ilTorinese

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

SOMMARIO: Fallaci, Terzani e Trump – L’eterno dilemma dell’autonomia della Magistratura – “Dio distrugga Israele” – Lettere

Fallaci, Terzani e Trump
Pochi si sono ricordati dell’anniversario della morte di Oriana Fallaci , grande giornalista e donna coerente e coraggiosa mancata nel 2006. La sua “rabbia e l’orgoglio“ ha aiutato  molti a capire le radici profonde del terrorismo islamico e la necessità di non cedere alle minacce nei confronti dell’ Occidente.  Nessuno ha avuto il coraggio, salvo forse qualche estremista ignorante, di evocare il suo nome in riferimento a quanto sta accadendo in Iran dove gli Stati Uniti, per l’incapacità di Trump, si sono lasciati impelagare in una vicenda che difficilmente avrà un lieto fine di natura politica e potrà invece, quasi certamente, generare un’ immigrazione incontrollabile di profughi e determinare  pericoli reali di  terrorismo fanatico in Europa. Oriana che conobbi di persona, era una donna colta che da buona toscana amava Machiavelli. Una volta parlammo anche del Segretario fiorentino e del suo realismo politico coniugato all’utopia – allora – di liberare l’Italia dagli stranieri . Machiavelli analizzava l’essere, pur ipotizzando un dover essere.
Il suo “eroe”, il Duca Valentino fallì, anzi “ruinò ‘perché  manco’ di preveggenza.  Credo che Oriana viva sarebbe ferocemente contro il miliardario americano senza cultura politica che si rivela un farneticante che rischia la terza guerra mondiale senza neppure accorgersi. Certo lui non ha letto Machiavelli neppure in versione Wikipedia. L’altro giorno in Tv ho seguito un’interessante trasmissione dedicata ad un altro fiorentino, Tiziano  Terzani, che non mi  è mai stato simpatico soprattutto per le sue polemiche contro Oriana. Giustamente il prof. Cardini mise in evidenza che i due erano “faziosamente toscani senza moderazione alcuna”. Sono stato indotto ad approfondire le opere di Terzani che venne scoperto come giovane giornalista da Ferruccio  Parri all’ “Astrolabio”  (che fu concorrente del “ Mondo “ di Pannunzio), altro motivo che rafforza la mia scarsa simpatia per lui e per tutti gli ex azionisti finiti a fare i compagni di strada del PCI, se non i suoi “utili idioti“, come si diceva un tempo. Ma va detto che Terzani, uomo di sinistra, ebbe il coraggio di denunciare con totale fermezza i massacri in Cambogia e in Cina , rifiutando in blocco il sistema comunista che si rivelava “nemico dell’umanità“. Il suo anticomunismo nato direttamente sul campo e ‘ cosa apprezzabile perché constatato di persona, viaggiando , quindi senza deduzioni ideologiche. L’ultimo Terzani si impegnò fortemente per la pace, provvisto  di una cultura che andava ben oltre il fragile e pallido  pacifismo nostrano di Aldo Capitini e dei suoi seguaci. La pace per Terzani non era una chimera ideologica , ma rappresentava l’unica modalità di sopravvivenza dell’ umanità . Non dico cosa potrebbe dire di Trump Terzani, perché appare scontato il suo “disprezzo” (uso una parola a lui congeniale) per il presidente americano che gli sarebbe apparso un tragico clown che mette a repentaglio la vita di milioni di uomini, magari credendo di meritare il Nobel per la pace.
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L’eterno dilemma dell’autonomia della Magistratura
In Italia si discute da 80 anni dell’ autonomia e sulla indipendenza della magistratura , un argomento che genera i duelli all’ultimo sangue di questi giorni. E’ un eterno dilemma. Molti hanno fatto polemiche strampalate che rivelano la loro inesistente cultura giuridica anche solo  di base. Altri hanno dimostrato di non conoscere la storia. Tutti parlano e scrivono a ruota libera di temi che non conoscono. Solo così si spiega la confusione che si è generata e che non aiuta a capire un tema complesso eppure molto importante per una democrazia liberale o almeno non troppo illiberale. A far capire il problema dell’indipendenza della Magistratura intesa come potere autonomo  dello Stato  è l’episodio del Procuratore generale presso la Corte di Cassazione, il monarchico Pilotti, che all’apertura dell’anno giudiziario 1947 ignorò la presenza del capo provvisorio dello Stato De Nicola e  non fece  neppure un cenno del capo o un semplice riferimento a De Nicola e alla nascita della Repubblica del giugno 1946.
L’atteggiamento del procuratore Pilotti creò scandalo e suscitò un dibattito infuocato all’assemblea costituente al quale prese parte Piero Calamandrei che disse che quell’episodio lo induceva a non essere favorevole all’ “indipendenza  assoluta“ dei magistrati come non lo fu neppure  Togliatti che avrebbe  anzi voluto l’eleggibilità dei magistrati in nome della sovranità popolare. Calamandrei fu  per in ‘autonomia dei magistrati  temperata dal fatto che il presidente della Repubblica presiedesse il CSM che oltre ai togati doveva avere anche membri laici eletti dal Parlamento. I comunisti prevedevano inizialmente  un CSM sottoposto al ministero della Giustizia. L’episodio del procuratore Pilotti che offese, ignorandolo, il Capo dello Stato ,rende ancora oggi assai bene  l’idea  estrema di un magistrato del tutto autoreferenziale di cui c’è traccia assai eloquente anche oggi.  Il ministro comunista  della Giustizia Gullo, succeduto a Togliatti, rimosse Pilotti, ma lo nominò magistrato delle Acque con lo stesso grado e stipendio del Procuratore generale. Un episodio eloquente anche per la rimozione ricompensata con un incarico che Pilotti accettò di buon grado.
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“Dio distrugga Israele”
Ho dei  forti dubbi sulla politica e sulla guerra  di Netanyahu  che però non incrinano la mia storica vicinanza ad Israele, rinnegata da vergognosi  apostati come Anna Foa e Gad  Lerner, per non parlare di Moni Ovadia che non ho mai neppure seriamente considerato. Che adesso Il presidente Erdogan, un dittatore che fa parte della NATO ,chieda senza mezzi termini che sia Dio stesso a distruggere Israele, mi appare così mostruoso da farlo considerare un alleato dell’ Iran che vuole eliminare dalla faccia della terra Israele, come Hitler voleva eliminare il popolo ebreo. Questo antisemitismo va denunciato e combattuto. E’ quello che ha guidato i Pro Pal e i fessi d’oro che li hanno seguiti.
Trump è a sua volta un personaggio inaffidabile e inadeguato, iracondo e irrazionale, preda di una visione guerresca in cui la politica e la diplomazia sono bandite. Siamo in un mondo in cui prevalgono i violenti, gli irrazionalisti, i dittatori. Credo di dover  dire: Dio salvi il mondo e salvi i suoi abitanti dal disastro e dalla morte.
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LETTERE  scrivere a quaglieni@gmail.com
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Un piccolo oltraggio al grande Conte
Incuriosito dal suo ricordo di Maurizio Corgnati ho acquistato su una bancarella il libro del regista su Cavour che lei ha segnalato. Concordo sui contenuti e sul giudizio che lei ne dà, ma la veste editoriale è davvero pessima perché le fotografie delle lettere autografe di Cavour sono illeggibili. E si tratta di un libro  edito con un  contributo pubblico. La veste editoriale è approssimativa, direi casalinga. Capisco perché Lei ha scritto che Corgnati ha scelto male l’editore.
Filippo De Angeli
Ho ripreso in mano il libro ed è davvero scadente. Un piccolo oltraggio al grande Conte da parte di un editore che si vanta di difendere niente di meno che  la storia piemontese.
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Testimonial referendari
Cosa ne pensa di attori e cantanti che si pronunciano pubblicamente per il referendum? Mi sembra che la loro opinione non sia attendibile.      Tino Busi
Concordo sul fatto che attori e cantanti non siano molto ferrati sui temi giuridici, ma anche tanti politici non sono preparati. Forse non lo sono neppure tanti elettori,  ma queste sono le regole del suffragio universale. Non possiamo pesare i voti, ma dobbiamo limitarci a contarli. Certamente molti testimonial  non sono affidabili. Il problema è facilmente risolvibile. Basta non stare ad ascoltarli . Più problematico resta il voto di chi non sa. Ma anche il voto di chi sa non è di per sé così positivo. Non dovremmo mai dimenticare – senza pretendere di risolvere il problema – che molte dittature sono nate dal voto popolare. Per questo motivo esiste la democrazia delegata ai Parlamenti. Ma spesso nei Parlamenti siedono persone non preparate.  In passato anche cantanti ed  attori sono diventati onorevoli.

Frenata Juve!

 

La Juventus rallenta la sua corsa e si ferma tra le mura amiche contro il Sassuolo. Dopo due vittorie consecutive, i bianconeri non vanno oltre il pareggio, perdendo un’occasione importante nella lotta per un posto in Champions League.
La squadra di Luciano Spalletti costruisce molto e tira più degli avversari, ma manca di concretezza sotto porta. Un limite che si rivela decisivo:al vantaggio bianconero di Yildiz il Sassuolo non perde la testa e resta in partita colpendo con Pinamonti, sfruttando così una delle poche occasioni create.
Nel finale arriva anche l’episodio che poteva cambiare tutto: calcio di rigore per la Juve, ma Locatelli calcia male e trova la risposta di Muric.
Un pari che lascia l’amaro in bocca e che potrebbe pesare: alle spalle, Como, Roma e Atalanta restano pronte ad approfittarne. Per la Juventus, ora, ogni passo falso può fare la differenza.

Enzo Grassano

Torino in piazza contro le mafie nel ricordo delle vittime innocenti

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Questa mattina a Torino si è svolto il corteo per la  “giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie”, attraverso le vie del centro. Il corteo, aperto da Don Luigi Ciotti, ha visto anche la presenza della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, del leader Cgil Landini e di Avs Fratoianni. Ha detto don Ciotti: “Saremo sempre un po’ sovversivi, lo ammetto, per questo i potenti non si fidano di me. Il nostro è un sovversivismo pacifico, questa è la nostra rivoluzione gentile. Abbiamo e continueremo ad avere fame di verità. Non deleghiamo a nessuno la nostra voglia di giustizia sociale, la giustizia vera è come l’amore, non si possiede”. Numerose associazioni hanno aderito all’iniziativa insieme a migliaia di cittadini giunti da diverse regioni.

Da piazza Solferino fino a piazza Vittorio hanno partecipato studenti, familiari delle vittime, istituzioni. Presente la procuratrice capo di Torino Musti.

Momento significativo la lettura dei 1117 nomi delle vittime delle mafie.  Ogni nome è stato pronunciato e seguito dagli applausi dei partecipanti.

Il Toro sconfitto, ma è vivo!

 

I granata ci sono ma San Siro sorride al Milan
Il Torino esce sconfitto da San Siro dopo una partita intensa contro il Milan. I granata hanno dato filo da torcere ai rossoneri, riuscendo a rispondere al vantaggio iniziale con un bel gol di Simeone.
Nella ripresa, però, qualche incertezza ha permesso al Milan di segnare due volte in pochi minuti grazie a Rabiot e Fofana. Il Torino non si è arreso: Vlasic ha accorciato le distanze portando il risultato sul 3-2, e fino al fischio finale la squadra ha provato a completare la rimonta senza riuscirci.
Nonostante la sconfitta, il Toro ha mostrato carattere e determinazione: segnali positivi in vista delle prossime sfide:
la salvezza è vicina.

Enzo Grassano

Schianto in auto contro un muro: muore il conducente

Nella notte scorsa a Giaveno in via Coazze, un 54enne è morto in un incidente stradale verso mezzanotte. Il 118 di Azienda Zero ha inviato i soccorsi sul posto. La Fiat 500 guidata dall’uomo sarebbe uscita autonomamente di strada, andando a sbattere con violenza contro il muro di cinta di un’abitazione.

Al Regio “Dialoghi delle Carmelitane” di Francis Poulenc

Venerdì 27 marzo, alle ore 20, al Teatro Regio, per l’Anteprima Giovani, in scena nella produzione di Robert Carsen

Venerdì 27 marzo andrà in scena al Teatro Regio, alle ore 20, la pièce “Dialoghi delle Carmelitane” di Francis Poulenc, riservato al pubblico under 30. I biglietti a 10 euro sono disponibili online e in biglietteria fino a esaurimento posti disponibili. È possibile acquistare un massimo di due biglietti a persona e l’ingresso è riservato agli under 30 e ai minori di 14 anni  accompagnati da un maggiorenne under 30.

Per la prima volta approda a Torino uno dei più intensi capolavori del Novecento, presentato nella celebre riproduzione di Robert Carsen con scene di Michael Levine, creata nel 1997, per il Dutch National Opera di Amsterdam, e diventata negli anni un punto di riferimento internazionale per la regia d’opera contemporanea. Sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio debutta Yves Abel, direttore franco-canadese, profondo conoscitore della partitura, che diresse già alla nascita questa produzione nel 1997.

Protagonista nel ruolo di Blanche de La Force, è Ekaterina Bakanova, affiancata da un numeroso cast di solisti internazionali chiamati a ricoprire i 16 personaggi della locandina. Il coro del Teatro Regio, che in quest’opera vanta pagine memorabili, è preparato da Gea Garatti Ansini, recentemente nominata Maestro del Coro del Regio.

“Dialoghi delle Carmelitane” è ispirata alla vera storia di 16 Carmelitane ghigliottinate durante il Terrore giacobino. Siamo nella Compiègne nell’anno 1794, la Rivoluzione irrompe nella clausura e trasforma la vita di un convento in una domanda radicale: che cosa significa avere fede dove tutto crolla? I “Dialoghi delle Carmelitane” di Francis Poulenc è un teatro dell’interiorità, dove la musica altera tensione e contemplazione, luce e ombra, mettendo a nudo la paura che condiziona, la violenza del potere e la scelta del sacrificio. Le sedici religiose furono ghigliottinate il 17 luglio 1794, appena dieci giorni prima della caduta di Robespierre e Saint-Just, evento che avrebbe segnato la fine del Terrore che le aveva condannate.

Per Robert Carsen, “Dialogues des Carmélites” rappresenta un’opera tipica rispetto al melodramma tradizionale , dove al centro non c’è il consueto aspetto di passione e morte, ma emergono piuttosto questioni esistenziali come la paura, la fede, la violenza e la storia. Il titolo stesso lo suggerisce, è il dialogo il vero motore drammatico. I personaggi parlano, si sfiorano, si incontrano senza riuscire davvero a comunicare. Nei silenzi, negli sguardi e nelle distanze emerge la verità dei loro rapporti. Per restituire questa dimensione, Carsen sceglie uno spazio scenico simbolico ed essenziale, fatto di luce e movimenti. L’assenza di realismo permette allo spettatore di partecipare con la propria immaginazione, trasformando la vicenda in una riflessione sull’essere umano. In un’epoca in cui ci si interroga sul ruolo dell’opera nel presente, “Dialoghi delle  Carmelitane” dimostra come questo testo possa parlare al nostro tempo. Al centro dell’opera c’è Blanche de La Force, una giovane e fragile donna dominata dalla paura del mondo. Il convento sembra offrire protezione, ma il suo percorso diventa presto un confronto profondo con sé stessa. Nel corso della vicenda, Bianche attraversa dubbi e fragilità, fino a scoprire una forma attesa di coraggio.

È proprio questo percorso interiore a rendere “Dialoghi con le Carmelitane” sorprendentemente vicino alla sensibilità di oggi, una storia che parla di paura, identità, libertà e capacità di restare fedeli alle proprie convinzioni, anche quando tutto cambia.

Biglietteria e informazioni: www.teatroregio.torino.it e presso la biglietteria del Teatro Regio in piazza Castello 215, a Torino  –  biglietteria@teatroregio.torino.it – info@teatroregio.torino.it

Mara Martellotta

Droga, rapine, minacce: arresti e denunce in Barriera. In campo 50 pattuglie di polizia

Prosegue  l’attività della Polizia di Stato a Torino nel quartiere Barriera Milano, con la presenza di centinaia di operatori di polizia impiegati in numerosi servizi di controllo del territorio.

Durante i controlli disposti dal Questore di Torino, Massimo Gambino, nel quartiere Barriera Milano negli ultimi 10 giorni sono state impiegate oltre 50 pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine “Piemonte”, nonché personale del Reparto Mobile di Torino, dei Cinofili della Polizia di Stato, della Polizia Locale, Guardia di Finanza e A.U.S.L.. Particolare attenzione è stata rivolta all’asse di Corso Giulio Cesare, Corso Palermo, Corso Novara, di via Monte Rosa, via Sesia e vie limitrofe, nonchè all’area dell’ex Piscine Sempione: le operazioni sono state finalizzate al contrasto delle situazioni di degrado urbano e dell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti oltre che alla verifica della posizione giuridico-amministrativa di cittadini stranieri e al controllo di esercizi pubblici.

I 15 servizi di controllo straordinario del territorio, coordinati dal personale del Commissariato di P.S. “Barriera Milano”, hanno portato a 800 persone identificate, 224  veicoli controllati, 22 esercizi commerciali sottoposti a verifiche e al sequestro di sostanze stupefacenti.

Sono 4 le persone arrestate e 7 le denunciate, a vario titolo.

Due cittadini stranieri sono stati arrestati per reati inerenti allo spaccio di sostanze stupefacenti; un terzo, per rapina aggravata in danno di un minimarket.

Di rilievo, l’arresto di un ventinovenne italiano, autore di una tentata rapina aggravata all’interno di un supermercato. Per guadagnarsi la fuga l’uomo minacciava un cliente del negozio puntandogli contro una siringa sporca di sangue.

In particolare, dopo essersi introdotto nel punto vendita, il 29enne aveva sottratto una cassa automatica, tentando poi di allontanarsi rapidamente, ma un cliente, accortosi dell’accaduto, lo aveva seguito, riuscendo a fargli cadere dalle mani la refurtiva. Poco dopo, tuttavia, quest’ultimo estraeva dalla tasca una siringa e la puntava contro l’inseguitore, minacciandolo di essere affetto da AIDS per garantirsi la fuga.

I poliziotti avviavano le ricerche dell’uomo, individuato e fermato nelle vicinanze del supermercato. Nella tasca della sua giacca, veniva rinvenuta una siringa priva di copertura contenente residui di sangue, presumibilmente riconducibili al ventinovenne, immediatamente sequestrata e posta in sicurezza dagli agenti.

Dai controlli effettuati l’uomo è risultato gravato da precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e proprio quel giorno aveva terminato un periodo di messa alla prova relativo ad un procedimento per furto in abitazione.

Gli anarchici morti nell’esplosione di Roma avevano legami a Torino

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Erano stati  anche a Torino, per organizzare iniziative a sostegno di Alfredo Cospito,  l’anarchico  detenuto in regime di 41 bis. I contatti  con il Piemonte di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, le due vittime dell’esplosione a Roma sono evidenti.

Mercogliano, 53 anni, era stato coinvolto nella maxi inchiesta di Scripta Manent su una cellula eversiva torinese. Fu condannato in primo grado a cinque anni di carcere, ma in appello era stato assolto dall’accusa di associazione terroristica.

Sara Ardizzone, 36enne romana, conosciuta nell’ambiente anarco-insurrezionalista, era stata a Torino a seguire il processo ai suoi compagni e quello ad Alfredo Cospito. Aveva letto lei in tribunale il proclama in sostegno di Cospito.

Non cogito, ergo scribo

Parafrasando la frase di Cartesio “Cogito, ergo sum” mi riferisco alla pletora di persone che scrivono sui social, senza conoscere minimamente il tema trattato, ma sostenendo di essere nel giusto.

Chiunque frequenti anche solo saltuariamente i social, si sarà accorto che vi sono persone che, spesso con livore, sostengono di essere detentori della verità e, soprattutto, sostengono di aver capito, forse unici, come stiano le cose, cosa significhi realmente quella proposta di legge, ecc. ecc.

E’ palese che ci troviamo di fronte a soggetti di interesse psichiatrico, convinti di essere nel giusto (una forma di delirio misto a fanatismo politico-religioso) per cui non importa ciò che dicono gli altri o ciò che uno può aver capito, loro hanno capito e basta.

In un simile contesto è chiaro che è facile vincere perché sono persone estremamente fragili, in quanto schiavi di sé stessi: il fatto che portino avanti un concetto, un ideale, un pensiero non significa che lo condividano, ma che chi l’ha proposto loro è stato così bravo (o così subdolo) da convincerli facendo leva sulla loro ignoranza.

Parlo di ignoranza perché chiunque sia padrone di una materia sa che non esiste solo il bianco ed il nero, ma esistono molteplici sfumature di grigio; solo gli ignoranti sono convinti di avere sempre ragione, in una specie di sindrome di Dunning-Kruger, quella distorsione cognitiva dove chi conosce la materia ha sempre dubbi, mentre gli ignoranti sono convinti di sapere tutto alla perfezione.

Sun Tzu nel suo “L’arte della guerra” scriveva che “occorre combattere solo le battaglie che si sanno già di vincere e, dunque, è perfettamente inutile lavare la testa all’asino perché si perdono acqua e sapone. Alcune persone sono talmente piene di sé che non è possibile, né tantomeno utile o redditizio, convincerle della loro ignoranza.

Specialmente in campo politico, non esiste il totalmente giusto ed il totalmente sbagliato; esistono punti di vista diversi, opinioni personali e convinzioni immutabili salvo rivedere le proprie posizioni a seguito di una disamina lucida, corretta e oggettiva di un evento, di un disegno di legge, di un fatto e ricredersi, anche solo parzialmente.

Ricorderò sempre quando, nel 1984, al funerale di Enrico all’improvviso spuntò Giorgio Almirante; inutile dire lo stupore soprattutto degli esponenti del PCI. Almirante disse semplicemente che erano avversari, non nemici, e che il rispetto personale andava messo prima di ogni altra cosa.  La stessa cosa avvenne al funerale di Almirante, quattro anni dopo, quando a rendere omaggio al segretario missino intervennero Nilde Iotti e Giancarlo Pajetta, esponenti di spicco del PCI; purtroppo, sono tempi ormai lontani da noi, non solo cronologicamente, perché complici i social ormai tutti pensano di contare qualcosa mentre valgono mento di niente, e che tutto sia loro dovuto.

In tutta onestà posso dire di non curarmi di questi fenomeni da circo ma di provare un misto di pietà per la loro condizione di minus habens e per il loro livore perenne, ma anche di simpatia perché riescono a farci sorridere senza dover pagare il biglietto del cinema o il canone Tv.

Un consiglio che posso dare è di evitare di dare loro corda perché finiscono per convincersi di essere qualcuno, di essere importanti o addirittura di autoeleggersi possessori esclusivi della verità.

Il fatto stesso che non sappiano inserirsi nella società alla quale appartengono rende evidente che sono persone da isolare totalmente, senza indugio, prima che il loro inutile contributo diventi pericoloso ed irreparabile.

D’altra parte, se seguiamo i loro vaneggiamenti rischiamo di diventare come loro, privi di obiettività, incapaci di analizzare un fenomeno e trarne insegnamento e, soprattutto, continuando a credere di essere ancora  nel giusto.

Cosa fare dunque? Ignorare la loro presenza, nel mondo come sulla carta stampata o sullo schermo, e dedicare il nostro tempo a istruirci (non si smette mai di imparare), affinare i nostri pensieri e, soprattutto, convincerci che il nostro pensiero non può e non deve essere universalmente valido.

Se poi aggiungiamo un po’ di modestia al nostro modus cogendi, l’umanità nel suo insieme ne trarrà vantaggio.

DI chi parlavamo? Ho già dimenticato.

Sergio Motta

Elkann, la Cassazione conferma imputazione coatta

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La decisione della Corte di Cassazione di rigettare il ricorso presentato dalla difesa di John Elkann contro l’“imputazione coatta” disposta a Torino e’ arrivata in serata.  Si prospetta probabilmente il processo per le vicende giudiziarie dell’eredità Agnelli. Ma incombe la prescrizione nel 2027. Elkann aveva chiesto la messa in prova dai salesiani e aveva deciso di versare oltre 180 milioni per sanare il contenzioso con il fisco.