ilTorinese

Il mondo digitale e i minori: incontro al Koelliker

PERCHÉ OGGI PARLARNE È URGENTE. IN COLLABORAZIONE CON LA POLIZIA POSTALE

11 giugno. Ore 18. Presso Ospedale Koelliker Corso Galileo Ferraris 247/255 Torino. Ingresso gratuito su prenotazione

Tre punti di vista diversi — clinico, psicologico e investigativo — per affrontare una domanda che riguarda ormai ogni famiglia: stiamo davvero proteggendo i nostri figli nel mondo digitale? C’è una generazione che non ha mai conosciuto il mondo senza schermi. Smartphone, videogiochi e social network sono diventati compagni quotidiani dell’infanzia e dell’adolescenza, spesso molto prima che ragazzi e ragazze abbiano gli strumenti emotivi per gestirli davvero. E mentre la tecnologia continua a correre, i dati sulla salute mentale dei più giovani iniziano a raccontare una realtà che non può più essere ignorata. Secondo recenti studi internazionali, un adolescente su tre tra gli 11 e i 15 anni è connesso ai social media in modo continuativo. Ancora più allarmante è l’aumento dell’uso problematico dei social — quello che gli esperti definiscono un utilizzo compulsivo, fuori controllo, capace di interferire con la vita quotidiana — cresciuto del 50% nel mondo in appena quattro anni. Non si parla più soltanto di distrazione o dipendenza da smartphone. I pronto soccorso pediatrici registrano un aumento impressionante dei casi legati a disagio psichico, autolesionismo, depressione e aggressività. Negli ospedali gli accessi per problemi neuropsichiatrici acuti sono aumentati in modo esponenziale negli ultimi anni, in parallelo con la diffusione massiccia degli smartphone tra bambini e adolescenti. È in questo contesto che nasce l’incontro “Il pericolo dei digitale e dei social”, in programma giovedì 11 giugno all’‪Ospedale Koelliker di Torino, promosso dall’‪Ospedale Koelliker insieme alla ‪Polizia Postale. Un appuntamento che non vuole demonizzare la tecnologia, ma offrire strumenti concreti per comprenderne l’impatto reale sulla crescita dei più giovani. A confrontarsi sul tema saranno il dottor Alessandro Mariani, neuropsichiatra infantile, la dottoressa Antonella Vincesilao, psicoterapeuta, e la dottoressa Assunta Esposito, dirigente della Polizia Postale per Piemonte e Valle d’Aosta. Tre punti di vista diversi — clinico, psicologico e investigativo — per affrontare una domanda che riguarda ormai ogni famiglia: stiamo davvero proteggendo i nostri figli nel mondo digitale? Tra isolamento sociale, dipendenza emotiva dagli schermi, cyberbullismo e perdita progressiva della capacità di attenzione, il tema riguarda tutti, anche chi pensa di avere il controllo della situazione. E forse il vero rischio, oggi, non è la tecnologia in sé, ma l’idea che i suoi effetti sui più giovani siano ancora sottovalutati. Un incontro necessario, attuale e profondamente umano, che promette di andare oltre gli allarmismi per mettere al centro ciò che conta davvero: il benessere delle nuove generazioni.

www.osp-koelliker.it

C’è ancora qualcosa nel cassetto. L’archivio Barovero

Dal 4 al 14 giugno al Polo del ’900 la mostra


ISMEL porta alla luce una delle più significative storie d’impresa del novecento torinese attraverso la storia di Michele Barovero

Dal 4 al 14 giugno, nell’ambito di Archivissima 2026, ISMEL – Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell’Impresa e dei Diritti Sociali – presenta la mostra “C’è ancora qualcosa nel cassetto. L’archivio Barovero”, ospitata presso Palazzo San Celso al Polo del ‘900. L’inaugurazione è in programma il 4 giugno alle ore 16,30.

C’è un pezzo importante della storia industriale e sociale di Torino che continua a vivere tra documenti, fotografie, brevetti e oggetti custoditi negli archivi. È la storia di Michele Barovero, imprenditore visionario che nel secondo dopoguerra contribuì a trasformare il modo di concepire l’arredamento domestico, anticipando modelli e soluzioni che ancora oggi caratterizzano l’abitare contemporaneo.

L’esposizione nasce dalla volontà di riportare alla luce una vicenda imprenditoriale che ha segnato la storia economica e culturale della città. Fondata nel 1945, l’Industria Mobili Barovero seppe interpretare le esigenze di un Paese in piena ricostruzione, contribuendo a definire un nuovo modello di casa moderna, funzionale e accessibile. Un percorso che trova il suo simbolo nel Selex, il sistema modulare brevettato da Michele Barovero nel 1960: una soluzione innovativa basata su supporti metallici e scaffalature in legno che anticipò di decenni il concetto di arredamento componibile, destinato a entrare stabilmente nell’immaginario domestico degli anni sessanta e a influenzare il design contemporaneo.

Attraverso circa cinquanta unità archivistiche tra fotografie, brevetti, cataloghi, bozzetti, documenti aziendali e oggetti originali, il pubblico potrà ripercorrere non soltanto l’evoluzione dell’azienda, ma anche la storia personale di un imprenditore capace di coniugare competenza artigianale, visione industriale e innovazione progettuale. Tra i protagonisti della crescita del settore dell’arredamento italiano, Barovero fu inoltre tra i fondatori del Salone del Mobile di Milano, del quale divenne membro onorario nel 1970.

La mostra rappresenta anche un’importante occasione per conoscere il lavoro svolto da ISMEL nella tutela e valorizzazione del patrimonio archivistico piemontese. Il fondo Barovero, donato nel 2013 dalla famiglia dell’imprenditore, è stato oggetto di un lungo intervento di riordino, inventariazione e conservazione che ne ha permesso la trasformazione in un archivio d’impresa capace di restituire uno spaccato significativo della storia del lavoro, dell’industria e della società torinese del Novecento.

«L’archivio Barovero è uno degli esempi più significativi del lavoro che ISMEL svolge per conservare e valorizzare la memoria del mondo del lavoro e dell’impresa radicata nel territorio piemontese», sottolinea Diego Robotti, direttore di ISMEL. «Questa mostra racconta una storia imprenditoriale di successo, ma rappresenta anche il valore degli archivi come strumenti per comprendere il presente attraverso la conoscenza del passato. È inoltre un riconoscimento al lavoro di tutte le persone che negli anni hanno contribuito a preservare un patrimonio prezioso della storia industriale torinese».

Con la partecipazione ad Archivissima, ISMEL conferma il proprio ruolo di riferimento nella conservazione e nella divulgazione della memoria storica del lavoro, delle imprese e dei diritti sociali, promuovendo una lettura del passato capace di dialogare con le sfide del presente e del futuro.

Informazioni utili
4 al 14 giugno 2026 – Palazzo San Celso, Polo del ‘900, Torino – martedì/ venerdì, dalle 10.00 alle 18.00

Inaugurazione: 4 giugno 2026, ore 16.30
Ingresso: gratuito

Stato di calamità regionale, Bartoli: “Una buona notizia per i sindaci dei piccoli comuni”

La V Commissione Ambiente del Consiglio Regionale del Piemonte, presieduta dal Consigliere Regionale Sergio Bartoli, ha approvato e licenziato per il voto dell’Aula il Disegno di Legge che consentirà al Presidente della Giunta regionale di dichiarare lo stato di emergenza di rilievo regionale nei casi di calamità naturali che non rientrino tra quelle riconosciute di interesse nazionale.

«Grazie a questo provvedimento la Regione potrà accedere al relativo Fondo regionale, nuovamente finanziato. Per i Comuni si tratta di un’opportunità in più per ripristinare opere che altrimenti avrebbero difficoltà a rimettere in condizioni di sicurezza. In particolare, si tratta di una necessità per i piccoli e medi Comuni, che spesso incontrano notevoli difficoltà nel reperire risorse anche per interventi di importo contenuto, a fronte di bilanci sempre più limitati. Mi auguro che l’Aula approvi nella forma più ampia possibile un Disegno di Legge puntuale, concreto e necessario, che rappresenta una risposta importante alle esigenze degli amministratori locali chiamati ogni giorno a gestire le conseguenze di eventi atmosferici sempre più frequenti e intensi. Ringrazio i Commissari, gli uffici regionali e l’Assessore Marco Gabusi per il lavoro svolto nel corso dell’iter di approvazione in Commissione», commenta Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML), Presidente della V Commissione Ambiente.

Italia, basta un gol di Pio Esposito: Lussemburgo battuto 1-0

 

Si chiude con una vittoria l’esordio di Silvio Baldini sulla panchina della Nazionale italiana. Nell’amichevole disputata in Lussemburgo, gli Azzurri si sono imposti per 1-0 grazie alla rete di Pio Esposito, arrivata al 49′ su assist di Pisilli.
Baldini ha scelto una formazione giovane e sperimentale, affidandosi quasi interamente a elementi provenienti dall’Under 21, con Donnarumma unica eccezione tra i più esperti. Nel primo tempo l’Italia ha faticato a trovare ritmo e spazi, creando poche occasioni da gol.
Nella ripresa, invece, gli Azzurri hanno mostrato maggiore personalità e qualità. Dopo il vantaggio firmato da Esposito, al quarto centro in otto presenze con la Nazionale maggiore, sono arrivate altre opportunità importanti, tra cui un palo colpito da Pisilli.
Per l’Italia il prossimo impegno è fissato per domenica sera alle ore 21, quando affronterà la Grecia nella seconda amichevole dell’era Baldini.

Enzo Grassano

Aggredisce la moglie e tenta di soffocarla con un cuscino

Ha cercato di uccidere la moglie strangolandola e poi soffocandola con un cuscino. É accaduto a Volvera, dove la donna è riuscita a scappare dalla vicina di casa e a chiamare i carabinieri. Il marito, 50 anni, è stato arrestato e portato nel carcere Lorusso e Cotugno di Torino. L’accusa è tentato omicidio aggravato e maltrattamenti in famiglia.

Comicità estiva, torna Parco Dora Live 

Chiuso il Cab41 per i lavori di messa a norma del locale di via Fratelli Carle, la comicità torinese si sposta al Parco Dora Live, la rassegna all’interno dell’omonimo centro commerciale che avrà luogo dal 12 giugno al 29 luglio. Saranno 17 gli appuntamenti in cartellone, che prevede anche musica e cabaret, quest’ultimo realizzato grazie al supporto del Cab41. I volti nuovi della rassegna comica sono Roberto Lipari, gli Autogol e Andrea Perroni, mentre l’evento dedicato ai più piccoli si intitola “L’ape Maia. Il musical”; l’appuntamento con la comicità più classica da One Man Show è in compagnia di Max Pisu. A calcare per la prima volta il palcoscenico di Parco Dora Live saranno due fenomeni del web come Casa Abis e Daniele Condotta, e a impreziosire l’ultima settima a due spettacoli teatrali che, ormai da anni, fanno registrare il soldato in tutta Italia: Oblivion e Uccio De Santis. Il Parco Dora Live presenta grande attenzione al territorio con quattro appuntamenti imperdibili: Marco e Mauro, Davide D’Urso, Cab41 Show (con Beppe Braida), Gianpiero Perone, Mauro Villata, Diego Casale, diario D’Angiolillo e i Senso d’Oppio, e Standup Comedi, con Federica Ferrero, Cristiana Maffucci ed Elena Ascione.

Un evento speciale, con ingresso gratuito su prenotazione, sarà quello con l’Orchestra Filarmonica di Bosconero diretta da Giorgio Bolognese, con special guest Luca Bono. Un ospite d’eccezione sarà Vincenzo Schettini. In un mondo che vede ancora poche quote rosa, la rassegna ha voluto confermare e premiare due donne: Chiara Anicito, alias Cammela, e Barbara Foria.

Parco Dora – via Livorno, Torino – telefono: 011 4372757 – parcocommercialedora.it

Mara Martellotta

Nasce in Barriera di Milano il Torino Podcast Festival

Presso la Fondazione Giorgio Amendola. La prima edizione si terrà dal 5 al 7 giugno

La Fondazione Giorgio Amendola ospiterà a giugno la prima edizione del Torino Podcast Festival, primo evento torinese dedicato al podcasting. Su tratta di tre giornate dedicate all’audio come linguaggio di prossimità tra storie, persone e territori. Esplorare il podcast come linguaggio come cultura tra informazione, narrazione, intrattenimento e cultura. Questo è l’obiettivo del festival, la cui prima edizione si terrà da venerdì 5 giugno a domenica 7 giugno presso la Fondazione Giorgio Amendola, in via Tollegno 52, a Torino, nel quartiere di Barriera di Milano.

Il festival mette al centro l’audio come strumento accessibile, inclusivo e capace di creare connessioni tra persone, idee e comunità. La sede dell’evento rappresenta uno spazio attivo e radicato sul territorio. All’interno di questo spazio, in contemporanea alle giornate del festival, nascerà il primo hub multimediale di comunità dedicato alla produzione di podcast, vodcast e contenuti audio, con l’obiettivo di attivare i processi culturali locali con una prospettiva aperta e contemporanea . Si tratta di una vera e propria “sala prova” di podcast dotata di tutta la tecnologia necessaria a registrare il proprio progetto.

“La voce e il suono – ha dichiarato Domenico Cerabona direttore della Fondazione Amendola – sono tra i più potenti strumenti di inclusione e cittadinanza attiva. Attraverso laboratori di storytelling, podcast, videomaking, fotografia e musica urban, i partecipanti potranno raccontare storie di riscatto, creatività e impegno civile, contribuendo alla nuova narrazione collettiva del quartiere”.

Il Torino Podcast Festival è promosso dalla Fondazione Amendola in qualità di capofila, a partire da un’idea di Sound Design Italia, e sarà realizzato in partenariato con la cooperativa Le Soleil, la Fondazione Relife ETS, Panacea Social Farm e con la collaborazione di Panafricando. L’iniziativa nasce dal progetto “Sulle Vie del Futuro. Giovani che non si arrendono” (ambito 1 dell’avviso pubblico “Bella storia. Racconti del territorio ed animazione socioculturale di prossimità), un percorso di narrazione partecipata che coinvolgerà i quartieri di Barriera di Milano e Aurora con l’obiettivo di dare voce ai giovani che ogni giorno costruiscono bellezza e futuro nonostante le difficoltà.

Il progetto è patrocinato, tra gli altri, da Regione Piemonte, Città di Torino e Camera di Commercio di Torino.

Mara Martellotta

Hiroshima Sound Garden: l’estate torinese che prova a ricucire la comunità

In un tempo che sembra aver smarrito molti dei suoi punti di riferimento, tra guerre che attraversano il mondo, fragilità sociali sempre più evidenti e una crisi diffusa della partecipazione, c’è chi sceglie di rispondere attraverso la cultura. È questa la sfida che anima la sesta edizione di Hiroshima Sound Garden, la rassegna estiva di Hiroshima Mon Amour che dal 4 giugno fino alla fine di settembre trasformerà il giardino di via Bossoli in un laboratorio a cielo aperto di musica, arte, cinema, teatro e inclusione sociale.

Più che un semplice cartellone di eventi, Hiroshima Sound Garden si presenta come una dichiarazione d’intenti: oltre quaranta appuntamenti, molti dei quali gratuiti, compongono un percorso che mette al centro le relazioni umane, la riflessione collettiva e il desiderio di costruire comunità.

Tra i fili conduttori dell’edizione 2026 emerge innanzitutto il rapporto tra arte e città. Torino diventa protagonista di un percorso dedicato all’arte pubblica, quella che esce dai musei e si intreccia con il tessuto urbano. A raccontarla saranno figure come Richi Ferrero, tra i maggiori interpreti italiani del settore, insieme ai protagonisti del progetto MurArte, del Parco Dora e del PAV. Un viaggio che attraversa murales, installazioni, spazi industriali riconvertiti e nuove forme di creatività urbana, accompagnato da concerti e performance che ne amplificano il racconto.

Grande attenzione sarà dedicata anche all’incontro tra musica e cinema. In collaborazione con la Fondazione Museo Nazionale del Cinema, il festival ospiterà i Calibro35, freschi vincitori del Nastro d’Argento 2026, protagonisti di una serata che esplorerà il legame tra immaginario cinematografico e ricerca musicale contemporanea. Accanto a loro, artisti come Krano e Laguna Bollente porteranno sul palco le sonorità nate per il grande schermo, mentre la band britannica Wes Banderson renderà omaggio alle celebri colonne sonore dei film di Wes Anderson. Tra gli appuntamenti più attesi anche il concerto dei Savana Funk, una delle realtà più originali della scena italiana contemporanea, capaci di mescolare funk, rock e suggestioni africane in una formula musicale che ha ormai conquistato il pubblico internazionale.

La rassegna guarda poi con particolare attenzione ai temi della parità di genere. Lo fa attraverso il cinema, con la rassegna “Quelle brave ragazze“, che attraversa sessant’anni di rappresentazioni femminili sul grande schermo, ma anche attraverso gli incontri con protagoniste del dibattito contemporaneo come Vera Gheno e Anna Gaia Marchioro. Significativa anche l’iniziativa dedicata all’intitolazione del giardino musicale di Hiroshima, che chiamerà il pubblico a scegliere tra tre figure simboliche dell’innovazione femminile: Daphne Oram, Clara Rockmore e Ada Lovelace.

Memoria e racconto del passato costituiscono un altro pilastro della programmazione. Lo scrittore Alessandro Perissinotto accompagnerà il pubblico negli anni Settanta attraverso il podcast live “Settezero, io c’ero“, mentre Simone Avincola riporterà alla luce la figura di Enzo Carella, artista spesso dimenticato ma fondamentale per comprendere alcune traiettorie della musica italiana.

Non mancherà lo spazio per il sorriso, con una sezione dedicata alla nuova stand-up comedy che vedrà alternarsi sul palco Serena Bongiovanni, Tiziano Labella, Harakiri e gli Underdogs, confermando la storica attenzione di Hiroshima verso la comicità urbana e contemporanea.

Ma è forse nell’attenzione all’inclusione che Hiroshima Sound Garden rivela la propria identità più profonda. Tornano i Martedì in Discoteca, pomeriggi danzanti dedicati alle persone con disabilità psichica e motoria, insieme al Regina Music Fest per i bambini e le famiglie dell’Ospedale Regina Margherita. Accanto a questi appuntamenti, progetti educativi per i più giovani, iniziative solidali e un grande evento dedicato ai quarant’anni di Raggiungere ODV racconteranno la disabilità fuori dagli stereotipi, attraverso musica, testimonianze e attivismo culturale.

Così, nell’area verde di via Bossoli, Hiroshima Sound Garden continua a costruire qualcosa che va oltre lo spettacolo. Diventa infatti un luogo dove la cultura diventa occasione di incontro, dove le differenze trovano spazio per dialogare e dove la comunità si ricompone attraverso l’arte. In un’estate spesso dominata dall’intrattenimento veloce, la rassegna torinese sceglie invece di rallentare, ascoltare e immaginare. Forse è proprio questa la sua forma più autentica di resistenza.

VALERIA ROMBOLA’

Come salvare il cibo e ridurre i rifiuti: la Regione chiama a raccolta il Terzo settore

Due milioni di euro: Stop agli sprechi, il Piemonte investe  per recuperare libri e computer

La Regione Piemonte mette a disposizione due milioni di euro per finanziare iniziative dedicate alla prevenzione dei rifiuti promosse dagli enti del Terzo settore privi di attività commerciale. La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, la scheda tecnica della misura denominata “Prevenzione della produzione dei rifiuti”, inserita nel quadro delle azioni regionali finalizzate alla riduzione degli scarti e allo sviluppo di pratiche di economia circolare.

L’intervento mira a valorizzare il contributo delle organizzazioni sociali nella diffusione di modelli di consumo più sostenibili, incentivando attività che favoriscano il riutilizzo dei beni, il recupero delle risorse e la diminuzione degli sprechi.

«Con la dotazione di due milioni di euro – sottolinea l’assessore Marnati – compiamo un passo decisivo verso un’economia più efficiente. Il Terzo settore è un alleato insostituibile: gli enti che non svolgono attività commerciale ma operano per il bene comune hanno ora strumenti concreti per diventare protagonisti del cambiamento».

L’assessore evidenzia inoltre come le risorse siano destinate a «iniziative che uniscono sostenibilità ambientale e solidarietà sociale, puntando sul riuso, sulla riparazione e sulla gestione responsabile delle eccedenze alimentari. Recuperare cibo dalle mense e dal commercio per donarlo a chi vive in condizioni di povertà significa combattere lo spreco e sostenere le fasce più fragili. Ora lavoreremo all’apertura dei bandi: invito tutti gli enti interessati a cogliere questa opportunità».

Potranno accedere ai finanziamenti gli enti iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore che non esercitano attività economiche e che non risultano iscritti al Repertorio Economico Amministrativo (REA).

Tra le attività ammissibili rientrano progetti dedicati al recupero e alla condivisione di beni, come il riutilizzo di libri scolastici e di altra natura, la realizzazione di biblioteche degli oggetti — sistemi che consentono di prendere in prestito attrezzature e strumenti anziché acquistarli —, il recupero e la rigenerazione di computer portatili e gli interventi di manutenzione e riparazione volti ad allungare il ciclo di vita dei prodotti.

Particolare rilievo viene attribuito alle iniziative contro lo spreco alimentare. Saranno infatti sostenuti progetti per la raccolta e la redistribuzione delle eccedenze provenienti da negozi, mercati ambulanti e servizi di ristorazione collettiva. Gli alimenti recuperati potranno essere destinati, anche dopo eventuali processi di trasformazione, a persone e famiglie che vivono situazioni di disagio economico o fragilità sociale.

I contributi potranno inoltre finanziare il potenziamento delle strutture e delle attrezzature necessarie per il recupero, il trasporto e la conservazione delle eccedenze alimentari, oltre ad azioni finalizzate a limitare la produzione di rifiuti da imballaggio e di rifiuti indifferenziati durante mense, manifestazioni popolari, eventi culturali, concerti e iniziative sportive, con un’attenzione particolare alla riduzione dell’utilizzo di materiali monouso.

Le risorse saranno erogate sotto forma di contributi a fondo perduto in conto capitale fino all’85% delle spese ammissibili. Per essere finanziati, i progetti dovranno prevedere investimenti non inferiori a 30 mila euro, mentre il contributo massimo concedibile per ciascuna iniziativa sarà pari a 500 mila euro.

La copertura finanziaria dell’intervento sarà garantita attraverso fondi europei, nazionali e di coesione, con una programmazione distribuita nel triennio 2026-2028. È inoltre prevista una quota aggiuntiva destinata alle attività di assistenza tecnica.

Con il via libera alla delibera, la Regione potrà ora procedere alla pubblicazione dei bandi che consentiranno agli enti del Terzo settore interessati di presentare le proprie candidature e accedere alle agevolazioni previste.

“CreativAfrica” XII edizione

Musica, cucina, creatività e incontri. Riecco, all’ombra della Mole, l’eclettico  Festival dedicato all’antico Continente “Culla dell’umanità”

Da domenica 7 a giovedì 18 giugno

Dodicesima edizione e 12 giorni di iniziative, articolate tra “laboratori”, “incontri” e “concerti live” distribuiti su tre sedi: il Circolo Sociale “Jigeenyi”, in via Borgo Dora 3/0, la “Cascina Falchera”, in strada Cuorgnè 109, e il “Magazzino sul Po”, ai Murazzi del Po Ferdinando Buscaglione 18. Così si presenta, in estrema sintesi, il ritorno sotto la Mole del Festival “CreativAfrica”, organizzato da “Renken ETS” (che, a Torino, dal 2006 promuove “cittadinanza globale e cooperazione tra Italia e Senegl, per una cooperazione decoloniale, antirazzista e transfemminista”), con il contributo di “Fondazione CRT”“Fondazione per la Cultura Torino” ed il patrocinio del “Comune di Torino”.

Obiettivo primo quello di “promuovere i valori dell’antirazzismo e dell’intercultura, intesa come valorizzazione della diversità e promozione del dialogo e dell’incontro, l’iniziativa – spiegano gli organizzatori – nasce proprio dal desiderio di approfondire e conoscere le culture africane e di proporsi come spazio di confronto capace di decostruire stereotipi e promuovere nuove narrazioni”. Tutte le attività sono infatti pensate per essere accessibili al più vasto pubblico, valorizzando la “diversità come risorsa”.

“Roots and Sprouts” (“Radici e Germogli”) è, in modo decisamente emblematico, il tema di questa dodicesima edizione del Festival, che si prefigge di “aprire” il suo sguardo alle “radici” delle culture africane e contemporaneamente ai “germogli” che intessono nuove vie per la “creatività afrodiscendente”. Sottolinea Giulia Gozzellino dell’Associazione “Renken”“L’edizione di quest’anno gioca sulle relazioni intergenerazionali, sugli scambi, sulle nuove tendenze, sulle radici nelle quali affondano i diversi movimenti legati alla ‘black music’ e alla ‘black culture’ e sul legame tra modelli e eredità ancestrali e gli sviluppi globali”. Mentre si mettono in discussione i meccanismi di “tribalizzazione” e di “folklorizzazione” delle culture africane, “la nuova edizione – continua Gozzellino – rende omaggio simultaneamente alle tradizioni e alle molteplici forme di innovazione musicale, artistica, culinaria e letteraria che possono contribuire a disinnescare i pregiudizi e a decostruire la colonialità del nostro presente”.

“Musica”“Cucina”“Laboratori – talk e animazioni interculturali”: sono questi i tre filoni su cui s’intrecciano le iniziative in agenda.

Cuore del Festival, sicuramente gli eventi a carattere musicale, con una selezione di artisti e sonorità che raccontano ampiamente la ricchezza e la complessità, in tale campo, delle “culture afrodiscendenti”. Tra i vari ospiti, da segnalare in particolare “Les Mamans du Congo & Rrobin” (“Cascina Falchera”, venerdì 12 giugno, ore 22) e Lina Simons (“Cascina Falchera”, giovedì 11 giugno, ore 22), al secolo Pasqualina De Simone, nativa di Pozzuoli da madre nigeriana e padre italiano, studi musicali a Londra e un album “P.A.S.” che la impone come una delle voci più originali della nuova scena musicale italiana.

Altro Spazio importante di “CreativAfrica”, sarà certamente quello dedicato alla “Cucina”, con la proposta di “laboratori interculturali” e “momenti di ristorazione” pensati per favorire l’incontro tra storie, tradizioni e sapori provenienti da tutto il continente africano. Imperdibili gli “show coking” guidati dalla chef nigeriana Maria Ojo (che, domenica 7 giugno, ore 16, al “Jigeenyi”, coinvolgerà il pubblico in un’attività destinata a diventare un “apericena condiviso”, trasformando il momento culinario in un’occasione di incontro, convivialità e scambio tra persone e culture) e dallo chef senegalese Moussa Kane (sempre al “Jigeenyi”, mercoledì 10 giugno, ore 16).

Occasione, altrettanto preziosa, per partecipare “in modo attivo e consapevole alla ricchezza di un patrimonio culturale vivo, plurale e in continua trasformazione”, sarà quella offerta dai molti “laboratori” e “worksop”, pensati “ad hoc” e guidati da ospiti di indubbia esperienza. Tra i tanti, l’artista multidisciplinare italo-egiziano (ma cresciuto nella periferia romana) Mosa One che (giovedì 18 giugno, ore 19, al “Magazzino sul Po”) guiderà i partecipanti nella realizzazione di un “graffito su muro o pannello”, lavorando sui temi che attraversano e segnano la sua personale ricerca: identitàappartenenza perifericadoppia eredità culturale e giustizia sociale.

A chiudere i giochi (sempre al “Magazzino sul Po”, giovedì 18 giugno, ore 22), i ritmi afro-elettronici di Dj Alé, brasiliana, produttrice di eventi culturali e creatrice della serata “Erotika”, oggi residente in Francia.

Per info e programma dettagliato: www.renken.it

g.m.

Nelle foto: Lina Simons; Immagine guida (opera di Stefania Bruno); Cibo; Laboratorio Mosa One