ilTorinese

Incidente in Tangenziale Nord a Collegno: bloccata per scontro veicoli

Pomeriggio di caos sulla tangenziale Nord di Torino, all’altezza di Collegno in direzione sud, dove un furgoncino si è scontrato con un’utilitaria. Per fortuna, nell’impatto non risultano feriti. Il sinistro ha provocato rallentamenti pesanti sia viaggiando verso nord che verso sud. Sul posto è giunta la polizia stradale di Torino-Settimo per ricostruire la dinamica, insieme agli ausiliari del traffico Itp.

VI.G

Smog, fino a venerdì 13 febbraio confermato il livello 0 (bianco)

Prosegue fino a venerdì 13 febbraio  compreso – prossimo giorno di controllo – l’applicazione delle sole misure strutturali di limitazione al traffico: sulla base dei dati previsionali sulla qualità dell’aria forniti da Arpa Piemonte è stato infatti confermato il livello 0 (bianco) delle misure antismog.

Eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, verranno comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entreranno in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e dei percorsi stradali esclusi sono disponibili alla pagina dedicata .

TorinoClick

Posata la prima pietra del nuovo Club Med di Sansicario

È stata una giornata storica quella di martedì 10 febbraio scorso per Cesana Torinese, l’alta Valle di Susa e il Piemonte intero. È  stata posata, infatti, la prima pietra del nuovo Club Med di Sansicario, un gesto semplice ma carico di significato.
Al termine della stagione sciistica, nel prossimo mese di aprile, si aprirà il cantiere per il nuovo complesso Med  a Sansicario, con data di fine lavori prevista per il dicembre 2028, il tutto per una spesa di 130 milioni di euro.
Nascerà nel cuore della via Lattea un complesso da 500 camere, che potrà ospitare fino a mille turisti e con una ricaduta in termini di posti di lavoro di 400 unità.
Si è trattato di una giornata storica caduta esattamente vent’anni dopo le Olimpiadi di Torino 2006 e cinquanta anni dopo la medaglia d’oro olimpica vinta da Piero Gros, che ha voluto portarla il giorno dello scoprimento della prima pietra come buon auspicio.

L’evento è  stato condotto da Arnaldo Aiolfi, AD di Club Med Italia, alla presenza del Presidente di Club Med Stéphane Maquaire.
Tra le tante autorità presenti l’Assessore Regionale alla Montagna Marco Gallo, il Vicesindaco della Città Metropolitana Jacopo Suppo, il presidente dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea Mauro Meneguzzi con tutti i Sindaci dell’Unione Montana.
A fare gli onori di casa il sindaco di Cesana Daniele Mazzoleni che ha voluto ripercorrere la storia di Sansicario

“Oggi è una giornata storica per il nostro paese. La posa simbolica della prima pietra di fatto apre il cantiere che porterà a Cesana il nuovo grande resort del Club Med. Sansicario è strategico per tutta l’area della Via Lattea e in una settimana di vacanza, volendo, si può ogni giorno cambiare area sciabile in questo quarto comprensorio a livello mondiale. Un grazie a tutti i colleghi Sindaci che, con le loro amministrazioni, hanno seguito questo iter del Club Med da Roberto Serra a Lorenzo Colomb e Roberto Vaglio, con l’assessore Marco Vottero, elemento di collegamento di tutte le amministrazioni”.

“Con questa cerimonia si completa una prima parte del grande lavoro che amministratori e uffici da tanti anni ormai stanno seguendo – ha spiegato il Presidente dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea Mauro Meneguzzi – Club Med con oggi concretizza un tassello importantissimo di quello che è lo sviluppo dell’economia in valle. Con questo investimento un grande gruppo  come Club Med ha capito l’importanza del sistema neve  in Alta Valle di Susa. I Comuni sono al fianco di Club Med e a disposizione di Club Med per creare economia e farci conoscere ancora di più nel mondo”.

Al termine degli interventi, tra i quali quello di ringraziamento del sindaco di Cesana Daniele Mazzoleni, sulla Pista 74 di Sansicario, vi è stato uno ski show, con la presenza di tutti gli sci club della via Lattea, che già guardano alla stagione 2028-2029, quando il resort porterà i primi sciatoria cimentarsi con queste piste.

Mara Martellotta

Inchiesta sull’eredità Agnelli, il gip dice no alla messa alla prova di Elkann

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Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino ha respinto la richiesta di messa alla prova presentata da John Elkann nell’ambito del procedimento relativo alla residenza della nonna, Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli.

Il provvedimento riguarda uno dei filoni giudiziari connessi alla gestione dell’eredità della famiglia Agnelli e agli accertamenti sulla residenza fiscale della nobildonna, aspetto ritenuto rilevante dagli inquirenti per la ricostruzione di alcune posizioni patrimoniali e tributarie.

Con il rigetto dell’istanza, il fascicolo è stato restituito alla Procura di Torino, che dovrà ora valutare i prossimi passaggi dell’inchiesta e decidere se proseguire con l’azione penale.

La messa alla prova è uno strumento previsto dal codice penale che consente, in presenza di determinati requisiti, di sospendere il procedimento attraverso un percorso alternativo al processo, basato su attività riparative e su un programma concordato con l’autorità giudiziaria. Nel caso di Elkann presso i Salesiani.

“Per noi non cambia niente. Peraltro, alla luce della frammentazione del quadro processuale, avevamo perso ogni interesse a questa istanza. Ora gli atti tornano alla procura. Se i pubblici ministeri decideranno di andare avanti noi dimostreremo che John Elkann non ha fatto nulla”. E’ quanto hanno dichiarato, a proposito della messa alla prova di John Elkann, gli avvocati Paolo Siniscalchi e Federico Cecconi, legali dell’imprenditore, prima di lasciare il Palazzo di giustizia di Torino. A una domanda su una possibile caduta in prescrizione degli episodi contestati, i due penalisti hanno detto: “Noi non facciamo calcoli, noi ci difendiamo nel merito delle accuse”.

San Valentino sotto lo sguardo di Venere

Sabato 14 febbraio, dalle ore 18.30

Una serata alla scoperta del cielo alla Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO)

La sera di San Valentino, il cielo, con la vista di Venere, insieme a Giove, Marte e Orione, diventa protagonista a Stupinigi in un evento eccezionale in programma al tramonto, sulla terrazza della Palazzina di Caccia, verso il parco storico.

La serata dedicata a Venere prevede un percorso nelle sale alla scoperta di storie, aneddoti e personaggi legati al tema dell’astronomia, come la principessa di Carignano, Giuseppina di Lorena Armagnac (1753-1797), moglie di Vittorio Amedeo di Carignano e nonna di Carlo Alberto: una donna straordinaria per i suoi molteplici interessi, tra cui l’astronomia, di cui la Palazzina conserva un ritratto nell’appartamento di Levante. Al termine della visita guidata, una “lezione di cielo” nel Salone d’Onore e infine, dalla terrazza, l’osservazione guidata di Venere e degli altri pianeti dai telescopi dello staff del Planetarioaccompagnata da un calice di vino e una friandise salata, a cura dell’associazione Tutela Baratuciat e Vitigni storici.

L’evento è organizzato dai Servizi Educativi della Palazzina di Caccia di Stupinigi in collaborazione con Infini.to-Planetario di Torino.

INFO

Palazzina di Caccia di Stupinigi

Piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino (TO)

Sabato 14 febbraio 2026, ore 18.30

San Valentino sotto lo sguardo di Venere

Costo: 30 euro

Prenotazione obbligatoria

Info e prenotazioni: 011 6200601 stupinigi@info.ordinemauriziano.it

Dal martedì al venerdì, ore 10-17.30, entro il giovedì precedente la visita

www.ordinemauriziano.it

Giorni e orari di apertura Palazzina di Caccia di Stupinigi: da martedì a venerdì 10-17,30 (ultimo ingresso ore 17); sabato, domenica e festivi 10-18,30 (ultimo ingresso ore 18).

Torino, la storica Banca di Caraglio si fa in quattro

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Già pronte le chiavi per l’apertura in corso Peschiera della quarta filiale, sesta sull’area metropolitana

Lunedì 16 febbraio

Nata il 17 settembre 1892, come “Cassa Rurale Di Prestiti” grazie a Don Silvio Felice Ramazzina, acuto e generoso “interprete dei bisogni sociali del suo tempo”, e fortemente ampliatasi nel corso degli anni (a oggi sono ben 30 le filiali) fino a diventare, come “Banca di Credito Cooperativo – BCC”, un prezioso punto di riferimento fra Piemonte e Liguria, la “Banca di Caraglio” (nome completo: “Banca di Caraglio del Cuneese e della Riviera dei Fiori”), è fortemente intenzionata a potenziare sempre di più il suo percorso di radicamento nel capoluogo piemontese. Ne è chiara prova la decisione di aprire a Torino una nuova filiale, ormai la quarta e sesta sull’area metropolitana torinese, in corso Peschieraal civico 265, attiva dal prossimo lunedì 16 febbraio.

“La quarta filiale nel capoluogo regionale – dichiara Livio Tomatis, presidente della ‘Banca di Caraglio’ – conferma il percorso intrapreso dal nostro Istituto per presidiare in modo capillare la città con una presenza che, con le tre filiali già operative, dal centro si dirama ad altre aree strategiche del tessuto urbano, fino a giungere a Grugliasco, con gli sportelli inaugurati lo scorso luglio”“L’apertura – continua Tomatis – di una nuova agenzia in corso Peschiera segue una logica di sviluppo territoriale che tiene conto della sostenibilità degli spostamenti: l’area, infatti, è largamente servita dai mezzi pubblici e così, in linea con l’attenzione ai temi ‘ESG’ (investimenti sostenibili) che sempre più caratterizza le scelte del nostro ‘Consiglio di Amministrazione’, i nostri soci e clienti avranno la possibilità di raggiungerla soprattutto attraverso l’uso di bus e metropolitana”.

E alle parole del presidente fanno eco quelle del direttore generale della Banca, Giorgio Draperis“Inauguriamo la nuova filiale in una zona, il quartiere ‘Pozzo Strada’, importante sia dal punto di vista residenziale sia sotto il profilo del ‘commercio di vicinato’ che qui è particolarmente sviluppato e dinamico. Questa nuova presenza ci permetterà anche una migliore interazione fra le nostre filiali, contribuendo al raggiungimento di quella massa critica di soci e cliente grazie ai quali potremo continuare a investire ulteriormente in servizi decentrati sulla Città di Torino, con una proposta ancor più completa e puntuale, in un’ottica di circolarità e di rete”.

Ad oggi, la “Banca di Caraglio” è presente a Torino con tre filiali nei quartieri “Crocetta” (corso Stati Uniti, 13/B – 13/D), “San Salvario” (piazza De Amicis, 76) e “Santa Rita” (corso Sebastopoli, 235). A queste si aggiungono, nell’area della “Città Metropolitana”, quelle di Grugliasco (viale Antonio Gramsci, 134) e di Chieri (piazza Dante, 10).

g.m.

Nelle foto: La nuova agenzia torinese della “Banca di Caraglio” in corso Peschiera, 265; Livio Tomatis, presidente della “Banca di Caraglio”.

Gianduja e Giacometta in visita a Palazzo Lascaris

Anche quest’anno si è rinnovato a Palazzo Lascaris l’appuntamento con le maschere della tradizione piemontese e torinese in particolare. Gianduja e Giacometta dell’associazione Famija Turinèisa, guidata dalla presidente Daniela Piazza, sono state accolte dal presidente del Consiglio regionale Davide Nicco e dal consigliere segretario Fabio Carosso per uno scambio di saluti in occasione dell’avvio delle settimane di festeggiamenti del Carnevale.

Nicco e Carosso si sono congratulati con i due personaggi e con l’associazione per l’attività culturale svolta, fortemente radicata nell’identità piemontese.

Gianduja, impersonato da Marco Raiteri, e la moglie Giacometta, interpretata da Tina Scavuzzo, hanno raccontato alcune curiosità sulle origini ottocentesche delle loro maschere, rilanciate poi dalla Famija Turinèisa cent’anni fa quali alfieri del folclore piemontese. Gianduja ha intrattenuto i presenti con alcuni aneddoti, come quello riferito al cioccolatino gianduiotto che, oltre a prendere il nome dalla maschera, si ispira nella forma alla sezione trasversale del suo caratteristico copricapo a tricorno.

Ufficio stampa CRP

Tra scrittura e montaggio, il grande mondo della Scuola Holden è rivolto al futuro

La vita si mette in scena da sola. È questo che bisogna osservare” è la frase di Agnès Varda (la regista di Cléo dalle 5 alle 7, di Sans toit ni loi, di Garage Demy) che campeggia in questa nuova sala, dai caldi toni arancio, a lei dedicata e ricavata dal rimaneggiamento degli ambienti della Scuola Holden, meno uffici più aule per gli studenti, quegli stessi studenti che – dice Alberico Guerzoni, da un anno direttore generale del Polo Education Feltrinelli – sono in quelle aule “per aiutare, per migliorare il mondo del futuro”, nume tutelare di sempre Alessandro Baricco, inteso come stella polare o come un faro che guida il generale orientamento. Più che un laboratorio di idee, una fucina di novità e contenuti, un far apprendere sotto forme alte, “insegnare a raccontare le storie partendo da una contaminazione di vari linguaggi”, è il pensiero avvolto d’entusiasmo di Martino Gozzi, nelle vesti di Direttore didattico, capace di rappresentare il tutto come un grande quanto significativo “gioco”, una sorta di vita scolastica tipo giardini medicei di San Marco, la scuola vissuta, in una piò o meno intensa giornata, come un festival continuo, un alternarsi di lezioni dove apprendere a inventare nuove storie e poi un panino per l’intervallo e poi quelle sedie di legno – leggi vecchi cinema di periferia, il profumo di un tempo, mai troppo lodati alla faccia delle comodità, e oggi scomparsi, un vecchio cinema paradiso della memoria – proprio della Sala Varda per riflettere su titoli che hanno fatto la storia, su cicli (dal primo marzo, cinque titoli ognuno, il primo curato dal signor preside, altri nomi a seguire, dal lunedì al venerdì, con ferreo orario scolastico dalle 9 del mattino) che cambieranno di mese in mese.

In questo anno accademico 2026/27, accanto ad Academy Scrivere che ha avuto il proprio input ormai sei anni fa, nasce Academy Cinema, tre anni in egual misura pronti a sfociare in una laurea triennale al Dams, un percorso triennale focalizzato sulla sceneggiatura e sulla narrazione per immagini, l’intento quello di “formare gli sceneggiatori del futuro, autori versatili e sfaccettati”, profondamente consapevoli di quanto la loro professione stia alla base della settima arte – usciamo personalmente dall’ultimo Joachim Trier e ci rendiamo conto una volta in più quanto ogni attimo, il peso di ogni singola parola, l’accenno abbandonato e richiamato a nuova forza meritino un’attenta scrittura. La Scuola Holden, in questo percorso, non vuole certo essere un’isola felice chiusa nel proprio bozzolo, vuole dialogare con le grandi realtà pubbliche, dal Museo Nazionale del Cinema al Torino Film Festival, dal TorinoFilmLab alla Film Commission Torino Piemonte, in un lavoro costante, di riflessi, di specchi, di sguardi costruttivi.

Un lavoro, amplificato, che sta nelle parole di Annalisa Ambrosio, Direttrice didattica Academy, quando parla di un piano di studi, dove coabitano il corso di sceneggiatura come pure le tecniche di montaggio e la narrazione, il sound design e e i linguaggi diversi televisivi, i mestieri legati alla produzione cinematografica e all’industria dell’audiovisivo, con un lavoro in classe che sarà per la maggior parte pratico e collettivo.Tre sinora i maestri di Cinema confermati, Davide Serino, “maestro di Sceneggiatura”, già candidato al David di Donatello per Esterno notte di Bellocchio, a cui si devono tra l’altro le serie 1992 e 1993 come M – Il figlio del secolo, regista Joe Wright e interprete Luca Marinelli, Adriano Valerio che sarà “maestro di Sguardo” e Andrea Campajola, autore della colonna sonora del documentario Cercando la grande bellezza di Gianluca Jodice sul film di Sorrentino. Come saranno da tenere sotto una lente di ingrandimento il biennio in tecniche della narrazione “Original”, il rinnovamento del percorso “Fondamenta” in otto weekend e di corsi brevi del “General Store” e la creazione dei “Master semestrali: nonché quei progetti speciali che prendono il nome di “Gettoni”, omaggiando la collana editoriale pensata dal binomio Calvino/Vittorini negli anni Cinquanta all’interno dell’Einaudi, antico raccoglitore di quelle opere di giovani letterati contemporanei, soprattutto italiani, ai quali s’offriva la conoscenza al pubblico come la valorizzazione di un personale lavoro.

La stagione 26/27 vedrà anche una più profonda attenzione al diritto allo studio, con le molte facilitazioni per il pagamento delle rette, laddove il costo annuale cambierà in base a tre fasce di reddito: le borse di studio, che saranno assegnate a ogni data dei test d’ammissione, sono passate da 64 a 88 in totale, 44 per chi frequenterà Academy e altrettante per chi s’affiderà a Original. Come nell’assegnazione delle borse la Holden terrà conto di eventuali disabilità, per cui chi l’ha documentata superiore al 66% potrà ottenere un’esenzione parziale della retta. Altra importante novità le sei borse di studio che copriranno il 100% della retta, che si avvalgono di un importante partenariato non soltanto a livello locale, come la Città di Torino, il Salone Internazionale del Libro di Torino, la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Netflix e Fandango e che saranno assegnate durante le sezioni di test fa marzo a maggio. Il prossimo autunno vedrà l’inizio di tre nuovi Master semestrali: sul lavoro editoriale in comunione con Feltrinelli Editore, sulle “narrazioni per il digitale” che vedrà l’utilizzo degli strumenti digitali e in particolare l’AI e sullo “scrivere per la tv”, con la collaborazione dell’autrice televisiva Katiuscia Salerno e con la società di produzione Blu Yazmine.

Nei festeggiamenti – nuovi indirizzi, nuovi corsi, altre nuove sale come la Kubrick e la Dottor Zivago – si inizia alle 18, come per i successivi appuntamenti, di oggi pomeriggio con una tavola rotonda attorno a cui siederanno il regista Nicolangelo Gelormini (che ha scritto la sceneggiatura con Benedetta Mori, già allieva della Holden) e gli interpreti Valeria Golino e Saul Nanni per parlare del film La Gioia” – l’omicidio della professoressa Gloria Rosboch di Castellamonte, nel torinese, da parte di un suo ex allievo di cui si era invaghita -, in uscita domani sugli schermi, il 20 febbraio, con la collaborazione del Lago Film Fest – Piattaforma Lago, interverrà il regista Francesco Sossai, autore di quella Città di pianura che è stato campione d’incassi e di passaparola soprattutto, con un incontro dal titolo “I bar del cinema”, il 3 marzo Margherita Vicario, artista poliedrica, attrice cantautrice e regista, tre David di Donatello per Gloria!, con “Nascita di un’idea”, il 13 aprile la presenza di Francesco Piccolo – esempio tra i più perfetti di contaminazione, sceneggiatore e scrittore, suoi recenti successi La Storia della Archibugi e La bella confusione su quel 1963 che vide il duplice set di due capolavori, del “Gattopardo” e di “8 e mezzo”, la Cardinale a mutare d’abito e di prospettive, di pagina scritta e di sogno – che partirà da Flaubert e da “Madame Bovary si accostò al camino”. In finale di stagione, a maggio, l’arrivo del regista francese Michel Gondry, recente “Stella della Mole”, acclamato autore di Se mi lasci ti cancello, che in occasione di una retrospettiva omaggiatagli dal Museo del Cinema darà spazio a un laboratorio di dieci giorni, tutti cinematografici naturalmente: piccoli gruppi di persone avranno la missione di scrivere, girare, montare e proiettare il loro cortometraggio in un tempo record di tre ore, occasione altresì per dare vita a quattordici set, costruiti con materiali di recupero, la carrozza di un treno, un ufficio, una camera da letto, una discoteca, una stazione di polizia, una prigione. Prenderà corpo “L’Usine de Films Amateurs”, anche negli spazi della Holden, un’occasione che ha già fatto tappa in 22 città di 14 paesi del mondo e che come in una grande avventura ha coinvolto 65.000 partecipanti, portando alla realizzazione di 5.000 film.

Elio Rabbione

Nelle immagini, l’insegna della nuova sala Agnès Varda, lo scrittore e sceneggiatore Francesco Piccolo (credits Musacchio Ianniello&Pasqualini), una scena de “La Gioia” (credits Maria Vernetti), il regista Michel Gondry (credits Ariane Rousselier)

Asse Torino-Lione, avanti sul tratto Avigliana-Orbassano: opera da 3 miliardi

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Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), in accordo con il Commissario straordinario Calogero Mauceri, ha convocato oggi la Conferenza dei Servizi per l’approvazione del progetto definitivo della tratta Avigliana–Orbassano dell’asse ferroviario Torino-Lione.

Alla Conferenza sono stati invitati i sindaci degli undici Comuni coinvolti dall’intervento, oltre ai rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Ministero della Cultura, del Ministero della Difesa, della Regione Piemonte, della Città Metropolitana e degli enti gestori delle interferenze infrastrutturali.

All’incontro hanno preso parte anche la vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino, l’assessore regionale alle Infrastrutture Strategiche Enrico Bussalino, il vicesindaco della Città Metropolitana Jacopo Suppo, insieme ai rappresentanti di RFI e FS Engineering (Gruppo FS).lione

Il progetto si inserisce nel quadro del completamento del Corridoio Europeo Mediterraneo della rete TEN-T e punta a favorire il trasferimento del trasporto merci dalla gomma alla ferrovia, oltre allo spostamento del traffico merci dalla linea storica alla nuova infrastruttura. L’intervento è destinato a produrre effetti anche sul Servizio Ferroviario Metropolitano torinese.

Il progetto definitivo della tratta nazionale Avigliana-Orbassano bivio Pronda prevede la realizzazione di una nuova linea in variante lunga complessivamente 24 chilometri, con arrivo allo scalo merci di Orbassano.

Il tracciato include un attraversamento in galleria naturale di circa 8 chilometri sotto la Collina Morenica, seguito da una galleria artificiale di circa 4 chilometri. La linea prosegue poi con un tratto allo scoperto che consente l’ingresso e l’attraversamento dello scalo di Orbassano, fino al collegamento con la linea esistente di accesso al nodo ferroviario di Torino.

Il costo complessivo aggiornato dell’opera è stimato in circa 3 miliardi di euro, dei quali risultano già finanziati 827 milioni.

Nel corso della Conferenza dei Servizi, i soggetti coinvolti potranno esprimere pareri, segnalare eventuali criticità, formulare prescrizioni e proporre possibili modifiche progettuali.

La progettazione ha già ottenuto il parere favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, mentre è in fase di approvazione la Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Al termine dell’iter autorizzativo, RFI potrà avviare le attività necessarie per le procedure negoziali, subordinatamente alla copertura finanziaria completa dell’intervento.

Una tonnellata e mezza di rame e metalli “sospetti”: due arresti

Un cittadino albanese di 40 anni, arrestato per furto aggravato.

Alle prime ore del mattino, percorrendo via Stampini, gli agenti della Squadra Volante notavano un furgone che alla vista della volante aumentava la velocità invadendo la corsia di marcia opposta e superando diversi incroci con il semaforo rosso prima che gli agenti riuscissero ad arrestarne la corsa e a fermare il cittadino rumeno alla guida. All’interno del veicolo, gli agenti trovavano una tonnellata e mezza di metalli di dubbia provenienza e due targhe di veicoli francesi.

Solo poche ore dopo, gli agenti del Commissariato di P.S. Madonna di Campagna intervenivano in un cantiere di via Verolengo dove l’attenzione dei poliziotti veniva attirata da un furgone parcheggiato nei pressi del cantiere, ma con il motore acceso. All’interno un cittadino albanese di quarant’anni che veniva prontamente bloccato dai poliziotti. Occultati nel mezzo vi erano 5 bobine di rame del valore complessivo superiore ai 25.000 euro. A seguito di accertamenti, è emerso che il quarantenne era un dipendente di una ditta che operava nel cantiere.

I procedimenti penali si trovano attualmente nella fase delle indagini preliminari e vige, pertanto, la presunzione di non colpevolezza degli indagati, sino alla sentenza definitiva.