Ritirata la patente a un giovane in stato di ebbrezza, fermata un’autovettura modificata, identificato l’automobilista che aveva urtato un ciclista.
Controlli nei pressi degli istituti scolastici. Riattivato il nucleo motociclisti
L’assessore Paolo RAINATO:
“Un cambio di passo che consente di presidiare zone particolarmente critiche”
Nello scorso week end il personale del Corpo di Polizia Locale di Chieri ha effettuato un servizio specifico di controllo del territorio finalizzato alla sicurezza urbana e stradale. L’attività, coordinata sul posto direttamente dal Comandante Luigi Vella, è stata organizzata con l’impiego di quattro pattuglie.
Le pattuglie hanno inizialmente effettuato due posti di controllo rinforzati in strada Padana Inferiore e su via Torino, nei pressi della stazione di servizio Eni, dove sono stati sottoposti a controlli i veicoli in entrata ed uscita dalla città. Quindi, l’attività di controllo è stata estesa su tutto il territorio comunale, compresi i quartieri periferici. Particolare attenzione è stata posta anche nel centro cittadino e nei luoghi di aggregazione giovanile (via della Gualderia, area Caselli, Via dei giardini, Via della pace, Chiesa di San Giorgio, Giardini della Consolata, Piazza Silvio Pellico).
In totale sono stati identificati circa 90 soggetti e controllati quasi 60 veicoli.
«In particolare, è stato fermato un ragazzo, neopatentato, alla guida di un’autovettura che procedeva “allegramente” per le vie cittadine, mostrando sintomi tipici riconducibili allo stato d’ebbrezza-racconta il Comandante della Polizia Locale Luigi VELLA-Gli accertamenti alcolemici hanno dato esito positivo e per il giovane il giovane è scattato il ritiro della patente con la sottrazione di 20 punti, oltre alla sanzione prevista per il caso specifico. Un altro giovane conducente di 26 anni è stato invece fermato dagli agenti di polizia in quanto il suo veicolo emetteva un accentuato “rombo”. L’autovettura in questione, accuratamente esaminata, risultava modificata in svariate parti, potenzialmente compromettenti la sicurezza stradale, violando alcune disposizioni del codice della strada. Al ragazzo sono state contestate diverse violazioni amministrative con ritiro della carta di circolazione finalizzata alla revisione straordinaria della vettura che dovrà ora essere riportata allo stato originale di immatricolazione».
Inoltre, un giovane di 23 anni, residente in Brianza, quale passeggero di un’autovettura fermata per controlli di polizia stradale, ha attirato l’attenzione degli operanti in quanto si è dimostrato sospetto in alcuni atteggiamenti. Da un approfondimento sulla sua posizione è risultato aggravato da alcuni precedenti penali, anche in tema di stupefacenti. Scattava pertanto la perquisizione personale del ragazzo che dava esiti positivi, in quanto veniva rinvenuta della sostanza stupefacente tipo hashish, riconducibile per quantità ad un uso personale, che veniva sequestrata e il giovane segnalato al Prefetto.
Infine, diversi ragazzi, quasi tutti minorenni, sono stati controllati nel parco adiacente al plesso scolastico “Oscar Levi”. Intorno alle due di notte il gruppo di giovanissimi era intento ad ascoltare musica ad alto volume disturbando il riposo delle persone residenti nelle adiacenze. Sono stati invitati a cessare il disturbo ma non sono emerse particolari violazioni.
Commenta il Comandante Luigi VELLA: «La Polizia Locale di Chieri sta espletando le proprie attività d’istituto con quotidiano impegno e nonostante la carenza di personale, riuscendo ad ottenere risultati apprezzabile nel controllo del territorio. In previsione della prossima riorganizzazione della struttura, sono stati rinforzati alcuni servizi ed è stato riattivato il nucleo motociclisti che da anni ormai non operava più. Bisogna ricordare che, al fine di contrastare il degrado urbano, aumentandone la sicurezza, anche su sollecitazione di alcuni istituti scolastici, sono stati intensificati anche i controlli atti a contrastare l’uso e lo spaccio di sostanze stupefacenti tra i giovani. Ad esempio, la scorsa settimana in Via Conte Rossi di Montelera due giovani sono stati sottoposti a controlli ed è stato sequestrato un modesto quantitativo di sostanza stupefacente tipo marijuana».
Gli operatori del Comando di Chieri, durante la scorsa settimana, sono riusciti anche a identificare l’autore di un sinistro stradale avvenuto alla vigilia di Pasqua. Nella circostanza un ciclista veniva urtato dal conducente di un’utilitaria, il quale, pur immediatamente fermatosi subito dopo l’impatto, riprendeva nel breve la marcia allontanandosi dal luogo senza dare i propri dati alla controparte. Il ciclista ha riportato la rottura del femore e veniva sottoposto ad intervento chirurgico. A seguito di accurati accertamenti, sentiti alcune soggetti presenti sul posto ed altre persone in grado di riferire sui fatti, nonché grazie all’acquisizione di filmati degli impianti di videosorveglianza, gli agenti sono riusciti a risalire al veicolo ed al relativo proprietario. L’autovettura è stata rinvenuta in un’autorimessa e sottoposta a verifiche con riscontri oggettivi dei danni compatibili con l’evento infortunistico. Sono state elevate le sanzioni del caso e comunicati i dati alla persona ferita, che potrà ora avviare l’azione risarcitoria.
«Siamo molto soddisfatti per i risultati ottenuti grazie all’attività di controllo del territorio e per l’impegno sul fronte della sicurezza stradale, in particolare i controlli serali frutto del potenziamento dei servizi voluti dall’amministrazione comunale-dichiara l’assessore alla Viabilità e alla Polizia Locale Paolo RAINATO-Sono state presidiate zone particolarmente critiche, oggetto di segnalazione da parte dei cittadini. È evidente il cambio di passo introdotto dal Comandante Luigi Vella, che opera in prima linea affiancando i propri agenti, in particolare i neoassunti, e incontrando anche gruppi di residenti per spiegare l’attività dei vigili e raccogliere segnalazioni e suggerimenti».




Non ha dubbi Elena Loewenthal che con Luca Beatrice ha curato “Alberto Moravia. Non so perché non ho fatto il pittore”, visitabile nello spazio Wunderkammer della GAM sino al 4 giugno, una trentina di opere pittoriche racchiuse nel giudizio artistico del grande scrittore: “La mostra è un altro grande romanzo moraviano”. Una mostra che non tiene per nulla conto di anniversari, che esula dai contorni stabiliti, che non è freddamente celebrativa, ma una mostra “fuori da ogni anniversario, dal momento che non c’è bisogno di una data per riprendere un omaggio ad uno scrittore ed intellettuale – anche se Moravia amava assai poco il termine” – che ha attraversato un secolo imprimendo un’orma ben precisa non soltanto di scrittore che amava Proust e Dostoevskji ma altresì di giornalista, sceneggiatore e drammaturgo, saggista, critico cinematografico e instancabile reporter di viaggio, politico, esprimendo appieno il vasto panorama dei propri interessi. Una mostra che ha visto la collaborazione (“abbiamo fatto rete e questo è davvero un punto d’eccellenza per la città”) della Fondazione Circolo degli Artisti, della GAM e del Museo Nazionale del Cinema, a cui si sono uniti l’Associazione Fondo Alberto Moravia, Bompiani storico editore e le Gallerie d’Italia.
La mostra – il cui titolo riecheggia quello del volume composto da Alessandra Grandelis intorno alle critiche d’arte dell’autore della “Noia” tra il 1934 e il 1990, anno della scomparsa -, accompagnata da un efficace catalogo edito da Silvana Editoriale, apre uno sguardo nuovo, una gamma di giudizi espressi soprattutto su artisti amici, Enrico Paulucci e Carlo Levi (suo un ritratto “modiglianesco” dello scrittore del ’30: “Alla fine dunque bisognerà pur chiamare Levi un espressionista?… Si potrebbero fare vari nomi a proposito dell’”espressionismo” di Carlo Levi: da Van Gogh a Modigliani, da Soutine a Kokoschka. Ma sarebbero puri riferimenti indicativi; poiché, come abbiamo detto, Levi ha fatto sue queste e altre non meno importanti esperienze trovando ‘belli’ via via Modigliani, Van Gogh, Soutine, Kokoschka e quanti altri ai quali, come un viandante tranquillo che cammini placido e sicuro di sé – e con un mezzo sigaro in bocca -, ha chiesto qualche indicazione per la strada da seguire.”) in primo luogo, sull’incontro con i Sei di Torino, sulla frequentazione di Renato Guttuso e Mario Schifano, sui nomi di Titina Maselli (con i suoi “occhi grandi e attenti spalancati sul reale” di cui ama i colori “acerbi, chimici, squillanti”), sorella di Citto, lui pronto a trascrivere per lo schermo “Gli indifferenti” con una Claudia Cardinale venticinquenne, e Giosetta Fioroni, legata in quegli anni a Guido Piovene, “rifiutando Burri e Fontana, ignorando l’astrattismo, preferendo il racconto delle immagini figurative”, sottolinea Luca Beatrice. Ma trovano anche spazio, tra gli altri, Giacomo Manzù e Leonor Fini, Mario Lattes e Mino Maccari, Giuseppe Capogrossi (“esiste
una pittura pura, come la poesia pura? Se esiste, Capogrossi ne è uno dei cultori più accreditati”) e Mario Mafai e Piero Guccione, Antonio Recalcati e Gisberto Ceracchini, autori questi ultimi di due ritratti datati 1987 e 1928, la vecchiaia e la gioventù, un Moravia sempre ombroso, sfuggente. Scriveva Moravia in “Corriere della sera” nel marzo dell’88: “Ma qui comincia il mistero, almeno per me, dei pittori. Come fanno a trasmutare la loro visione del mondo non già come si presenta alla mente, cioè con le parole, ma in immagini, in pittura? Che cosa è successo per esempio nella mente di Recalcati quando ha ripreso nel ritratto, che mi ha fatto con evidente compiacimento, il gesto con il quale appoggio il mento sulla palma della mano? E perché mi ha fatto gli occhi di un colore diverso, più scuro (ho gli occhi che tirano al verde), dell’originale?” Mentre Raffaele La Capria, forse ripensando al ritratto di Ceracchini, nel 2016 scriveva: “Quando ripenso ad Alberto Moravia… io mi sorprendo inevitabilmente a fissarlo in due atteggiamenti: uno è una specie di broncio da ragazzino ingiustamente punito; l’altro una specie di rischiaramento del volto e degli occhi che precedeva un sorriso così disarmante da cogliermi sempre impreparato. In tutt’e due gli atteggiamenti ritrovo l’adolescente che per me era Moravia.”
prenderà corpo al Circolo dei Lettori con “Nato per narrare: riscoprire Moravia”, una serie di incontri che vedranno al tavolo dei relatori persone di spicco, che in vario modo, nel presente e nel passato, si sono avvicinati a quel mondo: da Dacia Maraini a Carmen Llera Moravia (ad intervistarla Alain Elkann, 9 marzo alle Gallerie d’Italia), Elena Stancanelli che legge l’amore in Moravia nella lectio “L’insudicia amore”, come Umberto Saba definiva il gesto amoroso, le relazioni, il sesso nell’opera moraviana (14 marzo), Alberto Albinati “a partire da alcuni libri dello scrittore passa in rassegna le modalità con cui la scrittura tenta di rendere la fisicità, la sensualità, la consistenza e resistenza materiale di ciò che per sua natura non è traducibile in parole” (17 marzo), Camilla Baresani racconta i viaggi dello scrittura con “Moravia, il nostro Chatwin” (21 marzo) mentre Elena Loewenthal guiderà una “Maratona Moraviana” snodata in tre filoni, pensiero arte corpo, in compagnia di René De Ceccatty, Giorgio Ficara, Alessandro Grandelis, Luca Beatrice e Giorgio Papi. Tangram Teatro proporrà “Io ed Elsa”, uno spettacolo con Bruno Maria Ferraro e Patrizia Pozzi per la regia di Ivana Ferri, sul rapporto tumultuoso tra la Morante e Moravia. Ultimo appuntamento il 20 maggio, all’interno del Salone del Libro, il premio Pulitzer Jhumpa Lahiri ragionerà sulla dimensione oraziana dello scrittore nella lectio “Moravia è un autore classico?”
Necessario era anche un angolo a racchiudere un assaggio del cinema “di” Moravia, esiguo se si pensa che i film tratti da romanzi e racconti dello scrittore sommano a una quindicina, territorio più che appetitoso, con alterne riuscite, per sceneggiatori e registi. Ovvero si sentirà la mancanza di opere come “La romana” di Luigi Zampa, che aveva tra gli sceneggiatori Bassani e Flaiano, e de “La provinciale” di Soldati, grandi successi targati Lollobrigida, o della “Donna invisibile” di Paolo Spinola con una magistrale Giovanna Ralli. Ecco allora nell’atrio del cinema Massimo tredici scatti firmati da Angelo Frontoni e ripresi a Capri sul set del “Disprezzo” di Jean-Luc Godard con la Bardot. La pellicola (in programma il 14 marzo) si unisce a “Il conformista” di Bertolucci (12 marzo), a “La Ciociara” di De Sica (26 marzo) e a “Gli indifferenti”, ritratto impietoso di una famiglia degli anni Venti, attorno al rampollo Michele Ardengo, in un girotondo di noia e di ipocrisie, di disfatte morali, di perfide meschinità, di disfacimenti personali, di un vuoto che offriva nelle pagine del romanzo una visione estremamente moderna. Moravia iniziò a scriverlo nel 1925, durante la sua permanenza nel sanatorio di Bressanone. Lo pubblicò nel 1929, a spese proprie, aveva soltanto ventun’anni.