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Torino e il Piemonte in Canada alla ricerca di nuovi investimenti

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Attrarre nuovi investimenti in Piemonte, rafforzare il posizionamento internazionale del sistema produttivo regionale e consolidare le relazioni con uno dei mercati più avanzati e strutturalmente affini alle filiere europee ad alta specializzazione, in particolare aerospazio, scienze della vita e salute, sono gli obiettivi alla base della missione dal 13 al 16 aprile in Canada con tappe a Montréal (13-14 aprile) e Toronto (15-16 aprile), a cui partecipano Regione Piemonte, Comune di Torino, Unioncamere PiemonteCamera di commercio di TorinoCeipiemonte, i rappresentanti del sistema della ricerca e dell’innovazione, tra cui Politecnico di TorinoUniversità degli Studi di TorinoUniversità del Piemonte Orientale, il Bioindustry Park Silvano Fumero e il Distretto Aerospaziale Piemonte, in collaborazione con il governo del Quebéc e con il sistema Italia.

La missione è guidata dall’assessore regionale allo Sviluppo delle Attività Produttive, Internazionalizzazione e Attrazione Investimenti Andrea Tronzano e da quello alla Sanità Federico Riboldi e vede la partecipazione di una delegazione istituzionale composta dai principali attori del sistema regionale tra cui la vicesindaca di Torino, Michela Favaro, il presidente di Camera di commercio di Torino, Massimiliano Cipolletta, il segretario generale di Unioncamere Piemonte, Paolo Bertolino, il presidente di Ceipiemonte, Dario Peirone.

«Questa missione si inserisce nella strategia di rafforzamento del posizionamento internazionale del Piemonte, utile per attrarre investimenti qualificati. Québec e Ontario sono partner naturali: economie avanzate, con una forte integrazione tra industria, università e centri di ricerca, e con filiere tecnologiche compatibili e complementari alle nostre – dichiara l’assessore all’Internazionalizzazione e attrazione investimenti, Andrea Tronzano – In particolare nell’aerospazio e nelle tecnologie avanzate esistono già collaborazioni e presenze industriali che dimostrano la solidità di questo asse. Il nostro obiettivo è trasformare gli incontri istituzionali e industriali in risultati concreti: investimenti, progetti comuni e rafforzamento delle catene del valore. Il Piemonte si propone al Canada quale porta di accesso all’Europa, con un ecosistema competitivo e una forte capacità manifatturiera, coniugate a strumenti regionali in grado di accompagnare le imprese nel loro percorso di insediamento e crescita».

«La missione in Canada rappresenta un passaggio strategico per rafforzare il posizionamento internazionale del Piemonte anche nel settore sanitario, non soltanto sul piano dell’assistenza clinica, ma soprattutto su quello della ricerca, dell’innovazione e della sperimentazione. Insieme a Bioindustry Park Silvano Fumero di Colleretto Giacosa visiteremo alcuni tra i principali centri ospedalieri e gruppi sanitari di riferimento nelle aree di Montreal e Toronto, selezionati per l’eccellenza nella ricerca biomedica e nella sperimentazione clinica – spiega l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi – L’obiettivo è costruire relazioni stabili con questi hub d’eccellenza, avviando collaborazioni concrete capaci di tradursi in progetti pilota comuni, sperimentazioni cliniche condivise, scambi di competenze tra professionisti e ricercatori e partnership in grado di attrarre investimenti e nuove opportunità per il nostro ecosistema sanitario e scientifico. Il confronto con queste realtà ci consentirà di approfondire modelli avanzati di ricerca traslazionale, trasferimento tecnologico e applicazione dell’intelligenza artificiale alla diagnosi, alla medicina predittiva e alla personalizzazione delle cure. Il Piemonte dispone di un patrimonio straordinario di ricerca scientifica, competenze cliniche, universitarie e industriali nel campo delle scienze della vita: questa missione serve a mettere in connessione il nostro sistema con i grandi centri internazionali, affinché la nostra sanità possa crescere non solo in qualità dei servizi, ma anche in capacità di produrre innovazione, ricerca e sviluppo al servizio dei cittadini».

«Oltre a un incontro con le rappresentanze istituzionali della Città di Vaughan, centro di un importante ateneo, obiettivo della missione sarà quello di mostrare le opportunità di investimento e collaborazione che partnership con la Città di Torino possono offrire a investitori, centri di ricerca e atenei che vogliono collaborare su progetti cruciali per lo sviluppo sociale, turistico e industriale. La condivisione di strategie e buone pratiche con realtà estere può portare investimenti, creare posti di lavoro e aiutare a crescere i territori coinvolti» sottolinea la vicesindaca di Torino, Michela Favaro, precisando che per la Città di Torino, la missione ha come obiettivo la creazione di sinergie e la condivisione di best practice con città d’oltreoceano che ospitano poli di formazione e centri produttivi con importanti punti di contatto con quelli del territorio torinese.

«La missione è anche strumento per aprire rapporti internazionali con il mondo imprenditoriale canadese con il quale Torino e il Piemonte hanno da sempre intessuto ottime relazioni, anche grazie a particolari affinità, come la presenza a Torino e a Montreal di distretti aerospaziali di eccellenza internazionale e il coinvolgimento della città di Vaughan, capitale canadese dell’automotive, venuta in visita a Torino lo scorso ottobre, alla ricerca di contatti, competenze e tecnologie» aggiunge Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino che ha in programma una serie di incontri con la Canadian Chamber of Commerce, la Camera di commercio di Montreal e la Ontario Chamber of Commerce che si è aggiudicata l’organizzazione dell’edizione 2027 del World Chambers Congress, il prestigioso evento biennale che riunisce le Camere di commercio di più di 100 paesi, che si era svolto a Torino nel 2015.

«La missione istituzionale in Canada consolida un’alleanza strategica con un mercato stabile e ricco di materie prime. In un contesto globale complesso, il Piemonte punta sull’internazionalizzazione per tutelare le eccellenze del manifatturiero e dell’agroalimentare. Il Sistema delle Camere di commercio opera come braccio operativo per promuovere il territorio come destinazione d’eccellenza per i capitali esteri. Attraverso tavole rotonde e incontri mirati, valorizziamo i nostri ecosistemi di frontiera – dall’aerospazio all’intelligenza artificiale – come motori per l’attrazione di nuovi investimenti. L’obiettivo è rafforzare le sinergie con la comunità imprenditoriale canadese, già presente in regione con 143 imprenditori, garantendo proiezione mondiale e sviluppo economico al territorio» commenta il segretario generale di Unioncamere Piemonte, Paolo Bertolino.

«Questa missione congiunta in Canada rappresenta un passaggio strategico per valorizzare un modello integrato di filiera, in cui istituzioni, imprese e centri di ricerca operano in modo coordinato. Il territorio dimostra così di poter esprimere tutti gli attori chiave necessari allo sviluppo e alla competitività internazionale. In questo contesto, il Politecnico rafforza il proprio ruolo offrendo percorsi formativi dedicati e consolidando un centro interdipartimentale capace di sostenere innovazione e trasferimento di competenze», dichiara Stefano Corgnati, rettore del Politecnico di Torino, che vede nell’internazionalizzazione e nella creazione di reti uno degli assi chiave delle attività di sviluppo. Il focus della missione del Politecnico di Torino è promuovere le attività aerospaziali dell’Ateneo e in particolar modo il nascente Centro Interdipartimentale per Aerospazio del Politecnico di Torino, IDEAS, che opererà in stretta sinergia con le piccole, medie e grandi imprese del territorio per rendere ancora più competitivo l’ecosistema aerospaziale piemontese in Italia e oltre i confini nazionali. Durante la missione canadese l’ateneo sarà infatti rappresentato da Nicole Viola, coordinatrice del Centro Interdipartimentale.

«La missione in Canada è un passaggio importante per rafforzare la dimensione internazionale dell’Università di Torino e costruire nuove collaborazioni non solo sul piano accademico e scientifico, ma anche con l’ecosistema imprenditoriale e dell’innovazione. Oggi più che mai, infatti, la capacità di mettere in relazione università, ricerca e impresa è decisiva per generare sviluppo, attrarre talenti e creare valore per l’intero territorio» sottolinea il vicerettore all’innovazione e alla valorizzazione delle conoscenze, Marco Pironti.

«La missione rappresenta l’avvio di un percorso strategico per instaurare relazioni scientifiche e progettualità specifiche di alto profilo in settori chiave per il futuro. La possibilità di interagire con ecosistemi d’avanguardia ci permette di offrire ai nostri ricercatori contesti di eccellenza e di riaffermare il ruolo centrale dell’Università nella creazione di valore e nell’innovazione a beneficio della crescita culturale e sociale della nostra comunità» dichiara Menico Rizzi, rettore dell’Università del Piemonte Orientale che partecipa alla missione nell’ambito di una regia unitaria promossa dalla Regione Piemonte, volta a rafforzare il posizionamento scientifico, tecnologico e industriale del territorio. Per l’Ateneo, l’iniziativa si inserisce in una precisa strategia di internazionalizzazione che punta a sviluppare collaborazioni strutturate e durature con altri poli di innovazione. L’obiettivo è quello di valorizzare le proprie competenze d’eccellenza, promuovere l’attrazione di talenti e favorire il trasferimento tecnologico verso il sistema produttivo regionale, ponendo le basi per percorsi di cooperazione che possano consolidarsi in futuro.

«Questa missione in Canada mostra un grande impegno organizzativo da parte del sistema Piemonte e del Centro Estero – dichiara il presidente di Ceipiemonte, Dario Peirone – che prevede più di 50 incontri tra Montréal e Toronto con stakeholder, associazioni, poli di innovazione, centri di ricerca, ospedali, investitori e importanti player industriali per attivare contatti qualificati, consolidare relazioni già esistenti e avviare nuove collaborazioni. Tutto il team di Ceipiemonte è stato coinvolto per presentare le filiere di eccellenza della nostra Regione – dall’aerospazio all’automotive, fino al medicale e alle tecnologie sostenibili – e un’offerta di competenze e opportunità di investimento. Partiamo da una base solida: la nostra divisione Attrazione Investimenti ha attualmente in gestione oltre 50 progetti provenienti dal Canada intercettati solo negli ultimi anni, e questa missione ci consentirà di consolidare ulteriormente i legami esistenti e incoraggiare nuove iniziative e partnership in settori strategici di interesse comune».

«La presenza del DAP al principale evento aerospaziale a Montreal l’International Aerospace Innovation Forum (IAIF) 2026 – dichiara Maurizio De Mitri Presidente Distretto Aerospaziale Piemonte – è l’occasione per presentare il nostro settore strategico, dove tradizione, innovazione e competenze sono a disposizione dei principali attori nazionali e internazionali attraverso una filiera completa caratterizzata da know-how, capacità tecniche, manifattura di alto livello. Un’ occasione di networking con i principali cluster aerospaziali canadesi come quello di Montréal, il Québec è il più grande hub aerospaziale del Canada e uno dei tre più grandi al mondo (insieme a Seattle e Tolosa). Il Québec rappresenta da solo oltre il 50% dei ricavi dell’intera industria aerospaziale canadese e quasi la metà dei posti di lavoro del settore. La regione è specializzata in assemblaggio di aeromobili, produzione di motori, avionica, simulatori di volo e manutenzione. Il distretto dell’Ontario di cui Ottawa è considerata un hub nazionale importante per la difesa, la sicurezza e l’aerospazio e quello del Canada Occidentale (Winnipeg, Manitoba & British Columbia) dove Winnipeg, specializzato nel settore MRO (Manutenzione, Riparazione e Revisione), che concentra qui una quota significativa dell’attività nazionale. Il Canada possiede una delle industrie aerospaziali più importanti al mondo, classificandosi spesso tra i primi cinque paesi a livello globale per fatturato e occupazione nel settore. Questo viaggio istituzionale consente al Piemonte di presentare un ecosistema unico, un hub strategico caratterizzato da una forte collaborazione tra enti, mondo imprenditoriale, mondo accademico e ricerca scientifica».

«La missione si inserisce in una strategia di rafforzamento delle collaborazioni internazionali del Bioindustry Park e del Cluster bioPmed nel campo delle scienze della vita, con l’obiettivo di consolidare partnership con enti di ricerca, ospedali e imprese. L’incontro con realtà canadesi di riferimento a livello internazionale sarà un’occasione per rafforzare lo sviluppo di modelli avanzati di innovazione e trasferimento tecnologico, orientati alla crescita e competitività delle imprese, nonché per approfondire le prospettive di cooperazione scientifica e clinica, in coerenza con il percorso di sviluppo dei nuovi IRCCS in Piemonte, di eccellenze regionali e reti strutturate» spiega Antonio Salvi, presidente di Bioindustry Park Silvano Fumero spa.

La missione ha lo scopo di consolidare e rafforzare relazioni commerciali con un Paese che offre opportunità rilevanti in ambiti strategici per il Piemonte quali aerospazio, cleantech, edilizia sostenibile, scienze della vita, agroalimentare evoluto, manifattura avanzata, design e tecnologie digitali. Nona economia al mondo, il Canada è per le imprese piemontesi un mercato estremamente appetibile: l’interscambio commerciale con l’Italia è pari a 8,9 miliardi di euro, con un saldo positivo per il nostro Paese di 3,7 miliardi. In particolare per il Piemonte, il saldo è positivo per 416 milioni con 619 milioni di esportazioni e un interscambio totale di 822 milioni di euro. Le vendite commerciali riguardano principalmente i prodotti alimentari (23%), mezzi di trasporto (22,3%), macchinari e apparecchiature industriali (20,5%), con una quota rilevante (36%) concentrato nell’area torinese.

Sul fronte degli investimenti, il Piemonte accoglie attualmente cinque imprese canadesi, articolate in sette stabilimenti e circa 1.600 addetti, con una presenza concentrata nei comparti automotive, medicale e packaging. Un radicamento industriale in evoluzione, che si affianca alla crescente proiezione internazionale di aziende piemontesi attive in Canada – tra cui Mecaer Aviation Group, Comau, Vibac, Ferrero, Eataly, Zegna, Damiani – e testimonia un rapporto bilaterale sempre più dinamico e integrato.

Il Québec si distingue come uno dei principali hub globali dell’aerospazio, con Montréal tra i primi cluster mondiali per densità industriale e capacità ingegneristica, nonché per la presenza di filiere avanzate nei materiali, nella simulazione, nell’intelligenza artificiale e nei sistemi dual-use. L’Ontario rappresenta il principale motore economico del Paese e uno degli ecosistemi industriali più rilevanti del Nord America, con Toronto come hub finanziario, tecnologico e manifatturiero avanzato, fortemente integrato nelle catene del valore nordamericane.

Agli incontri istituzionali con il ministro per relazioni internazionale e della francofonia del Quebec, Christipher Skeete, e con quello dello Sviluppo economico dell’Ontario, Victor Fedeli, rappresentanti della municipalità di Montréal, si aggiunge una fitta agenda di appuntamenti con realtà del Sistema Italia – Consolati, ICE, Camere di Commercio -, che rappresenteranno un passaggio chiave per definire le prossime azioni di sviluppo delle relazioni tra Piemonte e Canada, momenti di networking istituzionale con la business community canadese e la comunità italo-canadese, anche nell’ambito delle iniziative legate alle Giornate del Made in Italy, incontri con aziende e realtà imprenditoriali.

La prima tappa della missione è l’International aerospace innovation forum IAIF di Montréal, in Québec, evento biennale che riunisce aziende leader del settore a cui partecipano anche rappresentanti di Thales Alenia Space dall’Italia. La partecipazione al Forum, arrivato alla decima edizione, è il frutto della collaborazione durante l’ultima edizione degli Adm, Aerospace & Defense Meetings Torino, di dicembre 2025, a cui hanno partecipato cinque aziende del Quebec e il distretto aerospaziale AeroMontreal, e ha l’obiettivo di rafforzare i rapporti di collaborazione tra il distretto canadese e quello piemontese che lì presenta le proprie eccellenze produttive e di ricerca avanzata.

Il Québec rappresenta infatti un mercato importante per le aziende piemontesi dell’aerospazio perché ospita uno dei principali ecosistemi globali della simulazione e dell’addestramento avanzato, dove convergono intelligenza artificiale, sistemi immersivi, avionica e piattaforme dual-use. Questo contesto apre spazi concreti per imprese piemontesi attive in meccanica di precisione, elettronica avanzata, software embedded e sistemi integrati. In questo contesto si inserisce l’incontro con il gruppo CAE, leader globale nella simulazione e addestramento e numerosi incontri mirati di attrazione investimenti.

A questo si aggiungono una serie di incontri con cluster e organismi strategici, ad esempio nel campo delle scienze della vita, con l’incontro con il Montréal InVivo, dell’intelligenza artificiale, con la visita a IVADO, Istituto che riunisce università, imprese e centri di ricerca per sviluppare e trasferire competenze avanzate in intelligenza artificiale, data science e ottimizzazione, favorendo l’innovazione e le applicazioni industriali, oltre ad altri centri riconosciuti per l’integrazione tra ricerca, trasferimento tecnologico e pratica clinica.

Dopo Montréal la missione fa tappa a Toronto, in Ontario, cuore dell’industria automotive canadese, con una filiera integrata che comprende OEM, fornitori Tier 1 e centri di R&S, che offre opportunità concrete per partnership industriali, co-sviluppo tecnologico e inserimento in supply chain nordamericane. Qui, il programma si concentra su innovazione digitale, industria creativa e mobilità, con incontri con università, agenzie per lo sviluppo e operatori del settore automotive e infrastrutturale.

È ricca anche l’agenda sul fronte sanitario, che coinvolge l’assessorato regionale alla Sanità e i vertici di Bioindustry Park e bioPmed, con incontri e visite ad alcuni tra i principali centri ospedalieri e istituzioni accademiche e cliniche di rilievo internazionale, tra cui l’Ontario Institute for Cancer Research, la McGill University, l’Humber River Hospital. Particolare rilievo riveste inoltre l’incontro con il SickKids Research Institute, centro di riferimento globale per la ricerca pediatrica avanzata, affiliato al The Hospital for Sick Children.

Nursing Up: “infermiere ferito alle Molinette, dobbiamo ancora aspettare?”

Ancora un’aggressione, ancora violenza nei confronti di chi ogni giorno fornisce assistenza e cura. Questa volta è accaduto al Pronto Soccorso dell’ospedale Molinette, dove un infermiere è stato colpito con un calcio al torace da un paziente in stato alterato, riportando la frattura del torace e una prognosi di 35 giorni. Nonostante altri membri del personale siano riusciti a sottrarsi senza conseguenze gravi, la situazione continua a destare grande preoccupazione. Si tratta di un episodio grave che segue di pochi giorni quanto già accaduto all’ospedale di Ciriè, e che conferma come l’aggressione a danno dei professionisti sanitari non sianosiano eventi isolati ma una realtà quotidiana sempre più preoccupante.

“Non possiamo continuare a commentare aggressioni a posteriori con la solita solidarietà di circostanza – commenta Francesco Malara, dirigente del Nursing Up Torino – qui siamo di fronte a lavoratori che rischiano l’incolumità fisica ogni giorno. Oggi parliamo di uno sterno fratturato, domani cosa dovremo raccontare?”.

L’episodio accende i riflettori su un sistema che, secondo il sindacato, non è più in grado di garantire condizioni di sicurezza. La gestione delle situazioni di violenza, la tempestività degli interventi e l’applicazione della flagranza di reato, restano nodi ancora irrisolti.

“È evidente l’esigenza di un cambio di passo immediato – sottolinea Claudio Delli Carri, Segretario regionale Nursing Piemonte e Valle d’Aosta – non basta più indignarsi dopo. Serve prevenzione, protocolli chiari, strumenti concreti per chi lavora in prima linea. Dal 1⁰ maggio arriveranno le guardie armate negli ospedali del Canavese: è un segnale, ma non pu9 essere l’unica risposta”.

Oltre alla sicurezza resta aperto il fronte organizzativo. L’aggressione di oggi solleva una domanda che il sistema sanitario continua a ignorare: chi coprirà i turni del collega aggredito? Su chi ricadrà, ancora una volta, il peso di un’organizzazione  già da tempo al limite?

“Non possiamo continuare a chiedere a professionisti già affermati di coprire ulteriori carichi di lavoro – prosegue Francesco Malara, dirigente di Nursing Up Torino – si continua a esprimere un sistema che non regge più senza grande né tutele né valorizzazione”.

Per Nursing Up la situazione ha ormai superato ogni soglia di sostenibilità. La sicurezza degli operatori e la qualità dell’assistenza sono due facce della stessa medaglia; ignorare una significa comprometterle entrambe.

“Chiediamo un intervento immediato da parte delle istituzioni competenti per garantire la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici in Pronto Soccorso. La situazione è insostenibile. Serve un cambiamento radicale, che vada oltre alle parole e che preveda cambiamenti concreti – conclude Claudio Delli Carri”.

Mara Martellotta

Ritmo serrato e grande spettacolo: la stagione Lead è partita

 SCHENK E ROGORA FIRMANO LA PRIMA TAPPA

Grande spettacolo alla Climbing District di Milano per il primo appuntamento del circuito di Coppa Italia Lead 2026

 

La Climbing District di Pero (MI), che ormai da dieci anni accoglie gare nazionali della FASI, è stata la sede di questo primo appuntamento nazionale, che ha riunito 108 fra i migliori specialisti dell’arrampicata “classica”, con corda e imbrago. Gli atleti hanno dovuto confrontarsi con tracciature complesse, con uno standard elevato, per avvicinarle quanto più possibile al livello internazionale, realizzate dal capo tracciatore Stefan Scarperi, coadiuvato da Gabriele Moroni, Lorenzo Carasio e Alejandro Ventajas Serrano.

Nelle qualifiche femminili è stata l’olimpionica Laura Rogora (Fiamme Oro) a farla da padrona. In seconda piazza Claudia Ghisolfi (Fiamme Oro) e in terza Elena Brunetti (Climbing Side) a pari merito con l’atleta di casa, Martina De Preto (Kundalini).

La semifinale è stata ad alta intensità: la gara è stata combattuta punto a punto, con una decina di atlete che sono arrivate pressoché allo stesso numero di prese. Invece la Rogora ha subito preso il largo, unica a conquistare il top, e si sono piazzate subito dietro di lei la Ghisolfi, con la presa 40+, seguita da Savina Nicelli (Fiamme Oro), con 39+. La rosa delle finaliste è stata completata da: Matilda Liù Moar (AVS Brixen), Valentina Arnoldi (Ragni di Lecco), Federica Papetti (Rock Brescia), Giulia Bernardini (Etna Climbing Ragalna), Elena Brunetti e Martina De Preto.

Nell’emozionante finale un passaggio complesso ha creato un vero e proprio filtro, che ha impedito a 4 atlete (Ghisolfi, Arnoldi, Papetti, Bernardini) di superare la presa 30+. Anche in questa fase di gara l’impresa è riuscita soltanto a Laura Rogora, Campionessa Italiana ed Europea in carica, nonché bronzo nel ranking di Coppa del Mondo assoluta 2025. La punta di diamante della Nazionale azzurra ha risolto elegantemente la sequenza che aveva messo in crisi le sue colleghe e ha scalato fino alla presa 45+, mancando di poco il top. Ha così conquistato il suo primo oro in Coppa Italia Lead, che mancava stranamente al suo ricco palmares, mentre lo spareggio, in base alla classifica di semifinale, ha assegnato l’argento a Claudia Ghisolfi e il bronzo a Valentina Arnoldi.

 

Nelle qualifiche maschili ha brillato Riccardo Vicentini (Fiamme Gialle), scalatore molto versatile (bronzo al Campionato Italiano Lead 2025 e reduce dal recente argento al Campionato Italiano Boulder a Bressanone). Subito dietro di lui il detentore della Coppa Italia assoluta 2025, Giovanni Placci (Fiamme Oro), e il vice Campione Italiano Giovanile Andrea Ludovico Chelleris (Fiamme Oro). A breve distanza il Campione Italiano in carica, Filip Schenk (Fiamme Oro), e l’esperto azzurro Giorgio Tomatis (Centro Sportivo Esercito).

In semifinale il livello si è ulteriormente alzato, e la gara è entrata decisamente nel vivo. Schenk e Tomatis sono approdati entrambi alla presa 47+ e hanno conquistato la testa della classifica. In terza posizione, con 42+, Matteo Reusa (Fiamme Gialle). Gli altri 5 atleti che hanno conquistato il pass per la finale sono stati Vicentini, Chelleris, G.Placci, Tommaso Lamboglia (Rock Dreams) ed Ernesto Placci (Carchidio-Strocchi).

In finale Chelleris, Lamboglia e i due fratelli Placci si sono fermati alla presa 27+, trovando grande difficoltà in un lancio che ha provocato un reale spartiacque nella gara.

Matteo Reusa e Giorgio Tomatis sono riusciti a superare questo ostacolo, ma si sono fermati poco dopo nel tracciato, chiudendo alla presa 29+. Un piccolo, ma fondamentale step in più, è stato compiuto nella scalata di Riccardo Vicentini, che è riuscito a raggiungere la presa 30+.

Per ultimo si è presentato sul campo gara l’altoatesino Schenk, Campione Italiano in carica, bronzo a Chamonix in Coppa del Mondo nel 2025. Con la classe che lo contraddistingue sempre nella scalata non solo ha superato il lancio, ma è riuscito anche a procedere fino ad approdare alla presa 36, conquistando una meritatissima medaglia d’oro. Secondo gradino del podio per Vicentini, mentre si è aggiudicato il bronzo Tomatis che ha avuto la meglio su Reusa, grazie al miglior piazzamento in semifinale.

il Sindaco di Pero, Antonino Abbate, e l’Assessore allo Sport, Germana Rossi, sono intervenuti ad assistere alla finale e a premiare i vincitori, assieme al DT delle squadre Nazionali Davide Manzoni e al Presidente FASI Lombardia, Tullio Parravicini.

Un avvio di stagione che lancia chiari segnali: gli atleti sono agguerriti, i tracciatori sono pronti a metterli fortemente alla prova, il pubblico è caldo per sostenerli. Non resta che segnarsi la data della prossima prova: sabato 2 e domenica 3 maggio a Varese, presso il nuovissimo impianto Salewa Cube.

 


Per rivedere le finali: https://tv.sportface.it/collections/6ca0ffc9-31c8-45ee-ab7d-6371ab53f049

Per consultare i risultati: https://fasi.results.info/event/1188/

Arredi di marca contraffatti, 14 denunciati dalle Fiamme Gialle

Quattordici persone sono state denunciate dalla Guardia di Finanza al termine di un’indagine su un traffico di prodotti contraffatti legati ai marchi più noti dell’arredamento italiano. L’operazione ha portato al sequestro di circa 6.500 articoli, tra lampade e sedute.

L’intervento, denominato “Gamba corta”, è stato condotto dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Torino, con perquisizioni effettuate in diverse regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Lazio, Puglia e Campania.

Grazie all’analisi della documentazione e al monitoraggio dei flussi commerciali, gli investigatori sono riusciti a ricostruire l’intera filiera: dall’importazione dei prodotti dall’estero, soprattutto dalla Cina, fino alla loro distribuzione sul territorio nazionale attraverso una rete composta da 13 aziende coinvolte.

Energia pulita senza sacrificare i campi: la svolta della Regione

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INVESTIMENTI GUIDATI VERSO AREE INDUSTRIALI E GIÀ COMPROMESSE PER ENERGIA PULITA E COMPETITIVITÀ

Il disegno di legge sarà ora sottoposto all’esame del Consiglio regionale.

Il presidente Cirio e l’assessore Marnati: «Passo decisivo verso la piena attuazione della transizione ecologica e l’indipendenza energetica del nostro territorio»

La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, il disegno di legge che disciplina e individua ulteriori aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili. Il provvedimento dà attuazione all’articolo 11 bis, comma 3, del decreto legislativo n. 190 del 25 novembre 2024.

L’obiettivo è favorire il raggiungimento dei target di sviluppo delle energie rinnovabili fissati al 2030. Il testo passerà ora al Consiglio regionale per l’approvazione definitiva.

“Con questo disegno di legge intendiamo fornire criteri chiari, certi e trasparenti agli investitori per l’installazione di impianti fotovoltaici e agrivoltaici sul territorio regionale – dichiarano il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati – La priorità è stata assegnata alle aree già compromesse e antropizzate dall’attività umana: edifici, parcheggi, siti da bonificare, aree industriali dismesse, nonché infrastrutture come ferrovie e autostrade. Una scelta precisa, che risponde all’esigenza di tutelare i suoli agricoli produttivi, che per il Piemonte rappresentano un patrimonio inestimabile, fatto di colture uniche, di altissima qualità e di grande valore identitario ed economico. Allo stesso tempo, si favorisce lo sviluppo di impianti nelle aree limitrofe ai poli industriali, con l’obiettivo di sostenere il sistema produttivo regionale. Garantire alle imprese la possibilità di produrre energia rinnovabile per l’autoconsumo, significa ridurre i costi energetici, rafforzare la competitività e accompagnare concretamente il percorso verso gli obiettivi di sostenibilità ambientale. In questo modo, coniughiamo sviluppo energetico, tutela del territorio e crescita economica, offrendo una visione equilibrata e sostenibile per il futuro del nostro Piemonte”.

Il dettaglio del provvedimento

Il disegno di legge si colloca nel quadro normativo definito dal decreto legislativo 190/2024, che ha già individuato una prima serie di aree idonee per impianti da fonti energetiche rinnovabili (FER), demandando alle Regioni l’individuazione di ulteriori spazi nel rispetto dei criteri nazionali.

In sintesi, il provvedimento punta a conciliare lo sviluppo delle rinnovabili con la tutela del territorio, orientando gli investimenti verso aree già compatibili dal punto di vista ambientale e urbanistico. Parallelamente, prevede una semplificazione delle procedure autorizzative, mantenendo comunque attenzione alle esigenze locali e agricole.

La norma non interviene sull’intero sistema, ma si concentra sull’individuazione di nuove aree idonee, aggiuntive rispetto a quelle già stabilite a livello statale. In tali aree saranno applicate procedure più snelle e tempi ridotti, pur garantendo le necessarie valutazioni paesaggistiche.

L’obiettivo è contribuire al raggiungimento dei target regionali al 2030, pari a circa 5.000 MW di nuova potenza installata. A questo scopo viene introdotto il principio dello sviluppo sostenibile come riferimento guida, insieme a limiti precisi per la tutela del suolo agricolo: le superfici utilizzabili per nuovi impianti non potranno superare lo 0,8% a livello regionale e il 2% per ciascun comune.

Dal punto di vista operativo, vengono privilegiate aree già compromesse o antropizzate, come siti da riqualificare, zone industriali o logistiche, contesti con impianti esistenti da potenziare e aree di interesse nazionale. È inoltre incentivata l’integrazione con sistemi di accumulo energetico e prevista la definizione di criteri anche per impianti di accumulo indipendenti.

Particolare attenzione è riservata al rapporto con il territorio: la Regione definirà strumenti per garantire la continuità delle attività agricole, promuoverà l’installazione di fotovoltaico nelle nuove strutture commerciali e aggiornerà la pianificazione energetica. Attraverso sistemi digitali di monitoraggio sarà possibile controllare la diffusione degli impianti ed evitare concentrazioni eccessive.

Il testo introduce anche regole per gestire il cosiddetto “effetto cumulo”, ossia la presenza di più impianti nella stessa area, prevedendo in alcuni casi procedure autorizzative più articolate per valutare meglio gli impatti.

Infine, viene rafforzato il principio di compensazione territoriale: i nuovi impianti, soprattutto quelli di grandi dimensioni, dovranno prevedere interventi a favore delle comunità locali, come misure di efficientamento energetico, promozione dell’autoconsumo e sviluppo delle comunità energetiche, senza nuovi oneri per la finanza pubblica e garantendo continuità ai procedimenti già avviati.

La parte che resta: il romanzo di Eleonora Megna che racconta la rinascita attraverso il dolore

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Ci sono momenti in cui la vita cambia direzione all’improvviso.

Momenti in cui qualcosa si spezza, lasciando spazio a domande, silenzi e parti di sé che non sappiamo più riconoscere.

È da questo punto di rottura che nasce La parte che resta, il romanzo d’esordio di Eleonora Megna, edito da Narrazioni Clandestine – Gruppo Editoriale Santelli.

Scrittrice e life coach certificata, Eleonora Megna lavora accanto alle donne, accompagnandole in percorsi di crescita personale e trasformazione. Un’esperienza che si riflette profondamente nella sua scrittura, fatta di ascolto, autenticità e verità emotiva.

Eleonora Megna

 

Il romanzo racconta le storie di tre donne — Bianca, Stella e Lisa — che si incontrano in un ospedale, luogo simbolico di passaggio, dove la vita può cambiare forma. Tre percorsi diversi, segnati da fratture profonde: la maternità vissuta come inadeguatezza, il peso di una scelta difficile come l’interruzione di gravidanza, il dolore del lutto e dei non detti.

Le loro storie si intrecciano in un racconto che non si limita a narrare eventi, ma entra nel vissuto interiore, dando spazio a ciò che spesso resta invisibile: la fragilità, la colpa, il senso di smarrimento.

La parte che resta si inserisce in una narrazione contemporanea che mette al centro il vissuto femminile fuori dagli stereotipi, affrontando temi come maternità imperfetta, abbandono e perdita con uno sguardo sincero e non giudicante.

Il cuore del romanzo è il concetto di integrazione: il passato non va cancellato, ma attraversato e compreso. Solo così può smettere di pesare e diventare una risorsa per il presente.

Non è un libro che offre risposte semplici, ma uno spazio di riflessione e consapevolezza. Un invito a guardarsi con più verità e meno giudizio, ad accogliere anche le parti di sé che fanno più fatica a emergere.

Perché, anche quando qualcosa si rompe, c’è sempre una parte che resta.

E può diventare il punto da cui ricominciare.

 

Il libro è disponibile al link:

https://santellionline.it/products/la-parte-che-resta?_pos=1&_sid=e33be5880&_ss=r

https://www.amazon.it/parte-che-resta-Eleonora-Megna/dp/B0G6C8DG4F

Instagram: https://www.instagram.com/eleonora_megna_coach?igsh=ajl4eTgweWpzNHAy

www.eleonoramegnalifecoach.com

Rapina violenta fuori dalla sala scommesse: due in manette

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due persone, gravemente indiziate di aver commesso, in concorso tra loro, una rapina pluriaggravata ai danni di un uomo, nello scorso mese di Gennaio.
I due, un egiziano di 22 anni e un tunisino di 40, avevano seguito fuori da una sala scommesse del quartiere Aurora un cittadino italiano che aveva da poco riscosso una vincita di 3.000 €; l’uomo, una volta all’esterno, era stato raggiunto e aggredito dalla coppia: dopo averlo spintonato e strattonato, i due erano riusciti a sottargli il borsello contenente il denaro, documenti personali, un cellulare e il bancomat.
La vittima, nel tentativo di inseguire uno dei suoi aggressori, era, poi, stato spinto con violenza dal complice con una spallata, rovinando contro un’auto in sosta; nell’occorso, aveva riportato delle lesioni.
Il provvedimento cautelare è stato adottato in virtù delle risultanze delle indagini svolte dai poliziotti della Squadra Mobile torinese, che hanno acquisito importanti elementi indiziari a carico dei due indagati tramite l’analisi dei filmati delle telecamere della zona.

Come lavorano i cani-poliziotto?

Come lavorano i cani-poliziotto? Ma anche: quando si accoglie un cane in famiglia, quali sono le regole fondamentali da seguire? Sono alcune delle domande rivolte sabato dalle persone che sono intervenute all’incontro con gli agenti del Gruppo Cinofilo del Reparto Operativo Speciale della Polizia Locale di Torino.  L’appuntamento, che si inserisce in un ciclo di incontri conoscitivi e informativi sul territorio, si è tenuto all’interno del centro commerciale Parco Dora di via Livorno. Protagonisti assoluti sono stati gli agenti a quattro zampe Scott, pastore malinois di 3 anni e Halley, pastore tedesco di 7 anni, due cani poliziotto addestrati per la sicurezza urbana, che hanno attirato l’attenzione e la curiosità di adulti e bambini. Tra le attività più apprezzate la simulazione di una attività di lavoro con un contatto in sicurezza tra chi ha voluto offrirsi volontario e i due cani in azione che, come sempre fedelmente al fianco dei loro conduttori, si sono poi anche lasciati coccolare docilmente nei momenti di “pausa” dai loro compiti lavorativi. L’iniziativa è stata molto apprezzata e si inserisce in un calendario che si riproporrà nei prossimi mesi, sempre il sabato.

Il nucleo cinofilo della Polizia Locale di Torino è stato costituito nel 2004 e conta 5 cani operativi per utilità di sicurezza urbana, condotti da cinque agenti formati come addestratori.

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Guerri e Collodi

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Giordano Bruno Guerri, presidente del Vittoriale degli italiani a Gardone, si sta dedicando al rilancio della Fondazione Collodi con lo stesso entusiasmo che  da molti anni pone nella Fondazione del Vittoriale. Collodi e “Pinocchio” sono espressione importante di quella che Asor Rosa definì l’ “Italia bambina”del post – Risorgimento. Già Benedetto Croce colse la grandezza del libro che non era una semplice  fiaba  per l’infanzia.  Collodi ha contribuito a fare  gli Italiani, a dare loro una coscienza civile  che mancava perché il decennio cavouriano aveva troppo in fretta creato, quasi miracolosamente, lo Stato italiano ma non poté pensare al dopo Unità. La morte di Cavour impedì di proseguire nel disegno originario. La nuova Italia nacque senz’anima o con poche e contrastanti anime.  Il tuttologo   B a r b e r o    che parla, scrive e motteggia dalla preistoria ai nostri giorni,  si è permesso di demolire in poche frasi, senza alcun  senso storico, Collodi.  In questo disgraziato Paese ci sono i Guerri che costruiscono e  i   B a r b e r o    che distruggono.  I primi però  sono destinati a prevalere sui secondi. Chi è nato nelle terre delle risaie vercellesi  resta prigioniero di un inverosimile successo che solo un errore di Piero Angela gli ha consentito di conseguire.