Esercitazione di polizia a Porta Nuova
Le ricette della tradizione: margheritine di Stresa
Mescolate in una terrina capiente il burro con lo zucchero a velo e la vaniglia. Quando il composto sarà omogeneo, incorporate i tuorli d’uovo sodi setacciati e, successivamente, la farina e la fecola di patate…
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Un pensionato di 89 anni residente a Pianezza, dopo essersi accorto di essere stato vittima di un furto, ha mantenuto la calma e ha deciso di seguire la responsabile fino a uno sportello bancomat. Il suo comportamento ha permesso ai carabinieri di intervenire e arrestare la donna.
L’anziano è stato preso di mira con la cosiddetta “tecnica dell’abbraccio”. In base agli accertamenti svolti dai carabinieri, nel pomeriggio di giovedì scorso una donna di 59 anni, residente a Pinerolo, avrebbe simulato di riconoscerlo come una persona conosciuta in passato. Avvicinatasi in via 25 Aprile, lo avrebbe abbracciato con fare amichevole, approfittando del contatto per impossessarsi del suo portafoglio, che conteneva anche una carta bancaria. L’anziano l’ha seguita e l’ha fatta arrestare.
Dalle forme plastiche suggestive, narrano di una città inquieta e fantastica.
“i muri della città parlano” diceva il barone de La Brède e di Montesquieu che giunse a Torino nel 1728. Effettivamente è così, ma oltre a raccontare una parte della storia della città queste sculture in pietra, che rivestono perlopiù gli edifici storici di Torino, osservano cose e persone con sguardi talvolta caustici ed altri minacciosi. Queste opere d’arte che si fanno notare per la loro plasticità, i loro particolari e la ricchezza che conferiscono ai palazzi che li ospitano, sono le Grottesche, anche conosciute come Mascheroni. Possono essere entità fantastiche o mostruose, mitologiche, animali, facce deformi o altre sagome e rimandano al quello straordinario periodo artistico che è stato Barocco europeo, ma anche a epoche seguenti come il Liberty. Nella nostra città sono molte e conturbanti e non furono scolpite unicamente come ricco ornamento, ma anche come veicolo potente di un linguaggio simbolico e satirico, un mezzo per raccontare ciò che non si poteva dire apertamente: l’instabilità del potere, la vanità della ricchezza, le paure del mondo e i desideri inconfessabili, il tutto scolpito su una base monocolore in pietra e di stucchi o simili a quelle di epoca romana, caratterizzate da una pittura multi-cromata, trovate nei resti sotterranei della Domus di Nerone (le “grotte” appunto)
A Torino le Grottesche non sono urlate come nella Capitale o a Firenze, sono più nascoste, meno protagoniste e per un occhio che le cerca e guarda con attenzione e curiosità, ma nonostante questa loro personalità sobria, in linea con il carattere culturale territoriale, riescono a farsi notare, risultano eloquenti ed affascinanti.
Qualche esempio più noto? A Palazzo Chiablese, affacciato su piazza San Giovanni, ospita uno dei cicli più importanti di grottesche della città, con affreschi che ornano volte e stanze laterali. Qui si incontrano tritoni, chimere, teste giganti con occhi vuoti, tra decori vegetali e medaglioni enigmatici. Palazzo Carignano, tra le meraviglie barocche del Guarini, conserva motivi grotteschi sia all’interno sia all’esterno, tra mascheroni scolpiti nei timpani delle finestre. I volti deformati sembrano rimproverare severamente chi guarda, belli ma inflessibili.
Passeggiando, inoltre, per via della Rocca, via Giolitti, via Bogino, via San Francesco da Paola, ma anche per le strade di Cit Turin, come corso Francia dove si trova il Palazzo delle Vittoria, si possono osservare mascheroni sui portoni in legno o sulle chiavi di volta degli archi. Spesso sono volti demoniaci, nasi adunchi, oppure caricature dalla forma animale posizionati come elementi apotropaici, protettivi, per allontanare il male.
Anche in alcune chiese della città si possono trovare elementi grotteschi di interesse artistico, come nei dettagli in stucco della Chiesa della Misericordia o nelle cappelle laterali di San Lorenzo, si tratta di putti deformi o di volti che sembrano fondersi con il fogliame.
Le Grottesche sono, dunque, una forma d’arte in conflitto con qualsiasi canone, non mirano alla perfezione o alla armonia, ma all’inquietudine.
Guardarle e ammirarle significa comprendere che l’arte, nei secoli si è occupata anche di incubi, di paure e sogni deformati. Torino, con la sua personalità solenne e lineare, nasconde, ma neanche tanto, un’anima caustica e magicamente teatrale, un lato sarcastico in contrasto con la geometria a e il rigore sabaudo, i mascheroni sono un esempio di questo carattere anticonformista che fa di questa città un luogo eccezionale e complesso.
Maria La Barbera

«La situazione che si è venuta a creare nella consegna dei pannoloni e dei dispositivi per l’assorbenza è inaccettabile, soprattutto perché colpisce persone fragili, anziani e non autosufficienti e determina disagi che non possono essere tollerati. Siamo pienamente consapevoli delle criticità che continuano a manifestarsi nonostante gli interventi già adottati dalla Regione e dalle Aziende sanitarie.
Negli scorsi mesi abbiamo assunto decisioni drastiche, arrivando alla revoca del precedente affidamento per gravi inadempienze e applicando alla ditta penali per circa 800 mila euro. Si è anche deciso di riorganizzare il servizio, ma è evidente che persistono problemi logistici che richiedono ulteriori correttivi».
Dal 1° luglio ci sarà un cambiamento radicale: punteremo sull’internalizzazione con il coinvolgimento di Amos, per cessare definitivamente i rapporti improduttivi e dannosi con i privati e gestire direttamente il servizio»
Lo dichiara l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi.
C’è qualcosa di profondamente sfuggente in mareAmare. Un progetto che nasce dalla musica, si espande nella letteratura e trova infine nel teatro la propria forma più condivisa. Oggmi, mercoledì 17 giugno lo spettacolo approda all’Hiroshima Sound Garden, portando sul palco un viaggio tra perdita, ricerca e rinascita, ma anche una riflessione sul ruolo sociale dell’arte.
Ne abbiamo parlato con il suo ideatore, Nicolò Piccinni.
MareAmare nasce contemporaneamente come libro, album e spettacolo teatrale. Da dove è partita l’esigenza di raccontare questa storia attraverso linguaggi diversi e cosa riesce a esprimere ciascuno di essi che gli altri non potrebbero raccontare?
«La scintilla originaria è stata senza dubbio il suono: il suono della melodia insieme a quello della parola. In altre parole, prima di tutto sono nate le canzoni. Rispetto ad altri lavori che ho realizzato, ho sempre avuto la sensazione che mareAmare mi stesse indicando da solo il modo in cui desiderava essere creato. Io e la band ,Gli Internauti, abbiamo sviluppato i brani seguendo questa sorta di comunicazione magica che sembrava emergere dal progetto stesso. A un certo punto mi sono accorto che il mondo racchiuso nel concept album poteva allargarsi attraverso le voci di personaggi differenti. Da lì sono nati i racconti, poi raccolti da Morsi Editore e accompagnati dalle illustrazioni di Sara Zollo. Successivamente sono stati proprio quei personaggi a suggerire una messa in scena teatrale capace di fondere musica e narrazione. Ogni linguaggio creativo possiede un proprio respiro, una propria atmosfera e regole specifiche. Lo stesso vale per il disco, il libro e lo spettacolo. Ognuno può essere vissuto autonomamente, ma insieme costruiscono un orizzonte più ampio e una profondità che personalmente non mi aspettavo di raggiungere.»
Già nel titolo lei parla del “mare” come meta finale e ricerca di senso. Che significato assume questo elemento simbolico all’interno dello spettacolo? È un luogo da raggiungere, uno stato d’animo o qualcosa di diverso per ogni spettatore?
«Il mare è un simbolo profondamente ambivalente. Contiene contemporaneamente superficie e profondità, attrazione e timore. Per me rappresenta qualcosa di affascinante e spaventoso allo stesso tempo, un paradosso che genera un mistero impossibile da svelare fino in fondo. Ho provato ad avvicinarmi a questo mistero attraverso tutti gli strumenti che avevo a disposizione: la musica, la scrittura, il video, il teatro. Eppure non credo riuscirò mai a definirne davvero i contorni. Anch’io, mentre lavoravo a mareAmare, mi sono immerso dentro quest’opera trovandovi significati sempre diversi. È per questo che mi piacerebbe che ogni spettatore potesse specchiarsi nel mare dello spettacolo e scoprire qualcosa che io stesso non sono in grado di immaginare.»
La serata unisce arte e impegno sociale, sostenendo la campagna “Non lasciateci in mutande”. Quanto ritiene importante che oggi il teatro e la musica non si limitino a raccontare il mondo, ma diventino anche strumenti concreti di partecipazione e solidarietà?
«Ogni spettacolo dal vivo è già di per sé un atto collettivo. È un momento di condivisione e trasformazione nel quale si incontrano esperienze, emozioni, ricordi e sogni di persone molto diverse tra loro. Per questo mi sembra naturale che possa accogliere e sostenere una causa sociale. Naturalmente nulla di tutto ciò è scontato: servono realtà come Hiroshima Mon Amour, capaci di creare occasioni di incontro, artisti disposti a mettersi in gioco e progetti come Abito Torino che trasformano le intenzioni in azioni concrete. Nel mio piccolo, come artista indipendente, credo sia giusto contribuire quando se ne ha la possibilità. Se la musica e il teatro possono diventare anche strumenti di partecipazione e solidarietà, allora il loro valore va ben oltre il palcoscenico.»
Tra musica dal vivo, narrazione e immagini, mareAmaresi presenta così come un’opera aperta, capace di attraversare linguaggi diversi senza perdere la propria identità. Un viaggio che parte dal mare, ma che in fondo parla di tutti noi: delle nostre paure, delle nostre domande e di quella continua ricerca di un approdo capace di dare senso al cammino.
Valeria Rombolà
Il gruppo teatrale amatoriale I Calzini Spaiati è lieto di invitare il pubblico a uno spettacolo speciale all’insegna del divertimento, della creatività e della solidarietà.
Domenica 21 giugno
Ore 18:00
Teatro Bossatis – Volvera
La compagnia porterà in scena uno spettacolo originale che unirà momenti recitati a una parte interamente improvvisata, rendendo ogni rappresentazione unica e coinvolgente.
Un’occasione per trascorrere un pomeriggio all’insegna del buon umore e sostenere una causa importante.
Ingresso a offerta libera a partire da 10 euro
L’intero ricavato della serata sarà devoluto all’Ospedale di Candiolo, contribuendo concretamente alle attività di cura e ricerca.
I Calzini Spaiati: “Perché anche ciò che è diverso può creare qualcosa di straordinario”.

Prezzi al consumo, l’andamento a Torino
Nel mese di maggio 2026, a seguito della rilevazione dei prezzi effettuata dall’ufficio di Statistica della Città, l’indice complessivo dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) è risultato pari al 102,9 (Base Anno 2025=100) segnando una variazione del +0,4% rispetto al mese precedente e una variazione del +2,8% rispetto al mese di maggio 2025 (tasso tendenziale).
I prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto segnalano +0,3% sul mese precedente e +4,2% su maggio 2025. I prezzi dei prodotti a media frequenza d’acquisto segnalano una variazione del +0,7% rispetto al mese di aprile 2026 e del +2,5% rispetto all’anno precedente. I prezzi dei prodotti a bassa frequenza d’acquisto segnalano una variazione del invariato rispetto al mese precedente e una variazione del +1,4% rispetto a maggio 2025.
Nella tipologia di prodotto dei BENI si rileva +0,1% su base congiunturale e +3,5% su base tendenziale. I prodotti in rilevazione hanno subito queste variazioni: beni alimentari +0,2% sul mese precedente e +0,8% sull’anno precedente, beni energetici +0,5% sul mese precedente e +16,0% sull’anno precedente, tabacchi invariato sul mese precedente e +4,1% sull’anno precedente, altri beni invariato sul mese precedente e +0,5% sull’anno precedente.
Nella tipologia di prodotto dei servizi si registra +0,7% su base congiunturale e +2,1% su base tendenziale. Sono state riscontrate le seguenti variazioni: servizi relativi all’abitazione +0,4% sul mese precedente e +3,3% sull’anno precedente, servizi relativi alle comunicazioni -0,1% sul mese precedente e -2,5% sull’anno precedente, servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona +1,9% sul mese precedente e +1,9% sull’anno precedente, servizi relativi ai trasporti -0,8% sul mese precedente e +2,7% sull’anno precedente, servizi vari +0,3% sul mese precedente e +1,3% sull’anno precedente.
L’inflazione di fondo al netto degli energetici e degli alimentari freschi segnala +0,4% rispetto al mese precedente e +1,4% rispetto all’anno precedente.
L’Indagine dei Prezzi al Consumo è stata effettuata secondo le disposizioni e le norme tecniche stabilite dall’Istat. I dati relativi al mese di Maggio si possono consultare sul sito: www.comune.torino.it/statistica/
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“Mettere in sicurezza gli incroci della Sp 35”
Mettere in sicurezza gli incroci della Strada Provinciale 35 con la via Aldo Moro del Comune di Oglianico e la via Bertano del Comune di Favria, teatro recentemente di alcuni incidenti, dovuti al mancato rispetto delle precedenze: nell’ambito dell’iniziativa “Comuni in linea”, se ne è parlato lunedì 15 giugno nell’incontro che il Sindaco di Oglianico, Domenico Rolando, e l’Assessore comunale di Favria,Silvio Carruozzo, hanno avuto con il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo.
La Provinciale 35 serve l’area industriale che Oglianico e Favria condividono ed ha una larghezza limitata. La richiesta dei due Comuni è quella di realizzare una piattaforma rialzata di rallentamento in prossimità degli incroci e di trovare una soluzione per agevolare il transito e l’incrocio tra i mezzi pesanti diretti alla zona industriale. La piattaforma potrebbe essere progettata dai tecnici della Direzione Azioni integrate con gli Enti locali della Città metropolitana. Per l’immediato, il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, il responsabile e i tecnici della Direzione Viabilità 1 della Città metropolitana, hanno consigliato agli amministratori locali di Favria e di Oglianico di potenziare e integrare la segnaletica verticale lungo le due strade comunali che incrociano la Provinciale 35. Da parte sua, la Direzione Viabilità 1 procederà ad integrare la segnaletica verticale in prossimità degli incroci lungo la S.P. 35, anche con dispositivi luminosi integrativi. Contestualmente il Comune cercherà di migliorare la visibilità, ottenendo dai proprietari dei terreni adiacenti la riduzione dell’ingombro di alcune siepi che ostacolano la visuale.