

Filippo Re


Al via dal 1° aprile, e per tutto il mese, la nuova campagna di sensibilizzazione e
di prevenzione contro le truffe, in particolare quelle ai danni degli anziani e delle
fasce deboli della popolazione, lanciata dal Comando Provinciale dei Carabinieri
di Torino, in collaborazione con Centrale del Latte di Torino. L’iniziativa ha
l’obiettivo di catturare l’attenzione dei consumatori attraverso il fianchetto delle
bottiglie del latte, creato ad hoc con una simpatica raffigurazione grafica del
carabiniere “Fedele”, che avvisa il consumatore di stare attento alle truffe.
Notoriamente il latte è un prodotto di frequente ed elevato consumo da parte della
popolazione e, dunque, le occasioni di lettura e di attenta visione dell’importante
messaggio posto sul contenitore sono sicuramente maggiori rispetto ai tanti altri
mezzi utilizzati per diffondere questi avvertimenti.
In particolare, nel mese di aprile, su oltre 500.000 confezioni di latte fresco in
bottiglia in plastica rpet di Alta Qualità e Parzialmente Scremato da un litro, a
marchio “Tapporosso”, distribuite principalmente in Piemonte, sarà riportato il
messaggio di “NON APRIRE LA PORTA AGLI SCONOSCIUTI” e l’invito a
chiamare il numero telefonico del pronto intervento “112” in caso di dubbi, per
evitare di essere oggetto di tentativi di frode, furto o estorsione.
“Questa campagna anti-truffa, rivolta principalmente agli anziani e alle fasce
deboli della popolazione, rappresenta un ulteriore tassello nell’attività informativa
che da tempo vede impegnati, su tutto il territorio della Città Metropolitana, i
carabinieri del Comando Provinciale di Torino in incontri con i cittadini presso
associazioni, parrocchie, eventi e manifestazioni pubbliche, commenta il Tenente
Colonnello Andrea Corinaldesi – Comandante del Reparto Operativo dei
Carabinieri di Torino. “Diamo una grande importanza alle attività di prevenzione,
al pari di quelle investigative, e la collaborazione con la Centrale del Latte di
Torino ci permette di entrare nelle case di 500.000 piemontesi con il messaggio:
“NON APRIRE LA PORTA AGLI SCONOSCIUTI” e l’invito a chiamare sempre il
numero telefonico del pronto intervento “112” nel caso si abbiano dubbi su chi si
presenta presso le nostre abitazioni, ma non solo. Il messaggio,
necessariamente sintetico per gli spazi a disposizione, vuole mettere in guardia
da tutti quei truffatori che, telefonicamente o di persona, sull’uscio di casa o
dando un appuntamento in strada, cercano di carpire la fiducia delle loro vittime”.
La scelta della Centrale del Latte di Torino, quale partner dell’iniziativa, conferma
la grande capacità logistica, di penetrazione e copertura del territorio piemontese.
“La nostra azienda è da sempre attenta e impegnata in iniziative di pubblico
interesse legate al territorio in cui è inserita” Commenta il Dott. Mario Restano –
Direttore Marketing. “Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta del
Comandante Provinciale dei Carabinieri di Torino, confermando il nostro
impegno civico”.
Da oltre 70 anni, Centrale del Latte di Torino, con oggi 5.000 clienti serviti ogni
giorno, 4 piattaforme distributive, un parco mezzi di oltre 70 camioncini, è leader
in Piemonte per la produzione e distribuzione di latte (fresco, a lunga durata ESL
e a lunga conservazione UHT). L’azienda, parte di Centrale del Latte d’Italia e
Newlat Food, (rappresentano oggi il terzo operatore italiano del settore Milk &
Dairy) commercializza anche prodotti freschi/freschissimi (panna, insalate di IV
gamma, yogurt, latticini, bevanda a base di soia, avena e riso, uova, pasta fresca
e molti altri). I marchi di proprietà sono Tapporosso, Piemonte, LATTE
Tapporosso, Fiordovo e Cappuccino Lovers. La ricerca della qualità e il controllo
della sicurezza di tutta la filiera sono massime e la mission aziendale è produrre
e commercializzare prodotti di alta qualità, sviluppando e rafforzando il proprio
ruolo di polo interregionale collocato tra i grandi gruppi di riferimento e i numerosi
operatori di piccole dimensioni
L’assessore ha spiegato che si tratta di strutture in grado di ospitare sia i figli dei dipendenti in circostanze eccezionali (il forfait improvviso dei baby sitter o uno sciopero del personale di asili e scuole) e non continuativa come un asilo aziendale, così come le Pet room possono ospitgare gli animali da compagnia, magari dopo un’operazione veterinaria o in altre situazioni imprevedibili, che impongono ai dipendenti di doverli tenere vicini a sé in via straordinaria.
La consigliera Monica Canalis (Pd) ha chiesto ragguagli sulla politica della Giunta in materia di smart-working e l’assessore Caucino ha chiarito che “c’è attenzione particolare sulla conciliazione vita e lavoro dei nostri dipendenti, stiamo lavorando al nuovo regolamento sullo smart working con i sindacati, ci sarà un borsellino di ore con al massimo due giornate di smart a casa. Stiamo dando grande fiducia ai lavoratori regionali, pensiamo di dover uniformarci a quanto si fa in Consiglio”.
Anche il presidente Riva Vercellotti è intervenuto per sollecitare la possibilità di effettuare il telelavoro, specie per i dipendenti che arrivano da fuori Torino e che avranno più difficoltà a raggiungere la sede di lavoro, “poiché il grattacielo non è prossimo né a Porta Nuova, né a Porta Susa”.
In un incidente stradale avvenuto in via Di Nanni, nel pomeriggio a Torino è morto un ciclista di 46 anni. La sua bicicletta è stata travolta da un’auto coinvolta nello scontro con un’altra vettura. A scontrarsi sono state una Dacia e una Ford, all’incrocio tra via Di Nanni e via Vinadio. La Dacia ha urtato un’auto posteggiata e poi uno scooter finendo contro la bici. Il conducente dell’auto è rimasto incastrato ed è stato liberato dai vigili del fuoco.
L’idea di candidare Torino a sede dell’Amla è nata lo scorso luglio: in questi mesi si è costituito il comitato promotore, presieduto da Alberto Perduca, magistrato di grande esperienza, già procuratore aggiunto di Torino e procuratore di Asti, con elevate competenze in materia di antiriciclaggio costruite nel corso della sua lunga carriera e con esperienze internazionali di altissimo livello. Il comitato è composto, oltre che dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dal sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo, anche da Gian Carlo Caselli, nel ruolo di Special Advisor. Il dossier tecnico è stato curato da Ires Piemonte con l’apporto di numerose istituzioni e realtà pubbliche e private.
Nei giorni scorsi il documento è stato integrato con ulteriori elementi richiesti dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano alle città che, come Torino, hanno avanzato la propria candidatura. In corsa, oltre al capoluogo piemontesi ci sono infatti Milano, Palermo, Roma, Venezia, Napoli, e, all’estero, Varsavia e Berlino.
Il dossier consegnato al governo e presentato agli organi di stampa offre una dettagliata panoramica del perché “Torino è la città ideale per ospitare l’autorità”, come si spiega fin dalle prime pagine.
«Pensiamo che questa città abbia le carte in regola per ospitare un’autorità europea di così alto profilo» spiegano il presidente della Regione Alberto Cirio e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo.
Tra i punti di forza della candidatura ci sono le due sedi proposte: la Curia Maxima, in via Corte d’Appello, e il Palazzo della Regione, in piazza Castello. Entrambe offrono una superficie di oltre 10 mila metri quadrati per ospitare circa 400 persone, così come richiesto dai requisiti per la candidatura. I due palazzi si trovano nel centro della città: sono edifici aulici di pregio a pochi passi da luoghi simbolo della storia d’Italia come Palazzo Madama e Palazzo reale. La Curia Maxima ha un impianto originario precedente al 1600 ed è stata, fino ai primi anni Duemila, la sede storica degli uffici giudiziari di Torino. L’attuale Palazzo della Regione è stato invece costruito tra il 1612 e il 1619, e si affaccia sulla piazza Castello, salotto pedonale nel cuore del centro storico cittadino.
Per il sindaco Stefano Lo Russo: «Con una grande tradizione di impegno per la legalità delle istituzioni e della società civile, Torino è una città che guarda al futuro senza dimenticarsi il suo passato. Prima capitale d’Italia, successivamente città industriale, grazie a un processo di trasformazione ancora in corso ha rafforzato le storiche vocazioni produttive sviluppandone di nuove come l’alta formazione universitaria. Qui sede uno dei gruppi bancari più importanti d’Europa, ci sono grandi investimenti in formazione e innovazione. Ma la nostra è anche una città che offre qualità della vita e proposte culturali di qualità ed è posizionata al centro del continente europeo. Sono tutte caratteristiche che ne fanno la candidata naturale ad ospitare l’Autorità Europea per l’Antiriciclaggio e a diventare la casa di coloro che ci lavoreranno e le loro famiglie»
«Torino è la sede ideale per ospitare l’Authority e quanti ci lavoreranno non solo per le caratteristiche e la qualità della città, ma anche per tutto ciò che la città ha intorno – spiega il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – La posizione del Piemonte “nel cuore” dell’Europa sarà sempre più strategica per l’incrocio di due corridoi come la Lisbona-Kiev e la Genova-Rotterdam. E già ora Torino si trova a pochi chilometri da bellezze e attrazioni turistiche come le montagne olimpiche, le colline Unesco di Langhe Roero Monferrato e il Lago Maggiore che fanno della città un luogo privilegiato in cui vivere e lavorare».
Innovazione, qualità della vita, solido tessuto imprenditoriale e produttivo, vivacità culturale, collegamenti nazionali e internazionali, in particolare con Roma e Bruxelles, infrastrutture di mobilità green, copertura del 100 per 100 del territorio con la banda larga, poli di formazione e di ricerca d’eccellenza, oltre alla bellezza architettonica e alla vicinanza alle montagne olimpiche sono alcune delle caratteristiche che vengono descritte nel dossier, che cita anche la tradizione di sicurezza e legalità del capoluogo piemontese.
«Qui sono nate alcune delle istituzioni italiane più importanti per la tutela della legalità. La storia stessa della Guardia di Finanza ebbe inizio a Torino, nel 1774, con l’istituzione del primo Corpo specializzato in compiti di difesa militare delle frontiere e di vigilanza del “cordone doganale – ricordano il presidente del comitato promotore Alberto Perduca e l’ex magistrato Gian Carlo Caselli – Qui è nata l’Arma dei Carabinieri, nel 1814. E sempre a Torino si celebrarono i primi processi, con la partecipazione di cittadini giurati, contro le principali formazioni armate terroristiche».
Una tradizione che oggi è proiettata verso il futuro, come dimostra la scelta di un gruppo bancario leader quale Intesa Sanpaolo di insediare qui il proprio Anti Financial Crime Digital Hub.
«La città di Torino e il territorio piemontese – spiega il presidente di Ires Piemonte, Michele Rosboch – presentano un tessuto economico innovativo e un tessuto sociale accogliente, con una particolare vivacità nell’offerta formativa e culturale. Inoltre da sempre Torino ha una speciale vocazione europea e internazionale avendo ospitato negli anni Cinquanta istituzioni come la Comunità europea di credito comunale e la firma della Carta Sociale Europea (1961)».
Un capitolo è dedicato in particolare alla qualità della vita. Il 25 per cento del territorio cittadino è infatti costituito da aree verdi, vi sono 207 chilometri di piste ciclabili integrate con oltre 1300 km di sistema urbano del trasporto pubblico. Per quanto riguarda poi i costi, il dossier contiene una comparazione tra i prezzi per gli immobili di pregio a Torino e in altre città italiane, compresa Roma che, come il capoluogo piemontese, è in corsa per ospitare l’Amla. In media affittare una casa a Torino nel centro storico, quindi nelle vicinanze delle due sedi proposte, costa 12,52 euro al metro quadrato, rispetto ai 28,76 di Milano e i 24,14 di Roma. Anche per quanto riguarda gli immobili in vendita, Torino garantisce prezzi più convenienti: 3471 euro al metro quadrato, rispetto ai 9823 di Milano e ai 7284 di Roma.
Al Bano protagonista al Punto 13 di via Farinelli a Mirafiori Sud, il centro commerciale rivitalizzato grazie all’intervento di Borello Supermercati, che ha aperto sul posto un nuovo supermarket.

Un grande successo: il celebre cantante, pur essendo arrivato un po’ in ritardo, ha autografato ben 800 bottiglie del vino prodotto dalla sua azienda. Circa 1550 le persone presenti. È stata un’opera di beneficenza, poiché dal ricavo verranno destinate risorse all’associazione Aief che si occupa di opere sociali. Soddisfazione di Fiorenzo Borello (nella foto di copertina con Al Bano), responsabile della catena di supermercati: “una giornata di festa per Mirafiori Sud, un quartiere storico di Torino che merita di essere rilanciato anche con iniziative come quella di oggi”.

In un parco cittadino tre giovani sono stati aggrediti e derubati da quattro coetanei. I fatti sono avvenuti nei giardini dell’Allea di Novara. La polizia avvisata dai tre ragazzi aggrediti ha perlustrato i dintorni con le auto pattuglie e ha visto quattro giovani che, una volta raggiunti dagli agenti, non hanno dichiarato le generalità e sono stati portati in questura. Qui sono stati riconosciuti dalle vittime. È stata recuperata una catenina d’oro rubata.
Ultimo miglio per i nuovi servizi amministrativi e di supporto della Sanità che entreranno nella missione dell’Azienda Zero, la struttura che in Piemonte ha come obiettivo l’efficientamento del Sistema Sanitario Regionale.
“Con il passaggio finale in Commissione della proposta di deliberazione della Giunta regionale – spiega il medico e professore universitario Alessandro Stecco, presidente leghista della commissione Sanità piemontese – siamo pronti a presentare al Consiglio regionale il progetto, che mira ad incrementare ulteriormente il livello di efficacia sanitaria ed efficienza organizzativa del Servizio Regionale. Migrando in Azienda Zero il coordinamento dell’emergenza ospedaliera, della rete dei laboratori e dei servizi, delle reti di patologia, il coordinamento regionale di epidemiologia e il supporto tecnico-organizzativo e metodologico per coordinare i progetti di investimento in edilizia sanitaria sarà possibile una verticalizzazione degli interventi e un controllo continuo degli impegni economici”.
“Alla presenza dell’assessore alla Sanità Luigi Icardi – ha proseguito il leghista vercellese Stecco – abbiamo ribadito, nel corso della seduta di Commissione, che le attività che convoglieremo in Azienda Zero sono funzionali e strategiche, individuate tra quelle che necessitano di un rinnovamento e di una maggiore funzionalizzazione”.
Si allega una immagine del presidente leghista della commissione Sanità Alessandro Stecco.
27 marzo 2023 – Dopo un lungo e attento lavoro di recupero e restauro, Palazzo Rey, sede di Ascom Confcommercio Torino e provincia, in via Massena 20, torna allo splendore originario di fine Ottocento e riapre finalmente il portone rimasto chiuso durante la pandemia. Al taglio del nastro, la presidente e il direttore di Ascom Torino Maria Luisa Coppa e Carlo Alberto Carpignano, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo, il presidente della Camera di commercio di Torino Dario Gallina, il presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia, il direttore dei lavori di restyling architetto Massimiliano Clara, oltre a numerose altre autorità e istituzioni cittadine e regionali, hanno potuto apprezzare i lavori realizzati e hanno simbolicamente sancito una rinnovata stagione di collaborazione per lo sviluppo delle attività del territorio.

«Siamo nella storica Casa del Commercio – dichiara la presidente di Ascom Torino Maria Luisa Coppa – e, come ognuno fa con la propria casa, la curiamo e la miglioriamo per accogliere tutto il mondo del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti di Torino e provincia. Oggi festeggiamo la fine dei lavori di restyling di Palazzo Rey, dove Ascom Torino ha la sede dal 1960: abbiamo fatto un investimento importante e vogliamo sottolineare come la riapertura del portone aulico, rimasto chiuso per quasi tre anni, sia il simbolo di una vera e propria ripresa delle attività con rinnovata energia e con tante idee per il futuro dei settori che rappresentiamo». Tra i temi in agenda, il contrasto alla desertificazione commerciale, il decoro e la sicurezza delle vie, la valorizzazione dell’enogastronomia del territorio, la tutela del commercio di vicinato, la lotta all’abusivismo, la rivitalizzazione delle categorie maggiormente danneggiate dalla pandemia.
«Questo palazzo per noi non è solo una casa – prosegue la presidente Coppa -, ma anche un luogo di incontro e di raccordo con le istituzioni, le organizzazioni e gli imprenditori della provincia di Torino. Con questa riapertura vogliamo simbolicamente rilanciare tutti quei rapporti diretti con le persone e le istituzioni che purtroppo hanno subito un allentamento durante la pandemia, ma che ora abbiamo tutti voglia di riattivare con più forza di prima. La nostra porta sarà sempre aperta per tutti gli imprenditori, ma anche per tutte le istituzioni con le quali condividiamo l’importanza di un dialogo serrato e di un serio approfondimento delle nostre istanze in nome del futuro delle 16 mila attività aderenti ad Ascom».
“Riaprire palazzo Rey con questo lavoro di restauro accurato, – ricorda il direttore di Ascom Torino Carlo Alberto Carpignano – per la nostra Associazione significa contribuire alla rigenerazione urbana di questo angolo di Torino, mettendo a disposizione della Città, dei Torinesi e dei turisti un punto di riferimento nuovo, un palazzo tradizionalmente torinese, nel solco dell’eclettismo ottocentesco subalpino, eppure aperto all’innovazione, luogo di incontro di Imprenditori ed Istituzioni, spazio di servizio per le Imprese, dove incontrarsi per cercare soluzioni e sviluppare idee”.
«Abbiamo lavorato molto bene con i ‘corpi intermedi’ – conferma il sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo – in ottica partecipativa, anche se talvolta un po’ limitati dalla fretta. La collaborazione con le istituzioni ci deve essere a prescindere dal colore politico delle amministrazioni e deve avere ben chiari gli obiettivi che ci dobbiamo dare. Stiamo vivendo una stagione in cui la politica deve fare fronte comune mettendo da parte ciò che divide e mettendo al centro ciò che unisce per permettere al territorio di crescere. L’obiettivo di sistema per i prossimi 20/30 anni è quello di far tornare Torino ad essere il motore industriale, culturale, commerciale e turistico del nostro Paese».
«Questa è anche l’occasione per ringraziare tutti i commercianti perché hanno affrontato con pazienza, coraggio e determinazione il periodo della pandemia – evidenzia il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -. I commercianti sono un presidio non solo di lavoro e crescita, ma anche di vitalità e sicurezza delle città. La Regione è in campo per sostenere il commercio e anche per rendere Torino sempre più attrattiva per turisti che vengano a dormire nei nostri hotel, assaggiare le eccellenze enogastronomiche nei nostri ristoranti e fare shopping nei nostri negozi. Di fronte alla desertificazione commerciale non ci si deve arrendere ma ci si deve interrogare, come sta facendo Ascom, su qual è il ruolo del commerciante, che si pone oggi come una figura sempre più improntata al servizio che si dà al cliente in ogni rapporto commerciale. Un servizio che l’acquisto attraverso il telefonino non può dare. Non dimentichiamo, inoltre, che ciò che il commerciante guadagna viene rinvestito sul territorio, non analogamente a quanto avviene per i grandi colossi digitali.
I commercianti sono un presidio non solo di lavoro e crescita, ma anche di vitalità e sicurezza delle città. La Regione è in campo per sostenere il commercio e anche per rendere Torino sempre più attrattiva per turisti che vengano a dormire nei nostri hotel, assaggiare le eccellenze enogastronomiche nei nostri ristoranti e fare shopping nei nostri negozi».
Il restauro del palazzo è stato diretto dall’architetto Massimiliano Clara. «Il lavoro – afferma l’architetto Clara – è stato entusiasmante e siamo particolarmente soddisfatti di essere riusciti a rispettare i tempi, grazie anche alla collaborazione con gli enti pubblici. Abbiamo lavorato con uno spirito di sinergia che ha consentito di portare a termine l’intervento in un arco temporale di 4 mesi, tra agosto e dicembre 2022 per gli esterni, a cui sono seguiti i lavori sui tetti».
La lettera appassionata del giornalista radiotelevisivo dedicata al grande industriale e collezionista vercellese scomparso il 27 marzo 2022 all’età di 75 anni.
Caro Signor Marazzato,
è passato un anno dalla Sua partenza. Era il 27 Marzo, una domenica notte. Anche se oggi è lunedì, nulla è cambiato. La gratitudine e l’affetto nei Suoi riguardi sono sempre più che vivi.
Casomai, accresciuti: proprio come il valore del ricordo che si fa memoria, menzione, condivisione. Perché il tempo amplifica la cognizione del rispetto per i Maestri.
Continuerò, pertanto, a darLe del Lei, come di consueto. Si può essere amici per sempre anche così. In un mondo spessogrigio, sono le immagini in bianco e nero a dare spessore.
A fare la differenza, plasmando il cuore.
Quelle istantanee che più volte mi ha mostrato in fotografiaquando narrava, con commozione, dell’amore encomiabile per il Suo indimenticato papà Lucillo. Per tutti ‘Cillo’, di cui un gran bene dicono all’unisono coloro che per destino hanno avuto la fortuna di conoscerVi Entrambi.
Quelle di anni di fabbriche dense di fumo, e automezzialtrettanto solerti che hanno contribuito a ricostruire,rumorosamente, l’Italia. Gli stessi che ha collezionato per una vita intera. Fino alla fine, senza mai stancarsi. Anzi, divertendosi e dispensando emozioni. Poiché anche ogni bullone, ogni singola vite ha il suo perché nel grande, inarrestabile e intricato ingranaggio della Vita. Questo, Lei, lo aveva ben chiaro.
Già La immagino a tavola, innanzi a un buon piatto di panissa, assieme a Francis Lombardi: Carlo all’anagrafe anch’egli, che in tempi lontani e altrettanto pionieri tra Genova e Vercelli sperimentò il brivido dell’aviazione, e il sogno di carrozziere e designer di autoveicoli leggeri.
Già la rivedo a conversare di camion, telai e quarto asse aggiunto insieme a quel Roberto Perlini che proprio in Veneto, terra dalle comuni radici, diede vita a un marchio rodato ormai entrato nel mito del motorismo storico pesante, altresì legato a doppia mandata con il Suo percorso: familiare, e imprenditoriale.
Chissà com’è, in quel Luogo senza spazio né tempo destinato solo ai Grandi, fare un giro senza il rischio di multe, in 500 o a bordo di una fiammante Bianchina Cabriolet con chi, proprio come Lei, ha fatto la storia dell’industria italiana e risponde al nome di Dante Giacosa: l’insuperato ingegnere che quei memorabili veicoli li sognò, e visionariamente li progettò.
Se chiudo gli occhi, quasi mi pare di udire ancora la Sua voce intenta a spiegarmi la diversità tra un motore precamera, e uno ainiezione diretta. Tra una cabina vecchio stile e una avanzata ‘col baffo’. Tra un Esatau musone del tempo della guerra e un piccolo OM degli anni Cinquanta da guidare con la patente B. Tra chi considera un veicolo storico una sfida appassionata e avvincente, e chi invece a fatica riesce a malapena a scorgerci soltanto poco più di un rigurgito di nostalgia.
Quanti aneddoti, quanti. E quanta ricca umanità trasudava a fiotti dalla Sua esperienza.
Impossibile eguagliare quanto ha fatto per chiunque: il Suo è un primato unico e irripetibile.
Metta, se può, Lei che è un uomo onesto, generoso e giusto, una buona parola per tutti noi ancora qui. Dio certamente ascolta i propri Campioni. Se Fuoriclasse, come nel Suo caso, ben di più.
Grazie, caro Signor Carlo. A Lei, e altrettanto alla Signora Mara, ai Vostri amatissimi figli Alberto, Luca e Davide e al ‘Gruppo Marazzato’ tutto con cui ho percorso un bellissimo trattodi strada.
Maurizio Scandurra.