ilTorinese

Il Liberty di Torre Pellice

Nel fine settimana, si aprono al pubblico le “Ville Liberty” della “Ginevra italiana”. Un patrimonio tutto da scoprire

Sabato 11 luglio

Torre Pellice (Torino)

Capoluogo dell’“Unione Montana del Pinerolese” e da sempre Centro principale della “Chiesa Valdese” italiana (tanto da essere definita la “Ginevra italiana”, un tempo “città-porto sicuro” per i Valdesi costretti a fuggire in Svizzera dal Piemonte sabaudo e dalle valli alpine), Torre Pellice, principale sito dell’omonima Valle, alla confluenza tra i torrenti Pellice e Angrogna, è storicamente associata (e non poteva essere altrimenti) alla “memoria valdese” e al suo celebre “Sinodo”, che proprio lì (nella “Casa Valdese”) si tiene ogni anno a fine agosto. Ma Torre Pellice è sì in gran parte questo, ma anche altro. E la sua antica Storia si lega a un presente fatto di importanti eventi sociali e culturali (è la città, ad esempio, sede non solo del “Museo Valdese” e di due importanti “Biblioteche” custodi di oltre 70mila libri – alcuni rari come la preziosa “Bibbia di Olivetano” del 1535 – ma anche della Civica Galleria d’Arte Contemporanea “Filippo Scroppo” – ricca di circa 400 opere dei più illustri artisti italiani del dopoguerra” – e del Festival annuale “Una Torre di Libri” organizzato dalla “Libreria Claudiana”) oltre che di magnifiche linearità urbane e di un paesaggio circostante ottimale quale base per escursioni alpine di grande interesse. E, forse pochi lo sapevano, è anche la città “Capitale del Liberty” in Val Pellice. Caratteristica tutta da esplorare e un capitolo rimasto a lungo nell’ombra. Di qui l’idea di dedicare proprio un evento sul tema, concretizzatosi in un “nuovo itinerario guidato” teso a svelare il “patrimonio architettonico” di una cittadina che, a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, divenne una frequentata “meta di villeggiatura” per l’alta borghesia, non solo torinese, ma anche nazionale e internazionale.

L’iniziativa nasce dal “Consorzio Turistico Pinerolese  e Valli” e dall’ Amministrazione Comunale”, in collaborazione con “In Val Pellice”, con l’obiettivo di scoprire un volto diverso e affascinante dell’antica “Torre di Luserna”, attraverso le sue eleganti dimore concepite secondo i canoni e i preziosi stilemi “floreali” dell’ “Art Nouveau”.

Il via per questo nuovo “percorso turistico” è fissato per il prossimo sabato 11 luglio. Altre due repliche seguiranno in autunno, già programmate per sabato 12 settembre e sabato 10 ottobre: occhi puntati su villini e dimore signorili, lasciate in dote all’epoca e capaci di ridisegnare il paesaggio, fondendo la “quiete alpina” con i dettami in voga nell’architettura del tempo. Una delle figure chiave di questa “metamorfosi” dello “skyline urbano” fu Ermanno Ceresole, geometra natio proprio di Torre Pellice, che tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso si dedicò alla progettazione di numerose ville. La sua visione, spesso arricchita da “sfumature eclettiche”, trovò un appoggio e un importante confronto nel legame con il precedente lavoro del professore e progettista Alfieri Genta, suo lontano parente e attivo a Torino e sul Lago Maggiore tra fine ‘800 ed inizi ‘900. Il primo, durante l’ultima fase dell’epoca di villeggiatura torrese, firmò i progetti per decine di residenze di pregio stilistico destinate alle famiglie che animavano i mesi estivi della valle. Tra le tappe principali del percorso spicca il “Complesso Morè”, un chiaro esempio di fusione tra spazi abitativi e produttivi legato alla storica azienda dolciaria di famiglia (la famosa Azienda dei “Cri Cri”) fondata nel 1886, fino al 1923, allorché il proprietario scelse di unire la propria dimora privata all’attività lavorativa, dando vita a una struttura dall’alto valore architettonico e decorativo. Altrettanto significativo per comprendere il contesto sociale dell’epoca è il “Tennis Club”, edificato nel 1932, la cui nascita testimonia la vita attiva di una comunità cittadina allora in forte crescita.

Seguendo questo percorso, l’esperienza proposta offre dunque una giornata che unisce “storia”, “architettura” e (perché no?) “cucina locale”. Non solo. Per agevolare la partecipazione, l’organizzazione ha predisposto un “servizio di trasferimento in pullman” con partenze programmate sia da Torino, dalla stazione di “Porta Nuova” (ore 8) al costo di 80 euro a persona, sia da Pinerolo, dalla “stazione centrale” alle 9 e al costo di 70 euro a persona. La quota di partecipazione comprende il viaggio, il tour guidato condotto da professionisti in lingua italiana — con la possibilità di richiedere visite in altre lingue su prenotazione — e un “pranzo completo” con i sapori del territorio, al Ristorante situato all’interno del “Club Area Sport e Movimento”. Il rientro è programmato per le 16.

Per ricevere informazioni e riservare i propri posti, è possibile contattare l’ufficio prenotazioni del “Consorzio Turistico” telefonando al numero 331/3901745 oppure scrivendo all’indirizzo di posta elettronica prenotazioni@turismopinerolese.it

g.m.

Nelle foto: Alcune immagini di “Torre Pellice in tour”

Cucciolo. La storia del partigiano Ubaldo Cavallasca

Al giovanissimo partigiano Ubaldo Cavallasca, nome di battaglia Cucciolo, “una delle più belle figure di combattente per la libertà” , morto in combattimento a 18 anni insieme ad altri sei compagni all’Alpe Fornà il 16 giugno 1944 durante il tragico rastrellamento della Val Grande, Andrea Pisano ha dedicato un libro importante e bello. Il volume, edito dalla verbanese Tararà, è un saggio scritto con il rigore e la ricerca storica e una spiccata sensibilità che rende avvincente la narrazione. Il profilo e la personalità di Ubaldo Cavallasca emergono nel racconto con nitidezza. Dalle azioni di disarmo urbano, insieme agli amici e compagni di lotta del Gruppo di Azione Patriottica di Intra Gianni Maierna e Arialdo Catenazzi , alle missioni per accompagnare verso la salvezza in Svizzera “gli orfanelli” ( ex prigionieri alleati ed ebrei in fuga ), al delicatissimo ruolo di portaordini fino agli scontri a fuoco sui monti e alla tragica morte alle pendici del monte Zeda, la breve ma intensa esperienza partigiana di Cucciolo venne vissuta con entusiasmo, scaltrezza e grande coraggio. Andrea Pisano con un lavoro certosino di consultazione e analisi di documenti d’archivio sconosciuti, la raccolta di preziose testimonianze, ha riporta alla luce il ruolo cruciale di questo giovanissimo protagonista della Resistenza verbanese. Nel momento “delle scelte difficili”, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, anche Ubaldo – come tanti altri – decise di salire in montagna per combattere contro tedeschi e fascisti. Era il 10 settembre e non aveva ancora compiuto 18 anni quando sentì che è giunto il momento della scelta, il punto di non ritorno, aggregandosi alla Cesare Battisti, la banda partigiana guidata da Armando Calzavara, il comandante Arca. Piccolo di statura, svelto e determinato diventerà Cucciolo e con questo nome di battaglia verrà conosciuto e apprezzato nei nove mesi di lotta partigiana. La sua è la decisione di chi sceglie il rischio e l’impegno volontario, la libertà e l’autonomia individuale con la consapevolezza di poter decidere da solo il proprio destino e quello degli altri, primo tassello per rifondare quel patto di cittadinanza che dopo la liberazione si riversò nel testo della carta costituzionale. Il libro offre una documentazione puntuale, il racconto della madre Iolanda Pagetti (splendida figura di antifascista che ho avuto l’onore di conoscere) compresi in appendice documenti e i profili degli altri sei ragazzi che condivisero la stessa fine e dell’unico che riuscì a salvarsi. Raccontare la storia più grande attraverso le storie personali che si sono trasformate in azione collettiva ci aiuta a conoscere meglio quell’identità e quel senso di cittadinanza di cui abbiamo un grande bisogno. Questo libro offre un contributo importante e il suo autore, Andrea Pisano, va ringraziato per questo.

Marco Travaglini

Bus più veloci e frequenti: Torino si candida a un programma da 13,7 milioni per il trasporto pubblico

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Rendere il trasporto pubblico sempre più efficiente e accessibile: è l’obiettivo che la Città di Torino persegue da tempo attraverso interventi su corsie riservate, priorità semaforica e rafforzamento dei collegamenti, e che ora punta a rafforzare candidandosi al PNCIA, il Programma integrato di interventi sulla mobilità urbana e metropolitana istituito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con decreto del 7 gennaio 2026.

Lo ha comunicato l’assessora alla Transizione Ecologica e all’Innovazione Chiara Foglietta. Se la candidatura andrà a buon fine, il finanziamento previsto per il Comune di Torino ammonta a 13.670.407,91 euro, coperti al 100% dal Ministero. Il progetto, dal titolo “La transizione di Torino verso una mobilità urbana sostenibile”, avrebbe una durata di quattro anni e coinvolgerebbe, oltre alla Città, GTT, 5T e la Città Metropolitana di Torino.

“La nostra strategia è chiara: vogliamo un trasporto pubblico efficiente e affidabile, capace sia di rispondere alle esigenze di chi lo usa ogni giorno, sia di attrarre nuovi passeggeri”, dichiara l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta“Queste risorse ci permetteranno di accelerare interventi prioritari: una maggiore frequenza dei bus anche nelle fasce serali, mezzi più rapidi grazie alle nuove tecnologie e percorsi ciclabili e pedonali più sicuri, a partire dalle aree scolastiche. È la direzione che la Città ha intrapreso e su cui vogliamo continuare a investire”.

Le risorse, se assegnate, sosterrebbero il potenziamento del servizio notturno a chiamata sulla linea Star Plus, per rispondere alla domanda crescente nelle ore serali, insieme a nuove tecnologie come la priorità semaforica e le corsie riservate, pensate per ridurre i tempi di percorrenza dei mezzi pubblici. Il finanziamento sosterrebbe inoltre il rafforzamento della rete ciclabile lungo l’asse centro-sud della città e nuovi interventi per la sicurezza stradale, zone 30, pedonalizzazioni e strade a velocità ridotta, nelle aree collegate agli assi ciclabili e alle linee del trasporto pubblico, in particolare in prossimità delle scuole. A completare il quadro, il consolidamento del MaaS Office, la piattaforma digitale che integra i diversi servizi di mobilità sostenibile, e una strategia di comunicazione dedicata ad accompagnare i cittadini nel cambiamento delle proprie abitudini di spostamento.

La candidatura si inserisce nel percorso della Città verso la neutralità climatica al 2030, previsto dal Climate City Contract sottoscritto da Torino nell’ambito della missione europea “100 Climate-Neutral and Smart Cities”. I prossimi passi dell’iter, compresa l’adozione dei provvedimenti deliberativi necessari, saranno definiti nelle prossime settimane.

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Moncalieri ricorda il beato Bernardo, principe cristiano

Erano tempi paurosi per l’Europa cristiana. Nel Quattrocento i turchi erano il grande pericolo del Vecchio Continente dopo la conquista di Costantinopoli. Non era facile ma bisognava reagire. Pur divisa e rissosa, l’Europa tentò di ricomporre i dissidi e si mise al lavoro per puntare alla riconquista della capitale imperiale. Sovrani e principi lanciarono numerosi appelli all’unità dei cristiani per formare una grande coalizione militare capace di arrestare la travolgente ascesa della Mezzaluna dopo la presa ottomana della città bizantina sul Bosforo nel 1453. Tra i vari personaggi che si mossero per promuovere un’alleanza europea contro l’espansione turca si fece avanti un giovane nobile tedesco, un certo Bernardo di Baden, militare, diplomatico, “crociato” anti-turco e poi patrono di Moncalieri e oggi “beato” e “venerabile” per decreto di Papa Francesco che confermò il culto di Bernardo. Nato in Germania, Bernardo lasciò presto la carriera militare per dedicarsi alle missioni di pace. Mentre attraversava a cavallo il Piemonte nel 1458 durante una missione diplomatica tra l’Italia e la Francia si ammalò di peste a Genova e morì il 15 luglio nel convento dei francescani a Moncalieri dove si era fermato.
Fu venerato come Beato Bernardo per la sua fede, la carità, l’impegno verso i poveri, l’opera pacificatrice e per i miracoli attribuiti alla sua intercessione. Divenne ben presto il patrono della città di Moncalieri. In città il culto di Bernardo è molto sentito e ogni anno si svolge una rievocazione storica che ricorda l’accoglienza del giovane tedesco, una figura esemplare di principe cristiano. A Moncalieri, gemellata con la tedesca Baden-Baden, maturò la sua fama di santità e la città lo scelse come patrono. Fu sepolto nella Collegiata di Santa Maria della Scala dove si diffusero storie di miracoli come la guarigione di uno storpio durante il suo funerale. La sua tomba divenne meta di pellegrinaggio e Bernardo fu riconosciuto protettore di Moncalieri contro la peste. Il 15 luglio la città alle porte di Torino celebra la festa patronale in suo onore con processioni e cerimonie che richiamano fedeli da tutto il Piemonte. Tra gli appuntamenti principali, l’11 luglio alle 21.00 in piazza Vittorio Emanuele II si svolgerà la rievocazione storico-religiosa e la processione con l’urna delle reliquie del Patrono attraverso le vie del centro storico fino alla chiesa del Beato Bernardo. Il 15 luglio alle 23.00 il tradizionale spettacolo di fuochi d’artificio sul Po.                                                    Filippo Re

“In viaggio con EDISU”: una nuova rassegna di incontri

Per scoprire culture, tradizioni e territori 

EDISU Piemonte lancia “In viaggio con EDISU”, il nuovo ciclo di appuntamenti promosso dall’Ente per il diritto allo studio e dedicato alla scoperta delle culture, delle tradizioni e delle eccellenze delle regioni italiane con momenti di incontro, divulgazione e condivisione.

La rassegna si inserisce in un progetto di valorizzazione delle identità territoriali italiane all’interno della comunità universitaria, con l’obiettivo di promuovere il dialogo interculturale e la conoscenza delle diverse realtà regionali del Paese attraverso testimonianze dirette e occasioni di convivialità. Ogni appuntamento sarà infatti dedicato a una diversa regione, offrendo ai partecipanti un’occasione per conoscerne storia, tradizioni, eccellenze enogastronomiche e peculiarità culturali.

Si parte giovedì 9 luglio con l’appuntamento dedicato all’Abruzzo, presso la Murazzi Student Zone. Ad aprire la serata, alle 18.45, sarà una tavola rotonda con tre autorevoli professionisti abruzzesi che hanno costruito il proprio percorso di successo in Piemonte: l’ingegner Luigi Galante, manager apicale Fiat/Stellantis; il dottor Carlo Pace Napoleone, direttore della Struttura Complessa di Cardiochirurgia Pediatrica e delle Cardiopatie Congenite dell’Ospedale Infantile Regina Margherita; il professor Terenziano Raparelli, professore ordinario del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale del Politecnico di Torino. L’incontro offrirà agli studenti l’opportunità di confrontarsi con esperienze professionali di alto profilo, testimoniando come il Piemonte rappresenti un territorio ricco di opportunità per chi sceglie di costruire qui il proprio futuro dopo il percorso universitario.

Al termine della tavola rotonda è previsto un collegamento con il sito dell’Aquila di Thales Alenia Space, una delle realtà industriali più innovative del panorama aerospaziale italiano.

A seguire apericena facoltativo con prodotti tipici abruzzesi, a tariffe agevolate per gli universitari che avranno scaricato l’app Campus Piemonte ID Meal, e lo spettacolo “Non è mai troppo Abruzzo”, dello showman Vincenzo Olivieri, volto noto al pubblico abruzzese grazie a una carriera che spazia tra radio, televisione, teatro e musica. La prenotazione è obbligatoria, nei limiti dei posti ancora disponibili, tramite la piattaforma Eventbrite al seguente link: 

https://www.eventbrite.it/e/in-viaggio-con-edisu-1-tappa-abruzzo-tickets-1992199957702?aff=oddtdtcreator

«La comunità di EDISU Piemonte è oggi sempre più ampia, internazionale e multiculturale. Ogni anno accogliamo non solo studenti piemontesi, ma giovani provenienti da tutte le regioni d’Italia e da numerosi Paesi del mondo. Con “In viaggio con EDISU” vogliamo offrire un’occasione di incontro capace di valorizzare questa ricchezza: riportare, almeno per una sera, chi studia lontano da casa alle tradizioni della propria terra e, allo stesso tempo, permettere agli altri studenti di conoscere un nuovo tassello del patrimonio culturale italiano. È un modo per rafforzare il senso di comunità e trasformare la diversità delle esperienze in un’opportunità di crescita condivisa» dichiara Roberta Piano, presidente di EDISU Piemonte. 

Dodici giorni di grande sport: i 18 scudetti del CSI

  191 squadre giovanili in campo e ben 2.500 finalisti

 

L’Emilia-Romagna vince sette titoli dominando nella pallavolo femminile, con 4 scudetti modenesi. Milano cala il poker nel calcio.

Cremona si conferma regina nelle attività paralimpiche. Caserta fa doppietta nel calcio a 11. Nel volley due ori anche a Trento ed un titolo a Catania



Cesenatico, 6 luglio 2026 – Dal 23 giugno al 5 luglio, Cesenatico si è vestita tricolore in occasione delle finali scudetto per le squadre del Centro Sportivo Italiano. Numeri da mini Olimpiade quelli registrati in occasione dei Campionati Nazionali a squadre del CSI, appuntamento realizzato con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, APT Servizi Emilia-Romagna e Sport Valley. Dodici giorni di gare, 2.500 atleti in campo, 191 squadre partecipanti, 18 scudetti assegnati. Una festa sportiva che dal quartier generale dell’Eurocamp ha contagiato impianti e palazzetti romagnoli, regalando sfide entusiasmanti, come degno epilogo di una stagione avvincente. La pallavolo nelle sue otto categorie di età ha visto giocare complessivamente 1.600 atleti, per lo più al femminile.
Nelle Allieve si sono affrontati 14 sestetti. Il 26 giugno in un’ora la finale ha premiato le giovani del Corlo Modena, due set a zero contro le pariquota della Accademia di Pallavolo Vallecamonica. Nel girone unico tricolore della categoria Allievi, la PGS Fides Modena ha vinto contro gli etnei della Gupe Volley Catania, si sono aggiudicati il tricolore. Vince ancora Modena negli Juniores con la Spezzanese campione e il Volley Sassuolo secondo. Nella stessa categoria Juniores, in campo femminile il Palapeep ha invece incoronato campionesse le ragazze trentine del Lakes Levico-Caldonazzo Volley, vittoriose per 2-0 sulle bresciane del Real Volley.

Dal 27 giugno turn over sotto rete, negli stessi impianti pallavolistici sono entrati in scena i sestetti qualificatisi per le finali delle categorie Under 13, Ragazze e Ragazzi. Dieci squadre finaliste nel 6×6 Under 13, torneo in cui la finale ha sorriso al tie-break alle modenesi del Volley Castelvetro 2-1 opposte alle lariane della Polisportiva Sant’Agata Como. Vince un altro titolo Trento nella pallavolo CSI. Il sestetto della Ata Trento Volley vince al tie-break contro la PGS Jolly Castagnole di Alba. Nella categoria Ragazzi misto sei partite giocate e sei vinte per la Mape Volley Catania. A punteggio pieno in campo maschile, dopo andata e ritorno, il percorso reggiano della Volley Ball San Martino, che si cuce addosso lo scudetto Ragazzi perdendo un solo set.

Grande attenzione e curiosità hanno riscosso sempre nella pallavolo le finali del Mamanet, sport nato dalle donne, per le donne, con in campo 12 squadre di mamme dal Salento alla Capitale in una finale nazionale ricca di emozioni, con tanto sapore di inclusione e protagonismo in rosa. È stata la squadra delle Giannet di Forlì ad aggiudicarsi la prima edizione del campionato in arancio e blu, dimostrando tanta grinta e spirito di squadra. Al secondo posto le romane dell’Icaro. Terzo e quarto posto a Forlimpopoli, con le Pink Ladies terze e le Mamacitas quarte.
Tifo da stadio, bandiere e colori a Cesenatico, anche nel calcio. Il pallone del CSI a Cesenatico ha assegnato sei scudetti, tre nel calcio ad 11 e tre nel calcio a 7 per le squadre delle categorie Ragazzi, Allievi e Juniores. 41 squadre finaliste, 17 nel calcio ad 11 e 24 nel calcio a 7. Gli scudetti del calcio a 7 sono andati tutti a Milano: quello Allievi ai Diavoli Rossi, quello Juniores alla Asd GAN, e quello Ragazzi alla Fenice. Nel calcio a 11, vince ancora Milano negli Juniores con lo scudetto cucito sulle maglie della SAMZ, mentre ha realizzato una splendida doppietta scudetto il CSI Caserta con le formazioni della Macerata Campania Academy, campioni sia negli Allievi sia nei Ragazzi.
Premi speciali quest’anno, come pure nel calcio a 5, nella categoria Ragazzi: riconoscimenti sono andati al miglior portiere, al capocannoniere, al miglior giocatore ed ancora al fair play ed al player of the match, proprio come nella Serie A Enilive. La Lega Calcio Serie A ha infatti collaborato col CSI nell’organizzazione delle Finali nazionali Ragazzi, fornendo alle squadre le divise da gioco, palloni e fasce da capitano, tutte a sostegno della campagna antidiscriminazioni “Keep Racism Out”. I Campionati Nazionali di calcio che coinvolgono i giovani atleti CSI delle scuole secondarie di primo grado rientrano, infatti, in un’iniziativa più ampia, che mira a promuovere i valori di rispetto, impegno e spirito di squadra. Si tratta di “A Tutta Classe”, il progetto educativo e sociale promosso da Lega Calcio Serie A che vede nel calcio giovanile uno strumento di crescita e inclusione per le nuove generazioni.
Doppietta cremonese nei Campionati Nazionali delle Attività Paralimpiche con gli Shark-Enjoy e gli Amici di Emmy e Chiara del Dosso, che bissano la vittoria scudetto ottenuta un anno fa a Castellarano (RE), rispettivamente nella pallacanestro e nella pallavolo integrata. Oltre al basket e al volley, il CSI ha assegnato negli sport di squadra anche il titolo del calcio a 5 integrato, dove il successo è andato ai vicecampioni in carica, ossia il quintetto reggiano della Sammartinese.

Torino Matsuri, presidio sociale e culturale

Domenica 5 luglio 2026 si è svolta l’ultima giornata dell’undicesima edizione dell’ormai tradizionale manifestazione di cultura, folklore e sport giapponesi Torino Matsuri, che quest’anno ha raddoppiato non solo le presenze, ma anche le attività, gli stand, i talk, le presentazioni e gli spettacoli, confermandosi sempre più un presidio territoriale dal punto di vista sociale, educativo, culturale e sportivo.

Anche la presenza delle istituzioni è stata particolarmente numerosa e qualificata. La manifestazione è stata onorata dalla partecipazione del Console Generale Aggiunto del Giappone a Milano, Mitsuhiro Wada, che ha aperto i saluti istituzionali ponendo l’accento sui riconoscimenti ottenuti dall’Associazione Yōshin Ryū da parte del Ministero degli Affari Esteri del Giappone. A seguire, fra gli altri, è intervenuto il Vicepresidente della Regione Piemonte e Assessore Maurizio Marrone, il quale ha sottolineato come il taglio culturale dato all’evento dall’Associazione Yōshin Ryū, organizzatrice della manifestazione, abbia sempre incontrato la sua stima e anche la sua simpatia per la capacità di coniugare perfettamente valori tradizionali, innovazione, apertura e creatività.

A nome del Consiglio Comunale di Torino è intervenuta la Presidente del Consiglio, Maria Grazia Grippo, ricordando come ricorrano i 160 anni delle relazioni diplomatiche tra Giappone e Italia e come i rapporti tra i due Paesi, da sempre floridi, siano particolarmente solidi in questo momento storico. Ha inoltre colto l’occasione per ricordare il ventesimo anniversario del gemellaggio tra le città di Torino e Nagoya, in occasione del quale, tra l’altro, l’Associazione Yōshin Ryū ha partecipato ai festeggiamenti svoltisi presso il Polo del ‘900 lo scorso dicembre.

Successivamente è intervenuto il Presidente della Circoscrizione 7, Gian Luca Deri, che, da padrone di casa, ha evidenziato l’eccezionalità del lavoro svolto e dei risultati raggiunti dalla Yōshin Ryū, capace di trasformare in un luogo di accoglienza e di proposte positive un’area che, con ogni probabilità, sarebbe altrimenti stata abbandonata all’incuria, se non all’illegalità. Per questi motivi ha ringraziato i rappresentanti delle istituzioni, esprimendo un particolare apprezzamento per l’attenzione riservata a un progetto di questo tipo da parte della Fondazione CRT, della sua Presidente, la Professoressa Anna Maria Poggi, e del consigliere Giampiero Leo che, ha aggiunto Deri, «pur cambiando incarichi, non ha mai smesso di esserci vicino e sostenerci, fin quasi dai tempi di Cavour».

L’ultimo intervento, quello del Coordinatore della Commissione Cultura della Fondazione CRT, Giampiero Leo, si è incentrato sul fatto che l’esperienza della Yōshin Ryū e del progetto portato avanti da anni al Parco Crescenzio rappresentino non solo un’iniziativa meritoria sotto tutti gli aspetti – sociali, culturali e aggregativi – ma anche un caso talmente virtuoso da non aver mai suscitato dubbi, neppure tra le forze politiche più distanti, circa il valore del lavoro svolto. Lo stesso Leo si è inoltre interrogato sul perché il criterio della costruzione del bene comune, al di là di faziosità e ideologismi, non possa essere riproposto anche in altri ambiti, con un sicuro vantaggio per l’intera società.

Ha concluso l’incontro, affiancato dalla vicepresidente dell’Associazione Culturale Yoshin Ryū, Giada Turtoro, il Presidente e fondatore dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Yōshin Ryū, Cesare Turtoro. Nel suo intervento ha ringraziato tutte le istituzioni e gli amici presenti, sottolineando l’importanza di costruire un ponte culturale tra il nostro Paese e il Giappone. Ha inoltre ricordato come, nella storia ormai quasi cinquantennale dell’Associazione, abbia avuto modo di incontrare personalità politiche che hanno creduto nel bene comune e nella formazione delle nuove generazioni, indipendentemente dalla loro appartenenza politica. Rivolgendosi infine al numerosissimo pubblico presente, ha ribadito quanto la politica continui a essere fondamentale per un Paese democratico come il nostro e come, di conseguenza, la partecipazione popolare possa essere pluralista, ma debba sempre essere ampia e consapevole.

Una visita a Cocconato, la “Riviera del Monferrato”

Cocconato è un magnifico Comune adagiato in cima ad una collina del Monferrato astigiano, ad un’altitudine di 491 metri. Dista circa 30 km da Asti e 50 km da Torino e deve il suo nome all’espressione latina cum conatu che indicava lo sforzo che si doveva compiere per raggiungere l’abitato. Per il suo clima gradevole è chiamato la “Rivera del Monferrato”: gli inverni sono infatti più miti rispetto ai paesi vicini e le estati sono invece più fresche. Dal suo belvedere la vista spazia su vigneti e boschi, fino alle candide vette delle Alpi.
Oggi Cocconato è uno dei Borghi più Belli d’Italia ed è stato insignito della Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano.
Dal X secolo fino al 1586 fu capitale di una Nazione autonoma retta dalla famiglia Radicati e che comprendeva ben 47 feudi, tra i quali Aramengo, Marmorito, Passerano, San Sebastiano da Po e Robella. I Radicati riconoscevano come autorità superiore soltanto quella dell’Imperatore dei Romani e basavano la loro economia sui diritti di passaggio. Ogni quattro anni eleggevano il loro capofamiglia tra i membri dei rami più importanti del casato ed egli governava la Nazione proprio da Cocconato.
Nel 1586 i Radicati si sottomisero ai Savoia, pur mantenendo ampi poteri feudali e dal 1589 al 1598 batterono moneta al Castello di Passerano. Nel 1734 i diversi rami si divisero i possedimenti, ponendo così fine alla consortile. Alcuni di essi si sono estinti, mentre altri sono sopravvissuti fino ai giorni nostri, tra questi i Radicati di Brozolo e quelli di Passerano.
Dopo aver posteggiato l’auto in Piazza Cavour, il primo edificio che ho potuto ammirare è stata la Chiesa della Santissima Trinità, voluta dalla popolazione come voto contro la peste ed ultimata nel 1667. Ubicata in prossimità della porta detta “di Mercato Vecchio”, presenta una navata unica con volta a botte affrescata nel 1863 da Carlo Antonio Martini. L’altare maggiore, attribuibile a un artigiano valsesiano della seconda metà del XVII secolo, presenta una pala con l’incoronazione della Vergine attribuita alla bottega di Guglielmo Caccia detto “il Moncalvo”, celebre pittore attivo a Corte e definito anche “il Raffaello del Monferrato”.
Dopo una breve passeggiata in Via Roma, sono giunto al quattrocentesco Palazzo Comunale, costruito come propaggine meridionale del castello dei Conti Radicati. Raro esempio in Piemonte di edificio civile in stile tardo-gotico lombardo, è caratteristico per i suoi portici ad arco a sesto acuto sotto i quali si trovano piccole botteghe artigianali. La sua facciata è caratterizzata da eleganti finestroni ad arco con formelle in cotto decorato. Il suo cortile è detto “del Collegio” per via dell’antica sede della scuola per l’insegnamento della grammatica, della retorica e dell’umanità, fondata nel 1754.
Salendo ancora sono giunto Chiesa di Santa Maria della Consolazione, il principale edificio religioso del paese, inaugurato nel 1689. A navata unica con volte a botte, presenta otto cappelle laterali, alcune delle quali un tempo appartenute alle famiglie nobili del luogo. Nella chiesa sono custoditi splendidi dipinti, tra i quali uno appartenente alla scuola di Guglielmo Caccia e uno di Giovanni Francesco Sacchetti.
La pala absidale realizzata nel 1731 dal pittore valsesiano Vitaliano Grassi e raffigurante la Madonna della Consolazione ed i santi Fausto e Felice, patroni di Cocconato, è la più antica rappresentazione iconografica dell’abitato.
E’ quindi è apparsa alla mia vista la Torre dei Radicati, ultimo frammento superstite del castello che un tempo dominava Cocconato. Il maniero, costruito nel X secolo, venne definitivamente distrutto nel 1556 dal generale francese Carlo I di Cossé, Conte di Brissac. Il centro del potere dei Radicati venne spostato al Castello di Passerano, ancora oggi di proprietà della famiglia.

Del maniero di Cocconato rimase intatta solo la torre che tra il 1809 e il 1814 ospitò una stazione per il telegrafo utilizzato per le comunicazioni tra Italia e Francia. Demolita nel 1836, al suo posto sorse un mulino a vento, che dopo soli 15 anni di attività venne dismesso e trasformato in abitazione. Quel che rimaneva della torre venne completato superiormente con un terrazzo praticabile, mentre all’interno furono ricavati due piani abitativi.
Una visita a Cocconato è anche l’occasione di degustare i suoi prodotti tipici, tra i quali la celebre robiola, un formaggio fresco tipico piemontese, noto per la sua cremosità e il sapore delicato, già molto apprezzato nei Seicento; il prosciutto crudo e gli eccellenti vini, già molto amati da Casa Savoia.
Ogni anno nel mese di settembre il paese si riempie di vita con due importanti manifestazioni.
Da venerdì 4 a domenica 6 settembre 2026 si terrà CoccoWine, uno degli appuntamenti enogastronomici più importanti Piemonte, giunto alla XXV edizione, in occasione del quale il borgo si trasformerà in una “strada del vino” a cielo aperto, con degustazioni, prodotti tipici, banchi d’assaggio e cantine aperte.
L’ultimo fine settimana di settembre, quest’anno quello del 26 e 27, viene invece organizzato il Palio degli Asini, evento che vede sfidarsi i sette borghi del paese, ognuno con i propri colori, simboli e tradizioni. Il vincitore si aggiudica il drappo, un’opera d’arte tessile che ogni anno viene realizzata da artisti diversi.
Questa tradizione, risalente al 1970, affonda le radici tra il XIII e il XV secolo, quando un violento incendio colpì il castello dei Radicati e gli abitanti del borgo accorsero in loro aiuto raccogliendo acqua in un ruscello che scorreva a valle e portandola al maniero in botti caricate a dorso dei loro asini. I feudatari, in segno di riconoscenza, decisero di dar vita ad una corsa di asini, mettendo in palio lo stendardo del loro casato.
La manifestazione, giunta quest’anno alla sua 57° edizione, prevede anche il corteo storico con centinaia di figuranti in abiti medievali. Dame, cavalieri, notabili, contadini, streghe e soldati sfilano per le vie di questo magnifico borgo permettendo agli spettatori di fare un salto indietro nel tempo.
Si comincia il terzo fine settimana di settembre, quest’anno quello del 19 e 20, con la fiera medievale lungo Via Roma, in occasione della quale ogni borgo allestisce bancarelle di artigianato e stand enogastronomici. Il tutto è accompagnato da rievocazioni storiche con giullari, falconieri, cartomanti e artisti di strada. Sabato 19 verrà investito il Capitano del Palio, mentre il giorno seguente verrà organizzata una sfilata dal municipio alla chiesa parrocchiale, dove durante la S. Messa verranno benedetti i gonfaloni.
Sabato 26 si terranno la sfilata storica dei nobili e del Capitano del Palio e il grande banchetto medievale nel Cortile del Collegio, mentre il giorno dopo rappresenterà il vero e proprio cuore della manifestazione: nel pomeriggio si terranno infatti il grande corteo storico e la corsa degli asini.


ANDREA CARNINO

Ad Maiora Art inaugura “Visioni Contemporanee”: al via la nuova collettiva estiva

 

Archiviato il successo della bipersonale di Cristiano Sandonà e Lara Valentino, Ad Maiora Art inaugura un nuovo appuntamento dedicato all’arte contemporanea. Dal 10 al 17 luglio (chiusura lunedì 13), la galleria di via Santa Maria 4/C ospiterà “Visioni Contemporanee”, mostra collettiva a ingresso libero che riunisce artisti accomunati da linguaggi e percorsi espressivi diversi, tra sperimentazione e richiami alla tradizione.
L’inaugurazione è in programma venerdì 10 luglio, dalle 17.30 alle 18, con un vernissage aperto al pubblico. L’esposizione segna anche l’introduzione del nuovo orario estivo della galleria, visitabile dal martedì alla domenica dalle 17 alle 20, una scelta pensata per favorire una partecipazione più ampia e rispondere alle esigenze di studenti, lavoratori e appassionati.
«Vogliamo rendere l’arte sempre più accessibile e vicina alle persone», spiegano i fondatori Alessio Torzi e Andrea De Benedictis, ribadendo la volontà di promuovere uno spazio aperto, inclusivo e capace di coinvolgere pubblici sempre più eterogenei.
Tra gli artisti presenti figurano Daniele Bertuglia, Galileo Marino, Emanuele Longo, Chiara Renda, Vania Perale, Susanna Dore, Sam Vikers, Giorgio Patrignani e Nicolette Juhasz. Con questa nuova collettiva, Ad Maiora Art conferma il proprio impegno nella promozione dell’arte contemporanea e del dialogo tra differenti sensibilità creative.

Enzo Grassano