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Superga, si inaugura primo lotto della foresteria

RIQUALIFICAZIONE

Nuova vita e nuove opportunità di fruizione turistica per lo storico complesso della Basilica di Superga, uno dei simboli di Torino immediatamente riconoscibili in Italia e all’estero, dal 2021 gestito dal Sermig.
Sabato 20 giugno 2026 alle ore 15.00 sarà inaugurato il primo lotto dei locali adibiti a foresteria.

Si tratta di uno dei primi interventi previsti dal protocollo di intesa siglato nell’estate 2024 tra l’Agenzia del Demanio, proprietaria del bene monumentale, il Ministero della Cultura, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Regione Piemonte, la Città di Torino e la Città Metropolitana di Torino. Le attività di valorizzazione generale sulla Basilica coinvolgono anche i soggetti privati del territorio con il supporto della Consulta Valorizzazione Beni Artistici e Culturali di Torino.

L’iniziativa rientra nel progetto di prima infrastrutturazione del Cammino di San Michele, realizzato dalla Città Metropolitana di Torino e cofinanziato per 205.000 euro dalla Regione Piemonte e dal Ministero del Turismo tramite il Fondo Unico Nazionale del Turismo 2023.

Con l’apertura di questo primo lotto della foresteria si è concretizzato un progetto di rigenerazione urbana che migliora significativamente la fruibilità culturale e turistica della Basilica e del territorio circostante. La gestione del Sermig permetterà l’utilizzo dello spazio per piccoli gruppi in cammino lungo la collina, con taglio ambientale, sportivo, educativo e spirituale.

I colleghi giornalisti sono cordialmente invitati ad intervenire, sarà l’occasione per verificare i tempi e risultati dell’attività appena conclusa

Il MAO e il Castello del Valentino ospitano il festival “Learning from Satoyama”

Il festival “Learning from Satoyama – la via giapponese alla sostenibilità dell’ambiente costruito”, è il titolo del festival organizzato in partnership dal Politecnico di Torino, Japan Hub, Waseda University di Tokyo e MAO Museo di Arte Orientale di Torino, dal 22 al 26 giugno prossimo presso il Politecnico di Torino Castello del Valentino, e MAO.

Il festival affronterà i temi della sostenibilità dell’ambiente costruito, dall’architettura al territorio, attraverso la collaborazione tra esperti, italiani e giapponesi, studiosi, professionisti e studenti. Il concetto di Satoyama rappresenta l’equilibrio tra la società e l’ambiente in cui è insidiata, a partire dall’uso circolare delle risorse naturali proprie del modello rurale tradizionale, fino alla ricerca contemporanea di sostenibilità ecologica, nell’abitare e nella trasformazione del territorio e della città. Le teorie e i principi che guidano la progettazione e la trasformazione dell’ambiente, tra tradizione e sfide contemporanee, saranno affrontate attraverso tre attività: un seminario di studi riservato a ricercatori, un workshop di progettazione dedicato a studenti e docenti del Politecnico, e due conferenze aperte al pubblico. Attraverso questo festival, il Japan Hub del Politecnico di Torino si apre alla collaborazione con le istituzioni culturali della città, in particolare Fondazione Torino Musei e Fondazione per l’Architettura. Il festival coinvolge i giovani protagonisti dell’ideazione di nuovi spazi e modalità di fruizione per il MAO e della presentazione finale. Attraverso le conferenze, si rivolge anche al pubblico dei professionisti, e più in generale di chi vuole approfondire la progettazione dell’ambiente costruito, permettendo Attraverso un dialogo con gli esperti del Politecnico di comprendere i punti di sorprendente comunanza e di grande differenza tra le due culture.

Le conferenze di “Learning from Satoyama-la via giapponese alla sostenibilità dell’ambiente costruito” saranno tre: la prima, il 23 giugno, alle 17.30, presso il MAO, nella sala polifunzionale, la conferenza dal titolo “Cultivating incomplete circulations-mediating ecologies of living and production”, che sarà introdotta dal Prof. Michele Bonino, e prevede l’incontro con Kobayashi Keigo, del dipartimento di architettura dell’Università di Waseda. La conferenza è in lingua inglese e la prenotazione si può effettuare su Eventbrite.

Il 26 giugno, al MAO, nella sala polifunzionale, verranno presentati gli esiti del workshop, con gli interventi del Dott. Davide Quadrio, direttore del MAO, Yagi Koji, console generale del Giappone a Milano, del Prof. Alberto Sapora, vicerettore per l’internazionalizzazione del Politecnico di Torino, e del Prof. Giuseppe Quaglia, direttore del Japan Hub del Politecnico di Torino. Alle ore 19 si terrà l’incontro Ariga Takashi, del dipartimento d’architettura dell’Università di Waseda, dal titolo “Design for sustainable urbanism – leasing from the idea of Satoyama”. Introduce e modera la Professoressa Claudia Cassatella. La conferenza è in lingua inglese e la prenotazione è effettuabile su Eventbrite.

Mara Martellotta

Ridurre il divario di genere nel mondo del lavoro. L’impegno dei giovani imprenditori torinesi

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EMPOWERMENT FEMMINILE

Al Campus Onu l’assemblea del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali Torino dedicata alle buone pratiche in tema di Diversity, Equity & Inclusion e al ruolo dell’imprenditoria femminile nelle discipline Stem. Sandrone: “Dobbiamo promuovere una cultura fondata su inclusione, responsabilità e impatto”.

Ridurre il divario di genere nel mondo del lavoro torinese richiede un’azione condivisa, continua e ben strutturata. È questo il messaggio emerso durante l’assemblea annuale del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali Torino, intitolata Tides. New Leadership Standards, ospitata negli spazi del Campus Onu del capoluogo piemontese.

“Scegliendo la parola tides, che vuol dire maree in inglese, abbiamo voluto riassumere l’insieme di esperienze, modelli, buone pratiche e persone che stanno già forgiando una generazione di giovani leader in tutto il mondo che supererà le attuali diseguaglianze tra uomini e donne: per loro questo cambiamento non è una probabilità ma una certezza. A noi giovani di Confindustria spetta la responsabilità di realizzare quell’orizzonte nel tempo più breve. Dobbiamo avere il coraggio di esprimere una leadership che non replica i modelli del passato, ma che include, innova, investe: nelle persone, nel merito, nella qualità e nella volontà. Nella determinazione e nella passione”, ha dichiarato Federico Sandrone, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali Torino, nel corso della sua relazione.

Alla sessione pomeridiana hanno preso parte Marie-Christine Oghly, presidente di Fcem (Les Femmes Chefs d’Entreprise Mondiales), Elena Lavezzi, ceo di ZNext, Cristina Tumiatti, Business Development Chief di Sea Marconi e referente del Tavolo Diversity, Equity & Inclusion dell’Unione Industriali Torino, Martina Di Gioia, Managing Director e responsabile degli investimenti privati diretti di Samhita, e Paola Babos, direttrice aggiunta dell’International Training Center dell’Ilo.

Durante l’evento è stata inoltre illustrata una ricerca realizzata dal Centro per l’Imprenditorialità e l’Innovazione (EIC), in collaborazione con il Centro Studi di Genere del Politecnico di Torino. Lo studio, basato sui dati della survey internazionale Guesss (Global University Entrepreneurial Spirit Students’ Survey), ha esaminato le aspirazioni imprenditoriali degli studenti universitari torinesi.

Dall’analisi emerge che soltanto il 29,3% delle donne coinvolte frequenta corsi Stem, a fronte del 60,4% degli uomini. Una differenza che si riflette anche nelle prospettive professionali: il 26,4% delle studentesse manifesta l’intenzione di fondare un’impresa, contro il 40,4% degli studenti. Il gap risulta ancora più marcato nelle discipline Stem, dove solo il 23,2% delle donne immagina di diventare founder, rispetto al 39,4% degli uomini.

Anche tra coloro che stanno già lavorando alla creazione di una nuova attività imprenditoriale permane una significativa disparità: le imprenditrici nascenti rappresentano il 5,9% del campione femminile, mentre tra gli uomini la quota sale al 14%.

Lo studio evidenzia però un dato particolarmente interessante: le studentesse Stem dichiarano livelli di fiducia superiori rispetto ai colleghi maschi in attività quali l’individuazione di opportunità di business, lo sviluppo di nuovi prodotti, la gestione dell’innovazione, la costruzione di reti professionali e la guida di team di lavoro. A frenare le donne non sembrano quindi essere competenze o motivazioni personali, bensì la percezione di un ambiente meno favorevole, meno accessibile e meno inclusivo.

Una problematica che va oltre i confini torinesi e assume una dimensione internazionale. Le barriere culturali e sistemiche continuano infatti a rappresentare un ostacolo diffuso a livello globale. I Giovani Imprenditori hanno scelto di riportare il tema al centro del dibattito anche perché proprio a Torino sono stati sviluppati strumenti e iniziative concrete per affrontarlo. All’interno del sistema Confindustria sono oggi attivi oltre venti progetti dedicati a questi temi, promossi dalle associazioni territoriali e di categoria lungo tutta la penisola e realizzati anche in collaborazione con l’Unione Industriali Torino, in particolare attraverso il Tavolo Diversity, Equity & Inclusion.

“Non credo sia un elemento di debolezza parlare di questo tema, trattarlo è fondamentale per riguarda l’intera società. Pensiamo vada raccontato a tutti i livelli, partendo dalla scuola fino ad arrivare nelle imprese. Il nostro vuole essere un racconto del possibile, portando esempi positivi come quelli che hanno partecipato a Tides, ma anche lavorando a stretto contatto con le istituzioni e con le altre associazioni datoriali, e più in generale con il mondo dell’associazioni e del Terzo Settore – spiega ancora Sandrone – per realizzare concretamente, promuovere una cultura della leadership fondata su inclusione, responsabilità e impatto”.

Tre rifugi dal caldo a un’ora da Torino: luoghi tranquilli dove ritrovare il silenzio

Il caldo e’ arrivato come tutti gli anni, forse piu’ in ritardo dell’estate 2025, ma oramai ci dobbiamo fare i conti fino a settembre, almeno. Da che si desiderava togliere i cappotti e godere del calore dei raggi del sole ora si comincia a cercare il fresco, l’ombra, ma spesso anche la pace e il silenzio.

In questi casi non sempre è necessario affrontare lunghi viaggi per trovare un po’ di refrigerio. A meno di un’ora e mezza dalla città esistono ancora angoli poco conosciuti, lontani dalle folle che affollano laghi e località turistiche più celebri; luoghi dove il fresco dei boschi, il rumore dell’acqua e il ritmo lento della montagna permettono di staccare davvero dalla quotidianità.

Tra le destinazioni da riscoprire spicca senza dubbio la Valchiusella. Questa valle del Canavese conserva ancora un’anima autentica, fatta di piccoli borghi in pietra, boschi ombrosi e torrenti dalle acque limpide. Salendo verso Traversella, il paesaggio si fa sempre più verde e la temperatura scende sensibilmente rispetto a Torino. Qui non si trovano grandi attrazioni turistiche né stabilimenti affollati, ma sentieri facili, aree dove sostare all’ombra degli alberi e numerosi punti in cui ascoltare semplicemente il suono dell’acqua che scorre. È una meta ideale per chi cerca tranquillità, per chi ama leggere all’aperto o per chi desidera trascorrere una giornata immerso nella natura senza allontanarsi troppo dalla città.

Ancora più appartata è la Val Soana, una delle vallate meno conosciute del Piemonte. All’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso si trova il Pian dell’Azaria, un vasto pianoro circondato da pascoli, larici e montagne. Qui il tempo sembra rallentare. Le temperature estive restano piacevoli anche nelle giornate più calde e il silenzio è interrotto soltanto dal canto degli uccelli o dai campanacci delle mandrie al pascolo. Il luogo è facilmente raggiungibile in auto e rappresenta una scelta perfetta per chi desidera una passeggiata semplice, un picnic all’ombra o qualche ora di contemplazione lontano dal traffico e dalla frenesia urbana.

Per chi ama i boschi, una terza destinazione da annotare è il comprensorio del Mont Mars, nella Valle Elvo, ai piedi delle Alpi Biellesi. Si tratta di una zona ancora poco frequentata dal turismo di massa, caratterizzata da grandi faggete e da sentieri che attraversano ambienti freschi e ombreggiati. Anche nei periodi più torridi l’aria mantiene una piacevole freschezza, rendendo la camminata particolarmente gradevole. I percorsi non presentano difficoltà particolari e consentono di immergersi in una natura rigogliosa senza affrontare escursioni impegnative.

Valchiusella, Pian dell’Azaria e Mont Mars hanno qualcosa in comune: sono luoghi che non cercano di stupire con attrazioni spettacolari o eventi affollati. Il loro fascino risiede proprio nella semplicità. Sono destinazioni dove si può ancora ascoltare il silenzio, respirare aria più fresca di quella cittadina e concedersi una pausa autentica. In un’estate in cui sempre più persone cercano esperienze sostenibili e lontane dal turismo di massa, questi tre angoli di Piemonte rappresentano un invito a rallentare e a riscoprire il piacere delle cose essenziali.

 Maria La Barbera

Si è chiuso il XIII International Unified Basketball Tournament

Si è chiuso a Treviso il XIII International Unified Basketball Tournament, ma le emozioni vissute alla Ghirada – Città dello Sport continueranno a viaggiare molto oltre i risultati delle partite. Per quattro giorni il basket è stato il linguaggio comune di una grande comunità internazionale che ha saputo trasformare il campo da gioco in uno spazio di incontro e crescita.

A raccontarlo sono soprattutto i protagonisti.

“La gioia di essere qui a giocare contro tutte le squadre, l’amicizia con tutti, la gioia di essere uniti”, racconta Claudio Pasqui, atleta Special Olympics. “Lo sport mi ha aiutato parecchio, mi ha aiutato ad avere rispetto degli altri e a stare insieme in compagnia”.

Parole che raccontano l’essenza di un torneo dove la competizione convive con il sostegno reciproco e dove ogni partita diventa occasione di incontro.

Lo sa bene anche Fabrizio Magrini, allenatore della squadra di Sansepolcro: “Questi atleti ci insegnano tantissimo. Sono tanti anni che sono con loro, ma è sempre una grandissima gioia. Lo si vede in questi giorni: non è soltanto stare insieme, è fare sport insieme. Le emozioni sono sempre grandissime perché questi ragazzi, in campo e fuori dal campo, hanno molto da insegnarci“.

Alla Ghirada si sono ritrovati circa 600 partecipanti tra atleti con e senza disabilità intellettiva, tecnici, volontari e accompagnatori. In campo 42 squadre, di cui 14 provenienti dall’estero, con delegazioni arrivate da Belgio, Finlandia, Ungheria, Polonia e Montenegro. A garantire il regolare svolgimento delle gare anche 17 arbitri internazionali provenienti da Stati Uniti, Canada, Irlanda, Belgio, Germania, Finlandia, Ungheria e Polonia. Per l’Italia erano rappresentate le regioni Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia.

Tra le tante storie che hanno animato il torneo c’è quella di Daniel Tranquillini, vent’anni, che grazie al basket ha trovato maggiore autonomia e fiducia in sé stesso: “Il basket mi ha dato molta fiducia. Sono contento di essere qui a Treviso con questi amici e compagni. Le emozioni sono molto forti”, racconta. Accanto a lui, Romina Fauro, la mamma, spiega cosa significa questo percorso nella vita quotidiana: “Grazie allo sport Daniel ha imparato a stare insieme agli amici, a conquistare autonomie e a rispettare le regole della squadra, che per loro non sono mai scontate. Ogni volta è un’emozione nuova. Qui si vede un gioco pulito, sincero. È una cosa incredibile che dovrebbero vedere tutti e dalla quale dovrebbero imparare”.

Un messaggio che attraversa confini e lingue diverse. Arriva dal Belgio la storia di Seppe Loots, 27 anni, che ha trovato nello sport Unified un luogo in cui sentirsi accolto. “Prima di entrare nella squadra non avevo molti amici. A scuola mi trattavano in modo diverso. Poi ho conosciuto questa realtà e mi è piaciuta subito. Mi trattano come chiunque altro e mi accettano per quello che sono. Ho l’autismo. Mi piace giocare a basket, soprattutto con la squadra. Tutti vanno molto d’accordo. Il torneo è davvero divertente, c’è un’atmosfera familiare. Certo, proviamo a vincere, ma se non succede abbiamo comunque la nostra amicizia e ci divertiamo insieme”.

A completare il racconto è il suo allenatore, Dries Wollants, che da anni accompagna la delegazione belga a Treviso: “Nei nostri team i livelli di abilità sono molto diversi, ma il fair play è sempre la prima cosa che abbiamo in mente. I partner aiutano gli atleti a crescere e, allo stesso tempo, imparano moltissimo da loro. È uno scambio reciproco che permette a tutti di migliorare. Tornei Unified come questo danno alle persone con disabilità intellettiva la possibilità di sentirsi parte della comunità, senza barriere. Qui si vince insieme, con o senza disabilità. Questa è la quinta o sesta volta che partecipiamo al torneo di Treviso e ogni anno troviamo più amicizia, più affetto e più legami tra persone che arrivano da tutta Europa. Qui siamo una grande famiglia”.

È proprio questo il cuore della manifestazione, organizzata da One Team ASD in collaborazione con Diversport ASD. Il torneo si fonda infatti sul modello Unified Sports promosso da Special Olympics, che permette ad atleti con e senza disabilità intellettiva di allenarsi e gareggiare insieme nella stessa squadra, condividendo obiettivi, responsabilità ed emozioni. Un approccio che trasforma il gioco in uno spazio autentico di crescita reciproca, dove le differenze diventano una risorsa e non un ostacolo.

Tra canestri, sorrisi, abbracci e nuove amicizie, Treviso ha accolto una comunità internazionale che ha dimostrato come lo sport possa costruire relazioni, abbattere stereotipi e creare opportunità di partecipazione per tutti.

La tredicesima edizione dell’International Unified Basketball Tournament rappresenta un successo sportivo e organizzativo, ma soprattutto umano. Perché, al di là dei risultati e delle classifiche, il trofeo più importante è quello conquistato ogni giorno da chi sceglie di allenarsi e gareggiare insieme. E a Treviso, ancora una volta, ha vinto l’inclusione.

Magliano (Lista Cirio): «Regione Piemonte sostiene la libertà di educazione»

Aumenta la soglia ISEE per il Voucher di iscrizione e frequenza per le scuole paritarie. 

«Aumenta da 26mila a 30mila euro la soglia ISEE per poter richiedere il Voucher per l’iscrizione e la frequenza alle scuole paritarie: una scelta della Giunta Regionale, da me proposta convintamente, votata oggi dal Consiglio regionale, che tutela la libera scelta educativa delle famiglie piemontesi. Le scuole paritarie sono infatti parte integrante del sistema scolastico pubblico, con pari dignità rispetto alla scuola statale: è quanto dice la Legge Berlinguer (Legge 10/2000), sancendo un principio a cui oggi il Consiglio ha dato ulteriore applicazione, venendo incontro alle esigenze di tante famiglie non certamente ricche o benestanti, ma anche di quel ceto medio da sempre escluso da altre forme di sostegno. Sostenere la libera scelta educativa delle famiglie piemontesi è un tratto distintivo di questa Regione e oggi lo ribadiamo con un atto significativo: lavoreremo insieme all’Assessore Cameroni per dare attuazione all’Ordine del Giorno, approvato nei mesi scorsi dall’Aula, per il reperimento delle risorse necessarie all’esaurimento della futura graduatoria, anche in questa forma più ampia. Ringrazio l’Assessore Cameroni per la sensibilità dimostrata nei confronti della mia istanza a tutela della libertà di educazione e, come sempre, tutta la Giunta e i colleghi consiglieri per la disponibilità. Un ringraziamento particolare va al “Comitato Scuola Libera”, composto da tutte le realtà associative del mondo delle scuole paritarie», così in una nota Silvio Magliano, Capogruppo in Consiglio regionale della Lista Civica Cirio Presidente PML.

Coldiretti Piemonte, è boom per “L’estate in fattoria”

Per oltre una famiglia italiana su 3 (36%), è tempo di trovare attività post-scuola per i propri figli. Tra giugnome luglio molti genitori sono ancora impegnati al lavoro e devono trovare soluzioni per conciliare gli impegni professionali con la gestione dei bambini durante la lunga pausa estiva. È il dato che emerge dall’inizio d’agnello Coldiretti-LXÈ, diffusa nella settimana che ha sancito lo stop alle lezioni su tutto il territorio nazionale. Nella scelta delle strutture, al primo posto si pone il mare, seguito dalla campagna, grazie alla crescita del fenomeno delle “fattorie didattiche” che, nei mesi di scuola, ospitano gli alunni per lezioni di educazione alimentare e che, in quelli estivi, si organizzano con “camp” all’insegna del divertimento, dello sport e della sana alimentazione. Una soluzione che offre maggior riparo anche dalle alte temperature che soffocano le città.

In Piemonte abbiamo oltre cento fattorie didattiche, accreditate dalla Regione, con proposte che spaziano dall’educazione ambientale ai laboratori pratici, offrendo a bambini, famiglie e scuole occasioni di apprendimento a contatto con la natura e il mondo agricolo  – spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – tra le attività più diffuse vi sono quelle dedicate alla trasformazione dei prodotti, come la preparazione di pane e pasta, la produzione di formaggi e miele, affiancate da percorsi nell’orto esulta stagionalità delle coltivazioni. Ampio spazio è riservato anche agli,i ani ali della fattoria, con attività educative, momenti di accudimento e percorsi esperienziali che permettono di conoscere da vicino la vita rurale. Non mancano iniziative all’aria aperta tra giochi, laboratori creativi, escursioni, picnic, spettacoli e attività dedicate alla sostenibilità. Molte realtà promuovono inoltre progetti inclusivi e sociali, coinvolgendo persone con disabilità in occorsi educativi, relazionali e di avvicinamento alle attività agricole. L’obiettivo è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione, per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura con il cibo che si porta in tavola ogni giorno”.

Mara Martellotta

To Dream compie tre anni, confermando la crescita organica

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L’Urban District chiude l’esercizio 2025 tracciando le linee guida per il 2026 con un fatturato in crescita, in doppia cifra, e la piena occupazione commerciale. To Dream, l’Urban District più grande del Piemonte, ha registrato nel 2025 un incremento del fatturato del +32% rispetto al 2024, con proiezioni che indicano un mantenimento del trend anche per l’anno in corso. Il consolidamento del progetto è sostenuto dai risultati positivi in termini di flusso di pubblico. Nel 2025 i visitatori sono aumentati del 20%, con trend positivo ipotizzato anche per il 2026. Le recenti ricerche condotte durante la prima parte dell’anno testimoniano che la quota di nuovi clienti è raddoppiata, passando dal 10% del 2025 al 20% di oggi. Sotto il profilo della Real Estate Commerciale, To Dream ha raggiunto, nel 2025, il 100% di occupazione degli esercizi commerciali. Sono 85 le insegne complessive, completate con l’ingresso di sei nuovi brand: Unieuro, Legami e Cotton & Silk e tre realtà dedicate a beauty e benessere: Idea Bellezza, Tan & Beauty e Beauty Dream Salon.

Il riscontro di operatori commerciali conferma la validità della piazza. Il distretto registra attualmente un turnover molto basso, a fronte di un numero elevato di richieste, di inserimento da parte di nuovi retailer. Parallelamente ai risultati economici, To Dream prosegue nel suo percorso di integrazione con il tessuto locale; il suo indotto occupazionale ha raggiunto i 2 mila addetti, un dato che sottolinea il ruolo del distretto come motore economico per l’area Nord di Torino. Da un punto di vista di pubblico, gli eventi e le iniziative culturali registrano un alto gradimento da parete dei visitatori, insieme all’offerta food, che conta venti unità dedicate, declinate su tre “food court”, è alla particolare architettura open air, che permette di passeggiare all’aperto in qualsiasi stagione, al riparo dagli eventi atmosferici. Negli ultimi tre anni si è sviluppato un incremento costante di collaborazioni con istituzioni locali e territorio, attraverso progetti culturali e sociali come Print Lab, con le scuole, Piemonte in Gioco, che ha trasformato le food court in zone ludiche per bambini, dog dreams days, con attività e conferenze per gli amanti dei cani, e l’adesione a Luci d’Artista, la ormai celebre manifestazione culturale dedicata alle installazioni luminose. Queste attività hanno permesso di declinare la vocazione urban del distretto, inserendolo nelle dinamiche cittadine e di quartiere.

To Dream è il più grande Urban District del Piemonte, innovativo luogo di riferimento a livello regionale per offerta commerciale, servizi e ristorazione, intrattenimento, socialità, green life  e accoglienza. Un progetto di rigenerazione urbana che si sviluppa nella porzione Nord-Ovest di Torino e di cui rappresenta la porta d’ingresso alla città. Il progetto rileva un design raffinato, ispirato ai portici torinesi, e si fonda su principi attenti di sostenibilità, e ha comportato la riqualificazione dell’ex area Michelin.

“’To Dream è stato concepito come un intervento di rigenerazione urbana, e il suo sviluppo è ancora oggi in corso – commenta Giuseppe Spissu, shopping center manager di NHOOD, società di gestione del MAL – il superamento degli obiettivi di fatturato e affluenza ci permette di guardare al futuro con ottimismo, mantenendo come priorità il legame del distretto con il tessuto urbano della città. Le attività culturali e il dialogo con il territorio sono gli strumenti che ci consentono di qualificare To Dream non solo come spazio commerciale, ma come un quartiere urbano funzionale e integrato”.

Mara Martellotta

Mondiale 2026: equilibrio, sorprese e grandi conferme!

 

A una settimana dal via del Mondiale 2026, il torneo che si sta disputando tra Stati Uniti, Canada e Messico sta già regalando emozioni e risultati inattesi. La nuova formula a 48 squadre ha ampliato la partecipazione e reso la fase a gironi più ricca di sfide equilibrate.
Tra le nazionali che hanno impressionato maggiormente spiccano Germania, Inghilterra, Francia e Argentina. I tedeschi hanno lanciato un segnale forte con il netto 7-1 contro Curaçao, mentre l’Inghilterra ha superato la Croazia in una delle partite più spettacolari di questa prima fase. Anche Francia e Argentina hanno iniziato con vittorie convincenti, confermando il loro ruolo tra le favorite.
Non sono mancate le sorprese. Il Brasile è stato fermato sull’1-1 dal Marocco, l’Olanda ha pareggiato contro il Giappone e la Spagna non è andata oltre lo 0-0 contro Capo Verde. Risultati che dimostrano come il livello medio del torneo sia cresciuto e come nessuna partita possa essere considerata scontata.
Anche le nazionali ospitanti stanno vivendo un buon momento: il Messico ha inaugurato il torneo con una vittoria sul Sudafrica, mentre gli Stati Uniti hanno battuto nettamente il Paraguay mostrando un calcio offensivo e spettacolare.
Con la seconda giornata dei gironi appena iniziata il 18 giugno, molti verdetti sono ancora da scrivere. L’impressione generale è quella di un Mondiale aperto, combattuto e ricco di equilibrio, dove le grandi favorite restano tali ma devono fare i conti con avversari sempre più competitivi. Le prossime partite saranno decisive per capire quali squadre potranno davvero puntare al titolo mondiale.

Enzo Grassano

Salute dei reni, Torino risponde: la tappa di CL3AR conquista Piazza Arbarello

PUBBLIREDAZIONALE — in collaborazione con Sobi Italia

Il roadshow di sensibilizzazione promosso da Sobi Italia ha fatto tappa il 10 giugno nel cuore della città. Il bilancio della giornata, raccontato dai partecipanti, conferma quanto sia ancora necessario parlare di reni e di malattie renali rare.

Dopo le tappe di Milano e Bari, lo scorso 10 giugno la campagna itinerante “CL3AR: obiettivi chiari per la salute dei tuoi reni” ha animato Piazza Vincenzo Arbarello. Il progetto, promosso da Sobi Italia con il patrocinio dell’associazione pazienti Progetto DDD ETS e delle Società Scientifiche FIR, SINEPE e SIP, ha portato in piazza un gazebo informativo pensato per avvicinare il pubblico a un tema importante quanto sottovalutato: la salute dei reni e, in particolare, le malattie renali croniche rare come la glomerulopatia da C3 (C3G) e la glomerulonefrite membranoproliferativa da immunocomplessi (IC-MPGN) primaria.

Si tratta di patologie che, pur rappresentando meno del 5% delle malattie renali croniche complessive, sono responsabili di oltre la metà dei casi di insufficienza renale in età pediatrica e di circa un quarto di quelli negli adulti. Una prognosi spesso severa – circa un paziente adulto su due e un bambino su cinque arriva all’insufficienza renale entro dieci anni dalla diagnosi – rende cruciale il riconoscimento precoce dei segnali d’allarme, oggi possibile anche attraverso semplici esami di sangue e urine.

Per tutta la giornata, installazioni interattive, materiali informativi e il confronto diretto con i professionisti sanitari presenti nel gazebo hanno permesso ai cittadini torinesi di scoprire più a fondo il funzionamento dei reni e l’importanza di una diagnosi tempestiva. Non un semplice banchetto informativo, dunque, ma un vero momento di ascolto e dialogo con la comunità.

A raccontare l’efficacia dell’iniziativa sono soprattutto le voci di chi ha partecipato. Ai visitatori del gazebo è stato infatti proposto di rispondere a qualche semplice domanda su quanto conoscessero il ruolo dei reni e su quali fossero le proprie abitudini di prevenzione: un piccolo termometro della consapevolezza, raccolto su oltre 100 persone, che restituisce un quadro tanto interessante quanto significativo.

La voce del pubblico: cosa è emerso a Torino

Più della metà di chi ha risposto (55,4%) ritiene di conoscere abbastanza bene il ruolo dei reni nel proprio corpo, ma quasi un partecipante su tre ammette di saperne poco. Il dato si fa più netto quando si parla dei segnali d’allarme delle patologie renali: solo il 16,8% dichiara di conoscerli davvero, mentre oltre la metà ne ha sentito parlare senza saperne il reale significato.

Ancora più eloquente il responso sulle malattie renali rare protagoniste della campagna: tre persone su quattro (76,2%) non avevano mai sentito parlare di C3G o IC-MPGN prima di quella mattina in piazza, e solo una minima parte (6,9%) dichiara di conoscerle davvero. Un’evidenza che racconta, meglio di ogni numero, perché iniziative come CL3AR siano necessarie.

Interessante anche il confronto con organi più “noti” come cuore e polmoni: quasi 4 partecipanti su 10 considerano i reni altrettanto importanti, e circa 1 su 10 li ritiene persino più rilevanti. Resta tuttavia una quota – oltre un terzo del campione – che attribuisce loro ancora oggi un ruolo secondario.

Sul fronte della prevenzione, il quadro invita a una riflessione: oltre la metà dei partecipanti (52,5%) non ha mai effettuato esami specifici per controllare la funzione renale, mentre appena l’8,9% lo fa con regolarità. Una distanza tra consapevolezza e azione che la campagna punta proprio a colmare.

Il dato più incoraggiante arriva proprio dal confronto diretto in piazza: oltre 8 partecipanti su 10 (81,2%, di cui il 21,8% “molto di più”) dichiarano di sentirsi più consapevoli dell’importanza di proteggere la salute dei propri reni dopo l’esperienza vissuta al gazebo. Un riscontro che, secondo gli organizzatori, è risultato persino superiore rispetto alle precedenti tappe del roadshow, confermando Torino come una delle piazze più ricettive del tour.

Un entusiasmo che conferma quanto ricordato dal Prof. Luigi Biancone, Responsabile della Struttura Complessa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto della Città della Salute di Torino: riconoscere precocemente i campanelli d’allarme attraverso semplici esami di laboratorio e indirizzare tempestivamente i pazienti verso centri specialistici resta fondamentale per intervenire in modo appropriato e preservare la qualità di vita.

Il viaggio di CL3AR non si ferma qui: dopo l’estate, il roadshow proseguirà a Bologna, Palermo e Roma, portando in altre piazze italiane lo stesso obiettivo, dare alla salute dei reni l’attenzione che merita. Per restare aggiornati su date e iniziative è possibile seguire i canali social di Sobi Italia su Instagram, Facebook e LinkedIn.