in questa manifestazione, e l’Assessore Carretta che questa mattina ha vissuto con noi questa grande festa, Adesso pensiamo alla Tuttadritta, che si corre il 10 maggio.”

Be Comics! Be Games! Torino: oltre 25mila presenze

 

Un successo che assicura l’arrivo della tappa natalizia il 12 e 13 dicembre 2026 sempre a Lingotto Fiere. Già fissate anche le date del 2027: Be Comics! Be Games! Torino sarà il 17 e 18 aprile. Mentre il 13 e 14 marzo 2027 torna Be Comics! Be Games! Padova.


Torino, 19 aprile 2026 – Chiude oggi la prima edizione di Be Comics! Be Games! Torino, l’evento realizzato da Fandango Club Creators in partnership con GL events Italia a Lingotto Fiere. Oltre 25.000 gli appassionati di fumetti, videogiochi, cosplay e K-pop che hanno accolto con entusiasmo la nuova tappa del format, che si prefigge di diventare un appuntamento fisso della città. 


Eventi come questo sono in grado, come pochi, di coinvolgere il pubblico, rendendolo protagonista della manifestazione. Si tratta, quindi, di una partecipazione attiva in grado di mettere al centro le persone: Be Comics! Be Games! Torino siamo anche noi”  ha affermato, durante la sua visita, Maurizio Marrone, vicepresidente della Regione Piemonte.

 

Come racconta la locandina di Andrea Broccardo, raffigurante una Torino cyberpunk, Be Comics! Be Games! Torino ha permesso di vivere il presente della cultura pop e gettare uno sguardo sul suo futuro. I visitatori hanno camminato nel cuore pulsante di questo mondo, fermandosi agli stand delle case editrici tra le più affermate del settore, come Edizioni BD e J-Pop, Gigaciao, Tunué e Mirage Comics, e quelle agli esordi come la rinata Shockdom. Hanno incontrato artisti di punta del panorama fumettistico provenienti da tutta Europa come Pasqual Ferry, David Messina, David Lopez e Julien Blondel, e provato le novità del mondo videoludico grazie alle oltre 70 postazioni della Freeplay Area powered by GameLife e della Gaming Area powered by Synergie. Veri miti contemporanei – da Yotobi a Il Masseo, da Sabaku no Maiku a Lollo Lacustre, da Arianna Craviotto ai cosplayer di fama internazionale Leon Chiro e Elizabeth Rage  – hanno abbracciato i loro affezionati follower nell’area Meet & Greet, e sono stati protagonisti di challenge al cardiopalma, disputate su cult dei videogame come Fortnite e Brawl Stars.

 

Tutto questo è stato reso possibile da un curato progetto editoriale e una meticolosa organizzazione degli spazi, pensata per valorizzare ogni contenuto. Tra i punti di forza, un’Artist Alley con oltre 140 postazioni e numerose aree tematiche, tra cui la spettacolare Be Multiverse! e ampi spazi destinati al gioco libero. I palchi principali hanno scandito il ricco programma di eventi. Il palco Be Art! ha messo sotto i riflettori l’arte che dà forma e sostanza alla pop culture, troppo spesso considerata intrattenimento superficiale, qui valorizzata nelle sue molteplici declinazioni. Il palco Be Pop!, invece, ha dato spazio ai creator e a grandi show di cosplay e K-Pop, capaci di coinvolgere il pubblico in un emozionante spettacolo corale. Un terzo palco ha ospitato il mondo degli esports, fenomeno in costante crescita, chiamando a raccolta il pubblico per assistere alle finali del Circuito Tormenta e ad attività esperienziali dedicate a Valorant e League of Legends, affiancate da ulteriori competizioni e momenti di intrattenimento, in collaborazione con PG Esports.

 

Al fine di realizzare una manifestazione per tutte e tutti, Be Comics! Be Games! Torino ha rafforzato il proprio impegno verso l’inclusione attraverso la collaborazione con CPD-Consulta per le Persone in Difficoltà, sviluppando un articolato programma di attività e laboratori dedicati alla sensibilizzazione sui temi della disabilità. All’interno di Lingotto Fiere è stata, infatti, realizzata la Città dell’Agenda della Disabilità, uno spazio esperienziale che ha ospitato percorsi immersivi e proposte ludico-educative volte a promuovere empatia, consapevolezza e partecipazione. L’iniziativa ha registrato un’ampia partecipazione di pubblico, contribuendo in maniera significativa alla diffusione di una cultura inclusiva e accessibile.

 

“Credo che il mondo dei fumetti, dei videogiochi, dei cosplay e, in generale, quello della pop culture sia caratterizzato da una grande apertura mentale e da un forte desiderio di accogliere e abbracciare le differenze e le peculiarità di ognuno di noi. Questo aspetto, qui a Be Comics! Be Games!, emerge con forza e la presenza in fiera di CPD-Consulta per persone in difficoltà si colloca perfettamente in questo contesto” ha dichiarato Carlotta Salerno, Assessora alle politiche educative, giovanili, rigenerazione urbana e periferie della Città di Torino.

 

PROSSIMI APPUNTAMENTI

Il percorso di Be Comics! Be Games! Torino è iniziato con un successo che conferma la solidità del format e ne rafforza la programmazione futura: l’evento tornerà a Lingotto Fiere il 12 e 13 dicembre 2026 per dare vita a una versione natalizia, e il 17 e 18 aprile 2027 per l’edizione primaverile.
In Veneto, la data da segnare sul calendario è quella del 13 e 14 marzo 2027, per Be Comics! Be Games! Padova.

L’obiettivo? Raccontare il presente e il futuro della pop culture, valorizzandola in ogni sua piega, e regalare alle community l’opportunità di essere davvero parte di ciò che accade. 

 

PARTNER

Be Comics! Be Games! Torino ha coinvolto diversi brand – Bakeca Incontri, Dreampacker, Gran Pavesi, Satispay e Synergie – che hanno potuto dialogare coi tantissimi appassionati,  contribuendo allo sviluppo di un ecosistema in cui contenuti, esperienze e brand evolvono insieme.

 

Estate Ragazzi e dintorni: l’offerta ricreativa ed educativa della Città di Torino per i prossimi mesi

 

Anche per l’estate 2026 le bambine e i bambini torinesi potranno contare su un’ampia offerta di attività ricreative ed educative pensate per favorire il loro benessere, stimolare l’apprendimento e incoraggiare la socializzazione.

Dal gioco al movimento, fino al rafforzamento delle competenze scolastiche apprese durante l’anno, sono molteplici le proposte per andare incontro alle esigenze dei bambini da 0 a 11 anni e supportare le famiglie nella gestione del rapporto tra vita professionale e tempi di cura familiare durante il periodo estivo.

Torna dunque l’iniziativa estiva cittadina, un sistema di attività educative, ludiche, ricreative per bambini e ragazzi, che la Città di Torino sviluppa con la Fondazione Compagnia di San Paolo, in collaborazione con Fondazione Ufficio Pio, Fondazione per la Scuola, Consorzio Xkè? ZeroTredici e Abbonamento Musei Piemonte.

Anche quest’anno l’iniziativa sarà rivolta a diverse fasce d’età attraverso Nidi d’estate e Bimbi Estate (0-6 anni), e con Estate Ragazzi ((6-11 anni), quest’ultima realizzata dalla Città attraverso ITER, l’Istituzione Torinese Educazione Responsabile, in collaborazione con le scuole del territorio, la Fondazione Compagnia di San Paolo e la Fondazione Ufficio Pio.

Le iscrizioni si sono aperte il 13 aprile per tutti i servizi (Nidi d’Estate, Bimbi Estate ed Estate Ragazzi) si potranno fare esclusivamente online e saranno necessarie le credenziali CIE o SPID.

“Continua il nostro impegno nell’offerta educativa estiva per bambine, bambini e famiglie torinesi, affinché durante la pausa scolastica possano comunque fruire di opportunità di socializzazione, scoperta, divertimento – dichiara Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative e giovanili della Città di Torino -. I tre servizi cittadini – nidi d’estate, bimbi estate ed estate ragazzi – si confermano un solido punto di riferimento ed è per questo che anno dopo anno investiamo, grazie anche alla consueta collaborazione con Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Ufficio Pio che ringrazio sentitamente, perché le esperienze messe a disposizione non solo siano di alto valore educativo, ma anche inclusive e attente ad ogni esigenza e vulnerabilità.”

“Con Un’Estate Insieme 2026, anche quest’anno il Gruppo Compagnia di San Paolo, in sinergia con la Città di Torino, gli oratori, le scuole, gli enti del terzo settore, l’Associazione Abbonamento Musei e le istituzioni culturali vuole costruire un’estate che sia davvero un tempo di crescita per tutti, non solo una pausa dall’anno scolastico. Il nostro impegno è offrire a bambini, bambine e adolescenti – soprattutto quelli più vulnerabili – ambienti educativi ricchi, accoglienti e capaci di mettere al centro i loro bisogni. Lavoriamo per un ecosistema estivo più equo e coordinato, che riduca le disuguaglianze di accesso e trasformi la città in uno spazio di esperienze, scoperta e cittadinanza attiva. La collaborazione tra istituzioni, scuole, enti gestori e realtà educative del territorio è essenziale per garantire continuità, qualità e inclusione. Solo così possiamo restituire ai ragazzi il diritto a un’estate significativa, fatta di relazioni, creatività, apprendimento e nuove opportunità.” afferma Alberto Anfossi, Segretario Generale della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Nidi d’Estate, il servizio estivo per i più piccoli da 0 a 3 anni

Per garantire continuità, il servizio si svolgerà prioritariamente nelle sedi dei nidi d’infanzia comunali a gestione diretta e in appalto, già frequentate dai bambini durante l’anno scolastico.

Nel mese di luglio, per quelli che sono classificati come primo e secondo turno, il servizio sarà attivo in 36 nidi, mentre durante il mese di agosto, per il terzo e quarto turno, saranno 5 i nidi in funzione.

Nel 2025 gli iscritti ad almeno un turno sono stati 2015 (in aumento rispetto ai 1968 del 2024): 1899 al primo turno, 1695 al secondo, 365 al terzo e 213 al quarto, per un totale di 4172 frequentanti.

Bimbi Estate, il servizio dedicato a bambine e bambini dai 3 ai 6 anni

Rivolto ai bambini che nell’anno scolastico 2025/2026 hanno frequentato una scuola dell’infanzia comunale, statale o convenzionata, il servizio offre attività di animazione in collaborazione con le agenzie educative del territorio: i frequentanti delle scuole convenzionate sono accolti se la loro scuola non organizza un proprio servizio estivo.

Nel mese di luglio, per il primo e secondo turno, il servizio si svolgerà in 30 scuole dell’infanzia comunali, mentre ad agosto, per il terzo e quarto turno, saranno anche in questo caso 5 le scuole in funzione.

Nel 2025 gli iscritti ad almeno un turno sono stati 3021 (anche questi in aumento rispetto ai 2644 del 2024): 2821 al primo turno, 2514 al secondo, 583 al terzo e 352 al quarto, per un totale di 6270 frequentanti.

Iscrizioni e accesso inclusivo

Come mostrano i numeri, la novità per il 2026 è rappresentata dall’ampliamento per entrambi i servizi del numero di sedi e conseguenti posti, che passano a 5 sia per la fascia 0-3 anni che per quella 3-6. Un potenziamento messo in campo a seguito dell’incremento di richieste registrate durante il 2025, realizzato anche grazie al contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito dell’iniziativa “Città dell’Educazione”, necessario per garantire un accesso inclusivo alle opportunità educative: va ricordato infatti che entrambi i servizi non prevedono un numero chiuso e che pertanto tutte le domande vengono accolte.

Le iscrizioni, come precedentemente anticipato, apriranno il 13 aprile per entrambi i servizi e resteranno aperte fino al 30 aprile. Si potranno fare esclusivamente online, tramite credenziali CIE o SPID, sul sito della Città di Torino (https://www.comune.torino.it/novita/notizie/servizi-estivi-0-11-anni).

Estate Ragazzi, il programma estivo dai 6 agli 11 anni

Non poteva infine mancare Estate Ragazzi, l’iniziativa dedicata a bambine e bambini della scuola primaria che, attraverso il lavoro di 18 enti qualificati, animerà i 50 centri estivi presenti in tutte le Circoscrizioni, ospitati negli istituti comprensivi dal 15 giugno al 31 luglio 2026.

Saranno sette settimane complessive di attività con 4290 posti a disposizione delle famiglie, secondo un calendario così predisposto:

  • 1ª settimana (15 giugno – 19 giugno), iscrizione entro il 26/05/2026;
  • 2ª settimana (22 giugno – 26 giugno), iscrizione entro il 03/06/2026;
  • 3ª settimana (29 giugno – 3 luglio), iscrizione entro il 09/06/2026;
  • 4ª settimana (6 luglio – 10 luglio), iscrizione entro il 16/06/2026;
  • 5ª settimana (13 luglio – 17 luglio), iscrizione entro il 23/06/2026;
  • 6ª settimana (20 luglio – 24 luglio), iscrizione entro il 30/06/2026;
  • 7ª settimana (27 luglio – 31 luglio), iscrizione entro il 07/07/2026.

Le quote di partecipazione sono calcolate in base alla fascia ISEE di appartenenza (da € 0 a € 95). Le famiglie in situazione di particolare fragilità, segnalate dai servizi sociali, potranno accedere al servizio gratuitamente, pagando solo la quota assicurativa.

Le iscrizioni anche in questo caso si apriranno il 13 aprile (alle ore 13.00): qui il sito di riferimento sarà quello di Estate Ragazzi Torino e come per le iscrizioni alle altre attività sarà necessario essere in possesso di credenziali CIE o SPID. Per facilitare le pratiche di iscrizione, anche quest’anno si consolida la collaborazione con la rete degli Sportelli di Facilitazione Digitale e le Case del quartiere per offrire un servizio di assistenza alle famiglie in fase di iscrizione al servizio. Anche ITER metterà a disposizione il proprio sportello digitale grazie al supporto e affiancamento di giovani in Servizio Civile: lo sportello riceve su prenotazione tramite l’apposita mail iscrizioni.estateragazzi@comune.torino.it.

Per quanto riguarda il programma, le bambine e i bambini torinesi avranno l’opportunità di partecipare ad attività ricreative e educative realizzate nei centri estivi della città, tra sport, laboratori, gite, visite nei musei, esperienze outdoor e tanto altro: un’offerta che è arricchita dal palinsesto delle iniziative de La Bella Stagione 2026, promossa dalla Fondazione Compagnia di San Paolo in collaborazione con il Consorzio Xké? ZeroTredici e con l’Associazione Abbonamento Musei.

Dopo il successo dell’anno scorso, si rinnova la collaborazione con l’associazione AIESEC in PoliTo che prevede l’inserimento di circa 50 giovani volontari/e provenienti da diversi paesi del mondo che affiancheranno gli animatori dei centri estivi con attività ludiche e laboratori in lingua. Le ragazze e i ragazzi saranno nuovamente coinvolti anche nella festa di Estate Ragazzi che si svolgerà nel mese di luglio facendo scoprire musiche, culture e tradizioni dei loro paesi.

Tra le novità di quest’anno troviamo la collaborazione con Federgolf che, nell’ambito Open d’Italia di Golf, offrirà ai bambini/e dei Centri Estivi della Città di Torino, la possibilità di partecipare ad attività di avvicinamento e conoscenza del Golf ed assistere ad alcune gare.

Nei giorni precedenti l’iscrizione si svolgeranno degli incontri nelle scuole che ospiteranno un centro estivo, pensati per illustrare non solo l’impianto generale dell’iniziativa, ma gli approfondimenti tematici di ogni centro: sport, teatro, arte e creatività, lingue, scienze. Questi appuntamenti saranno l’occasione ideale per le famiglie che desiderano approfondire i contenuti pedagogici e le attività previste dal progetto.

Infine, anche per questa edizione, si rinnova l’impegno per rendere anche i centri estivi della Città sempre più luoghi di inclusione. Nei centri estivi sarà infatti presente uno spazio educativo ad hoc, dedicato allo svolgimento delle attività individuali e in piccolo gruppo, per favorire l’accoglienza e l’integrazione dei minori con disabilità. Lo “Spazio Inclusioneˮ sarà allestito con arredi e materiali educativi, garantendo anche la possibilità di riposo e tranquillità qualora ve ne sia necessità. Per rafforzare le competenze del personale coinvolto nelle attività dei centri estivi, è stato inoltre realizzato un corso di formazione gratuito rivolto ad animatrici/animatori ed educatrici/educatori sui temi della disabilità. Il corso è articolato in 6 incontri teorici ed un tirocinio di 40 ore, ed è realizzato da ITER con il supporto di Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Ufficio Pio, in collaborazione con Fondazione Paideia, Area ETS, CasaOz, Cooperativa Il Margine, Safatletica Torino, Polismile, Un Sogno Per Tutti Scs, Minollo Aps.

TorinoClick

 Salone OFF, “Invisibile” di Debora Bocchiardo 

Nell’ambito del Salone OFF 2026, il cartellone di eventi collaterali del Salone Internazionale del Libro di Torino, che esporta la cultura al di fuori del Lingotto, sabato 9 maggio alle 16 , l’associazione Liceo Musicale di Rivarolo Canavese, in provincia di Torino, in via Sant’Anna 1, organizzerà “Parole e note”
La presentazione del romanzo “Invisibile”( Edizioni Pedrini 2025) di Debora Bocchiardo si intreccerà alle letture e alle note dell’Orchestra da Camera dell’Associazione Musicale di Rivarolo Canavese, diretta dal maestro Enrico Finotello, creando uno spettacolo emozionante e coinvolgente.
I solisti Francesco Acatrinei, Erica Calcio Gaudino, Federica Castiello, Sem Panero e Nicolò Simonetta saranno accompagnati nelle loro esecuzioni di brani di Vivaldi e Galuppi da una formazione di oltre venti elementi, che racchiude l’esperienza di collaborazione con l’istituto Musicale Lessona APS di Volpiano.
L’ingresso è libero e gratuito.
“La vicenda umana al centro di questo mio settimo romanzo – afferma l’autrice Debora Bocchiardo – è inventata, ma sono peraltro frutto di ricerca il contesto e le condizioni sociali in cui essa è inserita. La protagonista è una donna che affronta la vita e le sfide che essa le pone innanzi tra l’indifferenza del mondo che la circonda.
Nonostante tutto la solitudine diventerà la sua forza. Vittorie e sconfitte si alternano nella sua vita forgiandola e conducendola attraverso mille vicessitudini, a partire da quando rimane orfana nel 1919 per poi approdare al giorni nostri. Alla base di questa mia nuova avventura letteraria vi sono, da un lato, una condanna all’indifferenza, e dall’altra, un invito alla vita, ad accoglierla e sfidarla, senza mai arrendersi pur di perseguire i propri obiettivi”.

Mara Martellotta

Cremonese – Torino 0-0. Salvezza a 40 punti raggiunta!

 

La Cremonese e il Torino si dividono la posta in palio con uno 0-0 che dice poco sul piano dello spettacolo ma molto in chiave classifica. Per i granata è un punto pesante, perché consente di avvicinare l’obiettivo salvezza, anche se la prestazione lascia più di qualche dubbio.
La squadra guidata da D’Aversa fatica a costruire gioco e per lunghi tratti si limita a contenere le iniziative avversarie. L’atteggiamento è prudente, quasi rinunciatario, con il Torino schiacciato nella propria metà campo e incapace di rendersi pericoloso.
Dall’altra parte, la Cremonese prova a fare la partita con maggiore intraprendenza, soprattutto nella ripresa, quando alza il ritmo e trasforma il match in un vero e proprio assedio. Tuttavia, la manovra dei lombardi resta poco incisiva e non riesce a concretizzarsi in occasioni realmente decisive.
L’unico vero squillo arriva nel recupero, quando Kulenovic prova a sorprendere la difesa avversaria trovando lo specchio della porta, ma il tentativo viene neutralizzato da un attento Audero.
Ne esce così una gara povera di emozioni, in cui il Torino porta a casa un punto utile più per la classifica che per il morale, mentre la Cremonese deve accontentarsi di un risultato che serve poco nella corsa alla salvezza.

Enzo Grassano