ilTorinese

Energia sempre più cara nel Nord Ovest. Le bollette valgono quasi un quinto delle spese familiari

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Per una famiglia su tre pesano oltre il 20% delle spese

Le spese per luce e gas continuano a rappresentare una voce importante nei bilanci delle famiglie del Nord Ovest. In Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta il costo medio mensile delle utenze energetiche raggiunge i 204 euro, pari a circa il 18% delle uscite complessive di una famiglia.

È quanto emerge da un’indagine realizzata dal Gruppo uBroker in collaborazione con YouTrend, che analizza il rapporto dei cittadini con i costi dell’energia e la percezione dell’andamento delle bollette.

Il dato medio nasconde però situazioni ancora più gravose. Tra gli intervistati che hanno indicato sia la spesa complessiva della famiglia sia quella destinata a luce e gas, quasi un nucleo familiare su tre (32%) dichiara di destinare alle bollette oltre il 20% del proprio budget mensile. Una quota che evidenzia come, per molte famiglie, i costi energetici continuino a incidere in modo rilevante sull’equilibrio economico domestico.

La percezione degli intervistati conferma questa tendenza. Il 63% ritiene che la spesa per energia sia aumentata nell’ultimo anno e, tra questi, un quarto parla di rincari “molto significativi”. Soltanto il 6% afferma invece di pagare oggi meno rispetto a dodici mesi fa.

Nonostante ciò, oltre la metà del campione (55%) descrive il proprio rapporto con le bollette come sostanzialmente tranquillo. Rimane però consistente la quota di chi vive la situazione con difficoltà: il 38% definisce problematico il pagamento delle utenze e, all’interno di questo gruppo, il 7% teme concretamente di non riuscire a far fronte alle prossime scadenze.

L’indagine si è soffermata anche sulle cause percepite dei rincari. Tre cittadini su quattro (75%) individuano nei conflitti internazionali e nell’instabilità geopolitica il principale fattore che ha determinato l’aumento dei prezzi dell’energia negli ultimi due anni. Seguono, a notevole distanza, la dipendenza energetica dall’estero (15%), le dinamiche speculative dei mercati (14%) e il peso di tasse e oneri di sistema (13%).

Il quadro che emerge evidenzia come il tema dell’energia continui a occupare un posto centrale nelle preoccupazioni economiche delle famiglie del Nord Ovest. Pur in presenza di una situazione che molti definiscono ancora gestibile, il peso delle bollette resta elevato e, in una parte significativa dei casi, assorbe una quota rilevante del reddito disponibile.

L’indagine rientra in un progetto promosso dal Gruppo uBroker insieme a YouTrend con l’obiettivo di monitorare nel tempo il rapporto tra cittadini e consumi energetici, rilevando abitudini, percezioni e criticità legate ai costi di luce e gas.

Quando in Piemonte c’erano i Templari

Dal cuneese a Tenda, da Acqui ad Alessandria, da Asti a Casale, da Chieri a Ivrea, da Novara a Moncalieri, dalla Val Susa a Torino e a Vercelli, i Templari hanno cavalcato pianure e montagne piemontesi attraversando da nord a sud anche le strade della nostra regione.

Avevano precettorie e magioni, ospizi e domus, al servizio di pellegrini e forestieri, e piazzavano i loro insediamenti vicino ai fiumi, in campagna, nei pressi dei valichi alpini, in paesi e città, in zone frequentate da viaggiatori e mercanti vicine alle arterie principali del Piemonte che i Cavalieri del Tempio potevano controllare agevolmente. Difendevano abbazie, conventi e monasteri dall’assalto di briganti e banditi, raccoglievano fondi, alimenti e armi da inviare ai Cavalieri che combattevano in Terra Santa al tempo delle Crociate.

Sono numerosi i luoghi dove vissero i Templari in Piemonte, come si vede nella mappa a fianco. Il più antico insediamento templare in Piemonte, ai piedi del sistema viario alpino, era quello di Susa, datato 1170, con un ospedale per i pellegrini dedicato a Santa Maria a cui ne seguirono tanti altri, San Giorgio Canavese, Biandrate, Mondovì, Fossano, Alba, Vercelli, Ivrea, Savigliano, Testona, Casale e Tortona, solo per citarne alcuni. Una domus templare che offriva assistenza ai pellegrini si trovava al Colle di Tenda mentre a Cavallermaggiore sorgeva un grande centro templare, la commenda di San Giovanni della Motta, oltre al cascinale di San Bartolomeo, detto “castello dei Templari”. Ad Alessandria, in posizione strategica tra il Bormida e il Tanaro, la chiesa di Santa Margherita nel rione Bergoglio era una mansione templare passata dopo il 1312 all’Ordine giovannita, i futuri cavalieri di Malta.

Ad Asti gli studiosi concordano sul fatto che Santa Maria del Tempio, che sorgeva lungo l’attuale corso Alfieri, era l’insediamento più importante della città mentre a Casale Monferrato i Templari, che facevano riferimento alla precettoria di Santa Maria del Tempio alla periferia della città, si erano stanziati lungo il Po per proteggere i pellegrini che andavano a pregare sulla tomba di Sant’Evasio. Cavalieri rossocrociati presenti anche a Chieri dove si insediarono verso la fine del 1100 nella chiesa di San Leonardo la cui domus templare conserva tuttora la facciata in cotto con un grande rosone e il portone decorato con formelle che riproducono croci latine alternate a croci di Malta.

A Ivrea esisteva un convento di Templari presso San Nazario che passò poi ai Cavalieri di Malta e secondo gli storici potrebbe trattarsi del più antico insedimento templare in Italia. Alle porte di Torino i Cavalieri del Tempio si stanziarono nella grande mansione di Sant’Egidio di Testona, vicino al Po, nel 1196. Oggi resta la chiesa, più volte ristrutturata, e una lapide ricorda l’origine templare. Cavalieri del Tempio presenti anche a Nizza Monferrato nel Duecento e a Novara con le domus di Santa Maria e di San Guglielmo che nel secolo successivo passarono all’Ordine degli Ospedalieri di San Giovanni.

A Vercelli invece i Templari possedevano la chiesa di San Giovanni d’Albareto nell’attuale piazza Camana che fu abbattuta nell’Ottocento. Mentre a Savigliano il documento più antico che certifica la presenza dei Templari in città risale al 1181, in Val Susa l’Ordine del Tempio arrivò verso la fine del XIII secolo. Oltre a Susa, nella vicina San Giorio si trovano alcune croci templari murate nella facciata della canonica e sopra il portone di un’altra cappella di fronte alla chiesa parrocchiale. A Torino i cavalieri rossocrociati si erano stabiliti nella magione di Santa Margherita e possedevano case e beni nei sobborghi di Vanchiglia, di San Solutore e in Val San Martino.

A Moncalieri, dai documenti disponibili, emerge una presenza templare molto attiva nel Duecento mentre a Villastellone i Templari possedevano la magione di San Martino della Gorra. “I Templari in Piemonte” dell’antropologo Massimo Centini e “Quando in Italia c’erano i Templari” della studiosa Bianca Capone Ferrari sono due eccellenti libri, ricchissimi di informazioni e note storiche su luoghi, personaggi e vicende dei Templari in terra subalpina. Il volume di Bianca Capone, in particolare, è dedicato “alla memoria della Cavalleria templare, immolatasi eroicamente per la difesa di San Giovanni d’Acri nel 1291, ultimo baluardo cristiano in terra d’Oltremare”.

Filippo Re

Città della Salute: il gemello digitale che aiuta a scegliere la cura del tumore 

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La medicina di precisione non è più soltanto una prospettiva futura. All’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, e in particolare all’ospedale Molinette, la ricerca sta sviluppando strumenti innovativi capaci di supportare medici e pazienti nella scelta del percorso terapeutico più adatto per il tumore del retto.

Un contributo importante è arrivato dal progetto europeo CLASSICA, finanziato dalla Commissione Europea nel programma Horizon Europe e ormai prossimo alla conclusione, che ha validato l’uso dell’intelligenza artificiale abbinata all’imaging a fluorescenza in sala operatoria per analizzare in tempo reale la vitalità dei tessuti durante l’intervento. Su queste basi si apre ora una nuova linea di ricerca, dedicata al gemello digitale del paziente: un modello virtuale che integri dati clinici, immagini diagnostiche, informazioni genetiche e funzionali per simulare gli effetti delle diverse strategie terapeutiche prima ancora che vengano applicate.

L’obiettivo è superare un limite ancora presente nella pratica clinica. Pazienti con tumori apparentemente identici possono, infatti, rispondere in modo molto diverso ai trattamenti: alcuni necessitano di un intervento chirurgico radicale, altri possono ottenere gli stessi risultati con procedure più conservative o, in casi selezionati, con la sola chemio-radioterapia seguita da un attento monitoraggio.

Oggi non esiste ancora uno strumento in grado di prevedere in modo affidabile quale sia il percorso migliore per ciascuna persona, ma il gemello digitale nasce proprio per rispondere a questa esigenza.

Il modello verrebbe costruito combinando quattro grandi categorie di informazioni: la morfologia del tumore ricostruita attraverso la risonanza magnetica, le caratteristiche biologiche e genetiche della neoplasia, le condizioni generali del paziente e i dati raccolti durante l’intervento chirurgico, anche attraverso sistemi di intelligenza artificiale. L’integrazione di questi elementi permetterebbe di simulare i possibili esiti delle diverse opzioni terapeutiche, stimandone benefici e rischi.

Uno degli aspetti più innovativi riguarda il rapporto tra medico e paziente. Il gemello digitale non sostituirebbe il giudizio clinico né deciderebbe in autonomia: sarebbe uno strumento di supporto, trasparente e spiegabile, per aiutare il team multidisciplinare a confrontare scenari diversi e consentire al paziente di partecipare più consapevolmente alle scelte terapeutiche.

Una parte di questa visione è già realtà nelle riunioni multidisciplinari dedicate ai tumori del retto che si svolgono regolarmente alle Molinette, dove chirurghi, oncologi, radiologi e radioterapisti discutono insieme ogni singolo caso, e in sala operatoria con le tecnologie validate da CLASSICA. Il passo successivo, allo studio di Alberto Arezzo, Professore Ordinario di Chirurgia nella struttura di Chirurgia Generale 1U diretta da Mario Morino, è integrare in un unico ecosistema digitale imaging avanzato, genetica e parametri funzionali, per rendere la medicina di precisione sempre più personalizzata e predittiva.

La ricerca sviluppata dall’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino conferma così il ruolo delle Molinette come centro di riferimento nell’innovazione chirurgica e oncologica, dimostrando come l’integrazione tra ricerca, tecnologia e pratica clinica possa tradursi in cure sempre più personalizzate, efficaci e condivise con il paziente.

Paesaggi da sogno, il Giappone di Utagawa Hiroshige al Mao

Dal 24 luglio al 29 novembre 2026, il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenta la mostra Paesaggi da sogno / Dreamscapes, dedicata alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento, di proprietà di UniCredit.Il percorso espositivo riunisce una selezione di 36 stampe con l’intento di restituire al pubblico la dimensione immersiva e “cinematografica” di quel mondo fluttuante, ampliando lo sguardo anche ad alcuni oggetti e alle forme della cultura materiale che hanno accompagnato e reso possibile l’esperienza del viaggio nel Giappone tra XVIII e XIX secolo.

La Tōkaidō era una delle cinque grandi arterie del Giappone Tokugawa, istituita nel 1601 e percorsa da daimyo, pellegrini e, col tempo, da mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offriva alloggi, cibo, servizi di tutti i generi e prodotti tipici. Hiroshige ed il suo team seppe restituire tutto questo, trasmettendo il senso del movimento, la vivacità e la varietà degli incontri e il fascino di un paese in movimento e in trasformazione. Le sue stampe trasformarono l’ordinario in straordinario, aprendo al pubblico giapponese – e in seguito anche a quello occidentale – un mondo sospeso tra realtà e sogno.

Ingresso incluso nel biglietto delle collezioni permanenti.

Il Giappone tra immaginazione e realtà
Visite per singolisabato 1, 15 e 29 agosto, 12 settembre ore 11:30

In occasione del progetto allestitivo che presenta la celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, il percorso guidato propone un approfondimento sulla collezione di arte giapponese del MAO.

L’esperienza trasporta il pubblico attraverso luoghi celebri e memorie storiche del Giappone, radicati nell’immaginario collettivo, grazie al linguaggio visivo e all’interpretazione narrativa che ne diedero abili artisti, a favore da un lato di una ristretta élite e, dall’altro, della vivace nuova cultura urbana di Edo, l’odierna Tōkyō.

Costo: 7€
Le visite sono acquistabili solo online
Per info e prenotazioni: t. 011.19560449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it

Le strade d’estate tra esodo e cantieri. La situazione in Piemonte

Con l’arrivo del grande esodo estivo cresce anche l’attenzione sulla sicurezza stradale, un tema particolarmente sentito in Piemonte. Secondo i dati più recenti dell’Osservatorio sull’incidentalità stradale, la regione continua infatti a figurare tra quelle con il maggior numero di incidenti, complice una rete viaria molto estesa e un traffico intenso sia sulle arterie autostradali sia sulle principali statali che collegano il Piemonte alla Liguria, alla Valle d’Aosta e alla Francia. Anche l’area metropolitana di Torino registra ogni anno migliaia di sinistri, con un incremento dei flussi durante i mesi estivi dovuto alle partenze per le vacanze e agli spostamenti verso le località turistiche alpine e balneari. Le autorità ricordano che velocità eccessiva, distrazione al volante e uso dello smartphone restano tra le principali cause degli incidenti, motivo per cui nei fine settimana da “bollino rosso” vengono intensificati sia i controlli della Polizia Stradale sia il monitoraggio della rete viaria.

Per affrontare il periodo di maggiore traffico, Anas ha presentato il piano “Estate Sicura 2026”, predisponendo una serie di interventi destinati a rendere più fluida la circolazione durante l’esodo. Dal 24 luglio al 7 settembre saranno sospesi o chiusi 1.175 cantieri, pari all’83% dei 1.414 attualmente presenti sulla rete nazionale gestita dalla società del Gruppo Ferrovie dello Stato.

Le stime dell’Osservatorio Mobilità Stradale di Anas indicano che tra il 20 luglio e il 6 settembre sulle strade e autostrade di competenza transiteranno oltre 440 milioni di veicoli, numeri che hanno spinto l’azienda a rafforzare il presidio operativo su tutto il territorio nazionale.

L’iniziativa è stata illustrata nella sede centrale di Anas a Roma, alla presenza dell’amministratore delegato Claudio Andrea Gemme insieme ai rappresentanti di ACI, Aiscat, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Guardia Costiera, Arma dei Carabinieri e Rai Isoradio.

«In occasione dell’avvio dell’esodo estivo 2026 – ha spiegato l’Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme – Anas rinnova il proprio impegno per garantire una rete viaria sempre più sicura, efficiente e in grado di assicurare la migliore mobilità possibile ai milioni di cittadini che si metteranno in viaggio. Nell’ambito del Piano Estate sicura 2026 è stata posta particolare attenzione alla rimozione o alla sospensione dei cantieri lungo le principali arterie stradali e autostradali, con l’obiettivo di fluidificare la circolazione, ridurre i tempi di percorrenza e limitare le situazioni di congestione, contribuendo così a rendere gli spostamenti più agevoli e sicuri. Avremo impegnate 2.500 risorse in turnazione, costituite da personale tecnico e di esercizio oltre al personale delle Sale Operative Territoriali e della Sala Situazioni Nazionale, per assicurare il monitoraggio del traffico in tempo reale h24. La sicurezza stradale, tuttavia, non dipende solo dalla qualità delle infrastrutture. Strade moderne, monitorate e ben mantenute rappresentano un elemento fondamentale, ma il primo presidio di sicurezza resta sempre il comportamento di ciascun utente della strada. Rispettare i limiti di velocità, mantenere la distanza di sicurezza, evitare qualsiasi forma di distrazione alla guida, non mettersi al volante in condizioni psicofisiche non idonee e utilizzare correttamente tutti i dispositivi di protezione sono comportamenti essenziali per prevenire gli incidenti e tutelare la propria vita e quella degli altri».

Per garantire il controllo della rete saranno impiegate circa 2.500 persone, tra tecnici, operatori delle Sale Operative Territoriali e personale della Sala Situazioni Nazionale, con monitoraggio del traffico attivo ventiquattr’ore su ventiquattro.

Anche in Piemonte e Valle d’Aosta scatterà il piano di alleggerimento dei cantieri. La struttura territoriale di Anas gestisce complessivamente circa 1.760 chilometri di strade distribuiti in nove province e, in vista dell’aumento dei flussi turistici, sospenderà la maggior parte degli interventi in corso. Le lavorazioni interessano opere di rifacimento delle pavimentazioni, sostituzione delle barriere di sicurezza, consolidamento dei versanti e installazione della segnaletica.

La progressiva eliminazione delle limitazioni al traffico avverrà tra la seconda metà di luglio e i primi giorni di agosto.

In Piemonte resterà operativo fino alla fine di luglio il cantiere sul ponte Cervo, lungo la statale 758 Masserano-Mongrando, nel Biellese, dove sono in corso i lavori di sostituzione dei 19 giunti di dilatazione. Entro il 7 agosto verranno invece sospesi gli interventi di consolidamento della statale 28 del Colle di Nava tra Garessio e Ormea, una delle direttrici più utilizzate durante l’estate per raggiungere la Liguria.

In Valle d’Aosta, entro il 7 agosto saranno sospesi tutti i cantieri attivi lungo la statale 26, compresi quelli relativi all’allargamento della carreggiata tra Bard e Arnad, alla manutenzione delle reti paramassi di Monjovet, alla sostituzione delle barriere di sicurezza a Morgex, al consolidamento del muro di Pré-Saint-Didier e al risanamento dei viadotti Villeneuve, Champagne e Leverogne. Gli interventi riprenderanno una volta terminato l’esodo.

Accanto agli interventi infrastrutturali, Anas rilancia anche le campagne di sensibilizzazione rivolte agli automobilisti. È stato presentato il nuovo spot “Quando sei alla guida, tutto può aspettare”, realizzato con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Polizia di Stato, con protagonisti Massimiliano Ossini, Ludovica Martino e Gianmarco Tognazzi. Le riprese sono state effettuate nel Centro di Guida Sicura ACI di Vallelunga.

«Il video rappresenta un ulteriore tassello dell’impegno di Anas nella diffusione di una cultura della sicurezza che coinvolga cittadini, istituzioni e tutti gli operatori del settore. L’obiettivo è chiaro: fare in modo che ogni viaggio si concluda in sicurezza. Perché la sicurezza stradale è una responsabilità condivisa che nasce dall’incontro tra infrastrutture efficienti, tecnologie innovative e comportamenti consapevoli da parte di ciascun utente», ha aggiunto Gemme.

Prosegue inoltre la collaborazione con Rai Isoradio, che per tutta l’estate trasmetterà brevi messaggi informativi e consigli dedicati alla guida sicura.

Tra le iniziative confermate figura anche la campagna contro l’abbandono degli animali lungo le strade, un fenomeno che continua a rappresentare un grave rischio sia per gli animali sia per gli automobilisti. In media Anas interviene per mettere in salvo un animale ogni cinque giorni. Il progetto “Non abbandonare una parte di te”, premiato ai Mediastars 2026 nella sezione Etico Sociale, punta a sensibilizzare gli automobilisti attraverso immagini che accostano il volto umano a quello animale per evidenziare le conseguenze dell’abbandono.

Viene rilanciata anche la campagna di prevenzione degli incendi boschivi con lo slogan “La strada non è un posacenere. Rispetta l’ambiente, salva il tuo viaggio”, ricordando che gettare mozziconi accesi dal finestrino costituisce un comportamento vietato e può provocare incendi devastanti, favoriti dalle elevate temperature e dalla siccità estiva. Il messaggio sarà diffuso anche attraverso i pannelli a messaggio variabile installati lungo la rete Anas.

Infine continua la collaborazione con la Guardia Costiera attraverso la campagna “Strade e mari sicuri”, che invita i vacanzieri a prestare la stessa attenzione alla sicurezza sia durante gli spostamenti in automobile sia nelle attività in mare, promuovendo comportamenti responsabili e prudenti in ogni fase delle vacanze.

Finisce in auto nel canale, morto 25enne

Un venticinquenne è morto la scorsa notte in un incidente stradale nella periferia di Cuneo, in  frazione San Benigno. Il ragazzo ha perso il controllo dell’auto lungo via Villafalletto. E’ uscito di strada finendo in un canale che fiancheggia la carreggiata. Inutili i soccorsi.

Pre-intese sull’Autonomia differenziata per il Piemonte

Con l’approvazione prima del Senato e poi della Camera dello schema delle pre-intese sull’Autonomia differenziata per il Piemonte, si compie un nuovo passo nel percorso che condurrà alla redazione delle intese definitive con lo Stato.

“Un passaggio significativo che conferma la solidità del percorso intrapreso dal Piemonte verso l’Autonomia differenziata – hanno commentato il presidente Alberto Cirio e l’assessore all’Autonomia Enrico Bussalino – Ora si apre una fase decisiva, quella della predisposizione delle intese definitive, nella quale sarà possibile tradurre il lavoro svolto finora in strumenti concreti per rafforzare l’efficienza dell’azione amministrativa e valorizzare le competenze regionali. Il nostro obiettivo è dotare il Piemonte di maggiori capacità operative per offrire servizi più efficaci a cittadini, imprese ed enti locali, nel pieno rispetto dei principi di solidarietà e leale collaborazione tra Stato e Regioni. Continueremo a lavorare con il Governo e con il ministro Calderoli affinché questo percorso proceda con rapidità e concretezza, nell’interesse del Piemonte e dell’intero Paese”.

Le pre-intese riguardano quattro materie strategiche: protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e coordinamento della finanza pubblica in ambito sanitario. Il prossimo passaggio sarà la predisposizione dello schema di intesa definitivo, che individuerà nel dettaglio le competenze oggetto del trasferimento e le relative modalità di attuazione.

CS

Estate al Forte di Bard 2026

Ai 381 metri d’altitudine dell’ottocentesca “Fortezza” sabauda, sarà un fine settimana di “Incontri d’autore” e di grande “Musica”

Da giovedì 23 a sabato 25 luglio

Bard (Aosta)

Dopo l’incontro di domenica 19 luglio scorso con lo psicanalista e saggista Massimo Recalcati, che ha presentato il suo ultimo libro “La luce e l’onda.Cosa significa insegnare?” (Ed. Einaudi), giovedì 23 luglio (ore 21), sempre nella “Piazza d’Armi” del “Forte” valdostano, oggi principale “polo culturale” delle Alpi occidentali, sarà Stefano Mancuso, noto scienziato e divulgatore, tra le massime autorità mondiali impegnate a studiare e a divulgare una “nuova verità sulle piante” a intrattenere, al chiaro di luna, il folto pubblico che solitamente presenzia alle serate estive organizzate con saggio intuito e rigore al “Forte” per eccellenza della Vallée.  Tema della serata: “La rivoluzione delle Piante”. Mancuso (docente di “Arboricoltura Generale ed “Etologia Vegetale” all’Università di Firenze) accompagnerà il pubblico in un affascinante viaggio nel mondo delle piante, “organismi intelligenti e sensibili, capaci di produrre e gestire la propria energia, comunicare tra loro, cooperare per la sopravvivenza e costruire complesse reti di scambio e sostegno reciproco”. Un modo tutto nuovo, un’autentica rivoluzione sul come considerare il mondo vegetale e le piante: non più come “elementi passivi o semplici sfondi, ma come esseri intelligenti, sensibili e capaci di comunicare, scegliere e ricordare”. Concetti affascinanti, sostenuti da attente basi scientifiche, già espresse, per altro, da Mancuso in alcuni suoi libri (tradotti in tutto il mondo), tra cui “Verde Brillante” – scritto a quattro mani con Alessandra Viola e edito da “Giunti” – “La Nazione delle Piante” e “Fitopolis. La città vivente”, entrambi pubblicati da “Laterza”.  L’appuntamento con Stefano Mancuso é ad ingresso gratuito (prenotazione obbligatoria compilando il “form” sul sito www.fortedibard.it) ed é promosso in collaborazione con la “Libreria Mondadori” di Ivrea.

E ancora, venerdì 24 e sabato 25 luglio (ore 21,30), la “Scienza” cede il passo alla “Musica” (musica d’alto livello, in ogni senso) con il “live” acustico di Daniele Silvestri e l’omaggio, in voce e note sonore, a San Francesco d’Assisi di Angelo Branduardi. Eventi inseriti, entrambi, nella Rassegna “Aosta Classica al Forte di Bard”, permetteranno di avvicinarci a due tra i massimi esponenti del nostro migliore “cantautorato” d’impegno civile e sociale.  La cifra stilistica del romano (classe ’68) Silvestri riesce a coniugare perfettamente (esercizio di grande professionalità e acuta intelligenza!) la ricerca di una nuova canzone d’autore con il riscontro del grande pubblico, “mescolando talento e tradizione, leggerezza espressiva e impegno civile”, come testimoniano canzoni quali “Cohiba”“Il mio nemico”“L’appello”“Quali alibi”“A bocca chiusa” e “Argentovivo”, al fianco di evergreen come “Le cose in comune”“Occhi da Orientale”“Testardo”“Salirò” e “La Paranza”, solo per citarne alcune. Impegno civile e politico, si diceva: schieratosi contro il “referendum costituzionale” sulla “Riforma della Magistratura”, il 18 marzo scorso, Silvestri si è esibito durante la manifestazione organizzata dai Comitati della Società Civile “per il NO”, presentando il suo ultimo brano, sicuramente originale e apertamente manifesto, “Un Paese di sana e robusta Costituzione”.

Da non perdere (o almeno fare il possibile per non perderlo) l’omaggio a San Francesco d’Assisi di Angelo Branduardi (il “Menestrello” di Cuggiono milanese, cresciuto a Genova, classe ’50) che porterà sul palco della “Piazza d’Armi” sabato 25 luglioalle 21,30, lo spettacolo “Il Cantico”, tratto dal francescano “Il Cantico delle Creature”, interpretato dal cantautore nell’album “L’infinitamente piccolo” con testi curati insieme alla moglie Luisa Zappa e pubblicato in occasione del “Giubileo” del 2000. L’evento coprodotto da “Aosta Classica” e dall’“Associazione Forte di Bard” celebra la ricorrenza degli 800 anni dalla morte di San Francesco, Patrono d’Italia. “Il Cantico” sarà un’occasione per rivivere la profondità degli scritti francescani e lasciarsi ispirare dai temi contemporanei che San Francesco –considerato “primo poeta della Letteratura Italiana, artista di profonda umanità e uomo di pace” – già nel suo tempo, sapeva incarnare con straordinaria modernità: povertà, ecologia, amore per la vita e accoglienza (biglietti concerti su “Ticketone.it”).

Per gli eventi serali è possibile prenotare la cena al ristorante interno “La Polveriera”prenotazioni@fortedibard.it  – Tel. 0125/833811. Attiva area ristoro in Piazza di Gola.

Gianni Milani

Nelle foto: Stefano Mancuso (Ph. Anna Fantuzzi); Daniele Silvestri e Angelo Branduardi

Approda in Comune la proposta di Quaglieni: “un luogo di Torino dedicato a Oriana Fallaci”

Garcea rilancia l’idea del Centro Pannunzio

Il nostro  quotidiano “il Torinese” aveva dato spazio lo scorso giugno alla proposta avanzata dal professor Pier Franco Quaglieni, presidente del Centro Pannunzio, di dedicare uno spazio pubblico torinese alla memoria di Oriana Fallaci. Un’iniziativa nata in occasione del ventesimo anniversario della scomparsa della giornalista e scrittrice e che ora approda nelle istituzioni cittadine.

A raccogliere l’appello è stato il consigliere comunale di Forza Italia Domenico Garcea, che ha annunciato l’intenzione di promuovere un’iniziativa in Consiglio comunale affinché Torino renda omaggio a una delle figure più autorevoli e discusse del giornalismo italiano del Novecento attraverso l’intitolazione di una via, una piazza o un altro luogo pubblico. Potrebbe trattarsi della Piazza Tre Cabine in Barriera di Milano.

L’idea era stata lanciata dal Centro Pannunzio con una lettera indirizzata al sindaco Stefano Lo Russo e alla presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo. Quaglieni aveva ricordato come la figura di Oriana Fallaci avesse avuto un rapporto significativo anche con Torino, città nella quale partecipò più volte ad iniziative culturali e che mantenne un legame con il Centro Pannunzio.

Secondo Garcea, la proposta rappresenta un’occasione per valorizzare una protagonista del giornalismo internazionale, inviata di guerra, scrittrice e autrice di interviste rimaste nella storia della stampa italiana. L’iniziativa punta ad aprire un confronto in sede istituzionale sulla possibilità di inserirne il nome nella toponomastica cittadina.

L’eventuale intitolazione dovrà ora seguire l’iter previsto dalla normativa comunale, con il passaggio davanti agli organismi competenti prima di un’eventuale approvazione definitiva.

Pier Franco Quaglieni commenta: “Fu una grande testimone che merita di essere ricordata anche a Torino dove intrattenne rapporti con il Centro “Pannunzio” e dove i suoi libri ebbero un eccezionale successo al Salone Internazionale del Libro”.

Così Quaglieni nella lettera inviata al Comune, che ripubblichiamo integralmente”

 

Ill.mo signor Sindaco, Gentile Presidente,
nel settembre 2026 cadranno i 20 anni dalla morte della giornalista e scrittrice di fama internazionale Oriana Fallaci. La Fallaci ha avuto maggiore notorietà per i suoi libri ed i suoi articoli sul “Corriere della Sera” successivi all’attentato alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001, ma non va dimenticato il suo impegno nell’antifascismo e nella Resistenza. Nel 1976 sostenne le liste del Partito Radicale anche per le loro “campagne” femministe. Fu una donna sempre attenta alla libertà che considerò il valore più prezioso da difendere. Fu una donna inquieta nella vita e nel lavoro, ma fu una giornalista sempre attenta alla notizia. Come corrispondente di guerra fu molto coraggiosa. Interloqui con i grandi della terra del suo tempo, aliena da ogni servilismo. Fu una grande testimone che merita di essere ricordata anche a Torino dove intrattenne rapporti con il Centro “Pannunzio” e dove i suoi libri ebbero un eccezionale successo al Salone Internazionale del Libro. Il Presidente Carlo Azeglio Ciampi le conferi la Medaglia d’Oro di benemerito della Cultura, riconoscendo la sua eccezionale tempra di donna e di protagonista del secondo Novecento.
Ringrazio per l’attenzione e porgo vive cordialità.

Pier Franco Quaglieni

Locali storici a Torino: il Caffè Elena

A cura di Piemonte Italia.eu

Il locale si apre sul sottoportico di piazza Vittorio Veneto con una devanture formata da due accessi “a portale” e serramenti in luce entro una cornice centinata di marmo rosa.

La lunetta sulla porta d’ingresso ospita un’insegna dipinta con un’iscrizione pubblicitaria della Ditta Carpano, famosa per la produzione del vermuth…

Leggi l’articolo:

https://www.piemonteitalia.eu/it/luoghi/locali-storici-golosi/caff%C3%A8-elena