ilTorinese

Torna a Torino l’Oral Cancer Day

ANDI Torino rinnova il proprio impegno per la prevenzione del tumore del cavo orale

Anche quest’anno ANDI Torino aderisce all’Oral Cancer Day, la campagna nazionale di sensibilizzazione dedicata alla prevenzione e alla diagnosi precoce del tumore del cavo orale, giunta nel 2026 alla sua ventesima edizione. L’iniziativa rappresenta un importante momento di informazione rivolto alla cittadinanza su una patologia ancora troppo spesso diagnosticata in fase avanzata, quando le possibilità terapeutiche risultano più complesse e l’impatto clinico e psicologico per il paziente può diventare particolarmente significativo.
Il tumore del cavo orale può manifestarsi con segnali iniziali spesso poco evidenti che facilmente vengono sottovalutati. Per questo motivo il ruolo dell’odontoiatra nella prevenzione e nell’intercettazione precoce delle lesioni sospette assume un valore determinante nella tutela della salute pubblica.
I principali fattori di rischio restano il consumo di tabacco, l’abuso di alcol e l’infezione da Papilloma Virus umano (HPV), oggi sempre più riconosciuta come elemento rilevante nello sviluppo di alcune neoplasie del distretto orale e orofaringeo. Proprio per questo, accanto alla diagnosi precoce, assume crescente importanza anche la promozione della prevenzione primaria attraverso una maggiore consapevolezza sanitaria.
Sabato 16 maggio 2026, i professionisti volontari di ANDI Torino saranno presenti in Piazza San Carlo dalle ore 09:00 alle ore 16:00 con un’unità mobile dove sarà possibile effettuare una VISITA DI PREVENZIONE per l’intercettazione di lesioni del cavo orale.

Successivamente, dal 18 maggio al 19 giugno, i cittadini potranno prenotare una visita di screening presso gli studi dentistici dei soci ANDI aderenti all’iniziativa, consultando l’elenco disponibile sul sito: www.oralcancerday.it “La diagnosi precoce continua a rappresentare il nostro strumento più efficace contro il tumore del cavo orale. Sensibilizzare i cittadini significa offrire loro una concreta opportunità di tutela della salute attraverso controlli semplici ma fondamentali” dichiara il Dr. Daniele Cardaropoli, Presidente di ANDI Torino.

“Giardino notturno”, la memoria e la natura fuori dal buio

Alla Swann Art Gallery, sino al 30 maggio

Da un po’ di tempo si va per gallerie e ci s’imbatte sempre in lei, che è vigile, fruttuosa, colma di esperienza e giovanile al tempo stesso, auspicata e coltivata dagli artisti sotto diverse forme, sotto colori e stesure che non possono essere che molteplici, secondo il personale sentire e gli affetti e gli anni che l’hanno ristabilita. La memoria. Richiamata davanti a ogni tela, un vis à vis a cui non si può sfuggire, continuo, quasi una irrinunciabile “udienza” – “è mia vecchia abitudine dare udienza, ogni domenica mattina, ai personaggi delle mie future novelle”, scriveva l’antico scrittore, e qui cambia dopo decenni chi ne gode e il mezzo – a quanto ci ha circondato, ai ricordi, ai panorami, alla “memoria della casa di vacanza dell’infanzia”, alle sagome, magari oggi distorte, in cui ci si è imbattuti, alle stanze, agli angoli nascosti, alla penombra che abbiamo attraversato e a quella natura che abbiamo toccato. Un fondale, un teatro che torna a visitarci, con le sue delimitazioni, una sorta di mistero che si risolleva da tutto quel buio, affatto pauroso e che sino a un attimo prima ci ha circondato, che sta al di là di una siepe più o meno compatta, più o meno difficile da oltrepassare.

Anche la pittura di Alberto Reviglio – circoscritta in quel “Giardino notturno” che sino al 30 maggio la Swann Art Gallery propone, a cura di Riccardo Dellaferrera – nasce da quel guardare oltre la siepe, dall’attraversare il mare di buio, dall’esplodere dei tanti spazi cromatici che invadono le sue tele. Una parte soltanto di una attività estesa, perché Reviglio è felicemente questo e molto altro ancora. Poliedricamente, dal 1984 lavora come grafico, poi guarda a numerosi progetti nel campo dell’editoria, dell’architettura, del design, dello spettacolo; per avvicinarsi immediatamente dopo come autodidatta alla pittura, pastelli, olio, acrilici e collage, non dimenticando quella grande passione che è la fotografia che s’allarga a quella digitale – impalpabili e quasi commoventi le solitudini e i ricami di certi alberi, ad esempio, il trattamento della luce, il bianco e nero o i colori, certe risoluzioni, certi coloriture acquisite che sanno di magico e di mondo sospeso: magari il materiale per un’altra mostra -: e sono mostre, conferenze, direzioni e coordinamenti artistici, video e progetti per libri, laboratori e decorazioni d’interni.

In questo riaffiorare allo sguardo del visitatore, gli acrilici di Reviglio si fanno suggestive simbologie, dove un già impercettibile realismo lascia definitivamente il posto a esiti informali: “è come se, nel buio della tela – sottolinea Dellaferrera -, emergessero frammenti di natura che tentano di rischiarare il mistero, riflessi di un pensiero nutrito nel tempo da suggestioni letterarie e filosofiche che inevitabilmente ci trasportano nel pensiero romantico saldamente ancorate ai fondamenti dell’ontologia occidentale.” Molte tra le opere esposte arricchite di “un vissuto” che si è concretizzato in tecniche miste e soprattutto nella scoperta di vari collage, è come addentrarsi all’interno di una foresta e, sollevando ramo dopo ramo, svelare mondi del tutto inaspettati. Brani d’articoli, titoli che pur camuffati finiscono col campeggiare, immagini scovate tra quotidiani e rotocalchi, un angolo leonardesco che ti metti a sviscerare, oppure ampie macchie di colore che sono come quinte teatrali, che abbracciano altri colori, il rosso sfacciato e vivacissimo o il blu fatto di ombre e di luci che carezzano, che sono la protezione di un violaceo giglio fiorentino. Sono certi cunei rossastri a interessare con un loro personale fascino, sciabolate di luce che entrano tra la selva di violacei e di verdi e di blu e azzurri intensi, sono quei “fiori indicibili” a insinuarsi, a ritagliarsi spazi di vita, a emergere dall’oscurità – che “non viene negata né dominata, ma abitata” – di una grande caverna, in maniera immediata e frastagliata, sono quelle forme informi a colpire l’attenzione, di fiori, d’animali, d’irrisolte maschere di antiche civiltà.

Come, con le vaste dimensioni e con il suo cuore intimo, colpisce il collage su tela dal titolo “Agnus Dei – Gaza” (2025), un angolo a sé, dove con la stesura s’imprime nella memoria il sottotitolo “Tears”, nel momento in cui le lacrime affondano nelle immagini rossastre di quell’inferno, ognuna da scoprire, dolorose e pulsanti, ravvicinate a quei riquadri neri che stanno a significare la nostra a tratti completa indifferenza, a cui si sovrappongono, come una fitta rete, in grandioso allineamento, fascette cartacee di uso domestico, anch’esse diversamente arrossate, specchio del nostro più o meno autentico interessamento, di una più o meno vana partecipazione, di una crudeltà e di un dolore che troppo spesso stingono.

Elio Rabbione

Nelle immagini, alcune opere di Alberto Reviglio presentate nella mostra “Giardino notturno”, in ultimo “Agnus Dei – Gaza (Tears)”.

Royal Philharmonic Orchestra: Petrenko chiude i concerti del Lingotto

La stagione 2025-2026 de “I Concerti del Lingotto” si chiuderà venerdì 22 maggio alle 20.30 all’Auditorium Giovanni Agnelli di via Nizza 280 con un appuntamento di grande prestigio: sul palco la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Vasily Petrenko, insieme alla violinista Anne-Sophie Mutter. Il ritorno dell’orchestra londinese al Lingotto arriva a quindici anni dalla sua ultima esibizione nella rassegna torinese.

Al centro della prima parte del programma il Concerto per violino e orchestra op. 61 di Ludwig van Beethoven, interpretato da Anne-Sophie Mutter, alla sua prima apparizione al Lingotto. Artista dal timbro immediatamente riconoscibile e protagonista di una carriera lunga mezzo secolo, la violinista ha attraversato un repertorio che va dai grandi autori della tradizione viennese fino alla musica contemporanea, ispirando numerose composizioni a lei dedicate.

A chiudere la serata sarà la Quinta Sinfonia di Gustav Mahler, una delle opere più intense del repertorio sinfonico. Scritta tra il 1901 e il 1902 e diretta per la prima volta dallo stesso Mahler a Colonia, la sinfonia rappresenta una svolta nella produzione del compositore: scompaiono infatti il canto e i riferimenti narrativi espliciti, lasciando alla sola orchestra il compito di dare voce a un profondo percorso emotivo. Celebre l’Adagietto per archi e arpa, entrato nell’immaginario collettivo anche grazie al film Morte a Venezia di Luchino Visconti.

Prima del concerto, alle 18.30 in Sala Londra, il musicologo Attilio Piovano terrà un incontro introduttivo dedicato proprio alla Quinta Sinfonia di Mahler.

L’evento fa parte del progetto “Lingotto Musica per la Comunità” e vede come charity partner la Fondazione Ricerca Molinette, realtà nata dalla collaborazione con Università degli Studi di Torino e Città della Salute e della Scienza di Torino, impegnata da oltre vent’anni nel sostegno alla ricerca traslazionale e nel miglioramento delle strutture ospedaliere.

I biglietti sono disponibili online su Anyticket, presso la biglietteria di Lingotto Musica in via Nizza 262/73 su appuntamento o telefonicamente al 3339382545, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 17. Il giorno del concerto sarà inoltre attiva la biglietteria al Centro Commerciale Lingotto, in via Nizza 280/41, dalle 18 alle 20.30.

Mara Martellotta

OGR, torna The Phair con la partecipazione di 42 gallerie italiane e internazionali

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Dal 22 al 24 maggio, presso la Sala Fucine

Dal 22 al 24 maggio prossimi, dalle 12 alle 20, presso la Sala Fucine delle OGR Torino, si terrà la settima edizione di The Phair – Photo Art Phair, evento imperdibile per gli appassionati di fotografia e arte contemporanea. The Phair, con gallerie selezionate, tra cui le torinesi Benappi ( che presenta un progetto dedicato a Michelangelo Pistoletto con l’opera “Fotografa sulla scala rossa” e dedicata al fotografo Ugo Mulas), Biasutti & Biasutti, Febo e Dafne, offrirà un’esperienza immersiva tra maestri affermati e talenti emergenti, in un viaggio visivo unico. L’edizione 2026 si arricchisce con il nuovo “Talks Program – The Phair”, un ciclo di incontri esclusivi dedicati al collezionismo e al mondo della fotografia. Si tratta di un’opportunità straordinaria per scoprire il modo di orientarsi nel mondo della fotografia dialogando con artisti, curatori e collezionisti di fama internazionale e responsabili di musei.

L’allestimento identitario della fiera prevede spazi espositivi uniformi, una scelta che valorizza le opere e restituisce un’esperienza di visita fluida e continua, concepita come un racconto unico. Nel tempo dell’immagine, insieme testimonianza e costruzione, la fotografia si conferma un linguaggio privilegiato per interrogare il presente. Tra documento e interpretazione, tra permanenza e trasformazione, ogni opera apre uno spazio di lettura e una soglia attraverso la quale osservare la complessità del reale. L’edizione 2026 di The Phair comprende 42 gallerie nazionali e internazionali: tra quelle torinesi ricordiamo la Biasutti & Biasutti, la Febo e Dafne, la Tucci Russo, la Franco Noero, la Gagliardi & Domke e la Giorgio Persano. Sono presenti anche gallerie di Milano quali la Colombo’s Gallery, la C+N Gallery Cane Paneri, la Galleria Valeria Bella, La Fabbrica EOS, The Lanterns Art, la Marco Rossi Arte Contemporanea (presente a Milano, Pietrasanta, Roma, Torino e Verona), gallerie d’arte romane come la Raoul Messina e gallerie d’arte straniere come l’Albumen Gallery di Londra, la Giager Art di Berlino, la Galerie Ira Leonis di Arles e la Willas Contemporary di Stoccolma.

È presente una riflessione che si specchia nelle immagini svelate e che anticipa alcune delle ricerche visive presenti in fiera: da un lato l’indagine sulla natura e sulla sua dimensione simbolica e trasformativa nello scatto “Clematis Tangutica” dell’artista svedese Helen Schmitz, presentato da Willas Contemporary, che si concentra sui dettagli affascinanti delle piante, dall’altro lo sguardo intimo e narrativo sullo spazio urbano nell’opera “Sigos mes passos” della fotografa cubana Keila Guilarte, proposta da Talullah Studio Art, in cui l’usura estrema della scarpetta diventa testimonianza di una dedizione assoluta e incarna l’impegno necessario per tracciare il proprio cammino. In questo dialogo tra pratiche differenti si collegano anche la ricerca di Nick Brandt e le sue opere presentate sempre da Willas Contemporary, che provengono dai 4 capitoli della serie “The Day May Break”. Affrontano con forza il tema della distruzione ambientale e del cambiamento climatico, tanto sulle persone più vulnerabili quanto sul mondo animale e naturale. Questi lavori, realizzati tra Kenya, Zimbabwe, Bolivia, Fiji e Giordania sono attualmente visibili anche alle Gallerie d’Italia di Torino nel contesto di EXPOSED Torino Photo Festival. Il dialogo tra uomo e ambiente emerge nel lavoro di Rune Guneriussen, della Marco Rossi Arte Contemporanea, mentre Paul Cupido MC2 Gallery introduce una dimensione contemplativa ispirata al concetto giapponese di “Mu”. La fiera accoglie poi i riferimenti iconici della cultura visiva tra i quali Giovanni Gastel, nella galleria Photo & Contemporary, tra eleganza e ironia; Andrea Warhol, Bob Dylan, della Colombo’s Gallery, in dialogo attraverso gli sguardi di Oliviero Toscani e Paolo Brillo.

Mara Martellotta

Motrice avvolta dalle fiamme: vigili del fuoco in azione

Una motrice ha preso fuoco dando origine a un rogo violento. È successo stamane a Roreto di Cherasco, esattamente in via Cuneo, all’ingresso del borgo. Sul posto sono intervenute due squadre dei vigili del fuoco del distaccamento di Alba, che hanno circoscritto l’area nelle prossimità del capannone Dimar.

La densa nube di fumo scuro, visibile da lontano, non ha provocato intoppi al traffico, nonostante l’ora di punta. Il veicolo, dal quale l’autista è riuscito a sganciare il rimorchio prima che venisse avvolto dalle fiamme, si trovava infatti fuori dalla carreggiata.

I caschi rossi hanno spento il principio d’incendio e messo in sicurezza la zona. La motrice è stata completamente distrutta dalle fiamme.

VI.G

Golosaria Monferrato compie venti anni con il “Gusto, la Casa e le Colline”

Golosaria tra i castelli del Monferrato con il suo mentore, il giornalista Paolo Massobrio, taglia il nastro dello storico traguardo dei venti anni.
Sabato 16 e domenica 17 maggio prossimi, oltre 43 paesi siti tra le province di Asti e Alessandria apriranno le loro porte per un’edizione straordinaria.  Il tema scelto per l’edizione di quest’anno è “Il Gusto, la Casa e le Colline”, in grado di celebrare una rinascita.  Se, infatti, venti anni fa si assisteva a una caduta degli investimenti immobiliari, oggi la parola “casa” racchiude l’inversione di tendenza degli stranieri che investono e dei giovani che scelgono di rimanere sul territorio .
Nell’occasione della presentazione di Golosaria nella sua ventesima edizione, il 5 maggio scorso, presso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Paolo Massobrio ha ricordato il presidente Luciano Mariano, scomparso alcune settimane prima e con il quale aveva condiviso la organizzazione dell’evento.
Golosaria nasce nella zona più ricca di castelli d’Europa e l’evento vede protagonisti numerosi manieri, da Casale Monferrato a Gabiano, da Piea d’Asti a Frassinello, da Uviglie a Castell’Alfero, fino alla Torre di Viarigi e a quella duecentesca di Conzano. Tra le novità  l’attesa riapertura del Castello di Cereseto, restituito al pubblico dopo un accurato e lungo restauro.

“Golosaria Monferrato rappresenta un fenomeno unico nel suo genere. Il traguardo della ventesima edizione, con il record di 43 Comuni aderenti, rappresenta un risultato straordinario. In questi vent’anni la manifestazione si è evoluta, mantenendo sempre la contiguità dei territori coinvolti, tanto da valorizzare al meglio l’esperienza del visitatore favorendo la scoperta di piu luoghi senza dispersioni. Oggi è a tutti gli effetti un festival diffuso tra i Comuni, ciascuno con la propria identità e le proprie iniziative, inserite in un cartellone condiviso e organizzato in itinerari tematici”.

A prendere il via sarà  venerdì 15 maggio con una suggestiva preview a Quargnento, dedicata a due pionieri tra i “Monferrini Metropolitani”, Gino Paoli e Ornella Vanoni che lo avevano scelto come buen retiro. Sempre  a Quargnento l’arte sarà protagonista con un percorso dedicato a Carlo Carrà ( la sua Strada di Casa) e incursioni nella cucina futurista. Si accenderanno inoltre i riflettori sulle chiese di Grana, Calliano, Moncalvo, Ottiglio, Grazzano Badoglio, con i dipinti di Guglielmo Caccia, oltre allo studio di Angelo Morbelli a Rosignano e alla collettiva d’arte contemporanea a Montechiaro d’Asti.
Cinquanta produttori food selezionati da Il Golosario, cucine di strada e birrifici artigianali troveranno spazio presso il castello di Casale Monferrato. Sarà  presente un’area Barbera&Champagne, con oltre 200 etichette presenti e banchi d’assaggio specifici per la Barbera d’Asti, la Barbera del Monferrato e le Bollicine Italiane. Ospite d’onore il Consorzio AltaLanga, che si presenterà con una Masterclass, in programma domenica alle ore 15 e oltre 20 referenze in enoteca. Le grandi degustazioni guidate vedranno protagonista la Barbera d’Asti, sabato alle 16 e la Barbera del Monferrato domenica alle 17.
Golosaria proporrà anche quindici spettacoli teatrali e incontri, dodici mercatini, dodici camminate naturalistiche e ben 25 tra cene e pranzi in piazza organizzati dalle Pro Loco,  che prepareranno il Pinzimonio e l’insalata di bollito misto. Record anche per i raduni che saranno ben cinque , tra cui uno di auto storiche e 500, a cui si aggiunge l’originale incontro degli abitanti dell’immaginario Comune di Trentacapre a Montiglio Monferrato, domenica alle11, per celebrare i valori della ruralità e della vita di campagna, evocati in due libri scritti da Cinzia Montagna.
Altre curiosità  saranno l’apertura dell’osservatorio astronomico a Odalengo Piccolo , la divertente gara del bagnetto verde a Camino e l’inaugurazione di una nuova Big Bench a Villamiroglio. Il gran finale sarà domenica pomeriggio, a Vignale Monferrato, con il taglio della tradizionale torta di Aleramo e a Grazzano Badoglio con l’antica Zuppa dell’Abate.
Si potranno anche scoprire gli uliveti domenica, dalle 10.30, a Conzano, con la presentazione del Giardino Storico degli Ulivi, in piazza Accatino, in collaborazione con l’Istituto Tecnico Agrario Luparia. Grandi novità anche per Rosignano Monferrato che diventa ufficialmente la terza Città dell’Olio del Monferrato, dopo Olivola e Moncalvo, che ospiterà degli eventi a tema. A Murisengo, sabato alle ore 16, verrà proclamata la De.Co, Denominazione Comunale, sugli uliveti del Paese, come ha già  fatto il Comune di Olivola a inizio maggio.
L’olio extravergine del Monferrato, un patrimonio ritrovato, accompagnerà il piatto simbolo di Golosaria, il Pinzimonio, presente in ben 9 golose varianti nei diversi comuni. Per i fedeli alla tradizione carnivora, rimarrà sempre in vita l’insalata di bollito, omaggio alle ricchezze zootecniche del territorio.
Un’altra caratteristica di Golosaria sarà  l’apertura al pubblico dei roseti. A Castell’Alfero  il “Roseto della Sorpresa”, un giardino storico di 14 mila mq, all’interno del quale sono state catalogate 500 varietà di rose, anche antiche, e specie selvatiche dal professor Piero Amerio. A Fubine Monferrato la giornata di domenica ospiterà “Monflora- Pinzimonio di Fiori” all’interno del riqualificato Parco Storico Bricherasio. L’area, totalmente accessibile e priva di barriere architettoniche, raccoglie oltre 28 mila piante e un roseto centrale composto di 568 rose. A Viarigi andrà in scena il Festival Rosso di Rose, in cui il borgo presenterà il suo giardino diffuso, progetto di riqualificazione urbana che struttura le vie e i cortili in stanze verdi tematiche.
Il percorso Botanico farà  poi tappa al castello di Frassinello Monferrato, dimora millenaria legata alla casata di Nemours. Qui sarà possibile visitare il giardino all’italiana scavato nel tufo, caratterizzato da un gelso centenario e oltre 300 arbusti.

Mara Martellotta

Stefano Caraffa Braga rilancia Villa Pastrone: “Così riportiamo la cultura in montagna”

Ritratti Torinesi

 

Stefano Caraffa Braga è comproprietario delle dimore storiche Villa Pastrone nel comune di Groscavallo e Villa Richelmy nel comune di Collegno, entrambe iscritte all’Associazione Dimore Storiche Italiane.

Il progetto delle Dimore Storiche Italiane legato a Villa Pastrone, a Groscavallo (Comune sito nella valle di Lanzo), dura da molti anni o si tratta di un’iniziativa recente?

La villa di Groscavallo, Villa Pastrone, oggi membro dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, l’ho acquistata nel giugno del 2023 e proveniva da vent’anni di abbandono. Si tratta di una villa in stile liberty situata all’interno di un parco all’inglese, il cui pregio è legato alla presenza di maestosi alberi secolari, un imponente complesso di statue e fontane ed una dépendance, sempre in stile liberty, che ospita un salone da ballo che sarà la sede di una rassegna culturale estiva. Sono stato io a iscriverla nell’Associazione Dimore Storiche Italiane e a sviluppare le giornate d’apertura, in primo luogo quella indetta a livello nazionale dell’Associazione stessa, che si occupa, oltre al resto, di valorizzare e far conoscere gli edifici di particolare interesse storico-artistico su tutto il territorio nazionale. Questa villa deve il suo nome a Giovanni Pastrone, che ne è stato proprietario a partire dagli anni Venti del Novecento fino alla sua morte, avvenuta nel 1959 a Torino. Pastrone è stato un grandissimo regista, produttore cinematografico e sceneggiatore, “padre” del cinema torinese e regista di “Cabiria”, i cui dialoghi e la creazione dell’atmosfera poetica sono stati opera di Gabriele D’Annunzio, la qual cosa contribuì a portare la Società Itala Film ad una nomea internazionale.

Come si configura l’attività dell’Associazione Dimore Storiche Italiane?

L’Associazione, a livello nazionale, ha un peso specifico importante e promuove la tutela, la conservazione e la valorizzazione delle dimore storiche, anche alla luce dell’indotto positivo che queste creano sul territorio, legato alle aperture, all’affezione della popolazione e dei turisti a questi edifici e alla loro storia, alla consistente mole di lavoro di maestranze specializzate, restauratori e professionisti che il loro buon mantenimento richiede.

Lei è proprietario anche di un’altra dimora storica…

Si, sono comproprietario di Villa Richelmy, dimora storica sita a Collegno, una villa del Settecento progettata da un allievo di Filippo Juvarra, l’architetto Ignazio Galletti, che annovera tra i suoi tanti lavori quello del santuario della Madonna di Oropa, di Palazzo Piossasco di Rivalba e del Convitto Principessa Felicita di Savoia (già Convitto delle vedove e nubili di civile condizione). Anche Villa Richelmy è iscritta all’Associazione Dimore Storiche, ma per quest’anno il progetto della giornata di apertura, fissata per domenica 24 maggio prossimo, riguarda soltanto Villa Pastrone.

Quale sarà il programma di quest’anno riguardante le aperture della villa? Quali le iniziative culturali?

Intanto vorrei sottolineare che domenica 24 maggio l’accesso al parco e alla dépendance saranno gratuiti, mentre l’accesso agli interni della villa avverrà a fronte di un contributo minimo di dieci euro a persona: quanto incassato verrà interamente devoluto a progetti inerenti al territorio, in quanto metà dell’incasso sarà destinato al Comitato per la conservazione ed il restauro dei beni storici e religiosi del Comune di Groscavallo, l’altra metà alla stagione culturale estiva (dal 19 luglio al 16 agosto) che abbiamo organizzato con l’Associazione Al Cicapui ASD e APS e si articolerà in tre concerti, tre mostre d’arte e due salotti letterari. Auspico che l’incasso del 24 maggio possa contribuire a sostenere la Rassegna Culturale Montana e le spese che comporterà (in particolare per i concerti, che prevedono da parte del pubblico una donazione minima di 20 euro a serata) riguardanti l’affitto e il trasporto del pianoforte, la retribuzione e il pernottamento dei musicisti…

L’obiettivo è di rendere accessibile dal punto di vista economico la partecipazione ai concerti, sostenere i giovani musicisti, promuovere le arti, creare incontri culturali di qualità nella Valgrande di Lanzo, con tutte le ricadute positive sul territorio che ne conseguono.

La Rassegna prenderà avvio domenica 19 luglio, dalle ore 17 alle 19, con la tematica “La letteratura di oggi e la pittura di ieri”, un salotto letterario con la scrittrice Marina Rota e la giornalista Laura Siviero Braja. Al termine della conversazione si potrà ammirare l’esposizione dell’artista Margherita Ducci, intitolata “Un percorso pittorico neoimpressionista; sabato e domenica 1 e 2 agosto, dalle 15 alle 19, è in programma l’appuntamento dal titolo “Oltre l’ovvio. Dietro l’obiettivo nulla è come sembra”; sabato e domenica 15 e 16 agosto, dalle 15 alle 19, si terra una mostra d’arte dal titolo “Le arti figurative nelle Valli di Lanzo e in Piemonte tra Ottocento e Novecento”, con dipinti tratti da collezioni private, sculture e testimonianze del fervore artistico ai piedi delle Alpi Graie, a cavallo tra i due secoli; per quanto concerne gli appuntamenti concertistici, domenica 26 luglio, dalle 17.30 alle 19, si terrà il concerto di Torino String Ensemble, sulle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi. Introduce l’incontro Stefano Vitale, Direttore Artistico dell’Associazione Amici dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai; sabato 1 agosto, dalle 17.30 alle 19, in concerto si esibirà il Quintetto Dedalo con “Classico con…passione”, nel quale verranno eseguite musiche di Robert Schumann e di Johannes Brahms. Introduce l’incontro Stefano Vitale. Ultimo incontro sabato 8 agosto, dalle 17.30 alle 19, con Davide Cabassi al pianoforte, in un concerto dal titolo “Beethoven. Il suono dell’anima. Introduce Stefano Vitale.

Mara Martellotta

 

 

 

 

 

 

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“Il ragionevole dubbio di Garlasco”, a Torino la presentazione del libro di Vitelli

Il caso Garlasco verrà illustrato a Torino dal giudice Stefano Vitelli, che presenterà il libro, scritto insieme al giornalista Giuseppe Legato, “Il ragionevole dubbio di Garlasco. Un giudice nel labirinto del caso di cronaca più discusso d’Italia”, presso l’hotel Principi di Piemonte

Oggi alle 19.30, presso il Grand Hotel Principe di Piemonte, il giudice Stefano Vitelli presenterà il libro “Il ragionevole dubbio di Garlasco. Un giudice nel labirinto del caso di cronaca più discusso d’Italia”.

Protagonista per la prima volta a Torino il giudice Vitelli, magistrato che nel suo percorso giudiziario assolse Alberto Stasi nel caso di Garlasco, una delle vicende di cronaca più controverse e divisive della storia italiana recente.

L’occasione è la presentazione del libro “Il ragionevole dubbio di Garlasco. Un giudice nel labirinto del caso di cronaca più discusso d’Italia”, scritto insieme al giornalista Giuseppe Legato. Un’opera che apre una riflessione profonda sul significato del giudicare, sul leso delle decisioni e sul confine sottile tra verità processuale e pressione mediatica. Il dialogo, che chiude il programma di “Una serata tra le pagine”, nell’ambito del progetto Principi di Piemonte UNA Experience, sarà molto più di una presentazione letteraria, un incontro tra giustizia, dubbio, responsabilità e racconto pubblico. L’evento rappresenta un momento di rilievo per Torino, in quanto fa conoscere direttamente al pubblico piemontese la vice di un protagonista diretto di una vicenda, come quella di Garlasco che, a distanza di anni, continua a far discutere il Paese. Si tratta di una serata noncostruita sul clamore ma sulla complessità, in quanto esistono storie che non si concludono con una sentenza, ma continuano a vivere nelle domande che lasciano dietro di sé.

Giovedì 14 maggio – ore 19.30 – Grand Hotel Principi di Piemonte, via Piero Gobetti 15, ingresso libero fino a esaurimento posti.

Mara Martellotta

Prosegue al CAAT il percorso verso l’orario Diurno

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Posticipato dal 18 maggio a settembre

La sperimentazione del passaggio della contrattazione dell’orario diurno al CAAT, inizialmente prevista per il 18 maggio, è stata rinviata a settembre a seguito del Comitato operativo convocato dal Presidente di CAAT ScpA su richiesta dei rappresentanti di APCO e del rappresentante dei movimentatori. APCO ribadisce che, pur essendo presenti le condizioni per agire fin da subito a un avvio della sperimentazione già a partire da lunedì 18 maggio, ha condiviso la scelta di posticipare il cambio degli orari al mese di settembre, nel rispetto degli altri soggetti coinvolti e nella convinzione che una trasformazione strategica di tale portata debba sempre essere accompagnata dal massimo confronto possibile. Il tema del superamento dell’attuale modello notturno, è entrato nell’agenda dell’Ente gestore ed è riconosciuto come uno concreta prospettiva di sviluppo e modernizzazione del CAAT. L’Associazione ha scelto di non procedere a uno scontro frontale che avrebbe potuto irrigidire il confronto e rallentare il percorso di cambiamento ormai avviato.

Nello stesso tempo è stato concordato l’affidamento da parte di CAAT ScpA di uno studio tecnico indipendente sull’impatto economico, logistico e territoriale del nuovo assetto orario, con particolare riferimento al centro agroalimentare, alla Città di Torino e ai Comuni limitrofi.

“La scelta del rinvio non rappresenta in alcun modo un arretramento – dichiara Vittorio Rovetta, Presidente di APCO – ma un atto di maturità istituzionale e di responsabilità verso il Centro e tutti i soggetti interessati. Abbiamo deciso di ascoltare le istanze emerse nel confronto, pur nella consapevolezza della bontà e della necessità del cambiamento. Il percorso verso il diurno prosegue e oggi, più che mai, è irreversibilmente accettato”.

APCO conferma la propria determinazione nel perseguire l’obiettivo indicato con chiarezza dall’Assemblea degli operatori: quello di rendere il CAAT un Centro più moderno, competitivo, sostenibile e maggiormente integrato con l’esigenza del mercato contemporaneo e del territorio.

Mara Martellotta

Alla Scuola di Comics gli Open Day per scoprire corsi e docenti 

“Il multiverso è un concetto di cui sappiamo spaventosamente poco”, lo dichiara Doctor Strange in “Spider Man: no way home”, film del 2021 che fa parte del Marvel Cinematic Universe. Esiste un concetto di multiverso che però è sfuggito a Doctor Strange, ovvero ciò che sta a cuore agli Open Day della Scuola Internazionale di Comics di Torino.

Il 22 e 23 maggio sarà possibile penetrare nel multimetro creativo della scuola sita in via Borgone, traendo un’esperienza immersiva e innovativa. Venerdì 22 maggio sarà possibile scegliere tra tantissimi workshop gratuiti che permetteranno di scoprire in prima persona i costi con le guide dei docenti della scuola: l’Illustrazione, con Serena Ferrero, Graphic Design con Dorina Xhaxho, Game Design con Pierluca Zizzi, Music Composition con Marco Ielpo, Videomaking con il tema Calembur, 3D Maya con Fabio Cavaliere, Concept Art con Imma Botti, Sceneggiatura con Max Valentini e Fotografia con Aldo Giarelli, oltre a molte altre discipline.

Sabato 23 maggio i docenti, gli studenti e gli ex allievi dei corsi accademici racconteranno in ogni dettaglio i percorsi, i programmi e le offerte della Comics di Torino. In entrambe le giornate sarà possibile prenotare un colloquio orientativo mostrando i propri lavori e ricevendo consigli mirati dai docenti che aiuteranno a capire quali strade intraprendere. Gli Open Day sono riservati esclusivamente ai partecipanti che abbiano compiuto almeno 16 anni di età. Le attività sono gratuite e i materiali forniti dalla scuola. Durante i due giorni sarà possibile iscriversi con uno sconto del 30% sulla quota di iscrizione ai corsi presentati per l’Anno Accademico 2026-2027.

torino@scuolacomics.it – 011334940

Mara Martellotta