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San Giovanni, dopo il Faro’ e il corteo storico di ieri questa sera i fuochi

Il toro del Farò è caduto dal lato sud di piazza Castello, verso via Roma e rivolto, dunque, verso Porta Nuova. Come vuole la tradizione, quindi, si può sperare in un anno propizio. Si è chiusa così la vigilia di San Giovanni, nel segno di uno dei riti più attesi e sentiti dai torinesi. L’accensione del Farò in piazza Castello ha rappresentato il momento conclusivo della giornata e ha accompagnato la città verso il 24 giugno, festa del patrono, quando il programma proseguirà con celebrazioni religiose, appuntamenti culturali e sportivi, il grande concerto in piazza Vittorio Veneto e lo spettacolo pirotecnico conclusivo.

Ieri pomeriggio il tradizionale Corteo Storico, partito alle 18.30 dai Giardini Cavour, ha attraversato il centro cittadino per concludersi in piazza Castello. Intorno alle 19.45 la sfilata ha raggiunto piazza Palazzo di Città, dove si sono svolti alcuni dei momenti centrali della vigilia, alla presenza, tra gli altri, della Famija Turinèisa, del parroco del Duomo don Silvio Cora e della Banda del Corpo di Polizia Locale della Città di Torino.

Don Silvio Cora ha benedetto i ceri e i Pani della Carità, consegnati al sindaco da Gianduja e Giacometta. A seguire, è stata consegnata al sindaco la laurea vincitrice del premio tesi di laurea su Torino, assegnato quest’anno a Simona Santoleri, autrice della tesi “Torino capitale del Liberty. Lineamenti per la redazione di un Atlante degli autori, delle opere, dei magisteri e delle committenze per la candidatura a città UNESCO dell’Art Nouveau”.

Il corteo è poi ripartito, per concludersi in piazza Castello, dove intorno alle 22 il Gruppo Storico Pietro Micca ha aperto le celebrazioni con i caratteristici spari a salve, preludio all’accensione del tradizionale Farò della vigilia, alla presenza del sindaco. La parte musicale è stata affidata a DJ Fede, con una selezione contemporanea di brani della tradizione piemontese.

“Festeggiamo la vigilia della festività del nostro Santo Patrono con la bellissima tradizione della cerimonia a Palazzo Civico e del corteo storico che coinvolge centinaia di persone che con entusiasmo ci ricordano l’importanza che ha la storia per la nostra città e soprattutto testimoniano un affetto profondo per le tradizioni di Torino – ha affermato il sindaco di Torino Stefano Lo Russo -. L’augurio più grande che possiamo farci stasera è di continuare ad essere una città capace di guardare con fiducia al proprio futuro ma anche con orgoglio a quello che ha saputo costruire e che sta dimostrando alle tante persone che arrivano da fuori e la trovano meravigliosa”.

Domani, mercoledì 24 giugno, i festeggiamenti entreranno nel vivo. Dalle 18 alle 19.30, all’Auditorium Rai Arturo Toscanini, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai renderà omaggio al patrono con un concerto diretto dal maestro Riccardo Bisatti, con un programma dedicato alla grande tradizione del melodramma italiano, da Rossini e Bellini a Verdi, Ponchielli, Leoncavallo, Puccini e Wolf-Ferrari. Il biglietto costerà 5 euro.

Dalle 19, con ingresso dalle 18.30, piazza Vittorio Veneto si trasformerà in un grande palcoscenico urbano a cielo aperto con Vertical Stage® Block Party, progetto con direzione artistica e show design di Stefano Pesca, prodotto da Consiste Entertainment e ATS Service. Quattro balconi affacciati sulla piazza, accompagnati da sound system dedicati, ospiteranno una serata musicale che metterà insieme realtà torinesi e ospiti nazionali e internazionali: Angie Backtomono, Ciao. Discoteca Italiana, Mista P, Walshy Fire ed Ensi, con la conduzione di Manuela Grippi e Federico Sacchi Musicteller e la partecipazione di Davide D’Urso.

La Festa di San Giovanni si concluderà, come da tradizione, con lo spettacolo pirotecnico in piazza Vittorio Veneto, in programma al termine del concerto, intorno alle 23. Lo show sarà sincronizzato con una colonna sonora originale composta da brani di artisti torinesi, con due omaggi speciali: il tema de La donna della domenica di Ennio Morricone e Torinodi Antonello Venditti. La selezione e la supervisione musicale saranno affidate a Krano, nome d’arte di Marco Spigariol, vincitore del David di Donatello 2026 per la miglior canzone originale per il film Le città di pianura. Gli effetti pirotecnici saranno a basso impatto acustico e ambientale.

Nel corso della giornata non mancheranno gli altri appuntamenti in città: dalla sfilata di auto storiche del mattino ai concerti campanari di Campane in festa per San Giovanni, dalle aperture a tariffa ridotta di GAM, MAO e Palazzo Madama alla Messa solenne in Duomo con la distribuzione dei Pani della Carità. In programma anche l’apertura straordinaria del Sacrario Militare della Grande Guerra, le visite al Sommergibile Provana e al Museo del Mare, le attività sportive sul Po con beach volley, canottaggio, dragonboat, Palio in canoa e fiaccolata serale sul fiume, oltre alla Suonata alla Basilica di Superga, alla ScorriBanda di San Giovanni e ai concerti conclusivi dei campanili in diversi luoghi della città.

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Elon Musk e la moltiplicazione dei pani e dei pesci

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Di Gianluigi De Marchi *

 

Un mio amico abbastanza facoltoso possiede un bel patrimonio molto differenziato.

Beato lui, ha una lunga serie di BTP, un bel pacchetto di azioni italiane, alcuni ETF che investono in tutti i paesi del mondo e, dulcis in fundo, 9 appartamenti nel centro di Torino.

Non so per quale motivo la settimana scorsa ha deciso che non poteva restare con “solo” nove appartamenti, ma che doveva arrivare a 10 che è un numero bello rotondo, e dà immediatamente il senso di una ricchezza consistente…

Ha dato un’occhiata agli annunci immobiliari, poi ha deciso che era meglio attivarsi con un mediatore, esponendogli le proprie esigenze.

Vorrei un bell’appartamento in zona Crocetta, vicino ad un’area verde, comodo per i mezzi pubblici, se possibile con vista sulle Alpi, per investire; quindi preferirei che l’alloggio fosse già locato, per evitare la fatica di cercarmi un affittuario”.

Al mediatore non è parso vero: proprio da poche settimane aveva ricevuto l’incarico di vendere un appartamento prestigioso proprio alla Crocetta, ultimo piano con terrazza ampia, vista stupenda sulla Sacra di San Michele, lo Chaberton ed il Monte Rosa.

Lo ha immediatamente portato in visita: immobile molto elegante, ristrutturato da pochissimi mesi, rifiniture di lusso.

E quanto costa?” ha chiesto il mio amico.

Due milioni di euro” ha detto il mediatore.

Non certo poco, ma alla portata del mio amico, che ha chiesto: “E l’affitto a quanto ammonta?” Le spese condominiali sono alte?”

E così ha scoperto che l’affitto annuo era di 18.000 euro, con spese condominiali di 21.000 euro…

Naturalmente ha lasciato cadere ogni altra domanda, e per il momento ha rinunciato ad “arrotondare” le sue proprietà immobiliari.

Sembra strano, ma questa storia è, con altre cifre ma con le stesse proporzioni, realmente avvenuta sul mercato borsistico di New York pochi giorni fa: centinaia di migliaia di investitori hanno fatto la fila per sottoscrivere l’ultima nata in casa di Elon Musk, la società Space X, che ha per obiettivo quello di portare viaggiatori sulla Luna, su Marte ed anche oltre, come ha detto trionfante il finanziere americano.

 

 

Leggete bene le cifre: chi ha sottoscritto le azioni ha pagato la società duemilamiliardi di dollari (2.000.000.000.000 per capirci) per acquisire un’azienda che produce 18 miliardi di fatturato ed affronta costi per 21 miliardi di dollari!

Le stesse cifre (con qualche zero in più…) raccontate nella storia del mio amico; con una differenza.

Basta fare una semplice moltiplicazione per capire l’assurdità della situazione: chi investe lo fa per trarne un reddito o per accrescere il valore del capitale. Nel primo caso l’utile dovrebbe essere pari ad almeno 100 miliardi di dollari (un modesto 5% annuo…), nel secondo il prezzo dell’azione dovrebbe crescere dai 135 dollari in sede di offerta pubblica ad almeno 270 in un triennio.

Una “moltiplicazione dei pani e dei pesci” che solo il dio Elon è capace di promettere senza vergognarsi!

 Sicurezza: Radicali, “campagna e disobbedienza civile in centro città”

“Giovedì 25 giugno, alle ore 15, presso la sala “Carpanini” del Comune di Torino presenteremo il nostro nuovo volume La Repubblica della Paura, dedicato al tema della sicurezza in Italia e alle proposte che Radicali Italiani avanza ai Comuni per affrontarlo in modo serio e non semplicistico. Interverranno: Filippo Blengino (Segretario Radicali Italiani); Patrizia De Grazia (Tesoriera); Bianca Piscolla (Direzione nazionale); Samuele Moccia (Coordinatore Ass. Aglietta); Matteo Ferrione (Camere Penali). Saluti di Silvio Viale (Cons. Comunale) e Matteo Maino (+Europa). Modera l’avv. Roberto Guarino. Al termine dell’evento militanti e cittadini fumeranno cannabis in centro città. Un’azione nonviolenta per denunciare una normativa fallimentare che continua a criminalizzare il consumo di una sostanza meno dannosa di alcol e tabacco, alimentando al contempo il mercato nero, lo spaccio e le organizzazioni criminali” – lo annunciano in una nota congiunta Radicali Italiani e l’Ass. Adelaide Aglietta di Torino.
“La sicurezza si costruisce con interventi concreti, non con la propaganda e gli slogan della paura -dichiara Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani -. Chiediamo alle città di investire in politiche efficaci e preventive su illuminazione pubblica, immigrazione, baby gang, servizi sociali, polizia locale, sex work, movida e riduzione del danno. Il tema delle droghe è centrale: dove esistono regole chiare e mercati legali, diminuiscono illegalità e insicurezza. Per questo continueremo a disobbedire a leggi sbagliate e torneremo a violarle anche a Torino” – conclude.

“E-STATE in Legalità” al parco del Valentino

Si è svolta ieri, al Parco Valentino di Torino presso la sede del Reparto a Cavallo della Polizia di Stato, l’iniziativa “E-STATE in Legalità”, promossa dalla Questura di Torino e realizzata in collaborazione con il Centro Estivo dell’Oratorio della Chiesa Santa Giulia.
L’evento ha visto la partecipazione di bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni, coinvolti in attività formative e momenti di confronto dedicati ai temi della legalità, del rispetto delle regole e della convivenza civile.
Nel corso della mattinata, le diverse articolazioni della Polizia di Stato hanno proposto attività informative e dimostrative sulle rispettive competenze. La Divisione Polizia Anticrimine ha affrontato i temi della violenza di genere nell’ambito della campagna permanente “Questo non è amore”, nonché quelli del bullismo e del cyberbullismo. L’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico ha presentato le attività svolte dagli Artificieri, dalle Unità Cinofile e dalle Unità a Cavallo, illustrando inoltre le funzionalità dell’applicazione YouPol.
Particolare interesse hanno suscitato le dimostrazioni pratiche curate dall’Ufficio Sanitario Provinciale, dedicate alle manovre di rianimazione cardiopolmonare, mentre il personale della Polizia Ferroviaria ha illustrato il progetto “Train to be cool”, volto a promuovere comportamenti corretti e sicuri in ambito ferroviario.
La Polizia Stradale ha invece sensibilizzato i partecipanti sui temi dell’educazione stradale e della sicurezza, affrontando argomenti differenziati in base alle fasce d’età e fornendo indicazioni utili sul corretto comportamento di pedoni, ciclisti e conducenti di veicoli, nonché sull’importanza dei dispositivi di protezione e sicurezza.

L’alta pressione africana surriscalda Torino: previsti oltre 38 gradi

TORINO – L’estate 2026 entra nel vivo con una delle ondate di calore più intense degli ultimi anni e Torino si ritrova al centro di una situazione che sta mettendo a dura prova cittadini, servizi e infrastrutture. Da giorni il termometro supera stabilmente i 35 gradi nelle ore più calde della giornata, mentre la sensazione percepita risulta ancora più elevata a causa dell’umidità e del calore accumulato da asfalto, edifici e superfici urbane. A rendere ancora più pesante la situazione contribuiscono le temperature notturne, che faticano a scendere sotto i 24-25 gradi e non consentono un adeguato raffrescamento degli ambienti domestici.

Secondo le previsioni meteorologiche, il dominio dell’alta pressione africana è destinato a proseguire almeno fino ai primi giorni di luglio. Gli esperti non escludono che in alcune zone della pianura piemontese possano essere raggiunti o addirittura superati i 38 gradi, valori decisamente superiori alle medie climatiche del periodo. Una fase che preoccupa soprattutto per la sua durata: il caldo intenso, infatti, non si presenta come un episodio isolato ma come una condizione persistente destinata a protrarsi per diversi giorni consecutivi.

Le conseguenze sono ormai evidenti nella vita quotidiana. Le strutture sanitarie raccomandano particolare prudenza agli anziani, ai bambini e alle persone affette da patologie croniche, ma le difficoltà riguardano ormai l’intera popolazione. Nelle ore centrali della giornata le strade si svuotano, mentre cresce il ricorso a climatizzatori e sistemi di raffrescamento in abitazioni, uffici e attività commerciali.

Proprio l’impennata dei consumi elettrici è considerata una delle cause principali dei numerosi blackout che negli ultimi giorni hanno interessato Torino e diversi comuni dell’area metropolitana. Interruzioni improvvise della corrente hanno provocato disagi in abitazioni, negozi e uffici, con ascensori fermi, impianti di climatizzazione fuori uso e problemi alla viabilità a causa dello spegnimento di alcuni impianti semaforici. In diversi quartieri i cittadini hanno dovuto affrontare ore senza elettricità proprio nei momenti più caldi della giornata, aggravando ulteriormente una situazione già resa difficile dalle temperature eccezionali.

Le ripercussioni economiche non sono mancate. Attività commerciali, esercizi pubblici e strutture ricettive hanno segnalato danni e inconvenienti legati alle interruzioni del servizio elettrico

Al via la quinta edizione del Turin Baroque Music Festival

Sabato 27 giugno alle 21 nella chiesa dello Spirito Santo di via Porta Palatina 7 a Torino, con il concerto “Selva Morale” del Maghini Consort diretto da Claudio Chiavazza, prenderà il via la quinta edizione del Turin Baroque Music Festival. La rassegna, patrocinata dalla Città metropolitana di Torino, è un progetto dell’Accademia del Santo Spirito nato da un’idea di Andrea Banaudi in partenariato con il Coro MaghiniControluce-Teatro d’ombre, il Coordinamento delle Associazioni Musicali di Torino e l’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte.

Sono due le sessioni del festival: una in giugno e luglio e l’altra in ottobre e novembre, con in tutto 18 concertidialoghi e interventi didattici per proporre il meglio della musica barocca, eseguita secondo criteri storicamente informati e con strumenti originali. Alcuni dei più importanti e suggestivi luoghi della Torino sei e settecentesca faranno da cornice agli eventi del festival, ospitando i migliori interpreti nazionali e internazionali.

Limitandoci al programma dei mesi estivi, da segnalare innanzitutto il secondo concerto, intitolato “Legrenzi 300” e in programma martedì 30 giugno nella chiesa dello Spirito Santo. L’Ensemble strumentale dell’Accademia del Santo Spirito diretto da Alessandro Conrado si esibirà alle 21, ma il concerto sarà preceduto alle 20,15 da un dialogo a cura di Paolo Cavallo dell’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte. Sabato 4 luglio alle 15,30 nella Cappella dell’Addolorata della Real Chiesa di San Lorenzo l’Ensemble strumentale dell’Accademia del Santo Spirito proporrà il concerto “The present state of Music”Martedì 7 luglio alle 15,30 nel Padiglione dei Solinghi della collinare Villa della Regina l’Ensemble madrigalistico e il consort di viole da gamba dell’Accademia del Santo Spirito, diretti da Luca Ronzitti, saranno i protagonisti dell’appuntamento intitolato “…Songes and Ayres…”.

Sabato 11 luglio alle 15,30 alla Basilica di Superga si esibiranno l’Ensemble vocale e strumentale dell’Accademia del Santo Spirito con il baritono Valerio Zanolli e l’organista Luca Ronzitti. Il sesto concerto, intitolato “Violoncellismo sabaudo”, è in programma martedì 14 luglio nella chiesa dello Spirito Santo e ne saranno protagonisti i solisti, il coro e l’orchestra dell’Accademia del Santo Spirito e l’Ensemble strumentale dell’Accademia del Santo Spirito, con Lamberto Curtoni al violoncello e Luca Ronzitti al cembalo. La chiesa della Visitazione di Maria Vergine e di San Barnaba di strada Castello di Mirafiori 42 è stata scelta per il settimo concerto, in programma sabato 18 luglio alle 15,30. Ad esibirsi sarà il Trio InCamTo, composto dal flautista Flavio Cappello, dalla violinista Paola Nervi e dalla violista Elena Saccomandi.

Il programma estivo si concluderà martedì 21 luglio alle 20 all’Istituto Valsalice, con il concerto dedicato alla cantata “La vittoria d’Imeneo” di Baldassare Galuppi, proposta dai solisti e dall’orchestra dell’Accademia del Santo Spirito.

                                                                                  

Callori, linea cadetta. Da Moncestino a Balzola 

Tra i dieci figli di Maria Teresa Patrucco e Camillo Callori, ramo cadetto escluso dal titolo nobiliare di Vignale rappresentato da Giulio Cesare che garantiva i diritti della primogenitura familiare, troviamo Carlo Callori, terzogenito e ufficiale napoleonico. Con la moglie Philippine Dujardin Issottier sposata nel 1827, nata a Grenoble e figlia di un ufficiale belga morto nel passaggio della Beresina durante la ritirata napoleonica dalla Russia, Carlo si stabilí negli appartamenti del castello di Moncestino dopo la partenza della sorella Petronilla Callori con il marito Giovanni Battista Gozzani, nominato Colonnello Comandante di Vercelli e provincia nel 1822.

Carlo e Philippine si trasferirono a Balzola dopo il 1840 per gestire la Cascina Nuova, una Grangia a corte chiusa che poteva ospitare trenta famiglie per la cultura risicola, proprietà del cugino di primo grado conte Fulvio Vincenzo Callori, capitano della milizia e gentiluomo di camera onoraria del re Carlo Alberto. Fulvio Vincenzo Callori si era unito in matrimonio nel 1844 con Teresa Pico Gonzaga dei conti di Uviglie, famiglia  riconosciuta e aggregata ai Gonzaga di Mantova nel 1497. Carlo Callori, primo cittadino di Balzola dal 1845 al 1867, fu uno dei sindaci più longevi del comune monferrino.

Due dei quattro figli di Carlo e Philippine nacquero a Balzola, Felicita e Giulia. Felicita Callori, sposata con Giuseppe Grignolio, notaio e segretario del comune di Balzola, ebbe tre figli: Filippo abitante a Cumiana, Maria alloggiata nel Cottolengo di Torino come compenso per aver donato a questo istituto la Cascina Scagliotta di San Martino di Rosignano di proprietà Callori, oggi Residenza per Anziani, e Carlo, giostraio famoso in tutta Europa. Giulia Callori, sposata con il cavaliere milanese Domenico Gerli, magistrato e cancelliere presso il Tribunale di Cuneo e alla Corte di Cassazione di Torino, ebbe una unica figlia, Filippina, nome attribuitole per ricordare la nonna. Giulia e Domenico, mancati a Piscina di Pinerolo, sono sepolti nel cimitero di Balzola accanto alla figlia scomparsa nel 1980.

Nel castello di Moncestino, prima residenza di Carlo e Philippine, nacque il primogenito Camillo e la secondogenita Petronilla, nubile, nome attribuitole per ricordare la sorella del padre Carlo, mancata a Gabiano e sepolta a Balzola accanto alla sorella Felicita. Per un tragico destino, i primi giorni dell’agosto 1886 videro la scomparsa dei coniugi Carlo e Philippine, preceduti tre mesi prima da Luigi Callori, fratello di Carlo e sindaco di Moncestino, sepolti insieme a Balzola nel sepolcreto di famiglia. Camillo, primogenito di Carlo e Philippine nato nel 1832 durante un parto trigemino con le due sorelline Maria Matilde e Maria Teresa non sopravvissute, risiedeva a Torino al n.6 di via Ormea dove morì all’età di 62 anni. Camillo, esattore delle Imposte, diede continuità alla linea cadetta dei Callori con i dieci figli avuti dalla nobildonna Vittoria Guasta sposata nel 1869, figlia di Giuseppe medico di Camagna.
(2-Continua)
Armano Luigi Gozzano 

All’ospedale di Rivoli due studi sul sangue

 

Due progetti di ricerca di rilevanza nazionale e internazionale sulle patologie cardiovascolari coinvolgono la Cardiologia dell’Ospedale di Rivoli diretta da Ferdinando Varbella e, più precisamente, l’Emodinamica, confermando il ruolo attivo dell’Asl To3 nella ricerca clinica.

Si tratta di due studi che, per aspetti differenti, affrontano il tema della coagulazione del sangue e dell’utilizzo dei farmaci anticoagulanti-antiaggreganti.

Il primo è lo studio “DESC-HBR”, promosso dall’Università degli Studi di Messina, che coinvolge 200 pazienti a livello nazionale e un network di centri di eccellenza italiani: l’Ospedale di Rivoli risulta uno dei protagonisti tra i centri partecipanti per numero di arruolamenti.

L’obiettivo dello studio è quello di trovare un perfetto equilibrio tra la “protezione” dello stent coronarico contro la formazione di coaguli (trombosi) offerta dai farmaci antiaggreganti e il pericolo di emorragie in pazienti “fragili”, ossia soggetti ad alto rischio emorragico, come gli anziani, le persone con anemia o con insufficienza renale.

L’uso di farmaci antiaggreganti molto potenti, infatti, se da un lato riduce il rischio di un nuovo infarto, dall’altro aumenta il pericolo di sanguinamenti gravi. Siccome il rischio di trombosi dello stent o di nuovi infarti è massimo nei primi 30 giorni dopo il primo infarto, superata questa soglia critica lo studio DESC-HBR prevede di personalizzare la cura riducendo l’intensità della terapia antiaggregante.

Questo avviene testando tre diverse strategie di de-escalation (utilizzando farmaci più mirati o a dosaggio ridotto) confrontate con la terapia standard a pieno dosaggio. La strategia ideale viene valutata misurando l’efficacia biologica direttamente attraverso test specifici della funzione piastrinica svolti in ospedale, con l’obiettivo di raggiungere una “reattività piastrinica ottimale”. Il monitoraggio clinico, invece, serve a verificare la riduzione dei sanguinamenti, la qualità della vita e la corretta assunzione dei farmaci da parte del paziente.

I vantaggi che può offrire questo progetto di ricerca sono molteplici: genera un contributo concreto alla transizione da una terapia “uguale per tutti” ad una medicina di precisione, basata sul rischio del singolo; mira a migliorare la sostenibilità delle cure per il Servizio Sanitario, poiché ridurre le emorragie significa avere potenzialmente meno accessi in Pronto Soccorso e una riduzione dei ricoveri prolungati; infine, mira a prevenire anche le complicanze minori, aumentando di fatto la soddisfazione del paziente e migliorando l’aderenza alla cura.

Il secondo studio, “CHAMPION”, è invece effettuato nei pazienti che soffrono di fibrillazione atriale e ha l’obiettivo di stabilire se la chiusura dell’auricola sinistra mediante l’utilizzo di un apposito dispositivo sia un’alternativa ragionevole all’assunzione delle terapie anticoagulanti: questa tecnica viene già utilizzata nei pazienti che hanno una controindicazione assoluta o relativa all’utilizzo di questi farmaci, che agiscono sì come inibitori della trombina riducendo gli eventi tromboembolici nei pazienti con fibrillazione atriale, ma hanno come limiti l’aderenza alla terapia da parte dei pazienti e i sanguinamenti.

L’Ospedale di Rivoli è tra le prime sei strutture in Europa per numero di arruolamenti, avendo coinvolto 15 pazienti in questo progetto. La ricerca prende in esame 3 mila pazienti, selezionati tra coloro che possono assumere questo tipo di anticoagulanti, non hanno malattie vascolari, non hanno avuto infarti miocardici, stroke, attacchi ischemici transitori cerebrali o sanguinamento maggiore entro 30 giorni prima dell’arruolamento.

Il campione è suddiviso in due gruppi di pari numero: al primo viene somministrato il farmaco, al secondo viene praticata la chiusura dell’auricola sinistra. I risultati, a tre anni dall’inizio dello studio, dimostrano che non c’è inferiorità di sicurezza, né di efficacia tra i due metodi rispetto all’obiettivo primario, ossia morte cardiovascolare, stroke ed embolia sistemica.

La chiusura dell’auricola sinistra riduce in maniera significativa i sanguinamenti rilevanti clinicamente non derivanti da procedure invasive. Tra cinque anni saranno valutati ulteriori parametri riguardanti tutti gli eventi tromboembolici, fornendo preziosi dati alla letteratura scientifica internazionale.

Liberata dalla Libia la pro Pal piemontese arrestata

Rientra oggi con un volo di Stato, un mese dopo la cattura e 30 giorni nella cella di sicurezza di una caserma libica Dina Alberizia, attivista pro Pal astigiana. Lo ha annunciato il Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il 24 maggio  l’ex insegnante astigiana con altri 9 attivisti  della Flottilla era stata fermata dopo aver varcato il confine tra Libia Ovest e Libia Est.

Cordoglio per la morte del collezionista Albera

A pochi giorni dalla inaugurazione della mostra “I Signori del Piemonte. Ritratti e memorie di una a grande dinastia europea” in Consiglio Regionale, si è spento il collezionista Marco Albera che ha reso possibile questa esposizione

Il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco ha espresso profondo cordoglio per la scomparsa di Marco Albera, già presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti e profondo conoscitore della storia sabauda oltre che insigne collezionista.
È venuto a mancare a pochi giorni di distanza dell’inaugurazione della sua ultima mostra, dal titolo “I Signori del Piemonte. Ritratti e memorie di una  grande dinastia europea”, allestita nelle storiche sale di Palazzo Lascaris. Si tratta di un’esposizione di 24 dipinti originali provenienti dalla preziosa collezione di Marco Albera che, nel corso di decenni di ricerca minuziosa, ha raccolto oltre quattromila documenti, stampe, quadri, cimeli dal Cinquecento in poi. Ha anche fatto parte della Commissione Cultura della Città di Torino e della Fondazione Accorsi Ometto.
Il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco ha espresso il proprio cordoglio nei confronti della moglie Luciana, dei figli Lorenzo e Michele e di tutti i suoi familiari.

MM